sabato 31 marzo 2012

Pozzuoli, il Partito del Sud non appoggia nessun candidato Sindaco







Il Partito, presente nei Campi Flegrei da settembre 2011, valuta che non ci siano ancora le condizioni necessarie per aggregare le forze sane di Pozzuoli, e pertanto non presenterà una sua lista di candidati per queste elezioni, ma continuerà il lavoro di radicamento sul territorio.


Tuttavia, il Partito del Sud, ritenendo che fosse importante garantire all’interno del Consiglio Comunale la presenza di almeno un consigliere vicino alle nostre posizioni, ha deciso di appoggiare la lista dei Verdi, nominando due candidati indipendenti ............

leggi l'articolo su: http://www.voceflegrea.it/2012/03/29/pozzuoli-il-partito-del-sud-non-appoggia-nessun-candidato-sindaco/


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Il Partito, presente nei Campi Flegrei da settembre 2011, valuta che non ci siano ancora le condizioni necessarie per aggregare le forze sane di Pozzuoli, e pertanto non presenterà una sua lista di candidati per queste elezioni, ma continuerà il lavoro di radicamento sul territorio.


Tuttavia, il Partito del Sud, ritenendo che fosse importante garantire all’interno del Consiglio Comunale la presenza di almeno un consigliere vicino alle nostre posizioni, ha deciso di appoggiare la lista dei Verdi, nominando due candidati indipendenti ............

leggi l'articolo su: http://www.voceflegrea.it/2012/03/29/pozzuoli-il-partito-del-sud-non-appoggia-nessun-candidato-sindaco/


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Il Partito del Sud c'e' anche in Abruzzo!



Siamo davvero lieti di annunciare che il Partito del Sud da quest'anno è presente ufficialmente anche in Abruzzo. Al referente per l'Abruzzo, e Coordinatore regionale pro tempore, Nicola Di Pasquale, vanno in nostri migliori auguri per il lavoro da fare e per far crescere il nostro movimento nella bella terra degli "Abruzzi", storicamente legata alla storia meridionale.

Roma 31/03/2012

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

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Siamo davvero lieti di annunciare che il Partito del Sud da quest'anno è presente ufficialmente anche in Abruzzo. Al referente per l'Abruzzo, e Coordinatore regionale pro tempore, Nicola Di Pasquale, vanno in nostri migliori auguri per il lavoro da fare e per far crescere il nostro movimento nella bella terra degli "Abruzzi", storicamente legata alla storia meridionale.

Roma 31/03/2012

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

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Politica anzi assicurazione sulla vita


di Lino Patruno

Sarà un’impressione, ma Bari in questi giorni sembra più sporca. Magari un po’ di vento che fa volare cartacce. Ma più sporca di fiducia perduta, come quando da qualche parte ci sono i vetri rotti e così rimangono sempre: allora uno va e ne rompe un altro. La sensazione di eterno ritorno indietro che è la peggiore malattia del Sud. E la delusione di una città che si illudeva di una diversità di finestre aperte a un nuovo sole.

Prima l’Edilizia Sporca e l’arresto dei due fratelli Degennaro, con corredo insignificante di cozze pelose regalate al sindaco Emiliano.Poi le Fatture Sporche e l’arresto dei due fratelli Antro, con corredo molto significante di una sessantina di case sequestrate, da Cortina a Vietri sul Mare passando per un terreno in Costa Smeralda. Tengono famiglia e sono per ora accusati e non condannati. Ma a Bari almeno i politici del Comune sono vittime, per quanto disattente. Alla Provincia sono stati addirittura essi stessi a denunciare e incastrare.

Invece c’è di diverso e di peggio rispetto a Bari. Alligna tutto un Paese di pubblici amministratori a occhi chiusi e tasche rigonfie, quanto di imprenditori dalla truffa facile e dalla fame continua. Tanto da non distinguere più corruttori e corrotti. Come se stare in politica significasse automaticamente privilegio, abuso, arroganza, arricchimento. Come se fosse naturale il diritto a case di favore, a parenti e amici sistemati, a posti gratis ovunque, a gettoni di presenza, a incarichi e consulenze. E non perché debbano pensare ai figli anche loro: il regno delle tangenti è la Lombardia, la regione più ricca di tutte. Ingordigia e convinzione dell’immunità. E poi, per stare proprio al sicuro, 30 mila aziende pubbliche in Italia, pronte a sistemare anche le seconde e terze linee, non eletti ed ex vari: hanno famiglia pure loro.

E’ l’eterno scambio nazionale. Da un lato una imprenditoria troppo spesso più capace di conoscenze giuste che di produrre uno spillo. Dall’altro lato una politica troppo spesso più brava a ingrassare se stessa che a non ridurre a pelle e ossa la gente. Una politica che non ha diritto a lamentarsi di chi l’attacca finché non troverà in se stessa il rigurgito di dignità per cacciare i mercanti dal tempio prima che ci arrivino la Finanza e il pubblico ministero. Finché non sarà più il sistema rapido per sistemarsi a spese dei fessi che credono ancòra alla befana.

In questo al Nord più sporcaccioni che al Sud, essendo roba loro tutti i Grandi Furti nazionali da Tangentopoli in poi. Il Sud soffred’altro, un po’ condannato un po’ autocondannato com’è all’assistenza dello Stato. Cosicché il politico migliore, si fa per dire, è quello più capace di far arrivare più soldi. Il migliore è cioè il più traffichino. qualifica che a fatica fa rima con onestà e capacità. Né con disinteresse personale. Per spezzare il meccanismo, il Sud dovrebbe essere messo (e si dovrebbe mettere) in grado di fare da solo senza assistenza. I politici non dovrebbero, mettiamo, rimanere in carica più di due volte. E gli imprenditori che partecipano ad appalti pubblici non dovrebbero poter fare i politici per assegnarli a se stessi. Invece, la politica è un’assicurazione sulla bella vita. Anzi, nelle campagne elettorali parte l’appello a consiglieri comunali, assessori, presidenti vari a sacrificarsi per candidarsi (senza che occorra troppo pregarli per il sacrificio). La casta.

Né, a quanto pare, i giovani sono di altra razza. Stanno sempre a inventarsi movimenti e associazioni culturali (culturali, ci mancherebbe) per far sentire la loro ansia più che la loro voce: scostatevi e fateci posto. Non meraviglia allora che a Bari, nei giorni caldi delle cozze pelose, abbiano convocato una maxi riunione per battere (e battersi) il petto tutti. E non meraviglia che non si sia visto un solo cittadino: il cittadino avrebbe voluto battere loro.

Ecco perché il successo del governo cosiddetto tecnico: per l’Italia la vera Primavera, la rinascita della natura. Magari qualche decisione sempre a carico di chi paga già, magari qualche parola di troppo, magari una inutile guerra santa sull’articolo 18. Ma decisioni, vivaddio, non prese per decenni, e in gran parte giuste. E a tambur battente, mica solo inedia e risse in tv (se solo si riuscisse a tener un po’ buono il sottosegretario Polillo). A conferma che non è vero che sia difficile o addirittura inutile governare gli italiani. I quali, quando suona la campana, ci sono sempre, anche a costo di prendersi la lezione del prof. Monti. Governo politico, altro che tecnico. Addirittura pedagogico.

