venerdì 30 giugno 2017

PROROGATO A TUTTO IL 30 SETTEMBRE IL TERMINE PER I NUOVI TESSERAMENTI 2017 AL PARTITO DEL SUD

Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini per i nuovi Tesseramenti al Partito del Sud  dal 30 Giugno fino a tutto il 30 Settembre 2017. 

E' possibile tesserarsi al Partito del Sud contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la relativa quota sociale stabilita per il 2017.








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Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini per i nuovi Tesseramenti al Partito del Sud  dal 30 Giugno fino a tutto il 30 Settembre 2017. 

E' possibile tesserarsi al Partito del Sud contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la relativa quota sociale stabilita per il 2017.








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lunedì 19 giugno 2017

L’assemblea del 18 giugno al Teatro Brancaccio di Roma e la prospettiva meridionalista in una nuova sinistra.

Dopo aver aderito al bell’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari, ieri come Partito del Sud abbiamo partecipato all'affollata assemblea che si è tenuta al Teatro Brancaccio di Roma.

Una prima evidenza positiva: c’è in questo paese tanta voglia di partecipazione e di una sinistra “vera” , una sinistra unita, lontana dai troppi compromessi al ribasso sui diritti e sul lavoro degli ultimi anni ed anche dai troppi litigi e soliti personalismi che invece purtroppo sono storicamente da sempre presenti nel DNA della politica italiana e in quella di sinistra in particolare….c’erano tantissime persone che non sono nemmeno riuscite ad entrare nel teatro che già alle 10 era strapieno nei suoi oltre 1000 posti ed è stato allestito anche uno spazio con delle casse per permettere di seguire l’assemblea all’esterno per chi non era riuscito ad entrare. Rilevante anche il notevole seguito di parecchie decine di migliaia di persone collegate allo streaming dell’evento.

Particolarmente apprezzato l’intervento iniziale di Montanari sulla necessità di una svolta a sinistra in netta discontinuità con Renzi e con le sue politiche neo-liberiste; di notevole interesse per me anche altri interventi sulla necessità di tornare ad utilizzare la leva fiscale in modo progressivo, come ci dice anche la nostra Costituzione, ed in particolare fa riflettere la citazione che gli scaglioni IRPEF negli anni ’70 erano ben dodici partendo da un 10% (!!!) per i redditi più bassi per arrivare ad oltre il 70%...i governi di centro-sinistra degli ultimi 20 anni sul piano della redistribuzione del reddito e della giustizia fiscale sono stati quindi più di destra dei governi democristiani e del penta-partito della Prima Repubblica!!!
La giustizia sociale e la redistribuzione del reddito, insieme ad un ripristino dei diritti del lavoro ed una difesa dell’ambiente e dei beni comuni, sono stati il leit motiv di tanti interventi, tutti condivisibili specie quando si evocavano i principi fondamentali della Costituzione.
Montanari e altri hanno evidenziato che tra i temi di giustizia sociale c’è sicuramente quello della “questione meridionale” che, dopo essere stata a lungo ignorata, torna ad essere quasi esplosiva; apprezzato anche l’intervento di Maurizio Acerbo, nuovo Segretario di Rifondazione Comunista, che parlando di questione meridionale cita Gramsci…musica per le nostre orecchie!

Tra le cose migliorabili si potevano di certo evitare le contestazioni chiassose a chi ha avuto diritto di parola, come quella al Senatore Gotor di Articolo 1 – MDP , poi se quello che viene proposto non è condivisibile lo si può contestare e fischiare a fine intervento…da migliorare sicuramente anche la gestione degli interventi, anche noi del Partito del Sud siamo stati citati ma non abbiamo avuto la possibilità di fare un nostro piccolo intervento sul palco.

Ovviamente c’è in questa assemblea, e nello spirito polemico e un po’ rissoso che sotto sotto ogni tanto trapelava, lo spettro e l’eterna questione delle alleanze e le possibili sponde, con la differenza netta tra chi contesta Renzi ma non gli chiude del tutto la porta, vedi Pisapia (non è intervenuto ma solo a pronunciare il suo nome ci sono stati molti fischi in sala…) o appunto quelli di Articolo 1 –MDP, e quelli che dicono che un dialogo con chi ha avuto a che fare con Renzi, con queste fallimentari esperienze di centro-sinistra e “terze vie alla Blair” sia impossibile.
Inoltre l’impressione è che la maggior parte dei partecipanti sia, giustamente, stanca dei tatticismi e dei leader che dall’alto scelgono per tutti, piuttosto ci vuole PRIMA un programma nuovo e rivoluzionario capace di tornare ad entusiasmare a sinistra e raccogliere nuove energie e consensi, guidato dai principi fondamentali della Costituzione che abbiamo già difeso nel referendum vittorioso dello scorso dicembre. Solo su un programma di questo tipo si possono POI trovare convergenze, senza nessuna preclusione rispetto a storie passate, ma con la chiarezza che chi ci sta su questo programma non può poi cercare alleanze con l’area neo-liberista, ad esempio con Renzi o con chi vuole dialogare con Renzi, continuando con le logiche iperliberiste da “turbo-capitalismo” degli ultimi governi che, ad esempio con la cancellazione dell’articolo 18 o il continuo innalzamento dell’età per la pensione, hanno finito per delineare una politica perfino più liberista di quella del nefasto governo di centro-destra e leghista di Berlusconi.

