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martedì 1 marzo 2016
Il Partito del Sud con De Magistris
Si aggiungono tasselli al quadro delle alleanze per le prossime amministrative a Napoli. La compagine di Luigi De Magistris, in particolare, ora può contare di nuovo sul sostegno ufficiale del Partito del Sud, che già era stato parte della sua coalizione nel 2011 fin dal primo turno.
Il tutto è stato suggellato in una conferenza stampa dal candidato sindaco, dal presidente del partito Natale Cuccurese e dal suo vice Andrea Balìa: in quella sede si è scelto di presentare - assieme ai candidati della lista e al documento "Autonomia per Napoli", studio dello stesso Balìa sull'autonomia fiscale per la città - il contrassegno elettorale: esso riprende il simbolo nuovo del partito, varato solo pochi mesi fa, con la prevedibile aggiunta del sostegno esplicito a De Magistris. Il segno giallo stilizzato dell'infinito su fondo rosso, con un cammeo dell'antico giglio si sposano dunque con l'indicazione del supporto al sindaco uscente (particolarmente visibile per il fondo blu, in contrasto col rosso).
La presentazione della lista, peraltro, è stata anche l'occasione per rifare il punto sulla storia del partito, che sì si era strutturato a livello pressoché nazionale dal 2007 in poi, ma ha avuto origine esattamente nel 2002, a Gaeta, per mano dello scrittore Antonio Ciano, autore del libro I Savoia e i massacri del Sud: se all'inizio la vocazione era essenzialmente localistica, con il tempo le partecipazioni elettorali si sono allargate. Tutto, anche in quel caso, è partito da Gaeta, ma il simbolo si è visto anche alle elezioni politiche del 2008 e del 2013 e alle regionali della Puglia dello scorso anno, a sostegno di Michele Emiliano.
"Attualmente - si legge in un comunicato - il Partito è presente in 11 regioni italiane e in 5 paesi all’estero, con sedi, iscritti e referenti; è un Partito meridionalista, progressista e gramsciano che si rifà al pensiero meridionalista storico dei suoi padri, ovvero Antonio Gramsci, Guido Dorso e Gaetano Salvemini". Comparirà in altre città l'infinito del Partito del Sud?
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Si aggiungono tasselli al quadro delle alleanze per le prossime amministrative a Napoli. La compagine di Luigi De Magistris, in particolare, ora può contare di nuovo sul sostegno ufficiale del Partito del Sud, che già era stato parte della sua coalizione nel 2011 fin dal primo turno.
Il tutto è stato suggellato in una conferenza stampa dal candidato sindaco, dal presidente del partito Natale Cuccurese e dal suo vice Andrea Balìa: in quella sede si è scelto di presentare - assieme ai candidati della lista e al documento "Autonomia per Napoli", studio dello stesso Balìa sull'autonomia fiscale per la città - il contrassegno elettorale: esso riprende il simbolo nuovo del partito, varato solo pochi mesi fa, con la prevedibile aggiunta del sostegno esplicito a De Magistris. Il segno giallo stilizzato dell'infinito su fondo rosso, con un cammeo dell'antico giglio si sposano dunque con l'indicazione del supporto al sindaco uscente (particolarmente visibile per il fondo blu, in contrasto col rosso).
La presentazione della lista, peraltro, è stata anche l'occasione per rifare il punto sulla storia del partito, che sì si era strutturato a livello pressoché nazionale dal 2007 in poi, ma ha avuto origine esattamente nel 2002, a Gaeta, per mano dello scrittore Antonio Ciano, autore del libro I Savoia e i massacri del Sud: se all'inizio la vocazione era essenzialmente localistica, con il tempo le partecipazioni elettorali si sono allargate. Tutto, anche in quel caso, è partito da Gaeta, ma il simbolo si è visto anche alle elezioni politiche del 2008 e del 2013 e alle regionali della Puglia dello scorso anno, a sostegno di Michele Emiliano.
"Attualmente - si legge in un comunicato - il Partito è presente in 11 regioni italiane e in 5 paesi all’estero, con sedi, iscritti e referenti; è un Partito meridionalista, progressista e gramsciano che si rifà al pensiero meridionalista storico dei suoi padri, ovvero Antonio Gramsci, Guido Dorso e Gaetano Salvemini". Comparirà in altre città l'infinito del Partito del Sud?
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venerdì 8 agosto 2014
Oggi e domani il Sud Project Camp a Cittadella del Capo - Il Sud ha bisogno di incontrarsi, torna il Sud Project Camp in Calabria
Inizia oggi, su iniziativa del gruppo calabrese del Sud Project Camp e del suo coordinatore Giuseppe Spadafora, il “laboratorio aperto nelle piazze del sud”. Oggi e domani (8 e 9 agosto) a Cittadella del Capo, in provincia di Cosenza, si tiene, apunto, il Sud Project Camp.
Fonte: Capitanata.it
Lo scorso anno, la manifestazione si tenne a a Longobardi (CS) 2013, l’edizione 2014 cambia località e raddoppia con una due giorni dedicata al divertimento e al dibattito di approfondimento sul sud e sulla Calabria in particolare.
Sud Project Camp è un’associazione avente come obiettivo quello di far incontrare persone, artisti, associazioni, aziende e movimenti, attorno al tema sud e punta a facilitare la nascita di reti utili a competere su tutto il territorio nazionale e non solo nazionale.
Giuseppe Spadafora
Oggi e domani si punta proprio a quello, all’icontro, alla possibilità di conoscersi divertendosi, ma anche approfondendo temi importanti come il futuro della Calabria che molti superficiali pongono essere come la Cenerentola d’Italia e che invece è terra dalle potenzialità infinite.
Sport, dibattiti, musica, spettacoli, e anche una serata dedicata alla bellezza con il concorso Miss Italia locale.
Un appuntamento da non perdere quindi e da vivere appieno. Un appuntamento nella terra dei Vituli, popolo che ha dato poi nome all’Italia. E si perché, come dicono gli organizzatori, “l’Italia nasce e rinasce da SUD”.
Fonte: Capitanata.it
Inizia oggi, su iniziativa del gruppo calabrese del Sud Project Camp e del suo coordinatore Giuseppe Spadafora, il “laboratorio aperto nelle piazze del sud”. Oggi e domani (8 e 9 agosto) a Cittadella del Capo, in provincia di Cosenza, si tiene, apunto, il Sud Project Camp.
Fonte: Capitanata.it
Lo scorso anno, la manifestazione si tenne a a Longobardi (CS) 2013, l’edizione 2014 cambia località e raddoppia con una due giorni dedicata al divertimento e al dibattito di approfondimento sul sud e sulla Calabria in particolare.
Sud Project Camp è un’associazione avente come obiettivo quello di far incontrare persone, artisti, associazioni, aziende e movimenti, attorno al tema sud e punta a facilitare la nascita di reti utili a competere su tutto il territorio nazionale e non solo nazionale.
Giuseppe Spadafora
Oggi e domani si punta proprio a quello, all’icontro, alla possibilità di conoscersi divertendosi, ma anche approfondendo temi importanti come il futuro della Calabria che molti superficiali pongono essere come la Cenerentola d’Italia e che invece è terra dalle potenzialità infinite.
Sport, dibattiti, musica, spettacoli, e anche una serata dedicata alla bellezza con il concorso Miss Italia locale.
Un appuntamento da non perdere quindi e da vivere appieno. Un appuntamento nella terra dei Vituli, popolo che ha dato poi nome all’Italia. E si perché, come dicono gli organizzatori, “l’Italia nasce e rinasce da SUD”.
Fonte: Capitanata.it
domenica 3 agosto 2014
Torna il Sud Project Camp promosso dal Partito del Sud
Torna il Sud Project Camp, promosso dal Partito del Sud. Si tratta di un appuntamento itinerante dedicato al Made in Sud. L'8 e il 9 agosto sara' Cittadella del Capo, sul tirreno cosentino, ad ospitare stand gastronomici, eventi sportivi, concerti, dibattiti politici. Sara' una due giorni di festa, di spettacoli, di dibattiti, di presentazione di progetti nuovi e affermati, di stand di aziende e di associazioni che raccontano il loro Sud. Il loro modo di essere Sud.
Fonte: CN24Tv
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Torna il Sud Project Camp, promosso dal Partito del Sud. Si tratta di un appuntamento itinerante dedicato al Made in Sud. L'8 e il 9 agosto sara' Cittadella del Capo, sul tirreno cosentino, ad ospitare stand gastronomici, eventi sportivi, concerti, dibattiti politici. Sara' una due giorni di festa, di spettacoli, di dibattiti, di presentazione di progetti nuovi e affermati, di stand di aziende e di associazioni che raccontano il loro Sud. Il loro modo di essere Sud.
