lunedì 13 settembre 2021

IL 3 e 4 OTTOBRE A NAPOLI NON SI VOTA SOLO UN SINDACO. A NAPOLI VOTERETE ANCHE PER L’ACQUA PUBBLICA, COME UN VERO REFERENDUM.

Di Antonio Luongo

Non direttamente, è chiaro. Ma nella sostanza né Manfredi, né Bassolino, né Maresca hanno la minima intenzione di proseguire nel percorso di attuazione del referendum del 2011.

Dal 2016 Sono consigliere dell'Ente Idrico Campano, votato dai sindaci del Distretto di Napoli in quota "Acqua Bene Comune". So di cosa parlo.
Sono anni che mi schiero contro il progetto di apertura alle grandi multinazionali private voluto da De Luca e il suo vice Bonavitacola. Il piano di riordino del ciclo integrato dell'acqua, a livello regionale é lo strumento con cui stanno tentando il ritorno al passato.
Manfredi non ha né la forza né la volontà politica di contrapporsi al governatore, anzi è probabile che sul tema diventi il suo galoppino.
Non parlo in astratto o per principio. Sul tema c'e una maggioranza traversale che va dai partiti della destra al pd
mentre i 5 stelle hanno rinnegato le loro battaglie, per gli equilibri governativi.
Giorno per giorno, da mesi do battaglia sul tema e conosco i miei polli. Nessuno degli altri candidati ha il coraggio di dichiararlo, ma I movimenti per l'acqua dal basso sono snobbati e abbandonati. Io nel 2011 presi un impegno e lo porterò avanti con coerenza come sempre. Con Alessandra Clemente l'acqua resta pubblica e io sarò in prima linea in sua difesa, costi quel che costi.





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Di Antonio Luongo

Non direttamente, è chiaro. Ma nella sostanza né Manfredi, né Bassolino, né Maresca hanno la minima intenzione di proseguire nel percorso di attuazione del referendum del 2011.

Dal 2016 Sono consigliere dell'Ente Idrico Campano, votato dai sindaci del Distretto di Napoli in quota "Acqua Bene Comune". So di cosa parlo.
Sono anni che mi schiero contro il progetto di apertura alle grandi multinazionali private voluto da De Luca e il suo vice Bonavitacola. Il piano di riordino del ciclo integrato dell'acqua, a livello regionale é lo strumento con cui stanno tentando il ritorno al passato.
Manfredi non ha né la forza né la volontà politica di contrapporsi al governatore, anzi è probabile che sul tema diventi il suo galoppino.
Non parlo in astratto o per principio. Sul tema c'e una maggioranza traversale che va dai partiti della destra al pd
mentre i 5 stelle hanno rinnegato le loro battaglie, per gli equilibri governativi.
Giorno per giorno, da mesi do battaglia sul tema e conosco i miei polli. Nessuno degli altri candidati ha il coraggio di dichiararlo, ma I movimenti per l'acqua dal basso sono snobbati e abbandonati. Io nel 2011 presi un impegno e lo porterò avanti con coerenza come sempre. Con Alessandra Clemente l'acqua resta pubblica e io sarò in prima linea in sua difesa, costi quel che costi.





martedì 7 settembre 2021

IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER DARE ALLA CALABRIA UN FUTURO E NOI COME PARTITO DEL SUD – MERIDIONALISTI PROGRESSISTI, SAREMO AL FIANCO DI LUIGI DE MAGISTRIS!



COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. Ricordiamo che con Luigi de Magistris abbiamo collaborato a costruire fin dal 2011 un percorso alternativo che dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora si ripromette di costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi. Un governo che vede il dominio della Lega e di quei potentati neoliberisti che si apprestano, grazie anche all’uso sbilanciato del Recovery Plan, all'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente ed ulteriormente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo. 

Invece a sostegno del candidato di centrodestra forze e personaggi non solo di destra estrema, ma anche storicamente contro il Sud come la Lega, che nel corso degli anni non hanno risparmiato dichiarazioni offensive e razziste contro la Calabria e i calabresi.

Nel centrosinistra una accozzaglia di liste pseudo progressiste integrate da ex forzisti, destrorsi, ex DC stracotti, renziani schierati contro il RdC unica fonte di reddito per tante famiglie senza lavoro, soprattutto al Sud, integrate dalla ciliegina del M5s, che dopo aver ricevuto dal Sud nelle ultime politiche una massa enorme di voti, ora per bocca dell’ex PdC Conte, parla di questione settentrionale e Milano locomotiva…

Di conseguenza non potevamo restare indifferenti all'unica vera proposta "politica" delle elezioni in Calabria. Soprattutto in un momento dove la proposta qualunquista del “né di destra né di sinistra” e della fine delle ideologie mostra tutta la sua cialtroneria, limiti e totale inaffidabilità.

Il Partito del Sud con lealtà e coerenza sostiene pertanto LUIGI DE MAGISTRIS PRESIDENTE DELLA CALABRIA, fiducioso che la sua energia e la sua autonomia da logiche romane, il suo orientamento rivolto solo alla valorizzazione della nostra Regione, sapranno essere temi vincenti per mettere al centro del dibattito la QUESTIONE MERIDIONALE, e insieme provare a fare passi avanti verso una definitiva soluzione, in una coalizione che vede presente oltre a noi e insieme a noi altre coerenti forze progressiste e della sinistra antiliberista.

I nostri Candidati pertanto saranno presenti nella lista CALABRIA RESISTENTE E SOLIDALE, capeggiati dall’infaticabile GIUSEPPE SPADAFORA - Coord. Regionale Calabria per il Partito del Sud – Candidato nella Circoscrizione Nord (Cosenza). Nella Circoscrizione Centro (Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia) il nostro candidato è GIUSEPPE BUFFA e per la Circoscrizione Sud (Reggio Calabria) saremo presenti con MASSIMO COGLIANDRO.

Periferie, difesa identitaria della Regione, difesa dell’acqua e dei beni comuni, lotta contro le politiche sull’Autonomia differenziata, difesa dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza di tutti, caratterizzeranno come sempre il nostro impegno a favore della Calabria e del Mezzogiorno!

 

Coord. Calabria Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti


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COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. Ricordiamo che con Luigi de Magistris abbiamo collaborato a costruire fin dal 2011 un percorso alternativo che dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora si ripromette di costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi. Un governo che vede il dominio della Lega e di quei potentati neoliberisti che si apprestano, grazie anche all’uso sbilanciato del Recovery Plan, all'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente ed ulteriormente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo. 

Invece a sostegno del candidato di centrodestra forze e personaggi non solo di destra estrema, ma anche storicamente contro il Sud come la Lega, che nel corso degli anni non hanno risparmiato dichiarazioni offensive e razziste contro la Calabria e i calabresi.

Nel centrosinistra una accozzaglia di liste pseudo progressiste integrate da ex forzisti, destrorsi, ex DC stracotti, renziani schierati contro il RdC unica fonte di reddito per tante famiglie senza lavoro, soprattutto al Sud, integrate dalla ciliegina del M5s, che dopo aver ricevuto dal Sud nelle ultime politiche una massa enorme di voti, ora per bocca dell’ex PdC Conte, parla di questione settentrionale e Milano locomotiva…

Di conseguenza non potevamo restare indifferenti all'unica vera proposta "politica" delle elezioni in Calabria. Soprattutto in un momento dove la proposta qualunquista del “né di destra né di sinistra” e della fine delle ideologie mostra tutta la sua cialtroneria, limiti e totale inaffidabilità.

Il Partito del Sud con lealtà e coerenza sostiene pertanto LUIGI DE MAGISTRIS PRESIDENTE DELLA CALABRIA, fiducioso che la sua energia e la sua autonomia da logiche romane, il suo orientamento rivolto solo alla valorizzazione della nostra Regione, sapranno essere temi vincenti per mettere al centro del dibattito la QUESTIONE MERIDIONALE, e insieme provare a fare passi avanti verso una definitiva soluzione, in una coalizione che vede presente oltre a noi e insieme a noi altre coerenti forze progressiste e della sinistra antiliberista.

