venerdì 8 febbraio 2013

Comizio del Partito del Sud sabato 9 a Formia (LT) con presentazione della sua lista meridionalista e dei suoi candidati.


Il Partito del Sud presenta sabato 9 a Formia (LT) la sua lista meridionalista, autonoma dagli schieramenti di destra, centro e sinistra, al Senato Lazio.
Saranno presenti i nostri candidati, ci sarà un comizio ed un volantinaggio del nostro movimento.

Diamo appuntamento a tutti gli amici e simpatizzanti sabato 9 alle ore 12 a Piazza Mattei a Formia, in caso di brutto tempo ci trasferiremo presso la Sala Boffa del Comune di Formia.

Il comizio iniziera alle 11.00


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Il Partito del Sud presenta sabato 9 a Formia (LT) la sua lista meridionalista, autonoma dagli schieramenti di destra, centro e sinistra, al Senato Lazio.
Saranno presenti i nostri candidati, ci sarà un comizio ed un volantinaggio del nostro movimento.

Diamo appuntamento a tutti gli amici e simpatizzanti sabato 9 alle ore 12 a Piazza Mattei a Formia, in caso di brutto tempo ci trasferiremo presso la Sala Boffa del Comune di Formia.

Il comizio iniziera alle 11.00


domenica 5 giugno 2011

La gioia del Partito del Sud


http://www.youtube.com/watch?v=CofrJ4EzGYE

di Renato Votta

''Anche noi abbiamo contribuito alla vittoria finale''

Anche il Partito del Sud festeggia la vittoria di Luigi De Magistris, rivendicando il proprio impegno e la propria efficacia nella vittoriosa campagna elettorale. La gioia e l'orgoglio del risultato raggiunto nelle parole di Emiddio de Franciscis.

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http://www.youtube.com/watch?v=CofrJ4EzGYE

di Renato Votta

''Anche noi abbiamo contribuito alla vittoria finale''

Anche il Partito del Sud festeggia la vittoria di Luigi De Magistris, rivendicando il proprio impegno e la propria efficacia nella vittoriosa campagna elettorale. La gioia e l'orgoglio del risultato raggiunto nelle parole di Emiddio de Franciscis.

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Il nostro punto di vista sulle diatribe post-elettorali

La scelta del Partito del Sud , accettando un invito, a schierarsi con la coalizione che ha sostenuto Luigi de Magistris nella sua vittoriosa battaglia che lo ha portato a conquistare la carica di Sindaco di Napoli, è determinata dalla consapevolezza - in attesa di eventuali, sfolgoranti e spendidi indipendentismi e separatismi - di dover entrare, esserci, condizionare, difenderci, prima che ci trovino "stecchiti" dalle politiche di questo governo (Lega + Centrodestra) che si è connotato come il più anti-meridionale dell'era repubblicana.

DICIAMOLA TUTTA!

Come ha già scritto, con estrema serenità Zenone di Elea sul sito www..eleaml.org, continuano le diatribe sulla competizione elettorale da poco conclusa da parti diverse del meridionalismo. L’analisi, e mi tocca ripeterlo, è condotta con saggezza cercando d’evidenziare i vari punti di vista. Un’unica precisazione : manca la tempistica delle stesse. Mi spiego meglio : se uno dicesse una cosa ed uno un’altra non ci sarebbero problemi e le considerazioni tranquillamente critiche sarebbero inappuntabili. Purtroppo non è andata così :

1) ognuno ha fatto la sua scelta e, tranne piccoli e comprensibili reciproci malumori, all’inizio tutto o.k. a grandi linee;

2) le elezioni a Napoli hanno determinato un ballottaggio, qualcuno è rimasto fuori, ha perso qualche candidato (per problemi legali) e qualche partner, inizialmente duro e puro, s’è affrettato a schierarsi con uno dei due contendenti. Lo si sapeva da sempre dove batteva il suo cuore, ma solo chi è rimasto orfano è sembrato cadere dal pero, affrettandosi a dissociarsi. Qualcun altro, come noi del PdSud, ha raccolto quel che poteva (comunque di più) in soli 16 giorni di campagna elettorale (senza soldi e manifesti), ma s’è trovato con uno dei due al ballottaggio, e da lui trattato con invariata dignità e rispetto, nonostante il risultato esiguo. Qualcun altro ancora, da sempre senza vocazioni politiche, ha iniziato il suo attacco fatto d’ironie, delegittimazioni, e tutto il resto nei nostri confronti; la cecità, dettata forse da un po’ d’invidia, non fa leggere il peso politico di risultato, presenza, visibilità che abbiamo ottenuto, oltre alla opportunità che riceveremo di collaborare in termini che si stanno stabilendo con la nuova giunta di de Magistris; fare il solo calcoletto dei voti significa dare una valenza unicamente elettorale alla nostra scelta e partecipazione;

3) il buon senso consiglierebbe sempre il silenzio ed il motto “non ti curar di loro”, e invece – molto umanamente – uno s’incazza e risponde.

Quindi non è stato un normale e criticabile rintuzzarsi opinioni diverse, ma semplicemente un difendersi da attacchi violenti che t’aspetti frontalmente dal tuo nemico e non alle spalle da chi ritieni in gran parte amico e con molti punti in comune almeno dal punto di vista della rilettura storica. Il tempo dirà se il procedere del Partito del Sud sia quello esatto, ma desidereremmo esprimere un concetto : rispetto per le scelte di ognuno e non ci sentirete mai attaccare per primi. Certo, pur non volendolo, talvolta potrà scapparci di rispondere, ma sempre se attaccati. Una cosa ci conforta : mai ricevuta tanta attenzione che ci fa presumere che la nostra strategia evidentemente sta acquisendo un, pur se ancora limitato, peso.

Andrea Balìa

p.s. : la nostra posizione è sempre quella che tanto piace a Zenone, con una precisazione : noi abbiamo un sol paletto che è quello di non andare e volere niente a che fare con la Lega e con chi si allea con essa, come questo centrodestra. Là non ci troverete mai. Vi rassicuriamo in merito.

Fonte: Partito del Sud - Napoli


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La scelta del Partito del Sud , accettando un invito, a schierarsi con la coalizione che ha sostenuto Luigi de Magistris nella sua vittoriosa battaglia che lo ha portato a conquistare la carica di Sindaco di Napoli, è determinata dalla consapevolezza - in attesa di eventuali, sfolgoranti e spendidi indipendentismi e separatismi - di dover entrare, esserci, condizionare, difenderci, prima che ci trovino "stecchiti" dalle politiche di questo governo (Lega + Centrodestra) che si è connotato come il più anti-meridionale dell'era repubblicana.

DICIAMOLA TUTTA!

Come ha già scritto, con estrema serenità Zenone di Elea sul sito www..eleaml.org, continuano le diatribe sulla competizione elettorale da poco conclusa da parti diverse del meridionalismo. L’analisi, e mi tocca ripeterlo, è condotta con saggezza cercando d’evidenziare i vari punti di vista. Un’unica precisazione : manca la tempistica delle stesse. Mi spiego meglio : se uno dicesse una cosa ed uno un’altra non ci sarebbero problemi e le considerazioni tranquillamente critiche sarebbero inappuntabili. Purtroppo non è andata così :

1) ognuno ha fatto la sua scelta e, tranne piccoli e comprensibili reciproci malumori, all’inizio tutto o.k. a grandi linee;

2) le elezioni a Napoli hanno determinato un ballottaggio, qualcuno è rimasto fuori, ha perso qualche candidato (per problemi legali) e qualche partner, inizialmente duro e puro, s’è affrettato a schierarsi con uno dei due contendenti. Lo si sapeva da sempre dove batteva il suo cuore, ma solo chi è rimasto orfano è sembrato cadere dal pero, affrettandosi a dissociarsi. Qualcun altro, come noi del PdSud, ha raccolto quel che poteva (comunque di più) in soli 16 giorni di campagna elettorale (senza soldi e manifesti), ma s’è trovato con uno dei due al ballottaggio, e da lui trattato con invariata dignità e rispetto, nonostante il risultato esiguo. Qualcun altro ancora, da sempre senza vocazioni politiche, ha iniziato il suo attacco fatto d’ironie, delegittimazioni, e tutto il resto nei nostri confronti; la cecità, dettata forse da un po’ d’invidia, non fa leggere il peso politico di risultato, presenza, visibilità che abbiamo ottenuto, oltre alla opportunità che riceveremo di collaborare in termini che si stanno stabilendo con la nuova giunta di de Magistris; fare il solo calcoletto dei voti significa dare una valenza unicamente elettorale alla nostra scelta e partecipazione;

3) il buon senso consiglierebbe sempre il silenzio ed il motto “non ti curar di loro”, e invece – molto umanamente – uno s’incazza e risponde.

Quindi non è stato un normale e criticabile rintuzzarsi opinioni diverse, ma semplicemente un difendersi da attacchi violenti che t’aspetti frontalmente dal tuo nemico e non alle spalle da chi ritieni in gran parte amico e con molti punti in comune almeno dal punto di vista della rilettura storica. Il tempo dirà se il procedere del Partito del Sud sia quello esatto, ma desidereremmo esprimere un concetto : rispetto per le scelte di ognuno e non ci sentirete mai attaccare per primi. Certo, pur non volendolo, talvolta potrà scapparci di rispondere, ma sempre se attaccati. Una cosa ci conforta : mai ricevuta tanta attenzione che ci fa presumere che la nostra strategia evidentemente sta acquisendo un, pur se ancora limitato, peso.

Andrea Balìa

p.s. : la nostra posizione è sempre quella che tanto piace a Zenone, con una precisazione : noi abbiamo un sol paletto che è quello di non andare e volere niente a che fare con la Lega e con chi si allea con essa, come questo centrodestra. Là non ci troverete mai. Vi rassicuriamo in merito.

Fonte: Partito del Sud - Napoli


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venerdì 3 giugno 2011

…e Luigino venne e disse, … aizate Napule e cammina!


Lui, quel ragazzotto, da dove è uscito? Da sotto un cavolo?

Si chiama Gigino e vive tra la gente di tutte le specie. Lo tirarono fuori da sotto un cavolo grosso come una città, Napoli. Bella, bellissima ma parimenti imprecisa, incompleta, impalpabile, cattiva, colpita e ferita ma che sa sempre ride di se. Lui, Luigino, si dice, che spessissimo abbia dimostrato, in passato, simpatia per Berlinguer e per il PCI e che forse ha anche votato. Che vuol dire? Niente, proprio niente!

Però se ( che sia vero) uno, in passato, riusciva anche a votare PCI è come se avesse avuto una patologia, una sorta di vocazione, di propensione per coloro che sono più deboli, che hanno più problemi di sopravvivenza, diciamo di ordinaria fame, di quelli che vengono sfruttati, di quelli che, da un giorno all’altro, non hanno più niente, neppure la voglia di esprimere il proprio profondo lacerante dolore neppure di lasciar cadere una lacrima perché è uno spreco.