Fonte: CN24Tv
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venerdì 4 luglio 2014
Il Partito del Sud in lotta per il malfunzionamento della linea internet
“Il circolo del Partito del Sud di Longobardi a seguito del perdurante malfunzionamento della linea internet “veloce” sul territorio comunale promuove una petizione popolare che avrà luogo in questi giorni fra i cittadini di Longobardi .
Il Partito del Sud vuole ricordare alle istituzioni tutte che la nostra Carta Costituzionale all’Art. 3 parla di uguaglianza di tutti i cittadini in tutti gli ambiti della propria vita e, inoltre, che la “ Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
E’ da sottolineare ancora, che la nostra terra calabrese è una delle poche regioni italiane dove la Telecom Spa è ancora unica proprietaria della linea telefonica e dati quindi non essendoci concorrenza è giocoforza che detta società non investa nell’aggiornare la stessa.
Si auspica che venga costituita una società terza a piena partecipazione statale che sia proprietaria delle infrastrutture (che quindi possa investire senza pensare al profitto) e che ne tragga profitto mediante la concessione alle società di telecomunicazione che ne fanno richiesta compresa la Telecom Spa.
Le soluzioni sono a volte più facili e semplici di quelle che appaiono se solo nella stanza dei bottoni si utilizzasse il buon senso.
Longobardi, li 26/06/2014
Partito del Sud Circolo di Longobardi
NdR Eh Garibaldi, Garibaldi! Da noi la linea veloce di internet cammina ancora con il ciuccio; manco con il cavallo.
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“Il circolo del Partito del Sud di Longobardi a seguito del perdurante malfunzionamento della linea internet “veloce” sul territorio comunale promuove una petizione popolare che avrà luogo in questi giorni fra i cittadini di Longobardi .
Il Partito del Sud vuole ricordare alle istituzioni tutte che la nostra Carta Costituzionale all’Art. 3 parla di uguaglianza di tutti i cittadini in tutti gli ambiti della propria vita e, inoltre, che la “ Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
E’ da sottolineare ancora, che la nostra terra calabrese è una delle poche regioni italiane dove la Telecom Spa è ancora unica proprietaria della linea telefonica e dati quindi non essendoci concorrenza è giocoforza che detta società non investa nell’aggiornare la stessa.
Si auspica che venga costituita una società terza a piena partecipazione statale che sia proprietaria delle infrastrutture (che quindi possa investire senza pensare al profitto) e che ne tragga profitto mediante la concessione alle società di telecomunicazione che ne fanno richiesta compresa la Telecom Spa.
Le soluzioni sono a volte più facili e semplici di quelle che appaiono se solo nella stanza dei bottoni si utilizzasse il buon senso.
Longobardi, li 26/06/2014
Partito del Sud Circolo di Longobardi
NdR Eh Garibaldi, Garibaldi! Da noi la linea veloce di internet cammina ancora con il ciuccio; manco con il cavallo.
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venerdì 20 giugno 2014
giovedì 22 maggio 2014
Premio letterario Giuseppe Villella: consegnato il premio
Giovedì, 22 Maggio 2014
Il premio rientra in un progetto culturale volto alla rivalutazione del territorio, inteso come comunione spirituale di un popolo, legato da un percorso storico ben preciso.
Questi eventi culturali, rappresentano un innovazione dal punto di visto didattico e non si escludono ulteriori iniziative analoghe da organizzarsi nel prossimo futuro.
La conoscenza del territorio si coniuga così alla reale conoscenza del proprio passato, facendo in modo che le generazioni future possano essere consapevoli del proprio cammino.
Domenico Romeo
Fonte: Lameziainstrada
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Giovedì, 22 Maggio 2014
Il premio rientra in un progetto culturale volto alla rivalutazione del territorio, inteso come comunione spirituale di un popolo, legato da un percorso storico ben preciso.
Questi eventi culturali, rappresentano un innovazione dal punto di visto didattico e non si escludono ulteriori iniziative analoghe da organizzarsi nel prossimo futuro.
La conoscenza del territorio si coniuga così alla reale conoscenza del proprio passato, facendo in modo che le generazioni future possano essere consapevoli del proprio cammino.
Domenico Romeo
Fonte: Lameziainstrada
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venerdì 25 aprile 2014
Su "La Gazzetta del Sud" del 25 Aprile 2014: " Longobardi, il Partito del Sud è una realtà: Gaudio Coordinatore"
I nostri complimenti a Franco Gaudio e il più cordiale benvenuto a tutti gli iscritti e sostenitori della nuova Sezione di Longobardi.
I nostri complimenti a Franco Gaudio e il più cordiale benvenuto a tutti gli iscritti e sostenitori della nuova Sezione di Longobardi.
martedì 22 aprile 2014
giovedì 17 aprile 2014
Su TirrenoNews : Anche a Longobardi il Circolo Del Partito del SUD
Anche Longobardi, finalmente, può vantare la presenza del circolo cittadino del Partito del Sud.
Lo comunica il coordinatore Provinciale dello stesso Partito Franco Gaudio.
La nuova compagine politica locale si prefigge l’obbiettivo di far conoscere le ragioni storiche, culturali politiche ed economiche che hanno fortemente penalizzato il sud dopo l'unità d'Italia (annessione) avvenuta il 1861. Il Partito del Sud è convinto che la costruzione del proprio futuro, per ciascun uomo e donna meridionali, non può prescindere dalla conoscenza delle proprie origini.
Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.
Partito del Sud Circolo di Longobardi
Fonte: TirrenoNews
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Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.
Partito del Sud Circolo di Longobardi
Fonte: TirrenoNews
Anche Longobardi, finalmente, può vantare la presenza del circolo cittadino del Partito del Sud.
Lo comunica il coordinatore Provinciale dello stesso Partito Franco Gaudio.
La nuova compagine politica locale si prefigge l’obbiettivo di far conoscere le ragioni storiche, culturali politiche ed economiche che hanno fortemente penalizzato il sud dopo l'unità d'Italia (annessione) avvenuta il 1861. Il Partito del Sud è convinto che la costruzione del proprio futuro, per ciascun uomo e donna meridionali, non può prescindere dalla conoscenza delle proprie origini.
Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.
Partito del Sud Circolo di Longobardi
Fonte: TirrenoNews
Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.
Partito del Sud Circolo di Longobardi
Fonte: TirrenoNews
lunedì 31 marzo 2014
Sud, in atto una guerra mediatica, economica e politica in un silenzio apparente
Fonte: Zeroventiquattro
Diciamola subito anche noi: “questo Paese senza il sud non va da nessuna parte”. Questa è una tipica frase detta dai sostenitori di un nuovo sud in grado di riprendere una marcia, forse mai iniziata, ed è anche una frase dei detrattori del sud che in qualche modo dicono: “senza il sud così come stiamo non si va da nessuna parte, magari senza (o senza tutti i loro difetti) però si riuscirebbe a marciare più spediti a ritmi europei”.
Al sud questo dibattito, forse a partire dalle celebrazioni dei 150 anni di unità d’Italia, e con l’esplodere violento della crisi economica è ripreso alla grande, in alcuni casi in modo estemporaneo e folcloristico, in altri casi con la riscoperta della vera storia del sud e del risorgimento, in altri casi con più o meno realistiche prospettive politiche che vedono la possibilità di una presenza meridionale nel panorama politico delle forze attualmente in campo. C’è chi pensa a un cammino di riforme che dia più spazio al sud c’è chi auspica secessioni o separazioni. Certo è che negli ultimi anni il sud ha rotto, sia pure tra mille difficoltà, il silenzio. Certo non proprio il muro del silenzio, perché i media provano ancora a zittire o a bollare come minimale la voce del sud, ma il sud, utilizzando anche altri sistemi non tace più.
Non tace più anche perché qualche amministratore ad esempio il Sindaco di Bari Michele Emiliano e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e altri ancora, spesso, parlando della propria città o della propria terra, cominciano a rimarcare quelle che sono le differenze di trattamento tra i vari territori della Repubblica Italiana.
Proprio recentemente il Partito Democratico del sud, come ama chiamarlo Michele Emiliano, sanguigno e scomodo uomo vicino a Matteo Renzi, ha prodotto con amministratori ed esponenti di quel partito un documento sul sud, anche mutuando le tesi meridionaliste di movimenti e partiti più piccoli tra cui sicuramente va citato certamente il Partito del Sud, che poco più di un mese fa a sua volta aveva presentato, proprio a Bari, il libro bianco “Con il Sud si Riparte”.
A questo documento del Partito Democratico del sud, pare che da Roma non sia arrivata alcuna risposta e alcun segnale di attenzione, però il documento c’è e, quasi certamente, prima o poi qualcuno, da sud ne chiederà conto.
