martedì 31 marzo 2020

C’è chi continua senza posa a gettare benzina sul fuoco sulla divisione tra Nord e Sud


Di Natale Cuccurese

C’è chi continua senza posa a gettare benzina sul fuoco sulla divisione tra Nord e Sud.
#Palermo non c’è stato nessun assalto di manzoniana memoria ai supermercati.
Ad un tentativo di pochi disperati di non pagare alle casse per la mancanza di denaro, si è aggiunto un video che gira sui social e un gruppo su Facebook che invita populisticamente alla “ rivoluzione “, o poco più, il che ha spinto a rafforzare i controlli. Al momento nessun “saccheggio”o “esproprio proletario”.
In un Sud che i governi hanno ridotto allo stremo, con il furto sistematico negli ultimi vent’anni di più di 840 Mld di € a favore del Nord, come certificato da Eurispes, monta però una sorda rabbia.
Il governo dopo i provvedimenti di ieri deve rapidamente intervenire con finanziamenti strutturali capaci di mettere in tranquillità la parte meno protetta della popolazione.
I soldi stanziati sono un utile inizio ma non bastano.
Su questo sarebbe utile prendere esempio dagli Stati Uniti dove sono stati stanziati 2.000 Mld di dollari, con la distribuzione di denaro a pioggia a cittadini e imprese.
Si finanzi un piano sanitario strutturale di uscita dall’emergenza in atto, si facciano affluire finanziamenti cospicui esclusivamente alla sanità pubblica.
A tal fine, viste le titubanze europee, si stampino immediatamente biglietti di stato a corso legale senza debito, che la legge italiana e gli stessi Trattati europei consentono, per mettere in sicurezza la nostra economia, al fine di impedire la definitiva colonizzazione dell’intero Paese da parte delle oligarchie tedesche e nordeuropee che vorrebbero imporci il Mes, a cui seguirebbe inevitabilmente la Troika. Bisogna però provvedere molto rapidamente.
Intanto, come sciacalli, giornali e televisioni danno fra le righe la spiegazione più semplice per possibili disordini al Sud, quella lombrosianamente più comprensibile per un Paese intriso di razzismo e rancore, la solita da decenni: “ i meridionali sono tutti mafiosi”!
Farebbero di tutto pur di negare l’evidente ingiustizia di questo Paese a due velocità, di tutto pur di negare la necessità di qualsiasi intervento redistributivo o la creazione di un RdQ (a Sud come a Nord) per alleviare la sofferenza di masse sempre più numerose, man mano che la “quarantena “ si protrae, di cittadini già ridotti allo stremo da decenni di politiche di austerità volute dai governi da decenni alla guida del Paese, da sempre complici ed esecutori pedissequi dei diktat europei.
L’approdo finale di questa follia da tempo lo abbiamo indicato ed è un progetto eversivo dell’unità nazionale, la secessione, con relativo “anschluss” delle Regioni“virtuose” (coi soldi degli altri) del Nord Italia da parte delle Regioni del Nord Europa. Sarebbe così la definitiva codificazione per legge di cittadini italiani ed europei di serie A e di serie B. Altro che Europa unita.
Si agisca subito!


