lunedì 22 dicembre 2008

Lo Schema Ponzi

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano in USA che divenne noto per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo ad usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome coinvolgendo 40.000 persone e raccogliendo oltre 15 milioni di dollari. (Da Wikipedia)

Lo schema di Ponzi si e’ sviluppato nel tempo in varianti piu’ complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone, ma fondamentalmente il truffatore coinvolge sempre la vittima offrendo uno strumento di investimento che promette ritorni elevati ed a breve termine. Di solito l’attivita’ sottostante non e’ chiara, ma l’investitore, attratto dal guadagno, inizialmente non ci fa caso.

Il meccanismo funziona perche’ il truffatore, dopo poche settimane (o mesi), rende alla prima vittima una parte del capitale ricevuto: la prima cedola del rendimento “stupefacente” promesso e gli fa credere che sia il frutto della gestione. E’ questo il momento, di solito, in cui la truffa lievita.

La notizia del rendimento miracoloso, alimentata da distribuzioni “civetta” ai primi sottoscrittori delle gestioni, di solito agisce da volano dello schema piramidale Ponzi, moltiplicando gli investitori pronti a sottoscrivere i prodotti finanziari della truffa.

Lo schema Ponzi, ovviamente, non prevede la restituzione del capitale agli investitori. Chales Ponzi, esattamente un secolo fa, per frodare 15 milioni di dollari aveva coinvolto 40 mila persone, ma spesso i truffatori si danno alla fuga molto prima. Gli ultimi investitori coinvolti nella truffa non ricevono neanche la prima “cedola”.

Oggi “dovrebbero esistere” normative serie a riguardo per cui strutture con questi schemi risultare illegali in ogni parte del mondo, ma pare che non sia proprio cosi’, e cio’ che dovremmo chiederci e’: quanti di questi schemi Ponzi sono tuttora funzionanti nel mondo, mascherati da “tranquilli” fondi comuni d’investimento e forse garantiti proprio dalle autorita’ governative preposte ai controlli formate da politici-banchieri con evidenti conflitti d’interesse?

Fonte:Mente Critica

Leggi tutto »

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano in USA che divenne noto per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo ad usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome coinvolgendo 40.000 persone e raccogliendo oltre 15 milioni di dollari. (Da Wikipedia)

Lo schema di Ponzi si e’ sviluppato nel tempo in varianti piu’ complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone, ma fondamentalmente il truffatore coinvolge sempre la vittima offrendo uno strumento di investimento che promette ritorni elevati ed a breve termine. Di solito l’attivita’ sottostante non e’ chiara, ma l’investitore, attratto dal guadagno, inizialmente non ci fa caso.

Il meccanismo funziona perche’ il truffatore, dopo poche settimane (o mesi), rende alla prima vittima una parte del capitale ricevuto: la prima cedola del rendimento “stupefacente” promesso e gli fa credere che sia il frutto della gestione. E’ questo il momento, di solito, in cui la truffa lievita.

La notizia del rendimento miracoloso, alimentata da distribuzioni “civetta” ai primi sottoscrittori delle gestioni, di solito agisce da volano dello schema piramidale Ponzi, moltiplicando gli investitori pronti a sottoscrivere i prodotti finanziari della truffa.

Lo schema Ponzi, ovviamente, non prevede la restituzione del capitale agli investitori. Chales Ponzi, esattamente un secolo fa, per frodare 15 milioni di dollari aveva coinvolto 40 mila persone, ma spesso i truffatori si danno alla fuga molto prima. Gli ultimi investitori coinvolti nella truffa non ricevono neanche la prima “cedola”.

Oggi “dovrebbero esistere” normative serie a riguardo per cui strutture con questi schemi risultare illegali in ogni parte del mondo, ma pare che non sia proprio cosi’, e cio’ che dovremmo chiederci e’: quanti di questi schemi Ponzi sono tuttora funzionanti nel mondo, mascherati da “tranquilli” fondi comuni d’investimento e forse garantiti proprio dalle autorita’ governative preposte ai controlli formate da politici-banchieri con evidenti conflitti d’interesse?

Fonte:Mente Critica

Nessun commento:

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India