venerdì 24 ottobre 2008

Il Governo italiano Vs. T.M.O. le Telestreet e le sentenze della Magistratura...


Di Antonio Ciano
Segretario nazionale del partito del Sud



L’On. Sesa Amici si è dichiarata insoddisfatta della risposta che oggi il Governo ha dato in VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati, all’interrogazione parlamentare riguardante le TV di strada di cui è firmataria.

Il capogruppodel Pd in I Commissione ha chiesto al Ministro Scaloja «quali iniziative intendesse intraprendere al fine di garantire il sereno esercizio del diritto alla liberta di pensiero e di informazione, in linea con l’art. 21 della Costituzione e con la normativa comunitaria e, in particolare quali misure intendesse adottare al fine di colmare il vuoto legislativo in materia».
"Nonostante le telestreet siano emittenti televisive no-profit confinalità sociali e culturali, che promuovono dal basso un informazionepartecipata e nonostante le recenti sentenze che si sono pronunciate controi sequestri amministrativi delle televisioni di strada, il Governo -dichiara l’on. Amici - non ritiene necessario un intervento riguardo la loro legittimazione. Anzi ritiene di riconsiderare il fenomeno, in termini dimaggiore frequenza di intervento da parte delle Autorità competentiattraverso provvedimenti restrittivi nei loro confronti."

È singolare come le televisioni di strada, che non utilizzano affatto le frequenze, bensì i loro coni d’ombra, non interferendo quindi con le frequenze utilizzate dagli operatori autorizzati e che quindi non intaccano assolutamente nessun diritto reale, vengano chiuse, mentre altre situazioni palesemente in contrasto con le leggi dello stato, come per l’uso delle frequenze da parte di Rete 4, che da tempo dovrebbe trasmettere via cavo, restano senza alcuna sanzione.

Di fronte ad un “vuoto legislativo” - continua l’on. Amici- deve prevalere il principio costituzionale della libertà di espressione, garantito ad ogni cittadino dall’art. 21 della costituzione".

Il partito del Sud ringrazia l’on. Sesa Amici per l’interessamento avuto per il caso TMO Gaeta, la prima telestreet italiana chiusa arbitrariamente dai segugi ministeriali al servizio di Berlusconi e Scaloja, il cui governo rappresenta la repubblica delle banane del Nord, i cui rappresentanti sono stati votati da nessuno.

In Italia, la legge Mammì e quella Gasparri hanno determinato di fatto un colpo di stato.Oggi, per prendere consensi, in occidente, non servono eserciti, non servono militari con mitra e carri armati, serve la tv che,massacra le menti della gente, esercita un potere sulla mente umana devastante.

Il socialista Craxi prima e la sinistra dopo hanno consentito che il massone piduista liberal massonico Silvio Berlusconi creasse una banda di burrattini al servizio della causa del Nord.

Questo governo di tipologia fascista, illiberale, stalinista vuole controllare in modo totale l’informazione e ha spento l’unica voce veramente libera del sud: TMO Gaeta.

I liberal massoni sanno che il pericolo, per loro, non è il comunismo,ma il Partito che andrà al potere nel giro di pochi anni, il Partito del Sud che ha nel DNA l’avversione alla storia risorgimentale e al liberismo piemontese-Lumbard che ha determinato la morte di oltre un milione di contadini chiamati briganti, che ha determinato l’emigrazione di 25 milioni di meridionali in 150 anni di falsa unità d’Italia, il massacro economico del Sud, il massacro del suo territorio.

Il ministro della repubblica delle banane del Nord, quello della repressione nella caserma Bolzaneto di Genova, intima ai suoi scagnozzi la repressione delle telestreet dimenticando che i tribunali della repubblica italiana ne hanno confermato la legittimità.
Abusivo è tutto l’apparato di televisioni commerciali, abusiva è Rete 4 del suo capo.

Siccome il ministro della repubblica delle banane costruita con le tv di Berlusconi non riconosce le sentenze dei tribunali della repubblica italiana, noi non riconosciamo la sua figura di ministro ed il suo governo.

Le autorità preposte devono spegnere Europa tv, lo ha stabilito una ordinanza sentenza del Tribunale di Latina sezione di Gaeta, e i dirigenti del ministero delle telecomunicazioni devono consentire la riapertura della prima telestreet italiana.

