venerdì 28 settembre 2012

Intervista: Marco Esposito – si ringrazia Viva Voce Tv

http://www.telecosenza.it/wp/?page_id=11756

.
Leggi tutto »
http://www.telecosenza.it/wp/?page_id=11756

.

giovedì 27 settembre 2012

IL PARTITO DEL SUD RINGRAZIA PUBBLICAMENTE IL SINDACO DI VICENZA ACHILLE VARIATI.




COMUNICATO STAMPA
Il Coordinamento Provinciale di Vicenza del Partito del Sud esprime grande soddisfazione per l'iniziativa intrapresa dal Sindaco di Vicenza Dr. Achille Variati, che, dopo aver portato direttamente a Pontelandolfo nell'agosto scorso le scuse della città vicentina per l'infamante eccidio del 1861, ha ritenuto, dando seguito alle parole, di intitolare prossimamente una importante via della nostra città a Pontelandolfo, per ricordare la tragedia vissuta all'epoca dalla città campana per mano di un vicentino.

Il Partito del Sud quindi ringrazia pubblicamente il Sindaco e l'intera giunta per la pregevole e significativa iniziativa.

Secondo il Partito del Sud, questa iniziativa va nella giusta direzione di quella riconciliazione nazionale e di riscoperta storica degli episodi tragici del risorgimento che hanno provocato tante sofferenze e divisioni al popolo meridionale.
Solo con quest'opera meritoria si potrà finalmente fare dell'Italia una nazione matura, libera e unita, denunciando cioè quelle
atrocità e superando quegli steccati che, nati all'epoca, ancora perdurano anche grazie all'opera ventennale di perniciose formazioni politiche razziste. 
 
Il Coord. Provinciale di Vicenza inoltre esprime la propria condivisione assoluta con l'opera intrapresa da più di un anno a questa parte dal CDN del Partito, che con la "svolta di Bari"  ha saputo farsi portavoce , insieme ad altre formazioni e associazioni meridionaliste, e grazie al sostegno dell'Assessore Marco Esposito, della giunta De Magistris di Napoli, di un progetto politico credibile a livello nazionale in previsione delle prossime elezioni politiche per la rinascita del meridione e dell'intera penisola. L'importante annuncio fatto dallo scrittore Pino Aprile della prossima nascita di un quotidiano indipendente del Sud a distribuzione nazionale risulta poi fondamentale nell'ambito del progetto.

Ricordiamo infine che  Domenica  30 Settembre in una cena di lavoro presso il Bar-ristorante "Panarea" avremo il piacere di ospitare il Co-Presidente nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese, che sarà fra di noi proprio per illustrare il progetto politico nazionale nato a Bari ai nostri sostenitori, simpatizzanti e a tutti i cittadini liberi, meridionali e non. Infine durante la serata sarà illustrato il programma e la squadra che parteciperà alle prossime elezioni amministrative del comune di Vicenza.

Il Coordinatore provinciale di Vicenza
Filippo Romeo
Leggi tutto »



COMUNICATO STAMPA
Il Coordinamento Provinciale di Vicenza del Partito del Sud esprime grande soddisfazione per l'iniziativa intrapresa dal Sindaco di Vicenza Dr. Achille Variati, che, dopo aver portato direttamente a Pontelandolfo nell'agosto scorso le scuse della città vicentina per l'infamante eccidio del 1861, ha ritenuto, dando seguito alle parole, di intitolare prossimamente una importante via della nostra città a Pontelandolfo, per ricordare la tragedia vissuta all'epoca dalla città campana per mano di un vicentino.

Il Partito del Sud quindi ringrazia pubblicamente il Sindaco e l'intera giunta per la pregevole e significativa iniziativa.

Secondo il Partito del Sud, questa iniziativa va nella giusta direzione di quella riconciliazione nazionale e di riscoperta storica degli episodi tragici del risorgimento che hanno provocato tante sofferenze e divisioni al popolo meridionale.
Solo con quest'opera meritoria si potrà finalmente fare dell'Italia una nazione matura, libera e unita, denunciando cioè quelle
atrocità e superando quegli steccati che, nati all'epoca, ancora perdurano anche grazie all'opera ventennale di perniciose formazioni politiche razziste. 
 
Il Coord. Provinciale di Vicenza inoltre esprime la propria condivisione assoluta con l'opera intrapresa da più di un anno a questa parte dal CDN del Partito, che con la "svolta di Bari"  ha saputo farsi portavoce , insieme ad altre formazioni e associazioni meridionaliste, e grazie al sostegno dell'Assessore Marco Esposito, della giunta De Magistris di Napoli, di un progetto politico credibile a livello nazionale in previsione delle prossime elezioni politiche per la rinascita del meridione e dell'intera penisola. L'importante annuncio fatto dallo scrittore Pino Aprile della prossima nascita di un quotidiano indipendente del Sud a distribuzione nazionale risulta poi fondamentale nell'ambito del progetto.

Ricordiamo infine che  Domenica  30 Settembre in una cena di lavoro presso il Bar-ristorante "Panarea" avremo il piacere di ospitare il Co-Presidente nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese, che sarà fra di noi proprio per illustrare il progetto politico nazionale nato a Bari ai nostri sostenitori, simpatizzanti e a tutti i cittadini liberi, meridionali e non. Infine durante la serata sarà illustrato il programma e la squadra che parteciperà alle prossime elezioni amministrative del comune di Vicenza.

Il Coordinatore provinciale di Vicenza
Filippo Romeo

mercoledì 26 settembre 2012

Svimez "Necessari 400 anni per recuperare il divario fra Nord e Sud". Emergenza occupazionale nel Meridione


"Ci vorrebbero 400 anni per recuperare lo svantaggio che separa il Sud dal Nord": è dello Svimez, l'istituto che monitora lo sviluppo nel Mezzogiorno, la durissima sentenza che condanna il Meridione a eterno fanalino di coda dell'Italia. E la Calabria è – fra le regioni del Sud – ancora una volta in fondo a tutte le classifiche.

Stando ai dati dello Svimez infatti, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2011 ha confermato lo stesso livello del 57,7% del valore del Centro Nord del 2010. In un decennio il recupero del gap è stato soltanto di un punto e mezzo percentuale, dal 56,1% al 57,7%.
In valori assoluti, a livello nazionale, la Calabria con 16.603 euro l'anno, si attesta al penultimo posto. Peggio, fa solo la Campania.

E anche sul fronte occupazione le cose vanno tutt'altro che bene. Secondo lo Svimez, gli irregolari in Italia arrivano a 2 milioni 900mila unità, di cui 1 milione e 200mila al Sud. A livello di settore, nel 2011 al Sud è irregolare un lavoratore su 4 in agricoltura (25%), il 22% nelle costruzioni, il 14% nell'industria. E se è vero che la Calabria fa registrare un dato positivo sul fronte dell'aumento degli occupati, 185mila di questi lavorano a nero.
"E' vera emergenza occupazionale nel Mezzogiorno soprattutto per i giovani: in particolare -, segnala la Svimez -, "in tre anni, dal 2008 al 2011, gli under 34 che hanno perso il lavoro al Sud sono stati 329mila". Nel 2011 il tasso di occupazione in eta' 15-64 e' stato del 44% nel Mezzogiorno e del 64% nel Centro-Nord. A livello regionale il tasso piu' alto si registra in Abruzzo (56,8%), il più basso in Campania, dove continua a lavorare meno del 40% della popolazione in eta' da lavoro. In valori assoluti, crescono gli occupati in Abruzzo (+13.300), Puglia (+11.600), Sardegna (+8.300), Calabria (+3.900) e Basilicata (+2.500). In calo invece in Molise (- 1.100), Sicilia (-7.300) e Campania (-16.700).
Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione giovanile per la classe 25-34 anni è giunto nel 2011 ad appena il 47,6%, pari cioè a meno di un giovane su due, a fronte del 75% del Centro-Nord, cioè di 3 impiegati su 4. Situazione drammatica per le giovani donne meridionali, ferme nel 2011, al 24%, pari a meno di una su quattro in età lavorativa, che spinge le stesse di fatto a una segregazione occupazionale rispetto sia ai maschi che alle altre donne italiane.

Fonte: Il Dispaccio
Leggi tutto »

"Ci vorrebbero 400 anni per recuperare lo svantaggio che separa il Sud dal Nord": è dello Svimez, l'istituto che monitora lo sviluppo nel Mezzogiorno, la durissima sentenza che condanna il Meridione a eterno fanalino di coda dell'Italia. E la Calabria è – fra le regioni del Sud – ancora una volta in fondo a tutte le classifiche.

Stando ai dati dello Svimez infatti, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2011 ha confermato lo stesso livello del 57,7% del valore del Centro Nord del 2010. In un decennio il recupero del gap è stato soltanto di un punto e mezzo percentuale, dal 56,1% al 57,7%.
In valori assoluti, a livello nazionale, la Calabria con 16.603 euro l'anno, si attesta al penultimo posto. Peggio, fa solo la Campania.

E anche sul fronte occupazione le cose vanno tutt'altro che bene. Secondo lo Svimez, gli irregolari in Italia arrivano a 2 milioni 900mila unità, di cui 1 milione e 200mila al Sud. A livello di settore, nel 2011 al Sud è irregolare un lavoratore su 4 in agricoltura (25%), il 22% nelle costruzioni, il 14% nell'industria. E se è vero che la Calabria fa registrare un dato positivo sul fronte dell'aumento degli occupati, 185mila di questi lavorano a nero.
"E' vera emergenza occupazionale nel Mezzogiorno soprattutto per i giovani: in particolare -, segnala la Svimez -, "in tre anni, dal 2008 al 2011, gli under 34 che hanno perso il lavoro al Sud sono stati 329mila". Nel 2011 il tasso di occupazione in eta' 15-64 e' stato del 44% nel Mezzogiorno e del 64% nel Centro-Nord. A livello regionale il tasso piu' alto si registra in Abruzzo (56,8%), il più basso in Campania, dove continua a lavorare meno del 40% della popolazione in eta' da lavoro. In valori assoluti, crescono gli occupati in Abruzzo (+13.300), Puglia (+11.600), Sardegna (+8.300), Calabria (+3.900) e Basilicata (+2.500). In calo invece in Molise (- 1.100), Sicilia (-7.300) e Campania (-16.700).
Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione giovanile per la classe 25-34 anni è giunto nel 2011 ad appena il 47,6%, pari cioè a meno di un giovane su due, a fronte del 75% del Centro-Nord, cioè di 3 impiegati su 4. Situazione drammatica per le giovani donne meridionali, ferme nel 2011, al 24%, pari a meno di una su quattro in età lavorativa, che spinge le stesse di fatto a una segregazione occupazionale rispetto sia ai maschi che alle altre donne italiane.

Fonte: Il Dispaccio

Lamezia Terme: economia, il Napo potrebbe essere esportato

http://youtu.be/d_0QkPHCu18

 La crisi aguzza l'ingegno. Arriva da Napoli l'idea per incentivare i consumi e sostenere il commercio: si chiama Napo. E' una moneta. O forse no. Ce lo spiega l'assessore alle Attività Produttive del comune partenopeo, Marco Esposito. La moneta sarà distribuita ai turisti in arrivo e anche ai cittadini virtuosi, in regola con le tasse. Ma come aiuterà il commercio? E l'idea del Napo è esportabile anche in Calabria?

 .
Leggi tutto »
http://youtu.be/d_0QkPHCu18

 La crisi aguzza l'ingegno. Arriva da Napoli l'idea per incentivare i consumi e sostenere il commercio: si chiama Napo. E' una moneta. O forse no. Ce lo spiega l'assessore alle Attività Produttive del comune partenopeo, Marco Esposito. La moneta sarà distribuita ai turisti in arrivo e anche ai cittadini virtuosi, in regola con le tasse. Ma come aiuterà il commercio? E l'idea del Napo è esportabile anche in Calabria?

 .

martedì 25 settembre 2012

Comunicato PdSUD Campania




PUNTO E A CAPO….

Il Partito del Sud dalla sua ristrutturazione avvenuta nel 2010 è andato crescendo costantemente un po’ in tutte le regioni italiane, ormai quasi tutte coperte in termini di presenza e rappresentatività.

La Campania, avendo in sé Napoli che noi tutti riteniamo, per storia e per ciò che ha rappresentato e tutt’ora rappresenta, la capitale del Sud, era ovvio che – appena il partito s’è dotato di un minimo di struttura – diventasse la regione con più folta adesione d’iscritti sia in termini numerici che di copertura territoriale provinciale.

Come tutti sanno piccole “cose” determinano piccole soddisfazioni e piccoli problemi, mentre “cose” più grandi provocano soddisfazioni maggiori ma anche problemi più grandi. E proprio questo è successo in Campania. Il gruppo storico che ha dato il via al processo di crescita nella regione ha lavorato sodo e molto e controllato direttamente la fase iniziale, per poi (come era giusto, democratico ed ovvio) demandare nella fase di sviluppo. Purtroppo divergenze, protagonismi malcelati e malgestiti, ricerche d’altre sponde politiche cui far riferimento, hanno determinato un correntismo interno che è fisiologico un po’ in tutti i partiti, grandi e piccoli. Lo è un po’ meno quando viene praticato senza chiarezza e con la ricerca scientifica e occulta di adesioni alla propria corrente, attacchi non sempre ortodossi, talvolta pubblici e offensivi, con il dichiarato obiettivo di decapitare il direttivo regionale e addirittura quello nazionale.

Ciò ha determinato la reazione dura e autonoma del nostro Presidente Onorario Antonio Ciano che ha invitato alla compattezza ed unità, rinnovando il suo personale apprezzamento al CDN del partito e la propria disponibilità a rientrare a farne parte, e di considerare non allineati pensieri ed obiettivi diversi. Nulla che ci si augurasse è successo sin alle dimissioni concordate dei componenti (tutti o in parte) di alcune sezioni campane. 

Nonostante ciò la Campania resta ancora la regione con il più alto numero d’iscritti e,PUNTO E A CAPO…, riparte in una sua riorganizzazione di sezioni ed incarichi, con l'avvento di nuovi qualificati soci proprio in queste ore, assieme a tutto il partito verso gli obiettivi prefissati di riscatto e rappresentatività politica del Sud, contribuendo in maniera significativa e forte alla costruzione d’un movimento politico ancora più ampio che accolga altri movimenti, associazioni, professionisti singoli, intellettuali, scrittori, artisti e gente comune.

Il tutto come determinato dallo storico evento di Bari del 8 Settembre 2012 con il coordinamento politico del nostro amico giornalista e meridionalista, nonché  Assessore al Comune di Napoli, Marco Esposito.

Partito del Sud - Campania

p.s. : si specifica che, provvisoriamente :

- la presidenza della sezione “Guido Dorso” di Napoli è assunta dal Presidente Vicario sig.Marcello Caronte, già Vicepresidente, in attesa di regolare assegnazione delle cariche;

- il sig. Emiddio de Franciscis di Casanova, già Responsabile Regionale Campania, assume anche l’incarico di Responsabile Provinciale di Napoli, in attesa di regolare assegnazione delle cariche.



.
Leggi tutto »



PUNTO E A CAPO….

Il Partito del Sud dalla sua ristrutturazione avvenuta nel 2010 è andato crescendo costantemente un po’ in tutte le regioni italiane, ormai quasi tutte coperte in termini di presenza e rappresentatività.

La Campania, avendo in sé Napoli che noi tutti riteniamo, per storia e per ciò che ha rappresentato e tutt’ora rappresenta, la capitale del Sud, era ovvio che – appena il partito s’è dotato di un minimo di struttura – diventasse la regione con più folta adesione d’iscritti sia in termini numerici che di copertura territoriale provinciale.

Come tutti sanno piccole “cose” determinano piccole soddisfazioni e piccoli problemi, mentre “cose” più grandi provocano soddisfazioni maggiori ma anche problemi più grandi. E proprio questo è successo in Campania. Il gruppo storico che ha dato il via al processo di crescita nella regione ha lavorato sodo e molto e controllato direttamente la fase iniziale, per poi (come era giusto, democratico ed ovvio) demandare nella fase di sviluppo. Purtroppo divergenze, protagonismi malcelati e malgestiti, ricerche d’altre sponde politiche cui far riferimento, hanno determinato un correntismo interno che è fisiologico un po’ in tutti i partiti, grandi e piccoli. Lo è un po’ meno quando viene praticato senza chiarezza e con la ricerca scientifica e occulta di adesioni alla propria corrente, attacchi non sempre ortodossi, talvolta pubblici e offensivi, con il dichiarato obiettivo di decapitare il direttivo regionale e addirittura quello nazionale.

Ciò ha determinato la reazione dura e autonoma del nostro Presidente Onorario Antonio Ciano che ha invitato alla compattezza ed unità, rinnovando il suo personale apprezzamento al CDN del partito e la propria disponibilità a rientrare a farne parte, e di considerare non allineati pensieri ed obiettivi diversi. Nulla che ci si augurasse è successo sin alle dimissioni concordate dei componenti (tutti o in parte) di alcune sezioni campane. 

