martedì 25 maggio 2021

LEZIONI MERIDIONALI Seminari sul Mezzogiorno d’Italia promossi dal Laboratorio per il Sud






SEGNALIAMO LE ISCRIZIONI SONO APERTE. PER PARTECIPARE AI SEMINARI LEZIONI MERIDIONALI a cura del SUDLAB La riscossa del Sud. Laboratorio permanente
Seminari a cui ci si accede solo con la registrazione. Per poter accedere scrivere mail al seguente indirizzo: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com,
diversamente mandare un messaggio in posta sulla pagina fb https://www.facebook.com/LaboratorioSud
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
-------------------------------------------
Partiranno a breve i tre incontri seminariali on-line, ad iscrizione gratuita, sui nuovi termini della questione meridionale promossi dal Laboratorio per il Sud in collaborazione con Trasform-Italia e col settimanale LEFT.
Saranno trasmessi in diretta su diversi siti web nei prossimi tre sabati: 29 maggio, 5 giugno e 12 giugno, sempre dalle ore 17 alle ore 20.
Il taglio culturale è storico-politico, con una suddivisione cronologica che va dall’avvio del Regno d’Italia ai nostri giorni. Ciascun incontro prevede delle brevi relazioni tematiche di 15 minuti ciascuna, un momento riservato alle domande e al dibattito e poi le conclusioni.
L’intenzione del Laboratorio per il Sud è di costruire un momento partecipato di discussione e non semplicemente una raccolta di comunicazioni scientifiche. Le brevi relazioni avranno, ovviamente, tutto il rigore necessario, e a chi partecipa e a chi ascolta forniranno, pur nella brevità dettata dai tempi, elementi utili di conoscenza.
Tuttavia, la sollecitazione (a relatori e iscritti) è di tener conto del doppio carattere, culturale e politico, dei seminari. Accanto ai temi espliciti delle relazioni, c’è una traccia implicita, e per così dire ‘preliminare’, di interrogativi, che attengono alla ricerca propria del Laboratorio per il Sud. A titolo esemplificativo:
1) lo sguardo metodologicamente incentrato sulla lotta di classe interna al Mezzogiorno (e non sul contrasto tra il Sud e il Centro-Nord dell’Italia) può restituirci elementi di conoscenza maggiore, oppure no?
2) quale peso ha avuto, nel determinare le difficoltà del Mezzogiorno, lo specifico intreccio costruitosi, nella concreta storia ‘dei Sud’ dell’Italia, tra gli elementi che, per semplice comodità discorsiva, potremmo indicare come ‘strutturali’ – i rapporti economici, le modalità di lavoro, le condizioni di materiali di esistenza – e gli elementi che potrebbero dirsi invece (anche qui: per pura comodità di discorso) “sovrastrutturali” - il senso comune, la cultura diffusa, i valori socialmente condivisi?
3) quanto ha influito sulle caratteristiche delle istituzioni e delle classi dirigenti meridionali la presenza, così rilevante nel Mezzogiorno, di mafie e camorre? E quanto ha influito sulle caratteristiche delle classi popolari?
Si tratta, in sostanza, di una iniziativa culturalmente ambiziosa, che vuole evitare di ripetere ciò che già abbondantemente è stato scritto sul Sud e si propone, invece, di rafforzare la spinta verso piani di ricerca e dibattito innovativi. Ed è facile comprendere, in tale ottica, perché siano state previste, diversamente dalla consuetudine, delle relazioni stringate (15 minuti) e dinamiche più distese per il dibattito tra i partecipanti.
Le iscrizioni, allo stato, sono aperte e lo resteranno fino all’ultimo momento utile.
Per iscriversi: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
Qui di seguito il calendario dei Seminari.
LEZIONI MERIDIONALI
Seminari online sul Mezzogiorno d’Italia, promossi dal Laboratorio per il Sud
Incontro di sabato 29 maggio – ore 17
Il periodo liberale del Regno d’Italia dalla proclamazione all’avvento del fascismo
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Loredana Marino
Relazioni
L’inchiesta sul brigantaggio e la consapevolezza, nelle classi dirigenti, dell’esistenza di una “questione meridionale”
(a cura di VALENTINO ROMANO)
La lettura biologista dell’arretratezza del Sud
(a cura di FILOMENA AVAGLIANO)
Le istituzioni e le forme della politica nel Sud del secondo Ottocento
(a cura di ALFONSO CONTE)
Tradizioni e culture nel Sud urbano e nel Sud rurale
(a cura di TULLIA CONTE)
Insorgenze e lotte nel Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento
(a cura di FRANCESCO CARUSO)
----------------------
Incontro di sabato 5 giugno – ore 17
La Questione Meridionale dallo Stato fascista alla Costituzione repubblicana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Roberto Musacchio
Relazioni
Classe e subalternità nelle prospettive meridionaliste
(a cura di GISO AMENDOLA)
Nazionalismo e Fascismo nel Sud dell’immediato dopoguerra
(a cura di SANDRA MARTA)
Il Fascismo, Gramsci e la Questione Meridionale
(a cura di PASQUALE VOZA)
Il movimento operaio e la Questione Meridionale
(a cura di GIOVANNI RUSSO SPENA)
La Resistenza e il Sud
(a cura di ANNA D’ASCENZIO)
----------------------
Incontro di sabato 12 giugno – ore 17
La Questione Meridionale nelle vicende della Repubblica Italiana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Natale Cuccurese
Relazioni
Lotte operaie e lotte contadine nel Sud della prima metà del Novecento
(a cura di CIRO RAIA)
I governi della Prima Repubblica e la Cassa del Mezzogiorno
(a cura di GIUDO D’AGOSTINO)
I movimenti degli anni ’60 e ’70 e il ripensamento della Questione meridionale
(a cura di RINO MALINCONICO)
L’irrisolto dualismo economico italiano: dalla “questione meridionale” alla coesione territoriale al Pnrr
(a cura di SERGIO MAROTTA)
Il Sud nello scenario dell’Unione Europea
(a cura di ELEONORA FORENZA)
Il Mezzogiorno dell’Italia e il capitalismo contemporaneo
(a cura di IMMA BARBAROSSA)

