sabato 21 marzo 2009

Boicottiamo la celebrazione del sanguinario Generale Cialdini


In vista delle "celebrazioni cialdiniane" del 28/03/2009 a Castelvetro inviamo mail di protesta al Sindaco di Castelvetro all'indirizzo urp@comune.castelvetro-di-modena.mo.it


Questa è la e-mail inviata oggi dal nostro Coordinatore
(PdSUD ER)



Egregio Sindaco di Castelvetro Dr. Roberto Maleti,
ho letto con stupore e rammarico l'annuncio della conferenza che si terrà nel suo Comune il 28 marzo 2009 in cui sarà "celebrata" la figura del Gen. Enrico Cialdini, persona di cui rivendicate con malcelato orgoglio, nella parte finale del comunicato, la concittadinanza.

Mi chiedo come sia possibile a distanza di tanti anni e dopo che tanti studiosi insigni hanno svelato il vero volto del personaggio in questione e dei suoi sodali, celebrare un simile criminale di guerra.

Le schiere dei soldati invasori del Regno delle Due Sicilie guidate dal Cialdini, si sono macchiate di tanti e tali crimini che al confronto i più sanguinari assassini comunisti o nazisti della storia recente appaiono dei dilettanti allo sbaraglio.

Che dire poi della mancata dichiarazione di guerra da parte degli invasori infrancesati piemontesi che quindi si posero subito al di fuori delle leggi internazionali, da ladri ed assassini quali erano.

Vedo che parlerete anche della battaglia di Castelfidardo, un'altra farsa ben orchestrata dal Cialdini come spiega Filippo Curletti, contemporaneo del Cialdini e agente segreto di Cavour, nel suo libro "La verità sugli uomini e sulle cose del Regno D'Italia".L'assassinio del Generale pontificio Da Pimodan , durante la battaglia in questione, colpito alla schiena da un infiltrato cialdiniano nelle fila Pontificie, tal Biambilla, che rese possibile lo sfaldamento delle truppe papali nel momento cruciale della battaglia, è uno dei passaggi che invocano eterna vergogna e dannazione al Cialdini mandante del delitto.

Celebrate pure questo "eroe" , capace di vincere le battaglie con il tradimento, privo di onore, assassino di partigiani , violentatore di donne, massacratore di bambini, distruttore di paesi e vero codardo del campo di battaglia come ci insegna la storia.

Dico questo non accecato da furore ideologico o risentimento ma supportato da ampia , completa ed esaustiva documentazione storica, che anche lei credo sicuramente conosca.

Ed allora perchè questa rivisitazione che comunque , pur velata da un titolo politicamente corretto, è e resta una celebrazione di cotanta "gloria cittadina"?

Perchè non parlate anche della battaglia di Custoza dove, di fronte ad un esercito come quello Austrico, ove non si annidavano traditori prezzolati pronti a colpire alle spalle il proprio paese o il proprio comandante, il Cialdini, e con lui altri famosi generali della favola risorgimentale, mostrò il proprio volto , e temendo per la propria vita,scappò di fronte al nemico coprendosi di vergogna di codardia e di ridicolo, primo esempio di fuga vigliacca a cui si ispirò pochi anni dopo il Savoia Vittorio Emanuele III.

Mi dispiace dirLe che celebrando simile personaggio Lei non reca un buon servigio nè alla verità storica nè ai suoi concittadini, i nomi di tali personaggi dovrebbero sparire dalla toponomastica dei paesi italiani e citati solo come esempio negativo, affinchè la loro memoria sia persa per sempre e riesumata alla bisogna solo per essere condannata e disprezzata.

Distinti saluti

Natale Cuccurese
Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud
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In vista delle "celebrazioni cialdiniane" del 28/03/2009 a Castelvetro inviamo mail di protesta al Sindaco di Castelvetro all'indirizzo urp@comune.castelvetro-di-modena.mo.it


Questa è la e-mail inviata oggi dal nostro Coordinatore
(PdSUD ER)



Egregio Sindaco di Castelvetro Dr. Roberto Maleti,
ho letto con stupore e rammarico l'annuncio della conferenza che si terrà nel suo Comune il 28 marzo 2009 in cui sarà "celebrata" la figura del Gen. Enrico Cialdini, persona di cui rivendicate con malcelato orgoglio, nella parte finale del comunicato, la concittadinanza.

Mi chiedo come sia possibile a distanza di tanti anni e dopo che tanti studiosi insigni hanno svelato il vero volto del personaggio in questione e dei suoi sodali, celebrare un simile criminale di guerra.

Le schiere dei soldati invasori del Regno delle Due Sicilie guidate dal Cialdini, si sono macchiate di tanti e tali crimini che al confronto i più sanguinari assassini comunisti o nazisti della storia recente appaiono dei dilettanti allo sbaraglio.

Che dire poi della mancata dichiarazione di guerra da parte degli invasori infrancesati piemontesi che quindi si posero subito al di fuori delle leggi internazionali, da ladri ed assassini quali erano.

Vedo che parlerete anche della battaglia di Castelfidardo, un'altra farsa ben orchestrata dal Cialdini come spiega Filippo Curletti, contemporaneo del Cialdini e agente segreto di Cavour, nel suo libro "La verità sugli uomini e sulle cose del Regno D'Italia".L'assassinio del Generale pontificio Da Pimodan , durante la battaglia in questione, colpito alla schiena da un infiltrato cialdiniano nelle fila Pontificie, tal Biambilla, che rese possibile lo sfaldamento delle truppe papali nel momento cruciale della battaglia, è uno dei passaggi che invocano eterna vergogna e dannazione al Cialdini mandante del delitto.

Celebrate pure questo "eroe" , capace di vincere le battaglie con il tradimento, privo di onore, assassino di partigiani , violentatore di donne, massacratore di bambini, distruttore di paesi e vero codardo del campo di battaglia come ci insegna la storia.

Dico questo non accecato da furore ideologico o risentimento ma supportato da ampia , completa ed esaustiva documentazione storica, che anche lei credo sicuramente conosca.

Ed allora perchè questa rivisitazione che comunque , pur velata da un titolo politicamente corretto, è e resta una celebrazione di cotanta "gloria cittadina"?

Perchè non parlate anche della battaglia di Custoza dove, di fronte ad un esercito come quello Austrico, ove non si annidavano traditori prezzolati pronti a colpire alle spalle il proprio paese o il proprio comandante, il Cialdini, e con lui altri famosi generali della favola risorgimentale, mostrò il proprio volto , e temendo per la propria vita,scappò di fronte al nemico coprendosi di vergogna di codardia e di ridicolo, primo esempio di fuga vigliacca a cui si ispirò pochi anni dopo il Savoia Vittorio Emanuele III.

Mi dispiace dirLe che celebrando simile personaggio Lei non reca un buon servigio nè alla verità storica nè ai suoi concittadini, i nomi di tali personaggi dovrebbero sparire dalla toponomastica dei paesi italiani e citati solo come esempio negativo, affinchè la loro memoria sia persa per sempre e riesumata alla bisogna solo per essere condannata e disprezzata.

Distinti saluti

Natale Cuccurese
Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud

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