martedì 24 aprile 2018

Il 25 Aprile il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti nelle piazze italiane in memoria della Resistenza contro il nazifascismo.



Il 25 Aprile il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti nelle piazze italiane in memoria della Resistenza contro il nazifascismo.

I nostri iscritti con la loro presenza onoreranno la memoria che va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi  più che mai attuale, come allora che vide in questo il Sud protagonista.


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Il 25 Aprile il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti nelle piazze italiane in memoria della Resistenza contro il nazifascismo.

I nostri iscritti con la loro presenza onoreranno la memoria che va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi  più che mai attuale, come allora che vide in questo il Sud protagonista.


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lunedì 16 aprile 2018

Siria: NO alla guerra!

Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti invita iscritti e simpatizzanti a partecipare domani 17 Aprile, dalle ore 15.00, al presidio contro la guerra che si terrà a Roma in Piazza Vidoni. 

Domani il governo Gentiloni, ancora in carica, riferirà alle Camere sulla situazione di guerra in Siria. Una guerra, non dichiarata, contro uno Stato sovrano, fuori dalla legalità internazionale.
Il mondo è sull’orlo del precipizio. Mentre nulla di buono si profila all’orizzonte è urgente mobilitarsi subito in difesa della Pace.
#StopWar


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Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti invita iscritti e simpatizzanti a partecipare domani 17 Aprile, dalle ore 15.00, al presidio contro la guerra che si terrà a Roma in Piazza Vidoni. 

Domani il governo Gentiloni, ancora in carica, riferirà alle Camere sulla situazione di guerra in Siria. Una guerra, non dichiarata, contro uno Stato sovrano, fuori dalla legalità internazionale.
Il mondo è sull’orlo del precipizio. Mentre nulla di buono si profila all’orizzonte è urgente mobilitarsi subito in difesa della Pace.
#StopWar


giovedì 12 aprile 2018

Il PARTITO DEL SUD Sabato 14/04/2018 mattina alle 10,00 in piazza a Napoli col Sindaco e la Città!

C O M U N I C A T O

Napoli, 12/04/2018

Il PARTITO DEL SUD, come giusto che sia, Sabato 14 Aprile 2018 alle ore 10,00 in Piazza Municipio a Napoli sarà presente per dare il suo sostegno alla Manifestazione indetta per protestare contro il debito ingiusto che il governo vuol addossare all'amministrazione comunale di Napoli con eventuali gravi ricadute sulla cittadinanza.

Si tratta degli 85 milioni che avrebbero dovuto essere liquidati al consorzio Cr8 dal commissario di governo post terremoto del 1980 ma che sono diventati nel 1996 una passività del comune. Il governo Gentiloni ha riconosciuto che spetta allo stato coprire il 77 per cento del dovuto ma la firma sull'accordo non è ancora arrivata. Si tratta di una passività che i cittadini rischiano di pagare due volte perché, dopo la sentenza della Corte dei Conti, l'amministrazione è stata multata per averli messi in bilancio nel 2017 anziché nel 2016 e così nel 2019 verranno tagliati trasferimenti dallo stato per una quota equivalente. Rientrano poi nel debito ingiusto anche i circa 67 milioni lasciati in eredità dal commissario di governo all'emergenza rifiuti all'epoca dell'amministrazione Pd di Rosa Russo lervolino e, infine, il disavanzo dell'operazione swap (derivati) messa in piedi dall'assessore Enrico Cardillo, ancora all'epoca lervolino, che a oggi costa alle casse cittadine 156 milioni. 










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C O M U N I C A T O

Napoli, 12/04/2018

Il PARTITO DEL SUD, come giusto che sia, Sabato 14 Aprile 2018 alle ore 10,00 in Piazza Municipio a Napoli sarà presente per dare il suo sostegno alla Manifestazione indetta per protestare contro il debito ingiusto che il governo vuol addossare all'amministrazione comunale di Napoli con eventuali gravi ricadute sulla cittadinanza.

Si tratta degli 85 milioni che avrebbero dovuto essere liquidati al consorzio Cr8 dal commissario di governo post terremoto del 1980 ma che sono diventati nel 1996 una passività del comune. Il governo Gentiloni ha riconosciuto che spetta allo stato coprire il 77 per cento del dovuto ma la firma sull'accordo non è ancora arrivata. Si tratta di una passività che i cittadini rischiano di pagare due volte perché, dopo la sentenza della Corte dei Conti, l'amministrazione è stata multata per averli messi in bilancio nel 2017 anziché nel 2016 e così nel 2019 verranno tagliati trasferimenti dallo stato per una quota equivalente. Rientrano poi nel debito ingiusto anche i circa 67 milioni lasciati in eredità dal commissario di governo all'emergenza rifiuti all'epoca dell'amministrazione Pd di Rosa Russo lervolino e, infine, il disavanzo dell'operazione swap (derivati) messa in piedi dall'assessore Enrico Cardillo, ancora all'epoca lervolino, che a oggi costa alle casse cittadine 156 milioni. 