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Di Natale Cuccurese

C’è chi continua senza posa a gettare benzina sul fuoco sulla divisione tra Nord e Sud.
#Palermo non c’è stato nessun assalto di manzoniana memoria ai supermercati.
Ad un tentativo di pochi disperati di non pagare alle casse per la mancanza di denaro, si è aggiunto un video che gira sui social e un gruppo su Facebook che invita populisticamente alla “ rivoluzione “, o poco più, il che ha spinto a rafforzare i controlli. Al momento nessun “saccheggio”o “esproprio proletario”.
In un Sud che i governi hanno ridotto allo stremo, con il furto sistematico negli ultimi vent’anni di più di 840 Mld di € a favore del Nord, come certificato da Eurispes, monta però una sorda rabbia.
Il governo dopo i provvedimenti di ieri deve rapidamente intervenire con finanziamenti strutturali capaci di mettere in tranquillità la parte meno protetta della popolazione.
I soldi stanziati sono un utile inizio ma non bastano.
Su questo sarebbe utile prendere esempio dagli Stati Uniti dove sono stati stanziati 2.000 Mld di dollari, con la distribuzione di denaro a pioggia a cittadini e imprese.
Si finanzi un piano sanitario strutturale di uscita dall’emergenza in atto, si facciano affluire finanziamenti cospicui esclusivamente alla sanità pubblica.
A tal fine, viste le titubanze europee, si stampino immediatamente biglietti di stato a corso legale senza debito, che la legge italiana e gli stessi Trattati europei consentono, per mettere in sicurezza la nostra economia, al fine di impedire la definitiva colonizzazione dell’intero Paese da parte delle oligarchie tedesche e nordeuropee che vorrebbero imporci il Mes, a cui seguirebbe inevitabilmente la Troika. Bisogna però provvedere molto rapidamente.
Intanto, come sciacalli, giornali e televisioni danno fra le righe la spiegazione più semplice per possibili disordini al Sud, quella lombrosianamente più comprensibile per un Paese intriso di razzismo e rancore, la solita da decenni: “ i meridionali sono tutti mafiosi”!
Farebbero di tutto pur di negare l’evidente ingiustizia di questo Paese a due velocità, di tutto pur di negare la necessità di qualsiasi intervento redistributivo o la creazione di un RdQ (a Sud come a Nord) per alleviare la sofferenza di masse sempre più numerose, man mano che la “quarantena “ si protrae, di cittadini già ridotti allo stremo da decenni di politiche di austerità volute dai governi da decenni alla guida del Paese, da sempre complici ed esecutori pedissequi dei diktat europei.
L’approdo finale di questa follia da tempo lo abbiamo indicato ed è un progetto eversivo dell’unità nazionale, la secessione, con relativo “anschluss” delle Regioni“virtuose” (coi soldi degli altri) del Nord Italia da parte delle Regioni del Nord Europa. Sarebbe così la definitiva codificazione per legge di cittadini italiani ed europei di serie A e di serie B. Altro che Europa unita.
Si agisca subito!


giovedì 26 marzo 2020

IL VERO PROBLEMA : LA SOPRAVVIVENZA ECONOMICA PER LE FAMIGLIE....

di Andrea Balìa

25/03/2020

Come PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI sentiamo il dovere, al di là dell'emergenza di bloccare il CORONAVIRUS che , ovviamente, auspichiamo come tutti avvenga il più celermente possibile, di evidenziare qualcosa che si sta prospettando davvero come un DISASTRO.
Ovvero la situazione economica drammatica in cui sono precipitate (o stanno per farlo) tante famiglie, e singoli, in ispecie al Sud, che già normalmente vivono di lavori precari, giornalieri, talvolta occasionali, non riconosciuti da stipendi fissi, nè in possesso di pensioni e/o retribuzioni garantite. Con l'avvento della dilagante infezione e contagio da virus e le norme restrittive di restare a casa e non potersi muovere la loro situazione sta prendendo gli aspetti d'una vera tragedia. I pochi soldi disponibili e qualche primo escamotage ha tamponato inizialmente la cosa, ma ora si prospetta un vero e proprio disastro...spesso si tratta di nuclei familiari con figli anche piccoli. Dove reperire le risorse per mangiare in primis, a parte altre spese come il fitto o l'acquisto di eventuali medicinali?
Lo Stato, il governo, ha il dovere d'escogitare qualcosa, reperire risorse da destinare a loro per permettere la sopravvivenza. Dove? Stipendi di parlamentari, ministri, spese militari, ecc...da destinare per almeno dai 3 ai 6 prossimi mesi a famiglie e soggetti dopo uno screening di rilevamento.
Leggiamo che in USA anche il cervellotico e sprezzante Trump pare abbia dichiarato che destinerà a breve circa 1200 dollari ad ogni americano. O.K. la nostra economia non è quella americana ma in ogni caso la reperibilità di risorse è un obbligo per aiutare questi nostri fratelli e chiunque non sappia dove sbattere la testa per poter sopravvivere.
Già girano video di mamme e genitori, a dir poco depressi e preoccupati oltre misura!
Non ci meraviglieremmo partano ruberie e/o assalti a viveri in supermercati e negozi di alimenti.
Si parla di patto di stabilità sospeso..ma il rischio che magari per disgrazia domani firmino il Mes allora è davvero la fine, e a virus sparito ricomparirà la Troika e l'Italia diventerà la brutta copia di quello in cui è stata a suo tempo ridotta la Grecia.
Battiamoci per ciò...sollecitiamo il governo a farsi carico di questo dramma che attanaglia tanti italiani, in particolare meridionali!




