mercoledì 29 marzo 2017

Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.

Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.


https://www.youtube.com/watch?v=FVpInMphxxE





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Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.


https://www.youtube.com/watch?v=FVpInMphxxE





martedì 28 marzo 2017

L'UFFICIO STAMPA DEL PARTITO DEL SUD SCRIVE ALLA REDAZIONE DE "LA STAMPA" PER UNA PRECISAZIONE

Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo di ieri sulle manifestazioni del 25 marzo a Roma, ci avete citati come "Partito del Sud progressista e borbonico".
Vi ringraziamo per averci menzionato correttamente tra i partecipanti alla manifestazione pacifica del 25/03 partita da Piazza Vittorio, manifestazione per un'altra Europa possibile diversa da quella attuale, cioè piu' giusta e piu' solidale, e anche per averci citato correttamente come movimento "progressista" ma, visto anche il tono dell'articolo, dobbiamo precisare, a futura memoria, due righe sul termine "borbonico" utilizzato nello stesso, termine che spesso in questo paese viene utilizzato a sproposito e quasi sempre in modo dispregiativo, come quando si parla di "burocrazia borbonica" quando invece si dovrebbe parlare più correttamente di "burocrazia sabauda" visto che quella abbiamo ereditato e subito per decenni.
In un paese dalle etichette e stereotipi facili, quindi dobbiamo precisare che il termine "borbonico" ci sta bene se vuole indicare un riferimento e una critica storica a COME è stata fatta l'unità d'Italia come del resto dicono i meridionalisti classici da Gramsci, a Dorso, a Salvemini, ai quali ci ispiriamo....non ci sta bene se indica, come spesso vuol far trasparire una certo tipo di storiografia, un movimento reazionario, ultra-cattolico e nostalgico di antiche monarchie e antichi confini...visto che siamo orgogliosamente repubblicani e dalla nostra vera storia guardiamo verso il futuro, per un paese davvero unito con l'applicazione integrale della nostra bella Costituzione repubblicana (se si applicasse l'articolo 3 la "questione meridionale" non esisterebbe ancora oggi dopo piu' di 150 anni....) e per un'Europa diversa, senza muri e paure e non dominata dagli interessi dalla finanza, ma piu' giusta , piu' democratica e solidale, con a cuore i veri interessi dei propri cittadini, senza doppie velocità o distinzioni tra Europa del Sud ed Europa del Nord, per non diventare l'Italia stessa una colonia di interessi finanziari stranieri e il Mezzogiorno a sua volta una colonia di una colonia.




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Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo di ieri sulle manifestazioni del 25 marzo a Roma, ci avete citati come "Partito del Sud progressista e borbonico".
Vi ringraziamo per averci menzionato correttamente tra i partecipanti alla manifestazione pacifica del 25/03 partita da Piazza Vittorio, manifestazione per un'altra Europa possibile diversa da quella attuale, cioè piu' giusta e piu' solidale, e anche per averci citato correttamente come movimento "progressista" ma, visto anche il tono dell'articolo, dobbiamo precisare, a futura memoria, due righe sul termine "borbonico" utilizzato nello stesso, termine che spesso in questo paese viene utilizzato a sproposito e quasi sempre in modo dispregiativo, come quando si parla di "burocrazia borbonica" quando invece si dovrebbe parlare più correttamente di "burocrazia sabauda" visto che quella abbiamo ereditato e subito per decenni.
In un paese dalle etichette e stereotipi facili, quindi dobbiamo precisare che il termine "borbonico" ci sta bene se vuole indicare un riferimento e una critica storica a COME è stata fatta l'unità d'Italia come del resto dicono i meridionalisti classici da Gramsci, a Dorso, a Salvemini, ai quali ci ispiriamo....non ci sta bene se indica, come spesso vuol far trasparire una certo tipo di storiografia, un movimento reazionario, ultra-cattolico e nostalgico di antiche monarchie e antichi confini...visto che siamo orgogliosamente repubblicani e dalla nostra vera storia guardiamo verso il futuro, per un paese davvero unito con l'applicazione integrale della nostra bella Costituzione repubblicana (se si applicasse l'articolo 3 la "questione meridionale" non esisterebbe ancora oggi dopo piu' di 150 anni....) e per un'Europa diversa, senza muri e paure e non dominata dagli interessi dalla finanza, ma piu' giusta , piu' democratica e solidale, con a cuore i veri interessi dei propri cittadini, senza doppie velocità o distinzioni tra Europa del Sud ed Europa del Nord, per non diventare l'Italia stessa una colonia di interessi finanziari stranieri e il Mezzogiorno a sua volta una colonia di una colonia.




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lunedì 27 marzo 2017

#25Marzo il Partito del Sud a Roma per una Europa che riparta da Sud











Il messaggero online cita il Partito del SUD
m.ilmessaggero.it/roma/articolo-2339810.html





RIUSCITA PARTECIPAZIONE DEL  PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD! 

Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione. Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. 

Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. 

Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa. Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? 

Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale. Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. 

Solo con il Sud si riparte! L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia. Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. 

Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa. Partito del Sud 

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Il messaggero online cita il Partito del SUD
m.ilmessaggero.it/roma/articolo-2339810.html





RIUSCITA PARTECIPAZIONE DEL  PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD! 

Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione. Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. 

Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. 

Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa. Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? 

Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale. Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. 

Solo con il Sud si riparte! L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia. Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. 

Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa. Partito del Sud 

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martedì 21 marzo 2017

IL PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD !




Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo
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Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo

giovedì 9 marzo 2017

IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CORTEO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA DI NAPOLI DELL’ 11 MARZO 2017





Contro il fascismo e il leghismo, il Partito del Sud c'è. Come sempre, al Sud come al Nord

Dopo aver partecipato nel novembre 2015 con le proprie bandiere alla manifestazione nazionale #MaiconSalvini di Bologna, il Partito del Sud sarà, ovviamente, in piazza a Napoli il prossimo 11 marzo per partecipare  in modo pacifico e democratico al corteo contro la deriva razzista e fascista che avanza in Italia ben supportata dagli schermi televisivi ove, da anni, è permesso al leghista Salvini, in nome del più becero leghismo, di diffondere pregiudizi impunemente, in uno sfrenato gioco populista destrorso e xenofobo, che ha alla sua base intrinseco da sempre un  pervicace antimeridionalismo.

Con la faccia come il bronzo Salvini ora è pronto a smentire l’odio per il Sud per convertire la lega opportunisticamente in movimento nazionale e scendere nelle nostre terre alla ricerca di voti fra personaggi svenduti, ascari e fascisti in cerca di casa. 
Insomma l’ennesimo populista reazionario, che sfrutta, come i suoi predecessori, la povertà, la stanchezza e le esigenze delle nostre terre, speculandoci, con l’aggravante di abbracciare un’antipolitica scontata che va subito contrastata dalla buona politica dal basso, terreno lasciato colpevolmente scoperto dalla gran parte di una partitocrazia decotta, dimentica in primis dei propri valori di riferimento.

Un personaggio che ha fatto della discriminazione una ragione di vita e che ora con l'abbraccio al lepenismo spera di restare a galla ancora qualche tempo, confidando nella memoria corta degli italiani e supportato colpevolmente da tutti i media. 

Per protestare contro queste derive in atto, per rispedirle al mittente e per rimarcare la distanza abissale che ci separa da Salvini e dalle sue pratiche parteciperemo al corteo. L’auspicio è che possa essere una grande manifestazione popolare, gioiosa, democratica e assolutamente pacifica, supportata dall’orgoglio di appartenenza partenopea e meridionale. Figli di una tradizione da sempre inclusiva verso altri popoli, culture e quei diseredati che Salvini vorrebbe trattare incivilmente  e violentemente a colpi di ruspa. Figli di una città che, per prima in Europa e da sola, ha saputo liberarsi del giogo nazi-fascista e che può solo respingere democraticamente Salvini e le sue teorie vergognose!


Il ritrovo per tutti gli amici del Partito del Sud è per le ore 14.00 in Piazza Sannazaro 




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Contro il fascismo e il leghismo, il Partito del Sud c'è. Come sempre, al Sud come al Nord

Dopo aver partecipato nel novembre 2015 con le proprie bandiere alla manifestazione nazionale #MaiconSalvini di Bologna, il Partito del Sud sarà, ovviamente, in piazza a Napoli il prossimo 11 marzo per partecipare  in modo pacifico e democratico al corteo contro la deriva razzista e fascista che avanza in Italia ben supportata dagli schermi televisivi ove, da anni, è permesso al leghista Salvini, in nome del più becero leghismo, di diffondere pregiudizi impunemente, in uno sfrenato gioco populista destrorso e xenofobo, che ha alla sua base intrinseco da sempre un  pervicace antimeridionalismo.

Con la faccia come il bronzo Salvini ora è pronto a smentire l’odio per il Sud per convertire la lega opportunisticamente in movimento nazionale e scendere nelle nostre terre alla ricerca di voti fra personaggi svenduti, ascari e fascisti in cerca di casa. 
Insomma l’ennesimo populista reazionario, che sfrutta, come i suoi predecessori, la povertà, la stanchezza e le esigenze delle nostre terre, speculandoci, con l’aggravante di abbracciare un’antipolitica scontata che va subito contrastata dalla buona politica dal basso, terreno lasciato colpevolmente scoperto dalla gran parte di una partitocrazia decotta, dimentica in primis dei propri valori di riferimento.

Un personaggio che ha fatto della discriminazione una ragione di vita e che ora con l'abbraccio al lepenismo spera di restare a galla ancora qualche tempo, confidando nella memoria corta degli italiani e supportato colpevolmente da tutti i media. 

Per protestare contro queste derive in atto, per rispedirle al mittente e per rimarcare la distanza abissale che ci separa da Salvini e dalle sue pratiche parteciperemo al corteo. L’auspicio è che possa essere una grande manifestazione popolare, gioiosa, democratica e assolutamente pacifica, supportata dall’orgoglio di appartenenza partenopea e meridionale. Figli di una tradizione da sempre inclusiva verso altri popoli, culture e quei diseredati che Salvini vorrebbe trattare incivilmente  e violentemente a colpi di ruspa. Figli di una città che, per prima in Europa e da sola, ha saputo liberarsi del giogo nazi-fascista e che può solo respingere democraticamente Salvini e le sue teorie vergognose!


