lunedì 26 settembre 2016

Un grande benvenuto al "Circolo del Partito del Sud - Cagnano Varano - Città Ribelle".

Nasce on-line e muove i primi passi il "Circolo del Partito del Sud - Cagnano Varano - Città Ribelle". Benvenuti nel Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti !
Il referente pro tempore sul territorio è Fernando Stefania.
Buon Lavoro per la #Puglia e per il #Gargano.


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Nasce on-line e muove i primi passi il "Circolo del Partito del Sud - Cagnano Varano - Città Ribelle". Benvenuti nel Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti !
Il referente pro tempore sul territorio è Fernando Stefania.
Buon Lavoro per la #Puglia e per il #Gargano.


"PORTE APERTE": Evento organizzato Sabato 24 a Roma da Sinistra Italiana. Il Partito del Sud presente con una propria delegazione.

"PORTE APERTE" e voglia di costruire un progetto inclusivo, in nome della coesione e della concretezza! Evento organizzato Sabato 24 a Roma da Sinistra Italiana. Il Partito del Sud c'è...come sempre (o quasi)..e ovunque!












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"PORTE APERTE" e voglia di costruire un progetto inclusivo, in nome della coesione e della concretezza! Evento organizzato Sabato 24 a Roma da Sinistra Italiana. Il Partito del Sud c'è...come sempre (o quasi)..e ovunque!












mercoledì 21 settembre 2016

COMUNICATO STAMPA - Il Partito del Sud di San Severo sostiene le ragioni del NO al referendum Costituzionale

Circolo Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti - “San Severo – Città Ribelle”
                                                COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud di San Severo sostiene le ragioni del NO al referendum Costituzionale
Nei giorni scorsi la delegazione del Partito del Sud – meridionalisti progressisti (Circolo San Severo Città Ribelle) ha partecipato alla riunione del comitato cittadino per il NO per confermare la sua adesione attraverso la sua coordinatrice cittadina Sabrina di Carlo.
Il Partito da sempre è convinto che la Costituzione della Repubblica Italiana più che essere cambiata debba essere applicata in tutte le sue parti. Se fosse stata applicata non ci sarebbero, oggi, le palesi differenze tra le varie aree del Paese dovute a investimenti scarsissimi da parte dello Stato centrale e a un mal utilizzo dei fondi da parte dei Governi regionali che si sono susseguiti negli scorsi decenni.
“Non è possibile pensare a una Costituzione, che è sempre conquista di popolo – ha detto la coordinatrice cittadina del Partito del Sud Sabrina di Carlo – che riduca i diritti dei suoi cittadini piuttosto che aumentarli. Se pensiamo all’aumento delle firme necessarie per l’indizione di un referendum, oppure per la presentazione di una legge d’iniziativa popolare, sia pure ammantate da una diminuzione di quorum nel caso del referendum, capiamo che evidentemente non è una Costituzione per i cittadini quella immaginata dal trio Renzi, Boschi, Verdini. Se pensiamo inoltre che molte delle competenze regionali (tra cui il turismo pensate il disastro per la Puglia) vengono distratte a vantaggio del Governo centrale che comunque avrà sempre l’ultima parola, come Partito del Sud attento alle comunità locali non possiamo che essere contrari.”
Il Partito del Sud quindi conferma, come è avvenuto a livello nazionale, anche a livello locale, l’adesione al Comitato del NO e alle sue iniziative e garantisce il suo sostegno per la difesa della Costituzione e la vittoria del NO.

