domenica 6 novembre 2022

UN 5 NOVEMBRE A ROMA CONTRO LA GUERRA!

Di Natale Cuccurese

A Roma ieri ha sfilato il popolo della Pace. Un enorme corteo, una manifestazione a cui ha dato la sua adesione formale agli organizzatori il Partito del Sud, che ha chiesto la via diplomatica per la fine di tutte le guerre. Un movimento dal popolare necessario per una manifestazione forte, variegata, unitaria contro la guerra. Senza bandiere di partito, sperando che a sinistra i partiti si occupino di pace non strumentalmente, con un necessario “mea culpa” per chi ha aumentato le spese militari.

Quello che chiediamo come Partito del Sud è di dare una chance alla pace.
I pacifisti vogliono fermare la guerra, i guerrafondai vogliono vincere la guerra come precondizione per fermarla. Su questo crinale corre la demarcazione tra chi opera per la pace e chi parla di pace e concretamente alimenta la guerra. Attorno a questo nodo è stato possibile partecipare ad una manifestazione nazionale che ha dato finalmente voce a quella maggioranza del popolo italiano che non si riconosce nelle pratiche belliciste che hanno caratterizzato il governo Draghi e la sua maggioranza e che già caratterizzano il nuovo governo di destra.
Ripudiare la guerra, come chiede l’Art.11 della Costituzione, fermare l’invio di armi, ridurre le spese militari: poche e semplici parole d’ordine. È il caso quindi di continuare ad organizzarsi con sempre maggior decisione non solo sugli aspetti politici, ma anche sugli aspetti organizzativi e di analisi e diffusione dei veri motivi che causano la “Questione Meridionale, prima che i guerrafondai al governo ci portino diritti in guerra. Una guerra che sarebbe ancora una volta pagata soprattutto dai figli del Sud.

Ieri 100.000 persone a Roma e 10.000 a Napoli hanno perciò manifestato contro la guerra.
A Napoli anche contro le decisioni dei governi in campo economico e sociale che hanno portato, e porteranno ancor di più con l’Autonomia differenziata, il Sud e di conseguenza il paese tutto al disastro sociale e ad una balcanizzazione ormai dietro l’angolo.
Solo in 500 (ad essere buoni) a Milano gli “interventisti” con Calenda.

Eppure per i media di regime nazionali quest’ultima manifestazione merita più spazio di quella di Roma. Di quella di Napoli poi non ne parla praticamente nessuno.
Diecimila per il dissenso non fanno alcun rumore né notizia. Insorgere è giusto e per il Mezzogiorno appare ormai l’unica opzione percorribile!



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Di Natale Cuccurese

A Roma ieri ha sfilato il popolo della Pace. Un enorme corteo, una manifestazione a cui ha dato la sua adesione formale agli organizzatori il Partito del Sud, che ha chiesto la via diplomatica per la fine di tutte le guerre. Un movimento dal popolare necessario per una manifestazione forte, variegata, unitaria contro la guerra. Senza bandiere di partito, sperando che a sinistra i partiti si occupino di pace non strumentalmente, con un necessario “mea culpa” per chi ha aumentato le spese militari.

Quello che chiediamo come Partito del Sud è di dare una chance alla pace.
I pacifisti vogliono fermare la guerra, i guerrafondai vogliono vincere la guerra come precondizione per fermarla. Su questo crinale corre la demarcazione tra chi opera per la pace e chi parla di pace e concretamente alimenta la guerra. Attorno a questo nodo è stato possibile partecipare ad una manifestazione nazionale che ha dato finalmente voce a quella maggioranza del popolo italiano che non si riconosce nelle pratiche belliciste che hanno caratterizzato il governo Draghi e la sua maggioranza e che già caratterizzano il nuovo governo di destra.
Ripudiare la guerra, come chiede l’Art.11 della Costituzione, fermare l’invio di armi, ridurre le spese militari: poche e semplici parole d’ordine. È il caso quindi di continuare ad organizzarsi con sempre maggior decisione non solo sugli aspetti politici, ma anche sugli aspetti organizzativi e di analisi e diffusione dei veri motivi che causano la “Questione Meridionale, prima che i guerrafondai al governo ci portino diritti in guerra. Una guerra che sarebbe ancora una volta pagata soprattutto dai figli del Sud.

Ieri 100.000 persone a Roma e 10.000 a Napoli hanno perciò manifestato contro la guerra.
A Napoli anche contro le decisioni dei governi in campo economico e sociale che hanno portato, e porteranno ancor di più con l’Autonomia differenziata, il Sud e di conseguenza il paese tutto al disastro sociale e ad una balcanizzazione ormai dietro l’angolo.
Solo in 500 (ad essere buoni) a Milano gli “interventisti” con Calenda.

Eppure per i media di regime nazionali quest’ultima manifestazione merita più spazio di quella di Roma. Di quella di Napoli poi non ne parla praticamente nessuno.
Diecimila per il dissenso non fanno alcun rumore né notizia. Insorgere è giusto e per il Mezzogiorno appare ormai l’unica opzione percorribile!



#Napoli Insorgiamo partendo dal Sud per una reale alternativa a questo sistema

Di Antonio Luongo

Ieri a Napoli si è svolta una manifestazione dalla duplice valenza, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud.

Oltre all'istanza pacifista, che finalmente inizia a trovare la forza per alzare la voce e riempire le piazze italiane, da Sud, da Napoli, dalla capitale simbolica del Sud, non a caso, si è alzata una protesta forte anche per le conseguenze che questa guerra ha causato in termini socio - economici.
Il monito è che l'impegno politico non diventi mera enunciazione di principio, lontana dal paese reale come fosse meno dignitoso rappresentare i bisogni delle persone in difficoltà. E noi su questo punto di vista saremo sempre in prima linea. È essenziale questo bagno di pragmatismo, per non svuotare di senso questo processo che torna a scuotere le coscienze e a riscoprire il coraggio dei propri diritti.
Diritto a un mondo riappacificato. Diritto a un mondo giusto.













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Di Antonio Luongo

Ieri a Napoli si è svolta una manifestazione dalla duplice valenza, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud.

Oltre all'istanza pacifista, che finalmente inizia a trovare la forza per alzare la voce e riempire le piazze italiane, da Sud, da Napoli, dalla capitale simbolica del Sud, non a caso, si è alzata una protesta forte anche per le conseguenze che questa guerra ha causato in termini socio - economici.
Il monito è che l'impegno politico non diventi mera enunciazione di principio, lontana dal paese reale come fosse meno dignitoso rappresentare i bisogni delle persone in difficoltà. E noi su questo punto di vista saremo sempre in prima linea. È essenziale questo bagno di pragmatismo, per non svuotare di senso questo processo che torna a scuotere le coscienze e a riscoprire il coraggio dei propri diritti.
Diritto a un mondo riappacificato. Diritto a un mondo giusto.













venerdì 21 ottobre 2022

MENO ARMI, PIÙ DIPLOMAZIA!