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di Andrea Balìa

25/03/2020

Come PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI sentiamo il dovere, al di là dell'emergenza di bloccare il CORONAVIRUS che , ovviamente, auspichiamo come tutti avvenga il più celermente possibile, di evidenziare qualcosa che si sta prospettando davvero come un DISASTRO.
Ovvero la situazione economica drammatica in cui sono precipitate (o stanno per farlo) tante famiglie, e singoli, in ispecie al Sud, che già normalmente vivono di lavori precari, giornalieri, talvolta occasionali, non riconosciuti da stipendi fissi, nè in possesso di pensioni e/o retribuzioni garantite. Con l'avvento della dilagante infezione e contagio da virus e le norme restrittive di restare a casa e non potersi muovere la loro situazione sta prendendo gli aspetti d'una vera tragedia. I pochi soldi disponibili e qualche primo escamotage ha tamponato inizialmente la cosa, ma ora si prospetta un vero e proprio disastro...spesso si tratta di nuclei familiari con figli anche piccoli. Dove reperire le risorse per mangiare in primis, a parte altre spese come il fitto o l'acquisto di eventuali medicinali?
Lo Stato, il governo, ha il dovere d'escogitare qualcosa, reperire risorse da destinare a loro per permettere la sopravvivenza. Dove? Stipendi di parlamentari, ministri, spese militari, ecc...da destinare per almeno dai 3 ai 6 prossimi mesi a famiglie e soggetti dopo uno screening di rilevamento.
Leggiamo che in USA anche il cervellotico e sprezzante Trump pare abbia dichiarato che destinerà a breve circa 1200 dollari ad ogni americano. O.K. la nostra economia non è quella americana ma in ogni caso la reperibilità di risorse è un obbligo per aiutare questi nostri fratelli e chiunque non sappia dove sbattere la testa per poter sopravvivere.
Già girano video di mamme e genitori, a dir poco depressi e preoccupati oltre misura!
Non ci meraviglieremmo partano ruberie e/o assalti a viveri in supermercati e negozi di alimenti.
Si parla di patto di stabilità sospeso..ma il rischio che magari per disgrazia domani firmino il Mes allora è davvero la fine, e a virus sparito ricomparirà la Troika e l'Italia diventerà la brutta copia di quello in cui è stata a suo tempo ridotta la Grecia.
Battiamoci per ciò...sollecitiamo il governo a farsi carico di questo dramma che attanaglia tanti italiani, in particolare meridionali!




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lunedì 23 marzo 2020

SCIOPERO GENERALE UNICA RISPOSTA!

Il governo ha ceduto su tutta la linea a Confindustria: privatizzano gli utili e socializzano i rischi di contagio.
Basta una comunicazione al prefetto in cui si dichiara di far parte, anche indirettamente, di una filiera essenziale e non ci sono sanzioni per chi fa autocertificazioni infondate.
È una vergogna e una presa in giro!
Bisogna chiudere ogni attività non essenziale!
Lo sciopero generale è l’unica risposta!
In più non si è pensato a come sostenere, da parte del governo, quei meridionali al nord, casomai con contratti precari, che rimasti senza lavoro non possono resistere privi di mezzi. Bisogna predisporre un aiuto a questi lavoratori, senza che questo sostegno ricada sulle Regioni del Sud già da tempo sottofinanziate. Molti vanno via solo per questo. Si alimenta così il “circolo dei benpensanti” sui media che si scagliano contro questa emigrazione forzata di rientro che rischia di creare nuovi contagi. La colpa di questo, come sempre, è fatta ricadere solo sui meridionali...
[Per chi si trova nella assoluta necessità di tornare, comunque l’invito è quello di autodenunciarsi, non appena rientrati, e mettersi in quarantena volontaria, per il bene proprio, dei propri familiari e della collettività.]


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Il governo ha ceduto su tutta la linea a Confindustria: privatizzano gli utili e socializzano i rischi di contagio.
Basta una comunicazione al prefetto in cui si dichiara di far parte, anche indirettamente, di una filiera essenziale e non ci sono sanzioni per chi fa autocertificazioni infondate.
È una vergogna e una presa in giro!
Bisogna chiudere ogni attività non essenziale!
Lo sciopero generale è l’unica risposta!
In più non si è pensato a come sostenere, da parte del governo, quei meridionali al nord, casomai con contratti precari, che rimasti senza lavoro non possono resistere privi di mezzi. Bisogna predisporre un aiuto a questi lavoratori, senza che questo sostegno ricada sulle Regioni del Sud già da tempo sottofinanziate. Molti vanno via solo per questo. Si alimenta così il “circolo dei benpensanti” sui media che si scagliano contro questa emigrazione forzata di rientro che rischia di creare nuovi contagi. La colpa di questo, come sempre, è fatta ricadere solo sui meridionali...
[Per chi si trova nella assoluta necessità di tornare, comunque l’invito è quello di autodenunciarsi, non appena rientrati, e mettersi in quarantena volontaria, per il bene proprio, dei propri familiari e della collettività.]