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lunedì 9 aprile 2018

RIPARTIRE DA SUD, UNA STRADA OBBLIGATA PER LE FORZE PROGRESSISTE

Di Natale Cuccurese

Come da noi ampiamente previsto e come dimostrato dal voto del 4 marzo, il Sud ha reagito un voto di protesta che ha pochi eguali nella storia unitaria.
D'altra parte ormai la situazione nel Mezzogiorno è quasi apocalittica se consideriamo che il Sud è afflitto da bassi livelli d’investimenti e scarsità di infrastrutture rispetto al nord, alta disoccupazione ( maggiore di tre volte rispetto al Nord), disoccupazione giovanile al record europeo in Calabria (58,7%), record europeo di Neet ( tre milioni e mezzo di giovani che non studiano più e non lavorano), povertà assoluta al 10% della popolazione più un 40% in povertà relativa, emigrazione verso il nord e l’estero a livelli record, problematiche ambientali e sanitarie, evasione scolastica vicina al 20%, ben 6 punti sopra la media nazionale, il doppio di quella europea, un sistema universitario messo alle strette per effetto di criteri "folli" nella ripartizione dei fondi che premiano le Università del nord, i comuni prossimi al default grazie alle folli politiche del pareggio di bilancio con conseguenti politiche socio-sanitarie quasi azzerate e trasporti locali ai minimi storici, un'aspettativa di vita più bassa di 5 anni rispetto alla media nazionale, natalità in forte calo causa emigrazione giovanile e si potrebbe ancora continuare a lungo ...

Peccato che a sinistra, malgrado gli allarmi da noi ripetutamente lanciati quasi nessuno è stato in grado di prevedere, o capire, o sia stato minimamente interessato ad intercettare il malcontento evidente. Un risultato che a noi appariva ovvio e scontato visto che il Sud già da un anni, grazie anche alle ultime politiche governative, provocatorie, quasi “coloniali”, aveva raggiunto l’apice del malcontento ed era ormai una polveriera pronta ad esplodere. 
Un malcontento che si è dapprima espresso con una partecipazione compatta al referendum costituzionale del 4 dicembre, con il NO ad oltre il 70% medio regionale, per poi esplodere nel voto di protesta verso formazioni alternative, presentate dai media come antisistemiche. 

In altre parole è riesplosa con forza una "Nuova Questione Meridionale", come da punto 14 del programma di Potere al Popolo, unica lista presente alle elezioni con proposte concrete e soluzioni per arginare la situazione disastrosa in atto al Sud. 

Questo per rimarcare ancora come poco o nulla in realtà importi alla politica italiana di qualsiasi colore e tendenza del Mezzogiorno e del destino dei suoi abitanti. Spesso discriminati da politicanti e media o trattati con bonaria sufficienza. Ma si sa, i meridionali si lamentano sempre… 

Tutto era già scritto nella realtà dei fatti, certificata da freddi grafici e brutali statistiche, bastava fare lo sforzo di leggerle, ma nemmeno quello si è voluto fare. Solo disinteresse e fastidio, anche di gran parte dell’attuale sinistra, forse compromessa da anni di frequentazioni di "salotti buoni"... 

Giunti quasi al punto di non ritorno, della situazione drammatica del Mezzogiorno, inizia ad occuparsene, finalmente, anche il Corriere della Sera ove il 9 Aprile si legge, ad opera di F. Fubini:

"Il Mezzogiorno sta vivendo una ripresa, un po’ più lenta rispetto al resto del Paese, dove a sua volta è più lenta rispetto al resto d’Europa. Vanta alcuni distretti competitivi, segnala Intesa Sanpaolo, come la meccatronica e l’agroalimentare in Puglia o la mozzarella di bufala campana. Ma niente di tutto questo cambia il quadro di fondo: gli anni dell’euro al Sud hanno coinciso con una catastrofe economica con pochi paragoni nella storia europea.
Dall’inizio del secolo il Meridione è rimasto indietro rapidamente: in termini di reddito lordo, ha perso un terzo sulla media dell’Unione europea, il 30% sulla Germania, il 27% sull’area euro e circa il 40% sulla Spagna; l’arretramento sul centro-nord dell’Italia è stato di oltre dieci punti, persino sulla Grecia di cinque (i dati sono basati su stime della Svimez). In tutta Europa solamente in Campania, Calabria e Sicilia metà della popolazione o oltre viene considerata da Eurostat a rischio di povertà e di esclusione sociale. La stessa agenzia europea mostra che, stimando il reddito per abitante in proporzione al costo della vita, il Mezzogiorno ormai viaggia al livello della Lettonia, più indietro della Lituania e dell’Ungheria, quando ventanni fa era molto più avanti. Nel 2015 circa quattro abitanti del Sud su dieci non avevano mai usato Internet, sempre secondo Eurostat, valori registrati solo in una singola regione greca e in parti della Romania. Criticare e ancor meno deridere non avrebbe senso. Per motivi che hanno poco a che fare con Bruxelles o Francoforte, l’esperienza del Mezzogiorno nell’euro finora è stata un drammatico fallimento ma adesso il tempo stringe: dall’inizio del secolo quest’area ha visto emigrare un decimo dei suoi abitanti, i più dinamici e istruiti. E provateci voi a vendere una casa, quando tanta gente vuole andarsene. Al Sud milioni di famiglie hanno profuso i loro risparmi in immobili che oggi hanno un valore di mercato residuale. "