Poi ci sono gli scatti di orgoglio che provengono da tutte le città del sud che non ci stanno più ad essere solo denigrate. Da questo punto di vista però poco a poco sembra quasi che si stia muovendo una vera e propria guerra politica nella quale, specialmente al sud, gli esponenti dei vari partiti riprendono a declinare la parola sud e a richiedere una capacità decisionale sempre maggiore, non avendo neanche più paura di pronunciare la parola “Macroregione”o la parola “federalismo” e le parole “compra sud”.
Tutto questo, sia pure in un silenzio dei maggiori media e delle maggiori testate televisive specialmente negli orari di maggior ascolto, potrebbe essere arrivato alle orecchie di chi, in qualche modo, sia pure nelle difficoltà, vorrebbe lasciare in piedi un sistema che continuerebbe a vedere il sud con piccole capacità produttive e come sempre come un grande mercato. Gli aiuti al sud quindi sono pensati (e andrebbero pensati secondo questa corrente di pensiero) sempre e comunque come un supporto per riempire i portafogli più che come stimolo alla creazione di ricchezza e produzione. Quindi sempre niente servizi, sempre scarsa possibilità di competere.
E’ forse per questo che negli ultimi tempi gli attacchi al caffè di Napoli, l’eccidio negato di Fenestrelle, il tentativo di rivalutazione di Lombroso, l’attacco all’acqua di Napoli, o alla bontà, salubrità e qualità dei prodotti del Sud, si fanno sempre più frequenti. E’ forse per questo che giornali importanti si fanno sostenitori di libri che provano a confutare tesi storiche ormai acclarate cercando di riportare il tutto alle favolette del risorgimento.
Si vuole tentare di minimizzare la voglia del sud di ripartire contro tutte le mafie, contro tutti quei potentati che hanno pensato potesse essere una semplice pattumiera, o un luogo dove produrre senza attenzione a salute e ambiente perché tanto già è troppo che gli diamo lavoro (vedi Taranto). Ecco forse questo non sarà più possibile. Qui a sud nessuno ha nostalgia, chi accusa di questo il sud è in mala fede. Qui al sud si ha voglia di primeggiare come la storia (eccetto quella degli ultimi 153 anni) ci insegna fin dai tempi della Magna Grecia.
Il silenzio, o la guerra sommersa al sud non faranno alcun bene all’Italia e questo il Governo lo deve capire e lo deve sapere. Lo stesso consiglio magari lo diamo anche alle grandi testate giornalistiche e ai “grandi” intellettuali del pensiero comune.
Fonte: Zeroventiquattro
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Fonte: Zeroventiquattro
Diciamola subito anche noi: “questo Paese senza il sud non va da nessuna parte”. Questa è una tipica frase detta dai sostenitori di un nuovo sud in grado di riprendere una marcia, forse mai iniziata, ed è anche una frase dei detrattori del sud che in qualche modo dicono: “senza il sud così come stiamo non si va da nessuna parte, magari senza (o senza tutti i loro difetti) però si riuscirebbe a marciare più spediti a ritmi europei”.
Al sud questo dibattito, forse a partire dalle celebrazioni dei 150 anni di unità d’Italia, e con l’esplodere violento della crisi economica è ripreso alla grande, in alcuni casi in modo estemporaneo e folcloristico, in altri casi con la riscoperta della vera storia del sud e del risorgimento, in altri casi con più o meno realistiche prospettive politiche che vedono la possibilità di una presenza meridionale nel panorama politico delle forze attualmente in campo. C’è chi pensa a un cammino di riforme che dia più spazio al sud c’è chi auspica secessioni o separazioni. Certo è che negli ultimi anni il sud ha rotto, sia pure tra mille difficoltà, il silenzio. Certo non proprio il muro del silenzio, perché i media provano ancora a zittire o a bollare come minimale la voce del sud, ma il sud, utilizzando anche altri sistemi non tace più.
Non tace più anche perché qualche amministratore ad esempio il Sindaco di Bari Michele Emiliano e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e altri ancora, spesso, parlando della propria città o della propria terra, cominciano a rimarcare quelle che sono le differenze di trattamento tra i vari territori della Repubblica Italiana.
Proprio recentemente il Partito Democratico del sud, come ama chiamarlo Michele Emiliano, sanguigno e scomodo uomo vicino a Matteo Renzi, ha prodotto con amministratori ed esponenti di quel partito un documento sul sud, anche mutuando le tesi meridionaliste di movimenti e partiti più piccoli tra cui sicuramente va citato certamente il Partito del Sud, che poco più di un mese fa a sua volta aveva presentato, proprio a Bari, il libro bianco “Con il Sud si Riparte”.
A questo documento del Partito Democratico del sud, pare che da Roma non sia arrivata alcuna risposta e alcun segnale di attenzione, però il documento c’è e, quasi certamente, prima o poi qualcuno, da sud ne chiederà conto.
Poi ci sono gli scatti di orgoglio che provengono da tutte le città del sud che non ci stanno più ad essere solo denigrate. Da questo punto di vista però poco a poco sembra quasi che si stia muovendo una vera e propria guerra politica nella quale, specialmente al sud, gli esponenti dei vari partiti riprendono a declinare la parola sud e a richiedere una capacità decisionale sempre maggiore, non avendo neanche più paura di pronunciare la parola “Macroregione”o la parola “federalismo” e le parole “compra sud”.
Tutto questo, sia pure in un silenzio dei maggiori media e delle maggiori testate televisive specialmente negli orari di maggior ascolto, potrebbe essere arrivato alle orecchie di chi, in qualche modo, sia pure nelle difficoltà, vorrebbe lasciare in piedi un sistema che continuerebbe a vedere il sud con piccole capacità produttive e come sempre come un grande mercato. Gli aiuti al sud quindi sono pensati (e andrebbero pensati secondo questa corrente di pensiero) sempre e comunque come un supporto per riempire i portafogli più che come stimolo alla creazione di ricchezza e produzione. Quindi sempre niente servizi, sempre scarsa possibilità di competere.
E’ forse per questo che negli ultimi tempi gli attacchi al caffè di Napoli, l’eccidio negato di Fenestrelle, il tentativo di rivalutazione di Lombroso, l’attacco all’acqua di Napoli, o alla bontà, salubrità e qualità dei prodotti del Sud, si fanno sempre più frequenti. E’ forse per questo che giornali importanti si fanno sostenitori di libri che provano a confutare tesi storiche ormai acclarate cercando di riportare il tutto alle favolette del risorgimento.
Si vuole tentare di minimizzare la voglia del sud di ripartire contro tutte le mafie, contro tutti quei potentati che hanno pensato potesse essere una semplice pattumiera, o un luogo dove produrre senza attenzione a salute e ambiente perché tanto già è troppo che gli diamo lavoro (vedi Taranto). Ecco forse questo non sarà più possibile. Qui a sud nessuno ha nostalgia, chi accusa di questo il sud è in mala fede. Qui al sud si ha voglia di primeggiare come la storia (eccetto quella degli ultimi 153 anni) ci insegna fin dai tempi della Magna Grecia.
Il silenzio, o la guerra sommersa al sud non faranno alcun bene all’Italia e questo il Governo lo deve capire e lo deve sapere. Lo stesso consiglio magari lo diamo anche alle grandi testate giornalistiche e ai “grandi” intellettuali del pensiero comune.
Fonte: Zeroventiquattro
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domenica 30 marzo 2014
Il Partito del Sud risponde ai gratuiti attacchi de "La Repubblica"
FONTE: LAMEZIAINSTRADA
Ha sollevato un polverone l’articolo de "La Repubblica", ieri, a firma di un giornalista poco informato non solo sulle vicende post-unitarie, ma sui dettami forensi dell’antropologia criminale, in cui è stato attaccato con incalzante tono denigratorio e diffamatorio il Partito Del Sud ed i movimenti a tutela della dignità della storia.
Ad essere citato in tale articolo è stato proprio uno dei responsabili della sezione lametina, il Prof. Francesco Antonio Cefalì, senza che l’interessato sia stato messo a conoscenza o abbia fornito dettagli precisi, all’autore del pezzo, su argomentazioni d’interesse.
Non è stata posta offesa al Professore lametino, ma sono stati utilizzati solo i toni di discredito culturale verso il senso della dignità di chi, storicamente, è riuscito a dimostrare la deportazione dei meridionali e dei calabresi da parte dei Savoia, verso il lager di Fenestrelle.
Un attacco negazionista, al servizio del negazionismo, che utilizza ancora una volta la scusante del cranio di Villella per coprire crimini efferati del passato. Un attacco che utilizza la pseudo-scienza, fornendola al servizio di ideologie e tesi abberranti che nulla hanno a che fare con la storia, i diritti umani e la scienza stessa.
