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La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
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giovedì 31 gennaio 2013
Gli altri slogan del PdSUD: al Senato Lazio...vota Partito del Sud...quello vero!!!
Semplici e diretti come piace essere a noi del Partito del Sud, per distinguerci dai falsi meridionalisti alleati con l'asse del Nord del centro-destra e dalla solita confusione giornalistica di essere una "Lega del sud", ecco i nostri slogan ed il secondo e terzo bigliettino....
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Semplici e diretti come piace essere a noi del Partito del Sud, per distinguerci dai falsi meridionalisti alleati con l'asse del Nord del centro-destra e dalla solita confusione giornalistica di essere una "Lega del sud", ecco i nostri slogan ed il secondo e terzo bigliettino....
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mercoledì 30 gennaio 2013
Il 24 e 25 febbraio 2013 al Senato Lazio....VOTA PARTITO DEL SUD!!!
C'e' un unico movimento meridionalista presente alle prossime elezioni politiche nazionali, con una sua lista autonoma con capolista Antonio Ciano....
al Senato Lazio VOTA PARTITO DEL SUD!!!! Ecco il nostro primo bigliettino
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C'e' un unico movimento meridionalista presente alle prossime elezioni politiche nazionali, con una sua lista autonoma con capolista Antonio Ciano....
al Senato Lazio VOTA PARTITO DEL SUD!!!! Ecco il nostro primo bigliettino
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martedì 29 gennaio 2013
In Puglia ci siamo e ci saremo, adesso vieni con noi
Il mese di febbraio, quello che sta per arrivare, sarà quello della sbornia televisivo-elettorale nella quale vedremo impegnati i leaders di tutti i partiti nel raccontarci come cambieranno l’Italia dopo il voto.
Noi, come Partito del Sud, non partecipiamo alle elezioni politiche in Puglia perché ancora troppo giovani e in fase di radicamento. Un radicamento però che, ogni giorno di più, ci sembra potersi avverare.
Partiamo con il tesseramento 2013 per la nostra terra, per questa Puglia e per questo sud che ha bisogno di ben altro che semplici promesse elettorali.
Partiamo per poter essere nei prossimi mesi, nei prossimi anni il punto di riferimento per tante persone che, anche amando questa terra, hanno perso la speranza.
La speranza sta nelle nostre menti, nelle nostre mani, nelle nostre gambe. Vieni nel Partito del SUD
Fonte : Partito del Sud - Puglia
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Il mese di febbraio, quello che sta per arrivare, sarà quello della sbornia televisivo-elettorale nella quale vedremo impegnati i leaders di tutti i partiti nel raccontarci come cambieranno l’Italia dopo il voto.
Noi, come Partito del Sud, non partecipiamo alle elezioni politiche in Puglia perché ancora troppo giovani e in fase di radicamento. Un radicamento però che, ogni giorno di più, ci sembra potersi avverare.
Partiamo con il tesseramento 2013 per la nostra terra, per questa Puglia e per questo sud che ha bisogno di ben altro che semplici promesse elettorali.
Partiamo per poter essere nei prossimi mesi, nei prossimi anni il punto di riferimento per tante persone che, anche amando questa terra, hanno perso la speranza.
La speranza sta nelle nostre menti, nelle nostre mani, nelle nostre gambe. Vieni nel Partito del SUD
Fonte : Partito del Sud - Puglia
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Continua la battaglia del Partito del Sud contro il Comune di Roma per le strade comunali intitolate a Lombroso e Cialdini!
Cari amici, continua la nostra battaglia contro il Comune di Roma e l'ufficio
Toponomastica per le vie intitolate a Lombroso e Cialdini, dopo la nostra
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Egregio Sig. Enzo Riccio,
La informo che la Commissione Consultiva di Toponomastica, nella riunione del 7.11.2012, all’unanimità,
ha espresso parere sfavorevole alla soppressione dei toponimi in oggetto.
Tale decisione tiene conto della storicizzazione delle denominazioni e anche delle problematiche di
natura anagrafica che si verrebbero a creare, poiché nelle vie in oggetto risultano assegnati oltre
un centinaio di numeri civici per circa 535 cittadini residenti.
Cordiali saluti
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Gentile Dr.ssa ....,
la ringrazio per la risposta ma ovviamente non siamo soddisfatti dell'esito della Vostra riunione e
continueremo la battaglia contro il Comune di Roma per la soppressione delle strade intitolate a
Lombroso e Cialdini che per noi sono un'offesa per la memoria dei meridionali.
Per fare un paragone, che non è esagerato mi creda, è come se gli ebrei accettassero una Via Mengele....
chiediamo altresì che in una prossima riunione sul tema possiamo essere invitati noi del Partito del Sud
chiediamo altresì che in una prossima riunione sul tema possiamo essere invitati noi del Partito del Sud
insieme a storici, Comitati ed Associazioni che combattono da anni sulla verità storica del cosiddetto
"risorgimento".
Nessuno di noi ha nostalgia di antiche monarchie o vuole tornare agli stati pre-unitari oppure discutere
Nessuno di noi ha nostalgia di antiche monarchie o vuole tornare agli stati pre-unitari oppure discutere
sull'Italia unita...ma dopo più di 150 anni di bugie alla De Amicis su quel periodo, è il momento di dire
la verità sulle stragi e sugli eccidi commessi da italiani contro italiani nella guerra al "brigantaggio" che
tra il 1860 ed il 1870 ha causato centinaia di migliaia di morti meridionali.
Cordiali saluti
Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
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Cari amici, continua la nostra battaglia contro il Comune di Roma e l'ufficio
Toponomastica per le vie intitolate a Lombroso e Cialdini, dopo la nostra
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Egregio Sig. Enzo Riccio,
La informo che la Commissione Consultiva di Toponomastica, nella riunione del 7.11.2012, all’unanimità,
ha espresso parere sfavorevole alla soppressione dei toponimi in oggetto.
Tale decisione tiene conto della storicizzazione delle denominazioni e anche delle problematiche di
natura anagrafica che si verrebbero a creare, poiché nelle vie in oggetto risultano assegnati oltre
un centinaio di numeri civici per circa 535 cittadini residenti.
Cordiali saluti
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Gentile Dr.ssa ....,
la ringrazio per la risposta ma ovviamente non siamo soddisfatti dell'esito della Vostra riunione e
continueremo la battaglia contro il Comune di Roma per la soppressione delle strade intitolate a
Lombroso e Cialdini che per noi sono un'offesa per la memoria dei meridionali.
Per fare un paragone, che non è esagerato mi creda, è come se gli ebrei accettassero una Via Mengele....
chiediamo altresì che in una prossima riunione sul tema possiamo essere invitati noi del Partito del Sud
chiediamo altresì che in una prossima riunione sul tema possiamo essere invitati noi del Partito del Sud
insieme a storici, Comitati ed Associazioni che combattono da anni sulla verità storica del cosiddetto
"risorgimento".
Nessuno di noi ha nostalgia di antiche monarchie o vuole tornare agli stati pre-unitari oppure discutere
Nessuno di noi ha nostalgia di antiche monarchie o vuole tornare agli stati pre-unitari oppure discutere
sull'Italia unita...ma dopo più di 150 anni di bugie alla De Amicis su quel periodo, è il momento di dire
la verità sulle stragi e sugli eccidi commessi da italiani contro italiani nella guerra al "brigantaggio" che
tra il 1860 ed il 1870 ha causato centinaia di migliaia di morti meridionali.
Cordiali saluti
Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
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lunedì 28 gennaio 2013
SU "LATINA OGGI": IL PARTITO DEL SUD CRESCE

Fonte: Latina Oggi del 28 Gennaio 2013 pag.24
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Fonte: Latina Oggi del 28 Gennaio 2013 pag.24
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sabato 26 gennaio 2013
PRENDE IL VIA LA CAMPAGNA TESSERAMENTO 2013 DEL PARTITO DEL SUD
La campagna di adesione al PdSUD riprende con il Tesseramento 2013, a partire da gennaio 2013.
E' possibile aderire:
- on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2013" presente nella sezione "Documenti" e pagando la quota sociale stabilita per il 2013
- tramite sezione o referente territoriale
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della Quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")
"Qualsiasi parola, chiunque di noi, dovesse pronunciare, che sia ben detta o sgarrupata, - ma proferita in difesa del Sud e soprattutto della Sua dignità offesa, sia come umanità che come territorio, ebbene, sarà ispirata dalla stessa nostra terra. Le nostre radici fonde in essa, si proiettano in noi come suono, come voce, come parola ma, anche come dinamismo, come gesti, azioni, come rami vigorosi che agitano fronde vocianti, mosse dal vento del rinnovamento"
( Bruno Pappalardo)
Si ringraziano gli amici Bartolomeo La Ferola e Bruno Pappalardo per lo studio e realizzazione grafica della tessera 2013.