Nella sua breve ma intensa vita Loigino, ha già capito che bisogna stare attenti! Attenti anche a taluni che sembrano esserti vicino e amici. Ha imparato, forse dal suo papà, che dovette dirgli di stare attento, molto attento soprattutto se fai la scelta di entrare nel cancelletto, nascosto dalle abbondanti fronde e robusti fusti, dell’accesso al “giardino dei misteri”. Se scegli di farlo, forse, gli diceva il padre, ebbene, devi riarmarti di quei tanti valori ormai smarriti, del sano buon senso, di tanto coraggio (… ad avercelo) e della sapienza di un mondo della memoria del passato che non nega il nuovo ne la paura dell’estraneo ma che apre invece al nuovo in quanto nuovo e giusto.

Ha imparato da subito che una civiltà, un popolo, una città senza passato e memoria, è senza anima, senza futuro avendo smarrito l’orgoglio della propria identità, ovvero, della propria libertà.

Armato di queste risorse, di questi straordinari mezzi che le sue origini gli avevano regalato come un pozzo di petrolio scoppiatogli dentro, s’è avviato pel mondo.

Qualcuno prova a rubargli il pozzo della ricchezza. Lo spinge sul baratro. Resiste e si costipa, si ricompatta, si rinvigorisce. Si ripresenta ma col sorriso, un bel sorriso e un bel faccione.

Viene a sapere che c’è gente che vive nella monnezza e nella disperazione. Viene a sapere che quel luogo è la sua città. Lui possiede sempre quel suo patrimonio e può sicuramente fare qualcosa di buono. E’ talmente grande quel tesoro che pensa di darne un po’a ciascuno per aiutare quei disfatti. E’ un patrimonio che non si materializza, non è denaro e neppure case. E’ una specie di pantheon di Dei lontani, di valori. Li offre a tutti, li mette in piazza e urla dai palchi perché tutti sentano!

La gente incomincia a capire e ad amarlo ma non sa bene chi veramente è e perché! Non è, infatti, l’uomo della Provvidenza, non ha nessuna somiglianza con l’allampanato e segaligno Messia consumato dal fuoco interiore e profetico della verità, di strabocchevole giustezza. Non fa miracoli sorprendenti, non passa neppure per i vicoli e lascia pacchi di pasta e zucchero nei bassi, dinte ‘e vascio, e neppure lancia banconote dall’auto in corsa, insomma … di magro e divinatore, “ … nun tene propete niente”.

Ma allora perché quest’ approvazione?

Avete mai visto un dipinto di Bruegel proverbi olandesi” del 1559 o, ad esempio, il “Giudizio Universale” di Bosh, oppure un’opera di Mimmo Rotella della sua «Art Typò edècollage” (diceva: “…Io penso di discendere da Duchamp. Sento forte questa derivazione europea che mi distingue dagli americani. Ho dentro di me la Magna Grecia”) o il libico-italiano Mario Schifano? Ebbene, in tutti questi uomini e nelle loro opere fanno da sfondo personaggi o cose brulicanti come formiche in uno spazio apparentemente contratto ma fortemente simbolico dove fanno da padrone le improvvide accensioni coloristiche che attraversano i dipinti sempre in maniera trasversale e non lineare, dove si procede per accumulazioni e contrasti di scene. Sono abitati da mostri, ambienti grotteschi ma anche da colori stridenti ma tonali che eliminano lo spazio ed il tempo storico e ideologico creando sistemi magici posti tra una sorta di socialità e umori, tra schemi ordinati e insolenze scompoenti di feste popolari. C’è sempre un’irruzione dell’imprevedibile che crea un circuito ( è uno spazio in vortice) che attrae; è una specie di mondo alla rovescia che simbolicamente esalta la “fantasia realistica”. Insomma offrono per un verso, uno struggente e mutevole e concreto campionario di cultura viva appena deformata purtroppo dal pathos dell’ambiente e, dall’altro, una ricchezza di tensione morale. E’ il “realismo simbolico” che passa dal ‘500 fino agli anni appena calpestati sulla soglia del duemila.

C’è qualcosa di parimenti dicotomico - fantastico-realistico - anche in “Miracolo a Milano di De Sica.

In tutto il film è presente. Soprattutto nel finale da favola, quando Totò, insieme alla sua gente emarginata e calpestata, ruba le scope di saggina ai grigi spazzini, anonimi omini in camice grigio, per saltare su e raggiungere, nel cielo, un altro mondo, quello del “Bene”, del “Giusto” della “Bontà” percorrendo simbolicamente una nuova strada tutta da spazzare, da ripulire.

Anche con Luigino abbiamo vissuto la metafora. Questa delle scope potrebbe ritenersi “evangelica” proprio nell’Italia del conformismo partitico e immeritocratico di destra e sinistra, acciuffata dai giovani che l’hanno percepita, forse, una chiaroveggenza della “fantasia del potere e di una nuova politicaAnche Napoli ha avuto il suo Miracolo. Non li deluderemo!!

INSIEME CON CORAGGIO E GIOIA,!

Bruno Pappalardo del Partito del Sud.

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Lui, quel ragazzotto, da dove è uscito? Da sotto un cavolo?

Si chiama Gigino e vive tra la gente di tutte le specie. Lo tirarono fuori da sotto un cavolo grosso come una città, Napoli. Bella, bellissima ma parimenti imprecisa, incompleta, impalpabile, cattiva, colpita e ferita ma che sa sempre ride di se. Lui, Luigino, si dice, che spessissimo abbia dimostrato, in passato, simpatia per Berlinguer e per il PCI e che forse ha anche votato. Che vuol dire? Niente, proprio niente!

Però se ( che sia vero) uno, in passato, riusciva anche a votare PCI è come se avesse avuto una patologia, una sorta di vocazione, di propensione per coloro che sono più deboli, che hanno più problemi di sopravvivenza, diciamo di ordinaria fame, di quelli che vengono sfruttati, di quelli che, da un giorno all’altro, non hanno più niente, neppure la voglia di esprimere il proprio profondo lacerante dolore neppure di lasciar cadere una lacrima perché è uno spreco.

Nella sua breve ma intensa vita Loigino, ha già capito che bisogna stare attenti! Attenti anche a taluni che sembrano esserti vicino e amici. Ha imparato, forse dal suo papà, che dovette dirgli di stare attento, molto attento soprattutto se fai la scelta di entrare nel cancelletto, nascosto dalle abbondanti fronde e robusti fusti, dell’accesso al “giardino dei misteri”. Se scegli di farlo, forse, gli diceva il padre, ebbene, devi riarmarti di quei tanti valori ormai smarriti, del sano buon senso, di tanto coraggio (… ad avercelo) e della sapienza di un mondo della memoria del passato che non nega il nuovo ne la paura dell’estraneo ma che apre invece al nuovo in quanto nuovo e giusto.

Ha imparato da subito che una civiltà, un popolo, una città senza passato e memoria, è senza anima, senza futuro avendo smarrito l’orgoglio della propria identità, ovvero, della propria libertà.

Armato di queste risorse, di questi straordinari mezzi che le sue origini gli avevano regalato come un pozzo di petrolio scoppiatogli dentro, s’è avviato pel mondo.

Qualcuno prova a rubargli il pozzo della ricchezza. Lo spinge sul baratro. Resiste e si costipa, si ricompatta, si rinvigorisce. Si ripresenta ma col sorriso, un bel sorriso e un bel faccione.

Viene a sapere che c’è gente che vive nella monnezza e nella disperazione. Viene a sapere che quel luogo è la sua città. Lui possiede sempre quel suo patrimonio e può sicuramente fare qualcosa di buono. E’ talmente grande quel tesoro che pensa di darne un po’a ciascuno per aiutare quei disfatti. E’ un patrimonio che non si materializza, non è denaro e neppure case. E’ una specie di pantheon di Dei lontani, di valori. Li offre a tutti, li mette in piazza e urla dai palchi perché tutti sentano!

La gente incomincia a capire e ad amarlo ma non sa bene chi veramente è e perché! Non è, infatti, l’uomo della Provvidenza, non ha nessuna somiglianza con l’allampanato e segaligno Messia consumato dal fuoco interiore e profetico della verità, di strabocchevole giustezza. Non fa miracoli sorprendenti, non passa neppure per i vicoli e lascia pacchi di pasta e zucchero nei bassi, dinte ‘e vascio, e neppure lancia banconote dall’auto in corsa, insomma … di magro e divinatore, “ … nun tene propete niente”.

Ma allora perché quest’ approvazione?

Avete mai visto un dipinto di Bruegel proverbi olandesi” del 1559 o, ad esempio, il “Giudizio Universale” di Bosh, oppure un’opera di Mimmo Rotella della sua «Art Typò edècollage” (diceva: “…Io penso di discendere da Duchamp. Sento forte questa derivazione europea che mi distingue dagli americani. Ho dentro di me la Magna Grecia”) o il libico-italiano Mario Schifano? Ebbene, in tutti questi uomini e nelle loro opere fanno da sfondo personaggi o cose brulicanti come formiche in uno spazio apparentemente contratto ma fortemente simbolico dove fanno da padrone le improvvide accensioni coloristiche che attraversano i dipinti sempre in maniera trasversale e non lineare, dove si procede per accumulazioni e contrasti di scene. Sono abitati da mostri, ambienti grotteschi ma anche da colori stridenti ma tonali che eliminano lo spazio ed il tempo storico e ideologico creando sistemi magici posti tra una sorta di socialità e umori, tra schemi ordinati e insolenze scompoenti di feste popolari. C’è sempre un’irruzione dell’imprevedibile che crea un circuito ( è uno spazio in vortice) che attrae; è una specie di mondo alla rovescia che simbolicamente esalta la “fantasia realistica”. Insomma offrono per un verso, uno struggente e mutevole e concreto campionario di cultura viva appena deformata purtroppo dal pathos dell’ambiente e, dall’altro, una ricchezza di tensione morale. E’ il “realismo simbolico” che passa dal ‘500 fino agli anni appena calpestati sulla soglia del duemila.

C’è qualcosa di parimenti dicotomico - fantastico-realistico - anche in “Miracolo a Milano di De Sica.

In tutto il film è presente. Soprattutto nel finale da favola, quando Totò, insieme alla sua gente emarginata e calpestata, ruba le scope di saggina ai grigi spazzini, anonimi omini in camice grigio, per saltare su e raggiungere, nel cielo, un altro mondo, quello del “Bene”, del “Giusto” della “Bontà” percorrendo simbolicamente una nuova strada tutta da spazzare, da ripulire.