I nostri Candidati pertanto saranno presenti nella lista CALABRIA RESISTENTE E SOLIDALE, capeggiati dall’infaticabile GIUSEPPE SPADAFORA - Coord. Regionale Calabria per il Partito del Sud – Candidato nella Circoscrizione Nord (Cosenza). Nella Circoscrizione Centro (Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia) il nostro candidato è GIUSEPPE BUFFA e per la Circoscrizione Sud (Reggio Calabria) saremo presenti con MASSIMO COGLIANDRO.

Periferie, difesa identitaria della Regione, difesa dell’acqua e dei beni comuni, lotta contro le politiche sull’Autonomia differenziata, difesa dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza di tutti, caratterizzeranno come sempre il nostro impegno a favore della Calabria e del Mezzogiorno!

 

Coord. Calabria Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti


venerdì 3 settembre 2021

Basta, predatori. Andate via - Il partito del Sud promuove e partecipa al Move Up 21 “Stop brevetti sui vaccini”-

 Basta, predatori. Andate via

“Move Up 2021 si mobilita il 5/6 settembre in occasione del vertice dei ministri della salute. Il 5 alle 17 ci sarà un presidio a villa Panphili. Il 6 dalle 17 alle 19 un webinar con la partecipazione di esponenti italiani, europei e mondiali (vd locandina). All’iniziativa hanno aderito Agorà abitanti della terra, transform, medicina democratica, forum salute Lazio, Prc, Partito del Sud, Laboratorio Sud. Ai cittadini ribadiamo la necessità di sospendere i brevetti immediatamente e senza limiti, di garantire subito la disponibilità dei vaccini per tutti, di costruire/ricostruire servizi sanitari pubblici, cosa che i ministri della salute, specie “occidentali”, non hanno voluto fare “

Basta, con le vostre conferenze , i vostri vertici, i vostri poteri, i vostri programmi mistificatori, il vostro operato impunito. Il sistema che avete imposto ai popoli della Terra con la violenza, le guerre, gli accaparramenti delle terre e delle acque, i mercati competitivi, la finanza globale coloniale, il dominio delle imprese GAFAM e BIG PHARMA….è fallito.
Siete dei predatori. Avete dimostrato, a partire dello sfacelo agli inizi degli anni ‘70 del vostro sistema finanziario internazionale, di essere incapaci di risolvere i problemi “mondiali”, da voi stessi creati, nell’interesse di tutti, dei diritti umani e sociali universali, della salvaguarda della vita del Pianeta. Siete stati e restate dei predatori.
Non avete garantito la sicurezza di vita (del lavoro, alimentare, sanitaria, idrica, energetica, civica….) per tutti gli abitanti della Terra , ma avete pensato solo alla vostra sicurezza. In particolare, attribuendo nel 1990 ai soggetti privati il diritto di proprietà intellettuale privata a scopo di lucro sul vivente e, pari empo, sull’Intelligenza Artificiale avete stravolto il divenire della vita e privatizzato la conoscenza,lo spirito della vita. Avete commesso uno dei più nefasti errori della storia.
Siete degli irresponsabili. Avete abbandonato i principi fondatori del costituzionalismo politico, sociale ed umano centrati su libertà, giustizia, uguaglianza, solidarità, fraternità, democrazia ed avete condannato il futuro della comunità di vita della Terra all’arbitrio senza limiti dei gruppi sociali dominanti , cui avete svenduto il potere sulla vita.
Avevate promesso solennemente, con l’Agenda ONU 2000-2015 (Gli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio) e poi l’Agenda ONU 2015-2030 (Gli Obiettivi dello Sviluppo Ssostenibile), che “nessuno sarebbe stato lasciato da parte”. Ebbene,
con grande ipocrisia e cinismo
— avete continuato a spendere centinaia di miliardi di dollari l’anno nel settore militare(nel 2020 avete raggiunto il record di due trilioni )
– quasi tre miliardi di esseri umani sono ancora senza copertura sanitaria di base e rischiano (secondo l’OMS) di diventare cinque miliardi nel 2030;
– solo il 2% della popolazione dei paesi detti poveri, cioé impoveriti, sono stati ad oggi vaccinati nel mentre la percentuale supera il 60% nei paesi detti ricchi, cioé arricchitisi con la predazione delle risorse del pianeta;
– si stima che le popolazioni dei paesi impoveriti potranno raggiungere il livello minimo di immunità di gregge contro il Covid-19 verso la fine del 2024-2025 allorché i profitti delle imprese farmaceutiche private detentrici dei brevetti superano già 50 miliardi di dollari
– più di 2 miliardi sono senza accesso all’acqua potabile e 4,2 miliardi non hanno accesso regolare, continuo e sicuro all’acqua buona pe usi umani. Inoltre più di 4 miliardi non dispongono di alcun servizio igienico sicuro, individuale e/o pubblico (secondo l’ONU-Acqua)
Invece , siete stati molto bravi, grazie alle vostre guerre nel mondo, a distruggere Stati o ‘comunità di popoli” come l’Iraq, la Siria, lo Yemen, la Libia, Il Sudan, il Libano, l’Afghanistan, la Palestina e a destabilizzare la maggioranza degli Stati africani sud-Sahara, a ricolonizzare paesi dell’America latina, a mantenere focolai maggiori di conflitti in Asia.
Vergognatevi. Avete promosso un sistema mondiale dove otto miliardari posseggono una ricchezza monetaria uguale a quella di 3,6 miliardi di persone (corrispondente alla popolazione mondiale più povera). Avete continuato imperterriti e prepotenti, malgrado le continue allerte ( fin dal ’72) e le schiaccianti evidenze (fin dal primo vertice della Terra del 1992 sul clima e l’ambiente),nella vostra opera di distruzione delle risorse vitali del Pianeta nel nome di una sciagurata “crescita” delle vostre economie. Oggi, a causa del vostro piratesco modello capitalista di economia “sociale” di mercato, la Terra brucia, le calotte polari ed i ghiacciai si sciolgono, il livello dei mari è aumentato più di un metro, l’acqua buona per usi umani è sempre più scarsa, la siccità e la desertificazione si estendono sul globo, i migranti ambientali si contano per decine di milioni, le pandemie esplodono.
Risultato gravissimo: avete mercificato tutto, privatizzato tutto, svuotato di senso la “res publica”, il pubblico, la gioia del vivere insieme, i beni comuni mondiali, lo Stato ,la bellezza della giustizia, la bontà della democrazia.
Le nostre proposte. Basta, dovete andarvene prima di essere cacciati via in malo modo. E’ inaccettabile continuare ad affidare il destino della vita del Pianeta e dei suoi abitanti a degli irresponsabili. Occorre “Liberare l’umanità e la vita del Pianeta dalla nuova predazione coloniale ” A tal fine, proponiamo di procedere alla messa in moto di processi di elaborazione e proposta di un nuovo contratto sociale mondiale. Passare ad una nuova fase costituente di pensamento e di organizzazione degl abitanti della Terra. Molteplici sono le proposte concrete possibili da promuovere in tutti i campi specie quello del lavoro (tecnologia e finanza), della salute e della sicurezza e salvaguardia della vita della Terra. Un obiettivo maggiore è giungere, sotto una forte pressione da parte dei paesi del Sud del mondo e delle migliaia di associazioni progressiste del mondo alla autoconvocazione, dai paesi che lo desiderano, di un’Assemblea speciale dell’ONU, l’Assemblea degli Abitanti della Terra, con i seguenti quattro punti all’ordine del giorno: la Nuova Dichiarazione universale dei Diritti e delle Responsabilità degli Abitanti della Terra. La sovranità appartiene al popolo/l’umanità , a tutti i popoli della Terra insieme (e non ai popoli più forti); l’abolizione dei brevetti (proprietà intellettuale) privati sul vivente e sull’Intelligenza Artificiale. La conoscenza è un bene comune universale non appropriabile; la ratificazione del Trattato di Proibizione delle armi nucleari (concezione, produzione, uso e commercio); la messa fuorilegge della finanza globale speculativa predatrice.



