venerdì 25 settembre 2020

Svolta a destra e più potere al Nord, ecco cosa ci aspetta dopo il taglio del Parlamento

Svolta a destra e più potere al Nord, ecco cosa ci aspetta dopo il taglio del Parlamento 

Di NATALE CUCCURESE

Fonte: Left

Stando ai sondaggi, la vittoria del Sì abbinata al Germanicum consegnerebbe l’Italia alle destre. Al tempostesso l’indebolimento di Camera e Senato rafforza la Conferenza Stato-Regioni, guidata dai governatori del Settentrione

Dopo la vittoria del Sì al Referendum quali scenari socio-politici si possono aprire nel nostro Paese? Ripartiamo dai numeri.

Come l’Istituto Cattaneo aveva già evidenziato nella settimana antecedente l’appuntamento referendario, la vittoria del Sì abbinata ad una legge elettorale proporzionale al 3% o al 5%, porterebbe la destra avanti in tutte e due le Camere. La Fondazione Einaudi dal suo canto evidenziava come, con la vittoria del Sì al referendum, con soli 267 deputati e 134 senatori si potrebbe «cambiare la Costituzione in ogni sua parte, senza possibilità per i cittadini di esprimersi con un successivo referendum». Ora dopo la vittoria del Sì l’Istituto Cattaneo non solo conferma che con il “Germanicum” (proporzionale con soglia di sbarramento al 5%), governerebbe la destra, ma ci informa anche che sulla base degli ultimi sondaggi il M5s sarebbe il partito che perde più seggi sia in assoluto che in percentuale: alla Camera da 199 a 73 e al Senato da 95 a 38.

Contemporaneamente uno studio Youtrend indica che a superare la soglia del 5%, sempre sulla base degli ultimi sondaggi disponibili, sarebbero soltanto la Lega (25,2%), il Pd (20,2%), il M5s (15,8%), FdI (15%) e FI (7,1%). La maggioranza andrebbe al centrodestra con 227 seggi su 400. La distribuzione dei seggi così risultante porta alla dispersione del 16,7% del voto per le formazioni che non supererebbero la soglia del 5%. Questo non solo determinerebbe una crisi di rappresentanza e di democrazia, ma nei fatti costituirebbero un premio di maggioranza per il centro destra che balzerebbe dal 47,3% dei voti al 56,8% dei seggi.

Siamo perciò, come ampiamente illustrato nei mesi passati da più voci, al passaggio da una Repubblica basata sulla rappresentanza espressa dal voto popolare ad una Repubblica oligarchica, dove il voto popolare rappresenta solo una componente non fondamentale. Il prossimo passaggio, dopo accurata preparazione mediatica dei soliti corifei, sarà quello ad una Repubblica presidenziale, si andrà così a completare uno degli ultimi tasselli che mancano per la piena realizzazione del piano piduista di “rinascita nazionale”.

In questo quadro già di per sé sconfortante si aggiunge il ruolo sempre più egemone e verticistico della Conferenza Stato-Regioni, che da fonti stampa potrebbe vedere un cambio alla guida: dal Presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini a quello del Veneto Zaia. Zaia ha smentito, evidentemente è più che garantito negli interessi delle regioni del Nord da Bonaccini, ma è chiaro la Conferenza Stato-Regioni è ormai sempre più in conflitto col governo nazionale, come si è visto ampiamente non solo durante tutta la fase d’emergenza Covid, ma anche ultimamente con la vicenda della riapertura al pubblico delle attività sportive. A tal proposito è doveroso rimarcare che è già stata calendarizzata alla Commissione Affari costituzionali del Senato l’introduzione di una supremacy clause all’art. 117 della Costituzione, per la potestà legislativa e la costituzionalizzazione del sistema delle Conferenze.

Per il Sud una eventuale staffetta Bonaccini-Zaia poco cambierebbe essendo ambedue campioni della “secessione dei ricchi” – ossia dei progetti di autonomia regionale differenziata – che da tempo marciano sul binario unico ed esclusivo dei soli interessi delle loro regioni e del Nord, pronti a drenare il più possibile dei fondi del Recovery fund in arrivo dall’Europa. Fondi che secondo le indicazioni europee dovrebbero, per una quota di circa il 70%, essere utilizzati per iniziare a colmare il divario Nord-Sud. Zingaretti pochi giorni fa in una intervista al Mattino ha però già iniziato la sottrazione, indicando nel 34% (cioè semplicemente la percentuale della popolazione, quindi nulla in più del semplice riparto dovuto) i fondi da destinare al Mezzogiorno, ma è prevedibile che anche una parte di questi saranno in qualche modo drenati a vantaggio delle regioni più ricche, come la Storia insegna. Non va infatti dimenticato che la Conferenza Stato-Regioni è la sede in cui progressivamente è maturato, grazie anche all’ignavia del ceto politico meridionale, il divario Nord-Sud.

Una volta investiti, o se preferite in gran parte sperperati in mille rivoli come già si profila all’orizzonte, i miliardi in arrivo dall’Europa, ci ritroveremo con il Parlamento indebolito nella sua funzione di equa rappresentanza, anche territoriale, dell’elettorato soprattutto al Senato, i Presidenti di Regione arroccati ognuno a difesa dei propri interessi, il realizzarsi definitivo del progetto di autonomia differenziata, una crisi di rappresentanza democratica che renderà sempre più turbolenti i rapporti di forza all’interno del Paese e genererà insoddisfazione e una disaffezione verso la politica nella fetta dell’elettorato non rappresentata, un governo sempre più autoritario, poco attento ai bisogni delle classi popolari ed in perenne conflitto con la Conferenza Stato-Regioni che diverrà nei fatti una terza camera para-legislativa e una Costituzione stravolta da ogni nuova maggioranza.