Anche con Luigino abbiamo vissuto la metafora. Questa delle scope potrebbe ritenersi “evangelica” proprio nell’Italia del conformismo partitico e immeritocratico di destra e sinistra, acciuffata dai giovani che l’hanno percepita, forse, una chiaroveggenza della “fantasia del potere e di una nuova politicaAnche Napoli ha avuto il suo Miracolo. Non li deluderemo!!

INSIEME CON CORAGGIO E GIOIA,!

Bruno Pappalardo del Partito del Sud.

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giovedì 2 giugno 2011

Luigi de Magistris ringrazia il Partito del Sud nel discorso di Piazza Municipio il 30 maggio 2011 (al minuto 3:49)


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Eyz8TNF6wHA

Fonte : video di Davide Lama
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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Eyz8TNF6wHA

Fonte : video di Davide Lama
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Il Partito del Sud vince a Napoli con De Magistris. Ciano esulta

Nella coalizione con Idv e Federazione Sinistra il Pds fondato dall'assessore gaetano Ciano prende 1292 voti ma nessun eletto.
letture: 221
Telefree
de magistris
de magistris




Napoli: Soddisfatto l'assessore Antonio Ciano, fondatore a Gaeta del Partito del Sud. Il movimento si espande e conquista un posto anche nel governo cittadino di Napoli, il Comune vinto dal candidato De Magistris per l'Idv, con altri alleati tra cui il Partito del Sud.
«Sono davvero molto soddisfatto - dichiara a caldo Antonio Ciano - perchè il Partito del Sud sta crescendo a livello nazionale con la fondazione di nuove sezioni. E dopo il riconoscimento di un suo esponente nel Comune di Gaeta adesso ce ne sarà pure uno a Napoli come mi auguro».

«Destra e sinistra sono per noi solo delle implicazioni stradali - ribadisce Ciano a mo' di battuta - infatti a Napoli il candidato vincitore non si è alleato nè con gli uni nè con gli altri, lasciandoli all'opposizione almeno sulla carta». Insomma, sembra quasi di essere tornati ai tempi dei Borboni quando se accadeva qualcosa a Napoli se ne sentivano le conseguenze anche nella vicina e fedele Gaeta. Una vittoria questa però che non ha nulla a che vedere con le nostalgie monarchiche come ci tiene a ribadire lo stesso Ciano «siamo repubblicani e ci accingiamo a festeggiare come si deve il prossimo 2 giugno».
fonte: Latina Oggi

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Nella coalizione con Idv e Federazione Sinistra il Pds fondato dall'assessore gaetano Ciano prende 1292 voti ma nessun eletto.
letture: 221
Telefree
de magistris
de magistris




Napoli: Soddisfatto l'assessore Antonio Ciano, fondatore a Gaeta del Partito del Sud. Il movimento si espande e conquista un posto anche nel governo cittadino di Napoli, il Comune vinto dal candidato De Magistris per l'Idv, con altri alleati tra cui il Partito del Sud.
«Sono davvero molto soddisfatto - dichiara a caldo Antonio Ciano - perchè il Partito del Sud sta crescendo a livello nazionale con la fondazione di nuove sezioni. E dopo il riconoscimento di un suo esponente nel Comune di Gaeta adesso ce ne sarà pure uno a Napoli come mi auguro».

«Destra e sinistra sono per noi solo delle implicazioni stradali - ribadisce Ciano a mo' di battuta - infatti a Napoli il candidato vincitore non si è alleato nè con gli uni nè con gli altri, lasciandoli all'opposizione almeno sulla carta». Insomma, sembra quasi di essere tornati ai tempi dei Borboni quando se accadeva qualcosa a Napoli se ne sentivano le conseguenze anche nella vicina e fedele Gaeta. Una vittoria questa però che non ha nulla a che vedere con le nostalgie monarchiche come ci tiene a ribadire lo stesso Ciano «siamo repubblicani e ci accingiamo a festeggiare come si deve il prossimo 2 giugno».
fonte: Latina Oggi

mercoledì 1 giugno 2011

Su "Il Mattino:" Intervista con Luigi de Magistris



Fonte: Il Mattino del 1 giugno 2011 pag 3

Per ingrandire fare click sull'immagine


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Fonte: Il Mattino del 1 giugno 2011 pag 3

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… evviva ‘o Re ‘e Napule!!


Beh, è il travolgente e limpido trionfo di Luigi De Magistris. Come lui stesso a detto: “ … abbiamo scassato, abbiamo liberato Napoli e grazie a tutti voi ”.

Ma non solo. Il dato numerico è chiaro! 65,4% di De Magistris contro il 34 e 6 di Lettieri.Si potrà dire che parte del centro destra o terzisti o moderati hanno abbandonato Lettieri per riversare su De Magistris i loro voti? Beh, NO, proprio NO!

Vorrebbe dire che nel primo turno, i quasi dieci punti che distanziavano, in sopravanzo, il candidato del Centro Destra sull’ex magistrato si sono ravveduti? E perché mai?

I dieci del primo responso, sommati ai 30% di oggi, fanno, tutto sommato un bel rotondo 40%. Già perché i primi dieci li ha persi tutti!

De Magistris è stato certo aiutato sia da un incongruo apporto del PD e sia da un grappolo di moderati pasquiniani, ma ciò ch’ è veramente credibile, visto il risultato abissale, è che la vittoria è giunta da una volontà politica trasversale.

Questo spettacolare risultato del quasi 66% ha raccolto voti, non solo giunti, dunque, dagli apparati di partito ma innanzitutto dalla società civile.

La lista civica “ Napoli è tua” era civica quanto io son bravo a scrivere. Ha avuto, evidentemente, un impianto strutturato e funzionale alla raccolta dei voti già accreditabili a De Magistris che non dovevano essere disperdersi, insomma una lista raccoglitore e contenitore di voti.

La lista di Rifondazione Comunista-Alleanza di Sinistra è, praticamente da sempre, anch’essa organicamente composta e ben costruita

La lista, invece, del Partito del Sud, è stata per certi aspetti emblematica per ciò che ha generato durante il corso della preparazione al ballottaggio. Si sono incontrati tanti giovani e gente comune da stupirci per il loro interessamento alle tematiche meridionaliste. A prima vista, infatti, parrebbe aver contribuito, numericamente parlando, in maniera scarsa, mancante. Questa lista, però, a guardar bene i candidati, era formata da giovani e giovani-adulti. Non è stato tanto importante che la lista presentasse la parola “SUD” ma che i giovani che l’hanno seguita, in questi giorni, sono stati tanti. Nella seconda tornata, hanno voluto esserci anche loro.

Insomma che siano del Partito del Sud o di Alleanza Comunista o dell’altra lista, mai s’erano visti tanti giovani, - in parte raccolti con la formidabile rete internet - e in parte, visto un attimo dal satellite, perché costoro stanno cambiando la geografia politica e fisica del mondo: Spagna, Grecia, Nord Africa et cetera e senza appartenere ad alcun partito.

La vittoria di De Magistris (giovane-adulto) l’uomo della “ discontinuità e della legalità è stata determinata da un proprio personale carisma e un forte programma di intervento sulla città ma, credo anche, grazie questi angeli precipitati dal cielo e sprofondati sui ammassi di spazzatura che hanno ridotto e annullato l’urto della caduta.

Loro, i giovani, quelli di oggi, si muovono facilmente ( come ha insegnato loro il precariato o la maledetta flessibilità del lavoro), Loro, i giovani, vanno dove percepiscono il giusto, il bene e, … anche il vantaggio per sé e, … su questo non c’è nulla di iniquo o di egoistico ma anzi una legittima e meritata pretesa di diritti)

Sono loro la vera linfa vitale e nel “ Miracolo Napoli sono i giovani della città come di tutto il Sud che ha dimostrato, lì dove si è presentato un ballottaggio: Crotone, Cosenza, Iglesias, Macerata ecc., ecc., loro ne hanno determinato la vittoria.

Quando qualcuno vorrà visitare i nostri blog, del Partito del Sud, sentirà di sottofondo, una serie di citazioni che si ripetono continuativamente, come un’antica filastrocca. A principiare le locuzione è la frase: “… destra, sinistra e centro per noi non esistono, possono solo rappresentare dei segnali stradali” Il Partito del Sud, Partito sorto da pochissimo tempo, dunque, ha avuto la vista lunga!

Ciò che conta, al di là delle più ardite o noiose “analisi del voto” è la schiacciante vittoria di De Magistris che siamo certi darà l’anima per questa città, … traspariva dai suoi sorrisi ma anche dalla giusta sfrontatezza e spregio con cui affrontava e fronteggiava il suo avversario troppo compromesso con talune congreghe.

Grazie Luigi, … salve mille giovani d’acciaio,… insieme riacquisiamo la nostra dignità offesa, il nostro paese, il nostro Sud!

Napoli, 30 maggio 2011, Partito del Sud, VOXSUD di Bruno Pappalardo


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Beh, è il travolgente e limpido trionfo di Luigi De Magistris. Come lui stesso a detto: “ … abbiamo scassato, abbiamo liberato Napoli e grazie a tutti voi ”.

Ma non solo. Il dato numerico è chiaro! 65,4% di De Magistris contro il 34 e 6 di Lettieri.Si potrà dire che parte del centro destra o terzisti o moderati hanno abbandonato Lettieri per riversare su De Magistris i loro voti? Beh, NO, proprio NO!

Vorrebbe dire che nel primo turno, i quasi dieci punti che distanziavano, in sopravanzo, il candidato del Centro Destra sull’ex magistrato si sono ravveduti? E perché mai?

I dieci del primo responso, sommati ai 30% di oggi, fanno, tutto sommato un bel rotondo 40%. Già perché i primi dieci li ha persi tutti!

De Magistris è stato certo aiutato sia da un incongruo apporto del PD e sia da un grappolo di moderati pasquiniani, ma ciò ch’ è veramente credibile, visto il risultato abissale, è che la vittoria è giunta da una volontà politica trasversale.

Questo spettacolare risultato del quasi 66% ha raccolto voti, non solo giunti, dunque, dagli apparati di partito ma innanzitutto dalla società civile.

La lista civica “ Napoli è tua” era civica quanto io son bravo a scrivere. Ha avuto, evidentemente, un impianto strutturato e funzionale alla raccolta dei voti già accreditabili a De Magistris che non dovevano essere disperdersi, insomma una lista raccoglitore e contenitore di voti.

La lista di Rifondazione Comunista-Alleanza di Sinistra è, praticamente da sempre, anch’essa organicamente composta e ben costruita

La lista, invece, del Partito del Sud, è stata per certi aspetti emblematica per ciò che ha generato durante il corso della preparazione al ballottaggio. Si sono incontrati tanti giovani e gente comune da stupirci per il loro interessamento alle tematiche meridionaliste. A prima vista, infatti, parrebbe aver contribuito, numericamente parlando, in maniera scarsa, mancante. Questa lista, però, a guardar bene i candidati, era formata da giovani e giovani-adulti. Non è stato tanto importante che la lista presentasse la parola “SUD” ma che i giovani che l’hanno seguita, in questi giorni, sono stati tanti. Nella seconda tornata, hanno voluto esserci anche loro.