Circolo Partito del Sud – San Severo Città Ribelle
Coordinatrice Cittadina - Sabrina di Carlo
e-mail: sabrinadicarlo33@gmail.com
pdsudsansevero@gmail.com


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Circolo Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti - “San Severo – Città Ribelle”
                                                COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud di San Severo sostiene le ragioni del NO al referendum Costituzionale
Nei giorni scorsi la delegazione del Partito del Sud – meridionalisti progressisti (Circolo San Severo Città Ribelle) ha partecipato alla riunione del comitato cittadino per il NO per confermare la sua adesione attraverso la sua coordinatrice cittadina Sabrina di Carlo.
Il Partito da sempre è convinto che la Costituzione della Repubblica Italiana più che essere cambiata debba essere applicata in tutte le sue parti. Se fosse stata applicata non ci sarebbero, oggi, le palesi differenze tra le varie aree del Paese dovute a investimenti scarsissimi da parte dello Stato centrale e a un mal utilizzo dei fondi da parte dei Governi regionali che si sono susseguiti negli scorsi decenni.
“Non è possibile pensare a una Costituzione, che è sempre conquista di popolo – ha detto la coordinatrice cittadina del Partito del Sud Sabrina di Carlo – che riduca i diritti dei suoi cittadini piuttosto che aumentarli. Se pensiamo all’aumento delle firme necessarie per l’indizione di un referendum, oppure per la presentazione di una legge d’iniziativa popolare, sia pure ammantate da una diminuzione di quorum nel caso del referendum, capiamo che evidentemente non è una Costituzione per i cittadini quella immaginata dal trio Renzi, Boschi, Verdini. Se pensiamo inoltre che molte delle competenze regionali (tra cui il turismo pensate il disastro per la Puglia) vengono distratte a vantaggio del Governo centrale che comunque avrà sempre l’ultima parola, come Partito del Sud attento alle comunità locali non possiamo che essere contrari.”
Il Partito del Sud quindi conferma, come è avvenuto a livello nazionale, anche a livello locale, l’adesione al Comitato del NO e alle sue iniziative e garantisce il suo sostegno per la difesa della Costituzione e la vittoria del NO.

Circolo Partito del Sud – San Severo Città Ribelle
Coordinatrice Cittadina - Sabrina di Carlo
e-mail: sabrinadicarlo33@gmail.com
pdsudsansevero@gmail.com


domenica 18 settembre 2016

Incontro con Luigi de Magistris a Napoli...report e foto!

    Incontro a Napoli ,oggi 18/09/2016, c/o il Bar Ceraldi in P.zza Carità, di Luigi de Magistris con la delegazione in visita da Bologna a cura del Comitato io lotto,iscritti PdelSud bolognesi e dirigenti sindacali e amministratori emiliani Presenti Andrea Balia, Vicepresidente nazionale del Partito del Sud che ha collaborato per la realizzazione di questo incontro assieme a Michele Ammendola. Presenti anche l'avv.to Vincenzo Emilio,responsabile della sez.ne napoletana G. Dorso del partito,altri iscritti e Iolanda Siracusano addetto stampa sempre del PdelSUD! 

                   
       






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    Incontro a Napoli ,oggi 18/09/2016, c/o il Bar Ceraldi in P.zza Carità, di Luigi de Magistris con la delegazione in visita da Bologna a cura del Comitato io lotto,iscritti PdelSud bolognesi e dirigenti sindacali e amministratori emiliani Presenti Andrea Balia, Vicepresidente nazionale del Partito del Sud che ha collaborato per la realizzazione di questo incontro assieme a Michele Ammendola. Presenti anche l'avv.to Vincenzo Emilio,responsabile della sez.ne napoletana G. Dorso del partito,altri iscritti e Iolanda Siracusano addetto stampa sempre del PdelSUD! 

                   
       






giovedì 15 settembre 2016

IOLANDA SIRACUSANO NUOVO CAPO UFFICIO STAMPA DEL PARTITO DEL SUD


Iolanda Siracusano nominata nuovo Capo Ufficio Stampa dal Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud. 
I migliori auguri di buon lavoro da parte di tutto il Partito.


Iolanda Siracusano, nata a Napoli l’8 ottobre 1971, è il nuovo Capo Ufficio Stampa del Partito del Sud. 

Giornalista, laureata in Sociologia all'Università Federico II di Napoli, Iolanda ha lavorato per tanti anni a Milano per testate economico finanziarie e di cinema.

Dopo aver ricoperto il ruolo di Ufficio Stampa per una Compagnia di Assicurazioni e Riassicurazioni finanziarie milanese, torna a Napoli e in particolare a Torre del Greco dove risiede da sempre.

