giovedì 18 ottobre 2018

" Dove, come, e perchè..."





di Andrea Balìa


Il terreno dove muoversi è quello del meridionalismo progressista, alla ricerca e riproposizione degli insegnamenti di quelli che consideriamo i maestri, i capisaldi, come Gramsci, Dorso, e il poco conosciuto e ricordato Guido Piegari che crearono le basi del pensiero per un riscatto del Sud, mai risollevatosi dai danni d’un’unità mal fatta, costruita peggio, e raccontata male se non quasi totalmente occultata nei suoi tragici eventi. Non antiunitaristi, anzi fautori dell'unità delle forze lavoratrici del Sud e del Nord, perché non è lo spirito di unità a essere contestato, ma la maniera errata, truffaldina e vessatoria ad essere il pomo della discordia. 
Ma insegnamento dei sopracitati uomini che non lo fecero abbandonando gli ideali di solidarietà, giustizia, equità sociale che distinguevano il loro percorso e storia politica. Ideali del resto connaturati nella tradizione, il pensiero, i costumi del popolo meridionale. Furono dei precursori, figli d’una sinistra evoluta che li ha dimenticati, e a tutt’oggi fa fatica a leggere e riproporre la questione meridionale, confondendo le giuste rivendicazioni meridionali con nostalgie e posizioni reazionarie d’un movimentismo un po’ cialtrone e non ben definito, più che altro ”suddista” e che si autodefinisce impropriamente ”meridionalista”.
Pochi ma altri maestri o figure quantomeno degne di note, a distanza di anni, hanno gridato le ragioni del Sud. Chi con analisi stringenti e crude come l’uomo di Siderno in Calabria, ovvero Nicola Zitara, o Gigi Di Fiore con i suoi libri di fedele ricostruzione storica, o come Antonio Ciano con le sue ricerche costanti negli archivi storici o gli approfondimenti di Valentino Romano e altri scrittori utili strumentalmente alla causa. 
Ma c’è bisogno di studiare, riflettere, proporre, analizzare e far politica sul serio, contribuire a costruire  un’alternativa politica di forze sane in contrapposizione al sovranismo delle destre riciclatesi in un linguaggio apparentemente nuovo ma tristemente antico nella sostanza. Basta con i tanti urlatori da strapazzo, con gente che, tra la buona e/o la cattiva fede, produce solo confusione fine a sé stessa, o con i ”nuovi” duri e puri indisponibili al confronto e stranamente dimentichi  della priorità della parola Sud nei loro discorsi e programmi e dell’esempio del civismo politico umano e solidale di alcuni sindaci, guarda caso proprio del Sud, come a Napoli e Riace.


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di Andrea Balìa


Il terreno dove muoversi è quello del meridionalismo progressista, alla ricerca e riproposizione degli insegnamenti di quelli che consideriamo i maestri, i capisaldi, come Gramsci, Dorso, e il poco conosciuto e ricordato Guido Piegari che crearono le basi del pensiero per un riscatto del Sud, mai risollevatosi dai danni d’un’unità mal fatta, costruita peggio, e raccontata male se non quasi totalmente occultata nei suoi tragici eventi. Non antiunitaristi, anzi fautori dell'unità delle forze lavoratrici del Sud e del Nord, perché non è lo spirito di unità a essere contestato, ma la maniera errata, truffaldina e vessatoria ad essere il pomo della discordia. 
Ma insegnamento dei sopracitati uomini che non lo fecero abbandonando gli ideali di solidarietà, giustizia, equità sociale che distinguevano il loro percorso e storia politica. Ideali del resto connaturati nella tradizione, il pensiero, i costumi del popolo meridionale. Furono dei precursori, figli d’una sinistra evoluta che li ha dimenticati, e a tutt’oggi fa fatica a leggere e riproporre la questione meridionale, confondendo le giuste rivendicazioni meridionali con nostalgie e posizioni reazionarie d’un movimentismo un po’ cialtrone e non ben definito, più che altro ”suddista” e che si autodefinisce impropriamente ”meridionalista”.
Pochi ma altri maestri o figure quantomeno degne di note, a distanza di anni, hanno gridato le ragioni del Sud. Chi con analisi stringenti e crude come l’uomo di Siderno in Calabria, ovvero Nicola Zitara, o Gigi Di Fiore con i suoi libri di fedele ricostruzione storica, o come Antonio Ciano con le sue ricerche costanti negli archivi storici o gli approfondimenti di Valentino Romano e altri scrittori utili strumentalmente alla causa. 
Ma c’è bisogno di studiare, riflettere, proporre, analizzare e far politica sul serio, contribuire a costruire  un’alternativa politica di forze sane in contrapposizione al sovranismo delle destre riciclatesi in un linguaggio apparentemente nuovo ma tristemente antico nella sostanza. Basta con i tanti urlatori da strapazzo, con gente che, tra la buona e/o la cattiva fede, produce solo confusione fine a sé stessa, o con i ”nuovi” duri e puri indisponibili al confronto e stranamente dimentichi  della priorità della parola Sud nei loro discorsi e programmi e dell’esempio del civismo politico umano e solidale di alcuni sindaci, guarda caso proprio del Sud, come a Napoli e Riace.


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lunedì 15 ottobre 2018

IL “REDDITO DI SUDDITANZA”



- Di Bruno Pappalardo


Di cosa ha bisogno il SUD?

A questa domanda, in coro, la gente, quella povera ma anche quella più agiata, ma anche quella del NORD, …ma anche un ragazzino delle elementari, risponderebbe: IL “ LAVORO”,… ACCIDENTI! 

Perché?

Perché il buon senso, la logica, il raziocinio politico, impone di realizzare e proiettare, per tutti e,… soprattutto per i giovani, lungo la traiettoria del futuro, una condizione di reddito permanente che generi benessere.

