mercoledì 15 febbraio 2017

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana




COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti sarà parte attiva al Congresso di Sinistra Italiana che si terrà a Rimini i giorni 17, 18 e 19 Febbraio 2016. Invitata ufficialmente, una delegazione del Partito del Sud porterà all’attenzione del Congresso le ragioni del proprio meridionalismo progressista, nazionale ed europeo, in una costituenda forza di vera sinistra, con l’augurio che questo possa essere l’inizio di un grande cammino collettivo.


Partito del Sud- Segreteria Nazionale Organizzativa



Per informazioni:

Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob. 3481640030


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COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti sarà parte attiva al Congresso di Sinistra Italiana che si terrà a Rimini i giorni 17, 18 e 19 Febbraio 2016. Invitata ufficialmente, una delegazione del Partito del Sud porterà all’attenzione del Congresso le ragioni del proprio meridionalismo progressista, nazionale ed europeo, in una costituenda forza di vera sinistra, con l’augurio che questo possa essere l’inizio di un grande cammino collettivo.


Partito del Sud- Segreteria Nazionale Organizzativa



Per informazioni:

Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob. 3481640030


mercoledì 8 febbraio 2017

L'estremismo malattia infantile del meridionalismo - di E. Riccio

Una degli scritti di Lenin, che è diventato anche una delle sue più famose citazioni, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”, scritta nei primi decenni del secolo scorso e recentemente ripubblicata, può essere facilmente parafrasata ed applicarsi oggi al meridionalismo, dopo circa un secolo sembra essere ancora molto attuale, purtroppo,  per il meridionalismo ed in generale, purtroppo, anche talvolta per la politica italiana di sinistra.

Per non fare lo stesso errore che si fa spesso, con delle etichette che confondono  perché ognuno gli da il suo significato e poi magari si discute inutilmente per ore sulla terminologia, definiamo inizialmente il “meridionalismo” come quel magma che ribolle al Sud, oramai da qualche anno, magari in forma un po’ confusa ma sicuramente come fenomeno in crescita. Se poi fino ad una decina di anni fa politicamente c’era il nulla, oggi si osserva un magma di passione, di ricerca ed orgoglio identitario e anche di rabbiosa rivalsa che vuole trasformarsi anche in proposta politica ed avere rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali, consapevoli che senza questa presenza ogni recriminazione resta vana e velleitaria. Questa voglia, che sicuramente è aumentata con la diffusione dei social network e soprattutto è andata in crescendo dopo anni di propaganda leghista e diffusione di stereotipi razzisti anti-meridionale. Un processo che è partito senz’altro anche dalla revisione storica del cosiddetto “risorgimento”, oltre che da una perdurante colonizzazione economica e culturale che dura da più di 150 anni, proviamo ad analizzare però meglio il fenomeno e fare dei ragionamenti per trarre delle conclusioni semplici, visto che frequento oramai da una decina d’anni l’ambiente e conosco quindi oramai molto bene meccanismi ed alcuni personaggi.
Iniziamo con un primo chiarimento e facendo svanire una prima grande illusione, da anni si prova a riunire un “fronte meridionalista”, ma l’esperienza ci insegna che non è assolutamente possibile un’aggregazione che unisca tutti a partire solo dalla “verità storica” e di una generica e confusa difesa del Sud, se si vuole avere un minimo di serietà, credibilità e soprattutto possibilità di organizzazione e crescita, non si può che accompagnarli senza prescindere da valori di base condivisi, per noi del Partito del Sud sono quelli progressisti con il conseguente rifiuto di ogni ideologia razzista o fascista. Inoltre siamo lontanissimi da nostalgie identitarie o nazionaliste di tipo ultra-cattoliche che utilizzano termini e concetti ottocenteschi e vagheggiano impossibili ritorni al passato, infine non crediamo all’opzione indipendentista, cioè consideriamo l’indipendentismo subito (con il solito problema, la mai risolta ed eterna discussione se riferirlo solo alla parte continentale o anche alla Sicilia che ha delle sue peculiarità storiche e culturali…) assolutamente irrealizzabile e velleitario oggi, lontanissimo dalle masse meridionali e dai loro bisogni prioritari e soprattutto da ogni possibilità pratica di conseguirlo, ovviamente con metodi democratici e pacifici, a prescindere se poi davvero convenga e abbia senso dividere i meridionali rimasti al di sotto del Tronto con quelli, e sono tanti, che per lavoro sono emigrati al centro-nord…ha davvero senso? Già oggi hanno poco senso i confini nazionali, nonostante le nuove ondate xenofobe, nazionaliste e anti-europeiste pensano di tornarci agitando spettri, paure e cavalcando la (giusta) rabbia sociale…figuriamoci l’idea di mettere nuovi confini all’interno della penisola…per noi ha più senso un cammino di autonomia e di federalismo solidale, nella prospettiva di macro-regioni autonome che resteranno in Italia ed in Europa, ovviamente sperando in un’altra Italia ed un’altra Europa…ma volente o nolente siamo in questa posizione geografica, non su Marte o su Base Alpha sulla Luna.

