mercoledì 9 settembre 2009

Abruzzo, non c'è pace tra i terremotati. Si smontano le tende ma senza alternative pronte


Non c'è pace per gli sfollati colpiti dal terremoto abruzzese, almeno a giudicare da quanto sta avvenendo nelle tendopoli che progressivamente nei prossimi giorni dovranno chiudere. Numerosi, infatti, i malumori degli sfollati, le paure, le voci che si susseguono da tenda a tenda.

«La Protezione civile è partita con il piede sbagliato - racconta Luca, uno sfollato della tendopoli di San Sisto - perchè l'idea di tirare su le tendopoli non solo si è dimostrata essere stata una scelta molto costosa ma soprattutto inutile perchè adesso ci ritrovaniamo di nuovo con la gente negli alberghi o nella Scuola della Guardia di Finanza, senza quell'autonomia che forse si sarebbe potuta avere se si fossero messe a disposizone altri ricoveri». Lo sfollato ha poi puntato il dito contro le mancate requisizioni degli alloggi non occupati, gli affitti arrivati alle stelle con i proprietari che non ne vogliono sapere di aderire alla convenzione con la Protezione civile ma anche sul problema ancora irrisolto su quale fine faranno i single o le coppie.

«Abbiamo saputo - ha continuato Luca - che è prevista la realizzazione di altri venti blocchi, in ognuna delle quali si calcola si possano costruire 500 bilocali che dovrebbero ospitare un migliaio di persone per una spesa di 40 milioni. Le nuove costruzioni, se si faranno, si aggiungono a quelle che sono in corso di edificazione in 19 siti della città con le quali si vuole dare un tetto a 15mila persone ripartite in 4500 alloggi. Tutto perfetto - ha concluso lo sfollato - tutto sicuro ed efficace, ma non ancora pronto, allora perchè cominciare a smantellare le tendopoli se le case non sono ancora pronte?

Non sarà uno smantellamento drastico certo ma per delle persone che hanno sofferto già abbastanza rappresenta un altro colpo duro da mandar giù, quello di essere portati via da quelle tende che la gente cominciava già a chiamare casa». Intanto è iniziato
da ieri l'esodo dalla tendopoli di Piazza d'Armi (la più grande presente all'Aquila) e già circa 100 sfollati hanno preso possesso negli alloggi della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, altri invece hanno fatto ingresso in diversi alberghi della città, alla fine di una giornata in cui non sono mancati soprattutto i disappunti di coloro che sono stati costretti ad andare in alberghi ubicati nella provincia.

Pochi invece i soddisfatti della scelta della Protezione civile, di coloro che hanno abbandonato le tende per trovare riparo alla Scuola delle Fiamme gialle in cui saranno ospitati 400 sfollati della tendopoli di Piazza D'Armi. Da segnalare, infine, che nella scuola della Finanza - dove sono stati ospitati i Grandi del G8 - si sta allestendo uno spazio per gli animali visto che oltre ai cani, talvolta anche di grandi dimensioni, le gente si è portata dietro anche gatti e uccelli di ogni tipo: dai pappagalli ai canarini.

Fonte:
L'Unità
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Non c'è pace per gli sfollati colpiti dal terremoto abruzzese, almeno a giudicare da quanto sta avvenendo nelle tendopoli che progressivamente nei prossimi giorni dovranno chiudere. Numerosi, infatti, i malumori degli sfollati, le paure, le voci che si susseguono da tenda a tenda.

«La Protezione civile è partita con il piede sbagliato - racconta Luca, uno sfollato della tendopoli di San Sisto - perchè l'idea di tirare su le tendopoli non solo si è dimostrata essere stata una scelta molto costosa ma soprattutto inutile perchè adesso ci ritrovaniamo di nuovo con la gente negli alberghi o nella Scuola della Guardia di Finanza, senza quell'autonomia che forse si sarebbe potuta avere se si fossero messe a disposizone altri ricoveri». Lo sfollato ha poi puntato il dito contro le mancate requisizioni degli alloggi non occupati, gli affitti arrivati alle stelle con i proprietari che non ne vogliono sapere di aderire alla convenzione con la Protezione civile ma anche sul problema ancora irrisolto su quale fine faranno i single o le coppie.

«Abbiamo saputo - ha continuato Luca - che è prevista la realizzazione di altri venti blocchi, in ognuna delle quali si calcola si possano costruire 500 bilocali che dovrebbero ospitare un migliaio di persone per una spesa di 40 milioni. Le nuove costruzioni, se si faranno, si aggiungono a quelle che sono in corso di edificazione in 19 siti della città con le quali si vuole dare un tetto a 15mila persone ripartite in 4500 alloggi. Tutto perfetto - ha concluso lo sfollato - tutto sicuro ed efficace, ma non ancora pronto, allora perchè cominciare a smantellare le tendopoli se le case non sono ancora pronte?

Non sarà uno smantellamento drastico certo ma per delle persone che hanno sofferto già abbastanza rappresenta un altro colpo duro da mandar giù, quello di essere portati via da quelle tende che la gente cominciava già a chiamare casa». Intanto è iniziato
da ieri l'esodo dalla tendopoli di Piazza d'Armi (la più grande presente all'Aquila) e già circa 100 sfollati hanno preso possesso negli alloggi della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, altri invece hanno fatto ingresso in diversi alberghi della città, alla fine di una giornata in cui non sono mancati soprattutto i disappunti di coloro che sono stati costretti ad andare in alberghi ubicati nella provincia.

Pochi invece i soddisfatti della scelta della Protezione civile, di coloro che hanno abbandonato le tende per trovare riparo alla Scuola delle Fiamme gialle in cui saranno ospitati 400 sfollati della tendopoli di Piazza D'Armi. Da segnalare, infine, che nella scuola della Finanza - dove sono stati ospitati i Grandi del G8 - si sta allestendo uno spazio per gli animali visto che oltre ai cani, talvolta anche di grandi dimensioni, le gente si è portata dietro anche gatti e uccelli di ogni tipo: dai pappagalli ai canarini.

Fonte:
L'Unità

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