Vuol dire creare presupposti e requisiti rapidi per un reddito che possa dare certezze, sicurezza economica, capacità prestazionali stimolanti e innescanti una reazione al passivismo secolare. riprogettando il proprio avvenire.

L’orrido “REDDITO DI CITTADINANZA” non è altro che un modello di propaganda pletorica e vuota se non fosse per arginare la drammatica reale povertà che attraversa il paese, in particolare al Meridione e ricavarne voti.

Sappiamo che, alla lunga originerà altra povertà, come è stato in passato. ( assistenzialismo democratico cristiano o populismo laurino) ma soprattutto acquisizione di una più accentuata visione della vita basata sulla beneficenza evangelica del Nord e dell’UE.

Ancora una volta, al SUD tocca, dopo anni di sacrifici all’estero con i suoi lavoratori e la desertificazione nei suoi territori delle migliori risorse e l’esigue energie imprenditoriali, accettare, subire un altro “intervento straordinario”

Questa condizione produrrà ancora SUDDITANZA ECONOMICA, PSICOLOGICA E SOCIALE. Il SUD sarà sempre questuante di qualche spicciolo per comprarsi il pane, rinunciando alla propria libertà e ai propri diritti umani, di identità e di popolo.

Bisogna, dunque, predisporre prima un contesto sociale e culturale che alimenti condizioni favorevoli di crescita produttiva.

In uno articolo del 3 gennaio del 1920, infatti, Gramsci, dalle pagine di “L’Ordine Nuovo” lanciava un monito:

 “la terra ai contadini è propaganda (…) gli operai agricoli, i contadini poveri rivoluzionari e i socialisti consapevoli non possono concepire come utile (…questa ) propaganda.(…) Cosa ottiene un contadino povero invadendo una terra incolta o mal coltivata? Senza macchine, senza una abitazione sul luogo (…)senza credito per attendere il tempo del raccolto, senza istituzioni cooperative che acquistino il raccolto stesso (…) e lo salvino dalle grinfie degli usurai, cosa può ottenere un contadino povero dall’invasione? Egli soddisfa, in un primo momento, i suoi istinti di proprietario, sazia la sua primitiva avidità di terra; ma in un secondo momento, quando s’accorge che le braccia non bastano per scassare la terra(…)e che sono necessarie le sementi e gli strumenti di lavoro, e pensa alla serie futura dei giorni e delle notti da passare in una terra senza acqua, con la malaria, il contadino sente che nessuno gli darà tutte queste cose, il contadino sente la sua impotenza, la sua solitudine, la sua disperata condizione, e diventa (…)non un rivoluzionario, diventa assassino dei “signori” non un lottatore per il comunismo.” “ Gli operai e i contadini ( …) hanno visto solo il “cretinismo” parlamentare e l’illusione riformista e opportunista, …hanno visto la contro-rivoluzione” .

 La Storia insegna ma non ci sono scolari.

 Non si cerca la verità ma solo ragioni!


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- Di Bruno Pappalardo


Di cosa ha bisogno il SUD?

A questa domanda, in coro, la gente, quella povera ma anche quella più agiata, ma anche quella del NORD, …ma anche un ragazzino delle elementari, risponderebbe: IL “ LAVORO”,… ACCIDENTI! 

Perché?

Perché il buon senso, la logica, il raziocinio politico, impone di realizzare e proiettare, per tutti e,… soprattutto per i giovani, lungo la traiettoria del futuro, una condizione di reddito permanente che generi benessere.

Vuol dire creare presupposti e requisiti rapidi per un reddito che possa dare certezze, sicurezza economica, capacità prestazionali stimolanti e innescanti una reazione al passivismo secolare. riprogettando il proprio avvenire.

L’orrido “REDDITO DI CITTADINANZA” non è altro che un modello di propaganda pletorica e vuota se non fosse per arginare la drammatica reale povertà che attraversa il paese, in particolare al Meridione e ricavarne voti.

Sappiamo che, alla lunga originerà altra povertà, come è stato in passato. ( assistenzialismo democratico cristiano o populismo laurino) ma soprattutto acquisizione di una più accentuata visione della vita basata sulla beneficenza evangelica del Nord e dell’UE.

Ancora una volta, al SUD tocca, dopo anni di sacrifici all’estero con i suoi lavoratori e la desertificazione nei suoi territori delle migliori risorse e l’esigue energie imprenditoriali, accettare, subire un altro “intervento straordinario”

Questa condizione produrrà ancora SUDDITANZA ECONOMICA, PSICOLOGICA E SOCIALE. Il SUD sarà sempre questuante di qualche spicciolo per comprarsi il pane, rinunciando alla propria libertà e ai propri diritti umani, di identità e di popolo.

Bisogna, dunque, predisporre prima un contesto sociale e culturale che alimenti condizioni favorevoli di crescita produttiva.

In uno articolo del 3 gennaio del 1920, infatti, Gramsci, dalle pagine di “L’Ordine Nuovo” lanciava un monito:

 “la terra ai contadini è propaganda (…) gli operai agricoli, i contadini poveri rivoluzionari e i socialisti consapevoli non possono concepire come utile (…questa ) propaganda.(…) Cosa ottiene un contadino povero invadendo una terra incolta o mal coltivata? Senza macchine, senza una abitazione sul luogo (…)senza credito per attendere il tempo del raccolto, senza istituzioni cooperative che acquistino il raccolto stesso (…) e lo salvino dalle grinfie degli usurai, cosa può ottenere un contadino povero dall’invasione? Egli soddisfa, in un primo momento, i suoi istinti di proprietario, sazia la sua primitiva avidità di terra; ma in un secondo momento, quando s’accorge che le braccia non bastano per scassare la terra(…)e che sono necessarie le sementi e gli strumenti di lavoro, e pensa alla serie futura dei giorni e delle notti da passare in una terra senza acqua, con la malaria, il contadino sente che nessuno gli darà tutte queste cose, il contadino sente la sua impotenza, la sua solitudine, la sua disperata condizione, e diventa (…)non un rivoluzionario, diventa assassino dei “signori” non un lottatore per il comunismo.” “ Gli operai e i contadini ( …) hanno visto solo il “cretinismo” parlamentare e l’illusione riformista e opportunista, …hanno visto la contro-rivoluzione” .

