domenica 1 agosto 2021

Natale Cuccurese: “La Gelmini rilancia la divisione del Paese a discapito del Sud. Va subito fermata, prima che sia troppo tardi!”


Dopo gli ultimi scippi subiti dal Sud, quello del Recovery Plan e quello del bonus 2021 per i servizi sociali, la foglia di fico della presunta svolta meridionalista del Governo Draghi, di cui un giorno sì e l’altro pure va cianciando il Direttore del “Quotidiano del Sud” Roberto Napoletano, è caduta definitivamente il 13 luglio, quando in sede parlamentare la forza-italiota e proto-leghista di origini bresciane Maria Stella Gelmini, non a caso Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, ha rilanciato alla grande la “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio del sistema Nord e a tutto discapito di un Sud da ridurre definitivamente a conclamata “colonia estrattiva interna”.

L’allarme è stato lanciato via social da uno dei più attenti e puntuali osservatori della “nuova questione meridionale”, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Maria Stella Gelmini – ha scritto – è intervenuta il 13 luglio in sede di Commissione parlamentare per le questioni regionali in un’audizione molto attesa da chi preme per il regionalismo differenziato, così come da chi, al contrario, ha a cuore l’unità e l’uniformità dei diritti dei cittadini e delle cittadine in Italia”.

Da esso – ha proseguito Cuccurese – emerge la volontà pericolosa di procedere velocemente sulla strada dell’autonomia differenziata, da un lato attraverso una nuova ‘Legge quadro’, i cui contenuti appaiono, dalle dichiarazioni, peggiori di quella già grave dell’ex Ministro Boccia; dall’altro prevedendo canali particolari che permetterebbero addirittura di anticipare l’autonomia differenziata per le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”.

Si tratta – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – di proposte appunto gravissime, ancor più se messe in relazione con l’annuncio da parte del governo dell’inserimento dell’autonomia differenziata come ‘collegato’ alla Legge di Bilancio, sulle quali è necessario che si realizzi subito l’unità di tutte le forze legate alle conquiste democratiche e all’unità del Paese affinché il progetto venga fermato e si apra finalmente nel Paese, al contrario, un serio dibattito pubblico, in grado di far emergere le tante voci e le approfondite argomentazioni di chi si batte per evitare un nuovo passo verso il regionalismo differenziato che rapresenterebbe, dopo i danni della ‘riforma’ del 2001, un vero pericolo per l’unità della Repubblica”.

Il 18 ottobre – ha sottolineato Cuccurese – è stata proclamata una giornata di sciopero da parte dei sindacati Cobas, CUB, USB, SGB, Unicobas, Sial e altre sigle. Tra le parole d’ordine e le rivendicazioni di questo sciopero c’è il NO all’autonomia differenziata”.

Invitiamo tutti – a proseguito il presidente del Partito del Sud – a partecipare alle iniziative che verranno prese in questa giornata, sottolineando il legame che esiste tra il pericolo di divisione del Paese, l’aumento delle diseguaglianze e gli attacchi alle conquiste storiche e alle condizioni di vista dei lavoratori”.

Nel momento in cui – ha concluso Cuccurese – scioperi e manifestazioni, spesso spontanei, si stanno moltiplicando nel Paese, ci rivolgiamo inoltre ai sindacati confederali affinché queste lotte non vengano lasciate isolate, ma vengano subito unificate e colleghino i temi del lavoro e del ripristino del divieto di licenziare con quelli del No all’autonomia differenziata”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese






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Dopo gli ultimi scippi subiti dal Sud, quello del Recovery Plan e quello del bonus 2021 per i servizi sociali, la foglia di fico della presunta svolta meridionalista del Governo Draghi, di cui un giorno sì e l’altro pure va cianciando il Direttore del “Quotidiano del Sud” Roberto Napoletano, è caduta definitivamente il 13 luglio, quando in sede parlamentare la forza-italiota e proto-leghista di origini bresciane Maria Stella Gelmini, non a caso Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, ha rilanciato alla grande la “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio del sistema Nord e a tutto discapito di un Sud da ridurre definitivamente a conclamata “colonia estrattiva interna”.

L’allarme è stato lanciato via social da uno dei più attenti e puntuali osservatori della “nuova questione meridionale”, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Maria Stella Gelmini – ha scritto – è intervenuta il 13 luglio in sede di Commissione parlamentare per le questioni regionali in un’audizione molto attesa da chi preme per il regionalismo differenziato, così come da chi, al contrario, ha a cuore l’unità e l’uniformità dei diritti dei cittadini e delle cittadine in Italia”.

