mercoledì 29 giugno 2016

Costituita ufficialmente la Sezione di Barletta del Partito del Sud.

Ieri si è tenuta a Barletta la riunione locale del Partito del Sud alla presenza del Coordinatore regionale del Partito, Michele Dell’Edera. Nel corso di una riunione si è costituita ufficialmente la Sezione di Barletta del Partito del Sud.

Nell’occasione è stata ribadita la necessità di proseguire nel  percorso meridionalista e progressista a Barletta, con un’attenzione particolare a tutte quelle questioni che interessano questo territorio e, più in generale, la Puglia.


Ecco il nuovo organigramma:

- Presidente Ezio Spina
- Segretario Politico - Luigi Cappabianca
- Vice Segretario - Gaetano Basile
- Tesoriere-Alberto Quarto
- Delegato Giovani-Krizia Spina

Al Presidente Ezio Spina e a tutti gli eletti e gli iscritti del Partito del Sud della città l’augurio di buon lavoro da parte del Presidente Nazionale del Partito Natale Cuccurese e del Coordinatore regionale Michele Dell’Edera.

Per info e contatti scrivere pure puglia@partitodelsud.eu




Leggi tutto »
Ieri si è tenuta a Barletta la riunione locale del Partito del Sud alla presenza del Coordinatore regionale del Partito, Michele Dell’Edera. Nel corso di una riunione si è costituita ufficialmente la Sezione di Barletta del Partito del Sud.

Nell’occasione è stata ribadita la necessità di proseguire nel  percorso meridionalista e progressista a Barletta, con un’attenzione particolare a tutte quelle questioni che interessano questo territorio e, più in generale, la Puglia.


Ecco il nuovo organigramma:

- Presidente Ezio Spina
- Segretario Politico - Luigi Cappabianca
- Vice Segretario - Gaetano Basile
- Tesoriere-Alberto Quarto
- Delegato Giovani-Krizia Spina

Al Presidente Ezio Spina e a tutti gli eletti e gli iscritti del Partito del Sud della città l’augurio di buon lavoro da parte del Presidente Nazionale del Partito Natale Cuccurese e del Coordinatore regionale Michele Dell’Edera.

Per info e contatti scrivere pure puglia@partitodelsud.eu




sabato 25 giugno 2016

A Barletta martedì 28 Giugno: Riunione Regionale Puglia - Partito del Sud - Meridionalisti Progressiti

Nell'ambito dell'evento organizzato dal Coordinatore della BAT del Partito del Sud - Ezio Spina dal titolo QUALE FUTURO POLITICO NELLA BAT IN PUGLIA 
nel quale si analizzerà il voto nella provincia alle amministrative e, si porranno le basi per la presenza del Partito in tutta la Regione.
Nel corso dell'evento si terrà la Riunione regionale dei simpatizzanti e dei contatti del Partito del Sud per verificare la possibilità di apertura di sezioni e gruppi nelle città della Regione e si procederà alla impostazione del coordinamento regionale del Partito del Sud.
L'appuntamento è presso la sede di Sant'Antonio a Barletta martedì 28 giugno alle ore19.
Interverranno il Coordinatore Regionale e vicepresidente del Partito del Sud, Michele Dell'Edera e il Coordinatore della BAT Ezio Spina.

La riunione è aperta al pubblico e l'ingresso è libero.
  • Martedì dalle ore 19:00 alle ore 21:00
    Prossima settimana
  • - Barletta - Via Madonna degli Angeli, 10
E' possibile invitare anche propri amici anche via Facebook all'evento https://www.facebook.com/events/1137920482921537/permalink/1137925986254320/


Ordine del Giorno:

Quale il futuro politico della BAT
Presentazione del Partito del Sud - finalità e collocazione politica
Modalità organizzative del Partito: le sezioni, i circoli
La nostra convinzione è che ‪#‎conilsudsiriparte‬
Eventuale tesseramento e creazione sezioni
Coordinamento provvisorio del Partito del Sud in Puglia

Leggi tutto »
Nell'ambito dell'evento organizzato dal Coordinatore della BAT del Partito del Sud - Ezio Spina dal titolo QUALE FUTURO POLITICO NELLA BAT IN PUGLIA 
nel quale si analizzerà il voto nella provincia alle amministrative e, si porranno le basi per la presenza del Partito in tutta la Regione.
Nel corso dell'evento si terrà la Riunione regionale dei simpatizzanti e dei contatti del Partito del Sud per verificare la possibilità di apertura di sezioni e gruppi nelle città della Regione e si procederà alla impostazione del coordinamento regionale del Partito del Sud.
L'appuntamento è presso la sede di Sant'Antonio a Barletta martedì 28 giugno alle ore19.
Interverranno il Coordinatore Regionale e vicepresidente del Partito del Sud, Michele Dell'Edera e il Coordinatore della BAT Ezio Spina.

La riunione è aperta al pubblico e l'ingresso è libero.
  • Martedì dalle ore 19:00 alle ore 21:00
    Prossima settimana
  • - Barletta - Via Madonna degli Angeli, 10
E' possibile invitare anche propri amici anche via Facebook all'evento https://www.facebook.com/events/1137920482921537/permalink/1137925986254320/


Ordine del Giorno:

Quale il futuro politico della BAT
Presentazione del Partito del Sud - finalità e collocazione politica
Modalità organizzative del Partito: le sezioni, i circoli
La nostra convinzione è che ‪#‎conilsudsiriparte‬
Eventuale tesseramento e creazione sezioni
Coordinamento provvisorio del Partito del Sud in Puglia

venerdì 24 giugno 2016

Lo Zapatismo di Napoli....di Enzo Riccio

Da un'intervista ad Enzo Riccio del Direttivo nazionale del PdSUD sul Giornale online pugliese TerlizziNews , nella sua nuova rubrica di spazio meridionalista....