 La Storia insegna ma non ci sono scolari.

 Non si cerca la verità ma solo ragioni!


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lunedì 8 ottobre 2018

POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO

Come da link al comunicato del nostro CDN, dello scorso 19 settembre, (https://www.partitodelsud.eu/…/continua-con-convinzione-il-… ) il nostro Partito, dopo aver inutilmente richiesto, come altri, di votare gli emendamenti su un unico statuto, invitava a votare lo Statuto n.2 “ Per uno Statuto di tutte e di tutti”. Sottolineando come solo la seconda bozza di Statuto chiedeva di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si poneva l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo. Inoltre rimarcavamo come solo in questa seconda proposta erano presenti richiami al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardavano il Sud.
Purtroppo poi le cose hanno subito una evoluzione non positiva che ha portato al ritiro dello Statuto 2



“Ogni limite ha una pazienza” - 5 settembre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO

Oggi è stata rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando una evidente e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti: il primo statuto aveva da tempo pubblicato, abusando ancora una volta del monopolio sulla gestione di sito e pagine social. Inoltre sul sito vi è, poi, una ricostruzione falsa del coordinamento di lunedì scorso, che attribuisce a noi – che abbiamo sempre chiesto di poter votare su un solo statuto emendabile – la responsabilità di andare al voto su due statuti contrapposti. E’ davvero troppo. In qualità di firmatari/e del secondo statuto, pertanto, comunichiamo la nostra decisione di ritirarlo e di non partecipare a una consultazione on line per la quale mancano i requisiti minimi di agibilità democratica. Non bastava aver imposta una votazione assurda su statuti contrapposti, rifiutando di far esprimere le/gli aderenti sulla modalità di voto, come noi avevamo proposto. Non bastava aver rifiutato un breve differimento della data del voto; si procede senza tenere conto che migliaia di persone non riescono ancora a padroneggiare la piattaforma, alcune nemmeno ad entrarci, e che non si conoscono le regole che presidierebbero alla definizione del risultato del voto. La pazienza unitaria ha un limite. Di fronte a questi scelte non possiamo che prendere atto che non vi sono le condizioni per una consultazione informata, seria, autenticamente democratica. Invitiamo le compagne e i compagni di quella che si è configurata come la "maggioranza" del coordinamento a rinviare la consultazione on line e a concordare una convocazione del coordinamento stesso per ristabilire un quadro di regole condivise. Invitiamo le compagne e i compagni che come noi si riconoscono nel Manifesto fondativo di Potere al popolo! a non partecipare alla votazione che inizia domani.

Marina Boscaino, Maurizio Acerbo, Enzo Di Salvatore, Paolo Ferrero, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Vincenzo Riccio, Ivan Cazzaniga (Milano), Francesco Campolongo (Cosenza), Dino Greco (Brescia), Pino Rando (Genova).



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Come da link al comunicato del nostro CDN, dello scorso 19 settembre, (https://www.partitodelsud.eu/…/continua-con-convinzione-il-… ) il nostro Partito, dopo aver inutilmente richiesto, come altri, di votare gli emendamenti su un unico statuto, invitava a votare lo Statuto n.2 “ Per uno Statuto di tutte e di tutti”. Sottolineando come solo la seconda bozza di Statuto chiedeva di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si poneva l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo. Inoltre rimarcavamo come solo in questa seconda proposta erano presenti richiami al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardavano il Sud.
Purtroppo poi le cose hanno subito una evoluzione non positiva che ha portato al ritiro dello Statuto 2



“Ogni limite ha una pazienza” - 5 settembre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO

Oggi è stata rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando una evidente e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti: il primo statuto aveva da tempo pubblicato, abusando ancora una volta del monopolio sulla gestione di sito e pagine social. Inoltre sul sito vi è, poi, una ricostruzione falsa del coordinamento di lunedì scorso, che attribuisce a noi – che abbiamo sempre chiesto di poter votare su un solo statuto emendabile – la responsabilità di andare al voto su due statuti contrapposti. E’ davvero troppo. In qualità di firmatari/e del secondo statuto, pertanto, comunichiamo la nostra decisione di ritirarlo e di non partecipare a una consultazione on line per la quale mancano i requisiti minimi di agibilità democratica. Non bastava aver imposta una votazione assurda su statuti contrapposti, rifiutando di far esprimere le/gli aderenti sulla modalità di voto, come noi avevamo proposto. Non bastava aver rifiutato un breve differimento della data del voto; si procede senza tenere conto che migliaia di persone non riescono ancora a padroneggiare la piattaforma, alcune nemmeno ad entrarci, e che non si conoscono le regole che presidierebbero alla definizione del risultato del voto. La pazienza unitaria ha un limite. Di fronte a questi scelte non possiamo che prendere atto che non vi sono le condizioni per una consultazione informata, seria, autenticamente democratica. Invitiamo le compagne e i compagni di quella che si è configurata come la "maggioranza" del coordinamento a rinviare la consultazione on line e a concordare una convocazione del coordinamento stesso per ristabilire un quadro di regole condivise. Invitiamo le compagne e i compagni che come noi si riconoscono nel Manifesto fondativo di Potere al popolo! a non partecipare alla votazione che inizia domani.

