martedì 5 luglio 2022

VERSO L’UNIONE POPOLARE

 Siamo milioni in Italia a ripudiare la guerra e l’Italia in guerra.

Condanniamo l’aggressione del Governo russo all’Ucraina, come ogni intervento militare delle grandi potenze e della NATO, perché le guerre causano sempre distruzione, colpendo in primis la popolazione civile e portando morte, sofferenza e odio tra i popoli.
Siamo contrari alla decisione del governo e della maggioranza del Parlamento di condurre l’Italia in guerra, ribaltando, attraverso l’invio di armi, l’articolo 11 della Costituzione e aprendo così al rischio di una Terza Guerra Mondiale.
Rifiutiamo un’economia di guerra che porta a un aumento dei prezzi, che rende ancora più ingiusta la nostra società, favorendo la speculazione e gli affari di pochi contro i molti.
Riteniamo fondamentale che il nostro Paese agisca concretamente per un immediato cessate il fuoco, veri negoziati, un ruolo centrale della diplomazia e una Conferenza di Pace, unica via.
La guerra e la sua economia approfondiscono la devastazione del pianeta e impediscono che si cooperi per la soluzione dei problemi comuni. Spetta a noi schierarsi nettamente a favore dell'ambiente, opponendoci al ritorno al fossile, costruendo una vera transizione ecologica e una reale lotta al riscaldamento climatico, non più rinviabile.
Ci schieriamo contro la violenza sulle donne, il razzismo, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, l’aumento delle spese militari, le mafie, la corruzione e l’autonomia differenziata, che distrugge il sistema pubblico e penalizza in primo luogo il mezzogiorno.
Milioni di persone in tutto il mondo sono assetate di giustizia sociale e ambientale e si stanno mobilitando, ottenendo importanti vittorie.
Tocca anche a noi in Italia.
È tempo di costruire un modello di sviluppo in ferma contrapposizione alle ricette neoliberiste, ai processi di privatizzazione, e al potere economico e politico dominante, che da tempo ignora l’interesse collettivo e l’importanza dei beni comuni, e con un apparato di potere politico-economico-mediatico che comanda nell’interesse di pochi.
Il 9 luglio a Roma vogliamo cominciare a percorrere questo cammino. A mobilitarci nella società, nel mondo della cultura e anche nel sistema politico – oggi blindato dal Governo Draghi e dalla maggioranza trasversale che lo sostiene.
Incontriamoci, discutiamo, costruiamo con chi soffre, si indigna, lotta. Con chi viene escluso da questo sistema. Con chi ha idee, creatività, competenze, e non si arrende.
Non è vero che “tanto non cambierà mai nulla”. Siamo noi che, congiuntamente, possiamo unire, costruire e cambiare. E noi le faremo cambiare nel senso della partecipazione, della democrazia, della solidarietà.
Insieme ce la possiamo fare!



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 Siamo milioni in Italia a ripudiare la guerra e l’Italia in guerra.

Condanniamo l’aggressione del Governo russo all’Ucraina, come ogni intervento militare delle grandi potenze e della NATO, perché le guerre causano sempre distruzione, colpendo in primis la popolazione civile e portando morte, sofferenza e odio tra i popoli.
Siamo contrari alla decisione del governo e della maggioranza del Parlamento di condurre l’Italia in guerra, ribaltando, attraverso l’invio di armi, l’articolo 11 della Costituzione e aprendo così al rischio di una Terza Guerra Mondiale.
Rifiutiamo un’economia di guerra che porta a un aumento dei prezzi, che rende ancora più ingiusta la nostra società, favorendo la speculazione e gli affari di pochi contro i molti.
Riteniamo fondamentale che il nostro Paese agisca concretamente per un immediato cessate il fuoco, veri negoziati, un ruolo centrale della diplomazia e una Conferenza di Pace, unica via.
La guerra e la sua economia approfondiscono la devastazione del pianeta e impediscono che si cooperi per la soluzione dei problemi comuni. Spetta a noi schierarsi nettamente a favore dell'ambiente, opponendoci al ritorno al fossile, costruendo una vera transizione ecologica e una reale lotta al riscaldamento climatico, non più rinviabile.
Ci schieriamo contro la violenza sulle donne, il razzismo, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, l’aumento delle spese militari, le mafie, la corruzione e l’autonomia differenziata, che distrugge il sistema pubblico e penalizza in primo luogo il mezzogiorno.
Milioni di persone in tutto il mondo sono assetate di giustizia sociale e ambientale e si stanno mobilitando, ottenendo importanti vittorie.
Tocca anche a noi in Italia.
È tempo di costruire un modello di sviluppo in ferma contrapposizione alle ricette neoliberiste, ai processi di privatizzazione, e al potere economico e politico dominante, che da tempo ignora l’interesse collettivo e l’importanza dei beni comuni, e con un apparato di potere politico-economico-mediatico che comanda nell’interesse di pochi.
Il 9 luglio a Roma vogliamo cominciare a percorrere questo cammino. A mobilitarci nella società, nel mondo della cultura e anche nel sistema politico – oggi blindato dal Governo Draghi e dalla maggioranza trasversale che lo sostiene.
Incontriamoci, discutiamo, costruiamo con chi soffre, si indigna, lotta. Con chi viene escluso da questo sistema. Con chi ha idee, creatività, competenze, e non si arrende.
Non è vero che “tanto non cambierà mai nulla”. Siamo noi che, congiuntamente, possiamo unire, costruire e cambiare. E noi le faremo cambiare nel senso della partecipazione, della democrazia, della solidarietà.
Insieme ce la possiamo fare!



giovedì 6 luglio 2017

Il Partito del Sud presente all'incontro pubblico a Roma "Dopo il Brancaccio vediamoci il 10 luglio a Roma"


Una delegazione romana del Partito del Sud sarà presente all'incontro pubblico del 10 luglio a Roma, a partire dalle 17 a Via della Lungara 19, alla Casa Internazionale delle donne.

L'incontro prosegue il cammino avviato con l'assemblea pubblica al teatro Brancaccio il  18 giugno, per un'alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza.

Abbiamo chiesto di intervenire per ribadire l'importanza della tematica meridionalista come punto fondamentale di questa nuova aggregazione politica di sinistra, sia per l'attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione sia per la lotta contro le disuguaglianze e le ingiustizie, di cui la irrisolta (ed anzi aggravata negli ultimi 25-30 anni...) "questione meridionale" è una delle principali.

Non c'e' vera sinistra che combatte le disuguaglianze senza un'attenzione prioritaria al Sud, come dissero già in passato alcuni meridionalisti storici come Gramsci, Salvemini e soprattutto Dorso: "No il Mezzogiorno non ha bisogno di carità ma di giustizia!".


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


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Una delegazione romana del Partito del Sud sarà presente all'incontro pubblico del 10 luglio a Roma, a partire dalle 17 a Via della Lungara 19, alla Casa Internazionale delle donne.

L'incontro prosegue il cammino avviato con l'assemblea pubblica al teatro Brancaccio il  18 giugno, per un'alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza.

Abbiamo chiesto di intervenire per ribadire l'importanza della tematica meridionalista come punto fondamentale di questa nuova aggregazione politica di sinistra, sia per l'attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione sia per la lotta contro le disuguaglianze e le ingiustizie, di cui la irrisolta (ed anzi aggravata negli ultimi 25-30 anni...) "questione meridionale" è una delle principali.

Non c'e' vera sinistra che combatte le disuguaglianze senza un'attenzione prioritaria al Sud, come dissero già in passato alcuni meridionalisti storici come Gramsci, Salvemini e soprattutto Dorso: "No il Mezzogiorno non ha bisogno di carità ma di giustizia!".


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


martedì 16 ottobre 2012

VADEMECUM INFORMATIVO ASSEMBLEA FONDATIVA DI NAPOLI DEL 24 NOVEMBRE 2012


Invitiamo a registrarsi compilando in ogni sua parte il modulo che troverete al seguente link: 

http://www.assembleafondativa.tk/. 






 Il modulo va compilato con i dati personali comprensivi del Codice Fiscale, indicando la modalità di partecipazione.
( di persona, per delega, via web) . 

Bisogna indicare nel menù a tendina il movimento di appartenenza.
( gli iscritti al nostro Partito indicheranno Partito del Sud). 

Nel modulo si potrà proporre ( facoltativo) nell'apposito spazio un nome per il Movimento e, sempre nel successivo relativo spazio ( facoltativo), eventuale emendamento alla "Carta dei principi" e/o allo Statuto da proporre all'assemblea per il voto. 

Nel caso si decida successivamente alla registrazione di proporre nome/emendamento, non si dovrà fare nient'altro che ricompilare in ogni sua parte il modulo completandolo con i riferimenti necessari.

Ricordiamo il link alle regole dell'Assemblea, alla Carta dei principi e allo Statuto :http://partitodelsud.blogspot.it/2012/10/dopo-bari-napoli-assemblea-fondativa.html




Iscriversi e partecipare all’Assemblea fondativa del movimento politico meridionalista del 24 novembre p.v. a Napoli consentirà a te di prendere aperte ai lavori fornendo il tuo prezioso contributo e agli organizzatori di poter garantire il corretto svolgimento dell’evento (trasparenza delle azioni, massimizzando l’obiettivo finale). 



I criteri generali per partecipare con diritto di voto all'Assemblea sono i seguenti:

1. Di personaLa registrazione deve avvenire entro 48 ore dall'inizio dell'Assemblea. Chi partecipa di persona può raccogliere una delega, da comunicare entro i medesimi termini previsti per la registrazione.

2. Per delega. Tale opzione è limitata ai firmatari entro l'8 settembre 2012 dell'appello a Pino Aprile e ai partecipanti registrati all'incontro dell'8 settembre 2012 a Bari. 
La delega va presentata per la registrazione entro 48 ore dall'inizio dell'assemblea. Nessuno può raccogliere più di una delega.

3. Via web. In tale caso la registrazione deve avvenire entro le ore 13 del 5 novembre 2012, indicando nome cognome codice fiscale recapito email e recapito telefonico. 
I richiedenti saranno contattati per una verifica dell'identità e dovranno inviare via fax un documento entro le 13 del 14 novembre. 
Entro 48 ore dall'inizio dell'assemblea i richiedenti riceveranno la conferma dell'iscrizione con le modalità tecniche per la partecipazione al dibattito e alle votazioni.