Fatte queste premesse, per chi come noi cerca la strada politica, che significa presentarsi alle elezioni e crescere nei consenti e quindi anche cercare alleanze compatibili con i propri valori e i propri programmi, non solo sparare proclami e litanie in rete, a noi interessa un’aggregazione progressista, che sia alternativa sia ai partiti neo-liberisti compreso l’attuale PD di Renzi, sia alla destra lepenista di Salvini e Meloni con la resurrezione o meno della figura imbalsamata di Berlusconi ed anche alternativa alla demagogia “ne’ destra ne’ sinistra” del Movimento Cinque Stelle (che poi per costituzione e regole interne non fa alleanze e quindi non vedo che possibilità di aggregazione ci potrebbero essere, lascio il dilemma a certi pensatori del nostro mondo che aspirano a fare i Grillo di serie B o C…). Il nostro discorso neo-meridionalista, è sulle orme e segue le lezioni dei classici meridionalisti, i primi che parlarono di colonizzazione del Mezzogiorno e di “conquista regia” al posto di Unità d’Italia, personaggi come Gramsci, Salvemini, Dorso etc etc…quindi per noi con questi padri spirituali il “vero meridionalismo” non può che collocarsi in un ambito progressista, per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo. Il resto per noi è generico “sudismo” di accatto ed altre insalate miste condite male alle quali non siamo più interessati, abbiamo tra l’altro poco tempo a disposizione visto che non viviamo di politica, che per noi è impegno, passione civile, sacrificio personale di denaro e soprattutto di tempo, quindi non possiamo proseguire, ancora, con riunioni e tentativi inutili quando non ci sono dei presupposti di base.
C’è chi questo discorso non lo vuole capire perché tutti pronti a fare le rivoluzioni da dietro al PC, chi gli da fastidio perché hanno dei valori di base destrorsi o addirittura fascisti, hanno la fissa dei “comunisti” come i peggiori maccartisti americani degli anni ’50 del secolo scorso o i vecchi tradizionalisti cattolici…Tralascio poi per pietà alcuni “personaggetti”, come direbbe il De Luca-Crozza,  che hanno pure fatto parte del nostro movimento, per poi uscirne e diventare capetti del loro piccolo movimento scissionista e che hanno il coraggio di parlare di settarismo e protagonismo per noi…in genere non sono che dei semplici accattoni e mistificatori, rivoluzionari a parole ma poi pronti a vendersi per un piatto di lenticchie al primo partito tradizionale (alcuni ai vecchi democristiani alla Mastella o a provare sponde con i Lombardo o con i De Luca… o addirittura altri a flirtare anche con De Magistris,  che noi abbiamo appoggiato fin dal 2011 e per questo molti del nostro piccolo mondo antico per anni ci hanno accusato di essere “troppo di sinistra”!!!).
Un’altra  cosa paradossale è che alcuni dei rivoluzionari da tastiera del nostro mondo che strepitano “non siamo italiani”, ignorando che lo eravamo già prima del 1861 essendo italiani con identità napoletana o siciliana, tra l’altro spesso confondendo quindi esattamente come i “liberal-risorgimentali”  dell’800 i concetti di Stato e Nazione o talvolta quello di identità con quello di nazione, ricalcano esattamente questi schemi di divisionismo, settarismo, stupido protagonismo ed inutile narcisismo classici della politica italiana in generale. La battaglia “io sono più meridionalista di te” o, fate voi, “io sono più duosiciliano di te”, “io sono più napolitano” di te,  a me non interessa più e non riesce ad appassionarmi, soprattutto credo che non interessi alla maggioranza del nostro popolo che vorrebbe più pragmatismo e più azioni concrete per il riscatto della nostra terra piuttosto che lunghissime disquisizioni sui termini e sul sesso degli angeli, approfondite ed interminabili analisi senza però uno straccio di proposta e prospettiva concreta e non vaga per un futuro migliore. Non ne parleremo più ed ignoreremo sempre più polemiche e provocazioni d’ora in poi, abbiamo chiaramente affermato i nostri valori, la nostra linea e le nostre priorità, chi li condivide è benvenuto…altre strade non ci interessano, auguriamo buona fortuna a tutti e come si dice negli annunci…astenersi perditempo!

