martedì 5 giugno 2012

L’Apocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.



Giuseppe Sandro Mela
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Signorelli Luca Apocalisse La Meretrice. Cattedrale di Orvieto. LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
Signorelli Luca - Apocalisse - La Meretrice. Cattedrale di Orvieto.
                In questo post tratteremo del contributo delle regioni all’occupazione, desumendolo dal database dell’Istat, anche per fornire dati omogenei con quelli già pubblicati nei precedenti report.
                I dati.
Tabella 1. 01  Occupati Totali   LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Ricordiamo che in questa Tabella l’Istat considera come “occupati” tutti gli individui che al momento della rilevazione hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura.
                Il tasso di occupazione risulta essere del 69.64% nel Nord, 66.33% nel Centro e del 46.38 nel Meridione: la differenza é self-evident. Si noti che queste percentuali si riferiscono alla numerosità della popolazione considerata per definizione in età lavorativa, ossia la fascia 15-64 anni. Siamo perfettamente consci che la formazione scolare si estende in una ragionevole percentuale anche oltre il 24° anno di età, ma, essendo questa percentuale ragionevolmente simile nelle diverse macrozone, questi dati percentuali non ne risentono in modo significativo.
Tabella 2. 02 Precari per Regione   LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Questa Tabella é aggiornata al 1° gennaio 2011. Si noti innanzitutto che il numero degli occupati è calato dalle 24,222.9 migliaia del 2009 alle 22,852.1 di inizio 2011. In questo lasso di tempo l’Italia ha quindi perso 1.371 milioni di posti di lavoro regolarizzati da un normale contratto a tempo indeterminato.
                Quindi, il Nord ne ha perso 741.3 migliaia, il Centro ha incrementato di 275.3, mentre il Meridione registra una perdita netta di 895.8 migliaia di occupati. In termini percentuali, mentre il Nord ha perso il 5.9%, il Mezzogiorno ha perso il 13.9%.
                Il termine “precario” indica chiunque abbia svolto per almeno tre mesi consecutivi un lavoro subordinato non inquadrabile negli usuali contratti di lavoro a tempo indeterminato.
                Si noti l’ampiezza del fenomeno (14.5%) su scala nazionale e la sua maggior consistenza nel Mezzogiorno (18.3%).
 Tabella 3 03  Occupati Industria   LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Se consideriamo però gli occupati del singolo comparto industriale, ossia della struttura produttiva portante di una Nazione, emergono dati davvero preoccupanti. In Italia, solo il 16.36% della popolazione in età attiva trova lavoro in questo comparto, il 21.49% al Nord ed il 9.95% nel Mezzogiorno. Campania (8.83%), Calabria (8.40%) e Sicilia (7.93%) sono le meno guarnite.
Tabella 4 04  Occupati  Pubblica Amministrazione  LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Mentre il totale degli occupati nelle Pubbliche Amministrazioni é inusitatamente alto a livello mondiale (10.99%), sfatando un classico luogo comune, la loro distribuzione nelle macroregioni non presenta significative differenze. Questo dato dovrebbe però essere letto con giudizio, ricordando che nel Mezzogiorno vi é una consistente quota di precari.
Tabella 5 05  Occupati  PA Sanità  LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Questa Tabella riporta il numero degli occupati in quello che forse potremmo definire il più qualificante dei servizi a fini sociali di uno stato: quello della sanità. Lo squilibrio tra Nord (4.46%) a Mezzogiorno (2.96%) è evidente. Siamo chiari: nessuno intende legare la funzionalità di un servizio al solo numero degli addetti. E’ questione in primo luogo di professionalità e di organizzazione. Ciò non toglie che anche la numerosità degli addetti abbia il suo debito peso.