La scintilla che potrebbe far esplodere questa polveriera sarà il Sud sempre più immiserito e che vede, come da dati Eurostat della scorsa settimana, Campania prima, Sicilia seconda e Calabria ottava fra le regioni europee con la maggior parte della popolazione a rischio povertà. È quindi facilmente constatabile come, al momento, l’Italia proceda a marce forzate verso la balcanizzazione del Paese, oramai è solo questione di tempo.

Ci si domanda a questo punto come possono muoversi le formazioni di sinistra per contrastare questa deriva destabilizzante. La prima domanda da porsi è: c’è nel Paese una base elettorale per ripartire da sinistra? Sicuramente sì, a partire da una parte di quell’elettorato – più del 30% – che ha votato No al referendum a difesa della Costituzione e senza dimenticare gli spunti positivi forniti dalle recenti esperienze aggregative unitarie in Toscana o in Campania con “Terra”. Comunque la si pensi è importante rilanciare da subito ipotesi aggregative che pongano l’accento oltre sui temi a tutti noi cari a sinistra – fra i quali quelli del lavoro e dell’ambiente – anche sulla situazione del Mezzogiorno, nei fatti senza rappresentanza in questo nuovo panorama politico, come detto, e sulla necessità di una presenza e visione meridionalista progressista unitaria nei programmi per poter fornire risposte puntuali ai territori. Con la consapevolezza che con uno sbarramento al 5% per Camera e Senato, uniti a quelli molto alti presenti in alcune regioni e allo stravolgimento della Costituzione, la strada unitaria diventa un’esigenza per tutti, o almeno per chi non intende confluire nel Pd o fare opera di mera testimonianza.

Sarà però indispensabile abbandonare da subito la coazione a ripetere gli errori del passato, ricercare nuove modalità aggregative e d’azione per non venire percepiti nell’immaginario collettivo come soggetto vintage o autocontemplativo; non ci sarebbe errore peggiore e definitivo.


Fonte: Left 




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Svolta a destra e più potere al Nord, ecco cosa ci aspetta dopo il taglio del Parlamento 

Di NATALE CUCCURESE

Fonte: Left

Stando ai sondaggi, la vittoria del Sì abbinata al Germanicum consegnerebbe l’Italia alle destre. Al tempostesso l’indebolimento di Camera e Senato rafforza la Conferenza Stato-Regioni, guidata dai governatori del Settentrione

Dopo la vittoria del Sì al Referendum quali scenari socio-politici si possono aprire nel nostro Paese? Ripartiamo dai numeri.

Come l’Istituto Cattaneo aveva già evidenziato nella settimana antecedente l’appuntamento referendario, la vittoria del Sì abbinata ad una legge elettorale proporzionale al 3% o al 5%, porterebbe la destra avanti in tutte e due le Camere. La Fondazione Einaudi dal suo canto evidenziava come, con la vittoria del Sì al referendum, con soli 267 deputati e 134 senatori si potrebbe «cambiare la Costituzione in ogni sua parte, senza possibilità per i cittadini di esprimersi con un successivo referendum». Ora dopo la vittoria del Sì l’Istituto Cattaneo non solo conferma che con il “Germanicum” (proporzionale con soglia di sbarramento al 5%), governerebbe la destra, ma ci informa anche che sulla base degli ultimi sondaggi il M5s sarebbe il partito che perde più seggi sia in assoluto che in percentuale: alla Camera da 199 a 73 e al Senato da 95 a 38.

Contemporaneamente uno studio Youtrend indica che a superare la soglia del 5%, sempre sulla base degli ultimi sondaggi disponibili, sarebbero soltanto la Lega (25,2%), il Pd (20,2%), il M5s (15,8%), FdI (15%) e FI (7,1%). La maggioranza andrebbe al centrodestra con 227 seggi su 400. La distribuzione dei seggi così risultante porta alla dispersione del 16,7% del voto per le formazioni che non supererebbero la soglia del 5%. Questo non solo determinerebbe una crisi di rappresentanza e di democrazia, ma nei fatti costituirebbero un premio di maggioranza per il centro destra che balzerebbe dal 47,3% dei voti al 56,8% dei seggi.

Siamo perciò, come ampiamente illustrato nei mesi passati da più voci, al passaggio da una Repubblica basata sulla rappresentanza espressa dal voto popolare ad una Repubblica oligarchica, dove il voto popolare rappresenta solo una componente non fondamentale. Il prossimo passaggio, dopo accurata preparazione mediatica dei soliti corifei, sarà quello ad una Repubblica presidenziale, si andrà così a completare uno degli ultimi tasselli che mancano per la piena realizzazione del piano piduista di “rinascita nazionale”.

In questo quadro già di per sé sconfortante si aggiunge il ruolo sempre più egemone e verticistico della Conferenza Stato-Regioni, che da fonti stampa potrebbe vedere un cambio alla guida: dal Presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini a quello del Veneto Zaia. Zaia ha smentito, evidentemente è più che garantito negli interessi delle regioni del Nord da Bonaccini, ma è chiaro la Conferenza Stato-Regioni è ormai sempre più in conflitto col governo nazionale, come si è visto ampiamente non solo durante tutta la fase d’emergenza Covid, ma anche ultimamente con la vicenda della riapertura al pubblico delle attività sportive. A tal proposito è doveroso rimarcare che è già stata calendarizzata alla Commissione Affari costituzionali del Senato l’introduzione di una supremacy clause all’art. 117 della Costituzione, per la potestà legislativa e la costituzionalizzazione del sistema delle Conferenze.