Ad essere citato in tale articolo è stato proprio uno dei responsabili della sezione lametina, il Prof. Francesco Antonio Cefalì, senza che l’interessato sia stato messo a conoscenza o abbia fornito dettagli precisi, all’autore del pezzo, su argomentazioni d’interesse.
Non è stata posta offesa al Professore lametino, ma sono stati utilizzati solo i toni di discredito culturale verso il senso della dignità di chi, storicamente, è riuscito a dimostrare la deportazione dei meridionali e dei calabresi da parte dei Savoia, verso il lager di Fenestrelle.
Un attacco negazionista, al servizio del negazionismo, che utilizza ancora una volta la scusante del cranio di Villella per coprire crimini efferati del passato. Un attacco che utilizza la pseudo-scienza, fornendola al servizio di ideologie e tesi abberranti che nulla hanno a che fare con la storia, i diritti umani e la scienza stessa.
Un attacco denigratorio che non ha risparmiato nemmeno il Comitato No Lombroso, la cui finalità di tutela verso il genere umano e rifiuto verso l’eugenetica criminale (quest’ultima attivata dal Lombroso), è stata artificiosamente sostituita e bollata come causa anti-nazionale e nostalgicamente borbonica.
Nulla di più falso.
Questa è la risposta della sezione calabrese del Partito Del Sud a firma di Francesco Antonio Cefalì (Coordinatore Sezione Michelina De Cesare Partito del Sud Lamezia Terme) e Franco Gallo (Coordinatore Provinciale Partito del Sud Catanzaro)
Nulla di più falso.
Questa è la risposta della sezione calabrese del Partito Del Sud a firma di Francesco Antonio Cefalì (Coordinatore Sezione Michelina De Cesare Partito del Sud Lamezia Terme) e Franco Gallo (Coordinatore Provinciale Partito del Sud Catanzaro)
Continuano le falsità sul popolo meridionale.
Oggi, leggendo su Repubblica l’articolo “L’ultima polemica su Lombroso, minacce alla studiosa che lo difende”, scritto da un giornalista che, a mio sommesso avviso, farebbe meglio a documentarsi prima di scrivere, ho capito che continuano le falsità sul popolo meridionale.
Come si fa a negare la realtà e dire che “esponenti di quei movimenti neo-borbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d’Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro”?
Le nostre contestazioni, come Partito del Sud, sono state e sempre saranno improntate al rispetto ed alla civiltà. Anzi prendiamo fermamente le distanze da tutti coloro che eventualmente abbiano proferito insulti o minacce all’indirizzo della Dott.ssa Milicia alla quale facciamo pervenire, pur nella diversità delle idee, la nostra più sentita solidarietà umana. Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare quanto segue:
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre-unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza, cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Quindi, il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati ufficiali del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%).
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%).
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Fino al 1860 l’emigrazione riguardava: Veneto (17,90 %), Friuli-Venezia Giulia (16,1%) e Piemonte (13,50%), mentre era quasi sconosciuta al Sud.
Nessuno ha mai detto che Giuseppe Villella di Motta S. Lucia sia stato un eroe; tutti invece pensiamo che sia stato uno dei tanti martiri del Risorgimento.
Infatti, il “presunto brigante” Giuseppe Villella, nacque a Motta S. Lucia nel 1795, secondo quanto scrisse Cesare Lombroso nella relativa autopsia del 16 agosto 1864, riportata integralmente dal direttore del Museo Universitario Silvano Montaldo nel suo libro, scritto insieme a Paolo Tappero (pag. 5). Ebbene, consultando gli archivi dei processi, dal 1816 al 1862, svolti dalla Gran Corte Criminale di Catanzaro e da quella di Cosenza nonché i processi dei Tribunali di Nicastro e di Cosenza del 1863 e 1864, si può affermare con assoluta certezza che, il Giuseppe Villella in oggetto, non fu un brigante ma un uomo totalmente estraneo a fatti malavitosi.
E’ pure vero che un Giuseppe Villella, di Pietro, di Motta S. Lucia nato intorno al 1804, fu coinvolto in un solo processo nel 1844, per un reato talmente lieve da essere condannato solo alla relegazione “….per avere assistito e facilitato Carmine Ajello, la notte del 29 luglio 1843, ad un furto, inferiore a trenta carlini, ai danni di Nicola Gigliotti suo compaesano….”
Giuseppe Villella, di Pietro, però morì all'Ospedale S. Matteo di Pavia il 15 Novembre del 1864, in una data e per una malattia diversa da quella indicata dall’antropologo.
Voglio sottolineare, da ultimo, che la storia scritta dai vincitori non ci interessa e non ci convince più. Vogliamo la verità storica sul risorgimento. Vogliamo che i nostri giovani sappiano che si è trattato di un massacro con annessa rapina. Pontelandolfo e Casalduni, le altre stragi, le fucilazioni e gli stupri ai danni di meridionali civili inermi non sono più nascosti. Uno stato civile e progredito come l’Italia non può più nascondere la verità dietro gli scritti di “pennivendoli salariati”, anzi, per dirla con Antonio Gramsci: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. Domenico Romeo
Oggi, leggendo su Repubblica l’articolo “L’ultima polemica su Lombroso, minacce alla studiosa che lo difende”, scritto da un giornalista che, a mio sommesso avviso, farebbe meglio a documentarsi prima di scrivere, ho capito che continuano le falsità sul popolo meridionale.
Come si fa a negare la realtà e dire che “esponenti di quei movimenti neo-borbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d’Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro”?
Le nostre contestazioni, come Partito del Sud, sono state e sempre saranno improntate al rispetto ed alla civiltà. Anzi prendiamo fermamente le distanze da tutti coloro che eventualmente abbiano proferito insulti o minacce all’indirizzo della Dott.ssa Milicia alla quale facciamo pervenire, pur nella diversità delle idee, la nostra più sentita solidarietà umana. Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare quanto segue:
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre-unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza, cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Quindi, il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati ufficiali del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%).
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%).
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Fino al 1860 l’emigrazione riguardava: Veneto (17,90 %), Friuli-Venezia Giulia (16,1%) e Piemonte (13,50%), mentre era quasi sconosciuta al Sud.
Nessuno ha mai detto che Giuseppe Villella di Motta S. Lucia sia stato un eroe; tutti invece pensiamo che sia stato uno dei tanti martiri del Risorgimento.
Infatti, il “presunto brigante” Giuseppe Villella, nacque a Motta S. Lucia nel 1795, secondo quanto scrisse Cesare Lombroso nella relativa autopsia del 16 agosto 1864, riportata integralmente dal direttore del Museo Universitario Silvano Montaldo nel suo libro, scritto insieme a Paolo Tappero (pag. 5). Ebbene, consultando gli archivi dei processi, dal 1816 al 1862, svolti dalla Gran Corte Criminale di Catanzaro e da quella di Cosenza nonché i processi dei Tribunali di Nicastro e di Cosenza del 1863 e 1864, si può affermare con assoluta certezza che, il Giuseppe Villella in oggetto, non fu un brigante ma un uomo totalmente estraneo a fatti malavitosi.
E’ pure vero che un Giuseppe Villella, di Pietro, di Motta S. Lucia nato intorno al 1804, fu coinvolto in un solo processo nel 1844, per un reato talmente lieve da essere condannato solo alla relegazione “….per avere assistito e facilitato Carmine Ajello, la notte del 29 luglio 1843, ad un furto, inferiore a trenta carlini, ai danni di Nicola Gigliotti suo compaesano….”
Giuseppe Villella, di Pietro, però morì all'Ospedale S. Matteo di Pavia il 15 Novembre del 1864, in una data e per una malattia diversa da quella indicata dall’antropologo.
Voglio sottolineare, da ultimo, che la storia scritta dai vincitori non ci interessa e non ci convince più. Vogliamo la verità storica sul risorgimento. Vogliamo che i nostri giovani sappiano che si è trattato di un massacro con annessa rapina. Pontelandolfo e Casalduni, le altre stragi, le fucilazioni e gli stupri ai danni di meridionali civili inermi non sono più nascosti. Uno stato civile e progredito come l’Italia non può più nascondere la verità dietro gli scritti di “pennivendoli salariati”, anzi, per dirla con Antonio Gramsci: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. Domenico Romeo
FONTE: LAMEZIAINSTRADA
FONTE: LAMEZIAINSTRADA
Ha sollevato un polverone l’articolo de "La Repubblica", ieri, a firma di un giornalista poco informato non solo sulle vicende post-unitarie, ma sui dettami forensi dell’antropologia criminale, in cui è stato attaccato con incalzante tono denigratorio e diffamatorio il Partito Del Sud ed i movimenti a tutela della dignità della storia.
