giovedì 4 giugno 2020

Cosa esce sulla ruota del Sud?


Di Natale Cuccurese
Oltre 3.000 pagine di documenti e proposte legislative e finanziarie, per un totale di 1.850 miliardi di euro erogabili con il prossimo periodo di programmazione 2021-2027 (Qfp), di cui 1.100 miliardi per il bilancio Ue ‘normale’, e 750 miliardi raccolti sul mercato con euro obbligazioni, che finanzieranno 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di possibili prestiti agli Stati membri. La Commissione pone poche condizioni, ma assai stringenti. Innanzitutto il carattere volontario. Devono essere i governi a fare richiesta delle risorse, il cui esborso sarà legato a un piano nazionale di interventi e misure per sovvenzioni concesse a rate, solo se si attuano le riforme. In altre parole la Commissione viene in soccorso degli Stati, ma saranno questi ultimi i responsabili per la propria ripresa, è uno strumento volontario, che mette al centro le riforme nazionali che gli stessi Paesi predispongono. Di questo Recovery Fund complessivo, il grosso capitolo di spesa è quello relativo a “ripresa e resilienza” (602,9 miliardi), a cui si aggiungono altri 53,3 miliardi di euro per le politiche di coesione e 32,8 miliardi per il fondo di transizione. I soldi extra per coesione e transizione sostenibile rappresentano una leva possibile per lo sviluppo del Mezzogiorno. La Commissione insiste sulla necessità di puntare su green economy e digitale, ma le sovvenzioni a fondo perduto possono essere garantite anche a lavoratori autonomi, piccole e medie imprese, sanità, cultura, turismo. E qui finisce l’edulcorata rappresentazione fatta dai media più o meno allineati.
Ora analizziamo perché anche questa “occasione imperdibile” potrebbe poi non essere così conveniente né per l’Italia e tantomeno per il Sud. Iniziamo da quest’ultimo.
Abbiamo assistito al recente “scippo con destrezza” dei fondi di coesione, se non ci saranno modifiche dovuti ad interpellanze, grazie al gioco dell’oca dell’azione europea. Cioè dapprima la Commissione europea a marzo ha “invitato” il governo italiano allo “scippo” nei confronti del Sud spostando a favore del Nord, per affrontare l’emergenza Covid19, i fondi di coesione spettanti al Sud. Successivamente, dopo che nel DL Rilancio il governo italiano ha preparato il terreno per l’ennesimo “sacco del Sud” recependo i suggerimenti europei, con il Ministro Provenzano nella veste di spettatore quando non di pompiere, la Commissione europea ha ben pensato di nascondere la mano e di invitare, nei fatti, il nostro governo, tramite i fondi messi a disposizione (nel tempo) con il recovery fund, a recuperare (in tutto o in parte) quegli stessi fondi che aveva consigliato di spostare al Nord per bocca della Presidente della Commissione Europea a inizio emergenza.
Attenzione però, perché per il Sud il risultato totale dell’operazione sarà, ben che vada, a saldo zero rispetto all’importo iniziale dei fondi di coesione che già gli spettavano. Di conseguenza si può già prevedere che i “nuovi” fondi del recovery fund andranno tutti e solo al Nord.
Infatti la considerazione che le amministrazioni del Mezzogiorno dovranno essere rapide, brave e decise a promuovere progetti “degni” di finanziamento, per poi garantire di portare a termine le opere di rilancio così da ricevere tutte le tranche di sovvenzioni, lascia presagire giudizi di merito difficilmente raggiungibili, trucchi contabili che già in passato si sono rivelati trappole mortali per il Sud.
Inoltre l’invito europeo “a fare presto” per accedere al fondo fa poi capire come sia invece molto meglio procedere coi piedi di piombo e valutare bene pro e contro dell’operazione anche a livello nazionale soprattutto considerando che la verità sul Recovery Fund è che l’Italia, fatti salvi i 91 miliardi di prestiti, come contributi a fondo perduto avrà 82 miliardi, nel contempo, secondo il documento della Commissione Europea SWD (2020) 98 final del 27 maggio, l’Italia dovrebbe, come contributore netto, versare 96 miliardi, quindi: 82 miliardi meno 96 miliardi= meno 14 miliardi.
Certo ci si può consolare con la considerazione che senza questo contributo di 82 miliardi, comunque inviso ai Paesi rigoristi in una situazione che si presume sarà oggetto di dura trattativa, ci troveremmo a dover sborsare una cifra molto più ingente, una magra consolazione sventolata come svolta epocale per le nostre finanze, eppure il totale resta sempre negativo.
Per cui la fregatura che sta arrivando dall’Europa capitanata dai paesi nordici rigoristi è chiara, mentre larga parte dei media sono come sempre plaudenti dell’azione del governo giallo-rosso che non può, soprattutto nella sua parte “gialla”, accedere al MES se non vuole perdere la faccia, per cui a mali estremi estremi rimedi: ben venga il Recovery Fund dopotutto è pur sempre un risparmio e in più ci sono sempre i 91 miliardi di prestiti, ovviamente da restituire.
L’unica differenza fra l’analisi della posizione italiana e quella del Sud è che mentre su quella nazionale i protocolli sono già visibili e consultabili, per il gioco delle “tre carte” illustrato e riservato Sud, cioè l’ennesima fregatura di una lunga serie, non essendo ancora resi pubblici i protocolli siamo alle supposizioni, pur se ragionate, anche perché, come diceva quel tale, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende”.  In poche parole per il Sud, per ottenere solo quanto già gli è dovuto, “gli esami non finiscono mai” e non solo c’è il rischio concreto di non ricevere tutto quanto già dovuto, ma vi è ovviamente anche la certezza che i soldi del prestito andranno tutti al Nord, mentre il relativo debito lo dovranno poi ripagare anche i cittadini del Mezzogiorno che nulla riceveranno, se non ulteriore miseria.
Questo anche in considerazione del fatto che le risorse saranno legate alle Raccomandazioni Ue. Quelle del 2019 per l’Italia includono tagli di spesa pubblica, aggiustamenti strutturali e meno agevolazioni fiscali, ritocchi alle pensioni (verso il basso ovviamente), in poche parole altra austerity. Questo in un quadro dove al Sud la povertà, fra assoluta e relativa, già lambisce quasi la metà della popolazione.
In questa ipotesi, grazie alle anticipazioni fornite da Milano Finanza, si comprende bene il perché del Dossier preparato dalla Commissione Colao istituita al di là di qualsiasi processo democratico, per un piano anticrisi. Il sostegno all’economia dovrebbe passare “attraverso la creazione di un Fondo per lo Sviluppo che avrà una dotazione compresa tra i 100 e i 200 miliardi di euro. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni conferiranno al Fondo immobili, partecipazioni in società e titoli. (…) Secondo quanto si apprende verrà poi sondata anche la possibilità di attingere a parte delle riserve auree di Bankitalia. È previsto che il fondo verrà gestito da CdP. Le sue quote dovrebbero essere messe a garanzia dei crediti erogati alle imprese e dunque assegnate alle banche e vendute agli investitori internazionali e alla stessa Bce”.
Insomma un bel progetto di saccheggio dello stato italiano a vantaggio di pochi. In Cile per imporre un “simil Piano Colao” hanno dovuto  fare un golpe, qui è bastato mettere lo Stato in mano ai populisti, fra l’altro non molto preparati, visto che si fanno assistere, per svolgere i compiti per i quali sono stati eletti, da oltre 400 “esperti”.
È ovvio che l’autunno a questo punto si prospetta non caldo ma torrido.
Per iniziare a cambiare la situazione sarebbe utile un ritorno immediato ad una seria e dura lotta di classe che non può essere solo nazionale, ma europea, per cambiare insieme, radicalmente e presto tutta la struttura di questa Europa che non solo non rappresenta più in alcun modo quella progettata dai padri fondatori , ma che ormai è un pericolo per la stessa tenuta democratica del Continente.