A dimostrazione di quanto disinteresse ci sia verso i cittadini del Sud e le loro istanze la dichiarazione di alcuni giorni fa di Luigi Marattin deputato del PD, che afferma come la quota attuale degli investimenti al Sud sia superiore al 34%.  Su questo punto però ci viene in aiuto uno studio apparso sulla Voce.info: " Ma al PD sbagliano i conti sugli investimenti al Sud", di G. Guzzi e M. Lisciandro, che confuta i dati riportati dall' On. Marattin, e che si conclude con il seguente "Verdetto : Marattin cita dati corretti ma non pertinenti a una confutazione delle dichiarazioni di Pasquale Tridico. Non solo sembra ignorare la distinzione tra risorse ordinarie e aggiuntive, ma sbaglia l’aggregato di riferimento, poiché ciò che bisogna prendere in considerazione per stabilire se lo stato rispetti la cosiddetta quota 34 (fissata oltretutto per legge dal governo di cui era consulente economico) sono solo le risorse ordinarie. La dichiarazione di Luigi Marattin è pertanto Falsa." 

Detto quindi di quello che sembra, vista anche la fonte, l’ennesimo grave errore di calcolo partorito ai danni dei cittadini del Sud, bisogna capire come fare per far risalire la china al Mezzogiorno e ai suoi cittadini, non certo contro il nord, ripetiamo, ma come volano economico al fine di far ripartire l’intero paese anche in termini di PIL. 

Proviamo a tracciare solo tre proposte di “primo intervento”, che soprattutto in campo progressista sarebbe meglio trovassero sponda, vista la situazione comatosa della sinistra italiana; eccone alcune:

1) Interventi pubblici in deroga al pareggio di bilancio imposto dall’Europa a trazione tedesca, al fine di far ripartire l’occupazione, arginare povertà ed emigrazione.

2) Politiche di innovazione che guardino al Sud. Industria 4.0 è una seria opportunità per le sole regioni del Centro-Nord (come sempre), ma non c’è traccia del Mezzogiorno. Senza correzioni si corre il rischio che la incombente rivoluzione tecnologica generi un ulteriore aumento del divario nord-sud ed un ulteriore impoverimento del Mezzogiorno 

3) Riequilibrio Nord-Sud. Nel Mezzogiorno vive il 34 % della popolazione a cui viene destinato il 20% circa di risorse, compresi i fondi europei che hanno smesso di essere aggiuntivi. 
La nostra proposta, espressa nel libro “Con il Sud si riparte”,  prevede la clausola 1 metro x 1 metro. 
In altre parole se lo Stato investe in un metro di strada, ferrovia, aeroporto, ospedale, scuola, asilo e cosi via al Nord, lo stesso deve fare anche al Sud, congelando così, almeno in questa prima fase, la situazione all’attuale diversità di sviluppo infrastrutturale e non permettendo così una ulteriore differenziazione a scapito del Sud. 
Già questo sarebbe un vantaggio per il Sud, un grosso passo in avanti rispetto alla situazione attuale a dimostrazione di come la situazione sia deteriorata. 
In alternativa si riparta almeno dalla clausola Ciampi: 45% di investimenti in conto capitale destinati al sud e da una seria riflessione sul ruolo di cassa depositi e prestiti. 

Vedremo nei prossimi mesi se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta che sempre più forte sale al Sud. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea. 

Intanto emerge dai dati, e lo dicevamo da tempo, un paese diviso in due, soprattutto nei tassi di occupazione. E c’è pure chi cade dal pero e si chiede il perché del voto di protesta del 4 Marzo al Sud. Il Mezzogiorno non è in cerca di assistenzialismo. Semplicemente al Sud disoccupazione e precarietà sono molto più diffuse che nel resto d'Italia, grazie soprattutto alle politiche governative degli ultimi 25 anni, e il reddito non basta per vivere con dignità. Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud.

Che il Mezzogiorno fosse da tempo una "polveriera" e che avrebbe giustamente reagito allo stato attuale delle cose l'abbiamo sostenuto più volte e con forza negli ultimi mesi. Peccato che a a sinistra i temi Sud non siano stati sempre messi bene a fuoco e tenuti in maggiore evidenza in campagna elettorale, anche per non lasciare mano libera a qualunquisti e destra. Ora che se ne paga il giusto scotto è inutile lamentarsi. Bisogna concentrarsi su questo dato e da qui ripartire per capire come la sinistra può intercettare questo malcontento e questa richiesta di maggiore attenzione ed equità che giunge forte dai territori. Lavoriamo a questo da subito con chi a sinistra lo vuole o riesce a capire...








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Di Natale Cuccurese

Come da noi ampiamente previsto e come dimostrato dal voto del 4 marzo, il Sud ha reagito un voto di protesta che ha pochi eguali nella storia unitaria.
D'altra parte ormai la situazione nel Mezzogiorno è quasi apocalittica se consideriamo che il Sud è afflitto da bassi livelli d’investimenti e scarsità di infrastrutture rispetto al nord, alta disoccupazione ( maggiore di tre volte rispetto al Nord), disoccupazione giovanile al record europeo in Calabria (58,7%), record europeo di Neet ( tre milioni e mezzo di giovani che non studiano più e non lavorano), povertà assoluta al 10% della popolazione più un 40% in povertà relativa, emigrazione verso il nord e l’estero a livelli record, problematiche ambientali e sanitarie, evasione scolastica vicina al 20%, ben 6 punti sopra la media nazionale, il doppio di quella europea, un sistema universitario messo alle strette per effetto di criteri "folli" nella ripartizione dei fondi che premiano le Università del nord, i comuni prossimi al default grazie alle folli politiche del pareggio di bilancio con conseguenti politiche socio-sanitarie quasi azzerate e trasporti locali ai minimi storici, un'aspettativa di vita più bassa di 5 anni rispetto alla media nazionale, natalità in forte calo causa emigrazione giovanile e si potrebbe ancora continuare a lungo ...