Marina Boscaino, Maurizio Acerbo, Enzo Di Salvatore, Paolo Ferrero, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Vincenzo Riccio, Ivan Cazzaniga (Milano), Francesco Campolongo (Cosenza), Dino Greco (Brescia), Pino Rando (Genova).



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sabato 22 settembre 2018

CUCCURESE ( PDELSUD): «SOLIDARIETA' AI MANIFESTANTI COLPITI. E' EMERGENZA DEMOCRATICA, INTERVENGA IL PRESIDENTE MATTARELLA »

COMUNICATO STAMPA

 "Nel clima di odio che pervade il Paese, grazie allo sdoganamento in atto da tempo di razzismo, violenza, idee, atteggiamenti e parole d’ordine in uso nel ventennio, usate anche recentemente dal ministro dell’interno, tornano in azione le squadracce fasciste. È emergenza democratica"- dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

"Palese da tempo la violazione della Costituzione in merito al divieto di ricostituzione del partito fascista. Auspichiamo che il Presidente Mattarella, garante della stessa, prenda subito una posizione chiara ed inequivocabile dopo questo grave episodio. Solidarietà a tutti i manifestanti aggrediti in modo vigliacco ieri sera a Bari durante la manifestazione “Bari Non Si Lega”, a cui abbiamo dato adesione come Partito del Sud.

Alla luce della grave aggressione accaduta ieri sera a Bari viene subito alla mente la lungimirante petizione approvata a fine luglio dal Comune di Castelforte (LT), proposta dal consigliere comunale del nostro Partito Antonio Rosato, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita."

22 settembre 2018


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COMUNICATO STAMPA

 "Nel clima di odio che pervade il Paese, grazie allo sdoganamento in atto da tempo di razzismo, violenza, idee, atteggiamenti e parole d’ordine in uso nel ventennio, usate anche recentemente dal ministro dell’interno, tornano in azione le squadracce fasciste. È emergenza democratica"- dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

"Palese da tempo la violazione della Costituzione in merito al divieto di ricostituzione del partito fascista. Auspichiamo che il Presidente Mattarella, garante della stessa, prenda subito una posizione chiara ed inequivocabile dopo questo grave episodio. Solidarietà a tutti i manifestanti aggrediti in modo vigliacco ieri sera a Bari durante la manifestazione “Bari Non Si Lega”, a cui abbiamo dato adesione come Partito del Sud.

Alla luce della grave aggressione accaduta ieri sera a Bari viene subito alla mente la lungimirante petizione approvata a fine luglio dal Comune di Castelforte (LT), proposta dal consigliere comunale del nostro Partito Antonio Rosato, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita."

22 settembre 2018


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mercoledì 19 settembre 2018

Continua con convinzione il percorso politico del Partito del Sud all’interno di PaP, per l’affermarsi dell’ideale meridionalista progressista




In un quadro politico nazionale ormai sempre più deteriorato dell’offensiva delle forze conservatrici, neoliberiste e qualunquiste, ora addirittura al governo, ed in un contesto di crescente razzismo stimolato, quando non ricercato, a fini elettorali dalle stesse forze di governo, il nostro Partito ha da sempre lavorato per costruire e portare all’interno di un ampio un fronte comune progressista le proprie idee meridionaliste progressiste, a difesa di quella parte delle classi lavoratrici e delle popolazioni del Sud che vedono la Macroregione meridionale come la più povera d’Europa, con più di tre milioni di poveri. 

A nostro avviso il fronte progressista può ripartire con slancio solo da Sud, soprattutto ora che le tante promesse fatte ai cittadini del Mezzogiorno in campagna elettorale dal M5s risultano disattese. Quanto sopra non certo in contrapposizione al Settentrione, ma anzi cercando di unire da Sud a Nord le lotte comuni degli sfruttati. 
Per questo abbiamo aderito dall’inizio al percorso di PaP insieme a organizzazioni politiche, sociali, sindacali che con coerenza esprimono posizioni antiliberiste, anticapitaliste e antirazziste. 

Come noto all’interno di PaP si sta lavorando per la prossima messa in votazione sulla piattaforma di due Statuti contrapposti. Purtroppo non è valsa a nulla la ricerca della mediazione all’interno del Consiglio Direttivo Nazionale di PaP, per arrivare ad un unico Statuto condiviso, con soli pochi punti da votare in piattaforma. Noi eravamo su questa posizione. 

In tutto questo c’è ovviamente chi si sta muovendo legittimamente, noi compresi, per fare aderire i compagni a PaP, dando ovviamente indicazioni ai propri iscritti o militanti e sostenitori, come nel caso di Partiti, Movimenti, ecc, su una o l’altra proposta di Statuto in base alle proprie convinzioni. 


Diamo e daremo questa indicazione di voto perché è la sola proposta di Statuto che nella premessa richiama una parte del Manifesto iniziale, sulla cui base sono comunque iniziate e continuano tutt’oggi le adesioni, sia perché parla espressamente del proseguo del percorso iniziale a cui abbiamo aderito come unione di sigle e non come nuovo partito. C’è il richiamo al meridionalismo e nella parte finale c’è lo schierarsi contro ogni ipotesi di separatismo e di regionalismo differenziato a favore dei più ricchi contro i più poveri, in primis le popolazioni del Sud. 

L’altra proposta di Statuto, la n. 1 “Potere al Popolo! Indietro non si torna” è, a nostro avviso semplicemente la nascita di un nuovo partito, per di più assai centralizzato, in un contesto dove già c’è abbondanza di sigle, e non quell’aggregazione fra realtà ed esperienze diverse presenti nel mondo progressista per la costituzione di un fronte alternativo.  Nulla di nuovo in altre parole, ma anzi molto di già visto. 