Come nasce questa vittoria e cosa ha di particolare?
E’ la domanda che rivolgiamo ad Enzo Riccio nostro blogger collaboratore della pagina “Noi Meridionali”.
“Beh se i vari sapientoni in tv o sui giornali oltre a provare (spesso inutilmente ma con insistenza) ad infangarla in vari modi, provassero ad ascoltare la città, sarebbe facile capire che a Napoli il Sindaco è amato     da gran parte sia della borghesia che degli strati popolari della città, i motivi?
Perché è onesto, perché ascolta, perché promuove la democrazia dal basso, perché si oppone al dogma neoliberista dell’austerità e della crescita delle diseguaglianze, perché non si inginocchia né va col cappello in mano dai partiti tradizionali del belpaese tutti a guida, interessi e trazione “tosco-padana”, che quindi vogliono continuare a mantenere Napoli a livello di colonia e non al ruolo che le compete di capitale europea, perché ha liberato Napoli dalla monnezza che arrivava ai secondi piani, perché non ha mai fatto accordi con quella zona grigia di mafia, camorra e collusioni.
Insomma i motivi sono davvero tanti, ma si potrebbero sintetizzare in onestà, solidarietà e orgoglio. Ecco quell’orgoglio napoletano che i servi di regime che provano ad interpretare dal di fuori ma non capiranno mai, semplicemente perché non amano questa città, sotto sotto in molti specie tra i principali giornalisti che si vedono sulle TV nazionali non l’hanno mai amata ed hanno sempre preferito speculare e vendere al resto del paese solo la sua parte peggiore, sottolineare le sue ombre e nascondere le sue tante luci.
De Magistris nei quartieri più borghesi di Napoli vince ancora più nettamente di quelli popolari, in più riesce ad avere consenso anche nei quartieri popolari perché espressione di una sinistra popolare e che ascolta, molto diversa da quella “radical chic” che oramai attanaglia il maggior partito di presunta sinistra che è il PD, che ha oramai abbandonato colpevolmente ogni idea di giustizia sociale.
Altra cosa, le accuse di “neoborbonismo”, sempre fatte giocando sui termini senza spiegare e approfondire cosa si intende, un po’ così come piace al giornalismo all’italiana delle etichette, allora diciamo che se per “borbonico” si intende riscoprire e rispettare la nostra vera storia che male c’è?
Finalmente, anche grazie all’impegno di alcuni meridionalisti come noi, è stata sdoganata la questione meridionale che ha le sue radici in un’unità d’Italia fatta male e c’è tutto un filone storico importante da Gramsci a Salvemini che certe cose le ha dette in modo chiaro, non per creare divisioni o mettere in discussione l’unità di ieri e di oggi ma per un futuro diverso da paese realmente unito e non diviso e profondamente diseguale come è oggi.
Paradossale poi infine l’accusa di voler costruire un “leghismo del Sud”, sia De Magistris sia i meridionalisti che lo sostengono sono chiaramente posizionati a sinistra, antifascisti e antirazzisti, quindi ovviamente un progetto politico che si pone giusto agli antipodi della Lega Nord, del lepenismo e di tutti i movimenti europei razzisti e xenofobi. Per la verità se cerca una sponda la cerca per un ruolo nuovo, unendo le città ribelli sul Mediterraneo, per far si che il Sud torni ad essere ponte e faro di culture così come lo è stato in diversi periodi della sua civiltà fin dal tempo della Magna Grecia.
Il vero dato sta nello schiacciante 66% su chi ha votato, vuol dire circa il 23% del totale dei voti dei napoletani e quindi più di 180.000 voti (più di quelli presi già al primo turno), da un lato bisogna riconquistare una parte del voto di astensione e dall’altra fa pensare che chi ne ha meno della metà come il candidato del centro-destra Lettieri, sconfitto per la seconda volta, o peggio ancora il PD napoletano sta messo di certo molto peggio.
E’ ovvio che in un periodo come questo, con forti pulsioni di antipolitica e un tripolarismo che si va delineando ovunque nel belpaese, prendere voti per un non allineato, senza giornali o grandi sponsor economici, come De Magistris è davvero dura ma come si fa a non parlare di trionfo per chi vince al ballottaggio e al secondo mandato col 66% dei voti?
Noi continuiamo a credere in un progetto di Napoli ribelle che si autogoverna e che esce dallo schema colonialista e neo-liberista, un progetto che nelle sue intenzioni possa diffondersi nel resto del Sud della penisola che diventa Sud ribelle trovando altre esperienza amministrative entusiasmanti (che ci sono anche al Sud a dispetto delle solite narrazioni) e magari trova sponde anche in altre città mediterranee come Barcellona (dove il Sindaco Ada Colauha salutato con entusiasmo la vittoria di De Magistris e si è detta pronta a collaborare per una rete di città mediterranee) o Atene, città storicamente legata al Sud Italia.
Un progetto e un “quarto polo” nuovo per costruire un paese e anche un’Europa diversa, aperta, solidale, antirazzista e antifascista, che spezzi le catene dell’austerità e che costruisca una rete di tipo europeo per diminuire le diseguaglianze economiche e sociali tra i territori e tra i cittadini dei singoli territori, disuguaglianze terribili che invece quest’Europa sta producendo. Un movimento che guardi più al benessere dei tanti che a quello dei pochi oggi al vertice di banche, grandi società multinazionali, media, finanza etc.
Un movimento per i meridionalisti progressisti per liquidare definitivamente più di 150 anni di colonialismo subiti dal Sud e per costruire un nuovo modello di società non basata sulle paure e sulle chiusure ma sulla frontiera aperta del Mediterraneo, il Mare Nostrum che diventi di nuovo luogo di scambio, piuttosto che cimitero di disperati o mare da presidiare con navi da guerra”.
“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene si fa così” (Pericle, Discorso agli Ateniesi 431 A.C.)
Leggi tutto »
Da un'intervista ad Enzo Riccio del Direttivo nazionale del PdSUD sul Giornale online pugliese TerlizziNews , nella sua nuova rubrica di spazio meridionalista....


Come nasce questa vittoria e cosa ha di particolare?
E’ la domanda che rivolgiamo ad Enzo Riccio nostro blogger collaboratore della pagina “Noi Meridionali”.
“Beh se i vari sapientoni in tv o sui giornali oltre a provare (spesso inutilmente ma con insistenza) ad infangarla in vari modi, provassero ad ascoltare la città, sarebbe facile capire che a Napoli il Sindaco è amato     da gran parte sia della borghesia che degli strati popolari della città, i motivi?
Perché è onesto, perché ascolta, perché promuove la democrazia dal basso, perché si oppone al dogma neoliberista dell’austerità e della crescita delle diseguaglianze, perché non si inginocchia né va col cappello in mano dai partiti tradizionali del belpaese tutti a guida, interessi e trazione “tosco-padana”, che quindi vogliono continuare a mantenere Napoli a livello di colonia e non al ruolo che le compete di capitale europea, perché ha liberato Napoli dalla monnezza che arrivava ai secondi piani, perché non ha mai fatto accordi con quella zona grigia di mafia, camorra e collusioni.
Insomma i motivi sono davvero tanti, ma si potrebbero sintetizzare in onestà, solidarietà e orgoglio. Ecco quell’orgoglio napoletano che i servi di regime che provano ad interpretare dal di fuori ma non capiranno mai, semplicemente perché non amano questa città, sotto sotto in molti specie tra i principali giornalisti che si vedono sulle TV nazionali non l’hanno mai amata ed hanno sempre preferito speculare e vendere al resto del paese solo la sua parte peggiore, sottolineare le sue ombre e nascondere le sue tante luci.
De Magistris nei quartieri più borghesi di Napoli vince ancora più nettamente di quelli popolari, in più riesce ad avere consenso anche nei quartieri popolari perché espressione di una sinistra popolare e che ascolta, molto diversa da quella “radical chic” che oramai attanaglia il maggior partito di presunta sinistra che è il PD, che ha oramai abbandonato colpevolmente ogni idea di giustizia sociale.
Altra cosa, le accuse di “neoborbonismo”, sempre fatte giocando sui termini senza spiegare e approfondire cosa si intende, un po’ così come piace al giornalismo all’italiana delle etichette, allora diciamo che se per “borbonico” si intende riscoprire e rispettare la nostra vera storia che male c’è?
Finalmente, anche grazie all’impegno di alcuni meridionalisti come noi, è stata sdoganata la questione meridionale che ha le sue radici in un’unità d’Italia fatta male e c’è tutto un filone storico importante da Gramsci a Salvemini che certe cose le ha dette in modo chiaro, non per creare divisioni o mettere in discussione l’unità di ieri e di oggi ma per un futuro diverso da paese realmente unito e non diviso e profondamente diseguale come è oggi.
Paradossale poi infine l’accusa di voler costruire un “leghismo del Sud”, sia De Magistris sia i meridionalisti che lo sostengono sono chiaramente posizionati a sinistra, antifascisti e antirazzisti, quindi ovviamente un progetto politico che si pone giusto agli antipodi della Lega Nord, del lepenismo e di tutti i movimenti europei razzisti e xenofobi. Per la verità se cerca una sponda la cerca per un ruolo nuovo, unendo le città ribelli sul Mediterraneo, per far si che il Sud torni ad essere ponte e faro di culture così come lo è stato in diversi periodi della sua civiltà fin dal tempo della Magna Grecia.
Il vero dato sta nello schiacciante 66% su chi ha votato, vuol dire circa il 23% del totale dei voti dei napoletani e quindi più di 180.000 voti (più di quelli presi già al primo turno), da un lato bisogna riconquistare una parte del voto di astensione e dall’altra fa pensare che chi ne ha meno della metà come il candidato del centro-destra Lettieri, sconfitto per la seconda volta, o peggio ancora il PD napoletano sta messo di certo molto peggio.
E’ ovvio che in un periodo come questo, con forti pulsioni di antipolitica e un tripolarismo che si va delineando ovunque nel belpaese, prendere voti per un non allineato, senza giornali o grandi sponsor economici, come De Magistris è davvero dura ma come si fa a non parlare di trionfo per chi vince al ballottaggio e al secondo mandato col 66% dei voti?
Noi continuiamo a credere in un progetto di Napoli ribelle che si autogoverna e che esce dallo schema colonialista e neo-liberista, un progetto che nelle sue intenzioni possa diffondersi nel resto del Sud della penisola che diventa Sud ribelle trovando altre esperienza amministrative entusiasmanti (che ci sono anche al Sud a dispetto delle solite narrazioni) e magari trova sponde anche in altre città mediterranee come Barcellona (dove il Sindaco Ada Colauha salutato con entusiasmo la vittoria di De Magistris e si è detta pronta a collaborare per una rete di città mediterranee) o Atene, città storicamente legata al Sud Italia.
Un progetto e un “quarto polo” nuovo per costruire un paese e anche un’Europa diversa, aperta, solidale, antirazzista e antifascista, che spezzi le catene dell’austerità e che costruisca una rete di tipo europeo per diminuire le diseguaglianze economiche e sociali tra i territori e tra i cittadini dei singoli territori, disuguaglianze terribili che invece quest’Europa sta producendo. Un movimento che guardi più al benessere dei tanti che a quello dei pochi oggi al vertice di banche, grandi società multinazionali, media, finanza etc.
Un movimento per i meridionalisti progressisti per liquidare definitivamente più di 150 anni di colonialismo subiti dal Sud e per costruire un nuovo modello di società non basata sulle paure e sulle chiusure ma sulla frontiera aperta del Mediterraneo, il Mare Nostrum che diventi di nuovo luogo di scambio, piuttosto che cimitero di disperati o mare da presidiare con navi da guerra”.
“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene si fa così” (Pericle, Discorso agli Ateniesi 431 A.C.)

sabato 18 giugno 2016

111 ANNI FA, IL 18 Giugno 1905, MORIVA IL MIO AVO CARMINE CROCCO...

Ormai da un po’ di anni, in un misto d’orgoglio e tristezza, assolgo al dovere di ricordare che in data odierna di 111 anni fa lasciava la vita terrena nel carcere di Portoferraio il mio avo da ramo materno Carmine Crocco detto il “Donatelli” (e non l’inverso come erroneamente talvolta si dice), forse il capobrigante più famoso per le sue gesta passato alla storia come emblema del brigantaggio, fenomeno di resistenza postunitaria.