Nonostante ciò la Campania resta ancora la regione con il più alto numero d’iscritti e,PUNTO E A CAPO…, riparte in una sua riorganizzazione di sezioni ed incarichi, con l'avvento di nuovi qualificati soci proprio in queste ore, assieme a tutto il partito verso gli obiettivi prefissati di riscatto e rappresentatività politica del Sud, contribuendo in maniera significativa e forte alla costruzione d’un movimento politico ancora più ampio che accolga altri movimenti, associazioni, professionisti singoli, intellettuali, scrittori, artisti e gente comune.

Il tutto come determinato dallo storico evento di Bari del 8 Settembre 2012 con il coordinamento politico del nostro amico giornalista e meridionalista, nonché  Assessore al Comune di Napoli, Marco Esposito.

Partito del Sud - Campania

p.s. : si specifica che, provvisoriamente :

- la presidenza della sezione “Guido Dorso” di Napoli è assunta dal Presidente Vicario sig.Marcello Caronte, già Vicepresidente, in attesa di regolare assegnazione delle cariche;

- il sig. Emiddio de Franciscis di Casanova, già Responsabile Regionale Campania, assume anche l’incarico di Responsabile Provinciale di Napoli, in attesa di regolare assegnazione delle cariche.



.

Vicenza firma la pace. Centocinquant’anni dopo, il nome di Pontelandolfo verrà issato sulla targa di una strada a Borgo Berga, davanti al nuovo tribunale

Ringraziamo per la segnalazione il nostro Coord. provinciale di Vicenza Filippo Romeo:


Una via nell’area del nuovo tribunale sarà intitolata al Comune beneventano di Pontelandolfo
 Si chiude una delle più tragiche pagine dell’Unità con l’eccidio di 440 persone:guidava i bersaglieri il vicentino Pier Eleonoro Negri,che passò per eroe,

"Ho chiesto che venga scelto unlargo vicino al nuovo tribunale a Borgo Berga
ACHILLE VARIATI SINDACO DI VICENZA"

 di Gian Marco Mancassola

 Vicenza firma la pace.

Centocinquant’anni dopo, il nome di Pontelandolfo verrà issato sulla targa di una strada a Borgo Berga, davanti al nuovo tribunale.

Un risarcimento postumo per l’oblio e le omissioni che inflitte dal Risorgimento ai giorni nostri al Comune beneventano, duemila anime tra le gobbe dell’Apennino campano. Il sindaco Achille Variati l’aveva promesso un anno fa, quando prese parte alla cerimonia di riconciliazione celebrata da Giuliano Amato, all’epoca presidente del Comitato dei garanti per i 150 anni dell’Unità.

Portando a Pontelandolfo un messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Amato e Variati chiesero per la prima volta scusa a nome dell’Italia e di Vicenza, grande e piccola patria del colonnello Pier Eleonoro Negri, protagonista di una delle pagine più tragiche del Risorgimento, alla guida dei bersaglieri autori di una brutale rappresaglia tra la popolazione.

 L’ECCIDIO. Il sangue versato quel 14 agosto 1861 è narrato in una canzone degli Stormy Six, rock band italiana che nel 1972 diedero alle stampe “L’Unità”, concept album che rilegge il processo di unificazione. «Arrivano all'alba i bersaglieri-cantano in “Pontelandolfo” - e le case sono tutte incendiate, le dispense saccheggiate, le donne violentate, le porte della chiesa strappate, bruciate».

Quel giorno, per vendicare l’uccisione di un ufficiale, 40 soldati e 4 carabinieri ordita da un manipolo di briganti, il generale del neonato regno d’Italia Enrico Cialdini ordinò una rappresaglia affidata al colonnello Pier Eleonoro Negri, rampollo di una famiglia patrizia vicentina. Negri si pose allaguida di cinquecento bersaglieri, che misero a ferro e fuoco il paese.
Fu un massacro. Le vittime furono 440, dimenticate dalle pagine della storia di una nazione in fasce. «Pontelandolfo la campana suona per te - il ritornello degliStormySix- per tutta la tua gente, per i vivi e gliammazzati, per le donne ed i soldati, per l'Italia e per il re».

 LE SCUSE.A lungo amministratori e comitati beneventani si sono battuti per ottenere una corretta collocazione nella storiografia, dopo aver vestito gli scomodi panni del “paese dei briganti”. A Vicenza sono stati spesso rimproverati i simboli dedicati al colonnello Negri, medaglia d’oro al valor militare, a cui è dedicata una via nel quartiere dei Ferrovieri, una scuola elementare a Campedello e una lapide alle spalle della Procura.In città ha sostenuto con passione le tesi campane Luciano Disconzi, insegnante vicentino sposato con una beneventana. Il 14 agosto 2011, nel pieno delle celebrazioni collegate al centocinquantenario, lo Stato e Vicenza porsero per la prima volta le scuse a Pontelandolfo, in una commovente cerimonia della riconciliazione. Da quel palcoil sindaco Variatiannunciò l’intenzione di intitolare una via a quel piccolo centro arroccato intorno a un’antica torre a una manciata di chilometri da Benevento. 

LA DECISIONE. Dello storico battesimo si è discusso ieri mattina in giunta. Alla pratica sta lavorando la commissione toponomastica presieduta dal vice sindaco Alessandra Moretti. Una prima ipotesi, che prospettava l’intitolazione nella zona diPolegge, è stata scartata da Variati, che preferisce che l’omaggio vada in scena in una zona come Borgo Berga,dove sta nascendo un imponente quartiere intorno al nuovo palazzo di giustizia.«Abbiamo individuato uno slargo all’ex Cotorossi-conferma Variati- ora la proposta sarà esaminata dalla commissione. È un gesto dall’alto valore simbolico, che chiude una volta per tutte questa vicenda. Lo avevo promesso un anno fa e credo che anche a Pontelandolfo nascerà una via intitolata a Vicenza ». Più che di risarcimento, Variati preferisce parlare di mano tesa a una comunità vittima: «È una città martire del Risorgimento. Per molti anni ha subito un’enorme ingiustizia, spesso associata ai briganti. Un anno fa ci furono le scuse ufficiali, oggi si completa quel percorso di riconciliazione».

• Fonte www.pontelandolfonews.com



Leggi tutto »
Ringraziamo per la segnalazione il nostro Coord. provinciale di Vicenza Filippo Romeo:


Una via nell’area del nuovo tribunale sarà intitolata al Comune beneventano di Pontelandolfo
 Si chiude una delle più tragiche pagine dell’Unità con l’eccidio di 440 persone:guidava i bersaglieri il vicentino Pier Eleonoro Negri,che passò per eroe,

"Ho chiesto che venga scelto unlargo vicino al nuovo tribunale a Borgo Berga
ACHILLE VARIATI SINDACO DI VICENZA"

 di Gian Marco Mancassola

 Vicenza firma la pace.

Centocinquant’anni dopo, il nome di Pontelandolfo verrà issato sulla targa di una strada a Borgo Berga, davanti al nuovo tribunale.

Un risarcimento postumo per l’oblio e le omissioni che inflitte dal Risorgimento ai giorni nostri al Comune beneventano, duemila anime tra le gobbe dell’Apennino campano. Il sindaco Achille Variati l’aveva promesso un anno fa, quando prese parte alla cerimonia di riconciliazione celebrata da Giuliano Amato, all’epoca presidente del Comitato dei garanti per i 150 anni dell’Unità.

Portando a Pontelandolfo un messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Amato e Variati chiesero per la prima volta scusa a nome dell’Italia e di Vicenza, grande e piccola patria del colonnello Pier Eleonoro Negri, protagonista di una delle pagine più tragiche del Risorgimento, alla guida dei bersaglieri autori di una brutale rappresaglia tra la popolazione.

 L’ECCIDIO. Il sangue versato quel 14 agosto 1861 è narrato in una canzone degli Stormy Six, rock band italiana che nel 1972 diedero alle stampe “L’Unità”, concept album che rilegge il processo di unificazione. «Arrivano all'alba i bersaglieri-cantano in “Pontelandolfo” - e le case sono tutte incendiate, le dispense saccheggiate, le donne violentate, le porte della chiesa strappate, bruciate».

Quel giorno, per vendicare l’uccisione di un ufficiale, 40 soldati e 4 carabinieri ordita da un manipolo di briganti, il generale del neonato regno d’Italia Enrico Cialdini ordinò una rappresaglia affidata al colonnello Pier Eleonoro Negri, rampollo di una famiglia patrizia vicentina. Negri si pose allaguida di cinquecento bersaglieri, che misero a ferro e fuoco il paese.
Fu un massacro. Le vittime furono 440, dimenticate dalle pagine della storia di una nazione in fasce. «Pontelandolfo la campana suona per te - il ritornello degliStormySix- per tutta la tua gente, per i vivi e gliammazzati, per le donne ed i soldati, per l'Italia e per il re».

 LE SCUSE.A lungo amministratori e comitati beneventani si sono battuti per ottenere una corretta collocazione nella storiografia, dopo aver vestito gli scomodi panni del “paese dei briganti”. A Vicenza sono stati spesso rimproverati i simboli dedicati al colonnello Negri, medaglia d’oro al valor militare, a cui è dedicata una via nel quartiere dei Ferrovieri, una scuola elementare a Campedello e una lapide alle spalle della Procura.In città ha sostenuto con passione le tesi campane Luciano Disconzi, insegnante vicentino sposato con una beneventana. Il 14 agosto 2011, nel pieno delle celebrazioni collegate al centocinquantenario, lo Stato e Vicenza porsero per la prima volta le scuse a Pontelandolfo, in una commovente cerimonia della riconciliazione. Da quel palcoil sindaco Variatiannunciò l’intenzione di intitolare una via a quel piccolo centro arroccato intorno a un’antica torre a una manciata di chilometri da Benevento. 

LA DECISIONE. Dello storico battesimo si è discusso ieri mattina in giunta. Alla pratica sta lavorando la commissione toponomastica presieduta dal vice sindaco Alessandra Moretti. Una prima ipotesi, che prospettava l’intitolazione nella zona diPolegge, è stata scartata da Variati, che preferisce che l’omaggio vada in scena in una zona come Borgo Berga,dove sta nascendo un imponente quartiere intorno al nuovo palazzo di giustizia.«Abbiamo individuato uno slargo all’ex Cotorossi-conferma Variati- ora la proposta sarà esaminata dalla commissione. È un gesto dall’alto valore simbolico, che chiude una volta per tutte questa vicenda. Lo avevo promesso un anno fa e credo che anche a Pontelandolfo nascerà una via intitolata a Vicenza ». Più che di risarcimento, Variati preferisce parlare di mano tesa a una comunità vittima: «È una città martire del Risorgimento. Per molti anni ha subito un’enorme ingiustizia, spesso associata ai briganti. Un anno fa ci furono le scuse ufficiali, oggi si completa quel percorso di riconciliazione».

• Fonte www.pontelandolfonews.com



Comunicato : il PdSUD anche a Reggio Calabria...




Il Partito del Sud comunica con grande soddisfazione, a dimostrazione di una continua crescita del movimento anche in Calabria, la nomina di unreferente per la provincia di Reggio Calabria, il Dottor Pasquale Mesiti.
Pasquale Mesiti ha un lunghissimo curriculum di esperienze professionali in campo medico e di direzione sanitaria, è stato direttore di ASL e ha ricoperto e ricopre numerosi incarichi dirigenziali in ambito medico ospedaliero. Inoltre il Dottor Mesiti vanta una notevole esperienza politica essendo stato sia vice-sindaco che consigliere comunale a Grotteria (RC) e sia Consigliere che Assessore Provinciale alla Provincia di Reggio Calabria.

Sicuri che questa prestigiosa nomina contribuirà ad accelerare ulteriormente la crescita del movimento in Calabria, diamo il benvenuto nella nostra squadra e facciamo i migliori auguri di buon lavoro a Pasquale per la crescita del movimento del territorio reggino.

Per contatti scrivere a:

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale

.
Leggi tutto »



Il Partito del Sud comunica con grande soddisfazione, a dimostrazione di una continua crescita del movimento anche in Calabria, la nomina di unreferente per la provincia di Reggio Calabria, il Dottor Pasquale Mesiti.
Pasquale Mesiti ha un lunghissimo curriculum di esperienze professionali in campo medico e di direzione sanitaria, è stato direttore di ASL e ha ricoperto e ricopre numerosi incarichi dirigenziali in ambito medico ospedaliero. Inoltre il Dottor Mesiti vanta una notevole esperienza politica essendo stato sia vice-sindaco che consigliere comunale a Grotteria (RC) e sia Consigliere che Assessore Provinciale alla Provincia di Reggio Calabria.

Sicuri che questa prestigiosa nomina contribuirà ad accelerare ulteriormente la crescita del movimento in Calabria, diamo il benvenuto nella nostra squadra e facciamo i migliori auguri di buon lavoro a Pasquale per la crescita del movimento del territorio reggino.

Per contatti scrivere a:

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale

.

Laura Russo: “Una webradio per vincere il silenzio di Scampia”

È iniziato tutto per caso. Partecipando ad un bando per l’apertura di 20 nuove imprese al femminile a Scampia. Era il 2007.

Di webradio, qui, se ne sentiva parlare davvero poco. Almeno a Napoli, soprattutto a Scampia. Ma noi che eravamo – e siamo – appassionate di musica e giornalismo volevamo provarci. L’idea di una Radio a Scampia è nata in un pomeriggio d’inverno mentre, insieme alle mie amiche, accompagnavo mio figlio a scuola. Mentre chiacchieravamo, camminando, ci accorgemmo che i bambini, quasi per gioco, contavano i tossici sulla strada durante il percorso. Allora ci venne in mente che in un quartiere come questo, dove i giovani prima della droga, li ammazza la disperazione e il cinismo, ci voleva uno spazio capace di coinvolgere i ragazzi ma soprattutto di promuovere, amplificare e valorizzare le cose belle, la musica e la speranza.

 L’idea della webradio piacque alla commissione tecnica e così il nostro progetto di dare vita a uno strumento di informazione e comunicazione sul territorio entrò in graduatoria. Poi le diatribe con chi gestiva i fondi comunitari e le sedi territoriali. E il tempo è passato. E non è stato facile.

Ma adesso ci siamo: eccoci qua. RadioSca, che trasmette oramai da più di un anno dalla periferia a Nord di Napoli, non è una radio comune. È una radio commerciale, certo. Trasmette musica e fa intrattenimento. Offre servizi per la comunicazione Web accessibili anche alle piccolissime imprese e ai commercianti del posto. Ed è una voce per parlare della nostra periferia, e speriamo anche di tutte le periferie. Perché, alla fine, le periferie si assomigliano tutte. Anche se dirlo da Scampia può suonare paradossale. Ma soprattutto, RadioSca prova a essere una speranza. Un posto dove provare a instillare semi di ottimismo e di fiducia nel futuro, anche se spesso ci sembra un’operazione titanica. È un invito a tutti, soprattutto ai ragazzi, di prendere seriamente in considerazione che questa è la loro casa, e può assomigliare a un posto migliore se insieme ne faremo un luogo migliore.

È questo il cambiamento. La rete, Internet, ha tutte le caratteristiche per aiutarci a sconfiggere i mali che attanagliano il nostro quartiere e che mortificano noi che ci viviamo. È una finestra sul mondo e un modo per imparare che un altro modo di vivere è possibile. È anche il nostro megafono per raccontare le esperienze positive, quelle coraggiose, che esistono anche qui. Come quei cittadini che, rastrelli e palette alla mano, si sono messi a sistemare i giardini delle case popolari, o come quei commercianti che ci chiedono di aprirgli un sito Internet, o come le artigiane che insieme a noi alla Casa della Socialità provano ad avviare una piccola impresa.

La radio attraverso Internet, può spegnere quel maledetto silenzio che per anni ha favorito il degrado e la rassegnazione, e il conseguente aumento della criminalità. Soprattutto quella organizzata. I social network sono luoghi di scambio di informazione e opinione. E chi vive qui ha un disperato bisogno di scambiare le proprie esperienze e conoscere quelle degli altri. Chiunque può condividere un link e nel caso anche denunciare attraverso i forum, i blog, i gruppi su Facebook. E poi c’è Twitter. Che abbatte le barriere dei superpoteri dell’informazione. Dove si leggono ancora ragionamenti e giudizi che si prendono gioco della gente e della loro realtà.

Per questo è importante essere presenti e provarci. Per questo vogliamo essere “evangeliste” della rete qui a Scampia. E vogliamo portare chi lavora qui, e sono tanti, gli artigiani, i negozi, le attività di servizi su Internet. Perché dipende da noi dare un’opportunità diversa al nostro quartiere. E così Scampia, magari, può diventare un simbolo per tutte quelle periferie che hanno sete di riscatto, che non vogliono essere solo notizie in cronaca nera, che meritano di diventare parti integranti delle città. Basta al degrado e alla rinuncia. I giovani di oggi sono il senso critico del nostro tempo. Viaggiano, sperimentano e riportano a casa e fanno rete. E attenzione: non solo a Scampia.