 Di Antonio Luongo

Ci sono momenti in cui la cosa più importante è dare un segnale forte e chiaro.
È quello che ho voluto dare oggi, aderendo ad una manifestazione pacifista, con concentramento al centro di Napoli, a Largo Berlinguer.
Da molti promotori, pacifisti a intermittenza, sarà usata come foglia di fico o lava-coscienza.
Non importa.
Pur ribadendo la mia visione critica verso l'atlantismo, sento il dovere di dare forza a qualsiasi percorso possa spingere i governi a riaprire il tavolo della pace!
I fatti parlano chiaro e confermano la prospettiva annunciata da noi veri pacifisti: sono mesi che procediamo ciecamente verso l'escalation militare. Ci hanno raccontato la qualsiasi, hanno strumentalizzato le lotte partigiane, ma alla fine i fatti danno ragione a noi e non a loro.
Basta guerra! Basta armi! Finiamola di raccontarci frottole. Si prenda coscienza che occorre una trattativa seria per fermare il sangue.
E noi cittadini non possiamo girarci dall'altra parte. Se dall'alto fingono du non capire, significa che dal basso grideremo più forte: PACE. PACE. PACE.

















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 Di Antonio Luongo

Ci sono momenti in cui la cosa più importante è dare un segnale forte e chiaro.
È quello che ho voluto dare oggi, aderendo ad una manifestazione pacifista, con concentramento al centro di Napoli, a Largo Berlinguer.
Da molti promotori, pacifisti a intermittenza, sarà usata come foglia di fico o lava-coscienza.
Non importa.
Pur ribadendo la mia visione critica verso l'atlantismo, sento il dovere di dare forza a qualsiasi percorso possa spingere i governi a riaprire il tavolo della pace!
I fatti parlano chiaro e confermano la prospettiva annunciata da noi veri pacifisti: sono mesi che procediamo ciecamente verso l'escalation militare. Ci hanno raccontato la qualsiasi, hanno strumentalizzato le lotte partigiane, ma alla fine i fatti danno ragione a noi e non a loro.
Basta guerra! Basta armi! Finiamola di raccontarci frottole. Si prenda coscienza che occorre una trattativa seria per fermare il sangue.
E noi cittadini non possiamo girarci dall'altra parte. Se dall'alto fingono du non capire, significa che dal basso grideremo più forte: PACE. PACE. PACE.

















sabato 18 giugno 2022

PACE E DIRITTI

Di Antonio Luongo

Nel nostro paese c'è assoluto bisogno di riscrivere i confini e i contenuti di un'identità progressista. La giornata nazionale del rifugiato è stata occasione per ribadirlo.

La manifestazione di ieri, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud , all'ex sindaco Luigi de Magistris, al Partito della Rifondazione Comunista ed altri movimenti, in quest'ottica ha un altissimo significato valoriale.
L'accoglienza è universale. Non si può ricordarsene solo per chi ha gli occhi azzurri e i capelli biondi!
L'accoglienza non può essere strumentalizzata alle esigenze partitiche del momento.
Esiste la possibilità di scrivere un'altra'Italia che ha nella solidarietà tra popoli e tra individui in una comunità la sua stella polare e non dà la priorità al dogma del mercato e alla santificazione della speculazione del profitto a qualunque costo.
Si possono riempire le piazze gridando NO alla Guerra, NO ai razzismi. Si può proporre una visione aperta e "mediterranea" della vita.
Le forze presenti oggi sia nel Parlamento nazionale che a livello locale stanno riuscendo abilmente ad addormentare la coscienza civica e a scardinare lentamente gli ultimi pilastri di welfare e stato sociale. Il governo tecnico di Draghi è il mandante occulto di un ritorno al passato che altro non faŕà che spianare la strada alle destre, a stretto giro.
Con lo spauracchio dei finanziamenti del PNRR si sta zavorrando il paese con scelte filo conservatrici e lobbystiche
A Napoli ne possiamo osservarne una declinazione plastica, con una giunta telecomandata, orientata a sviluppare una controrivoluzione sia culturale che economica, totalmente scollegata dalle esigenze delle persone.
Fermiamoli e cambiamo questo destino scritto dall'alto.









 




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Di Antonio Luongo

Nel nostro paese c'è assoluto bisogno di riscrivere i confini e i contenuti di un'identità progressista. La giornata nazionale del rifugiato è stata occasione per ribadirlo.

La manifestazione di ieri, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud , all'ex sindaco Luigi de Magistris, al Partito della Rifondazione Comunista ed altri movimenti, in quest'ottica ha un altissimo significato valoriale.
L'accoglienza è universale. Non si può ricordarsene solo per chi ha gli occhi azzurri e i capelli biondi!
L'accoglienza non può essere strumentalizzata alle esigenze partitiche del momento.
Esiste la possibilità di scrivere un'altra'Italia che ha nella solidarietà tra popoli e tra individui in una comunità la sua stella polare e non dà la priorità al dogma del mercato e alla santificazione della speculazione del profitto a qualunque costo.
Si possono riempire le piazze gridando NO alla Guerra, NO ai razzismi. Si può proporre una visione aperta e "mediterranea" della vita.
Le forze presenti oggi sia nel Parlamento nazionale che a livello locale stanno riuscendo abilmente ad addormentare la coscienza civica e a scardinare lentamente gli ultimi pilastri di welfare e stato sociale. Il governo tecnico di Draghi è il mandante occulto di un ritorno al passato che altro non faŕà che spianare la strada alle destre, a stretto giro.
Con lo spauracchio dei finanziamenti del PNRR si sta zavorrando il paese con scelte filo conservatrici e lobbystiche
A Napoli ne possiamo osservarne una declinazione plastica, con una giunta telecomandata, orientata a sviluppare una controrivoluzione sia culturale che economica, totalmente scollegata dalle esigenze delle persone.
Fermiamoli e cambiamo questo destino scritto dall'alto.