"Sono particolarmente onorata di essere stata nominata Capo Ufficio Stampa del Partito del Sud, a cui sono iscritta dal 2011.
Con il Partito, condivido la necessità di un Sud rinnovato e potenziale motore del Paese.

Credo che dopo così tanti anni di mancato sviluppo del Mezzogiorno, l'Italia non possa più ignorare la necessità di dare a tutto il Paese le stesse opportunità, le stesse infrastrutture, gli stessi servizi, come mezzi di trasporto e ospedali, che esistono al Centro Nord. E credo che questa sia una priorità assoluta per qualsiasi Governo.
La Costituzione Italiana dice che Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge… e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Questo all’articolo 3. Al numero 4 dei principi fondamentali dice che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Bene, è tempo che la Costituzione venga applicata alla lettera, senza più scuse, senza posticipazioni all'infinito e senza esitazione e il Partito del Sud è l’unico partito che conosco che mira a questo obiettivo da sempre.

Spero di ricevere dalle testate italiane lo stesso riguardo che si riserva alle testate finanziarie di cui ho già esperienza. Credo che il Sud Italia sia infatti infinitamente più importante e più meritevole di attenzione di qualsiasi azienda privata che esista nel Paese e che il suo sviluppo sia quanto di meglio possa essere perseguito per il Paese in toto".

Riferimenti :
info@partitodelsud.eu
Tel. 3481640030
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Iolanda Siracusano nominata nuovo Capo Ufficio Stampa dal Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud. 
I migliori auguri di buon lavoro da parte di tutto il Partito.


Iolanda Siracusano, nata a Napoli l’8 ottobre 1971, è il nuovo Capo Ufficio Stampa del Partito del Sud. 

Giornalista, laureata in Sociologia all'Università Federico II di Napoli, Iolanda ha lavorato per tanti anni a Milano per testate economico finanziarie e di cinema.

Dopo aver ricoperto il ruolo di Ufficio Stampa per una Compagnia di Assicurazioni e Riassicurazioni finanziarie milanese, torna a Napoli e in particolare a Torre del Greco dove risiede da sempre.

"Sono particolarmente onorata di essere stata nominata Capo Ufficio Stampa del Partito del Sud, a cui sono iscritta dal 2011.
Con il Partito, condivido la necessità di un Sud rinnovato e potenziale motore del Paese.

Credo che dopo così tanti anni di mancato sviluppo del Mezzogiorno, l'Italia non possa più ignorare la necessità di dare a tutto il Paese le stesse opportunità, le stesse infrastrutture, gli stessi servizi, come mezzi di trasporto e ospedali, che esistono al Centro Nord. E credo che questa sia una priorità assoluta per qualsiasi Governo.
La Costituzione Italiana dice che Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge… e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Questo all’articolo 3. Al numero 4 dei principi fondamentali dice che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Bene, è tempo che la Costituzione venga applicata alla lettera, senza più scuse, senza posticipazioni all'infinito e senza esitazione e il Partito del Sud è l’unico partito che conosco che mira a questo obiettivo da sempre.

Spero di ricevere dalle testate italiane lo stesso riguardo che si riserva alle testate finanziarie di cui ho già esperienza. Credo che il Sud Italia sia infatti infinitamente più importante e più meritevole di attenzione di qualsiasi azienda privata che esista nel Paese e che il suo sviluppo sia quanto di meglio possa essere perseguito per il Paese in toto".