Peccato che a sinistra, malgrado gli allarmi da noi ripetutamente lanciati quasi nessuno è stato in grado di prevedere, o capire, o sia stato minimamente interessato ad intercettare il malcontento evidente. Un risultato che a noi appariva ovvio e scontato visto che il Sud già da un anni, grazie anche alle ultime politiche governative, provocatorie, quasi “coloniali”, aveva raggiunto l’apice del malcontento ed era ormai una polveriera pronta ad esplodere. 
Un malcontento che si è dapprima espresso con una partecipazione compatta al referendum costituzionale del 4 dicembre, con il NO ad oltre il 70% medio regionale, per poi esplodere nel voto di protesta verso formazioni alternative, presentate dai media come antisistemiche. 

In altre parole è riesplosa con forza una "Nuova Questione Meridionale", come da punto 14 del programma di Potere al Popolo, unica lista presente alle elezioni con proposte concrete e soluzioni per arginare la situazione disastrosa in atto al Sud. 

Questo per rimarcare ancora come poco o nulla in realtà importi alla politica italiana di qualsiasi colore e tendenza del Mezzogiorno e del destino dei suoi abitanti. Spesso discriminati da politicanti e media o trattati con bonaria sufficienza. Ma si sa, i meridionali si lamentano sempre… 

Tutto era già scritto nella realtà dei fatti, certificata da freddi grafici e brutali statistiche, bastava fare lo sforzo di leggerle, ma nemmeno quello si è voluto fare. Solo disinteresse e fastidio, anche di gran parte dell’attuale sinistra, forse compromessa da anni di frequentazioni di "salotti buoni"... 

Giunti quasi al punto di non ritorno, della situazione drammatica del Mezzogiorno, inizia ad occuparsene, finalmente, anche il Corriere della Sera ove il 9 Aprile si legge, ad opera di F. Fubini:

"Il Mezzogiorno sta vivendo una ripresa, un po’ più lenta rispetto al resto del Paese, dove a sua volta è più lenta rispetto al resto d’Europa. Vanta alcuni distretti competitivi, segnala Intesa Sanpaolo, come la meccatronica e l’agroalimentare in Puglia o la mozzarella di bufala campana. Ma niente di tutto questo cambia il quadro di fondo: gli anni dell’euro al Sud hanno coinciso con una catastrofe economica con pochi paragoni nella storia europea.
Dall’inizio del secolo il Meridione è rimasto indietro rapidamente: in termini di reddito lordo, ha perso un terzo sulla media dell’Unione europea, il 30% sulla Germania, il 27% sull’area euro e circa il 40% sulla Spagna; l’arretramento sul centro-nord dell’Italia è stato di oltre dieci punti, persino sulla Grecia di cinque (i dati sono basati su stime della Svimez). In tutta Europa solamente in Campania, Calabria e Sicilia metà della popolazione o oltre viene considerata da Eurostat a rischio di povertà e di esclusione sociale. La stessa agenzia europea mostra che, stimando il reddito per abitante in proporzione al costo della vita, il Mezzogiorno ormai viaggia al livello della Lettonia, più indietro della Lituania e dell’Ungheria, quando ventanni fa era molto più avanti. Nel 2015 circa quattro abitanti del Sud su dieci non avevano mai usato Internet, sempre secondo Eurostat, valori registrati solo in una singola regione greca e in parti della Romania. Criticare e ancor meno deridere non avrebbe senso. Per motivi che hanno poco a che fare con Bruxelles o Francoforte, l’esperienza del Mezzogiorno nell’euro finora è stata un drammatico fallimento ma adesso il tempo stringe: dall’inizio del secolo quest’area ha visto emigrare un decimo dei suoi abitanti, i più dinamici e istruiti. E provateci voi a vendere una casa, quando tanta gente vuole andarsene. Al Sud milioni di famiglie hanno profuso i loro risparmi in immobili che oggi hanno un valore di mercato residuale. "





A dimostrazione di quanto disinteresse ci sia verso i cittadini del Sud e le loro istanze la dichiarazione di alcuni giorni fa di Luigi Marattin deputato del PD, che afferma come la quota attuale degli investimenti al Sud sia superiore al 34%.  Su questo punto però ci viene in aiuto uno studio apparso sulla Voce.info: " Ma al PD sbagliano i conti sugli investimenti al Sud", di G. Guzzi e M. Lisciandro, che confuta i dati riportati dall' On. Marattin, e che si conclude con il seguente "Verdetto : Marattin cita dati corretti ma non pertinenti a una confutazione delle dichiarazioni di Pasquale Tridico. Non solo sembra ignorare la distinzione tra risorse ordinarie e aggiuntive, ma sbaglia l’aggregato di riferimento, poiché ciò che bisogna prendere in considerazione per stabilire se lo stato rispetti la cosiddetta quota 34 (fissata oltretutto per legge dal governo di cui era consulente economico) sono solo le risorse ordinarie. La dichiarazione di Luigi Marattin è pertanto Falsa." 