Tornando a Bari, non bisogna, come si dice, buttare l’acqua con tutto il bambino. Un incidente di percorso ci può stare. Anzi due. Ma si riparino al più presto quei vetri rotti. E si stia lontani dai mercanti (e dai fratelli). Sono un’allergia, e non solo di stagione.

da: La Gazzetta del Mezzogiorno del 30 marzo 2012


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di Lino Patruno

Sarà un’impressione, ma Bari in questi giorni sembra più sporca. Magari un po’ di vento che fa volare cartacce. Ma più sporca di fiducia perduta, come quando da qualche parte ci sono i vetri rotti e così rimangono sempre: allora uno va e ne rompe un altro. La sensazione di eterno ritorno indietro che è la peggiore malattia del Sud. E la delusione di una città che si illudeva di una diversità di finestre aperte a un nuovo sole.

Prima l’Edilizia Sporca e l’arresto dei due fratelli Degennaro, con corredo insignificante di cozze pelose regalate al sindaco Emiliano.Poi le Fatture Sporche e l’arresto dei due fratelli Antro, con corredo molto significante di una sessantina di case sequestrate, da Cortina a Vietri sul Mare passando per un terreno in Costa Smeralda. Tengono famiglia e sono per ora accusati e non condannati. Ma a Bari almeno i politici del Comune sono vittime, per quanto disattente. Alla Provincia sono stati addirittura essi stessi a denunciare e incastrare.

Invece c’è di diverso e di peggio rispetto a Bari. Alligna tutto un Paese di pubblici amministratori a occhi chiusi e tasche rigonfie, quanto di imprenditori dalla truffa facile e dalla fame continua. Tanto da non distinguere più corruttori e corrotti. Come se stare in politica significasse automaticamente privilegio, abuso, arroganza, arricchimento. Come se fosse naturale il diritto a case di favore, a parenti e amici sistemati, a posti gratis ovunque, a gettoni di presenza, a incarichi e consulenze. E non perché debbano pensare ai figli anche loro: il regno delle tangenti è la Lombardia, la regione più ricca di tutte. Ingordigia e convinzione dell’immunità. E poi, per stare proprio al sicuro, 30 mila aziende pubbliche in Italia, pronte a sistemare anche le seconde e terze linee, non eletti ed ex vari: hanno famiglia pure loro.

E’ l’eterno scambio nazionale. Da un lato una imprenditoria troppo spesso più capace di conoscenze giuste che di produrre uno spillo. Dall’altro lato una politica troppo spesso più brava a ingrassare se stessa che a non ridurre a pelle e ossa la gente. Una politica che non ha diritto a lamentarsi di chi l’attacca finché non troverà in se stessa il rigurgito di dignità per cacciare i mercanti dal tempio prima che ci arrivino la Finanza e il pubblico ministero. Finché non sarà più il sistema rapido per sistemarsi a spese dei fessi che credono ancòra alla befana.

In questo al Nord più sporcaccioni che al Sud, essendo roba loro tutti i Grandi Furti nazionali da Tangentopoli in poi. Il Sud soffred’altro, un po’ condannato un po’ autocondannato com’è all’assistenza dello Stato. Cosicché il politico migliore, si fa per dire, è quello più capace di far arrivare più soldi. Il migliore è cioè il più traffichino. qualifica che a fatica fa rima con onestà e capacità. Né con disinteresse personale. Per spezzare il meccanismo, il Sud dovrebbe essere messo (e si dovrebbe mettere) in grado di fare da solo senza assistenza. I politici non dovrebbero, mettiamo, rimanere in carica più di due volte. E gli imprenditori che partecipano ad appalti pubblici non dovrebbero poter fare i politici per assegnarli a se stessi. Invece, la politica è un’assicurazione sulla bella vita. Anzi, nelle campagne elettorali parte l’appello a consiglieri comunali, assessori, presidenti vari a sacrificarsi per candidarsi (senza che occorra troppo pregarli per il sacrificio). La casta.

Né, a quanto pare, i giovani sono di altra razza. Stanno sempre a inventarsi movimenti e associazioni culturali (culturali, ci mancherebbe) per far sentire la loro ansia più che la loro voce: scostatevi e fateci posto. Non meraviglia allora che a Bari, nei giorni caldi delle cozze pelose, abbiano convocato una maxi riunione per battere (e battersi) il petto tutti. E non meraviglia che non si sia visto un solo cittadino: il cittadino avrebbe voluto battere loro.

Ecco perché il successo del governo cosiddetto tecnico: per l’Italia la vera Primavera, la rinascita della natura. Magari qualche decisione sempre a carico di chi paga già, magari qualche parola di troppo, magari una inutile guerra santa sull’articolo 18. Ma decisioni, vivaddio, non prese per decenni, e in gran parte giuste. E a tambur battente, mica solo inedia e risse in tv (se solo si riuscisse a tener un po’ buono il sottosegretario Polillo). A conferma che non è vero che sia difficile o addirittura inutile governare gli italiani. I quali, quando suona la campana, ci sono sempre, anche a costo di prendersi la lezione del prof. Monti. Governo politico, altro che tecnico. Addirittura pedagogico.

Tornando a Bari, non bisogna, come si dice, buttare l’acqua con tutto il bambino. Un incidente di percorso ci può stare. Anzi due. Ma si riparino al più presto quei vetri rotti. E si stia lontani dai mercanti (e dai fratelli). Sono un’allergia, e non solo di stagione.

da: La Gazzetta del Mezzogiorno del 30 marzo 2012


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venerdì 30 marzo 2012

Moglia ( MN): ViviMoglia corre sola



Nella foto Marco Mondini ( sx), candidato Sindaco per la lista civica ViviMoglia e Bondanello insieme al candidato del Partito del Sud e referente per Moglia del nostro Partito,Tommaso Pelliccia (dx), 48 anni,nato a Napoli e residente da dodici anni a Moglia.
La lista ViVimoglia e Bondanello ha recepito nel programma una serie di punti proposti dal Partito del Sud a vantaggio di tutti i cittadini del Comune, del nord come del sud, contro ogni tipo di egoismo e di discriminazione.
( PdSUD)

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MOGLIA. Nessuna intesa con la civica di centrosinistra cambiaMOglia sostenuta da Pd, Comunità e Territori, Sel e Socialisti: “ViviMoglia e Bondanello”, sostenuta da IdV, Prc, Ecologisti Civici, Partito del Sud, Pensionati ed Acm, correrà da sola con il candidato sindaco Marco Mondini. Decisione che era nell'aria ma che è stata comunicata ufficialmente nel primo pomeriggio di ieri dallo stesso Marco Mondini, capogruppo uscente. Sembrano invece indirizzate verso l’accordo, le trattative tra il PdL che candida a sindaco Leo Traldi e la Lega Nord. Nonostante i mal di pancia di alcuni rappresentanti del Carroccio per il nome del sindaco uscente Claudio Bavutti come capolista, il vertice della Lega avrebbe comunque benedetto l’accordo.(m.p.)