Il ritrovo per tutti gli amici del Partito del Sud è per le ore 14.00 in Piazza Sannazaro 




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mercoledì 15 febbraio 2017

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana




COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti sarà parte attiva al Congresso di Sinistra Italiana che si terrà a Rimini i giorni 17, 18 e 19 Febbraio 2016. Invitata ufficialmente, una delegazione del Partito del Sud porterà all’attenzione del Congresso le ragioni del proprio meridionalismo progressista, nazionale ed europeo, in una costituenda forza di vera sinistra, con l’augurio che questo possa essere l’inizio di un grande cammino collettivo.


Partito del Sud- Segreteria Nazionale Organizzativa



Per informazioni:

Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob. 3481640030


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COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti sarà parte attiva al Congresso di Sinistra Italiana che si terrà a Rimini i giorni 17, 18 e 19 Febbraio 2016. Invitata ufficialmente, una delegazione del Partito del Sud porterà all’attenzione del Congresso le ragioni del proprio meridionalismo progressista, nazionale ed europeo, in una costituenda forza di vera sinistra, con l’augurio che questo possa essere l’inizio di un grande cammino collettivo.


Partito del Sud- Segreteria Nazionale Organizzativa



Per informazioni:

Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob. 3481640030


mercoledì 8 febbraio 2017

L'estremismo malattia infantile del meridionalismo - di E. Riccio

Una degli scritti di Lenin, che è diventato anche una delle sue più famose citazioni, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”, scritta nei primi decenni del secolo scorso e recentemente ripubblicata, può essere facilmente parafrasata ed applicarsi oggi al meridionalismo, dopo circa un secolo sembra essere ancora molto attuale, purtroppo,  per il meridionalismo ed in generale, purtroppo, anche talvolta per la politica italiana di sinistra.

Per non fare lo stesso errore che si fa spesso, con delle etichette che confondono  perché ognuno gli da il suo significato e poi magari si discute inutilmente per ore sulla terminologia, definiamo inizialmente il “meridionalismo” come quel magma che ribolle al Sud, oramai da qualche anno, magari in forma un po’ confusa ma sicuramente come fenomeno in crescita. Se poi fino ad una decina di anni fa politicamente c’era il nulla, oggi si osserva un magma di passione, di ricerca ed orgoglio identitario e anche di rabbiosa rivalsa che vuole trasformarsi anche in proposta politica ed avere rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali, consapevoli che senza questa presenza ogni recriminazione resta vana e velleitaria. Questa voglia, che sicuramente è aumentata con la diffusione dei social network e soprattutto è andata in crescendo dopo anni di propaganda leghista e diffusione di stereotipi razzisti anti-meridionale. Un processo che è partito senz’altro anche dalla revisione storica del cosiddetto “risorgimento”, oltre che da una perdurante colonizzazione economica e culturale che dura da più di 150 anni, proviamo ad analizzare però meglio il fenomeno e fare dei ragionamenti per trarre delle conclusioni semplici, visto che frequento oramai da una decina d’anni l’ambiente e conosco quindi oramai molto bene meccanismi ed alcuni personaggi.
Iniziamo con un primo chiarimento e facendo svanire una prima grande illusione, da anni si prova a riunire un “fronte meridionalista”, ma l’esperienza ci insegna che non è assolutamente possibile un’aggregazione che unisca tutti a partire solo dalla “verità storica” e di una generica e confusa difesa del Sud, se si vuole avere un minimo di serietà, credibilità e soprattutto possibilità di organizzazione e crescita, non si può che accompagnarli senza prescindere da valori di base condivisi, per noi del Partito del Sud sono quelli progressisti con il conseguente rifiuto di ogni ideologia razzista o fascista. Inoltre siamo lontanissimi da nostalgie identitarie o nazionaliste di tipo ultra-cattoliche che utilizzano termini e concetti ottocenteschi e vagheggiano impossibili ritorni al passato, infine non crediamo all’opzione indipendentista, cioè consideriamo l’indipendentismo subito (con il solito problema, la mai risolta ed eterna discussione se riferirlo solo alla parte continentale o anche alla Sicilia che ha delle sue peculiarità storiche e culturali…) assolutamente irrealizzabile e velleitario oggi, lontanissimo dalle masse meridionali e dai loro bisogni prioritari e soprattutto da ogni possibilità pratica di conseguirlo, ovviamente con metodi democratici e pacifici, a prescindere se poi davvero convenga e abbia senso dividere i meridionali rimasti al di sotto del Tronto con quelli, e sono tanti, che per lavoro sono emigrati al centro-nord…ha davvero senso? Già oggi hanno poco senso i confini nazionali, nonostante le nuove ondate xenofobe, nazionaliste e anti-europeiste pensano di tornarci agitando spettri, paure e cavalcando la (giusta) rabbia sociale…figuriamoci l’idea di mettere nuovi confini all’interno della penisola…per noi ha più senso un cammino di autonomia e di federalismo solidale, nella prospettiva di macro-regioni autonome che resteranno in Italia ed in Europa, ovviamente sperando in un’altra Italia ed un’altra Europa…ma volente o nolente siamo in questa posizione geografica, non su Marte o su Base Alpha sulla Luna.