Riferimenti :
info@partitodelsud.eu
Tel. 3481640030

domenica 11 settembre 2016

La Costituzione più bella

A Napoli, per avviare il grande intervento socio-umanitario di Risanamento della città, presunse di fondare un Istituto, detto anche ” Autonomo di Case Popolari”.
Iniziò già dall’800 e fece cose buone come metropolizzare diversi brani edificativi conformi al contesto. Successivamente mise mano ad opere moderne in particolare in quelle aree marginali come la periferia.
Ora ponendo la domanda se quell’Istituto e i suoi interventi urbani riqualificativi per l’allocazione di famiglie indigenti, fosse stata veramente buona cosa, ebbene, in coscienza dovremmo rispondere SI,.. ma, anche con tanti “ma”!
Ci furono tanti guasti, sia alla fine dell’XIX secolo che successivamente in era laurina, con ingiustificati sventramenti del tessuto urbano che modificarono l’assetto socio- antropologico, in particolare con la nascita di quelle officine di criminalità e emarginazione in plaghe di difficile crescita economica.
Non è detto, dunque, che tutte le operazioni realizzanti il benessere di una qualsiasi comunità, siano di per sé giuste perché onesto ed equanime il fine.
Ecco che lo stesso principio può attagliarsi alle “Modifiche migliorative” alla Carta costituzionale attuale.
Per quanto sia anche logico adeguare determinati concetti della Carta al nuovo modus vivendi dell’attuale universo sociale globalizzato, bisognerà almeno comprendere che la difesa dei principi di Libertà dell’individuo e dell’intera comunità mondiale sono mutati. Trasformati da un’infinità di cause che spesso sfuggono alla nostra riflessione perché acquisite come “normalità”. Come, ad esempio, la presenza irremovibile del melmoso calderone dell’attuale Informazione e della insostituibile Comunicazione in ogni sua forma (tivù, Internet, ecc. ecc.) A seguire, dell’imprevedibile prolungamento della vita, impossibile da prevedere.
Nulla potevano redigere, i costituenti, intorno al fenomeno delle geo-migrazioni che hanno sommerso come alte onde, gli equilibri (drammatiche e dolorose conseguenze di soggiorno) dell’erogazione di servizi, di lavoro, assistenza, del PIL, et cetera.
Come potevano, i padri fondatori, nonostante una straordinaria capacità profetica , palesemente mostrata, sapere di un così complesso futuro ?
Nondimeno delle riflessioni sono d’obbligo.
E’ il caso ancora di conservare la illiberalità del fascismo, ad esempio, e non invece aborrire, disdegnare ogni forma di dittatura?
Dittatura come quella dell’eliminazione del Senato! Una sola Camera, quella dei Deputati, accostata a quella dei consiglieri regionali ( ex Senato). Sarà riempita da non eletti, inviati dagl’ Enti Locali. Ma questi sono governati da maggioranze comunque corrispondenti a quella di Governo.
Si genera, quindi, così una autocratica forma di assolutismo assai perniciosa per la democrazia.
Bisogna intervenire, certo, riformulando i principi, ma sempre consonanti allo spirito originario della Carta e senza puntare sullo stravolgimento democratico , altro esempio, come l’indipendenza della magistratura.
Se si voleva perfezionare, migliorare e velocizzare le procedure alle Camere, bastava riordinare le norme di sistema di gestione di quest’ultime.
Ecco perché si dice NO al Referendum consultivo per la riforma della nuova travolgente riscrittura.
Ecco perché tutti già sanno o solo percepiscono una democrazia in pericolo di illiberalità.
Arriverà puntuale la mistificazione di propaganda, Vorranno Renzi, salvatore della Patria per aver eliminato cose inutili e accelerato sui metodi di governo. Perché non migliora, non affina, non raddrizza e adegua. Non cascherò nel fosso ricolmo di sterco.
Ecco, #IOVOTONO