Sulla base di questa posizione, senza fare l’esegesi dei testi, che trovate in piattaforma facilmente comparabili, proponiamo a tutti i meridionalisti di iscriversi in piattaforma a PaP seguendo le indicazioni e partecipare alle assemblee territoriali di Potere al Popolo. 

In primo luogo per mettere in discussione la scelta fatta dal Coordinamento Nazionale di contrapporre le diverse bozze di Statuto e di proporre che l’assemblea si schieri per arrivare ad una consultazione articolata. 
In secondo luogo per sottolineare come solo la seconda bozza di Statuto – per uno Statuto di tutti e di tutte – chieda di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si ponga l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo. 

Inoltre rimarchiamo ancora come solo in questa seconda proposta ci siano richiami al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardano il Sud. 

Va rimarcato che alcune forze, oggi schierate sulla proposta di Statuto 1, hanno da sempre avuto il monopolio assoluto della comunicazione, senza mai condividerla con gli altri, come pure è stato regolarmente e ripetutamente richiesto all'interno del Coordinamento Nazionale anche da noi. Questo ha portato al verificarsi che alcuni comunicati, soprattutto nell’ultimo periodo ma non solo, sono stati diffusi in modo per nulla o poco condiviso. Si è andato così ad affermare, oltre la retorica assembleare, un modello verticistico e plebiscitario, che ora si vuole affermare per Statuto. 

A questo si aggiunga che le contrapposizioni nei post in rete tra "vecchi e giovani", tra "organizzazioni", viste come la fonte di tutti i mali, e "militanti senza partito", sono state argomenti di propaganda e di contrasto che, oltre a non apparire nuovi, non fanno bene a nessuno.

Continueremo pertanto a difendere la nostra posizione politica in difesa di un meridionalismo che riesca finalmente ad unire il Paese, da Sud a Nord, tramite l’applicazione puntuale della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con queste motivazioni parteciperemo alle prossime assemblee, iniziative sul territorio, manifestazioni e quant’altro perorando con forza le adesioni a PaP , visto che anche questo è lo scopo di qualsiasi soggetto politico e richiedendo il voto meridionalista allo Statuto n. 2 “ Per uno statuto di tutte e di tutti. 

Consiglio Direttivo Nazionale Partito del Sud - 19 settembre 2018

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In un quadro politico nazionale ormai sempre più deteriorato dell’offensiva delle forze conservatrici, neoliberiste e qualunquiste, ora addirittura al governo, ed in un contesto di crescente razzismo stimolato, quando non ricercato, a fini elettorali dalle stesse forze di governo, il nostro Partito ha da sempre lavorato per costruire e portare all’interno di un ampio un fronte comune progressista le proprie idee meridionaliste progressiste, a difesa di quella parte delle classi lavoratrici e delle popolazioni del Sud che vedono la Macroregione meridionale come la più povera d’Europa, con più di tre milioni di poveri. 

A nostro avviso il fronte progressista può ripartire con slancio solo da Sud, soprattutto ora che le tante promesse fatte ai cittadini del Mezzogiorno in campagna elettorale dal M5s risultano disattese. Quanto sopra non certo in contrapposizione al Settentrione, ma anzi cercando di unire da Sud a Nord le lotte comuni degli sfruttati. 
Per questo abbiamo aderito dall’inizio al percorso di PaP insieme a organizzazioni politiche, sociali, sindacali che con coerenza esprimono posizioni antiliberiste, anticapitaliste e antirazziste. 

Come noto all’interno di PaP si sta lavorando per la prossima messa in votazione sulla piattaforma di due Statuti contrapposti. Purtroppo non è valsa a nulla la ricerca della mediazione all’interno del Consiglio Direttivo Nazionale di PaP, per arrivare ad un unico Statuto condiviso, con soli pochi punti da votare in piattaforma. Noi eravamo su questa posizione. 

In tutto questo c’è ovviamente chi si sta muovendo legittimamente, noi compresi, per fare aderire i compagni a PaP, dando ovviamente indicazioni ai propri iscritti o militanti e sostenitori, come nel caso di Partiti, Movimenti, ecc, su una o l’altra proposta di Statuto in base alle proprie convinzioni. 


Diamo e daremo questa indicazione di voto perché è la sola proposta di Statuto che nella premessa richiama una parte del Manifesto iniziale, sulla cui base sono comunque iniziate e continuano tutt’oggi le adesioni, sia perché parla espressamente del proseguo del percorso iniziale a cui abbiamo aderito come unione di sigle e non come nuovo partito. C’è il richiamo al meridionalismo e nella parte finale c’è lo schierarsi contro ogni ipotesi di separatismo e di regionalismo differenziato a favore dei più ricchi contro i più poveri, in primis le popolazioni del Sud. 

L’altra proposta di Statuto, la n. 1 “Potere al Popolo! Indietro non si torna” è, a nostro avviso semplicemente la nascita di un nuovo partito, per di più assai centralizzato, in un contesto dove già c’è abbondanza di sigle, e non quell’aggregazione fra realtà ed esperienze diverse presenti nel mondo progressista per la costituzione di un fronte alternativo.  Nulla di nuovo in altre parole, ma anzi molto di già visto. 

Sulla base di questa posizione, senza fare l’esegesi dei testi, che trovate in piattaforma facilmente comparabili, proponiamo a tutti i meridionalisti di iscriversi in piattaforma a PaP seguendo le indicazioni e partecipare alle assemblee territoriali di Potere al Popolo. 

In primo luogo per mettere in discussione la scelta fatta dal Coordinamento Nazionale di contrapporre le diverse bozze di Statuto e di proporre che l’assemblea si schieri per arrivare ad una consultazione articolata. 
In secondo luogo per sottolineare come solo la seconda bozza di Statuto – per uno Statuto di tutti e di tutte – chieda di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si ponga l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo. 