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La campagna di adesione al PdSUD riprende con il Tesseramento 2013, a partire da gennaio 2013.
E' possibile aderire:
- on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2013" presente nella sezione "Documenti" e pagando la quota sociale stabilita per il 2013
- tramite sezione o referente territoriale
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della Quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")
"Qualsiasi parola, chiunque di noi, dovesse pronunciare, che sia ben detta o sgarrupata, - ma proferita in difesa del Sud e soprattutto della Sua dignità offesa, sia come umanità che come territorio, ebbene, sarà ispirata dalla stessa nostra terra. Le nostre radici fonde in essa, si proiettano in noi come suono, come voce, come parola ma, anche come dinamismo, come gesti, azioni, come rami vigorosi che agitano fronde vocianti, mosse dal vento del rinnovamento"
( Bruno Pappalardo)
Si ringraziano gli amici Bartolomeo La Ferola e Bruno Pappalardo per lo studio e realizzazione grafica della tessera 2013.
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SUL "MATTINO" ATTIVO IL BLOG DI GIGI DI FIORE "CONTROSTORIE": Lombroso, il cranio e i cori anti meridionali
Parte da oggi il mio blog sul sito del Mattino. Si chiama "Controstorie", appuntamento quotidiano su storie, attualità, curiosità, polemiche con attenzione, naturalmente, al Mezzogiorno. Si parte con il museo Lombroso, il cranio del brigante Villella e le teorie antimeridionali. Augh! - Gigi Di Fiore
La memoria storica è solo ozioso esercizio per rimestare vecchie vicende da dimenticare? C’è chi lo pensa. Poi si riscopre, ma guarda un po', che la lettura anche dei più piccoli episodi della storia suscita sempre curiosità e poi, udite udite, anche discussioni d’attualità politico-culturale. Così può diventare questione, da discutere in Consiglio comunale, l’attività di un museo di storia scientifica: quello che Cesare Lombroso volle a Torino per raccogliere 904 tra crani, scheletri, cervelli e maschere in cera. Era l’origine dell’antropologia criminale, del brigante e delinquente predestinato per tare ereditarie o condizionamenti climatici. Teorie superate dalla scienza, che radicarono la convinzione che, al sud, i briganti fossero il risultato di degenerazioni etniche. Meridionali delinquenti per nascita. C’è chi vorrebbe che il museo chiudesse, in testa il comitato No-Lombroso con migliaia di adesioni. Su sollecitazioni varie, a maggioranza il Consiglio comunale di Torino ha approvato pochi giorni fa un documento che chiede al museo la restituzione dei reperti agli eredi. Tra scapole e ossa sconosciute, c’è anche il cranio del brigante Giuseppe Villella, calabrese sui cui resti Lombroso eseguì minuziose autopsie nel 1872. La “fossetta del suo cranio era espressione dell’uomo primitivo”, sentenziò il medico torinese. Nessun museo deve chiudere, nessun libro deve essere bruciato, perché per criticare bisogna prima conoscere. Eppure, sul museo e la sua eventuale chiusura va avanti una causa e c'è chi sostiene che i reperti esposti al museo esprimano e radichino pericolosi pregiudizi antimeridionali: il terrone sempre e comunque delinquente predestinato. Insomma, la vicenda non è per nulla una polverosa polemica tra accademici che si parlano addosso. Dietro la superficie, c’è materia pulsante: le discussioni sulle giustificazioni delle discriminazioni razziali e i pregiudizi anti meridionali ancora vivi tra senza cervello travestiti da tifosi negli stadi, come nella recente partita tra la Juventus e l'Udinese. Non è roba da poco, se crediamo ancora che esista qualche motivo per difendere l’unità del nostro Paese. Meditiamoci. Ahimé, ancora una volta.
Fonte: Il Mattino
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di Gigi Di Fiore
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La memoria storica è solo ozioso esercizio per rimestare vecchie vicende da dimenticare? C’è chi lo pensa. Poi si riscopre, ma guarda un po', che la lettura anche dei più piccoli episodi della storia suscita sempre curiosità e poi, udite udite, anche discussioni d’attualità politico-culturale. Così può diventare questione, da discutere in Consiglio comunale, l’attività di un museo di storia scientifica: quello che Cesare Lombroso volle a Torino per raccogliere 904 tra crani, scheletri, cervelli e maschere in cera. Era l’origine dell’antropologia criminale, del brigante e delinquente predestinato per tare ereditarie o condizionamenti climatici. Teorie superate dalla scienza, che radicarono la convinzione che, al sud, i briganti fossero il risultato di degenerazioni etniche. Meridionali delinquenti per nascita. C’è chi vorrebbe che il museo chiudesse, in testa il comitato No-Lombroso con migliaia di adesioni. Su sollecitazioni varie, a maggioranza il Consiglio comunale di Torino ha approvato pochi giorni fa un documento che chiede al museo la restituzione dei reperti agli eredi. Tra scapole e ossa sconosciute, c’è anche il cranio del brigante Giuseppe Villella, calabrese sui cui resti Lombroso eseguì minuziose autopsie nel 1872. La “fossetta del suo cranio era espressione dell’uomo primitivo”, sentenziò il medico torinese. Nessun museo deve chiudere, nessun libro deve essere bruciato, perché per criticare bisogna prima conoscere. Eppure, sul museo e la sua eventuale chiusura va avanti una causa e c'è chi sostiene che i reperti esposti al museo esprimano e radichino pericolosi pregiudizi antimeridionali: il terrone sempre e comunque delinquente predestinato. Insomma, la vicenda non è per nulla una polverosa polemica tra accademici che si parlano addosso. Dietro la superficie, c’è materia pulsante: le discussioni sulle giustificazioni delle discriminazioni razziali e i pregiudizi anti meridionali ancora vivi tra senza cervello travestiti da tifosi negli stadi, come nella recente partita tra la Juventus e l'Udinese. Non è roba da poco, se crediamo ancora che esista qualche motivo per difendere l’unità del nostro Paese. Meditiamoci. Ahimé, ancora una volta.
Fonte: Il Mattino
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Parte da oggi il mio blog sul sito del Mattino. Si chiama "Controstorie", appuntamento quotidiano su storie, attualità, curiosità, polemiche con attenzione, naturalmente, al Mezzogiorno. Si parte con il museo Lombroso, il cranio del brigante Villella e le teorie antimeridionali. Augh! - Gigi Di Fiore
La memoria storica è solo ozioso esercizio per rimestare vecchie vicende da dimenticare? C’è chi lo pensa. Poi si riscopre, ma guarda un po', che la lettura anche dei più piccoli episodi della storia suscita sempre curiosità e poi, udite udite, anche discussioni d’attualità politico-culturale. Così può diventare questione, da discutere in Consiglio comunale, l’attività di un museo di storia scientifica: quello che Cesare Lombroso volle a Torino per raccogliere 904 tra crani, scheletri, cervelli e maschere in cera. Era l’origine dell’antropologia criminale, del brigante e delinquente predestinato per tare ereditarie o condizionamenti climatici. Teorie superate dalla scienza, che radicarono la convinzione che, al sud, i briganti fossero il risultato di degenerazioni etniche. Meridionali delinquenti per nascita. C’è chi vorrebbe che il museo chiudesse, in testa il comitato No-Lombroso con migliaia di adesioni. Su sollecitazioni varie, a maggioranza il Consiglio comunale di Torino ha approvato pochi giorni fa un documento che chiede al museo la restituzione dei reperti agli eredi. Tra scapole e ossa sconosciute, c’è anche il cranio del brigante Giuseppe Villella, calabrese sui cui resti Lombroso eseguì minuziose autopsie nel 1872. La “fossetta del suo cranio era espressione dell’uomo primitivo”, sentenziò il medico torinese. Nessun museo deve chiudere, nessun libro deve essere bruciato, perché per criticare bisogna prima conoscere. Eppure, sul museo e la sua eventuale chiusura va avanti una causa e c'è chi sostiene che i reperti esposti al museo esprimano e radichino pericolosi pregiudizi antimeridionali: il terrone sempre e comunque delinquente predestinato. Insomma, la vicenda non è per nulla una polverosa polemica tra accademici che si parlano addosso. Dietro la superficie, c’è materia pulsante: le discussioni sulle giustificazioni delle discriminazioni razziali e i pregiudizi anti meridionali ancora vivi tra senza cervello travestiti da tifosi negli stadi, come nella recente partita tra la Juventus e l'Udinese. Non è roba da poco, se crediamo ancora che esista qualche motivo per difendere l’unità del nostro Paese. Meditiamoci. Ahimé, ancora una volta.