Detto questo sul meridionalismo, speriamo poi di non trovare questa sindrome infantile, ancora dopo circa un secolo, anche nella sinistra alternativa, per me e per noi del Partito del Sud c’è sicuramente nel paese molta voglia di sinistra vera e di programmi di giustizia sociale e difesa dei diritti con l’applicazione integrale della Costituzione, come ci ha insegnato anche il referendum di dicembre.
C’è bisogno di un’azione politica  di sinistra vera in Italia ed in Europa specialmente in una società sempre più post-industriale, infatti come aggravante della crisi attuale c’è da dire che con la rivoluzione digitale in atto diminuiranno complessivamente i posti di lavoro, infatti ci sono studi recenti che dicono che per uno nuovo che se ne crea ce ne saranno almeno dieci tradizionali che scompaiono. C’è bisogno quindi di più welfare e non di meno stato sociale, di reinventarsi il lavoro per gestire il tempo libero che aumenterà, di lavorare meno e lavorare tutti come si diceva negli anni ’60 e come dice anche oggi un sociologo come De Masi (Professore però mi permetto di aggiungere …che poi vanno pagati equamente tutti!!!). C’è bisogno di più diritti per i lavoratori e meno “flessibilità”, di politiche di beni comuni, di politiche di redistribuzione del reddito per far pagare di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno e di spostare di più la tassazione dal lavoro alla rendita, di limitare la finanza ed il suo strapotere, di opporsi e farla finita con le politiche europee di austerità ed anche di azioni più semplici, popolari e clamorose come quella di imporre per legge dei rapporti tra gli stipendi massimi e quelli minimi…quest’ultima cosa la diceva un pericolo “comunista” come Adriano Olivetti che parlava di un rapporto massimo di 1 a 10 o nella “rossa Svizzera” hanno recentemente proposto un referendum per un rapporto massimo di 1 a 12…può essere che oggi non c’è nessun leader della sinistra che ha il coraggio di proporre un rapporto massimo di 1 a 20???
C’è bisogno quindi soprattutto di ripartire dai più deboli, dalla classe media che si è impoverita sempre più negli ultimi anni, e parlando di povertà e lavoro non si può che ripartire da Sud dove la povertà è ancora più drammatica ed evidente così come la disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ma non solo. Mettere il rilancio del Sud tra le priorità vere di un’agenda politica progressista sarebbe anche una novità della sinistra italiana e farebbe parte naturalmente di un programma che ha come priorità quella di aiutare i più deboli e i più poveri. Quando diciamo queste cose negli incontri con altri compagni vediamo che vengono puntualmente apprezzate, ora speriamo che ci saranno anche dei passi avanti concreti in più per la formazione di questo schieramento progressista alternativo, che potrebbe far leva anche su alcune ottime esperienze che ora al Sud ci sono, come De Magistris ed Emiliano coi quali noi del Partito del Sud abbiamo da tempo ottimi rapporti di collaborazione. E speriamo che anche i vari gruppi della sinistra alternativa superino divisioni e contrasti, protagonismi, narcisismi vari…anche per loro è arrivato il momento di capire che la battaglia “io sono più comunista di te”, “io sono più a sinistra di te”, “io sono più duro e puro di te” non serve a niente, serve scegliere chiaramente gli obiettivi e le priorità politiche e programmatiche, farle capire alle masse con azioni e dichiarazioni semplici e non contorte. Questo se non si vuole lasciarle in preda alle derive populiste e destrorse dei “Lepenisti” e “Trumpisti” italiani che fiutano il vento ed italianamente cercano di correre sul nuovo carro del vincitore e paradossalmente, dopo essere stati per anni gli eredi del peggiore liberismo all’italiana, ora stanno cercando di rifarsi con la bandiera dell’anti-sistema, “anti-casta” e “anti-establishment”,  accompagnandole a retoriche anti-immigrazione e di difesa dei confini, spingendo quindi la guerra tra poveri e continuando a spargere ulteriormente paure e odio di cui non abbiamo proprio bisogno, così stanno purtroppo guadagnando consensi soprattutto nei quartieri più popolari e disagiati da troppo tempo un po’ abbandonati dalla sinistra….ovviamente per capire che la difesa dei più deboli poi sia tutta tattica e strumentale, basta leggere solo la proposta di “flat-tax” di Salvini, una tassa che appunto essendo flat e uguale per tutti ovviamente favorirebbe i più ricchi e non i più poveri, tra l’altro sarebbe in contrasto coi principi costituzionali.

Quindi avanti con il dialogo con una sinistra vera, spingendola sempre più a mettere il riscatto del Sud tra le sue priorità nell’agenda politica e, come ho detto a conclusione del mio intervento al recente incontro con i compagni dell’Altra Europa con Tsipras, citando uno dei nostri maestri preferiti, Antonio Gramsci e mettendo la sua frase in prima persona plurale: istruiamoci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; agitiamoci, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo ed organizziamoci, avremo bisogno di tutta la nostra forza!



Enzo Riccio

Segr. Org. Nazionale 
Partito del Sud
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Una degli scritti di Lenin, che è diventato anche una delle sue più famose citazioni, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”, scritta nei primi decenni del secolo scorso e recentemente ripubblicata, può essere facilmente parafrasata ed applicarsi oggi al meridionalismo, dopo circa un secolo sembra essere ancora molto attuale, purtroppo,  per il meridionalismo ed in generale, purtroppo, anche talvolta per la politica italiana di sinistra.