Insomma che siano del Partito del Sud o di Alleanza Comunista o dell’altra lista, mai s’erano visti tanti giovani, - in parte raccolti con la formidabile rete internet - e in parte, visto un attimo dal satellite, perché costoro stanno cambiando la geografia politica e fisica del mondo: Spagna, Grecia, Nord Africa et cetera e senza appartenere ad alcun partito.

La vittoria di De Magistris (giovane-adulto) l’uomo della “ discontinuità e della legalità è stata determinata da un proprio personale carisma e un forte programma di intervento sulla città ma, credo anche, grazie questi angeli precipitati dal cielo e sprofondati sui ammassi di spazzatura che hanno ridotto e annullato l’urto della caduta.

Loro, i giovani, quelli di oggi, si muovono facilmente ( come ha insegnato loro il precariato o la maledetta flessibilità del lavoro), Loro, i giovani, vanno dove percepiscono il giusto, il bene e, … anche il vantaggio per sé e, … su questo non c’è nulla di iniquo o di egoistico ma anzi una legittima e meritata pretesa di diritti)

Sono loro la vera linfa vitale e nel “ Miracolo Napoli sono i giovani della città come di tutto il Sud che ha dimostrato, lì dove si è presentato un ballottaggio: Crotone, Cosenza, Iglesias, Macerata ecc., ecc., loro ne hanno determinato la vittoria.

Quando qualcuno vorrà visitare i nostri blog, del Partito del Sud, sentirà di sottofondo, una serie di citazioni che si ripetono continuativamente, come un’antica filastrocca. A principiare le locuzione è la frase: “… destra, sinistra e centro per noi non esistono, possono solo rappresentare dei segnali stradali” Il Partito del Sud, Partito sorto da pochissimo tempo, dunque, ha avuto la vista lunga!

Ciò che conta, al di là delle più ardite o noiose “analisi del voto” è la schiacciante vittoria di De Magistris che siamo certi darà l’anima per questa città, … traspariva dai suoi sorrisi ma anche dalla giusta sfrontatezza e spregio con cui affrontava e fronteggiava il suo avversario troppo compromesso con talune congreghe.

Grazie Luigi, … salve mille giovani d’acciaio,… insieme riacquisiamo la nostra dignità offesa, il nostro paese, il nostro Sud!

Napoli, 30 maggio 2011, Partito del Sud, VOXSUD di Bruno Pappalardo


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martedì 31 maggio 2011

Cronache da Napoli liberata



Ieri è stata una giornata trionfale, per Napoli, per me e per tutti gli amici del Partito del Sud ... non potevo non raggiungere la mia città e la capitale del Sud dove è esplosa la festa per la vittoria di Luigi de Magistris, eletto ieri sindaco di Napoli.
Primo spunto di riflessione, noi del PdSUD abbiamo fatto la scelta giusta fin dall'inizio, gli altri hanno perso. Senza nessun rancore e astio per i vari “meridionalisti” che hanno fatto altre scelte, ogni scelta in un sistema democratico è legittima, anche l'astensione. Però è evidente che la nostra è stata quella vincente, in un momento storico di forte cambiamento e di tramonto dell'impero berlusconiano e dell'asse del Nord di B & B, va evidenziata la capacità di aver azzeccato la scelta giusta inserendosi in un contesto che sta distruggendo il finto bipolarismo di questi ultimi 18 anni.
Speravamo sicuramente in qualche voto in più per la nostra lista che per chi non l'avesse notato, era alla prima uscita in una grande città dove servono decine di migliaia di voti per emergere e non qualche centinaia come avviene nel piccolo centro...ma i nostri 1300 voti a Napoli sono il piccolo tesoretto dal quale ripartire, inoltre, oltre cha Napoli, le nostre presenze anche a Bologna e Mantova hanno contribuito alla sconfitta dell'asse del Nord. Questo il vero significato politico della nostra presenza...se c'è chi non capisce che siamo appena nati sulla scena politica e che abbiamo fatto una campagna elettorale in pochi giorni e con poche migliaia di euro, confrontandoci con le armate berlusconiane di Micciche' con mezzi 1000 volte superiori ... beh questo è un problema loro, non nostro ... noi non perderemo più tempo a confrontarci, preferendo come al solito i fatti alle chiacchiere.
Secondo. Napoli ha espresso con De Magistris un fortissimo voto popolare di opinione, un voto contro la camorra e contro la malapolitica, di destra e di sinistra, intrecciata spesso col malaffare. Un vero e proprio plebiscito, uno tsunami di voti che ha travolto con una percentuale, impensabile alla viglia, l'altro schieramento che a certe connivenze non ha mai rinunciato. È un primo schiaffo a tutti i commentatori del nord che hanno sempre denigrato Napoli, ritenendola incapace sia di un cambiamento sia di liberarsi dalla morsa della camorra. Speriamo che il secondo gli arrivi presto, con una gestione diversa della città e dei suoi tanti problemi, in primis quello di un'emergenza rifiuti che dura da più di 16 anni (e la “ricetta” è stata sempre la stessa, da 17 anni e dai primi proclami della giunta Rastrelli, passando per i commissari nominati dal governo come Bertolaso, una ricetta di discariche ed inceneritori...).
Terzo. L'unica cosa “comunista” di ieri è stata la percentuale “bulgara” con la quale ha vinto Luigi de Magistris ... per il resto questa è una vittoria personale di Luigi de Magistris, di una persona e del suo metodo, e non degli apparati di centrosinistra, come evidenziato da tutti i commentatori. Questa vittoria, oltre a chiudere la porta di palazzo S. Giacomo all'avanzata delle destre (che già governano in modo abbastanza deludente alla Provincia e alla Regione ... ma pochi se ne sono accorti, soprattutto i giornalai del Nord...), alle formazioni razziste e antimeridionali con la complicità del solito ascarismo sudista, ha chiuso definitivamente col ciclo bassoliano e jervoliano (finalmente!). Chi parla di “comunismo” e “giustizialismo” per disconoscere la portata di questa vittoria, non fa altro che fare confusione e portare acqua al mulino dei Berlusconi e dei Tremonti, di quelli che negli ultimi anni hanno accentuato ancor di più il divario tra Nord e Sud con il governo più antimeridionale della storia dai tempi di Cavour.
Quarto. Abbiamo finalmente sdoganato il meridionalismo, per la prima volta presentatosi non appiattito sulle posizioni di destra, reazionarie, ultracattoliche e “nostalgiche” che ci hanno fatto rinchiudere per anni nel mondo e del ghetto del “folkloristico”.
Quinto ed ultimo punto. Anche se siamo convinti con molta umiltà che questa è solo una prima tappa, siamo altresì convinti che questa è la strada giusta, quella dell'identità insieme alla propositività, quella dell'onestà e della legalità contro la politica dell'accattonaggio ... la crescita in termini di visibilità e contatti, già in queste prime ore, è impressionante, la utilizzeremo in termini di iscritti, adesioni vere per avere nuove braccia e nuove teste di militanza attiva e pensante che ci aiuteranno a crescere in modo democratico e non verticistico ... e non identità virtuali o iscritti a mailing list od ancora spettatori passivi dei soliti teatrini e dei soliti proclami.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno fatto i complimenti, da tutti gli iscritti del PdSUD agli amici negli altri movimenti coi quali si può dialogare, in particolare gli amici di “Per il Sud”, “Insieme per la Rinascita” e “L'Altro Sud”.
Cercheremo invece di evitare le solite adunate di aggregazioni con siglie fasulle o scatole vuote e gli incontri delle armate brancaleone ... significherebbe tornare indietro di anni ... andiamo avanti, la nostra prossima battaglia sarà per 4 SI ai referendum ed intanto nei prossimi giorni annunceremo l'apertura di nuove sezioni e referenti del nostro movimento in altri comuni e province del Sud, del Centro e del Nord.
Saluti meridionali dalla Capitale del Sud!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
PARTITO DEL SUD

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Ieri è stata una giornata trionfale, per Napoli, per me e per tutti gli amici del Partito del Sud ... non potevo non raggiungere la mia città e la capitale del Sud dove è esplosa la festa per la vittoria di Luigi de Magistris, eletto ieri sindaco di Napoli.
Primo spunto di riflessione, noi del PdSUD abbiamo fatto la scelta giusta fin dall'inizio, gli altri hanno perso. Senza nessun rancore e astio per i vari “meridionalisti” che hanno fatto altre scelte, ogni scelta in un sistema democratico è legittima, anche l'astensione. Però è evidente che la nostra è stata quella vincente, in un momento storico di forte cambiamento e di tramonto dell'impero berlusconiano e dell'asse del Nord di B & B, va evidenziata la capacità di aver azzeccato la scelta giusta inserendosi in un contesto che sta distruggendo il finto bipolarismo di questi ultimi 18 anni.
Speravamo sicuramente in qualche voto in più per la nostra lista che per chi non l'avesse notato, era alla prima uscita in una grande città dove servono decine di migliaia di voti per emergere e non qualche centinaia come avviene nel piccolo centro...ma i nostri 1300 voti a Napoli sono il piccolo tesoretto dal quale ripartire, inoltre, oltre cha Napoli, le nostre presenze anche a Bologna e Mantova hanno contribuito alla sconfitta dell'asse del Nord. Questo il vero significato politico della nostra presenza...se c'è chi non capisce che siamo appena nati sulla scena politica e che abbiamo fatto una campagna elettorale in pochi giorni e con poche migliaia di euro, confrontandoci con le armate berlusconiane di Micciche' con mezzi 1000 volte superiori ... beh questo è un problema loro, non nostro ... noi non perderemo più tempo a confrontarci, preferendo come al solito i fatti alle chiacchiere.
Secondo. Napoli ha espresso con De Magistris un fortissimo voto popolare di opinione, un voto contro la camorra e contro la malapolitica, di destra e di sinistra, intrecciata spesso col malaffare. Un vero e proprio plebiscito, uno tsunami di voti che ha travolto con una percentuale, impensabile alla viglia, l'altro schieramento che a certe connivenze non ha mai rinunciato. È un primo schiaffo a tutti i commentatori del nord che hanno sempre denigrato Napoli, ritenendola incapace sia di un cambiamento sia di liberarsi dalla morsa della camorra. Speriamo che il secondo gli arrivi presto, con una gestione diversa della città e dei suoi tanti problemi, in primis quello di un'emergenza rifiuti che dura da più di 16 anni (e la “ricetta” è stata sempre la stessa, da 17 anni e dai primi proclami della giunta Rastrelli, passando per i commissari nominati dal governo come Bertolaso, una ricetta di discariche ed inceneritori...).
Terzo. L'unica cosa “comunista” di ieri è stata la percentuale “bulgara” con la quale ha vinto Luigi de Magistris ... per il resto questa è una vittoria personale di Luigi de Magistris, di una persona e del suo metodo, e non degli apparati di centrosinistra, come evidenziato da tutti i commentatori. Questa vittoria, oltre a chiudere la porta di palazzo S. Giacomo all'avanzata delle destre (che già governano in modo abbastanza deludente alla Provincia e alla Regione ... ma pochi se ne sono accorti, soprattutto i giornalai del Nord...), alle formazioni razziste e antimeridionali con la complicità del solito ascarismo sudista, ha chiuso definitivamente col ciclo bassoliano e jervoliano (finalmente!). Chi parla di “comunismo” e “giustizialismo” per disconoscere la portata di questa vittoria, non fa altro che fare confusione e portare acqua al mulino dei Berlusconi e dei Tremonti, di quelli che negli ultimi anni hanno accentuato ancor di più il divario tra Nord e Sud con il governo più antimeridionale della storia dai tempi di Cavour.
Quarto. Abbiamo finalmente sdoganato il meridionalismo, per la prima volta presentatosi non appiattito sulle posizioni di destra, reazionarie, ultracattoliche e “nostalgiche” che ci hanno fatto rinchiudere per anni nel mondo e del ghetto del “folkloristico”.
Quinto ed ultimo punto. Anche se siamo convinti con molta umiltà che questa è solo una prima tappa, siamo altresì convinti che questa è la strada giusta, quella dell'identità insieme alla propositività, quella dell'onestà e della legalità contro la politica dell'accattonaggio ... la crescita in termini di visibilità e contatti, già in queste prime ore, è impressionante, la utilizzeremo in termini di iscritti, adesioni vere per avere nuove braccia e nuove teste di militanza attiva e pensante che ci aiuteranno a crescere in modo democratico e non verticistico ... e non identità virtuali o iscritti a mailing list od ancora spettatori passivi dei soliti teatrini e dei soliti proclami.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno fatto i complimenti, da tutti gli iscritti del PdSUD agli amici negli altri movimenti coi quali si può dialogare, in particolare gli amici di “Per il Sud”, “Insieme per la Rinascita” e “L'Altro Sud”.
Cercheremo invece di evitare le solite adunate di aggregazioni con siglie fasulle o scatole vuote e gli incontri delle armate brancaleone ... significherebbe tornare indietro di anni ... andiamo avanti, la nostra prossima battaglia sarà per 4 SI ai referendum ed intanto nei prossimi giorni annunceremo l'apertura di nuove sezioni e referenti del nostro movimento in altri comuni e province del Sud, del Centro e del Nord.
Saluti meridionali dalla Capitale del Sud!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
PARTITO DEL SUD