Ad essere citato in tale articolo è stato proprio uno dei responsabili della sezione lametina, il Prof. Francesco Antonio Cefalì, senza che l’interessato sia stato messo a conoscenza o abbia fornito dettagli precisi, all’autore del pezzo, su argomentazioni d’interesse.
Non è stata posta offesa al Professore lametino, ma sono stati utilizzati solo i toni di discredito culturale verso il senso della dignità di chi, storicamente, è riuscito a dimostrare la deportazione dei meridionali e dei calabresi da parte dei Savoia, verso il lager di Fenestrelle.
Un attacco negazionista, al servizio del negazionismo, che utilizza ancora una volta la scusante del cranio di Villella per coprire crimini efferati del passato. Un attacco che utilizza la pseudo-scienza, fornendola al servizio di ideologie e tesi abberranti che nulla hanno a che fare con la storia, i diritti umani e la scienza stessa.
Ad essere citato in tale articolo è stato proprio uno dei responsabili della sezione lametina, il Prof. Francesco Antonio Cefalì, senza che l’interessato sia stato messo a conoscenza o abbia fornito dettagli precisi, all’autore del pezzo, su argomentazioni d’interesse.
Non è stata posta offesa al Professore lametino, ma sono stati utilizzati solo i toni di discredito culturale verso il senso della dignità di chi, storicamente, è riuscito a dimostrare la deportazione dei meridionali e dei calabresi da parte dei Savoia, verso il lager di Fenestrelle.
Un attacco negazionista, al servizio del negazionismo, che utilizza ancora una volta la scusante del cranio di Villella per coprire crimini efferati del passato. Un attacco che utilizza la pseudo-scienza, fornendola al servizio di ideologie e tesi abberranti che nulla hanno a che fare con la storia, i diritti umani e la scienza stessa.
Un attacco denigratorio che non ha risparmiato nemmeno il Comitato No Lombroso, la cui finalità di tutela verso il genere umano e rifiuto verso l’eugenetica criminale (quest’ultima attivata dal Lombroso), è stata artificiosamente sostituita e bollata come causa anti-nazionale e nostalgicamente borbonica.
Nulla di più falso.
Questa è la risposta della sezione calabrese del Partito Del Sud a firma di Francesco Antonio Cefalì (Coordinatore Sezione Michelina De Cesare Partito del Sud Lamezia Terme) e Franco Gallo (Coordinatore Provinciale Partito del Sud Catanzaro)
Nulla di più falso.
Questa è la risposta della sezione calabrese del Partito Del Sud a firma di Francesco Antonio Cefalì (Coordinatore Sezione Michelina De Cesare Partito del Sud Lamezia Terme) e Franco Gallo (Coordinatore Provinciale Partito del Sud Catanzaro)
Continuano le falsità sul popolo meridionale.
Oggi, leggendo su Repubblica l’articolo “L’ultima polemica su Lombroso, minacce alla studiosa che lo difende”, scritto da un giornalista che, a mio sommesso avviso, farebbe meglio a documentarsi prima di scrivere, ho capito che continuano le falsità sul popolo meridionale.
Come si fa a negare la realtà e dire che “esponenti di quei movimenti neo-borbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d’Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro”?
Le nostre contestazioni, come Partito del Sud, sono state e sempre saranno improntate al rispetto ed alla civiltà. Anzi prendiamo fermamente le distanze da tutti coloro che eventualmente abbiano proferito insulti o minacce all’indirizzo della Dott.ssa Milicia alla quale facciamo pervenire, pur nella diversità delle idee, la nostra più sentita solidarietà umana. Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare quanto segue:
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre-unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza, cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Quindi, il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati ufficiali del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%).
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%).
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Fino al 1860 l’emigrazione riguardava: Veneto (17,90 %), Friuli-Venezia Giulia (16,1%) e Piemonte (13,50%), mentre era quasi sconosciuta al Sud.
Nessuno ha mai detto che Giuseppe Villella di Motta S. Lucia sia stato un eroe; tutti invece pensiamo che sia stato uno dei tanti martiri del Risorgimento.
Infatti, il “presunto brigante” Giuseppe Villella, nacque a Motta S. Lucia nel 1795, secondo quanto scrisse Cesare Lombroso nella relativa autopsia del 16 agosto 1864, riportata integralmente dal direttore del Museo Universitario Silvano Montaldo nel suo libro, scritto insieme a Paolo Tappero (pag. 5). Ebbene, consultando gli archivi dei processi, dal 1816 al 1862, svolti dalla Gran Corte Criminale di Catanzaro e da quella di Cosenza nonché i processi dei Tribunali di Nicastro e di Cosenza del 1863 e 1864, si può affermare con assoluta certezza che, il Giuseppe Villella in oggetto, non fu un brigante ma un uomo totalmente estraneo a fatti malavitosi.
E’ pure vero che un Giuseppe Villella, di Pietro, di Motta S. Lucia nato intorno al 1804, fu coinvolto in un solo processo nel 1844, per un reato talmente lieve da essere condannato solo alla relegazione “….per avere assistito e facilitato Carmine Ajello, la notte del 29 luglio 1843, ad un furto, inferiore a trenta carlini, ai danni di Nicola Gigliotti suo compaesano….”
Giuseppe Villella, di Pietro, però morì all'Ospedale S. Matteo di Pavia il 15 Novembre del 1864, in una data e per una malattia diversa da quella indicata dall’antropologo.
Voglio sottolineare, da ultimo, che la storia scritta dai vincitori non ci interessa e non ci convince più. Vogliamo la verità storica sul risorgimento. Vogliamo che i nostri giovani sappiano che si è trattato di un massacro con annessa rapina. Pontelandolfo e Casalduni, le altre stragi, le fucilazioni e gli stupri ai danni di meridionali civili inermi non sono più nascosti. Uno stato civile e progredito come l’Italia non può più nascondere la verità dietro gli scritti di “pennivendoli salariati”, anzi, per dirla con Antonio Gramsci: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. Domenico Romeo
Oggi, leggendo su Repubblica l’articolo “L’ultima polemica su Lombroso, minacce alla studiosa che lo difende”, scritto da un giornalista che, a mio sommesso avviso, farebbe meglio a documentarsi prima di scrivere, ho capito che continuano le falsità sul popolo meridionale.
Come si fa a negare la realtà e dire che “esponenti di quei movimenti neo-borbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d’Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro”?
Le nostre contestazioni, come Partito del Sud, sono state e sempre saranno improntate al rispetto ed alla civiltà. Anzi prendiamo fermamente le distanze da tutti coloro che eventualmente abbiano proferito insulti o minacce all’indirizzo della Dott.ssa Milicia alla quale facciamo pervenire, pur nella diversità delle idee, la nostra più sentita solidarietà umana. Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare quanto segue:
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre-unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza, cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Quindi, il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati ufficiali del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%).
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%).
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Fino al 1860 l’emigrazione riguardava: Veneto (17,90 %), Friuli-Venezia Giulia (16,1%) e Piemonte (13,50%), mentre era quasi sconosciuta al Sud.
Nessuno ha mai detto che Giuseppe Villella di Motta S. Lucia sia stato un eroe; tutti invece pensiamo che sia stato uno dei tanti martiri del Risorgimento.
Infatti, il “presunto brigante” Giuseppe Villella, nacque a Motta S. Lucia nel 1795, secondo quanto scrisse Cesare Lombroso nella relativa autopsia del 16 agosto 1864, riportata integralmente dal direttore del Museo Universitario Silvano Montaldo nel suo libro, scritto insieme a Paolo Tappero (pag. 5). Ebbene, consultando gli archivi dei processi, dal 1816 al 1862, svolti dalla Gran Corte Criminale di Catanzaro e da quella di Cosenza nonché i processi dei Tribunali di Nicastro e di Cosenza del 1863 e 1864, si può affermare con assoluta certezza che, il Giuseppe Villella in oggetto, non fu un brigante ma un uomo totalmente estraneo a fatti malavitosi.
E’ pure vero che un Giuseppe Villella, di Pietro, di Motta S. Lucia nato intorno al 1804, fu coinvolto in un solo processo nel 1844, per un reato talmente lieve da essere condannato solo alla relegazione “….per avere assistito e facilitato Carmine Ajello, la notte del 29 luglio 1843, ad un furto, inferiore a trenta carlini, ai danni di Nicola Gigliotti suo compaesano….”
Giuseppe Villella, di Pietro, però morì all'Ospedale S. Matteo di Pavia il 15 Novembre del 1864, in una data e per una malattia diversa da quella indicata dall’antropologo.