di Bruno Pappalardo





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A Napoli, per avviare il grande intervento socio-umanitario di Risanamento della città, presunse di fondare un Istituto, detto anche ” Autonomo di Case Popolari”.
Iniziò già dall’800 e fece cose buone come metropolizzare diversi brani edificativi conformi al contesto. Successivamente mise mano ad opere moderne in particolare in quelle aree marginali come la periferia.
Ora ponendo la domanda se quell’Istituto e i suoi interventi urbani riqualificativi per l’allocazione di famiglie indigenti, fosse stata veramente buona cosa, ebbene, in coscienza dovremmo rispondere SI,.. ma, anche con tanti “ma”!
Ci furono tanti guasti, sia alla fine dell’XIX secolo che successivamente in era laurina, con ingiustificati sventramenti del tessuto urbano che modificarono l’assetto socio- antropologico, in particolare con la nascita di quelle officine di criminalità e emarginazione in plaghe di difficile crescita economica.
Non è detto, dunque, che tutte le operazioni realizzanti il benessere di una qualsiasi comunità, siano di per sé giuste perché onesto ed equanime il fine.
Ecco che lo stesso principio può attagliarsi alle “Modifiche migliorative” alla Carta costituzionale attuale.
Per quanto sia anche logico adeguare determinati concetti della Carta al nuovo modus vivendi dell’attuale universo sociale globalizzato, bisognerà almeno comprendere che la difesa dei principi di Libertà dell’individuo e dell’intera comunità mondiale sono mutati. Trasformati da un’infinità di cause che spesso sfuggono alla nostra riflessione perché acquisite come “normalità”. Come, ad esempio, la presenza irremovibile del melmoso calderone dell’attuale Informazione e della insostituibile Comunicazione in ogni sua forma (tivù, Internet, ecc. ecc.) A seguire, dell’imprevedibile prolungamento della vita, impossibile da prevedere.
Nulla potevano redigere, i costituenti, intorno al fenomeno delle geo-migrazioni che hanno sommerso come alte onde, gli equilibri (drammatiche e dolorose conseguenze di soggiorno) dell’erogazione di servizi, di lavoro, assistenza, del PIL, et cetera.
Come potevano, i padri fondatori, nonostante una straordinaria capacità profetica , palesemente mostrata, sapere di un così complesso futuro ?
Nondimeno delle riflessioni sono d’obbligo.
E’ il caso ancora di conservare la illiberalità del fascismo, ad esempio, e non invece aborrire, disdegnare ogni forma di dittatura?
Dittatura come quella dell’eliminazione del Senato! Una sola Camera, quella dei Deputati, accostata a quella dei consiglieri regionali ( ex Senato). Sarà riempita da non eletti, inviati dagl’ Enti Locali. Ma questi sono governati da maggioranze comunque corrispondenti a quella di Governo.
Si genera, quindi, così una autocratica forma di assolutismo assai perniciosa per la democrazia.
Bisogna intervenire, certo, riformulando i principi, ma sempre consonanti allo spirito originario della Carta e senza puntare sullo stravolgimento democratico , altro esempio, come l’indipendenza della magistratura.
Se si voleva perfezionare, migliorare e velocizzare le procedure alle Camere, bastava riordinare le norme di sistema di gestione di quest’ultime.
Ecco perché si dice NO al Referendum consultivo per la riforma della nuova travolgente riscrittura.
Ecco perché tutti già sanno o solo percepiscono una democrazia in pericolo di illiberalità.
Arriverà puntuale la mistificazione di propaganda, Vorranno Renzi, salvatore della Patria per aver eliminato cose inutili e accelerato sui metodi di governo. Perché non migliora, non affina, non raddrizza e adegua. Non cascherò nel fosso ricolmo di sterco.
Ecco, #IOVOTONO

di Bruno Pappalardo





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sabato 10 settembre 2016

La nuova Costituzione è “anticostituzionale” e sancirà la morte delle autonomie locali e del Sud.