Fonte: Il Mattino
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di Gigi Di Fiore
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La memoria storica è solo ozioso esercizio per rimestare vecchie vicende da dimenticare? C’è chi lo pensa. Poi si riscopre, ma guarda un po', che la lettura anche dei più piccoli episodi della storia suscita sempre curiosità e poi, udite udite, anche discussioni d’attualità politico-culturale. Così può diventare questione, da discutere in Consiglio comunale, l’attività di un museo di storia scientifica: quello che Cesare Lombroso volle a Torino per raccogliere 904 tra crani, scheletri, cervelli e maschere in cera. Era l’origine dell’antropologia criminale, del brigante e delinquente predestinato per tare ereditarie o condizionamenti climatici. Teorie superate dalla scienza, che radicarono la convinzione che, al sud, i briganti fossero il risultato di degenerazioni etniche. Meridionali delinquenti per nascita. C’è chi vorrebbe che il museo chiudesse, in testa il comitato No-Lombroso con migliaia di adesioni. Su sollecitazioni varie, a maggioranza il Consiglio comunale di Torino ha approvato pochi giorni fa un documento che chiede al museo la restituzione dei reperti agli eredi. Tra scapole e ossa sconosciute, c’è anche il cranio del brigante Giuseppe Villella, calabrese sui cui resti Lombroso eseguì minuziose autopsie nel 1872. La “fossetta del suo cranio era espressione dell’uomo primitivo”, sentenziò il medico torinese. Nessun museo deve chiudere, nessun libro deve essere bruciato, perché per criticare bisogna prima conoscere. Eppure, sul museo e la sua eventuale chiusura va avanti una causa e c'è chi sostiene che i reperti esposti al museo esprimano e radichino pericolosi pregiudizi antimeridionali: il terrone sempre e comunque delinquente predestinato. Insomma, la vicenda non è per nulla una polverosa polemica tra accademici che si parlano addosso. Dietro la superficie, c’è materia pulsante: le discussioni sulle giustificazioni delle discriminazioni razziali e i pregiudizi anti meridionali ancora vivi tra senza cervello travestiti da tifosi negli stadi, come nella recente partita tra la Juventus e l'Udinese. Non è roba da poco, se crediamo ancora che esista qualche motivo per difendere l’unità del nostro Paese. Meditiamoci. Ahimé, ancora una volta.
Fonte: Il Mattino
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Apertura a Napoli con de Magistris campagna elettorale "Rivoluzione Civile"- Presente il PdSUD
Presente e ringraziato anche il Partito del Sud
Si è aperta a Napoli c/o la fabbrica dei Cantieri Navali "Megaride" la campagna elettorale di "Rivoluzione Civile". Conferenza Stampa, presenti numerose televisioni e giornalisti, di Luigi de Magistris con Sandro Ruotolo (capolista Camera Campania 2) e l'assessore alle Politiche Sociali D'Angelo (capolista Senato Campania).
Presenti dirigenti politici di IDV, Rifondazione Comunista, Verdi, Pdci, e Partito del Sud (Andrea Balìa, Emiddio de Franciscis, Marcello Caronte, Bruno Pappalardo e Margherita d'Ambrosio).
Luigi de Magistris ha parlato d'una rivoluzione che andrà oltre il momento elettorale e che proseguirà con un preciso progetto politico. Il luogo della conferenza stampa è stato scelto simbolicamente come luogo del lavoro, da difendere e accrescere. Ha evidenziato come sia significativo che l'apertura della campagna elettorale parta da Napoli e dal Sud, che dovranno avere centralità politica anche attraverso parlamentari meridionali.
Ha ringraziato i partiti coinvolti, in particolare per la collaborazione ed il sostegno il Partito del Sud ed il Partito d'Azione.
Folta e partecipe presenza di candidati, politici e simpatizzanti.
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Presente e ringraziato anche il Partito del Sud
Si è aperta a Napoli c/o la fabbrica dei Cantieri Navali "Megaride" la campagna elettorale di "Rivoluzione Civile". Conferenza Stampa, presenti numerose televisioni e giornalisti, di Luigi de Magistris con Sandro Ruotolo (capolista Camera Campania 2) e l'assessore alle Politiche Sociali D'Angelo (capolista Senato Campania).
Presenti dirigenti politici di IDV, Rifondazione Comunista, Verdi, Pdci, e Partito del Sud (Andrea Balìa, Emiddio de Franciscis, Marcello Caronte, Bruno Pappalardo e Margherita d'Ambrosio).
Luigi de Magistris ha parlato d'una rivoluzione che andrà oltre il momento elettorale e che proseguirà con un preciso progetto politico. Il luogo della conferenza stampa è stato scelto simbolicamente come luogo del lavoro, da difendere e accrescere. Ha evidenziato come sia significativo che l'apertura della campagna elettorale parta da Napoli e dal Sud, che dovranno avere centralità politica anche attraverso parlamentari meridionali.
Ha ringraziato i partiti coinvolti, in particolare per la collaborazione ed il sostegno il Partito del Sud ed il Partito d'Azione.
Folta e partecipe presenza di candidati, politici e simpatizzanti.
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venerdì 25 gennaio 2013
Ecco la lista del Partito del Sud per il Senato in Lazio. Antonio Ciano capolista
ROMA - E’ ufficiale. La commissione elettorale centrale ha accolto le firme raccolte dal Partito del Sud che ha presentato una lista per il Senato nella Regione Lazio. Una presenza di bandiera ma che resta importante.
A guidare i 9 nomi candidati dal Partito del Sud è lo storico Antonio Ciano, seguito da Michelangelo Fiorentino, Vincenzo Riccio, Roberto D’Alessandro, Ortenzia De Cesare, Orsola Bisceglia, Giuseppe Lipari, Augusto Ciccolella e Rosa Maria Pelliccia.
La battaglia è ardua, per non dire impossibile, visto che per ottenere un “risultato utile” ai fini dell’assegnazione dei seggi è necessario superare lo sbarramento dell’8% ma, nonostante questo la presenza del Partito del Sud è un segnale, purtroppo isolato, di politica fatta in nome del Sud e come tale la segnaliamo facendo ai candidati uno scaramantico in bocca al lupo (non piemontese, ovviamente).
Fonte: Il Giornale del Sud
ROMA - E’ ufficiale. La commissione elettorale centrale ha accolto le firme raccolte dal Partito del Sud che ha presentato una lista per il Senato nella Regione Lazio. Una presenza di bandiera ma che resta importante.
A guidare i 9 nomi candidati dal Partito del Sud è lo storico Antonio Ciano, seguito da Michelangelo Fiorentino, Vincenzo Riccio, Roberto D’Alessandro, Ortenzia De Cesare, Orsola Bisceglia, Giuseppe Lipari, Augusto Ciccolella e Rosa Maria Pelliccia.
La battaglia è ardua, per non dire impossibile, visto che per ottenere un “risultato utile” ai fini dell’assegnazione dei seggi è necessario superare lo sbarramento dell’8% ma, nonostante questo la presenza del Partito del Sud è un segnale, purtroppo isolato, di politica fatta in nome del Sud e come tale la segnaliamo facendo ai candidati uno scaramantico in bocca al lupo (non piemontese, ovviamente).
Fonte: Il Giornale del Sud
Se a stracciare i pregiudizi sul Sud sono gli storici “ufficiali”
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole del Sud. A cominciare dalla verità sui suoi ultimi 150 anni, quelli dell’unità d’Italia. Soprattutto sui giorni in cui l’unità si fece talmente male che non solo il Sud ne sconta ancora le conseguenze. E finalmente a parlarne in modo diverso non sono i presunti nostalgici più pronti a piangere per un tempo perduto che a fare autocritica. Ma sono gli storici cosiddetti : sia per distinguerli dagli esecrati neoborbonici, sia per dargli la dignità scientifica dell’accademia universitaria.
La conferma è in alcuni loro libri usciti negli ultimi mesi, tanto imprevisti quanto benvenuti. E che sul crollo del Regno delle Due Sicilie e sull’annessione ad opera del Piemonte raccontano un’altra storia finora appena accennata con tutte le reticenze o addirittura pervicacemente negata.