Fatte queste premesse, per chi come noi cerca la strada politica, che significa presentarsi alle elezioni e crescere nei consenti e quindi anche cercare alleanze compatibili con i propri valori e i propri programmi, non solo sparare proclami e litanie in rete, a noi interessa un’aggregazione progressista, che sia alternativa sia ai partiti neo-liberisti compreso l’attuale PD di Renzi, sia alla destra lepenista di Salvini e Meloni con la resurrezione o meno della figura imbalsamata di Berlusconi ed anche alternativa alla demagogia “ne’ destra ne’ sinistra” del Movimento Cinque Stelle (che poi per costituzione e regole interne non fa alleanze e quindi non vedo che possibilità di aggregazione ci potrebbero essere, lascio il dilemma a certi pensatori del nostro mondo che aspirano a fare i Grillo di serie B o C…). Il nostro discorso neo-meridionalista, è sulle orme e segue le lezioni dei classici meridionalisti, i primi che parlarono di colonizzazione del Mezzogiorno e di “conquista regia” al posto di Unità d’Italia, personaggi come Gramsci, Salvemini, Dorso etc etc…quindi per noi con questi padri spirituali il “vero meridionalismo” non può che collocarsi in un ambito progressista, per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo. Il resto per noi è generico “sudismo” di accatto ed altre insalate miste condite male alle quali non siamo più interessati, abbiamo tra l’altro poco tempo a disposizione visto che non viviamo di politica, che per noi è impegno, passione civile, sacrificio personale di denaro e soprattutto di tempo, quindi non possiamo proseguire, ancora, con riunioni e tentativi inutili quando non ci sono dei presupposti di base.
C’è chi questo discorso non lo vuole capire perché tutti pronti a fare le rivoluzioni da dietro al PC, chi gli da fastidio perché hanno dei valori di base destrorsi o addirittura fascisti, hanno la fissa dei “comunisti” come i peggiori maccartisti americani degli anni ’50 del secolo scorso o i vecchi tradizionalisti cattolici…Tralascio poi per pietà alcuni “personaggetti”, come direbbe il De Luca-Crozza,  che hanno pure fatto parte del nostro movimento, per poi uscirne e diventare capetti del loro piccolo movimento scissionista e che hanno il coraggio di parlare di settarismo e protagonismo per noi…in genere non sono che dei semplici accattoni e mistificatori, rivoluzionari a parole ma poi pronti a vendersi per un piatto di lenticchie al primo partito tradizionale (alcuni ai vecchi democristiani alla Mastella o a provare sponde con i Lombardo o con i De Luca… o addirittura altri a flirtare anche con De Magistris,  che noi abbiamo appoggiato fin dal 2011 e per questo molti del nostro piccolo mondo antico per anni ci hanno accusato di essere “troppo di sinistra”!!!).
Un’altra  cosa paradossale è che alcuni dei rivoluzionari da tastiera del nostro mondo che strepitano “non siamo italiani”, ignorando che lo eravamo già prima del 1861 essendo italiani con identità napoletana o siciliana, tra l’altro spesso confondendo quindi esattamente come i “liberal-risorgimentali”  dell’800 i concetti di Stato e Nazione o talvolta quello di identità con quello di nazione, ricalcano esattamente questi schemi di divisionismo, settarismo, stupido protagonismo ed inutile narcisismo classici della politica italiana in generale. La battaglia “io sono più meridionalista di te” o, fate voi, “io sono più duosiciliano di te”, “io sono più napolitano” di te,  a me non interessa più e non riesce ad appassionarmi, soprattutto credo che non interessi alla maggioranza del nostro popolo che vorrebbe più pragmatismo e più azioni concrete per il riscatto della nostra terra piuttosto che lunghissime disquisizioni sui termini e sul sesso degli angeli, approfondite ed interminabili analisi senza però uno straccio di proposta e prospettiva concreta e non vaga per un futuro migliore. Non ne parleremo più ed ignoreremo sempre più polemiche e provocazioni d’ora in poi, abbiamo chiaramente affermato i nostri valori, la nostra linea e le nostre priorità, chi li condivide è benvenuto…altre strade non ci interessano, auguriamo buona fortuna a tutti e come si dice negli annunci…astenersi perditempo!