Scampia, 25 settembre 2012
LAURA RUSSO
Fonte: CheFuturo
Leggi tutto »
È iniziato tutto per caso. Partecipando ad un bando per l’apertura di 20 nuove imprese al femminile a Scampia. Era il 2007.

Di webradio, qui, se ne sentiva parlare davvero poco. Almeno a Napoli, soprattutto a Scampia. Ma noi che eravamo – e siamo – appassionate di musica e giornalismo volevamo provarci. L’idea di una Radio a Scampia è nata in un pomeriggio d’inverno mentre, insieme alle mie amiche, accompagnavo mio figlio a scuola. Mentre chiacchieravamo, camminando, ci accorgemmo che i bambini, quasi per gioco, contavano i tossici sulla strada durante il percorso. Allora ci venne in mente che in un quartiere come questo, dove i giovani prima della droga, li ammazza la disperazione e il cinismo, ci voleva uno spazio capace di coinvolgere i ragazzi ma soprattutto di promuovere, amplificare e valorizzare le cose belle, la musica e la speranza.

 L’idea della webradio piacque alla commissione tecnica e così il nostro progetto di dare vita a uno strumento di informazione e comunicazione sul territorio entrò in graduatoria. Poi le diatribe con chi gestiva i fondi comunitari e le sedi territoriali. E il tempo è passato. E non è stato facile.

Ma adesso ci siamo: eccoci qua. RadioSca, che trasmette oramai da più di un anno dalla periferia a Nord di Napoli, non è una radio comune. È una radio commerciale, certo. Trasmette musica e fa intrattenimento. Offre servizi per la comunicazione Web accessibili anche alle piccolissime imprese e ai commercianti del posto. Ed è una voce per parlare della nostra periferia, e speriamo anche di tutte le periferie. Perché, alla fine, le periferie si assomigliano tutte. Anche se dirlo da Scampia può suonare paradossale. Ma soprattutto, RadioSca prova a essere una speranza. Un posto dove provare a instillare semi di ottimismo e di fiducia nel futuro, anche se spesso ci sembra un’operazione titanica. È un invito a tutti, soprattutto ai ragazzi, di prendere seriamente in considerazione che questa è la loro casa, e può assomigliare a un posto migliore se insieme ne faremo un luogo migliore.

È questo il cambiamento. La rete, Internet, ha tutte le caratteristiche per aiutarci a sconfiggere i mali che attanagliano il nostro quartiere e che mortificano noi che ci viviamo. È una finestra sul mondo e un modo per imparare che un altro modo di vivere è possibile. È anche il nostro megafono per raccontare le esperienze positive, quelle coraggiose, che esistono anche qui. Come quei cittadini che, rastrelli e palette alla mano, si sono messi a sistemare i giardini delle case popolari, o come quei commercianti che ci chiedono di aprirgli un sito Internet, o come le artigiane che insieme a noi alla Casa della Socialità provano ad avviare una piccola impresa.

La radio attraverso Internet, può spegnere quel maledetto silenzio che per anni ha favorito il degrado e la rassegnazione, e il conseguente aumento della criminalità. Soprattutto quella organizzata. I social network sono luoghi di scambio di informazione e opinione. E chi vive qui ha un disperato bisogno di scambiare le proprie esperienze e conoscere quelle degli altri. Chiunque può condividere un link e nel caso anche denunciare attraverso i forum, i blog, i gruppi su Facebook. E poi c’è Twitter. Che abbatte le barriere dei superpoteri dell’informazione. Dove si leggono ancora ragionamenti e giudizi che si prendono gioco della gente e della loro realtà.

Per questo è importante essere presenti e provarci. Per questo vogliamo essere “evangeliste” della rete qui a Scampia. E vogliamo portare chi lavora qui, e sono tanti, gli artigiani, i negozi, le attività di servizi su Internet. Perché dipende da noi dare un’opportunità diversa al nostro quartiere. E così Scampia, magari, può diventare un simbolo per tutte quelle periferie che hanno sete di riscatto, che non vogliono essere solo notizie in cronaca nera, che meritano di diventare parti integranti delle città. Basta al degrado e alla rinuncia. I giovani di oggi sono il senso critico del nostro tempo. Viaggiano, sperimentano e riportano a casa e fanno rete. E attenzione: non solo a Scampia.

Scampia, 25 settembre 2012
LAURA RUSSO
Fonte: CheFuturo

La svolta di Bari...considerazioni a freddo sull'evento dell'8 settembre




Avevo pensato più volte di scrivere qualcosa sull'evento di Bari ma ho aspettato per ragionarci sempre più "a mente fredda e cuore caldo", come diceva un grande del meridionalismo come Francesco Saverio Nitti.
Nel frattempo ho letto e condiviso molti spunti dagli articoli su Eleaml e di Guglielmo Di Grezia, ovviamente sono ancora più in linea con quello scritto dall'amico Andrea Balia.
Nonostante molto sia stato già detto, voglio aggiungere sinteticamente una valutazione personale.

Per prima cosa, l'evento di Bari è stato un successo di partecipazione e di aggregazione, in una città importante del Sud e in un luogo istituzionale, con la partecipazione del sindaco della seconda città del Sud continentale.
Per seconda cosa, noi non sapevamo, e credo nessuno sapesse fino in fondo, cosa e come voleva rispondere Pino Aprile all'appello che il nostro movimento insieme ad altri gli aveva lanciato il 14.luglio con una lettera aperta. Ovviamente, conoscendo Pino, sapevamo o meglio potevamo intuire che molto probabilmente avrebbe scelto di partecipare non come leader politico ma come portavoce o comunicatore ma, con l'onestà e la correttezza che credo che ci contraddistingua, non abbiamo fatto alcuna pressione e l'abbiamo lasciato scegliere liberamente. C'è invece chi non l'ha fatto, ad esempio con telefonate o deliranti e sgrammaticati messaggi in rete per convincerlo a desistere, solo per miseri interessi di botteguccia e salvaguardia del proprio simboletto ed orticello, ognuno può trarre le sue logiche conclusioni e mi rifiuto di entrare nella palude della polemica con certi personaggi che hanno solo quest'arma a disposizione. Questo per non parlare di altri personaggi ancora più farneticanti che attaccano Pino Aprile per invidia e gelosia del suo successo, come spesso accade quando qualche meridionale ha successo bisogna contrastarlo e demolirlo con sospetti e veleni...con loro non c'e' da sprecare nemmeno un minuto.
Chi poi dice che sapeva nei minimi dettagli cosa avrebbe risposto Pino Aprile, ebbene lo dice o per stupidità o perché è in malafede...per molte persone, come già detto da Andrea, Guglielmo e altri, si tratta di difesa del proprio simboletto e per questi personaggi c'e' stato un grosso sospiro di sollievo perché hanno evitato di competere con la persona più in vista e famosa del meridionalismo odierno, salvando così il loro piccolo gruppetto dall'essere relegato nell'angolo della dimenticanza assoluta e totale. Noi non potevamo costringere Pino a dire esattamente le cose che avremmo voluto sentire ma, detto questo, non possiamo che salutare con gioia sia la nascita di un giornale del Sud che quella di un'aggregazione meridionalista che sta individuando il proprio leader politico, la propria base in crescita ed il proprio cammino in sinergia con la grande avventura editoriale meridionalista di Pino.

Infine c'è ancora chi non capisce, o a volte non vuole capire, che a Bari è partito un movimento nuovo che, nato da un'aggregazione promossa del PdSUD e altri movimenti e associazioni con tantissimi singoli che hanno aderito con entusiasmo, è aperta alla parte migliore del meridionalismo, con un progetto e dei valori. Ovviamente e' un progetto appena partito e che ancora non si sa perfettamente nei minimi particolari dove e quando approda (giusto per chiarire le solite dietrologie dei soliti idioti che diranno che già e' tutto predefinito in termini di posizionamento politico ed alleanze...). L'obiettivo e' però chiarissimo, avere un peso politico dall'elezioni del prossimo anno nel desolante scenario politico italiano di oggi e non limitarsi alla sola, giusta ed insopprimibile, lamentela meridionalista sia sulla storia negata della "malaunità" che sul Sud calpestato dalla politica attuale italiana o peggio ancora al ridiseganre cartine, nazioni e confini solo su facebook..

E' chiaro altresì, sia dal testo dell'appello che da quanto detto a Bari, i valori del meridionalismo per noi sono quelli dell'antirazzismo, dell'antimafia e della solidarietà insieme al tema dell'identità meridionale e mediterranea, non il ripiegamento in piccole patrie o in derive antistoriche anti-italiane o anti-europeiste che non solo sono inconcepibili per le possibilità di realizzazione ma soprattutto non troverebbero terreno fertile nel nostro popolo, pacifico e restio a trasformarsi in una Lega in salsa meridionale e per fortuna aggiungerei io. Volere un paese più giusto, un'Italia ed un Europa più giusta non significa per noi "chiudersi" ma aprirsi, anche e soprattutto con una concezione mediterranea dell'Europa diversa da quella nord-centrica di Berlusconi, Bossi e Tremonti ieri (con l'appoggio dei soliti ascari meridionali...) e di Monti oggi.

Chi non ha capito tutto questo, o perché non ci arriva o perché ammalato della solita sindrome meridionale che è più importante la sua singola "fissazione" del "si dovrebbe" rispetto alle priorità organizzative e di tempi del progetto, è rimasto alla finestra o probabilmente ci sarà anche qualcuno che se ne andrà dopo Bari, ma siamo sicuri che molti di più arriveranno e il movimento crescerà. Dobbiamo assolutamente evitare gli errori del passato con le generiche adunate meridionaliste, dove ognuno voleva il suo piccolo palco e ricevere la usa dose di applausi, ci si raccontava tra di noi sempre le solite cose su una colonizzazione che dura da più di 150 anni e si tornava a casa senza uno straccio di proposta su come reagire e come andare avanti o su come realmente crescere nei numeri e nella visibilità con i mezzi economici che si hanno e non quelli che i presume arriveranno o che "si dovrebbe" avere.

E' necessaria anche una considerazione sul giornale annunciato da Pino Aprile a Bari, di sicuro sarà un'avventura difficile e importante, noi non possiamo che augurarci che l'iniziativa cresca e diventi una realtà per avere un'importante voce autonoma del Sud, dando anche il nostro piccolo contributo....anche qui, chi fa ancora i calcoli di botteguccia e spera che questo evento possa andare bene solo al suo gruppetto, davvero ha capito poco sia di Pino Aprile che dell'iniziativa.

Il giornale del Sud, in sinergia con un'iniziativa politica visibile e concreta, sarebbe l'ulteriore passo avanti: si passerebbe finalmente dal meridionalismo della sola rivendicazione storica, della sola protesta e del "tanto sono tutti uguali" che spesso sfocia in confuse scelte reazionarie e non riesce a superare la censura mediatica di sistema rimanendo confinati nel ghetto del folklore nostalgico, al meridionalismo del fare e della speranza concreta, reale e visibile per la nostra terra.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud


.
Leggi tutto »



Avevo pensato più volte di scrivere qualcosa sull'evento di Bari ma ho aspettato per ragionarci sempre più "a mente fredda e cuore caldo", come diceva un grande del meridionalismo come Francesco Saverio Nitti.
Nel frattempo ho letto e condiviso molti spunti dagli articoli su Eleaml e di Guglielmo Di Grezia, ovviamente sono ancora più in linea con quello scritto dall'amico Andrea Balia.
Nonostante molto sia stato già detto, voglio aggiungere sinteticamente una valutazione personale.

Per prima cosa, l'evento di Bari è stato un successo di partecipazione e di aggregazione, in una città importante del Sud e in un luogo istituzionale, con la partecipazione del sindaco della seconda città del Sud continentale.
Per seconda cosa, noi non sapevamo, e credo nessuno sapesse fino in fondo, cosa e come voleva rispondere Pino Aprile all'appello che il nostro movimento insieme ad altri gli aveva lanciato il 14.luglio con una lettera aperta. Ovviamente, conoscendo Pino, sapevamo o meglio potevamo intuire che molto probabilmente avrebbe scelto di partecipare non come leader politico ma come portavoce o comunicatore ma, con l'onestà e la correttezza che credo che ci contraddistingua, non abbiamo fatto alcuna pressione e l'abbiamo lasciato scegliere liberamente. C'è invece chi non l'ha fatto, ad esempio con telefonate o deliranti e sgrammaticati messaggi in rete per convincerlo a desistere, solo per miseri interessi di botteguccia e salvaguardia del proprio simboletto ed orticello, ognuno può trarre le sue logiche conclusioni e mi rifiuto di entrare nella palude della polemica con certi personaggi che hanno solo quest'arma a disposizione. Questo per non parlare di altri personaggi ancora più farneticanti che attaccano Pino Aprile per invidia e gelosia del suo successo, come spesso accade quando qualche meridionale ha successo bisogna contrastarlo e demolirlo con sospetti e veleni...con loro non c'e' da sprecare nemmeno un minuto.
Chi poi dice che sapeva nei minimi dettagli cosa avrebbe risposto Pino Aprile, ebbene lo dice o per stupidità o perché è in malafede...per molte persone, come già detto da Andrea, Guglielmo e altri, si tratta di difesa del proprio simboletto e per questi personaggi c'e' stato un grosso sospiro di sollievo perché hanno evitato di competere con la persona più in vista e famosa del meridionalismo odierno, salvando così il loro piccolo gruppetto dall'essere relegato nell'angolo della dimenticanza assoluta e totale. Noi non potevamo costringere Pino a dire esattamente le cose che avremmo voluto sentire ma, detto questo, non possiamo che salutare con gioia sia la nascita di un giornale del Sud che quella di un'aggregazione meridionalista che sta individuando il proprio leader politico, la propria base in crescita ed il proprio cammino in sinergia con la grande avventura editoriale meridionalista di Pino.

Infine c'è ancora chi non capisce, o a volte non vuole capire, che a Bari è partito un movimento nuovo che, nato da un'aggregazione promossa del PdSUD e altri movimenti e associazioni con tantissimi singoli che hanno aderito con entusiasmo, è aperta alla parte migliore del meridionalismo, con un progetto e dei valori. Ovviamente e' un progetto appena partito e che ancora non si sa perfettamente nei minimi particolari dove e quando approda (giusto per chiarire le solite dietrologie dei soliti idioti che diranno che già e' tutto predefinito in termini di posizionamento politico ed alleanze...). L'obiettivo e' però chiarissimo, avere un peso politico dall'elezioni del prossimo anno nel desolante scenario politico italiano di oggi e non limitarsi alla sola, giusta ed insopprimibile, lamentela meridionalista sia sulla storia negata della "malaunità" che sul Sud calpestato dalla politica attuale italiana o peggio ancora al ridiseganre cartine, nazioni e confini solo su facebook..

E' chiaro altresì, sia dal testo dell'appello che da quanto detto a Bari, i valori del meridionalismo per noi sono quelli dell'antirazzismo, dell'antimafia e della solidarietà insieme al tema dell'identità meridionale e mediterranea, non il ripiegamento in piccole patrie o in derive antistoriche anti-italiane o anti-europeiste che non solo sono inconcepibili per le possibilità di realizzazione ma soprattutto non troverebbero terreno fertile nel nostro popolo, pacifico e restio a trasformarsi in una Lega in salsa meridionale e per fortuna aggiungerei io. Volere un paese più giusto, un'Italia ed un Europa più giusta non significa per noi "chiudersi" ma aprirsi, anche e soprattutto con una concezione mediterranea dell'Europa diversa da quella nord-centrica di Berlusconi, Bossi e Tremonti ieri (con l'appoggio dei soliti ascari meridionali...) e di Monti oggi.

Chi non ha capito tutto questo, o perché non ci arriva o perché ammalato della solita sindrome meridionale che è più importante la sua singola "fissazione" del "si dovrebbe" rispetto alle priorità organizzative e di tempi del progetto, è rimasto alla finestra o probabilmente ci sarà anche qualcuno che se ne andrà dopo Bari, ma siamo sicuri che molti di più arriveranno e il movimento crescerà. Dobbiamo assolutamente evitare gli errori del passato con le generiche adunate meridionaliste, dove ognuno voleva il suo piccolo palco e ricevere la usa dose di applausi, ci si raccontava tra di noi sempre le solite cose su una colonizzazione che dura da più di 150 anni e si tornava a casa senza uno straccio di proposta su come reagire e come andare avanti o su come realmente crescere nei numeri e nella visibilità con i mezzi economici che si hanno e non quelli che i presume arriveranno o che "si dovrebbe" avere.

E' necessaria anche una considerazione sul giornale annunciato da Pino Aprile a Bari, di sicuro sarà un'avventura difficile e importante, noi non possiamo che augurarci che l'iniziativa cresca e diventi una realtà per avere un'importante voce autonoma del Sud, dando anche il nostro piccolo contributo....anche qui, chi fa ancora i calcoli di botteguccia e spera che questo evento possa andare bene solo al suo gruppetto, davvero ha capito poco sia di Pino Aprile che dell'iniziativa.