 




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lunedì 20 dicembre 2021

IL PARTITO DEL SUD IN PIAZZA A ROMA IL 21 DICEMBRE CONTRO L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Il Partito del Sud partecipa al presidio di martedì 21 dicembre, dalle ore 14.00 a Roma in Piazza Santi Apostoli, convocato dal Tavolo NO AD e composto da partiti, movimenti, sindacati e associazioni che si preparano a scendere in piazza per protestare contro le mosse del governo Draghi e a difesa dell’integrità della Repubblica e contro l’inserimento del collegato all'autonomia differenziata nella Legge di Bilancio, presentato addirittura senza testo, che al momento non è stato ancora depositato, è facile capire come l’attacco al Sud, già prostrato da una povertà che non ha eguali in Europa, grazie anche alla mancata definizione dal 2001 dei Lep, pongono il Governo Draghi in cima alla classifica, non solo fra quelli più classisti, ma anche fra i più antimeridionali della storia della Repubblica vista la concomitante sottrazione di fondi del Pnrr dal 65% indicato dall'Europa. 

L'autonomia differenziata danneggia il Sud, ma anche le fasce più deboli della popolazione del Nord, visto che apre la porta alla stagione delle privatizzazioni indiscriminate di cui questo governo di banchieri è fautore.

Stop immediato e per sempre del regionalismo differenziato dalla Legge di Bilancio, in rispetto dell’articolo 5 della Costituzione e dei principi di uguaglianza e cittadinanza da Nord a Sud. 

L'Autonomia differenziata disgrega la Repubblica, aumenta le diseguaglianze e quindi fa male al Paese.


Natale Cuccurese

Presidente Partito del Sud




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Il Partito del Sud partecipa al presidio di martedì 21 dicembre, dalle ore 14.00 a Roma in Piazza Santi Apostoli, convocato dal Tavolo NO AD e composto da partiti, movimenti, sindacati e associazioni che si preparano a scendere in piazza per protestare contro le mosse del governo Draghi e a difesa dell’integrità della Repubblica e contro l’inserimento del collegato all'autonomia differenziata nella Legge di Bilancio, presentato addirittura senza testo, che al momento non è stato ancora depositato, è facile capire come l’attacco al Sud, già prostrato da una povertà che non ha eguali in Europa, grazie anche alla mancata definizione dal 2001 dei Lep, pongono il Governo Draghi in cima alla classifica, non solo fra quelli più classisti, ma anche fra i più antimeridionali della storia della Repubblica vista la concomitante sottrazione di fondi del Pnrr dal 65% indicato dall'Europa. 

L'autonomia differenziata danneggia il Sud, ma anche le fasce più deboli della popolazione del Nord, visto che apre la porta alla stagione delle privatizzazioni indiscriminate di cui questo governo di banchieri è fautore.

Stop immediato e per sempre del regionalismo differenziato dalla Legge di Bilancio, in rispetto dell’articolo 5 della Costituzione e dei principi di uguaglianza e cittadinanza da Nord a Sud. 

L'Autonomia differenziata disgrega la Repubblica, aumenta le diseguaglianze e quindi fa male al Paese.


Natale Cuccurese

Presidente Partito del Sud




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domenica 5 dicembre 2021

L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA FA MALE AL PAESE

Il 16 dicembre tutti al presidio di Roma in P.zza SS. Apostoli per il ritiro del DDL sull’Autonomia Differenziata dai collegati alla Legge di Bilancio!

Il Partito del Sud ha aderito e ci sarà.






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Il 16 dicembre tutti al presidio di Roma in P.zza SS. Apostoli per il ritiro del DDL sull’Autonomia Differenziata dai collegati alla Legge di Bilancio!

Il Partito del Sud ha aderito e ci sarà.






sabato 22 settembre 2018

CUCCURESE ( PDELSUD): «SOLIDARIETA' AI MANIFESTANTI COLPITI. E' EMERGENZA DEMOCRATICA, INTERVENGA IL PRESIDENTE MATTARELLA »

COMUNICATO STAMPA

 "Nel clima di odio che pervade il Paese, grazie allo sdoganamento in atto da tempo di razzismo, violenza, idee, atteggiamenti e parole d’ordine in uso nel ventennio, usate anche recentemente dal ministro dell’interno, tornano in azione le squadracce fasciste. È emergenza democratica"- dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

"Palese da tempo la violazione della Costituzione in merito al divieto di ricostituzione del partito fascista. Auspichiamo che il Presidente Mattarella, garante della stessa, prenda subito una posizione chiara ed inequivocabile dopo questo grave episodio. Solidarietà a tutti i manifestanti aggrediti in modo vigliacco ieri sera a Bari durante la manifestazione “Bari Non Si Lega”, a cui abbiamo dato adesione come Partito del Sud.

Alla luce della grave aggressione accaduta ieri sera a Bari viene subito alla mente la lungimirante petizione approvata a fine luglio dal Comune di Castelforte (LT), proposta dal consigliere comunale del nostro Partito Antonio Rosato, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita."

22 settembre 2018


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COMUNICATO STAMPA

 "Nel clima di odio che pervade il Paese, grazie allo sdoganamento in atto da tempo di razzismo, violenza, idee, atteggiamenti e parole d’ordine in uso nel ventennio, usate anche recentemente dal ministro dell’interno, tornano in azione le squadracce fasciste. È emergenza democratica"- dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

"Palese da tempo la violazione della Costituzione in merito al divieto di ricostituzione del partito fascista. Auspichiamo che il Presidente Mattarella, garante della stessa, prenda subito una posizione chiara ed inequivocabile dopo questo grave episodio. Solidarietà a tutti i manifestanti aggrediti in modo vigliacco ieri sera a Bari durante la manifestazione “Bari Non Si Lega”, a cui abbiamo dato adesione come Partito del Sud.

Alla luce della grave aggressione accaduta ieri sera a Bari viene subito alla mente la lungimirante petizione approvata a fine luglio dal Comune di Castelforte (LT), proposta dal consigliere comunale del nostro Partito Antonio Rosato, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita."

22 settembre 2018


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mercoledì 19 settembre 2018

Bari Non Si Lega, il Partito del Sud aderisce alla manifestazione.



Per chi ama il Sud e l’intero Paese non è possibile neanche ipotizzare un’alleanza o una collaborazione con un partito e un modo di leggere la politica e la società come fa la Lega (nord) di Salvini.

E’ per questo motivo che il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti di Puglia aderisce alla manifestazione cittadina “Bari Non Si Lega”.

Nel nostro Statuto da sempre c’è scritto “mai con la Lega e i suoi alleati”.

La manifestazione del 21 coglie in pieno lo spirito di un popolo che si ribella a chi vuole far dimenticare agli italiani e ai meridionali valori come: l’accoglienza, la solidarietà, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alle infrastrutture, ad un ambiente sano.