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 Basta, predatori. Andate via

“Move Up 2021 si mobilita il 5/6 settembre in occasione del vertice dei ministri della salute. Il 5 alle 17 ci sarà un presidio a villa Panphili. Il 6 dalle 17 alle 19 un webinar con la partecipazione di esponenti italiani, europei e mondiali (vd locandina). All’iniziativa hanno aderito Agorà abitanti della terra, transform, medicina democratica, forum salute Lazio, Prc, Partito del Sud, Laboratorio Sud. Ai cittadini ribadiamo la necessità di sospendere i brevetti immediatamente e senza limiti, di garantire subito la disponibilità dei vaccini per tutti, di costruire/ricostruire servizi sanitari pubblici, cosa che i ministri della salute, specie “occidentali”, non hanno voluto fare “

Basta, con le vostre conferenze , i vostri vertici, i vostri poteri, i vostri programmi mistificatori, il vostro operato impunito. Il sistema che avete imposto ai popoli della Terra con la violenza, le guerre, gli accaparramenti delle terre e delle acque, i mercati competitivi, la finanza globale coloniale, il dominio delle imprese GAFAM e BIG PHARMA….è fallito.
Siete dei predatori. Avete dimostrato, a partire dello sfacelo agli inizi degli anni ‘70 del vostro sistema finanziario internazionale, di essere incapaci di risolvere i problemi “mondiali”, da voi stessi creati, nell’interesse di tutti, dei diritti umani e sociali universali, della salvaguarda della vita del Pianeta. Siete stati e restate dei predatori.
Non avete garantito la sicurezza di vita (del lavoro, alimentare, sanitaria, idrica, energetica, civica….) per tutti gli abitanti della Terra , ma avete pensato solo alla vostra sicurezza. In particolare, attribuendo nel 1990 ai soggetti privati il diritto di proprietà intellettuale privata a scopo di lucro sul vivente e, pari empo, sull’Intelligenza Artificiale avete stravolto il divenire della vita e privatizzato la conoscenza,lo spirito della vita. Avete commesso uno dei più nefasti errori della storia.
Siete degli irresponsabili. Avete abbandonato i principi fondatori del costituzionalismo politico, sociale ed umano centrati su libertà, giustizia, uguaglianza, solidarità, fraternità, democrazia ed avete condannato il futuro della comunità di vita della Terra all’arbitrio senza limiti dei gruppi sociali dominanti , cui avete svenduto il potere sulla vita.
Avevate promesso solennemente, con l’Agenda ONU 2000-2015 (Gli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio) e poi l’Agenda ONU 2015-2030 (Gli Obiettivi dello Sviluppo Ssostenibile), che “nessuno sarebbe stato lasciato da parte”. Ebbene,
con grande ipocrisia e cinismo
— avete continuato a spendere centinaia di miliardi di dollari l’anno nel settore militare(nel 2020 avete raggiunto il record di due trilioni )
– quasi tre miliardi di esseri umani sono ancora senza copertura sanitaria di base e rischiano (secondo l’OMS) di diventare cinque miliardi nel 2030;
– solo il 2% della popolazione dei paesi detti poveri, cioé impoveriti, sono stati ad oggi vaccinati nel mentre la percentuale supera il 60% nei paesi detti ricchi, cioé arricchitisi con la predazione delle risorse del pianeta;
– si stima che le popolazioni dei paesi impoveriti potranno raggiungere il livello minimo di immunità di gregge contro il Covid-19 verso la fine del 2024-2025 allorché i profitti delle imprese farmaceutiche private detentrici dei brevetti superano già 50 miliardi di dollari
– più di 2 miliardi sono senza accesso all’acqua potabile e 4,2 miliardi non hanno accesso regolare, continuo e sicuro all’acqua buona pe usi umani. Inoltre più di 4 miliardi non dispongono di alcun servizio igienico sicuro, individuale e/o pubblico (secondo l’ONU-Acqua)
Invece , siete stati molto bravi, grazie alle vostre guerre nel mondo, a distruggere Stati o ‘comunità di popoli” come l’Iraq, la Siria, lo Yemen, la Libia, Il Sudan, il Libano, l’Afghanistan, la Palestina e a destabilizzare la maggioranza degli Stati africani sud-Sahara, a ricolonizzare paesi dell’America latina, a mantenere focolai maggiori di conflitti in Asia.
Vergognatevi. Avete promosso un sistema mondiale dove otto miliardari posseggono una ricchezza monetaria uguale a quella di 3,6 miliardi di persone (corrispondente alla popolazione mondiale più povera). Avete continuato imperterriti e prepotenti, malgrado le continue allerte ( fin dal ’72) e le schiaccianti evidenze (fin dal primo vertice della Terra del 1992 sul clima e l’ambiente),nella vostra opera di distruzione delle risorse vitali del Pianeta nel nome di una sciagurata “crescita” delle vostre economie. Oggi, a causa del vostro piratesco modello capitalista di economia “sociale” di mercato, la Terra brucia, le calotte polari ed i ghiacciai si sciolgono, il livello dei mari è aumentato più di un metro, l’acqua buona per usi umani è sempre più scarsa, la siccità e la desertificazione si estendono sul globo, i migranti ambientali si contano per decine di milioni, le pandemie esplodono.
Risultato gravissimo: avete mercificato tutto, privatizzato tutto, svuotato di senso la “res publica”, il pubblico, la gioia del vivere insieme, i beni comuni mondiali, lo Stato ,la bellezza della giustizia, la bontà della democrazia.
Le nostre proposte. Basta, dovete andarvene prima di essere cacciati via in malo modo. E’ inaccettabile continuare ad affidare il destino della vita del Pianeta e dei suoi abitanti a degli irresponsabili. Occorre “Liberare l’umanità e la vita del Pianeta dalla nuova predazione coloniale ” A tal fine, proponiamo di procedere alla messa in moto di processi di elaborazione e proposta di un nuovo contratto sociale mondiale. Passare ad una nuova fase costituente di pensamento e di organizzazione degl abitanti della Terra. Molteplici sono le proposte concrete possibili da promuovere in tutti i campi specie quello del lavoro (tecnologia e finanza), della salute e della sicurezza e salvaguardia della vita della Terra. Un obiettivo maggiore è giungere, sotto una forte pressione da parte dei paesi del Sud del mondo e delle migliaia di associazioni progressiste del mondo alla autoconvocazione, dai paesi che lo desiderano, di un’Assemblea speciale dell’ONU, l’Assemblea degli Abitanti della Terra, con i seguenti quattro punti all’ordine del giorno: la Nuova Dichiarazione universale dei Diritti e delle Responsabilità degli Abitanti della Terra. La sovranità appartiene al popolo/l’umanità , a tutti i popoli della Terra insieme (e non ai popoli più forti); l’abolizione dei brevetti (proprietà intellettuale) privati sul vivente e sull’Intelligenza Artificiale. La conoscenza è un bene comune universale non appropriabile; la ratificazione del Trattato di Proibizione delle armi nucleari (concezione, produzione, uso e commercio); la messa fuorilegge della finanza globale speculativa predatrice.



giovedì 2 settembre 2021

Natale Cuccurese: “Sud a rischio desertificazione e Giuseppe Conte blatera di questione settentrionale”

Il Sud è a rischio desertificazione demografica. Anche questa volta a sostenerlo non è un’associazione neoborbonica, bensì un organo terzo, indipendente ed autorevole, la Confcommercio, che, dati alla mano, ha dimostrato che nel corso degli ultimi 25 anni 1,6 milioni di giovani meridionali hanno abbandonato i loro comuni di origine.

Nel commentare la notizia via social, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese ha osservato: “Ai vari governi che negli anni si susseguono questi dati poco interessano, a maggior riprova il fatto che ormai nemmeno si prendono più la briga di commentarli”.

Fra i vari politicanti – ha proseguito Cuccurese – c’è poi chi si converte sulla via di Milano e inizia a blaterare di “questione settentrionale”, come nel caso del comico involontario Giuseppe Conte”.

Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese

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A seguire il post completo del nostro Presidente nazionale dal suo profilo facebook:

IL SUD NON È UN PAESE PER GIOVANI...
“Al Sud 1,6 milioni di giovani in meno in 25 anni”
Si susseguono, anno dopo anno come a segnare il passaggio delle stagioni, i report sulla drammatica situazione (in ogni campo) del Mezzogiorno, da parte delle varie associazioni di categoria o dei centri studi.
I dati snocciolati l’anno prima sono sostituiti inevitabilmente con dati ancora più drammatici e così via all’infinito.
Ai vari governi che negli anni si susseguono questi dati poco interessano, a maggior riprova il fatto che ormai nemmeno si prendono più la briga di commentarli.
Fra i vari politicanti c’è poi chi si converte sulla via di Milano e inizia a blaterare di “questione settentrionale”, come nel caso del comico involontario Giuseppe Conte.
Inevitabile quindi, dopo più di 160 di emigrazione indotta, che il Sud stia vivendo una desertificazione demografica mai conosciuta in precedenza.
L’OCSE più di una volta negli ultimi anni ha lanciato l’allarme al nostro governo per segnalare come l’Italia sia tornata ai primi posti nel mondo per emigrazioni verso l’estero e dal Mezzogiorno verso il Nord Italia.
Purtroppo i vari governi italiani hanno sempre risposto a queste segnalazioni con un TOTALE disinteresse, solo, a volte, qualche chiacchiera di circostanza che è durata lo spazio di un mattino.
Il Mezzogiorno è visto da tutti i governi italiani dal 1861 a questa parte esclusivamente come colonia interna estrattiva, ultimamente più di cervelli che di braccia, per cui questi dati non destano mai la benché minima reazione. Basti pensare che Napoli è solo la quinta città al mondo per presenza di cittadini napoletani, la prima è San Paolo del Brasile.
Non parliamo poi dell’emigrazione sanitaria e universitaria dal Sud, questo capitolo abominevole ci permette di affermare di essere di fronte ad un vero e proprio razzismo di Stato contro i cittadini meridionali, in barba alla Costituzione.
Addirittura l’unica proposta che giunge da parte governativa, e che ci fa capire che avanti di questo passo questo Paese non ha un futuro, è quella separatista grazie alla “secessione dei ricchi”sostenuta dai cacicchi senza gloria delle Regioni del Nord...


                                                        immagine da @Repubblica



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Il Sud è a rischio desertificazione demografica. Anche questa volta a sostenerlo non è un’associazione neoborbonica, bensì un organo terzo, indipendente ed autorevole, la Confcommercio, che, dati alla mano, ha dimostrato che nel corso degli ultimi 25 anni 1,6 milioni di giovani meridionali hanno abbandonato i loro comuni di origine.

Nel commentare la notizia via social, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese ha osservato: “Ai vari governi che negli anni si susseguono questi dati poco interessano, a maggior riprova il fatto che ormai nemmeno si prendono più la briga di commentarli”.

Fra i vari politicanti – ha proseguito Cuccurese – c’è poi chi si converte sulla via di Milano e inizia a blaterare di “questione settentrionale”, come nel caso del comico involontario Giuseppe Conte”.

Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese

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A seguire il post completo del nostro Presidente nazionale dal suo profilo facebook:

IL SUD NON È UN PAESE PER GIOVANI...
“Al Sud 1,6 milioni di giovani in meno in 25 anni”
Si susseguono, anno dopo anno come a segnare il passaggio delle stagioni, i report sulla drammatica situazione (in ogni campo) del Mezzogiorno, da parte delle varie associazioni di categoria o dei centri studi.
I dati snocciolati l’anno prima sono sostituiti inevitabilmente con dati ancora più drammatici e così via all’infinito.
Ai vari governi che negli anni si susseguono questi dati poco interessano, a maggior riprova il fatto che ormai nemmeno si prendono più la briga di commentarli.
Fra i vari politicanti c’è poi chi si converte sulla via di Milano e inizia a blaterare di “questione settentrionale”, come nel caso del comico involontario Giuseppe Conte.
Inevitabile quindi, dopo più di 160 di emigrazione indotta, che il Sud stia vivendo una desertificazione demografica mai conosciuta in precedenza.
L’OCSE più di una volta negli ultimi anni ha lanciato l’allarme al nostro governo per segnalare come l’Italia sia tornata ai primi posti nel mondo per emigrazioni verso l’estero e dal Mezzogiorno verso il Nord Italia.
Purtroppo i vari governi italiani hanno sempre risposto a queste segnalazioni con un TOTALE disinteresse, solo, a volte, qualche chiacchiera di circostanza che è durata lo spazio di un mattino.
Il Mezzogiorno è visto da tutti i governi italiani dal 1861 a questa parte esclusivamente come colonia interna estrattiva, ultimamente più di cervelli che di braccia, per cui questi dati non destano mai la benché minima reazione. Basti pensare che Napoli è solo la quinta città al mondo per presenza di cittadini napoletani, la prima è San Paolo del Brasile.
Non parliamo poi dell’emigrazione sanitaria e universitaria dal Sud, questo capitolo abominevole ci permette di affermare di essere di fronte ad un vero e proprio razzismo di Stato contro i cittadini meridionali, in barba alla Costituzione.
Addirittura l’unica proposta che giunge da parte governativa, e che ci fa capire che avanti di questo passo questo Paese non ha un futuro, è quella separatista grazie alla “secessione dei ricchi”sostenuta dai cacicchi senza gloria delle Regioni del Nord...


                                                        immagine da @Repubblica



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sabato 28 agosto 2021

IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A ROMA E IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE A SOSTEGNO DI PAOLO BERDINI SINDACO!

Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.

Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando la nostra città ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario e sorda agli interessi delle persone.









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Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.

Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando la nostra città ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario e sorda agli interessi delle persone.









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lunedì 23 agosto 2021

NAPOLI RIPARTE DALLE PERIFERIE. L'ITALIA RIPARTA DA SUD. IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A NAPOLI E NOI COME PARTITO DEL SUD – MERIDIONALISTI PROGRESSISTI, COME SEMPRE, CI SAREMO!

C O M U N I C A T O STAMPA


Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. A Napoli questi squilibri sono rappresentati dalle differenze di vivibilità e possibilità che si toccano con mano nelle periferie.