Sarà possibile partecipare all'assemblea con una semplice registrazione all'ingresso, ma non si avrà diritto di voto. 

Per registrarsi occorre, dunque, recarsi all’indirizzo www.assembleafondativa.tk aperto a chiunque voglia contribuire alla nascita del movimento e pensato per una agevole compilazione.
Attraverso di esso si potrà:

1. fornire dati anagrafici di base
2. segnalare la modalità di partecipazione prescelta (personalmente, per delega, via web)
3. fornire il nome del proprio eventuale delegato
4. suggerire nomi per il movimento
5. candidarsi al coordinamento provvisorio
6. segnalare propri emendamenti 

Al contempo è stata predisposta una piattaforma partecipativa online (iscrizione esclusivamente su invito per coloro i quali avranno rispettato termini e modalità di registrazione su www.assembleafondativa.tk). 
All’indirizzo www.sudtrezero.it i registrati troveranno uno strumento da usare per poter suggerire e dibattere i temi dell’assemblea, prima, durante e dopo la conclusione dei lavori. Al giorno d’oggi (97% dei giovani meridionali frequenta social network) e con l’enorme popolazione meridionale sparsa per il mondo era necessario garantire la massima capacità partecipativa via web. Alla piattaforma verranno invitati a registrarsi tutti gli iscritti all’assemblea e i sostenitori del nascente movimento. Il giorno dell’assemblea, i partecipanti via web avranno uno spazio di interazione tra loro e con i lavori dell’assemblea. 
La piattaforma si utilizza come un banale social network in stile FB, con condivisione di stato, idee, video, foto, articoli ecc. insomma partecipare ai lavori dell’assemblea seguendo i post, lo streaming o proponendo propri suggerimenti. Prima e durante i lavori dell’assemblea sarà possibile, cliccando sulle voci di menù visibili in alto:

1. PROPONI NOMI: Proporre nomi per il nascente movimento oltre a idee e progetti
2. PROPONI EMENDAMENTI: Proporre emendamenti alla carta e/o allo statuto
3. CANDIDATI: Candidarsi di persona al coordinamento provvisorio del movimento
4. VOTA: Votare proposte e altri elementi che il comitato organizzatore metterà ai voti
5. Intervieni in diretta: interagire via chat con l’assemblea
6. SOSTIENICI: Donare fondi al nascente movimento
7. Altre numerose e utili funzioni di un social network esclusivamente dedicato a far nascere il movimento.


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Invitiamo a registrarsi compilando in ogni sua parte il modulo che troverete al seguente link: 

http://www.assembleafondativa.tk/. 






 Il modulo va compilato con i dati personali comprensivi del Codice Fiscale, indicando la modalità di partecipazione.
( di persona, per delega, via web) . 

Bisogna indicare nel menù a tendina il movimento di appartenenza.
( gli iscritti al nostro Partito indicheranno Partito del Sud). 

Nel modulo si potrà proporre ( facoltativo) nell'apposito spazio un nome per il Movimento e, sempre nel successivo relativo spazio ( facoltativo), eventuale emendamento alla "Carta dei principi" e/o allo Statuto da proporre all'assemblea per il voto. 

Nel caso si decida successivamente alla registrazione di proporre nome/emendamento, non si dovrà fare nient'altro che ricompilare in ogni sua parte il modulo completandolo con i riferimenti necessari.

Ricordiamo il link alle regole dell'Assemblea, alla Carta dei principi e allo Statuto :http://partitodelsud.blogspot.it/2012/10/dopo-bari-napoli-assemblea-fondativa.html




Iscriversi e partecipare all’Assemblea fondativa del movimento politico meridionalista del 24 novembre p.v. a Napoli consentirà a te di prendere aperte ai lavori fornendo il tuo prezioso contributo e agli organizzatori di poter garantire il corretto svolgimento dell’evento (trasparenza delle azioni, massimizzando l’obiettivo finale). 



I criteri generali per partecipare con diritto di voto all'Assemblea sono i seguenti:

1. Di personaLa registrazione deve avvenire entro 48 ore dall'inizio dell'Assemblea. Chi partecipa di persona può raccogliere una delega, da comunicare entro i medesimi termini previsti per la registrazione.

2. Per delega. Tale opzione è limitata ai firmatari entro l'8 settembre 2012 dell'appello a Pino Aprile e ai partecipanti registrati all'incontro dell'8 settembre 2012 a Bari. 
La delega va presentata per la registrazione entro 48 ore dall'inizio dell'assemblea. Nessuno può raccogliere più di una delega.

3. Via web. In tale caso la registrazione deve avvenire entro le ore 13 del 5 novembre 2012, indicando nome cognome codice fiscale recapito email e recapito telefonico. 
I richiedenti saranno contattati per una verifica dell'identità e dovranno inviare via fax un documento entro le 13 del 14 novembre. 
Entro 48 ore dall'inizio dell'assemblea i richiedenti riceveranno la conferma dell'iscrizione con le modalità tecniche per la partecipazione al dibattito e alle votazioni.

Sarà possibile partecipare all'assemblea con una semplice registrazione all'ingresso, ma non si avrà diritto di voto. 

Per registrarsi occorre, dunque, recarsi all’indirizzo www.assembleafondativa.tk aperto a chiunque voglia contribuire alla nascita del movimento e pensato per una agevole compilazione.
Attraverso di esso si potrà:

1. fornire dati anagrafici di base
2. segnalare la modalità di partecipazione prescelta (personalmente, per delega, via web)
3. fornire il nome del proprio eventuale delegato
4. suggerire nomi per il movimento
5. candidarsi al coordinamento provvisorio
6. segnalare propri emendamenti 

Al contempo è stata predisposta una piattaforma partecipativa online (iscrizione esclusivamente su invito per coloro i quali avranno rispettato termini e modalità di registrazione su www.assembleafondativa.tk). 
All’indirizzo www.sudtrezero.it i registrati troveranno uno strumento da usare per poter suggerire e dibattere i temi dell’assemblea, prima, durante e dopo la conclusione dei lavori. Al giorno d’oggi (97% dei giovani meridionali frequenta social network) e con l’enorme popolazione meridionale sparsa per il mondo era necessario garantire la massima capacità partecipativa via web. Alla piattaforma verranno invitati a registrarsi tutti gli iscritti all’assemblea e i sostenitori del nascente movimento. Il giorno dell’assemblea, i partecipanti via web avranno uno spazio di interazione tra loro e con i lavori dell’assemblea. 
La piattaforma si utilizza come un banale social network in stile FB, con condivisione di stato, idee, video, foto, articoli ecc. insomma partecipare ai lavori dell’assemblea seguendo i post, lo streaming o proponendo propri suggerimenti. Prima e durante i lavori dell’assemblea sarà possibile, cliccando sulle voci di menù visibili in alto:

1. PROPONI NOMI: Proporre nomi per il nascente movimento oltre a idee e progetti
2. PROPONI EMENDAMENTI: Proporre emendamenti alla carta e/o allo statuto
3. CANDIDATI: Candidarsi di persona al coordinamento provvisorio del movimento
4. VOTA: Votare proposte e altri elementi che il comitato organizzatore metterà ai voti
5. Intervieni in diretta: interagire via chat con l’assemblea
6. SOSTIENICI: Donare fondi al nascente movimento
7. Altre numerose e utili funzioni di un social network esclusivamente dedicato a far nascere il movimento.


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martedì 25 settembre 2012

La svolta di Bari...considerazioni a freddo sull'evento dell'8 settembre




Avevo pensato più volte di scrivere qualcosa sull'evento di Bari ma ho aspettato per ragionarci sempre più "a mente fredda e cuore caldo", come diceva un grande del meridionalismo come Francesco Saverio Nitti.
Nel frattempo ho letto e condiviso molti spunti dagli articoli su Eleaml e di Guglielmo Di Grezia, ovviamente sono ancora più in linea con quello scritto dall'amico Andrea Balia.
Nonostante molto sia stato già detto, voglio aggiungere sinteticamente una valutazione personale.

Per prima cosa, l'evento di Bari è stato un successo di partecipazione e di aggregazione, in una città importante del Sud e in un luogo istituzionale, con la partecipazione del sindaco della seconda città del Sud continentale.
Per seconda cosa, noi non sapevamo, e credo nessuno sapesse fino in fondo, cosa e come voleva rispondere Pino Aprile all'appello che il nostro movimento insieme ad altri gli aveva lanciato il 14.luglio con una lettera aperta. Ovviamente, conoscendo Pino, sapevamo o meglio potevamo intuire che molto probabilmente avrebbe scelto di partecipare non come leader politico ma come portavoce o comunicatore ma, con l'onestà e la correttezza che credo che ci contraddistingua, non abbiamo fatto alcuna pressione e l'abbiamo lasciato scegliere liberamente. C'è invece chi non l'ha fatto, ad esempio con telefonate o deliranti e sgrammaticati messaggi in rete per convincerlo a desistere, solo per miseri interessi di botteguccia e salvaguardia del proprio simboletto ed orticello, ognuno può trarre le sue logiche conclusioni e mi rifiuto di entrare nella palude della polemica con certi personaggi che hanno solo quest'arma a disposizione. Questo per non parlare di altri personaggi ancora più farneticanti che attaccano Pino Aprile per invidia e gelosia del suo successo, come spesso accade quando qualche meridionale ha successo bisogna contrastarlo e demolirlo con sospetti e veleni...con loro non c'e' da sprecare nemmeno un minuto.
Chi poi dice che sapeva nei minimi dettagli cosa avrebbe risposto Pino Aprile, ebbene lo dice o per stupidità o perché è in malafede...per molte persone, come già detto da Andrea, Guglielmo e altri, si tratta di difesa del proprio simboletto e per questi personaggi c'e' stato un grosso sospiro di sollievo perché hanno evitato di competere con la persona più in vista e famosa del meridionalismo odierno, salvando così il loro piccolo gruppetto dall'essere relegato nell'angolo della dimenticanza assoluta e totale. Noi non potevamo costringere Pino a dire esattamente le cose che avremmo voluto sentire ma, detto questo, non possiamo che salutare con gioia sia la nascita di un giornale del Sud che quella di un'aggregazione meridionalista che sta individuando il proprio leader politico, la propria base in crescita ed il proprio cammino in sinergia con la grande avventura editoriale meridionalista di Pino.

