martedì 10 novembre 2009

Dove sono andati i fondi per il Mezzogiorno?

di Mariano Leone

Diciamocelo,
L’idea che il Mezzogiorno sia stato punito perché sarebbe spendaccione è una idea falsa ma serve a giustificare la sostanziale politica punitiva verso l’Italia meridionale. Si tratta di una sistematica sottrazione di risorse che ha lasciato indifferente tutta la classe politica, compresa quella meridionale. L’evanescente Banca del Sud è lo specchietto per le allodole che nasconde la realtà dei numeri del sistematico e voluto impoverimento del Sud.
Si tratta di un disegno sistematico perché alcune regioni come la Sicilia hanno avuto un trattamento diverso non dipendente dalla posizione geografica.
Cominciamo dall’argomentazione più banale che viene ripetuta a pappagallo. Al sud sono destinate più risorse di spesa pubblica.
L’abbiamo sentito più volte secondo la formula che prevede che a furia di ripetere una sciocchezza quella diventa vera.
Se facciamo riferimento agli unici dati attendibili, quelli dell’ISTAT prima che decidano di privatizzare l’unico istituto pubblico di rilevamento statistico, possiamo con poco impegno affermare che è vero, negli ultimi 14 anni la spesa la spesa pubblica è cresciuta più nel Mezzogiorno che nel centro Nord.
Ma tutti i dati dovrebbero essere aggiornati, non si possono ripetere a cantilena dati vecchi solo perché fa comodo.
Se aggiorniamo i dati abbiamo qualche sorpresa non per chi legge questi fenomeni ma per la classe politica italiana, per tutta la classe politica.

Possiamo partire dal 2001.
Dal 2001 la crescita reale (quella alla quale viene sottratta l’inflazione) ha visto il Centro Nord crescere dell’1,7% su una media nazionale del 1,5%.
Per la nostra Puglia l’aumento è stato solo dello 0,5% .
Per compensare la diversità di sviluppo era stato costituito un FONDO PER LE AREE SOTTOSVILUPPATE. Sicuramente ne abbiamo sentito parlare con l’acronimo di FAS.

La dotazione di questo fondo FAS era di 63,3 miliardi di Euro.
Il primo taglio governativo lo ha ridotto a 45 miliardi di Euro. Pazienza, si tratta di una cura dimagrante, c’è la crisi e bisogna che qualcuno si sacrifichi.
Ma vediamo a chi tocca sacrificarsi. Di questi 45 miliardi superstiti destinati alle aree sottosviluppate viene fatta una singolare ripartizione.

18 miliardi vanno alle amministrazioni centrali, 27 miliardi rimangono destinati alle Regioni.
I rimanenti 7,3 miliardi ad un Fondo Infrastrutture Strategiche (FIS). Risultato: sono stati sottratti al Sud 12- 13 miliardi di Euro.
Ma non basta, perché i fondi nazionali destinati al Sud vengono distribuiti senza distinzione territoriale nazionale. Ma per fortuna ed illuminazione del nostro Ministro abbiamo la Banca del Sud che provvederà a sanare tutto questo. Auguri.

Fonte: Barilive

Segnalazione ASDS

Leggi tutto »

di Mariano Leone

Diciamocelo,
L’idea che il Mezzogiorno sia stato punito perché sarebbe spendaccione è una idea falsa ma serve a giustificare la sostanziale politica punitiva verso l’Italia meridionale. Si tratta di una sistematica sottrazione di risorse che ha lasciato indifferente tutta la classe politica, compresa quella meridionale. L’evanescente Banca del Sud è lo specchietto per le allodole che nasconde la realtà dei numeri del sistematico e voluto impoverimento del Sud.
Si tratta di un disegno sistematico perché alcune regioni come la Sicilia hanno avuto un trattamento diverso non dipendente dalla posizione geografica.
Cominciamo dall’argomentazione più banale che viene ripetuta a pappagallo. Al sud sono destinate più risorse di spesa pubblica.
L’abbiamo sentito più volte secondo la formula che prevede che a furia di ripetere una sciocchezza quella diventa vera.
Se facciamo riferimento agli unici dati attendibili, quelli dell’ISTAT prima che decidano di privatizzare l’unico istituto pubblico di rilevamento statistico, possiamo con poco impegno affermare che è vero, negli ultimi 14 anni la spesa la spesa pubblica è cresciuta più nel Mezzogiorno che nel centro Nord.
Ma tutti i dati dovrebbero essere aggiornati, non si possono ripetere a cantilena dati vecchi solo perché fa comodo.
Se aggiorniamo i dati abbiamo qualche sorpresa non per chi legge questi fenomeni ma per la classe politica italiana, per tutta la classe politica.

Possiamo partire dal 2001.
Dal 2001 la crescita reale (quella alla quale viene sottratta l’inflazione) ha visto il Centro Nord crescere dell’1,7% su una media nazionale del 1,5%.
Per la nostra Puglia l’aumento è stato solo dello 0,5% .
Per compensare la diversità di sviluppo era stato costituito un FONDO PER LE AREE SOTTOSVILUPPATE. Sicuramente ne abbiamo sentito parlare con l’acronimo di FAS.

La dotazione di questo fondo FAS era di 63,3 miliardi di Euro.
Il primo taglio governativo lo ha ridotto a 45 miliardi di Euro. Pazienza, si tratta di una cura dimagrante, c’è la crisi e bisogna che qualcuno si sacrifichi.
Ma vediamo a chi tocca sacrificarsi. Di questi 45 miliardi superstiti destinati alle aree sottosviluppate viene fatta una singolare ripartizione.

18 miliardi vanno alle amministrazioni centrali, 27 miliardi rimangono destinati alle Regioni.
I rimanenti 7,3 miliardi ad un Fondo Infrastrutture Strategiche (FIS). Risultato: sono stati sottratti al Sud 12- 13 miliardi di Euro.
Ma non basta, perché i fondi nazionali destinati al Sud vengono distribuiti senza distinzione territoriale nazionale. Ma per fortuna ed illuminazione del nostro Ministro abbiamo la Banca del Sud che provvederà a sanare tutto questo. Auguri.

Fonte: Barilive

Segnalazione ASDS

Nessun commento:

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India