sabato 14 marzo 2020

COMUNICATO DELLA SINISTRA CAMPANA (la sinistra vera, basta leggere le firme...)

Queste giornate hanno imposto una moratoria al percorso che ci ha visto impegnati negli ultimi mesi a proposito delle elezioni regionali. Le nostre iniziative politiche e di confronto programmatico per una Campania diversa, non più degradata ed ingiusta come quella che conosciamo, segnano il passo al pari di tutte le attività alle prese col blocco degli spostamenti e degli incontri.
È probabile, del resto, che le stesse elezioni regionali vengano rinviate; e comunque noi riteniamo che un rinvio ad altra data (ovviamente diversa da quella che sarà decisa per il referendum costituzionale) sia ormai necessario; e lo richiediamo formalmente proprio in considerazione dell'attuale sospensione del normale dibattito politico, tutto incentrato adesso, come è giusto che sia, sulle questioni poste dall’epidemia.

Ci permettiamo di evidenziare, tuttavia, come questa stessa emergenza confermi il punto di discrimine decisivo che avevamo posto fin dall'inizio, e cioè la critica a qualsiasi ipotesi di allargare ulteriormente le disparità tra le varie regioni italiane.
L’insegnamento che ci viene da questa drammatica emergenza sanitaria è che la logica dell’autonomia regionale differenziata ci consegnerebbe ancora più inermi alle possibili tragedie del vivere moderno.
Quello che perciò dobbiamo fare è unificare i livelli delle prestazioni sanitarie, ma anche le prestazioni sociali in senso lato, recuperando senza indugio, con un serio impegno nazionale, lo svantaggio che caratterizza le regioni del Sud. I gangli vitali del vivere sociale - dalla sanità all'istruzione alla previdenza - non possono che essere gestiti unitariamente dallo Stato.

Allo stesso modo ci pare evidente che debba essere la mano pubblica a indirizzare l'andamento dell'economia. Siamo ormai al crollo verticale delle ricette liberiste, che hanno favorito per decenni le scorribande senza ostacoli della speculazione finanziaria e commerciale. Ed oggi, finalmente, molti di coloro che applaudivano al liberismo, manifestano dubbi e incertezze.
La verità è che uno scenario nuovo si sta delineando con nettezza davanti a noi, anch’esso, però, denso di rischi per le spinte sempre più forti alle contrapposizioni nazionaliste.
Ma non si può cadere da una disgrazia all'altra. La crisi, e anzi il vero e proprio crollo velocissimo del neoliberismo, potrà essere governata positivamente solo irrobustendo le dinamiche di solidarietà internazionale assieme al riemergere delle vocazioni territoriali. E, soprattutto, con il primato chiaro dei bisogni e dei diritti delle persone sopra l'accumulazione della ricchezza e dei profitti.

Noi utilizzeremo questo periodo di forzata rarefazione dei contatti diretti per ragionare e approfondire i punti di programma, per riflettere ancora più attentamente su cosa possa significare, anche alla luce della lezione drammatica che ci viene dalla pandemia di coronavirus, un “altro mondo possibile”; e come possa tradursi in “un'altra Campania possibile”, dentro un'altra possibile Italia. Sicuri che, appena la situazione lo permetterà, ripiglieremo speditamente il cammino.

Per ora ci stringiamo a tutte e a tutti in un grande abbraccio. Sì, un abbraccio. Perché gli abbracci - che non possiamo dare di persona, ma che diamo virtualmente con uguale intensità - servono davvero per reggere collettivamente le difficoltà di questi giorni.
E per prospettare collettivamente un'uscita positiva dai molti tunnel – il coronavirus è solo l’ultimo – in cui da troppo tempo siamo costretti a vivere.

Napoli, 12 marzo 2020

Cobas Napoli
Partito Comunista Italiano
Partito del Sud
Partito della Rifondazione Comunista
Per la Sinistra per l’Altra Europa





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Queste giornate hanno imposto una moratoria al percorso che ci ha visto impegnati negli ultimi mesi a proposito delle elezioni regionali. Le nostre iniziative politiche e di confronto programmatico per una Campania diversa, non più degradata ed ingiusta come quella che conosciamo, segnano il passo al pari di tutte le attività alle prese col blocco degli spostamenti e degli incontri.
È probabile, del resto, che le stesse elezioni regionali vengano rinviate; e comunque noi riteniamo che un rinvio ad altra data (ovviamente diversa da quella che sarà decisa per il referendum costituzionale) sia ormai necessario; e lo richiediamo formalmente proprio in considerazione dell'attuale sospensione del normale dibattito politico, tutto incentrato adesso, come è giusto che sia, sulle questioni poste dall’epidemia.

Ci permettiamo di evidenziare, tuttavia, come questa stessa emergenza confermi il punto di discrimine decisivo che avevamo posto fin dall'inizio, e cioè la critica a qualsiasi ipotesi di allargare ulteriormente le disparità tra le varie regioni italiane.
L’insegnamento che ci viene da questa drammatica emergenza sanitaria è che la logica dell’autonomia regionale differenziata ci consegnerebbe ancora più inermi alle possibili tragedie del vivere moderno.
Quello che perciò dobbiamo fare è unificare i livelli delle prestazioni sanitarie, ma anche le prestazioni sociali in senso lato, recuperando senza indugio, con un serio impegno nazionale, lo svantaggio che caratterizza le regioni del Sud. I gangli vitali del vivere sociale - dalla sanità all'istruzione alla previdenza - non possono che essere gestiti unitariamente dallo Stato.

Allo stesso modo ci pare evidente che debba essere la mano pubblica a indirizzare l'andamento dell'economia. Siamo ormai al crollo verticale delle ricette liberiste, che hanno favorito per decenni le scorribande senza ostacoli della speculazione finanziaria e commerciale. Ed oggi, finalmente, molti di coloro che applaudivano al liberismo, manifestano dubbi e incertezze.
La verità è che uno scenario nuovo si sta delineando con nettezza davanti a noi, anch’esso, però, denso di rischi per le spinte sempre più forti alle contrapposizioni nazionaliste.
Ma non si può cadere da una disgrazia all'altra. La crisi, e anzi il vero e proprio crollo velocissimo del neoliberismo, potrà essere governata positivamente solo irrobustendo le dinamiche di solidarietà internazionale assieme al riemergere delle vocazioni territoriali. E, soprattutto, con il primato chiaro dei bisogni e dei diritti delle persone sopra l'accumulazione della ricchezza e dei profitti.

Noi utilizzeremo questo periodo di forzata rarefazione dei contatti diretti per ragionare e approfondire i punti di programma, per riflettere ancora più attentamente su cosa possa significare, anche alla luce della lezione drammatica che ci viene dalla pandemia di coronavirus, un “altro mondo possibile”; e come possa tradursi in “un'altra Campania possibile”, dentro un'altra possibile Italia. Sicuri che, appena la situazione lo permetterà, ripiglieremo speditamente il cammino.

Per ora ci stringiamo a tutte e a tutti in un grande abbraccio. Sì, un abbraccio. Perché gli abbracci - che non possiamo dare di persona, ma che diamo virtualmente con uguale intensità - servono davvero per reggere collettivamente le difficoltà di questi giorni.
E per prospettare collettivamente un'uscita positiva dai molti tunnel – il coronavirus è solo l’ultimo – in cui da troppo tempo siamo costretti a vivere.

Napoli, 12 marzo 2020

Cobas Napoli
Partito Comunista Italiano
Partito del Sud
Partito della Rifondazione Comunista
Per la Sinistra per l’Altra Europa





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