Tabella 6 Imposte Indirette Correnti  LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                In quest’ultima Tabella riportiamo l’ammontare per regione e macrozona delle imposte indirette. Usiamo questo dato e non quello delle imposte dirette, perché ha il vantaggio di essere incontrovertibile e difficilmente eludibile od evadibile. L’Italia aveva nel 2009 un gettito di imposte indirette di 186.362 miliardi, collocandosi così ad uno degli ultimi posti nella graduatorie Ocse per tale parametro. É un segno chiaro di quanto i servizi siano molto meno tassati in Italia rispetto all’estero.
                Se però esaminiamo i contributi delle differenti macrozone, notiamo come il Nord contribuisca con 98.973 (53.1%) miliardi, contro i 40.202 (21.6%) del Centro ed i 47.187 (25.3%) del Mezzogiorno. Riportando il gettito pro capite (persone in età lavorativa), otterremmo 5,486 euro al Nord, 5,168 al Centro e 3,373 al Mezzogiorno.
                Considerazioni.
                Trattando i dati relativi al lavoro, considerare gli occupati invece che i disoccupati presenta numerosi vantaggi concettuali ed operativi. In primo luogo, il termine “occupato” é più facilmente definibile, mentre per contro il termine “disoccupato” è spesso ambiguo: c’é chi definisce tale solo l’iscritto alle liste di collocamento, per esempio i nostri amici tedeschi, oppure solo quelli che stanno attivamente cercando lavoro, etc. Questa vaghezza delle definizioni conduce spesso a fare comparazioni tra entità denominate in modo identico ma totalmente differenti per il loro contenuto logico.
                I dati riportati esprimono queste realtà:
    1. In Italia la percentuale di occupati nella così detta età lavorativa (15-64) é molto bassa (60.84%), con il 69.64% nel Nord ed il 46.38% nel Meridione.
    2. É in atto un calo rilevante degli occupati, con perdita di 1.371 milioni di posti di lavoro nel lasso di tempo 2009-2010. Questo fenomeno ha colpito meno il Nord (-5.9%) rispetto il Mezzogiorno (-13.9%).
    3. Il precariato supplisce 3,315,578 occupazioni (14,5%). Siano esse instabili e meno retribuite, ma forniscono pur sempre un mezzo di sostentamento dignitoso, ancorché ritenuto dequalificato. Questo fenomeno incide maggiormente nel Mezzogiorno (18.3%).
    4. In Italia, il comparto industriale rende conto solo del 16.36% della popolazione in età attiva, 21.49% al Nord e 9.95% nel Mezzogiorno. La cattiva situazione produttiva del Mezzogiorno è evidente.
    5. Non sussistono significative differenze tra gli occupati nelle pubbliche amministrazioni tra Nord e Sud, pur essendo questa categoria molto più consistente che non all’estero.
    6. Assumendo la sanità come indicatore dei servizi erogati dallo stato, il Meridione risulta essere penalizzato.
                Premesse alle Proposte.
                Essendo al quarto report sul Mezzogiorno ed avendo già riportato un certo numero di dati confrontabili sembrerebbe essere giunto il momento di abbozzare una proposta costruttiva. La rifiniremo poi mentre aggiungeremo nuovi dati con i prossimi report.
                Alcune premesse sono necessarie per comprendere appieno quanto sarà proposto.
                In primo luogo, si faccia un grande sforzo su sé stessi per abbandonare ogni forma di ideologia od idea preconcetta che fosse ancora nella mente. Si cerchi di ragionare con la propria testa, usando la logica non contraddittoria.
                In secondo luogo, si faccia un grande sforzo per cercare di percepire la realtà per quello che é, non per quello che si vorrebbe essa fosse. Si guardino dati e fatti senza cercare di interpretarli: ci sono, punto e basta.
                In terzo luogo, si faccia un grande sforzo per comprendere che un mezzo é di per sé stesso neutro: é il fine che gli conferisce il valore di idoneo o meno, di giusto o cattivo. Non solo, un mezzo che in un certo tempo non deve essere usato, in altri tempi può e deve essere invece utilizzato.
                In quarto luogo, si faccia un grande sforzo per capire che una teoria che contraddicesse i fatti sarebbe sbagliata. Quindi, nessun timore ad abbandonarla: genera solo confusione ed errori.