Da esso – ha proseguito Cuccurese – emerge la volontà pericolosa di procedere velocemente sulla strada dell’autonomia differenziata, da un lato attraverso una nuova ‘Legge quadro’, i cui contenuti appaiono, dalle dichiarazioni, peggiori di quella già grave dell’ex Ministro Boccia; dall’altro prevedendo canali particolari che permetterebbero addirittura di anticipare l’autonomia differenziata per le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”.

Si tratta – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – di proposte appunto gravissime, ancor più se messe in relazione con l’annuncio da parte del governo dell’inserimento dell’autonomia differenziata come ‘collegato’ alla Legge di Bilancio, sulle quali è necessario che si realizzi subito l’unità di tutte le forze legate alle conquiste democratiche e all’unità del Paese affinché il progetto venga fermato e si apra finalmente nel Paese, al contrario, un serio dibattito pubblico, in grado di far emergere le tante voci e le approfondite argomentazioni di chi si batte per evitare un nuovo passo verso il regionalismo differenziato che rapresenterebbe, dopo i danni della ‘riforma’ del 2001, un vero pericolo per l’unità della Repubblica”.

Il 18 ottobre – ha sottolineato Cuccurese – è stata proclamata una giornata di sciopero da parte dei sindacati Cobas, CUB, USB, SGB, Unicobas, Sial e altre sigle. Tra le parole d’ordine e le rivendicazioni di questo sciopero c’è il NO all’autonomia differenziata”.

Invitiamo tutti – a proseguito il presidente del Partito del Sud – a partecipare alle iniziative che verranno prese in questa giornata, sottolineando il legame che esiste tra il pericolo di divisione del Paese, l’aumento delle diseguaglianze e gli attacchi alle conquiste storiche e alle condizioni di vista dei lavoratori”.

Nel momento in cui – ha concluso Cuccurese – scioperi e manifestazioni, spesso spontanei, si stanno moltiplicando nel Paese, ci rivolgiamo inoltre ai sindacati confederali affinché queste lotte non vengano lasciate isolate, ma vengano subito unificate e colleghino i temi del lavoro e del ripristino del divieto di licenziare con quelli del No all’autonomia differenziata”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese






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sabato 24 luglio 2021

Partito del Sud, Natale Cuccurese: “Letta e Manfredi si rivolgono ai napoletani come se fossero dei minus habens. Che vergogna!”

Come hanno ampiamente dimostrato le ricerche della Svimez e dell’Eurispes, da almeno due decenni, a Costituzione letteralmente rovesciata, i cittadini napoletani e quelli dell’intero Mezzogiorno vengono scippati dai Governi sedicenti nazionali di ogni colore dei loro più basilari diritti di cittadinanza relativi al lavoro, alla salute, all’istruzione e ai trasporti, ed ancora oggi si destina al Sud soltanto il 16% del Pnrr, anziché il 65%, come da parametri di ripartizione tra gli Stati membri dell’UE, e durante la campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco del capoluogo partenopeo il Partito che si definisce “democratico” cosa fa? Ne approfitta per sollevare la questione? Si batte per i diritti ed i bisogni disattesi dei cittadini napoletani? Fa scendere le “sardine” in piazza per garantirne l’uguaglianza formale e sostanziale? Giammai!

Da forza politica sedicente nazionale, ma in realtà al servizio permanente effettivo della presunta “locomotiva” Nord, come, ad esempio, dimostrano le posizioni al suo interno del proto-leghista Stefano Bonaccini a favore della “secessione dei ricchi”, prova, invece, a carpirne il consenso con trucchetti propagandistici da quattro soldi, che offendono anche la dignità e l’intelligenza dei partenopei.    

Enrico Letta – ha osservato a questo proposito il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – va a Napoli e annuncia: ‘Manfredi è il nostro Maradona’”.