Raramente un'amministrazione ha saputo dare priorità al tema. In questa tornata elettorale a Napoli si chiudeva un ciclo di cui solo i miopi, i detrattori e i voltagabbana possono negare le innovazioni, ma che, soprattutto nell'ultimo periodo, ha mostrato più di una criticità.
Più di dieci anni sono passati, con una prima sindacatura entusiasmante e una seconda con diverse problematiche, che ci han visto sempre presenti con la nostra lista e simbolo a sostegno di Luigi de Magistris. Questa volta non correremo con il simbolo, anche per favorire un processo di coesione e condivisione di prospettive dell'area progressista antiliberista che in passato troppo spesso è mancato, ma metteremo le nostre tesi meridionaliste a disposizione della coalizione, nell’auspicio che queste idee possano innestarsi con un nome nuovo, giovane e donna alla guida della città.
Diciamo subito che in politica purtroppo esistono diversi modi di procedere non sempre spendibili come esempi di chiarezza e coerenza. Ma questa volta a Napoli si è andati oltre, il vaso ha riversato il suo poco edificante contenuto.
A sostegno del candidato di centrodestra forze e personaggi non solo di destra estrema, ma anche storicamente contro il Sud come la Lega, che nel corso degli anni non hanno risparmiato dichiarazioni offensive e razziste contro Napoli e i napoletani.
Dalla parte del centrosinistra una accozzaglia di liste pseudo progressiste integrate da ex forzisti, destrorsi, ex DC cotti e stracotti, renziani schierati contro il RdC unica fonte di reddito per tante famiglie senza lavoro, soprattutto al Sud, integrate dalla ciliegina del M5s, che dopo aver ricevuto dal Sud nelle ultime politiche una massa enorme di voti, ora per bocca dell’ex PdC Conte, parla di questione settentrionale e Milano locomotiva…
Ma il fenomeno veramente triste e inaccettabile è l’adesione, l’intrufolamento nelle liste del centrodestra e centrosinistra (che fingono di litigare ma governano insieme nel governo Draghi) di un esercito di transfughi, di opportunisti in cerca di ricollocazione e in difesa solo della propria poltrona. Il fenomeno è incommentabile, quasi indecente e basterebbe da solo a qualificare la sincerità e la qualità delle proposte.
La coerenza in una politica seria è esigenza imprescindibile se si vogliono perseguire ideali condivisi e la difesa dei beni comuni, per i quale come Partito del Sud da sempre ci battiamo.
Di conseguenza non potevamo restare indifferenti all'unica vera proposta "politica" delle elezioni Napoletane. Soprattutto in un momento dove la proposta qualunquista del “né di destra né di sinistra” e della fine delle ideologie mostra tutta la sua cialtroneria, limiti e totale inaffidabilità.
Il Partito del Sud con lealtà e coerenza a Napoli riparte quindi da Alessandra Clemente, fiducioso che la sua energia e la sua autonomia da logiche romane, il suo orientamento rivolto solo alla valorizzazione della città di Napoli, sapranno essere temi vincenti per mettere al centro del dibattito la QUESTIONE MERIDIONALE, e insieme provare a fare passi avanti verso una definitiva soluzione, in una coalizione che vede presente oltre a noi altre coerenti forze della sinistra e persone che sono state seriamente impegnate nell’area politica del Sindaco uscente. Alessandra Clemente, col suo sguardo giovane e genuino, privo di sudditanza e vincoli calati dall'alto ha raccolto la nostra sfida e ha accettato di farsene carico.
Le nostre Candidate e i nostri Candidati pertanto saranno presenti nella lista ALESSANDRA CLEMENTE SINDACO, capeggiati dall’infaticabile ANTONIO LUONGO -Resp.le Città Metropolitana di Napoli per il Partito del Sud - nei primi posti della lista.
Periferie, difesa identitaria della città, difesa dell’acqua e dei beni comuni, lotta contro le politiche sull’Autonomia differenziata, difesa dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza di tutti, caratterizzeranno come sempre il nostro impegno a favore di Napoli e del Mezzogiorno!
Napoli 23/08/2021
Coord. Campania Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti

info@partitodelsud.eu






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C O M U N I C A T O STAMPA


Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. A Napoli questi squilibri sono rappresentati dalle differenze di vivibilità e possibilità che si toccano con mano nelle periferie.

Raramente un'amministrazione ha saputo dare priorità al tema. In questa tornata elettorale a Napoli si chiudeva un ciclo di cui solo i miopi, i detrattori e i voltagabbana possono negare le innovazioni, ma che, soprattutto nell'ultimo periodo, ha mostrato più di una criticità.
Più di dieci anni sono passati, con una prima sindacatura entusiasmante e una seconda con diverse problematiche, che ci han visto sempre presenti con la nostra lista e simbolo a sostegno di Luigi de Magistris. Questa volta non correremo con il simbolo, anche per favorire un processo di coesione e condivisione di prospettive dell'area progressista antiliberista che in passato troppo spesso è mancato, ma metteremo le nostre tesi meridionaliste a disposizione della coalizione, nell’auspicio che queste idee possano innestarsi con un nome nuovo, giovane e donna alla guida della città.
Diciamo subito che in politica purtroppo esistono diversi modi di procedere non sempre spendibili come esempi di chiarezza e coerenza. Ma questa volta a Napoli si è andati oltre, il vaso ha riversato il suo poco edificante contenuto.
A sostegno del candidato di centrodestra forze e personaggi non solo di destra estrema, ma anche storicamente contro il Sud come la Lega, che nel corso degli anni non hanno risparmiato dichiarazioni offensive e razziste contro Napoli e i napoletani.
Dalla parte del centrosinistra una accozzaglia di liste pseudo progressiste integrate da ex forzisti, destrorsi, ex DC cotti e stracotti, renziani schierati contro il RdC unica fonte di reddito per tante famiglie senza lavoro, soprattutto al Sud, integrate dalla ciliegina del M5s, che dopo aver ricevuto dal Sud nelle ultime politiche una massa enorme di voti, ora per bocca dell’ex PdC Conte, parla di questione settentrionale e Milano locomotiva…
Ma il fenomeno veramente triste e inaccettabile è l’adesione, l’intrufolamento nelle liste del centrodestra e centrosinistra (che fingono di litigare ma governano insieme nel governo Draghi) di un esercito di transfughi, di opportunisti in cerca di ricollocazione e in difesa solo della propria poltrona. Il fenomeno è incommentabile, quasi indecente e basterebbe da solo a qualificare la sincerità e la qualità delle proposte.
La coerenza in una politica seria è esigenza imprescindibile se si vogliono perseguire ideali condivisi e la difesa dei beni comuni, per i quale come Partito del Sud da sempre ci battiamo.
Di conseguenza non potevamo restare indifferenti all'unica vera proposta "politica" delle elezioni Napoletane. Soprattutto in un momento dove la proposta qualunquista del “né di destra né di sinistra” e della fine delle ideologie mostra tutta la sua cialtroneria, limiti e totale inaffidabilità.
Il Partito del Sud con lealtà e coerenza a Napoli riparte quindi da Alessandra Clemente, fiducioso che la sua energia e la sua autonomia da logiche romane, il suo orientamento rivolto solo alla valorizzazione della città di Napoli, sapranno essere temi vincenti per mettere al centro del dibattito la QUESTIONE MERIDIONALE, e insieme provare a fare passi avanti verso una definitiva soluzione, in una coalizione che vede presente oltre a noi altre coerenti forze della sinistra e persone che sono state seriamente impegnate nell’area politica del Sindaco uscente. Alessandra Clemente, col suo sguardo giovane e genuino, privo di sudditanza e vincoli calati dall'alto ha raccolto la nostra sfida e ha accettato di farsene carico.
Le nostre Candidate e i nostri Candidati pertanto saranno presenti nella lista ALESSANDRA CLEMENTE SINDACO, capeggiati dall’infaticabile ANTONIO LUONGO -Resp.le Città Metropolitana di Napoli per il Partito del Sud - nei primi posti della lista.
Periferie, difesa identitaria della città, difesa dell’acqua e dei beni comuni, lotta contro le politiche sull’Autonomia differenziata, difesa dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza di tutti, caratterizzeranno come sempre il nostro impegno a favore di Napoli e del Mezzogiorno!
Napoli 23/08/2021
Coord. Campania Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti

info@partitodelsud.eu






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mercoledì 4 agosto 2021

DOPO LA SECESSIONE DEI RICCHI ARRIVA "LA RIVOLUZIONE DEL RICCO"!

 


Poveri meridionali!

di Natale
Cuccurese

La maggior parte dei poveri in Italia risiede al Sud, come certificato da Eurostat. Ora oltre alla povertà devono combattere contro il governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica.

Le politiche dei Governi dell’ultimo ventennio, che ha visto cieca obbedienza ad ogni ordine di Bruxelles, privatizzazioni a pioggia, modifica del Titolo V, politiche ultra liberiste, pareggio di bilancio ecc., hanno prodotto, anno dopo anno, i loro frutti avvelenati, fra cui un aumento sempre maggiore della povertà assoluta della popolazione oggi arrivata al record di 5,6 milioni di cittadini, in larga maggioranza nel Mezzogiorno, la macroarea più povera di tutto il continente, con Sicilia e Campania ai primi due posti per rischio povertà della classifica Eurostat, seguite da Calabria, Puglia, Basilicata e Molise.