                In quinto luogo, si consideri che nel bel mezzo di una Grande Depressione i provvedimenti che aumentino le offerte di lavoro sono semplicemente benedetti. Non saranno magari le ottimali secondo alcuni canoni, d’accordo: ma poi, passata la depressione, si vedrà. L’importante é conservare ed aumentare la produzione di beni e servizi e la relativa occupazione.
                In sesto luogo, si consideri che lo scorso anno il Nord ha avuto un attivo pubblico di 32.455 miliardi, contro i -16.008 del Centro ed i -99.563 del Mezzogiorno. In altri termini il Nord ha passato al Mezzogiorno 99.563 miliardi di euro, più di 4,000 miliardi dal 1960, cinquanta volte l’ammontare totale del piano Marshall per l’Europa. Questo supporto non potrà essere mantenuto nel tempo.
                Constatiamo quindi l’esistenza di alcune realtà locali.
    1. L’Italia sta andando incontro ad una progressiva deindustrializzazione;
    2. Il Meridione d’Italia è particolarmente povero di industrie;
    3. Il Pil pro/capite nel Meridione è significativamente minore di quello del Nord;
    4. La percentuale di occupati nella fascia di età lavorativa é inusitatamente basso nel Meridione;
    5. I precari formano una quota non irrilevante dei lavoratori, specie nel Mezzogiorno.
                Constatiamo anche alcune altre realtà internazionali.
    6. Il mondo sta passando una crisi epocale, l’Oriente in piena crescita economica occupa immediatamente gli spazi produttivi abbandonati dall’Occidente perché non più a lungo competitivi: la produzione é persa in modo irreversibile;
    7. Il modello sociale, politico ed economico Europeo ed italiano si è dimostrato inidoneo ai tempi attuali;
    8. La depressione attuale é di gravità tale da giustificare anche provvedimenti nemmeno pensabili in altri tempi.
    9. La parola “sviluppo” è solo un termine astratto se non si consente a qualcosa di svilupparsi. Sviluppo significa in parole povere che la gente può lavorare e guadagnare.
                Prendiamo infine atto che la teoria economica pone queste leggi fondamentali:
    1. La centralità della persona umana, libera di pensare ed agire, anche economicamente;
    2. La Collettività é un’unione di persone libere, non un’entità a sé stante che governa dei sudditi;
    3. Sia l’economia centralizzata sia l’interventismo statale inibiscono e limitano la libertà e, quindi, la crescita economica;
    4. Il sistema Italia necessità un’effettiva liberalizzazione con conseguente deburocratizzazione;
    5. E’ necessario il bando  di tutte le burocrazie autoreferenziali (professori universitari che cooptano gli ingressi nel corpo docente e che governano quindi l’università, oppure magistrati che sono gli unici nella commissione dei concorso per le nuove assunzioni ed eleggono quindi l’organo direzionale costituito solo o prevalentemente di magistrati), perché quando una consorteria (p.e. un partito, una corrente culturale, la mafia, la massoneria, etc) si impadronisce dell’apparato burocratico non ne é più rimovibile se non tranne una vera e propria rivoluzione.
                Proposte.
                Quanto segue deve essere recepito come idee guida, da definirsi poi operativamente.
    a. Constatato che ciò che non esiste non può essere per definizione oggetto di tassazione, né fornisce tanto meno reddito alcuno, si propone di detassare completamente tutte le attività produttive agricole, turistiche ed industriali presenti e future impiantate nel Meridione d’ItaliaCiò non genera danno all’Erario ed abbassa drasticamente il costo delle imprese.
    b. Tutto il comparto agricolo, industriale e turistico locato nel Meridione d’Italia sarà esentato dal rispetto di tutte le normative, tranne quelle poche ritenute essere essenziali. In particolare, é abrogata temporaneamente ogni legge o norma che legasse a permessi od autorizzazioni la locazione industriale e la tipologia di produzione, rimanendo in vigore soltanto i dettami del Codice Penale e quelli strettamente sanitari.
    c. I su menzionati comparti locati nel Mezzogiorno d’Italia assumeranno per chiamata e contrattazione diretta al di fuori di ogni legge, normativa od accordo nazionale attualmente in vigore, dando la preferenza a contratti con cooperative di prestatori d’opera od intelletto.