Per il Sud una eventuale staffetta Bonaccini-Zaia poco cambierebbe essendo ambedue campioni della “secessione dei ricchi” – ossia dei progetti di autonomia regionale differenziata – che da tempo marciano sul binario unico ed esclusivo dei soli interessi delle loro regioni e del Nord, pronti a drenare il più possibile dei fondi del Recovery fund in arrivo dall’Europa. Fondi che secondo le indicazioni europee dovrebbero, per una quota di circa il 70%, essere utilizzati per iniziare a colmare il divario Nord-Sud. Zingaretti pochi giorni fa in una intervista al Mattino ha però già iniziato la sottrazione, indicando nel 34% (cioè semplicemente la percentuale della popolazione, quindi nulla in più del semplice riparto dovuto) i fondi da destinare al Mezzogiorno, ma è prevedibile che anche una parte di questi saranno in qualche modo drenati a vantaggio delle regioni più ricche, come la Storia insegna. Non va infatti dimenticato che la Conferenza Stato-Regioni è la sede in cui progressivamente è maturato, grazie anche all’ignavia del ceto politico meridionale, il divario Nord-Sud.

Una volta investiti, o se preferite in gran parte sperperati in mille rivoli come già si profila all’orizzonte, i miliardi in arrivo dall’Europa, ci ritroveremo con il Parlamento indebolito nella sua funzione di equa rappresentanza, anche territoriale, dell’elettorato soprattutto al Senato, i Presidenti di Regione arroccati ognuno a difesa dei propri interessi, il realizzarsi definitivo del progetto di autonomia differenziata, una crisi di rappresentanza democratica che renderà sempre più turbolenti i rapporti di forza all’interno del Paese e genererà insoddisfazione e una disaffezione verso la politica nella fetta dell’elettorato non rappresentata, un governo sempre più autoritario, poco attento ai bisogni delle classi popolari ed in perenne conflitto con la Conferenza Stato-Regioni che diverrà nei fatti una terza camera para-legislativa e una Costituzione stravolta da ogni nuova maggioranza.

La scintilla che potrebbe far esplodere questa polveriera sarà il Sud sempre più immiserito e che vede, come da dati Eurostat della scorsa settimana, Campania prima, Sicilia seconda e Calabria ottava fra le regioni europee con la maggior parte della popolazione a rischio povertà. È quindi facilmente constatabile come, al momento, l’Italia proceda a marce forzate verso la balcanizzazione del Paese, oramai è solo questione di tempo.

Ci si domanda a questo punto come possono muoversi le formazioni di sinistra per contrastare questa deriva destabilizzante. La prima domanda da porsi è: c’è nel Paese una base elettorale per ripartire da sinistra? Sicuramente sì, a partire da una parte di quell’elettorato – più del 30% – che ha votato No al referendum a difesa della Costituzione e senza dimenticare gli spunti positivi forniti dalle recenti esperienze aggregative unitarie in Toscana o in Campania con “Terra”. Comunque la si pensi è importante rilanciare da subito ipotesi aggregative che pongano l’accento oltre sui temi a tutti noi cari a sinistra – fra i quali quelli del lavoro e dell’ambiente – anche sulla situazione del Mezzogiorno, nei fatti senza rappresentanza in questo nuovo panorama politico, come detto, e sulla necessità di una presenza e visione meridionalista progressista unitaria nei programmi per poter fornire risposte puntuali ai territori. Con la consapevolezza che con uno sbarramento al 5% per Camera e Senato, uniti a quelli molto alti presenti in alcune regioni e allo stravolgimento della Costituzione, la strada unitaria diventa un’esigenza per tutti, o almeno per chi non intende confluire nel Pd o fare opera di mera testimonianza.

Sarà però indispensabile abbandonare da subito la coazione a ripetere gli errori del passato, ricercare nuove modalità aggregative e d’azione per non venire percepiti nell’immaginario collettivo come soggetto vintage o autocontemplativo; non ci sarebbe errore peggiore e definitivo.


Fonte: Left 




Elezioni regionali in Campania, le considerazioni di Antonio Luongo

Di Antonio Luongo (candidato per il Partito del Sud nella lista Terra)

Le elezioni per la Regione Campania si sono concluse e purtroppo il movimento TERRA non è riuscito a entrare in Consiglio Regionale e a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Desidero innanzitutto ringraziare tutte le persone che mi hanno dato fiducia e mi hanno affiancato in questo percorso non solo con il voto, ma con attestazioni concrete di stima e affetto. Ne farò tesoro. Ora è il tempo delle riflessioni. 

Sicuramente i 27.000 voti raccolti i meno di due mesi, partendo da zero, sono la prova che la nuova proposta è riuscita ad intercettare l'interesse nell'elettorato progressista. C'è molto da lavorare e noi non ci produrremo in entusiasmi opinabili, come ha fatto chi ha preso appena 4.000 voti in più. La sinistra deve smettere di guardarsi l'ombelico in modo autoreferenziale e cominciare davvero a guardare avanti. 

Con Terra abbiamo iniziato a tracciare la differenza mettendo in campo uno slancio davvero riformatore, sui temi, sulle priorità, non sulle chiacchiere. L'elettorato di sinistra, soprattutto in Campania è senza riferimenti. Non deve ingannare il 70% di De Luca, visto che è una vittoria costruita "oltre la destra e la sinistra", per sua stessa ammissione. Ció significa aver rinunciato ad una visione comune, a valori condivisi, buttando dentro le liste la qualunque. Unico collante il potere. Ma governare una regione con 6 milioni di abitanti non è come gestire un condominio. 

Occorre un indirizzo politico, altrimenti si sopravvive solo distribuendo favori e ricompense. E su questo punto sono davvero molto preoccupato. Terra deve andare avanti nel suo percorso di rigenerazione della visione di sinistra, radicandosi sui territori e strutturando meglio la sua proposta, rendendola chiara e concreta non solo sui temi ambientali, ma anche sui temi del lavoro, della sanità, del superamento del dualismo nord sud. 

È una sfida che deve guardare al futuro. Perché la modernità non è assegnata dall'anagrafe e le divisioni ideologiche, in difesa miope del simbolo, che abbiamo appena avuto sotto gli occhi, ci hanno indicato dove NON bisogna andare. Unità e linguaggio nuovo: questa la via. E questo sará il mio contributo per Terra e per il domani dei nostri territori. 