Anzitutto Eugenio Di Rienzo, docente alla Sapienza di Roma e direttore della . Il suo (Rubbettino, pag. 229, euro 14) conferma l’implosione del Regno per la sua incapacità di modernizzarsi, un po’ come avvenne per l’Impero romano. Ma aggiunge che la sua scomparsa fu dovuta anche alla lunga e costante azione di logoramento delle , Inghilterra e Francia, che volevano farne una loro colonia economica e un avamposto strategico per il dominio imperialistico del Mediterraneo. Progetto cui i Borbone ebbero il di reagire con la dignità di una indipendenza che non resse agli intrighi internazionali e alla violazione di ogni regola di diritto nei loro confronti. La vendetta della storia condannò poi l’Italia intera alla stessa debolezza e all’isolamento cui era stato precipitato il napoletano.
Secondo autore del revisionismo ufficiale è Paolo Macry, docente all’università Federico II di Napoli, col suo (il Mulino, pag. 155, euro 13,50). Pezzi incollati talmente male, da non avere un’Italia unita neanche oggi, a cominciare dal Sud. Cui fu fatta pagare la delusione di non ritrovarlo entusiasta e prono a liberatori che nessuno aveva richiesto. Che non reagì con l’adesione di popolo. Ma che poi, paradossalmente, divenne baricentro della stabilità del Paese, cui erano essenziali i suoi voti. Acquisiti con una assistenza di soldi pubblici che ora viene rinfacciata ai meridionali come se fosse un loro Dna, una minorità biologica, e non una condanna della politica ai danni del loro sviluppo.
Un ennesimo pregiudizio contro di loro, tema sviluppato da Antonino De Francesco, storico dell’università di Milano, nel suo (Feltrinelli, pag. 254, euro 20). Pregiudizio che non è un becerume da Curve Nord degli stadi, ma la foglia di fico che ha nascosto qualcosa di molto più importante: le politiche che hanno assoggettato il Sud. E che sono puntualmente scattate sulla scia della sospetta e interessata che già da prima dell’unità coglieva ogni occasione per descrivere il Sud come un inferno da redimere e non una terra da rispettare.
Infine non uno storico, ma Vito Tanzi, pugliese, per 25 anni dirigente del Fondo monetario internazionale, oltre che consulente della Banca mondiale, della Banca centrale europea, dell’Onu, e sottosegretario all’Economia nel secondo governo Berlusconi. E che nel suo (Grantorinolibri, pag. 296, euro 20) sposa in pieno una tesi cara ai Movimenti meridionali, a cominciare dal compianto Nicola Zitara: il Regno di Sardegna trasferì il suo colossale debito pubblico al nuovo Paese, affossando così il Sud i cui conti erano ordinati e in avanzo. Non un complotto, precisa, ma decisioni sbagliate. Si sarebbe invece dovuto scegliere il federalismo, fare gli Stati Uniti d’Italia. Quel federalismo che si ripropone oggi con i danni al Sud già fatti.
Tutte queste tesi sono state enunciate finora dai citati Movimenti meridionali nel silenzio generale se non nella totale irrisione. Ma sia Di Rienzo che Macry dicono chiaramente a qualche loro collega cocciuto che la storia non è immobile e la ricerca altrettanto: anche se, guarda caso, riabilita il Sud. Immobile è l’eterno giudizio sul Sud. Anzi, come abbiamo visto, il pregiudizio.
Tutte queste tesi sono state enunciate finora dai citati Movimenti meridionali nel silenzio generale se non nella totale irrisione. Ma sia Di Rienzo che Macry dicono chiaramente a qualche loro collega cocciuto che la storia non è immobile e la ricerca altrettanto: anche se, guarda caso, riabilita il Sud. Immobile è l’eterno giudizio sul Sud. Anzi, come abbiamo visto, il pregiudizio.
Lino Patruno
laureato in Economia con indirizzo sociologico, è stato direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno di Bari dal 1995 al 2008. Ha a lungo diretto l’emittente televisiva <>. E’ attualmente editorialista della stessa Gazzetta oltre che collaboratore di periodici nazionali.
Ha insegnato per 14 anni anni Comunicazione Pubblica ed Economia e Tecnica della Pubblicità all’Università di Bari. E’ attualmente direttore della Scuola di giornalismo dell’Ordine di Puglia e dell’Università di Bari, per la quale insegna Scrittura giornalistica. Ha tenuto centinaia di conferenze, seminari, laboratori soprattutto sui temi della comunicazione e della storia del Mezzogiorno. Ha scritto una quindicina di libri su cultura, ambiente, società, economia di Puglia e Basilicata e del Sud: gli ultimi, <> (Manni ed.), (Rubbettino ed.) e ora in libreria <> (sempre per Rubbettino). Ha vinto decine di premi, compresa la menzione speciale al Saint Vincent per la campagna a favore del premio Nobel per la pace al Salento svolta dalla Gazzetta.
Ha insegnato per 14 anni anni Comunicazione Pubblica ed Economia e Tecnica della Pubblicità all’Università di Bari. E’ attualmente direttore della Scuola di giornalismo dell’Ordine di Puglia e dell’Università di Bari, per la quale insegna Scrittura giornalistica. Ha tenuto centinaia di conferenze, seminari, laboratori soprattutto sui temi della comunicazione e della storia del Mezzogiorno. Ha scritto una quindicina di libri su cultura, ambiente, società, economia di Puglia e Basilicata e del Sud: gli ultimi, <
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole del Sud. A cominciare dalla verità sui suoi ultimi 150 anni, quelli dell’unità d’Italia. Soprattutto sui giorni in cui l’unità si fece talmente male che non solo il Sud ne sconta ancora le conseguenze. E finalmente a parlarne in modo diverso non sono i presunti nostalgici più pronti a piangere per un tempo perduto che a fare autocritica. Ma sono gli storici cosiddetti : sia per distinguerli dagli esecrati neoborbonici, sia per dargli la dignità scientifica dell’accademia universitaria.
La conferma è in alcuni loro libri usciti negli ultimi mesi, tanto imprevisti quanto benvenuti. E che sul crollo del Regno delle Due Sicilie e sull’annessione ad opera del Piemonte raccontano un’altra storia finora appena accennata con tutte le reticenze o addirittura pervicacemente negata.
Anzitutto Eugenio Di Rienzo, docente alla Sapienza di Roma e direttore della . Il suo (Rubbettino, pag. 229, euro 14) conferma l’implosione del Regno per la sua incapacità di modernizzarsi, un po’ come avvenne per l’Impero romano. Ma aggiunge che la sua scomparsa fu dovuta anche alla lunga e costante azione di logoramento delle , Inghilterra e Francia, che volevano farne una loro colonia economica e un avamposto strategico per il dominio imperialistico del Mediterraneo. Progetto cui i Borbone ebbero il di reagire con la dignità di una indipendenza che non resse agli intrighi internazionali e alla violazione di ogni regola di diritto nei loro confronti. La vendetta della storia condannò poi l’Italia intera alla stessa debolezza e all’isolamento cui era stato precipitato il napoletano.
Secondo autore del revisionismo ufficiale è Paolo Macry, docente all’università Federico II di Napoli, col suo (il Mulino, pag. 155, euro 13,50). Pezzi incollati talmente male, da non avere un’Italia unita neanche oggi, a cominciare dal Sud. Cui fu fatta pagare la delusione di non ritrovarlo entusiasta e prono a liberatori che nessuno aveva richiesto. Che non reagì con l’adesione di popolo. Ma che poi, paradossalmente, divenne baricentro della stabilità del Paese, cui erano essenziali i suoi voti. Acquisiti con una assistenza di soldi pubblici che ora viene rinfacciata ai meridionali come se fosse un loro Dna, una minorità biologica, e non una condanna della politica ai danni del loro sviluppo.
Un ennesimo pregiudizio contro di loro, tema sviluppato da Antonino De Francesco, storico dell’università di Milano, nel suo (Feltrinelli, pag. 254, euro 20). Pregiudizio che non è un becerume da Curve Nord degli stadi, ma la foglia di fico che ha nascosto qualcosa di molto più importante: le politiche che hanno assoggettato il Sud. E che sono puntualmente scattate sulla scia della sospetta e interessata che già da prima dell’unità coglieva ogni occasione per descrivere il Sud come un inferno da redimere e non una terra da rispettare.
Infine non uno storico, ma Vito Tanzi, pugliese, per 25 anni dirigente del Fondo monetario internazionale, oltre che consulente della Banca mondiale, della Banca centrale europea, dell’Onu, e sottosegretario all’Economia nel secondo governo Berlusconi. E che nel suo (Grantorinolibri, pag. 296, euro 20) sposa in pieno una tesi cara ai Movimenti meridionali, a cominciare dal compianto Nicola Zitara: il Regno di Sardegna trasferì il suo colossale debito pubblico al nuovo Paese, affossando così il Sud i cui conti erano ordinati e in avanzo. Non un complotto, precisa, ma decisioni sbagliate. Si sarebbe invece dovuto scegliere il federalismo, fare gli Stati Uniti d’Italia. Quel federalismo che si ripropone oggi con i danni al Sud già fatti.