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Nella foto Marco Mondini ( sx), candidato Sindaco per la lista civica ViviMoglia e Bondanello insieme al candidato del Partito del Sud e referente per Moglia del nostro Partito,Tommaso Pelliccia (dx), 48 anni,nato a Napoli e residente da dodici anni a Moglia.
La lista ViVimoglia e Bondanello ha recepito nel programma una serie di punti proposti dal Partito del Sud a vantaggio di tutti i cittadini del Comune, del nord come del sud, contro ogni tipo di egoismo e di discriminazione.
( PdSUD)

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MOGLIA. Nessuna intesa con la civica di centrosinistra cambiaMOglia sostenuta da Pd, Comunità e Territori, Sel e Socialisti: “ViviMoglia e Bondanello”, sostenuta da IdV, Prc, Ecologisti Civici, Partito del Sud, Pensionati ed Acm, correrà da sola con il candidato sindaco Marco Mondini. Decisione che era nell'aria ma che è stata comunicata ufficialmente nel primo pomeriggio di ieri dallo stesso Marco Mondini, capogruppo uscente. Sembrano invece indirizzate verso l’accordo, le trattative tra il PdL che candida a sindaco Leo Traldi e la Lega Nord. Nonostante i mal di pancia di alcuni rappresentanti del Carroccio per il nome del sindaco uscente Claudio Bavutti come capolista, il vertice della Lega avrebbe comunque benedetto l’accordo.(m.p.)


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Elezioni Comunali di Palermo: Vi presentiamo i nostri candidati - Stefano Cannioto





Stefano Cannioto, Ingegnere palermitano di 52 anni, sposato e con un figlio di 14 anni.
Durante gli anni di frequenza universitaria si impegna attivamente in prima persona in attività politiche e culturali, in particolare facendo parte della redazione del giornale universitario “Universitas”, espressione del movimento “Università per l’Uomo”, in cui scrive e ricopre l'incarico di segretario di redazione per alcuni anni.
Inizia il proprio percorso professionale a Catania dove lavora in una nota azienda multinazionale di componenti elettronici, fino a quando le vicende lavorative ed il matrimonio con Anna, lo riportano a Palermo.
Nel 2008, con alcuni amici del periodo universitario, e in continuità con l'esperienza di “Universitas”, fonda l'associazione culturale “Vespri Siciliani”.
Attualmente è direttore tecnico della Emergenzamatic S.r.l., leader mondiale nella realizzazione di dispositivi di emergenza per ascensori, collabora con RINA SpA, uno dei principali enti di certificazione Italiani, ed è consulente esterno di Urbania Energia S.r.l., società palermitana di ingegneria che si occupa di energie rinnovabili e risparmio energetico.
Insieme agli amici del Partito del Sud, decide di fare una scelta di campo, sostenendo la candidatura a Sindaco di Palermo di Fabrizio Ferrandelli.

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Stefano Cannioto, Ingegnere palermitano di 52 anni, sposato e con un figlio di 14 anni.
Durante gli anni di frequenza universitaria si impegna attivamente in prima persona in attività politiche e culturali, in particolare facendo parte della redazione del giornale universitario “Universitas”, espressione del movimento “Università per l’Uomo”, in cui scrive e ricopre l'incarico di segretario di redazione per alcuni anni.
Inizia il proprio percorso professionale a Catania dove lavora in una nota azienda multinazionale di componenti elettronici, fino a quando le vicende lavorative ed il matrimonio con Anna, lo riportano a Palermo.
Nel 2008, con alcuni amici del periodo universitario, e in continuità con l'esperienza di “Universitas”, fonda l'associazione culturale “Vespri Siciliani”.
Attualmente è direttore tecnico della Emergenzamatic S.r.l., leader mondiale nella realizzazione di dispositivi di emergenza per ascensori, collabora con RINA SpA, uno dei principali enti di certificazione Italiani, ed è consulente esterno di Urbania Energia S.r.l., società palermitana di ingegneria che si occupa di energie rinnovabili e risparmio energetico.
Insieme agli amici del Partito del Sud, decide di fare una scelta di campo, sostenendo la candidatura a Sindaco di Palermo di Fabrizio Ferrandelli.

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La truffa del CIP6 e la necessità di una vera politica ambientalista pro Sud!


Era il lontano1992 quando, con la delibera n.6 del Comitato interministeriale Prezzi fu deciso di incentivare le energie rinnovabili, anche in linea con le raccomandazione della UE che recentemente sono state comfermate con la famosa direttiva 20/20/20 che indicano per lo sviluppo e per le politiche energetiche degli obiettivi precisi nell'aumentare del 20% l'efficienza energetica, ridurre del 20% le emissioni ed arrivare almeno al 20% di fonti rinnovabili, ma come al solito da una cosa in partenza buona e condivisibile, nacque l'inghippo e la truffa all'italiana.
Per finanziare le rinnovabili fu deciso un aumento del 6-7% delle tariffe e quindi tutti noi paghiamo questo contributo nella bolletta elettrica, ma in realtà a chi e cosa paghiamo?
Bastò aggiungere alle fonti rinnovabili la parola "assimilate" ed ecco che oltre ad incentivare le fonti realmente rinnovabili, come l'eolico, il fotovoltaico o il geotermico, si aggiunsero una serie di cose che proprio pulite e rinnovabili non sono, come gli inceneritori (che solo in Italia sono incentivati, tra l'altro solo in Italia è stato stabilito per legge che l'energia ottenuta dalla trasformazione di rifiuti è da considerarsi rinnnovabssiono fonti rinnovabili contro le raccomandazioni UE...) e perfino gli scarti petroliferi.
Quindi ecco i finanziamenti pubblici alla regina degli inceneritori Marcegaglia, ai petrolieri come Moratti e Garrone, tutti esempi di valente imprenditoria padana super-assistita.
Questa storia la raccontò Beppe Grillo già nel 2007 , nel 2010 dopo un tentativo di aggiustare le cose, si fece il solido dietro-front e si prorogarono gli incentivi.

Il Partito del Sud deve assolutamente proporre di incentivare solo le fonti realmente rinnovabili ed eliminare le fonti "assimilate" da ogni tipo di incentivo, per una corretta gestione dei rifiuti deve continuare ad appoggiare le strategie di "rifiuti zero", quindi la strategia di raccolta differenziata spinta che e' la strada intrapresa, pur se con ritardi e tante difficoltà, dalla giunta De Magistris a Napoli. No a nuovi inceneritori (chiamati falsamente "termovalorizzatori"...) che sono funzionali solo ai guadagni dei gruppi industriali e degli imprenditori del Nord, non solo perché molti studi li ritengono dannosi per la salute, ma anche perché economicamente non convenienti, se eliminiamo gli incentivi CIP6 rubati in questi 10 anni (decine di miliardi di Euro), rispetto ad impianti di compostaggio per l'umido ed impianti a Trattamento Meccanico Biologico per il residuo non differenziato, per chiudere un corretto ciclo di gestione dei rifiuti a valle di una raccolta differenziata spinta.

Quindi si potrebbero diminuire i costi dell'elettricità eliminando gli incentivi alle false rinnovabili e con una maggiore efficienza della rete, eliminando i tanti sprechi (incentivi elettrodomestici ad alta efficienza, utilizzo lampadine a basso consumo, miglioramento rete distribuzione...) inoltre un sano incentivo alle vere rinnovabili dovrebbe favorire i piccoli impianti promuovendo mini-impianti eolici o solari in una logica "smart grid".

Non si capisce perché dell'Europa prendiamo solo le flessibilità dei contratti in uscita o le rigidità dei conti....come mai non seguiamo mai gli esempi dei tedeschi o degli scandinavi anche per le politiche energetiche? E' mai possibile che in Italia il solare e' meno sviluppato che in Germania o Danimarca?