“Matteo Salvini e il suo partito hanno insultato e denigrato per anni il sud e i meridionali, chiamandoci “terroni” (appellativo che qui rivendichiamo) e invocando catastrofi sulle nostre teste. Oggi che è ministro dell’interno glissa sulle aggressioni a sfondo razzista, mentre rimanda navi cariche di migranti in Libia e nega l’accesso ai porti italiani anche alle navi della guardia costiera con il loro carico di vite. In tante città le sue visite da candidato premier sono state accolte da manifestazioni di dissenso contro la sua presenza, cosa che non è ancora accaduta a Bari, dove Matteo Salvini è venuto più volte pressoché nel silenzio, avvisando all’ultimo momento e blaterando quasi indisturbato i suoi discorsi di becero razzismo.”

Anche il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti contribuirà a costruire una manifestazione antirazzista, trasversale e meridionalista contro chi da sempre vuole dividere e non unire.

 Il Partito del Sud -Meridionalisti Progressisti di Puglia
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Per chi ama il Sud e l’intero Paese non è possibile neanche ipotizzare un’alleanza o una collaborazione con un partito e un modo di leggere la politica e la società come fa la Lega (nord) di Salvini.

E’ per questo motivo che il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti di Puglia aderisce alla manifestazione cittadina “Bari Non Si Lega”.

Nel nostro Statuto da sempre c’è scritto “mai con la Lega e i suoi alleati”.

La manifestazione del 21 coglie in pieno lo spirito di un popolo che si ribella a chi vuole far dimenticare agli italiani e ai meridionali valori come: l’accoglienza, la solidarietà, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alle infrastrutture, ad un ambiente sano.

“Matteo Salvini e il suo partito hanno insultato e denigrato per anni il sud e i meridionali, chiamandoci “terroni” (appellativo che qui rivendichiamo) e invocando catastrofi sulle nostre teste. Oggi che è ministro dell’interno glissa sulle aggressioni a sfondo razzista, mentre rimanda navi cariche di migranti in Libia e nega l’accesso ai porti italiani anche alle navi della guardia costiera con il loro carico di vite. In tante città le sue visite da candidato premier sono state accolte da manifestazioni di dissenso contro la sua presenza, cosa che non è ancora accaduta a Bari, dove Matteo Salvini è venuto più volte pressoché nel silenzio, avvisando all’ultimo momento e blaterando quasi indisturbato i suoi discorsi di becero razzismo.”

Anche il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti contribuirà a costruire una manifestazione antirazzista, trasversale e meridionalista contro chi da sempre vuole dividere e non unire.

 Il Partito del Sud -Meridionalisti Progressisti di Puglia

martedì 13 febbraio 2018

Il Partito del Sud alla manifestazione di solidarietà ai Curdi del 17 febbraio a Roma!



Il Partito del Sud parteciperà con una sua delegazione, insieme alle altre di "Potere al Popolo", alla manifestazione del 17 febbraio a Roma #DefendAfrin, per portare la nostra solidarietà ai curdi e protestare contro l'aggressione militare turca!

Abbiamo comunicato la nostra adesione e partecipazione al corteo agli organizzatori e siamo citati tra gli aderenti nella relativa pagina di Rete Kurdistan Italia.

Tutti gli iscritti e simpatizzanti che vogliono prendere parte alla manifestazione di Roma sono invitati a darcene informazione  per tempo inviando una mail a :
partitodelsud.roma@gmail.com


Segreteria Organizzativa Nazionale Partito del Sud




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Il Partito del Sud parteciperà con una sua delegazione, insieme alle altre di "Potere al Popolo", alla manifestazione del 17 febbraio a Roma #DefendAfrin, per portare la nostra solidarietà ai curdi e protestare contro l'aggressione militare turca!

Abbiamo comunicato la nostra adesione e partecipazione al corteo agli organizzatori e siamo citati tra gli aderenti nella relativa pagina di Rete Kurdistan Italia.

Tutti gli iscritti e simpatizzanti che vogliono prendere parte alla manifestazione di Roma sono invitati a darcene informazione  per tempo inviando una mail a :
partitodelsud.roma@gmail.com


Segreteria Organizzativa Nazionale Partito del Sud




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venerdì 10 novembre 2017

NO al fascismo NO alle mafie NO al razzismo - Il Partito del Sud di Roma c'è

Il Partito del Sud di Roma aderisce alla manifestazione organizzata da ANPI Roma e domani sabato 11 novembre, ore 10, sarà in Piazza Re di Roma insieme ad altri partiti, associazioni e movimenti antifascisti.

Il PdSUD aderisce anche alla manifestazione ad Ostia ed in generale partecipa a tutte le iniziative contro la violenza razzista e fascista che, dall'aggressione notturna vigliacca di una gang di balordi al venditore ambulante del Bangladesh alla oramai famosa testata al giornalista davanti alle telecamere da parte dell'amico mafioso dei neofascisti di CasaPound, negli ultimi giorni a Roma e provincia è pericolosamente in aumento e merita una risposta, democratica e popolare.



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Il Partito del Sud di Roma aderisce alla manifestazione organizzata da ANPI Roma e domani sabato 11 novembre, ore 10, sarà in Piazza Re di Roma insieme ad altri partiti, associazioni e movimenti antifascisti.

Il PdSUD aderisce anche alla manifestazione ad Ostia ed in generale partecipa a tutte le iniziative contro la violenza razzista e fascista che, dall'aggressione notturna vigliacca di una gang di balordi al venditore ambulante del Bangladesh alla oramai famosa testata al giornalista davanti alle telecamere da parte dell'amico mafioso dei neofascisti di CasaPound, negli ultimi giorni a Roma e provincia è pericolosamente in aumento e merita una risposta, democratica e popolare.



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venerdì 31 marzo 2017

Il Sud, la Sinistra e l'Europa....la manifestazione e l'interessante evento di Diem25 a Roma il 25 marzo - di E. Riccio

Il 25 marzo come Partito del Sud abbiamo partecipato alla pacifica manifestazione a Roma della mattina, partita da Piazza Vittorio, per un'Europa diversa da quella attuale, dominata dalle lobbies finanziarie e dall'austerità, ma più giusta e più solidale. Un'Europa quindi anche alternativa a quella che va incontro al vento dei populismi, fascismi e razzismi xenofobi che stanno attraversando l'Europa....e non solo visto il recente successo di Trump in USA e altri da Putin ad Erdogan....insomma per una visiona alternativa anche a quelle ottocentesche di rinchiudersi in vecchi confini nazionali, tanto piu' che noi meridionali in questi 150 anni e più di questi confini siamo prima diventati e poi restati colonia di un paese che oggi rischia a sua volta di essere colonia di un "Europa del Nord", onestamente colonia di una colonia ci sembrerebbe troppo e pensare di tornare ad antichi confini e antiche monarchie pure ci sembrerebbe, non solo nostalgico e inattuabile, ma anche ridicolo.