domenica 22 marzo 2020

LA SALUTE PRIMA DEL PROFITTO!



comunicato stampa
LA SALUTE PRIMA DEL PROFITTO!
Chiudere subito fabbriche e attività non necessarie.
Ieri notte il premier Conte si è rivolto agli italiani per una comunicazione urgente: ha finalmente annunciato un decreto che chiude le attività non necessarie già da domani, lunedì. Al momento però il testo del decreto non c'è ancora.
“Repubblica” afferma che il tutto potrebbe essere rinviato a mercoledì, come da volontà di Confindustria, che evidentemente ha molto più a cuore gli interessi privati degli imprenditori, rispetto agli interessi della collettività, preoccupata dall’espansione dei contagi e dei morti.
Ricordiamo che i lavoratori costretti a lavorare per la tenuta del paese e costretti al rischio contagio, e che ancora non sanno se domani dovranno essere o meno sul posto di lavoro, non sono sudditi in attesa dei capricci e delle ridicole piroette dei politici.
Se si rimandasse il decreto a mercoledì, e se le chiusure di attività non indispensabili divenissero secondo la volontà di Confindustria una barzelletta, come pare di capire dall’articolo, sarebbe un colpo veramente grosso per la credibilità del governo e della sua indipendenza e metterebbe in evidenza la pochezza e il classismo di una classe dirigente nazionale che rimanda agli anni più bui di questa Repubblica.

Natale Cuccurese
Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


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comunicato stampa
LA SALUTE PRIMA DEL PROFITTO!
Chiudere subito fabbriche e attività non necessarie.
Ieri notte il premier Conte si è rivolto agli italiani per una comunicazione urgente: ha finalmente annunciato un decreto che chiude le attività non necessarie già da domani, lunedì. Al momento però il testo del decreto non c'è ancora.
“Repubblica” afferma che il tutto potrebbe essere rinviato a mercoledì, come da volontà di Confindustria, che evidentemente ha molto più a cuore gli interessi privati degli imprenditori, rispetto agli interessi della collettività, preoccupata dall’espansione dei contagi e dei morti.
Ricordiamo che i lavoratori costretti a lavorare per la tenuta del paese e costretti al rischio contagio, e che ancora non sanno se domani dovranno essere o meno sul posto di lavoro, non sono sudditi in attesa dei capricci e delle ridicole piroette dei politici.
Se si rimandasse il decreto a mercoledì, e se le chiusure di attività non indispensabili divenissero secondo la volontà di Confindustria una barzelletta, come pare di capire dall’articolo, sarebbe un colpo veramente grosso per la credibilità del governo e della sua indipendenza e metterebbe in evidenza la pochezza e il classismo di una classe dirigente nazionale che rimanda agli anni più bui di questa Repubblica.

Natale Cuccurese
Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


sabato 14 marzo 2020

Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale: FONDI UE, NESSUNA RIMODULAZIONE DELLE RISORSE A DANNO DEL SUD! - Firma la petizione!



I fondi UE sono quasi sempre fondi “strutturali”, cioè intendono intervenire su quelle che sono, appunto, le carenze strutturali e innovative di alcune regioni d’Europa, tra cui il Sud Italia. L’emergenza Coronavirus è invece una situazione contingente e sicuramente passeggera, ha quindi bisogno certamente di fondi, ma certamente di fondi in grado di intervenire sulle carenze determinate dal fermo dell’intero Paese in questo periodo lungo o corto che sia. 
Non è una questione di solidarietà, è una questione di lungimiranza, abbiamo una parte del Paese che, finita l’emergenza, potrà riprendere a correre, un’altra parte, il sud, che tornerà ad arrancare.
Proviamo a chiarire:
Il Sole 24 ore ha titolato nei giorni scorsi:”Sui fondi Ue prove di solidarietà dalle regioni del Sud verso il Nord. La rimodulazione delle risorse “.
La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.
Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!


