giovedì 25 aprile 2019

Elezioni Europee: L'intervento di Antonio Luongo del Partito del Sud, il 25 aprile a Napoli alla Domus Ars



Il  25 aprile a Napoli alla Domus Ars presentazione di alcuni dei candidati della Circoscrizione Sud per le elezioni Europee della lista “La Sinistra", tra cui la capolista ed eurodeputata Eleonora Forenza ed Antonio Luongo, coordinatore della Città Metropolitana e membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, Partito presente nella coalizione. Partecipata e attenta la platea.
Nel video l’intervento di Antonio Luongo.

Come Partito del Sud riteniamo che sia l'ora di avere finalmente un meridionalista gramsciano a Bruxelles, un uomo che può rappresentare degnamente "le periferie" del Sud in Europa !





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Il  25 aprile a Napoli alla Domus Ars presentazione di alcuni dei candidati della Circoscrizione Sud per le elezioni Europee della lista “La Sinistra", tra cui la capolista ed eurodeputata Eleonora Forenza ed Antonio Luongo, coordinatore della Città Metropolitana e membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, Partito presente nella coalizione. Partecipata e attenta la platea.
Nel video l’intervento di Antonio Luongo.

Come Partito del Sud riteniamo che sia l'ora di avere finalmente un meridionalista gramsciano a Bruxelles, un uomo che può rappresentare degnamente "le periferie" del Sud in Europa !





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Il 25 Aprile il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti nelle piazze italiane in memoria della Resistenza contro il nazifascismo.

Di Natale Cuccurese

Oggi, 25Aprile, i nostri iscritti con la loro presenza onoreranno la memoria che va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai attuale, come allora che vide anche in questo il Sud protagonista.
Mai come in questo caso è necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni, odi e rancori che dopo tanti anni sarebbe bene superare. Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare, così come riscoprire e finalmente applicare gli articoli della Costituzione che dalla Resistenza discende. A
rticoli che se fossero stati realmente applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero paese, e nemmeno la pericolosa deriva economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud all’interno dello stesso Stato, diseguaglianze che vanno al più presto rimosse, foriere di pericoli per la tenuta democratica del paese e quindi per la libertà di tutti.
Altro che “secessione dei ricchi” proposta da questo governo, il più a destra della storia repubblicana, che addirittura vede la componente leghista non partecipare alle manifestazioni del 25 aprile, facendone ben capire natura e scopi.


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Di Natale Cuccurese

Oggi, 25Aprile, i nostri iscritti con la loro presenza onoreranno la memoria che va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai attuale, come allora che vide anche in questo il Sud protagonista.
Mai come in questo caso è necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni, odi e rancori che dopo tanti anni sarebbe bene superare. Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare, così come riscoprire e finalmente applicare gli articoli della Costituzione che dalla Resistenza discende. A
rticoli che se fossero stati realmente applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero paese, e nemmeno la pericolosa deriva economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud all’interno dello stesso Stato, diseguaglianze che vanno al più presto rimosse, foriere di pericoli per la tenuta democratica del paese e quindi per la libertà di tutti.
Altro che “secessione dei ricchi” proposta da questo governo, il più a destra della storia repubblicana, che addirittura vede la componente leghista non partecipare alle manifestazioni del 25 aprile, facendone ben capire natura e scopi.


venerdì 19 aprile 2019

ANTONIO LUONGO: UN MERIDIONALISTA A BRUXELLES !

Alle prossime elezioni europee del 26 maggio 2019 sarà in lista, nel Collegio Italia Meridionale per la Lista la Sinistra, anche il napoletano Antonio Luongo, Coordinatore per la Città Metropolitana di Napoli e membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

La Lista la Sinistra è il progetto politico, che in Europa fa riferimento al Partito della Sinistra Europea, frutto di una alleanza tra Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L'Altra Europa, Partito del Sud, Convergenza Socialista e Transform.


Come Partito del Sud riteniamo che sia l'ora di avere finalmente un meridionalista gramsciano a Bruxelles, un uomo che può rappresentare degnamente "le periferie" del Sud in Europa !

Ecco un breve ritratto del nostro rappresentate:

"Antonio Luongo nato a Napoli il 22 gennaio 1963 da sempre la mia residenza è nella periferia occidentale di Napoli, quella Flegrea.
Da giovanissimo ho partecipato alle lotte dei movimenti per la casa e per il lavoro, ho lottato prima con gli operai della Italsider di Bagnoli per ostacolare la chiusura dello stabilimento e dopo con gli abitanti per il rilancio e bonifica delle aree dismesse.
La lotta per chiedere la definitiva chiusura e la bonifica della discarica di Pianura (la più grande d’Italia) è stato l’impegno più alto nella pratica di difesa ambientale del territorio. Nel 2001 sono stato eletto, in quota lista civica, Consigliere di quartiere a Soccavo, durante il mandato abbiamo realizzato nel 2004 la prima vera accoglienza ROM a Napoli, proprio a Soccavo, nella scuola dismessa “G.Deledda”, tuttora aperto!
Nel 2011 ho contribuito fortemente alla affermazione di Luigi de Magistris a sindaco di Napoli. Quindi nel 2011 sono stato eletto Consigliere Comunale di Napoli da indipendente in Italia dei Valori diventandone capogruppo.
Uno dei miei contributi importanti è stata la proposta di Delibera al Consiglio Comunale, approvata alla unanimità in Aula, sul riconoscimento quale Bene Comune della città di Napoli dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la sua Biblioteca di rilievo nazionale e internazionale, la delibera era sostenuta da 11mila firme da me raccolte e certificate nella città con “banchetti” itineranti.
La lotta in difesa del territorio e degli abitanti, per i Beni Comuni, la lotta alle diseguaglianze e l’affermazione del Diritto al lavoro, da sempre hanno caratterizzato il mio impegno e credo politico. Nel gennaio 2017 sono stato eletto Consigliere dell’Ente Idrico Campano in quota lista Acqua Bene Comune, carica che ricopro a tutt’oggi.
Sono Coordinatore per la Città Metropolitana di Napoli e membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti."




Antonio Luongo insieme a  Natale Cuccurese,Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, domenica scorsa alla presentazione della Lista la Sinistra al Teatro Quirino di Roma


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Alle prossime elezioni europee del 26 maggio 2019 sarà in lista, nel Collegio Italia Meridionale per la Lista la Sinistra, anche il napoletano Antonio Luongo, Coordinatore per la Città Metropolitana di Napoli e membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

La Lista la Sinistra è il progetto politico, che in Europa fa riferimento al Partito della Sinistra Europea, frutto di una alleanza tra Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L'Altra Europa, Partito del Sud, Convergenza Socialista e Transform.


Come Partito del Sud riteniamo che sia l'ora di avere finalmente un meridionalista gramsciano a Bruxelles, un uomo che può rappresentare degnamente "le periferie" del Sud in Europa !