Detto questo sul meridionalismo, speriamo poi di non trovare questa sindrome infantile, ancora dopo circa un secolo, anche nella sinistra alternativa, per me e per noi del Partito del Sud c’è sicuramente nel paese molta voglia di sinistra vera e di programmi di giustizia sociale e difesa dei diritti con l’applicazione integrale della Costituzione, come ci ha insegnato anche il referendum di dicembre.
C’è bisogno di un’azione politica  di sinistra vera in Italia ed in Europa specialmente in una società sempre più post-industriale, infatti come aggravante della crisi attuale c’è da dire che con la rivoluzione digitale in atto diminuiranno complessivamente i posti di lavoro, infatti ci sono studi recenti che dicono che per uno nuovo che se ne crea ce ne saranno almeno dieci tradizionali che scompaiono. C’è bisogno quindi di più welfare e non di meno stato sociale, di reinventarsi il lavoro per gestire il tempo libero che aumenterà, di lavorare meno e lavorare tutti come si diceva negli anni ’60 e come dice anche oggi un sociologo come De Masi (Professore però mi permetto di aggiungere …che poi vanno pagati equamente tutti!!!). C’è bisogno di più diritti per i lavoratori e meno “flessibilità”, di politiche di beni comuni, di politiche di redistribuzione del reddito per far pagare di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno e di spostare di più la tassazione dal lavoro alla rendita, di limitare la finanza ed il suo strapotere, di opporsi e farla finita con le politiche europee di austerità ed anche di azioni più semplici, popolari e clamorose come quella di imporre per legge dei rapporti tra gli stipendi massimi e quelli minimi…quest’ultima cosa la diceva un pericolo “comunista” come Adriano Olivetti che parlava di un rapporto massimo di 1 a 10 o nella “rossa Svizzera” hanno recentemente proposto un referendum per un rapporto massimo di 1 a 12…può essere che oggi non c’è nessun leader della sinistra che ha il coraggio di proporre un rapporto massimo di 1 a 20???
C’è bisogno quindi soprattutto di ripartire dai più deboli, dalla classe media che si è impoverita sempre più negli ultimi anni, e parlando di povertà e lavoro non si può che ripartire da Sud dove la povertà è ancora più drammatica ed evidente così come la disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ma non solo. Mettere il rilancio del Sud tra le priorità vere di un’agenda politica progressista sarebbe anche una novità della sinistra italiana e farebbe parte naturalmente di un programma che ha come priorità quella di aiutare i più deboli e i più poveri. Quando diciamo queste cose negli incontri con altri compagni vediamo che vengono puntualmente apprezzate, ora speriamo che ci saranno anche dei passi avanti concreti in più per la formazione di questo schieramento progressista alternativo, che potrebbe far leva anche su alcune ottime esperienze che ora al Sud ci sono, come De Magistris ed Emiliano coi quali noi del Partito del Sud abbiamo da tempo ottimi rapporti di collaborazione. E speriamo che anche i vari gruppi della sinistra alternativa superino divisioni e contrasti, protagonismi, narcisismi vari…anche per loro è arrivato il momento di capire che la battaglia “io sono più comunista di te”, “io sono più a sinistra di te”, “io sono più duro e puro di te” non serve a niente, serve scegliere chiaramente gli obiettivi e le priorità politiche e programmatiche, farle capire alle masse con azioni e dichiarazioni semplici e non contorte. Questo se non si vuole lasciarle in preda alle derive populiste e destrorse dei “Lepenisti” e “Trumpisti” italiani che fiutano il vento ed italianamente cercano di correre sul nuovo carro del vincitore e paradossalmente, dopo essere stati per anni gli eredi del peggiore liberismo all’italiana, ora stanno cercando di rifarsi con la bandiera dell’anti-sistema, “anti-casta” e “anti-establishment”,  accompagnandole a retoriche anti-immigrazione e di difesa dei confini, spingendo quindi la guerra tra poveri e continuando a spargere ulteriormente paure e odio di cui non abbiamo proprio bisogno, così stanno purtroppo guadagnando consensi soprattutto nei quartieri più popolari e disagiati da troppo tempo un po’ abbandonati dalla sinistra….ovviamente per capire che la difesa dei più deboli poi sia tutta tattica e strumentale, basta leggere solo la proposta di “flat-tax” di Salvini, una tassa che appunto essendo flat e uguale per tutti ovviamente favorirebbe i più ricchi e non i più poveri, tra l’altro sarebbe in contrasto coi principi costituzionali.

Quindi avanti con il dialogo con una sinistra vera, spingendola sempre più a mettere il riscatto del Sud tra le sue priorità nell’agenda politica e, come ho detto a conclusione del mio intervento al recente incontro con i compagni dell’Altra Europa con Tsipras, citando uno dei nostri maestri preferiti, Antonio Gramsci e mettendo la sua frase in prima persona plurale: istruiamoci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; agitiamoci, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo ed organizziamoci, avremo bisogno di tutta la nostra forza!



Enzo Riccio

Segr. Org. Nazionale 
Partito del Sud
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Una degli scritti di Lenin, che è diventato anche una delle sue più famose citazioni, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”, scritta nei primi decenni del secolo scorso e recentemente ripubblicata, può essere facilmente parafrasata ed applicarsi oggi al meridionalismo, dopo circa un secolo sembra essere ancora molto attuale, purtroppo,  per il meridionalismo ed in generale, purtroppo, anche talvolta per la politica italiana di sinistra.