Detto quindi di quello che sembra, vista anche la fonte, l’ennesimo grave errore di calcolo partorito ai danni dei cittadini del Sud, bisogna capire come fare per far risalire la china al Mezzogiorno e ai suoi cittadini, non certo contro il nord, ripetiamo, ma come volano economico al fine di far ripartire l’intero paese anche in termini di PIL. 

Proviamo a tracciare solo tre proposte di “primo intervento”, che soprattutto in campo progressista sarebbe meglio trovassero sponda, vista la situazione comatosa della sinistra italiana; eccone alcune:

1) Interventi pubblici in deroga al pareggio di bilancio imposto dall’Europa a trazione tedesca, al fine di far ripartire l’occupazione, arginare povertà ed emigrazione.

2) Politiche di innovazione che guardino al Sud. Industria 4.0 è una seria opportunità per le sole regioni del Centro-Nord (come sempre), ma non c’è traccia del Mezzogiorno. Senza correzioni si corre il rischio che la incombente rivoluzione tecnologica generi un ulteriore aumento del divario nord-sud ed un ulteriore impoverimento del Mezzogiorno 

3) Riequilibrio Nord-Sud. Nel Mezzogiorno vive il 34 % della popolazione a cui viene destinato il 20% circa di risorse, compresi i fondi europei che hanno smesso di essere aggiuntivi. 
La nostra proposta, espressa nel libro “Con il Sud si riparte”,  prevede la clausola 1 metro x 1 metro. 
In altre parole se lo Stato investe in un metro di strada, ferrovia, aeroporto, ospedale, scuola, asilo e cosi via al Nord, lo stesso deve fare anche al Sud, congelando così, almeno in questa prima fase, la situazione all’attuale diversità di sviluppo infrastrutturale e non permettendo così una ulteriore differenziazione a scapito del Sud. 
Già questo sarebbe un vantaggio per il Sud, un grosso passo in avanti rispetto alla situazione attuale a dimostrazione di come la situazione sia deteriorata. 
In alternativa si riparta almeno dalla clausola Ciampi: 45% di investimenti in conto capitale destinati al sud e da una seria riflessione sul ruolo di cassa depositi e prestiti. 

Vedremo nei prossimi mesi se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta che sempre più forte sale al Sud. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea. 

Intanto emerge dai dati, e lo dicevamo da tempo, un paese diviso in due, soprattutto nei tassi di occupazione. E c’è pure chi cade dal pero e si chiede il perché del voto di protesta del 4 Marzo al Sud. Il Mezzogiorno non è in cerca di assistenzialismo. Semplicemente al Sud disoccupazione e precarietà sono molto più diffuse che nel resto d'Italia, grazie soprattutto alle politiche governative degli ultimi 25 anni, e il reddito non basta per vivere con dignità. Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud.

Che il Mezzogiorno fosse da tempo una "polveriera" e che avrebbe giustamente reagito allo stato attuale delle cose l'abbiamo sostenuto più volte e con forza negli ultimi mesi. Peccato che a a sinistra i temi Sud non siano stati sempre messi bene a fuoco e tenuti in maggiore evidenza in campagna elettorale, anche per non lasciare mano libera a qualunquisti e destra. Ora che se ne paga il giusto scotto è inutile lamentarsi. Bisogna concentrarsi su questo dato e da qui ripartire per capire come la sinistra può intercettare questo malcontento e questa richiesta di maggiore attenzione ed equità che giunge forte dai territori. Lavoriamo a questo da subito con chi a sinistra lo vuole o riesce a capire...








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domenica 1 aprile 2018

BUONA PASQUA A TUTTI DAL PARTITO DEL SUD



Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud. 

Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare. Per questa Pasqua si alzi forte da tutti noi un messaggio di Pace. 
#StopWar






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Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud. 

Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare. Per questa Pasqua si alzi forte da tutti noi un messaggio di Pace. 
#StopWar






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sabato 31 marzo 2018

PROROGATO A TUTTO IL 30 APRILE IL RINNOVO TESSERAMENTO 2018 AL PARTITO DEL SUD

Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud  dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2018. 

E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2018" e versando la quota sociale stabilita per il 2018.

Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2018 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2018.


per ulteriori dettagli e/o tesserarsi on line: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html



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Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud  dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2018. 

E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2018" e versando la quota sociale stabilita per il 2018.

Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2018 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2018.


per ulteriori dettagli e/o tesserarsi on line: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html



lunedì 19 marzo 2018

Roma 18 Marzo, Intervento di Natale Cuccurese all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo

Pur alla presenza di un risultato elettorale non utile ad entrare in Parlamento, Potere al Popolo non si sfalda, anzi da ieri rilancia la sua presenza nel panorama politico italiano. Potere al Popolo, grazie alla presenza del Partito del Sud, ha anche un’anima meridionalista come si evince dal Manifesto politico del movimento e dal programma politico che vede un intero capitolo (il 14) dedicato al Sud.