Voglio sottolineare, da ultimo, che la storia scritta dai vincitori non ci interessa e non ci convince più. Vogliamo la verità storica sul risorgimento. Vogliamo che i nostri giovani sappiano che si è trattato di un massacro con annessa rapina. Pontelandolfo e Casalduni, le altre stragi, le fucilazioni e gli stupri ai danni di meridionali civili inermi non sono più nascosti. Uno stato civile e progredito come l’Italia non può più nascondere la verità dietro gli scritti di “pennivendoli salariati”, anzi, per dirla con Antonio Gramsci: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. Domenico Romeo
FONTE: LAMEZIAINSTRADA
venerdì 14 febbraio 2014
Su Zeroventiquattro: Sabato a Bari Emiliano e de Magistris a confronto sul Sud
Fonte: Zeroventiquattro
“Con il Sud si Riparte! – Idee, progetti, programmi, per il rilancio del Paese”, ci saranno anche il Sindaco di Bari Michele Emiliano e ilSindaco di Napoli Luigi de Magistris con l’associaizone Sud Project Camp a parlare di futuro del sud sabato 15 febbraio a Bari, a Palazzo di Città alle 17. “Proveremo – dicono gli organizzatori – ad aprire un dibattito, con tutti coloro i quali credono nel sud, partendo dall’omonimo libro bianco scritto e realizzato dagli uomini e le donne del Partito del Sud”.
Il Contributo al dibattito dei sindaci delle due più grosse città del sud peninsulare, non sarà il solo. Parteciperanno con le loro idee e proposte ancheNatale Cuccurese Presidente nazionale Partito del Sud; Michele Dell’Edera Presidente dell’associazione di valorizzazione del territorio e delle peculiarità del mezzogiorno Sud Project Camp, Rossella Macchiarola Responsabile regionale donne dell’Italia dei Valori, Valeria Romanelli Assessore all’Ambiente e alle Politiche Giovanili del Comune di Novi Velia (SA); Antonio Russo, Consigliere di Presidenza nazionale delle ACLI con delega alla coesione territoriale;
I lavori saranno moderati da Giovanni Cutolo, presidente della Fondazione A.D.I. collezione Compasso D’Oro.
La giornata di Bari è promossa, secondo l’intento degli organizzatori, per cogliere l’occasione unica per tutti i meridionalisti che si sentono in antitesi con qualsiasi posizione leghista o razzista e per tutti coloro che credono nelle enormi potenzialità del meridione. Certo è un’occasione unica per il semplice fatto che mette, seduti allo stesso tavolo, i sindaci di due delle città, che, insieme a tutto il sud, possono avere un ruolo importante per cambiare le politiche e le pratiche finora messe in campo per il sud.
L’associaizone Sud Project Camp ha realizzato diverse cose in meno di un anno di attività. Le politiche, per decenni e fino ai giorni nostri si sono viste pensate per il Sud e mai politiche da Sud, c’è sempre stato qualcun altro a indicare la ricetta e mai un progetto ideato, promosso e realizzato da Sud. Il Sud è sempre stato visto come incapace di pensare e di progettarsi, si è sempre pensato che avesse bisogno di qualcuno che creasse meccanismi utili a “sfamarlo”, ma mai si è pensato di lavorare per metterlo nelle condizioni di equipararsi e competere con il resto del Paese.
“In questi mesi di attività di Sud Project Camp - ci dicono dall’associazione – ha incontrato, giovani, startup, associazioni, movimenti, singoli, che a questa terra credono fino in fondo, ecco perché abbiamo organizzato e sostenuto questo incontro del 15 febbraio a Bari. Il Sud in tutto questo si è adagiato, si è quasi convinto di non essere, per DNA, in grado di competere con il Paese e in Europa.”
La storia, la cultura, le economie, le enormi ricchezze di diverso genere di cui il sud dispone fanno pensare che il futuro dipende proprio da questa terra sempre poco considerata se non che per l’essere un grande mercato.
“Ora che due grandi sindaci si siedono a un tavolo meridionalista si comprende che ce la si può fare,anzi si comprende che è da qui, dal cuore del Mediterraneo che si riparte”.
Fonte: Zeroventiquattro
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Fonte: Zeroventiquattro
“Con il Sud si Riparte! – Idee, progetti, programmi, per il rilancio del Paese”, ci saranno anche il Sindaco di Bari Michele Emiliano e ilSindaco di Napoli Luigi de Magistris con l’associaizone Sud Project Camp a parlare di futuro del sud sabato 15 febbraio a Bari, a Palazzo di Città alle 17. “Proveremo – dicono gli organizzatori – ad aprire un dibattito, con tutti coloro i quali credono nel sud, partendo dall’omonimo libro bianco scritto e realizzato dagli uomini e le donne del Partito del Sud”.
Il Contributo al dibattito dei sindaci delle due più grosse città del sud peninsulare, non sarà il solo. Parteciperanno con le loro idee e proposte ancheNatale Cuccurese Presidente nazionale Partito del Sud; Michele Dell’Edera Presidente dell’associazione di valorizzazione del territorio e delle peculiarità del mezzogiorno Sud Project Camp, Rossella Macchiarola Responsabile regionale donne dell’Italia dei Valori, Valeria Romanelli Assessore all’Ambiente e alle Politiche Giovanili del Comune di Novi Velia (SA); Antonio Russo, Consigliere di Presidenza nazionale delle ACLI con delega alla coesione territoriale;
I lavori saranno moderati da Giovanni Cutolo, presidente della Fondazione A.D.I. collezione Compasso D’Oro.
La giornata di Bari è promossa, secondo l’intento degli organizzatori, per cogliere l’occasione unica per tutti i meridionalisti che si sentono in antitesi con qualsiasi posizione leghista o razzista e per tutti coloro che credono nelle enormi potenzialità del meridione. Certo è un’occasione unica per il semplice fatto che mette, seduti allo stesso tavolo, i sindaci di due delle città, che, insieme a tutto il sud, possono avere un ruolo importante per cambiare le politiche e le pratiche finora messe in campo per il sud.
L’associaizone Sud Project Camp ha realizzato diverse cose in meno di un anno di attività. Le politiche, per decenni e fino ai giorni nostri si sono viste pensate per il Sud e mai politiche da Sud, c’è sempre stato qualcun altro a indicare la ricetta e mai un progetto ideato, promosso e realizzato da Sud. Il Sud è sempre stato visto come incapace di pensare e di progettarsi, si è sempre pensato che avesse bisogno di qualcuno che creasse meccanismi utili a “sfamarlo”, ma mai si è pensato di lavorare per metterlo nelle condizioni di equipararsi e competere con il resto del Paese.
“In questi mesi di attività di Sud Project Camp - ci dicono dall’associazione – ha incontrato, giovani, startup, associazioni, movimenti, singoli, che a questa terra credono fino in fondo, ecco perché abbiamo organizzato e sostenuto questo incontro del 15 febbraio a Bari. Il Sud in tutto questo si è adagiato, si è quasi convinto di non essere, per DNA, in grado di competere con il Paese e in Europa.”
La storia, la cultura, le economie, le enormi ricchezze di diverso genere di cui il sud dispone fanno pensare che il futuro dipende proprio da questa terra sempre poco considerata se non che per l’essere un grande mercato.
“Ora che due grandi sindaci si siedono a un tavolo meridionalista si comprende che ce la si può fare,anzi si comprende che è da qui, dal cuore del Mediterraneo che si riparte”.
Fonte: Zeroventiquattro
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venerdì 7 febbraio 2014
Il convegno di oggi a Rende, dove sarà presente il nostro Giuseppe Spadafora, riportato dalla stampa locale.
Rende: venerdì incontro-dibattito di Idv al Museo del Presente
Venerdì 7 febbraio alle ore 18, presso il Museo del Presente di Rende, si terrà un importante incontro-dibattito promosso da Italia dei Valori sul tema: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
L’incontro sarà introdotto dal segretario cittadino di Italia dei Valori di Rende, Giancarlo Scarpelli e coordinato dal segretario regionale Mario Caligiuri.
Terrà la relazione di base Emilio De Bartolo, segretario provinciale di IDV.
Sono previsti gli interventi del segretario regionale del Partito Nazionale dei Diritti (PND), Sandro Frattalemi, del coordinatore regionale del Partito del Sud, Giuseppe Spadafora, di Angela Villecco, coordinatrice provinciale delle Politiche di Genere di IDV e di Antonio Tiberi, responsabile dell’Osservatorio Politiche Sociali ACLI Calabria.
Concluderà i lavori Ignazio Messina, segretario nazionale di Italia dei Valori.