Catturato,processato,fu lasciato morire in carcere.
Da piccolo,in famiglia si raccontavano e ricordavano le sue imprese, sottraendole subito però alla curiosità di noi bambini, per un malinteso senso di minorità a parlare di cose tanto delicate, quasi da doverle sottacere. La verità può tardare, avere tempi lunghi, ma inevitabilmente arriva e reclama il conto.

Interessandomi di meridionalismo, da ormai 26 anni ho avuto modo di sapere, approfondire, avere informazioni da mio cugino Giovanni Crocco (stesso nome di mio nonno materno) che ne ha ricavate in quel di Rionero in Vulture (Pz), paesino della Basilicata natìo di Carmine Crocco, dove ricordo infatti mia madre Elisa Crocco con mio padre erano stati ”sfollati” in tempo di guerra, approfittando di residui di parentela.

E’ un’eredità di sicuro portatrice d’un suo peso ma anche di tanta fierezza per ciò che rappresenta : la resistenza indomita del popolo del Sud, all’occupazione, ai soprusi e ad un’unità, magari non discutibile nel suo fine ultimo, ma attuata in modo vessatorio e d’annessione con espropri e delitti e, cosa ancor più insopportabile, occultata nella sua verità storica.

Resta alto e fiero l’insegnamento di resistenza e lotta,quanto mai attuale, alle malefatte verso la nostra terra e la sua gente e l’anelito al riscatto, all’organizzazione, pur se con metodi democratici e pacifici, per la riappropriazione orgogliosa del senso di appartenenza territoriale.

Andrea Balìa
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud



Leggi tutto »
Ormai da un po’ di anni, in un misto d’orgoglio e tristezza, assolgo al dovere di ricordare che in data odierna di 111 anni fa lasciava la vita terrena nel carcere di Portoferraio il mio avo da ramo materno Carmine Crocco detto il “Donatelli” (e non l’inverso come erroneamente talvolta si dice), forse il capobrigante più famoso per le sue gesta passato alla storia come emblema del brigantaggio, fenomeno di resistenza postunitaria.

Catturato,processato,fu lasciato morire in carcere.
Da piccolo,in famiglia si raccontavano e ricordavano le sue imprese, sottraendole subito però alla curiosità di noi bambini, per un malinteso senso di minorità a parlare di cose tanto delicate, quasi da doverle sottacere. La verità può tardare, avere tempi lunghi, ma inevitabilmente arriva e reclama il conto.

Interessandomi di meridionalismo, da ormai 26 anni ho avuto modo di sapere, approfondire, avere informazioni da mio cugino Giovanni Crocco (stesso nome di mio nonno materno) che ne ha ricavate in quel di Rionero in Vulture (Pz), paesino della Basilicata natìo di Carmine Crocco, dove ricordo infatti mia madre Elisa Crocco con mio padre erano stati ”sfollati” in tempo di guerra, approfittando di residui di parentela.

E’ un’eredità di sicuro portatrice d’un suo peso ma anche di tanta fierezza per ciò che rappresenta : la resistenza indomita del popolo del Sud, all’occupazione, ai soprusi e ad un’unità, magari non discutibile nel suo fine ultimo, ma attuata in modo vessatorio e d’annessione con espropri e delitti e, cosa ancor più insopportabile, occultata nella sua verità storica.

Resta alto e fiero l’insegnamento di resistenza e lotta,quanto mai attuale, alle malefatte verso la nostra terra e la sua gente e l’anelito al riscatto, all’organizzazione, pur se con metodi democratici e pacifici, per la riappropriazione orgogliosa del senso di appartenenza territoriale.

Andrea Balìa
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud



venerdì 17 giugno 2016

Ballottaggio… : il ruolo dell’ ”intellighentia”…


Ci siamo. Il 19 Giugno si vota in tante città italiane, tra cui capoluoghi di regione come Roma, Milano, Napoli e Torino, col sistema del ballottaggio tra due candidati per eleggere il sindaco per il prossimo quinquennio. Tutte città importanti ma, a noi, interessa in particolare quello della capitale del Sud, ovvero Napoli. In lizza il sindaco uscente Luigi de Magistris e lo sfidante Gianni Lettieri, così come nel 2011 ma in posizioni invertite. 5 anni fa l’ex magistrato rincorreva da un 27% del primo turno,ora conduce con un 43% contro il 23% del suo competitor. 
Il vantaggio sembrerebbe, scongiuri a parte, accreditarlo d’una vittoria molto probabile. Le ragioni per cui merita rinnovata fiducia sono diverse, ma secondo noi una su tutte : la sua indiscutibile onestà e un’amministrazione non coinvolta,come da ormai italica consuetudine, in scandali o guai giudiziari. A parte le differenti storie personali: da un lato un ex magistrato ed ex parlamentare europeo e dall’altra un’imprenditore, sul cui successo, fortuna e disponibilità economica, aleggiano varie ombre. Campagne elettorali diverse fra loro: fra la gente ed in comizi e concerti megapartecipati il primo,e tra un mare di manifesti (spesso tarocchi e con fotomontaggi molto discutibili), accuse, livore e fotografia della città come se stesse parlando d’un suk arabo (con tutto il rispetto per quei luoghi) il secondo. 
Quella che si può definire “intellighenzia”, ovvero scrittori,intellettuali, ecc..non ha fatto mancare il suo parere. Schierati in modo esplicito i vari Erri De Luca, Maurizio De Giovanni, Marco Travaglio, Dario Fo, Salvatore Borsellino e altri per de Magistris. Sorprendentemente e inspiegabilmente, e anche abbastanza isolatamente, tal Domenico De Masi che già mesi fa s’era lanciato in un improbabile, imprevisto e gratuito ”j’accuse” contro Napoli, il suo cibo, e i napoletani, gente secondo lui inspiegabilmente sopravvalutata per sensibilità, creatività e altro. Sorvoleremmo sull’opportunità e serenità di giudizio  di una persona cui l’età starà facendo un brutto scherzo. Terza specie, fortunatamente minoritaria, tra gli uomini di presunta o vera cultura,quella dei ”senza attributi” o eredi d’un pensiero ed atteggiamento filo democristiano,che oseremmo definire ”paraculite acuta”. Spesso anche estensori d’un revisionismo storico da usare come merce letteraria redditizia,che in questi 5 anni di sindacatura sono stati latitanti senza prendere alcuna posizione di sostegno e che, puntualmente,ricompaiono in periodo preelettorale, ma con frasi e giudizi generici, vicini al niente e per loro poco compromettenti. 
Tant’è…e non resta che attendere poche ore, nella speranza, che tale rimarrà, tra l’altro che la “non dichiarazione di voto” di alcuni movimenti potesse essere almeno suffragata dall’assumersi la responsabilità di dichiarare che per loro un de Magistris vale un Lettieri. Noi del Partito del Sud questo dubbio l’abbiamo sciolto prima del 2011.