Inoltre rimarchiamo ancora come solo in questa seconda proposta ci siano richiami al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardano il Sud. 

Va rimarcato che alcune forze, oggi schierate sulla proposta di Statuto 1, hanno da sempre avuto il monopolio assoluto della comunicazione, senza mai condividerla con gli altri, come pure è stato regolarmente e ripetutamente richiesto all'interno del Coordinamento Nazionale anche da noi. Questo ha portato al verificarsi che alcuni comunicati, soprattutto nell’ultimo periodo ma non solo, sono stati diffusi in modo per nulla o poco condiviso. Si è andato così ad affermare, oltre la retorica assembleare, un modello verticistico e plebiscitario, che ora si vuole affermare per Statuto. 

A questo si aggiunga che le contrapposizioni nei post in rete tra "vecchi e giovani", tra "organizzazioni", viste come la fonte di tutti i mali, e "militanti senza partito", sono state argomenti di propaganda e di contrasto che, oltre a non apparire nuovi, non fanno bene a nessuno.

Continueremo pertanto a difendere la nostra posizione politica in difesa di un meridionalismo che riesca finalmente ad unire il Paese, da Sud a Nord, tramite l’applicazione puntuale della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con queste motivazioni parteciperemo alle prossime assemblee, iniziative sul territorio, manifestazioni e quant’altro perorando con forza le adesioni a PaP , visto che anche questo è lo scopo di qualsiasi soggetto politico e richiedendo il voto meridionalista allo Statuto n. 2 “ Per uno statuto di tutte e di tutti. 

Consiglio Direttivo Nazionale Partito del Sud - 19 settembre 2018

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Bari Non Si Lega, il Partito del Sud aderisce alla manifestazione.



Per chi ama il Sud e l’intero Paese non è possibile neanche ipotizzare un’alleanza o una collaborazione con un partito e un modo di leggere la politica e la società come fa la Lega (nord) di Salvini.

E’ per questo motivo che il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti di Puglia aderisce alla manifestazione cittadina “Bari Non Si Lega”.

Nel nostro Statuto da sempre c’è scritto “mai con la Lega e i suoi alleati”.

La manifestazione del 21 coglie in pieno lo spirito di un popolo che si ribella a chi vuole far dimenticare agli italiani e ai meridionali valori come: l’accoglienza, la solidarietà, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alle infrastrutture, ad un ambiente sano.

“Matteo Salvini e il suo partito hanno insultato e denigrato per anni il sud e i meridionali, chiamandoci “terroni” (appellativo che qui rivendichiamo) e invocando catastrofi sulle nostre teste. Oggi che è ministro dell’interno glissa sulle aggressioni a sfondo razzista, mentre rimanda navi cariche di migranti in Libia e nega l’accesso ai porti italiani anche alle navi della guardia costiera con il loro carico di vite. In tante città le sue visite da candidato premier sono state accolte da manifestazioni di dissenso contro la sua presenza, cosa che non è ancora accaduta a Bari, dove Matteo Salvini è venuto più volte pressoché nel silenzio, avvisando all’ultimo momento e blaterando quasi indisturbato i suoi discorsi di becero razzismo.”

Anche il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti contribuirà a costruire una manifestazione antirazzista, trasversale e meridionalista contro chi da sempre vuole dividere e non unire.

 Il Partito del Sud -Meridionalisti Progressisti di Puglia
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Per chi ama il Sud e l’intero Paese non è possibile neanche ipotizzare un’alleanza o una collaborazione con un partito e un modo di leggere la politica e la società come fa la Lega (nord) di Salvini.

E’ per questo motivo che il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti di Puglia aderisce alla manifestazione cittadina “Bari Non Si Lega”.

Nel nostro Statuto da sempre c’è scritto “mai con la Lega e i suoi alleati”.

La manifestazione del 21 coglie in pieno lo spirito di un popolo che si ribella a chi vuole far dimenticare agli italiani e ai meridionali valori come: l’accoglienza, la solidarietà, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alle infrastrutture, ad un ambiente sano.

“Matteo Salvini e il suo partito hanno insultato e denigrato per anni il sud e i meridionali, chiamandoci “terroni” (appellativo che qui rivendichiamo) e invocando catastrofi sulle nostre teste. Oggi che è ministro dell’interno glissa sulle aggressioni a sfondo razzista, mentre rimanda navi cariche di migranti in Libia e nega l’accesso ai porti italiani anche alle navi della guardia costiera con il loro carico di vite. In tante città le sue visite da candidato premier sono state accolte da manifestazioni di dissenso contro la sua presenza, cosa che non è ancora accaduta a Bari, dove Matteo Salvini è venuto più volte pressoché nel silenzio, avvisando all’ultimo momento e blaterando quasi indisturbato i suoi discorsi di becero razzismo.”

Anche il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti contribuirà a costruire una manifestazione antirazzista, trasversale e meridionalista contro chi da sempre vuole dividere e non unire.