Per non fare lo stesso errore che si fa spesso, con delle etichette che confondono  perché ognuno gli da il suo significato e poi magari si discute inutilmente per ore sulla terminologia, definiamo inizialmente il “meridionalismo” come quel magma che ribolle al Sud, oramai da qualche anno, magari in forma un po’ confusa ma sicuramente come fenomeno in crescita. Se poi fino ad una decina di anni fa politicamente c’era il nulla, oggi si osserva un magma di passione, di ricerca ed orgoglio identitario e anche di rabbiosa rivalsa che vuole trasformarsi anche in proposta politica ed avere rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali, consapevoli che senza questa presenza ogni recriminazione resta vana e velleitaria. Questa voglia, che sicuramente è aumentata con la diffusione dei social network e soprattutto è andata in crescendo dopo anni di propaganda leghista e diffusione di stereotipi razzisti anti-meridionale. Un processo che è partito senz’altro anche dalla revisione storica del cosiddetto “risorgimento”, oltre che da una perdurante colonizzazione economica e culturale che dura da più di 150 anni, proviamo ad analizzare però meglio il fenomeno e fare dei ragionamenti per trarre delle conclusioni semplici, visto che frequento oramai da una decina d’anni l’ambiente e conosco quindi oramai molto bene meccanismi ed alcuni personaggi.
Iniziamo con un primo chiarimento e facendo svanire una prima grande illusione, da anni si prova a riunire un “fronte meridionalista”, ma l’esperienza ci insegna che non è assolutamente possibile un’aggregazione che unisca tutti a partire solo dalla “verità storica” e di una generica e confusa difesa del Sud, se si vuole avere un minimo di serietà, credibilità e soprattutto possibilità di organizzazione e crescita, non si può che accompagnarli senza prescindere da valori di base condivisi, per noi del Partito del Sud sono quelli progressisti con il conseguente rifiuto di ogni ideologia razzista o fascista. Inoltre siamo lontanissimi da nostalgie identitarie o nazionaliste di tipo ultra-cattoliche che utilizzano termini e concetti ottocenteschi e vagheggiano impossibili ritorni al passato, infine non crediamo all’opzione indipendentista, cioè consideriamo l’indipendentismo subito (con il solito problema, la mai risolta ed eterna discussione se riferirlo solo alla parte continentale o anche alla Sicilia che ha delle sue peculiarità storiche e culturali…) assolutamente irrealizzabile e velleitario oggi, lontanissimo dalle masse meridionali e dai loro bisogni prioritari e soprattutto da ogni possibilità pratica di conseguirlo, ovviamente con metodi democratici e pacifici, a prescindere se poi davvero convenga e abbia senso dividere i meridionali rimasti al di sotto del Tronto con quelli, e sono tanti, che per lavoro sono emigrati al centro-nord…ha davvero senso? Già oggi hanno poco senso i confini nazionali, nonostante le nuove ondate xenofobe, nazionaliste e anti-europeiste pensano di tornarci agitando spettri, paure e cavalcando la (giusta) rabbia sociale…figuriamoci l’idea di mettere nuovi confini all’interno della penisola…per noi ha più senso un cammino di autonomia e di federalismo solidale, nella prospettiva di macro-regioni autonome che resteranno in Italia ed in Europa, ovviamente sperando in un’altra Italia ed un’altra Europa…ma volente o nolente siamo in questa posizione geografica, non su Marte o su Base Alpha sulla Luna.