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Avanti Luigi...avanti Partito del Sud!


NAPOLI SI E' LIBERATA COL VOTO A DE MAGISTRIS!!!

Napoli è una citta bellissima ed ancora vitale, data per spacciata da molti, ancora riserva sorprese...come quando si e' liberata da sola e spontaneamente dai nazifascisti nel 1943 nelle famose "4 giornate", oggi vuole liberarsi sia dalla malagestione del centrosinistra bassoliniano sia dalle angherie del centrodestra che già governa Provincia e Regione, con i risultati visibili a tutti, monnezza, degrado, sottosviluppo ed emigrazione.

La capitale storica del Sud ha sorpreso tutti ed ha offerto il 15 e 16 maggio una bellissima manifestazione di voto di opinione e di voto popolare. Nonostante i mille problemi che l'affliggono, nonostante la solita compravendita di voti, nonostante le solite angherie dei partiti e dei loro apparati trasformati in clan malavitosi....alla fine al ballottaggio contro Lettieri, ci va Luigi De Magistris! Superato e rimasto a distanza siderale il candidato imposto all'ultimo momento dal PD, impressionante il consenso a De Magistris che va molto al di là del consenso dato alle liste della coalizione che lo sosteneva (ben dieci punti percentuali, 27% rispetto a circa il 17%!!!).

Noi del Partito del Sud siamo orgogliosi della nostra scelta e di far parte di questa coalizione, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti...e qualche inutile critica da chi ancora non vuol capire, strumentalmente o per ottusità, che oggi l'unico spazio vitale per il meridionalismo onesto (e non di accattonaggio...) e' quello contro il governo più antimeridionale dai tempi di Cavour. E come può schierarsi il meridionalismo oggi se vuol difendere la nostra terra se non a favore dell'ambiente e della legalità, contro gli inceneritori ed il nucleare, contro Cosentino e Bassolino?

Speravamo onestamente in qualche voto di lista in più, anche alla luce di recenti sondaggi, ma considerando il risicatissimo budget a disposizione e che siamo alla prima apparizione a Napoli, ed inoltre che molti ascari alleati del centrodestra, con ben altri mezzi, iniziano ad utilizzare impropriamente e strumentalmente simboli e slogan meridionalisti che confondono l'elettorato, possiamo ritenerci soddisfatti e continuare su questa strada aggregando le forze sane del meridionalismo ed isolando i soliti personaggi in cerca d'autore e di poltrone, i pazzi deliranti che vivono in realtà virtuali e quelli poco disponibili al confronto e al dialogo.

Per un riscatto vero del Sud e per innescare una vera rivoluzione meridionale, un cambiamento che parta finalmente dalla nostra terra, invece di continuare a subire i prossimi decreti sul federalismo fiscale, e che ci risollevi da una situazione coloniale: avanti Luigi...avanti Partito del Sud!

PARTITO DEL SUD


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NAPOLI SI E' LIBERATA COL VOTO A DE MAGISTRIS!!!

Napoli è una citta bellissima ed ancora vitale, data per spacciata da molti, ancora riserva sorprese...come quando si e' liberata da sola e spontaneamente dai nazifascisti nel 1943 nelle famose "4 giornate", oggi vuole liberarsi sia dalla malagestione del centrosinistra bassoliniano sia dalle angherie del centrodestra che già governa Provincia e Regione, con i risultati visibili a tutti, monnezza, degrado, sottosviluppo ed emigrazione.

La capitale storica del Sud ha sorpreso tutti ed ha offerto il 15 e 16 maggio una bellissima manifestazione di voto di opinione e di voto popolare. Nonostante i mille problemi che l'affliggono, nonostante la solita compravendita di voti, nonostante le solite angherie dei partiti e dei loro apparati trasformati in clan malavitosi....alla fine al ballottaggio contro Lettieri, ci va Luigi De Magistris! Superato e rimasto a distanza siderale il candidato imposto all'ultimo momento dal PD, impressionante il consenso a De Magistris che va molto al di là del consenso dato alle liste della coalizione che lo sosteneva (ben dieci punti percentuali, 27% rispetto a circa il 17%!!!).

Noi del Partito del Sud siamo orgogliosi della nostra scelta e di far parte di questa coalizione, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti...e qualche inutile critica da chi ancora non vuol capire, strumentalmente o per ottusità, che oggi l'unico spazio vitale per il meridionalismo onesto (e non di accattonaggio...) e' quello contro il governo più antimeridionale dai tempi di Cavour. E come può schierarsi il meridionalismo oggi se vuol difendere la nostra terra se non a favore dell'ambiente e della legalità, contro gli inceneritori ed il nucleare, contro Cosentino e Bassolino?

Speravamo onestamente in qualche voto di lista in più, anche alla luce di recenti sondaggi, ma considerando il risicatissimo budget a disposizione e che siamo alla prima apparizione a Napoli, ed inoltre che molti ascari alleati del centrodestra, con ben altri mezzi, iniziano ad utilizzare impropriamente e strumentalmente simboli e slogan meridionalisti che confondono l'elettorato, possiamo ritenerci soddisfatti e continuare su questa strada aggregando le forze sane del meridionalismo ed isolando i soliti personaggi in cerca d'autore e di poltrone, i pazzi deliranti che vivono in realtà virtuali e quelli poco disponibili al confronto e al dialogo.

Per un riscatto vero del Sud e per innescare una vera rivoluzione meridionale, un cambiamento che parta finalmente dalla nostra terra, invece di continuare a subire i prossimi decreti sul federalismo fiscale, e che ci risollevi da una situazione coloniale: avanti Luigi...avanti Partito del Sud!

PARTITO DEL SUD


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Napoli - Il discorso del nuovo sindaco Luigi De Magistris


http://www.youtube.com/watch?v=i1OhBm0Trq4

http://www.pupia.tv - Napoli - Il discorso del nuovo sindaco Luigi De Magistris. Luigi De Magistris è il nuovo sindaco di Napoli. Sul totale 886 sezioni scrutinate, il candidato di Idv-Federazione della Sinistra ha ottenuto il il 65,4% mentre il candidato del centrodestra Gianni Lettieri il 34,6%. "Napoli è stata liberata". Sono state queste le prime parole di De Magistris, durante la prima conferenza stampa da sindaco di Napoli, tra la folla in delirio. "Risultato oltre le aspettative. Napoli tornerà ad essere libera -- ha spiegato - perchè io e la mia amministrazione non dovremo dare conto a nessuno se non alla propria voglia di far nascere un nuovo modo di fare politica" De Magistris, che ha riconosciuto di avere "un mandato popolare fortissimo, che va oltre la responsabilità dei partiti", ha poi aggiunto: "Sarò il sindaco di tutti" e "mi auguro che i consiglieri dell'opposizione lavorino per la città, abbandonando il metodo Boffo".

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http://www.youtube.com/watch?v=i1OhBm0Trq4

http://www.pupia.tv - Napoli - Il discorso del nuovo sindaco Luigi De Magistris. Luigi De Magistris è il nuovo sindaco di Napoli. Sul totale 886 sezioni scrutinate, il candidato di Idv-Federazione della Sinistra ha ottenuto il il 65,4% mentre il candidato del centrodestra Gianni Lettieri il 34,6%. "Napoli è stata liberata". Sono state queste le prime parole di De Magistris, durante la prima conferenza stampa da sindaco di Napoli, tra la folla in delirio. "Risultato oltre le aspettative. Napoli tornerà ad essere libera -- ha spiegato - perchè io e la mia amministrazione non dovremo dare conto a nessuno se non alla propria voglia di far nascere un nuovo modo di fare politica" De Magistris, che ha riconosciuto di avere "un mandato popolare fortissimo, che va oltre la responsabilità dei partiti", ha poi aggiunto: "Sarò il sindaco di tutti" e "mi auguro che i consiglieri dell'opposizione lavorino per la città, abbandonando il metodo Boffo".