Ecco un breve ritratto del nostro rappresentate:

"Antonio Luongo nato a Napoli il 22 gennaio 1963 da sempre la mia residenza è nella periferia occidentale di Napoli, quella Flegrea.
Da giovanissimo ho partecipato alle lotte dei movimenti per la casa e per il lavoro, ho lottato prima con gli operai della Italsider di Bagnoli per ostacolare la chiusura dello stabilimento e dopo con gli abitanti per il rilancio e bonifica delle aree dismesse.
La lotta per chiedere la definitiva chiusura e la bonifica della discarica di Pianura (la più grande d’Italia) è stato l’impegno più alto nella pratica di difesa ambientale del territorio. Nel 2001 sono stato eletto, in quota lista civica, Consigliere di quartiere a Soccavo, durante il mandato abbiamo realizzato nel 2004 la prima vera accoglienza ROM a Napoli, proprio a Soccavo, nella scuola dismessa “G.Deledda”, tuttora aperto!
Nel 2011 ho contribuito fortemente alla affermazione di Luigi de Magistris a sindaco di Napoli. Quindi nel 2011 sono stato eletto Consigliere Comunale di Napoli da indipendente in Italia dei Valori diventandone capogruppo.
Uno dei miei contributi importanti è stata la proposta di Delibera al Consiglio Comunale, approvata alla unanimità in Aula, sul riconoscimento quale Bene Comune della città di Napoli dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la sua Biblioteca di rilievo nazionale e internazionale, la delibera era sostenuta da 11mila firme da me raccolte e certificate nella città con “banchetti” itineranti.
La lotta in difesa del territorio e degli abitanti, per i Beni Comuni, la lotta alle diseguaglianze e l’affermazione del Diritto al lavoro, da sempre hanno caratterizzato il mio impegno e credo politico. Nel gennaio 2017 sono stato eletto Consigliere dell’Ente Idrico Campano in quota lista Acqua Bene Comune, carica che ricopro a tutt’oggi.
Sono Coordinatore per la Città Metropolitana di Napoli e membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti."




Antonio Luongo insieme a  Natale Cuccurese,Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, domenica scorsa alla presentazione della Lista la Sinistra al Teatro Quirino di Roma


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mercoledì 17 aprile 2019

EUROPEE: LA SINISTRA, PRESENTATE LE LISTE IN TUTTE LE CIRCOSCRIZIONI: CONTRO LA DESTRA E IL NEOLIBERISMO, UNA LISTA GUIDATA DALLE DONNE

La sinistra, che vuole rappresentare un terzo spazio contro le destre e il neoliberismo, ha presentato le liste in tutte le circoscrizioni. Queste liste sono guidate dalle #donne e precisamente:

Eleonora Cirant, capolista nella circoscrizione Nord Ovest, attivista femminista, bibliotecaria;
Eleonora Forenza, capolista nella circoscrizione Sud, eurodeputata uscente;
Marilena Grassadonia, capolista nella circoscrizione Centro, attivista lgbt+;
Silvia Prodi, capolista nella circoscrizione Nord Est, consigliera regionale.

Nella circoscrizione delle Isole capolista Corradino Mineo, giornalista, a cui si affianca come seconda in lista Vera Pegna, storica figura del movimento antimafia siciliano.

Nelle liste sono presenti significative figure di chi in questi anni si è battuto per l'alternativa sia nelle organizzazioni politiche che nei movimenti sociali, nei comitati, in quella sinistra diffusa che è larga parte della sinistra e del tessuto democratico del nostro paese. Incontriamo così una figura simbolo dell'antifascismo come Adelmo Cervi, Omar Tocco, operaio dell'ALCOA di Porto Vesme, Rosario Carvelli, camallo genovese, esponenti dei movimenti ambientalisti, di difesa del territorio, del movimento contadino, delle lotte di difesa della sanità pubblica ed esponenti delle organizzazioni della sinistra come Paolo Ferrero, vicepresidente dela Partito della Sinistra Europea e Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana.



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La sinistra, che vuole rappresentare un terzo spazio contro le destre e il neoliberismo, ha presentato le liste in tutte le circoscrizioni. Queste liste sono guidate dalle #donne e precisamente:

Eleonora Cirant, capolista nella circoscrizione Nord Ovest, attivista femminista, bibliotecaria;
Eleonora Forenza, capolista nella circoscrizione Sud, eurodeputata uscente;
Marilena Grassadonia, capolista nella circoscrizione Centro, attivista lgbt+;
Silvia Prodi, capolista nella circoscrizione Nord Est, consigliera regionale.

Nella circoscrizione delle Isole capolista Corradino Mineo, giornalista, a cui si affianca come seconda in lista Vera Pegna, storica figura del movimento antimafia siciliano.

Nelle liste sono presenti significative figure di chi in questi anni si è battuto per l'alternativa sia nelle organizzazioni politiche che nei movimenti sociali, nei comitati, in quella sinistra diffusa che è larga parte della sinistra e del tessuto democratico del nostro paese. Incontriamo così una figura simbolo dell'antifascismo come Adelmo Cervi, Omar Tocco, operaio dell'ALCOA di Porto Vesme, Rosario Carvelli, camallo genovese, esponenti dei movimenti ambientalisti, di difesa del territorio, del movimento contadino, delle lotte di difesa della sanità pubblica ed esponenti delle organizzazioni della sinistra come Paolo Ferrero, vicepresidente dela Partito della Sinistra Europea e Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana.



lunedì 15 aprile 2019

Natale Cuccurese a Roma al lancio della campagna elettorale de “la Sinistra” per le europee



https://www.youtube.com/watch?v=RB_-L_sw6z4

#Roma #laSinistra 14 Aprile 2019
L’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti Da anni discutiamo della situazione del nostro Mezzogiorno e della stessa Italia, piaccia o meno ai leghisti, nella sua interezza, “Sud” d’Europa. Antichi e recenti governi hanno portato le regioni del Meridione verso la desertificazione imprenditoriale, economica, l’impoverimento programmato, e la fuga inarrestabile di menti e braccia. Nel contempo, negli ultimi 30 anni, si è assistito a una crisi politica, culturale, morale ed economica che ha investito il Paese e che ne sta rendendo sempre più incerto il suo cammino democratico. Le parole magiche “crescita” e “sviluppo”, sbandierate entrambe per forzare la mano ed affrettare qualsiasi decisione, hanno fuorviato e bloccato qualsiasi capacità progettuale, innovativa e sostenibile. Servono per il Sud Italia politiche di sviluppo e di investimento, per creare posti di lavoro e combattere la disoccupazione (con quella giovanile al record europeo in Calabria oltre il 58%) e la povertà che già oggi colpisce oltre il 50% della popolazione (fra povertà assoluta e relativa), altro che abolizione della povertà per decreto come proclama in modo ridicolo il fascio pentaleghista. Questa situazione è conseguenza delle politiche adottate negli anni, considerando che, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, guarda caso dalle prime affermazioni elettorali della Lega Nord, la forbice degli investimenti pubblici è andata a divaricarsi sempre più fra nord e sud del Paese , con una spesa costantemente maggiore, di almeno cinque volte, al nord anno su anno e ora arraffato il malloppo vorrebbero separarsi grazie alla secessione dei ricchi, creando cittadini di seria A e di serie B in spregio a decenza e Costituzione. Senza investimenti pubblici non è possibile rilanciare il Sud. Anche l’attuale governo, sta continuando con le stesse politiche dei procedenti, politiche che mettono in ginocchio il Paese e il Mezzogiorno in particolare. NON E’ CAMBIATO NULLA RISPETTO A PRIMA MALGRADO LE TANTE PROMESSE FATTE IN CAMPAGNA ELETTORALE Bisogna ora capire cosa fare ora per risalire la china a partire nel nostro caso dall’Italia, non certo contro i nord, ma come volano economico al fine di far ripartire l’intero paese, e con esso l’intera Europa, anche in termini di occupazione. Da qui deriva la proposta del La Sinistra per il Sud che si trova al punto 9 del nostro programma Punto 9. Un nuovo modello per il Sud La questione meridionale non è solo italiana, ma europea. Dobbiamo impedire che passi il disegno di un’Europa a due velocità, sia di fatto che, peggio ancora, istituzionalizzato. Come si vorrebbe fare in Italia con la “secessione dei ricchi” contenuta nel progetto di autonomia regionale differenziata. Il riequilibrio Nord-Sud è uno degli aspetti centrali di un nuovo modello di sviluppo. Questo significa: • esigere una priorità per gli investimenti pubblici in infrastrutture materiali (come la rete dei trasporti) e umane (come scuola e ricerca) nel Sud per iniziare a colmare il differenziale con il Nord; • opporsi ai tagli di bilancio per le politiche agricole comunitarie e sui fondi di coesione, inserendo il livello di disoccupazione in particolare giovanile quale indicatore principale per assegnare i fondi europei; • favorire lo sviluppo materiale e culturale delle zone interne dei paesi mediterranei, attraverso politiche di ripopolazione, in cui i processi di integrazione dei migranti (si pensi al modello Riace) possono fornire un sostegno decisivo, di riqualificazione urbana e di risanamento del territorio, capaci di assorbire occupazione; • puntare allo sviluppo di relazioni economiche, culturali, politiche all’insegna della pace e della solidarietà in tutto il Mediterraneo e con tutti i paesi extraeuropei che vi si affacciano. Questo solo come primo intervento, volto a porre argine al disastro che abbiamo davanti, creato da politiche incoscienti , per non dire criminali. E’ ora di opporsi a tutto questo è l’ora di ribellarsi e di unirsi per dire basta per ripartire da Sud! Vi saluto ricordando le parole sempre attuali di Emiliano Zapata a 100 anni dall’assassinio: “Uomini del Sud! E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio !”