L’Italia, governata da sempre sulla base di un feroce razzismo di Stato contro il Sud, ha letteralmente spolpato la propria colonia interna massacrandone senza ritegno i cittadini, senza nessun rispetto per la Costituzione nata dalla Resistenza. Una Costituzione comunque più volte modificata in senso antipopolare in questi anni. Abbiamo così assistito in questi ultimi trent’anni a una vera e propria “Rivoluzione del ricco”, dalla definizione del grande meridionalista Gaetano Salvemini.

Sembra impossibile eppure con il governo Draghi, sospinto da leghisti, protoleghisti e media di regime, un governo composto da un banchiere e dai suoi tecnocrati che hanno commissariato il Parlamento, si vuole continuare su di una strada classista ed oligarchica che porterà inevitabilmente a gravi problemi sociali. Dopo aver spolpato il Sud ora passano inevitabilmente alle classi più deboli anche del Nord, come infatti rivelato dagli ultimi dati Istat che dimostrano come la povertà sia inevitabilmente in deciso aumento anche nel Centro-Nord.

In questa direzione va la proposta di Renzi di un referendum sul Reddito di Cittadinanza, dopo che il suo tentativo di modificare la Costituzione in senso liberticida tramite referendum era già stata respinta dai cittadini nel 2016. Renzi quindi chiede non di correggere il RdC, magari migliorarlo, ma cancellarlo del tutto, lasciando le persone più in difficoltà senza un sostegno. Letteralmente alla fame ed in balia di una classe imprenditoriale senza scrupoli e pronta a sfruttare i cittadini in modo bestiale, come sta venendo alla luce grazie ad una inchiesta in corso in Veneto.

Cittadini letteralmente in balia del ricatto occupazionale da parte di prenditori senza scrupoli che pretendono di sfruttare per i loro soli interessi manovalanza a basso costo e senza diritti. Le parole scelte pochi giorni fa da Renzi sulla “gente che deve soffrire” e sul carattere “diseducativo” del RdC sono a dir poco disgustose e classiste. Indice di un ritorno alla oligarchia dei “migliori” come nell’Italietta monarchica.

Si chiedeva Salvemini a proposito di questa “Rivoluzione del ricco”: l’Italia prefascista fu una democrazia?! La risposta è negativa! “Non esiste una democrazia dove non vi è uguaglianza di diritti”.

Era un’oligarchia ancorata al potere con le classi popolari ridotte a masse informi di salariati a basso costo e nel caso di proteste era sempre pronto il Bava Beccaris di turno, non a caso decorato per la sua “bella impresa”. Il governo, grazie anche ad una legge elettorale ad hoc, era così bloccato nelle mani dei soli “migliori”. Completamente traditi gli ideali del Risorgimento che appunto si era rivelato essere stato, nei fatti, una Rivoluzione del ricco, utile solo ad alcune classi sociali e a danno totale delle classi popolari.

Se analizziamo la situazione dell’Italia attuale, con al governo “i migliori” imposti con una congiura di palazzo, con i lavoratori sempre più precari e quindi a rischio o meglio certezza di sfruttamento, poche regole e solo a vantaggio dei ricchi, con la repressione che si prepara a colpire sempre più duro i pochi che protestano e le elezioni bloccate da una legge elettorale sicuramente non rappresentativa dell’intero Paese e che vede, addirittura, la prossima riduzione dei parlamentari a danno della rappresentanza democratica dei territori, ci rendiamo facilmente conto come l’Italia del 2021 è più vicina a quella del 1921 che non alla modernità e soprattutto alla democrazia. Se a questo poi aggiungiamo, come recentemente fatto trasparire in un editoriale su La Stampa da Sorgi, la possibilità di una svolta autoritaria, è facile capire che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza democratica.

In questa stessa direzione va anche il recente sblocco dei licenziamenti voluto da Confindustria, ottenuto senza colpo ferire grazie alla complicità sindacale e della politica politicante. Era inevitabile che ottenuto lo sblocco i camerieri politici in servizio permanente effettivo delle classi “migliori” passassero all’attacco del RdC, unico strumento che impedisce alle aziende di riuscire a ricattare del tutto cittadini e lavoratori.

Il Sud, già in enorme difficoltà e in preda anche ad un calo demografico pauroso, truffato e depredato dei fondi che gli spettavano nel #Pnrr, come sempre a favore del Nord, ne uscirà letteralmente distrutto e, una volta spolpato da questi “divoratori di carne cruda”, sarà abbandonato al suo destino e con la ratifica dell’atonomia differenziata si passerà all’inevitabile separazione del Paese.

Serve costruire rapidamente un’opposizione vera e popolare altrimenti l’Italia vivrà un massacro sociale di proporzioni inaudite e mai viste.

Le parole di Renzi, subito seguito su questa strada da Salvini, sono contro tutti gli italiani in difficoltà ad iniziare da quelli del Sud.

È Renzi il miglior alleato della Lega contro il Sud, anche su questo fronte.

Fonte: Transform!italia


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Poveri meridionali!

di Natale
Cuccurese

La maggior parte dei poveri in Italia risiede al Sud, come certificato da Eurostat. Ora oltre alla povertà devono combattere contro il governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica.

Le politiche dei Governi dell’ultimo ventennio, che ha visto cieca obbedienza ad ogni ordine di Bruxelles, privatizzazioni a pioggia, modifica del Titolo V, politiche ultra liberiste, pareggio di bilancio ecc., hanno prodotto, anno dopo anno, i loro frutti avvelenati, fra cui un aumento sempre maggiore della povertà assoluta della popolazione oggi arrivata al record di 5,6 milioni di cittadini, in larga maggioranza nel Mezzogiorno, la macroarea più povera di tutto il continente, con Sicilia e Campania ai primi due posti per rischio povertà della classifica Eurostat, seguite da Calabria, Puglia, Basilicata e Molise.

L’Italia, governata da sempre sulla base di un feroce razzismo di Stato contro il Sud, ha letteralmente spolpato la propria colonia interna massacrandone senza ritegno i cittadini, senza nessun rispetto per la Costituzione nata dalla Resistenza. Una Costituzione comunque più volte modificata in senso antipopolare in questi anni. Abbiamo così assistito in questi ultimi trent’anni a una vera e propria “Rivoluzione del ricco”, dalla definizione del grande meridionalista Gaetano Salvemini.

Sembra impossibile eppure con il governo Draghi, sospinto da leghisti, protoleghisti e media di regime, un governo composto da un banchiere e dai suoi tecnocrati che hanno commissariato il Parlamento, si vuole continuare su di una strada classista ed oligarchica che porterà inevitabilmente a gravi problemi sociali. Dopo aver spolpato il Sud ora passano inevitabilmente alle classi più deboli anche del Nord, come infatti rivelato dagli ultimi dati Istat che dimostrano come la povertà sia inevitabilmente in deciso aumento anche nel Centro-Nord.

In questa direzione va la proposta di Renzi di un referendum sul Reddito di Cittadinanza, dopo che il suo tentativo di modificare la Costituzione in senso liberticida tramite referendum era già stata respinta dai cittadini nel 2016. Renzi quindi chiede non di correggere il RdC, magari migliorarlo, ma cancellarlo del tutto, lasciando le persone più in difficoltà senza un sostegno. Letteralmente alla fame ed in balia di una classe imprenditoriale senza scrupoli e pronta a sfruttare i cittadini in modo bestiale, come sta venendo alla luce grazie ad una inchiesta in corso in Veneto.

Cittadini letteralmente in balia del ricatto occupazionale da parte di prenditori senza scrupoli che pretendono di sfruttare per i loro soli interessi manovalanza a basso costo e senza diritti. Le parole scelte pochi giorni fa da Renzi sulla “gente che deve soffrire” e sul carattere “diseducativo” del RdC sono a dir poco disgustose e classiste. Indice di un ritorno alla oligarchia dei “migliori” come nell’Italietta monarchica.

Si chiedeva Salvemini a proposito di questa “Rivoluzione del ricco”: l’Italia prefascista fu una democrazia?! La risposta è negativa! “Non esiste una democrazia dove non vi è uguaglianza di diritti”.