Chi oggi avrà il coraggio di concordare una fiscalità più alta per le fasce più ricche e abbassare le tasse solo per i più poveri? Chi avrà il coraggio di proporre una patrimoniale? Chi avrà il coraggio di difendere e rafforzare il welfare, quindi difendere l’istruzione e la sanità pubblica? Chi avrà il coraggio di difendere l’ambiente contro gli interessi delle grandi aziende nazionali e multi-nazionali? Chi avrà il coraggio di colpire la rendita finanziaria e la speculazione?
E chi avrà il coraggio di proporre e concordare un nuovo “Piano Marshall” per il Sud, un territorio devastato economicamente dalla crisi ancor di più del resto del paese e che oramai come ci dice l’ISTAT è a rischio di tsunami demografico?

Per noi del Partito del Sud, dopo aver aderito con entusiasmo, per continuare a lavorare ed impegnarci in questo progetto, quindi, non c’è solo una semplice questione di “presenzialismo”,  c’è da capire se il percorso intrapreso ieri sia effettivamente strutturato e organizzato con comitati locali e programmi concreti dove possiamo dare il nostro apporto ed il nostro contributo meridionalista. Programmi che devono essere non solo di rottura e di inversione di tendenza in generale rispetto alle politiche neo-liberiste di Renzi o del centro-destra o alle fumose e ondivaghe proposte grilline, ma che soprattutto hanno come punto centrale e fondamentale la “questione meridionale”, insomma per noi una vera sinistra in questo paese o è “meridionalista” o non è sinistra.

Una questione meridionale da affrontare con una nuova ricetta per risolverla dopo più di 150 anni, una ricetta “neo-keynesiana” che siamo convinti che possa far ripartire il paese da Sud, invece che continuare con le logiche fallimentari degli ultimi decenni con il Sud fermo ad aspettare la “locomotiva del Nord”, del centro-nord o tedesca che sia. Un programma meridionalista che finalmente tenda a riequilibrare il divario in termini sociali e soprattutto economici, cioè di spesa, di infrastrutture etc etc etc….in pieno accordo ed in piena attuazione dell’articolo 3 comma 2 della nostra bella Costituzione Repubblicana.




Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


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Dopo aver aderito al bell’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari, ieri come Partito del Sud abbiamo partecipato all'affollata assemblea che si è tenuta al Teatro Brancaccio di Roma.

Una prima evidenza positiva: c’è in questo paese tanta voglia di partecipazione e di una sinistra “vera” , una sinistra unita, lontana dai troppi compromessi al ribasso sui diritti e sul lavoro degli ultimi anni ed anche dai troppi litigi e soliti personalismi che invece purtroppo sono storicamente da sempre presenti nel DNA della politica italiana e in quella di sinistra in particolare….c’erano tantissime persone che non sono nemmeno riuscite ad entrare nel teatro che già alle 10 era strapieno nei suoi oltre 1000 posti ed è stato allestito anche uno spazio con delle casse per permettere di seguire l’assemblea all’esterno per chi non era riuscito ad entrare. Rilevante anche il notevole seguito di parecchie decine di migliaia di persone collegate allo streaming dell’evento.