.
Leggi tutto »

Di Natale Cuccurese
Oltre 3.000 pagine di documenti e proposte legislative e finanziarie, per un totale di 1.850 miliardi di euro erogabili con il prossimo periodo di programmazione 2021-2027 (Qfp), di cui 1.100 miliardi per il bilancio Ue ‘normale’, e 750 miliardi raccolti sul mercato con euro obbligazioni, che finanzieranno 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di possibili prestiti agli Stati membri. La Commissione pone poche condizioni, ma assai stringenti. Innanzitutto il carattere volontario. Devono essere i governi a fare richiesta delle risorse, il cui esborso sarà legato a un piano nazionale di interventi e misure per sovvenzioni concesse a rate, solo se si attuano le riforme. In altre parole la Commissione viene in soccorso degli Stati, ma saranno questi ultimi i responsabili per la propria ripresa, è uno strumento volontario, che mette al centro le riforme nazionali che gli stessi Paesi predispongono. Di questo Recovery Fund complessivo, il grosso capitolo di spesa è quello relativo a “ripresa e resilienza” (602,9 miliardi), a cui si aggiungono altri 53,3 miliardi di euro per le politiche di coesione e 32,8 miliardi per il fondo di transizione. I soldi extra per coesione e transizione sostenibile rappresentano una leva possibile per lo sviluppo del Mezzogiorno. La Commissione insiste sulla necessità di puntare su green economy e digitale, ma le sovvenzioni a fondo perduto possono essere garantite anche a lavoratori autonomi, piccole e medie imprese, sanità, cultura, turismo. E qui finisce l’edulcorata rappresentazione fatta dai media più o meno allineati.
Ora analizziamo perché anche questa “occasione imperdibile” potrebbe poi non essere così conveniente né per l’Italia e tantomeno per il Sud. Iniziamo da quest’ultimo.
Abbiamo assistito al recente “scippo con destrezza” dei fondi di coesione, se non ci saranno modifiche dovuti ad interpellanze, grazie al gioco dell’oca dell’azione europea. Cioè dapprima la Commissione europea a marzo ha “invitato” il governo italiano allo “scippo” nei confronti del Sud spostando a favore del Nord, per affrontare l’emergenza Covid19, i fondi di coesione spettanti al Sud. Successivamente, dopo che nel DL Rilancio il governo italiano ha preparato il terreno per l’ennesimo “sacco del Sud” recependo i suggerimenti europei, con il Ministro Provenzano nella veste di spettatore quando non di pompiere, la Commissione europea ha ben pensato di nascondere la mano e di invitare, nei fatti, il nostro governo, tramite i fondi messi a disposizione (nel tempo) con il recovery fund, a recuperare (in tutto o in parte) quegli stessi fondi che aveva consigliato di spostare al Nord per bocca della Presidente della Commissione Europea a inizio emergenza.
Attenzione però, perché per il Sud il risultato totale dell’operazione sarà, ben che vada, a saldo zero rispetto all’importo iniziale dei fondi di coesione che già gli spettavano. Di conseguenza si può già prevedere che i “nuovi” fondi del recovery fund andranno tutti e solo al Nord.
Infatti la considerazione che le amministrazioni del Mezzogiorno dovranno essere rapide, brave e decise a promuovere progetti “degni” di finanziamento, per poi garantire di portare a termine le opere di rilancio così da ricevere tutte le tranche di sovvenzioni, lascia presagire giudizi di merito difficilmente raggiungibili, trucchi contabili che già in passato si sono rivelati trappole mortali per il Sud.
Inoltre l’invito europeo “a fare presto” per accedere al fondo fa poi capire come sia invece molto meglio procedere coi piedi di piombo e valutare bene pro e contro dell’operazione anche a livello nazionale soprattutto considerando che la verità sul Recovery Fund è che l’Italia, fatti salvi i 91 miliardi di prestiti, come contributi a fondo perduto avrà 82 miliardi, nel contempo, secondo il documento della Commissione Europea SWD (2020) 98 final del 27 maggio, l’Italia dovrebbe, come contributore netto, versare 96 miliardi, quindi: 82 miliardi meno 96 miliardi= meno 14 miliardi.
Certo ci si può consolare con la considerazione che senza questo contributo di 82 miliardi, comunque inviso ai Paesi rigoristi in una situazione che si presume sarà oggetto di dura trattativa, ci troveremmo a dover sborsare una cifra molto più ingente, una magra consolazione sventolata come svolta epocale per le nostre finanze, eppure il totale resta sempre negativo.
Per cui la fregatura che sta arrivando dall’Europa capitanata dai paesi nordici rigoristi è chiara, mentre larga parte dei media sono come sempre plaudenti dell’azione del governo giallo-rosso che non può, soprattutto nella sua parte “gialla”, accedere al MES se non vuole perdere la faccia, per cui a mali estremi estremi rimedi: ben venga il Recovery Fund dopotutto è pur sempre un risparmio e in più ci sono sempre i 91 miliardi di prestiti, ovviamente da restituire.
L’unica differenza fra l’analisi della posizione italiana e quella del Sud è che mentre su quella nazionale i protocolli sono già visibili e consultabili, per il gioco delle “tre carte” illustrato e riservato Sud, cioè l’ennesima fregatura di una lunga serie, non essendo ancora resi pubblici i protocolli siamo alle supposizioni, pur se ragionate, anche perché, come diceva quel tale, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende”.  In poche parole per il Sud, per ottenere solo quanto già gli è dovuto, “gli esami non finiscono mai” e non solo c’è il rischio concreto di non ricevere tutto quanto già dovuto, ma vi è ovviamente anche la certezza che i soldi del prestito andranno tutti al Nord, mentre il relativo debito lo dovranno poi ripagare anche i cittadini del Mezzogiorno che nulla riceveranno, se non ulteriore miseria.
Questo anche in considerazione del fatto che le risorse saranno legate alle Raccomandazioni Ue. Quelle del 2019 per l’Italia includono tagli di spesa pubblica, aggiustamenti strutturali e meno agevolazioni fiscali, ritocchi alle pensioni (verso il basso ovviamente), in poche parole altra austerity. Questo in un quadro dove al Sud la povertà, fra assoluta e relativa, già lambisce quasi la metà della popolazione.
In questa ipotesi, grazie alle anticipazioni fornite da Milano Finanza, si comprende bene il perché del Dossier preparato dalla Commissione Colao istituita al di là di qualsiasi processo democratico, per un piano anticrisi. Il sostegno all’economia dovrebbe passare “attraverso la creazione di un Fondo per lo Sviluppo che avrà una dotazione compresa tra i 100 e i 200 miliardi di euro. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni conferiranno al Fondo immobili, partecipazioni in società e titoli. (…) Secondo quanto si apprende verrà poi sondata anche la possibilità di attingere a parte delle riserve auree di Bankitalia. È previsto che il fondo verrà gestito da CdP. Le sue quote dovrebbero essere messe a garanzia dei crediti erogati alle imprese e dunque assegnate alle banche e vendute agli investitori internazionali e alla stessa Bce”.
Insomma un bel progetto di saccheggio dello stato italiano a vantaggio di pochi. In Cile per imporre un “simil Piano Colao” hanno dovuto  fare un golpe, qui è bastato mettere lo Stato in mano ai populisti, fra l’altro non molto preparati, visto che si fanno assistere, per svolgere i compiti per i quali sono stati eletti, da oltre 400 “esperti”.
È ovvio che l’autunno a questo punto si prospetta non caldo ma torrido.
Per iniziare a cambiare la situazione sarebbe utile un ritorno immediato ad una seria e dura lotta di classe che non può essere solo nazionale, ma europea, per cambiare insieme, radicalmente e presto tutta la struttura di questa Europa che non solo non rappresenta più in alcun modo quella progettata dai padri fondatori , ma che ormai è un pericolo per la stessa tenuta democratica del Continente.

.

giovedì 21 maggio 2020

L'Europa vista da Sud Il Sud visto dall'Europa... Prima trasmissione "Il Partito del Sud incontra"

Natale Cuccurese: "Prima trasmissione "Il Partito del Sud incontra" andata in diretta sulla pagina fan del Partito del Sud e che ha visto coinvolti, oltre al sottoscritto, sul tema “L’Europa vista da Sud” Andrea Del Monaco, Paolo Ferrero, Roberto Musacchio e Michele Dell'Edera. Un dibattito molto interessante, a mio avviso, con una ottima risposta di ascolto e che potete ovviamente visionare dalla nostra pagina fan e comunque trovate presente anche sul mio profilo. Purtroppo causa improvviso nubifragio, con mancanza di corrente, non ho potuto partecipare fino alla fine, me ne scuso". https://www.youtube.com/watch?v=JPb35wlD_TM&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0yjUtV2qyyUhoXqO-Y5BuXDvB6kavMa88BSGus71k8aYGjhmnNrmPgy7k


Leggi tutto »
Natale Cuccurese: "Prima trasmissione "Il Partito del Sud incontra" andata in diretta sulla pagina fan del Partito del Sud e che ha visto coinvolti, oltre al sottoscritto, sul tema “L’Europa vista da Sud” Andrea Del Monaco, Paolo Ferrero, Roberto Musacchio e Michele Dell'Edera. Un dibattito molto interessante, a mio avviso, con una ottima risposta di ascolto e che potete ovviamente visionare dalla nostra pagina fan e comunque trovate presente anche sul mio profilo. Purtroppo causa improvviso nubifragio, con mancanza di corrente, non ho potuto partecipare fino alla fine, me ne scuso". https://www.youtube.com/watch?v=JPb35wlD_TM&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0yjUtV2qyyUhoXqO-Y5BuXDvB6kavMa88BSGus71k8aYGjhmnNrmPgy7k


mercoledì 20 maggio 2020

Natale Cuccurese: “Saccheggio del Sud. La misura è colma, cova la ribellione!”