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https://www.youtube.com/watch?v=RB_-L_sw6z4

#Roma #laSinistra 14 Aprile 2019
L’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti Da anni discutiamo della situazione del nostro Mezzogiorno e della stessa Italia, piaccia o meno ai leghisti, nella sua interezza, “Sud” d’Europa. Antichi e recenti governi hanno portato le regioni del Meridione verso la desertificazione imprenditoriale, economica, l’impoverimento programmato, e la fuga inarrestabile di menti e braccia. Nel contempo, negli ultimi 30 anni, si è assistito a una crisi politica, culturale, morale ed economica che ha investito il Paese e che ne sta rendendo sempre più incerto il suo cammino democratico. Le parole magiche “crescita” e “sviluppo”, sbandierate entrambe per forzare la mano ed affrettare qualsiasi decisione, hanno fuorviato e bloccato qualsiasi capacità progettuale, innovativa e sostenibile. Servono per il Sud Italia politiche di sviluppo e di investimento, per creare posti di lavoro e combattere la disoccupazione (con quella giovanile al record europeo in Calabria oltre il 58%) e la povertà che già oggi colpisce oltre il 50% della popolazione (fra povertà assoluta e relativa), altro che abolizione della povertà per decreto come proclama in modo ridicolo il fascio pentaleghista. Questa situazione è conseguenza delle politiche adottate negli anni, considerando che, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, guarda caso dalle prime affermazioni elettorali della Lega Nord, la forbice degli investimenti pubblici è andata a divaricarsi sempre più fra nord e sud del Paese , con una spesa costantemente maggiore, di almeno cinque volte, al nord anno su anno e ora arraffato il malloppo vorrebbero separarsi grazie alla secessione dei ricchi, creando cittadini di seria A e di serie B in spregio a decenza e Costituzione. Senza investimenti pubblici non è possibile rilanciare il Sud. Anche l’attuale governo, sta continuando con le stesse politiche dei procedenti, politiche che mettono in ginocchio il Paese e il Mezzogiorno in particolare. NON E’ CAMBIATO NULLA RISPETTO A PRIMA MALGRADO LE TANTE PROMESSE FATTE IN CAMPAGNA ELETTORALE Bisogna ora capire cosa fare ora per risalire la china a partire nel nostro caso dall’Italia, non certo contro i nord, ma come volano economico al fine di far ripartire l’intero paese, e con esso l’intera Europa, anche in termini di occupazione. Da qui deriva la proposta del La Sinistra per il Sud che si trova al punto 9 del nostro programma Punto 9. Un nuovo modello per il Sud La questione meridionale non è solo italiana, ma europea. Dobbiamo impedire che passi il disegno di un’Europa a due velocità, sia di fatto che, peggio ancora, istituzionalizzato. Come si vorrebbe fare in Italia con la “secessione dei ricchi” contenuta nel progetto di autonomia regionale differenziata. Il riequilibrio Nord-Sud è uno degli aspetti centrali di un nuovo modello di sviluppo. Questo significa: • esigere una priorità per gli investimenti pubblici in infrastrutture materiali (come la rete dei trasporti) e umane (come scuola e ricerca) nel Sud per iniziare a colmare il differenziale con il Nord; • opporsi ai tagli di bilancio per le politiche agricole comunitarie e sui fondi di coesione, inserendo il livello di disoccupazione in particolare giovanile quale indicatore principale per assegnare i fondi europei; • favorire lo sviluppo materiale e culturale delle zone interne dei paesi mediterranei, attraverso politiche di ripopolazione, in cui i processi di integrazione dei migranti (si pensi al modello Riace) possono fornire un sostegno decisivo, di riqualificazione urbana e di risanamento del territorio, capaci di assorbire occupazione; • puntare allo sviluppo di relazioni economiche, culturali, politiche all’insegna della pace e della solidarietà in tutto il Mediterraneo e con tutti i paesi extraeuropei che vi si affacciano. Questo solo come primo intervento, volto a porre argine al disastro che abbiamo davanti, creato da politiche incoscienti , per non dire criminali. E’ ora di opporsi a tutto questo è l’ora di ribellarsi e di unirsi per dire basta per ripartire da Sud! Vi saluto ricordando le parole sempre attuali di Emiliano Zapata a 100 anni dall’assassinio: “Uomini del Sud! E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio !”

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mercoledì 10 aprile 2019

la Sinistra Punti programmatici - Punto 9. Un nuovo modello per il Sud

Contro il neoliberismo, contro i nazionalismi.
Per un’alternativa di sinistra, antirazzista, femminista, ecologista in Europa
Punto 9. Un nuovo modello per il Sud
La questione meridionale non è solo italiana, ma europea. Dobbiamo impedire che passi il disegno di un’Europa a due velocità, sia di fatto che, peggio ancora, istituzionalizzato. Come si vorrebbe fare in Italia con la “secessione dei ricchi” contenuta nel progetto di autonomia regionale differenziata. Il riequilibrio Nord-Sud è uno degli aspetti centrali di un nuovo modello di sviluppo.
Questo significa:
• esigere una priorità per gli investimenti pubblici in infrastrutture materiali (come la rete dei trasporti) e umane (come scuola e ricerca) nel Sud per iniziare a colmare il differenziale con il Nord;
• opporsi ai tagli di bilancio per le politiche agricole comunitarie e sui fondi di coesione, inserendo il livello di disoccupazione in particolare giovanile quale indicatore principale per assegnare i fondi europei;
• favorire lo sviluppo materiale e culturale delle zone interne dei paesi mediterranei, attraverso politiche di ripopolazione, in cui i processi di integrazione dei migranti (si pensi al modello Riace) possono fornire un sostegno decisivo, di riqualificazione urbana e di risanamento del territorio, capaci di assorbire occupazione;
• puntare allo sviluppo di relazioni economiche, culturali, politiche all’insegna della pace e della solidarietà in tutto il Mediterraneo e con tutti i paesi extraeuropei che vi si affacciano.





