venerdì 14 agosto 2009

PONTELANDOLFO 14/08/1861 - IL MASSACRO





L’ECCIDIO
di Pontelandolfo e Casalduni
di Antonio Ciano
da: “I Savoia e il massacro del sud” - Grandmelò, ROMA, 1996



Il 14 agosto del 1861, su ordine del generale Enrico Cialdini, il Colonnello Negri ed il maggiore Carlo Melegari attaccano i due paesi molisani.
I partigiani delle Due Sicilie, appostati sulla provincile che porta da Benevento a Campobasso,ammazzarono25 savoiardi e scapparono sui monti.
I militari piemontesi anzichè rincorrere i partigiani preferiscono dirigersi sui due paesi inermi.
Erano le 4 del mattino.Il colonnello Negri, accompagnato dal garibaldino del luogo De Marco, attaccò Pontelandolfo con 500 bersaglieri.


La mattanza iniziò non appena i soldati entrarono nella cittadina ancora dormiente.I piumati entrarono inquadrati e disposti per l'attacco, chiusero tutte le uscite del paese, nessuno poteva fuggire, sembrava quasi un gioco, una esercitazione militare. Ma non fu così, con torce alla mano i soldati piemontesi cominciarono a bruciare i fienili delle stalle, con calci sfondavano le porte delle case.
" I piemontesi, barbari cisalpini e feroci assassini, usarono sistematicamente la violenza; usarono la fucilazione come arma di democrazia liberale.
Saranno maledetti per sempre da Dio e dagli uomini....gli ordini di Cialdini erano precisi: distruggere i due paesi e dare una lezione esemplare ai cafoni;dovevano pagare con la morte la sfida fatta al potente Piemonte....uccisioni, stupri, fucilate, grida, urli. I vecchi venivano fucilati subito e così i bambini che ancora dormivano nei loro letti. Molti bersaglieri, avendo finito le munizioni in dotazione, per non tornare a rifornirsi al campo base situato fuori del paese, usavano la baionetta in canna al fucile e passavano all'arma bianca i poveri disgraziati di Pontelandolfo.


Dopo aver ammazzato i proprietari delle abitazioni, le saccheggiavano: oro, argento,soldi, catenine, bracciali, orecchini, orologi, pentole e piatti.....i soldati piemontesi, analfabeti ed ignoranti qualche parola di italiano l'avevano imparata al di qua del Tronto, comunque una parola sapevano pronunciare bene - Piastre! Piastre - dicevano entrando di prepotenza nelle casa dei pontelandolfesi - dove avete la piastre, piastre o morte. I barbari non si accontentavano delle piastre d'argento borboniche, bruciavano le case e ammazzavano senza pietà gli occupanti."


Il popolo d' Italia giornale filo governativo e quindi interessato a nascondere il più possibile la verità sui morti, indicò in 164 le vittime di quell'eccidio, destando l'indignazione persino del giornale francese La Patrie, filo unitario e quella del mondo intero, ma furono 164 i morti?
Dai registri parrocchiali si evince che i morti furono all'incirca 900, ma lasciamo ad altri il quantificare gli orrori di tale eccidio.

Leggi tutto »




L’ECCIDIO
di Pontelandolfo e Casalduni
di Antonio Ciano
da: “I Savoia e il massacro del sud” - Grandmelò, ROMA, 1996



Il 14 agosto del 1861, su ordine del generale Enrico Cialdini, il Colonnello Negri ed il maggiore Carlo Melegari attaccano i due paesi molisani.
I partigiani delle Due Sicilie, appostati sulla provincile che porta da Benevento a Campobasso,ammazzarono25 savoiardi e scapparono sui monti.
I militari piemontesi anzichè rincorrere i partigiani preferiscono dirigersi sui due paesi inermi.
Erano le 4 del mattino.Il colonnello Negri, accompagnato dal garibaldino del luogo De Marco, attaccò Pontelandolfo con 500 bersaglieri.


La mattanza iniziò non appena i soldati entrarono nella cittadina ancora dormiente.I piumati entrarono inquadrati e disposti per l'attacco, chiusero tutte le uscite del paese, nessuno poteva fuggire, sembrava quasi un gioco, una esercitazione militare. Ma non fu così, con torce alla mano i soldati piemontesi cominciarono a bruciare i fienili delle stalle, con calci sfondavano le porte delle case.
" I piemontesi, barbari cisalpini e feroci assassini, usarono sistematicamente la violenza; usarono la fucilazione come arma di democrazia liberale.
Saranno maledetti per sempre da Dio e dagli uomini....gli ordini di Cialdini erano precisi: distruggere i due paesi e dare una lezione esemplare ai cafoni;dovevano pagare con la morte la sfida fatta al potente Piemonte....uccisioni, stupri, fucilate, grida, urli. I vecchi venivano fucilati subito e così i bambini che ancora dormivano nei loro letti. Molti bersaglieri, avendo finito le munizioni in dotazione, per non tornare a rifornirsi al campo base situato fuori del paese, usavano la baionetta in canna al fucile e passavano all'arma bianca i poveri disgraziati di Pontelandolfo.


Dopo aver ammazzato i proprietari delle abitazioni, le saccheggiavano: oro, argento,soldi, catenine, bracciali, orecchini, orologi, pentole e piatti.....i soldati piemontesi, analfabeti ed ignoranti qualche parola di italiano l'avevano imparata al di qua del Tronto, comunque una parola sapevano pronunciare bene - Piastre! Piastre - dicevano entrando di prepotenza nelle casa dei pontelandolfesi - dove avete la piastre, piastre o morte. I barbari non si accontentavano delle piastre d'argento borboniche, bruciavano le case e ammazzavano senza pietà gli occupanti."


Il popolo d' Italia giornale filo governativo e quindi interessato a nascondere il più possibile la verità sui morti, indicò in 164 le vittime di quell'eccidio, destando l'indignazione persino del giornale francese La Patrie, filo unitario e quella del mondo intero, ma furono 164 i morti?
Dai registri parrocchiali si evince che i morti furono all'incirca 900, ma lasciamo ad altri il quantificare gli orrori di tale eccidio.

Nessun commento:

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India