Evento Facebook: https://fb.me/e/GLal3rn8



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SEGNALIAMO LE ISCRIZIONI SONO APERTE. PER PARTECIPARE AI SEMINARI LEZIONI MERIDIONALI a cura del SUDLAB La riscossa del Sud. Laboratorio permanente
Seminari a cui ci si accede solo con la registrazione. Per poter accedere scrivere mail al seguente indirizzo: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com,
diversamente mandare un messaggio in posta sulla pagina fb https://www.facebook.com/LaboratorioSud
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
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Partiranno a breve i tre incontri seminariali on-line, ad iscrizione gratuita, sui nuovi termini della questione meridionale promossi dal Laboratorio per il Sud in collaborazione con Trasform-Italia e col settimanale LEFT.
Saranno trasmessi in diretta su diversi siti web nei prossimi tre sabati: 29 maggio, 5 giugno e 12 giugno, sempre dalle ore 17 alle ore 20.
Il taglio culturale è storico-politico, con una suddivisione cronologica che va dall’avvio del Regno d’Italia ai nostri giorni. Ciascun incontro prevede delle brevi relazioni tematiche di 15 minuti ciascuna, un momento riservato alle domande e al dibattito e poi le conclusioni.
L’intenzione del Laboratorio per il Sud è di costruire un momento partecipato di discussione e non semplicemente una raccolta di comunicazioni scientifiche. Le brevi relazioni avranno, ovviamente, tutto il rigore necessario, e a chi partecipa e a chi ascolta forniranno, pur nella brevità dettata dai tempi, elementi utili di conoscenza.
Tuttavia, la sollecitazione (a relatori e iscritti) è di tener conto del doppio carattere, culturale e politico, dei seminari. Accanto ai temi espliciti delle relazioni, c’è una traccia implicita, e per così dire ‘preliminare’, di interrogativi, che attengono alla ricerca propria del Laboratorio per il Sud. A titolo esemplificativo:
1) lo sguardo metodologicamente incentrato sulla lotta di classe interna al Mezzogiorno (e non sul contrasto tra il Sud e il Centro-Nord dell’Italia) può restituirci elementi di conoscenza maggiore, oppure no?
2) quale peso ha avuto, nel determinare le difficoltà del Mezzogiorno, lo specifico intreccio costruitosi, nella concreta storia ‘dei Sud’ dell’Italia, tra gli elementi che, per semplice comodità discorsiva, potremmo indicare come ‘strutturali’ – i rapporti economici, le modalità di lavoro, le condizioni di materiali di esistenza – e gli elementi che potrebbero dirsi invece (anche qui: per pura comodità di discorso) “sovrastrutturali” - il senso comune, la cultura diffusa, i valori socialmente condivisi?
3) quanto ha influito sulle caratteristiche delle istituzioni e delle classi dirigenti meridionali la presenza, così rilevante nel Mezzogiorno, di mafie e camorre? E quanto ha influito sulle caratteristiche delle classi popolari?