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Contro il neoliberismo, contro i nazionalismi.
Per un’alternativa di sinistra, antirazzista, femminista, ecologista in Europa
Punto 9. Un nuovo modello per il Sud
La questione meridionale non è solo italiana, ma europea. Dobbiamo impedire che passi il disegno di un’Europa a due velocità, sia di fatto che, peggio ancora, istituzionalizzato. Come si vorrebbe fare in Italia con la “secessione dei ricchi” contenuta nel progetto di autonomia regionale differenziata. Il riequilibrio Nord-Sud è uno degli aspetti centrali di un nuovo modello di sviluppo.
Questo significa:
• esigere una priorità per gli investimenti pubblici in infrastrutture materiali (come la rete dei trasporti) e umane (come scuola e ricerca) nel Sud per iniziare a colmare il differenziale con il Nord;
• opporsi ai tagli di bilancio per le politiche agricole comunitarie e sui fondi di coesione, inserendo il livello di disoccupazione in particolare giovanile quale indicatore principale per assegnare i fondi europei;
• favorire lo sviluppo materiale e culturale delle zone interne dei paesi mediterranei, attraverso politiche di ripopolazione, in cui i processi di integrazione dei migranti (si pensi al modello Riace) possono fornire un sostegno decisivo, di riqualificazione urbana e di risanamento del territorio, capaci di assorbire occupazione;
• puntare allo sviluppo di relazioni economiche, culturali, politiche all’insegna della pace e della solidarietà in tutto il Mediterraneo e con tutti i paesi extraeuropei che vi si affacciano.





Domenica 14 aprile la nostra campagna elettorale per le elezioni europee ha inizio!




Domenica 14 aprile la nostra campagna elettorale per le elezioni europee ha inizio!

Per costruire insieme un'Europa solidale, antirazzista , femminista, antiliberista.
Per combattere le diseguaglianze, comprese quelle che danneggiano i Sud d’Europa, per la riconversione ecologica dell’economia, per la tutela dei diritti sociali e civili e per l'affermazione dei diritti del lavoro e al lavoro. 
Per un'Europa che metta al centro della sua azione la vita, i bisogni, la salute dei cittadini!

Vi aspettiamo!

Per maggiori informazioni e dettagli:
Info@sinistraeuropea.eu
info@partitodelsud.eu



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Domenica 14 aprile la nostra campagna elettorale per le elezioni europee ha inizio!

Per costruire insieme un'Europa solidale, antirazzista , femminista, antiliberista.
Per combattere le diseguaglianze, comprese quelle che danneggiano i Sud d’Europa, per la riconversione ecologica dell’economia, per la tutela dei diritti sociali e civili e per l'affermazione dei diritti del lavoro e al lavoro. 
Per un'Europa che metta al centro della sua azione la vita, i bisogni, la salute dei cittadini!

Vi aspettiamo!

Per maggiori informazioni e dettagli:
Info@sinistraeuropea.eu
info@partitodelsud.eu



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venerdì 22 marzo 2019

Proposta per le Elezioni Europee del Partito della Sinistra Europea e delle organizzazioni italiane che ne fanno parte.

Carissime e carissimi,
Viviamo in tempi difficili in cui speranza e disperazione si intrecciano. Accanto a mobilitazioni che parlano del futuro – come lo sciopero globale sul clima che ha visto una nuova generazione scendere nelle strade - assistiamo quotidianamente a guerre, sopraffazione, intolleranza e razzismo.
La speranza e l’angoscia convivono in un mondo dove la ricchezza e le capacità scientifiche dell’umanità sono enormi, ma vengono sfruttate da classi dirigenti irresponsabili per gli interessi di pochi, anziché per il bene comune dei popoli. Così il pianeta si avvia verso la catastrofe: devastazione ambientale, razzismo, guerra, fame, povertà, sfruttamento del lavoro, disoccupazione e precarietà.
è necessario costruire una alternativa a livello globale.
In Europa ci avviciniamo ad una sfida fondamentale, che contribuirà a definire il nostro futuro di cittadine e cittadini.
La posta in gioco è molto alta: c’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe.
Per questo vogliamo opporci sia al neoliberismo che al nazionalismo, costruendo un terzo spazio politico, un’alternativa che vorremmo progettare insieme, alla pari, e che abbia un forte segno femminista, ecologista, antirazzista.
Vogliamo pertanto promuovere una lista alle elezioni europee che sia uno spazio comune a disposizione di tutte le soggettività, politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento che:
1) Vogliano costruire un’Europa fondata sulla giustizia sociale, ambientale e fiscale; sulla piena parità di genere; sulla redistribuzione della ricchezza e del lavoro; sulla riconversione ambientale e sociale dell’economia e sulla lotta ai cambiamenti climatici; sul diritto al reddito e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori; sulla democrazia reale e sull’autodeterminazione di donne e uomini; sulla solidarietà e la buona accoglienza, contro le politiche securitarie e di respingimento delle e dei migranti; sulla pace, il disarmo e la cooperazione internazionale.
2) Si riconoscono nella necessità di ribaltare gli equilibri politici e di contrastare e superare le politiche che hanno caratterizzato fin qui l’Unione Europea, a partire dalla rottura della gabbia neoliberista definita dai trattati.
3) Sentono il dovere di opporsi al risorgere dei razzismi e dei nazionalismi.
Una lista che riconosca e assuma nella sua costruzione, nella sua composizione e rappresentazione, il protagonismo che il movimento delle donne esprime oggi a livello mondiale in termini di principale soggetto globale di alternativa. Nell’ambito di chi si riconosce in questo progetto, sono molte le battaglie che abbiamo condiviso in questi anni e molte le proposte che condividiamo. Per definire un comune programma elettorale proponiamo che i punti fondamentali si articolino a partire dalla piattaforma del Partito della Sinistra Europea e dal Green New Deal di Primavera europea.
Le organizzazioni firmatarie di questo appello fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea: ne mettiamo a disposizione il simbolo al fine di poter validamente presentare la lista per le elezioni. Vi proponiamo inoltre di scegliere, in tempi rapidissimi visto che mancano due settimane alla presentazione dei simboli, attraverso una consultazione, il nome della lista. Per quanto ci riguarda abbiamo individuato nel gruppo Gue/Ngl il nostro gruppo parlamentare europeo di riferimento, ma al fine di realizzare il massimo di unità delle forze antiliberiste riteniamo in ogni caso necessario che la lista sia aperta alla partecipazione di organizzazioni che manifestino la volontà di voler entrare con i propri eventuali eletti in altri gruppi che si collocano nel terzo spazio.
Per presentare questo progetto politico lunedì 25 marzo alle ore 11,30 si terrà una Conferenza Stampa presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati che, coerentemente con l’impostazione di questa lista sarà tenuta dalle compagne che si riconoscono nel progetto.