E' urgente la definizione di un Piano Energetico nazionale, con la pianificazione di breve e di medio-lungo termine con obiettivi sia di efficienza che di diversificazione delle fonti, con la massima incentivazione per quelle realmente rinnovabili. Stop a nuove trivellazioni ed aumento royalties per le regioni come Basilicata e Sicilia dove ci sono

E' ovvio che dicendo no al nucleare con l'ultimo referendum, e noi meridionalisti siamo di quelli che rispettano una volontà popolare, non possiamo non incentivare di più e meglio le rinnovabili, senza trascurare una ricerca pura ed applicata sulle nuove frontiere dell'energia, ad esempio dalla fusione "fredda" o all'energia dalla maree. Un futuro di sviluppo sostenibile passa sopratutto per queste scelte, invece di continuare a sprecare e bruciare dobbiamo passare a consumare meno e riciclare, puntare all'utilizzo, più efficiente e meno dannoso per l'ambiente, delle risorse della nostra terra. Una terra già martoriata dall'eco-mostro di Acerra e dai tanti rifiuti tossici sversati nel triangolo della morte tra Afragola e Acerra o nei territori dei casalesi..

Enzo Riccio
Segretario Org.nazionale
Partito del Sud

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Era il lontano1992 quando, con la delibera n.6 del Comitato interministeriale Prezzi fu deciso di incentivare le energie rinnovabili, anche in linea con le raccomandazione della UE che recentemente sono state comfermate con la famosa direttiva 20/20/20 che indicano per lo sviluppo e per le politiche energetiche degli obiettivi precisi nell'aumentare del 20% l'efficienza energetica, ridurre del 20% le emissioni ed arrivare almeno al 20% di fonti rinnovabili, ma come al solito da una cosa in partenza buona e condivisibile, nacque l'inghippo e la truffa all'italiana.
Per finanziare le rinnovabili fu deciso un aumento del 6-7% delle tariffe e quindi tutti noi paghiamo questo contributo nella bolletta elettrica, ma in realtà a chi e cosa paghiamo?
Bastò aggiungere alle fonti rinnovabili la parola "assimilate" ed ecco che oltre ad incentivare le fonti realmente rinnovabili, come l'eolico, il fotovoltaico o il geotermico, si aggiunsero una serie di cose che proprio pulite e rinnovabili non sono, come gli inceneritori (che solo in Italia sono incentivati, tra l'altro solo in Italia è stato stabilito per legge che l'energia ottenuta dalla trasformazione di rifiuti è da considerarsi rinnnovabssiono fonti rinnovabili contro le raccomandazioni UE...) e perfino gli scarti petroliferi.
Quindi ecco i finanziamenti pubblici alla regina degli inceneritori Marcegaglia, ai petrolieri come Moratti e Garrone, tutti esempi di valente imprenditoria padana super-assistita.
Questa storia la raccontò Beppe Grillo già nel 2007 , nel 2010 dopo un tentativo di aggiustare le cose, si fece il solido dietro-front e si prorogarono gli incentivi.

Il Partito del Sud deve assolutamente proporre di incentivare solo le fonti realmente rinnovabili ed eliminare le fonti "assimilate" da ogni tipo di incentivo, per una corretta gestione dei rifiuti deve continuare ad appoggiare le strategie di "rifiuti zero", quindi la strategia di raccolta differenziata spinta che e' la strada intrapresa, pur se con ritardi e tante difficoltà, dalla giunta De Magistris a Napoli. No a nuovi inceneritori (chiamati falsamente "termovalorizzatori"...) che sono funzionali solo ai guadagni dei gruppi industriali e degli imprenditori del Nord, non solo perché molti studi li ritengono dannosi per la salute, ma anche perché economicamente non convenienti, se eliminiamo gli incentivi CIP6 rubati in questi 10 anni (decine di miliardi di Euro), rispetto ad impianti di compostaggio per l'umido ed impianti a Trattamento Meccanico Biologico per il residuo non differenziato, per chiudere un corretto ciclo di gestione dei rifiuti a valle di una raccolta differenziata spinta.

Quindi si potrebbero diminuire i costi dell'elettricità eliminando gli incentivi alle false rinnovabili e con una maggiore efficienza della rete, eliminando i tanti sprechi (incentivi elettrodomestici ad alta efficienza, utilizzo lampadine a basso consumo, miglioramento rete distribuzione...) inoltre un sano incentivo alle vere rinnovabili dovrebbe favorire i piccoli impianti promuovendo mini-impianti eolici o solari in una logica "smart grid".

Non si capisce perché dell'Europa prendiamo solo le flessibilità dei contratti in uscita o le rigidità dei conti....come mai non seguiamo mai gli esempi dei tedeschi o degli scandinavi anche per le politiche energetiche? E' mai possibile che in Italia il solare e' meno sviluppato che in Germania o Danimarca?

E' urgente la definizione di un Piano Energetico nazionale, con la pianificazione di breve e di medio-lungo termine con obiettivi sia di efficienza che di diversificazione delle fonti, con la massima incentivazione per quelle realmente rinnovabili. Stop a nuove trivellazioni ed aumento royalties per le regioni come Basilicata e Sicilia dove ci sono

E' ovvio che dicendo no al nucleare con l'ultimo referendum, e noi meridionalisti siamo di quelli che rispettano una volontà popolare, non possiamo non incentivare di più e meglio le rinnovabili, senza trascurare una ricerca pura ed applicata sulle nuove frontiere dell'energia, ad esempio dalla fusione "fredda" o all'energia dalla maree. Un futuro di sviluppo sostenibile passa sopratutto per queste scelte, invece di continuare a sprecare e bruciare dobbiamo passare a consumare meno e riciclare, puntare all'utilizzo, più efficiente e meno dannoso per l'ambiente, delle risorse della nostra terra. Una terra già martoriata dall'eco-mostro di Acerra e dai tanti rifiuti tossici sversati nel triangolo della morte tra Afragola e Acerra o nei territori dei casalesi..

Enzo Riccio
Segretario Org.nazionale
Partito del Sud

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Napoli: Apre il molo San Vincenzo, subito passeggiate a mare

L'idea-progetto Assopagenti sul Molo san Vincenzo messa a punto nel 1998 dall'ingegner Bertoni

L'idea-progetto Assopagenti sul Molo san Vincenzo messa a punto nel 1998 dall'ingegner Bertoni

NAPOLI - Tantissime notizie sulla Coppa America e una importantissima per la città. Era nell'aria ma martedì Paolo Graziano, numero uno degli industriali partenopei e presidente di Acn, lo ha annunciato a margine della conferenza stampa di avvicinamento alla Coppa America tenuta nell'ambito della manifestazione «Navigare» a Baia. «Il molo San Vincenzo torna alla città, sarà possibile passeggiare sul mare già durante le sfide dei catamarani». Evidentemente la Marina Militare ha iniziato il passaggio della zona dall'Ammiragliato al Comune. Una delle zone più belle di Napoli torna alla città e diventerà un'area di shopping e di cultura, con l'apertura del Museo del mare e spazi di incontro. Tutto attuabile all'interno del «Grande Progetto» per il porto di Napoli che la Regione ha presentato e l'Unione europea sta per finanziare con 320 milioni di euro. Gli interventi da fare sono minimi.