Per non fare lo stesso errore che si fa spesso, con delle etichette che confondono  perché ognuno gli da il suo significato e poi magari si discute inutilmente per ore sulla terminologia, definiamo inizialmente il “meridionalismo” come quel magma che ribolle al Sud, oramai da qualche anno, magari in forma un po’ confusa ma sicuramente come fenomeno in crescita. Se poi fino ad una decina di anni fa politicamente c’era il nulla, oggi si osserva un magma di passione, di ricerca ed orgoglio identitario e anche di rabbiosa rivalsa che vuole trasformarsi anche in proposta politica ed avere rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali, consapevoli che senza questa presenza ogni recriminazione resta vana e velleitaria. Questa voglia, che sicuramente è aumentata con la diffusione dei social network e soprattutto è andata in crescendo dopo anni di propaganda leghista e diffusione di stereotipi razzisti anti-meridionale. Un processo che è partito senz’altro anche dalla revisione storica del cosiddetto “risorgimento”, oltre che da una perdurante colonizzazione economica e culturale che dura da più di 150 anni, proviamo ad analizzare però meglio il fenomeno e fare dei ragionamenti per trarre delle conclusioni semplici, visto che frequento oramai da una decina d’anni l’ambiente e conosco quindi oramai molto bene meccanismi ed alcuni personaggi.
Iniziamo con un primo chiarimento e facendo svanire una prima grande illusione, da anni si prova a riunire un “fronte meridionalista”, ma l’esperienza ci insegna che non è assolutamente possibile un’aggregazione che unisca tutti a partire solo dalla “verità storica” e di una generica e confusa difesa del Sud, se si vuole avere un minimo di serietà, credibilità e soprattutto possibilità di organizzazione e crescita, non si può che accompagnarli senza prescindere da valori di base condivisi, per noi del Partito del Sud sono quelli progressisti con il conseguente rifiuto di ogni ideologia razzista o fascista. Inoltre siamo lontanissimi da nostalgie identitarie o nazionaliste di tipo ultra-cattoliche che utilizzano termini e concetti ottocenteschi e vagheggiano impossibili ritorni al passato, infine non crediamo all’opzione indipendentista, cioè consideriamo l’indipendentismo subito (con il solito problema, la mai risolta ed eterna discussione se riferirlo solo alla parte continentale o anche alla Sicilia che ha delle sue peculiarità storiche e culturali…) assolutamente irrealizzabile e velleitario oggi, lontanissimo dalle masse meridionali e dai loro bisogni prioritari e soprattutto da ogni possibilità pratica di conseguirlo, ovviamente con metodi democratici e pacifici, a prescindere se poi davvero convenga e abbia senso dividere i meridionali rimasti al di sotto del Tronto con quelli, e sono tanti, che per lavoro sono emigrati al centro-nord…ha davvero senso? Già oggi hanno poco senso i confini nazionali, nonostante le nuove ondate xenofobe, nazionaliste e anti-europeiste pensano di tornarci agitando spettri, paure e cavalcando la (giusta) rabbia sociale…figuriamoci l’idea di mettere nuovi confini all’interno della penisola…per noi ha più senso un cammino di autonomia e di federalismo solidale, nella prospettiva di macro-regioni autonome che resteranno in Italia ed in Europa, ovviamente sperando in un’altra Italia ed un’altra Europa…ma volente o nolente siamo in questa posizione geografica, non su Marte o su Base Alpha sulla Luna.

Fatte queste premesse, per chi come noi cerca la strada politica, che significa presentarsi alle elezioni e crescere nei consenti e quindi anche cercare alleanze compatibili con i propri valori e i propri programmi, non solo sparare proclami e litanie in rete, a noi interessa un’aggregazione progressista, che sia alternativa sia ai partiti neo-liberisti compreso l’attuale PD di Renzi, sia alla destra lepenista di Salvini e Meloni con la resurrezione o meno della figura imbalsamata di Berlusconi ed anche alternativa alla demagogia “ne’ destra ne’ sinistra” del Movimento Cinque Stelle (che poi per costituzione e regole interne non fa alleanze e quindi non vedo che possibilità di aggregazione ci potrebbero essere, lascio il dilemma a certi pensatori del nostro mondo che aspirano a fare i Grillo di serie B o C…). Il nostro discorso neo-meridionalista, è sulle orme e segue le lezioni dei classici meridionalisti, i primi che parlarono di colonizzazione del Mezzogiorno e di “conquista regia” al posto di Unità d’Italia, personaggi come Gramsci, Salvemini, Dorso etc etc…quindi per noi con questi padri spirituali il “vero meridionalismo” non può che collocarsi in un ambito progressista, per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo. Il resto per noi è generico “sudismo” di accatto ed altre insalate miste condite male alle quali non siamo più interessati, abbiamo tra l’altro poco tempo a disposizione visto che non viviamo di politica, che per noi è impegno, passione civile, sacrificio personale di denaro e soprattutto di tempo, quindi non possiamo proseguire, ancora, con riunioni e tentativi inutili quando non ci sono dei presupposti di base.
C’è chi questo discorso non lo vuole capire perché tutti pronti a fare le rivoluzioni da dietro al PC, chi gli da fastidio perché hanno dei valori di base destrorsi o addirittura fascisti, hanno la fissa dei “comunisti” come i peggiori maccartisti americani degli anni ’50 del secolo scorso o i vecchi tradizionalisti cattolici…Tralascio poi per pietà alcuni “personaggetti”, come direbbe il De Luca-Crozza,  che hanno pure fatto parte del nostro movimento, per poi uscirne e diventare capetti del loro piccolo movimento scissionista e che hanno il coraggio di parlare di settarismo e protagonismo per noi…in genere non sono che dei semplici accattoni e mistificatori, rivoluzionari a parole ma poi pronti a vendersi per un piatto di lenticchie al primo partito tradizionale (alcuni ai vecchi democristiani alla Mastella o a provare sponde con i Lombardo o con i De Luca… o addirittura altri a flirtare anche con De Magistris,  che noi abbiamo appoggiato fin dal 2011 e per questo molti del nostro piccolo mondo antico per anni ci hanno accusato di essere “troppo di sinistra”!!!).
Un’altra  cosa paradossale è che alcuni dei rivoluzionari da tastiera del nostro mondo che strepitano “non siamo italiani”, ignorando che lo eravamo già prima del 1861 essendo italiani con identità napoletana o siciliana, tra l’altro spesso confondendo quindi esattamente come i “liberal-risorgimentali”  dell’800 i concetti di Stato e Nazione o talvolta quello di identità con quello di nazione, ricalcano esattamente questi schemi di divisionismo, settarismo, stupido protagonismo ed inutile narcisismo classici della politica italiana in generale. La battaglia “io sono più meridionalista di te” o, fate voi, “io sono più duosiciliano di te”, “io sono più napolitano” di te,  a me non interessa più e non riesce ad appassionarmi, soprattutto credo che non interessi alla maggioranza del nostro popolo che vorrebbe più pragmatismo e più azioni concrete per il riscatto della nostra terra piuttosto che lunghissime disquisizioni sui termini e sul sesso degli angeli, approfondite ed interminabili analisi senza però uno straccio di proposta e prospettiva concreta e non vaga per un futuro migliore. Non ne parleremo più ed ignoreremo sempre più polemiche e provocazioni d’ora in poi, abbiamo chiaramente affermato i nostri valori, la nostra linea e le nostre priorità, chi li condivide è benvenuto…altre strade non ci interessano, auguriamo buona fortuna a tutti e come si dice negli annunci…astenersi perditempo!