Infine c'è ancora chi non capisce, o a volte non vuole capire, che a Bari è partito un movimento nuovo che, nato da un'aggregazione promossa del PdSUD e altri movimenti e associazioni con tantissimi singoli che hanno aderito con entusiasmo, è aperta alla parte migliore del meridionalismo, con un progetto e dei valori. Ovviamente e' un progetto appena partito e che ancora non si sa perfettamente nei minimi particolari dove e quando approda (giusto per chiarire le solite dietrologie dei soliti idioti che diranno che già e' tutto predefinito in termini di posizionamento politico ed alleanze...). L'obiettivo e' però chiarissimo, avere un peso politico dall'elezioni del prossimo anno nel desolante scenario politico italiano di oggi e non limitarsi alla sola, giusta ed insopprimibile, lamentela meridionalista sia sulla storia negata della "malaunità" che sul Sud calpestato dalla politica attuale italiana o peggio ancora al ridiseganre cartine, nazioni e confini solo su facebook..

E' chiaro altresì, sia dal testo dell'appello che da quanto detto a Bari, i valori del meridionalismo per noi sono quelli dell'antirazzismo, dell'antimafia e della solidarietà insieme al tema dell'identità meridionale e mediterranea, non il ripiegamento in piccole patrie o in derive antistoriche anti-italiane o anti-europeiste che non solo sono inconcepibili per le possibilità di realizzazione ma soprattutto non troverebbero terreno fertile nel nostro popolo, pacifico e restio a trasformarsi in una Lega in salsa meridionale e per fortuna aggiungerei io. Volere un paese più giusto, un'Italia ed un Europa più giusta non significa per noi "chiudersi" ma aprirsi, anche e soprattutto con una concezione mediterranea dell'Europa diversa da quella nord-centrica di Berlusconi, Bossi e Tremonti ieri (con l'appoggio dei soliti ascari meridionali...) e di Monti oggi.

Chi non ha capito tutto questo, o perché non ci arriva o perché ammalato della solita sindrome meridionale che è più importante la sua singola "fissazione" del "si dovrebbe" rispetto alle priorità organizzative e di tempi del progetto, è rimasto alla finestra o probabilmente ci sarà anche qualcuno che se ne andrà dopo Bari, ma siamo sicuri che molti di più arriveranno e il movimento crescerà. Dobbiamo assolutamente evitare gli errori del passato con le generiche adunate meridionaliste, dove ognuno voleva il suo piccolo palco e ricevere la usa dose di applausi, ci si raccontava tra di noi sempre le solite cose su una colonizzazione che dura da più di 150 anni e si tornava a casa senza uno straccio di proposta su come reagire e come andare avanti o su come realmente crescere nei numeri e nella visibilità con i mezzi economici che si hanno e non quelli che i presume arriveranno o che "si dovrebbe" avere.

E' necessaria anche una considerazione sul giornale annunciato da Pino Aprile a Bari, di sicuro sarà un'avventura difficile e importante, noi non possiamo che augurarci che l'iniziativa cresca e diventi una realtà per avere un'importante voce autonoma del Sud, dando anche il nostro piccolo contributo....anche qui, chi fa ancora i calcoli di botteguccia e spera che questo evento possa andare bene solo al suo gruppetto, davvero ha capito poco sia di Pino Aprile che dell'iniziativa.

Il giornale del Sud, in sinergia con un'iniziativa politica visibile e concreta, sarebbe l'ulteriore passo avanti: si passerebbe finalmente dal meridionalismo della sola rivendicazione storica, della sola protesta e del "tanto sono tutti uguali" che spesso sfocia in confuse scelte reazionarie e non riesce a superare la censura mediatica di sistema rimanendo confinati nel ghetto del folklore nostalgico, al meridionalismo del fare e della speranza concreta, reale e visibile per la nostra terra.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud


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Avevo pensato più volte di scrivere qualcosa sull'evento di Bari ma ho aspettato per ragionarci sempre più "a mente fredda e cuore caldo", come diceva un grande del meridionalismo come Francesco Saverio Nitti.
Nel frattempo ho letto e condiviso molti spunti dagli articoli su Eleaml e di Guglielmo Di Grezia, ovviamente sono ancora più in linea con quello scritto dall'amico Andrea Balia.
Nonostante molto sia stato già detto, voglio aggiungere sinteticamente una valutazione personale.

Per prima cosa, l'evento di Bari è stato un successo di partecipazione e di aggregazione, in una città importante del Sud e in un luogo istituzionale, con la partecipazione del sindaco della seconda città del Sud continentale.
Per seconda cosa, noi non sapevamo, e credo nessuno sapesse fino in fondo, cosa e come voleva rispondere Pino Aprile all'appello che il nostro movimento insieme ad altri gli aveva lanciato il 14.luglio con una lettera aperta. Ovviamente, conoscendo Pino, sapevamo o meglio potevamo intuire che molto probabilmente avrebbe scelto di partecipare non come leader politico ma come portavoce o comunicatore ma, con l'onestà e la correttezza che credo che ci contraddistingua, non abbiamo fatto alcuna pressione e l'abbiamo lasciato scegliere liberamente. C'è invece chi non l'ha fatto, ad esempio con telefonate o deliranti e sgrammaticati messaggi in rete per convincerlo a desistere, solo per miseri interessi di botteguccia e salvaguardia del proprio simboletto ed orticello, ognuno può trarre le sue logiche conclusioni e mi rifiuto di entrare nella palude della polemica con certi personaggi che hanno solo quest'arma a disposizione. Questo per non parlare di altri personaggi ancora più farneticanti che attaccano Pino Aprile per invidia e gelosia del suo successo, come spesso accade quando qualche meridionale ha successo bisogna contrastarlo e demolirlo con sospetti e veleni...con loro non c'e' da sprecare nemmeno un minuto.
Chi poi dice che sapeva nei minimi dettagli cosa avrebbe risposto Pino Aprile, ebbene lo dice o per stupidità o perché è in malafede...per molte persone, come già detto da Andrea, Guglielmo e altri, si tratta di difesa del proprio simboletto e per questi personaggi c'e' stato un grosso sospiro di sollievo perché hanno evitato di competere con la persona più in vista e famosa del meridionalismo odierno, salvando così il loro piccolo gruppetto dall'essere relegato nell'angolo della dimenticanza assoluta e totale. Noi non potevamo costringere Pino a dire esattamente le cose che avremmo voluto sentire ma, detto questo, non possiamo che salutare con gioia sia la nascita di un giornale del Sud che quella di un'aggregazione meridionalista che sta individuando il proprio leader politico, la propria base in crescita ed il proprio cammino in sinergia con la grande avventura editoriale meridionalista di Pino.

Infine c'è ancora chi non capisce, o a volte non vuole capire, che a Bari è partito un movimento nuovo che, nato da un'aggregazione promossa del PdSUD e altri movimenti e associazioni con tantissimi singoli che hanno aderito con entusiasmo, è aperta alla parte migliore del meridionalismo, con un progetto e dei valori. Ovviamente e' un progetto appena partito e che ancora non si sa perfettamente nei minimi particolari dove e quando approda (giusto per chiarire le solite dietrologie dei soliti idioti che diranno che già e' tutto predefinito in termini di posizionamento politico ed alleanze...). L'obiettivo e' però chiarissimo, avere un peso politico dall'elezioni del prossimo anno nel desolante scenario politico italiano di oggi e non limitarsi alla sola, giusta ed insopprimibile, lamentela meridionalista sia sulla storia negata della "malaunità" che sul Sud calpestato dalla politica attuale italiana o peggio ancora al ridiseganre cartine, nazioni e confini solo su facebook..

E' chiaro altresì, sia dal testo dell'appello che da quanto detto a Bari, i valori del meridionalismo per noi sono quelli dell'antirazzismo, dell'antimafia e della solidarietà insieme al tema dell'identità meridionale e mediterranea, non il ripiegamento in piccole patrie o in derive antistoriche anti-italiane o anti-europeiste che non solo sono inconcepibili per le possibilità di realizzazione ma soprattutto non troverebbero terreno fertile nel nostro popolo, pacifico e restio a trasformarsi in una Lega in salsa meridionale e per fortuna aggiungerei io. Volere un paese più giusto, un'Italia ed un Europa più giusta non significa per noi "chiudersi" ma aprirsi, anche e soprattutto con una concezione mediterranea dell'Europa diversa da quella nord-centrica di Berlusconi, Bossi e Tremonti ieri (con l'appoggio dei soliti ascari meridionali...) e di Monti oggi.

Chi non ha capito tutto questo, o perché non ci arriva o perché ammalato della solita sindrome meridionale che è più importante la sua singola "fissazione" del "si dovrebbe" rispetto alle priorità organizzative e di tempi del progetto, è rimasto alla finestra o probabilmente ci sarà anche qualcuno che se ne andrà dopo Bari, ma siamo sicuri che molti di più arriveranno e il movimento crescerà. Dobbiamo assolutamente evitare gli errori del passato con le generiche adunate meridionaliste, dove ognuno voleva il suo piccolo palco e ricevere la usa dose di applausi, ci si raccontava tra di noi sempre le solite cose su una colonizzazione che dura da più di 150 anni e si tornava a casa senza uno straccio di proposta su come reagire e come andare avanti o su come realmente crescere nei numeri e nella visibilità con i mezzi economici che si hanno e non quelli che i presume arriveranno o che "si dovrebbe" avere.

E' necessaria anche una considerazione sul giornale annunciato da Pino Aprile a Bari, di sicuro sarà un'avventura difficile e importante, noi non possiamo che augurarci che l'iniziativa cresca e diventi una realtà per avere un'importante voce autonoma del Sud, dando anche il nostro piccolo contributo....anche qui, chi fa ancora i calcoli di botteguccia e spera che questo evento possa andare bene solo al suo gruppetto, davvero ha capito poco sia di Pino Aprile che dell'iniziativa.

Il giornale del Sud, in sinergia con un'iniziativa politica visibile e concreta, sarebbe l'ulteriore passo avanti: si passerebbe finalmente dal meridionalismo della sola rivendicazione storica, della sola protesta e del "tanto sono tutti uguali" che spesso sfocia in confuse scelte reazionarie e non riesce a superare la censura mediatica di sistema rimanendo confinati nel ghetto del folklore nostalgico, al meridionalismo del fare e della speranza concreta, reale e visibile per la nostra terra.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud


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giovedì 13 settembre 2012

Dopo Bari : tra entusiasti, delusi, critiche sincere, corvi e altro…


Riceviamo e postiamo con condivisione questo bell'articolo di Andrea Balia....