Il giornale del Sud, in sinergia con un'iniziativa politica visibile e concreta, sarebbe l'ulteriore passo avanti: si passerebbe finalmente dal meridionalismo della sola rivendicazione storica, della sola protesta e del "tanto sono tutti uguali" che spesso sfocia in confuse scelte reazionarie e non riesce a superare la censura mediatica di sistema rimanendo confinati nel ghetto del folklore nostalgico, al meridionalismo del fare e della speranza concreta, reale e visibile per la nostra terra.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud


.

martedì 18 settembre 2012

Caro Clini ma lo sai che le bugie hanno le gambe corte?

di Rosanna Gadaleta

Il 14 settembre scorso, si è svolto a Conversano in provincia di Bari, un tavolo tecnico per discutere della vicenda ILVA. A margine dell'incontro il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, si è scontrato con una giornalista, Giovanna Lanzillotta.

Alle incalzanti domande della giornalista, sulle responsabilità e sui soggetti deputati al controllo degli inquinanti nella zona di Taranto, il ministro risponde testualmente: "i dati pubblicati dall'Istituto superiore di sanità e i dati pubblicati dall'osservatorio regionale dei tumori della Puglia dimostrano che questo eccesso di mortalità a Taranto di cui si parla non trova riscontro nei dati ufficiali. Ma questi numeri non fanno comodo a quelli che fanno propaganda e strumentalizzano le morti per avere ragione politicamente; queste persone non hanno il diritto di parlare, non hanno dignità. La mortalità per tumore della città di Lecce è superiore a quella di Taranto, ce lo dicono i numeri resi noti dall'Istituto superiore di sanità e dall'osservatorio dei tumori della Puglia.
Questi signori trovano molto facile parlare e sparlare di tutto senza sapere di cosa parlano e questa è una rovina per il nostro paese e non aiutano l'ambiente"



Ma le cose come stanno realmente?
Contrariamente a quanto dichiarato dal ministro Clini, i dati dimostrano che la mortalità in eccesso a Taranto c'è.
La conferma arriva dallo studio Sentieri dell'Istituto Superiore di Sanità e saranno presentati ufficialmente il 12 ottobre. Secondo tali dati, che riguardano un periodo che dal 2002 arriva all’anno scorso, la mortalità in eccesso a Taranto è almeno del 10%  in più rispetto ai dati attesi e confermano il trend già evidenziato con il precendente dossier (1995-2002).

Il rapporto riguarda non solo Taranto ma i 52 Sin, siti di interesse industriale. I luoghi più inquinati d’Italia, che vanno da Porto torres a Marghera, a Casale Monferrato, a Taranto, appunto.

A questo punto mi pongo due domande:
  1. ma il ministro Balduzzi non poteva  comnunicare al suo collega Clini, i dati in anteprima, evitandogli una sonora figuraccia ?
  2. il ministro ha la memoria corta?
Secondo l'Informativa del ministro dell'Ambiente e tutela del territorio e del mare presentata dal Ministro stesso, il 1 agosto scorso alla Camera dei Deputati le indagini epidemiologiche realizzate sia per conto della magistratura, che per conto dell'Istituto superiore di sanità, hanno rilevato "uno stato della salute della popolazione, con evidenti eccessi di mortalità, che fa riferimento presumibilmente a contaminazioni ambientali derivanti da impianti che a quel tempo operavano nel rispetto delle leggi".

Il presidente del cda Ilva, Bruno Ferrante, lo presenterà nella prossime ore alla procura di Taranto, al primo cittadino Ippazio Stefano e poi agli organi di stampa. Un piano che si annuncia "straordinario" per l’impiego di 400 milioni di euro (si dice che per rifare le cockerie in realtà occorrerebbe un miliardo di euro), ma soprattutto perché l’azienda del Gruppo Riva, per la prima volta, avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di coprire i parchi minerali.

Per quest’ultimo intervento l’Ilva starebbe pensando di scomodare addirittura architetti di grido, archistar come Renzo Piano o Santiago Calatrava, in modo da ridurre l’impatto estetico dell’operazione.

 Ma il piano non ferma il braccio di ferro con la procura, che respinge al mittente la richiesta di bloccare lo spegnimento: «Non c'è nessuna trattativa sull'Ilva. Perchè ancora oggi ci sono centinaia di tonnellate di polveri che si riversano sui quartieri di Taranto e perchè i provvedimenti giudiziari sono chiarissimi e dicono tutti la stessa cosa: bisogna eliminare, subito, le fonti d'inquinamento. Tutto il resto viene dopo, produzione compresa.

E' l'ennesimo stop da parte del procuratore Sebastio all'ILVA, la quale può tenere accesi gli altoforni solo per consentire le bonifica ma non per la produzione, è arrivato finalmente il nuovo piano straordinario di messa a norma degli impianti.

Purtroppo  non si può non rilevare che al momento le prescrizioni della procura sono state disattese come dimostra l'ultimo video in notturna dell'ambientalista Fabio Matacchiera



Intanto il ministro Corrado Clini ha ribadito che nel processo contro i vertici dell’Ilva per disastro ambientale, il ministero dell’Ambiente si costuitirà parte civile.

Prendiamo atto di questo repentino cambio di rotta da parte di Clini che, lo ricordiamo, il 26 luglio scorso, dopo l’annuncio del sequestro degli impianti dell’area a caldo, annunciò di voler ricorrere immediatamente a riesame, pur figurando come Ministero dell’ambiente tra le parti lese e ci auguriamo che d'ora in poi si continui ad operare per salvaguardare prima di tutto la salute dei cittadini di Taranto e del quartiere Tamburi.

Leggi tutto »
di Rosanna Gadaleta

Il 14 settembre scorso, si è svolto a Conversano in provincia di Bari, un tavolo tecnico per discutere della vicenda ILVA. A margine dell'incontro il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, si è scontrato con una giornalista, Giovanna Lanzillotta.

Alle incalzanti domande della giornalista, sulle responsabilità e sui soggetti deputati al controllo degli inquinanti nella zona di Taranto, il ministro risponde testualmente: "i dati pubblicati dall'Istituto superiore di sanità e i dati pubblicati dall'osservatorio regionale dei tumori della Puglia dimostrano che questo eccesso di mortalità a Taranto di cui si parla non trova riscontro nei dati ufficiali. Ma questi numeri non fanno comodo a quelli che fanno propaganda e strumentalizzano le morti per avere ragione politicamente; queste persone non hanno il diritto di parlare, non hanno dignità. La mortalità per tumore della città di Lecce è superiore a quella di Taranto, ce lo dicono i numeri resi noti dall'Istituto superiore di sanità e dall'osservatorio dei tumori della Puglia.
Questi signori trovano molto facile parlare e sparlare di tutto senza sapere di cosa parlano e questa è una rovina per il nostro paese e non aiutano l'ambiente"



Ma le cose come stanno realmente?
Contrariamente a quanto dichiarato dal ministro Clini, i dati dimostrano che la mortalità in eccesso a Taranto c'è.
La conferma arriva dallo studio Sentieri dell'Istituto Superiore di Sanità e saranno presentati ufficialmente il 12 ottobre. Secondo tali dati, che riguardano un periodo che dal 2002 arriva all’anno scorso, la mortalità in eccesso a Taranto è almeno del 10%  in più rispetto ai dati attesi e confermano il trend già evidenziato con il precendente dossier (1995-2002).

Il rapporto riguarda non solo Taranto ma i 52 Sin, siti di interesse industriale. I luoghi più inquinati d’Italia, che vanno da Porto torres a Marghera, a Casale Monferrato, a Taranto, appunto.

A questo punto mi pongo due domande:
  1. ma il ministro Balduzzi non poteva  comnunicare al suo collega Clini, i dati in anteprima, evitandogli una sonora figuraccia ?
  2. il ministro ha la memoria corta?
Secondo l'Informativa del ministro dell'Ambiente e tutela del territorio e del mare presentata dal Ministro stesso, il 1 agosto scorso alla Camera dei Deputati le indagini epidemiologiche realizzate sia per conto della magistratura, che per conto dell'Istituto superiore di sanità, hanno rilevato "uno stato della salute della popolazione, con evidenti eccessi di mortalità, che fa riferimento presumibilmente a contaminazioni ambientali derivanti da impianti che a quel tempo operavano nel rispetto delle leggi".

Il presidente del cda Ilva, Bruno Ferrante, lo presenterà nella prossime ore alla procura di Taranto, al primo cittadino Ippazio Stefano e poi agli organi di stampa. Un piano che si annuncia "straordinario" per l’impiego di 400 milioni di euro (si dice che per rifare le cockerie in realtà occorrerebbe un miliardo di euro), ma soprattutto perché l’azienda del Gruppo Riva, per la prima volta, avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di coprire i parchi minerali.

Per quest’ultimo intervento l’Ilva starebbe pensando di scomodare addirittura architetti di grido, archistar come Renzo Piano o Santiago Calatrava, in modo da ridurre l’impatto estetico dell’operazione.

 Ma il piano non ferma il braccio di ferro con la procura, che respinge al mittente la richiesta di bloccare lo spegnimento: «Non c'è nessuna trattativa sull'Ilva. Perchè ancora oggi ci sono centinaia di tonnellate di polveri che si riversano sui quartieri di Taranto e perchè i provvedimenti giudiziari sono chiarissimi e dicono tutti la stessa cosa: bisogna eliminare, subito, le fonti d'inquinamento. Tutto il resto viene dopo, produzione compresa.

E' l'ennesimo stop da parte del procuratore Sebastio all'ILVA, la quale può tenere accesi gli altoforni solo per consentire le bonifica ma non per la produzione, è arrivato finalmente il nuovo piano straordinario di messa a norma degli impianti.

Purtroppo  non si può non rilevare che al momento le prescrizioni della procura sono state disattese come dimostra l'ultimo video in notturna dell'ambientalista Fabio Matacchiera



Intanto il ministro Corrado Clini ha ribadito che nel processo contro i vertici dell’Ilva per disastro ambientale, il ministero dell’Ambiente si costuitirà parte civile.

Prendiamo atto di questo repentino cambio di rotta da parte di Clini che, lo ricordiamo, il 26 luglio scorso, dopo l’annuncio del sequestro degli impianti dell’area a caldo, annunciò di voler ricorrere immediatamente a riesame, pur figurando come Ministero dell’ambiente tra le parti lese e ci auguriamo che d'ora in poi si continui ad operare per salvaguardare prima di tutto la salute dei cittadini di Taranto e del quartiere Tamburi.

Così Bersani ha tradito il Sud

Ha fatto accordi con la Lega razzista. Non ci rappresenta

di Emilio Gioventù

Pino Aprile, meridionale e meridionalista, è autore di due libri tra i più letti al Sud «Terroni» e «Giù al Sud») sulle ragioni, anche storiche della protesta del Mezzogiorno. Ha annunciato che non farà un partito, anche se glielo hanno chiesto in molti, ma un quotidiano, perché, dice, «solo facendo conoscere le proprie ragioni il Sud può decollare».

Sulla testata ci sta ancora lavorando», ma sulla linea editoriale non ha dubbi: «Non sarà un quotidiano del Sud, ma dal Sud che conterrà anche sentimenti, non solo fatti. Insomma, una cosa diversa in un panorama affollato di quotidiani «quasi tutti settentrionali e anche quelli che non lo sono, sono comunque influenzati dal potere della proprietà». Mentre i quotidiani meridionali «spesso sono influenzati dalle linee di potere che fanno capo al Nord».

Domanda. Aprile, nel suo libro «Giù al Sud» lei lascia intravedere segnali di cambiamento, embrioni di un possibile riscatto. Ma quali sono i soggetti in grado di guidare questo cambiamento?

Risposta. Di certo nessuno dei partiti esistenti. Il Pdl è lo zerbino del suo padrone che l'ha fondato con i propri soldi. Il Pd, invece

D. Invece?

R. Basta dire che in una intervista alla Padania, dopo avere elogiato il sito politico di Bossi, Bersani dice: non serve che mi spiegate che Bossi non è razzista, lo so. Ecco, Bersani si trova bene con quella gente lì. Dopo quell'intervista ho deciso di non votare mai più a sinistra. Al di là di ciò che pensa Bersani, Bossi lo dice nella sua autobiografia che usa il razzismo antimeridionale per prendere voti. Deposto Bossi, Maroni ha detto esattamente la stessa cosa. Lo slogan del suo partito è: prima il Nord. Questo è puro razzismo dichiarato e conclamato. Che significa prima il Nord? Che forse ci sono cittadini più cittadini degli altri? Bersani va d'accordo con questa gente al punto che invita alla festa del Pd il razzista Roberto Maroni. Come può sperare il Sud di avere una rappresentanza da questa sinistra.

D. Chi allora?

R. Nuovi soggetti politici che si stanno già preparando. Alcuni in maniera «paraculesca», cioè soggetti politici che dentro hanno i germi delle vecchie formazioni meridionaliste. Altri sono nuovi e penso ad alcune formazioni siciliane. Intanto, c'è da prendere atto che cresce la voglia di riscatto. Cresce confusamente come tutte le cose quando nascono, con mille fuochi , mille iniziative spesso quasi sempre in conflitto tra di loro però sono sempre più numerose. A questo proposito ricordo sempre come esempio il partito del Sud di Antonio Ciano che vinse le scorse elezioni a Gaeta, unica città in Italia non amministrata da uno dei due poli, ma da una lista civica meridionalista e autonoma.

D. Ma perché bisogno dar credito a queste nuove forme di meridionalismo? C'è da fidarsi visto che in Italia circola troppo qualunquismo?

R. Intanto perché gran parte di loro non viene dalla vecchia politica, ma dalla società civile e poi perché ormai è certo che i partiti non sono più credibili quando parlano di meridione. Quelli di destra non ne parliamo, siamo l'unico paese in occidente che ha associato una formazione razzista, la Lega, al governo. La sinistra è colpevole perché non ha contrastato tutto questo o ha fatto finta di contrastare. Vedi gli accordi per il cosiddetto federalismo fiscale, l'ennesima truffa ai danni del Sud per «fottergli« anche gli ultimi spiccioli, visto che le norme del federalismo fiscale comportavano già dal suo avvio lo spostamento di un altro miliardo di euro dalle regioni più povere a quelle più ricche. E tutto ciò è stato concordato con il Pd e con Vasco Errani quando era presidente della conferenza dei presidenti di Regione. Sono più deluso dalla sinistra perché ci credevo.

Fonte: ItaliaOggi


Leggi tutto »
Ha fatto accordi con la Lega razzista. Non ci rappresenta

di Emilio Gioventù

Pino Aprile, meridionale e meridionalista, è autore di due libri tra i più letti al Sud «Terroni» e «Giù al Sud») sulle ragioni, anche storiche della protesta del Mezzogiorno. Ha annunciato che non farà un partito, anche se glielo hanno chiesto in molti, ma un quotidiano, perché, dice, «solo facendo conoscere le proprie ragioni il Sud può decollare».

Sulla testata ci sta ancora lavorando», ma sulla linea editoriale non ha dubbi: «Non sarà un quotidiano del Sud, ma dal Sud che conterrà anche sentimenti, non solo fatti. Insomma, una cosa diversa in un panorama affollato di quotidiani «quasi tutti settentrionali e anche quelli che non lo sono, sono comunque influenzati dal potere della proprietà». Mentre i quotidiani meridionali «spesso sono influenzati dalle linee di potere che fanno capo al Nord».

Domanda. Aprile, nel suo libro «Giù al Sud» lei lascia intravedere segnali di cambiamento, embrioni di un possibile riscatto. Ma quali sono i soggetti in grado di guidare questo cambiamento?

Risposta. Di certo nessuno dei partiti esistenti. Il Pdl è lo zerbino del suo padrone che l'ha fondato con i propri soldi. Il Pd, invece

D. Invece?

R. Basta dire che in una intervista alla Padania, dopo avere elogiato il sito politico di Bossi, Bersani dice: non serve che mi spiegate che Bossi non è razzista, lo so. Ecco, Bersani si trova bene con quella gente lì. Dopo quell'intervista ho deciso di non votare mai più a sinistra. Al di là di ciò che pensa Bersani, Bossi lo dice nella sua autobiografia che usa il razzismo antimeridionale per prendere voti. Deposto Bossi, Maroni ha detto esattamente la stessa cosa. Lo slogan del suo partito è: prima il Nord. Questo è puro razzismo dichiarato e conclamato. Che significa prima il Nord? Che forse ci sono cittadini più cittadini degli altri? Bersani va d'accordo con questa gente al punto che invita alla festa del Pd il razzista Roberto Maroni. Come può sperare il Sud di avere una rappresentanza da questa sinistra.

D. Chi allora?

R. Nuovi soggetti politici che si stanno già preparando. Alcuni in maniera «paraculesca», cioè soggetti politici che dentro hanno i germi delle vecchie formazioni meridionaliste. Altri sono nuovi e penso ad alcune formazioni siciliane. Intanto, c'è da prendere atto che cresce la voglia di riscatto. Cresce confusamente come tutte le cose quando nascono, con mille fuochi , mille iniziative spesso quasi sempre in conflitto tra di loro però sono sempre più numerose. A questo proposito ricordo sempre come esempio il partito del Sud di Antonio Ciano che vinse le scorse elezioni a Gaeta, unica città in Italia non amministrata da uno dei due poli, ma da una lista civica meridionalista e autonoma.