Ieri pomeriggio, in occasione della diretta facebook dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa, nell’evidenziare la corrispondenza tra la competizione tra Stati del Nord e Stati del Sud Europa per l’accaparramento delle risorse e quella da molti decenni in atto in Italia tra Regioni del Nord e Regioni del Sud per lo stesso motivo, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha lanciato l’ennesimo allarme contro i reiterati saccheggi perpetrati ai danni del Sud: “La misura è colma!”, ha esclamato Cuccure, per poi aggiungere subito dopo: “L’impoverimento diffuso del Sud potrebbe causare una ribellione, quanto meno sotto forma di reazione elettorale”.
Di quali ennesimi saccheggi si tratta? “Sia di quello dei Fondi coesione previsto dal Decreto Crescita Italia – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – sia, nonostante le rassicurazioni del Ministro per il Sud Provenzano, della sospensione, di fatto, della legge su quota 34% contemplata nel DEF 2020”.
Il tutto – ha concluso Cuccurese – in ottemperanza al falso mito della locomotiva Nord, alimentato da un sistema di potere economico, politico e mediatico che ha il suo baricentro nelle regioni settentrionali”.

👉 il link al video completo della diretta facebook di ieri dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa




Leggi tutto »
Ieri pomeriggio, in occasione della diretta facebook dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa, nell’evidenziare la corrispondenza tra la competizione tra Stati del Nord e Stati del Sud Europa per l’accaparramento delle risorse e quella da molti decenni in atto in Italia tra Regioni del Nord e Regioni del Sud per lo stesso motivo, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha lanciato l’ennesimo allarme contro i reiterati saccheggi perpetrati ai danni del Sud: “La misura è colma!”, ha esclamato Cuccure, per poi aggiungere subito dopo: “L’impoverimento diffuso del Sud potrebbe causare una ribellione, quanto meno sotto forma di reazione elettorale”.
Di quali ennesimi saccheggi si tratta? “Sia di quello dei Fondi coesione previsto dal Decreto Crescita Italia – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – sia, nonostante le rassicurazioni del Ministro per il Sud Provenzano, della sospensione, di fatto, della legge su quota 34% contemplata nel DEF 2020”.
Il tutto – ha concluso Cuccurese – in ottemperanza al falso mito della locomotiva Nord, alimentato da un sistema di potere economico, politico e mediatico che ha il suo baricentro nelle regioni settentrionali”.

👉 il link al video completo della diretta facebook di ieri dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa




sabato 16 maggio 2020

MARTEDI' 19 MAGGIO ORE 18,30 - DIRETTA FB "L'EUROPA VISTA DA SUD, IL SUD VISTO DALL'EUROPA"

L'Europa nel bene e nel male influenza le nostre vite, al Sud e da Sud cosa succede? 
Martedì "Il Partito del Sud incontra: Andrea Del Monaco, Paolo Ferrero, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese..." 

Alle 18,30 sulla pagina fan del Partito del Sud.
Evento Facebook: 
https://www.facebook.com/events/869178250224895/


MARTEDI' 19 MAGGIO ORE 18,30 - PRIMO APPUNTAMENTO IN DIRETTA DI UNA SERIE DI APPROFONDIMENTI SUL MEZZOGIORNO E SUI VARI ASPETTI DELLA "NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE" ORGANIZZATI DAL PARTITO DEL SUD CON CADENZA SETTIMANALE
PARTECIPERANNO:
ANDREA DEL MONACO, GIORNALISTA ,SCRITTORE, ESPERTO DI FONDI UE;
PAOLO FERRERO, VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA;
ROBERTO MUSACCHIO, GIA' PARLAMENTARE EUROPEO;
NATALE CUCCURESE, PRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
MODERA: MICHELE DELL'EDERA; VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
DIRETTA FACEBOOK SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD :https://www.facebook.com/PdelSud/
SI POSSONO PORRE DOMANDE AGLI OSPITI IN DIRETTA DAI COMMENTI AL VIDEO SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD.


.
Leggi tutto »
L'Europa nel bene e nel male influenza le nostre vite, al Sud e da Sud cosa succede? 
Martedì "Il Partito del Sud incontra: Andrea Del Monaco, Paolo Ferrero, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese..." 

Alle 18,30 sulla pagina fan del Partito del Sud.
Evento Facebook: 
https://www.facebook.com/events/869178250224895/


MARTEDI' 19 MAGGIO ORE 18,30 - PRIMO APPUNTAMENTO IN DIRETTA DI UNA SERIE DI APPROFONDIMENTI SUL MEZZOGIORNO E SUI VARI ASPETTI DELLA "NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE" ORGANIZZATI DAL PARTITO DEL SUD CON CADENZA SETTIMANALE
PARTECIPERANNO:
ANDREA DEL MONACO, GIORNALISTA ,SCRITTORE, ESPERTO DI FONDI UE;
PAOLO FERRERO, VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA;
ROBERTO MUSACCHIO, GIA' PARLAMENTARE EUROPEO;
NATALE CUCCURESE, PRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
MODERA: MICHELE DELL'EDERA; VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
DIRETTA FACEBOOK SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD :https://www.facebook.com/PdelSud/
SI POSSONO PORRE DOMANDE AGLI OSPITI IN DIRETTA DAI COMMENTI AL VIDEO SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD.


.

martedì 5 maggio 2020

Venerdì 8 Maggio ore 19,00 - Sud-Lab: “La UE e gli ulteriori scippi ai danni del Sud”

L’Italia a due velocità è lo specchio dell’Europa a due velocità? Le misure di flessibilità concesse dall’Unione europea allo Stato italiano per l’utilizzo dei fondi strutturali minacciano o meno la ripartizione 80%-20% a vantaggio del Sud?
Stando al DEF, a quanto riportato da alcune testate giornalistiche, Il MattinoIl Quotidiano del SudLeft, ed a quanto denunciato dai parlamentari Paola Nugnes e Silvio Ruotolo, sembrerebbe proprio che il Governo italiano si appresti a scaricare i costi dell’emergenza coronavirus sul Sud, drenando al Nord non solo la maggioranza dei finanziamenti statali, sospendendo anche formalmente il vincolo di spesa del 34% a favore del Mezzogiorno, ma saccheggiando pure le risorse “aggiuntive” ad esso destinate con l’avallo delle stesse istituzioni europee.
Sul “Come – ha dichiarato Natale Cuccurese – gli ultimi accadimenti all’interno della Ue possono comportare l’ennesimo scippo di risorse ai danni del Sud”, si parlerà venerdì 8 maggio alle ore 19:00 in occasione della discussione in diretta dedicata al tema “L’Europa del Sud”, promossa da Transform!Italia nell’ambito delle iniziative dedicate a Sud-Lab.
Alla discussione parteciperanno: Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud; Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno Partito della Rifondazione Comunista; Roberto Musacchio, già Europarlamentare Paola Nugnes, Senatrice, ed Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto fondi Ue ed autore del libro Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi. Coordinerà gli interventi: Roberto Morea.


Leggi tutto »
L’Italia a due velocità è lo specchio dell’Europa a due velocità? Le misure di flessibilità concesse dall’Unione europea allo Stato italiano per l’utilizzo dei fondi strutturali minacciano o meno la ripartizione 80%-20% a vantaggio del Sud?
Stando al DEF, a quanto riportato da alcune testate giornalistiche, Il MattinoIl Quotidiano del SudLeft, ed a quanto denunciato dai parlamentari Paola Nugnes e Silvio Ruotolo, sembrerebbe proprio che il Governo italiano si appresti a scaricare i costi dell’emergenza coronavirus sul Sud, drenando al Nord non solo la maggioranza dei finanziamenti statali, sospendendo anche formalmente il vincolo di spesa del 34% a favore del Mezzogiorno, ma saccheggiando pure le risorse “aggiuntive” ad esso destinate con l’avallo delle stesse istituzioni europee.
Sul “Come – ha dichiarato Natale Cuccurese – gli ultimi accadimenti all’interno della Ue possono comportare l’ennesimo scippo di risorse ai danni del Sud”, si parlerà venerdì 8 maggio alle ore 19:00 in occasione della discussione in diretta dedicata al tema “L’Europa del Sud”, promossa da Transform!Italia nell’ambito delle iniziative dedicate a Sud-Lab.
Alla discussione parteciperanno: Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud; Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno Partito della Rifondazione Comunista; Roberto Musacchio, già Europarlamentare Paola Nugnes, Senatrice, ed Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto fondi Ue ed autore del libro Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi. Coordinerà gli interventi: Roberto Morea.


venerdì 10 aprile 2020

Il Partito del Sud, Natale Cuccurese: “No all’accordo capestro per l’Italia. Il Sud ne verrà distrutto”

Straziate dall’emergenza sanitaria coronavirus, che ne sta provocando anche il crollo economico e sociale, l’Italia e la Spagna chiedono solidarietà all’Unione Europea e in cambio ottengono ed accettano l’apertura del’Eurogruppo a finanziamenti con interessi da strozzini.
Ieri sera, osserva a questo proposito il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, “Dopo tante chiacchiere, tanti contrasti a questo punto solo apparenti, l’Italia accetta Mes e Sure esattamente come volevano Germania e Olanda. Nessun accenno ad Eurobond”.
In questo modo, prosegue Cuccurese, “Il governo apre la strada al Memorandum e alla Troika. Il tutto senza alcun passaggio parlamentare”.
Ora – conclude il Presidente – Conte dica no al Mes e mantenga la parola data. In caso contrario ci ricorderemo a lungo di questo accordo che, coi prestiti, mette una corda al collo agli italiani per i prossimi anni, mentre il Sud ne verrà definitivamente distrutto”.