Tutte queste tesi sono state enunciate finora dai citati Movimenti meridionali nel silenzio generale se non nella totale irrisione. Ma sia Di Rienzo che Macry dicono chiaramente a qualche loro collega cocciuto che la storia non è immobile e la ricerca altrettanto: anche se, guarda caso, riabilita il Sud. Immobile è l’eterno giudizio sul Sud. Anzi, come abbiamo visto, il pregiudizio.
Tutte queste tesi sono state enunciate finora dai citati Movimenti meridionali nel silenzio generale se non nella totale irrisione. Ma sia Di Rienzo che Macry dicono chiaramente a qualche loro collega cocciuto che la storia non è immobile e la ricerca altrettanto: anche se, guarda caso, riabilita il Sud. Immobile è l’eterno giudizio sul Sud. Anzi, come abbiamo visto, il pregiudizio.
Lino Patruno
laureato in Economia con indirizzo sociologico, è stato direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno di Bari dal 1995 al 2008. Ha a lungo diretto l’emittente televisiva <>. E’ attualmente editorialista della stessa Gazzetta oltre che collaboratore di periodici nazionali.
Ha insegnato per 14 anni anni Comunicazione Pubblica ed Economia e Tecnica della Pubblicità all’Università di Bari. E’ attualmente direttore della Scuola di giornalismo dell’Ordine di Puglia e dell’Università di Bari, per la quale insegna Scrittura giornalistica. Ha tenuto centinaia di conferenze, seminari, laboratori soprattutto sui temi della comunicazione e della storia del Mezzogiorno. Ha scritto una quindicina di libri su cultura, ambiente, società, economia di Puglia e Basilicata e del Sud: gli ultimi, <> (Manni ed.), (Rubbettino ed.) e ora in libreria <> (sempre per Rubbettino). Ha vinto decine di premi, compresa la menzione speciale al Saint Vincent per la campagna a favore del premio Nobel per la pace al Salento svolta dalla Gazzetta.
Ha insegnato per 14 anni anni Comunicazione Pubblica ed Economia e Tecnica della Pubblicità all’Università di Bari. E’ attualmente direttore della Scuola di giornalismo dell’Ordine di Puglia e dell’Università di Bari, per la quale insegna Scrittura giornalistica. Ha tenuto centinaia di conferenze, seminari, laboratori soprattutto sui temi della comunicazione e della storia del Mezzogiorno. Ha scritto una quindicina di libri su cultura, ambiente, società, economia di Puglia e Basilicata e del Sud: gli ultimi, <
Il Partito del Sud decide di tenere su la bandiera meridionalista
Il Partito del Sud, partito guidato in tandem da Natale Cuccurese e da Andrea Balia con Antonio Ciano presidente onorario, ha deciso di tener su la bandiera del meridonalismo, sia pure tra mille difficoltà e con la consapevolezza della battaglia, appunto, di bandiera, presentandosi alle elezioni politiche nazionali presentando la propria lista in autonomia e senza collegamenti nel Lazio e, sempre nella stessa regione partecipando alle regionali.
La decisione è stata presa quanto meno per contrastare la presenza di liste civetta pseudo meridionaliste addirittura alleate con la Lega e Berlusconi.
Sempre lo stesso partito, inoltre, ha presentato alcuni candidati ”… dopo consultazioni, colloqui, confronti e
richieste in tal senso da parte della lista “Rivoluzione Civile – Ingroia Presidente”, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto “al fine di sostenere lo sforzo della lista e di poter dare all’Italia una speranza di legalità ed acquisire al nostro Partito maggiore visibilità e contatti sui territori”
“Con la nostra presenza -dicono al Partito del Sud – s’intende affermare e dare visibilità ad una presenza meridionalista identitaria e progressista. Si intende inoltre ribadire i nostri valori e i nostri programmi, in antitesi al falso meridionalismo, ascaro e servile, di chi oggi dice di voler difendere il Sud, ma è stato ed è ancora alleato di Berlusconi, Tremonti e della Lega.”
I candidati del Partito del Sud nella Lista “Rivoluzione Civile – Ingroia Presidente” sono :
Camera Emilia Romagna: Natale Cuccurese n.28
Camera Lombardia 1 : Giovanni Cutolo n.21
Camera Veneto 1 : Filippo Romeo n.23
Camera Lombardia 1 : Giovanni Cutolo n.21
Camera Veneto 1 : Filippo Romeo n.23
Ecco invece i candidati al Senato nella lista del Partito del Sud del Lazio.
1) Antonio Ciano
2) Michelangelo Fiorentino
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D’Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D’Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
Fonte: Sud2.it
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Il Partito del Sud, partito guidato in tandem da Natale Cuccurese e da Andrea Balia con Antonio Ciano presidente onorario, ha deciso di tener su la bandiera del meridonalismo, sia pure tra mille difficoltà e con la consapevolezza della battaglia, appunto, di bandiera, presentandosi alle elezioni politiche nazionali presentando la propria lista in autonomia e senza collegamenti nel Lazio e, sempre nella stessa regione partecipando alle regionali.
La decisione è stata presa quanto meno per contrastare la presenza di liste civetta pseudo meridionaliste addirittura alleate con la Lega e Berlusconi.
Sempre lo stesso partito, inoltre, ha presentato alcuni candidati ”… dopo consultazioni, colloqui, confronti e
richieste in tal senso da parte della lista “Rivoluzione Civile – Ingroia Presidente”, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto “al fine di sostenere lo sforzo della lista e di poter dare all’Italia una speranza di legalità ed acquisire al nostro Partito maggiore visibilità e contatti sui territori”
“Con la nostra presenza -dicono al Partito del Sud – s’intende affermare e dare visibilità ad una presenza meridionalista identitaria e progressista. Si intende inoltre ribadire i nostri valori e i nostri programmi, in antitesi al falso meridionalismo, ascaro e servile, di chi oggi dice di voler difendere il Sud, ma è stato ed è ancora alleato di Berlusconi, Tremonti e della Lega.”
I candidati del Partito del Sud nella Lista “Rivoluzione Civile – Ingroia Presidente” sono :
Camera Emilia Romagna: Natale Cuccurese n.28
Camera Lombardia 1 : Giovanni Cutolo n.21
Camera Veneto 1 : Filippo Romeo n.23
Camera Lombardia 1 : Giovanni Cutolo n.21
Camera Veneto 1 : Filippo Romeo n.23
Ecco invece i candidati al Senato nella lista del Partito del Sud del Lazio.
1) Antonio Ciano
2) Michelangelo Fiorentino
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D’Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D’Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
Fonte: Sud2.it
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giovedì 24 gennaio 2013
Invito al Partito del Sud
Domani 25/01/2013 alle ore 17, presso Varco Pisacane nell' area cantieri navali, nello specifico cantiere Megaride (Calata Marinella 4), si terrà la conferenza stampa di presentazione dei candidati della lista Rivoluzione Civile in Campania, che vedrà la partecipazione anche di Luigi de Magistris.
Il Partito del Sud (presente con suoi candidati nelle liste del Nord per Ingroia), nella persona del suo co/segretario nazionale Andrea Balìa e dei suoi dirigenti campani, è invitato ufficialmente a presenziare alla conferenza stampa unitamente agli altri dirigenti dei partiti sostenitori della lista Rivoluzione Civile.
Domani 25/01/2013 alle ore 17, presso Varco Pisacane nell' area cantieri navali, nello specifico cantiere Megaride (Calata Marinella 4), si terrà la conferenza stampa di presentazione dei candidati della lista Rivoluzione Civile in Campania, che vedrà la partecipazione anche di Luigi de Magistris.
Il Partito del Sud (presente con suoi candidati nelle liste del Nord per Ingroia), nella persona del suo co/segretario nazionale Andrea Balìa e dei suoi dirigenti campani, è invitato ufficialmente a presenziare alla conferenza stampa unitamente agli altri dirigenti dei partiti sostenitori della lista Rivoluzione Civile.