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L’8 Settembre a Bari è stata, comunque la si veda, una data importante; per il Sud, i meridionali e i meridionalisti. Oseremmo dire uno spartiacque. L’occasione era la risposta di Pino Aprile ai movimenti e ai firmatari d’un appello che gli chiedeva di diventare il leader d’un movimento politico sintesi di varie espressioni meridionaliste : partiti, movimenti, associazioni e singole personalità e comuni cittadini. Tutti animati dall’esigenza d’avere una significativa rappresentatività politica per loro, per le loro organizzazioni, a difesa del Sud.
 Bisognava incontrarsi a Margherita di Savoia (Barletta) nella struttura balneare “Moby Dick” del proprietario Capacchione, anch’egli firmatario dell’appello. La cosa poi è virata sulla disponibilità del sindaco di Bari, Michele Emiliano, a concedere l’aula consiliare del comune capoluogo della Regione Puglia. La scelta ha avuto le sue ragioni : sito prestigioso e rappresentativo (quasi una prova di presenza ufficiale d’un Sud finalmente rappresentato politicamente), attenzione e visibilità mediatica decisamente superiore, la presenza assicurata di Michele Emiliano come politico importante e vicino al fervore meridionalista. E la cosa è andata proprio così : oltre 200 persone in sala e quelle più piccole attigue, giornalisti e Tv attenti a riprendere e intervistare Aprile, Emiliano, ecc…, collegamenti in Tv web streaming in diretta con picchi di circa 400 persone in collegamento per seguire l’evento.

 E allora? E allora Aprile , dopo una serie d’interventi di Marco Esposito, Ciano, Lino Patruno, dei leader dei 4 movimenti firmatari dell’appello, e di brevi altri interventi di altri singoli partecipanti, ha concluso col suo intervento finale : fonderà, molto a breve, un quotidiano politico del Sud, con un finanziatore + buona parte del ricavato dei suoi successi editoriali + azionariato popolare. Così intende dare il suo contributo per dare una voce politica e quotidiana (che oggi non c’è) al Sud, e dare voce al movimento politico che andrà a costruirsi. Emozione in sala da tagliare a fette, ovazione all’annuncio (tutti in piedi per almeno 5 minuti d’applausi).

 Questo, a grandi linee, il resoconto, ma come sempre c’è un dopo, con reazioni tra le più disparate tanto per non allontanarsi dal dna individualista italiano e in particolare meridionale. Chi è restato soddisfatto ed emozionato, chi è deluso, chi fa dei distinguo articolando sincere critiche, chi persegue il suo squallido lavoro di falco appollaiato (ma gli farà mai male il culo sempre piazzato sulle poltrone dietro ad un Pc?) con patetiche ironie espresse spesso anche sotto falsi nickname su social network come facebook (alla faccia del coraggio!), e così via….

 Noi crediamo che sia successo qualcosa d’importante per le seguenti ragioni :

 1) Il luogo era splendido e con una presenza significativa di partecipanti, una reception a verifica delle adesioni già preregistrate dei partecipanti, quindi un’organizzazione efficiente effettuata con la cortese disponibilità di signore iscritte al Partito del Sud; il collegamento streaming efficiente che ha dato a chi non è potuto esserci la possibilità di seguire in diretta i lavori;

2) La presenza, interessata e partecipe di Michele Emiliano, per tutte le oltre 3 ore dell’incontro, con un suo eccellente intervento, e la concreta possibilità ad esserci nella costruzione del movimento politico;

3) Un evento gestito con una presenza attenta, partecipe, e corretta di tutti, senza inutili polemiche e discorsi fumosi, cosa mai successa in tanti anni e tante riunioni;

4) Come ha detto Marco Esposito : “siamo partiti con un obiettivo e torniamo con 2 risultati”. Il movimento politico si costruirà (e già stiamo lavorando) e in più ci sarà una voce quotidiana nazionale che lo supporterà;

5) Il giornale – e qui mi perdonerà l’amico Mino Errico – ci servirà, eccome. Paragonarlo a “Il Sud” del compianto Roberto Maria Selvaggi è semplicistico : quello era un foglio settimanale di 2 pagine con 4 frontespizi (quando usciva, distribuito solo al Sud e in poche edicole). Lavoro meritorio, ci mancherebbe, ma che parlava solo di storia e piccolissimi accenni all’attualità, e in un momento storico diverso dove non c’era l’humus di oggi. Qui parliamo d’un quotidiano politico nazionale, distribuito ovunque, sul pezzo di giornata degli eventi politici che riguardano il nostro territorio con giornalisti del calibro di Aprile, Patruno, Esposito e altri, e a sostegno e cassa di risonanza d’un movimento politico nuovo per il Sud. In Italia ne esistono solo 6, più testate locali di proprietà non meridionali, che fanno cronaca di territorio (il ladro, la strada, ecc..) tipo “il Mattino” o “la Gazzetta del Mezzogiorno”. Scherziamo? Il paragone e il diverso peso d’utilità strumentale è improponibile;

6) Si dirà : ma l’appello ad Aprile non era di chiedergli di diventare il leader politico? Vero, ma il fare un giornale politico e a sostegno è il suo lavoro ed è un ruolo fortemente politico, se si ha una visione non così semplicistica e bottegaia! Poi c’è da dire che l’appello era volutamente provocatorio per stanare (in senso buono) Aprile. Lui da sempre è con noi tutti ma facendo solo lo scrittore. Si voleva un suo impegno con un ruolo. E se l’è preso, caricato, mettendoci anche un contributo economico, altro che “Aprile poi non era fesso”, come ho letto dal solito illuminato critico e rivoluzionario da tastiera!

7) Il movimento politico è già in costruzione, con la regia di coordinatore di Marco Esposito. Il buon Marco oltre ad essere al momento Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli (tra i più stimati, fattivi e illuminati) è persona di provata esperienza e risultati : giornalista economico di “la Repubblica”, “il Giornale” (quello di Montanelli), “il Mattino”, scrittore (col Vice Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella) del libro “Federalismo avvelenato” (sulle magagne del progetto federale della Lega Nord), ha molto merito e positivo coinvolgimento nelle regie dei successi e dell’avvento (in momenti diversi) dei vari Marco Rossi Doria, De Magistris, della partecipazione del Partito del Sud alle ultime amministrative, oltre che meridionalista di fede provata e dichiarata, ecc… quindi …

8) Nel costruendo movimento politico, oltre a noi, agli altri movimenti e associazioni che ci saranno, non è escluso e così improbabile l’avvento di altre personalità … ma per ora è meglio non vendere il gatto se non lo si ha ancora nel sacco… In conclusione diremmo che Bari è stato, senza ombra di smentita, l’evento più significativo, importante, e organizzato, e foriero d’ottime cose per il Sud a memoria d’uomo. Poi quelli dei numeri dopo l’estrazione, delle critiche a posteriori ma prima in un silenzio non partecipativo, dello stare comodamente alla finestra per poi pontificare, de “l’avevo detto io”, di “quando il popolo tutto avrà capito”, del tutto e subito, di “Roma o morte”, di “ma il signoraggio?”, di “ma non siete troppo a sinistra?”, “ma le cozze di Emiliano?”, e così via…davvero non sappiamo cosa farcene, cosa più rispondere, cosa mai si possa fare di buono con loro! Noi siamo della scuola “del fare”.
Quindi abbiamo nel conto la possibilità di poter sbagliare. Loro no, ma manco quella di poter produrre qualcosa di fattivo o credibile.

Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud .

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Riceviamo e postiamo con condivisione questo bell'articolo di Andrea Balia....

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L’8 Settembre a Bari è stata, comunque la si veda, una data importante; per il Sud, i meridionali e i meridionalisti. Oseremmo dire uno spartiacque. L’occasione era la risposta di Pino Aprile ai movimenti e ai firmatari d’un appello che gli chiedeva di diventare il leader d’un movimento politico sintesi di varie espressioni meridionaliste : partiti, movimenti, associazioni e singole personalità e comuni cittadini. Tutti animati dall’esigenza d’avere una significativa rappresentatività politica per loro, per le loro organizzazioni, a difesa del Sud.
 Bisognava incontrarsi a Margherita di Savoia (Barletta) nella struttura balneare “Moby Dick” del proprietario Capacchione, anch’egli firmatario dell’appello. La cosa poi è virata sulla disponibilità del sindaco di Bari, Michele Emiliano, a concedere l’aula consiliare del comune capoluogo della Regione Puglia. La scelta ha avuto le sue ragioni : sito prestigioso e rappresentativo (quasi una prova di presenza ufficiale d’un Sud finalmente rappresentato politicamente), attenzione e visibilità mediatica decisamente superiore, la presenza assicurata di Michele Emiliano come politico importante e vicino al fervore meridionalista. E la cosa è andata proprio così : oltre 200 persone in sala e quelle più piccole attigue, giornalisti e Tv attenti a riprendere e intervistare Aprile, Emiliano, ecc…, collegamenti in Tv web streaming in diretta con picchi di circa 400 persone in collegamento per seguire l’evento.

 E allora? E allora Aprile , dopo una serie d’interventi di Marco Esposito, Ciano, Lino Patruno, dei leader dei 4 movimenti firmatari dell’appello, e di brevi altri interventi di altri singoli partecipanti, ha concluso col suo intervento finale : fonderà, molto a breve, un quotidiano politico del Sud, con un finanziatore + buona parte del ricavato dei suoi successi editoriali + azionariato popolare. Così intende dare il suo contributo per dare una voce politica e quotidiana (che oggi non c’è) al Sud, e dare voce al movimento politico che andrà a costruirsi. Emozione in sala da tagliare a fette, ovazione all’annuncio (tutti in piedi per almeno 5 minuti d’applausi).

 Questo, a grandi linee, il resoconto, ma come sempre c’è un dopo, con reazioni tra le più disparate tanto per non allontanarsi dal dna individualista italiano e in particolare meridionale. Chi è restato soddisfatto ed emozionato, chi è deluso, chi fa dei distinguo articolando sincere critiche, chi persegue il suo squallido lavoro di falco appollaiato (ma gli farà mai male il culo sempre piazzato sulle poltrone dietro ad un Pc?) con patetiche ironie espresse spesso anche sotto falsi nickname su social network come facebook (alla faccia del coraggio!), e così via….