Leggi tutto »
Straziate dall’emergenza sanitaria coronavirus, che ne sta provocando anche il crollo economico e sociale, l’Italia e la Spagna chiedono solidarietà all’Unione Europea e in cambio ottengono ed accettano l’apertura del’Eurogruppo a finanziamenti con interessi da strozzini.
Ieri sera, osserva a questo proposito il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, “Dopo tante chiacchiere, tanti contrasti a questo punto solo apparenti, l’Italia accetta Mes e Sure esattamente come volevano Germania e Olanda. Nessun accenno ad Eurobond”.
In questo modo, prosegue Cuccurese, “Il governo apre la strada al Memorandum e alla Troika. Il tutto senza alcun passaggio parlamentare”.
Ora – conclude il Presidente – Conte dica no al Mes e mantenga la parola data. In caso contrario ci ricorderemo a lungo di questo accordo che, coi prestiti, mette una corda al collo agli italiani per i prossimi anni, mentre il Sud ne verrà definitivamente distrutto”.



sabato 4 aprile 2020

PER UNA EUROPA SOLIDALE: EUROBOND ! NO MES, NO SURE !


Dei punti che l'Eurogruppo proporrà martedì, SURE e MES sono da rifiutare senza indugio.
Ci restituiscono soldi nostri, versati senza condizioni, con condizionalità.
Il Sure è un bluff ed il Mes di “nome ma non di fatto”, come vorrebbero farlo passare, apre la porta a Memorandum e Troika, cioè quanto di peggio si possa pensare. Cose di cui l’Italia non ha certo bisogno, soprattutto in questo momento.
Gli Eurobond invece contrastano alla radice la logica del pareggio di bilancio e la sua matrice geopolitica di classe e ben rappresentano quella solidarietà Nord-Sud che da sempre manca in Europa ed anche nel nostro Paese. Potrebbero in altre parole segnare un buon punto di svolta generale.
Naturalmente serve anche fare altro e da subito, come far si che la Bce, ma anche il bilancio Ue coprano le necessità. E che poi la Bce si riformi.
Ma una cosa è certa e cioè che il governo non può impegnarsi, nè all’Eurogruppo di martedì, nè al Consiglio europeo di giovedì, senza prima essere passato dal Camera e Senato.
Nel link i motivi per cui il blocco del Nord Europa non vuole i Coronabond, in un breve video esplicativo del nostro amico e consulente economico Andrea Del Monaco https://youtu.be/rYP4GXwEmLU https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=rYP4GXwEmLU

Partito del Sud


Leggi tutto »

Dei punti che l'Eurogruppo proporrà martedì, SURE e MES sono da rifiutare senza indugio.
Ci restituiscono soldi nostri, versati senza condizioni, con condizionalità.
Il Sure è un bluff ed il Mes di “nome ma non di fatto”, come vorrebbero farlo passare, apre la porta a Memorandum e Troika, cioè quanto di peggio si possa pensare. Cose di cui l’Italia non ha certo bisogno, soprattutto in questo momento.
Gli Eurobond invece contrastano alla radice la logica del pareggio di bilancio e la sua matrice geopolitica di classe e ben rappresentano quella solidarietà Nord-Sud che da sempre manca in Europa ed anche nel nostro Paese. Potrebbero in altre parole segnare un buon punto di svolta generale.
Naturalmente serve anche fare altro e da subito, come far si che la Bce, ma anche il bilancio Ue coprano le necessità. E che poi la Bce si riformi.
Ma una cosa è certa e cioè che il governo non può impegnarsi, nè all’Eurogruppo di martedì, nè al Consiglio europeo di giovedì, senza prima essere passato dal Camera e Senato.
Nel link i motivi per cui il blocco del Nord Europa non vuole i Coronabond, in un breve video esplicativo del nostro amico e consulente economico Andrea Del Monaco https://youtu.be/rYP4GXwEmLU https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=rYP4GXwEmLU

Partito del Sud


sabato 14 marzo 2020

Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale: FONDI UE, NESSUNA RIMODULAZIONE DELLE RISORSE A DANNO DEL SUD! - Firma la petizione!



I fondi UE sono quasi sempre fondi “strutturali”, cioè intendono intervenire su quelle che sono, appunto, le carenze strutturali e innovative di alcune regioni d’Europa, tra cui il Sud Italia. L’emergenza Coronavirus è invece una situazione contingente e sicuramente passeggera, ha quindi bisogno certamente di fondi, ma certamente di fondi in grado di intervenire sulle carenze determinate dal fermo dell’intero Paese in questo periodo lungo o corto che sia. 
Non è una questione di solidarietà, è una questione di lungimiranza, abbiamo una parte del Paese che, finita l’emergenza, potrà riprendere a correre, un’altra parte, il sud, che tornerà ad arrancare.
Proviamo a chiarire:
Il Sole 24 ore ha titolato nei giorni scorsi:”Sui fondi Ue prove di solidarietà dalle regioni del Sud verso il Nord. La rimodulazione delle risorse “.
La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.
Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!


Leggi tutto »


I fondi UE sono quasi sempre fondi “strutturali”, cioè intendono intervenire su quelle che sono, appunto, le carenze strutturali e innovative di alcune regioni d’Europa, tra cui il Sud Italia. L’emergenza Coronavirus è invece una situazione contingente e sicuramente passeggera, ha quindi bisogno certamente di fondi, ma certamente di fondi in grado di intervenire sulle carenze determinate dal fermo dell’intero Paese in questo periodo lungo o corto che sia. 
Non è una questione di solidarietà, è una questione di lungimiranza, abbiamo una parte del Paese che, finita l’emergenza, potrà riprendere a correre, un’altra parte, il sud, che tornerà ad arrancare.
Proviamo a chiarire:
Il Sole 24 ore ha titolato nei giorni scorsi:”Sui fondi Ue prove di solidarietà dalle regioni del Sud verso il Nord. La rimodulazione delle risorse “.
La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.
Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!


mercoledì 11 marzo 2020

FONDI UE, NESSUNA RIMODULAZIONE DELLE RISORSE A DANNO DEL SUD!




Di Natale Cuccurese

La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato il mese scorso da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.

Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa già a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!
Facciamo sentire in ogni modo la nostra pressione sui rappresentati del Governo e del Parlamento eletti al Sud!

.


Leggi tutto »



Di Natale Cuccurese

La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato il mese scorso da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.

Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa già a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!
Facciamo sentire in ogni modo la nostra pressione sui rappresentati del Governo e del Parlamento eletti al Sud!

.


venerdì 8 marzo 2019

PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA: Per una lista di sinistra alle elezioni europee Il tempo è ora!

Dichiarazione del vicepresidente della Partito della sinistra europea, Paolo Ferrero:
Le organizzazioni italiane che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea – Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L’altra Europa, Partito del Sud, Convergenza Socialista, Transform! Italia – hanno deciso di mettersi a disposizione per la presentazione di una lista della sinistra alle prossime elezioni europee.
In questi giorni tale percorso ha fatto decisi passi in avanti, cercando il coinvolgimento di altre forze che si muovono sul terreno dell’alternativa, con l’obiettivo di presentare a breve il logo e il nome della lista che correrà alle europee.
La posta in gioco è molto alta. C’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe. Per questo occorre contrastare sia il neoliberismo che il nazionalismo e costruire in Italia e in Europa un terzo polo che metta al centro i diritti delle donne e degli uomini – di tutte le donne e gli uomini – a partire da quelli del e nel lavoro, la salvaguardia della natura, la cooperazione tra i popoli e la pace.
Al fine di realizzare questa confluenza tra esperienze sociali, politiche e culturali, tra soggetti politici diversi italiani ed europei, abbiamo aperto un confronto con le donne e gli uomini, i partiti le associazioni e i movimenti che si riconoscono in questo orizzonte politico di alternativa. Il successo della lista sarà strettamente legato al protagonismo che questi soggetti esprimeranno perché l’unica strada per rovesciare la situazione attuale, come ci insegna il movimento delle donne, è il protagonismo di massa.
Il Partito della Sinistra Europea, segue con attenzione e speranza il cammino intrapreso in Italia.
Roma, 8 marzo 2019
COMUNICATO STAMPA


Leggi tutto »
Dichiarazione del vicepresidente della Partito della sinistra europea, Paolo Ferrero:
Le organizzazioni italiane che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea – Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L’altra Europa, Partito del Sud, Convergenza Socialista, Transform! Italia – hanno deciso di mettersi a disposizione per la presentazione di una lista della sinistra alle prossime elezioni europee.
In questi giorni tale percorso ha fatto decisi passi in avanti, cercando il coinvolgimento di altre forze che si muovono sul terreno dell’alternativa, con l’obiettivo di presentare a breve il logo e il nome della lista che correrà alle europee.
La posta in gioco è molto alta. C’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe. Per questo occorre contrastare sia il neoliberismo che il nazionalismo e costruire in Italia e in Europa un terzo polo che metta al centro i diritti delle donne e degli uomini – di tutte le donne e gli uomini – a partire da quelli del e nel lavoro, la salvaguardia della natura, la cooperazione tra i popoli e la pace.
Al fine di realizzare questa confluenza tra esperienze sociali, politiche e culturali, tra soggetti politici diversi italiani ed europei, abbiamo aperto un confronto con le donne e gli uomini, i partiti le associazioni e i movimenti che si riconoscono in questo orizzonte politico di alternativa. Il successo della lista sarà strettamente legato al protagonismo che questi soggetti esprimeranno perché l’unica strada per rovesciare la situazione attuale, come ci insegna il movimento delle donne, è il protagonismo di massa.
Il Partito della Sinistra Europea, segue con attenzione e speranza il cammino intrapreso in Italia.
Roma, 8 marzo 2019
COMUNICATO STAMPA


venerdì 8 febbraio 2019

IL PARTITO DEL SUD-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI ENTRA NEL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA


COMUNICATO STAMPA

Dopo un percorso durato alcuni mesi, anche con incontri diretti sempre all'insegna della cordiale collaborazione e dell'impegno al servizio della comune causa progressista, il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, nella riunione di Bruxelles dello scorso 26 e 27 gennaio, è stato ammesso dal Comitato EL del Partito della Sinistra Europea a far parte dello stesso in "Cooperazione rafforzata".