Valuteremo con attenzioni le dichiarazioni e le posizioni dei protagonisti dell'universo progressista, alla sinistra del Pd. Vediamo chi davvero vuole cogliere la sfida.



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Di Antonio Luongo (candidato per il Partito del Sud nella lista Terra)

Le elezioni per la Regione Campania si sono concluse e purtroppo il movimento TERRA non è riuscito a entrare in Consiglio Regionale e a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Desidero innanzitutto ringraziare tutte le persone che mi hanno dato fiducia e mi hanno affiancato in questo percorso non solo con il voto, ma con attestazioni concrete di stima e affetto. Ne farò tesoro. Ora è il tempo delle riflessioni. 

Sicuramente i 27.000 voti raccolti i meno di due mesi, partendo da zero, sono la prova che la nuova proposta è riuscita ad intercettare l'interesse nell'elettorato progressista. C'è molto da lavorare e noi non ci produrremo in entusiasmi opinabili, come ha fatto chi ha preso appena 4.000 voti in più. La sinistra deve smettere di guardarsi l'ombelico in modo autoreferenziale e cominciare davvero a guardare avanti. 

Con Terra abbiamo iniziato a tracciare la differenza mettendo in campo uno slancio davvero riformatore, sui temi, sulle priorità, non sulle chiacchiere. L'elettorato di sinistra, soprattutto in Campania è senza riferimenti. Non deve ingannare il 70% di De Luca, visto che è una vittoria costruita "oltre la destra e la sinistra", per sua stessa ammissione. Ció significa aver rinunciato ad una visione comune, a valori condivisi, buttando dentro le liste la qualunque. Unico collante il potere. Ma governare una regione con 6 milioni di abitanti non è come gestire un condominio. 

Occorre un indirizzo politico, altrimenti si sopravvive solo distribuendo favori e ricompense. E su questo punto sono davvero molto preoccupato. Terra deve andare avanti nel suo percorso di rigenerazione della visione di sinistra, radicandosi sui territori e strutturando meglio la sua proposta, rendendola chiara e concreta non solo sui temi ambientali, ma anche sui temi del lavoro, della sanità, del superamento del dualismo nord sud. 

È una sfida che deve guardare al futuro. Perché la modernità non è assegnata dall'anagrafe e le divisioni ideologiche, in difesa miope del simbolo, che abbiamo appena avuto sotto gli occhi, ci hanno indicato dove NON bisogna andare. Unità e linguaggio nuovo: questa la via. E questo sará il mio contributo per Terra e per il domani dei nostri territori. 

Valuteremo con attenzioni le dichiarazioni e le posizioni dei protagonisti dell'universo progressista, alla sinistra del Pd. Vediamo chi davvero vuole cogliere la sfida.



Ringraziamo i 431 elettori che ci hanno premiato col loro voto a Reggio Calabria.

Ringraziamo i 431 elettori che ci hanno premiato col loro voto a Reggio Calabria. 
Vogliamo ribadire quanto detto già ieri a proposito della nostra partecipazione alle regionali in Puglia: Abbiamo inteso schierarci contro la Lega, a Reggio Calabria come in altre territori, mettendoci la faccia, ma anche l’impegno concreto e i voti. Essere un soggetto politico per contrastare leghisti e protoleghisti e, come in questo caso, portare nelle coalizioni le proprie tesi vuol dire partecipare alle elezioni, essere partigiani, con conseguenti oneri, non limitandosi al tifo da stadio sui social, come semplici spettatori. 

Un ringraziamento al nostro Capolista Massimo Cogliandro, ai nostri candidati, agli alleati di Reggio Bene Comune, e a tutti i nostri sostenitori che si sono prodigati in questi mesi per dare sostegno al comune ideale meridionalista. 
A Reggio la partita non è finita, ora dobbiamo sostenere con tutte le nostre forze il Sindaco Giuseppe Falcomatà al ballottaggio. Un Sindaco che ben conosce i problemi connessi alla questione meridionale e gli scippi a cui è sottoposto il Sud, come dimostra ampiamente il suo intervento nel video del nostro incontro del 9 settembre. [https://www.facebook.com/PdelSud/videos/636202533694466/?vh=e&extid=CpkduOPfRf3XI2I1&d=n

Un Sindaco da sostenere per fare argine contro l'imbarbarimento della politica dettato dalla destra a trazione leghista. Reggio non può avere un sindaco leghista, a maggior ragione con la Lega che ha un risultato di lista sotto il 5%... 

Continuiamo col lavoro a sostegno del Sindaco Falcomatà in vista del ballottaggio: “Reggio non si Lega”!



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Ringraziamo i 431 elettori che ci hanno premiato col loro voto a Reggio Calabria. 
Vogliamo ribadire quanto detto già ieri a proposito della nostra partecipazione alle regionali in Puglia: Abbiamo inteso schierarci contro la Lega, a Reggio Calabria come in altre territori, mettendoci la faccia, ma anche l’impegno concreto e i voti. Essere un soggetto politico per contrastare leghisti e protoleghisti e, come in questo caso, portare nelle coalizioni le proprie tesi vuol dire partecipare alle elezioni, essere partigiani, con conseguenti oneri, non limitandosi al tifo da stadio sui social, come semplici spettatori. 

Un ringraziamento al nostro Capolista Massimo Cogliandro, ai nostri candidati, agli alleati di Reggio Bene Comune, e a tutti i nostri sostenitori che si sono prodigati in questi mesi per dare sostegno al comune ideale meridionalista. 
A Reggio la partita non è finita, ora dobbiamo sostenere con tutte le nostre forze il Sindaco Giuseppe Falcomatà al ballottaggio. Un Sindaco che ben conosce i problemi connessi alla questione meridionale e gli scippi a cui è sottoposto il Sud, come dimostra ampiamente il suo intervento nel video del nostro incontro del 9 settembre. [https://www.facebook.com/PdelSud/videos/636202533694466/?vh=e&extid=CpkduOPfRf3XI2I1&d=n

Un Sindaco da sostenere per fare argine contro l'imbarbarimento della politica dettato dalla destra a trazione leghista. Reggio non può avere un sindaco leghista, a maggior ragione con la Lega che ha un risultato di lista sotto il 5%... 