 Noi crediamo che sia successo qualcosa d’importante per le seguenti ragioni :

 1) Il luogo era splendido e con una presenza significativa di partecipanti, una reception a verifica delle adesioni già preregistrate dei partecipanti, quindi un’organizzazione efficiente effettuata con la cortese disponibilità di signore iscritte al Partito del Sud; il collegamento streaming efficiente che ha dato a chi non è potuto esserci la possibilità di seguire in diretta i lavori;

2) La presenza, interessata e partecipe di Michele Emiliano, per tutte le oltre 3 ore dell’incontro, con un suo eccellente intervento, e la concreta possibilità ad esserci nella costruzione del movimento politico;

3) Un evento gestito con una presenza attenta, partecipe, e corretta di tutti, senza inutili polemiche e discorsi fumosi, cosa mai successa in tanti anni e tante riunioni;

4) Come ha detto Marco Esposito : “siamo partiti con un obiettivo e torniamo con 2 risultati”. Il movimento politico si costruirà (e già stiamo lavorando) e in più ci sarà una voce quotidiana nazionale che lo supporterà;

5) Il giornale – e qui mi perdonerà l’amico Mino Errico – ci servirà, eccome. Paragonarlo a “Il Sud” del compianto Roberto Maria Selvaggi è semplicistico : quello era un foglio settimanale di 2 pagine con 4 frontespizi (quando usciva, distribuito solo al Sud e in poche edicole). Lavoro meritorio, ci mancherebbe, ma che parlava solo di storia e piccolissimi accenni all’attualità, e in un momento storico diverso dove non c’era l’humus di oggi. Qui parliamo d’un quotidiano politico nazionale, distribuito ovunque, sul pezzo di giornata degli eventi politici che riguardano il nostro territorio con giornalisti del calibro di Aprile, Patruno, Esposito e altri, e a sostegno e cassa di risonanza d’un movimento politico nuovo per il Sud. In Italia ne esistono solo 6, più testate locali di proprietà non meridionali, che fanno cronaca di territorio (il ladro, la strada, ecc..) tipo “il Mattino” o “la Gazzetta del Mezzogiorno”. Scherziamo? Il paragone e il diverso peso d’utilità strumentale è improponibile;

6) Si dirà : ma l’appello ad Aprile non era di chiedergli di diventare il leader politico? Vero, ma il fare un giornale politico e a sostegno è il suo lavoro ed è un ruolo fortemente politico, se si ha una visione non così semplicistica e bottegaia! Poi c’è da dire che l’appello era volutamente provocatorio per stanare (in senso buono) Aprile. Lui da sempre è con noi tutti ma facendo solo lo scrittore. Si voleva un suo impegno con un ruolo. E se l’è preso, caricato, mettendoci anche un contributo economico, altro che “Aprile poi non era fesso”, come ho letto dal solito illuminato critico e rivoluzionario da tastiera!

7) Il movimento politico è già in costruzione, con la regia di coordinatore di Marco Esposito. Il buon Marco oltre ad essere al momento Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli (tra i più stimati, fattivi e illuminati) è persona di provata esperienza e risultati : giornalista economico di “la Repubblica”, “il Giornale” (quello di Montanelli), “il Mattino”, scrittore (col Vice Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella) del libro “Federalismo avvelenato” (sulle magagne del progetto federale della Lega Nord), ha molto merito e positivo coinvolgimento nelle regie dei successi e dell’avvento (in momenti diversi) dei vari Marco Rossi Doria, De Magistris, della partecipazione del Partito del Sud alle ultime amministrative, oltre che meridionalista di fede provata e dichiarata, ecc… quindi …

8) Nel costruendo movimento politico, oltre a noi, agli altri movimenti e associazioni che ci saranno, non è escluso e così improbabile l’avvento di altre personalità … ma per ora è meglio non vendere il gatto se non lo si ha ancora nel sacco… In conclusione diremmo che Bari è stato, senza ombra di smentita, l’evento più significativo, importante, e organizzato, e foriero d’ottime cose per il Sud a memoria d’uomo. Poi quelli dei numeri dopo l’estrazione, delle critiche a posteriori ma prima in un silenzio non partecipativo, dello stare comodamente alla finestra per poi pontificare, de “l’avevo detto io”, di “quando il popolo tutto avrà capito”, del tutto e subito, di “Roma o morte”, di “ma il signoraggio?”, di “ma non siete troppo a sinistra?”, “ma le cozze di Emiliano?”, e così via…davvero non sappiamo cosa farcene, cosa più rispondere, cosa mai si possa fare di buono con loro! Noi siamo della scuola “del fare”.
Quindi abbiamo nel conto la possibilità di poter sbagliare. Loro no, ma manco quella di poter produrre qualcosa di fattivo o credibile.

Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud .

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mercoledì 12 settembre 2012

Antonio Ciano commenta la scelta di Pino Aprile

Di Antonio Ciano

Pino, è la strada maestra. Qualsiasi Partito o Movimento, senza un giornale, senza una voce, è morto. Il Sud è stato tramortito 151 anni fa,è stato massacrato. La prima operazione dei piemontesi fu quella di chiudere i giornali, e poi le scuole del Regno delle Due Sicilie.

Questo è il primo passo. Il più importante:l'informazione.
Dare voce al Sud, a tutti noi, è fondamentale. Attorno al giornale si formerà una coscienza collettiva, cancellataci dalla storia e dal potere politico. 

Al Nord hanno tutto: Partiti, Televisioni, giornali, settimanali,case editoriali,compagnie di Assicurazioni, gruppi industriali, Gruppi finanziari, commerciali ( al Sud imperano 19.000 centri commerciali, tra coop, Conad, Todis, Standa, Carrefour, Auchan, Vegè ecc ecc) che strozzano la produzione meridionale L'(Agricoltura,la pesca, l'artigianato,i prodotti industrial, non trovano mercato). Le banche sono tutte del Nord. Il Banco di Napoli è del San Paolo di Torino, il Banco di Roma e il Banco di Sicilia sono stati accorpati all'Unicredt di Milano. Quella che chiamano Economia italiana, lo sanno anche i bambini, è solo tosco-padana. Il Sud è solo una Colonia. Colonia di sfruttamento, diceva Gramsci. Dobbiamo risalire la china, quella che è stata interrotta 151 anni fa, e bisogna cominciare dalla Cultura, senza la quale il popolo meridionale rimarrà sempre ai margini della politica, diventando ascaro dei poteri forti e clientelari dei partiti, tutti del nord.


Al parlamento italiano, manca il Sud. I deputati presenti a Montecitorio hanno sempre coperto gli interessi padani, sempre servi dei poteri forti, siano essi di destra, di centro o di sinistra.Il razzismo anti meridionale, ormai tocca anche la sinistra. E' mancanza di Cultura.
Pino,noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie.A Sud di di esso nacque la prima civiltà occidentale.Pitagora,Archita,Timeo,Filolao,Ocello,Alesside,Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di architettura,di scultura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Platone e Numa.
Nelle nostre terre nacquero Cicerone,Cesare,Ottaviano e Mario,vincitore dei Cimbri. Nelle nostre terre si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri; il tutto modellò territori e città. Quando da noi c'erano templi e palazzi, in Padania c'erano palafitte e caproni, gli stessi che hanno amministrato la cosa pubblica recentemente. Non è cambiato niente, per certi versi. I Savoia hanno arrecato danni irreparabili al Sud; l'8 settembre del 1943 finì lo stupro da parte di una casta monarchica tra le più retrive del mondo, generatrice di governi dispotici, razzisti.

A Bari, il 9 settembre del 1943,cominciò la lotta di liberazione che ci condusse verso la Repubblica. Ce lo ha ricordato il sindaco Emiliano. L'8 settembre del 2012 è iniziato un nuovo cammino, verso l'aggregazione politica. Forse qualcuno non la capito; quel qualcuno specula. Quel qualcuno non vuole che le cose cambino. Forse sono rimasti inchiodati nella cultura imperante.

Noi vogliamo riprenderci le nostre banche, le nostre industrie, il turismo, l'acqua salata ( i porti, il petrolio,il gas) e l'acqua dolce, l'acciaio, l'alluminio, la bauxite, lo zolfo, l'agricoltura ( in Sicilia e in Puglia pagano la farina anche 10 centesimi al Kg, e l'uva anche meno.La pesca ormai è sotto tutela della CEE. In Italia c'è una evasione fiscale drammatica, dobbiamo debellarla. L'Ultima riforma fu fatta dai Borbone con i Catasti Onciari. Dobbiamo riprenderci l'autonomia comunale, attraverso la quale batteremo la burocrazia di stampo accentratore e piemontese. Vogliamo riprenderci l'economia meridionale che ci hanno rubato con la forza e con la politica. Ora basta. Dobbiamo riprenderci la Cultura, e un quotidiano del Sud segna l'inizio del percorso. Sia culturale che politico.

Vai Pino, avanti così. La tua presenza a Bari è stata provvidenziale, come quella del sindaco Emiliano, meridionale convinto. Potrebbe essere lui il nostro leader politico, ma con l'appoggio di tutti i meridionali e del quotidiano che stai fondando, E' solo una mia convinzione, come ero convinto del tuo ruolo di portavoce del Sud e delle sue istanze. Dopo la carta stampata, dopo il quotidiano del Sud dobbiamo riprenderci l'Etere. Non è possibile contrastare i partiti del Nord, hanno i bombardieri a disposizione: le televisioni.

Avanti tutta,Pino. E' il primo passo verso la libertà.


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Di Antonio Ciano

Pino, è la strada maestra. Qualsiasi Partito o Movimento, senza un giornale, senza una voce, è morto. Il Sud è stato tramortito 151 anni fa,è stato massacrato. La prima operazione dei piemontesi fu quella di chiudere i giornali, e poi le scuole del Regno delle Due Sicilie.

Questo è il primo passo. Il più importante:l'informazione.
Dare voce al Sud, a tutti noi, è fondamentale. Attorno al giornale si formerà una coscienza collettiva, cancellataci dalla storia e dal potere politico. 