Ieri a Roma l’Assemblea di lancio di questo lavoro. Nel video l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.

https://www.youtube.com/watch?v=SSOMf1B7VeE&feature=youtu.be


Natale Cuccurese: Il mio intervento di oggi a Roma all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo.

Posto anche il testo completo perché i tempi degli interventi erano limitati e ho purtroppo sforato l’ultima parte, visto che ho aggiunto un paio di passaggi “a braccio”, in modo particolare con considerazioni sul 17 marzo e sulla necessità di mantenere ben viva la memoria storica, e sono stato giustamente interrotto. Me ne scuso. Lo riporto integralmente qui così chi è interessato può, soprattutto, leggere interamente il breve comunicato degli operai della Manfredonia Vetro e la mia conclusione.

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Siamo qui come meridionalisti progressisti, perché vogliamo continuare il cammino intrapreso in questi ultimi mesi, già dal Brancaccio, per la costruzione di una nuova sinistra alternativa che lasci presto e per sempre alle spalle vecchie e obsolete politiche che hanno portato al ripiegamento drammatico di un centro sinistra senza futuro. Per questo abbiamo aderito a Pap dalla prima ora e siamo favorevoli ad una ipotesi che sia inclusiva anche verso quelle realtà, associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini , con storie ed idee amalgamabili alle nostre, senza inutili settarismi, al fine di allargare a tutte le realtà realmente progressiste italiane il perimetro delle lotte. Gramsci non diceva solo di essere partigiani, e qui tutti lo siamo, ma affermava anche di dedicasi allo studio e all’organizzazione senza perdersi d’animo "Mi sono convinto che, anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... Occorre armarsi di una pazienza illimitata, “ così da andare tutti insieme, arricchendo ognuno con le proprie idee, le esperienze di lotte e specificità, per contribuire insieme a costituire quel movimento popolare autenticamente di sinistra che manca da troppi anni in questo disgraziato Paese, un Paese diseguale, ingiusto che vede la sua metà , Il Mezzogiorno, gestito da sempre con logiche da colonia interna e dove infatti cova da tempo, come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi due anni, e come in una polveriera, un sentimento di rivolta che dapprima si è manifestato con percentuali regionali del 70% di NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e da ultimo, il 4 marzo scorso, con un voto di protesta che ha pochi riscontri nella storia unitaria. Peccato che a sinistra questo sentimento di rivolta non sempre sia stato percepito per tempo malgrado gli allarmi. Vedremo se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, con il sud si può ripartire, non in contrapposizione al nord, ma come volano prezioso per lo sviluppo di tutti, non è più tollerabile per noi meridionalisti progressisti che ci siano situazione che vedono:
- Emigrazione, verso il nord e l’estero, che coinvolge gli studenti e i giovani laureati DA DATI DEL SOLE24ORE di pochi giorni fa dal 2000 al 2015 fuga di 200mila laureati al Nord, così il Sud ha perso 30 miliardi
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- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
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- Disoccupazione, maggiore di tre volte rispetto al nord, causa prima dell’emigrazione con quella giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
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- Record europeo di NEET cioè giovani che non studiano e non cercano più lavoro
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- Povertà, con il 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
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- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali, al secondo le donne
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- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire come si diceva dalla “La Terra dei Fuochi, Taranto, la Basilicata, Niscemi…
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- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud

Voglio portare all’attenzione dell’assemblea un caso emblematico, quello della Manfredonia Vetro, di come lo sfruttamento delle masse operaie del sud segua invariabilmente da decenni le stesse logiche predatorie a vantaggio di pochi capitalisti , un esempio pratico di come ti finanzio il capitalismo del nord affamando il sud.
Una vertenza lunga, uno stabilimento moderno eppure chiuso. Con i lavoratori abbandonati da politici e Istituzioni, scrivono gli operai:
“Nonostante lo straordinario sforzo fatto dai parlamentari per l’approvazione dell’emendamento che concedeva un anno di cassa integrazione in proroga ai lavoratori della Manfredonia vetro a 90 giorni dalla firma della CIGD per la Sangalli Vetro Manfredonia e i lavoratori e le loro famiglie sono ancora senza ammortizzatori sociali, da 3 lunghi mesi senza reddito.
Ci hanno raccontato di tutto, manca questo, manca quello, abbiamo fatto, il Ministero, l’Inps, il Decreto Regionale tutte chiacchiere che non riempiono la pancia ma non fanno altro che aumentare quel distacco tra le istituzioni e il popolo in difficoltà.
Siamo un Popolo Senza speranza!!!!”
Gli Operai della Sangalli Vetro”

E’ per risolvere queste situazioni di sfruttamento ed abbandono, affinchè non possano più accadere che deve necessariamente proseguire il percorso di Potere al Popolo, che non a caso era l’unica lista alle ultime politiche con un punto di programma , il 14, dedicato alla Nuova Questione Meridionale. Al fine di affrontare finalmente in Italia e in Europa le lotte necessarie per porre un fine allo sfruttamento e alle discriminazioni che ammorbano da sempre la vita dei cittadini di questo Paese. Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, come un calzino, per affermare finalmente gli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista , neoliberista e ordocapitalista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini.
Avanti, insieme, ricordando che il Sud chiede giustizia e pari dignità. Uniamo le lotte fra Sud e Nord!