 Il Partito del Sud -Meridionalisti Progressisti di Puglia

lunedì 17 settembre 2018

CUCCURESE ( PDELSUD): «PROSEGUIAMO FIDUCIOSI IL PERCORSO POLITICO CON DE MAGISTRIS »


COMUNICATO STAMPA 

CUCCURESE (PDELSUD): «PROSEGUIAMO FIDUCIOSI IL PERCORSO POLITICO CON DE MAGISTRIS»

“ Sabato scorso positiva riunione a Roma con Luigi De Magistris. La terza da fine giugno. Continua il confronto, in ambito progressista, sulle possibili modalità e sulla necessità di costruire un polo di forte alternativa politica nel nostro Paese, al quale de Magistris e demA han dato disponibilità. Un polo di opposizione alle politiche neoliberiste e classiste degli ultimi governi compreso l’attuale.
Come sempre nell'ambito della riunione abbiamo posto in rilievo i temi Sud a noi cari, temi totalmente recepiti nel documento proposto all’assemblea. Condividiamo con de Magistris un percorso che, dalle elezioni comunali  2011, passando per i giorni della “sospensione” del 2014, sino ad arrivare alle ultime comunali del 2016, ha visto il Partito del Sud sempre a sostegno del Sindaco di Napoli e a difesa degli ideali meridionalisti progressisti.
Il percorso va avanti, fiduciosi nella formazione di un largo e coeso Fronte Popolare in Italia ed in Europa, alternativo a destre, neoliberisti, razzisti e qualunquisti, che si batta per gli ideali di libertà incarnati nella difesa e attuazione del dettato costituzionale nato dalla Resistenza”

17 settembre 2018



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COMUNICATO STAMPA 

CUCCURESE (PDELSUD): «PROSEGUIAMO FIDUCIOSI IL PERCORSO POLITICO CON DE MAGISTRIS»

“ Sabato scorso positiva riunione a Roma con Luigi De Magistris. La terza da fine giugno. Continua il confronto, in ambito progressista, sulle possibili modalità e sulla necessità di costruire un polo di forte alternativa politica nel nostro Paese, al quale de Magistris e demA han dato disponibilità. Un polo di opposizione alle politiche neoliberiste e classiste degli ultimi governi compreso l’attuale.
Come sempre nell'ambito della riunione abbiamo posto in rilievo i temi Sud a noi cari, temi totalmente recepiti nel documento proposto all’assemblea. Condividiamo con de Magistris un percorso che, dalle elezioni comunali  2011, passando per i giorni della “sospensione” del 2014, sino ad arrivare alle ultime comunali del 2016, ha visto il Partito del Sud sempre a sostegno del Sindaco di Napoli e a difesa degli ideali meridionalisti progressisti.
Il percorso va avanti, fiduciosi nella formazione di un largo e coeso Fronte Popolare in Italia ed in Europa, alternativo a destre, neoliberisti, razzisti e qualunquisti, che si batta per gli ideali di libertà incarnati nella difesa e attuazione del dettato costituzionale nato dalla Resistenza”

17 settembre 2018



martedì 31 luglio 2018

CASTELFORTE (LT): APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE LA MOZIONE ANTIFASCISTA DI ANTONIO ROSATO DEL PARTITO DEL SUD

Il Consiglio Comunale del Comune di Castelforte ha approvato questa sera all'unanimità la mozione di Antonio Rosato, Consigliere Comunale del Partito del Sud a Castelforte (LT) e Coord. Regionale per il Lazio del nostro Partito eletto nella Amministrazione Cardillo, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita.



Una mozione che riprende e porta avanti i valori nel cui solco il Partito del Sud, da meridionalisti progressisti e antifascisti, opera ormai da tempo, per un Sud che possa riprendere il suo cammino in un Paese finalmente eguale e rispettoso del dettato costituzionale. La mozione riguarda infatti la modifica dello Statuto comunale in base alla XXII disposizione transitoria e finale comma primo della Costituzione legge 645 del 20 Giugno 1952.



Folto il presidio antifascista che ha presenziato all’iniziativa, fra cui da rimarcare la presenza dell’ANPI, oltre naturalmente ad una delegazione del Partito del Sud e di Potere al Popolo, di cui fa parte sin dalla costituzione il Partito del Sud e nelle cui fila è stato recentemente candidato alla Camera dei deputati capolista uninominale per Latina lo stesso Antonio Rosato.



Al termine del Consiglio Comunale  questa la dichiarazione del Consigliere  Antonio Rosato a proposito della mozione appena approvata:
“ Un esempio  per l'Italia tutta e per tutti gli amministratori che vorranno in questo modo rendersi sentinelle territoriali a difesa della Costituzione e di supporto al Presidente Mattarella per la difesa della stessa. Che questa iniziativa e questo risultato provenga dalla Provincia più difficile d'Italia dove anche in queste ore si è commesso l'ennesimo gravissimo delittuoso episodio a sfondo razzista, è solo un onore. Con coraggio – continua Rosato – noi del Partito del Sud e di Potere al Popolo Sud Pontino ci mettiamo la faccia in questa che sicuramente è una iniziativa che ci anima di speranza. Iniziativa che spero arrivi anche sulla scrivania del Presidente Mattarella per testimoniare come Castelforte e il Sud Pontino hanno accolto i suoi accorati appelli su queste delicate tematiche.
A Castelforte perlomeno, questa parte della Costituzione non sarà più violentata”.



Necessario infatti rimarcare, in un momento come quello attuale in cui sta vivendo l’Italia, l’importanza di una simile iniziativa.



Ad Antonio Rosato i complimenti del Consiglio Direttivo Nazionale e di tutti gli iscritti e militanti per l’iniziativa totalmente condivisibile e portata al successo con la consueta perizia, concretezza ed energia.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


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Il Consiglio Comunale del Comune di Castelforte ha approvato questa sera all'unanimità la mozione di Antonio Rosato, Consigliere Comunale del Partito del Sud a Castelforte (LT) e Coord. Regionale per il Lazio del nostro Partito eletto nella Amministrazione Cardillo, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita.



Una mozione che riprende e porta avanti i valori nel cui solco il Partito del Sud, da meridionalisti progressisti e antifascisti, opera ormai da tempo, per un Sud che possa riprendere il suo cammino in un Paese finalmente eguale e rispettoso del dettato costituzionale. La mozione riguarda infatti la modifica dello Statuto comunale in base alla XXII disposizione transitoria e finale comma primo della Costituzione legge 645 del 20 Giugno 1952.