                Siamo consci che queste soluzioni troveranno ostacoli a livello UE. Sarà compito del Governo gestire questa disparità di visioni.
                Obiettivo.
                Fare del Meridione d’Italia la “Korea dal volto umano“, che attiri investimenti e generi lavoro, ora e subito, nei comparti di base: agricoltura, industria e turismo. Poi, quando questa Nuova Grande depressione sarà terminata, allora si vedrà il da farsi e come far evolvere la situazione socioeconomica sulla base di quanto sarà stato impiantato.

                Nota Importante.
                Questa serie prende nome “L’Apocalisse Meridionale“. Qui non usiamo il termineApocalisse nel suo significato corrente che lo equipara a fatto particolarmente terribile ed orrifico: é una distorsione del concetto  originale, perché lo considera solo in parte, lo monca della parte essenziale, di ciò che significa.
                L’Apocalisse é l’estrema battaglia tra male e Bene, che termina con la vittoria finale, definitiva, ed eterna del Bene, con la scomparsa completa ed irreversibile del male. É proprio perché questo fine trovi compimento che la lotta é terrificante ed oltremodo dolorosa. Non è lotta fine a sé stessa.
                Vi sono molti presupposti logici che indicano come il Meridione abbia le piene capacità di avviarsi ad una rinascita culturale e civile che gli consenta di esprimere appieno le sue potenzialità, e sono tante. E tutti noi vorremmo poter contribuire alla determinazione di questo vero, grande cambiamento.
                Report Precedenti.
                Post fondamentali.
Gli speculatori e il dilemma dell’uovo o la gallina. 2012-05-31. Gianni Baudo. (Suggeribile per l’estrema chiarezza)




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Giuseppe Sandro Mela
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Signorelli Luca Apocalisse La Meretrice. Cattedrale di Orvieto. LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
Signorelli Luca - Apocalisse - La Meretrice. Cattedrale di Orvieto.
                In questo post tratteremo del contributo delle regioni all’occupazione, desumendolo dal database dell’Istat, anche per fornire dati omogenei con quelli già pubblicati nei precedenti report.
                I dati.
Tabella 1. 01  Occupati Totali   LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Ricordiamo che in questa Tabella l’Istat considera come “occupati” tutti gli individui che al momento della rilevazione hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura.
                Il tasso di occupazione risulta essere del 69.64% nel Nord, 66.33% nel Centro e del 46.38 nel Meridione: la differenza é self-evident. Si noti che queste percentuali si riferiscono alla numerosità della popolazione considerata per definizione in età lavorativa, ossia la fascia 15-64 anni. Siamo perfettamente consci che la formazione scolare si estende in una ragionevole percentuale anche oltre il 24° anno di età, ma, essendo questa percentuale ragionevolmente simile nelle diverse macrozone, questi dati percentuali non ne risentono in modo significativo.
Tabella 2. 02 Precari per Regione   LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Questa Tabella é aggiornata al 1° gennaio 2011. Si noti innanzitutto che il numero degli occupati è calato dalle 24,222.9 migliaia del 2009 alle 22,852.1 di inizio 2011. In questo lasso di tempo l’Italia ha quindi perso 1.371 milioni di posti di lavoro regolarizzati da un normale contratto a tempo indeterminato.
                Quindi, il Nord ne ha perso 741.3 migliaia, il Centro ha incrementato di 275.3, mentre il Meridione registra una perdita netta di 895.8 migliaia di occupati. In termini percentuali, mentre il Nord ha perso il 5.9%, il Mezzogiorno ha perso il 13.9%.
                Il termine “precario” indica chiunque abbia svolto per almeno tre mesi consecutivi un lavoro subordinato non inquadrabile negli usuali contratti di lavoro a tempo indeterminato.
