domenica 5 marzo 2023

AUTONOMIA DIFFERENZIATA. IMMAGINI DALL' ASSEMBLEA DEL PARTITO DEL SUD A NAPOLI IL 4 MARZO 2023 - DAL MERIDIONALISMO STORICO ALL' AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Ottima, partecipata e riuscita assemblea, sabato 4 marzo 2023 nella prestigiosa sede della Fondazione Mediterraneo a Napoli, dal titolo “Dal Meridionalismo storico all’Autonomia differenziata”, organizzata dal Partito del Sud sui rischi di tenuta democratica e territoriale conseguenti al “Ddl Calderoli”, il cosiddetto decreto “spacca Italia”, che segna, di fatto, la secessione dei ricchi dal resto del Paese, da parte delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Il disegno di legge Calderoli sull’Autonomia Differenziata, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, ha effetti che potrebbero rivelarsi disastrosi non soltanto per il Sud, definitivamente condannato ad una condizione insostenibile di divari e disuguaglianze, ma per l’intero Paese viste le privatizzazioni che comporta, con conseguente rottura della coesione sociale e territoriale, fino ad arrivare alla modifica dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Dopo i saluti di Michele Capasso, Presidente della Fondazione Mediterraneo, che ringraziamo, e l’apertura lavori a cura di Antonio Luongo, Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud, sono seguti gli interesanti interventi di Enrico Panini, già Vicesindaco di Napoli, del Senatore Peppe de Cristofaro, di Sinistra Italiana, Valentino Romano, scrittore meridionalista, Giovanni Russo Spena, Giurista democratico, Sergio Marotta, Professore universitario UNISOB, Giacomo De Angelis, della Segreteria Nazionale PCI, Paola Nugnes, per il Coordinamento Metropolitano di Napoli NO Autonomia Differenziata, Franco Bartolomei, Segretario Nazionale Risorgimento Socialista.

L’incontro organizzato in collaborazione con il Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud e il Laboratorio del Sud ha visto inoltre la partecipazione dei rappresentanti di queste soggettività, da Nicola Manfredelli, della Carta di Venosa, a Loredana Marino del Laboratorio la Riscossa del Sud a Salvatore Lucchese, del Comitato G. Salvemini.

I lavori sono stati conclusi da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, che ha dichiarato:

“l’Assemblea si è resa necessaria per ricordare che il meridionalismo non è una corrente politica, ma è semplicemente un'attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla Questione Meridionale al fine di risolverla. Ecco perché se la sinistra non mira a risolvere le differenze e discriminazioni territoriali è tutto tranne che una sinistra credibile. Sono convinto – ha concluso Cuccurese - che per costruire l’alternativa popolare di sinistra, alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisognerebbe finalmente aggiungere anche meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un “razzismo di Stato” che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. A tal fine è giusto ripartire dalla lezione dei grandi meridionalisti”.

 

A conclusione della mattinata di dibattito e approfondimento tutti partecipanti si sono dimostrati concordi nel proseguire l'impegno, ognuno per le proprie responsabilità e competenze, volto a scongiurare l’attuazione di un provvedimento che potrebbe precludere l’unità e le prospettive di progresso dell’intero Paese.






















 





 







 

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Ottima, partecipata e riuscita assemblea, sabato 4 marzo 2023 nella prestigiosa sede della Fondazione Mediterraneo a Napoli, dal titolo “Dal Meridionalismo storico all’Autonomia differenziata”, organizzata dal Partito del Sud sui rischi di tenuta democratica e territoriale conseguenti al “Ddl Calderoli”, il cosiddetto decreto “spacca Italia”, che segna, di fatto, la secessione dei ricchi dal resto del Paese, da parte delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Il disegno di legge Calderoli sull’Autonomia Differenziata, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, ha effetti che potrebbero rivelarsi disastrosi non soltanto per il Sud, definitivamente condannato ad una condizione insostenibile di divari e disuguaglianze, ma per l’intero Paese viste le privatizzazioni che comporta, con conseguente rottura della coesione sociale e territoriale, fino ad arrivare alla modifica dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Dopo i saluti di Michele Capasso, Presidente della Fondazione Mediterraneo, che ringraziamo, e l’apertura lavori a cura di Antonio Luongo, Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud, sono seguti gli interesanti interventi di Enrico Panini, già Vicesindaco di Napoli, del Senatore Peppe de Cristofaro, di Sinistra Italiana, Valentino Romano, scrittore meridionalista, Giovanni Russo Spena, Giurista democratico, Sergio Marotta, Professore universitario UNISOB, Giacomo De Angelis, della Segreteria Nazionale PCI, Paola Nugnes, per il Coordinamento Metropolitano di Napoli NO Autonomia Differenziata, Franco Bartolomei, Segretario Nazionale Risorgimento Socialista.

L’incontro organizzato in collaborazione con il Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud e il Laboratorio del Sud ha visto inoltre la partecipazione dei rappresentanti di queste soggettività, da Nicola Manfredelli, della Carta di Venosa, a Loredana Marino del Laboratorio la Riscossa del Sud a Salvatore Lucchese, del Comitato G. Salvemini.

I lavori sono stati conclusi da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, che ha dichiarato:

“l’Assemblea si è resa necessaria per ricordare che il meridionalismo non è una corrente politica, ma è semplicemente un'attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla Questione Meridionale al fine di risolverla. Ecco perché se la sinistra non mira a risolvere le differenze e discriminazioni territoriali è tutto tranne che una sinistra credibile. Sono convinto – ha concluso Cuccurese - che per costruire l’alternativa popolare di sinistra, alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisognerebbe finalmente aggiungere anche meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un “razzismo di Stato” che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. A tal fine è giusto ripartire dalla lezione dei grandi meridionalisti”.

 

A conclusione della mattinata di dibattito e approfondimento tutti partecipanti si sono dimostrati concordi nel proseguire l'impegno, ognuno per le proprie responsabilità e competenze, volto a scongiurare l’attuazione di un provvedimento che potrebbe precludere l’unità e le prospettive di progresso dell’intero Paese.






















 





 







 

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