Fatte queste premesse, per chi come noi cerca la strada politica, che significa presentarsi alle elezioni e crescere nei consenti e quindi anche cercare alleanze compatibili con i propri valori e i propri programmi, non solo sparare proclami e litanie in rete, a noi interessa un’aggregazione progressista, che sia alternativa sia ai partiti neo-liberisti compreso l’attuale PD di Renzi, sia alla destra lepenista di Salvini e Meloni con la resurrezione o meno della figura imbalsamata di Berlusconi ed anche alternativa alla demagogia “ne’ destra ne’ sinistra” del Movimento Cinque Stelle (che poi per costituzione e regole interne non fa alleanze e quindi non vedo che possibilità di aggregazione ci potrebbero essere, lascio il dilemma a certi pensatori del nostro mondo che aspirano a fare i Grillo di serie B o C…). Il nostro discorso neo-meridionalista, è sulle orme e segue le lezioni dei classici meridionalisti, i primi che parlarono di colonizzazione del Mezzogiorno e di “conquista regia” al posto di Unità d’Italia, personaggi come Gramsci, Salvemini, Dorso etc etc…quindi per noi con questi padri spirituali il “vero meridionalismo” non può che collocarsi in un ambito progressista, per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo. Il resto per noi è generico “sudismo” di accatto ed altre insalate miste condite male alle quali non siamo più interessati, abbiamo tra l’altro poco tempo a disposizione visto che non viviamo di politica, che per noi è impegno, passione civile, sacrificio personale di denaro e soprattutto di tempo, quindi non possiamo proseguire, ancora, con riunioni e tentativi inutili quando non ci sono dei presupposti di base.
C’è chi questo discorso non lo vuole capire perché tutti pronti a fare le rivoluzioni da dietro al PC, chi gli da fastidio perché hanno dei valori di base destrorsi o addirittura fascisti, hanno la fissa dei “comunisti” come i peggiori maccartisti americani degli anni ’50 del secolo scorso o i vecchi tradizionalisti cattolici…Tralascio poi per pietà alcuni “personaggetti”, come direbbe il De Luca-Crozza,  che hanno pure fatto parte del nostro movimento, per poi uscirne e diventare capetti del loro piccolo movimento scissionista e che hanno il coraggio di parlare di settarismo e protagonismo per noi…in genere non sono che dei semplici accattoni e mistificatori, rivoluzionari a parole ma poi pronti a vendersi per un piatto di lenticchie al primo partito tradizionale (alcuni ai vecchi democristiani alla Mastella o a provare sponde con i Lombardo o con i De Luca… o addirittura altri a flirtare anche con De Magistris,  che noi abbiamo appoggiato fin dal 2011 e per questo molti del nostro piccolo mondo antico per anni ci hanno accusato di essere “troppo di sinistra”!!!).
Un’altra  cosa paradossale è che alcuni dei rivoluzionari da tastiera del nostro mondo che strepitano “non siamo italiani”, ignorando che lo eravamo già prima del 1861 essendo italiani con identità napoletana o siciliana, tra l’altro spesso confondendo quindi esattamente come i “liberal-risorgimentali”  dell’800 i concetti di Stato e Nazione o talvolta quello di identità con quello di nazione, ricalcano esattamente questi schemi di divisionismo, settarismo, stupido protagonismo ed inutile narcisismo classici della politica italiana in generale. La battaglia “io sono più meridionalista di te” o, fate voi, “io sono più duosiciliano di te”, “io sono più napolitano” di te,  a me non interessa più e non riesce ad appassionarmi, soprattutto credo che non interessi alla maggioranza del nostro popolo che vorrebbe più pragmatismo e più azioni concrete per il riscatto della nostra terra piuttosto che lunghissime disquisizioni sui termini e sul sesso degli angeli, approfondite ed interminabili analisi senza però uno straccio di proposta e prospettiva concreta e non vaga per un futuro migliore. Non ne parleremo più ed ignoreremo sempre più polemiche e provocazioni d’ora in poi, abbiamo chiaramente affermato i nostri valori, la nostra linea e le nostre priorità, chi li condivide è benvenuto…altre strade non ci interessano, auguriamo buona fortuna a tutti e come si dice negli annunci…astenersi perditempo!

Detto questo sul meridionalismo, speriamo poi di non trovare questa sindrome infantile, ancora dopo circa un secolo, anche nella sinistra alternativa, per me e per noi del Partito del Sud c’è sicuramente nel paese molta voglia di sinistra vera e di programmi di giustizia sociale e difesa dei diritti con l’applicazione integrale della Costituzione, come ci ha insegnato anche il referendum di dicembre.
C’è bisogno di un’azione politica  di sinistra vera in Italia ed in Europa specialmente in una società sempre più post-industriale, infatti come aggravante della crisi attuale c’è da dire che con la rivoluzione digitale in atto diminuiranno complessivamente i posti di lavoro, infatti ci sono studi recenti che dicono che per uno nuovo che se ne crea ce ne saranno almeno dieci tradizionali che scompaiono. C’è bisogno quindi di più welfare e non di meno stato sociale, di reinventarsi il lavoro per gestire il tempo libero che aumenterà, di lavorare meno e lavorare tutti come si diceva negli anni ’60 e come dice anche oggi un sociologo come De Masi (Professore però mi permetto di aggiungere …che poi vanno pagati equamente tutti!!!). C’è bisogno di più diritti per i lavoratori e meno “flessibilità”, di politiche di beni comuni, di politiche di redistribuzione del reddito per far pagare di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno e di spostare di più la tassazione dal lavoro alla rendita, di limitare la finanza ed il suo strapotere, di opporsi e farla finita con le politiche europee di austerità ed anche di azioni più semplici, popolari e clamorose come quella di imporre per legge dei rapporti tra gli stipendi massimi e quelli minimi…quest’ultima cosa la diceva un pericolo “comunista” come Adriano Olivetti che parlava di un rapporto massimo di 1 a 10 o nella “rossa Svizzera” hanno recentemente proposto un referendum per un rapporto massimo di 1 a 12…può essere che oggi non c’è nessun leader della sinistra che ha il coraggio di proporre un rapporto massimo di 1 a 20???
C’è bisogno quindi soprattutto di ripartire dai più deboli, dalla classe media che si è impoverita sempre più negli ultimi anni, e parlando di povertà e lavoro non si può che ripartire da Sud dove la povertà è ancora più drammatica ed evidente così come la disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ma non solo. Mettere il rilancio del Sud tra le priorità vere di un’agenda politica progressista sarebbe anche una novità della sinistra italiana e farebbe parte naturalmente di un programma che ha come priorità quella di aiutare i più deboli e i più poveri. Quando diciamo queste cose negli incontri con altri compagni vediamo che vengono puntualmente apprezzate, ora speriamo che ci saranno anche dei passi avanti concreti in più per la formazione di questo schieramento progressista alternativo, che potrebbe far leva anche su alcune ottime esperienze che ora al Sud ci sono, come De Magistris ed Emiliano coi quali noi del Partito del Sud abbiamo da tempo ottimi rapporti di collaborazione. E speriamo che anche i vari gruppi della sinistra alternativa superino divisioni e contrasti, protagonismi, narcisismi vari…anche per loro è arrivato il momento di capire che la battaglia “io sono più comunista di te”, “io sono più a sinistra di te”, “io sono più duro e puro di te” non serve a niente, serve scegliere chiaramente gli obiettivi e le priorità politiche e programmatiche, farle capire alle masse con azioni e dichiarazioni semplici e non contorte. Questo se non si vuole lasciarle in preda alle derive populiste e destrorse dei “Lepenisti” e “Trumpisti” italiani che fiutano il vento ed italianamente cercano di correre sul nuovo carro del vincitore e paradossalmente, dopo essere stati per anni gli eredi del peggiore liberismo all’italiana, ora stanno cercando di rifarsi con la bandiera dell’anti-sistema, “anti-casta” e “anti-establishment”,  accompagnandole a retoriche anti-immigrazione e di difesa dei confini, spingendo quindi la guerra tra poveri e continuando a spargere ulteriormente paure e odio di cui non abbiamo proprio bisogno, così stanno purtroppo guadagnando consensi soprattutto nei quartieri più popolari e disagiati da troppo tempo un po’ abbandonati dalla sinistra….ovviamente per capire che la difesa dei più deboli poi sia tutta tattica e strumentale, basta leggere solo la proposta di “flat-tax” di Salvini, una tassa che appunto essendo flat e uguale per tutti ovviamente favorirebbe i più ricchi e non i più poveri, tra l’altro sarebbe in contrasto coi principi costituzionali.