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lunedì 30 maggio 2011

Un tornado chiamato de Magistris

di GIUSTINO FABRIZIO

Trionfo personale di de Magistris, sconfitta netta di Berlusconi. Analizziamo distintamente i due dati, partendo dallo sconfitto. La città, scontenta dell'amministrazione di centrosinistra, si è convinta che il centrodestra sarebbe stato un rimedio peggiore del male. Il goffo declino del capo del governo, il bluff scoperto delle sue ricette miracolistiche, una guida locale in odore di camorra, sono stati elementi decisivi per bloccare ai confini della città l'avanzata del Pdl di Cosentino e Cesaro. E ora qualcosa potrebbe cambiare anche negli assetti politici regionali.

De Magistris è stato il trionfatore assoluto della campagna elettorale, nella quale ha fatto irruzione come un tornado, spazzando via le incertezze e le divisioni del Pd.

Le vere primarie del centrosinistra non sono avvenute a gennaio, ma nel primo turno del 15 maggio scorso. Non a caso de Magistris con i suoi 44 anni era il più giovane degli sfidanti. E nei giovani, che lo hanno votato in massa, va cercata una delle chiavi del suo successo.

De Magistris ha comunicato più con Facebook e Twitter che con i mezzi tradizionali. Va aggiunto, però, che il neo sindaco ha amplificato il suo innegabile carisma grazie alle sue presenze in tv, che gli hanno dato una grande popolarità.

Dalla popolarità al populismo il passo è breve e spesso de Magistris lo ha compiuto. La sua parola d'ordine è stata "scassare": è un programma sul quale a Napoli non è difficile acquisire vasti consensi; il problema è conservare la popolarità quando si tratta di costruire, fare delle scelte, dire dei no.

Un magistrato discusso si è rivelato un politico avveduto. Ora è atteso alla prova da amministratore. Guiderà una giunta sicuramente di "uomini nuovi", estranei alle precedenti esperienze di Bassolino e Iervolino. Ma il blocco sociale che lo ha sostenuto e portato alla vittoria, in quelle amministrazioni di centrosinistra era ben presente e di questo de Magistris dovrà tenere conto, nel bene e nel male.

Fonte:la Repubblica

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di GIUSTINO FABRIZIO

Trionfo personale di de Magistris, sconfitta netta di Berlusconi. Analizziamo distintamente i due dati, partendo dallo sconfitto. La città, scontenta dell'amministrazione di centrosinistra, si è convinta che il centrodestra sarebbe stato un rimedio peggiore del male. Il goffo declino del capo del governo, il bluff scoperto delle sue ricette miracolistiche, una guida locale in odore di camorra, sono stati elementi decisivi per bloccare ai confini della città l'avanzata del Pdl di Cosentino e Cesaro. E ora qualcosa potrebbe cambiare anche negli assetti politici regionali.

De Magistris è stato il trionfatore assoluto della campagna elettorale, nella quale ha fatto irruzione come un tornado, spazzando via le incertezze e le divisioni del Pd.

Le vere primarie del centrosinistra non sono avvenute a gennaio, ma nel primo turno del 15 maggio scorso. Non a caso de Magistris con i suoi 44 anni era il più giovane degli sfidanti. E nei giovani, che lo hanno votato in massa, va cercata una delle chiavi del suo successo.

De Magistris ha comunicato più con Facebook e Twitter che con i mezzi tradizionali. Va aggiunto, però, che il neo sindaco ha amplificato il suo innegabile carisma grazie alle sue presenze in tv, che gli hanno dato una grande popolarità.

Dalla popolarità al populismo il passo è breve e spesso de Magistris lo ha compiuto. La sua parola d'ordine è stata "scassare": è un programma sul quale a Napoli non è difficile acquisire vasti consensi; il problema è conservare la popolarità quando si tratta di costruire, fare delle scelte, dire dei no.

Un magistrato discusso si è rivelato un politico avveduto. Ora è atteso alla prova da amministratore. Guiderà una giunta sicuramente di "uomini nuovi", estranei alle precedenti esperienze di Bassolino e Iervolino. Ma il blocco sociale che lo ha sostenuto e portato alla vittoria, in quelle amministrazioni di centrosinistra era ben presente e di questo de Magistris dovrà tenere conto, nel bene e nel male.

Fonte:la Repubblica

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De Magistris: "abbiamo costruito in poco tempo un movimento popolare"


https://www.youtube.com/watch?v=bhWPfNSrICY

Luigi de Magistris, neosindaco di Napoli, arriva nella sala stampa gremita: "In poco tempo abbiamo costruito un movimento popolare c he va ben al di là dei partiti". Il nuovo sindaco di Napoli saluta poi il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che ai cronisti dichiara: "Questa elezione è la porta che rinnova il rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini".
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https://www.youtube.com/watch?v=bhWPfNSrICY

Luigi de Magistris, neosindaco di Napoli, arriva nella sala stampa gremita: "In poco tempo abbiamo costruito un movimento popolare c he va ben al di là dei partiti". Il nuovo sindaco di Napoli saluta poi il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che ai cronisti dichiara: "Questa elezione è la porta che rinnova il rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini".

Napoli - Rotonda Diaz 27 maggio 2011: Concerto di chiusura della campagna elettorale.

Luigi de Magistris: Niente ha fermato la nostra voglia di cambiamento


https://www.youtube.com/watch?v=hiB5rheRdeM&feature=player_embedded
comizio di chiusura campagna elettorale
Rotonda Diaz - Napoli, 27 maggio 2011






Il Partito del Sud presente alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Luigi de Magistris Sindaco per Napoli il 27 maggio 2011 alla Rotonda Diaz.









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Luigi de Magistris: Niente ha fermato la nostra voglia di cambiamento


https://www.youtube.com/watch?v=hiB5rheRdeM&feature=player_embedded
comizio di chiusura campagna elettorale
Rotonda Diaz - Napoli, 27 maggio 2011






Il Partito del Sud presente alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Luigi de Magistris Sindaco per Napoli il 27 maggio 2011 alla Rotonda Diaz.









venerdì 27 maggio 2011

Appello al voto del Partito del Sud


Cari Amici,

Grazie ancora per le vostre firme che ci hanno permesso di partecipare a questa bellissima esperienza politica e umana.

Grazie al vostro incoraggiamento e sostegno morale e materiale che ci ha dato l’energia per sostenere una dura e impegnativa campagna elettorale.

Grazie per i vostri voti che –seppure riteniamo siano solo una parte di quelli veramente espressi nell’urna - hanno legittimato la presenza paritaria del nostro Partito alla coalizione di Luigi de Magistris, contribuendo al risultato “rivoluzionario” di portare il candidato della gente comune, l’unico al di fuori degli apparati dei partiti, al ballottaggio per diventare Sindaco di Napoli.

Nel ringraziarvi di quanto fatto finora, per noi, per tutti noi, ma soprattutto per Napoli, vi chiediamo di continuare a sostenerci facendo un ultimo sforzo elettorale durante il ballottaggio di domenica e lunedì.

Dalla stampa e televisione non è emerso chiaramente come la candidatura di Luigi de Magistris sia espressione della società civile, della gente, e non di uno specifico partito o di apparati di potere connessi con chi ha governato male Napoli e la Campania in questi ultimi anni. Che la campagna elettorale (banchetti, gazebo, volantinaggio, ecc.) nelle strade l’ha fatta la gente comune e non le truppe di militanti dei Partiti o quelle assoldate con dispendio di soldi.

Chi si è astenuto al primo turno, ha espresso la propria delusione, sconforto e sgomento contro i partiti e la politica.

Ora però tutti si devono esprimere e votare, perché si tratta di dare le chiavi della Città a chi per i prossimi cinque anni sarà il “dominus” incontrastato della nostra città, della qualità della nostra vita di tutti i giorni. Di chi condizionerà l’efficienza del nostro lavoro e la sicurezza e felicità nostra e delle nostre famiglie.

Da Napoli, con l’elezione a Sindaco di Luigi de Magistris, candidato della gente, può partire una vera rivoluzione del modo di fare politica, di un ritorno al vero senso e significato che ha questa parola: serietà nell’affrontare i problemi, servizio nei confronti dei cittadini, impegno nel costruire le condizioni di sviluppo dell’economia della nostra Città e del Mezzogiorno.

NOI del Partito del Sud ci crediamo!

Crediamo che tutto questo sia possibile, ora e a Napoli, grazie solo al tuo VOTO!

Partecipa anche tu alle “Quattro Giornate di Napoli del Terzo Millennio”, 15 ,16, 29 e 30 maggio 2011.

LIBERA NAPOLI !!

Napoli 27 maggio 2011 Il PARTITO del SUD



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Cari Amici,

Grazie ancora per le vostre firme che ci hanno permesso di partecipare a questa bellissima esperienza politica e umana.

Grazie al vostro incoraggiamento e sostegno morale e materiale che ci ha dato l’energia per sostenere una dura e impegnativa campagna elettorale.

Grazie per i vostri voti che –seppure riteniamo siano solo una parte di quelli veramente espressi nell’urna - hanno legittimato la presenza paritaria del nostro Partito alla coalizione di Luigi de Magistris, contribuendo al risultato “rivoluzionario” di portare il candidato della gente comune, l’unico al di fuori degli apparati dei partiti, al ballottaggio per diventare Sindaco di Napoli.

Nel ringraziarvi di quanto fatto finora, per noi, per tutti noi, ma soprattutto per Napoli, vi chiediamo di continuare a sostenerci facendo un ultimo sforzo elettorale durante il ballottaggio di domenica e lunedì.

Dalla stampa e televisione non è emerso chiaramente come la candidatura di Luigi de Magistris sia espressione della società civile, della gente, e non di uno specifico partito o di apparati di potere connessi con chi ha governato male Napoli e la Campania in questi ultimi anni. Che la campagna elettorale (banchetti, gazebo, volantinaggio, ecc.) nelle strade l’ha fatta la gente comune e non le truppe di militanti dei Partiti o quelle assoldate con dispendio di soldi.

Chi si è astenuto al primo turno, ha espresso la propria delusione, sconforto e sgomento contro i partiti e la politica.

Ora però tutti si devono esprimere e votare, perché si tratta di dare le chiavi della Città a chi per i prossimi cinque anni sarà il “dominus” incontrastato della nostra città, della qualità della nostra vita di tutti i giorni. Di chi condizionerà l’efficienza del nostro lavoro e la sicurezza e felicità nostra e delle nostre famiglie.

Da Napoli, con l’elezione a Sindaco di Luigi de Magistris, candidato della gente, può partire una vera rivoluzione del modo di fare politica, di un ritorno al vero senso e significato che ha questa parola: serietà nell’affrontare i problemi, servizio nei confronti dei cittadini, impegno nel costruire le condizioni di sviluppo dell’economia della nostra Città e del Mezzogiorno.

NOI del Partito del Sud ci crediamo!

Crediamo che tutto questo sia possibile, ora e a Napoli, grazie solo al tuo VOTO!

Partecipa anche tu alle “Quattro Giornate di Napoli del Terzo Millennio”, 15 ,16, 29 e 30 maggio 2011.