I palazzi dell'Ammiragliato non hanno bisogno di ristrutturazione e una parte del molo borbonico, quello che va dall'eliporto al faro, affidato all'Autorità portuale, è già stato ripulito e messo a nuovo. A svelare i dettagli del progetto è il Propeller di Napoli (il Rotary del mare) che ha lavorato perché il sogno si avverasse. Il suo presidente, Umberto Masucci, ha fatto da catalizzatore tra i vari enti. La passeggiata si dividerà in due parti: la prima dal Molosiglio fino all'Eliporto, affidata al Comune, la seconda dall'Eliporto al Faro. Nella parte finale del molo attraccheranno i grandi yacht e le piccole navi passeggeri. Bus turistici e taxi sosteranno nell'ampio slargo davanti alla statua di San Gennaro. Gli archi che si aprono sotto la passeggiata ospiteranno negozi, bar e ristoranti. Chi vorrà partire per una gita in Costiera o a Capri, potrà utilizzare l'Eliporto che è ancora efficiente e non ha bisogno di interventi. Il tratto che affidato al Comune diventerà un attrattore culturale. Nel grande palazzo rosso, ex ammiragliato, sorgerà il Museo del Mare, sull'esempio del Galata di Genova. I reperti da esporre ci sono già, migliaia. Raccolti negli ultimi cinquant'anni nel Golfo di Napoli e mai esposti.

Sarà restaurato anche il bacino borbonico, che forse non tutti sanno, è stato il primo del mondo ed attualmente è allagato e pieno di alghe e mitili. Al progetto dovrebbero essere destinati venti milioni di provenienza europea, il resto si farà attraverso sponsor privati e ci sarebbe già in grande istituto di credito del Sud pronto a investire. Una grande area dell'edificio verrà dedicata all'emigrazione, quella di «Santa Lucia luntana» e quella dei disperati che sbarcano a Lampedusa. «Napoli avrà il suo Museo del Mare al Molo San Vincenzo - ha detto il sindaco de Magistris al convegno del Propeller - abbiamo tutte le sinergie tra pubblico e privato e ci sono le risorse. Sarà pronto nel 2013, un regalo per la seconda tappa dell'America's cup».

Vincenzo Esposito


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno


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L'idea-progetto Assopagenti sul Molo san Vincenzo messa a punto nel 1998 dall'ingegner Bertoni

L'idea-progetto Assopagenti sul Molo san Vincenzo messa a punto nel 1998 dall'ingegner Bertoni

NAPOLI - Tantissime notizie sulla Coppa America e una importantissima per la città. Era nell'aria ma martedì Paolo Graziano, numero uno degli industriali partenopei e presidente di Acn, lo ha annunciato a margine della conferenza stampa di avvicinamento alla Coppa America tenuta nell'ambito della manifestazione «Navigare» a Baia. «Il molo San Vincenzo torna alla città, sarà possibile passeggiare sul mare già durante le sfide dei catamarani». Evidentemente la Marina Militare ha iniziato il passaggio della zona dall'Ammiragliato al Comune. Una delle zone più belle di Napoli torna alla città e diventerà un'area di shopping e di cultura, con l'apertura del Museo del mare e spazi di incontro. Tutto attuabile all'interno del «Grande Progetto» per il porto di Napoli che la Regione ha presentato e l'Unione europea sta per finanziare con 320 milioni di euro. Gli interventi da fare sono minimi.

I palazzi dell'Ammiragliato non hanno bisogno di ristrutturazione e una parte del molo borbonico, quello che va dall'eliporto al faro, affidato all'Autorità portuale, è già stato ripulito e messo a nuovo. A svelare i dettagli del progetto è il Propeller di Napoli (il Rotary del mare) che ha lavorato perché il sogno si avverasse. Il suo presidente, Umberto Masucci, ha fatto da catalizzatore tra i vari enti. La passeggiata si dividerà in due parti: la prima dal Molosiglio fino all'Eliporto, affidata al Comune, la seconda dall'Eliporto al Faro. Nella parte finale del molo attraccheranno i grandi yacht e le piccole navi passeggeri. Bus turistici e taxi sosteranno nell'ampio slargo davanti alla statua di San Gennaro. Gli archi che si aprono sotto la passeggiata ospiteranno negozi, bar e ristoranti. Chi vorrà partire per una gita in Costiera o a Capri, potrà utilizzare l'Eliporto che è ancora efficiente e non ha bisogno di interventi. Il tratto che affidato al Comune diventerà un attrattore culturale. Nel grande palazzo rosso, ex ammiragliato, sorgerà il Museo del Mare, sull'esempio del Galata di Genova. I reperti da esporre ci sono già, migliaia. Raccolti negli ultimi cinquant'anni nel Golfo di Napoli e mai esposti.

Sarà restaurato anche il bacino borbonico, che forse non tutti sanno, è stato il primo del mondo ed attualmente è allagato e pieno di alghe e mitili. Al progetto dovrebbero essere destinati venti milioni di provenienza europea, il resto si farà attraverso sponsor privati e ci sarebbe già in grande istituto di credito del Sud pronto a investire. Una grande area dell'edificio verrà dedicata all'emigrazione, quella di «Santa Lucia luntana» e quella dei disperati che sbarcano a Lampedusa. «Napoli avrà il suo Museo del Mare al Molo San Vincenzo - ha detto il sindaco de Magistris al convegno del Propeller - abbiamo tutte le sinergie tra pubblico e privato e ci sono le risorse. Sarà pronto nel 2013, un regalo per la seconda tappa dell'America's cup».

Vincenzo Esposito


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno


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A Napoli con De Magistris,a Palermo con Ferrandelli


A NAPOLI CON DE MAGISTRIS
A PALERMO CON FERRANDELLI

Il Partito del SUD partecipa alle elezioni comunali di Palermo con propri candidati nelle liste del candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli.

La scelta del Partito del Sud nasce dalla convinzione, supportata dai fatti (riguardanti l’impegno politico-sociale di Fabrizio per Palermo), di riconoscere in Ferrandelli un valido esponente politico (come anche De Magistris a Napoli) di un nuova classe politica che sta nascendo nel meridione, di cui anche il Partito del SUD n’ è promotore, composta da giovani politici che operano nell’interesse e per la crescita sociale delle popolazione meridionali; opponendosi alla vecchia e dannosa politica clientelare di soggetti autoreferenziali, oligarchi e servi di apparati di partito, al servizio di gruppi di potere sostenitori di interessi economici di imprese del nord.( circa 107 deputati del sud, anche componenti di partiti falsi meridionalisti, hanno votato con il governo Berlusconi il federalismo fiscale della lega nord che penalizza il Sud).

Inoltre il partito del SUD ha condiviso il programma politico di Ferrandelli che prevede un cambiamento radicale della città di Palermo.

Pertanto chiediamo ai Palermitani un voto per Ferrandelli Sindaco e per i nostri candidati che garantiranno un impegno sicuro per la ripresa ECONOMICA, SOCIALE E CULTURALE di Palermo e del SUD.


V O T A
“ORA PALERMO LISTA FERRANDELLI “

AMATO Francesca Cantautrice
CARBONE Laura Avvocato
MORANA Barbara Insegnante

“PALERMO PER FERRANDELLI CON VENDOLA”

CANNIOTO Stefano Ingegnere
MELODIA Armando Tecnico Ospedaliero



Il Segretario Provinciale
Giovanni Maniscalco



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A NAPOLI CON DE MAGISTRIS
A PALERMO CON FERRANDELLI

Il Partito del SUD partecipa alle elezioni comunali di Palermo con propri candidati nelle liste del candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli.