                Si noti l’ampiezza del fenomeno (14.5%) su scala nazionale e la sua maggior consistenza nel Mezzogiorno (18.3%).
 Tabella 3 03  Occupati Industria   LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Se consideriamo però gli occupati del singolo comparto industriale, ossia della struttura produttiva portante di una Nazione, emergono dati davvero preoccupanti. In Italia, solo il 16.36% della popolazione in età attiva trova lavoro in questo comparto, il 21.49% al Nord ed il 9.95% nel Mezzogiorno. Campania (8.83%), Calabria (8.40%) e Sicilia (7.93%) sono le meno guarnite.
Tabella 4 04  Occupati  Pubblica Amministrazione  LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Mentre il totale degli occupati nelle Pubbliche Amministrazioni é inusitatamente alto a livello mondiale (10.99%), sfatando un classico luogo comune, la loro distribuzione nelle macroregioni non presenta significative differenze. Questo dato dovrebbe però essere letto con giudizio, ricordando che nel Mezzogiorno vi é una consistente quota di precari.
Tabella 5 05  Occupati  PA Sanità  LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                 Questa Tabella riporta il numero degli occupati in quello che forse potremmo definire il più qualificante dei servizi a fini sociali di uno stato: quello della sanità. Lo squilibrio tra Nord (4.46%) a Mezzogiorno (2.96%) è evidente. Siamo chiari: nessuno intende legare la funzionalità di un servizio al solo numero degli addetti. E’ questione in primo luogo di professionalità e di organizzazione. Ciò non toglie che anche la numerosità degli addetti abbia il suo debito peso.
Tabella 6 Imposte Indirette Correnti  LApocalisse Meridionale. Report 003. Occupazione. Dati e Proposte di Speranza.
                In quest’ultima Tabella riportiamo l’ammontare per regione e macrozona delle imposte indirette. Usiamo questo dato e non quello delle imposte dirette, perché ha il vantaggio di essere incontrovertibile e difficilmente eludibile od evadibile. L’Italia aveva nel 2009 un gettito di imposte indirette di 186.362 miliardi, collocandosi così ad uno degli ultimi posti nella graduatorie Ocse per tale parametro. É un segno chiaro di quanto i servizi siano molto meno tassati in Italia rispetto all’estero.
                Se però esaminiamo i contributi delle differenti macrozone, notiamo come il Nord contribuisca con 98.973 (53.1%) miliardi, contro i 40.202 (21.6%) del Centro ed i 47.187 (25.3%) del Mezzogiorno. Riportando il gettito pro capite (persone in età lavorativa), otterremmo 5,486 euro al Nord, 5,168 al Centro e 3,373 al Mezzogiorno.
                Considerazioni.
                Trattando i dati relativi al lavoro, considerare gli occupati invece che i disoccupati presenta numerosi vantaggi concettuali ed operativi. In primo luogo, il termine “occupato” é più facilmente definibile, mentre per contro il termine “disoccupato” è spesso ambiguo: c’é chi definisce tale solo l’iscritto alle liste di collocamento, per esempio i nostri amici tedeschi, oppure solo quelli che stanno attivamente cercando lavoro, etc. Questa vaghezza delle definizioni conduce spesso a fare comparazioni tra entità denominate in modo identico ma totalmente differenti per il loro contenuto logico.
                I dati riportati esprimono queste realtà:
    1. In Italia la percentuale di occupati nella così detta età lavorativa (15-64) é molto bassa (60.84%), con il 69.64% nel Nord ed il 46.38% nel Meridione.
    2. É in atto un calo rilevante degli occupati, con perdita di 1.371 milioni di posti di lavoro nel lasso di tempo 2009-2010. Questo fenomeno ha colpito meno il Nord (-5.9%) rispetto il Mezzogiorno (-13.9%).
    3. Il precariato supplisce 3,315,578 occupazioni (14,5%). Siano esse instabili e meno retribuite, ma forniscono pur sempre un mezzo di sostentamento dignitoso, ancorché ritenuto dequalificato. Questo fenomeno incide maggiormente nel Mezzogiorno (18.3%).