Potevo sintetizzare questa mia riflessione con un semplice e saggio detto: “Senza soldi non si cantano messe”.
In effetti la nuova formulazione dell’articolo 119 della Costituzione (Renzi – Boschi) sancisce che si riservano a leggi dello stato le questioni legate ai tributi, le compartecipazioni, le entrate. Lo Stato quindi interviene e decide da solo  ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”.
Sempre nello stesso nuovo articolo 119 si dice: “Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche attribuite ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni.Con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza nell’esercizio delle medesime funzioni”.
Se apparentemente questo articolo indica che le risorse derivanti da entrate territoriali siano (decise e) destinate agli enti locali, si dice anche che con “legge dello Stato” saranno definiti “gli indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno”. Quindi in realtà nessun territorio potrà decidere cosa tassare e come e su cosa in effetti investire per rendere efficienti e strategici i servizi da mettere in campo. In pratica è lo Stato che si arroga ogni decisione in materia. Inoltre, se apparentemente in Costituzione viene riconosciuta alle autonomie locali una capacità impositiva (e poco progettuale) e poi si delega, nella stessa Costituzione, la funzione a una legge dello stato in pratica vorrà dire che quel “diritto” dei territori potrà essere ampliato, ristretto o cancellato a piacimento dei Governi e del Parlamento (Camera dei Deputati ?). Un disastro !
Ora, visto che ci si riempie la bocca del fatto che i “sacri principi costituzionali” (la prima parte della Carta Costituzionale) non vengono toccati, come si concilia un tale restringimento dei poteri delle autonomie locali tutelati, invece, in modo deciso (dai padri costituenti) nell’attuale articolo 5 che resta invariato ?
Articolo 5 – “La Repubblica,  una  e  indivisibile,  riconosce  e  promuove  le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio  decentramento  amministrativo;  adegua  i principi ed i metodi della   sua   legislazione   alle   esigenze   dell’autonomia  e  del decentramento”.
Ecco, mi chiedo a questo punto:  come sarà attuata questa parte dell’articolo 5 ? “attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio  decentramento  amministrativo;  adegua  i principi ed i metodi della   sua   legislazione   alle   esigenze   dell’autonomia  e  del decentramento” .
La riforma Renzi, Boschi, Verdini & soci ci restituisce una Costituzione repubblicana che enuncia dei principi, ma ne attua altri.

Sarà la prima costituzione anticostituzionale al mondo !

Ma se oggi è vero come è vero che lo stato fa fatica a vedere nel Sud e nelle autonomie locali un luogo dal quale far ripartire il Paese, e se oggi si fa fatica ad immaginare uno stato che investa in Calabria ciò che investe in Liguria, in Campania ciò che investe in Veneto, in Puglia ciò che investe in Emilia Romagna (vedi sanità a parità di abitanti), come possiamo pensare che il Sud possa finalmente integrarsi in questo Paese con un Governo e un premier (e non mi riferisco solo a Renzi, ma anche ai suoi successori) che avranno in mano le leve del potere per decidere senza vincoli ?
E cosa potranno opporre parlamentari “nominati” dalle segreterie di Partito a difesa e a sostegno delle loro terre ?
Nulla di nulla !
Se abbiamo ancora un minimo di amor proprio e di amore per questa terra e per questo Paese votiamo NO !
di Michele Dell’Edera

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Potevo sintetizzare questa mia riflessione con un semplice e saggio detto: “Senza soldi non si cantano messe”.
In effetti la nuova formulazione dell’articolo 119 della Costituzione (Renzi – Boschi) sancisce che si riservano a leggi dello stato le questioni legate ai tributi, le compartecipazioni, le entrate. Lo Stato quindi interviene e decide da solo  ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”.
Sempre nello stesso nuovo articolo 119 si dice: “Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche attribuite ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni.Con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza nell’esercizio delle medesime funzioni”.
Se apparentemente questo articolo indica che le risorse derivanti da entrate territoriali siano (decise e) destinate agli enti locali, si dice anche che con “legge dello Stato” saranno definiti “gli indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno”. Quindi in realtà nessun territorio potrà decidere cosa tassare e come e su cosa in effetti investire per rendere efficienti e strategici i servizi da mettere in campo. In pratica è lo Stato che si arroga ogni decisione in materia. Inoltre, se apparentemente in Costituzione viene riconosciuta alle autonomie locali una capacità impositiva (e poco progettuale) e poi si delega, nella stessa Costituzione, la funzione a una legge dello stato in pratica vorrà dire che quel “diritto” dei territori potrà essere ampliato, ristretto o cancellato a piacimento dei Governi e del Parlamento (Camera dei Deputati ?). Un disastro !
Ora, visto che ci si riempie la bocca del fatto che i “sacri principi costituzionali” (la prima parte della Carta Costituzionale) non vengono toccati, come si concilia un tale restringimento dei poteri delle autonomie locali tutelati, invece, in modo deciso (dai padri costituenti) nell’attuale articolo 5 che resta invariato ?
Articolo 5 – “La Repubblica,  una  e  indivisibile,  riconosce  e  promuove  le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio  decentramento  amministrativo;  adegua  i principi ed i metodi della   sua   legislazione   alle   esigenze   dell’autonomia  e  del decentramento”.
Ecco, mi chiedo a questo punto:  come sarà attuata questa parte dell’articolo 5 ? “attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio  decentramento  amministrativo;  adegua  i principi ed i metodi della   sua   legislazione   alle   esigenze   dell’autonomia  e  del decentramento” .
La riforma Renzi, Boschi, Verdini & soci ci restituisce una Costituzione repubblicana che enuncia dei principi, ma ne attua altri.