In una Roma blindata, per la presenza di più cortei, alcuni un po' troppo europeisti senza se e senza ma altri un po' troppo ferocemente anti-europeisti senza alcuna possibilità di salvezza ed infine altri ancora, i peggiori secondo me, addirittura anti-europeisti e "sovranisti" con la patetica presenza di alcuni politici che speculano sulle paure e sulla crisi, passando con disinvoltura da "prima il nord" a "prima gli italiani", per fortuna tutto è andato bene e specialmente la nostra manifestazione è stata pacifica e ci siamo fatti notare, anche se con le solite approssimazioni della stampa italiana.

Come detto anche in un recente articolo degli amici e amiche di Rubriche meridionali, dobbiamo sempre spiegare le stesse cose....cioè che "revisione storica" sul cosiddetto "risorgimento" non significa "nostalgia di antichi confini" e antiche dinastie, i cui eredi tra l'altro hanno già detto e ripetuto che non sono per niente interessati a ripristinare il loro trono e il loro ex Regno. Piuttosto serve ricordare sempre COME è stata fatta male l'unità del 1861, quali conseguenze ha avuto come origine della "questione meridionale" e come le logiche coloniali si siano propagate, putroppo tutte o quasi tutte, dal nefasto regime sabaudo-fascista alla Repubblica con la sua bella Costituzione, di cui chiediamo sempre l'applicazione integrale....l'applicazione integrale e sostanziale dell'articolo 3 spazzerebbe via la "questione meridionale" in un amen.

Interessante poi l'evento in serata al Teatro Italia di Diem25, "Il tempo del coraggio" con notevoli spunti di interesse e tantissimi interventi interessanti da Varoufakis al regista Ken Loach in video, fino a Monedero di Podemos e tanti altri. Interessante soprattutto per l'idea di un'internazionale progressista a livello europeo ipotizzata da Varoufakis e altri, in raccordo con le migliori esperienza europee da Podemos in Spagna, ai Verdi francesi, a Razem in Polonia fino ai tanti movimenti locali progressisti per la difesa dell'ambiente e contro le logiche di speculazione edilizia e finanziaria. Molti ospiti con i loro interventi molto applauditi e soprattutto molto applaudito l'intervento del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha portato l'esempio di Napoli "città ribelle" alla corruzione, alle mafie e alle logiche neoliberiste perseguite dal governo Renzi e dall'establishment europeo....tutti guardano con interesse ad una "terza via" di sinistra vera, alternativa sia alle logiche neoliberiste (purtroppo spinte e proseguite anche con il PD di Renzi...) sia ai pericolosi populismi razzisti e xeonfobi che ora si vogliono "rebrandizzare" come "sovranisti".

Tutto molto bello e condivisibile....personalmente resta un po' di incertezza nelle tappe e nell'organizzazione di questo cammino, sia in Italia che in Europa, Bisognerebbe avere un po' di pragmatismo e di organizzazione in più per costruire sui territori questa sinistra alternativa, finalmente unita e senza le divisioni assurde attuali in una foresta fatta di cespugli, partiti, movimenti, sigle sconosciute ed incomprensibili...e lavorare sui territori, per parlare al popolo e tornare nelle periferie e accanto ai più deboli schiacciati dalla crisi attuali, infine bisognerebbe raccordare le battaglie dei movimenti locali con il grande sogno di un'Europa più giusta, più democratica, più solidale...noi del Partito del Sud non possiamo che giocare la nostra partita in questo campo, per una politica forse utopica ma libera e giusta... non vogliamo essere colonia di una colonia, cioè colonia dell'Italia che diventa colonia insieme ai cosiddetti PIGS (praticamente i paesi dell'Europa del Sud insieme all'Irlanda) di un'Europa del Nord in un folle disegno di "Europa a più velocità"!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
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Il 25 marzo come Partito del Sud abbiamo partecipato alla pacifica manifestazione a Roma della mattina, partita da Piazza Vittorio, per un'Europa diversa da quella attuale, dominata dalle lobbies finanziarie e dall'austerità, ma più giusta e più solidale. Un'Europa quindi anche alternativa a quella che va incontro al vento dei populismi, fascismi e razzismi xenofobi che stanno attraversando l'Europa....e non solo visto il recente successo di Trump in USA e altri da Putin ad Erdogan....insomma per una visiona alternativa anche a quelle ottocentesche di rinchiudersi in vecchi confini nazionali, tanto piu' che noi meridionali in questi 150 anni e più di questi confini siamo prima diventati e poi restati colonia di un paese che oggi rischia a sua volta di essere colonia di un "Europa del Nord", onestamente colonia di una colonia ci sembrerebbe troppo e pensare di tornare ad antichi confini e antiche monarchie pure ci sembrerebbe, non solo nostalgico e inattuabile, ma anche ridicolo.

In una Roma blindata, per la presenza di più cortei, alcuni un po' troppo europeisti senza se e senza ma altri un po' troppo ferocemente anti-europeisti senza alcuna possibilità di salvezza ed infine altri ancora, i peggiori secondo me, addirittura anti-europeisti e "sovranisti" con la patetica presenza di alcuni politici che speculano sulle paure e sulla crisi, passando con disinvoltura da "prima il nord" a "prima gli italiani", per fortuna tutto è andato bene e specialmente la nostra manifestazione è stata pacifica e ci siamo fatti notare, anche se con le solite approssimazioni della stampa italiana.

Come detto anche in un recente articolo degli amici e amiche di Rubriche meridionali, dobbiamo sempre spiegare le stesse cose....cioè che "revisione storica" sul cosiddetto "risorgimento" non significa "nostalgia di antichi confini" e antiche dinastie, i cui eredi tra l'altro hanno già detto e ripetuto che non sono per niente interessati a ripristinare il loro trono e il loro ex Regno. Piuttosto serve ricordare sempre COME è stata fatta male l'unità del 1861, quali conseguenze ha avuto come origine della "questione meridionale" e come le logiche coloniali si siano propagate, putroppo tutte o quasi tutte, dal nefasto regime sabaudo-fascista alla Repubblica con la sua bella Costituzione, di cui chiediamo sempre l'applicazione integrale....l'applicazione integrale e sostanziale dell'articolo 3 spazzerebbe via la "questione meridionale" in un amen.