Continuiamo col lavoro a sostegno del Sindaco Falcomatà in vista del ballottaggio: “Reggio non si Lega”!



Ringraziamo i 1410 elettori che ci hanno premiato col loro voto in Puglia.

Ringraziamo i 1410 elettori che ci hanno premiato col loro voto in Puglia. 
Abbiamo inteso schierarci contro la Lega, in Puglia come in altre territori, mettendoci la faccia, ma anche l’impegno concreto e i voti. Essere un soggetto politico per contrastare leghisti e protoleghisti e, come in questo caso, portare nelle coalizioni le proprie tesi vuol dire partecipare alle elezioni, essere partigiani, con conseguenti oneri, non limitandosi al tifo da stadio sui social, come semplici spettatori. 

Un ringraziamento al nostro Vicepresidente Michele Dell'Edera, ai nostri candidati e a tutti i nostri sostenitori che si sono prodigati in questi mesi per dare sostegno al comune ideale meridionalista. I migliori risultati li registriamo nel Comune di Cagnano Varano con il nostro Partito al 4,66%, seguito da Castellaneta all’1,18%. 

Siamo felicissimi per Michele Emiliano e per il fatto che possa continuare a lavorare per il bene della Puglia, e del Mezzogiorno tutto, un Presidente di regione meridionalista, che si conferma un baluardo contro l'imbarbarimento della politica dettato dalla destra a trazione leghista. Ora in Puglia potrà procedere l’azione in favore dei più deboli, dei discriminati, dell’ambiente, della salute e del lavoro. 

Le otto liste presenti a favore di Michele Emiliano che restano sotto il risultato dello 0,5%, hanno comunque contribuito con circa 19.000 voti totali alla sua rielezione, è un dato non disprezzabile e su cui bisognerà riflettere in vista di futuri impegni, dato anche il risultato referendario che taglia rappresentanza e diritti, ma non i privilegi.



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Ringraziamo i 1410 elettori che ci hanno premiato col loro voto in Puglia. 
Abbiamo inteso schierarci contro la Lega, in Puglia come in altre territori, mettendoci la faccia, ma anche l’impegno concreto e i voti. Essere un soggetto politico per contrastare leghisti e protoleghisti e, come in questo caso, portare nelle coalizioni le proprie tesi vuol dire partecipare alle elezioni, essere partigiani, con conseguenti oneri, non limitandosi al tifo da stadio sui social, come semplici spettatori. 

Un ringraziamento al nostro Vicepresidente Michele Dell'Edera, ai nostri candidati e a tutti i nostri sostenitori che si sono prodigati in questi mesi per dare sostegno al comune ideale meridionalista. I migliori risultati li registriamo nel Comune di Cagnano Varano con il nostro Partito al 4,66%, seguito da Castellaneta all’1,18%. 

Siamo felicissimi per Michele Emiliano e per il fatto che possa continuare a lavorare per il bene della Puglia, e del Mezzogiorno tutto, un Presidente di regione meridionalista, che si conferma un baluardo contro l'imbarbarimento della politica dettato dalla destra a trazione leghista. Ora in Puglia potrà procedere l’azione in favore dei più deboli, dei discriminati, dell’ambiente, della salute e del lavoro. 

Le otto liste presenti a favore di Michele Emiliano che restano sotto il risultato dello 0,5%, hanno comunque contribuito con circa 19.000 voti totali alla sua rielezione, è un dato non disprezzabile e su cui bisognerà riflettere in vista di futuri impegni, dato anche il risultato referendario che taglia rappresentanza e diritti, ma non i privilegi.



martedì 15 settembre 2020

REGGIO CALABRIA 16 SETTEMBRE ALLE ORE 18 A PIAZZA CASTELLO COMIZIO DELLA LISTA “REGGIO BENE COMUNE-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI

 “REGGIO NON SI LEGA”
Sebbene la Lega cresca anche nel meridione, la recente svolta nazionalista e sovranista ha il sapore di una metamorfosi di facciata, finalizzata ad espandere il consenso oltre i confini padani.
La storia leghista infatti è una lunga sequenza di insulti, allusioni, volgarità gratuite e vecchi pregiudizi che la maggioranza del Sud non dimentica.
Dopo averci insultati e depredati per anni ora vogliono anche il nostro voto!
I leghisti sono pronti a spegnere ogni resistenza dei cittadini del Sud e a predare ogni nostro avere, ogni bellezza, ogni dignità!
Il riscatto del Sud parte da Reggio Calabria!
Scendi in piazza con noi, non tradire la tua città !




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 “REGGIO NON SI LEGA”
Sebbene la Lega cresca anche nel meridione, la recente svolta nazionalista e sovranista ha il sapore di una metamorfosi di facciata, finalizzata ad espandere il consenso oltre i confini padani.
La storia leghista infatti è una lunga sequenza di insulti, allusioni, volgarità gratuite e vecchi pregiudizi che la maggioranza del Sud non dimentica.
Dopo averci insultati e depredati per anni ora vogliono anche il nostro voto!
I leghisti sono pronti a spegnere ogni resistenza dei cittadini del Sud e a predare ogni nostro avere, ogni bellezza, ogni dignità!
Il riscatto del Sud parte da Reggio Calabria!
Scendi in piazza con noi, non tradire la tua città !




sabato 5 settembre 2020

Reggio: Dichiarazioni dei Candidati del Partito del Sud

 Le candidate e i candidati del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, che insieme a Reggio Bene Comune sostengono la rielezione del Sindaco Giuseppe Falcomatà sotto il nome di “Reggio Bene Comune -Meridionalisti Progressisti” al motto di: “Reggio Non si Lega”, ricordano in una nota a firma del Capolista Massimo Cogliandro, che domenica 6 settembre sarà presente a Reggio Calabria, insieme a tutto il centrodestra per sostenere il candidato sindaco leghista Minicuci, Andrea Crippa che è il vice di Salvini.

