martedì 14 luglio 2009

Fontana Ferdinandea - Matera




La Fontana Ferdinandea eretta nel 1832 sulle ceneri di quella che Mons. Sigismondo Saraceno (1) aveva fatto costruire nel 1577 ed alimentata dallacqua sorgiva che proveniva dalla collina Montigny (Lanera) (2). Il 6 settembre 1825 fu bandito lappalto per i lavori di ripristino e le opere furono eseguite da Gaetano Farina di Baronissi per la somma di 1000 ducati dargento. Il 17 luglio 1927 fu allacciata alla condotta dellAcquedotto Pugliese; questo necessario e straordinario evento ridusse sensibilmente i problemi di approvvigionamento idrico della città con tutti i vantaggi che ne derivarono.

Il Foglio dOrdini del partito fascista magnificò limportante avvenimento esaltando la tenacia con cui dopo 18 mesi di arduo incessante lavoro, Matera, da secoli assetata, per la provvidenza amorosa del Governo Nazionale, ha avuto il suo acquedotto. Anche La Basilicata nel Mondo esaltò lopera compiuta evidenziando che La vecchia città di Matera, dalle case scavate nel macignoha veduto nellacqua zampillante dalla storica fontana di Ferdinando, il simbolo della nuova vitaIl popolo acclamando si è adunato nella piazza della storica fontana, il cui fiocco di acqua argentea richiamava alle loro menti tutto un passato di indicibili sacrifici morali e di meschini patteggiamenti elettorali. Lacquedotto Pugliese, sotto la guida diGaetano Postiglione, ha compiuto in breve volgere di tempo lopera che corona uno dei più grandi sforzi del Governonella rinnovata provincia di Matera.

La Fontana oggi, dopo oltre mezzo secolo, è stata ricollocata nel suo luogo originario, accanto allex convento di Santa Lucia. Infatti, nel 1949 essa fu rimossa ed abbandonata nel cortile della casa comunale; nel 1958 invece, su iniziativa del Commissario Prefettizio Pietro Curione (4) la Fontana fu rimontata, anche se non più in Piazza Vittorio Veneto. Per questa operazione fu richiesta la collaborazione dellex dipendente dellUfficio Tecnico Comunale e per lunghi anni assistente dellIng. Vincenzo Corazza, Eustachio Guanti il quale quando il monumento fu smontato ebbe cura di numerarne i pezzi.
Certamente la Fontana Ferdinandea è un monumento che bisognerebbe rivalorizzare soprattutto per ciò che ha rappresentato per la città e per i materani. La Fndèn idealmente è stato un punto di riferimento (5) ed ha coniugato la storia della città con la cultura dei suoi abitanti. Ci si augura che con il ritorno al proprio posto possa riacquisire quella dignità che un pezzo così importante della nostra storia merita.

In quelloccasione il Podestà Francesco Ruggieri (3) inviò al Capo del Governo il seguente telegramma: Nel momento in cui lacqua benefica del Sele zampilla nella nostra storica fontana, questo popolo, che labbandono dei passati governi rese sitibondo nel corpo e nellanima, rivolge esultando grato pensiero E. V. alla cui volontà devesi rapido compimento opera, e benedice nella fatica, nellamore e nel dolore il Duce magnifico, come destino invincibile ed eterno e artefice della nuova grande Italia.
APPENDICE

[1] 1531-1585. Divenne vescovo nel 1557, aveva circa 27 anni, anno in cui venne a Matera. Fu uomo dotto e dinamico. Partecipò al Concilio di Trento. Morì a Matera il 7 gennaio 1585 e nel 1589 il suo corpo fu trasferito a Napoli per essere tumulato nella chiesa di Donna Romita presso il Seggio del Nilo.

[2] Charles de Montigny, generale francese.


[3] Avvocato, amministrò la città dal 1927 al 1930.

[4] Assolse il suo incarico dal 29 gennaio 1958 al 24 dicembre 1960.

[5] Tuttoggi cè chi dice I ggì mmnz alla Fnden, devo recarmi in centro (in Piazza Vittorio Veneto già Largo della Fontana).