Particolarmente apprezzato l’intervento iniziale di Montanari sulla necessità di una svolta a sinistra in netta discontinuità con Renzi e con le sue politiche neo-liberiste; di notevole interesse per me anche altri interventi sulla necessità di tornare ad utilizzare la leva fiscale in modo progressivo, come ci dice anche la nostra Costituzione, ed in particolare fa riflettere la citazione che gli scaglioni IRPEF negli anni ’70 erano ben dodici partendo da un 10% (!!!) per i redditi più bassi per arrivare ad oltre il 70%...i governi di centro-sinistra degli ultimi 20 anni sul piano della redistribuzione del reddito e della giustizia fiscale sono stati quindi più di destra dei governi democristiani e del penta-partito della Prima Repubblica!!!
La giustizia sociale e la redistribuzione del reddito, insieme ad un ripristino dei diritti del lavoro ed una difesa dell’ambiente e dei beni comuni, sono stati il leit motiv di tanti interventi, tutti condivisibili specie quando si evocavano i principi fondamentali della Costituzione.
Montanari e altri hanno evidenziato che tra i temi di giustizia sociale c’è sicuramente quello della “questione meridionale” che, dopo essere stata a lungo ignorata, torna ad essere quasi esplosiva; apprezzato anche l’intervento di Maurizio Acerbo, nuovo Segretario di Rifondazione Comunista, che parlando di questione meridionale cita Gramsci…musica per le nostre orecchie!

Tra le cose migliorabili si potevano di certo evitare le contestazioni chiassose a chi ha avuto diritto di parola, come quella al Senatore Gotor di Articolo 1 – MDP , poi se quello che viene proposto non è condivisibile lo si può contestare e fischiare a fine intervento…da migliorare sicuramente anche la gestione degli interventi, anche noi del Partito del Sud siamo stati citati ma non abbiamo avuto la possibilità di fare un nostro piccolo intervento sul palco.

Ovviamente c’è in questa assemblea, e nello spirito polemico e un po’ rissoso che sotto sotto ogni tanto trapelava, lo spettro e l’eterna questione delle alleanze e le possibili sponde, con la differenza netta tra chi contesta Renzi ma non gli chiude del tutto la porta, vedi Pisapia (non è intervenuto ma solo a pronunciare il suo nome ci sono stati molti fischi in sala…) o appunto quelli di Articolo 1 –MDP, e quelli che dicono che un dialogo con chi ha avuto a che fare con Renzi, con queste fallimentari esperienze di centro-sinistra e “terze vie alla Blair” sia impossibile.
Inoltre l’impressione è che la maggior parte dei partecipanti sia, giustamente, stanca dei tatticismi e dei leader che dall’alto scelgono per tutti, piuttosto ci vuole PRIMA un programma nuovo e rivoluzionario capace di tornare ad entusiasmare a sinistra e raccogliere nuove energie e consensi, guidato dai principi fondamentali della Costituzione che abbiamo già difeso nel referendum vittorioso dello scorso dicembre. Solo su un programma di questo tipo si possono POI trovare convergenze, senza nessuna preclusione rispetto a storie passate, ma con la chiarezza che chi ci sta su questo programma non può poi cercare alleanze con l’area neo-liberista, ad esempio con Renzi o con chi vuole dialogare con Renzi, continuando con le logiche iperliberiste da “turbo-capitalismo” degli ultimi governi che, ad esempio con la cancellazione dell’articolo 18 o il continuo innalzamento dell’età per la pensione, hanno finito per delineare una politica perfino più liberista di quella del nefasto governo di centro-destra e leghista di Berlusconi.

Chi oggi avrà il coraggio di concordare una fiscalità più alta per le fasce più ricche e abbassare le tasse solo per i più poveri? Chi avrà il coraggio di proporre una patrimoniale? Chi avrà il coraggio di difendere e rafforzare il welfare, quindi difendere l’istruzione e la sanità pubblica? Chi avrà il coraggio di difendere l’ambiente contro gli interessi delle grandi aziende nazionali e multi-nazionali? Chi avrà il coraggio di colpire la rendita finanziaria e la speculazione?
E chi avrà il coraggio di proporre e concordare un nuovo “Piano Marshall” per il Sud, un territorio devastato economicamente dalla crisi ancor di più del resto del paese e che oramai come ci dice l’ISTAT è a rischio di tsunami demografico?

Per noi del Partito del Sud, dopo aver aderito con entusiasmo, per continuare a lavorare ed impegnarci in questo progetto, quindi, non c’è solo una semplice questione di “presenzialismo”,  c’è da capire se il percorso intrapreso ieri sia effettivamente strutturato e organizzato con comitati locali e programmi concreti dove possiamo dare il nostro apporto ed il nostro contributo meridionalista. Programmi che devono essere non solo di rottura e di inversione di tendenza in generale rispetto alle politiche neo-liberiste di Renzi o del centro-destra o alle fumose e ondivaghe proposte grilline, ma che soprattutto hanno come punto centrale e fondamentale la “questione meridionale”, insomma per noi una vera sinistra in questo paese o è “meridionalista” o non è sinistra.