Si tratta, in sostanza, di una iniziativa culturalmente ambiziosa, che vuole evitare di ripetere ciò che già abbondantemente è stato scritto sul Sud e si propone, invece, di rafforzare la spinta verso piani di ricerca e dibattito innovativi. Ed è facile comprendere, in tale ottica, perché siano state previste, diversamente dalla consuetudine, delle relazioni stringate (15 minuti) e dinamiche più distese per il dibattito tra i partecipanti.
Le iscrizioni, allo stato, sono aperte e lo resteranno fino all’ultimo momento utile.
Per iscriversi: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
Qui di seguito il calendario dei Seminari.
LEZIONI MERIDIONALI
Seminari online sul Mezzogiorno d’Italia, promossi dal Laboratorio per il Sud
Incontro di sabato 29 maggio – ore 17
Il periodo liberale del Regno d’Italia dalla proclamazione all’avvento del fascismo
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Loredana Marino
Relazioni
L’inchiesta sul brigantaggio e la consapevolezza, nelle classi dirigenti, dell’esistenza di una “questione meridionale”
(a cura di VALENTINO ROMANO)
La lettura biologista dell’arretratezza del Sud
(a cura di FILOMENA AVAGLIANO)
Le istituzioni e le forme della politica nel Sud del secondo Ottocento
(a cura di ALFONSO CONTE)
Tradizioni e culture nel Sud urbano e nel Sud rurale
(a cura di TULLIA CONTE)
Insorgenze e lotte nel Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento
(a cura di FRANCESCO CARUSO)
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Incontro di sabato 5 giugno – ore 17
La Questione Meridionale dallo Stato fascista alla Costituzione repubblicana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Roberto Musacchio
Relazioni
Classe e subalternità nelle prospettive meridionaliste
(a cura di GISO AMENDOLA)
Nazionalismo e Fascismo nel Sud dell’immediato dopoguerra
(a cura di SANDRA MARTA)
Il Fascismo, Gramsci e la Questione Meridionale
(a cura di PASQUALE VOZA)
Il movimento operaio e la Questione Meridionale
(a cura di GIOVANNI RUSSO SPENA)
La Resistenza e il Sud
(a cura di ANNA D’ASCENZIO)
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Incontro di sabato 12 giugno – ore 17
La Questione Meridionale nelle vicende della Repubblica Italiana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Natale Cuccurese
Relazioni
Lotte operaie e lotte contadine nel Sud della prima metà del Novecento
(a cura di CIRO RAIA)
I governi della Prima Repubblica e la Cassa del Mezzogiorno
(a cura di GIUDO D’AGOSTINO)
I movimenti degli anni ’60 e ’70 e il ripensamento della Questione meridionale
(a cura di RINO MALINCONICO)
L’irrisolto dualismo economico italiano: dalla “questione meridionale” alla coesione territoriale al Pnrr
(a cura di SERGIO MAROTTA)
Il Sud nello scenario dell’Unione Europea
(a cura di ELEONORA FORENZA)
Il Mezzogiorno dell’Italia e il capitalismo contemporaneo
(a cura di IMMA BARBAROSSA)

Evento Facebook: https://fb.me/e/GLal3rn8



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mercoledì 12 maggio 2021

Elezioni Roma 2021 - facciamole alla rovescia

Abbiamo conosciuto amministrazione di CENTROsinistra, abbiamo visto all’opera il centroDESTRA di Alemanno, stiamo subendo il governo dei 5stelle, abbiamo conosciuto decenni di promesse tradite…

