giovedì 10 settembre 2009

Pomodoro: apre a Foggia la piu' grande fabbrica del mondo


Fino all’anno scorso i tir carichi di "oro rosso" partivano dalle campagne del foggiano per raggiungere gli impianti di trasformazione del napoletano. Da quest’anno invece dovranno fare solo pochi chilometri, grazie a una svolta attesa trent’anni.

L'imprenditore campano Antonino Russo ha infatti aperto uno stabilimento, del quale afferma soddisfatto: "Non ci sono impianti di trasformazione più grandi di questo al mondo".

In effetti nell’area industriale di borgo Incoronata sono state fatte le cose in grande: lo stabilimento sorge a poca distanza dalla Sofim, in un’area destinata a diventare il polo del pomodoro.

A poco più di trecento metri sorge infatti Futuragri, la società di imprenditori foggiani che prima di Russo ha invertito la rotta del pomodoro. Anche se i numeri del primo impianto (ha aperto a settembre scorso) sono notevolmente più ridotti.

L’impianto, esteso su 500.000 metri quadrati, di cui 100.000 coperti, comincerà a produrre tra un paio di settimane 7.000 tonnellate al giorno di cubettato, concentrato e pelato per una capacità stimata nel 2009 di 250.000 ton di prodotto trasformato e confezionato.

"L’anno prossimo dobbiamo arrivare a 450.000 ton", afferma Russo.L’investimento della linea "rossa" ammonta a 75 milioni di euro, in massima parte finanziati in proprio dal gruppo campano "AR", il quale assorbe il 50% del pomodoro foggiano, bacino quest’anno in lieve flessione, con una produzione stimata intorno a 800.000/un milione di tonnellate.

Di fronte a una politica dei prezzi in discesa, il gruppo "AR" pensa anche a stringere un patto con i produttori sull’esempio di Barilla con il grano svevo. "Siamo i più grandi, non possiamo stare al gioco dei commercianti".

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Fino all’anno scorso i tir carichi di "oro rosso" partivano dalle campagne del foggiano per raggiungere gli impianti di trasformazione del napoletano. Da quest’anno invece dovranno fare solo pochi chilometri, grazie a una svolta attesa trent’anni.

L'imprenditore campano Antonino Russo ha infatti aperto uno stabilimento, del quale afferma soddisfatto: "Non ci sono impianti di trasformazione più grandi di questo al mondo".

In effetti nell’area industriale di borgo Incoronata sono state fatte le cose in grande: lo stabilimento sorge a poca distanza dalla Sofim, in un’area destinata a diventare il polo del pomodoro.

A poco più di trecento metri sorge infatti Futuragri, la società di imprenditori foggiani che prima di Russo ha invertito la rotta del pomodoro. Anche se i numeri del primo impianto (ha aperto a settembre scorso) sono notevolmente più ridotti.

L’impianto, esteso su 500.000 metri quadrati, di cui 100.000 coperti, comincerà a produrre tra un paio di settimane 7.000 tonnellate al giorno di cubettato, concentrato e pelato per una capacità stimata nel 2009 di 250.000 ton di prodotto trasformato e confezionato.

"L’anno prossimo dobbiamo arrivare a 450.000 ton", afferma Russo.L’investimento della linea "rossa" ammonta a 75 milioni di euro, in massima parte finanziati in proprio dal gruppo campano "AR", il quale assorbe il 50% del pomodoro foggiano, bacino quest’anno in lieve flessione, con una produzione stimata intorno a 800.000/un milione di tonnellate.

Di fronte a una politica dei prezzi in discesa, il gruppo "AR" pensa anche a stringere un patto con i produttori sull’esempio di Barilla con il grano svevo. "Siamo i più grandi, non possiamo stare al gioco dei commercianti".

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