Il 17 di luglio la polizia postale e la digos di Roma volevano sequestrare gli impianti di TMo Gaeta, che come tutti sanno, è la tv del partito del Sud.

Il giudice Miliano di Latina si oppose a tale evenienza, ma il provvedimento rimane in piedi. Il partito del Sud aspetta pazientemente la revoca di tale provvedimento persecutorio,se ciò non dovesse accadere,mobiliteremo i nostri concittadini e i nostri aderenti in azioni spettacolari. Il mondo deve sapere da chi siamo governati. Intanto un consigliere comunale del Partito del Sud di Gaeta, ha chiesto l’abbattimento del traliccio che ospita i ripetitori di Europa Tv e di Madiaset, sembra essere abusivo, ed è stato installato su un’area demaniale zona guerra. Che sia abbattuto, e sarà il primo.

Mediaset deve trasmettere solo in Lombardia, questo territorio non gli appartiene. Il sud vuole la sua tv e l’avrà.

Intanto chiediamo alle procure della repubblica italiana di attivarsi, qualcosa non quadra nelle dirigenze dei compartimenti territoriali delle telecomunicazioni. Questi ultimi hanno un potere determinante di repressione e di abilitazione di tv commerciali, qualcosa non quadra.

Ben cinquemila cittadini di Gaeta hanno firmato una petizione al sindaco Raimondi per la,riapertura della loro telestreet, il giudice dott. Beniamino Russo ha emanato una sentenza esemplare, Europa tv deve spegnere il suo segnale, la polizia postale di Roma si attivi, o sarà denunciata per omissione in atti d’ufficio e i suoi dirigenti per abuso di potere. La destra, in Italia e, in particolare in provincia di Latina, ha tra le mani tutta l’informazione;tutte le tv commerciali, tutta la stampa.

Il Giornale di Berlusconi addirittura viene regalato. La provincia di Latina è un laboratorio riuscito, la stessa cosa la stanno operando nel resto d’Italia, ed il consenso al massone Berlusconi cresce, ma la libertà sta svanendo, anche con leggi repressive sulla stampa ancora libera.

Bisogna reagire energicamente.






Fonte:T.M.O.

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Di Antonio Ciano
Segretario nazionale del partito del Sud



L’On. Sesa Amici si è dichiarata insoddisfatta della risposta che oggi il Governo ha dato in VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati, all’interrogazione parlamentare riguardante le TV di strada di cui è firmataria.

Il capogruppodel Pd in I Commissione ha chiesto al Ministro Scaloja «quali iniziative intendesse intraprendere al fine di garantire il sereno esercizio del diritto alla liberta di pensiero e di informazione, in linea con l’art. 21 della Costituzione e con la normativa comunitaria e, in particolare quali misure intendesse adottare al fine di colmare il vuoto legislativo in materia».
"Nonostante le telestreet siano emittenti televisive no-profit confinalità sociali e culturali, che promuovono dal basso un informazionepartecipata e nonostante le recenti sentenze che si sono pronunciate controi sequestri amministrativi delle televisioni di strada, il Governo -dichiara l’on. Amici - non ritiene necessario un intervento riguardo la loro legittimazione. Anzi ritiene di riconsiderare il fenomeno, in termini dimaggiore frequenza di intervento da parte delle Autorità competentiattraverso provvedimenti restrittivi nei loro confronti."

È singolare come le televisioni di strada, che non utilizzano affatto le frequenze, bensì i loro coni d’ombra, non interferendo quindi con le frequenze utilizzate dagli operatori autorizzati e che quindi non intaccano assolutamente nessun diritto reale, vengano chiuse, mentre altre situazioni palesemente in contrasto con le leggi dello stato, come per l’uso delle frequenze da parte di Rete 4, che da tempo dovrebbe trasmettere via cavo, restano senza alcuna sanzione.

Di fronte ad un “vuoto legislativo” - continua l’on. Amici- deve prevalere il principio costituzionale della libertà di espressione, garantito ad ogni cittadino dall’art. 21 della costituzione".

Il partito del Sud ringrazia l’on. Sesa Amici per l’interessamento avuto per il caso TMO Gaeta, la prima telestreet italiana chiusa arbitrariamente dai segugi ministeriali al servizio di Berlusconi e Scaloja, il cui governo rappresenta la repubblica delle banane del Nord, i cui rappresentanti sono stati votati da nessuno.