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La Fontana Ferdinandea eretta nel 1832 sulle ceneri di quella che Mons. Sigismondo Saraceno (1) aveva fatto costruire nel 1577 ed alimentata dallacqua sorgiva che proveniva dalla collina Montigny (Lanera) (2). Il 6 settembre 1825 fu bandito lappalto per i lavori di ripristino e le opere furono eseguite da Gaetano Farina di Baronissi per la somma di 1000 ducati dargento. Il 17 luglio 1927 fu allacciata alla condotta dellAcquedotto Pugliese; questo necessario e straordinario evento ridusse sensibilmente i problemi di approvvigionamento idrico della città con tutti i vantaggi che ne derivarono.

Il Foglio dOrdini del partito fascista magnificò limportante avvenimento esaltando la tenacia con cui dopo 18 mesi di arduo incessante lavoro, Matera, da secoli assetata, per la provvidenza amorosa del Governo Nazionale, ha avuto il suo acquedotto. Anche La Basilicata nel Mondo esaltò lopera compiuta evidenziando che La vecchia città di Matera, dalle case scavate nel macignoha veduto nellacqua zampillante dalla storica fontana di Ferdinando, il simbolo della nuova vitaIl popolo acclamando si è adunato nella piazza della storica fontana, il cui fiocco di acqua argentea richiamava alle loro menti tutto un passato di indicibili sacrifici morali e di meschini patteggiamenti elettorali. Lacquedotto Pugliese, sotto la guida diGaetano Postiglione, ha compiuto in breve volgere di tempo lopera che corona uno dei più grandi sforzi del Governonella rinnovata provincia di Matera.

La Fontana oggi, dopo oltre mezzo secolo, è stata ricollocata nel suo luogo originario, accanto allex convento di Santa Lucia. Infatti, nel 1949 essa fu rimossa ed abbandonata nel cortile della casa comunale; nel 1958 invece, su iniziativa del Commissario Prefettizio Pietro Curione (4) la Fontana fu rimontata, anche se non più in Piazza Vittorio Veneto. Per questa operazione fu richiesta la collaborazione dellex dipendente dellUfficio Tecnico Comunale e per lunghi anni assistente dellIng. Vincenzo Corazza, Eustachio Guanti il quale quando il monumento fu smontato ebbe cura di numerarne i pezzi.
Certamente la Fontana Ferdinandea è un monumento che bisognerebbe rivalorizzare soprattutto per ciò che ha rappresentato per la città e per i materani. La Fndèn idealmente è stato un punto di riferimento (5) ed ha coniugato la storia della città con la cultura dei suoi abitanti. Ci si augura che con il ritorno al proprio posto possa riacquisire quella dignità che un pezzo così importante della nostra storia merita.

In quelloccasione il Podestà Francesco Ruggieri (3) inviò al Capo del Governo il seguente telegramma: Nel momento in cui lacqua benefica del Sele zampilla nella nostra storica fontana, questo popolo, che labbandono dei passati governi rese sitibondo nel corpo e nellanima, rivolge esultando grato pensiero E. V. alla cui volontà devesi rapido compimento opera, e benedice nella fatica, nellamore e nel dolore il Duce magnifico, come destino invincibile ed eterno e artefice della nuova grande Italia.
APPENDICE

[1] 1531-1585. Divenne vescovo nel 1557, aveva circa 27 anni, anno in cui venne a Matera. Fu uomo dotto e dinamico. Partecipò al Concilio di Trento. Morì a Matera il 7 gennaio 1585 e nel 1589 il suo corpo fu trasferito a Napoli per essere tumulato nella chiesa di Donna Romita presso il Seggio del Nilo.

[2] Charles de Montigny, generale francese.


[3] Avvocato, amministrò la città dal 1927 al 1930.

[4] Assolse il suo incarico dal 29 gennaio 1958 al 24 dicembre 1960.

[5] Tuttoggi cè chi dice I ggì mmnz alla Fnden, devo recarmi in centro (in Piazza Vittorio Veneto già Largo della Fontana).

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