Paolo Ferrero, Vicepresidente Party of the European Left

Partito della Rifondazione Comunista
L'Altra Europa con Tsipras
Sinistra Italiana
Convergenza Socialista
Partito del Sud
transform italia

Roma, 22 marzo 2019





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Carissime e carissimi,
Viviamo in tempi difficili in cui speranza e disperazione si intrecciano. Accanto a mobilitazioni che parlano del futuro – come lo sciopero globale sul clima che ha visto una nuova generazione scendere nelle strade - assistiamo quotidianamente a guerre, sopraffazione, intolleranza e razzismo.
La speranza e l’angoscia convivono in un mondo dove la ricchezza e le capacità scientifiche dell’umanità sono enormi, ma vengono sfruttate da classi dirigenti irresponsabili per gli interessi di pochi, anziché per il bene comune dei popoli. Così il pianeta si avvia verso la catastrofe: devastazione ambientale, razzismo, guerra, fame, povertà, sfruttamento del lavoro, disoccupazione e precarietà.
è necessario costruire una alternativa a livello globale.
In Europa ci avviciniamo ad una sfida fondamentale, che contribuirà a definire il nostro futuro di cittadine e cittadini.
La posta in gioco è molto alta: c’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe.
Per questo vogliamo opporci sia al neoliberismo che al nazionalismo, costruendo un terzo spazio politico, un’alternativa che vorremmo progettare insieme, alla pari, e che abbia un forte segno femminista, ecologista, antirazzista.
Vogliamo pertanto promuovere una lista alle elezioni europee che sia uno spazio comune a disposizione di tutte le soggettività, politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento che:
1) Vogliano costruire un’Europa fondata sulla giustizia sociale, ambientale e fiscale; sulla piena parità di genere; sulla redistribuzione della ricchezza e del lavoro; sulla riconversione ambientale e sociale dell’economia e sulla lotta ai cambiamenti climatici; sul diritto al reddito e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori; sulla democrazia reale e sull’autodeterminazione di donne e uomini; sulla solidarietà e la buona accoglienza, contro le politiche securitarie e di respingimento delle e dei migranti; sulla pace, il disarmo e la cooperazione internazionale.
2) Si riconoscono nella necessità di ribaltare gli equilibri politici e di contrastare e superare le politiche che hanno caratterizzato fin qui l’Unione Europea, a partire dalla rottura della gabbia neoliberista definita dai trattati.
3) Sentono il dovere di opporsi al risorgere dei razzismi e dei nazionalismi.
Una lista che riconosca e assuma nella sua costruzione, nella sua composizione e rappresentazione, il protagonismo che il movimento delle donne esprime oggi a livello mondiale in termini di principale soggetto globale di alternativa. Nell’ambito di chi si riconosce in questo progetto, sono molte le battaglie che abbiamo condiviso in questi anni e molte le proposte che condividiamo. Per definire un comune programma elettorale proponiamo che i punti fondamentali si articolino a partire dalla piattaforma del Partito della Sinistra Europea e dal Green New Deal di Primavera europea.
Le organizzazioni firmatarie di questo appello fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea: ne mettiamo a disposizione il simbolo al fine di poter validamente presentare la lista per le elezioni. Vi proponiamo inoltre di scegliere, in tempi rapidissimi visto che mancano due settimane alla presentazione dei simboli, attraverso una consultazione, il nome della lista. Per quanto ci riguarda abbiamo individuato nel gruppo Gue/Ngl il nostro gruppo parlamentare europeo di riferimento, ma al fine di realizzare il massimo di unità delle forze antiliberiste riteniamo in ogni caso necessario che la lista sia aperta alla partecipazione di organizzazioni che manifestino la volontà di voler entrare con i propri eventuali eletti in altri gruppi che si collocano nel terzo spazio.
Per presentare questo progetto politico lunedì 25 marzo alle ore 11,30 si terrà una Conferenza Stampa presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati che, coerentemente con l’impostazione di questa lista sarà tenuta dalle compagne che si riconoscono nel progetto.

Paolo Ferrero, Vicepresidente Party of the European Left

Partito della Rifondazione Comunista
L'Altra Europa con Tsipras
Sinistra Italiana
Convergenza Socialista
Partito del Sud
transform italia

Roma, 22 marzo 2019





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venerdì 8 marzo 2019

PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA: Per una lista di sinistra alle elezioni europee Il tempo è ora!

Dichiarazione del vicepresidente della Partito della sinistra europea, Paolo Ferrero:
Le organizzazioni italiane che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea – Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L’altra Europa, Partito del Sud, Convergenza Socialista, Transform! Italia – hanno deciso di mettersi a disposizione per la presentazione di una lista della sinistra alle prossime elezioni europee.
In questi giorni tale percorso ha fatto decisi passi in avanti, cercando il coinvolgimento di altre forze che si muovono sul terreno dell’alternativa, con l’obiettivo di presentare a breve il logo e il nome della lista che correrà alle europee.
La posta in gioco è molto alta. C’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe. Per questo occorre contrastare sia il neoliberismo che il nazionalismo e costruire in Italia e in Europa un terzo polo che metta al centro i diritti delle donne e degli uomini – di tutte le donne e gli uomini – a partire da quelli del e nel lavoro, la salvaguardia della natura, la cooperazione tra i popoli e la pace.
Al fine di realizzare questa confluenza tra esperienze sociali, politiche e culturali, tra soggetti politici diversi italiani ed europei, abbiamo aperto un confronto con le donne e gli uomini, i partiti le associazioni e i movimenti che si riconoscono in questo orizzonte politico di alternativa. Il successo della lista sarà strettamente legato al protagonismo che questi soggetti esprimeranno perché l’unica strada per rovesciare la situazione attuale, come ci insegna il movimento delle donne, è il protagonismo di massa.
Il Partito della Sinistra Europea, segue con attenzione e speranza il cammino intrapreso in Italia.
Roma, 8 marzo 2019
COMUNICATO STAMPA


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Dichiarazione del vicepresidente della Partito della sinistra europea, Paolo Ferrero:
Le organizzazioni italiane che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea – Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L’altra Europa, Partito del Sud, Convergenza Socialista, Transform! Italia – hanno deciso di mettersi a disposizione per la presentazione di una lista della sinistra alle prossime elezioni europee.
In questi giorni tale percorso ha fatto decisi passi in avanti, cercando il coinvolgimento di altre forze che si muovono sul terreno dell’alternativa, con l’obiettivo di presentare a breve il logo e il nome della lista che correrà alle europee.
La posta in gioco è molto alta. C’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe. Per questo occorre contrastare sia il neoliberismo che il nazionalismo e costruire in Italia e in Europa un terzo polo che metta al centro i diritti delle donne e degli uomini – di tutte le donne e gli uomini – a partire da quelli del e nel lavoro, la salvaguardia della natura, la cooperazione tra i popoli e la pace.
Al fine di realizzare questa confluenza tra esperienze sociali, politiche e culturali, tra soggetti politici diversi italiani ed europei, abbiamo aperto un confronto con le donne e gli uomini, i partiti le associazioni e i movimenti che si riconoscono in questo orizzonte politico di alternativa. Il successo della lista sarà strettamente legato al protagonismo che questi soggetti esprimeranno perché l’unica strada per rovesciare la situazione attuale, come ci insegna il movimento delle donne, è il protagonismo di massa.
Il Partito della Sinistra Europea, segue con attenzione e speranza il cammino intrapreso in Italia.
Roma, 8 marzo 2019
COMUNICATO STAMPA


martedì 26 febbraio 2019

A Palermo per il lavoro! Su Transform!Italia un testo prodotto dal gruppo di lavoro di Palermo del Partito del Sud.