Andrea Balìa


.
Leggi tutto »

Ci siamo. Il 19 Giugno si vota in tante città italiane, tra cui capoluoghi di regione come Roma, Milano, Napoli e Torino, col sistema del ballottaggio tra due candidati per eleggere il sindaco per il prossimo quinquennio. Tutte città importanti ma, a noi, interessa in particolare quello della capitale del Sud, ovvero Napoli. In lizza il sindaco uscente Luigi de Magistris e lo sfidante Gianni Lettieri, così come nel 2011 ma in posizioni invertite. 5 anni fa l’ex magistrato rincorreva da un 27% del primo turno,ora conduce con un 43% contro il 23% del suo competitor. 
Il vantaggio sembrerebbe, scongiuri a parte, accreditarlo d’una vittoria molto probabile. Le ragioni per cui merita rinnovata fiducia sono diverse, ma secondo noi una su tutte : la sua indiscutibile onestà e un’amministrazione non coinvolta,come da ormai italica consuetudine, in scandali o guai giudiziari. A parte le differenti storie personali: da un lato un ex magistrato ed ex parlamentare europeo e dall’altra un’imprenditore, sul cui successo, fortuna e disponibilità economica, aleggiano varie ombre. Campagne elettorali diverse fra loro: fra la gente ed in comizi e concerti megapartecipati il primo,e tra un mare di manifesti (spesso tarocchi e con fotomontaggi molto discutibili), accuse, livore e fotografia della città come se stesse parlando d’un suk arabo (con tutto il rispetto per quei luoghi) il secondo. 
Quella che si può definire “intellighenzia”, ovvero scrittori,intellettuali, ecc..non ha fatto mancare il suo parere. Schierati in modo esplicito i vari Erri De Luca, Maurizio De Giovanni, Marco Travaglio, Dario Fo, Salvatore Borsellino e altri per de Magistris. Sorprendentemente e inspiegabilmente, e anche abbastanza isolatamente, tal Domenico De Masi che già mesi fa s’era lanciato in un improbabile, imprevisto e gratuito ”j’accuse” contro Napoli, il suo cibo, e i napoletani, gente secondo lui inspiegabilmente sopravvalutata per sensibilità, creatività e altro. Sorvoleremmo sull’opportunità e serenità di giudizio  di una persona cui l’età starà facendo un brutto scherzo. Terza specie, fortunatamente minoritaria, tra gli uomini di presunta o vera cultura,quella dei ”senza attributi” o eredi d’un pensiero ed atteggiamento filo democristiano,che oseremmo definire ”paraculite acuta”. Spesso anche estensori d’un revisionismo storico da usare come merce letteraria redditizia,che in questi 5 anni di sindacatura sono stati latitanti senza prendere alcuna posizione di sostegno e che, puntualmente,ricompaiono in periodo preelettorale, ma con frasi e giudizi generici, vicini al niente e per loro poco compromettenti. 
Tant’è…e non resta che attendere poche ore, nella speranza, che tale rimarrà, tra l’altro che la “non dichiarazione di voto” di alcuni movimenti potesse essere almeno suffragata dall’assumersi la responsabilità di dichiarare che per loro un de Magistris vale un Lettieri. Noi del Partito del Sud questo dubbio l’abbiamo sciolto prima del 2011.

Andrea Balìa


.

sabato 11 giugno 2016

A VICENZA UNA PIAZZA INTITOLATA ALLA CITTA' DI PONTELANDOLFO

A VICENZA UNA PIAZZA INTITOLATA ALLA CITTA' DI PONTELANDOLFO

PRESENTE ALL'EVENTO UNA DELEGAZIONE DELLA SEZIONE DI VICENZA DEL PARTITO DEL SUD CHE NELLA PERSONA DI FILIPPO ROMEO, PRESENTE, COME INDIPENDENTE, NELLA LISTA VARIATI ALLE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI VICENZA, HA CALDEGGIATO E PERORARATO LE NOSTRE IDEE MERIDIONALISTE PROGRESSISTE-GRAMSCIANE E NATURALMENTE QUESTA INIZIATIVA.



Le celebrazioni per l'Unità d'Italia, avvenute nel 2011, sono state un momento importante anche per ricordare verità storiche e pagine non degne del processo unitario e restituire onore e giustizia a miglia di vittime innocenti. 
Si è iniziato a cogliere finalmente l'occasione per analizzare con onestà e serenità il complesso svolgimento del processo di unificazione del Paese, ribadendone il carattere sostanzialmente progressivo ma anche cercando di riconoscerne gli errori e i limiti che hanno comportato gravi sofferenze per molti degli italiani stessi. 
Seppur in ritardo, è necessario, per poter dire che l’unità sia pienamente realizzata, affrontare questa e altre ferite aperte, nella convinzione che la verità, e non la rimozione, sia la terapia migliore per lenire le lacerazioni del passato per superarle nei valori della modernità democratica consolidata dalla Costituzione Repubblicana del 1948. Mai come in questo caso è necessario ribadire che la verità rafforza l’unità. Come affermato in cerimonie diverse anche dai Sindaci di Gaeta e Reggio Emilia durante la consegna del primo tricolore alla città di Pontelandolfo.

In questo quadro, per noi meridionalisti progressisti, ma direi per tutti i cittadini di questo paese, è stato particolarmente significativo il gesto compiuto dal Sindaco Variati che si è recato il 15 agosto 2011 a Pontelandolfo, una delle città martiri del sud, a chiedere scusa per il massacro colà perpetrato nel 1861 da una colonna piemontese al comando di un colonnello originario della città berica; impegnandosi pubblicamente ad intitolare, come tangibile segno di riconciliazione, una via di Vicenza alla città di Pontelandolfo. 

L'eccidio di Pontelandolfo, compiuto da una colonna di 400 bersaglieri il 14 agosto del 1861, è tra le pagine più oscure del Risorgimento. La vicenda si inquadra nell'anno più caldo del cosiddetto brigantaggio post-unitario. 
L'11 agosto 1861, 41 dei 44 soldati al comando furono uccisi da uomini della banda Giordano nei pressi di Pontelandolfo, una zona dove da giorni erano in corso azioni di resistenza ad opera di bande di ex soldati borbonici. 
Dopo la morte dei 41 soldati, fu comandata un'azione di rappresaglia militare a Pontelandolfo e Casalduni. Il luogotenente Enrico Cialdini, disse che di Pontelandolfo non doveva rimanere più pietra su pietra. L'azione militare fu spietata, la colonna di soldati distrusse l'intero paese radendolo al suolo, uccidendo un migliaio di persone innocenti, fra cui donne, bambini, anziani. E’da quel lontano giorno del 1861 che Pontelandolfo attendeva che venisse riconosciuto il massacro.

Sabato 11 Giugno 2016 il Sindaco Variati inaugurando Piazza Pontelandolfo a Vicenza ha mantenuto fede alla parola data quel 15 agosto del 2011.
Oggi è una giornata di festa per noi Meridionalisti Progressisti del Partito del Sud, che abbiamo partecipato a questa cerimonia, e per tutti gli uomini liberi di questo paese.  Dopo tante incomprensioni da oggi Pontelandolfo e Vicenza sono più vicine all’insegna dell’onestà intellettuale e della verità storica. Complimenti Sindaco Variati e Sindaco Rinaldi, grazie!

Filippo Romeo
Coord. Regionale Veneto del PdelSUD











IL SINDACO RINALDI DI PONTELANDOLFO CON FILIPPO ROMEO COORD. PdSUD




FILIPPO ROMEO CON IL SINDACO DI VICENZA ACHILLE VARIATI E IL SINDACO DI PONTELANDOLFO RINALDI

Leggi tutto »

A VICENZA UNA PIAZZA INTITOLATA ALLA CITTA' DI PONTELANDOLFO

PRESENTE ALL'EVENTO UNA DELEGAZIONE DELLA SEZIONE DI VICENZA DEL PARTITO DEL SUD CHE NELLA PERSONA DI FILIPPO ROMEO, PRESENTE, COME INDIPENDENTE, NELLA LISTA VARIATI ALLE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI VICENZA, HA CALDEGGIATO E PERORARATO LE NOSTRE IDEE MERIDIONALISTE PROGRESSISTE-GRAMSCIANE E NATURALMENTE QUESTA INIZIATIVA.



Le celebrazioni per l'Unità d'Italia, avvenute nel 2011, sono state un momento importante anche per ricordare verità storiche e pagine non degne del processo unitario e restituire onore e giustizia a miglia di vittime innocenti. 
Si è iniziato a cogliere finalmente l'occasione per analizzare con onestà e serenità il complesso svolgimento del processo di unificazione del Paese, ribadendone il carattere sostanzialmente progressivo ma anche cercando di riconoscerne gli errori e i limiti che hanno comportato gravi sofferenze per molti degli italiani stessi. 
Seppur in ritardo, è necessario, per poter dire che l’unità sia pienamente realizzata, affrontare questa e altre ferite aperte, nella convinzione che la verità, e non la rimozione, sia la terapia migliore per lenire le lacerazioni del passato per superarle nei valori della modernità democratica consolidata dalla Costituzione Repubblicana del 1948. Mai come in questo caso è necessario ribadire che la verità rafforza l’unità. Come affermato in cerimonie diverse anche dai Sindaci di Gaeta e Reggio Emilia durante la consegna del primo tricolore alla città di Pontelandolfo.