I Candidati del Partito del Sud in lista con Rivoluzione Civile nel nord Italia
"Inoltre ha deciso, dopo consultazioni, colloqui, confronti e richieste in tal senso da parte della lista “Rivoluzione Civile - Ingroia Presidente”, di presentare in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto alcuni candidati di bandiera al fine di sostenere lo sforzo della lista nel poter dare all’ Italia una speranza di legalità ed acquisire al nostro Partito maggiore visibilità e contatti sui territori," alcuni rappresentanti del nostro Partito sono candidati in tre circoscrizioni del nord Italia perchè "con la nostra presenza s’intende affermare e dare visibilità ad una presenza meridionalista identitaria e progressista.Si intende inoltre ribadire i nostri valori e i nostri programmi, in antitesi al falso meridionalismo, ascaro e servile, di chi oggi dice di voler difendere il Sud, ma è stato ed è ancora alleato di Berlusconi, Tremonti e della Lega."
I candidati del Partito del Sud nella Lista “Rivoluzione Civile - Ingroia Presidente” sono :
Camera Emilia Romagna: Natale Cuccurese n.28
Camera Lombardia 1 : Giovanni Cutolo n.21
Camera Veneto 1 : Filippo Romeo n.23
Dalle sezioni del nord Italia del Partito del Sud giunge anche la candidatura al Senato Lazio della Brigantessa Rosamaria Pelliccia, residente a Milano, che con piacere e onore ha raccolto l'invito giunto dal Lazio di rappresentare tutte le sezioni del nord Italia nella lista autonoma del Partito del Sud presente al Senato per le prossime elezioni politiche, lista capitanata da Antonio Ciano.
Siamo certi che sapranno rappresentare degnamente, come sempre hanno fatto, il nostro Partito anche in questo importante frangente.
A tutti loro giunga il nostro incoraggiamento, sostegno e un grande in bocca al lupo !!
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"Inoltre ha deciso, dopo consultazioni, colloqui, confronti e richieste in tal senso da parte della lista “Rivoluzione Civile - Ingroia Presidente”, di presentare in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto alcuni candidati di bandiera al fine di sostenere lo sforzo della lista nel poter dare all’ Italia una speranza di legalità ed acquisire al nostro Partito maggiore visibilità e contatti sui territori," alcuni rappresentanti del nostro Partito sono candidati in tre circoscrizioni del nord Italia perchè "con la nostra presenza s’intende affermare e dare visibilità ad una presenza meridionalista identitaria e progressista.Si intende inoltre ribadire i nostri valori e i nostri programmi, in antitesi al falso meridionalismo, ascaro e servile, di chi oggi dice di voler difendere il Sud, ma è stato ed è ancora alleato di Berlusconi, Tremonti e della Lega."
I candidati del Partito del Sud nella Lista “Rivoluzione Civile - Ingroia Presidente” sono :
Camera Emilia Romagna: Natale Cuccurese n.28
Camera Lombardia 1 : Giovanni Cutolo n.21
Camera Veneto 1 : Filippo Romeo n.23
Dalle sezioni del nord Italia del Partito del Sud giunge anche la candidatura al Senato Lazio della Brigantessa Rosamaria Pelliccia, residente a Milano, che con piacere e onore ha raccolto l'invito giunto dal Lazio di rappresentare tutte le sezioni del nord Italia nella lista autonoma del Partito del Sud presente al Senato per le prossime elezioni politiche, lista capitanata da Antonio Ciano.
Siamo certi che sapranno rappresentare degnamente, come sempre hanno fatto, il nostro Partito anche in questo importante frangente.
A tutti loro giunga il nostro incoraggiamento, sostegno e un grande in bocca al lupo !!
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Anche il sud chiede un giorno della memoria
Manifestazione del Partito del Sud davanti ai cancelli della sede RAI di Palermo.
Il 27 gennaio si celebra per il tredicesimo anno il giorno della memoria, in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo. Ogni italiano ed ogni uomo libero non può che condividere lo spirito di questa ricorrenza.
Ma nella storia del nostro Paese, oltre alla tristissima pagina del nazismo e del fascismo, delle foibe e della lotta fratricida, esiste, celata ai più, un’altra dolorosissima pagina che ha portato lutti e distruzione in Sicilia ed in tutto il meridione: gli eventi che condussero all’unità d’Italia, ovvero l’annessione violenta della Sicilia e del Sud allo stato unitario, che costarono alle popolazioni del Sud migliaia e migliaia di deportati nelle prigioni e fortezze dei Savoia, morti di fame e di stenti e sciolti nella calce viva, migliaia di morti in eccidi perpetrati con violenza inaudita da i vari Bixio, Cialdini, Covone, Pallavicini, La Marmora e Cadorna.
Il Partito del Sud è lontano da ogni nostalgia preunitaria, ma rivendica il diritto-dovere delle donne e degli uomini del Sud di riappropriarsi del proprio passato per potere essere protagonisti del proprio futuro.
Con tale intendimento il Partito del Sud ha chiesto al Presidente della Regione e al Presidente dell’ARS, le massime istituzioni democratiche della nostra amata Sicilia, di associare, nel giorno della memoria, al ricordo delle barbarie nazi-fascista, le decine di migliaia di meridionali, vittime di una guerra di conquista che ha visto contrapporre uomini liberi – che i vincitori hanno voluto chiamare briganti – ad un esercito spietato, alleato con la mafia, la camorra e la massoneria.
Un minuto di raccoglimento osservato nelle rispettive sedi istituzionali, rappresenterebbe un segnale di grande sensibilità e di attenzione ai sentimenti di tanti siciliani, scevri da qualsiasi rancoroso revanscismo, ma che con orgoglio rivendicano la propria dignità di popolo adulto.
Il Partito del Sud manifesta davanti ai cancelli della sede regionale della RAI domenica 27 gennaio alle ore 10:30, per chiedere che, anche attraverso il servizio pubblico televisivo, si operi per diffondere la verità storica sui fatti legati al processo unitario e dare il giusto riconoscimento alla memoria dei deportati di Finestrelle, delle vittime della strage di Bronte, delle vittime della rivolta palermitana nel settembre del 1866, della “rivolta dei Cutrara” di Castellammare del Golfo del 1862 sedata dall’esercito piemontese che fucilò vecchi, donne e persino la piccola Angela Romano di appena 9 anni.
PER INFORMAZIONI SI PREGA CI CONTATTARE:
Partito del Sud Palermo
Armando Melodia
368600632
Partito del Sud Sicilia
Giovanni Maniscalco
3386122683
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Il 27 gennaio si celebra per il tredicesimo anno il giorno della memoria, in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo. Ogni italiano ed ogni uomo libero non può che condividere lo spirito di questa ricorrenza.
Ma nella storia del nostro Paese, oltre alla tristissima pagina del nazismo e del fascismo, delle foibe e della lotta fratricida, esiste, celata ai più, un’altra dolorosissima pagina che ha portato lutti e distruzione in Sicilia ed in tutto il meridione: gli eventi che condussero all’unità d’Italia, ovvero l’annessione violenta della Sicilia e del Sud allo stato unitario, che costarono alle popolazioni del Sud migliaia e migliaia di deportati nelle prigioni e fortezze dei Savoia, morti di fame e di stenti e sciolti nella calce viva, migliaia di morti in eccidi perpetrati con violenza inaudita da i vari Bixio, Cialdini, Covone, Pallavicini, La Marmora e Cadorna.
Il Partito del Sud è lontano da ogni nostalgia preunitaria, ma rivendica il diritto-dovere delle donne e degli uomini del Sud di riappropriarsi del proprio passato per potere essere protagonisti del proprio futuro.
Con tale intendimento il Partito del Sud ha chiesto al Presidente della Regione e al Presidente dell’ARS, le massime istituzioni democratiche della nostra amata Sicilia, di associare, nel giorno della memoria, al ricordo delle barbarie nazi-fascista, le decine di migliaia di meridionali, vittime di una guerra di conquista che ha visto contrapporre uomini liberi – che i vincitori hanno voluto chiamare briganti – ad un esercito spietato, alleato con la mafia, la camorra e la massoneria.
Un minuto di raccoglimento osservato nelle rispettive sedi istituzionali, rappresenterebbe un segnale di grande sensibilità e di attenzione ai sentimenti di tanti siciliani, scevri da qualsiasi rancoroso revanscismo, ma che con orgoglio rivendicano la propria dignità di popolo adulto.
Il Partito del Sud manifesta davanti ai cancelli della sede regionale della RAI domenica 27 gennaio alle ore 10:30, per chiedere che, anche attraverso il servizio pubblico televisivo, si operi per diffondere la verità storica sui fatti legati al processo unitario e dare il giusto riconoscimento alla memoria dei deportati di Finestrelle, delle vittime della strage di Bronte, delle vittime della rivolta palermitana nel settembre del 1866, della “rivolta dei Cutrara” di Castellammare del Golfo del 1862 sedata dall’esercito piemontese che fucilò vecchi, donne e persino la piccola Angela Romano di appena 9 anni.