Dopo la pagliacciata della passeggiata di Manfredi e Conte con la maglietta di Maradona e tanto di pizza – ha concluso Cuccurese – ancora una volta è stato accostato il nome di Maradona a quello dello juventino Manfredi, ancora un politico che si rivolge ai napoletani come fossero minus habens. Che vergogna!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



Foto: Corriere della Sera del 16 giugno 2021



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Come hanno ampiamente dimostrato le ricerche della Svimez e dell’Eurispes, da almeno due decenni, a Costituzione letteralmente rovesciata, i cittadini napoletani e quelli dell’intero Mezzogiorno vengono scippati dai Governi sedicenti nazionali di ogni colore dei loro più basilari diritti di cittadinanza relativi al lavoro, alla salute, all’istruzione e ai trasporti, ed ancora oggi si destina al Sud soltanto il 16% del Pnrr, anziché il 65%, come da parametri di ripartizione tra gli Stati membri dell’UE, e durante la campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco del capoluogo partenopeo il Partito che si definisce “democratico” cosa fa? Ne approfitta per sollevare la questione? Si batte per i diritti ed i bisogni disattesi dei cittadini napoletani? Fa scendere le “sardine” in piazza per garantirne l’uguaglianza formale e sostanziale? Giammai!

Da forza politica sedicente nazionale, ma in realtà al servizio permanente effettivo della presunta “locomotiva” Nord, come, ad esempio, dimostrano le posizioni al suo interno del proto-leghista Stefano Bonaccini a favore della “secessione dei ricchi”, prova, invece, a carpirne il consenso con trucchetti propagandistici da quattro soldi, che offendono anche la dignità e l’intelligenza dei partenopei.    

Enrico Letta – ha osservato a questo proposito il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – va a Napoli e annuncia: ‘Manfredi è il nostro Maradona’”.

Dopo la pagliacciata della passeggiata di Manfredi e Conte con la maglietta di Maradona e tanto di pizza – ha concluso Cuccurese – ancora una volta è stato accostato il nome di Maradona a quello dello juventino Manfredi, ancora un politico che si rivolge ai napoletani come fossero minus habens. Che vergogna!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



Foto: Corriere della Sera del 16 giugno 2021



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venerdì 23 luglio 2021

Natale Cuccurese: “La Ministra per il Sud (?) fa leva sui soliti clichés antimeridionali”



Di recente, facendo leva sul solito cliché di un Meridione inefficace e sprecone, la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha dichiarato: “I soldi del Pnrr destinati al Sud resteranno al Sud, ma non va sprecato neanche un centesimo”.

A questo proposito, via social, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha osservato: “La ministra del Sud (?) Mara Carfagna ha un senso di colpa immotivato nei confronti dei fondi del Pnrr che (giustamente) arriveranno al Sud e che comunque sono già scontati dall’iniziale 65%”.

Giusto vigilare – ha proseguito – sul corretto utilizzo dei fondi al Sud ma anche al Nord. Non bisogna infatti dimenticare le decine di esempi di fondi sprecati al Nord e per cui nessun politico (del Nord) ha mai pensato di mettersi la cenere in testa. Mose, Expo, Bre.Be.Mi, fondi distratti da Formigoni, Galan (ecc. ecc.), Tangentopoli, Rimborsopoli e chi più ne ha più ne metta”.

La ministra del Sud (?) – ha concluso Cuccurese – deve capire che al Sud i cittadini non sono dei sudditi, ma hanno diritti costituzionali. Se ne faccia una ragione invece di alimentare i soliti stereotipi contro il Mezzogiorno e prestare il fianco, con simili dichiarazioni, a eventuali prossimi tentativi di scippo a favore del Nord di questi fondi che, dati i precedenti, probabilmente non mancheranno”.

Fonte: Vesuvianonews -Articolo di Salvatore Lucchese



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Di recente, facendo leva sul solito cliché di un Meridione inefficace e sprecone, la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha dichiarato: “I soldi del Pnrr destinati al Sud resteranno al Sud, ma non va sprecato neanche un centesimo”.

A questo proposito, via social, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha osservato: “La ministra del Sud (?) Mara Carfagna ha un senso di colpa immotivato nei confronti dei fondi del Pnrr che (giustamente) arriveranno al Sud e che comunque sono già scontati dall’iniziale 65%”.

Giusto vigilare – ha proseguito – sul corretto utilizzo dei fondi al Sud ma anche al Nord. Non bisogna infatti dimenticare le decine di esempi di fondi sprecati al Nord e per cui nessun politico (del Nord) ha mai pensato di mettersi la cenere in testa. Mose, Expo, Bre.Be.Mi, fondi distratti da Formigoni, Galan (ecc. ecc.), Tangentopoli, Rimborsopoli e chi più ne ha più ne metta”.