Interessante poi l'evento in serata al Teatro Italia di Diem25, "Il tempo del coraggio" con notevoli spunti di interesse e tantissimi interventi interessanti da Varoufakis al regista Ken Loach in video, fino a Monedero di Podemos e tanti altri. Interessante soprattutto per l'idea di un'internazionale progressista a livello europeo ipotizzata da Varoufakis e altri, in raccordo con le migliori esperienza europee da Podemos in Spagna, ai Verdi francesi, a Razem in Polonia fino ai tanti movimenti locali progressisti per la difesa dell'ambiente e contro le logiche di speculazione edilizia e finanziaria. Molti ospiti con i loro interventi molto applauditi e soprattutto molto applaudito l'intervento del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha portato l'esempio di Napoli "città ribelle" alla corruzione, alle mafie e alle logiche neoliberiste perseguite dal governo Renzi e dall'establishment europeo....tutti guardano con interesse ad una "terza via" di sinistra vera, alternativa sia alle logiche neoliberiste (purtroppo spinte e proseguite anche con il PD di Renzi...) sia ai pericolosi populismi razzisti e xeonfobi che ora si vogliono "rebrandizzare" come "sovranisti".

Tutto molto bello e condivisibile....personalmente resta un po' di incertezza nelle tappe e nell'organizzazione di questo cammino, sia in Italia che in Europa, Bisognerebbe avere un po' di pragmatismo e di organizzazione in più per costruire sui territori questa sinistra alternativa, finalmente unita e senza le divisioni assurde attuali in una foresta fatta di cespugli, partiti, movimenti, sigle sconosciute ed incomprensibili...e lavorare sui territori, per parlare al popolo e tornare nelle periferie e accanto ai più deboli schiacciati dalla crisi attuali, infine bisognerebbe raccordare le battaglie dei movimenti locali con il grande sogno di un'Europa più giusta, più democratica, più solidale...noi del Partito del Sud non possiamo che giocare la nostra partita in questo campo, per una politica forse utopica ma libera e giusta... non vogliamo essere colonia di una colonia, cioè colonia dell'Italia che diventa colonia insieme ai cosiddetti PIGS (praticamente i paesi dell'Europa del Sud insieme all'Irlanda) di un'Europa del Nord in un folle disegno di "Europa a più velocità"!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

mercoledì 29 marzo 2017

Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.

Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.


https://www.youtube.com/watch?v=FVpInMphxxE





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Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.


https://www.youtube.com/watch?v=FVpInMphxxE





martedì 28 marzo 2017

L'UFFICIO STAMPA DEL PARTITO DEL SUD SCRIVE ALLA REDAZIONE DE "LA STAMPA" PER UNA PRECISAZIONE

Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo di ieri sulle manifestazioni del 25 marzo a Roma, ci avete citati come "Partito del Sud progressista e borbonico".
Vi ringraziamo per averci menzionato correttamente tra i partecipanti alla manifestazione pacifica del 25/03 partita da Piazza Vittorio, manifestazione per un'altra Europa possibile diversa da quella attuale, cioè piu' giusta e piu' solidale, e anche per averci citato correttamente come movimento "progressista" ma, visto anche il tono dell'articolo, dobbiamo precisare, a futura memoria, due righe sul termine "borbonico" utilizzato nello stesso, termine che spesso in questo paese viene utilizzato a sproposito e quasi sempre in modo dispregiativo, come quando si parla di "burocrazia borbonica" quando invece si dovrebbe parlare più correttamente di "burocrazia sabauda" visto che quella abbiamo ereditato e subito per decenni.
In un paese dalle etichette e stereotipi facili, quindi dobbiamo precisare che il termine "borbonico" ci sta bene se vuole indicare un riferimento e una critica storica a COME è stata fatta l'unità d'Italia come del resto dicono i meridionalisti classici da Gramsci, a Dorso, a Salvemini, ai quali ci ispiriamo....non ci sta bene se indica, come spesso vuol far trasparire una certo tipo di storiografia, un movimento reazionario, ultra-cattolico e nostalgico di antiche monarchie e antichi confini...visto che siamo orgogliosamente repubblicani e dalla nostra vera storia guardiamo verso il futuro, per un paese davvero unito con l'applicazione integrale della nostra bella Costituzione repubblicana (se si applicasse l'articolo 3 la "questione meridionale" non esisterebbe ancora oggi dopo piu' di 150 anni....) e per un'Europa diversa, senza muri e paure e non dominata dagli interessi dalla finanza, ma piu' giusta , piu' democratica e solidale, con a cuore i veri interessi dei propri cittadini, senza doppie velocità o distinzioni tra Europa del Sud ed Europa del Nord, per non diventare l'Italia stessa una colonia di interessi finanziari stranieri e il Mezzogiorno a sua volta una colonia di una colonia.




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Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo di ieri sulle manifestazioni del 25 marzo a Roma, ci avete citati come "Partito del Sud progressista e borbonico".
Vi ringraziamo per averci menzionato correttamente tra i partecipanti alla manifestazione pacifica del 25/03 partita da Piazza Vittorio, manifestazione per un'altra Europa possibile diversa da quella attuale, cioè piu' giusta e piu' solidale, e anche per averci citato correttamente come movimento "progressista" ma, visto anche il tono dell'articolo, dobbiamo precisare, a futura memoria, due righe sul termine "borbonico" utilizzato nello stesso, termine che spesso in questo paese viene utilizzato a sproposito e quasi sempre in modo dispregiativo, come quando si parla di "burocrazia borbonica" quando invece si dovrebbe parlare più correttamente di "burocrazia sabauda" visto che quella abbiamo ereditato e subito per decenni.
In un paese dalle etichette e stereotipi facili, quindi dobbiamo precisare che il termine "borbonico" ci sta bene se vuole indicare un riferimento e una critica storica a COME è stata fatta l'unità d'Italia come del resto dicono i meridionalisti classici da Gramsci, a Dorso, a Salvemini, ai quali ci ispiriamo....non ci sta bene se indica, come spesso vuol far trasparire una certo tipo di storiografia, un movimento reazionario, ultra-cattolico e nostalgico di antiche monarchie e antichi confini...visto che siamo orgogliosamente repubblicani e dalla nostra vera storia guardiamo verso il futuro, per un paese davvero unito con l'applicazione integrale della nostra bella Costituzione repubblicana (se si applicasse l'articolo 3 la "questione meridionale" non esisterebbe ancora oggi dopo piu' di 150 anni....) e per un'Europa diversa, senza muri e paure e non dominata dagli interessi dalla finanza, ma piu' giusta , piu' democratica e solidale, con a cuore i veri interessi dei propri cittadini, senza doppie velocità o distinzioni tra Europa del Sud ed Europa del Nord, per non diventare l'Italia stessa una colonia di interessi finanziari stranieri e il Mezzogiorno a sua volta una colonia di una colonia.