Quindi avanti con il dialogo con una sinistra vera, spingendola sempre più a mettere il riscatto del Sud tra le sue priorità nell’agenda politica e, come ho detto a conclusione del mio intervento al recente incontro con i compagni dell’Altra Europa con Tsipras, citando uno dei nostri maestri preferiti, Antonio Gramsci e mettendo la sua frase in prima persona plurale: istruiamoci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; agitiamoci, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo ed organizziamoci, avremo bisogno di tutta la nostra forza!



Enzo Riccio

Segr. Org. Nazionale 
Partito del Sud

giovedì 2 febbraio 2017

Pietro Golìa non c'è più!



Purtroppo è vero! Il nostro amico ed editore Pietro Golìa non c'è più! Persona di raffinata intelligenza, cultura ed onestà intellettuale,tant'è che pur di provenienza politica ai nostri antipodi ci offrì d'editare un libro del Partito del Sud, ovvero il nostro "Con il Sud si riparte" con la sua casa editrice "Controcorrente".
 
Era nata una vera amicizia e non lesinava mai d'esternarci la sua stima con incoraggiamenti a proseguire il nostro impegno politico.

Ci lascia un amico ed un editore, fra i pochi, coraggiosi del Sud!
Ciao caro amico...riposa in pace!

Il Partito del Sud
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Purtroppo è vero! Il nostro amico ed editore Pietro Golìa non c'è più! Persona di raffinata intelligenza, cultura ed onestà intellettuale,tant'è che pur di provenienza politica ai nostri antipodi ci offrì d'editare un libro del Partito del Sud, ovvero il nostro "Con il Sud si riparte" con la sua casa editrice "Controcorrente".
 
Era nata una vera amicizia e non lesinava mai d'esternarci la sua stima con incoraggiamenti a proseguire il nostro impegno politico.

Ci lascia un amico ed un editore, fra i pochi, coraggiosi del Sud!
Ciao caro amico...riposa in pace!

Il Partito del Sud

lunedì 30 gennaio 2017

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud presente all'incontro nazionale "Il mondo sta cambiando". L'intervento di Enzo Riccio

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché il 28 gennaio con una nostra delegazione siamo stati parte attiva dell'incontro tenuto a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando".



L' intervento di Enzo Riccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito del Sud, ieri all'assemblea nazionale di Roma " Il Mondo sta Cambiando"

https://www.youtube.com/watch?v=zeKdZ3k_kBg&feature=share






Andreas Nefeloudis, esponente del governo di Syriza in Grecia ed Argiris Panagopoulos di Syriza


Freccero


Enzo Riccio


Platea affollata


Michele Dell'Edera e Anna Falcone





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Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché il 28 gennaio con una nostra delegazione siamo stati parte attiva dell'incontro tenuto a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando".



L' intervento di Enzo Riccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito del Sud, ieri all'assemblea nazionale di Roma " Il Mondo sta Cambiando"

https://www.youtube.com/watch?v=zeKdZ3k_kBg&feature=share






Andreas Nefeloudis, esponente del governo di Syriza in Grecia ed Argiris Panagopoulos di Syriza


Freccero


Enzo Riccio


Platea affollata


Michele Dell'Edera e Anna Falcone





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mercoledì 25 gennaio 2017

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale "Il mondo sta cambiando"

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale promosso da L'Altra Europa con Tsipras "Il mondo sta cambiando"

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché anche il prossimo 28 gennaio con una nostra delegazione saremo parte attiva dell'incontro che si tiene a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando". L'invito è a Partecipare !