In questo quadro, per noi meridionalisti progressisti, ma direi per tutti i cittadini di questo paese, è stato particolarmente significativo il gesto compiuto dal Sindaco Variati che si è recato il 15 agosto 2011 a Pontelandolfo, una delle città martiri del sud, a chiedere scusa per il massacro colà perpetrato nel 1861 da una colonna piemontese al comando di un colonnello originario della città berica; impegnandosi pubblicamente ad intitolare, come tangibile segno di riconciliazione, una via di Vicenza alla città di Pontelandolfo. 

L'eccidio di Pontelandolfo, compiuto da una colonna di 400 bersaglieri il 14 agosto del 1861, è tra le pagine più oscure del Risorgimento. La vicenda si inquadra nell'anno più caldo del cosiddetto brigantaggio post-unitario. 
L'11 agosto 1861, 41 dei 44 soldati al comando furono uccisi da uomini della banda Giordano nei pressi di Pontelandolfo, una zona dove da giorni erano in corso azioni di resistenza ad opera di bande di ex soldati borbonici. 
Dopo la morte dei 41 soldati, fu comandata un'azione di rappresaglia militare a Pontelandolfo e Casalduni. Il luogotenente Enrico Cialdini, disse che di Pontelandolfo non doveva rimanere più pietra su pietra. L'azione militare fu spietata, la colonna di soldati distrusse l'intero paese radendolo al suolo, uccidendo un migliaio di persone innocenti, fra cui donne, bambini, anziani. E’da quel lontano giorno del 1861 che Pontelandolfo attendeva che venisse riconosciuto il massacro.

Sabato 11 Giugno 2016 il Sindaco Variati inaugurando Piazza Pontelandolfo a Vicenza ha mantenuto fede alla parola data quel 15 agosto del 2011.
Oggi è una giornata di festa per noi Meridionalisti Progressisti del Partito del Sud, che abbiamo partecipato a questa cerimonia, e per tutti gli uomini liberi di questo paese.  Dopo tante incomprensioni da oggi Pontelandolfo e Vicenza sono più vicine all’insegna dell’onestà intellettuale e della verità storica. Complimenti Sindaco Variati e Sindaco Rinaldi, grazie!

Filippo Romeo
Coord. Regionale Veneto del PdelSUD











IL SINDACO RINALDI DI PONTELANDOLFO CON FILIPPO ROMEO COORD. PdSUD




FILIPPO ROMEO CON IL SINDACO DI VICENZA ACHILLE VARIATI E IL SINDACO DI PONTELANDOLFO RINALDI

martedì 7 giugno 2016

AVANTI CON LE IDEE MERIDIONALISTE PROGRESSISTE!!