La ministra del Sud (?) – ha concluso Cuccurese – deve capire che al Sud i cittadini non sono dei sudditi, ma hanno diritti costituzionali. Se ne faccia una ragione invece di alimentare i soliti stereotipi contro il Mezzogiorno e prestare il fianco, con simili dichiarazioni, a eventuali prossimi tentativi di scippo a favore del Nord di questi fondi che, dati i precedenti, probabilmente non mancheranno”.

Fonte: Vesuvianonews -Articolo di Salvatore Lucchese



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IL G20 A NAPOLI: IL PARTITO DEL SUD IN PIAZZA CON I COMITATI

Di Antonio Luongo

(Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud)

Oggi ho partecipato al corteo di Napoli contro il G20 Ambiente organizzato dai movimenti, associazioni e comitati,da piazza Dante a piazza Bovio.

A 20 anni di distanza dal #G8 di #Genova, vista la grande partecipazione, posso dire che le nostre ragioni sono ancora qui!

Il tempo ci ha dato ragione, ma il sistema si è chiuso in se stesso e ha finto di non sentire. UN ALTRO MONDO È POSSIBILE e siamo qui a gridarlo di nuovo!
Quello che mi consola è l'alto numero di giovani in strada.
In una città blindata, scortati da migliaia di esponenti di forze dell'ordine, un corteo fresco e pieno di vita. Un chiaro segnale lanciato ai partiti: occorre un colpo di reni nella visione da proporre. se si intercettano le istanze giuste anche i giovani hanno energie da regalare alla politica!








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Di Antonio Luongo

(Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud)

Oggi ho partecipato al corteo di Napoli contro il G20 Ambiente organizzato dai movimenti, associazioni e comitati,da piazza Dante a piazza Bovio.

A 20 anni di distanza dal #G8 di #Genova, vista la grande partecipazione, posso dire che le nostre ragioni sono ancora qui!

Il tempo ci ha dato ragione, ma il sistema si è chiuso in se stesso e ha finto di non sentire. UN ALTRO MONDO È POSSIBILE e siamo qui a gridarlo di nuovo!
Quello che mi consola è l'alto numero di giovani in strada.
In una città blindata, scortati da migliaia di esponenti di forze dell'ordine, un corteo fresco e pieno di vita. Un chiaro segnale lanciato ai partiti: occorre un colpo di reni nella visione da proporre. se si intercettano le istanze giuste anche i giovani hanno energie da regalare alla politica!








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mercoledì 21 luglio 2021

Variante Delta: paga ancora il Sud?!

 


di Natale Cuccurese

È in preparazione l’ennesima fregatura per il Mezzogiorno che si ritroverà “mazziato e cornuto”, pur senza colpa, per una possibile serrata in previsione della sempre maggiore diffusione della variante Delta, che ad agosto potrebbe bloccare la stagione turistica del Sud a tutto vantaggio delle spiagge e località turistiche del Centro-Nord.
Vediamo come…

Sabato scorso il ministro Speranza ha dichiarato che: “Per i nuovi colori ospedali decisivi”. “In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”, annuncia il ministro. Si sta ragionando se affiancare all’indicatore dei 50 casi per 100mila abitanti, oltre il quale si va automaticamente in giallo, anche quello dei letti di terapia intensiva occupati da malati Covid: il 10 per cento per l’emergenza e il 20 per i reparti ordinari.
La domanda è: dove ci saranno più posti disponibili rispetto ai cittadini residenti in ospedale e in terapia intensiva, al Nord o al Sud…?! E quindi chi raggiungerà prima la quota di emergenza oltre la quale scatta il giallo…?!
Risposta scontata, sperando ovviamente, per tutti, che l’impatto della variante Delta in termini di ospedalizzazione non sia quello temuto…

La Campania, ad esempio, pur con più abitanti e meno posti in terapia intensiva, conta 43.000 operatori sanitari pubblici contro i 59.000 del Veneto e 58.000 dell’Emilia Romagna, cosa questa che mette a rischio il diritto costituzionale alla salute. Giusto poi rimarcare che in modo particolare nei mesi di maggio e giugno la Campania, pur con la maggior densità abitativa d’Italia ha ricevuto meno dosi di vaccini rispetto alle altre Regioni italiane. Molti dimenticano che la Campania, così come quasi tutte le regioni del Sud, esce da poco da un lungo periodo di commissariamento alla Sanità, mentre la Corte dei Conti un paio di anni fa ha svelato il trucco contabile che permette alle “virtuose” Regioni del Nord di assumere dieci volte più in campo sanitario di quelle del Sud.
Infatti nel 2018, rispetto al 2004, al Nord i costi per assumere nuovi dipendenti negli ospedali sono lievitati di oltre il 23%, mentre al Mezzogiorno solo dell’8,5%.