D. Ma perché bisogno dar credito a queste nuove forme di meridionalismo? C'è da fidarsi visto che in Italia circola troppo qualunquismo?

R. Intanto perché gran parte di loro non viene dalla vecchia politica, ma dalla società civile e poi perché ormai è certo che i partiti non sono più credibili quando parlano di meridione. Quelli di destra non ne parliamo, siamo l'unico paese in occidente che ha associato una formazione razzista, la Lega, al governo. La sinistra è colpevole perché non ha contrastato tutto questo o ha fatto finta di contrastare. Vedi gli accordi per il cosiddetto federalismo fiscale, l'ennesima truffa ai danni del Sud per «fottergli« anche gli ultimi spiccioli, visto che le norme del federalismo fiscale comportavano già dal suo avvio lo spostamento di un altro miliardo di euro dalle regioni più povere a quelle più ricche. E tutto ciò è stato concordato con il Pd e con Vasco Errani quando era presidente della conferenza dei presidenti di Regione. Sono più deluso dalla sinistra perché ci credevo.

Fonte: ItaliaOggi


Napoli: Conferenza Stampa del 17/09/2012 per il sostegno dei Verdi a de Magistris





Invitati formalmente dall'ufficio comunicazione del sindaco Luigi de Magistris, e da Francesco Borrelli Responsabile Regionale dei Verdi, abbiamo partecipato alla Conferenza Stampa tenutasi stamane c/o lo storico locale Gambrinus di Napoli, dove è stata sottolineata la nostra partecipazione Andrea Balìa Ieri, Lunedì 17 Settembre 2012 alle ore 12,00 presso il Gambrinus di Napoli s'è tenuta la Conferenza Stampa per annunciare il sostegno dei Verdi all'operato del sindaco Luigi de Magistris e l'ingresso nella maggioranza con il loro consigliere comunale Carmine Attanasio.

Presenti al tavolo il sindaco Luigi de Magistris, il Presidente Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il consigliere comunale dei Verdi Carmine Attanasio e Francesco Borrelli Responsabile in Campania dei Verdi.
Folta presenza di giornalisti e Tv. Francesco Borrelli ha evidenziato, nella presentazione della conferenza, la nostra presenza in sala.

Il sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato, accennando al sottoscritto, come il Partito del Sud sia stato fra i primi ad essergli vicino, e di non avere nulla contro i partiti in quanto tali, essendo primario il giudizio sulle persone siano esse facenti parte o no di partiti. A fine conferenza ci ha dichiarato d'essere informato e seguire con interesse gli sviluppi del progetto partito a Bari e di prevedere la delibera entro Ottobre della Commissione Toponomastica che dovrebbe, probabilmente, includere una figura del Partito del Sud.

 Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud

.
Leggi tutto »




Invitati formalmente dall'ufficio comunicazione del sindaco Luigi de Magistris, e da Francesco Borrelli Responsabile Regionale dei Verdi, abbiamo partecipato alla Conferenza Stampa tenutasi stamane c/o lo storico locale Gambrinus di Napoli, dove è stata sottolineata la nostra partecipazione Andrea Balìa Ieri, Lunedì 17 Settembre 2012 alle ore 12,00 presso il Gambrinus di Napoli s'è tenuta la Conferenza Stampa per annunciare il sostegno dei Verdi all'operato del sindaco Luigi de Magistris e l'ingresso nella maggioranza con il loro consigliere comunale Carmine Attanasio.

Presenti al tavolo il sindaco Luigi de Magistris, il Presidente Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il consigliere comunale dei Verdi Carmine Attanasio e Francesco Borrelli Responsabile in Campania dei Verdi.
Folta presenza di giornalisti e Tv. Francesco Borrelli ha evidenziato, nella presentazione della conferenza, la nostra presenza in sala.

Il sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato, accennando al sottoscritto, come il Partito del Sud sia stato fra i primi ad essergli vicino, e di non avere nulla contro i partiti in quanto tali, essendo primario il giudizio sulle persone siano esse facenti parte o no di partiti. A fine conferenza ci ha dichiarato d'essere informato e seguire con interesse gli sviluppi del progetto partito a Bari e di prevedere la delibera entro Ottobre della Commissione Toponomastica che dovrebbe, probabilmente, includere una figura del Partito del Sud.

 Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud

.

Metti a Taranto Erin Brockowich


di Nadia Urbinati

Erin Brockovich, l’eroina della class action immortalata da Julia Roberts, era una segretaria precaria (e madre sola di tre bambini) di un piccolo studio legale quando cominciò a indagare sulla Pacific Gas and Electric Company, il colosso americano produttore di energia che da anni contaminava le falde acquifere di un paesino californiano provocando tumori e gravissime malattie ai residenti, infine inquinando prove e cercando, trovandole, sponde solide tra funzionari pubblici compiacenti. L’azione legale di gruppo che quell’indagine produsse fu memorabile. Per la prima volta l’accusa di malgoverno di un’azienda privata comportò il riconoscimento di responsabilità con un indennizzo miliardario alle vittime (circa settecento persone). Un esito che fece giustizia senza provocare la chiusura dell’impianto, come la direzione aveva paventato. La mole di documenti portati dalla Brockovich davanti al giudice non riuscirono a provare con certezza scientifica l’esistenza di una relazione causale diretta tra inquinamento e malattie. Ma la ricorrenza dei tumori e la sola vista di quel villaggio insalubre (dove i dirigenti della PG&E dissero che non avrebbero mai voluto vivere) furono sufficienti agli occhi del giudice per decretare la responsabilità della compagnia. Senza aver studiato né filosofia né diritto, Erin Brockovich ebbe subito ben chiaro il quadro, ovvero che due sono gli ostacoli maggiori alla giustizia in questi casi: le connivenze e le coperture colpevoli di cui i potenti godono, e l’ideologia che l’opinione pubblica fa passare secondo cui in questi casi ci si trova di fronte a un conflitto irrisolvibile tra valori fondamentali come la vita e il lavoro, similmente a una tragedia greca dove nessuno è responsabile se non l’umanità stessa, per la sua fallibilità e l’incapacità di vivere in armonia con le leggi della natura. Brockovich era riuscita a smascherare le connivenze e a confutare questa filosofia cercando di dare un senso alla massima secondo la quale «la legge è uguale per tutti». Corruzione e incuria erano stati per anni la pratica perpetrata da parte di coloro che avevano la possibilità e il dovere di intervenire.

L’Ilva non è la Pacific Gas and Electric Company, e il gip di Taranto Patrizia Todisco non è una nostrana Erin Brockovich. L’oggetto del contendere del resto non è il rimborso per i danneggiati dal malambiente dell’Ilva, ma il risanamento dello stabilimento. Tuttavia la dinamica dell’inquinamento, dell’occultamento delle prove, della manipolazione dei dati e del ricatto sul lavoro è pressoché la stessa. I casi di inquinamento sono casi di corruzione e di illegalità a tutti gli effetti. Ora sappiamo che l’inquinamento c’è all’Ilva e c’è stato per anni, fin da quando l’azienda era di proprietà dello Stato. E più i giorni passano più ci avvediamo delle colpevoli responsabilità che coinvolgono l’intera filiera decisionale, a partire dai proprietari dell’azienda fino ai tecnici che dovevano accertare e raccogliere dati veritieri e ai funzionari pubblici. Fumi e fanghi, dentro e fuori l’Ilva. E poi, incidenti per anni, fino al più recente. Porta la data del febbraio del 2012. Un grosso incendio si sviluppò in un’area dello stabilimento producendo una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza e diversi intossicati. Il Sindaco di Taranto, sulla scorta della perizia svolta dagli esperti incaricati dal Giudice Patrizia Todisco, ordinò all’Ilva di eseguire entro trenta giorni lavori volti alla riduzione dell’immissione di fumi e polveri, comminando, in caso di mancato adempimento, la sospensione totale degli impianti. In quell’occasione il Comitato Donne per Taranto diramò il seguente appello: «Se doveste avere problemi respiratori, vomito, bruciori alle mucose, tosse recatevi subito al pronto soccorso. Il consiglio è tenere finestre e porte ben chiuse e sigillate». Un lungo ciclo di incurie alla fine del quale è giunta la magistratura.

Di fronte al rischio di chiusura della produzione si ricorre, prevedibilmente, al ricatto del lavoro. E si getta un’ombra inquietante sull’intervento della magistratura. Ma non è l’intervento della legge all’origine del conflitto tra lavoro e salute. L’intervento della legge mette semmai a nudo svelandolo all’opinione nazionale uno stato di incuria colpevole che dura da anni. La carenza di cura per l’ambiente di lavoro, per la città, per la natura, ha generato questa situazione d’emergenza. Incuria ed emergenza sono fenomeni tra loro concomitanti, una sequenza alla quale il nostro Paese sembra abituato, non solo nel settore industriale, e che lascia strascichi drammatici e polemiche inutili e dannose (spingendo l’opinione pubblica a schierarsi addirittura pro o contro la legge) invece di favorire soluzioni giuste (che non vuol dire facili e indolori) e in tempi rapidi. Lasciare che le cose procedano fino al punto in cui la legge non può più tacere – questa è la responsabilità immane che porta ad emergenze come questa. Chi non ha preso le decisioni che doveva prendere, o le ha prese malamente, ha lasciato la patata bollente alla magistratura. Salvo poi accusarla di aver applicato la legge. La quale ha tra le sue funzioni essenziali quella di “impedire che il più forte abbia la meglio sul più debole», chi può danneggiare su chi può solo essere danneggiato. E il più forte è in questo caso chi ha lasciato che le cose procedessero così, con il minor dispendio possibile di risorse.

Accusare la legge di generare conflitti insolubili è un assurdo e quanto di più sbagliato si possa fare perché essa interviene proprio perché il conflitto è giunto a un punto tale da non consentire più accomodamenti per vie ordinarie. L’intervento del magistrato è giunto dopo che le scelte ambientali hanno fallito o sono state lasche o colpevoli. Porta alla luce un problema di incuria che è reale e che gli interessi di chi è più forte cercano di smorzare, magari servendosi del penoso argomento della crisi economica e del rischio all’occupazione, infine del conflitto tragico tra lavoro e vita – come se chi lavora sia per necessità votato a rischiare la vita. Ma se conflitto c’è questo è un conflitto di interessi che ha per protagonisti cittadini molto ineguali in potere e che la legge cerca di riequilibrare nel dovere di non arrecare danno o di riparare ai danni fatti. E niente è più irrazionale che insistere con il ricatto del lavoro anche perché recuperare e ristrutturare l’impianto tarantino è esso stesso un lavoro che può essere meglio svolto da coloro che dall’interno conoscono quell’impianto. Anche perché, c’è da aggiungere, è irrazionale e non nell’interesse nazionale pensare di conquistare le commesse straniere facendo credere al mondo che da noi si può danneggiare ambiente e salute.

Fonte: Jacks'blog

Leggi tutto »

di Nadia Urbinati

Erin Brockovich, l’eroina della class action immortalata da Julia Roberts, era una segretaria precaria (e madre sola di tre bambini) di un piccolo studio legale quando cominciò a indagare sulla Pacific Gas and Electric Company, il colosso americano produttore di energia che da anni contaminava le falde acquifere di un paesino californiano provocando tumori e gravissime malattie ai residenti, infine inquinando prove e cercando, trovandole, sponde solide tra funzionari pubblici compiacenti. L’azione legale di gruppo che quell’indagine produsse fu memorabile. Per la prima volta l’accusa di malgoverno di un’azienda privata comportò il riconoscimento di responsabilità con un indennizzo miliardario alle vittime (circa settecento persone). Un esito che fece giustizia senza provocare la chiusura dell’impianto, come la direzione aveva paventato. La mole di documenti portati dalla Brockovich davanti al giudice non riuscirono a provare con certezza scientifica l’esistenza di una relazione causale diretta tra inquinamento e malattie. Ma la ricorrenza dei tumori e la sola vista di quel villaggio insalubre (dove i dirigenti della PG&E dissero che non avrebbero mai voluto vivere) furono sufficienti agli occhi del giudice per decretare la responsabilità della compagnia. Senza aver studiato né filosofia né diritto, Erin Brockovich ebbe subito ben chiaro il quadro, ovvero che due sono gli ostacoli maggiori alla giustizia in questi casi: le connivenze e le coperture colpevoli di cui i potenti godono, e l’ideologia che l’opinione pubblica fa passare secondo cui in questi casi ci si trova di fronte a un conflitto irrisolvibile tra valori fondamentali come la vita e il lavoro, similmente a una tragedia greca dove nessuno è responsabile se non l’umanità stessa, per la sua fallibilità e l’incapacità di vivere in armonia con le leggi della natura. Brockovich era riuscita a smascherare le connivenze e a confutare questa filosofia cercando di dare un senso alla massima secondo la quale «la legge è uguale per tutti». Corruzione e incuria erano stati per anni la pratica perpetrata da parte di coloro che avevano la possibilità e il dovere di intervenire.

L’Ilva non è la Pacific Gas and Electric Company, e il gip di Taranto Patrizia Todisco non è una nostrana Erin Brockovich. L’oggetto del contendere del resto non è il rimborso per i danneggiati dal malambiente dell’Ilva, ma il risanamento dello stabilimento. Tuttavia la dinamica dell’inquinamento, dell’occultamento delle prove, della manipolazione dei dati e del ricatto sul lavoro è pressoché la stessa. I casi di inquinamento sono casi di corruzione e di illegalità a tutti gli effetti. Ora sappiamo che l’inquinamento c’è all’Ilva e c’è stato per anni, fin da quando l’azienda era di proprietà dello Stato. E più i giorni passano più ci avvediamo delle colpevoli responsabilità che coinvolgono l’intera filiera decisionale, a partire dai proprietari dell’azienda fino ai tecnici che dovevano accertare e raccogliere dati veritieri e ai funzionari pubblici. Fumi e fanghi, dentro e fuori l’Ilva. E poi, incidenti per anni, fino al più recente. Porta la data del febbraio del 2012. Un grosso incendio si sviluppò in un’area dello stabilimento producendo una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza e diversi intossicati. Il Sindaco di Taranto, sulla scorta della perizia svolta dagli esperti incaricati dal Giudice Patrizia Todisco, ordinò all’Ilva di eseguire entro trenta giorni lavori volti alla riduzione dell’immissione di fumi e polveri, comminando, in caso di mancato adempimento, la sospensione totale degli impianti. In quell’occasione il Comitato Donne per Taranto diramò il seguente appello: «Se doveste avere problemi respiratori, vomito, bruciori alle mucose, tosse recatevi subito al pronto soccorso. Il consiglio è tenere finestre e porte ben chiuse e sigillate». Un lungo ciclo di incurie alla fine del quale è giunta la magistratura.

Di fronte al rischio di chiusura della produzione si ricorre, prevedibilmente, al ricatto del lavoro. E si getta un’ombra inquietante sull’intervento della magistratura. Ma non è l’intervento della legge all’origine del conflitto tra lavoro e salute. L’intervento della legge mette semmai a nudo svelandolo all’opinione nazionale uno stato di incuria colpevole che dura da anni. La carenza di cura per l’ambiente di lavoro, per la città, per la natura, ha generato questa situazione d’emergenza. Incuria ed emergenza sono fenomeni tra loro concomitanti, una sequenza alla quale il nostro Paese sembra abituato, non solo nel settore industriale, e che lascia strascichi drammatici e polemiche inutili e dannose (spingendo l’opinione pubblica a schierarsi addirittura pro o contro la legge) invece di favorire soluzioni giuste (che non vuol dire facili e indolori) e in tempi rapidi. Lasciare che le cose procedano fino al punto in cui la legge non può più tacere – questa è la responsabilità immane che porta ad emergenze come questa. Chi non ha preso le decisioni che doveva prendere, o le ha prese malamente, ha lasciato la patata bollente alla magistratura. Salvo poi accusarla di aver applicato la legge. La quale ha tra le sue funzioni essenziali quella di “impedire che il più forte abbia la meglio sul più debole», chi può danneggiare su chi può solo essere danneggiato. E il più forte è in questo caso chi ha lasciato che le cose procedessero così, con il minor dispendio possibile di risorse.

Accusare la legge di generare conflitti insolubili è un assurdo e quanto di più sbagliato si possa fare perché essa interviene proprio perché il conflitto è giunto a un punto tale da non consentire più accomodamenti per vie ordinarie. L’intervento del magistrato è giunto dopo che le scelte ambientali hanno fallito o sono state lasche o colpevoli. Porta alla luce un problema di incuria che è reale e che gli interessi di chi è più forte cercano di smorzare, magari servendosi del penoso argomento della crisi economica e del rischio all’occupazione, infine del conflitto tragico tra lavoro e vita – come se chi lavora sia per necessità votato a rischiare la vita. Ma se conflitto c’è questo è un conflitto di interessi che ha per protagonisti cittadini molto ineguali in potere e che la legge cerca di riequilibrare nel dovere di non arrecare danno o di riparare ai danni fatti. E niente è più irrazionale che insistere con il ricatto del lavoro anche perché recuperare e ristrutturare l’impianto tarantino è esso stesso un lavoro che può essere meglio svolto da coloro che dall’interno conoscono quell’impianto. Anche perché, c’è da aggiungere, è irrazionale e non nell’interesse nazionale pensare di conquistare le commesse straniere facendo credere al mondo che da noi si può danneggiare ambiente e salute.