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I fondi UE sono quasi sempre fondi “strutturali”, cioè intendono intervenire su quelle che sono, appunto, le carenze strutturali e innovative di alcune regioni d’Europa, tra cui il Sud Italia. L’emergenza Coronavirus è invece una situazione contingente e sicuramente passeggera, ha quindi bisogno certamente di fondi, ma certamente di fondi in grado di intervenire sulle carenze determinate dal fermo dell’intero Paese in questo periodo lungo o corto che sia. 
Non è una questione di solidarietà, è una questione di lungimiranza, abbiamo una parte del Paese che, finita l’emergenza, potrà riprendere a correre, un’altra parte, il sud, che tornerà ad arrancare.
Proviamo a chiarire:
Il Sole 24 ore ha titolato nei giorni scorsi:”Sui fondi Ue prove di solidarietà dalle regioni del Sud verso il Nord. La rimodulazione delle risorse “.
La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.
Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!


COMUNICATO DELLA SINISTRA CAMPANA (la sinistra vera, basta leggere le firme...)

Queste giornate hanno imposto una moratoria al percorso che ci ha visto impegnati negli ultimi mesi a proposito delle elezioni regionali. Le nostre iniziative politiche e di confronto programmatico per una Campania diversa, non più degradata ed ingiusta come quella che conosciamo, segnano il passo al pari di tutte le attività alle prese col blocco degli spostamenti e degli incontri.
È probabile, del resto, che le stesse elezioni regionali vengano rinviate; e comunque noi riteniamo che un rinvio ad altra data (ovviamente diversa da quella che sarà decisa per il referendum costituzionale) sia ormai necessario; e lo richiediamo formalmente proprio in considerazione dell'attuale sospensione del normale dibattito politico, tutto incentrato adesso, come è giusto che sia, sulle questioni poste dall’epidemia.

Ci permettiamo di evidenziare, tuttavia, come questa stessa emergenza confermi il punto di discrimine decisivo che avevamo posto fin dall'inizio, e cioè la critica a qualsiasi ipotesi di allargare ulteriormente le disparità tra le varie regioni italiane.
L’insegnamento che ci viene da questa drammatica emergenza sanitaria è che la logica dell’autonomia regionale differenziata ci consegnerebbe ancora più inermi alle possibili tragedie del vivere moderno.
Quello che perciò dobbiamo fare è unificare i livelli delle prestazioni sanitarie, ma anche le prestazioni sociali in senso lato, recuperando senza indugio, con un serio impegno nazionale, lo svantaggio che caratterizza le regioni del Sud. I gangli vitali del vivere sociale - dalla sanità all'istruzione alla previdenza - non possono che essere gestiti unitariamente dallo Stato.

Allo stesso modo ci pare evidente che debba essere la mano pubblica a indirizzare l'andamento dell'economia. Siamo ormai al crollo verticale delle ricette liberiste, che hanno favorito per decenni le scorribande senza ostacoli della speculazione finanziaria e commerciale. Ed oggi, finalmente, molti di coloro che applaudivano al liberismo, manifestano dubbi e incertezze.
La verità è che uno scenario nuovo si sta delineando con nettezza davanti a noi, anch’esso, però, denso di rischi per le spinte sempre più forti alle contrapposizioni nazionaliste.
Ma non si può cadere da una disgrazia all'altra. La crisi, e anzi il vero e proprio crollo velocissimo del neoliberismo, potrà essere governata positivamente solo irrobustendo le dinamiche di solidarietà internazionale assieme al riemergere delle vocazioni territoriali. E, soprattutto, con il primato chiaro dei bisogni e dei diritti delle persone sopra l'accumulazione della ricchezza e dei profitti.

Noi utilizzeremo questo periodo di forzata rarefazione dei contatti diretti per ragionare e approfondire i punti di programma, per riflettere ancora più attentamente su cosa possa significare, anche alla luce della lezione drammatica che ci viene dalla pandemia di coronavirus, un “altro mondo possibile”; e come possa tradursi in “un'altra Campania possibile”, dentro un'altra possibile Italia. Sicuri che, appena la situazione lo permetterà, ripiglieremo speditamente il cammino.

Per ora ci stringiamo a tutte e a tutti in un grande abbraccio. Sì, un abbraccio. Perché gli abbracci - che non possiamo dare di persona, ma che diamo virtualmente con uguale intensità - servono davvero per reggere collettivamente le difficoltà di questi giorni.
E per prospettare collettivamente un'uscita positiva dai molti tunnel – il coronavirus è solo l’ultimo – in cui da troppo tempo siamo costretti a vivere.