    4. In Italia, il comparto industriale rende conto solo del 16.36% della popolazione in età attiva, 21.49% al Nord e 9.95% nel Mezzogiorno. La cattiva situazione produttiva del Mezzogiorno è evidente.
    5. Non sussistono significative differenze tra gli occupati nelle pubbliche amministrazioni tra Nord e Sud, pur essendo questa categoria molto più consistente che non all’estero.
    6. Assumendo la sanità come indicatore dei servizi erogati dallo stato, il Meridione risulta essere penalizzato.
                Premesse alle Proposte.
                Essendo al quarto report sul Mezzogiorno ed avendo già riportato un certo numero di dati confrontabili sembrerebbe essere giunto il momento di abbozzare una proposta costruttiva. La rifiniremo poi mentre aggiungeremo nuovi dati con i prossimi report.
                Alcune premesse sono necessarie per comprendere appieno quanto sarà proposto.
                In primo luogo, si faccia un grande sforzo su sé stessi per abbandonare ogni forma di ideologia od idea preconcetta che fosse ancora nella mente. Si cerchi di ragionare con la propria testa, usando la logica non contraddittoria.
                In secondo luogo, si faccia un grande sforzo per cercare di percepire la realtà per quello che é, non per quello che si vorrebbe essa fosse. Si guardino dati e fatti senza cercare di interpretarli: ci sono, punto e basta.
                In terzo luogo, si faccia un grande sforzo per comprendere che un mezzo é di per sé stesso neutro: é il fine che gli conferisce il valore di idoneo o meno, di giusto o cattivo. Non solo, un mezzo che in un certo tempo non deve essere usato, in altri tempi può e deve essere invece utilizzato.
                In quarto luogo, si faccia un grande sforzo per capire che una teoria che contraddicesse i fatti sarebbe sbagliata. Quindi, nessun timore ad abbandonarla: genera solo confusione ed errori.
                In quinto luogo, si consideri che nel bel mezzo di una Grande Depressione i provvedimenti che aumentino le offerte di lavoro sono semplicemente benedetti. Non saranno magari le ottimali secondo alcuni canoni, d’accordo: ma poi, passata la depressione, si vedrà. L’importante é conservare ed aumentare la produzione di beni e servizi e la relativa occupazione.
                In sesto luogo, si consideri che lo scorso anno il Nord ha avuto un attivo pubblico di 32.455 miliardi, contro i -16.008 del Centro ed i -99.563 del Mezzogiorno. In altri termini il Nord ha passato al Mezzogiorno 99.563 miliardi di euro, più di 4,000 miliardi dal 1960, cinquanta volte l’ammontare totale del piano Marshall per l’Europa. Questo supporto non potrà essere mantenuto nel tempo.
                Constatiamo quindi l’esistenza di alcune realtà locali.
    1. L’Italia sta andando incontro ad una progressiva deindustrializzazione;
    2. Il Meridione d’Italia è particolarmente povero di industrie;
    3. Il Pil pro/capite nel Meridione è significativamente minore di quello del Nord;
    4. La percentuale di occupati nella fascia di età lavorativa é inusitatamente basso nel Meridione;
    5. I precari formano una quota non irrilevante dei lavoratori, specie nel Mezzogiorno.
                Constatiamo anche alcune altre realtà internazionali.
    6. Il mondo sta passando una crisi epocale, l’Oriente in piena crescita economica occupa immediatamente gli spazi produttivi abbandonati dall’Occidente perché non più a lungo competitivi: la produzione é persa in modo irreversibile;
    7. Il modello sociale, politico ed economico Europeo ed italiano si è dimostrato inidoneo ai tempi attuali;
    8. La depressione attuale é di gravità tale da giustificare anche provvedimenti nemmeno pensabili in altri tempi.
    9. La parola “sviluppo” è solo un termine astratto se non si consente a qualcosa di svilupparsi. Sviluppo significa in parole povere che la gente può lavorare e guadagnare.