Detto questo sul meridionalismo, speriamo poi di non trovare questa sindrome infantile, ancora dopo circa un secolo, anche nella sinistra alternativa, per me e per noi del Partito del Sud c’è sicuramente nel paese molta voglia di sinistra vera e di programmi di giustizia sociale e difesa dei diritti con l’applicazione integrale della Costituzione, come ci ha insegnato anche il referendum di dicembre.
C’è bisogno di un’azione politica  di sinistra vera in Italia ed in Europa specialmente in una società sempre più post-industriale, infatti come aggravante della crisi attuale c’è da dire che con la rivoluzione digitale in atto diminuiranno complessivamente i posti di lavoro, infatti ci sono studi recenti che dicono che per uno nuovo che se ne crea ce ne saranno almeno dieci tradizionali che scompaiono. C’è bisogno quindi di più welfare e non di meno stato sociale, di reinventarsi il lavoro per gestire il tempo libero che aumenterà, di lavorare meno e lavorare tutti come si diceva negli anni ’60 e come dice anche oggi un sociologo come De Masi (Professore però mi permetto di aggiungere …che poi vanno pagati equamente tutti!!!). C’è bisogno di più diritti per i lavoratori e meno “flessibilità”, di politiche di beni comuni, di politiche di redistribuzione del reddito per far pagare di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno e di spostare di più la tassazione dal lavoro alla rendita, di limitare la finanza ed il suo strapotere, di opporsi e farla finita con le politiche europee di austerità ed anche di azioni più semplici, popolari e clamorose come quella di imporre per legge dei rapporti tra gli stipendi massimi e quelli minimi…quest’ultima cosa la diceva un pericolo “comunista” come Adriano Olivetti che parlava di un rapporto massimo di 1 a 10 o nella “rossa Svizzera” hanno recentemente proposto un referendum per un rapporto massimo di 1 a 12…può essere che oggi non c’è nessun leader della sinistra che ha il coraggio di proporre un rapporto massimo di 1 a 20???
C’è bisogno quindi soprattutto di ripartire dai più deboli, dalla classe media che si è impoverita sempre più negli ultimi anni, e parlando di povertà e lavoro non si può che ripartire da Sud dove la povertà è ancora più drammatica ed evidente così come la disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ma non solo. Mettere il rilancio del Sud tra le priorità vere di un’agenda politica progressista sarebbe anche una novità della sinistra italiana e farebbe parte naturalmente di un programma che ha come priorità quella di aiutare i più deboli e i più poveri. Quando diciamo queste cose negli incontri con altri compagni vediamo che vengono puntualmente apprezzate, ora speriamo che ci saranno anche dei passi avanti concreti in più per la formazione di questo schieramento progressista alternativo, che potrebbe far leva anche su alcune ottime esperienze che ora al Sud ci sono, come De Magistris ed Emiliano coi quali noi del Partito del Sud abbiamo da tempo ottimi rapporti di collaborazione. E speriamo che anche i vari gruppi della sinistra alternativa superino divisioni e contrasti, protagonismi, narcisismi vari…anche per loro è arrivato il momento di capire che la battaglia “io sono più comunista di te”, “io sono più a sinistra di te”, “io sono più duro e puro di te” non serve a niente, serve scegliere chiaramente gli obiettivi e le priorità politiche e programmatiche, farle capire alle masse con azioni e dichiarazioni semplici e non contorte. Questo se non si vuole lasciarle in preda alle derive populiste e destrorse dei “Lepenisti” e “Trumpisti” italiani che fiutano il vento ed italianamente cercano di correre sul nuovo carro del vincitore e paradossalmente, dopo essere stati per anni gli eredi del peggiore liberismo all’italiana, ora stanno cercando di rifarsi con la bandiera dell’anti-sistema, “anti-casta” e “anti-establishment”,  accompagnandole a retoriche anti-immigrazione e di difesa dei confini, spingendo quindi la guerra tra poveri e continuando a spargere ulteriormente paure e odio di cui non abbiamo proprio bisogno, così stanno purtroppo guadagnando consensi soprattutto nei quartieri più popolari e disagiati da troppo tempo un po’ abbandonati dalla sinistra….ovviamente per capire che la difesa dei più deboli poi sia tutta tattica e strumentale, basta leggere solo la proposta di “flat-tax” di Salvini, una tassa che appunto essendo flat e uguale per tutti ovviamente favorirebbe i più ricchi e non i più poveri, tra l’altro sarebbe in contrasto coi principi costituzionali.