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Manifestazione del Partito del Sud davanti ai cancelli della sede RAI di Palermo.
Il 27 gennaio si celebra per il tredicesimo anno il giorno della memoria, in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo. Ogni italiano ed ogni uomo libero non può che condividere lo spirito di questa ricorrenza.
Ma nella storia del nostro Paese, oltre alla tristissima pagina del nazismo e del fascismo, delle foibe e della lotta fratricida, esiste, celata ai più, un’altra dolorosissima pagina che ha portato lutti e distruzione in Sicilia ed in tutto il meridione: gli eventi che condussero all’unità d’Italia, ovvero l’annessione violenta della Sicilia e del Sud allo stato unitario, che costarono alle popolazioni del Sud migliaia e migliaia di deportati nelle prigioni e fortezze dei Savoia, morti di fame e di stenti e sciolti nella calce viva, migliaia di morti in eccidi perpetrati con violenza inaudita da i vari Bixio, Cialdini, Covone, Pallavicini, La Marmora e Cadorna.
Il Partito del Sud è lontano da ogni nostalgia preunitaria, ma rivendica il diritto-dovere delle donne e degli uomini del Sud di riappropriarsi del proprio passato per potere essere protagonisti del proprio futuro.
Con tale intendimento il Partito del Sud ha chiesto al Presidente della Regione e al Presidente dell’ARS, le massime istituzioni democratiche della nostra amata Sicilia, di associare, nel giorno della memoria, al ricordo delle barbarie nazi-fascista, le decine di migliaia di meridionali, vittime di una guerra di conquista che ha visto contrapporre uomini liberi – che i vincitori hanno voluto chiamare briganti – ad un esercito spietato, alleato con la mafia, la camorra e la massoneria.
Un minuto di raccoglimento osservato nelle rispettive sedi istituzionali, rappresenterebbe un segnale di grande sensibilità e di attenzione ai sentimenti di tanti siciliani, scevri da qualsiasi rancoroso revanscismo, ma che con orgoglio rivendicano la propria dignità di popolo adulto.
Il Partito del Sud manifesta davanti ai cancelli della sede regionale della RAI domenica 27 gennaio alle ore 10:30, per chiedere che, anche attraverso il servizio pubblico televisivo, si operi per diffondere la verità storica sui fatti legati al processo unitario e dare il giusto riconoscimento alla memoria dei deportati di Finestrelle, delle vittime della strage di Bronte, delle vittime della rivolta palermitana nel settembre del 1866, della “rivolta dei Cutrara” di Castellammare del Golfo del 1862 sedata dall’esercito piemontese che fucilò vecchi, donne e persino la piccola Angela Romano di appena 9 anni.
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Ma nella storia del nostro Paese, oltre alla tristissima pagina del nazismo e del fascismo, delle foibe e della lotta fratricida, esiste, celata ai più, un’altra dolorosissima pagina che ha portato lutti e distruzione in Sicilia ed in tutto il meridione: gli eventi che condussero all’unità d’Italia, ovvero l’annessione violenta della Sicilia e del Sud allo stato unitario, che costarono alle popolazioni del Sud migliaia e migliaia di deportati nelle prigioni e fortezze dei Savoia, morti di fame e di stenti e sciolti nella calce viva, migliaia di morti in eccidi perpetrati con violenza inaudita da i vari Bixio, Cialdini, Covone, Pallavicini, La Marmora e Cadorna.
Il Partito del Sud è lontano da ogni nostalgia preunitaria, ma rivendica il diritto-dovere delle donne e degli uomini del Sud di riappropriarsi del proprio passato per potere essere protagonisti del proprio futuro.
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Un minuto di raccoglimento osservato nelle rispettive sedi istituzionali, rappresenterebbe un segnale di grande sensibilità e di attenzione ai sentimenti di tanti siciliani, scevri da qualsiasi rancoroso revanscismo, ma che con orgoglio rivendicano la propria dignità di popolo adulto.
Il Partito del Sud manifesta davanti ai cancelli della sede regionale della RAI domenica 27 gennaio alle ore 10:30, per chiedere che, anche attraverso il servizio pubblico televisivo, si operi per diffondere la verità storica sui fatti legati al processo unitario e dare il giusto riconoscimento alla memoria dei deportati di Finestrelle, delle vittime della strage di Bronte, delle vittime della rivolta palermitana nel settembre del 1866, della “rivolta dei Cutrara” di Castellammare del Golfo del 1862 sedata dall’esercito piemontese che fucilò vecchi, donne e persino la piccola Angela Romano di appena 9 anni.
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mercoledì 23 gennaio 2013
Politiche 2013: I Candidati del Partito del Sud al Senato in Lazio
Candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio alle Elezioni Politiche 2013
„Candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio alle Elezioni Politiche 2013
„
“
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„Candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio alle Elezioni Politiche 2013
„
Elezioni politiche 2013. Di seguito l'elenco dei candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio
1) Antonio Ciano
2) Michelangelo Fiorentino
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D'Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
2) Michelangelo Fiorentino
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D'Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
Fonte : RomaToday
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Candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio alle Elezioni Politiche 2013
„Candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio alle Elezioni Politiche 2013
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Elezioni politiche 2013. Di seguito l'elenco dei candidati di Partito del Sud al Senato in Lazio
1) Antonio Ciano
2) Michelangelo Fiorentino
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D'Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
2) Michelangelo Fiorentino
3) Vincenzo Riccio
4) Roberto D'Alessandro
5) Ortenzia De Cesare
6) Orsola Biceglia
7) Giuseppe Lipari
8) Augusto Ciccolella
9) Rosa Maria Pelliccia
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AUGUSTO CICCOLELLA CANDIDATO SINDACO DEL PARTITO DEL SUD ALLE PROSSIME COMUNALI DI FORMIA (LT)
https://www.youtube.com/watch?v=q2FG_rHiX0k
Immagini dal TG di GOLFO TV del 22 gennaio 2013
AUGUSTO CICCOLELLA CONSIGLIERE COMUNALE DI FORMIA (LT) ADERISCE AL
PARTITO DEL SUD E SI CANDIDERA' PER LA CARICA DI SINDACO ALLE PROSSIME
COMUNALI DI FORMIA
Immagini dal TG di GOLFO TV del 22 gennaio 2013
AUGUSTO CICCOLELLA CONSIGLIERE COMUNALE DI FORMIA (LT) ADERISCE AL
PARTITO DEL SUD E SI CANDIDERA' PER LA CARICA DI SINDACO ALLE PROSSIME
COMUNALI DI FORMIA
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https://www.youtube.com/watch?v=q2FG_rHiX0k
Immagini dal TG di GOLFO TV del 22 gennaio 2013
AUGUSTO CICCOLELLA CONSIGLIERE COMUNALE DI FORMIA (LT) ADERISCE AL
PARTITO DEL SUD E SI CANDIDERA' PER LA CARICA DI SINDACO ALLE PROSSIME
COMUNALI DI FORMIA
Immagini dal TG di GOLFO TV del 22 gennaio 2013
AUGUSTO CICCOLELLA CONSIGLIERE COMUNALE DI FORMIA (LT) ADERISCE AL
PARTITO DEL SUD E SI CANDIDERA' PER LA CARICA DI SINDACO ALLE PROSSIME
COMUNALI DI FORMIA
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martedì 22 gennaio 2013
COMUNICATO STAMPA - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE ALLE ELEZIONI POLITICHE 2013
A causa dei tempi stretti imposti dal calendario elettorale, in considerazione dei continui e pressanti appelli di tesserati e sostenitori, dando seguito al comunicato del 20 dicembre u.s.
il Partito del Sud
comunica che ieri sono state regolarmente consegnate le firme raccolte per la nostra partecipazione alle prossime elezioni politiche al Senato della Repubblica nella circoscrizione Lazio.
Dopo aver deciso di depositare il proprio simbolo ed iniziare la raccolta firme per partecipare alle prossime elezioni politiche 2013 alla Camera ed al Senato per le seguenti Circoscrizioni:
Calabria
Campania
Lazio
Sicilia
dove si intendeva partecipare, autonomamente da tutti gli altri partiti, con il proprio nome e simbolo, regolarmente depositato l’11 Gennaio al Viminale, si è deciso, nelle circoscrizioni Calabria e Campania, pur avendo raccolto le firme richieste, per motivazioni di strategia politica e futuri scenari, confronti e progetti in divenire, anche in qualche caso in vista delle prossime elezioni amministrative su quei territori, si è assunta la sofferta decisione di non presentare la lista, così come in Sicilia, dove il Partito è in fase di ristrutturazione e dove, pur dando atto e merito ai militanti, tesserati e Coordinatori di aver con generosità e sacrificio operato, le liste non state presentate.