Scarto che, nell’ultimo decennio, ha amplificato il divario Nord-Sud, riuscendo a creare due sistemi sanitari.
Il governo Berlusconi nel 2010 impose un vincolo alla spesa per il personale sanitario: ogni Regione avrebbe potuto investire al massimo la stessa somma del 2004 ridotta dell’1,4%. Un vincolo, però, che, come certificato dalla Corte dei Conti, è stato aggirato da Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, cioè da coloro che hanno potuto garantire ugualmente il pareggio dei propri bilanci attingendo dal fondo autonomo.
Così, mentre Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana nel 2017, hanno speso 2,96 miliardi in più rispetto al 2014 per le assunzioni, nello stesso periodo il saldo totale di Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia e Molise è di appena 247 milioni.
Il Nord ha speso 10 volte di più rispetto al Sud, mentre la Calabria (ancora commissariata) ha aumentato i suoi costi di appena 73 milioni.
Non bisogna poi dimenticare che il Fondo sanitario nazionale già oggi, grazie alla ripartizione fatta a solo vantaggio del Nord delle “quote capitarie ponderate”, riconosce in media 80 Euro in più ad ogni cittadino alle Regioni del Nord.
Questa situazione è fra le prime cause della “emigrazione sanitaria” dal Sud per un valore annuo di ben 5 miliardi. Bisogna rimarcare che senza questi soldi le Regioni “virtuose” andrebbero in disavanzo, ecco perché vi è stata la necessità politica di dover cronicizzare la situazione affinchè non crollasse la favola propalata da troppi anni della “locomotiva del Nord”.

Non va mai dimenticato, per chi non è un razzista, che le differenze di sviluppo e di possibilità fra diversi territori sono solo la conseguenza di precise scelte politiche.
Scelte politiche che con questa improvvida dichiarazione di Speranza sembrano andare come sempre a esclusivo vantaggio del Nord, mettendo in difficoltà la ripresa nel Mezzogiorno che dispone di molti meno letti in terapia intensiva per le ragioni viste sopra e che quindi in proiezione andrà a riempire le proprie “quote di letti occupati” (10 o 20 %) molto prima degli ospedali del Centro-Nord che dispone, sempre per quanto visto sopra, di molti più posti letto anche con una minore popolazione. Se a questo aggiungiamo poi una ripartizione di dosi di vaccini sbilanciata, come nel caso della Campania, possiamo ben immaginare come anche in caso di pandemia i cittadini italiani si dividano per questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto, in cittadini di serie A al Nord e di serie B al Sud, con buona pace del dettato costituzionale.

Ma attenzione perché non è finita qui, visto che pochi giorni fa la Ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha ribadito in Commissione Questioni Regionali la volontà di voler accelerare l’iter del regionalismo differenziato, con l’approvazione di una legge quadro entro settembre, per dare “più competenze e risorse alle regioni che ne fanno richiesta”, ignorando le dolorose diseguaglianze evidenziate dalla pandemia e con la complicità di tutte le forze presenti in Parlamento (nessuna esclusa), così da portare a compimento la nascita di venti piccoli staterelli a tutela una sola parte del Paese, quella più ricca e forte. Segnando così l’inizio della fine del Paese che si avvierà, inevitabilmente e definitivamente, sulla strada degli egoismi regionali e della conseguente frammentazione.


Fonte: Transform!italia



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di Natale Cuccurese

È in preparazione l’ennesima fregatura per il Mezzogiorno che si ritroverà “mazziato e cornuto”, pur senza colpa, per una possibile serrata in previsione della sempre maggiore diffusione della variante Delta, che ad agosto potrebbe bloccare la stagione turistica del Sud a tutto vantaggio delle spiagge e località turistiche del Centro-Nord.
Vediamo come…