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1742856032693413/



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Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale promosso da L'Altra Europa con Tsipras "Il mondo sta cambiando"

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché anche il prossimo 28 gennaio con una nostra delegazione saremo parte attiva dell'incontro che si tiene a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando". L'invito è a Partecipare !

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1742856032693413/



giovedì 19 gennaio 2017

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli - Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli

19 gennaio 2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e competenze”.

Si tratta di una riconferma, molto gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa, attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di Via Vittorio Emanuele III, etc).

“Ringrazio Luigi de Magistris per la nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.


Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
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COMUNICATO STAMPA

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli

19 gennaio 2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e competenze”.

Si tratta di una riconferma, molto gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa, attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di Via Vittorio Emanuele III, etc).

“Ringrazio Luigi de Magistris per la nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.


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giovedì 12 gennaio 2017

LA CONSULTA BOCCIA IL QUESITO SULL' ART.18 MA SI VOTA SU VOUCHER E APPALTI

La sentenza della Corte Costituzionale ammette due dei tre referendum promossi dalla Cgil, mentre boccia il quesito sull'articolo 18, che resta così una ferita aperta nei diritti dei lavoratori.
C'è da augurarsi che il futuro parlamento, auspicabilmente eletto con legge costituzionale, affronti e risolva la questione del jobs act ripristinando la vecchia normativa a tutela dei lavoratori.

Andremo comunque al voto, in un arco di tempo previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, su due referendum di grande importanza: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti.
Bisognerà prepararsi ad affrontare una campagna referendaria a sostegno di questi due referendum, con una mobilitazione simile se non maggiore rispetto a quella del recente referendum costituzionale, visto che per questi referendum è previsto il quorum.

Non è quindi un verdetto scontato e servirà l'impegno di tutti per vincere questa battaglia a difesa di quei diritti di lavoro e di libertà che sono eredità storica di grandi lotte che ora vorrebbero cancellare.

#ReferendumLavoro #ioVotoSI


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La sentenza della Corte Costituzionale ammette due dei tre referendum promossi dalla Cgil, mentre boccia il quesito sull'articolo 18, che resta così una ferita aperta nei diritti dei lavoratori.
C'è da augurarsi che il futuro parlamento, auspicabilmente eletto con legge costituzionale, affronti e risolva la questione del jobs act ripristinando la vecchia normativa a tutela dei lavoratori.

Andremo comunque al voto, in un arco di tempo previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, su due referendum di grande importanza: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti.
Bisognerà prepararsi ad affrontare una campagna referendaria a sostegno di questi due referendum, con una mobilitazione simile se non maggiore rispetto a quella del recente referendum costituzionale, visto che per questi referendum è previsto il quorum.

Non è quindi un verdetto scontato e servirà l'impegno di tutti per vincere questa battaglia a difesa di quei diritti di lavoro e di libertà che sono eredità storica di grandi lotte che ora vorrebbero cancellare.

#ReferendumLavoro #ioVotoSI


mercoledì 11 gennaio 2017

Nola: come ti sputtano il Sud in tre mosse

-Il governo, che trova miliardi per salvare le banche, contemporaneamente per mano del ministro Lorenzin da tempo taglia strutture e posti letto su scala locale e nazionale portando le strutture più piccole e con meno risorse al collasso, guardacaso per prime quelle del Sud dove fra aumento dei ticket, povertà in crescita e tagli strutturali maggiori rispetto ad altre aree del Paese si concentrano i problemi maggiori. Non a caso la Campania, in base a discutibilissimi criteri, ha subito pesanti tagli ai fondi per l’assistenza sanitaria e l'ospedale di Nola non rappresenta un caso isolato.

-De Luca che - a detta del sindaco di Nola-dovrebbe "garantire più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica, tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici", nell'ultimo periodo ha evidentemente avuto altre priorità da garantire, fra luci natalizie e fritture.
Ora di fronte al montare del caso mediatico annuncia draconiani rimedi, scivolando spesso sulla demagogia, minaccia il licenziamento di medici, dimenticando però che i dirigenti di ospedali e Asl li nomina la Regione.

-I media nazionali a cui non pare vero di amplificare, cavalcare e presentare il caso come l'ennesimo esempio di mala gestione sanitaria e spreco di un Sud terzo mondo, come da foto del pronto soccorso, e che ben si guardano dall'approfondire le reali cause della situazione.