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Pur alla presenza di un risultato elettorale non utile ad entrare in Parlamento, Potere al Popolo non si sfalda, anzi da ieri rilancia la sua presenza nel panorama politico italiano. Potere al Popolo, grazie alla presenza del Partito del Sud, ha anche un’anima meridionalista come si evince dal Manifesto politico del movimento e dal programma politico che vede un intero capitolo (il 14) dedicato al Sud.

Ieri a Roma l’Assemblea di lancio di questo lavoro. Nel video l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.

https://www.youtube.com/watch?v=SSOMf1B7VeE&feature=youtu.be


Natale Cuccurese: Il mio intervento di oggi a Roma all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo.

Posto anche il testo completo perché i tempi degli interventi erano limitati e ho purtroppo sforato l’ultima parte, visto che ho aggiunto un paio di passaggi “a braccio”, in modo particolare con considerazioni sul 17 marzo e sulla necessità di mantenere ben viva la memoria storica, e sono stato giustamente interrotto. Me ne scuso. Lo riporto integralmente qui così chi è interessato può, soprattutto, leggere interamente il breve comunicato degli operai della Manfredonia Vetro e la mia conclusione.

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Siamo qui come meridionalisti progressisti, perché vogliamo continuare il cammino intrapreso in questi ultimi mesi, già dal Brancaccio, per la costruzione di una nuova sinistra alternativa che lasci presto e per sempre alle spalle vecchie e obsolete politiche che hanno portato al ripiegamento drammatico di un centro sinistra senza futuro. Per questo abbiamo aderito a Pap dalla prima ora e siamo favorevoli ad una ipotesi che sia inclusiva anche verso quelle realtà, associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini , con storie ed idee amalgamabili alle nostre, senza inutili settarismi, al fine di allargare a tutte le realtà realmente progressiste italiane il perimetro delle lotte. Gramsci non diceva solo di essere partigiani, e qui tutti lo siamo, ma affermava anche di dedicasi allo studio e all’organizzazione senza perdersi d’animo "Mi sono convinto che, anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... Occorre armarsi di una pazienza illimitata, “ così da andare tutti insieme, arricchendo ognuno con le proprie idee, le esperienze di lotte e specificità, per contribuire insieme a costituire quel movimento popolare autenticamente di sinistra che manca da troppi anni in questo disgraziato Paese, un Paese diseguale, ingiusto che vede la sua metà , Il Mezzogiorno, gestito da sempre con logiche da colonia interna e dove infatti cova da tempo, come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi due anni, e come in una polveriera, un sentimento di rivolta che dapprima si è manifestato con percentuali regionali del 70% di NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e da ultimo, il 4 marzo scorso, con un voto di protesta che ha pochi riscontri nella storia unitaria. Peccato che a sinistra questo sentimento di rivolta non sempre sia stato percepito per tempo malgrado gli allarmi. Vedremo se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, con il sud si può ripartire, non in contrapposizione al nord, ma come volano prezioso per lo sviluppo di tutti, non è più tollerabile per noi meridionalisti progressisti che ci siano situazione che vedono:
- Emigrazione, verso il nord e l’estero, che coinvolge gli studenti e i giovani laureati DA DATI DEL SOLE24ORE di pochi giorni fa dal 2000 al 2015 fuga di 200mila laureati al Nord, così il Sud ha perso 30 miliardi
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- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
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- Disoccupazione, maggiore di tre volte rispetto al nord, causa prima dell’emigrazione con quella giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
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- Record europeo di NEET cioè giovani che non studiano e non cercano più lavoro
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- Povertà, con il 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
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- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali, al secondo le donne
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- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire come si diceva dalla “La Terra dei Fuochi, Taranto, la Basilicata, Niscemi…
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- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud

Voglio portare all’attenzione dell’assemblea un caso emblematico, quello della Manfredonia Vetro, di come lo sfruttamento delle masse operaie del sud segua invariabilmente da decenni le stesse logiche predatorie a vantaggio di pochi capitalisti , un esempio pratico di come ti finanzio il capitalismo del nord affamando il sud.
Una vertenza lunga, uno stabilimento moderno eppure chiuso. Con i lavoratori abbandonati da politici e Istituzioni, scrivono gli operai:
“Nonostante lo straordinario sforzo fatto dai parlamentari per l’approvazione dell’emendamento che concedeva un anno di cassa integrazione in proroga ai lavoratori della Manfredonia vetro a 90 giorni dalla firma della CIGD per la Sangalli Vetro Manfredonia e i lavoratori e le loro famiglie sono ancora senza ammortizzatori sociali, da 3 lunghi mesi senza reddito.
Ci hanno raccontato di tutto, manca questo, manca quello, abbiamo fatto, il Ministero, l’Inps, il Decreto Regionale tutte chiacchiere che non riempiono la pancia ma non fanno altro che aumentare quel distacco tra le istituzioni e il popolo in difficoltà.
Siamo un Popolo Senza speranza!!!!”
Gli Operai della Sangalli Vetro”