In Italia, la legge Mammì e quella Gasparri hanno determinato di fatto un colpo di stato.Oggi, per prendere consensi, in occidente, non servono eserciti, non servono militari con mitra e carri armati, serve la tv che,massacra le menti della gente, esercita un potere sulla mente umana devastante.

Il socialista Craxi prima e la sinistra dopo hanno consentito che il massone piduista liberal massonico Silvio Berlusconi creasse una banda di burrattini al servizio della causa del Nord.

Questo governo di tipologia fascista, illiberale, stalinista vuole controllare in modo totale l’informazione e ha spento l’unica voce veramente libera del sud: TMO Gaeta.

I liberal massoni sanno che il pericolo, per loro, non è il comunismo,ma il Partito che andrà al potere nel giro di pochi anni, il Partito del Sud che ha nel DNA l’avversione alla storia risorgimentale e al liberismo piemontese-Lumbard che ha determinato la morte di oltre un milione di contadini chiamati briganti, che ha determinato l’emigrazione di 25 milioni di meridionali in 150 anni di falsa unità d’Italia, il massacro economico del Sud, il massacro del suo territorio.

Il ministro della repubblica delle banane del Nord, quello della repressione nella caserma Bolzaneto di Genova, intima ai suoi scagnozzi la repressione delle telestreet dimenticando che i tribunali della repubblica italiana ne hanno confermato la legittimità.
Abusivo è tutto l’apparato di televisioni commerciali, abusiva è Rete 4 del suo capo.

Siccome il ministro della repubblica delle banane costruita con le tv di Berlusconi non riconosce le sentenze dei tribunali della repubblica italiana, noi non riconosciamo la sua figura di ministro ed il suo governo.

Le autorità preposte devono spegnere Europa tv, lo ha stabilito una ordinanza sentenza del Tribunale di Latina sezione di Gaeta, e i dirigenti del ministero delle telecomunicazioni devono consentire la riapertura della prima telestreet italiana.

Il 17 di luglio la polizia postale e la digos di Roma volevano sequestrare gli impianti di TMo Gaeta, che come tutti sanno, è la tv del partito del Sud.

Il giudice Miliano di Latina si oppose a tale evenienza, ma il provvedimento rimane in piedi. Il partito del Sud aspetta pazientemente la revoca di tale provvedimento persecutorio,se ciò non dovesse accadere,mobiliteremo i nostri concittadini e i nostri aderenti in azioni spettacolari. Il mondo deve sapere da chi siamo governati. Intanto un consigliere comunale del Partito del Sud di Gaeta, ha chiesto l’abbattimento del traliccio che ospita i ripetitori di Europa Tv e di Madiaset, sembra essere abusivo, ed è stato installato su un’area demaniale zona guerra. Che sia abbattuto, e sarà il primo.

Mediaset deve trasmettere solo in Lombardia, questo territorio non gli appartiene. Il sud vuole la sua tv e l’avrà.

Intanto chiediamo alle procure della repubblica italiana di attivarsi, qualcosa non quadra nelle dirigenze dei compartimenti territoriali delle telecomunicazioni. Questi ultimi hanno un potere determinante di repressione e di abilitazione di tv commerciali, qualcosa non quadra.

Ben cinquemila cittadini di Gaeta hanno firmato una petizione al sindaco Raimondi per la,riapertura della loro telestreet, il giudice dott. Beniamino Russo ha emanato una sentenza esemplare, Europa tv deve spegnere il suo segnale, la polizia postale di Roma si attivi, o sarà denunciata per omissione in atti d’ufficio e i suoi dirigenti per abuso di potere. La destra, in Italia e, in particolare in provincia di Latina, ha tra le mani tutta l’informazione;tutte le tv commerciali, tutta la stampa.

Il Giornale di Berlusconi addirittura viene regalato. La provincia di Latina è un laboratorio riuscito, la stessa cosa la stanno operando nel resto d’Italia, ed il consenso al massone Berlusconi cresce, ma la libertà sta svanendo, anche con leggi repressive sulla stampa ancora libera.

Bisogna reagire energicamente.






Fonte:T.M.O.

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