Riteniamo necessario fare alcune considerazioni sulle politiche del governo dell’Unione Europea, che di fatto condizionano tutti gli stati membri imponendo ai cittadini dell’Unione politiche economiche di austerità che non favoriscono e non tutelano i diritti dei lavoratori e lo stato sociale dei cittadini, ma tutelano gli interessi economici del capitalismo finanziario che ormai governa l’Europa e quasi, tutto il mondo intero (ovvero la globalizzazione dell’economia).
Dal 1989, poi, con il crollo del muro di Berlino, il mondo capitalistico ha cancellato ogni confine che lo limitava entro più o meno precisi confini e si è imposto a livello simbolico, come unica realtà possibile.
L’Unione Europea, come si è visto, segna una tappa ulteriore del costituirsi del capitalismo nella sua forma assoluto-totalitaria: abbattuta la potenza UNIONE SOVIETICA che per ampia parte del “secolo scorso” aveva tenuto a freno il dilagare del capitale, rimaneva solo una realtà da abbattere. Tale realtà era lo stato sovrano nazionale, con annesso primato del politico sull’economico: A QUESTO E’ SERVITA LA POLITICA DELL’ATTUALE UNIONE EUROPEA, momento culminante della spoliticizzazione dell’economico non più limitato, imponendo politiche di austerità, che riducono al minimo gli investimenti statali per lo sviluppo economico del paese, facendo venire meno le opportunità di posti di lavoro.
L’austerità stringe nella sua morsa l’Italia e ancor più il suo Mezzogiorno, aggravando la Questione Meridionale.
I vincoli di bilancio europei allontanano sempre più il sud dal nord Italia. E il sud Europa dal nord Europa.
La crisi in cui versa il nostro paese, da oltre un decennio, colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole causando l’emigrazione giovanile verso il nord del nostro paese ed all’estero verso gli altri stati europei.
PROPOSTE PER UN NUOVO SVILUPPO DELL’AREA METROPOLITANA E PROVINCIALE DI PALERMO
La ripresa economica della città metropolitana e della provincia di Palermo deve in primo luogo assolutamente transitare dalla messa in sicurezza, dalla prevenzione e dalla valorizzazione del territorio/paesaggio e del patrimonio edilizio esistente sia pubblico (scuole, edifici pubblici, ecc.) che privato, della innovazione tecnologica e dei materiali, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale che da soli rappresentano di per sé un piano straordinario di creazione diretta di lavoro e in secondo luogo dal consolidamento e da un rilancio del manifatturiero, dell’istruzione e della ricerca. Serve un progetto complessivo di riorganizzazione del sistema dell’innovazione, valorizzando le esperienze positive esistenti e creando i presupposti per fare emergere tutte quelle vocazioni presenti nel territorio.
Pertanto è necessario puntare prioritariamente su:
  1. L’industria manifatturiera nelle aree industriali di Termini Imerese – Carini – Brancaccio. Garantire una fiscalità di vantaggio per le tre aree industriali Palermitane nell’ambito della Z.E.S (zona economica speciale) e definire misure di sostegno alle assunzioni, alla formazione, alla riqualificazione delle competenze, alla ricerca e alla innovazione tecnologica:
  • Occorre un disegno organico di politica industriale, che tenga conto delle competenze ( Know how) presenti e delle potenzialità di sviluppo nell’ambito della cosiddetta industria 4.0, dotato di idonee risorse finanziarie, che si ponga chiari e quantificati obbiettivi a medio e lungo termine.
  • Occorrono investimenti pubblici dedicati e addizionali rispetto a quelli comunitari e nazionali coerenti con la vocazione manifatturiera del territorio: alimentare, automobilistica, navale, chimica, ecc., e con il potenziamento infrastrutturale a cominciare dal cantiere navale di Palermo.
  1. L’economia circolarecome nuovo modello economico per il rilancio dell’industria nell’area Palermitana. Puntare sulla produzione secondo il modello di una economia circolare ha due vantaggi: un risparmio sui costi di produzione e l’acquisizione di un vantaggio competitivo. Prolungare l’uso produttivo dei materiali, riutilizzarli e aumentare l’efficienza serve a rafforzare la competitività, a ridurre l’impatto ambientale. Corretta gestione dei rifiuti, prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio e compostaggio attraverso la cosiddetta “strategia rifiuti zero” può avere importanti e positive ricadute occupazionali.
  1. Reti e innovazione tecnologica:
  • Ammodernamento della rete elettrica ad alta media e bassa tensione;
  • Ristrutturazione della rete di distribuzione idrica;
  • Riassetto normativo in Sicilia per il superamento della frammentazione nella gestione del servizio idrico integrato anche al fine di prevenire le emergenze idriche;
  • Banda Larga: Potenziare la connessione digitale è obbiettivo primario per lo sviluppo delle aziende e del territorio.
  1. Industria Culturale:
  • Occorre coniugare le forme differenti di sviluppo con il rispetto del paesaggio: innovazione e valorizzazione del nostro enorme patrimonio storico, artistico e culturale come condizione indispensabile e preliminare per favorire e rafforzare l’industria turistica palermitana.
  1. Mobilità e Trasporti:
  • Interporto di Termini Imerese: è necessaria struttura intermodale per il trasporto delle merci e l’interscambio mare terra di tutta la provincia anche nell’ambito della ZES;
  • Raddoppio/ammodernamento delle reti ferroviarie e delle linee del tram a Palermo
  • Porto di Palermo: Riqualificazione e definizione della mission produttiva, erilancio nel mediterraneo. Il porto di Palermo è uno dei maggiori porti per traffico passeggieri e per dimensioni del mediterraneo. Le origini del porto di Palermo (fondato dai Fenici) coincidono con quelle della città, perché fu proprio il porto a essere il fulcro centrale dello sviluppo della città. Fu al centro degli scambi commerciali per i Fenici, i Cartaginesi, i Romani e gli Arabi, durante la dominazione musulmana della Sicilia. L’attuale porto ha visto la sua nascita nel 1567 sotto la dominazione Spagnola, quando l’antico porto Fenicio diviene insufficiente per le crescenti esigenze cittadine. L’area del porto andò sempre più spandendosi verso nord con la creazione nel XlX secolo dei cantieri navali, che si sono sviluppati sempre più per la posizione al centro del mediterraneo, punto di passaggio, tra la rotta del canale di Suez e lo stretto di Gibilterra collegando il mar Rosso e l’oceano Atlantico. Allo stato attuale il porto è collegato con servizi regolari di navi traghetto con Napoli, Livorno, Cagliari, Civitavecchia, Genova e Tunisi. Esso inoltre ospita un notevole traffico settimanale di navi da crociera e merci provenienti, via Gioia Tauro (Calabria) da tutte le parti del mondo. Per il futuro è stato approvato il nuovo piano regolatore portuale che prevede nei prossimi dieci anni una quasi dismissione del settore merci che verrà spostato a Termini Imerese (una cittadina a circa 30 Km. Da Palermo e collegata con l’asse autostradale PA-CT), mentre il porto di Palermo si svilupperà nel settore turistico- crocieristico.
  • Strade provinciali: Occorre un piano di recupero ed ammodernamento della viabilità secondaria. Lo stato delle vie di comunicazioni in una parte significativa del nostro territorio come l’area delle Madonie, del Corleonese e del Partinicese è a dir poco catastrofica. E’ indispensabile mettere in connessione le aree interne e montane con l’area metropolitana per potere sfruttare al meglio il sistema integrato dei trasporti.
  1. Semplificazione e sburocratizzazione
  • Occorre promuovere ed attuare tutte quelle politiche di semplificazione normativa ed amministrativa al fine di migliorare la qualità dei rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche. Da sempre il livello burocratico è stato considerato da imprese e cittadini come il principale fattore ostativo per la crescita e lo sviluppo. Occorre individuare una struttura che curi l’attività di monitoraggio e al contempo promuova tutte quelle iniziative che migliorino i rapporti tra i cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
  1. Il Cantiere Navale di Palermo
Riteniamo necessario approfondire le problematiche che riguardano il cantiere navale di Palermo che negli anni 60 dava lavoro a circa 5000 operai ed oggi dà lavoro a 330 operai diretti, circa 100 gli impiegati e a circa 100 lavoratori di ditte esterne.
  • La società Fincantieri spa (proprietaria del cantiere navale) è in ripresa in Italia e nel mercato mondiale e la sua produzione è a pieno regime.
  • Aspetti unici del cantiere di Palermo: la posizione geografica del cantiere al centro del mediterraneo; la profondità dei fondali (20 mt.)
  • Si possono ospitare contemporaneamente 4 navi per le opportune lavorazioni.
  • Il cantiere di Palermo, come spazio disponibile, è il secondo cantiere più grande d’Italia, dopo Monfalcone e tra i primi del mediterraneo, con il bacino, di 400 mila tonnellate, più grande d’Europa.
  • La scelta politica del gruppo, cioè l’aumento degli impiegati, e la costante diminuzione del numero degli operai, è funzionale alla decisione di esternalizzare/delocalizzare le lavorazioni.
  • Nell’attuale proposta aziendale di Fincantieri, non è prevista una missione produttiva per il cantiere navale di Palermo, escluse le riparazioni da fare assieme ad altri due cantieri del gruppo.
  • Le lavorazioni avvengono solo all’interno del bacino di 400 mila tonnellate essendo gli altri bacini fuori uso: quello da 19 mila t e 52 mila t (di proprietà della Regione Siciliana), mentre si aspetta ancora il finanziamento per il completamento di quello di di 150 mila t.
  • E’ evidente la scarsa volontà politica ad una valorizzazione del cantiere di Palermo, puntando maggiormente a sviluppare i cantieri del nord Italia, lontani dalla rotta mediterranea Suez- Gibilterra che collega l’Asia Minore e l’africa orientale con l’oceano Atlantico incluso l’africa occidentale, da secoli rotta principale del mediterraneo dove si sono sviluppati i commerci delle grandi civiltà del bacino mediterraneo.
Palermo può rilanciare la sua economia proprio ripartendo dal porto. E’necessario che questo, che si trova al centro del mediterraneo, sia inserito dalla politica nazionale fra i porti compresi nella cosiddetta “via della seta”, che ad oggi non vede coinvolto nessun porto del Mezzogiorno, a riprova che come sempre il Sud è visto solo come una sorta di “colonia interna” anche dall’attuale governo del “cambiamento”. Un Sud utile per fornire manodopera e sbocco al mercato interno per le merci provenienti dal Nord, tenendo a bella posta bloccati infrastrutturazione e sviluppo. Una visione miope che vive il suo culmine in questi giorni con la cosiddetta “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio delle sole Regioni del Nord ea danno di diritti e servizi di tutti gli altri cittadini del paese, ad iniziare da quelli del Sud.