La scelta del Partito del Sud nasce dalla convinzione, supportata dai fatti (riguardanti l’impegno politico-sociale di Fabrizio per Palermo), di riconoscere in Ferrandelli un valido esponente politico (come anche De Magistris a Napoli) di un nuova classe politica che sta nascendo nel meridione, di cui anche il Partito del SUD n’ è promotore, composta da giovani politici che operano nell’interesse e per la crescita sociale delle popolazione meridionali; opponendosi alla vecchia e dannosa politica clientelare di soggetti autoreferenziali, oligarchi e servi di apparati di partito, al servizio di gruppi di potere sostenitori di interessi economici di imprese del nord.( circa 107 deputati del sud, anche componenti di partiti falsi meridionalisti, hanno votato con il governo Berlusconi il federalismo fiscale della lega nord che penalizza il Sud).

Inoltre il partito del SUD ha condiviso il programma politico di Ferrandelli che prevede un cambiamento radicale della città di Palermo.

Pertanto chiediamo ai Palermitani un voto per Ferrandelli Sindaco e per i nostri candidati che garantiranno un impegno sicuro per la ripresa ECONOMICA, SOCIALE E CULTURALE di Palermo e del SUD.


V O T A
“ORA PALERMO LISTA FERRANDELLI “

AMATO Francesca Cantautrice
CARBONE Laura Avvocato
MORANA Barbara Insegnante

“PALERMO PER FERRANDELLI CON VENDOLA”

CANNIOTO Stefano Ingegnere
MELODIA Armando Tecnico Ospedaliero



Il Segretario Provinciale
Giovanni Maniscalco



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giovedì 29 marzo 2012

Venerdì 30 marzo lo spettacolo Terroni a Como!

Venerdí 30 marzo al Teatro Nuovo di Rebbio di Como, lo spettacolo "Terroni"
Centocinquant’anni di menzogne - spettacolo basato sul libro "Terroni" di Pino Aprile.
Adattato, diretto ed interpretato da Roberto D’Alessandro

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Venerdí 30 marzo al Teatro Nuovo di Rebbio di Como, lo spettacolo "Terroni"
Centocinquant’anni di menzogne - spettacolo basato sul libro "Terroni" di Pino Aprile.
Adattato, diretto ed interpretato da Roberto D’Alessandro

America's Cup, la presentazione ufficiale - Video


A pochi giorni dall'inizio delle World series, il canale ufficiale Youtube dell'America's Cup pubblica un lungo video su Napoli.

Fonte : video.repubblica.it

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A pochi giorni dall'inizio delle World series, il canale ufficiale Youtube dell'America's Cup pubblica un lungo video su Napoli.

Fonte : video.repubblica.it

SABATO 28 APRILE 2012: IL PDSUD ORGANIZZA IL "TERRONE DAY" A SAN GIORGIO DI MANTOVA




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mercoledì 28 marzo 2012

Per amore del Sud, shekeriamoci...

Il Ministro alla Coesione Territoriale Fabrizio Barca ha scritto giorni fa su "Affari e Finanza", ricevendo consensi in merito da alcuni giovani politici napoletani del PD :


"Destabilizzare il Sud parola di Fabrizio Barca"


"Destabilizzare il Sud, il suo endemico equilibrio tra clientela e rendita parassitaria, liberare energie intellettuali e imprenditoriali con un conflitto di idee anche duro ma vivo, partecipe. Non un rito, il solito che si conosce. E non un euro se non ci sono idee ma solo palmi di mano che si tendono nel segno dell’elemosina.
Se riusciamo a innestare un conflitto positivo, ampliare la base dell’elaborazione progettuale, dare schemi e offrire realtà che possano essere emulate, romperemo i tanti monopoli locali, i feudi che si elevano grazie al malgoverno. C’è bisogno di mobilità del pensiero, di dare potere alla conoscenza e gambe ai talenti del Sud"



il nostro dirigente napoletano del Partito del Sud, Bruno Pappalardo ha commentato in merito :


Per amore del Sud, "shekeriamoci..."


di Bruno Pappalardo

Verrà più tardi il tecnico, un amico, a portar via il computer. E’ infetto. E’ come togliermi la finestra nella stanza. Potrei scrivere una ultima cosa. Ma che dire stavolta? I temi sono a migliaia e s’affollano come un formicaio che basta toccarlo e la moltitudine dei pensieri diventa gelatina inafferrabile. Ah,…ecco! Ho letto di un’intervista al ministro Fabrizio Barca per la “Coesione Territoriale”. Era la poltrona di Umberto Boss. Pare abbia la soluzione per il Sud. Tutto quadra (con le parole) I mosaici delle idee sono magnifici!
Quelli del mausoleo di Galla Placidia impallidirebbero nonostante prevalga l’oro. L’organicità dei disegni, dei progetti mi hanno sempre affascinato come quella della Fornero e di Monti che dimenticano sul vuoto del baratro 350mila esodati. Quisquiglie, però, è tutto ordinato, funzionale, come la capacità scientifica di certuni ad acchiappare le mosche.
Ovviamente sosteneva che il Sud doveva cambiare mentalità, formarsi.
Avendo avuto la bella cifra da spendere in queste maledette terre, circa 3mld e mezzo, ebbene, diceva che nulla, neppure un euro sarà dato se non in presenza di nuove idee e solo dopo realizzate. Bello! “...e, allora”, continuava, “stenderemo la mano”. Forse alludeva alla solita elemosina!
Già perché queste identiche parole le sento da almeno un 40ennio, dai tempi della Cosmez. Beh, nel 49-50 era solo un’idea anch’io.Tuttavia volevo porre a voi la stessa domanda che da tempo remoto mi faccio tutti i giorni.
Perché quando si parla degli antichi e nuovi finanziamenti (dall’AgendSud ai Fas e a tutte le altre erogazioni europee solitamente chiamati “aiuti”) si dice che il meridione li ha rubati? Che sono stati sprecati senza che questo popolo realizzasse qualcosa di realmente concreto? Che siamo i soliti sfaticati e rassegnati??!
Ma chiedo ai miei dirigenti Balia, Cuccurese, Riccio, Cutolo ma per caso sti soldi, di cui si parla da una vita, li avete presi voi? Se è così ditelo accidenti e chiudiamola qui! Noo?? Allora chi, i due Esposito, Citarella, Argenio, Pisapia, De Franciscis, Godano, Amato. Un’idea ce l’ho! Il suo comportamento amorevolmente distaccato, serbato ma forse un po troppo riservato nell’incedere verso le cose, chissà che non nasconda altro,…ci sono è la Castellano. Insomma chiedo ai tanti del mio partito se ne sanno qualcosa? No, neppure voi? Pare, però, che tutti sappiano, storicamente, che c’era stata una valigia ingrossata di lire che cadde a pioggia sulle teste dei meridionali. Credo anche che confondano con quella di qualcun altro tra il ‘92 e ’94.
Ma che sciocco, Questi sono giovani, o per meglio dire non tanto vecchi per essere stati soggetti requisenti della nazional-truffa. Allora, furbo, ho bussato al mio vicino, E’ un simpatico ottantenne ma manco lui ne sa niente! Mi ha detto: “.. ma io aggio fatto sempe ‘o professore comme ‘ttè” Allora, mi sono detto, sarà per questo che siamo colpevoli!
Ho, sfrenatamente percorso le due scale del mio condominio. Niente, neppure loro sapevano di questi soldi! Omertà, …Boh.? Mi dico , l’amministratore, però, non me la racconta giusta, qualcosa sa, quello sa sempre tutto di quello che non deve sapere!
Sono passato dal giornalaio e al bar. Erano entrambi stipati. Non sapevano neppure cosa fosse la Cassa del Mezzogiorno. Ma allora? Chi li ha presi? Chiunque sia stato è un ladro, un furfante.
Ma perché se vado a Firenze, sono io quel malvivente? Ma io che c’entro ammesso che fossi il figlio del ladro? Ma mio padre esercitava la nobile arte del “guantaio”. Era sempre in casa! E gli altri, quelli della mia età come possono entrarci? Per questi cari signori sono sessant’anni che sono un mariuolo. Ma come si fa a non sapere, diciamocela, chi ha preso quei soldi.
Insomma non voglio continuare con la stupida retorica! L’ho intrapresa perché ho risentito le stesse parole d’allora dal nuovo ministro! Sono quelle di un Fanfani, un De Gasperi, Almirante, Berlinguer d’allora, Ve lo ricordate Emilio Colombo, i Gava, et cetera! Chissà di cosa e come si alimentavano questi partiti.
Ma c’è una differenza però. Il ragionamento del Barca veleggia, prima di me, nella precettistica più malevola, si contraddice! Se io, meridionale, avessi delle splendide idee, dovrei anticipare personalmente i costi. Ovvero dimostrare che queste funzionino? E i soldi, qui al sud chi me li allenta? Le banche? Per avere un credito “fetente” (ossia piccolo) devi prima garantire per un valore corrispondente a quello dei bilanci della stessa banca e poi firmare per la concessione degli organi. Bene, se ho un’idea devo anche essere società. Se sono società nuova forse potrei avere qualche chance dopo aver combattuto, sul territorio, (non certo con la camorra che si presenta solo dopo) con una concorrenza di società che sono sul posto e negli enti ma solo come l’occhio di società del nord per penetrare l’appalto e poi proporsi. Se sono una vecchia impresa non sarà formata e sarà anche creditore delle Amm.ni ma sarò anche scafata e collusa. Dicono che non investono, dicono dell’art.18, ma sono qui ancora dal 1860, ve lo giuro! Dice che dobbiamo parlare tutta un’altra lingua, ci sto! Ovviamente allude sia ad una “nuova concezione del fare” che delle lingue straniere. Questo è giusto ma è banale. Si sgomenta dei 40mld europei non spesi ( solo il 20% è stato investito) imputandola però all’indolenza e non già il timore che molti hanno sia per/che per i funzionari, mafie, partiti e per gli appalti pilotati e rientranti al Nord.
Caro ministro credo veramente nella Sua Buona Fede ma lei non sa nulla del meridione. Perché non ficca tutto in uno sheker, sbatte con cura e tira fuori la soluzione. Farà prima e forse meglio!



