mercoledì 15 febbraio 2012

'La crisi è colpa delle tangenti'


di Paolo Biondani
Fonte: L'Espresso

A tenere gli investimenti lontani dall'Italia sono la corruzione, le cricche, le omertà e i profitti illeciti. Non a caso, anche in questo sta peggio di noi solo la Grecia". La denuncia di Marco Arnone, il maggiore studioso italiano del rapporto fra mazzette ed economia


In un Paese come l'Italia, stranamente, sono pochi gli economisti che studiano la corruzione, la mafia o i reati fiscali. Secondo magistrati come Piercamillo Davigo, il migliore è Marco Arnone, 43 anni. Laureato alla Cattolica, ricercatore in Inghilterra e Stati Uniti e docente universitario in Italia, ha lavorato come ispettore del Fondo monetario internazionale e poi ha fondato il Cemafir, un centro studi indipendente che applica le regole economiche alla giustizia.

Che ne pensa della tesi secondo cui Tangentopoli fu un'invenzione dei pm per abbattere la classe politica?
"Tutti gli indicatori economici mostrano che l'Italia ha da molti decenni una corruzione molto più grave e diffusa di tutti gli altri Paesi avanzati. La situazione era migliorata solo negli anni dell'inchiesta Mani Pulite. Dal 2001 in poi però si registra un peggioramento costante, che ora colloca l'Italia al di sotto della media anche dei Paesi emergenti. Mi sembra chiaro che dopo Tangentopoli la classe dirigente si è sottratta alla missione di combattere la corruzione e i fenomeni di malgoverno che la caratterizzano: conflitti d'interesse e clientelismo nella gestione delle risorse pubbliche".

Quali sono i costi della corruzione?
"Negli Stati ad alto tasso di corruzione, come l'Italia, è meno facile aprire nuove imprese, le aziende esistenti sono meno concorrenziali e competitive, i finanziamenti bancari sono più cari, la spesa pubblica è distorta verso attività parassitarie collegate alla politica e alla mafia. Per l'Italia lo spread più grave rispetto ai Paesi avanzati è il peso abnorme dell'illegalità: evasione fiscale, corruzione, riciclaggio e crimine organizzato. Non a caso la nostra crescita è più bassa e il rischio-Paese tiene lontani gli investimenti stranieri: peggio di noi sta solo la Grecia".

Fonte: L'Espresso

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di Paolo Biondani
Fonte: L'Espresso

A tenere gli investimenti lontani dall'Italia sono la corruzione, le cricche, le omertà e i profitti illeciti. Non a caso, anche in questo sta peggio di noi solo la Grecia". La denuncia di Marco Arnone, il maggiore studioso italiano del rapporto fra mazzette ed economia


In un Paese come l'Italia, stranamente, sono pochi gli economisti che studiano la corruzione, la mafia o i reati fiscali. Secondo magistrati come Piercamillo Davigo, il migliore è Marco Arnone, 43 anni. Laureato alla Cattolica, ricercatore in Inghilterra e Stati Uniti e docente universitario in Italia, ha lavorato come ispettore del Fondo monetario internazionale e poi ha fondato il Cemafir, un centro studi indipendente che applica le regole economiche alla giustizia.

Che ne pensa della tesi secondo cui Tangentopoli fu un'invenzione dei pm per abbattere la classe politica?
"Tutti gli indicatori economici mostrano che l'Italia ha da molti decenni una corruzione molto più grave e diffusa di tutti gli altri Paesi avanzati. La situazione era migliorata solo negli anni dell'inchiesta Mani Pulite. Dal 2001 in poi però si registra un peggioramento costante, che ora colloca l'Italia al di sotto della media anche dei Paesi emergenti. Mi sembra chiaro che dopo Tangentopoli la classe dirigente si è sottratta alla missione di combattere la corruzione e i fenomeni di malgoverno che la caratterizzano: conflitti d'interesse e clientelismo nella gestione delle risorse pubbliche".

Quali sono i costi della corruzione?
"Negli Stati ad alto tasso di corruzione, come l'Italia, è meno facile aprire nuove imprese, le aziende esistenti sono meno concorrenziali e competitive, i finanziamenti bancari sono più cari, la spesa pubblica è distorta verso attività parassitarie collegate alla politica e alla mafia. Per l'Italia lo spread più grave rispetto ai Paesi avanzati è il peso abnorme dell'illegalità: evasione fiscale, corruzione, riciclaggio e crimine organizzato. Non a caso la nostra crescita è più bassa e il rischio-Paese tiene lontani gli investimenti stranieri: peggio di noi sta solo la Grecia".

Fonte: L'Espresso

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