Fonte: Jacks'blog

lunedì 17 settembre 2012

Registro tumori Campania, il Governo dismette, l’UE dà una mano, oggi catena umana


“Ciò che sta accadendo in queste ore in Campania ha il sapore dell’assurdo. La salute dei cittadini non può passare in secondo piano per una mera questione di riduzione delle spese, archiviato alla voce – disavanzo sanitartio -”. Questa la reazione stamane (ieri ndr) del Primo Vicepresidente Vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella sulla questione del Registro dei Tumori della Campania.“I comitati di cittadini che stamane hanno invocato la convenzione di Aarhus riceveranno il sostegno dell’Unione e ci attiveremo sin da subito per individuare tutte le possibili soluzioni – ha proseguito l’On. Pittella – Già nella mattinata di domani provvederò a rappresentare le istanze dei cittadini campani presso la Commissione dell’UE e chiederò ai nostri tecnici di individuare la possibilità che il percorso sia finanziato nell’ambito dei programmi europei”. Poi entrando nel vivo della questione ha dichiarato: “Il registro in Campania, più che altrove, rappresenta uno strumento necessario e fondamentale per la tutela della salute dei cittadini che hanno il diritto di conoscere lo “stato” delle cose. Confido, comunque, nel Governo Monti affinché torni sulla questione e compia una scelta di coscienza e di giustizia”. Il Vicepresidente ha poi assicurato che nei prossimi giorni sarà in Campania per incontrare i comitati civici e il Prof. Marfella per assicurare la sua vicinanza e aggiornare i cittadini sulle evoluzioni in sede europea. Intanto per domani è prevista la prima iniziativa di protesta alla quale prenderà parte, oltre i comitati civici e diversi esponenti del mondo scientifico, anche il responsabile regionale dell’organizzazione Prima Persona, fondata proprio da Pittella, Marco Esposito, assessore al Comune di Napoli. E sempre dalle sezioni di Napoli e Salerno dell’associazione Prima Persona viene annunciata una nuova iniziativa: “ Da martedì lanceremo una campagna stampa a cui già stanno aderendo diverse testate giornalistiche ed una raccolta firme per chiedere al Governo di fare dietrofront”, dichiara Alfonso Gentile responsabile cittadino dell’organizzazione. “ E’ un atto incomprensibile che non può essere accettato da chi vive in un territorio investito negli ultimi trent’anni da un disastro ambientale mai contrastato”, conclude Roberto Viscido, responsabile della sezione salernitana. A sostenere la creazione del registro si è, infine, mobilitato anche il volontariato campano “Stiamo invitando tutte le associazioni del territorio – spiega Giuseppe De Stefano Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli – a mobilitarsi per fare si che il Governo ritorni sulla propria scelta”.
Intanto oggi, davanti al “Pascale”, alle 13, ci sarà una catena umana a difesa del registro tumori. L’invito è rivolto a cittadini e medici, ma hanno già aderito diverse sigle di associazioni e movimenti.
Fonte: Sud24


.
Leggi tutto »

“Ciò che sta accadendo in queste ore in Campania ha il sapore dell’assurdo. La salute dei cittadini non può passare in secondo piano per una mera questione di riduzione delle spese, archiviato alla voce – disavanzo sanitartio -”. Questa la reazione stamane (ieri ndr) del Primo Vicepresidente Vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella sulla questione del Registro dei Tumori della Campania.“I comitati di cittadini che stamane hanno invocato la convenzione di Aarhus riceveranno il sostegno dell’Unione e ci attiveremo sin da subito per individuare tutte le possibili soluzioni – ha proseguito l’On. Pittella – Già nella mattinata di domani provvederò a rappresentare le istanze dei cittadini campani presso la Commissione dell’UE e chiederò ai nostri tecnici di individuare la possibilità che il percorso sia finanziato nell’ambito dei programmi europei”. Poi entrando nel vivo della questione ha dichiarato: “Il registro in Campania, più che altrove, rappresenta uno strumento necessario e fondamentale per la tutela della salute dei cittadini che hanno il diritto di conoscere lo “stato” delle cose. Confido, comunque, nel Governo Monti affinché torni sulla questione e compia una scelta di coscienza e di giustizia”. Il Vicepresidente ha poi assicurato che nei prossimi giorni sarà in Campania per incontrare i comitati civici e il Prof. Marfella per assicurare la sua vicinanza e aggiornare i cittadini sulle evoluzioni in sede europea. Intanto per domani è prevista la prima iniziativa di protesta alla quale prenderà parte, oltre i comitati civici e diversi esponenti del mondo scientifico, anche il responsabile regionale dell’organizzazione Prima Persona, fondata proprio da Pittella, Marco Esposito, assessore al Comune di Napoli. E sempre dalle sezioni di Napoli e Salerno dell’associazione Prima Persona viene annunciata una nuova iniziativa: “ Da martedì lanceremo una campagna stampa a cui già stanno aderendo diverse testate giornalistiche ed una raccolta firme per chiedere al Governo di fare dietrofront”, dichiara Alfonso Gentile responsabile cittadino dell’organizzazione. “ E’ un atto incomprensibile che non può essere accettato da chi vive in un territorio investito negli ultimi trent’anni da un disastro ambientale mai contrastato”, conclude Roberto Viscido, responsabile della sezione salernitana. A sostenere la creazione del registro si è, infine, mobilitato anche il volontariato campano “Stiamo invitando tutte le associazioni del territorio – spiega Giuseppe De Stefano Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli – a mobilitarsi per fare si che il Governo ritorni sulla propria scelta”.
Intanto oggi, davanti al “Pascale”, alle 13, ci sarà una catena umana a difesa del registro tumori. L’invito è rivolto a cittadini e medici, ma hanno già aderito diverse sigle di associazioni e movimenti.
Fonte: Sud24


.

sabato 15 settembre 2012

Otto settembre, tutti i numeri dell'incontro di Bari con Pino Aprile

Più di 250 partecipanti presenti, con un picco di oltre 550 utenti che in contemporanea hanno assistito all’evento in diretta streaming.

Circa 1200 sottoscrizioni online alla lettera aperta, più di 20 tra associazioni, movimenti e partiti meridionalisti aderenti, più di 4400 iscritti al gruppo facebook dedicato all’evento.

Dal 14 luglio, data di pubblicazione della lettera di appello, quasi 19.000 visitatori si sono collegati al blog nazionale del Partito del Sud, con 10.775 nuovi visitatori.
I 55 post pubblicati sull’argomento hanno avuto 11260 visualizzazioni.

Con questi numeri si è concluso quello che può essere definito senza ombra di dubbio, l’evento meridionalista dell’anno, l'incontro tra Pino Aprile e i firmatari dell'appello "Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei" e moderato dall’Assessore allo Sviluppo del comune di Napoli, Marco Esposito.

Particolarmente apprezzati gli interventi dello stesso Marco Esposito, di Lino Patruno, del Presidente Onorario e fondatore del Partito del Sud Antonio Ciano, dei leader dei movimenti promotori, dei giovani di Insieme per la Rinascita e del sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Con un messaggio Fiorella Mannoia, che non ha potuto essere presente a causa di un impegno precedente, ha incoraggiato i movimenti meridionalisti a proseguire su questa strada.

L’intervento finale di Pino Aprile si è concluso con un lungo e caloroso applauso. L'8 settembre è sicuramente l'inizio di un nuovo cammino per il meridionalismo...."verso nuovi e più ambiziosi traguardi"!
Leggi tutto »
Più di 250 partecipanti presenti, con un picco di oltre 550 utenti che in contemporanea hanno assistito all’evento in diretta streaming.

Circa 1200 sottoscrizioni online alla lettera aperta, più di 20 tra associazioni, movimenti e partiti meridionalisti aderenti, più di 4400 iscritti al gruppo facebook dedicato all’evento.

Dal 14 luglio, data di pubblicazione della lettera di appello, quasi 19.000 visitatori si sono collegati al blog nazionale del Partito del Sud, con 10.775 nuovi visitatori.
I 55 post pubblicati sull’argomento hanno avuto 11260 visualizzazioni.

Con questi numeri si è concluso quello che può essere definito senza ombra di dubbio, l’evento meridionalista dell’anno, l'incontro tra Pino Aprile e i firmatari dell'appello "Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei" e moderato dall’Assessore allo Sviluppo del comune di Napoli, Marco Esposito.

Particolarmente apprezzati gli interventi dello stesso Marco Esposito, di Lino Patruno, del Presidente Onorario e fondatore del Partito del Sud Antonio Ciano, dei leader dei movimenti promotori, dei giovani di Insieme per la Rinascita e del sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Con un messaggio Fiorella Mannoia, che non ha potuto essere presente a causa di un impegno precedente, ha incoraggiato i movimenti meridionalisti a proseguire su questa strada.

L’intervento finale di Pino Aprile si è concluso con un lungo e caloroso applauso. L'8 settembre è sicuramente l'inizio di un nuovo cammino per il meridionalismo...."verso nuovi e più ambiziosi traguardi"!

venerdì 14 settembre 2012

COMUNICATO CDN 14/09/2012


Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud, riunito il giorno 11/09/2012, acclarata la disponibilità a ritirare le dimissioni dallo stesso Consiglio presentate pubblicamente all'ultimo Congresso Nazionale di Napoli  coopta, in conformità all'Articolo 17) Titolo III) dello Statuto del Partito del Sud, il Presidente Onorario e fondatore del Partito Antonio Ciano all'interno del CDN con piene funzioni. Il CDN esprime la propria gioia e soddisfazione per la disponibilità ricevuta da Antonio Ciano, gioia che siamo certi sarà condivisa universalmente da tutti gli iscritti e simpatizzanti.
Il nuovo CDN affida a Enzo Riccio, Coord. nazionale Organizzativo PdSUD, e Rosanna Gadaleta (Presidente Commissione Internet & Comunicazione), il riordino immediato e l' ottimizzazione dei gruppi Fb e social network del Partito, ricordando l'applicazione di quanto già deliberato come da  comunicato del 18 luglio 2012: "invita gli amministratori d'ora in poi a bannare inesorabilmente e senza esitazione alcuna ogni tipo di insulto, mancanza di rispetto e serietà od altro in riferimento ad iscritti o meno del Partito nei gruppi pubblici facebook che devono essere utilizzati soprattutto per comunicazione con l'esterno e propaganda."


Il CDN
Balia, Ciano, Cuccurese, Cutolo, Riccio

Leggi tutto »

Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud, riunito il giorno 11/09/2012, acclarata la disponibilità a ritirare le dimissioni dallo stesso Consiglio presentate pubblicamente all'ultimo Congresso Nazionale di Napoli  coopta, in conformità all'Articolo 17) Titolo III) dello Statuto del Partito del Sud, il Presidente Onorario e fondatore del Partito Antonio Ciano all'interno del CDN con piene funzioni. Il CDN esprime la propria gioia e soddisfazione per la disponibilità ricevuta da Antonio Ciano, gioia che siamo certi sarà condivisa universalmente da tutti gli iscritti e simpatizzanti.
Il nuovo CDN affida a Enzo Riccio, Coord. nazionale Organizzativo PdSUD, e Rosanna Gadaleta (Presidente Commissione Internet & Comunicazione), il riordino immediato e l' ottimizzazione dei gruppi Fb e social network del Partito, ricordando l'applicazione di quanto già deliberato come da  comunicato del 18 luglio 2012: "invita gli amministratori d'ora in poi a bannare inesorabilmente e senza esitazione alcuna ogni tipo di insulto, mancanza di rispetto e serietà od altro in riferimento ad iscritti o meno del Partito nei gruppi pubblici facebook che devono essere utilizzati soprattutto per comunicazione con l'esterno e propaganda."


Il CDN
Balia, Ciano, Cuccurese, Cutolo, Riccio

giovedì 13 settembre 2012

Assegnato a Gigi Di Fiore per il libro "Controstoria della Liberazione" il Premio FiuggiStoria per la sezione saggistica

Il Partito del Sud si complimenta con Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del nostro Partito,  per il meritatissimo e prestigioso premio a conferma della sua sublime ed instancabile opera di divulgazione della verità storica .


Il Premio FiuggiStoria per la sezione saggistica è stato assegnato a "Controstoria della Liberazione" di Gigi Di Fiore, edito da Rizzoli. Per le altre sezioni, sono risultati vincitori Mario Avagliano con "Il partigiano Montezemolo" (sezione biografie) e Franco Forte con "Il segno dell'untore" (sezione romanzo storico). La cerimonia di consegna il 22 settembre prossimo nella sala consiliare del Comune di Fiuggi.

.
Leggi tutto »
Il Partito del Sud si complimenta con Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del nostro Partito,  per il meritatissimo e prestigioso premio a conferma della sua sublime ed instancabile opera di divulgazione della verità storica .


Il Premio FiuggiStoria per la sezione saggistica è stato assegnato a "Controstoria della Liberazione" di Gigi Di Fiore, edito da Rizzoli. Per le altre sezioni, sono risultati vincitori Mario Avagliano con "Il partigiano Montezemolo" (sezione biografie) e Franco Forte con "Il segno dell'untore" (sezione romanzo storico). La cerimonia di consegna il 22 settembre prossimo nella sala consiliare del Comune di Fiuggi.

.

Dopo Bari : tra entusiasti, delusi, critiche sincere, corvi e altro…


Riceviamo e postiamo con condivisione questo bell'articolo di Andrea Balia....

---------------------------------------------------------------------------------------------------




L’8 Settembre a Bari è stata, comunque la si veda, una data importante; per il Sud, i meridionali e i meridionalisti. Oseremmo dire uno spartiacque. L’occasione era la risposta di Pino Aprile ai movimenti e ai firmatari d’un appello che gli chiedeva di diventare il leader d’un movimento politico sintesi di varie espressioni meridionaliste : partiti, movimenti, associazioni e singole personalità e comuni cittadini. Tutti animati dall’esigenza d’avere una significativa rappresentatività politica per loro, per le loro organizzazioni, a difesa del Sud.
 Bisognava incontrarsi a Margherita di Savoia (Barletta) nella struttura balneare “Moby Dick” del proprietario Capacchione, anch’egli firmatario dell’appello. La cosa poi è virata sulla disponibilità del sindaco di Bari, Michele Emiliano, a concedere l’aula consiliare del comune capoluogo della Regione Puglia. La scelta ha avuto le sue ragioni : sito prestigioso e rappresentativo (quasi una prova di presenza ufficiale d’un Sud finalmente rappresentato politicamente), attenzione e visibilità mediatica decisamente superiore, la presenza assicurata di Michele Emiliano come politico importante e vicino al fervore meridionalista. E la cosa è andata proprio così : oltre 200 persone in sala e quelle più piccole attigue, giornalisti e Tv attenti a riprendere e intervistare Aprile, Emiliano, ecc…, collegamenti in Tv web streaming in diretta con picchi di circa 400 persone in collegamento per seguire l’evento.

 E allora? E allora Aprile , dopo una serie d’interventi di Marco Esposito, Ciano, Lino Patruno, dei leader dei 4 movimenti firmatari dell’appello, e di brevi altri interventi di altri singoli partecipanti, ha concluso col suo intervento finale : fonderà, molto a breve, un quotidiano politico del Sud, con un finanziatore + buona parte del ricavato dei suoi successi editoriali + azionariato popolare. Così intende dare il suo contributo per dare una voce politica e quotidiana (che oggi non c’è) al Sud, e dare voce al movimento politico che andrà a costruirsi. Emozione in sala da tagliare a fette, ovazione all’annuncio (tutti in piedi per almeno 5 minuti d’applausi).

 Questo, a grandi linee, il resoconto, ma come sempre c’è un dopo, con reazioni tra le più disparate tanto per non allontanarsi dal dna individualista italiano e in particolare meridionale. Chi è restato soddisfatto ed emozionato, chi è deluso, chi fa dei distinguo articolando sincere critiche, chi persegue il suo squallido lavoro di falco appollaiato (ma gli farà mai male il culo sempre piazzato sulle poltrone dietro ad un Pc?) con patetiche ironie espresse spesso anche sotto falsi nickname su social network come facebook (alla faccia del coraggio!), e così via….