Anno dopo anno abbiamo visto scorrere il tempo della decadenza per Roma e del peggioramento verticale della qualità della vita della classe lavoratrice della città. 
Una decadenza che non riguarda tutte e tutti, ma riguarda ora - appunto - le donne sfruttate nel loro lavoro di produzione e riproduzione, i precari licenziati impunemente con la giustificazione della crisi pandemica, l’impoverimento dei lavoratori e delle lavoratrici, una decadenza che riguarda chi rivendica una casa dignitosa dove vivere e il diritto ad un trasporto pubblico utile a chi abita le periferie di questa città. 
Ma questa è anche una città delle mille ricchezze umane, espressa - ad esempio - nei centri antiviolenza autogestiti, nella solidarietà mostrata durante la pandemia, nelle lotte in difesa degli spazi sottratti all’abbandono e alla speculazione, nelle battaglie antirazziste, nelle decine di vertenze in difesa dei territori e contro la speculazione. 
Un mutualismo e un conflitto di classe, troppo spesso in difesa e frammentato. È un pezzo importante di società in questa città che adesso ha necessità di riscatto. 
Intendiamo agire per mettere al servizio delle cittadine e dei cittadini le ricchezze culturali e ambientali di Roma, vogliamo fare di questa città un polo di attrazione della ricerca a servizio delle persone e di un turismo della conoscenza svincolato dalle logiche del profitto e del consumo. Vogliamo costruire una città della cura e della solidarietà. 
Vogliamo costruire una città che ponga al centro l’ambiente e la qualità della vita. Intendiamo agire dalla parte di chi vive lo sfruttamento, di chi vive l’emarginazione, di chi vive l’assenza di opportunità. Intendiamo agire per rompere il ricatto dell’eterno impossibile, quel ricatto del debito di questa città verso le banche, le stesse che vedono in Draghi, sostenuto da Lega, Partito Democratico e 5Stelle, il salvatore della Patria. 
Intendiamo agire per costruire una frattura, un prima e un dopo, e vogliamo farlo alla rovescia, costruendo, sulle risposte ai bisogni inascoltati di questa città, un programma e una proposta elettorale partecipata, antagonista a quella del PD, dei 5Stelle e delle destre. 
Per fare tutto questo abbiamo prima di tutto messo in discussione noi stessi, la nostra frammentazione, i nostri errori. 
Per partecipare alle prossime elezioni al comune di Roma abbiamo iniziato un lavoro comune, che sarà complesso, articolato e non scontato, che necessita di ogni sforzo possibile e impossibile per costruire una idea di città che vogliamo condivisa, popolare e contaminata dalle culture dell’alternatività, con idee e proposte che nascano dal basso, dai luoghi del conflitto e della resistenza, dalle mille energie disperse che pure in questa città continuano ad esprimersi e lavorare sul piano sociale e politico. Vogliamo - dunque - farlo insieme e vogliamo farlo attraverso assemblee pubbliche, con incontri nei territori e praticando collettivamente il conflitto, con un percorso coinvolgente ed aggregante. Una sfida difficile ma entusiasmante, che deve essere animata dall’ambizione di uscire dalla marginalità introdurre nel dibattito cittadino la necessità e la possibilità dell’alternativa. 
Per farlo serve il contributo ed il sostegno di chi in questi anni ha lottato e di chi ha iniziato a farlo ora. 
Il tempo è ADESSO! Noi abbiamo iniziato. 

Partito della Rifondazione Comunista 
Potere al Popolo 
Sinistra Anticapitalista 
Coalizione Sociale Roma 
Partito del Sud 

(adesioni in aggiornamento)



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Abbiamo conosciuto amministrazione di CENTROsinistra, abbiamo visto all’opera il centroDESTRA di Alemanno, stiamo subendo il governo dei 5stelle, abbiamo conosciuto decenni di promesse tradite…