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Il Ministro alla Coesione Territoriale Fabrizio Barca ha scritto giorni fa su "Affari e Finanza", ricevendo consensi in merito da alcuni giovani politici napoletani del PD :


"Destabilizzare il Sud parola di Fabrizio Barca"


"Destabilizzare il Sud, il suo endemico equilibrio tra clientela e rendita parassitaria, liberare energie intellettuali e imprenditoriali con un conflitto di idee anche duro ma vivo, partecipe. Non un rito, il solito che si conosce. E non un euro se non ci sono idee ma solo palmi di mano che si tendono nel segno dell’elemosina.
Se riusciamo a innestare un conflitto positivo, ampliare la base dell’elaborazione progettuale, dare schemi e offrire realtà che possano essere emulate, romperemo i tanti monopoli locali, i feudi che si elevano grazie al malgoverno. C’è bisogno di mobilità del pensiero, di dare potere alla conoscenza e gambe ai talenti del Sud"



il nostro dirigente napoletano del Partito del Sud, Bruno Pappalardo ha commentato in merito :


Per amore del Sud, "shekeriamoci..."


di Bruno Pappalardo

Verrà più tardi il tecnico, un amico, a portar via il computer. E’ infetto. E’ come togliermi la finestra nella stanza. Potrei scrivere una ultima cosa. Ma che dire stavolta? I temi sono a migliaia e s’affollano come un formicaio che basta toccarlo e la moltitudine dei pensieri diventa gelatina inafferrabile. Ah,…ecco! Ho letto di un’intervista al ministro Fabrizio Barca per la “Coesione Territoriale”. Era la poltrona di Umberto Boss. Pare abbia la soluzione per il Sud. Tutto quadra (con le parole) I mosaici delle idee sono magnifici!
Quelli del mausoleo di Galla Placidia impallidirebbero nonostante prevalga l’oro. L’organicità dei disegni, dei progetti mi hanno sempre affascinato come quella della Fornero e di Monti che dimenticano sul vuoto del baratro 350mila esodati. Quisquiglie, però, è tutto ordinato, funzionale, come la capacità scientifica di certuni ad acchiappare le mosche.
Ovviamente sosteneva che il Sud doveva cambiare mentalità, formarsi.
Avendo avuto la bella cifra da spendere in queste maledette terre, circa 3mld e mezzo, ebbene, diceva che nulla, neppure un euro sarà dato se non in presenza di nuove idee e solo dopo realizzate. Bello! “...e, allora”, continuava, “stenderemo la mano”. Forse alludeva alla solita elemosina!
Già perché queste identiche parole le sento da almeno un 40ennio, dai tempi della Cosmez. Beh, nel 49-50 era solo un’idea anch’io.Tuttavia volevo porre a voi la stessa domanda che da tempo remoto mi faccio tutti i giorni.
Perché quando si parla degli antichi e nuovi finanziamenti (dall’AgendSud ai Fas e a tutte le altre erogazioni europee solitamente chiamati “aiuti”) si dice che il meridione li ha rubati? Che sono stati sprecati senza che questo popolo realizzasse qualcosa di realmente concreto? Che siamo i soliti sfaticati e rassegnati??!
Ma chiedo ai miei dirigenti Balia, Cuccurese, Riccio, Cutolo ma per caso sti soldi, di cui si parla da una vita, li avete presi voi? Se è così ditelo accidenti e chiudiamola qui! Noo?? Allora chi, i due Esposito, Citarella, Argenio, Pisapia, De Franciscis, Godano, Amato. Un’idea ce l’ho! Il suo comportamento amorevolmente distaccato, serbato ma forse un po troppo riservato nell’incedere verso le cose, chissà che non nasconda altro,…ci sono è la Castellano. Insomma chiedo ai tanti del mio partito se ne sanno qualcosa? No, neppure voi? Pare, però, che tutti sappiano, storicamente, che c’era stata una valigia ingrossata di lire che cadde a pioggia sulle teste dei meridionali. Credo anche che confondano con quella di qualcun altro tra il ‘92 e ’94.
Ma che sciocco, Questi sono giovani, o per meglio dire non tanto vecchi per essere stati soggetti requisenti della nazional-truffa. Allora, furbo, ho bussato al mio vicino, E’ un simpatico ottantenne ma manco lui ne sa niente! Mi ha detto: “.. ma io aggio fatto sempe ‘o professore comme ‘ttè” Allora, mi sono detto, sarà per questo che siamo colpevoli!
Ho, sfrenatamente percorso le due scale del mio condominio. Niente, neppure loro sapevano di questi soldi! Omertà, …Boh.? Mi dico , l’amministratore, però, non me la racconta giusta, qualcosa sa, quello sa sempre tutto di quello che non deve sapere!
Sono passato dal giornalaio e al bar. Erano entrambi stipati. Non sapevano neppure cosa fosse la Cassa del Mezzogiorno. Ma allora? Chi li ha presi? Chiunque sia stato è un ladro, un furfante.
Ma perché se vado a Firenze, sono io quel malvivente? Ma io che c’entro ammesso che fossi il figlio del ladro? Ma mio padre esercitava la nobile arte del “guantaio”. Era sempre in casa! E gli altri, quelli della mia età come possono entrarci? Per questi cari signori sono sessant’anni che sono un mariuolo. Ma come si fa a non sapere, diciamocela, chi ha preso quei soldi.
Insomma non voglio continuare con la stupida retorica! L’ho intrapresa perché ho risentito le stesse parole d’allora dal nuovo ministro! Sono quelle di un Fanfani, un De Gasperi, Almirante, Berlinguer d’allora, Ve lo ricordate Emilio Colombo, i Gava, et cetera! Chissà di cosa e come si alimentavano questi partiti.
Ma c’è una differenza però. Il ragionamento del Barca veleggia, prima di me, nella precettistica più malevola, si contraddice! Se io, meridionale, avessi delle splendide idee, dovrei anticipare personalmente i costi. Ovvero dimostrare che queste funzionino? E i soldi, qui al sud chi me li allenta? Le banche? Per avere un credito “fetente” (ossia piccolo) devi prima garantire per un valore corrispondente a quello dei bilanci della stessa banca e poi firmare per la concessione degli organi. Bene, se ho un’idea devo anche essere società. Se sono società nuova forse potrei avere qualche chance dopo aver combattuto, sul territorio, (non certo con la camorra che si presenta solo dopo) con una concorrenza di società che sono sul posto e negli enti ma solo come l’occhio di società del nord per penetrare l’appalto e poi proporsi. Se sono una vecchia impresa non sarà formata e sarà anche creditore delle Amm.ni ma sarò anche scafata e collusa. Dicono che non investono, dicono dell’art.18, ma sono qui ancora dal 1860, ve lo giuro! Dice che dobbiamo parlare tutta un’altra lingua, ci sto! Ovviamente allude sia ad una “nuova concezione del fare” che delle lingue straniere. Questo è giusto ma è banale. Si sgomenta dei 40mld europei non spesi ( solo il 20% è stato investito) imputandola però all’indolenza e non già il timore che molti hanno sia per/che per i funzionari, mafie, partiti e per gli appalti pilotati e rientranti al Nord.
Caro ministro credo veramente nella Sua Buona Fede ma lei non sa nulla del meridione. Perché non ficca tutto in uno sheker, sbatte con cura e tira fuori la soluzione. Farà prima e forse meglio!