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lunedì 27 marzo 2017

#25Marzo il Partito del Sud a Roma per una Europa che riparta da Sud











Il messaggero online cita il Partito del SUD
m.ilmessaggero.it/roma/articolo-2339810.html





RIUSCITA PARTECIPAZIONE DEL  PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD! 

Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione. Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. 

Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. 

Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa. Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? 

Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale. Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. 

Solo con il Sud si riparte! L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia. Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. 

Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa. Partito del Sud 

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Il messaggero online cita il Partito del SUD
m.ilmessaggero.it/roma/articolo-2339810.html





RIUSCITA PARTECIPAZIONE DEL  PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD! 

Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione. Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. 

Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. 

Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa. Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? 

Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale. Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. 

Solo con il Sud si riparte! L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia. Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. 

Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa. Partito del Sud 

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giovedì 9 marzo 2017

IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CORTEO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA DI NAPOLI DELL’ 11 MARZO 2017





Contro il fascismo e il leghismo, il Partito del Sud c'è. Come sempre, al Sud come al Nord

Dopo aver partecipato nel novembre 2015 con le proprie bandiere alla manifestazione nazionale #MaiconSalvini di Bologna, il Partito del Sud sarà, ovviamente, in piazza a Napoli il prossimo 11 marzo per partecipare  in modo pacifico e democratico al corteo contro la deriva razzista e fascista che avanza in Italia ben supportata dagli schermi televisivi ove, da anni, è permesso al leghista Salvini, in nome del più becero leghismo, di diffondere pregiudizi impunemente, in uno sfrenato gioco populista destrorso e xenofobo, che ha alla sua base intrinseco da sempre un  pervicace antimeridionalismo.

Con la faccia come il bronzo Salvini ora è pronto a smentire l’odio per il Sud per convertire la lega opportunisticamente in movimento nazionale e scendere nelle nostre terre alla ricerca di voti fra personaggi svenduti, ascari e fascisti in cerca di casa. 
Insomma l’ennesimo populista reazionario, che sfrutta, come i suoi predecessori, la povertà, la stanchezza e le esigenze delle nostre terre, speculandoci, con l’aggravante di abbracciare un’antipolitica scontata che va subito contrastata dalla buona politica dal basso, terreno lasciato colpevolmente scoperto dalla gran parte di una partitocrazia decotta, dimentica in primis dei propri valori di riferimento.

Un personaggio che ha fatto della discriminazione una ragione di vita e che ora con l'abbraccio al lepenismo spera di restare a galla ancora qualche tempo, confidando nella memoria corta degli italiani e supportato colpevolmente da tutti i media. 

Per protestare contro queste derive in atto, per rispedirle al mittente e per rimarcare la distanza abissale che ci separa da Salvini e dalle sue pratiche parteciperemo al corteo. L’auspicio è che possa essere una grande manifestazione popolare, gioiosa, democratica e assolutamente pacifica, supportata dall’orgoglio di appartenenza partenopea e meridionale. Figli di una tradizione da sempre inclusiva verso altri popoli, culture e quei diseredati che Salvini vorrebbe trattare incivilmente  e violentemente a colpi di ruspa. Figli di una città che, per prima in Europa e da sola, ha saputo liberarsi del giogo nazi-fascista e che può solo respingere democraticamente Salvini e le sue teorie vergognose!


Il ritrovo per tutti gli amici del Partito del Sud è per le ore 14.00 in Piazza Sannazaro 




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Contro il fascismo e il leghismo, il Partito del Sud c'è. Come sempre, al Sud come al Nord

Dopo aver partecipato nel novembre 2015 con le proprie bandiere alla manifestazione nazionale #MaiconSalvini di Bologna, il Partito del Sud sarà, ovviamente, in piazza a Napoli il prossimo 11 marzo per partecipare  in modo pacifico e democratico al corteo contro la deriva razzista e fascista che avanza in Italia ben supportata dagli schermi televisivi ove, da anni, è permesso al leghista Salvini, in nome del più becero leghismo, di diffondere pregiudizi impunemente, in uno sfrenato gioco populista destrorso e xenofobo, che ha alla sua base intrinseco da sempre un  pervicace antimeridionalismo.

Con la faccia come il bronzo Salvini ora è pronto a smentire l’odio per il Sud per convertire la lega opportunisticamente in movimento nazionale e scendere nelle nostre terre alla ricerca di voti fra personaggi svenduti, ascari e fascisti in cerca di casa. 
Insomma l’ennesimo populista reazionario, che sfrutta, come i suoi predecessori, la povertà, la stanchezza e le esigenze delle nostre terre, speculandoci, con l’aggravante di abbracciare un’antipolitica scontata che va subito contrastata dalla buona politica dal basso, terreno lasciato colpevolmente scoperto dalla gran parte di una partitocrazia decotta, dimentica in primis dei propri valori di riferimento.

Un personaggio che ha fatto della discriminazione una ragione di vita e che ora con l'abbraccio al lepenismo spera di restare a galla ancora qualche tempo, confidando nella memoria corta degli italiani e supportato colpevolmente da tutti i media. 

Per protestare contro queste derive in atto, per rispedirle al mittente e per rimarcare la distanza abissale che ci separa da Salvini e dalle sue pratiche parteciperemo al corteo. L’auspicio è che possa essere una grande manifestazione popolare, gioiosa, democratica e assolutamente pacifica, supportata dall’orgoglio di appartenenza partenopea e meridionale. Figli di una tradizione da sempre inclusiva verso altri popoli, culture e quei diseredati che Salvini vorrebbe trattare incivilmente  e violentemente a colpi di ruspa. Figli di una città che, per prima in Europa e da sola, ha saputo liberarsi del giogo nazi-fascista e che può solo respingere democraticamente Salvini e le sue teorie vergognose!


Il ritrovo per tutti gli amici del Partito del Sud è per le ore 14.00 in Piazza Sannazaro 




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mercoledì 4 maggio 2016

Il Partito del Sud partecipa alla manifestazione di Roma del 7 maggio contro il TTIP!