Sulle pagine/ profilo Facebook PARTITODELSUREGGIOCALABRIA – PARTITODELSUD.RC (https://www.facebook.com/partitodelsud.reggiocalabria.9) del Partito del Sud potete vedere un video con dichiarazioni del signore in questione, ascoltate le parole di odio verso il Sud, i siciliani, i napoletani, i calabresi…

Ascoltate il discorso fatto dei soliti vergognosi luoghi comuni, intriso di razzismo e di volontà discriminatoria, antefatto che contestualizza ancor meglio il valore della pretesa “Autonomia differenziata” utile solo a tenersi le risorse assegnate in più, ai cittadini del Nord, in danno dei cittadini del Sud.

 

Dopo averci insultati e depredati per anni ora vogliono anche il nostro voto!

Siamo certi che i cittadini di Reggio Calabria sapranno opporsi democraticamente a questa ennesima invasione che arriva da Nord.

I leghisti sono pronti a spegnere ogni resistenza dei cittadini del Sud e a predare ogni nostro avere, ogni bellezza, ogni dignità!

Scacciamoli dalle nostre terre con un voto!

Non deleghiamo la rappresentanza dei nostri diritti a questi figuri!

“Reggio non si lega”! TERRONI SI!  FISSA NO!

Il riscatto del Sud parte da Reggio Calabria!


Massimo Cogliandro

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti






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 Le candidate e i candidati del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, che insieme a Reggio Bene Comune sostengono la rielezione del Sindaco Giuseppe Falcomatà sotto il nome di “Reggio Bene Comune -Meridionalisti Progressisti” al motto di: “Reggio Non si Lega”, ricordano in una nota a firma del Capolista Massimo Cogliandro, che domenica 6 settembre sarà presente a Reggio Calabria, insieme a tutto il centrodestra per sostenere il candidato sindaco leghista Minicuci, Andrea Crippa che è il vice di Salvini.

Sulle pagine/ profilo Facebook PARTITODELSUREGGIOCALABRIA – PARTITODELSUD.RC (https://www.facebook.com/partitodelsud.reggiocalabria.9) del Partito del Sud potete vedere un video con dichiarazioni del signore in questione, ascoltate le parole di odio verso il Sud, i siciliani, i napoletani, i calabresi…

Ascoltate il discorso fatto dei soliti vergognosi luoghi comuni, intriso di razzismo e di volontà discriminatoria, antefatto che contestualizza ancor meglio il valore della pretesa “Autonomia differenziata” utile solo a tenersi le risorse assegnate in più, ai cittadini del Nord, in danno dei cittadini del Sud.

 

Dopo averci insultati e depredati per anni ora vogliono anche il nostro voto!

Siamo certi che i cittadini di Reggio Calabria sapranno opporsi democraticamente a questa ennesima invasione che arriva da Nord.

I leghisti sono pronti a spegnere ogni resistenza dei cittadini del Sud e a predare ogni nostro avere, ogni bellezza, ogni dignità!

Scacciamoli dalle nostre terre con un voto!

Non deleghiamo la rappresentanza dei nostri diritti a questi figuri!

“Reggio non si lega”! TERRONI SI!  FISSA NO!

Il riscatto del Sud parte da Reggio Calabria!


Massimo Cogliandro

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti






ELEZIONI REGIONALI PUGLIA 2020 - I NOSTRI CANDIDATI IN TUTTE LE PROVINCE PUGLIESI COMPLETI DI CURRICULUM E CASELLARIO

 

PARTITO DEL SUD

BARI 
Bracale Anna: CV – CASELLARIO
Dell’Edera Antonia: CV – CASELLARIO
Gelardi Vincenzo: CV – CASELLARIO
Granata Consiglia: CV – CASELLARIO
Spadafora Giuseppe: CV – CASELLARIO
Stefania Fernando: CV – CASELLARIO
Trancquillo Francesco: 
CV – CASELLARIO

BAT
Dell’Edera Michele: CV – CASELLARIO
Granata Consiglia: CV – CASELLARIO

BRINDISI
Spadafora Giuseppe: CV – CASELLARIO
Trancquillo Francesco: 
CV – CASELLARIO

FOGGIA
Bracale Anna: CV – CASELLARIO
Dell’Edera Michele: 
CV – CASELLARIO
Granata Consiglia: 
CV – CASELLARIO
Stefania Fernando: 
CV – CASELLARIO

LECCE
Bracale Anna: CV – CASELLARIO
Dell’Edera Michele: 
CV – CASELLARIO
Dell’Edera Antonia: 
CV – CASELLARIO
Gelardi Vincenzo: 
CV – CASELLARIO
Stefania Fernando: 
CV – CASELLARIO

TARANTO
Dell’Edera Antonia: CV – CASELLARIO
Gelardi Vincenzo: 
CV – CASELLARIO
Trancquillo Francesco: 
CV – CASELLARIO

 

Fonte: https://www.micheleemiliano.it/liste/partito-del-sud/?fbclid=IwAR3WpcKO1Acf2pEzu9NFSNbnCR4TfUL-IP9DF-xjv2eb0_GrPat7Y5oJnEA



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PARTITO DEL SUD

BARI 
Bracale Anna: CV – CASELLARIO
Dell’Edera Antonia: CV – CASELLARIO
Gelardi Vincenzo: CV – CASELLARIO
Granata Consiglia: CV – CASELLARIO
Spadafora Giuseppe: CV – CASELLARIO
Stefania Fernando: CV – CASELLARIO
Trancquillo Francesco: 
CV – CASELLARIO