Sabato scorso il ministro Speranza ha dichiarato che: “Per i nuovi colori ospedali decisivi”. “In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”, annuncia il ministro. Si sta ragionando se affiancare all’indicatore dei 50 casi per 100mila abitanti, oltre il quale si va automaticamente in giallo, anche quello dei letti di terapia intensiva occupati da malati Covid: il 10 per cento per l’emergenza e il 20 per i reparti ordinari.
La domanda è: dove ci saranno più posti disponibili rispetto ai cittadini residenti in ospedale e in terapia intensiva, al Nord o al Sud…?! E quindi chi raggiungerà prima la quota di emergenza oltre la quale scatta il giallo…?!
Risposta scontata, sperando ovviamente, per tutti, che l’impatto della variante Delta in termini di ospedalizzazione non sia quello temuto…

La Campania, ad esempio, pur con più abitanti e meno posti in terapia intensiva, conta 43.000 operatori sanitari pubblici contro i 59.000 del Veneto e 58.000 dell’Emilia Romagna, cosa questa che mette a rischio il diritto costituzionale alla salute. Giusto poi rimarcare che in modo particolare nei mesi di maggio e giugno la Campania, pur con la maggior densità abitativa d’Italia ha ricevuto meno dosi di vaccini rispetto alle altre Regioni italiane. Molti dimenticano che la Campania, così come quasi tutte le regioni del Sud, esce da poco da un lungo periodo di commissariamento alla Sanità, mentre la Corte dei Conti un paio di anni fa ha svelato il trucco contabile che permette alle “virtuose” Regioni del Nord di assumere dieci volte più in campo sanitario di quelle del Sud.
Infatti nel 2018, rispetto al 2004, al Nord i costi per assumere nuovi dipendenti negli ospedali sono lievitati di oltre il 23%, mentre al Mezzogiorno solo dell’8,5%.

Scarto che, nell’ultimo decennio, ha amplificato il divario Nord-Sud, riuscendo a creare due sistemi sanitari.
Il governo Berlusconi nel 2010 impose un vincolo alla spesa per il personale sanitario: ogni Regione avrebbe potuto investire al massimo la stessa somma del 2004 ridotta dell’1,4%. Un vincolo, però, che, come certificato dalla Corte dei Conti, è stato aggirato da Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, cioè da coloro che hanno potuto garantire ugualmente il pareggio dei propri bilanci attingendo dal fondo autonomo.
Così, mentre Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana nel 2017, hanno speso 2,96 miliardi in più rispetto al 2014 per le assunzioni, nello stesso periodo il saldo totale di Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia e Molise è di appena 247 milioni.
Il Nord ha speso 10 volte di più rispetto al Sud, mentre la Calabria (ancora commissariata) ha aumentato i suoi costi di appena 73 milioni.
Non bisogna poi dimenticare che il Fondo sanitario nazionale già oggi, grazie alla ripartizione fatta a solo vantaggio del Nord delle “quote capitarie ponderate”, riconosce in media 80 Euro in più ad ogni cittadino alle Regioni del Nord.
Questa situazione è fra le prime cause della “emigrazione sanitaria” dal Sud per un valore annuo di ben 5 miliardi. Bisogna rimarcare che senza questi soldi le Regioni “virtuose” andrebbero in disavanzo, ecco perché vi è stata la necessità politica di dover cronicizzare la situazione affinchè non crollasse la favola propalata da troppi anni della “locomotiva del Nord”.

Non va mai dimenticato, per chi non è un razzista, che le differenze di sviluppo e di possibilità fra diversi territori sono solo la conseguenza di precise scelte politiche.
Scelte politiche che con questa improvvida dichiarazione di Speranza sembrano andare come sempre a esclusivo vantaggio del Nord, mettendo in difficoltà la ripresa nel Mezzogiorno che dispone di molti meno letti in terapia intensiva per le ragioni viste sopra e che quindi in proiezione andrà a riempire le proprie “quote di letti occupati” (10 o 20 %) molto prima degli ospedali del Centro-Nord che dispone, sempre per quanto visto sopra, di molti più posti letto anche con una minore popolazione. Se a questo aggiungiamo poi una ripartizione di dosi di vaccini sbilanciata, come nel caso della Campania, possiamo ben immaginare come anche in caso di pandemia i cittadini italiani si dividano per questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto, in cittadini di serie A al Nord e di serie B al Sud, con buona pace del dettato costituzionale.

Ma attenzione perché non è finita qui, visto che pochi giorni fa la Ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha ribadito in Commissione Questioni Regionali la volontà di voler accelerare l’iter del regionalismo differenziato, con l’approvazione di una legge quadro entro settembre, per dare “più competenze e risorse alle regioni che ne fanno richiesta”, ignorando le dolorose diseguaglianze evidenziate dalla pandemia e con la complicità di tutte le forze presenti in Parlamento (nessuna esclusa), così da portare a compimento la nascita di venti piccoli staterelli a tutela una sola parte del Paese, quella più ricca e forte. Segnando così l’inizio della fine del Paese che si avvierà, inevitabilmente e definitivamente, sulla strada degli egoismi regionali e della conseguente frammentazione.