Di Natale Cuccurese
Si chiude anche questa tornata elettorale con alcuni dati incontrovertibili, impossibili da negare, ad esempio l'altissima percentuale di astenuti, segno di una disaffezione sempre più evidente verso larga parte di questa classe politica nazionale.
Dati che impongono serie riflessioni sulla necessità reale della presenza di un meridionalismo progressista che possa costituire una alternativa, non velleitaria e credibile, all'attuale sistema per intercettare il voto dei delusi in tutta Italia tramite proposte concrete che soddisfino le reali esigenze dei cittadini, un meridionalismo in chiave zapatista che non può non partire da Napoli grazie all’azione e ai rapporti costruiti in anni di collaborazione e "contaminazione" con Luigi de Magistris, e che serva a spazzar via finalmente le concrezioni della vecchia politica.
A tal fine si dimostra sempre più vano il pensare di creare consenso solo con continue "sparate" e polemiche sul web, in altre parole un “grillismo” sudista senza Grillo, pensando poi che i voti, il sostegno vengano di conseguenza. Importante il web, ma certo non decisivo come andiamo ripetendo già da alcuni anni, serve la costruzione di una fitta rete di rapporti territoriali, sia con soggetti politici corrispondenti, sia continuando, nel nostro caso, collaborazioni con associazioni, movimenti e comitati civici territoriali con cui fare rete e ricercare percorsi sinergici comuni per costruire una unità d'intenti nel sociale e nel politico.
In queste elezioni regionali il Partito del Sud era in campo in tre diversi territori : la Campania, il Lazio e la Puglia, dove il nostro Partito ha adottato diverse strategie ma sempre coerentemente nell’ottica del nostro pensiero e credo politico, nonché dei rapporti privilegiati costruiti in questi anni con persone capaci e oneste. Ed il tutto, ricordiamolo sempre, senza finanziatori occulti o passati rimborsi elettorali come i partiti tradizionali, ma con i pochi mezzi disponibili di auto-finanziamento, generosamente e faticosamente sostenuto in primis dai candidati alle singole competizioni elettorali.
Ottimo ancora una volta il comportamento a queste elezioni del nostro Partito sui territori, dei dirigenti, dei candidati, dei militanti, dei tanti sostenitori che ringraziamo tutti indistintamente per l'ulteriore passo in avanti fatto fare al Partito in termini di visibilità, esperienza, conoscenza, condivisione e organizzazione. Un doveroso ringraziamento agli elettori che hanno dato fiducia ai nostri candidati e alla nostra lista a Napoli, ai nostri rappresentanti a Castelforte e Torremaggiore in corsa con due liste civiche.
Stilando comunque un breve resoconto possiamo dire che ottime sono le notizie che da Castelforte (LT) dove il nostro Coordinatore regionale Antonio Rosato è stato eletto consigliere comunale con un ottimo risultato in termine di preferenze. A lui i miei complimenti personali e quelli di tutto il Partito. Il Partito del Sud si conferma così ancora una volta un Partito a visione nazionale e non solo “napolicentrico”, realmente presente nella penisola a sud come a nord, con uomini , eletti, sezioni e rapporti politici locali, cercando di partire dai piccoli comuni per radicarsi su quei territori, come speriamo che ora accada in Alta Terra di Lavoro.
A Torremaggiore ( FG) un buon risultato per Filomena Ercolino nella Lista civica “Rinascita Cittadina” che arriva al 3,9 % nella coalizione che raggiunge il 16,72% . Un plauso enorme anche se non ce l'ha fatta. Un ringraziamento anche al nostro Coord. Regionale Michele Dell'Edera che ha ottimamente coordinato la campagna elettorale.
Anche in Campania il nostro Partito consolida il voto del 2011, quando già, unici meridionalisti e per questo per anni velenosamente criticati da alcuni, eravamo presenti con la nostra lista a sostegno di Luigi de Magistris , passando dai 1294 agli attuali 1796 voti cioè 500 voti in più. Con una percentuale vicina allo 0,5%.
Un grande ringraziamento a tutti i nostri candidati , dirigenti e militanti sul territorio visto anche le peripezie che abbiamo vissuto con la ingiusta ricusazione della lista che ci ha frenato per due settimane, ma non ha minato unità e coesione fra i candidati.
Una lista composta da persone perbene, senza presenze strumentali portatrici di voti ma anche di pensieri politici distanti anni luce dalla visione progressista nostra e del Sindaco.
Un plauso e un grazie al nostro capolista, l’Avv. Vincenzo Emilio, che oltre a dare un importante contributo nella “fase giudiziaria di ricusazione della lista”, ha ottenuto un grande risultato personale in termini di preferenze. Preferenze personali, non pilotate dalla lista, che lo mettono davanti a tanti capolista di altri partiti anche al di fuori della nostra coalizione. Complimenti Vincenzo!
Certo ci si poteva aspettare di più, c’è un po’ di delusione in alcuni, ma considerando che questa volta, seguendo nel corso dell’ultimo anno le nostre orme c’erano anche altre due “liste meridionaliste” nella nostra stessa coalizione il risultato non è disprezzabile, seppur sotto l’auspicabile. Inoltre analizzando nel dettaglio, e considerando l'alto numero di liste e candidati sindaci ben superiori rispetto al 2011, vediamo che in una classifica globale delle liste i nostri voti sono superiori ai voti avuti da ben 5 candidati sindaco e da ben 8 liste fra cui socialisti e liberali, Partiti con ben altre strutture e mezzi disponibili per la campagna elettorale.
A tal proposito stiamo leggendo considerazioni a nostro avviso poco condivisibili, in tutto o in parte, intorno al voto meridionalista a Napoli. Considerazioni che evidenziano poco il contributo singolo e globale meridionalista al risultato della coalizione di Luigi de Magistris, visto che la sommatoria totale dei voti meridionalisti, che assommano a 6.833 voti complessivi, porta il totale dei voti del "fronte meridionalista" alla sesta posizione di coalizione, un dato non certo disprezzabile nel complesso e non sottovalutabile da nessuno.
A tal proposito poi ricordiamo ad alcuni analisti, che il “tafazzismo” non fa altro che allontanare i giovani dalle nostre posizioni, creare zizzania e mettere tutto e tutti in ridicolo, così come ogni iniziativa e partecipazione. Meglio ribadire l'evidenza che de Magistris sta facendo sempre più sue alcune tematiche meridionaliste progressiste, alcune delle quali sottoposte in questi anni alla sua attenzione proprio dal nostro Partito, data la vicinanza, e che notiamo con immenso piacere fatte proprie dal Sindaco o rielaborate nel corso degli anni. Alcune di queste tematiche, proposte in chiave zapatista dal Sindaco, sono tra le quelle di maggiore presa anche a livello nazionale. In altre parole le idee meridionaliste, aggiornate all'attualità, non sono mai state così vive.
Un anno fa scriveva Andrea Balia sul nostro sito nazionale:
“Luigi de Magistris, nella sua prefazione al libro prodotto dal Partito del Sud “Con il Sud si riparte” dichiara “ Il futuro? In fondo a sinistra. Cioè, scommettendo sul Mezzogiorno, ed implementando politiche progressiste che puntino all’equità e agli investimenti sul capitale umano e fisico…..Dall’attuale crisi, infatti, se ne esce con un nuovo meridionalismo progressista..il Sud deve rilanciare un suo progetto autonomo e credibile…Responsabile ed etìco. E’ il momento di rilanciare una battaglia politica e delle idee e, per fare questo,serve il meridionalismo e serve un piccolo e coraggioso partito come il PdelSUD!”
Ma nell’accezione comune e per un ”sudismo” unanimista e cialtrone lui è un sognatore, e noi assieme a lui dei pericolosi ”comunisti” settari, a fronte della teoria perdurante di un Sud staccato e al di sopra da riferimenti di valori politici in un’improponibile ammucchiata includente tutto e il contrario di tutto.”
Ora capiremo nei prossimi mesi, vista la recente convergenza di altre liste meridionaliste su de Magistris, se questa è stata solo una operazione elettorale o se la conversione ad un meridionalismo di stampo progressista, come da sempre il nostro , è reale e condivisa come auspichiamo. Questo a maggior ragione visto anche il progetto nazionale annunciato da de Magistris, un progetto che sarà anche “mille colori” come detto dal Sindaco, ma che troverà inevitabilmente, dato anche l’ingresso in coalizione di Comitati popolari napoletani e dato il quadro politico nazionale, una probabile e naturale collocazione a sinistra come da lui scritto un anno fa.
A tal proposito sottolineiamo come l’unico Partito che nei fatti ha presentato una collaborazione meridionalista a queste elezioni, fra soggetti che operano da anni nel mondo meridionalista, è stato il nostro su Napoli.
In lista avevamo infatti due candidati indipendenti dei Comitati Due Sicilie, Assunta Cafiero e Luca Longo. L’esperienza per noi è stata più che positiva ed oltremodo stimolante, sia per l' ottima qualità dei due candidati sia per le sinergie create. Con Fiore Marro, Presidente nazionale dei CDS, c’è in atto già da qualche anno un avvicinamento, è stato infatti gradito ospite ai nostri due ultimi congressi nazionali, altrettanto ha fatto Andrea Balia portando un saluto al loro ultimo congresso. Inevitabilmente con le tesi dei CDS ci sono delle differenze su alcuni temi, ma abbiamo cercato in questi anni di privilegiare i motivi di consonanza anziché quelli di divisione, rispettando reciprocamente in questo caso le diverse vedute, mai polemizzando o interferendo con l’altrui visione o strategia, tantomeno insultando a livello personale o manipolando. Una esperienza oltremodo positiva in una visione collaborativa che auspichiamo prosegua nel reciproco interesse.
Questa potrebbe essere una strada di collaborazione proponibile, nel rispetto reciproco delle differenti visioni. Ovviamente collaborazioni e reciproche sinergie, sempre nel rispetto delle reciproche differenze di idee e vedute, ma necessariamente intraprese fra i paletti del meridionalismo progressista, solidale e antifascista. Collaborazioni da valutare con il nostro Direttivo nazionale ed insieme alla nostra base, nel rispetto della democrazia interna e le regole del nostro movimento.
Riteniamo quindi che le idee meridionaliste non siano mai state così attuali, come dimostra anche l’esperienza de Magistris, bisogna solo perseverare e trovare strumenti di condivisione nel reciproco interesse, se, dove e con chi è possibile. Inutile poi rimarcare come l’organizzazione, abbia un costo anche in termini di tempo e di lavoro, così come una campagna elettorale e una struttura permanente territoriale. Collegarsi ad esperienze come quella di De Magistris è fondamentale per uno sviluppo realizzabile sui territori.
Ora si tratta solo di proseguire il cammino intrapreso, continuare la costruzione del Partito sui territori, l’apertura di nuove Sezioni, la diffusione delle nostre iniziative, la preparazione del prossimo ballottaggio in sostegno a de Magistris a Napoli, senza disperdere l’entusiasmo che persiste dopo l’esperienza elettorale, soprattutto in quei giovani che si sono avvicinati al Partito. In altre parole lavorare, come sempre concretamente e con coerenza, sui territori fra la gente per rafforzare sempre più il nostro Partito e diffonderne il messaggio.
Partito che, come dimostra anche l'ultima elezione di Antonio Rosato, può realmente rappresentare su scala nazionale, anche al nord, dove risiedono 13 milioni di meridionali e dove operiamo da anni con presenze anche elettorali, le necessità di un Sud a schiena dritta che non solo non si arrende ma resiste. Infine siamo certi che l'elezione auspicabile di Luigi de Magistris al prossimo ballottaggio porterà un enorme beneficio a favore non solo di Napoli ma di tutto il Sud e tutto il paese. Sosteniamo Luigi de Magistris al ballottaggio come sempre con tutte le nostre forze, è una battaglia decisiva!!
Da Napoli grazie a de Magistris si alza finalmente quel vento di riscatto e di speranza che attendavamo da tempo, ora non resta che proseguire sulla strada intrapresa con la concretezza ed il pragmatismo che da sempre contraddistinguono l'operato del Partito del Sud, le cui scelte si confermano ancora una volta corrette e vincenti.