Al Nord hanno tutto: Partiti, Televisioni, giornali, settimanali,case editoriali,compagnie di Assicurazioni, gruppi industriali, Gruppi finanziari, commerciali ( al Sud imperano 19.000 centri commerciali, tra coop, Conad, Todis, Standa, Carrefour, Auchan, Vegè ecc ecc) che strozzano la produzione meridionale L'(Agricoltura,la pesca, l'artigianato,i prodotti industrial, non trovano mercato). Le banche sono tutte del Nord. Il Banco di Napoli è del San Paolo di Torino, il Banco di Roma e il Banco di Sicilia sono stati accorpati all'Unicredt di Milano. Quella che chiamano Economia italiana, lo sanno anche i bambini, è solo tosco-padana. Il Sud è solo una Colonia. Colonia di sfruttamento, diceva Gramsci. Dobbiamo risalire la china, quella che è stata interrotta 151 anni fa, e bisogna cominciare dalla Cultura, senza la quale il popolo meridionale rimarrà sempre ai margini della politica, diventando ascaro dei poteri forti e clientelari dei partiti, tutti del nord.


Al parlamento italiano, manca il Sud. I deputati presenti a Montecitorio hanno sempre coperto gli interessi padani, sempre servi dei poteri forti, siano essi di destra, di centro o di sinistra.Il razzismo anti meridionale, ormai tocca anche la sinistra. E' mancanza di Cultura.
Pino,noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie.A Sud di di esso nacque la prima civiltà occidentale.Pitagora,Archita,Timeo,Filolao,Ocello,Alesside,Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di architettura,di scultura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Platone e Numa.
Nelle nostre terre nacquero Cicerone,Cesare,Ottaviano e Mario,vincitore dei Cimbri. Nelle nostre terre si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri; il tutto modellò territori e città. Quando da noi c'erano templi e palazzi, in Padania c'erano palafitte e caproni, gli stessi che hanno amministrato la cosa pubblica recentemente. Non è cambiato niente, per certi versi. I Savoia hanno arrecato danni irreparabili al Sud; l'8 settembre del 1943 finì lo stupro da parte di una casta monarchica tra le più retrive del mondo, generatrice di governi dispotici, razzisti.

A Bari, il 9 settembre del 1943,cominciò la lotta di liberazione che ci condusse verso la Repubblica. Ce lo ha ricordato il sindaco Emiliano. L'8 settembre del 2012 è iniziato un nuovo cammino, verso l'aggregazione politica. Forse qualcuno non la capito; quel qualcuno specula. Quel qualcuno non vuole che le cose cambino. Forse sono rimasti inchiodati nella cultura imperante.

Noi vogliamo riprenderci le nostre banche, le nostre industrie, il turismo, l'acqua salata ( i porti, il petrolio,il gas) e l'acqua dolce, l'acciaio, l'alluminio, la bauxite, lo zolfo, l'agricoltura ( in Sicilia e in Puglia pagano la farina anche 10 centesimi al Kg, e l'uva anche meno.La pesca ormai è sotto tutela della CEE. In Italia c'è una evasione fiscale drammatica, dobbiamo debellarla. L'Ultima riforma fu fatta dai Borbone con i Catasti Onciari. Dobbiamo riprenderci l'autonomia comunale, attraverso la quale batteremo la burocrazia di stampo accentratore e piemontese. Vogliamo riprenderci l'economia meridionale che ci hanno rubato con la forza e con la politica. Ora basta. Dobbiamo riprenderci la Cultura, e un quotidiano del Sud segna l'inizio del percorso. Sia culturale che politico.

Vai Pino, avanti così. La tua presenza a Bari è stata provvidenziale, come quella del sindaco Emiliano, meridionale convinto. Potrebbe essere lui il nostro leader politico, ma con l'appoggio di tutti i meridionali e del quotidiano che stai fondando, E' solo una mia convinzione, come ero convinto del tuo ruolo di portavoce del Sud e delle sue istanze. Dopo la carta stampata, dopo il quotidiano del Sud dobbiamo riprenderci l'Etere. Non è possibile contrastare i partiti del Nord, hanno i bombardieri a disposizione: le televisioni.

Avanti tutta,Pino. E' il primo passo verso la libertà.


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martedì 11 settembre 2012

Il professor Gulì interviene alla convention di Bari con Pino Aprile

http://www.youtube.com/watch?v=TY7yQwYCbhE&feature=player_embedded


Il coordinatore del legittimo Parlamento delle Due Sicilie - Parlamento del Sud® , Professor Vincenzo Gulì in un magistrale intervento a Bari durante la convention di Pino Aprile con i firmatari dell'appello che gli offrivano la leadership del movimento politico meridionalista.


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http://www.youtube.com/watch?v=TY7yQwYCbhE&feature=player_embedded


Il coordinatore del legittimo Parlamento delle Due Sicilie - Parlamento del Sud® , Professor Vincenzo Gulì in un magistrale intervento a Bari durante la convention di Pino Aprile con i firmatari dell'appello che gli offrivano la leadership del movimento politico meridionalista.


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lunedì 10 settembre 2012

Messaggio di Antonio Ciano sull'incontro di Bari.

Pino ha detto chiaro che un partito politico, senza un giornale, è zero. 
Pino è uno dei migliori giornalisti d'Italia e sta creando una redazione d'eccellenza per dare al Sud e un quotidiano che sostenga fortemente la nuova aggregazione politica.
Il quotidiano del Sud sarà i "portavoce " delle istanze territoriali dei meridionali. 
Ascoltate bene il discorso di Pino, molto intelligente e sottile. 

Se Pino fosse diventato segretario di questa nuova aggregazione politica lo avrebbero massacrato politicamente. Qualcuno ha pensato male. La politica si fa con intelligenza. Il sud c'è, stava a Bari. 


Chi non c'era vuole altro, che non ci appartiene. Non ho visto Miccichè, non ho visto la Poli Bortone, non ho visto Scotti e Iannaccone, non ho visto altri che si dicono meridionalisti. I tempi sono maturi. Non lo sono per frange marxiste e fasciste che occupano spazi non loro. 


Forse qualcuno ha inteso il Meridionalismo come Sudismo, cose peggio del leghismo. Non finiremo sotto le fauci del PD, nè del PDL, nè dell'Udc, nè tantomeno nelle fauci marxiste e fasciste. Il nostro nemico è il Risorgimento piemontese. Il risorgimento piemontese è appoggiato da tutte le forze politiche che stanno nel parlamento di Roma, che in un modo o nell'altro hanno appoggiato le tesi della Lecca Nord, vero cancro della politica italiana. 





Se qualcuno è malato di fasicistite e vede comunisti dappertutto son fatti suoi. Emiliano è un signor sindaco, Meridionalista vero, e sa che il potere economico sta tutto a Nord. Potere economico creato da Cavour, Giolitti e Mussolini, e poi dalla DC, dal PSI e dal Pci. 


I tempi sono maturi cari compatrioti. Bisogna avere coraggio e non nascondersi dietro le ipocrisie


I nostri figli sono stanchi di emigrare. Io ormai sono in pensione e mi son dato all'agricoltura. Coltivo 15 mila mq di terreno in quel di Gaeta. Contadino e Brigante. Sto scrivendo un altro libro, lo faccio durante le pause e di sera. Vado a letto stanco morto di fatica.


Mentre noi stiamo a giocare con FB, i partiti del nord si organizzano e sguazzano tra di noi. Noi abbiamo la più alta percentuale di morti per cancro e leucemie d'Italia, nel golfo di Gaeta. La centrale nucleare del Garigliano ci sta massacrando. Questa percentuale sta pervadendo l'antica terra di Lavoro. A Taranto ci stanno eguagliando, e così a Gela. Tutto questo mentre il Nord padano ci rende sempre più schavi, più colonizzati. 





Se qualcuno dice che i tempi sono acerbi, si sbaglia. Qui, o facciamo il Sud o si muore. 








Se per qualcuno il nemico è Emiliano,ve lo dico chiaro, questo qualcuno è anche il mio nemico. Se qualcuno critica De Magistris perchè da sempre contro Camorra e massoneria, ma non meridionalista convinto, sono fatti suoi, significa che vorrebbe Napoli amministrata da Bassolino o da Lettieri. Io preferisco De Magistris, che con grande coraggio ha messo in un angolo PD, PDL e UDC. 





Per capire dovreste governare la cosa pubblica, stare nelle istituzioni. La macchina burocratica liberal massonica è stata fatta per mettere all'angolo chi la pensa diversamente. Abbiamo bisogno di autonomia nei comuni, abolire regioni e province, prefetture e enti inutili. Per rirprenderci il Sud,le sue ricchezze , quelle del territorio, e soprattutto per riprenderci la nostra dignità.





Antonio Ciano














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Pino ha detto chiaro che un partito politico, senza un giornale, è zero. 
Pino è uno dei migliori giornalisti d'Italia e sta creando una redazione d'eccellenza per dare al Sud e un quotidiano che sostenga fortemente la nuova aggregazione politica.
Il quotidiano del Sud sarà i "portavoce " delle istanze territoriali dei meridionali. 
Ascoltate bene il discorso di Pino, molto intelligente e sottile. 

Se Pino fosse diventato segretario di questa nuova aggregazione politica lo avrebbero massacrato politicamente. Qualcuno ha pensato male. La politica si fa con intelligenza. Il sud c'è, stava a Bari. 


Chi non c'era vuole altro, che non ci appartiene. Non ho visto Miccichè, non ho visto la Poli Bortone, non ho visto Scotti e Iannaccone, non ho visto altri che si dicono meridionalisti. I tempi sono maturi. Non lo sono per frange marxiste e fasciste che occupano spazi non loro. 


Forse qualcuno ha inteso il Meridionalismo come Sudismo, cose peggio del leghismo. Non finiremo sotto le fauci del PD, nè del PDL, nè dell'Udc, nè tantomeno nelle fauci marxiste e fasciste. Il nostro nemico è il Risorgimento piemontese. Il risorgimento piemontese è appoggiato da tutte le forze politiche che stanno nel parlamento di Roma, che in un modo o nell'altro hanno appoggiato le tesi della Lecca Nord, vero cancro della politica italiana. 





Se qualcuno è malato di fasicistite e vede comunisti dappertutto son fatti suoi. Emiliano è un signor sindaco, Meridionalista vero, e sa che il potere economico sta tutto a Nord. Potere economico creato da Cavour, Giolitti e Mussolini, e poi dalla DC, dal PSI e dal Pci. 