Siamo pertanto a comunicare, con grande soddisfazione, che metteremo a disposizione del Partito della Sinistra Europea le nostre tesi meridionaliste progressiste già a partire dai prossimi incontri europei, essendo stati abilitati a partecipare ai gruppi di lavoro dell'EL e del Forum europeo.

"In tale forum, la circolazione delle informazioni sulle attività dell'EL sarà garantita e potranno essere intraprese iniziative congiunte, a partire dalla partecipazione comune alle prossime elezioni europee e dalla scelta di trasformare Transform! Europe in un punto comune di riferimento ad opera del Vicepresidente italiano (Paolo Ferrero ndr) del Partito della Sinistra Europea."

Un passo in avanti decisivo, già dai prossimi mesi, per portare, in una ottica meridionalista europea, i problemi del Sud Italia e dei Sud d'Europa sempre più all'attenzione del dibattito politico continentale, al fine di trovare le giuste soluzioni condivise a richieste, problematiche, progetti a favore del Sud Italia e dei Sud d'Europa, per superare al più presto ogni tipo di discriminazione e disparità.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti





.
Leggi tutto »

COMUNICATO STAMPA

Dopo un percorso durato alcuni mesi, anche con incontri diretti sempre all'insegna della cordiale collaborazione e dell'impegno al servizio della comune causa progressista, il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, nella riunione di Bruxelles dello scorso 26 e 27 gennaio, è stato ammesso dal Comitato EL del Partito della Sinistra Europea a far parte dello stesso in "Cooperazione rafforzata".

Siamo pertanto a comunicare, con grande soddisfazione, che metteremo a disposizione del Partito della Sinistra Europea le nostre tesi meridionaliste progressiste già a partire dai prossimi incontri europei, essendo stati abilitati a partecipare ai gruppi di lavoro dell'EL e del Forum europeo.

"In tale forum, la circolazione delle informazioni sulle attività dell'EL sarà garantita e potranno essere intraprese iniziative congiunte, a partire dalla partecipazione comune alle prossime elezioni europee e dalla scelta di trasformare Transform! Europe in un punto comune di riferimento ad opera del Vicepresidente italiano (Paolo Ferrero ndr) del Partito della Sinistra Europea."

Un passo in avanti decisivo, già dai prossimi mesi, per portare, in una ottica meridionalista europea, i problemi del Sud Italia e dei Sud d'Europa sempre più all'attenzione del dibattito politico continentale, al fine di trovare le giuste soluzioni condivise a richieste, problematiche, progetti a favore del Sud Italia e dei Sud d'Europa, per superare al più presto ogni tipo di discriminazione e disparità.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti





.

lunedì 16 luglio 2018

“Sud, periferie d’Europa: quale futuro?” incontro internazionale a Napoli 2 luglio 2018



https://www.youtube.com/watch?v=UmyN4doEbfs

Si è svolto il 2 luglio 2018 a Napoli l’incontro “Sud, periferie d’Europa: quale futuro?”, confronto internazionale svoltosi nel pomeriggio presso l’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. L’incontro, dopo l’introduzione di Massimiliano Marotta, Presidente dell’Istituto, ha visto la partecipazione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Kalliopi Stavropoulos Consigliera regionale di Attica-programmi per lo sviluppo di Syriza, di Carlos Sanchez Mato Consigliere di Ahora Madrid e Responsabile economia di Izquierda Unida, di Costanza Boccardi del Coordinamento Nazionale di Altra Europa, di Natale Cuccurese Presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti. Ha moderato, di fronte ad un folto pubblico che non ha fatto mancare domande nel successivo dibattito, e presentato i vari ospiti Antonio Luongo Responsabile per Napoli e provincia sempre del Partito del Sud. I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro? E’ la domanda che si sono posti gli ospiti e a cui hanno risposto proponendo soluzioni, sulla base di esperienze concrete a livello europeo, dalla Grecia alla Spagna passando per l’Italia. Come poter contrastare una tendenza che in Europa colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente. Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono storicamente frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo. E’ stato messo un primo tassello ad una discussione politica e culturale che dovrà essere alimentata nelle prossime settimane, una discussione che ha affrontato e messo al centro del dibattito il futuro dei Popoli europei e non, l’economia, l’immigrazione, la democrazia, i diritti sociali ed il diritto a restare umani, tutti affrontati un un’ottica progressista. Come unire le forze a livello europeo, in modo non settario, collegando in modo sinergico le diverse esperienze virtuose che partendo da esperienze municipaliste dal basso sono riuscite, contro le previsioni dei detrattori, ad ottenere risultati che contraddicono completamente le tesi neoliberiste ed il racconto dei media mainstream.

.
Leggi tutto »


https://www.youtube.com/watch?v=UmyN4doEbfs

Si è svolto il 2 luglio 2018 a Napoli l’incontro “Sud, periferie d’Europa: quale futuro?”, confronto internazionale svoltosi nel pomeriggio presso l’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. L’incontro, dopo l’introduzione di Massimiliano Marotta, Presidente dell’Istituto, ha visto la partecipazione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Kalliopi Stavropoulos Consigliera regionale di Attica-programmi per lo sviluppo di Syriza, di Carlos Sanchez Mato Consigliere di Ahora Madrid e Responsabile economia di Izquierda Unida, di Costanza Boccardi del Coordinamento Nazionale di Altra Europa, di Natale Cuccurese Presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti. Ha moderato, di fronte ad un folto pubblico che non ha fatto mancare domande nel successivo dibattito, e presentato i vari ospiti Antonio Luongo Responsabile per Napoli e provincia sempre del Partito del Sud. I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro? E’ la domanda che si sono posti gli ospiti e a cui hanno risposto proponendo soluzioni, sulla base di esperienze concrete a livello europeo, dalla Grecia alla Spagna passando per l’Italia. Come poter contrastare una tendenza che in Europa colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente. Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono storicamente frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo. E’ stato messo un primo tassello ad una discussione politica e culturale che dovrà essere alimentata nelle prossime settimane, una discussione che ha affrontato e messo al centro del dibattito il futuro dei Popoli europei e non, l’economia, l’immigrazione, la democrazia, i diritti sociali ed il diritto a restare umani, tutti affrontati un un’ottica progressista. Come unire le forze a livello europeo, in modo non settario, collegando in modo sinergico le diverse esperienze virtuose che partendo da esperienze municipaliste dal basso sono riuscite, contro le previsioni dei detrattori, ad ottenere risultati che contraddicono completamente le tesi neoliberiste ed il racconto dei media mainstream.

.

martedì 10 luglio 2018

IL PARTITO DEL SUD ADERISCE ALLA GIORNATA DI SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE A VENTIMIGLIA PER UN PERMESSO DI SOGGIORNO EUROPEO


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti aderisce alla giornata di mobilitazione e solidarietà che si svolgerà a Ventimiglia il prossimo 14 Luglio, su uno dei confini interni più controversi d’Europa, per denunciare la brutalità delle politiche nazionali ed internazionali di governo delle migrazioni e per rivendicare la necessità di un permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e per ripensare l’attuale sistema della cosiddetta “accoglienza”.

Una mobilitazione contro la tratta e le violenze di genere, contro lo sfruttamento delle persone migranti, per la loro libertà e autodeterminazione. Come il Mediterraneo è il fossato mortale di un’Europa rinchiusa nella sua fortezza, così Ventimiglia è il simbolo del fallimento di un’Europa senza confini interni. Infatti il confine fra Italia e Francia rientra nell’accordo di Schengen, uno di quei confini che non dovrebbero più esistere per le persone e che invece si stanno moltiplicando e militarizzando, nuovi muri che lasciano passare le merci e fermano i corpi, i desideri, i progetti di vita.