Quindi avanti con il dialogo con una sinistra vera, spingendola sempre più a mettere il riscatto del Sud tra le sue priorità nell’agenda politica e, come ho detto a conclusione del mio intervento al recente incontro con i compagni dell’Altra Europa con Tsipras, citando uno dei nostri maestri preferiti, Antonio Gramsci e mettendo la sua frase in prima persona plurale: istruiamoci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; agitiamoci, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo ed organizziamoci, avremo bisogno di tutta la nostra forza!



Enzo Riccio

Segr. Org. Nazionale 
Partito del Sud

giovedì 2 febbraio 2017

Pietro Golìa non c'è più!



Purtroppo è vero! Il nostro amico ed editore Pietro Golìa non c'è più! Persona di raffinata intelligenza, cultura ed onestà intellettuale,tant'è che pur di provenienza politica ai nostri antipodi ci offrì d'editare un libro del Partito del Sud, ovvero il nostro "Con il Sud si riparte" con la sua casa editrice "Controcorrente".
 
Era nata una vera amicizia e non lesinava mai d'esternarci la sua stima con incoraggiamenti a proseguire il nostro impegno politico.

Ci lascia un amico ed un editore, fra i pochi, coraggiosi del Sud!
Ciao caro amico...riposa in pace!

Il Partito del Sud
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Purtroppo è vero! Il nostro amico ed editore Pietro Golìa non c'è più! Persona di raffinata intelligenza, cultura ed onestà intellettuale,tant'è che pur di provenienza politica ai nostri antipodi ci offrì d'editare un libro del Partito del Sud, ovvero il nostro "Con il Sud si riparte" con la sua casa editrice "Controcorrente".
 
Era nata una vera amicizia e non lesinava mai d'esternarci la sua stima con incoraggiamenti a proseguire il nostro impegno politico.

Ci lascia un amico ed un editore, fra i pochi, coraggiosi del Sud!
Ciao caro amico...riposa in pace!

Il Partito del Sud

lunedì 30 gennaio 2017

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud presente all'incontro nazionale "Il mondo sta cambiando". L'intervento di Enzo Riccio

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché il 28 gennaio con una nostra delegazione siamo stati parte attiva dell'incontro tenuto a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando".



L' intervento di Enzo Riccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito del Sud, ieri all'assemblea nazionale di Roma " Il Mondo sta Cambiando"

https://www.youtube.com/watch?v=zeKdZ3k_kBg&feature=share






Andreas Nefeloudis, esponente del governo di Syriza in Grecia ed Argiris Panagopoulos di Syriza


Freccero


Enzo Riccio


Platea affollata


Michele Dell'Edera e Anna Falcone





.



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Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché il 28 gennaio con una nostra delegazione siamo stati parte attiva dell'incontro tenuto a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando".



L' intervento di Enzo Riccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito del Sud, ieri all'assemblea nazionale di Roma " Il Mondo sta Cambiando"

https://www.youtube.com/watch?v=zeKdZ3k_kBg&feature=share






Andreas Nefeloudis, esponente del governo di Syriza in Grecia ed Argiris Panagopoulos di Syriza


Freccero


Enzo Riccio


Platea affollata


Michele Dell'Edera e Anna Falcone





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mercoledì 25 gennaio 2017

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale "Il mondo sta cambiando"

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale promosso da L'Altra Europa con Tsipras "Il mondo sta cambiando"

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché anche il prossimo 28 gennaio con una nostra delegazione saremo parte attiva dell'incontro che si tiene a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando". L'invito è a Partecipare !

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1742856032693413/



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Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale promosso da L'Altra Europa con Tsipras "Il mondo sta cambiando"

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché anche il prossimo 28 gennaio con una nostra delegazione saremo parte attiva dell'incontro che si tiene a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando". L'invito è a Partecipare !

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1742856032693413/



 
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