E’ per risolvere queste situazioni di sfruttamento ed abbandono, affinchè non possano più accadere che deve necessariamente proseguire il percorso di Potere al Popolo, che non a caso era l’unica lista alle ultime politiche con un punto di programma , il 14, dedicato alla Nuova Questione Meridionale. Al fine di affrontare finalmente in Italia e in Europa le lotte necessarie per porre un fine allo sfruttamento e alle discriminazioni che ammorbano da sempre la vita dei cittadini di questo Paese. Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, come un calzino, per affermare finalmente gli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista , neoliberista e ordocapitalista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini.
Avanti, insieme, ricordando che il Sud chiede giustizia e pari dignità. Uniamo le lotte fra Sud e Nord!




venerdì 2 marzo 2018

PERCHE' VOTARE "POTERE AL POPOLO" - 10 BUONI MOTIVI...di A. Balia



1) Perchè è l'unica e vera lista di Sinistra, che si rifà ai veri valori come la redistribuzione della ricchezza, una giusta patrimoniale,la difesa per il lavoro e i diritti di tutti,in particolare gli ultimi,e non si presta al gioco delle "promesse", con cui anche forze di "pseudo Sinistra" hanno caratterizzato la campagna elettorale. 
2) Perchè è l'unica lista con la parola "meridionalista" nel suo manifesto e con diverse pagine (curate dal Partito del Sud) al punto 14 del programma sul Sud e laQuestione Meridionale con analisi e proposte risolutrici. 
3) Perchè "Potere al Popolo" nasce a Napoli,testimoniando la potenzialità, propositività ed esigenza di riscatto della città capitale del Sud. 
4) Perchè è una lista connotata da un portavoce politico donna e tanti giovani, come nessun'altra lista,capaci in breve tempo di convocare decine di assemblee in tutta Italia con una grande partecipazione. 
5) Perchè tanti personaggi dell'arte,della cultura,del giornalismo in un numero sorprendentemente notevole,stanno comunicando la loro adesione.
6) Perchè gli stessi giovani sono quelli che hanno già dimostrato l'esemplare attenzione agli ultimi ed agli emarginati nei centri sociali da loro gestiti.
7) Perchè è l'unica lista composta da partiti,movimenti e diverse associazioni che non avrebbero avuto voce in nessun'altra lista.
8) Perchè è una lista autosovvenzionata e non sponsorizzata o finanziata da personaggi di varia estrazione.
9) Perchè non è una lista con il profilo e le proposte figlie d'un facile e generico populismo di facile presa e di autoreferenziale supponenza.
10) Perchè oltre ai giovani accoglie e presenta figure d'alto spessore storico ed umano mai prestatesi in precedenza alla politica rappresentativa.

Andrea Balìa
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud
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1) Perchè è l'unica e vera lista di Sinistra, che si rifà ai veri valori come la redistribuzione della ricchezza, una giusta patrimoniale,la difesa per il lavoro e i diritti di tutti,in particolare gli ultimi,e non si presta al gioco delle "promesse", con cui anche forze di "pseudo Sinistra" hanno caratterizzato la campagna elettorale. 
2) Perchè è l'unica lista con la parola "meridionalista" nel suo manifesto e con diverse pagine (curate dal Partito del Sud) al punto 14 del programma sul Sud e laQuestione Meridionale con analisi e proposte risolutrici. 
3) Perchè "Potere al Popolo" nasce a Napoli,testimoniando la potenzialità, propositività ed esigenza di riscatto della città capitale del Sud. 
4) Perchè è una lista connotata da un portavoce politico donna e tanti giovani, come nessun'altra lista,capaci in breve tempo di convocare decine di assemblee in tutta Italia con una grande partecipazione. 
5) Perchè tanti personaggi dell'arte,della cultura,del giornalismo in un numero sorprendentemente notevole,stanno comunicando la loro adesione.
6) Perchè gli stessi giovani sono quelli che hanno già dimostrato l'esemplare attenzione agli ultimi ed agli emarginati nei centri sociali da loro gestiti.
7) Perchè è l'unica lista composta da partiti,movimenti e diverse associazioni che non avrebbero avuto voce in nessun'altra lista.
8) Perchè è una lista autosovvenzionata e non sponsorizzata o finanziata da personaggi di varia estrazione.
9) Perchè non è una lista con il profilo e le proposte figlie d'un facile e generico populismo di facile presa e di autoreferenziale supponenza.
10) Perchè oltre ai giovani accoglie e presenta figure d'alto spessore storico ed umano mai prestatesi in precedenza alla politica rappresentativa.

Andrea Balìa
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud

giovedì 1 marzo 2018

Natale Cuccurese all’incontro di Reggio Emilia “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale” [Video]





Reggio Emilia. L’intervento di Natale Cuccurese all’incontro “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale”

28 Febbraio 2018 al Circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia con:
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, componente di Potere al Popolo
- Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Vincenzo Tosti, Portavoce della "Rete di Cittadinanza e Comunità", ambientalista, storico attivista in Terra dei Fuochi. Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...







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Reggio Emilia. L’intervento di Natale Cuccurese all’incontro “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale”

28 Febbraio 2018 al Circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia con:
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, componente di Potere al Popolo
- Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Vincenzo Tosti, Portavoce della "Rete di Cittadinanza e Comunità", ambientalista, storico attivista in Terra dei Fuochi. Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...







sabato 24 febbraio 2018

Incontro con i candidati di Potere al Popolo di Palermo-Bagheria - Domenica 25 Febbraio a Palermo

I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)


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I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)


 
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