L’iniziativa è la prima di una serie che Italia dei Valori promuoverà in Calabria per incontrare i cittadini e per predisporre, insieme a loro idee, proposte e programmi in vista delle prossime consultazioni elettorali europee, comunali e regionali.
Fonte: http://www.cn24tv.it/news/82958/rende-venerdi-incontro-dibattito-di-idv-al-museo-del-presente.html
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Rende: venerdì incontro-dibattito di Idv al Museo del Presente
Venerdì 7 febbraio alle ore 18, presso il Museo del Presente di Rende, si terrà un importante incontro-dibattito promosso da Italia dei Valori sul tema: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
L’incontro sarà introdotto dal segretario cittadino di Italia dei Valori di Rende, Giancarlo Scarpelli e coordinato dal segretario regionale Mario Caligiuri.
Terrà la relazione di base Emilio De Bartolo, segretario provinciale di IDV.
Sono previsti gli interventi del segretario regionale del Partito Nazionale dei Diritti (PND), Sandro Frattalemi, del coordinatore regionale del Partito del Sud, Giuseppe Spadafora, di Angela Villecco, coordinatrice provinciale delle Politiche di Genere di IDV e di Antonio Tiberi, responsabile dell’Osservatorio Politiche Sociali ACLI Calabria.
Concluderà i lavori Ignazio Messina, segretario nazionale di Italia dei Valori.
L’iniziativa è la prima di una serie che Italia dei Valori promuoverà in Calabria per incontrare i cittadini e per predisporre, insieme a loro idee, proposte e programmi in vista delle prossime consultazioni elettorali europee, comunali e regionali.
Fonte: http://www.cn24tv.it/news/82958/rende-venerdi-incontro-dibattito-di-idv-al-museo-del-presente.html
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mercoledì 5 febbraio 2014
Su Zeroventiquattro: Anche per un partito il crowdfunding diventa strategico, iniziata ieri una campagna
Si tratta di un gruppo meridionalista con una connotazione di sinistra progressista che non vuole essere confuso con gruppi i nostalgici o con secessionisti o peggio ancora leghisti del sud. Gli uomini e le donne del Partito del Sud sono anzi convinti che bisogna ancora realizzare davvero l’unità d’Italia, intesa come uguaglianza di diritti e di opportunità, così come non è stata realizzata nel 1861 e come purtroppo non lo è ancora ai giorni nostri malgrado il dettato costituzionale.
L’invito è aperto a tutti coloro che hanno voglia di cambiare, che hanno voglia di restare per costruire, che hanno voglia di raccontare una storia nuova a partire da quella del Risorgimento. “Non chiederti solo cosa possiamo fare noi, Partito del Sud, per te ” dice il segretario nazionale Natale Cuccurese “ma immagina e porta il tuo contributo per il nostro progetto, per svilupparlo insieme”.
La campagna di crowdfunding, che durerà due mesi dall’attivazione, mira soprattutto ad estendere il numero di persone disposte a credere a questa nuova proposta politica con un coinvolgimento democratico e partecipato, ma punta anche a raccogliere fondi per poter poi recarsi nei territori, raggiungere la gente e ascoltare i bisogni, capire le necessità, per poter immaginare e proporre tutti insieme un’Italia diversa.
Fonte: Zeroventiquattro
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Si tratta di un gruppo meridionalista con una connotazione di sinistra progressista che non vuole essere confuso con gruppi i nostalgici o con secessionisti o peggio ancora leghisti del sud. Gli uomini e le donne del Partito del Sud sono anzi convinti che bisogna ancora realizzare davvero l’unità d’Italia, intesa come uguaglianza di diritti e di opportunità, così come non è stata realizzata nel 1861 e come purtroppo non lo è ancora ai giorni nostri malgrado il dettato costituzionale.
L’invito è aperto a tutti coloro che hanno voglia di cambiare, che hanno voglia di restare per costruire, che hanno voglia di raccontare una storia nuova a partire da quella del Risorgimento. “Non chiederti solo cosa possiamo fare noi, Partito del Sud, per te ” dice il segretario nazionale Natale Cuccurese “ma immagina e porta il tuo contributo per il nostro progetto, per svilupparlo insieme”.
La campagna di crowdfunding, che durerà due mesi dall’attivazione, mira soprattutto ad estendere il numero di persone disposte a credere a questa nuova proposta politica con un coinvolgimento democratico e partecipato, ma punta anche a raccogliere fondi per poter poi recarsi nei territori, raggiungere la gente e ascoltare i bisogni, capire le necessità, per poter immaginare e proporre tutti insieme un’Italia diversa.
Fonte: Zeroventiquattro
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Su Melitonline si parla del tesseramento al Partito del Sud in modalità #crowdfunding
Inizia a suscitare l'attenzione dei media la nuova modalità di tesseramento promossa dal Partito del Sud.
La testata Melitonline pubblica il nostro comunicato stampa.
Leggi tutto »
La testata Melitonline pubblica il nostro comunicato stampa.
Inizia a suscitare l'attenzione dei media la nuova modalità di tesseramento promossa dal Partito del Sud.
La testata Melitonline pubblica il nostro comunicato stampa.
La testata Melitonline pubblica il nostro comunicato stampa.
mercoledì 18 dicembre 2013
Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord. Ed è ora di riscattarci!
La questione meridionale è ancora una “questione”? Eccome se lo è! E per fortuna riarde il dibattito sulla “questione meridionale” al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013.
Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.
Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS.
Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.
Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all’imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini.
Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.
Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, “in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare”; “lo stesso trattamento si otterrebbe”, così come sperimentato da Mannarino, “in qualunque banca anche senza l’intervento regionale”.
Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini.
L’attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.
Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre.
Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come!
Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.
Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell’art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
Anche il Sud ha diritto all’alta velocità ferroviaria, alla salute, all’istruzione, alla ricerca, alla produzione.
Forte è l’appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l’acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali
Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.
Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.
Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del partito del Sud)
Noi dobbiamo deciderci
Ecco,
io e te, Meridione,
dobbiamo parlarci una volta,
ragionare davvero con calma,
da soli,
senza raccontarci fantasie
sulle nostre contrade.
Noi dobbiamo deciderci
con questo cuore troppo cantastorie.
Franco Costabile
Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.
Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS.
Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.
Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all’imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini.
Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.
Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, “in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare”; “lo stesso trattamento si otterrebbe”, così come sperimentato da Mannarino, “in qualunque banca anche senza l’intervento regionale”.
Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini.
L’attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.
Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre.
Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come!
Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.
Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell’art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
Anche il Sud ha diritto all’alta velocità ferroviaria, alla salute, all’istruzione, alla ricerca, alla produzione.
Forte è l’appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l’acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali
Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.
Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.
Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del partito del Sud)
Noi dobbiamo deciderci
Ecco,
io e te, Meridione,
dobbiamo parlarci una volta,
ragionare davvero con calma,
da soli,
senza raccontarci fantasie
sulle nostre contrade.
Noi dobbiamo deciderci
con questo cuore troppo cantastorie.
Franco Costabile
Fonte: Tirreno news
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La questione meridionale è ancora una “questione”? Eccome se lo è! E per fortuna riarde il dibattito sulla “questione meridionale” al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013.
Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.
Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS.
Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.
Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all’imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini.
Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.
Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, “in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare”; “lo stesso trattamento si otterrebbe”, così come sperimentato da Mannarino, “in qualunque banca anche senza l’intervento regionale”.
Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini.
L’attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.
Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre.
Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come!
Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.
Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell’art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
Anche il Sud ha diritto all’alta velocità ferroviaria, alla salute, all’istruzione, alla ricerca, alla produzione.
Forte è l’appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l’acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali
Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.
Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.
Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del partito del Sud)
Noi dobbiamo deciderci
Ecco,
io e te, Meridione,
dobbiamo parlarci una volta,
ragionare davvero con calma,
da soli,
senza raccontarci fantasie
sulle nostre contrade.
Noi dobbiamo deciderci
con questo cuore troppo cantastorie.
Franco Costabile
Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.
Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS.
Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.
Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all’imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini.
Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.
Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, “in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare”; “lo stesso trattamento si otterrebbe”, così come sperimentato da Mannarino, “in qualunque banca anche senza l’intervento regionale”.
Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini.
L’attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.
Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre.
Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come!
Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.
Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell’art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
Anche il Sud ha diritto all’alta velocità ferroviaria, alla salute, all’istruzione, alla ricerca, alla produzione.
Forte è l’appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l’acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali
Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.
Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.
Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del partito del Sud)
Noi dobbiamo deciderci
Ecco,
io e te, Meridione,
dobbiamo parlarci una volta,
ragionare davvero con calma,
da soli,
senza raccontarci fantasie
sulle nostre contrade.
Noi dobbiamo deciderci
con questo cuore troppo cantastorie.