Inoltre ha deciso, dopo consultazioni, colloqui, confronti e richieste in tal senso da parte della lista “Rivoluzione Civile - Ingroia Presidente”, di presentare in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto alcuni candidati di bandiera al fine di sostenere lo sforzo della lista nel poter dare all’Italia una speranza di legalità ed acquisire al nostro Partito maggiore visibilità e contatti sui territori.
Con la nostra presenza s’intende affermare e dare visibilità ad una presenza meridionalista identitaria e progressista.
Si intende inoltre ribadire i nostri valori e i nostri programmi, in antitesi al falso meridionalismo, ascaro e servile, di chi oggi dice di voler difendere il Sud, ma è stato ed è ancora alleato di Berlusconi, Tremonti e della Lega.
Il Partito del Sud, dopo la partecipazione positiva delle ultime comunali 2011 di Napoli al fianco di Luigi de Magistris, sente inoltre una forte comunanza ideale con la lista arancione nell’impegno di combattere le “masso-mafie” e per l’avvio di quella rivoluzione civile e quella rivoluzione meridionale preconizzata da Guido Dorso per portare alla ribalta nazionale, e come parte integrante del programma della lista, i nostri valori che sono quelli inclusivi dell'accoglienza mediterranea, contro tutte le mafie, contro tutti i razzismi e tutte le discriminazioni, e per tutti valori della legalità realmente attuati; come nello specifico quelle subite dai cittadini meridionali per oltre 150 anni, nonostante l’articolo 2 di quella Costituzione repubblicana alla quale noi meridionalisti del Partito del Sud vogliamo dare finalmente piena attuazione.
Fermo restando l'impegno a rispettare la Costituzione Repubblicana del 1946, vogliamo anche batterci sul fronte della toponomastica (spesso offensiva e/o omissiva della storia del Sud) così come intendiamo ripristinare la verità storica su di un’unità d’Italia mal fatta, responsabile e generatrice della cosiddetta “questione meridionale”, una questione prima inesistente, insieme ad un impegno per un’autonomia del Sud che possa ricomporre un paese oggi diviso, sia per reddito che per infrastrutture e possibilità di lavoro, in uno più unito, più giusto e più solidale con il Sud d’Italia e con tutti i Sud del mondo.
Riteniamo che sia assolutamente necessario che il Sud sia, ovunque ciò sia possibile, degnamente rappresentato in questa campagna elettorale e la giusta protesta che già irrompe sul web abbia anche una rappresentanza politica nelle istituzioni.
In virtù della notorietà e semplicità del nostro nome, della passione dei nostri candidati e della diffusione crescente e capillare in tutt’Italia degli attivisti del nostro Partito, potremo dimostrare che, malgrado 152 anni di sfruttamento ed emigrazione forzata, siamo ancora vivi per reagire in modo democratico e non violento.
Ringraziamo di cuore tutti i nostri iscritti e simpatizzanti, tutte i coordinatori, referenti, le nostre sezioni ed i nostri gruppi territoriali che hanno lavorato alacremente e con sacrificio sui vari territori per presentare le liste del Partito del Sud, sicuri che questa esperienza elettorale possa essere una scelta ancora migliore per l’affermazione del vero meridionalismo e la crescita del nostro movimento.
Un ringraziamento particolare e doveroso per l’impegno profuso al Coordinamento Organizzativo del Partito ben guidato da Enzo Riccio ed Emiddio de Franciscis di Casanova.
Per sostenere il Partito del Sud in questa battaglia per la giustizia ed il riscatto del paese, scrivere a info@partitodelsud.eu
IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD
Andrea Balia, Antonio Ciano, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo, Enzo Riccio
A causa dei tempi stretti imposti dal calendario elettorale, in considerazione dei continui e pressanti appelli di tesserati e sostenitori, dando seguito al comunicato del 20 dicembre u.s.
il Partito del Sud
comunica che ieri sono state regolarmente consegnate le firme raccolte per la nostra partecipazione alle prossime elezioni politiche al Senato della Repubblica nella circoscrizione Lazio.
Dopo aver deciso di depositare il proprio simbolo ed iniziare la raccolta firme per partecipare alle prossime elezioni politiche 2013 alla Camera ed al Senato per le seguenti Circoscrizioni:
Calabria
Campania
Lazio
Sicilia
dove si intendeva partecipare, autonomamente da tutti gli altri partiti, con il proprio nome e simbolo, regolarmente depositato l’11 Gennaio al Viminale, si è deciso, nelle circoscrizioni Calabria e Campania, pur avendo raccolto le firme richieste, per motivazioni di strategia politica e futuri scenari, confronti e progetti in divenire, anche in qualche caso in vista delle prossime elezioni amministrative su quei territori, si è assunta la sofferta decisione di non presentare la lista, così come in Sicilia, dove il Partito è in fase di ristrutturazione e dove, pur dando atto e merito ai militanti, tesserati e Coordinatori di aver con generosità e sacrificio operato, le liste non state presentate.
Inoltre ha deciso, dopo consultazioni, colloqui, confronti e richieste in tal senso da parte della lista “Rivoluzione Civile - Ingroia Presidente”, di presentare in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto alcuni candidati di bandiera al fine di sostenere lo sforzo della lista nel poter dare all’Italia una speranza di legalità ed acquisire al nostro Partito maggiore visibilità e contatti sui territori.
Con la nostra presenza s’intende affermare e dare visibilità ad una presenza meridionalista identitaria e progressista.
Si intende inoltre ribadire i nostri valori e i nostri programmi, in antitesi al falso meridionalismo, ascaro e servile, di chi oggi dice di voler difendere il Sud, ma è stato ed è ancora alleato di Berlusconi, Tremonti e della Lega.
Il Partito del Sud, dopo la partecipazione positiva delle ultime comunali 2011 di Napoli al fianco di Luigi de Magistris, sente inoltre una forte comunanza ideale con la lista arancione nell’impegno di combattere le “masso-mafie” e per l’avvio di quella rivoluzione civile e quella rivoluzione meridionale preconizzata da Guido Dorso per portare alla ribalta nazionale, e come parte integrante del programma della lista, i nostri valori che sono quelli inclusivi dell'accoglienza mediterranea, contro tutte le mafie, contro tutti i razzismi e tutte le discriminazioni, e per tutti valori della legalità realmente attuati; come nello specifico quelle subite dai cittadini meridionali per oltre 150 anni, nonostante l’articolo 2 di quella Costituzione repubblicana alla quale noi meridionalisti del Partito del Sud vogliamo dare finalmente piena attuazione.
Fermo restando l'impegno a rispettare la Costituzione Repubblicana del 1946, vogliamo anche batterci sul fronte della toponomastica (spesso offensiva e/o omissiva della storia del Sud) così come intendiamo ripristinare la verità storica su di un’unità d’Italia mal fatta, responsabile e generatrice della cosiddetta “questione meridionale”, una questione prima inesistente, insieme ad un impegno per un’autonomia del Sud che possa ricomporre un paese oggi diviso, sia per reddito che per infrastrutture e possibilità di lavoro, in uno più unito, più giusto e più solidale con il Sud d’Italia e con tutti i Sud del mondo.
Riteniamo che sia assolutamente necessario che il Sud sia, ovunque ciò sia possibile, degnamente rappresentato in questa campagna elettorale e la giusta protesta che già irrompe sul web abbia anche una rappresentanza politica nelle istituzioni.
In virtù della notorietà e semplicità del nostro nome, della passione dei nostri candidati e della diffusione crescente e capillare in tutt’Italia degli attivisti del nostro Partito, potremo dimostrare che, malgrado 152 anni di sfruttamento ed emigrazione forzata, siamo ancora vivi per reagire in modo democratico e non violento.
Ringraziamo di cuore tutti i nostri iscritti e simpatizzanti, tutte i coordinatori, referenti, le nostre sezioni ed i nostri gruppi territoriali che hanno lavorato alacremente e con sacrificio sui vari territori per presentare le liste del Partito del Sud, sicuri che questa esperienza elettorale possa essere una scelta ancora migliore per l’affermazione del vero meridionalismo e la crescita del nostro movimento.
Un ringraziamento particolare e doveroso per l’impegno profuso al Coordinamento Organizzativo del Partito ben guidato da Enzo Riccio ed Emiddio de Franciscis di Casanova.
Per sostenere il Partito del Sud in questa battaglia per la giustizia ed il riscatto del paese, scrivere a info@partitodelsud.eu
IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD
Andrea Balia, Antonio Ciano, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo, Enzo Riccio
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