 Noi crediamo che sia successo qualcosa d’importante per le seguenti ragioni :

 1) Il luogo era splendido e con una presenza significativa di partecipanti, una reception a verifica delle adesioni già preregistrate dei partecipanti, quindi un’organizzazione efficiente effettuata con la cortese disponibilità di signore iscritte al Partito del Sud; il collegamento streaming efficiente che ha dato a chi non è potuto esserci la possibilità di seguire in diretta i lavori;

2) La presenza, interessata e partecipe di Michele Emiliano, per tutte le oltre 3 ore dell’incontro, con un suo eccellente intervento, e la concreta possibilità ad esserci nella costruzione del movimento politico;

3) Un evento gestito con una presenza attenta, partecipe, e corretta di tutti, senza inutili polemiche e discorsi fumosi, cosa mai successa in tanti anni e tante riunioni;

4) Come ha detto Marco Esposito : “siamo partiti con un obiettivo e torniamo con 2 risultati”. Il movimento politico si costruirà (e già stiamo lavorando) e in più ci sarà una voce quotidiana nazionale che lo supporterà;

5) Il giornale – e qui mi perdonerà l’amico Mino Errico – ci servirà, eccome. Paragonarlo a “Il Sud” del compianto Roberto Maria Selvaggi è semplicistico : quello era un foglio settimanale di 2 pagine con 4 frontespizi (quando usciva, distribuito solo al Sud e in poche edicole). Lavoro meritorio, ci mancherebbe, ma che parlava solo di storia e piccolissimi accenni all’attualità, e in un momento storico diverso dove non c’era l’humus di oggi. Qui parliamo d’un quotidiano politico nazionale, distribuito ovunque, sul pezzo di giornata degli eventi politici che riguardano il nostro territorio con giornalisti del calibro di Aprile, Patruno, Esposito e altri, e a sostegno e cassa di risonanza d’un movimento politico nuovo per il Sud. In Italia ne esistono solo 6, più testate locali di proprietà non meridionali, che fanno cronaca di territorio (il ladro, la strada, ecc..) tipo “il Mattino” o “la Gazzetta del Mezzogiorno”. Scherziamo? Il paragone e il diverso peso d’utilità strumentale è improponibile;

6) Si dirà : ma l’appello ad Aprile non era di chiedergli di diventare il leader politico? Vero, ma il fare un giornale politico e a sostegno è il suo lavoro ed è un ruolo fortemente politico, se si ha una visione non così semplicistica e bottegaia! Poi c’è da dire che l’appello era volutamente provocatorio per stanare (in senso buono) Aprile. Lui da sempre è con noi tutti ma facendo solo lo scrittore. Si voleva un suo impegno con un ruolo. E se l’è preso, caricato, mettendoci anche un contributo economico, altro che “Aprile poi non era fesso”, come ho letto dal solito illuminato critico e rivoluzionario da tastiera!

7) Il movimento politico è già in costruzione, con la regia di coordinatore di Marco Esposito. Il buon Marco oltre ad essere al momento Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli (tra i più stimati, fattivi e illuminati) è persona di provata esperienza e risultati : giornalista economico di “la Repubblica”, “il Giornale” (quello di Montanelli), “il Mattino”, scrittore (col Vice Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella) del libro “Federalismo avvelenato” (sulle magagne del progetto federale della Lega Nord), ha molto merito e positivo coinvolgimento nelle regie dei successi e dell’avvento (in momenti diversi) dei vari Marco Rossi Doria, De Magistris, della partecipazione del Partito del Sud alle ultime amministrative, oltre che meridionalista di fede provata e dichiarata, ecc… quindi …

8) Nel costruendo movimento politico, oltre a noi, agli altri movimenti e associazioni che ci saranno, non è escluso e così improbabile l’avvento di altre personalità … ma per ora è meglio non vendere il gatto se non lo si ha ancora nel sacco… In conclusione diremmo che Bari è stato, senza ombra di smentita, l’evento più significativo, importante, e organizzato, e foriero d’ottime cose per il Sud a memoria d’uomo. Poi quelli dei numeri dopo l’estrazione, delle critiche a posteriori ma prima in un silenzio non partecipativo, dello stare comodamente alla finestra per poi pontificare, de “l’avevo detto io”, di “quando il popolo tutto avrà capito”, del tutto e subito, di “Roma o morte”, di “ma il signoraggio?”, di “ma non siete troppo a sinistra?”, “ma le cozze di Emiliano?”, e così via…davvero non sappiamo cosa farcene, cosa più rispondere, cosa mai si possa fare di buono con loro! Noi siamo della scuola “del fare”.
Quindi abbiamo nel conto la possibilità di poter sbagliare. Loro no, ma manco quella di poter produrre qualcosa di fattivo o credibile.

Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud .

-
Leggi tutto »

Riceviamo e postiamo con condivisione questo bell'articolo di Andrea Balia....

---------------------------------------------------------------------------------------------------




L’8 Settembre a Bari è stata, comunque la si veda, una data importante; per il Sud, i meridionali e i meridionalisti. Oseremmo dire uno spartiacque. L’occasione era la risposta di Pino Aprile ai movimenti e ai firmatari d’un appello che gli chiedeva di diventare il leader d’un movimento politico sintesi di varie espressioni meridionaliste : partiti, movimenti, associazioni e singole personalità e comuni cittadini. Tutti animati dall’esigenza d’avere una significativa rappresentatività politica per loro, per le loro organizzazioni, a difesa del Sud.
 Bisognava incontrarsi a Margherita di Savoia (Barletta) nella struttura balneare “Moby Dick” del proprietario Capacchione, anch’egli firmatario dell’appello. La cosa poi è virata sulla disponibilità del sindaco di Bari, Michele Emiliano, a concedere l’aula consiliare del comune capoluogo della Regione Puglia. La scelta ha avuto le sue ragioni : sito prestigioso e rappresentativo (quasi una prova di presenza ufficiale d’un Sud finalmente rappresentato politicamente), attenzione e visibilità mediatica decisamente superiore, la presenza assicurata di Michele Emiliano come politico importante e vicino al fervore meridionalista. E la cosa è andata proprio così : oltre 200 persone in sala e quelle più piccole attigue, giornalisti e Tv attenti a riprendere e intervistare Aprile, Emiliano, ecc…, collegamenti in Tv web streaming in diretta con picchi di circa 400 persone in collegamento per seguire l’evento.

 E allora? E allora Aprile , dopo una serie d’interventi di Marco Esposito, Ciano, Lino Patruno, dei leader dei 4 movimenti firmatari dell’appello, e di brevi altri interventi di altri singoli partecipanti, ha concluso col suo intervento finale : fonderà, molto a breve, un quotidiano politico del Sud, con un finanziatore + buona parte del ricavato dei suoi successi editoriali + azionariato popolare. Così intende dare il suo contributo per dare una voce politica e quotidiana (che oggi non c’è) al Sud, e dare voce al movimento politico che andrà a costruirsi. Emozione in sala da tagliare a fette, ovazione all’annuncio (tutti in piedi per almeno 5 minuti d’applausi).

 Questo, a grandi linee, il resoconto, ma come sempre c’è un dopo, con reazioni tra le più disparate tanto per non allontanarsi dal dna individualista italiano e in particolare meridionale. Chi è restato soddisfatto ed emozionato, chi è deluso, chi fa dei distinguo articolando sincere critiche, chi persegue il suo squallido lavoro di falco appollaiato (ma gli farà mai male il culo sempre piazzato sulle poltrone dietro ad un Pc?) con patetiche ironie espresse spesso anche sotto falsi nickname su social network come facebook (alla faccia del coraggio!), e così via….

 Noi crediamo che sia successo qualcosa d’importante per le seguenti ragioni :

 1) Il luogo era splendido e con una presenza significativa di partecipanti, una reception a verifica delle adesioni già preregistrate dei partecipanti, quindi un’organizzazione efficiente effettuata con la cortese disponibilità di signore iscritte al Partito del Sud; il collegamento streaming efficiente che ha dato a chi non è potuto esserci la possibilità di seguire in diretta i lavori;

2) La presenza, interessata e partecipe di Michele Emiliano, per tutte le oltre 3 ore dell’incontro, con un suo eccellente intervento, e la concreta possibilità ad esserci nella costruzione del movimento politico;

3) Un evento gestito con una presenza attenta, partecipe, e corretta di tutti, senza inutili polemiche e discorsi fumosi, cosa mai successa in tanti anni e tante riunioni;

4) Come ha detto Marco Esposito : “siamo partiti con un obiettivo e torniamo con 2 risultati”. Il movimento politico si costruirà (e già stiamo lavorando) e in più ci sarà una voce quotidiana nazionale che lo supporterà;

5) Il giornale – e qui mi perdonerà l’amico Mino Errico – ci servirà, eccome. Paragonarlo a “Il Sud” del compianto Roberto Maria Selvaggi è semplicistico : quello era un foglio settimanale di 2 pagine con 4 frontespizi (quando usciva, distribuito solo al Sud e in poche edicole). Lavoro meritorio, ci mancherebbe, ma che parlava solo di storia e piccolissimi accenni all’attualità, e in un momento storico diverso dove non c’era l’humus di oggi. Qui parliamo d’un quotidiano politico nazionale, distribuito ovunque, sul pezzo di giornata degli eventi politici che riguardano il nostro territorio con giornalisti del calibro di Aprile, Patruno, Esposito e altri, e a sostegno e cassa di risonanza d’un movimento politico nuovo per il Sud. In Italia ne esistono solo 6, più testate locali di proprietà non meridionali, che fanno cronaca di territorio (il ladro, la strada, ecc..) tipo “il Mattino” o “la Gazzetta del Mezzogiorno”. Scherziamo? Il paragone e il diverso peso d’utilità strumentale è improponibile;

6) Si dirà : ma l’appello ad Aprile non era di chiedergli di diventare il leader politico? Vero, ma il fare un giornale politico e a sostegno è il suo lavoro ed è un ruolo fortemente politico, se si ha una visione non così semplicistica e bottegaia! Poi c’è da dire che l’appello era volutamente provocatorio per stanare (in senso buono) Aprile. Lui da sempre è con noi tutti ma facendo solo lo scrittore. Si voleva un suo impegno con un ruolo. E se l’è preso, caricato, mettendoci anche un contributo economico, altro che “Aprile poi non era fesso”, come ho letto dal solito illuminato critico e rivoluzionario da tastiera!

7) Il movimento politico è già in costruzione, con la regia di coordinatore di Marco Esposito. Il buon Marco oltre ad essere al momento Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli (tra i più stimati, fattivi e illuminati) è persona di provata esperienza e risultati : giornalista economico di “la Repubblica”, “il Giornale” (quello di Montanelli), “il Mattino”, scrittore (col Vice Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella) del libro “Federalismo avvelenato” (sulle magagne del progetto federale della Lega Nord), ha molto merito e positivo coinvolgimento nelle regie dei successi e dell’avvento (in momenti diversi) dei vari Marco Rossi Doria, De Magistris, della partecipazione del Partito del Sud alle ultime amministrative, oltre che meridionalista di fede provata e dichiarata, ecc… quindi …

8) Nel costruendo movimento politico, oltre a noi, agli altri movimenti e associazioni che ci saranno, non è escluso e così improbabile l’avvento di altre personalità … ma per ora è meglio non vendere il gatto se non lo si ha ancora nel sacco… In conclusione diremmo che Bari è stato, senza ombra di smentita, l’evento più significativo, importante, e organizzato, e foriero d’ottime cose per il Sud a memoria d’uomo. Poi quelli dei numeri dopo l’estrazione, delle critiche a posteriori ma prima in un silenzio non partecipativo, dello stare comodamente alla finestra per poi pontificare, de “l’avevo detto io”, di “quando il popolo tutto avrà capito”, del tutto e subito, di “Roma o morte”, di “ma il signoraggio?”, di “ma non siete troppo a sinistra?”, “ma le cozze di Emiliano?”, e così via…davvero non sappiamo cosa farcene, cosa più rispondere, cosa mai si possa fare di buono con loro! Noi siamo della scuola “del fare”.
Quindi abbiamo nel conto la possibilità di poter sbagliare. Loro no, ma manco quella di poter produrre qualcosa di fattivo o credibile.

Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud .

-

mercoledì 12 settembre 2012

Antonio Ciano commenta la scelta di Pino Aprile

Di Antonio Ciano

Pino, è la strada maestra. Qualsiasi Partito o Movimento, senza un giornale, senza una voce, è morto. Il Sud è stato tramortito 151 anni fa,è stato massacrato. La prima operazione dei piemontesi fu quella di chiudere i giornali, e poi le scuole del Regno delle Due Sicilie.

Questo è il primo passo. Il più importante:l'informazione.
Dare voce al Sud, a tutti noi, è fondamentale. Attorno al giornale si formerà una coscienza collettiva, cancellataci dalla storia e dal potere politico. 

Al Nord hanno tutto: Partiti, Televisioni, giornali, settimanali,case editoriali,compagnie di Assicurazioni, gruppi industriali, Gruppi finanziari, commerciali ( al Sud imperano 19.000 centri commerciali, tra coop, Conad, Todis, Standa, Carrefour, Auchan, Vegè ecc ecc) che strozzano la produzione meridionale L'(Agricoltura,la pesca, l'artigianato,i prodotti industrial, non trovano mercato). Le banche sono tutte del Nord. Il Banco di Napoli è del San Paolo di Torino, il Banco di Roma e il Banco di Sicilia sono stati accorpati all'Unicredt di Milano. Quella che chiamano Economia italiana, lo sanno anche i bambini, è solo tosco-padana. Il Sud è solo una Colonia. Colonia di sfruttamento, diceva Gramsci. Dobbiamo risalire la china, quella che è stata interrotta 151 anni fa, e bisogna cominciare dalla Cultura, senza la quale il popolo meridionale rimarrà sempre ai margini della politica, diventando ascaro dei poteri forti e clientelari dei partiti, tutti del nord.


Al parlamento italiano, manca il Sud. I deputati presenti a Montecitorio hanno sempre coperto gli interessi padani, sempre servi dei poteri forti, siano essi di destra, di centro o di sinistra.Il razzismo anti meridionale, ormai tocca anche la sinistra. E' mancanza di Cultura.
Pino,noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie.A Sud di di esso nacque la prima civiltà occidentale.Pitagora,Archita,Timeo,Filolao,Ocello,Alesside,Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di architettura,di scultura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Platone e Numa.
Nelle nostre terre nacquero Cicerone,Cesare,Ottaviano e Mario,vincitore dei Cimbri. Nelle nostre terre si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri; il tutto modellò territori e città. Quando da noi c'erano templi e palazzi, in Padania c'erano palafitte e caproni, gli stessi che hanno amministrato la cosa pubblica recentemente. Non è cambiato niente, per certi versi. I Savoia hanno arrecato danni irreparabili al Sud; l'8 settembre del 1943 finì lo stupro da parte di una casta monarchica tra le più retrive del mondo, generatrice di governi dispotici, razzisti.

A Bari, il 9 settembre del 1943,cominciò la lotta di liberazione che ci condusse verso la Repubblica. Ce lo ha ricordato il sindaco Emiliano. L'8 settembre del 2012 è iniziato un nuovo cammino, verso l'aggregazione politica. Forse qualcuno non la capito; quel qualcuno specula. Quel qualcuno non vuole che le cose cambino. Forse sono rimasti inchiodati nella cultura imperante.

Noi vogliamo riprenderci le nostre banche, le nostre industrie, il turismo, l'acqua salata ( i porti, il petrolio,il gas) e l'acqua dolce, l'acciaio, l'alluminio, la bauxite, lo zolfo, l'agricoltura ( in Sicilia e in Puglia pagano la farina anche 10 centesimi al Kg, e l'uva anche meno.La pesca ormai è sotto tutela della CEE. In Italia c'è una evasione fiscale drammatica, dobbiamo debellarla. L'Ultima riforma fu fatta dai Borbone con i Catasti Onciari. Dobbiamo riprenderci l'autonomia comunale, attraverso la quale batteremo la burocrazia di stampo accentratore e piemontese. Vogliamo riprenderci l'economia meridionale che ci hanno rubato con la forza e con la politica. Ora basta. Dobbiamo riprenderci la Cultura, e un quotidiano del Sud segna l'inizio del percorso. Sia culturale che politico.

Vai Pino, avanti così. La tua presenza a Bari è stata provvidenziale, come quella del sindaco Emiliano, meridionale convinto. Potrebbe essere lui il nostro leader politico, ma con l'appoggio di tutti i meridionali e del quotidiano che stai fondando, E' solo una mia convinzione, come ero convinto del tuo ruolo di portavoce del Sud e delle sue istanze. Dopo la carta stampata, dopo il quotidiano del Sud dobbiamo riprenderci l'Etere. Non è possibile contrastare i partiti del Nord, hanno i bombardieri a disposizione: le televisioni.

Avanti tutta,Pino. E' il primo passo verso la libertà.


.
Leggi tutto »
Di Antonio Ciano

Pino, è la strada maestra. Qualsiasi Partito o Movimento, senza un giornale, senza una voce, è morto. Il Sud è stato tramortito 151 anni fa,è stato massacrato. La prima operazione dei piemontesi fu quella di chiudere i giornali, e poi le scuole del Regno delle Due Sicilie.

Questo è il primo passo. Il più importante:l'informazione.
Dare voce al Sud, a tutti noi, è fondamentale. Attorno al giornale si formerà una coscienza collettiva, cancellataci dalla storia e dal potere politico. 