LIBERA NAPOLI !!

Napoli 27 maggio 2011 Il PARTITO del SUD



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Concerto del 22 Maggio per Luigi de Magistris - Versione Integrale


http://www.youtube.com/watch?v=rEP6laDDG7g
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http://www.youtube.com/watch?v=rEP6laDDG7g

Vota Luigi De Magistris domenica 29 e lunedì 30 maggio al 2 turno a Napoli...ecco come votare.... ed il nostro simbolo sulla scheda del ballottaggio!



Siamo quasi alla fine di questa grande sfida di cambiamento e di rinascita di Napoli, per scegliere tra legalità e solita malapolitica e tra nuovo Sud ed ascari del Nord.
Domenica 29 e lunedì 30 maggio, si voterà per il ballottaggio tra De Magistris e Lettieri e noi saremo ancora a fianco di Luigi De Magistris...ed il nostro simbolo sarà sulla scheda che voteranno circa mezzo milione di napoletani.

Ecco come votare:
Non barrare il simbolo del Partito, ma mettere una X sul nome di Luigi de Magistris!!!

Il Partito del Sud invita tutti i suoi elettori, iscritti e simpatizzanti a votare per Luigi De Magistris sindaco di Napoli al ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio...

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D) Quando ci sarà il turno di ballottaggio?

R) Si vota in 2 giorni, domenica 29 maggio dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì 30 maggio dalle 7.00 alle 15.00.

D) Come si vota questa volta?

R) Semplice, sarà consegnata una sola scheda, che riporta i nominativi dei due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti. E' necessario tracciare un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.

D) Non ho votato il 15 e 16 Maggio scorso, posso partecipare al ballottaggio?

Si, gli aventi diritto al voto potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non abbiano preso parte alla votazione del primo turno.

D) Quali documenti devo portare?

R) E' necessario esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale.

D) Quando inizia lo scrutinio?

R) Lo scrutinio avrà inizio nella giornata di lunedì al termine delle operazioni di voto.



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Siamo quasi alla fine di questa grande sfida di cambiamento e di rinascita di Napoli, per scegliere tra legalità e solita malapolitica e tra nuovo Sud ed ascari del Nord.
Domenica 29 e lunedì 30 maggio, si voterà per il ballottaggio tra De Magistris e Lettieri e noi saremo ancora a fianco di Luigi De Magistris...ed il nostro simbolo sarà sulla scheda che voteranno circa mezzo milione di napoletani.

Ecco come votare:
Non barrare il simbolo del Partito, ma mettere una X sul nome di Luigi de Magistris!!!

Il Partito del Sud invita tutti i suoi elettori, iscritti e simpatizzanti a votare per Luigi De Magistris sindaco di Napoli al ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio...

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D) Quando ci sarà il turno di ballottaggio?

R) Si vota in 2 giorni, domenica 29 maggio dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì 30 maggio dalle 7.00 alle 15.00.

D) Come si vota questa volta?

R) Semplice, sarà consegnata una sola scheda, che riporta i nominativi dei due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti. E' necessario tracciare un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.

D) Non ho votato il 15 e 16 Maggio scorso, posso partecipare al ballottaggio?

Si, gli aventi diritto al voto potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non abbiano preso parte alla votazione del primo turno.

D) Quali documenti devo portare?

R) E' necessario esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale.

D) Quando inizia lo scrutinio?

R) Lo scrutinio avrà inizio nella giornata di lunedì al termine delle operazioni di voto.



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Dietro al centrodestra di Lettieri la morsa di "Nicola o' Mericano"

Nel voto la lotta per la città nuova. Tramonta l'era di Bassolino e della sua politica, che aveva un solo colore, quello del denaro. Il sottosegretario Cosentino, sponsor del candidato Pdl, gestisce voti e l'impero dei rifiuti
di ROBERTO SAVIANO

SPERO di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l'asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà.

Il governo trema. Vede crescere un'onda che attraversa l'intero Paese e si manifesta in molteplici espressioni, ma con un evidente punto comune. È un'onda che dice: il nostro Paese ci riguarda. Da Milano a Napoli, entrambe città chiave, sembra scomparsa l'apatia solita che allontana dalle decisioni e dalla volontà di capire cosa accade. Deve essere chiaro a tutti, indipendentemente da quale sia l'idea politica di chi oggi vota a Napoli, che la candidatura di Gianni Lettieri rappresenta la continuità con la gestione di Nicola Cosentino. Non è solo il rapporto di vicinanza o il fatto che il candidato sindaco si presenti accompagnato da "Nicola o' Mericano", come lo chiamano a Casal di Principe. Ma la continuità tra i due è espressa dal programma, dal linguaggio, dalle posizioni sulle questioni economiche e amministrative del territorio.

È palese il rischio che Nicola Cosentino diventi il satrapo della Campania. Ci aveva provato quando tentò di diventare presidente della Regione. Allora Cosentino tentò di delegittimare, secondo le intercettazioni dell'inchiesta sulla P3 della Procura di Roma, il suo rivale Stefano Caldoro, ma i finiani lo bloccarono. Tale rinuncia è stata l'unica battuta d'arresto nella carriera del
politico casalese, ancora coordinatore regionali del Pdl in Campania e fino al luglio 2010 sottosegretario all'economica e finanza. Eppure ci si domanda come sia possibile che un politico che si divide tra processi e campagna elettorale, su cui pende una richiesta d'arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, imparentato (senza mai pubblicamente prenderne le distanze) con una delle famiglie più potenti della camorra, promotore di una politica che nei fatti non ha mai avuto un programma in contrastato con gli interessi criminali, sia così fortemente sostenuto dal governo e dal maggior partito di governo. Come mai gli è concesso di presentarsi come "sponsor" - scelta che sembra assurda sotto il profilo di una strategia d'immagine vincente - di un candidato che deve affrontare come rivale un ex magistrato, Luigi de Magistris?

Sembra che Cosentino abbia legato a sé il governo, ecco perché può decidere il candidato a sindaco di Napoli, così come ricevere il sottosegretariato più ambito. Sa di essere una pistola puntata alla tempia dell'esecutivo. In mano sua ci sono molti voti facili, quelli dell'economia del cemento, dei muratori, dei geometri, dei capimastri, dei carpentieri e delle betoniere, di tutti coloro che senza appalti non vivono. Voti preziosi per il governo, per tamponare le perdite avute altrove. E poi il potere più prezioso: i rifiuti. L'impero dell'immondizia in Campania si regge su un equilibrio quanto mai fragile. Per mandarlo in tilt basta una sua parola. È comprensibile dunque perché Cosentino, disponendo di questo potere, non avrebbe potuto sopportare un candidato non suo.

Ma qualunque sarà il risultato dei ballottaggi la sensazione è che si stia rompendo quella che per il potere è sempre stata garanzia di sopravvivenza, proliferazione e continuità: la distanza tra i cittadini e la politica. Se la politica cessa di essere una dimensione a cui ci si avvicina solo per ricevere favori, la dinamica di persuasione o di acquisto del voto diviene più complicata, svenderlo diventa più difficile. Sta tramontando una fase, quella che ha visto Nicola Cosentino protagonista assoluto della politica campana in coabitazione con Bassolino, quella in cui l'unico colore che conta in politica è il colore del denaro. Sta tramontando la fase delle logiche emergenziali. Deve cominciarne un'altra che non sia in continuità con le amministrazioni precedenti. Lettieri ha recentemente annunciato che avrebbe chiesto una legge speciale per Napoli, e pieni poteri. Quindi ancora emergenza, ancora gestione straordinaria dei rifiuti e di un'intera città che deve, che vuole e soprattutto che può uscire dall'emergenza. Di contro, la parola d'ordine più significativa della campagna elettorale di de Magistris è il ritorno alla gestione ordinaria, sui rifiuti principalmente, ma non solo. E di questo cambiamento la città ha bisogno. L'ordinario ora per Napoli è la vera rivoluzione. Finire con il saccheggio dell'emergenza infinita.

Ci sono poi diversi messaggi inquietanti, come il "Manifesto della sinistra per Lettieri" firmato da venti esponenti vicini alla giunta bassoliniana tra cui anche l'ex assessore della giunta Bassolino Antonio Napoli. Questi dirigenti napoletani di area Pd che si sono dati appuntamento all'Hotel Vesuvio, nel loro documento dichiarano: "Lettieri è la novità che ci vuole". Molte voci, fra cui anche quella di Raffaele Cantone, hanno bollato quel manifesto come trasformismo. Vale a dire che l'appoggio a Lettieri o le dichiarazioni di astensione sono piuttosto un tentativo di riposizionarsi in continuità con la politica di prebende concessa in passato da Bassolino. Perché senza un cappello politico in terra napoletana non esisti, non lavori.

Sono convinto che il destino elettorale di questo paese si stia determinando nel ballottaggio di Napoli, forse addirittura più che a Milano. So che può sembrare retorica meridionalista, ma l'inquinamento del sistema politico-economico e spesso criminale a Sud ha, e ha avuto, conseguenze sull'intero paese. Il voto di scambio è un rischio enorme e la vicenda delle primarie infiltrate è il più drammatico dei precedenti. Spero davvero che questo cambiamento possa segnare anche la fine del sistema che ha governato Napoli nell'ultimo decennio, un sistema fatto di prebende, consulenze, progetti culturali sempre più orientati non sui reali problemi, ma al mantenimento di una rete di consensi. Vale anche per il settore rifiuti, dove i gruppi bassoliniani hanno fatto incetta di voti e clientele.

Riuscire a mettere da parte questa classe dirigente questo ingranaggio ventennale, che è giusto paghi per i suoi errori, non sarà compito da poco per De Magistris. Ma ora tocca a lui. La spazzatura c'è di nuovo e i suoi miasmi siglano un fallimento definitivo, in grado di svelare le tante menzogne spacciate come successi. Affidarsi a Lettieri, il protetto dell'"uomo che risolve", sarebbe come un suggello della disfatta. In un'intervista Nicola Cosentino, chiamandomi in causa, dichiarava che si sarebbe vendicato di chi l'ha pugnalato alle spalle in questi anni. Ma le mie parole e quelle di tutti coloro che hanno raccontato l'intreccio tra politica, camorra e imprenditoria criminale in Italia non sono mai state pronunciate "alle spalle", (non sono come la macchina del fango che lo stesso Cosentino avrebbe invece alimentato), ma al contrario si sono espresse apertamente, alla luce del sole. Per questo so di non essere l'unico a guardare alle prossime elezioni con grande apprensione e altrettanta speranza. Apprensione che la Campania possa finire stritolata ancora una volta dalla vittoria della linea Cosentino a Napoli. Speranza che possa iniziare un nuovo corso con la costanza, la fermezza, e soprattutto la vigilanza dei cittadini per non diventare un medioevo come è accaduto al "rinascimento napoletano".