Sarà la prima costituzione anticostituzionale al mondo !

Ma se oggi è vero come è vero che lo stato fa fatica a vedere nel Sud e nelle autonomie locali un luogo dal quale far ripartire il Paese, e se oggi si fa fatica ad immaginare uno stato che investa in Calabria ciò che investe in Liguria, in Campania ciò che investe in Veneto, in Puglia ciò che investe in Emilia Romagna (vedi sanità a parità di abitanti), come possiamo pensare che il Sud possa finalmente integrarsi in questo Paese con un Governo e un premier (e non mi riferisco solo a Renzi, ma anche ai suoi successori) che avranno in mano le leve del potere per decidere senza vincoli ?
E cosa potranno opporre parlamentari “nominati” dalle segreterie di Partito a difesa e a sostegno delle loro terre ?
Nulla di nulla !
Se abbiamo ancora un minimo di amor proprio e di amore per questa terra e per questo Paese votiamo NO !
di Michele Dell’Edera

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venerdì 9 settembre 2016

UN POPOLO "DEPORTATO"...

"La (quasi) unidirezionalità dei flussi migratori Sud-Nord che si osserva dal secondo dopoguerra fa assumere al numero di meridionali presenti al Nord dimensioni impressionanti. 
Le migrazioni Sud-Nord costituiscono una scomoda evidenza dello squilibrio economico e sociale tra le varie realtà del paese e del ruolo di subalternità delle regioni meridionali. Se negli anni del boom economico si era registrata una riduzione del gap tra Sud e Nord, negli anni successivi le opportunità occupazionali e i livelli salariali sono rimasti nettamente diversi con un inasprimento delle differenze negli anni della recente crisi economica.
Le famiglie residenti nelle regioni del Sud e nelle Isole presentano un peggioramento più marcato delle loro condizioni rispetto a quelle del Nord e del Centro, per la decisa caduta dell’occupazione e della ricchezza pro-capite, la perdita di posti di lavoro e il consolidarsi del calo dei consumi. Le migrazioni interne non sono solo l’effetto del perdurare o addirittura dell’ampliarsi del gap tra le diverse aree del nostro paese, ma potrebbero a loro volta contribuire ad alimentarlo.
Sono aumentate, infatti, le partenze dei cosiddetti studenti “eccellenti”: studi della Svimez mostrano che nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti, mentre tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Queste tendenze sono state interpretate come un progressivo “impoverimento di capitale umano” del Mezzogiorno, tale da perpetuare se non addirittura accentuare le differenze con il resto del paese.
Le migrazioni Sud-Nord possono contribuire ad aggravare la distanza tra Sud e Nord anche per un altro motivo, questa volta di carattere squisitamente demografico.
Se nel secondo dopoguerra lo squilibrio demografico, con il Sud più prolifico e con una proporzione di giovani più elevata, era considerabile come una delle cause delle migrazioni verso il Nord, ora non è più così. Oggi sono le regioni del Sud, e in particolare Sardegna, Basilicata, Calabria, Molise e Campania, ad avere la natalità più bassa in Italia. Come ieri, a migrare sono principalmente i giovani, ma le dinamiche demografiche unite ai flussi migratori ora portano verso un depauperamento dei giovani nelle regioni meridionali e insulari."