La manifestazione prende posizione di fronte alle politiche locali, italiane ed europee che quotidianamente si ripercuotono sulle condizioni di vita e sui diritti fondamentali delle persone in viaggio e non solo. Ventimiglia è stata scelta perché luogo simbolo delle violente e fallimentari politiche migratorie sia italiane che europee, come il decreto Minniti-Orlando o l’accordo di Dublino III. Pensiamo che il nuovo governo italiano qualunquista, xenofobo e razzista possa ulteriormente aggravare una situazione già estremamente critica per chi rivendica diritti e libertà di movimento.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



.
Leggi tutto »

Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti aderisce alla giornata di mobilitazione e solidarietà che si svolgerà a Ventimiglia il prossimo 14 Luglio, su uno dei confini interni più controversi d’Europa, per denunciare la brutalità delle politiche nazionali ed internazionali di governo delle migrazioni e per rivendicare la necessità di un permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e per ripensare l’attuale sistema della cosiddetta “accoglienza”.

Una mobilitazione contro la tratta e le violenze di genere, contro lo sfruttamento delle persone migranti, per la loro libertà e autodeterminazione. Come il Mediterraneo è il fossato mortale di un’Europa rinchiusa nella sua fortezza, così Ventimiglia è il simbolo del fallimento di un’Europa senza confini interni. Infatti il confine fra Italia e Francia rientra nell’accordo di Schengen, uno di quei confini che non dovrebbero più esistere per le persone e che invece si stanno moltiplicando e militarizzando, nuovi muri che lasciano passare le merci e fermano i corpi, i desideri, i progetti di vita.

La manifestazione prende posizione di fronte alle politiche locali, italiane ed europee che quotidianamente si ripercuotono sulle condizioni di vita e sui diritti fondamentali delle persone in viaggio e non solo. Ventimiglia è stata scelta perché luogo simbolo delle violente e fallimentari politiche migratorie sia italiane che europee, come il decreto Minniti-Orlando o l’accordo di Dublino III. Pensiamo che il nuovo governo italiano qualunquista, xenofobo e razzista possa ulteriormente aggravare una situazione già estremamente critica per chi rivendica diritti e libertà di movimento.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



.

venerdì 31 marzo 2017

Il Sud, la Sinistra e l'Europa....la manifestazione e l'interessante evento di Diem25 a Roma il 25 marzo - di E. Riccio

Il 25 marzo come Partito del Sud abbiamo partecipato alla pacifica manifestazione a Roma della mattina, partita da Piazza Vittorio, per un'Europa diversa da quella attuale, dominata dalle lobbies finanziarie e dall'austerità, ma più giusta e più solidale. Un'Europa quindi anche alternativa a quella che va incontro al vento dei populismi, fascismi e razzismi xenofobi che stanno attraversando l'Europa....e non solo visto il recente successo di Trump in USA e altri da Putin ad Erdogan....insomma per una visiona alternativa anche a quelle ottocentesche di rinchiudersi in vecchi confini nazionali, tanto piu' che noi meridionali in questi 150 anni e più di questi confini siamo prima diventati e poi restati colonia di un paese che oggi rischia a sua volta di essere colonia di un "Europa del Nord", onestamente colonia di una colonia ci sembrerebbe troppo e pensare di tornare ad antichi confini e antiche monarchie pure ci sembrerebbe, non solo nostalgico e inattuabile, ma anche ridicolo.

In una Roma blindata, per la presenza di più cortei, alcuni un po' troppo europeisti senza se e senza ma altri un po' troppo ferocemente anti-europeisti senza alcuna possibilità di salvezza ed infine altri ancora, i peggiori secondo me, addirittura anti-europeisti e "sovranisti" con la patetica presenza di alcuni politici che speculano sulle paure e sulla crisi, passando con disinvoltura da "prima il nord" a "prima gli italiani", per fortuna tutto è andato bene e specialmente la nostra manifestazione è stata pacifica e ci siamo fatti notare, anche se con le solite approssimazioni della stampa italiana.

Come detto anche in un recente articolo degli amici e amiche di Rubriche meridionali, dobbiamo sempre spiegare le stesse cose....cioè che "revisione storica" sul cosiddetto "risorgimento" non significa "nostalgia di antichi confini" e antiche dinastie, i cui eredi tra l'altro hanno già detto e ripetuto che non sono per niente interessati a ripristinare il loro trono e il loro ex Regno. Piuttosto serve ricordare sempre COME è stata fatta male l'unità del 1861, quali conseguenze ha avuto come origine della "questione meridionale" e come le logiche coloniali si siano propagate, putroppo tutte o quasi tutte, dal nefasto regime sabaudo-fascista alla Repubblica con la sua bella Costituzione, di cui chiediamo sempre l'applicazione integrale....l'applicazione integrale e sostanziale dell'articolo 3 spazzerebbe via la "questione meridionale" in un amen.

Interessante poi l'evento in serata al Teatro Italia di Diem25, "Il tempo del coraggio" con notevoli spunti di interesse e tantissimi interventi interessanti da Varoufakis al regista Ken Loach in video, fino a Monedero di Podemos e tanti altri. Interessante soprattutto per l'idea di un'internazionale progressista a livello europeo ipotizzata da Varoufakis e altri, in raccordo con le migliori esperienza europee da Podemos in Spagna, ai Verdi francesi, a Razem in Polonia fino ai tanti movimenti locali progressisti per la difesa dell'ambiente e contro le logiche di speculazione edilizia e finanziaria. Molti ospiti con i loro interventi molto applauditi e soprattutto molto applaudito l'intervento del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha portato l'esempio di Napoli "città ribelle" alla corruzione, alle mafie e alle logiche neoliberiste perseguite dal governo Renzi e dall'establishment europeo....tutti guardano con interesse ad una "terza via" di sinistra vera, alternativa sia alle logiche neoliberiste (purtroppo spinte e proseguite anche con il PD di Renzi...) sia ai pericolosi populismi razzisti e xeonfobi che ora si vogliono "rebrandizzare" come "sovranisti".

Tutto molto bello e condivisibile....personalmente resta un po' di incertezza nelle tappe e nell'organizzazione di questo cammino, sia in Italia che in Europa, Bisognerebbe avere un po' di pragmatismo e di organizzazione in più per costruire sui territori questa sinistra alternativa, finalmente unita e senza le divisioni assurde attuali in una foresta fatta di cespugli, partiti, movimenti, sigle sconosciute ed incomprensibili...e lavorare sui territori, per parlare al popolo e tornare nelle periferie e accanto ai più deboli schiacciati dalla crisi attuali, infine bisognerebbe raccordare le battaglie dei movimenti locali con il grande sogno di un'Europa più giusta, più democratica, più solidale...noi del Partito del Sud non possiamo che giocare la nostra partita in questo campo, per una politica forse utopica ma libera e giusta... non vogliamo essere colonia di una colonia, cioè colonia dell'Italia che diventa colonia insieme ai cosiddetti PIGS (praticamente i paesi dell'Europa del Sud insieme all'Irlanda) di un'Europa del Nord in un folle disegno di "Europa a più velocità"!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
Leggi tutto »
Il 25 marzo come Partito del Sud abbiamo partecipato alla pacifica manifestazione a Roma della mattina, partita da Piazza Vittorio, per un'Europa diversa da quella attuale, dominata dalle lobbies finanziarie e dall'austerità, ma più giusta e più solidale. Un'Europa quindi anche alternativa a quella che va incontro al vento dei populismi, fascismi e razzismi xenofobi che stanno attraversando l'Europa....e non solo visto il recente successo di Trump in USA e altri da Putin ad Erdogan....insomma per una visiona alternativa anche a quelle ottocentesche di rinchiudersi in vecchi confini nazionali, tanto piu' che noi meridionali in questi 150 anni e più di questi confini siamo prima diventati e poi restati colonia di un paese che oggi rischia a sua volta di essere colonia di un "Europa del Nord", onestamente colonia di una colonia ci sembrerebbe troppo e pensare di tornare ad antichi confini e antiche monarchie pure ci sembrerebbe, non solo nostalgico e inattuabile, ma anche ridicolo.

In una Roma blindata, per la presenza di più cortei, alcuni un po' troppo europeisti senza se e senza ma altri un po' troppo ferocemente anti-europeisti senza alcuna possibilità di salvezza ed infine altri ancora, i peggiori secondo me, addirittura anti-europeisti e "sovranisti" con la patetica presenza di alcuni politici che speculano sulle paure e sulla crisi, passando con disinvoltura da "prima il nord" a "prima gli italiani", per fortuna tutto è andato bene e specialmente la nostra manifestazione è stata pacifica e ci siamo fatti notare, anche se con le solite approssimazioni della stampa italiana.

Come detto anche in un recente articolo degli amici e amiche di Rubriche meridionali, dobbiamo sempre spiegare le stesse cose....cioè che "revisione storica" sul cosiddetto "risorgimento" non significa "nostalgia di antichi confini" e antiche dinastie, i cui eredi tra l'altro hanno già detto e ripetuto che non sono per niente interessati a ripristinare il loro trono e il loro ex Regno. Piuttosto serve ricordare sempre COME è stata fatta male l'unità del 1861, quali conseguenze ha avuto come origine della "questione meridionale" e come le logiche coloniali si siano propagate, putroppo tutte o quasi tutte, dal nefasto regime sabaudo-fascista alla Repubblica con la sua bella Costituzione, di cui chiediamo sempre l'applicazione integrale....l'applicazione integrale e sostanziale dell'articolo 3 spazzerebbe via la "questione meridionale" in un amen.