Era un’oligarchia ancorata al potere con le classi popolari ridotte a masse informi di salariati a basso costo e nel caso di proteste era sempre pronto il Bava Beccaris di turno, non a caso decorato per la sua “bella impresa”. Il governo, grazie anche ad una legge elettorale ad hoc, era così bloccato nelle mani dei soli “migliori”. Completamente traditi gli ideali del Risorgimento che appunto si era rivelato essere stato, nei fatti, una Rivoluzione del ricco, utile solo ad alcune classi sociali e a danno totale delle classi popolari.

Se analizziamo la situazione dell’Italia attuale, con al governo “i migliori” imposti con una congiura di palazzo, con i lavoratori sempre più precari e quindi a rischio o meglio certezza di sfruttamento, poche regole e solo a vantaggio dei ricchi, con la repressione che si prepara a colpire sempre più duro i pochi che protestano e le elezioni bloccate da una legge elettorale sicuramente non rappresentativa dell’intero Paese e che vede, addirittura, la prossima riduzione dei parlamentari a danno della rappresentanza democratica dei territori, ci rendiamo facilmente conto come l’Italia del 2021 è più vicina a quella del 1921 che non alla modernità e soprattutto alla democrazia. Se a questo poi aggiungiamo, come recentemente fatto trasparire in un editoriale su La Stampa da Sorgi, la possibilità di una svolta autoritaria, è facile capire che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza democratica.

In questa stessa direzione va anche il recente sblocco dei licenziamenti voluto da Confindustria, ottenuto senza colpo ferire grazie alla complicità sindacale e della politica politicante. Era inevitabile che ottenuto lo sblocco i camerieri politici in servizio permanente effettivo delle classi “migliori” passassero all’attacco del RdC, unico strumento che impedisce alle aziende di riuscire a ricattare del tutto cittadini e lavoratori.

Il Sud, già in enorme difficoltà e in preda anche ad un calo demografico pauroso, truffato e depredato dei fondi che gli spettavano nel #Pnrr, come sempre a favore del Nord, ne uscirà letteralmente distrutto e, una volta spolpato da questi “divoratori di carne cruda”, sarà abbandonato al suo destino e con la ratifica dell’atonomia differenziata si passerà all’inevitabile separazione del Paese.

Serve costruire rapidamente un’opposizione vera e popolare altrimenti l’Italia vivrà un massacro sociale di proporzioni inaudite e mai viste.

Le parole di Renzi, subito seguito su questa strada da Salvini, sono contro tutti gli italiani in difficoltà ad iniziare da quelli del Sud.

È Renzi il miglior alleato della Lega contro il Sud, anche su questo fronte.

Fonte: Transform!italia


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domenica 1 agosto 2021

Natale Cuccurese: “La Gelmini rilancia la divisione del Paese a discapito del Sud. Va subito fermata, prima che sia troppo tardi!”


Dopo gli ultimi scippi subiti dal Sud, quello del Recovery Plan e quello del bonus 2021 per i servizi sociali, la foglia di fico della presunta svolta meridionalista del Governo Draghi, di cui un giorno sì e l’altro pure va cianciando il Direttore del “Quotidiano del Sud” Roberto Napoletano, è caduta definitivamente il 13 luglio, quando in sede parlamentare la forza-italiota e proto-leghista di origini bresciane Maria Stella Gelmini, non a caso Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, ha rilanciato alla grande la “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio del sistema Nord e a tutto discapito di un Sud da ridurre definitivamente a conclamata “colonia estrattiva interna”.

L’allarme è stato lanciato via social da uno dei più attenti e puntuali osservatori della “nuova questione meridionale”, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Maria Stella Gelmini – ha scritto – è intervenuta il 13 luglio in sede di Commissione parlamentare per le questioni regionali in un’audizione molto attesa da chi preme per il regionalismo differenziato, così come da chi, al contrario, ha a cuore l’unità e l’uniformità dei diritti dei cittadini e delle cittadine in Italia”.

Da esso – ha proseguito Cuccurese – emerge la volontà pericolosa di procedere velocemente sulla strada dell’autonomia differenziata, da un lato attraverso una nuova ‘Legge quadro’, i cui contenuti appaiono, dalle dichiarazioni, peggiori di quella già grave dell’ex Ministro Boccia; dall’altro prevedendo canali particolari che permetterebbero addirittura di anticipare l’autonomia differenziata per le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”.

Si tratta – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – di proposte appunto gravissime, ancor più se messe in relazione con l’annuncio da parte del governo dell’inserimento dell’autonomia differenziata come ‘collegato’ alla Legge di Bilancio, sulle quali è necessario che si realizzi subito l’unità di tutte le forze legate alle conquiste democratiche e all’unità del Paese affinché il progetto venga fermato e si apra finalmente nel Paese, al contrario, un serio dibattito pubblico, in grado di far emergere le tante voci e le approfondite argomentazioni di chi si batte per evitare un nuovo passo verso il regionalismo differenziato che rapresenterebbe, dopo i danni della ‘riforma’ del 2001, un vero pericolo per l’unità della Repubblica”.

Il 18 ottobre – ha sottolineato Cuccurese – è stata proclamata una giornata di sciopero da parte dei sindacati Cobas, CUB, USB, SGB, Unicobas, Sial e altre sigle. Tra le parole d’ordine e le rivendicazioni di questo sciopero c’è il NO all’autonomia differenziata”.

Invitiamo tutti – a proseguito il presidente del Partito del Sud – a partecipare alle iniziative che verranno prese in questa giornata, sottolineando il legame che esiste tra il pericolo di divisione del Paese, l’aumento delle diseguaglianze e gli attacchi alle conquiste storiche e alle condizioni di vista dei lavoratori”.

Nel momento in cui – ha concluso Cuccurese – scioperi e manifestazioni, spesso spontanei, si stanno moltiplicando nel Paese, ci rivolgiamo inoltre ai sindacati confederali affinché queste lotte non vengano lasciate isolate, ma vengano subito unificate e colleghino i temi del lavoro e del ripristino del divieto di licenziare con quelli del No all’autonomia differenziata”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese






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Dopo gli ultimi scippi subiti dal Sud, quello del Recovery Plan e quello del bonus 2021 per i servizi sociali, la foglia di fico della presunta svolta meridionalista del Governo Draghi, di cui un giorno sì e l’altro pure va cianciando il Direttore del “Quotidiano del Sud” Roberto Napoletano, è caduta definitivamente il 13 luglio, quando in sede parlamentare la forza-italiota e proto-leghista di origini bresciane Maria Stella Gelmini, non a caso Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, ha rilanciato alla grande la “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio del sistema Nord e a tutto discapito di un Sud da ridurre definitivamente a conclamata “colonia estrattiva interna”.

L’allarme è stato lanciato via social da uno dei più attenti e puntuali osservatori della “nuova questione meridionale”, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Maria Stella Gelmini – ha scritto – è intervenuta il 13 luglio in sede di Commissione parlamentare per le questioni regionali in un’audizione molto attesa da chi preme per il regionalismo differenziato, così come da chi, al contrario, ha a cuore l’unità e l’uniformità dei diritti dei cittadini e delle cittadine in Italia”.

Da esso – ha proseguito Cuccurese – emerge la volontà pericolosa di procedere velocemente sulla strada dell’autonomia differenziata, da un lato attraverso una nuova ‘Legge quadro’, i cui contenuti appaiono, dalle dichiarazioni, peggiori di quella già grave dell’ex Ministro Boccia; dall’altro prevedendo canali particolari che permetterebbero addirittura di anticipare l’autonomia differenziata per le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”.

Si tratta – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – di proposte appunto gravissime, ancor più se messe in relazione con l’annuncio da parte del governo dell’inserimento dell’autonomia differenziata come ‘collegato’ alla Legge di Bilancio, sulle quali è necessario che si realizzi subito l’unità di tutte le forze legate alle conquiste democratiche e all’unità del Paese affinché il progetto venga fermato e si apra finalmente nel Paese, al contrario, un serio dibattito pubblico, in grado di far emergere le tante voci e le approfondite argomentazioni di chi si batte per evitare un nuovo passo verso il regionalismo differenziato che rapresenterebbe, dopo i danni della ‘riforma’ del 2001, un vero pericolo per l’unità della Repubblica”.