BAT
Dell’Edera Michele: CV – CASELLARIO
Granata Consiglia: CV – CASELLARIO

BRINDISI
Spadafora Giuseppe: CV – CASELLARIO
Trancquillo Francesco: 
CV – CASELLARIO

FOGGIA
Bracale Anna: CV – CASELLARIO
Dell’Edera Michele: 
CV – CASELLARIO
Granata Consiglia: 
CV – CASELLARIO
Stefania Fernando: 
CV – CASELLARIO

LECCE
Bracale Anna: CV – CASELLARIO
Dell’Edera Michele: 
CV – CASELLARIO
Dell’Edera Antonia: 
CV – CASELLARIO
Gelardi Vincenzo: 
CV – CASELLARIO
Stefania Fernando: 
CV – CASELLARIO

TARANTO
Dell’Edera Antonia: CV – CASELLARIO
Gelardi Vincenzo: 
CV – CASELLARIO
Trancquillo Francesco: 
CV – CASELLARIO

 

Fonte: https://www.micheleemiliano.it/liste/partito-del-sud/?fbclid=IwAR3WpcKO1Acf2pEzu9NFSNbnCR4TfUL-IP9DF-xjv2eb0_GrPat7Y5oJnEA



mercoledì 2 settembre 2020

“Il rilancio degli asili nido in Puglia contro l’idea della spesa storica”

 Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci"


Bari, 01 settembre 2020. Michele Dell’Edera, Coordinatore regionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, che con la propria lista sostiene la candidatura del Presidente della Regione Puglia di Michele Emiliano alle elezioni regionali del prossimo 20-21 settembre 2020, ricorda in una nota a sua firma, come la vergognosa sperequazione che da decenni subiscono i bambini e le famiglie pugliesi discenda direttamente dalla modifica del Titolo V della Costituzione proposta nel 2001 dalla Lega.

Invece di stabilire i fabbisogni standard per territorio, cioè determinare quali risorse minime sia giusto che lo Stato garantisca con imposte proprie o con la perequazione, si è scelto di ripartire i fabbisogni in base alla “spesa storica”, cioè in funzione di quel meccanismo perverso, quell’imbroglio, per cui in Puglia ci sono percentualmente meno asili che nelleregioni del Nord, nonostante negli ultimi anni ci sia stata una lenta ma sostanziale inversione di tendenza. Questo problema si verifica in virtù del fatto che i finanziamenti relativi non avvengono sulla base delle reali esigenze, ma solo fotografando “storicamente” la situazione esistente, fino all’assurdo che in quei comuni dove ci sono 0 asili, i finanziamenti relativi non dovrebbero mai essere stanziati pur in presenza di un numero elevato di bambini. Il che negli anni ha portato a far si che nelle Regioni del Nord cosiddette “virtuose” (con i soldi sottratti al Sud) si possa fornire l’asilo gratis alle famiglie, assorbendo finanziamenti in surplus per 700 Milioni di Euro all’anno non riconosciuti al Sud, mentre nel Mezzogiorno, l’asilo in parecchie zone e comuni periferici possono solo continuare a sognarlo.

I bambini della Puglia non sono certo di serie B ! Ecco perché bene hanno fatto il presidente Emilianoe la nostra coalizione a pensare a un punto del programma che “supporti la genitorialità investendo su politiche di conciliazione vita-lavoro… A sostegno di ciò certamente il progetto “family friendly”che punta nei prossimi cinque anni a garantire il diritto agli asili nido per tutti non può che essere molto importantee meritorio del nostro pieno sostegno. La cosa più incredibile è che la Lega, responsabile prima di offese razziste e discriminazioni ai danni dei cittadini del Sud, oggi ha l’ardire di presentarsi con propri candidati nelle nostre città in sostegno al candidato del centro destra Raffaele Fitto, che ha dichiarato in televisione che è d’accordo che i soldi del Recovery Fund, che la Ue chiede di mandare al Sud per iniziare a recuperare il differenziale con il Nord, vadano ancora al Nord.

Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci, rimandando al mittente, con il voto, queste assurde politiche ai danni del Sud! Il riscatto del Sud parte dalla Puglia!

Michele Dell’Edera, Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


Fonte: StatoQuotidiano




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 Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci"


Bari, 01 settembre 2020. Michele Dell’Edera, Coordinatore regionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, che con la propria lista sostiene la candidatura del Presidente della Regione Puglia di Michele Emiliano alle elezioni regionali del prossimo 20-21 settembre 2020, ricorda in una nota a sua firma, come la vergognosa sperequazione che da decenni subiscono i bambini e le famiglie pugliesi discenda direttamente dalla modifica del Titolo V della Costituzione proposta nel 2001 dalla Lega.

Invece di stabilire i fabbisogni standard per territorio, cioè determinare quali risorse minime sia giusto che lo Stato garantisca con imposte proprie o con la perequazione, si è scelto di ripartire i fabbisogni in base alla “spesa storica”, cioè in funzione di quel meccanismo perverso, quell’imbroglio, per cui in Puglia ci sono percentualmente meno asili che nelleregioni del Nord, nonostante negli ultimi anni ci sia stata una lenta ma sostanziale inversione di tendenza. Questo problema si verifica in virtù del fatto che i finanziamenti relativi non avvengono sulla base delle reali esigenze, ma solo fotografando “storicamente” la situazione esistente, fino all’assurdo che in quei comuni dove ci sono 0 asili, i finanziamenti relativi non dovrebbero mai essere stanziati pur in presenza di un numero elevato di bambini. Il che negli anni ha portato a far si che nelle Regioni del Nord cosiddette “virtuose” (con i soldi sottratti al Sud) si possa fornire l’asilo gratis alle famiglie, assorbendo finanziamenti in surplus per 700 Milioni di Euro all’anno non riconosciuti al Sud, mentre nel Mezzogiorno, l’asilo in parecchie zone e comuni periferici possono solo continuare a sognarlo.