Fonte: Transform!italia



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NAPOLI: SIAMO AL FIANCO DEGLI OPERAI DELLA WHIRLPOOL!

Di Antonio Luongo

(Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud)

L'altro giorno ho partecipato con una delegazione del Partito del Sud e insieme ad Alessandra Clemente e ai partiti della sua coalizione all'assemblea cittadina degli operai della Whirpool.

In una fase in cui ormai sono rimaste pochissime certezze e in cui siamo consapevoli di essere governati da una coalizione variegata che può dire tutto e il contrario di tutto dalla sera alla mattina, una linea di chiarezza la tracciamo noi: SIAMO AL FIANCO DEGLI OPERAI DELLA WHIRLPOOL!
Non so quante altre forze politiche oggi a Napoli possono assumere la stessa posizione netta senza turbare gli equilibristi "romani", ma fare politica deve innanzitutto significare ribadire dei principi da cui far derivare delle azioni.
Principi saldi e azioni concrete, non soltanto chiacchiere da facile propaganda.
Quindi andremo avanti e chiederemo a Draghi di intervenire in prima persona per risolvere questa drammatica questione industriale che sta per l'ennesima volta scegliendo il Sud come agnello sacrificale.
E visto che non siamo per i proclami e le richieste sconsiderate, tracciamo già la strada possibile, in modo che non ci venga risposto con una scrollata di spalle: la Whirpool sorge su un S.I.N., un sito di interesse nazionale, nella periferia Est di Napoli. Sono classificate così le aree che necessitano di intervento pubblico per bonifica.
Significa che o riparte la Whirpool, o non c'è spazio per inserire nella partita nessuna altra azienda privata.
Lo Stato quindi, col coordinamento del Ministero della Transizione Ecologica, sfrutti la situazione e con percorsi di formazione dedicati, riconverta la forza lavoro Whirpool per avviare lavori di bonifica, attesi da decenni e faccia ripartire una periferia.
Le soluzioni per non buttare centinaia di famiglie in strada ci sono. Basta volerlo!




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Di Antonio Luongo

(Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud)

L'altro giorno ho partecipato con una delegazione del Partito del Sud e insieme ad Alessandra Clemente e ai partiti della sua coalizione all'assemblea cittadina degli operai della Whirpool.

In una fase in cui ormai sono rimaste pochissime certezze e in cui siamo consapevoli di essere governati da una coalizione variegata che può dire tutto e il contrario di tutto dalla sera alla mattina, una linea di chiarezza la tracciamo noi: SIAMO AL FIANCO DEGLI OPERAI DELLA WHIRLPOOL!
Non so quante altre forze politiche oggi a Napoli possono assumere la stessa posizione netta senza turbare gli equilibristi "romani", ma fare politica deve innanzitutto significare ribadire dei principi da cui far derivare delle azioni.
Principi saldi e azioni concrete, non soltanto chiacchiere da facile propaganda.
Quindi andremo avanti e chiederemo a Draghi di intervenire in prima persona per risolvere questa drammatica questione industriale che sta per l'ennesima volta scegliendo il Sud come agnello sacrificale.
E visto che non siamo per i proclami e le richieste sconsiderate, tracciamo già la strada possibile, in modo che non ci venga risposto con una scrollata di spalle: la Whirpool sorge su un S.I.N., un sito di interesse nazionale, nella periferia Est di Napoli. Sono classificate così le aree che necessitano di intervento pubblico per bonifica.
Significa che o riparte la Whirpool, o non c'è spazio per inserire nella partita nessuna altra azienda privata.
Lo Stato quindi, col coordinamento del Ministero della Transizione Ecologica, sfrutti la situazione e con percorsi di formazione dedicati, riconverta la forza lavoro Whirpool per avviare lavori di bonifica, attesi da decenni e faccia ripartire una periferia.
Le soluzioni per non buttare centinaia di famiglie in strada ci sono. Basta volerlo!




giovedì 8 luglio 2021

Sul bimestrale “Su la testa” un articolo di Natale Cuccurese dal titolo: “Il Mezzogiorno, storia di un disastro voluto”.