I tempi sono maturi cari compatrioti. Bisogna avere coraggio e non nascondersi dietro le ipocrisie


I nostri figli sono stanchi di emigrare. Io ormai sono in pensione e mi son dato all'agricoltura. Coltivo 15 mila mq di terreno in quel di Gaeta. Contadino e Brigante. Sto scrivendo un altro libro, lo faccio durante le pause e di sera. Vado a letto stanco morto di fatica.


Mentre noi stiamo a giocare con FB, i partiti del nord si organizzano e sguazzano tra di noi. Noi abbiamo la più alta percentuale di morti per cancro e leucemie d'Italia, nel golfo di Gaeta. La centrale nucleare del Garigliano ci sta massacrando. Questa percentuale sta pervadendo l'antica terra di Lavoro. A Taranto ci stanno eguagliando, e così a Gela. Tutto questo mentre il Nord padano ci rende sempre più schavi, più colonizzati. 





Se qualcuno dice che i tempi sono acerbi, si sbaglia. Qui, o facciamo il Sud o si muore. 








Se per qualcuno il nemico è Emiliano,ve lo dico chiaro, questo qualcuno è anche il mio nemico. Se qualcuno critica De Magistris perchè da sempre contro Camorra e massoneria, ma non meridionalista convinto, sono fatti suoi, significa che vorrebbe Napoli amministrata da Bassolino o da Lettieri. Io preferisco De Magistris, che con grande coraggio ha messo in un angolo PD, PDL e UDC. 





Per capire dovreste governare la cosa pubblica, stare nelle istituzioni. La macchina burocratica liberal massonica è stata fatta per mettere all'angolo chi la pensa diversamente. Abbiamo bisogno di autonomia nei comuni, abolire regioni e province, prefetture e enti inutili. Per rirprenderci il Sud,le sue ricchezze , quelle del territorio, e soprattutto per riprenderci la nostra dignità.





Antonio Ciano














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domenica 9 settembre 2012

Pino Aprile: Servirò il sud a modo mio, con un giornale del sud


Molti partecipanti all’incontro ieri (8 settembre) con Pino Aprile a Bari presso la sala del Consiglio Comunale della città si sono chiesti, ma come è andato l’incontro con Pino bene o male ?
Da cosa nasce questa domanda ? Nasce dal fatto che la stragrande maggioranza degli intervenuti, compresi, secondo me, buona parte degli organizzatori, erano convinti che Aprile accettasse un ruolo di guida dei movimenti meridionali da leader di partito, da nome noto da poter spendere per la causa meridionale.
Io c’ero a quell’incontro, ho partecipato anch’io con questa speranza, ho firmato l’appello, e alla fine anch’io, a caldo, sono uscito fuori dall’incontro un po’ sconcertato  e deluso.
Poi ho viaggiato per tornare a casa, è passata la notte, ho cominciato a leggere i commenti di tutti su Facebook e ho capito che Pino Aprile aveva ragione, quando ha esordito a inizio del suo discorso e ad inizio incontro dicendo “Attenzione, prima che io parli, qui è già successo qualcosa di grande”. E cosa era successo ? Tantissima gente, ragazzi e ragazze, anziani, professionisti, operari, pensionati, donne, venuti da tutte le parti d’Italia con un solo sogno “dare le gambe a un sud da sempre bistrattato e dimenticato, riconoscersi come orgogliosamente meridionali, orgogliosamente come italiani del sud, come persone che hanno risposto a un sogno, a quello di un sud che diventa protagonista in Europa e nel Mediterraneo”.
Ecco il vero miracolo del 8 settembre 2012 a Bari, non gente che scappa via come l’8 settembre del 1943, ma gente che accorreva in luogo perché ha ritrovato un’identità.
Poi Pino Aprile ha detto: sono le “persone ordinarie che fanno le cose straordinarie” il che vuol dire: “Attenzione, siete voi il Sud, siete voi il movimento non io, lo siamo tutti”. Forse non avevamo colto, ma è così.  Abituati da un ventennio (che forse non è ancora finito) di partiti di proprietà privata di una persona o di una ristretta oligarchia, il SUD, la dignità del SUD di questa grandissima terra non può essere affidato alla responsabilità di una persona per quanto grande possa essere.
Pino Aprile da grande e umile uomo del sud qual è, allora ha fatto una cosa importante, una cosa che ciascuno di noi deve fare, anzi da ieri sera è chiamato a fare, e cioè mettere a disposizione della causa meridionale e del movimento che si va a formare le proprie capacità i propri talenti. Ciascuno per quello che può, ciascuno per quello che può e sa fare.
E Pino cosa sa fare molto bene ? Pino sa fare il giornalista, lo ha dimostrato con “Terroni” e “Giù al Sud”. Ma di cosa ha bisogno il nostro Sud ? Ha bisogno in primo luogo di essere raccontato all’Italia e non attraverso una visione distorta e piena di pregiudizi come avviene nell’informazione di oggi.
Piero Sansonetti, grande giornalista anche lui, in un suo editoriale del 24 maggio scorso, perCalabria Ora, aveva detto: “Per i giornali il SUD non esiste”. Aveva detto: Vedete, a me sembra sempre più chiaro il nocciolo della questione meridionale: è l’assenza di strumenti di informazione”.
Nulla di più vero allora Pino Aprile cosa ha annunciato ieri ?
Due cose:
1. “Il movimento meridionale c’è, non sono io siete tutti voi !”
  1. 2. “Io ho 63 anni, da questo momento in poi lavorerò per la causa meridionale e solo per quella, vi affiancherò facendo quello che so far: Fonderò un quotidiano a levatura nazionale che abbia cuore e braccia al SUD”.
Adesso non c’è altro da fare che rimboccarsi le maniche tutti e partire con quell’entusiasmo per lavorare al movimento e nei movimenti al servizio della nostra beneamata terra.
di Michele Dell’Edera

Fonte: Sud24.it

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Molti partecipanti all’incontro ieri (8 settembre) con Pino Aprile a Bari presso la sala del Consiglio Comunale della città si sono chiesti, ma come è andato l’incontro con Pino bene o male ?
Da cosa nasce questa domanda ? Nasce dal fatto che la stragrande maggioranza degli intervenuti, compresi, secondo me, buona parte degli organizzatori, erano convinti che Aprile accettasse un ruolo di guida dei movimenti meridionali da leader di partito, da nome noto da poter spendere per la causa meridionale.
Io c’ero a quell’incontro, ho partecipato anch’io con questa speranza, ho firmato l’appello, e alla fine anch’io, a caldo, sono uscito fuori dall’incontro un po’ sconcertato  e deluso.
Poi ho viaggiato per tornare a casa, è passata la notte, ho cominciato a leggere i commenti di tutti su Facebook e ho capito che Pino Aprile aveva ragione, quando ha esordito a inizio del suo discorso e ad inizio incontro dicendo “Attenzione, prima che io parli, qui è già successo qualcosa di grande”. E cosa era successo ? Tantissima gente, ragazzi e ragazze, anziani, professionisti, operari, pensionati, donne, venuti da tutte le parti d’Italia con un solo sogno “dare le gambe a un sud da sempre bistrattato e dimenticato, riconoscersi come orgogliosamente meridionali, orgogliosamente come italiani del sud, come persone che hanno risposto a un sogno, a quello di un sud che diventa protagonista in Europa e nel Mediterraneo”.
Ecco il vero miracolo del 8 settembre 2012 a Bari, non gente che scappa via come l’8 settembre del 1943, ma gente che accorreva in luogo perché ha ritrovato un’identità.
Poi Pino Aprile ha detto: sono le “persone ordinarie che fanno le cose straordinarie” il che vuol dire: “Attenzione, siete voi il Sud, siete voi il movimento non io, lo siamo tutti”. Forse non avevamo colto, ma è così.  Abituati da un ventennio (che forse non è ancora finito) di partiti di proprietà privata di una persona o di una ristretta oligarchia, il SUD, la dignità del SUD di questa grandissima terra non può essere affidato alla responsabilità di una persona per quanto grande possa essere.
Pino Aprile da grande e umile uomo del sud qual è, allora ha fatto una cosa importante, una cosa che ciascuno di noi deve fare, anzi da ieri sera è chiamato a fare, e cioè mettere a disposizione della causa meridionale e del movimento che si va a formare le proprie capacità i propri talenti. Ciascuno per quello che può, ciascuno per quello che può e sa fare.
E Pino cosa sa fare molto bene ? Pino sa fare il giornalista, lo ha dimostrato con “Terroni” e “Giù al Sud”. Ma di cosa ha bisogno il nostro Sud ? Ha bisogno in primo luogo di essere raccontato all’Italia e non attraverso una visione distorta e piena di pregiudizi come avviene nell’informazione di oggi.
Piero Sansonetti, grande giornalista anche lui, in un suo editoriale del 24 maggio scorso, perCalabria Ora, aveva detto: “Per i giornali il SUD non esiste”. Aveva detto: Vedete, a me sembra sempre più chiaro il nocciolo della questione meridionale: è l’assenza di strumenti di informazione”.
Nulla di più vero allora Pino Aprile cosa ha annunciato ieri ?
Due cose:
1. “Il movimento meridionale c’è, non sono io siete tutti voi !”
  1. 2. “Io ho 63 anni, da questo momento in poi lavorerò per la causa meridionale e solo per quella, vi affiancherò facendo quello che so far: Fonderò un quotidiano a levatura nazionale che abbia cuore e braccia al SUD”.
Adesso non c’è altro da fare che rimboccarsi le maniche tutti e partire con quell’entusiasmo per lavorare al movimento e nei movimenti al servizio della nostra beneamata terra.
di Michele Dell’Edera

Fonte: Sud24.it

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venerdì 7 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."



da TUSINATINITALY.it
INTERVISTA A Pino Aprile del 6 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."

Intervista con lo scrittore indicato come il possibile leader politico del nuovo Movimento. Sabato ospiti del sindaco Emiliano incontro tra i simpatizzanti di tutta Italia

"I tempi sono maturi per una svolta e questo raduno potrebbe dar
e davvero il 'la' ad un cambiamento", ci spiega così al telefono Pino Aprile ciò che sarà l'incontro di sabato 8 settembre che vedrà a Bari tutti i rappresentanti e i simpatizzanti dei movimenti meridionalisti, che andranno lì con una proposta per il giornalista e scrittore "Vogliono che diventi il loro leader, una sorta di portavoce o figura di riferimento, qualcuno che, insomma, porti avanti le loro idee". 