Franco Costabile
Fonte: Tirreno news
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mercoledì 11 dicembre 2013
Rassegna stampa del nostro convegno a Lamezia Terme: LA QUESTIONE MERIDIONALE E' ANCORA UNA "QUESTIONE"?
Nel 2013, in piena crisi economica, la questione meridionale è ancora una "QUESTIONE"? Come ci difendiamo dal federalismo dei rifiuti tossici? Ne parliamo con i Sindaci in un dibattito pubblico.
https://www.youtube.com/watch?v=Qw4K50SmYDQ
Il Convegno del PdelSUD di sabato 14 dicembre 2013 a Lamezia Terme sui giornali calabresi
per leggere fare clik sull'immagine
Piano piano mettiamo tasselli su tutto il territorio nazionale, la nuova Sezione del Partito del Sud "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme già attivissima sul territorio.
per leggere fare click sull'immagine
COSTITUITA A LAMEZIA TERME (CZ) LA SEZIONE DEL PARTITO DEL SUD - "MICHELINA DE CESARE"
COMUNICATO STAMPA
Il giorno 17 Novembre 2013 si è regolarmente costituita a Lamezia Terme ( CZ) una Sezione del Partito del Sud
Alla costituzione della Sezione hanno partecipato, come da verbale regolarmente inviato agli organi statutari interni, numerosi iscritti al Partito che hanno deciso, dopo ampia votazione, l'intitolazione della Sezione a Michelina De Cesare con la seguente motivazione: " Donna bellissima e coraggiosa che non esitò ad impugnare le armi contro l'invasore piemontese"
La sede è stata istituita in Via Scaramuzzino 33 a Lamezia Terme.
Il Coordinamento della Sezione è stato attribuito dai presenti al Sig. Francesco Antonio Cefalì
Il primo evento pubblico su Lamezia Terme è già in calendario per sabato 14 Dicembre alle ore 18:00 per il dibattito "LA QUESTIONE MERIDIONALE E' ANCORA UNA "QUESTIONE"? - Nel 2013, in piena crisi economica, la questione meridionale è ancora una "QUESTIONE"? Come ci difendiamo dal federalismo dei rifiuti tossici? Ne parliamo con i Sindaci in un dibattito pubblico."
Complimenti vivissimi e un ringraziamento agli amici calabresi, particolarmente attivi concretamente sul territorio, capitanati brillantemente dal Coord. Regionale Giuseppe Spadafora , validamente supportato dai Coord. Provinciali Franco Gallo e Franco Gaudio; complimenti e un cordiale in bocca al lupo al responsabile della Sezione "Michelina De Cesare" Francesco Antonio Cefalì e a tutti i numerosi iscritti.
SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD
Il giorno 17 Novembre 2013 si è regolarmente costituita a Lamezia Terme ( CZ) una Sezione del Partito del Sud
Alla costituzione della Sezione hanno partecipato, come da verbale regolarmente inviato agli organi statutari interni, numerosi iscritti al Partito che hanno deciso, dopo ampia votazione, l'intitolazione della Sezione a Michelina De Cesare con la seguente motivazione: " Donna bellissima e coraggiosa che non esitò ad impugnare le armi contro l'invasore piemontese"
La sede è stata istituita in Via Scaramuzzino 33 a Lamezia Terme.
Il Coordinamento della Sezione è stato attribuito dai presenti al Sig. Francesco Antonio Cefalì
Il primo evento pubblico su Lamezia Terme è già in calendario per sabato 14 Dicembre alle ore 18:00 per il dibattito "LA QUESTIONE MERIDIONALE E' ANCORA UNA "QUESTIONE"? - Nel 2013, in piena crisi economica, la questione meridionale è ancora una "QUESTIONE"? Come ci difendiamo dal federalismo dei rifiuti tossici? Ne parliamo con i Sindaci in un dibattito pubblico."
Complimenti vivissimi e un ringraziamento agli amici calabresi, particolarmente attivi concretamente sul territorio, capitanati brillantemente dal Coord. Regionale Giuseppe Spadafora , validamente supportato dai Coord. Provinciali Franco Gallo e Franco Gaudio; complimenti e un cordiale in bocca al lupo al responsabile della Sezione "Michelina De Cesare" Francesco Antonio Cefalì e a tutti i numerosi iscritti.
SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD
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Nel 2013, in piena crisi economica, la questione meridionale è ancora una "QUESTIONE"? Come ci difendiamo dal federalismo dei rifiuti tossici? Ne parliamo con i Sindaci in un dibattito pubblico.
https://www.youtube.com/watch?v=Qw4K50SmYDQ
Il Convegno del PdelSUD di sabato 14 dicembre 2013 a Lamezia Terme sui giornali calabresi
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Piano piano mettiamo tasselli su tutto il territorio nazionale, la nuova Sezione del Partito del Sud "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme già attivissima sul territorio.
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COSTITUITA A LAMEZIA TERME (CZ) LA SEZIONE DEL PARTITO DEL SUD - "MICHELINA DE CESARE"
COMUNICATO STAMPA
Il giorno 17 Novembre 2013 si è regolarmente costituita a Lamezia Terme ( CZ) una Sezione del Partito del Sud
Alla costituzione della Sezione hanno partecipato, come da verbale regolarmente inviato agli organi statutari interni, numerosi iscritti al Partito che hanno deciso, dopo ampia votazione, l'intitolazione della Sezione a Michelina De Cesare con la seguente motivazione: " Donna bellissima e coraggiosa che non esitò ad impugnare le armi contro l'invasore piemontese"
La sede è stata istituita in Via Scaramuzzino 33 a Lamezia Terme.
Il Coordinamento della Sezione è stato attribuito dai presenti al Sig. Francesco Antonio Cefalì
Il primo evento pubblico su Lamezia Terme è già in calendario per sabato 14 Dicembre alle ore 18:00 per il dibattito "LA QUESTIONE MERIDIONALE E' ANCORA UNA "QUESTIONE"? - Nel 2013, in piena crisi economica, la questione meridionale è ancora una "QUESTIONE"? Come ci difendiamo dal federalismo dei rifiuti tossici? Ne parliamo con i Sindaci in un dibattito pubblico."
Complimenti vivissimi e un ringraziamento agli amici calabresi, particolarmente attivi concretamente sul territorio, capitanati brillantemente dal Coord. Regionale Giuseppe Spadafora , validamente supportato dai Coord. Provinciali Franco Gallo e Franco Gaudio; complimenti e un cordiale in bocca al lupo al responsabile della Sezione "Michelina De Cesare" Francesco Antonio Cefalì e a tutti i numerosi iscritti.
SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD
Il giorno 17 Novembre 2013 si è regolarmente costituita a Lamezia Terme ( CZ) una Sezione del Partito del Sud
Alla costituzione della Sezione hanno partecipato, come da verbale regolarmente inviato agli organi statutari interni, numerosi iscritti al Partito che hanno deciso, dopo ampia votazione, l'intitolazione della Sezione a Michelina De Cesare con la seguente motivazione: " Donna bellissima e coraggiosa che non esitò ad impugnare le armi contro l'invasore piemontese"
La sede è stata istituita in Via Scaramuzzino 33 a Lamezia Terme.
Il Coordinamento della Sezione è stato attribuito dai presenti al Sig. Francesco Antonio Cefalì
Il primo evento pubblico su Lamezia Terme è già in calendario per sabato 14 Dicembre alle ore 18:00 per il dibattito "LA QUESTIONE MERIDIONALE E' ANCORA UNA "QUESTIONE"? - Nel 2013, in piena crisi economica, la questione meridionale è ancora una "QUESTIONE"? Come ci difendiamo dal federalismo dei rifiuti tossici? Ne parliamo con i Sindaci in un dibattito pubblico."
Complimenti vivissimi e un ringraziamento agli amici calabresi, particolarmente attivi concretamente sul territorio, capitanati brillantemente dal Coord. Regionale Giuseppe Spadafora , validamente supportato dai Coord. Provinciali Franco Gallo e Franco Gaudio; complimenti e un cordiale in bocca al lupo al responsabile della Sezione "Michelina De Cesare" Francesco Antonio Cefalì e a tutti i numerosi iscritti.
SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD
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lunedì 9 dicembre 2013
mercoledì 4 dicembre 2013
Sulla Gazzetta del Sud il convegno del 14 dicembre 2013 organizzato dall' "Ass. Santi Pietro e Paolo" e dal Partito del Sud
Piano piano mettiamo tasselli su tutto il territorio nazionale, la nuova Sezione del Partito del Sud "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme già attivissima sul territorio.
Leggi tutto »
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Piano piano mettiamo tasselli su tutto il territorio nazionale, la nuova Sezione del Partito del Sud "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme già attivissima sul territorio.
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