http://www.neodemos.info/la-mobilita-sud-nord-in-un-paese-poco-mobile/


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"La (quasi) unidirezionalità dei flussi migratori Sud-Nord che si osserva dal secondo dopoguerra fa assumere al numero di meridionali presenti al Nord dimensioni impressionanti. 
Le migrazioni Sud-Nord costituiscono una scomoda evidenza dello squilibrio economico e sociale tra le varie realtà del paese e del ruolo di subalternità delle regioni meridionali. Se negli anni del boom economico si era registrata una riduzione del gap tra Sud e Nord, negli anni successivi le opportunità occupazionali e i livelli salariali sono rimasti nettamente diversi con un inasprimento delle differenze negli anni della recente crisi economica.
Le famiglie residenti nelle regioni del Sud e nelle Isole presentano un peggioramento più marcato delle loro condizioni rispetto a quelle del Nord e del Centro, per la decisa caduta dell’occupazione e della ricchezza pro-capite, la perdita di posti di lavoro e il consolidarsi del calo dei consumi. Le migrazioni interne non sono solo l’effetto del perdurare o addirittura dell’ampliarsi del gap tra le diverse aree del nostro paese, ma potrebbero a loro volta contribuire ad alimentarlo.
Sono aumentate, infatti, le partenze dei cosiddetti studenti “eccellenti”: studi della Svimez mostrano che nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti, mentre tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Queste tendenze sono state interpretate come un progressivo “impoverimento di capitale umano” del Mezzogiorno, tale da perpetuare se non addirittura accentuare le differenze con il resto del paese.
Le migrazioni Sud-Nord possono contribuire ad aggravare la distanza tra Sud e Nord anche per un altro motivo, questa volta di carattere squisitamente demografico.
Se nel secondo dopoguerra lo squilibrio demografico, con il Sud più prolifico e con una proporzione di giovani più elevata, era considerabile come una delle cause delle migrazioni verso il Nord, ora non è più così. Oggi sono le regioni del Sud, e in particolare Sardegna, Basilicata, Calabria, Molise e Campania, ad avere la natalità più bassa in Italia. Come ieri, a migrare sono principalmente i giovani, ma le dinamiche demografiche unite ai flussi migratori ora portano verso un depauperamento dei giovani nelle regioni meridionali e insulari."


http://www.neodemos.info/la-mobilita-sud-nord-in-un-paese-poco-mobile/


martedì 6 settembre 2016

NAPOLI: APPELLO A FAVORE DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Ieri a Scampia in occasione della presentazione del libro di Antonio Emma Il Vecchio, presente il sindaco Luigi de Magistris, Ciro Corona ha letto un comunicato del Comitato IoLotto, primo firmatario IL PARTITO DEL SUD, a sostegno del parrucchiere Testimone di Giustizia Salvatore Castelluccio. 

Presenti per il Partito del Sud Andrea Balìa, Emiddio de Franciscis di Casanova e Pasquale Rescigno.








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Ieri a Scampia in occasione della presentazione del libro di Antonio Emma Il Vecchio, presente il sindaco Luigi de Magistris, Ciro Corona ha letto un comunicato del Comitato IoLotto, primo firmatario IL PARTITO DEL SUD, a sostegno del parrucchiere Testimone di Giustizia Salvatore Castelluccio. 

Presenti per il Partito del Sud Andrea Balìa, Emiddio de Franciscis di Casanova e Pasquale Rescigno.








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domenica 4 settembre 2016

"L'ultima Regina del Sud ", prima a Catania..di e con la regia di Lucio Volino (PdelSUD Campania)



Il 1 Settembre alle ore 21,00 c/o il Castello Ursino a Catania s'è tenuta, con consenso e partecipazione del pubblico, la prima di "L'ultima Regina del Sud" di Concetto Venti & Lucio Volino.
Regia sempre di Lucio Volino.
Al nostro storica amico ed iscritto del Partito del Sud Campania i più vivi complimenti!



Lucio Volino



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Il 1 Settembre alle ore 21,00 c/o il Castello Ursino a Catania s'è tenuta, con consenso e partecipazione del pubblico, la prima di "L'ultima Regina del Sud" di Concetto Venti & Lucio Volino.
Regia sempre di Lucio Volino.
Al nostro storica amico ed iscritto del Partito del Sud Campania i più vivi complimenti!



Lucio Volino



 
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