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Riteniamo necessario fare alcune considerazioni sulle politiche del governo dell’Unione Europea, che di fatto condizionano tutti gli stati membri imponendo ai cittadini dell’Unione politiche economiche di austerità che non favoriscono e non tutelano i diritti dei lavoratori e lo stato sociale dei cittadini, ma tutelano gli interessi economici del capitalismo finanziario che ormai governa l’Europa e quasi, tutto il mondo intero (ovvero la globalizzazione dell’economia).
Dal 1989, poi, con il crollo del muro di Berlino, il mondo capitalistico ha cancellato ogni confine che lo limitava entro più o meno precisi confini e si è imposto a livello simbolico, come unica realtà possibile.
L’Unione Europea, come si è visto, segna una tappa ulteriore del costituirsi del capitalismo nella sua forma assoluto-totalitaria: abbattuta la potenza UNIONE SOVIETICA che per ampia parte del “secolo scorso” aveva tenuto a freno il dilagare del capitale, rimaneva solo una realtà da abbattere. Tale realtà era lo stato sovrano nazionale, con annesso primato del politico sull’economico: A QUESTO E’ SERVITA LA POLITICA DELL’ATTUALE UNIONE EUROPEA, momento culminante della spoliticizzazione dell’economico non più limitato, imponendo politiche di austerità, che riducono al minimo gli investimenti statali per lo sviluppo economico del paese, facendo venire meno le opportunità di posti di lavoro.
L’austerità stringe nella sua morsa l’Italia e ancor più il suo Mezzogiorno, aggravando la Questione Meridionale.
I vincoli di bilancio europei allontanano sempre più il sud dal nord Italia. E il sud Europa dal nord Europa.
La crisi in cui versa il nostro paese, da oltre un decennio, colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole causando l’emigrazione giovanile verso il nord del nostro paese ed all’estero verso gli altri stati europei.
PROPOSTE PER UN NUOVO SVILUPPO DELL’AREA METROPOLITANA E PROVINCIALE DI PALERMO
La ripresa economica della città metropolitana e della provincia di Palermo deve in primo luogo assolutamente transitare dalla messa in sicurezza, dalla prevenzione e dalla valorizzazione del territorio/paesaggio e del patrimonio edilizio esistente sia pubblico (scuole, edifici pubblici, ecc.) che privato, della innovazione tecnologica e dei materiali, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale che da soli rappresentano di per sé un piano straordinario di creazione diretta di lavoro e in secondo luogo dal consolidamento e da un rilancio del manifatturiero, dell’istruzione e della ricerca. Serve un progetto complessivo di riorganizzazione del sistema dell’innovazione, valorizzando le esperienze positive esistenti e creando i presupposti per fare emergere tutte quelle vocazioni presenti nel territorio.
Pertanto è necessario puntare prioritariamente su:
  1. L’industria manifatturiera nelle aree industriali di Termini Imerese – Carini – Brancaccio. Garantire una fiscalità di vantaggio per le tre aree industriali Palermitane nell’ambito della Z.E.S (zona economica speciale) e definire misure di sostegno alle assunzioni, alla formazione, alla riqualificazione delle competenze, alla ricerca e alla innovazione tecnologica:
  • Occorre un disegno organico di politica industriale, che tenga conto delle competenze ( Know how) presenti e delle potenzialità di sviluppo nell’ambito della cosiddetta industria 4.0, dotato di idonee risorse finanziarie, che si ponga chiari e quantificati obbiettivi a medio e lungo termine.
  • Occorrono investimenti pubblici dedicati e addizionali rispetto a quelli comunitari e nazionali coerenti con la vocazione manifatturiera del territorio: alimentare, automobilistica, navale, chimica, ecc., e con il potenziamento infrastrutturale a cominciare dal cantiere navale di Palermo.
  1. L’economia circolarecome nuovo modello economico per il rilancio dell’industria nell’area Palermitana. Puntare sulla produzione secondo il modello di una economia circolare ha due vantaggi: un risparmio sui costi di produzione e l’acquisizione di un vantaggio competitivo. Prolungare l’uso produttivo dei materiali, riutilizzarli e aumentare l’efficienza serve a rafforzare la competitività, a ridurre l’impatto ambientale. Corretta gestione dei rifiuti, prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio e compostaggio attraverso la cosiddetta “strategia rifiuti zero” può avere importanti e positive ricadute occupazionali.
  1. Reti e innovazione tecnologica:
  • Ammodernamento della rete elettrica ad alta media e bassa tensione;
  • Ristrutturazione della rete di distribuzione idrica;
  • Riassetto normativo in Sicilia per il superamento della frammentazione nella gestione del servizio idrico integrato anche al fine di prevenire le emergenze idriche;
  • Banda Larga: Potenziare la connessione digitale è obbiettivo primario per lo sviluppo delle aziende e del territorio.
  1. Industria Culturale:
  • Occorre coniugare le forme differenti di sviluppo con il rispetto del paesaggio: innovazione e valorizzazione del nostro enorme patrimonio storico, artistico e culturale come condizione indispensabile e preliminare per favorire e rafforzare l’industria turistica palermitana.
  1. Mobilità e Trasporti:
  • Interporto di Termini Imerese: è necessaria struttura intermodale per il trasporto delle merci e l’interscambio mare terra di tutta la provincia anche nell’ambito della ZES;
  • Raddoppio/ammodernamento delle reti ferroviarie e delle linee del tram a Palermo