Napoli, 12 marzo 2020

Cobas Napoli
Partito Comunista Italiano
Partito del Sud
Partito della Rifondazione Comunista
Per la Sinistra per l’Altra Europa





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Queste giornate hanno imposto una moratoria al percorso che ci ha visto impegnati negli ultimi mesi a proposito delle elezioni regionali. Le nostre iniziative politiche e di confronto programmatico per una Campania diversa, non più degradata ed ingiusta come quella che conosciamo, segnano il passo al pari di tutte le attività alle prese col blocco degli spostamenti e degli incontri.
È probabile, del resto, che le stesse elezioni regionali vengano rinviate; e comunque noi riteniamo che un rinvio ad altra data (ovviamente diversa da quella che sarà decisa per il referendum costituzionale) sia ormai necessario; e lo richiediamo formalmente proprio in considerazione dell'attuale sospensione del normale dibattito politico, tutto incentrato adesso, come è giusto che sia, sulle questioni poste dall’epidemia.

Ci permettiamo di evidenziare, tuttavia, come questa stessa emergenza confermi il punto di discrimine decisivo che avevamo posto fin dall'inizio, e cioè la critica a qualsiasi ipotesi di allargare ulteriormente le disparità tra le varie regioni italiane.
L’insegnamento che ci viene da questa drammatica emergenza sanitaria è che la logica dell’autonomia regionale differenziata ci consegnerebbe ancora più inermi alle possibili tragedie del vivere moderno.
Quello che perciò dobbiamo fare è unificare i livelli delle prestazioni sanitarie, ma anche le prestazioni sociali in senso lato, recuperando senza indugio, con un serio impegno nazionale, lo svantaggio che caratterizza le regioni del Sud. I gangli vitali del vivere sociale - dalla sanità all'istruzione alla previdenza - non possono che essere gestiti unitariamente dallo Stato.

Allo stesso modo ci pare evidente che debba essere la mano pubblica a indirizzare l'andamento dell'economia. Siamo ormai al crollo verticale delle ricette liberiste, che hanno favorito per decenni le scorribande senza ostacoli della speculazione finanziaria e commerciale. Ed oggi, finalmente, molti di coloro che applaudivano al liberismo, manifestano dubbi e incertezze.
La verità è che uno scenario nuovo si sta delineando con nettezza davanti a noi, anch’esso, però, denso di rischi per le spinte sempre più forti alle contrapposizioni nazionaliste.
Ma non si può cadere da una disgrazia all'altra. La crisi, e anzi il vero e proprio crollo velocissimo del neoliberismo, potrà essere governata positivamente solo irrobustendo le dinamiche di solidarietà internazionale assieme al riemergere delle vocazioni territoriali. E, soprattutto, con il primato chiaro dei bisogni e dei diritti delle persone sopra l'accumulazione della ricchezza e dei profitti.

Noi utilizzeremo questo periodo di forzata rarefazione dei contatti diretti per ragionare e approfondire i punti di programma, per riflettere ancora più attentamente su cosa possa significare, anche alla luce della lezione drammatica che ci viene dalla pandemia di coronavirus, un “altro mondo possibile”; e come possa tradursi in “un'altra Campania possibile”, dentro un'altra possibile Italia. Sicuri che, appena la situazione lo permetterà, ripiglieremo speditamente il cammino.

Per ora ci stringiamo a tutte e a tutti in un grande abbraccio. Sì, un abbraccio. Perché gli abbracci - che non possiamo dare di persona, ma che diamo virtualmente con uguale intensità - servono davvero per reggere collettivamente le difficoltà di questi giorni.
E per prospettare collettivamente un'uscita positiva dai molti tunnel – il coronavirus è solo l’ultimo – in cui da troppo tempo siamo costretti a vivere.

Napoli, 12 marzo 2020

Cobas Napoli
Partito Comunista Italiano
Partito del Sud
Partito della Rifondazione Comunista
Per la Sinistra per l’Altra Europa





mercoledì 11 marzo 2020

FONDI UE, NESSUNA RIMODULAZIONE DELLE RISORSE A DANNO DEL SUD!




Di Natale Cuccurese

La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato il mese scorso da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.

Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa già a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!
Facciamo sentire in ogni modo la nostra pressione sui rappresentati del Governo e del Parlamento eletti al Sud!

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Di Natale Cuccurese

La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere.
Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato il mese scorso da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare.
Mentre Il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario.
Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute!
Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca.

Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa già a livelli record.
Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale.
La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà...
Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva.
Speriamo solo che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus!
Facciamo sentire in ogni modo la nostra pressione sui rappresentati del Governo e del Parlamento eletti al Sud!

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