Leggi tutto »
Di Natale Cuccurese
Si chiude anche questa tornata elettorale con alcuni dati incontrovertibili, impossibili da negare, ad esempio l'altissima percentuale di astenuti, segno di una disaffezione sempre più evidente verso larga parte di questa classe politica nazionale.
Dati che impongono serie riflessioni sulla necessità reale della presenza di un meridionalismo progressista che possa costituire una alternativa, non velleitaria e credibile, all'attuale sistema per intercettare il voto dei delusi in tutta Italia tramite proposte concrete che soddisfino le reali esigenze dei cittadini, un meridionalismo in chiave zapatista che non può non partire da Napoli grazie all’azione e ai rapporti costruiti in anni di collaborazione e "contaminazione" con Luigi de Magistris, e che serva a spazzar via finalmente le concrezioni della vecchia politica.
A tal fine si dimostra sempre più vano il pensare di creare consenso solo con continue "sparate" e polemiche sul web, in altre parole un “grillismo” sudista senza Grillo, pensando poi che i voti, il sostegno vengano di conseguenza. Importante il web, ma certo non decisivo come andiamo ripetendo già da alcuni anni, serve la costruzione di una fitta rete di rapporti territoriali, sia con soggetti politici corrispondenti, sia continuando, nel nostro caso, collaborazioni con associazioni, movimenti e comitati civici territoriali con cui fare rete e ricercare percorsi sinergici comuni per costruire una unità d'intenti nel sociale e nel politico.
In queste elezioni regionali il Partito del Sud era in campo in tre diversi territori : la Campania, il Lazio e la Puglia, dove il nostro Partito ha adottato diverse strategie ma sempre coerentemente nell’ottica del nostro pensiero e credo politico, nonché dei rapporti privilegiati costruiti in questi anni con persone capaci e oneste. Ed il tutto, ricordiamolo sempre, senza finanziatori occulti o passati rimborsi elettorali come i partiti tradizionali, ma con i pochi mezzi disponibili di auto-finanziamento, generosamente e faticosamente sostenuto in primis dai candidati alle singole competizioni elettorali.
Ottimo ancora una volta il comportamento a queste elezioni del nostro Partito sui territori, dei dirigenti, dei candidati, dei militanti, dei tanti sostenitori che ringraziamo tutti indistintamente per l'ulteriore passo in avanti fatto fare al Partito in termini di visibilità, esperienza, conoscenza, condivisione e organizzazione. Un doveroso ringraziamento agli elettori che hanno dato fiducia ai nostri candidati e alla nostra lista a Napoli, ai nostri rappresentanti a Castelforte e Torremaggiore in corsa con due liste civiche.
Stilando comunque un breve resoconto possiamo dire che ottime sono le notizie che da Castelforte (LT) dove il nostro Coordinatore regionale Antonio Rosato è stato eletto consigliere comunale con un ottimo risultato in termine di preferenze. A lui i miei complimenti personali e quelli di tutto il Partito. Il Partito del Sud si conferma così ancora una volta un Partito a visione nazionale e non solo “napolicentrico”, realmente presente nella penisola a sud come a nord, con uomini , eletti, sezioni e rapporti politici locali, cercando di partire dai piccoli comuni per radicarsi su quei territori, come speriamo che ora accada in Alta Terra di Lavoro.
A Torremaggiore ( FG) un buon risultato per Filomena Ercolino nella Lista civica “Rinascita Cittadina” che arriva al 3,9 % nella coalizione che raggiunge il 16,72% . Un plauso enorme anche se non ce l'ha fatta. Un ringraziamento anche al nostro Coord. Regionale Michele Dell'Edera che ha ottimamente coordinato la campagna elettorale.
Anche in Campania il nostro Partito consolida il voto del 2011, quando già, unici meridionalisti e per questo per anni velenosamente criticati da alcuni, eravamo presenti con la nostra lista a sostegno di Luigi de Magistris , passando dai 1294 agli attuali 1796 voti cioè 500 voti in più. Con una percentuale vicina allo 0,5%.
Un grande ringraziamento a tutti i nostri candidati , dirigenti e militanti sul territorio visto anche le peripezie che abbiamo vissuto con la ingiusta ricusazione della lista che ci ha frenato per due settimane, ma non ha minato unità e coesione fra i candidati.
Una lista composta da persone perbene, senza presenze strumentali portatrici di voti ma anche di pensieri politici distanti anni luce dalla visione progressista nostra e del Sindaco.
Un plauso e un grazie al nostro capolista, l’Avv. Vincenzo Emilio, che oltre a dare un importante contributo nella “fase giudiziaria di ricusazione della lista”, ha ottenuto un grande risultato personale in termini di preferenze. Preferenze personali, non pilotate dalla lista, che lo mettono davanti a tanti capolista di altri partiti anche al di fuori della nostra coalizione. Complimenti Vincenzo!
Certo ci si poteva aspettare di più, c’è un po’ di delusione in alcuni, ma considerando che questa volta, seguendo nel corso dell’ultimo anno le nostre orme c’erano anche altre due “liste meridionaliste” nella nostra stessa coalizione il risultato non è disprezzabile, seppur sotto l’auspicabile. Inoltre analizzando nel dettaglio, e considerando l'alto numero di liste e candidati sindaci ben superiori rispetto al 2011, vediamo che in una classifica globale delle liste i nostri voti sono superiori ai voti avuti da ben 5 candidati sindaco e da ben 8 liste fra cui socialisti e liberali, Partiti con ben altre strutture e mezzi disponibili per la campagna elettorale.
A tal proposito stiamo leggendo considerazioni a nostro avviso poco condivisibili, in tutto o in parte, intorno al voto meridionalista a Napoli. Considerazioni che evidenziano poco il contributo singolo e globale meridionalista al risultato della coalizione di Luigi de Magistris, visto che la sommatoria totale dei voti meridionalisti, che assommano a 6.833 voti complessivi, porta il totale dei voti del "fronte meridionalista" alla sesta posizione di coalizione, un dato non certo disprezzabile nel complesso e non sottovalutabile da nessuno.
A tal proposito poi ricordiamo ad alcuni analisti, che il “tafazzismo” non fa altro che allontanare i giovani dalle nostre posizioni, creare zizzania e mettere tutto e tutti in ridicolo, così come ogni iniziativa e partecipazione. Meglio ribadire l'evidenza che de Magistris sta facendo sempre più sue alcune tematiche meridionaliste progressiste, alcune delle quali sottoposte in questi anni alla sua attenzione proprio dal nostro Partito, data la vicinanza, e che notiamo con immenso piacere fatte proprie dal Sindaco o rielaborate nel corso degli anni. Alcune di queste tematiche, proposte in chiave zapatista dal Sindaco, sono tra le quelle di maggiore presa anche a livello nazionale. In altre parole le idee meridionaliste, aggiornate all'attualità, non sono mai state così vive.
Un anno fa scriveva Andrea Balia sul nostro sito nazionale:
“Luigi de Magistris, nella sua prefazione al libro prodotto dal Partito del Sud “Con il Sud si riparte” dichiara “ Il futuro? In fondo a sinistra. Cioè, scommettendo sul Mezzogiorno, ed implementando politiche progressiste che puntino all’equità e agli investimenti sul capitale umano e fisico…..Dall’attuale crisi, infatti, se ne esce con un nuovo meridionalismo progressista..il Sud deve rilanciare un suo progetto autonomo e credibile…Responsabile ed etìco. E’ il momento di rilanciare una battaglia politica e delle idee e, per fare questo,serve il meridionalismo e serve un piccolo e coraggioso partito come il PdelSUD!”
Ma nell’accezione comune e per un ”sudismo” unanimista e cialtrone lui è un sognatore, e noi assieme a lui dei pericolosi ”comunisti” settari, a fronte della teoria perdurante di un Sud staccato e al di sopra da riferimenti di valori politici in un’improponibile ammucchiata includente tutto e il contrario di tutto.”
Ora capiremo nei prossimi mesi, vista la recente convergenza di altre liste meridionaliste su de Magistris, se questa è stata solo una operazione elettorale o se la conversione ad un meridionalismo di stampo progressista, come da sempre il nostro , è reale e condivisa come auspichiamo. Questo a maggior ragione visto anche il progetto nazionale annunciato da de Magistris, un progetto che sarà anche “mille colori” come detto dal Sindaco, ma che troverà inevitabilmente, dato anche l’ingresso in coalizione di Comitati popolari napoletani e dato il quadro politico nazionale, una probabile e naturale collocazione a sinistra come da lui scritto un anno fa.
A tal proposito sottolineiamo come l’unico Partito che nei fatti ha presentato una collaborazione meridionalista a queste elezioni, fra soggetti che operano da anni nel mondo meridionalista, è stato il nostro su Napoli.
In lista avevamo infatti due candidati indipendenti dei Comitati Due Sicilie, Assunta Cafiero e Luca Longo. L’esperienza per noi è stata più che positiva ed oltremodo stimolante, sia per l' ottima qualità dei due candidati sia per le sinergie create. Con Fiore Marro, Presidente nazionale dei CDS, c’è in atto già da qualche anno un avvicinamento, è stato infatti gradito ospite ai nostri due ultimi congressi nazionali, altrettanto ha fatto Andrea Balia portando un saluto al loro ultimo congresso. Inevitabilmente con le tesi dei CDS ci sono delle differenze su alcuni temi, ma abbiamo cercato in questi anni di privilegiare i motivi di consonanza anziché quelli di divisione, rispettando reciprocamente in questo caso le diverse vedute, mai polemizzando o interferendo con l’altrui visione o strategia, tantomeno insultando a livello personale o manipolando. Una esperienza oltremodo positiva in una visione collaborativa che auspichiamo prosegua nel reciproco interesse.
Questa potrebbe essere una strada di collaborazione proponibile, nel rispetto reciproco delle differenti visioni. Ovviamente collaborazioni e reciproche sinergie, sempre nel rispetto delle reciproche differenze di idee e vedute, ma necessariamente intraprese fra i paletti del meridionalismo progressista, solidale e antifascista. Collaborazioni da valutare con il nostro Direttivo nazionale ed insieme alla nostra base, nel rispetto della democrazia interna e le regole del nostro movimento.
Riteniamo quindi che le idee meridionaliste non siano mai state così attuali, come dimostra anche l’esperienza de Magistris, bisogna solo perseverare e trovare strumenti di condivisione nel reciproco interesse, se, dove e con chi è possibile. Inutile poi rimarcare come l’organizzazione, abbia un costo anche in termini di tempo e di lavoro, così come una campagna elettorale e una struttura permanente territoriale. Collegarsi ad esperienze come quella di De Magistris è fondamentale per uno sviluppo realizzabile sui territori.
Ora si tratta solo di proseguire il cammino intrapreso, continuare la costruzione del Partito sui territori, l’apertura di nuove Sezioni, la diffusione delle nostre iniziative, la preparazione del prossimo ballottaggio in sostegno a de Magistris a Napoli, senza disperdere l’entusiasmo che persiste dopo l’esperienza elettorale, soprattutto in quei giovani che si sono avvicinati al Partito. In altre parole lavorare, come sempre concretamente e con coerenza, sui territori fra la gente per rafforzare sempre più il nostro Partito e diffonderne il messaggio.
Partito che, come dimostra anche l'ultima elezione di Antonio Rosato, può realmente rappresentare su scala nazionale, anche al nord, dove risiedono 13 milioni di meridionali e dove operiamo da anni con presenze anche elettorali, le necessità di un Sud a schiena dritta che non solo non si arrende ma resiste. Infine siamo certi che l'elezione auspicabile di Luigi de Magistris al prossimo ballottaggio porterà un enorme beneficio a favore non solo di Napoli ma di tutto il Sud e tutto il paese. Sosteniamo Luigi de Magistris al ballottaggio come sempre con tutte le nostre forze, è una battaglia decisiva!!
Da Napoli grazie a de Magistris si alza finalmente quel vento di riscatto e di speranza che attendavamo da tempo, ora non resta che proseguire sulla strada intrapresa con la concretezza ed il pragmatismo che da sempre contraddistinguono l'operato del Partito del Sud, le cui scelte si confermano ancora una volta corrette e vincenti.