Napoli viene dal greco e significa "città nuova". Mai come ora occorre che per diventarlo, per diventare una città nuova, ritrovi il senso originario della parola polis, luogo in cui tutti gli abitanti "liberi" partecipano attivamente alla vita politica, luogo in cui per tutti i cittadini "liberi" valgono le stesse norme di diritto. Questo il sogno greco della cosa pubblica. Oggi spero che a Napoli sia un sogno possibile, realizzato da cittadini che dimostrano, invece, di "avere testa".



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Nel voto la lotta per la città nuova. Tramonta l'era di Bassolino e della sua politica, che aveva un solo colore, quello del denaro. Il sottosegretario Cosentino, sponsor del candidato Pdl, gestisce voti e l'impero dei rifiuti
di ROBERTO SAVIANO

SPERO di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l'asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà.

Il governo trema. Vede crescere un'onda che attraversa l'intero Paese e si manifesta in molteplici espressioni, ma con un evidente punto comune. È un'onda che dice: il nostro Paese ci riguarda. Da Milano a Napoli, entrambe città chiave, sembra scomparsa l'apatia solita che allontana dalle decisioni e dalla volontà di capire cosa accade. Deve essere chiaro a tutti, indipendentemente da quale sia l'idea politica di chi oggi vota a Napoli, che la candidatura di Gianni Lettieri rappresenta la continuità con la gestione di Nicola Cosentino. Non è solo il rapporto di vicinanza o il fatto che il candidato sindaco si presenti accompagnato da "Nicola o' Mericano", come lo chiamano a Casal di Principe. Ma la continuità tra i due è espressa dal programma, dal linguaggio, dalle posizioni sulle questioni economiche e amministrative del territorio.

È palese il rischio che Nicola Cosentino diventi il satrapo della Campania. Ci aveva provato quando tentò di diventare presidente della Regione. Allora Cosentino tentò di delegittimare, secondo le intercettazioni dell'inchiesta sulla P3 della Procura di Roma, il suo rivale Stefano Caldoro, ma i finiani lo bloccarono. Tale rinuncia è stata l'unica battuta d'arresto nella carriera del
politico casalese, ancora coordinatore regionali del Pdl in Campania e fino al luglio 2010 sottosegretario all'economica e finanza. Eppure ci si domanda come sia possibile che un politico che si divide tra processi e campagna elettorale, su cui pende una richiesta d'arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, imparentato (senza mai pubblicamente prenderne le distanze) con una delle famiglie più potenti della camorra, promotore di una politica che nei fatti non ha mai avuto un programma in contrastato con gli interessi criminali, sia così fortemente sostenuto dal governo e dal maggior partito di governo. Come mai gli è concesso di presentarsi come "sponsor" - scelta che sembra assurda sotto il profilo di una strategia d'immagine vincente - di un candidato che deve affrontare come rivale un ex magistrato, Luigi de Magistris?

Sembra che Cosentino abbia legato a sé il governo, ecco perché può decidere il candidato a sindaco di Napoli, così come ricevere il sottosegretariato più ambito. Sa di essere una pistola puntata alla tempia dell'esecutivo. In mano sua ci sono molti voti facili, quelli dell'economia del cemento, dei muratori, dei geometri, dei capimastri, dei carpentieri e delle betoniere, di tutti coloro che senza appalti non vivono. Voti preziosi per il governo, per tamponare le perdite avute altrove. E poi il potere più prezioso: i rifiuti. L'impero dell'immondizia in Campania si regge su un equilibrio quanto mai fragile. Per mandarlo in tilt basta una sua parola. È comprensibile dunque perché Cosentino, disponendo di questo potere, non avrebbe potuto sopportare un candidato non suo.

Ma qualunque sarà il risultato dei ballottaggi la sensazione è che si stia rompendo quella che per il potere è sempre stata garanzia di sopravvivenza, proliferazione e continuità: la distanza tra i cittadini e la politica. Se la politica cessa di essere una dimensione a cui ci si avvicina solo per ricevere favori, la dinamica di persuasione o di acquisto del voto diviene più complicata, svenderlo diventa più difficile. Sta tramontando una fase, quella che ha visto Nicola Cosentino protagonista assoluto della politica campana in coabitazione con Bassolino, quella in cui l'unico colore che conta in politica è il colore del denaro. Sta tramontando la fase delle logiche emergenziali. Deve cominciarne un'altra che non sia in continuità con le amministrazioni precedenti. Lettieri ha recentemente annunciato che avrebbe chiesto una legge speciale per Napoli, e pieni poteri. Quindi ancora emergenza, ancora gestione straordinaria dei rifiuti e di un'intera città che deve, che vuole e soprattutto che può uscire dall'emergenza. Di contro, la parola d'ordine più significativa della campagna elettorale di de Magistris è il ritorno alla gestione ordinaria, sui rifiuti principalmente, ma non solo. E di questo cambiamento la città ha bisogno. L'ordinario ora per Napoli è la vera rivoluzione. Finire con il saccheggio dell'emergenza infinita.

Ci sono poi diversi messaggi inquietanti, come il "Manifesto della sinistra per Lettieri" firmato da venti esponenti vicini alla giunta bassoliniana tra cui anche l'ex assessore della giunta Bassolino Antonio Napoli. Questi dirigenti napoletani di area Pd che si sono dati appuntamento all'Hotel Vesuvio, nel loro documento dichiarano: "Lettieri è la novità che ci vuole". Molte voci, fra cui anche quella di Raffaele Cantone, hanno bollato quel manifesto come trasformismo. Vale a dire che l'appoggio a Lettieri o le dichiarazioni di astensione sono piuttosto un tentativo di riposizionarsi in continuità con la politica di prebende concessa in passato da Bassolino. Perché senza un cappello politico in terra napoletana non esisti, non lavori.

Sono convinto che il destino elettorale di questo paese si stia determinando nel ballottaggio di Napoli, forse addirittura più che a Milano. So che può sembrare retorica meridionalista, ma l'inquinamento del sistema politico-economico e spesso criminale a Sud ha, e ha avuto, conseguenze sull'intero paese. Il voto di scambio è un rischio enorme e la vicenda delle primarie infiltrate è il più drammatico dei precedenti. Spero davvero che questo cambiamento possa segnare anche la fine del sistema che ha governato Napoli nell'ultimo decennio, un sistema fatto di prebende, consulenze, progetti culturali sempre più orientati non sui reali problemi, ma al mantenimento di una rete di consensi. Vale anche per il settore rifiuti, dove i gruppi bassoliniani hanno fatto incetta di voti e clientele.

Riuscire a mettere da parte questa classe dirigente questo ingranaggio ventennale, che è giusto paghi per i suoi errori, non sarà compito da poco per De Magistris. Ma ora tocca a lui. La spazzatura c'è di nuovo e i suoi miasmi siglano un fallimento definitivo, in grado di svelare le tante menzogne spacciate come successi. Affidarsi a Lettieri, il protetto dell'"uomo che risolve", sarebbe come un suggello della disfatta. In un'intervista Nicola Cosentino, chiamandomi in causa, dichiarava che si sarebbe vendicato di chi l'ha pugnalato alle spalle in questi anni. Ma le mie parole e quelle di tutti coloro che hanno raccontato l'intreccio tra politica, camorra e imprenditoria criminale in Italia non sono mai state pronunciate "alle spalle", (non sono come la macchina del fango che lo stesso Cosentino avrebbe invece alimentato), ma al contrario si sono espresse apertamente, alla luce del sole. Per questo so di non essere l'unico a guardare alle prossime elezioni con grande apprensione e altrettanta speranza. Apprensione che la Campania possa finire stritolata ancora una volta dalla vittoria della linea Cosentino a Napoli. Speranza che possa iniziare un nuovo corso con la costanza, la fermezza, e soprattutto la vigilanza dei cittadini per non diventare un medioevo come è accaduto al "rinascimento napoletano".

Napoli viene dal greco e significa "città nuova". Mai come ora occorre che per diventarlo, per diventare una città nuova, ritrovi il senso originario della parola polis, luogo in cui tutti gli abitanti "liberi" partecipano attivamente alla vita politica, luogo in cui per tutti i cittadini "liberi" valgono le stesse norme di diritto. Questo il sogno greco della cosa pubblica. Oggi spero che a Napoli sia un sogno possibile, realizzato da cittadini che dimostrano, invece, di "avere testa".



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Concerto : Napoli 27 maggio 2011 - Tutti insieme per Napoli, tutti insieme per Luigi de Magistris



Ora
venerdì 27 maggio · 18.30 - 23.30

Luogo
rotonda Diaz
via Caracciolo
Naples, Italy

Creato da

Maggiori informazioni
dalle ore 18:30 con:

Orchestra Napoliopera
ENZO GRAGNANIELLO con i sudexpress
A67
99 POSSE
TERESA DE SIO

DARIO VERGASSOLA

con l'amichevole partecipazione di:
Giacomo Rizzo, Lucio Caizzi, Michele Caputo, Francesco Paolantoni, Mario Porfito, Patrizio Rispo, Rosaria De Cicco



www.sindacopernapoli.it
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Ora
venerdì 27 maggio · 18.30 - 23.30

Luogo
rotonda Diaz
via Caracciolo
Naples, Italy

Creato da

Maggiori informazioni
dalle ore 18:30 con:

Orchestra Napoliopera
ENZO GRAGNANIELLO con i sudexpress
A67
99 POSSE
TERESA DE SIO

DARIO VERGASSOLA

con l'amichevole partecipazione di:
Giacomo Rizzo, Lucio Caizzi, Michele Caputo, Francesco Paolantoni, Mario Porfito, Patrizio Rispo, Rosaria De Cicco



www.sindacopernapoli.it

giovedì 26 maggio 2011

La "distrazione" di Bruno Vespa!

Ecco l'immagine sull'home page del sito www.eleaml.org (gestito dall'amico Mino Errico), che è stato il luogo delle riflessioni, le analisi e gli articoli di Nicola Zitara, dove si rileva la "distrazione" strumentale del giornalista di regime Bruno Vespa nella trasmissione "Porta a Porta" nell'omettere il nome del nostro partito nel nominare la composizione delle liste nella coalizione a sostegno di Luigi De Magistris. Ma il grande Luigi puntualmente lo corregge!




Fonte : www.eleaml.org

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Ecco l'immagine sull'home page del sito www.eleaml.org (gestito dall'amico Mino Errico), che è stato il luogo delle riflessioni, le analisi e gli articoli di Nicola Zitara, dove si rileva la "distrazione" strumentale del giornalista di regime Bruno Vespa nella trasmissione "Porta a Porta" nell'omettere il nome del nostro partito nel nominare la composizione delle liste nella coalizione a sostegno di Luigi De Magistris. Ma il grande Luigi puntualmente lo corregge!




Fonte : www.eleaml.org

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