Anno dopo anno abbiamo visto scorrere il tempo della decadenza per Roma e del peggioramento verticale della qualità della vita della classe lavoratrice della città. 
Una decadenza che non riguarda tutte e tutti, ma riguarda ora - appunto - le donne sfruttate nel loro lavoro di produzione e riproduzione, i precari licenziati impunemente con la giustificazione della crisi pandemica, l’impoverimento dei lavoratori e delle lavoratrici, una decadenza che riguarda chi rivendica una casa dignitosa dove vivere e il diritto ad un trasporto pubblico utile a chi abita le periferie di questa città. 
Ma questa è anche una città delle mille ricchezze umane, espressa - ad esempio - nei centri antiviolenza autogestiti, nella solidarietà mostrata durante la pandemia, nelle lotte in difesa degli spazi sottratti all’abbandono e alla speculazione, nelle battaglie antirazziste, nelle decine di vertenze in difesa dei territori e contro la speculazione. 
Un mutualismo e un conflitto di classe, troppo spesso in difesa e frammentato. È un pezzo importante di società in questa città che adesso ha necessità di riscatto. 
Intendiamo agire per mettere al servizio delle cittadine e dei cittadini le ricchezze culturali e ambientali di Roma, vogliamo fare di questa città un polo di attrazione della ricerca a servizio delle persone e di un turismo della conoscenza svincolato dalle logiche del profitto e del consumo. Vogliamo costruire una città della cura e della solidarietà. 
Vogliamo costruire una città che ponga al centro l’ambiente e la qualità della vita. Intendiamo agire dalla parte di chi vive lo sfruttamento, di chi vive l’emarginazione, di chi vive l’assenza di opportunità. Intendiamo agire per rompere il ricatto dell’eterno impossibile, quel ricatto del debito di questa città verso le banche, le stesse che vedono in Draghi, sostenuto da Lega, Partito Democratico e 5Stelle, il salvatore della Patria. 
Intendiamo agire per costruire una frattura, un prima e un dopo, e vogliamo farlo alla rovescia, costruendo, sulle risposte ai bisogni inascoltati di questa città, un programma e una proposta elettorale partecipata, antagonista a quella del PD, dei 5Stelle e delle destre. 
Per fare tutto questo abbiamo prima di tutto messo in discussione noi stessi, la nostra frammentazione, i nostri errori. 
Per partecipare alle prossime elezioni al comune di Roma abbiamo iniziato un lavoro comune, che sarà complesso, articolato e non scontato, che necessita di ogni sforzo possibile e impossibile per costruire una idea di città che vogliamo condivisa, popolare e contaminata dalle culture dell’alternatività, con idee e proposte che nascano dal basso, dai luoghi del conflitto e della resistenza, dalle mille energie disperse che pure in questa città continuano ad esprimersi e lavorare sul piano sociale e politico. Vogliamo - dunque - farlo insieme e vogliamo farlo attraverso assemblee pubbliche, con incontri nei territori e praticando collettivamente il conflitto, con un percorso coinvolgente ed aggregante. Una sfida difficile ma entusiasmante, che deve essere animata dall’ambizione di uscire dalla marginalità introdurre nel dibattito cittadino la necessità e la possibilità dell’alternativa. 
Per farlo serve il contributo ed il sostegno di chi in questi anni ha lottato e di chi ha iniziato a farlo ora. 
Il tempo è ADESSO! Noi abbiamo iniziato. 

Partito della Rifondazione Comunista 
Potere al Popolo 
Sinistra Anticapitalista 
Coalizione Sociale Roma 
Partito del Sud 

(adesioni in aggiornamento)



martedì 4 maggio 2021

Napoli: Abolita via Vittorio Emanuele III, firmatario delle leggi razziali, su proposta del Partito del Sud. Domani la cerimonia.

COMUNICATO STAMPA 

Domani, 5 Maggio 2021, alle ore 11,00 in zona Secondigliano (Napoli) ci sara' la cerimonia della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per l'abolizione del toponimo Corso Vittorio Emanuele III, firmatario delle leggi razziali durante il fascismo, e sostituzione con nuova titolazione a Vincenzo Di Mare, come da richiesta a suo tempo inoltrata e sostenuta dal Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti. 


Proposta deliberata ed effettuata e motivata tramite Andrea Balia, membro del CDN del Partito del Sud (membro e delegato diretto del Sindaco in Commissione). 
La richiesta era per la sostituzione del suddetto toponimo in zona Napoli centro, ma la Sovrintendenza nego' il suo assenso. Il Sindaco rimotivo' la richiesta per ottenere poi questa sostituzione in oggetto in luogo diverso. 

Presenziera' il Sindaco e la Commissione Toponomastica. 
Il Partito del Sud sara' presente con i propri delegati!

Andrea Balia
Partito del Sud Napoli


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COMUNICATO STAMPA 

Domani, 5 Maggio 2021, alle ore 11,00 in zona Secondigliano (Napoli) ci sara' la cerimonia della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per l'abolizione del toponimo Corso Vittorio Emanuele III, firmatario delle leggi razziali durante il fascismo, e sostituzione con nuova titolazione a Vincenzo Di Mare, come da richiesta a suo tempo inoltrata e sostenuta dal Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti. 


Proposta deliberata ed effettuata e motivata tramite Andrea Balia, membro del CDN del Partito del Sud (membro e delegato diretto del Sindaco in Commissione). 
La richiesta era per la sostituzione del suddetto toponimo in zona Napoli centro, ma la Sovrintendenza nego' il suo assenso. Il Sindaco rimotivo' la richiesta per ottenere poi questa sostituzione in oggetto in luogo diverso. 

Presenziera' il Sindaco e la Commissione Toponomastica. 
Il Partito del Sud sara' presente con i propri delegati!

Andrea Balia
Partito del Sud Napoli


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