Il 18 ottobre – ha sottolineato Cuccurese – è stata proclamata una giornata di sciopero da parte dei sindacati Cobas, CUB, USB, SGB, Unicobas, Sial e altre sigle. Tra le parole d’ordine e le rivendicazioni di questo sciopero c’è il NO all’autonomia differenziata”.

Invitiamo tutti – a proseguito il presidente del Partito del Sud – a partecipare alle iniziative che verranno prese in questa giornata, sottolineando il legame che esiste tra il pericolo di divisione del Paese, l’aumento delle diseguaglianze e gli attacchi alle conquiste storiche e alle condizioni di vista dei lavoratori”.

Nel momento in cui – ha concluso Cuccurese – scioperi e manifestazioni, spesso spontanei, si stanno moltiplicando nel Paese, ci rivolgiamo inoltre ai sindacati confederali affinché queste lotte non vengano lasciate isolate, ma vengano subito unificate e colleghino i temi del lavoro e del ripristino del divieto di licenziare con quelli del No all’autonomia differenziata”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese






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sabato 24 luglio 2021

Partito del Sud, Natale Cuccurese: “Letta e Manfredi si rivolgono ai napoletani come se fossero dei minus habens. Che vergogna!”

Come hanno ampiamente dimostrato le ricerche della Svimez e dell’Eurispes, da almeno due decenni, a Costituzione letteralmente rovesciata, i cittadini napoletani e quelli dell’intero Mezzogiorno vengono scippati dai Governi sedicenti nazionali di ogni colore dei loro più basilari diritti di cittadinanza relativi al lavoro, alla salute, all’istruzione e ai trasporti, ed ancora oggi si destina al Sud soltanto il 16% del Pnrr, anziché il 65%, come da parametri di ripartizione tra gli Stati membri dell’UE, e durante la campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco del capoluogo partenopeo il Partito che si definisce “democratico” cosa fa? Ne approfitta per sollevare la questione? Si batte per i diritti ed i bisogni disattesi dei cittadini napoletani? Fa scendere le “sardine” in piazza per garantirne l’uguaglianza formale e sostanziale? Giammai!

Da forza politica sedicente nazionale, ma in realtà al servizio permanente effettivo della presunta “locomotiva” Nord, come, ad esempio, dimostrano le posizioni al suo interno del proto-leghista Stefano Bonaccini a favore della “secessione dei ricchi”, prova, invece, a carpirne il consenso con trucchetti propagandistici da quattro soldi, che offendono anche la dignità e l’intelligenza dei partenopei.    

Enrico Letta – ha osservato a questo proposito il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – va a Napoli e annuncia: ‘Manfredi è il nostro Maradona’”.

Dopo la pagliacciata della passeggiata di Manfredi e Conte con la maglietta di Maradona e tanto di pizza – ha concluso Cuccurese – ancora una volta è stato accostato il nome di Maradona a quello dello juventino Manfredi, ancora un politico che si rivolge ai napoletani come fossero minus habens. Che vergogna!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



Foto: Corriere della Sera del 16 giugno 2021



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Come hanno ampiamente dimostrato le ricerche della Svimez e dell’Eurispes, da almeno due decenni, a Costituzione letteralmente rovesciata, i cittadini napoletani e quelli dell’intero Mezzogiorno vengono scippati dai Governi sedicenti nazionali di ogni colore dei loro più basilari diritti di cittadinanza relativi al lavoro, alla salute, all’istruzione e ai trasporti, ed ancora oggi si destina al Sud soltanto il 16% del Pnrr, anziché il 65%, come da parametri di ripartizione tra gli Stati membri dell’UE, e durante la campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco del capoluogo partenopeo il Partito che si definisce “democratico” cosa fa? Ne approfitta per sollevare la questione? Si batte per i diritti ed i bisogni disattesi dei cittadini napoletani? Fa scendere le “sardine” in piazza per garantirne l’uguaglianza formale e sostanziale? Giammai!

Da forza politica sedicente nazionale, ma in realtà al servizio permanente effettivo della presunta “locomotiva” Nord, come, ad esempio, dimostrano le posizioni al suo interno del proto-leghista Stefano Bonaccini a favore della “secessione dei ricchi”, prova, invece, a carpirne il consenso con trucchetti propagandistici da quattro soldi, che offendono anche la dignità e l’intelligenza dei partenopei.    

Enrico Letta – ha osservato a questo proposito il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – va a Napoli e annuncia: ‘Manfredi è il nostro Maradona’”.

Dopo la pagliacciata della passeggiata di Manfredi e Conte con la maglietta di Maradona e tanto di pizza – ha concluso Cuccurese – ancora una volta è stato accostato il nome di Maradona a quello dello juventino Manfredi, ancora un politico che si rivolge ai napoletani come fossero minus habens. Che vergogna!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



Foto: Corriere della Sera del 16 giugno 2021



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venerdì 23 luglio 2021

Natale Cuccurese: “La Ministra per il Sud (?) fa leva sui soliti clichés antimeridionali”



Di recente, facendo leva sul solito cliché di un Meridione inefficace e sprecone, la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha dichiarato: “I soldi del Pnrr destinati al Sud resteranno al Sud, ma non va sprecato neanche un centesimo”.

A questo proposito, via social, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha osservato: “La ministra del Sud (?) Mara Carfagna ha un senso di colpa immotivato nei confronti dei fondi del Pnrr che (giustamente) arriveranno al Sud e che comunque sono già scontati dall’iniziale 65%”.

Giusto vigilare – ha proseguito – sul corretto utilizzo dei fondi al Sud ma anche al Nord. Non bisogna infatti dimenticare le decine di esempi di fondi sprecati al Nord e per cui nessun politico (del Nord) ha mai pensato di mettersi la cenere in testa. Mose, Expo, Bre.Be.Mi, fondi distratti da Formigoni, Galan (ecc. ecc.), Tangentopoli, Rimborsopoli e chi più ne ha più ne metta”.

La ministra del Sud (?) – ha concluso Cuccurese – deve capire che al Sud i cittadini non sono dei sudditi, ma hanno diritti costituzionali. Se ne faccia una ragione invece di alimentare i soliti stereotipi contro il Mezzogiorno e prestare il fianco, con simili dichiarazioni, a eventuali prossimi tentativi di scippo a favore del Nord di questi fondi che, dati i precedenti, probabilmente non mancheranno”.

Fonte: Vesuvianonews -Articolo di Salvatore Lucchese



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Di recente, facendo leva sul solito cliché di un Meridione inefficace e sprecone, la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha dichiarato: “I soldi del Pnrr destinati al Sud resteranno al Sud, ma non va sprecato neanche un centesimo”.

A questo proposito, via social, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha osservato: “La ministra del Sud (?) Mara Carfagna ha un senso di colpa immotivato nei confronti dei fondi del Pnrr che (giustamente) arriveranno al Sud e che comunque sono già scontati dall’iniziale 65%”.

Giusto vigilare – ha proseguito – sul corretto utilizzo dei fondi al Sud ma anche al Nord. Non bisogna infatti dimenticare le decine di esempi di fondi sprecati al Nord e per cui nessun politico (del Nord) ha mai pensato di mettersi la cenere in testa. Mose, Expo, Bre.Be.Mi, fondi distratti da Formigoni, Galan (ecc. ecc.), Tangentopoli, Rimborsopoli e chi più ne ha più ne metta”.

La ministra del Sud (?) – ha concluso Cuccurese – deve capire che al Sud i cittadini non sono dei sudditi, ma hanno diritti costituzionali. Se ne faccia una ragione invece di alimentare i soliti stereotipi contro il Mezzogiorno e prestare il fianco, con simili dichiarazioni, a eventuali prossimi tentativi di scippo a favore del Nord di questi fondi che, dati i precedenti, probabilmente non mancheranno”.

Fonte: Vesuvianonews -Articolo di Salvatore Lucchese



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