Folto il presidio antifascista che ha presenziato all’iniziativa, fra cui da rimarcare la presenza dell’ANPI, oltre naturalmente ad una delegazione del Partito del Sud e di Potere al Popolo, di cui fa parte sin dalla costituzione il Partito del Sud e nelle cui fila è stato recentemente candidato alla Camera dei deputati capolista uninominale per Latina lo stesso Antonio Rosato.



Al termine del Consiglio Comunale  questa la dichiarazione del Consigliere  Antonio Rosato a proposito della mozione appena approvata:
“ Un esempio  per l'Italia tutta e per tutti gli amministratori che vorranno in questo modo rendersi sentinelle territoriali a difesa della Costituzione e di supporto al Presidente Mattarella per la difesa della stessa. Che questa iniziativa e questo risultato provenga dalla Provincia più difficile d'Italia dove anche in queste ore si è commesso l'ennesimo gravissimo delittuoso episodio a sfondo razzista, è solo un onore. Con coraggio – continua Rosato – noi del Partito del Sud e di Potere al Popolo Sud Pontino ci mettiamo la faccia in questa che sicuramente è una iniziativa che ci anima di speranza. Iniziativa che spero arrivi anche sulla scrivania del Presidente Mattarella per testimoniare come Castelforte e il Sud Pontino hanno accolto i suoi accorati appelli su queste delicate tematiche.
A Castelforte perlomeno, questa parte della Costituzione non sarà più violentata”.



Necessario infatti rimarcare, in un momento come quello attuale in cui sta vivendo l’Italia, l’importanza di una simile iniziativa.



Ad Antonio Rosato i complimenti del Consiglio Direttivo Nazionale e di tutti gli iscritti e militanti per l’iniziativa totalmente condivisibile e portata al successo con la consueta perizia, concretezza ed energia.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


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domenica 29 luglio 2018

CASTELFORTE (LT): IMPORTANTE INIZIATIVA ANTIFASCISTA AD OPERA DI ANTONIO ROSATO DEL PARTITO DEL SUD

Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud esprime sentiti complimenti ad Antonio Rosato, Consigliere Comunale del Partito del Sud a Castelforte (LT) e Coord. Regionale per il Lazio del nostro Partito, che martedì prossimo alle ore 18.00 porterà in Consiglio Comunale una mozione volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita.

Una mozione, di cui auspichiamo l'approvazione, che riprende e porta avanti i valori nel cui solco il Partito del Sud, da meridionalisti progressisti e antifascisti, opera ormai da tempo, per un Sud che possa riprendere il suo cammino in un Paese finalmente eguale e rispettoso del dettato costituzionale. La mozione riguarda infatti la modifica dello Statuto comunale in base alla XXII disposizione transitoria e finale comma primo della Costituzione legge 645 del 20 Giugno 1952.

Invitiamo tutti i sinceri democratici a presenziare al Consiglio Comunale del 31 Luglio ed al presidio antifascista che accompagnerà l’iniziativa.
Importante rimarcare, in un momento come quello attuale in cui sta vivendo l’Italia, l’importanza di una simile iniziativa.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


                                              Comune di Castelforte (LT) Centro Storico



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Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud esprime sentiti complimenti ad Antonio Rosato, Consigliere Comunale del Partito del Sud a Castelforte (LT) e Coord. Regionale per il Lazio del nostro Partito, che martedì prossimo alle ore 18.00 porterà in Consiglio Comunale una mozione volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita.

Una mozione, di cui auspichiamo l'approvazione, che riprende e porta avanti i valori nel cui solco il Partito del Sud, da meridionalisti progressisti e antifascisti, opera ormai da tempo, per un Sud che possa riprendere il suo cammino in un Paese finalmente eguale e rispettoso del dettato costituzionale. La mozione riguarda infatti la modifica dello Statuto comunale in base alla XXII disposizione transitoria e finale comma primo della Costituzione legge 645 del 20 Giugno 1952.

Invitiamo tutti i sinceri democratici a presenziare al Consiglio Comunale del 31 Luglio ed al presidio antifascista che accompagnerà l’iniziativa.
Importante rimarcare, in un momento come quello attuale in cui sta vivendo l’Italia, l’importanza di una simile iniziativa.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


                                              Comune di Castelforte (LT) Centro Storico



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lunedì 16 luglio 2018

L' Intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud a “Sud, periferie d’Europa: quale futuro?” Incontro internazionale -Napoli 2 luglio 2018


https://www.youtube.com/watch?v=O0fZt3pmrJM&t=18s

L' Intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti C’è una tendenza in Europa che colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente. Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo. I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro? E’ la domanda che si sono posti e a cui hanno risposto proponendo soluzioni, sulla base di esperienze concrete a livello europeo, il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, L’Altra Europa con Tsipras ed esponenti europei della sinistra in un incontro internazionale svoltosi il 2 Luglio a Napoli, presso l’Istituto degli Studi Filosofici in via Monte di Dio, dal titolo: Sud, periferie d'Europa: quale futuro? Il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città di Napoli Luigi de Magistris oltre che ospiti provenienti da tutta l’Europa mediterranea.


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https://www.youtube.com/watch?v=O0fZt3pmrJM&t=18s

L' Intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti C’è una tendenza in Europa che colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente. Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo. I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro? E’ la domanda che si sono posti e a cui hanno risposto proponendo soluzioni, sulla base di esperienze concrete a livello europeo, il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, L’Altra Europa con Tsipras ed esponenti europei della sinistra in un incontro internazionale svoltosi il 2 Luglio a Napoli, presso l’Istituto degli Studi Filosofici in via Monte di Dio, dal titolo: Sud, periferie d'Europa: quale futuro? Il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città di Napoli Luigi de Magistris oltre che ospiti provenienti da tutta l’Europa mediterranea.


 
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