Pino Aprile dunque capo di una svolta, questa volta politica, che parte dal Sud per allargare all'intera nazione il proprio ambito di competenza. 
"Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD- spiegano i creatori dell'iniziativa- insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida…noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte. Altra cosa importante- continuano- è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che “se non c’e’ questa cosa non partecipo” oppure “partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado”.


Idee chiare e progetti definiti, dunque...

Pino Aprile, una sfida corposa quella che le viene proposta. Accetterà?
Non ho ancora deciso. Anzi, ho deciso che deciderò all'ultimo minuto, guarderò le facce di quelle persone, ascolterò cosa hanno da dirmi e pronuncerò un si o un no.


Qual è la maggiore novità proposta da questo movimento?
Innanzitutto sarà un evento di enorme portata che, forse, per la prima volta coinvolgerà tutti i gruppi meridiolisti d'Italia che, ci tengo a precisarlo, non sono solo al Sud. Mi hanno parlato di un pullman che arriverà a Bari da Vicenza...





Vicenza?! Dunque oltre ogni 
aspettativa e confine geografico...

Assolutamente. L'evento all'inizio doveva svolgersi a Margherita di Savoia ma il sindaco di Bari Michele Emiliano ha voluto che si tenesse nella sua città proprio per dargli un respiro più ampio e 'cittadino'. E' proprio lui, ad oggi, il maggiore sostenitore dell'iniziativa ed è lo stesso che mi ha proposto di essere capo lista dei sindaci, una buona idea che ancora sto valutando.


Come è nata questa iniziativa?
Tutto è nato dal passaparola sui social network. Esiste un gruppo dal titolo 'Pino aprile leader del Nuovo Sud' che conta tantissimi iscritti ed altrettanti post che invocavano il mio ingresso in politica. C'è stato per ora solo un confronto 'mediatico' ma ci sarà tempo, nel 'mondo reale', per discutere il da farsi. In ogni caso le persone che hanno lanciato questo appello sono troppe per essere ignorate


Allora, immaginiamo che accetti: ha già un programma per il suo futuro politico?
Io ho un programma in ogni caso. Se deciderò di non accettare comunque continuerò a fare quel che sto facendo, anzi, ho intenzione di accelerare. A novembre uscirà il mio nuovo libro (top secret il titolo, ndr) che parlerà ancora di Sud e sarà esclusivamente dedicato ai giovani, a quella generazione che non è più Terrona, non si è più meridionali o settentrionali ora si è solo cittadini. Io faccio parte dell'ultima generazione di Terroni.


Magari ci dirà cosa ha deciso martedì quando sarà ospite de 'A Juta a Montevergine' con Bennato. Oltre all'escusiva dello spettacolo ci concederà anche un'anteprima del suo programma politico....
Chissà...per ora dico che voglio sentire ciò che mi propongono a Bari il resto verrà, intanto ci vediamo martedì e...mi prenoto per presentare il mio nuovo libro in Irpinia, le ultime due volte ha portato fortuna.





Fonte: 
TUSINATINITALY.it

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da TUSINATINITALY.it
INTERVISTA A Pino Aprile del 6 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."

Intervista con lo scrittore indicato come il possibile leader politico del nuovo Movimento. Sabato ospiti del sindaco Emiliano incontro tra i simpatizzanti di tutta Italia

"I tempi sono maturi per una svolta e questo raduno potrebbe dar
e davvero il 'la' ad un cambiamento", ci spiega così al telefono Pino Aprile ciò che sarà l'incontro di sabato 8 settembre che vedrà a Bari tutti i rappresentanti e i simpatizzanti dei movimenti meridionalisti, che andranno lì con una proposta per il giornalista e scrittore "Vogliono che diventi il loro leader, una sorta di portavoce o figura di riferimento, qualcuno che, insomma, porti avanti le loro idee". 





Pino Aprile dunque capo di una svolta, questa volta politica, che parte dal Sud per allargare all'intera nazione il proprio ambito di competenza. 
"Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD- spiegano i creatori dell'iniziativa- insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida…noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte. Altra cosa importante- continuano- è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che “se non c’e’ questa cosa non partecipo” oppure “partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado”.


Idee chiare e progetti definiti, dunque...

Pino Aprile, una sfida corposa quella che le viene proposta. Accetterà?
Non ho ancora deciso. Anzi, ho deciso che deciderò all'ultimo minuto, guarderò le facce di quelle persone, ascolterò cosa hanno da dirmi e pronuncerò un si o un no.


Qual è la maggiore novità proposta da questo movimento?
Innanzitutto sarà un evento di enorme portata che, forse, per la prima volta coinvolgerà tutti i gruppi meridiolisti d'Italia che, ci tengo a precisarlo, non sono solo al Sud. Mi hanno parlato di un pullman che arriverà a Bari da Vicenza...





Vicenza?! Dunque oltre ogni 
aspettativa e confine geografico...

Assolutamente. L'evento all'inizio doveva svolgersi a Margherita di Savoia ma il sindaco di Bari Michele Emiliano ha voluto che si tenesse nella sua città proprio per dargli un respiro più ampio e 'cittadino'. E' proprio lui, ad oggi, il maggiore sostenitore dell'iniziativa ed è lo stesso che mi ha proposto di essere capo lista dei sindaci, una buona idea che ancora sto valutando.


Come è nata questa iniziativa?
Tutto è nato dal passaparola sui social network. Esiste un gruppo dal titolo 'Pino aprile leader del Nuovo Sud' che conta tantissimi iscritti ed altrettanti post che invocavano il mio ingresso in politica. C'è stato per ora solo un confronto 'mediatico' ma ci sarà tempo, nel 'mondo reale', per discutere il da farsi. In ogni caso le persone che hanno lanciato questo appello sono troppe per essere ignorate


Allora, immaginiamo che accetti: ha già un programma per il suo futuro politico?
Io ho un programma in ogni caso. Se deciderò di non accettare comunque continuerò a fare quel che sto facendo, anzi, ho intenzione di accelerare. A novembre uscirà il mio nuovo libro (top secret il titolo, ndr) che parlerà ancora di Sud e sarà esclusivamente dedicato ai giovani, a quella generazione che non è più Terrona, non si è più meridionali o settentrionali ora si è solo cittadini. Io faccio parte dell'ultima generazione di Terroni.


Magari ci dirà cosa ha deciso martedì quando sarà ospite de 'A Juta a Montevergine' con Bennato. Oltre all'escusiva dello spettacolo ci concederà anche un'anteprima del suo programma politico....
Chissà...per ora dico che voglio sentire ciò che mi propongono a Bari il resto verrà, intanto ci vediamo martedì e...mi prenoto per presentare il mio nuovo libro in Irpinia, le ultime due volte ha portato fortuna.





Fonte: 
TUSINATINITALY.it

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giovedì 6 settembre 2012

A BARI SABATO L’INCONTRO CON PINO APRILE PER METTERE IN MOVIMENTO IL SUD


Per i movimenti e i cittadini che hanno sottoscritto l’appello a Pino Aprile, giornalista e scrittore, autore di “Terroni” e “Giù al Sud”, libri che sono diventati una sorta di manifesto politico della speranza di rinascita meridionale, sabato arriverà l’ora della verità.
In effetti Sabato, potrebbe essere una data importante per il Sud, una data che, se da un lato, evoca la caduta morale dell’Italia dall’altra evoca la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.  Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sitohttp://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà questa la vera novità, o una delle novità della politica italiana e meridionale in vista delle elezioni politiche del 2013? Potrebbe essere. Il sud fino ad oggi non ha avuto politica che pensi al suo sviluppo, ma che lo ha sempre visto come un problema, come una zavorra da rendere il più leggera possibile. Sabato, se dalle parole i proponenti l’appello passeranno ai fatti, potrebbe essere un inizio.
Certo la concomitanza casuale, in mattinata a Bari, anche della presenza del Presidente del Consiglio che inaugurerà la Fiera del Levante, potrebbe essere un segnale che gli organizzatori danno allo stesso Governo e alla politica italiana tutta. Il Sud deve avere una propria politica e non essere solo una “questione”. Vedremo.

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Per i movimenti e i cittadini che hanno sottoscritto l’appello a Pino Aprile, giornalista e scrittore, autore di “Terroni” e “Giù al Sud”, libri che sono diventati una sorta di manifesto politico della speranza di rinascita meridionale, sabato arriverà l’ora della verità.
In effetti Sabato, potrebbe essere una data importante per il Sud, una data che, se da un lato, evoca la caduta morale dell’Italia dall’altra evoca la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.  Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sitohttp://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà questa la vera novità, o una delle novità della politica italiana e meridionale in vista delle elezioni politiche del 2013? Potrebbe essere. Il sud fino ad oggi non ha avuto politica che pensi al suo sviluppo, ma che lo ha sempre visto come un problema, come una zavorra da rendere il più leggera possibile. Sabato, se dalle parole i proponenti l’appello passeranno ai fatti, potrebbe essere un inizio.
Certo la concomitanza casuale, in mattinata a Bari, anche della presenza del Presidente del Consiglio che inaugurerà la Fiera del Levante, potrebbe essere un segnale che gli organizzatori danno allo stesso Governo e alla politica italiana tutta. Il Sud deve avere una propria politica e non essere solo una “questione”. Vedremo.

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mercoledì 5 settembre 2012

8 Settembre: Il Sud con Pino Aprile si mette in movimento




Sarà una data importante per il Sud, il prossimo Sabato 8 settembre a Bari, L’8 settembre, in effetti, è  una data che evoca la caduta morale dell’Italia e allo stesso tempo la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, giornalista e scrittore, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.


Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sito http://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà possibile seguire la diretta Twitter utilizzando l’hashtag #appelloaprile

COMITATO APPELLO A PINO APRILE




Comitato Stampa e Comunicazione:

Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone
Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo

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Sarà una data importante per il Sud, il prossimo Sabato 8 settembre a Bari, L’8 settembre, in effetti, è  una data che evoca la caduta morale dell’Italia e allo stesso tempo la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, giornalista e scrittore, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.


Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sito http://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà possibile seguire la diretta Twitter utilizzando l’hashtag #appelloaprile

COMITATO APPELLO A PINO APRILE




Comitato Stampa e Comunicazione:

Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone
Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo

 
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