Una questione meridionale da affrontare con una nuova ricetta per risolverla dopo più di 150 anni, una ricetta “neo-keynesiana” che siamo convinti che possa far ripartire il paese da Sud, invece che continuare con le logiche fallimentari degli ultimi decenni con il Sud fermo ad aspettare la “locomotiva del Nord”, del centro-nord o tedesca che sia. Un programma meridionalista che finalmente tenda a riequilibrare il divario in termini sociali e soprattutto economici, cioè di spesa, di infrastrutture etc etc etc….in pieno accordo ed in piena attuazione dell’articolo 3 comma 2 della nostra bella Costituzione Repubblicana.




Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


giovedì 15 giugno 2017

Il Partito del Sud risponde presente all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari e parteciperà all’assemblea di Roma del 18 giugno.




Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, ha deciso di rispondere positivamente all’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari e di partecipare attivamente all’”Assemblea Nazionale - per la democrazia e l’eguaglianza” che si terrà il 18 giugno a Roma presso il teatro Brancaccio.

Da sempre convinti che la chiave di volta per l’Italia sia l’applicazione completa e capillare della nostra Carta Costituzionale, soprattutto nella sua parte dedicata ai “principi” e con una fortissima attenzione all’articolo 3, abbiamo partecipato attivamente ai Comitati Nazionale per il “NO” del referendum del 4 dicembre, realizzando numerose iniziative territoriali, e vedendo in questa iniziativa di Anna e Tommaso la normale prosecuzione di un percorso verso un Paese “più equo e più giusto”. 

Se pensiamo che l’appello del 18 giugno è finalizzato a creare un movimento di popolo che crei un programma attento “alla parte più fragile di questo Paese, ai giovani e meno giovani, a coloro che hanno subito pesantemente la crisi, a chi è scivolato nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive” e se ci aggiungiamo che, quasi sempre, le persone e le fasce deboli del Paese sono ancora più deboli nelle aree geograficamente più disagiate, allora non possiamo che essere con Anna e Tommaso.

Siamo con loro e con tutti coloro che ci “staranno” perché riteniamo che le finalità del meridionalismo progressista e i suoi ideali, da Gramsci, a Dorso, a Salvemini non possono non essere nel DNA di questo nuovo che cammino che andremo, speriamo, a intraprendere domenica. Siamo certi che, se affrontata, la “questione meridionale” diventi un’opportunità per tutto il Paese e che il sud possa essere uno degli attori della ripresa e della giustizia sociale che vorremo attuare.

Anche noi non crediamo alla combinazione di sigle, né alla riproposizione di leader dall’alto, ma ad un processo di partecipazione ampio e soprattutto in un ritorno attivo tra la gente.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Andrea Balìa e Michele Dell’Edera
Vicepresidenti Nazionali del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Enzo Riccio
Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti


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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, ha deciso di rispondere positivamente all’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari e di partecipare attivamente all’”Assemblea Nazionale - per la democrazia e l’eguaglianza” che si terrà il 18 giugno a Roma presso il teatro Brancaccio.

Da sempre convinti che la chiave di volta per l’Italia sia l’applicazione completa e capillare della nostra Carta Costituzionale, soprattutto nella sua parte dedicata ai “principi” e con una fortissima attenzione all’articolo 3, abbiamo partecipato attivamente ai Comitati Nazionale per il “NO” del referendum del 4 dicembre, realizzando numerose iniziative territoriali, e vedendo in questa iniziativa di Anna e Tommaso la normale prosecuzione di un percorso verso un Paese “più equo e più giusto”. 

Se pensiamo che l’appello del 18 giugno è finalizzato a creare un movimento di popolo che crei un programma attento “alla parte più fragile di questo Paese, ai giovani e meno giovani, a coloro che hanno subito pesantemente la crisi, a chi è scivolato nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive” e se ci aggiungiamo che, quasi sempre, le persone e le fasce deboli del Paese sono ancora più deboli nelle aree geograficamente più disagiate, allora non possiamo che essere con Anna e Tommaso.

Siamo con loro e con tutti coloro che ci “staranno” perché riteniamo che le finalità del meridionalismo progressista e i suoi ideali, da Gramsci, a Dorso, a Salvemini non possono non essere nel DNA di questo nuovo che cammino che andremo, speriamo, a intraprendere domenica. Siamo certi che, se affrontata, la “questione meridionale” diventi un’opportunità per tutto il Paese e che il sud possa essere uno degli attori della ripresa e della giustizia sociale che vorremo attuare.

Anche noi non crediamo alla combinazione di sigle, né alla riproposizione di leader dall’alto, ma ad un processo di partecipazione ampio e soprattutto in un ritorno attivo tra la gente.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Andrea Balìa e Michele Dell’Edera
Vicepresidenti Nazionali del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Enzo Riccio
Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti


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