venerdì 11 luglio 2014

Politiche: un’aspirina per tutti visto che abbiamo tutti mediamente il raffreddore

medicinaeffervescente





I dati che di giorno in giorno arrivano nelle nostre case, sui nostri pc, sui nostri smartphone ci raccontano di un Paese, l’Italia, che ha la febbre e che ha bisogno di cure. Questi dati inoltre ci raccontano che, a seconda delle zone del Paese di cui parliamo, questa febbre può risultare più alta, più bassa o addirittura cronica. I dati quindi che ci arrivano sono differenziati, ma a un certo punto del loro snocciolarsi una fatidica parola: “crisi” li racchiude poi in dati unici e indifferenziati e in cure ancor più uniche e forse anche generiche.
Pronunciata la parola “crisi” infatti, viene naturale al “povero” cronista di turno, di pronunciare subito una parola altrettanto magica e unificante: “riforme”. Certo è una parola plurale, e già questo fa pensare a più di una riforma, e quindi il povero paese malato si immagina che dove c’è la febbre bassa sarà data una rispostadove la febbre più alta un’altra risposta (o ricetta se preferite), dove la febbre è cronica bisognerà aiutare questo malato a venirne fuori. Invece no le politiche economiche, sanitarie, dei trasporti, fiscali, della formazione, del supermaneto del disagio, degli ammortizzatori sociali sono tutte uguali e ugualitarie per cui curano le diverse febbri con la stessa medicina.
In pratica dati come il PIL del Sud Italia al -4% nel 2013 rispetto al -0,6% Nord-ovest, al-1,5% del Nord-est e al -1,8% del Centro non possono far pensare a un Governo, qualsiasi esso sia, di dare la stessa cura e lo stesso supporto a tutti da sempre. L’uguaglianza non sempre è giustizia, la giustizia èportare tutti allo stesso livello o dare a tutti le stesse opportunità fornendo a tutti lo stesso punto di partenza. E che vogliamo dire dei dati sulla disoccupazione giovanile che vede un dato Italiano (già altissimo) al 43,3% e uno meridionale con il 60,9% ?
Potremmo andare avanti all’infinito, ma poi direbbero che il malato che sta peggio si lamenta troppo, per cui mi fermo e mi chiedo e vi chiedo: Ma se si dovesse operare, a livello sanitario, come operano i governi, cioè sulla media, o su quello meno malato così poi, dicono, porterà sulle spalle anche quello più malato, allora vorrebbe dire che se sei raffreddato oppure hai il tumore la cura è o sarebbe l’aspirina,perché mediamente abbiamo tutti il raffreddore.
Ecco perché, e chiudo, sono molto più interessato a sapere ciò che potrà fare il Senato delle regionipiuttosto che sapere se il senatore tizio o caio andrà in galera, questa si chiama distrazione di massa.
Come potranno incidere gli eletti (spero eletti a prescindere dalle modalità) rispetto alle “malattie” dei propri territori, cosa ne verrà di buono per il Sud, ma anche per le altre parti del Paese ?
Intanto se volete c’è sempre disponibile l’aspirina.
Michele Dell’Edera
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I dati che di giorno in giorno arrivano nelle nostre case, sui nostri pc, sui nostri smartphone ci raccontano di un Paese, l’Italia, che ha la febbre e che ha bisogno di cure. Questi dati inoltre ci raccontano che, a seconda delle zone del Paese di cui parliamo, questa febbre può risultare più alta, più bassa o addirittura cronica. I dati quindi che ci arrivano sono differenziati, ma a un certo punto del loro snocciolarsi una fatidica parola: “crisi” li racchiude poi in dati unici e indifferenziati e in cure ancor più uniche e forse anche generiche.
Pronunciata la parola “crisi” infatti, viene naturale al “povero” cronista di turno, di pronunciare subito una parola altrettanto magica e unificante: “riforme”. Certo è una parola plurale, e già questo fa pensare a più di una riforma, e quindi il povero paese malato si immagina che dove c’è la febbre bassa sarà data una rispostadove la febbre più alta un’altra risposta (o ricetta se preferite), dove la febbre è cronica bisognerà aiutare questo malato a venirne fuori. Invece no le politiche economiche, sanitarie, dei trasporti, fiscali, della formazione, del supermaneto del disagio, degli ammortizzatori sociali sono tutte uguali e ugualitarie per cui curano le diverse febbri con la stessa medicina.
In pratica dati come il PIL del Sud Italia al -4% nel 2013 rispetto al -0,6% Nord-ovest, al-1,5% del Nord-est e al -1,8% del Centro non possono far pensare a un Governo, qualsiasi esso sia, di dare la stessa cura e lo stesso supporto a tutti da sempre. L’uguaglianza non sempre è giustizia, la giustizia èportare tutti allo stesso livello o dare a tutti le stesse opportunità fornendo a tutti lo stesso punto di partenza. E che vogliamo dire dei dati sulla disoccupazione giovanile che vede un dato Italiano (già altissimo) al 43,3% e uno meridionale con il 60,9% ?
Potremmo andare avanti all’infinito, ma poi direbbero che il malato che sta peggio si lamenta troppo, per cui mi fermo e mi chiedo e vi chiedo: Ma se si dovesse operare, a livello sanitario, come operano i governi, cioè sulla media, o su quello meno malato così poi, dicono, porterà sulle spalle anche quello più malato, allora vorrebbe dire che se sei raffreddato oppure hai il tumore la cura è o sarebbe l’aspirina,perché mediamente abbiamo tutti il raffreddore.
Ecco perché, e chiudo, sono molto più interessato a sapere ciò che potrà fare il Senato delle regionipiuttosto che sapere se il senatore tizio o caio andrà in galera, questa si chiama distrazione di massa.
Come potranno incidere gli eletti (spero eletti a prescindere dalle modalità) rispetto alle “malattie” dei propri territori, cosa ne verrà di buono per il Sud, ma anche per le altre parti del Paese ?
Intanto se volete c’è sempre disponibile l’aspirina.
Michele Dell’Edera

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