Al Nord hanno tutto: Partiti, Televisioni, giornali, settimanali,case editoriali,compagnie di Assicurazioni, gruppi industriali, Gruppi finanziari, commerciali ( al Sud imperano 19.000 centri commerciali, tra coop, Conad, Todis, Standa, Carrefour, Auchan, Vegè ecc ecc) che strozzano la produzione meridionale L'(Agricoltura,la pesca, l'artigianato,i prodotti industrial, non trovano mercato). Le banche sono tutte del Nord. Il Banco di Napoli è del San Paolo di Torino, il Banco di Roma e il Banco di Sicilia sono stati accorpati all'Unicredt di Milano. Quella che chiamano Economia italiana, lo sanno anche i bambini, è solo tosco-padana. Il Sud è solo una Colonia. Colonia di sfruttamento, diceva Gramsci. Dobbiamo risalire la china, quella che è stata interrotta 151 anni fa, e bisogna cominciare dalla Cultura, senza la quale il popolo meridionale rimarrà sempre ai margini della politica, diventando ascaro dei poteri forti e clientelari dei partiti, tutti del nord.


Al parlamento italiano, manca il Sud. I deputati presenti a Montecitorio hanno sempre coperto gli interessi padani, sempre servi dei poteri forti, siano essi di destra, di centro o di sinistra.Il razzismo anti meridionale, ormai tocca anche la sinistra. E' mancanza di Cultura.
Pino,noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie.A Sud di di esso nacque la prima civiltà occidentale.Pitagora,Archita,Timeo,Filolao,Ocello,Alesside,Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di architettura,di scultura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Platone e Numa.
Nelle nostre terre nacquero Cicerone,Cesare,Ottaviano e Mario,vincitore dei Cimbri. Nelle nostre terre si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri; il tutto modellò territori e città. Quando da noi c'erano templi e palazzi, in Padania c'erano palafitte e caproni, gli stessi che hanno amministrato la cosa pubblica recentemente. Non è cambiato niente, per certi versi. I Savoia hanno arrecato danni irreparabili al Sud; l'8 settembre del 1943 finì lo stupro da parte di una casta monarchica tra le più retrive del mondo, generatrice di governi dispotici, razzisti.

A Bari, il 9 settembre del 1943,cominciò la lotta di liberazione che ci condusse verso la Repubblica. Ce lo ha ricordato il sindaco Emiliano. L'8 settembre del 2012 è iniziato un nuovo cammino, verso l'aggregazione politica. Forse qualcuno non la capito; quel qualcuno specula. Quel qualcuno non vuole che le cose cambino. Forse sono rimasti inchiodati nella cultura imperante.

Noi vogliamo riprenderci le nostre banche, le nostre industrie, il turismo, l'acqua salata ( i porti, il petrolio,il gas) e l'acqua dolce, l'acciaio, l'alluminio, la bauxite, lo zolfo, l'agricoltura ( in Sicilia e in Puglia pagano la farina anche 10 centesimi al Kg, e l'uva anche meno.La pesca ormai è sotto tutela della CEE. In Italia c'è una evasione fiscale drammatica, dobbiamo debellarla. L'Ultima riforma fu fatta dai Borbone con i Catasti Onciari. Dobbiamo riprenderci l'autonomia comunale, attraverso la quale batteremo la burocrazia di stampo accentratore e piemontese. Vogliamo riprenderci l'economia meridionale che ci hanno rubato con la forza e con la politica. Ora basta. Dobbiamo riprenderci la Cultura, e un quotidiano del Sud segna l'inizio del percorso. Sia culturale che politico.

Vai Pino, avanti così. La tua presenza a Bari è stata provvidenziale, come quella del sindaco Emiliano, meridionale convinto. Potrebbe essere lui il nostro leader politico, ma con l'appoggio di tutti i meridionali e del quotidiano che stai fondando, E' solo una mia convinzione, come ero convinto del tuo ruolo di portavoce del Sud e delle sue istanze. Dopo la carta stampata, dopo il quotidiano del Sud dobbiamo riprenderci l'Etere. Non è possibile contrastare i partiti del Nord, hanno i bombardieri a disposizione: le televisioni.

Avanti tutta,Pino. E' il primo passo verso la libertà.


.

martedì 11 settembre 2012

Il professor Gulì interviene alla convention di Bari con Pino Aprile

http://www.youtube.com/watch?v=TY7yQwYCbhE&feature=player_embedded


Il coordinatore del legittimo Parlamento delle Due Sicilie - Parlamento del Sud® , Professor Vincenzo Gulì in un magistrale intervento a Bari durante la convention di Pino Aprile con i firmatari dell'appello che gli offrivano la leadership del movimento politico meridionalista.


.
Leggi tutto »
http://www.youtube.com/watch?v=TY7yQwYCbhE&feature=player_embedded


Il coordinatore del legittimo Parlamento delle Due Sicilie - Parlamento del Sud® , Professor Vincenzo Gulì in un magistrale intervento a Bari durante la convention di Pino Aprile con i firmatari dell'appello che gli offrivano la leadership del movimento politico meridionalista.


.

Bari.Antonio Ciano chiede a Pino Aprile di essere portavoce del nuovo Partito.

https://www.youtube.com/watch?v=5ROwoWGptjI&feature=youtu.be Antonio Ciano ha chiesto a Pino Aprile di essere il Portavoce del Sud, del nascente nuovo partito. Una aggregazione di associazioni e movimenti meridionali. Pino ha ascoltato e ha sentito il grido di dolore dei meridionali. Sta nascendo un quotidiano del Sud, che trascinerà i Meridionali a riprendersi il territorio colonizzato dai piemontesi prima ,dai fascisti dopo e dai partiti di destra e di sinistra oggi. Pino sarà il portavoce del Sud.Finalmente avremo una voce di libertà e di riscatto. L'editoria è controllata interamente dal Nord. La politica della nuova aggregazione politica, federalista, sconvolgerà quella nazionale accentratrice e rovinosa. Tutto il mondo occidentale è soverchiato dal debito pubblico. Con una riforma fiscale seria, come quella dei catasti onciari, si supererebbe tale debito e si darebbe luogo a investimenti pubblici verso direzioni di equità sociale. Riprenderci le ricchezze territoriali del Sud: il Petrolio, i Porti commerciali, l'acqua dolce e l'acqua salata, il turismo, l'agricoltura, il commercio interamente nelle mani dei supermercati del nord. Nel Sud ben 18.900 centri commerciali strozzano la produzione agricola, artigianale e industriale del Sud.Dobbiamo riprenderci l'editoria e l'Etere, oggi nelle mani del Nord. Dobbiamo riprenderci le compagnie di assicurazione, quelle telefoniche, quelle turistiche per organizzare una filiera micidiale e mondiale. Aree archeologiche come quelle di Roma, Selinunte, Agrigento, quelle campane,i nostri musei, le nostre fortezze abbandonate,i nostri beni demaniali, le nostre caserme da rivalutare e farle gestire da cooperative di giovani. Il Porto commerciale di Gaeta regala allo Stato 500 milioni di euro all'anno, senza le accise. Questi soldi prendono la direzione del Nord, Genova, La spezia, Livorno,Civitavecchia diventato il più grande porto del Mediterraneo, quello di Napoli,. Gioia Tauro, Palermo, Mazara del Vallo, Taranto,Brindisi, Ancona, Venezia, Trieste devono amministrare le dogane portuali.Dobbiamo riprenderci soprattutto le banche,oggi nelle mani del capitale speculativo del Nord. Anche il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia sono state colonizzate. Appartengono al San Paolo Imi di Torino e all'Unicredit di Milano. .
Leggi tutto »
https://www.youtube.com/watch?v=5ROwoWGptjI&feature=youtu.be Antonio Ciano ha chiesto a Pino Aprile di essere il Portavoce del Sud, del nascente nuovo partito. Una aggregazione di associazioni e movimenti meridionali. Pino ha ascoltato e ha sentito il grido di dolore dei meridionali. Sta nascendo un quotidiano del Sud, che trascinerà i Meridionali a riprendersi il territorio colonizzato dai piemontesi prima ,dai fascisti dopo e dai partiti di destra e di sinistra oggi. Pino sarà il portavoce del Sud.Finalmente avremo una voce di libertà e di riscatto. L'editoria è controllata interamente dal Nord. La politica della nuova aggregazione politica, federalista, sconvolgerà quella nazionale accentratrice e rovinosa. Tutto il mondo occidentale è soverchiato dal debito pubblico. Con una riforma fiscale seria, come quella dei catasti onciari, si supererebbe tale debito e si darebbe luogo a investimenti pubblici verso direzioni di equità sociale. Riprenderci le ricchezze territoriali del Sud: il Petrolio, i Porti commerciali, l'acqua dolce e l'acqua salata, il turismo, l'agricoltura, il commercio interamente nelle mani dei supermercati del nord. Nel Sud ben 18.900 centri commerciali strozzano la produzione agricola, artigianale e industriale del Sud.Dobbiamo riprenderci l'editoria e l'Etere, oggi nelle mani del Nord. Dobbiamo riprenderci le compagnie di assicurazione, quelle telefoniche, quelle turistiche per organizzare una filiera micidiale e mondiale. Aree archeologiche come quelle di Roma, Selinunte, Agrigento, quelle campane,i nostri musei, le nostre fortezze abbandonate,i nostri beni demaniali, le nostre caserme da rivalutare e farle gestire da cooperative di giovani. Il Porto commerciale di Gaeta regala allo Stato 500 milioni di euro all'anno, senza le accise. Questi soldi prendono la direzione del Nord, Genova, La spezia, Livorno,Civitavecchia diventato il più grande porto del Mediterraneo, quello di Napoli,. Gioia Tauro, Palermo, Mazara del Vallo, Taranto,Brindisi, Ancona, Venezia, Trieste devono amministrare le dogane portuali.Dobbiamo riprenderci soprattutto le banche,oggi nelle mani del capitale speculativo del Nord. Anche il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia sono state colonizzate. Appartengono al San Paolo Imi di Torino e all'Unicredit di Milano. .

lunedì 10 settembre 2012

Messaggio di Antonio Ciano sull'incontro di Bari.

Pino ha detto chiaro che un partito politico, senza un giornale, è zero. 
Pino è uno dei migliori giornalisti d'Italia e sta creando una redazione d'eccellenza per dare al Sud e un quotidiano che sostenga fortemente la nuova aggregazione politica.
Il quotidiano del Sud sarà i "portavoce " delle istanze territoriali dei meridionali. 
Ascoltate bene il discorso di Pino, molto intelligente e sottile. 

Se Pino fosse diventato segretario di questa nuova aggregazione politica lo avrebbero massacrato politicamente. Qualcuno ha pensato male. La politica si fa con intelligenza. Il sud c'è, stava a Bari. 


Chi non c'era vuole altro, che non ci appartiene. Non ho visto Miccichè, non ho visto la Poli Bortone, non ho visto Scotti e Iannaccone, non ho visto altri che si dicono meridionalisti. I tempi sono maturi. Non lo sono per frange marxiste e fasciste che occupano spazi non loro. 


Forse qualcuno ha inteso il Meridionalismo come Sudismo, cose peggio del leghismo. Non finiremo sotto le fauci del PD, nè del PDL, nè dell'Udc, nè tantomeno nelle fauci marxiste e fasciste. Il nostro nemico è il Risorgimento piemontese. Il risorgimento piemontese è appoggiato da tutte le forze politiche che stanno nel parlamento di Roma, che in un modo o nell'altro hanno appoggiato le tesi della Lecca Nord, vero cancro della politica italiana. 





Se qualcuno è malato di fasicistite e vede comunisti dappertutto son fatti suoi. Emiliano è un signor sindaco, Meridionalista vero, e sa che il potere economico sta tutto a Nord. Potere economico creato da Cavour, Giolitti e Mussolini, e poi dalla DC, dal PSI e dal Pci. 


I tempi sono maturi cari compatrioti. Bisogna avere coraggio e non nascondersi dietro le ipocrisie


I nostri figli sono stanchi di emigrare. Io ormai sono in pensione e mi son dato all'agricoltura. Coltivo 15 mila mq di terreno in quel di Gaeta. Contadino e Brigante. Sto scrivendo un altro libro, lo faccio durante le pause e di sera. Vado a letto stanco morto di fatica.


Mentre noi stiamo a giocare con FB, i partiti del nord si organizzano e sguazzano tra di noi. Noi abbiamo la più alta percentuale di morti per cancro e leucemie d'Italia, nel golfo di Gaeta. La centrale nucleare del Garigliano ci sta massacrando. Questa percentuale sta pervadendo l'antica terra di Lavoro. A Taranto ci stanno eguagliando, e così a Gela. Tutto questo mentre il Nord padano ci rende sempre più schavi, più colonizzati. 





Se qualcuno dice che i tempi sono acerbi, si sbaglia. Qui, o facciamo il Sud o si muore. 








Se per qualcuno il nemico è Emiliano,ve lo dico chiaro, questo qualcuno è anche il mio nemico. Se qualcuno critica De Magistris perchè da sempre contro Camorra e massoneria, ma non meridionalista convinto, sono fatti suoi, significa che vorrebbe Napoli amministrata da Bassolino o da Lettieri. Io preferisco De Magistris, che con grande coraggio ha messo in un angolo PD, PDL e UDC. 





Per capire dovreste governare la cosa pubblica, stare nelle istituzioni. La macchina burocratica liberal massonica è stata fatta per mettere all'angolo chi la pensa diversamente. Abbiamo bisogno di autonomia nei comuni, abolire regioni e province, prefetture e enti inutili. Per rirprenderci il Sud,le sue ricchezze , quelle del territorio, e soprattutto per riprenderci la nostra dignità.





Antonio Ciano














.








.
Leggi tutto »
Pino ha detto chiaro che un partito politico, senza un giornale, è zero. 
Pino è uno dei migliori giornalisti d'Italia e sta creando una redazione d'eccellenza per dare al Sud e un quotidiano che sostenga fortemente la nuova aggregazione politica.
Il quotidiano del Sud sarà i "portavoce " delle istanze territoriali dei meridionali. 
Ascoltate bene il discorso di Pino, molto intelligente e sottile. 

Se Pino fosse diventato segretario di questa nuova aggregazione politica lo avrebbero massacrato politicamente. Qualcuno ha pensato male. La politica si fa con intelligenza. Il sud c'è, stava a Bari. 


Chi non c'era vuole altro, che non ci appartiene. Non ho visto Miccichè, non ho visto la Poli Bortone, non ho visto Scotti e Iannaccone, non ho visto altri che si dicono meridionalisti. I tempi sono maturi. Non lo sono per frange marxiste e fasciste che occupano spazi non loro. 


Forse qualcuno ha inteso il Meridionalismo come Sudismo, cose peggio del leghismo. Non finiremo sotto le fauci del PD, nè del PDL, nè dell'Udc, nè tantomeno nelle fauci marxiste e fasciste. Il nostro nemico è il Risorgimento piemontese. Il risorgimento piemontese è appoggiato da tutte le forze politiche che stanno nel parlamento di Roma, che in un modo o nell'altro hanno appoggiato le tesi della Lecca Nord, vero cancro della politica italiana. 





Se qualcuno è malato di fasicistite e vede comunisti dappertutto son fatti suoi. Emiliano è un signor sindaco, Meridionalista vero, e sa che il potere economico sta tutto a Nord. Potere economico creato da Cavour, Giolitti e Mussolini, e poi dalla DC, dal PSI e dal Pci. 


I tempi sono maturi cari compatrioti. Bisogna avere coraggio e non nascondersi dietro le ipocrisie


I nostri figli sono stanchi di emigrare. Io ormai sono in pensione e mi son dato all'agricoltura. Coltivo 15 mila mq di terreno in quel di Gaeta. Contadino e Brigante. Sto scrivendo un altro libro, lo faccio durante le pause e di sera. Vado a letto stanco morto di fatica.


Mentre noi stiamo a giocare con FB, i partiti del nord si organizzano e sguazzano tra di noi. Noi abbiamo la più alta percentuale di morti per cancro e leucemie d'Italia, nel golfo di Gaeta. La centrale nucleare del Garigliano ci sta massacrando. Questa percentuale sta pervadendo l'antica terra di Lavoro. A Taranto ci stanno eguagliando, e così a Gela. Tutto questo mentre il Nord padano ci rende sempre più schavi, più colonizzati. 





Se qualcuno dice che i tempi sono acerbi, si sbaglia. Qui, o facciamo il Sud o si muore. 








Se per qualcuno il nemico è Emiliano,ve lo dico chiaro, questo qualcuno è anche il mio nemico. Se qualcuno critica De Magistris perchè da sempre contro Camorra e massoneria, ma non meridionalista convinto, sono fatti suoi, significa che vorrebbe Napoli amministrata da Bassolino o da Lettieri. Io preferisco De Magistris, che con grande coraggio ha messo in un angolo PD, PDL e UDC. 





Per capire dovreste governare la cosa pubblica, stare nelle istituzioni. La macchina burocratica liberal massonica è stata fatta per mettere all'angolo chi la pensa diversamente. Abbiamo bisogno di autonomia nei comuni, abolire regioni e province, prefetture e enti inutili. Per rirprenderci il Sud,le sue ricchezze , quelle del territorio, e soprattutto per riprenderci la nostra dignità.





Antonio Ciano














.








.

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India