I bambini della Puglia non sono certo di serie B ! Ecco perché bene hanno fatto il presidente Emilianoe la nostra coalizione a pensare a un punto del programma che “supporti la genitorialità investendo su politiche di conciliazione vita-lavoro… A sostegno di ciò certamente il progetto “family friendly”che punta nei prossimi cinque anni a garantire il diritto agli asili nido per tutti non può che essere molto importantee meritorio del nostro pieno sostegno. La cosa più incredibile è che la Lega, responsabile prima di offese razziste e discriminazioni ai danni dei cittadini del Sud, oggi ha l’ardire di presentarsi con propri candidati nelle nostre città in sostegno al candidato del centro destra Raffaele Fitto, che ha dichiarato in televisione che è d’accordo che i soldi del Recovery Fund, che la Ue chiede di mandare al Sud per iniziare a recuperare il differenziale con il Nord, vadano ancora al Nord.

Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci, rimandando al mittente, con il voto, queste assurde politiche ai danni del Sud! Il riscatto del Sud parte dalla Puglia!

Michele Dell’Edera, Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


Fonte: StatoQuotidiano




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martedì 25 agosto 2020

Le ragioni della nostra presenza alle prossime elezioni Regionali e Comunali del 20-21 Settembre 2020, in diretta web dalle 19.00 di giovedì 27 Agosto:

Partito del Sud: Le ragioni della nostra presenza alle prossime elezioni Regionali e Comunali del 20-21 Settembre 2020

Ne parleranno, in diretta web dalla pagina fan del Partito del Sud, dalle 19.00 di giovedì 27 Agosto:
-Natale Cuccurese, Presidente nazionale Partito del Sud
-Massimo Cogliandro, Capolista “Reggio non si Lega” elezioni comunali Reggio Calabria
-Michele Dell’Edera, Vicepresidente Nazionale e Candidato lista “ Partito del Sud” elezioni Regionali Puglia
-Antonio Luongo, Candidato lista “Terra”, Circoscrizione di Napoli, elezioni Regionali Campania




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Partito del Sud: Le ragioni della nostra presenza alle prossime elezioni Regionali e Comunali del 20-21 Settembre 2020

Ne parleranno, in diretta web dalla pagina fan del Partito del Sud, dalle 19.00 di giovedì 27 Agosto:
-Natale Cuccurese, Presidente nazionale Partito del Sud
-Massimo Cogliandro, Capolista “Reggio non si Lega” elezioni comunali Reggio Calabria
-Michele Dell’Edera, Vicepresidente Nazionale e Candidato lista “ Partito del Sud” elezioni Regionali Puglia
-Antonio Luongo, Candidato lista “Terra”, Circoscrizione di Napoli, elezioni Regionali Campania




lunedì 24 agosto 2020

LE LISTE DEL PARTITO DEL SUD ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI E COMUNALI DEL 20-21 SETTEMBRE 2020. PARTITO DEL SUD UN VOTO MERIDIONALISTA

ELEZIONI REGIONALI PUGLIA

La lista del Partito del Sud sarà presente in tutte le sei province pugliesi alle prossime elezioni regionali, nella coalizione a sostegno del Presidente Michele Emiliano.
Il Partito del Sud dalla sua nascita nel 2007 ogni anno sempre presente ad elezioni nazionali, regionali, comunali, dove serve, quando serve, contro discriminazioni, ingiustizie territoriali, leghisti e populisti destrorsi.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Puglia
Michele Dell'Edera
e a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI COMUNALI REGGIO CALABRIA

Alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria il Partito del Sud sarà presente col proprio simbolo nella lista “Reggio non si Lega-Reggio Bene Comune-Meridionalisti Progressisti”, nella coalizione a sostegno del Sindaco Giuseppe Falcomatà.
A Reggio Calabria era per noi un dovere partecipare in contrasto alla presenza di un candidato sindaco leghista espressione del centro destra. Anche da qui il nome “Reggio non si Lega”...
Grazie al nostro Coordinatore Regionale Calabria
Spadafora Giuseppe
,
al Provinciale di Reggio
Filippo Romeo
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Reggio
Massimo Cogliandro
, che sarà il capolista, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA

Alle prossime elezioni regionali in Campania il Partito del Sud sarà presente nella lista “TERRA”, in collaborazione con Partiti, Movimenti, Associazioni ambientaliste e territoriali.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Campania
Andrea Balia
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Napoli
Antonio Luongo
,
che sarà anche candidato nella Circoscrizione di Napoli, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.

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ELEZIONI REGIONALI PUGLIA

La lista del Partito del Sud sarà presente in tutte le sei province pugliesi alle prossime elezioni regionali, nella coalizione a sostegno del Presidente Michele Emiliano.
Il Partito del Sud dalla sua nascita nel 2007 ogni anno sempre presente ad elezioni nazionali, regionali, comunali, dove serve, quando serve, contro discriminazioni, ingiustizie territoriali, leghisti e populisti destrorsi.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Puglia
Michele Dell'Edera
e a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI COMUNALI REGGIO CALABRIA

Alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria il Partito del Sud sarà presente col proprio simbolo nella lista “Reggio non si Lega-Reggio Bene Comune-Meridionalisti Progressisti”, nella coalizione a sostegno del Sindaco Giuseppe Falcomatà.
A Reggio Calabria era per noi un dovere partecipare in contrasto alla presenza di un candidato sindaco leghista espressione del centro destra. Anche da qui il nome “Reggio non si Lega”...
Grazie al nostro Coordinatore Regionale Calabria
Spadafora Giuseppe
,
al Provinciale di Reggio
Filippo Romeo
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Reggio
Massimo Cogliandro
, che sarà il capolista, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA

Alle prossime elezioni regionali in Campania il Partito del Sud sarà presente nella lista “TERRA”, in collaborazione con Partiti, Movimenti, Associazioni ambientaliste e territoriali.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Campania
Andrea Balia
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Napoli
Antonio Luongo
,
che sarà anche candidato nella Circoscrizione di Napoli, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.

 
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