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Tesseramento Partito del Sud 2012




Aiutaci a crescere ancor di più, per il terzo anno consecutivo vogliamo crescere ancora con il numero degli iscritti, le nuove sezioni e quindi il radicamento sempre più capillare sul territorio.
Oggi siamo già presenti in 12 regioni su 20, una rete di decine di sezioni e di blog locali oltre ad un blog ed un sito nazionale, presenti su Facebook e su Twitter.
Ci aspettano le elezioni amministrative 2012 a maggio, ci saremo in Sicilia, in Campania ed anche al Nord...abbiamo bisogno del tuo aiuto, di un sostegno economico e soprattutto della partecipazione attiva di tanti altri per costruire insieme la riscossa del Sud in un paese ed in un mondo più giusto, più libero, più pacifico, più solidale e meno chiuso, meno egoista, meno razzista e meno diseguale.
Aderisci anche tu al Partito del Sud, tutte le info al sito:
www.partitodelsud.eu

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Aiutaci a crescere ancor di più, per il terzo anno consecutivo vogliamo crescere ancora con il numero degli iscritti, le nuove sezioni e quindi il radicamento sempre più capillare sul territorio.
Oggi siamo già presenti in 12 regioni su 20, una rete di decine di sezioni e di blog locali oltre ad un blog ed un sito nazionale, presenti su Facebook e su Twitter.
Ci aspettano le elezioni amministrative 2012 a maggio, ci saremo in Sicilia, in Campania ed anche al Nord...abbiamo bisogno del tuo aiuto, di un sostegno economico e soprattutto della partecipazione attiva di tanti altri per costruire insieme la riscossa del Sud in un paese ed in un mondo più giusto, più libero, più pacifico, più solidale e meno chiuso, meno egoista, meno razzista e meno diseguale.
Aderisci anche tu al Partito del Sud, tutte le info al sito:
www.partitodelsud.eu

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Elezioni Comunali di Palermo: Ma se questa musica va avanti,è perché i briganti siamo noi

I Briganti di Sicilia con Ferrandelli!



Fonte: Partito del Sud - Sicilia

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I Briganti di Sicilia con Ferrandelli!



Fonte: Partito del Sud - Sicilia

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martedì 27 marzo 2012

Elezioni Comunali di Palermo: Vi presentiamo i nostri candidati-Barbara Morana


BARBARA MORANA, nata il 20 febbraio 1973 a Palermo ed ivi residente. Coniugata, 2 figli. Diploma di ragioniere e perito commerciale, conseguito nel 1992 presso l'ITC "VI", già "Pio La Torre" di Palermo.
Ho frequentato la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia sita in Palermo.
ho insegnato religione cattolica presso scuole pubbliche dell'infanzia e scuola primarie dal 2005 al 2008.
dal 1999 insegno morale presso i centri della Scuola Teologica di base siti sul territorio della Diocesi Palermo.
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BARBARA MORANA, nata il 20 febbraio 1973 a Palermo ed ivi residente. Coniugata, 2 figli. Diploma di ragioniere e perito commerciale, conseguito nel 1992 presso l'ITC "VI", già "Pio La Torre" di Palermo.
Ho frequentato la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia sita in Palermo.
ho insegnato religione cattolica presso scuole pubbliche dell'infanzia e scuola primarie dal 2005 al 2008.
dal 1999 insegno morale presso i centri della Scuola Teologica di base siti sul territorio della Diocesi Palermo.

Fiorella Mannoia in Comune da de Magistris...


http://www.youtube.com/watch?v=pKiAWT6eyro




Fiorella Mannoia a Napoli dove ha dato inizio al suo tour per il nuovo LP sul SUD ispirato dal libro di Pino Aprile "TERRONI", è stata ricevuta per quest'impegno a favore delle nostre terre dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che Le ha donato una targa onoraria con il Gonfalone del Comune di Napoli, e per sostenere il gemellaggio tra la fondazione di Don Merola e il progetto Axè, che si occupa del recupero dei ragazzi e delle ragazze a rischio a Bahia (Brasile). La danza e la musica possono infatti cambiare il destino!





Fonte : Fb pagina ufficiale di Luigi de Magistris

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http://www.youtube.com/watch?v=pKiAWT6eyro




Fiorella Mannoia a Napoli dove ha dato inizio al suo tour per il nuovo LP sul SUD ispirato dal libro di Pino Aprile "TERRONI", è stata ricevuta per quest'impegno a favore delle nostre terre dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che Le ha donato una targa onoraria con il Gonfalone del Comune di Napoli, e per sostenere il gemellaggio tra la fondazione di Don Merola e il progetto Axè, che si occupa del recupero dei ragazzi e delle ragazze a rischio a Bahia (Brasile). La danza e la musica possono infatti cambiare il destino!





Fonte : Fb pagina ufficiale di Luigi de Magistris

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GAETA: ECCO LE LISTE DI RAIMONDI

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Fonte: Latina Oggi del 26 Marzo 2012 pag.24

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Fonte: Latina Oggi del 26 Marzo 2012 pag.24

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