Così in disperata ricerca di un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa il Presidente De Luca sospende medici che hanno la sola colpa di essersi "arrangiati" nell'interesse della vita stessa dei malati. Mentre a poche ore di distanza il ministro Lorenzin "scarica" lo stesso  Presidente , che a dicembre contro il parere dello stesso  ministro era subentrato come commissario al posto dei tecnici, solidarizzando con i medici e addossando la colpa del misfatto proprio a problemi organizzativi regionali. Nelle stesse ore l' Ordine dei Medici della Campania interviene sulle azioni intraprese nei confronti dei medici ritenuti responsabili dicendosi «preoccupati e indignati di processi sommari che appaiono dai resoconti di stampa su medici in assenza delle doverose motivazioni. Ricordando che gli Ordini dei Medici – ricorda il portavoce della Federazione - sono organi ausiliari dello Stato e per questo pretendiamo che ci vengano rese note le motivazioni che hanno portato alle sospensioni o peggio a minacce di licenziamento. Queste motivazioni le attendiamo perché serviranno ad adottare se fosse il caso i doverosi e conseguenti procedimenti disciplinari. Se però queste motivazioni non esistessero, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti i medici campani».

In attesa del responso degli ispettori ministeriali, che arriverà coi dovuti tempi, non resta che l'ennesimo caso mediatico contro il Sud su cui andranno a nozze opinionisti televisivi e politicanti per i mesi a venire e che giustificheranno, viste anche le mosse inconsulte fatte dal Presidente De Luca, ulteriori tagli al Sud in un circolo vizioso da tempo collaudato che vorrebbero senza fine.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud





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-Il governo, che trova miliardi per salvare le banche, contemporaneamente per mano del ministro Lorenzin da tempo taglia strutture e posti letto su scala locale e nazionale portando le strutture più piccole e con meno risorse al collasso, guardacaso per prime quelle del Sud dove fra aumento dei ticket, povertà in crescita e tagli strutturali maggiori rispetto ad altre aree del Paese si concentrano i problemi maggiori. Non a caso la Campania, in base a discutibilissimi criteri, ha subito pesanti tagli ai fondi per l’assistenza sanitaria e l'ospedale di Nola non rappresenta un caso isolato.

-De Luca che - a detta del sindaco di Nola-dovrebbe "garantire più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica, tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici", nell'ultimo periodo ha evidentemente avuto altre priorità da garantire, fra luci natalizie e fritture.
Ora di fronte al montare del caso mediatico annuncia draconiani rimedi, scivolando spesso sulla demagogia, minaccia il licenziamento di medici, dimenticando però che i dirigenti di ospedali e Asl li nomina la Regione.

-I media nazionali a cui non pare vero di amplificare, cavalcare e presentare il caso come l'ennesimo esempio di mala gestione sanitaria e spreco di un Sud terzo mondo, come da foto del pronto soccorso, e che ben si guardano dall'approfondire le reali cause della situazione.

Così in disperata ricerca di un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa il Presidente De Luca sospende medici che hanno la sola colpa di essersi "arrangiati" nell'interesse della vita stessa dei malati. Mentre a poche ore di distanza il ministro Lorenzin "scarica" lo stesso  Presidente , che a dicembre contro il parere dello stesso  ministro era subentrato come commissario al posto dei tecnici, solidarizzando con i medici e addossando la colpa del misfatto proprio a problemi organizzativi regionali. Nelle stesse ore l' Ordine dei Medici della Campania interviene sulle azioni intraprese nei confronti dei medici ritenuti responsabili dicendosi «preoccupati e indignati di processi sommari che appaiono dai resoconti di stampa su medici in assenza delle doverose motivazioni. Ricordando che gli Ordini dei Medici – ricorda il portavoce della Federazione - sono organi ausiliari dello Stato e per questo pretendiamo che ci vengano rese note le motivazioni che hanno portato alle sospensioni o peggio a minacce di licenziamento. Queste motivazioni le attendiamo perché serviranno ad adottare se fosse il caso i doverosi e conseguenti procedimenti disciplinari. Se però queste motivazioni non esistessero, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti i medici campani».

In attesa del responso degli ispettori ministeriali, che arriverà coi dovuti tempi, non resta che l'ennesimo caso mediatico contro il Sud su cui andranno a nozze opinionisti televisivi e politicanti per i mesi a venire e che giustificheranno, viste anche le mosse inconsulte fatte dal Presidente De Luca, ulteriori tagli al Sud in un circolo vizioso da tempo collaudato che vorrebbero senza fine.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud





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sabato 31 dicembre 2016

Buon 2017 a tutti !




Buon 2017 a tutti ! 
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2016 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti e gramsciani con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2017 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da più di 150 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2017 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud


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Buon 2017 a tutti ! 
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2016 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti e gramsciani con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2017 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da più di 150 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2017 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud


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Buon 2017 a tutti dal Partito del Sud

Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Felice 2017.

A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di imbandire le tavole con i prodotti della nostra generosa terra, perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.

Ricordiamo che per essere sempre aggiornati sull'attività del nostro Partito basta iscriversi alla nostra newsletter inviando una mail a info@partitodelsud.eu

Buon 2017
Staff Comunicazione del Partito del Sud



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Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Felice 2017.

A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di imbandire le tavole con i prodotti della nostra generosa terra, perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.

Ricordiamo che per essere sempre aggiornati sull'attività del nostro Partito basta iscriversi alla nostra newsletter inviando una mail a info@partitodelsud.eu

Buon 2017
Staff Comunicazione del Partito del Sud



 
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