Interessante poi l'evento in serata al Teatro Italia di Diem25, "Il tempo del coraggio" con notevoli spunti di interesse e tantissimi interventi interessanti da Varoufakis al regista Ken Loach in video, fino a Monedero di Podemos e tanti altri. Interessante soprattutto per l'idea di un'internazionale progressista a livello europeo ipotizzata da Varoufakis e altri, in raccordo con le migliori esperienza europee da Podemos in Spagna, ai Verdi francesi, a Razem in Polonia fino ai tanti movimenti locali progressisti per la difesa dell'ambiente e contro le logiche di speculazione edilizia e finanziaria. Molti ospiti con i loro interventi molto applauditi e soprattutto molto applaudito l'intervento del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha portato l'esempio di Napoli "città ribelle" alla corruzione, alle mafie e alle logiche neoliberiste perseguite dal governo Renzi e dall'establishment europeo....tutti guardano con interesse ad una "terza via" di sinistra vera, alternativa sia alle logiche neoliberiste (purtroppo spinte e proseguite anche con il PD di Renzi...) sia ai pericolosi populismi razzisti e xeonfobi che ora si vogliono "rebrandizzare" come "sovranisti".

Tutto molto bello e condivisibile....personalmente resta un po' di incertezza nelle tappe e nell'organizzazione di questo cammino, sia in Italia che in Europa, Bisognerebbe avere un po' di pragmatismo e di organizzazione in più per costruire sui territori questa sinistra alternativa, finalmente unita e senza le divisioni assurde attuali in una foresta fatta di cespugli, partiti, movimenti, sigle sconosciute ed incomprensibili...e lavorare sui territori, per parlare al popolo e tornare nelle periferie e accanto ai più deboli schiacciati dalla crisi attuali, infine bisognerebbe raccordare le battaglie dei movimenti locali con il grande sogno di un'Europa più giusta, più democratica, più solidale...noi del Partito del Sud non possiamo che giocare la nostra partita in questo campo, per una politica forse utopica ma libera e giusta... non vogliamo essere colonia di una colonia, cioè colonia dell'Italia che diventa colonia insieme ai cosiddetti PIGS (praticamente i paesi dell'Europa del Sud insieme all'Irlanda) di un'Europa del Nord in un folle disegno di "Europa a più velocità"!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

giovedì 30 marzo 2017

Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, intervistato dal giornale greco "Avgi".

La "Questione meridionale" approda così, grazie al Partito del Sud, sulla stampa greca ed europea. Una "Questione" che riguarda e accomuna tutti i Sud Europa nella comune lotta.




NATALE CUCCURESE, Partito del Sud:

Con la Grecia per una nuova collaborazione del Sud con l’Europa
Pubblicato nel giornale di SYRIZA “Avgi” Giovedì 30 Marzo 2017.

La Grecia ha sollevato la questione del debito, dell’austerità e la necessità di ricostruire l'Europa dal basso e l'Italia risponde in un modo evasivo che non porta da nessuna parte. Bisogna sostenere i tentativi dell’Europa mediterranea per una collaborazione più equa con gli altri popoli dell'Unione.
La situazione politica in Italia è caotica e in modo particolare a sinistra, dove si registrano continue divisioni e frammentazioni, e dopo quattro anni d governi “tecnici”, che nessuno ha votato, abbiamo i tassi più bassi di crescita in Europa. Allo stesso tempo aumenta l’impoverimento e specialmente nell’Italia del Sud, con il 50% delle persone che vivono vicino o sotto la soglia della povertà. Per non parlare della disoccupazione giovanile che nel Sud Italia ha il record europeo: supera il 60%.
Dobbiamo lottare contro il neoliberismo barbaro per rovesciare questa percorso distruttivo impostoci da un'Europa che ci piace ogni giorno di meno, e che rende assolutamente necessario il suo cambiamento, come abbiamo rivendicato sabato 25 marzo con la manifestazione della “Nostra Europa” a Roma.
Il 4 dicembre il popolo italiano ha mandato un messaggio di maturità politica respingendo la riforma costituzionale di Renzi, e il “No” ha raggiunto il 70% nell’Italia del Sud. Se non ci saranno risposte dalle forze democratiche, progressiste e di sinistra, corriamo il pericolo di vedere uno spostamento massiccio della gente disperata a destra e il crescere dei populisti. In Italia dobbiamo reagire il modo organizzato e unitario con tutte le forze che vogliono il cambio, collegando la nostra lotta con quella in atto a livello europeo per rovesciare il neoliberismo. Rivendichiamo l'Europa dei suoi popoli e l'Europa democratica del “Manifesto del Ventotene”.
Centocinquanta anni dopo la conquista del Sud da parte del Nord Italia, ci troviamo di fronte agli stessi problemi strutturali di allora, con una paese che si muove a due velocità. Noi, del Partito del Sud, non siamo né nazionalisti, né populisti. L'Italia deve puntare al suo Sud e aiutare il suo Nord, nel quale sono migrati almeno 14 milioni di italiani del Sud. Senza dimenticare che tutta l'Italia appartiene al Sud Europa.



.
Leggi tutto »
La "Questione meridionale" approda così, grazie al Partito del Sud, sulla stampa greca ed europea. Una "Questione" che riguarda e accomuna tutti i Sud Europa nella comune lotta.




NATALE CUCCURESE, Partito del Sud:

Con la Grecia per una nuova collaborazione del Sud con l’Europa
Pubblicato nel giornale di SYRIZA “Avgi” Giovedì 30 Marzo 2017.

La Grecia ha sollevato la questione del debito, dell’austerità e la necessità di ricostruire l'Europa dal basso e l'Italia risponde in un modo evasivo che non porta da nessuna parte. Bisogna sostenere i tentativi dell’Europa mediterranea per una collaborazione più equa con gli altri popoli dell'Unione.
La situazione politica in Italia è caotica e in modo particolare a sinistra, dove si registrano continue divisioni e frammentazioni, e dopo quattro anni d governi “tecnici”, che nessuno ha votato, abbiamo i tassi più bassi di crescita in Europa. Allo stesso tempo aumenta l’impoverimento e specialmente nell’Italia del Sud, con il 50% delle persone che vivono vicino o sotto la soglia della povertà. Per non parlare della disoccupazione giovanile che nel Sud Italia ha il record europeo: supera il 60%.
Dobbiamo lottare contro il neoliberismo barbaro per rovesciare questa percorso distruttivo impostoci da un'Europa che ci piace ogni giorno di meno, e che rende assolutamente necessario il suo cambiamento, come abbiamo rivendicato sabato 25 marzo con la manifestazione della “Nostra Europa” a Roma.
Il 4 dicembre il popolo italiano ha mandato un messaggio di maturità politica respingendo la riforma costituzionale di Renzi, e il “No” ha raggiunto il 70% nell’Italia del Sud. Se non ci saranno risposte dalle forze democratiche, progressiste e di sinistra, corriamo il pericolo di vedere uno spostamento massiccio della gente disperata a destra e il crescere dei populisti. In Italia dobbiamo reagire il modo organizzato e unitario con tutte le forze che vogliono il cambio, collegando la nostra lotta con quella in atto a livello europeo per rovesciare il neoliberismo. Rivendichiamo l'Europa dei suoi popoli e l'Europa democratica del “Manifesto del Ventotene”.
Centocinquanta anni dopo la conquista del Sud da parte del Nord Italia, ci troviamo di fronte agli stessi problemi strutturali di allora, con una paese che si muove a due velocità. Noi, del Partito del Sud, non siamo né nazionalisti, né populisti. L'Italia deve puntare al suo Sud e aiutare il suo Nord, nel quale sono migrati almeno 14 milioni di italiani del Sud. Senza dimenticare che tutta l'Italia appartiene al Sud Europa.



.

martedì 21 marzo 2017

IL PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD !




Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo
Leggi tutto »



Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo

sabato 19 novembre 2016

A San Severo il 26 Novembre parliamo di referendum Costituzionale Italiano in ottica mediterranea. Perché il SUD deve dire NO!

A una settimana dal voto il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti propone a tutti i cittadini, movimenti e partiti un Workshop, un confronto, un incontro per capire meglio perché il SUD, al referendum costituzionale del 4 DIcembre, deve dire un NO convinto e Consapevole.

Un NO al depauperamento del potere decisionale delle regioni e dei territori. Un confronto aperto con i Sud d'Europa e le loro costituzioni con Argyrios Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza (Grecia); con Andrea del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista de La Gazzetta del Mezzogiorno, spesso ospite e commentatore delle politiche italiane dagli schermi LA7 - Autore del libro di prossima uscita “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”. Lo faremo ancora con Michele Dell'Edera Coordinatore Regionale della Puglia del Partito del Sud che ci illustrerà la posizione del partito sul referendum e con Sabrina Di Carlo Coordinatrice Cittadina del Circolo del Partito del Sud di San Severo.

VI ASPETTIAMO NON MANCATE ! Presso Spazio Ripoli il 26 novembre alle ore 18,30 a San Severo.