                Prendiamo infine atto che la teoria economica pone queste leggi fondamentali:
    1. La centralità della persona umana, libera di pensare ed agire, anche economicamente;
    2. La Collettività é un’unione di persone libere, non un’entità a sé stante che governa dei sudditi;
    3. Sia l’economia centralizzata sia l’interventismo statale inibiscono e limitano la libertà e, quindi, la crescita economica;
    4. Il sistema Italia necessità un’effettiva liberalizzazione con conseguente deburocratizzazione;
    5. E’ necessario il bando  di tutte le burocrazie autoreferenziali (professori universitari che cooptano gli ingressi nel corpo docente e che governano quindi l’università, oppure magistrati che sono gli unici nella commissione dei concorso per le nuove assunzioni ed eleggono quindi l’organo direzionale costituito solo o prevalentemente di magistrati), perché quando una consorteria (p.e. un partito, una corrente culturale, la mafia, la massoneria, etc) si impadronisce dell’apparato burocratico non ne é più rimovibile se non tranne una vera e propria rivoluzione.
                Proposte.
                Quanto segue deve essere recepito come idee guida, da definirsi poi operativamente.
    a. Constatato che ciò che non esiste non può essere per definizione oggetto di tassazione, né fornisce tanto meno reddito alcuno, si propone di detassare completamente tutte le attività produttive agricole, turistiche ed industriali presenti e future impiantate nel Meridione d’ItaliaCiò non genera danno all’Erario ed abbassa drasticamente il costo delle imprese.
    b. Tutto il comparto agricolo, industriale e turistico locato nel Meridione d’Italia sarà esentato dal rispetto di tutte le normative, tranne quelle poche ritenute essere essenziali. In particolare, é abrogata temporaneamente ogni legge o norma che legasse a permessi od autorizzazioni la locazione industriale e la tipologia di produzione, rimanendo in vigore soltanto i dettami del Codice Penale e quelli strettamente sanitari.
    c. I su menzionati comparti locati nel Mezzogiorno d’Italia assumeranno per chiamata e contrattazione diretta al di fuori di ogni legge, normativa od accordo nazionale attualmente in vigore, dando la preferenza a contratti con cooperative di prestatori d’opera od intelletto.
                Siamo consci che queste soluzioni troveranno ostacoli a livello UE. Sarà compito del Governo gestire questa disparità di visioni.
                Obiettivo.
                Fare del Meridione d’Italia la “Korea dal volto umano“, che attiri investimenti e generi lavoro, ora e subito, nei comparti di base: agricoltura, industria e turismo. Poi, quando questa Nuova Grande depressione sarà terminata, allora si vedrà il da farsi e come far evolvere la situazione socioeconomica sulla base di quanto sarà stato impiantato.

                Nota Importante.
                Questa serie prende nome “L’Apocalisse Meridionale“. Qui non usiamo il termineApocalisse nel suo significato corrente che lo equipara a fatto particolarmente terribile ed orrifico: é una distorsione del concetto  originale, perché lo considera solo in parte, lo monca della parte essenziale, di ciò che significa.
                L’Apocalisse é l’estrema battaglia tra male e Bene, che termina con la vittoria finale, definitiva, ed eterna del Bene, con la scomparsa completa ed irreversibile del male. É proprio perché questo fine trovi compimento che la lotta é terrificante ed oltremodo dolorosa. Non è lotta fine a sé stessa.
                Vi sono molti presupposti logici che indicano come il Meridione abbia le piene capacità di avviarsi ad una rinascita culturale e civile che gli consenta di esprimere appieno le sue potenzialità, e sono tante. E tutti noi vorremmo poter contribuire alla determinazione di questo vero, grande cambiamento.
                Report Precedenti.
                Post fondamentali.
Gli speculatori e il dilemma dell’uovo o la gallina. 2012-05-31. Gianni Baudo. (Suggeribile per l’estrema chiarezza)




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