  • Porto di Palermo: Riqualificazione e definizione della mission produttiva, erilancio nel mediterraneo. Il porto di Palermo è uno dei maggiori porti per traffico passeggieri e per dimensioni del mediterraneo. Le origini del porto di Palermo (fondato dai Fenici) coincidono con quelle della città, perché fu proprio il porto a essere il fulcro centrale dello sviluppo della città. Fu al centro degli scambi commerciali per i Fenici, i Cartaginesi, i Romani e gli Arabi, durante la dominazione musulmana della Sicilia. L’attuale porto ha visto la sua nascita nel 1567 sotto la dominazione Spagnola, quando l’antico porto Fenicio diviene insufficiente per le crescenti esigenze cittadine. L’area del porto andò sempre più spandendosi verso nord con la creazione nel XlX secolo dei cantieri navali, che si sono sviluppati sempre più per la posizione al centro del mediterraneo, punto di passaggio, tra la rotta del canale di Suez e lo stretto di Gibilterra collegando il mar Rosso e l’oceano Atlantico. Allo stato attuale il porto è collegato con servizi regolari di navi traghetto con Napoli, Livorno, Cagliari, Civitavecchia, Genova e Tunisi. Esso inoltre ospita un notevole traffico settimanale di navi da crociera e merci provenienti, via Gioia Tauro (Calabria) da tutte le parti del mondo. Per il futuro è stato approvato il nuovo piano regolatore portuale che prevede nei prossimi dieci anni una quasi dismissione del settore merci che verrà spostato a Termini Imerese (una cittadina a circa 30 Km. Da Palermo e collegata con l’asse autostradale PA-CT), mentre il porto di Palermo si svilupperà nel settore turistico- crocieristico.
  • Strade provinciali: Occorre un piano di recupero ed ammodernamento della viabilità secondaria. Lo stato delle vie di comunicazioni in una parte significativa del nostro territorio come l’area delle Madonie, del Corleonese e del Partinicese è a dir poco catastrofica. E’ indispensabile mettere in connessione le aree interne e montane con l’area metropolitana per potere sfruttare al meglio il sistema integrato dei trasporti.
  1. Semplificazione e sburocratizzazione
  • Occorre promuovere ed attuare tutte quelle politiche di semplificazione normativa ed amministrativa al fine di migliorare la qualità dei rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche. Da sempre il livello burocratico è stato considerato da imprese e cittadini come il principale fattore ostativo per la crescita e lo sviluppo. Occorre individuare una struttura che curi l’attività di monitoraggio e al contempo promuova tutte quelle iniziative che migliorino i rapporti tra i cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
  1. Il Cantiere Navale di Palermo
Riteniamo necessario approfondire le problematiche che riguardano il cantiere navale di Palermo che negli anni 60 dava lavoro a circa 5000 operai ed oggi dà lavoro a 330 operai diretti, circa 100 gli impiegati e a circa 100 lavoratori di ditte esterne.
  • La società Fincantieri spa (proprietaria del cantiere navale) è in ripresa in Italia e nel mercato mondiale e la sua produzione è a pieno regime.
  • Aspetti unici del cantiere di Palermo: la posizione geografica del cantiere al centro del mediterraneo; la profondità dei fondali (20 mt.)
  • Si possono ospitare contemporaneamente 4 navi per le opportune lavorazioni.
  • Il cantiere di Palermo, come spazio disponibile, è il secondo cantiere più grande d’Italia, dopo Monfalcone e tra i primi del mediterraneo, con il bacino, di 400 mila tonnellate, più grande d’Europa.
  • La scelta politica del gruppo, cioè l’aumento degli impiegati, e la costante diminuzione del numero degli operai, è funzionale alla decisione di esternalizzare/delocalizzare le lavorazioni.
  • Nell’attuale proposta aziendale di Fincantieri, non è prevista una missione produttiva per il cantiere navale di Palermo, escluse le riparazioni da fare assieme ad altri due cantieri del gruppo.
  • Le lavorazioni avvengono solo all’interno del bacino di 400 mila tonnellate essendo gli altri bacini fuori uso: quello da 19 mila t e 52 mila t (di proprietà della Regione Siciliana), mentre si aspetta ancora il finanziamento per il completamento di quello di di 150 mila t.
  • E’ evidente la scarsa volontà politica ad una valorizzazione del cantiere di Palermo, puntando maggiormente a sviluppare i cantieri del nord Italia, lontani dalla rotta mediterranea Suez- Gibilterra che collega l’Asia Minore e l’africa orientale con l’oceano Atlantico incluso l’africa occidentale, da secoli rotta principale del mediterraneo dove si sono sviluppati i commerci delle grandi civiltà del bacino mediterraneo.
Palermo può rilanciare la sua economia proprio ripartendo dal porto. E’necessario che questo, che si trova al centro del mediterraneo, sia inserito dalla politica nazionale fra i porti compresi nella cosiddetta “via della seta”, che ad oggi non vede coinvolto nessun porto del Mezzogiorno, a riprova che come sempre il Sud è visto solo come una sorta di “colonia interna” anche dall’attuale governo del “cambiamento”. Un Sud utile per fornire manodopera e sbocco al mercato interno per le merci provenienti dal Nord, tenendo a bella posta bloccati infrastrutturazione e sviluppo. Una visione miope che vive il suo culmine in questi giorni con la cosiddetta “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio delle sole Regioni del Nord ea danno di diritti e servizi di tutti gli altri cittadini del paese, ad iniziare da quelli del Sud.

 
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