Ricordiamo che al momento la rivista, molto bella anche graficamente, è disponibile solo in abbonamento, ma presto sarà reperibile anche in libreria.
















Per ingrandire fare click sull'immagine


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Ricordiamo che al momento la rivista, molto bella anche graficamente, è disponibile solo in abbonamento, ma presto sarà reperibile anche in libreria.
















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lunedì 5 luglio 2021

E' NATO IL CANALE TELEGRAM DEL PARTITO DEL SUD

Segnaliamo la creazione del canale Telegram del Partito del Sud, per ricevere le nostre newsletter e restare sempre informati sulle attività del Partito: https://t.me/partitodelsud . Se interessati fate girare e ovviamente iscrivetevi

Grazie



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Segnaliamo la creazione del canale Telegram del Partito del Sud, per ricevere le nostre newsletter e restare sempre informati sulle attività del Partito: https://t.me/partitodelsud . Se interessati fate girare e ovviamente iscrivetevi

Grazie



sabato 26 giugno 2021

Natale Cuccurese: “Lo Stato italiano toglie ai poveri per dare ai ricchi”




Alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, lo Stato italiano continua a rubare ai poveri per dare ai ricchi. Continua a perpetuare le sue inique ed anticostituzionali politiche di spoliazione nei confronti di un Sud sempre più drammaticamente ridotto a colonia estrattiva interna, a tutto vantaggio di un sistema Nord beceramente miope ed egoista.

Per questo Stato, – ha denunciato via facebook il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese – un bambino del Sud ha diritto all’asilo nido, ma solo nella misura nella quale gli Enti locali del suo territorio sono stati capaci di vincere dei bandi competitivi con altri Enti locali in luoghi più ricchi (grazie ai trasferimenti statali da sempre diseguali) più collegati e con più personale adeguato. Altrimenti tale diritto decade e lui e la sua famiglia (che paga le stesse tasse delle famiglie che risiedono in territori più ricchi) si devono arrangiare”.

Lo stesso – ha proseguito Cuccurese – capita per le Università con ‘premialità’ concesse agli Atenei (quelli con il bilancio più ricco, etc.) in una competizione (tra disuguali) che mai aiuterà a migliorare chi sta indietro, anzi lo affonderà del tutto”.

È la logica – ha concluso il Presidente del Partito del Sud – del cofinanziamento che avvantaggia sempre SSN o Atenei, etc., che insistono su territori già avvantaggiati. Quanto di più ingiusto si possa pensare”.

Fonte articolo e foto: VesuvuanoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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Alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, lo Stato italiano continua a rubare ai poveri per dare ai ricchi. Continua a perpetuare le sue inique ed anticostituzionali politiche di spoliazione nei confronti di un Sud sempre più drammaticamente ridotto a colonia estrattiva interna, a tutto vantaggio di un sistema Nord beceramente miope ed egoista.

Per questo Stato, – ha denunciato via facebook il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese – un bambino del Sud ha diritto all’asilo nido, ma solo nella misura nella quale gli Enti locali del suo territorio sono stati capaci di vincere dei bandi competitivi con altri Enti locali in luoghi più ricchi (grazie ai trasferimenti statali da sempre diseguali) più collegati e con più personale adeguato. Altrimenti tale diritto decade e lui e la sua famiglia (che paga le stesse tasse delle famiglie che risiedono in territori più ricchi) si devono arrangiare”.

Lo stesso – ha proseguito Cuccurese – capita per le Università con ‘premialità’ concesse agli Atenei (quelli con il bilancio più ricco, etc.) in una competizione (tra disuguali) che mai aiuterà a migliorare chi sta indietro, anzi lo affonderà del tutto”.

È la logica – ha concluso il Presidente del Partito del Sud – del cofinanziamento che avvantaggia sempre SSN o Atenei, etc., che insistono su territori già avvantaggiati. Quanto di più ingiusto si possa pensare”.

Fonte articolo e foto: VesuvuanoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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martedì 22 giugno 2021

NAPOLI, IL PARTITO DEL SUD CHIEDE LA SOSTITUZIONE CON ALTRA DEFINIZIONE DELL'ESERCITAZIONE MILITARE "FENESTRELLE"

lL Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti a difesa della giusta visione della verità storica, affinché non venga strumentalizzata in un senso o nell'altro o trattata con offensiva superficialità... 

Foto da "il Roma"



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Foto da "il Roma"



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