Cosa si nasconde dietro questa sigla oscura ed un po' inquietante come TTIP?
Si hanno poche notizie in realtà dai media italiani, molto piu' impegnati su lunghe ed inutili polemiche politiche interne o sulle ultime altrettanto inutili dichiarazioni propagandistiche di Renzi, bisogna informarsi da soli e andare un po' in rete o sui pochi giornali che trattano di temi internazionali, molto pochi nel desolante mondo dell'informazione del belpaese, per capire. Si tratta  in effetti di un trattato commerciale in discussione tra USA e UE che è rimasto a lungo per molti dettagli segreto e che vuole liberalizzare, ancora di più di oggi, gli scambi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico per aumentare gli scambi tra America ed Europa e quindi teoricamente, molto teoricamente, dovrebbe  portare più ricchezza per "tutti".
Come mai ci sono proteste soprattutto negli Stati Uniti contro questo trattato? Come mai l'unico candidato realmente di sinistra, Bernie Sanders, che difficilmente riuscirà a battere alle primarie il candidato democratico Hillary Clinton sostenuto da tutte le principali lobbies di potere e l'establishment di Wall Street, è decisamente contrario? Come mai alcuni gruppi antagonisti e di sinistra vera (quella vera, non quella annacquata "sinistra alla verdiniana" un po' di moda oggi in Italia...) sono contrari e manifestano in paesi europei come in Germania, ad esempio a Berlino ad ottobre scorso centinaia di migliaia sono scese in piazza contro il trattato , senza che nessuno lo riportasse in Italia?
E' facile capirlo, andando a leggere alcuni documenti in rete, ad esempio quelli divulgati e desecretati da Greenpeace e disponibili sul sito italiano del Coordinamento AntiTTIP, sembrerebbe davvero il punto di non ritorno del neoliberismo 2.0.
Si tratta infatti di un vero e proprio tentativo di "golpe" neoliberista che fa fuori quel po' di democrazia rimasta a favore degli interessi di multinazionali, definendo una sorta di NATO economica ufficiale accanto a quella militare, in grado di imporre le proprie scelte a livello sovranazionale ai governi e...udite udite...imporre anche standard qualitativi su merci e prodotti diversi da quelli attuali, si potrebbe ad esempio dare il via libera agli OGM, si potrebbero rilassare anche i vincoli ambientali ancora di più alla mercé degli interessi commerciali delle multinazionali del petrolio (cammino già avviato tragicamente da Renzi nell'ultimo periodo...). Insomma tutto fa capire che invece di esportare diritti e ricchezza per tutti, si taglierebbero diritti dei lavoratori che verrebbero adeguati tutti verso il basso, un po' e pure peggio di quello che è successo con la globalizzazione degli anni '90 di fine secolo scorso che ha aumentato le disuguaglianze in Europa e in USA, con un eccesso sfrenato di liberismo e deregulation che per anni ci ha ingannati con "la mano invisibile del mercato" che avrebbe dovuto equilibrare gli scompensi....abbiamo capito da tempo che questa funzione il libero mercato non ce l'ha, serve la buona politica che mette regole e vincoli per difendere il 99% della popolazione e non quell' 1% di super-ricchi, top manager, banchieri, finanzieri etc etc che hanno concentrato la maggior parte delle ricchezza e ambiscono a farlo sempre di più.
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!


Enzo Riccio
Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma
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Cosa si nasconde dietro questa sigla oscura ed un po' inquietante come TTIP?
Si hanno poche notizie in realtà dai media italiani, molto piu' impegnati su lunghe ed inutili polemiche politiche interne o sulle ultime altrettanto inutili dichiarazioni propagandistiche di Renzi, bisogna informarsi da soli e andare un po' in rete o sui pochi giornali che trattano di temi internazionali, molto pochi nel desolante mondo dell'informazione del belpaese, per capire. Si tratta  in effetti di un trattato commerciale in discussione tra USA e UE che è rimasto a lungo per molti dettagli segreto e che vuole liberalizzare, ancora di più di oggi, gli scambi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico per aumentare gli scambi tra America ed Europa e quindi teoricamente, molto teoricamente, dovrebbe  portare più ricchezza per "tutti".
Come mai ci sono proteste soprattutto negli Stati Uniti contro questo trattato? Come mai l'unico candidato realmente di sinistra, Bernie Sanders, che difficilmente riuscirà a battere alle primarie il candidato democratico Hillary Clinton sostenuto da tutte le principali lobbies di potere e l'establishment di Wall Street, è decisamente contrario? Come mai alcuni gruppi antagonisti e di sinistra vera (quella vera, non quella annacquata "sinistra alla verdiniana" un po' di moda oggi in Italia...) sono contrari e manifestano in paesi europei come in Germania, ad esempio a Berlino ad ottobre scorso centinaia di migliaia sono scese in piazza contro il trattato , senza che nessuno lo riportasse in Italia?
E' facile capirlo, andando a leggere alcuni documenti in rete, ad esempio quelli divulgati e desecretati da Greenpeace e disponibili sul sito italiano del Coordinamento AntiTTIP, sembrerebbe davvero il punto di non ritorno del neoliberismo 2.0.
Si tratta infatti di un vero e proprio tentativo di "golpe" neoliberista che fa fuori quel po' di democrazia rimasta a favore degli interessi di multinazionali, definendo una sorta di NATO economica ufficiale accanto a quella militare, in grado di imporre le proprie scelte a livello sovranazionale ai governi e...udite udite...imporre anche standard qualitativi su merci e prodotti diversi da quelli attuali, si potrebbe ad esempio dare il via libera agli OGM, si potrebbero rilassare anche i vincoli ambientali ancora di più alla mercé degli interessi commerciali delle multinazionali del petrolio (cammino già avviato tragicamente da Renzi nell'ultimo periodo...). Insomma tutto fa capire che invece di esportare diritti e ricchezza per tutti, si taglierebbero diritti dei lavoratori che verrebbero adeguati tutti verso il basso, un po' e pure peggio di quello che è successo con la globalizzazione degli anni '90 di fine secolo scorso che ha aumentato le disuguaglianze in Europa e in USA, con un eccesso sfrenato di liberismo e deregulation che per anni ci ha ingannati con "la mano invisibile del mercato" che avrebbe dovuto equilibrare gli scompensi....abbiamo capito da tempo che questa funzione il libero mercato non ce l'ha, serve la buona politica che mette regole e vincoli per difendere il 99% della popolazione e non quell' 1% di super-ricchi, top manager, banchieri, finanzieri etc etc che hanno concentrato la maggior parte delle ricchezza e ambiscono a farlo sempre di più.
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!


Enzo Riccio
Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma

 
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