Evento Facebook:  https://www.facebook.com/events/266922853705677/

Leggi tutto »
A una settimana dal voto il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti propone a tutti i cittadini, movimenti e partiti un Workshop, un confronto, un incontro per capire meglio perché il SUD, al referendum costituzionale del 4 DIcembre, deve dire un NO convinto e Consapevole.

Un NO al depauperamento del potere decisionale delle regioni e dei territori. Un confronto aperto con i Sud d'Europa e le loro costituzioni con Argyrios Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza (Grecia); con Andrea del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista de La Gazzetta del Mezzogiorno, spesso ospite e commentatore delle politiche italiane dagli schermi LA7 - Autore del libro di prossima uscita “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”. Lo faremo ancora con Michele Dell'Edera Coordinatore Regionale della Puglia del Partito del Sud che ci illustrerà la posizione del partito sul referendum e con Sabrina Di Carlo Coordinatrice Cittadina del Circolo del Partito del Sud di San Severo.

VI ASPETTIAMO NON MANCATE ! Presso Spazio Ripoli il 26 novembre alle ore 18,30 a San Severo.

Evento Facebook:  https://www.facebook.com/events/266922853705677/

venerdì 11 novembre 2016

Il Partito del Sud da Barletta fa da apripista al 'meridionalismo europeo' e alla 'questione' che da meridionale si fa 'internazionale'

Barletta 4 Novembre 2016
- Apertura lavori di Michele Dell'Edera, Vicepresidente PdelSUD https://www.youtube.com/watch?v=ckWoDLg3THo

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del Governatore Michele Emiliano https://www.youtube.com/watch?v=ji6y2iEuDKM

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos https://www.youtube.com/watch?v=yhlR0sGp8ro

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Argyrios Argiris Panagopoulos di Syriza https://www.youtube.com/watch?v=ymgL0rUXBYw

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del giornalista Andrea del Monaco https://www.youtube.com/watch?v=5KuBV2p9kF4

Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Andrea Balia Vicepresidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=r5kakSd8SJQ

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Natale Cuccurese Presidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=vxT_yp89NqE


.



La “questione meridionale” diventa “questione internazionale”
Si è svolto il 4 novembre 2016, nella bellissima cornice del Castello Svevo di Barletta, l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”, organizzato dal Partito del Sud. A discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, partendo dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo, sono stati, oltre a Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, Fernando Martinez De Carnero – Podemos Italia, Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Nomi insomma di grandissimo rilievo per quella che da più parti è considerata una sfida di primaria importanza: quella di ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.
Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo
Ad aprire i lavori al Castello Svevo di Barletta è stato Michele Dell’Edera che, oltre a Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, è anche il Coordinatore della Regione Puglia del Partito. Dell’Edera ha esordito ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano a Bari l’idea che Con il Sud si riparte (idea da cui è stato, tra l’altro, tratto un libro intitolato proprio Con il Sud si riparte, ndr), l’idea secondo la quale tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud. “Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile”, ha tenuto a precisare Dell’Edera, “e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.
“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato alle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.
Michele Dell’Edera, infine, chiude auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.
L’appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia
Attesissimo e assolutamente lusinghiero nei confronti del Partito organizzatore dell’evento è stato l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud. “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi nel vostro modo di fare politica la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”. In questo scenario, il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia “il riscatto da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”, ha proseguito Emiliano. Perché esiste una scienza, ha spiegato il Presidente della Regione Puglia, la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente, cioè, spesso le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi. Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire no, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. “Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.

L’immaginario del Sud, tutto da ricostruire. Podemos
L’immaginario di un Sud tutto da ricostruire nella giusta ottica, non falsato cioè da quella che è l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante, è stato invece il fil rouge dell’intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos. “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”. Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”, anche, dell’identità e la responsabilità di questa crisi è da far ricadere spesso sulle stesse sinistre che abbiamo visto emergere negli ultimi anni, le quali non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della nostra possibilità di lotta sociale che non poteva che portare sfociare in uno sfaldamento della solidarietà e all’agonizzare dell’individuo. “La priorità è dunque ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.

Syriza docet: “Siamo condannati a vincere”
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli, singoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa. “Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito, perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi. Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato”. Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una cosa è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. “Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”, ha domandato a se stesso e ai presenti Panagopoulos. “In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone. E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”. Infine Panagopoulos ha ricordato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile. Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.
Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche”. I tre punti cruciali di Andrea De Monaco
Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi, sono quelli che Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno (breve il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”) per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale adriatica e “costruzione di città policentriche” sono per Del Monaco i tre punti cruciali di un sottosviluppo che non può certamente essere considerato casuale. “Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.
Seconda questione: grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste. “Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue. E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.
Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.

Meridionalismo progressista, analisi e storia politica di riferimento. Non “sudismo”!
Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di stima per il Partito del Sud, con cui il Presidente Della Regione Puglia Michele Emiliano ha aperto i lavori, ha cominciato il suo intervento con una precisazione ideologica e una presa di posizione politica che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud. “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.
Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale.
“Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.
In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzare quella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. “A tal fine, il Sud dell’Europa”, secondo Balia, può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.
La “questione meridionale”, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale”
A chiudere i lavori di una giornata molto intensa e proficua è stato Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con il suo accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale. “Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”
Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente. “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.
Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord. Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni.
Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.
Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé. Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.

Leggi tutto »
Barletta 4 Novembre 2016
- Apertura lavori di Michele Dell'Edera, Vicepresidente PdelSUD https://www.youtube.com/watch?v=ckWoDLg3THo

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del Governatore Michele Emiliano https://www.youtube.com/watch?v=ji6y2iEuDKM

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos https://www.youtube.com/watch?v=yhlR0sGp8ro

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Argyrios Argiris Panagopoulos di Syriza https://www.youtube.com/watch?v=ymgL0rUXBYw

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del giornalista Andrea del Monaco https://www.youtube.com/watch?v=5KuBV2p9kF4

Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Andrea Balia Vicepresidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=r5kakSd8SJQ

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Natale Cuccurese Presidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=vxT_yp89NqE


.



La “questione meridionale” diventa “questione internazionale”
Si è svolto il 4 novembre 2016, nella bellissima cornice del Castello Svevo di Barletta, l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”, organizzato dal Partito del Sud. A discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, partendo dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo, sono stati, oltre a Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, Fernando Martinez De Carnero – Podemos Italia, Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Nomi insomma di grandissimo rilievo per quella che da più parti è considerata una sfida di primaria importanza: quella di ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.
Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo
Ad aprire i lavori al Castello Svevo di Barletta è stato Michele Dell’Edera che, oltre a Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, è anche il Coordinatore della Regione Puglia del Partito. Dell’Edera ha esordito ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano a Bari l’idea che Con il Sud si riparte (idea da cui è stato, tra l’altro, tratto un libro intitolato proprio Con il Sud si riparte, ndr), l’idea secondo la quale tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud. “Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile”, ha tenuto a precisare Dell’Edera, “e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.
“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato alle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.
Michele Dell’Edera, infine, chiude auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.
L’appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia
Attesissimo e assolutamente lusinghiero nei confronti del Partito organizzatore dell’evento è stato l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud. “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi nel vostro modo di fare politica la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”. In questo scenario, il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia “il riscatto da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”, ha proseguito Emiliano. Perché esiste una scienza, ha spiegato il Presidente della Regione Puglia, la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente, cioè, spesso le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi. Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire no, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. “Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.

L’immaginario del Sud, tutto da ricostruire. Podemos
L’immaginario di un Sud tutto da ricostruire nella giusta ottica, non falsato cioè da quella che è l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante, è stato invece il fil rouge dell’intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos. “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”. Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”, anche, dell’identità e la responsabilità di questa crisi è da far ricadere spesso sulle stesse sinistre che abbiamo visto emergere negli ultimi anni, le quali non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della nostra possibilità di lotta sociale che non poteva che portare sfociare in uno sfaldamento della solidarietà e all’agonizzare dell’individuo. “La priorità è dunque ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.

Syriza docet: “Siamo condannati a vincere”
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli, singoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa. “Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito, perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi. Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato”. Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una cosa è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. “Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”, ha domandato a se stesso e ai presenti Panagopoulos. “In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone. E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”. Infine Panagopoulos ha ricordato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile. Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.
Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche”. I tre punti cruciali di Andrea De Monaco
Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi, sono quelli che Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno (breve il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”) per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale adriatica e “costruzione di città policentriche” sono per Del Monaco i tre punti cruciali di un sottosviluppo che non può certamente essere considerato casuale. “Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.
Seconda questione: grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste. “Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue. E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.
Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.

Meridionalismo progressista, analisi e storia politica di riferimento. Non “sudismo”!
Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di stima per il Partito del Sud, con cui il Presidente Della Regione Puglia Michele Emiliano ha aperto i lavori, ha cominciato il suo intervento con una precisazione ideologica e una presa di posizione politica che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud. “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.
Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale.
“Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.
In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzare quella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. “A tal fine, il Sud dell’Europa”, secondo Balia, può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.
La “questione meridionale”, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale”
A chiudere i lavori di una giornata molto intensa e proficua è stato Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con il suo accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale. “Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”
Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente. “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.
Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord. Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni.
Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.
Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé. Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India