A CASTELFORTE ( LT ) ELETTO ANTONIO ROSATO !

Un'ottima notizia giunge da Castelforte (LT) dove il nostro Coord. per il Lazio Antonio Rosato è stato eletto con un notevole risultato personale in voti di preferenza.

Complementi miei personali e da parte di tutto il Partito del Sud ad Antonio, che vede così ripagati i tanti sacrifici personali degli ultimi mesi, e al Sindaco Giancarlo Cardillo.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale PartitodelSud


Leggi tutto »
Un'ottima notizia giunge da Castelforte (LT) dove il nostro Coord. per il Lazio Antonio Rosato è stato eletto con un notevole risultato personale in voti di preferenza.

Complementi miei personali e da parte di tutto il Partito del Sud ad Antonio, che vede così ripagati i tanti sacrifici personali degli ultimi mesi, e al Sindaco Giancarlo Cardillo.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale PartitodelSud


venerdì 3 giugno 2016

Il capolista del Partito del Sud Vincenzo Emilio su Rai 3 alla Tribuna elettorale per le elezioni comunali di Napoli. Vota Partito del Sud!

L' Avv. Vincenzo Emilio, nostro capolista a Napoli, ben sintetizza alcune delle tematiche care al Partito del Sud o a Rai 3, durante la Tribuna elettorale per le prossime elezioni comunali.



https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=GAjjfkLFJhE&app=desktop



Leggi tutto »
L' Avv. Vincenzo Emilio, nostro capolista a Napoli, ben sintetizza alcune delle tematiche care al Partito del Sud o a Rai 3, durante la Tribuna elettorale per le prossime elezioni comunali.



https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=GAjjfkLFJhE&app=desktop



SOSTENIAMO IL LAVORO DEGLI AMICI DI TORREMAGGIORE ( FG), IN LISTA CON RINASCITA CITTADINA

Come Partito del Sud partecipiamo alla lista Rinascita Cittadina insieme a Italia dei Valori e Rifondazione Comunista. 
Segnaliamo per le preferenze, Filomena Ercolino e Pietro Napolitano. Due persone trasparenti e impegnate da sempre in città sia a lavoro che nel sociale. Torremaggiore può rinascere. 

Pensaci il 5 Giugno !



Leggi tutto »
Come Partito del Sud partecipiamo alla lista Rinascita Cittadina insieme a Italia dei Valori e Rifondazione Comunista. 
Segnaliamo per le preferenze, Filomena Ercolino e Pietro Napolitano. Due persone trasparenti e impegnate da sempre in città sia a lavoro che nel sociale. Torremaggiore può rinascere. 

Pensaci il 5 Giugno !



IERI SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE LUIGI DE MAGISTRIS: L'INTERVENTO DI SALVATORE BORSELLINO [video]

 
https://www.youtube.com/watch?v=Tj1u_uxjGYs

Bellissimo filmato del Partito del Sud durante l'intervento del fratello di Paolo Borsellino a favore di Luigi de Magistris. Largo Diaz, Napoli 2 giugno 2016
Il momento più alto e più commovente di tutta la campagna elettorale. Salvatore Borsellino a Largo Diaz per Luigi de Magistris Sindaco di Napoli e i tantissimi sostenitori. Il Partito del Sud in prima linea come già nel 2011



Leggi tutto »
 
https://www.youtube.com/watch?v=Tj1u_uxjGYs

Bellissimo filmato del Partito del Sud durante l'intervento del fratello di Paolo Borsellino a favore di Luigi de Magistris. Largo Diaz, Napoli 2 giugno 2016
Il momento più alto e più commovente di tutta la campagna elettorale. Salvatore Borsellino a Largo Diaz per Luigi de Magistris Sindaco di Napoli e i tantissimi sostenitori. Il Partito del Sud in prima linea come già nel 2011



Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato.

Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato. Forza Antonio!
QUESTA SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE !
Bella, forte, libera!
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato




Leggi tutto »
Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato. Forza Antonio!
QUESTA SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE !
Bella, forte, libera!
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato




giovedì 2 giugno 2016

Perche' noi meridionalisti progressisti festeggiamo il 2 giugno (e non il 17 marzo)

Il 2 giugno si festeggia la Repubblica Italiana, quella Repubblica nata sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo e solo per aver abbattuto queste due tragedie nazionali, secondo me la ricorrenza è sicuramente da festeggiare.
La nefasta monarchia sabauda prima ed il fascismo poi, sono state oltre che tragedie nazionali, anche una sciagura per le popolazioni meridionali, prima schiacciate con la repressione militare post-unitaria e poi avviate ad un destino di colonia interna di consumatori di merci e servizi da produrre al Nord, oltre che servire da canne di cannone per guerre inutili e disastrose.
E tutto questo non è cambiato nemmeno col fascismo, che a chiacchiere considerava tutti ugualmente italiani (“non esiste una questione meridionale, esiste semmai una questione italiana” disse Mussolini…) ma nei fatti aumentò il divario economico tra Sud e Centro-Nord, nonostante le tanto sbandierate opere pubbliche.
Basta cercare su Google e leggere il bel lavoro di Daniele e Malanima, due ricercatori calabresi che hanno fatto uno studio sull’andamento del PIL pro capite in Italia dal 1861 fino ai giorni nostri, differenziandolo tra zone geografiche hanno evidenziato che quello del Sud era più o meno alla pari con quello del Centro-Nord subito dopo l’unità, o sarebbe meglio chiamarla “malaunità” del 1861, solo qualche decennio dopo è iniziato a
crearsi e crescere il divario che poi si è allargato durante il ventennio fascista.
Dalla fine della monarchia e del fascismo poi è nata la nostra bella Costituzione repubblicana, che purtroppo non è mai stata applicata
per intero ma questo non significa che fu una netta rottura col passato sabaudo-fascista, basta leggere che dice in uno dei suoi
principi fondamentali all’Articolo 3, comma 2:
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E se questo principio fondamentale fosse davvero applicato, sarebbe la fine della cosiddetta “questione meridionale” e di tante altre diseguaglianze del belpaese!
Tutti questi motivi mi spingono a pensare che il 2 giugno vada sempre festeggiato, esattamente al contrario di quella festività recentemente riproposta con scarso successo, quella del 17 marzo, data della falsa unità del 1861 e della prima riunione del primo parlamento “italiano” (che poi fu VIII legislatura perché i Savoia nemmeno formalmente fecero del 1861 uno spartiacque, infatti Vittorio Emanuele II restò con la sua denominazione piemontese), la data che di fatto fu l’annessione delle province meridionali al Piemonte e l’estensione del Regno di Sardegna.
Tale regno estese a tutti, anche agli sventurati meridionali, le sue leggi e il suo Statuto Albertino (altro che “burocrazia borbonica”!!!), estese a
tutti il suo sistema fiscale pesante e farraginoso, diede inizio alla feroce repressione del “brigantaggio” e iniziò una politica di colonizzazione interna, quindi quella fu la data all’origine della questione meridionale.
Sul regime dei Savoia disse Gramsci:
Lo stato italiano (“leggasi piemontese”) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
Ci sono altri meridionalisti che sicuramente non festeggeranno il 2 giugno, alcuni perché sotto sotto (o a volte nemmeno troppo velatamente) hanno tendenze cattoliche ultra-conservatori e nostalgie fasciste o perché ci sono altri vogliono fare altri tipi di battaglie, per me oggi del tutto velleitarie, del tipo “non siamo italiani”, “ci dobbiamo separare” senza mai specificare il cosa e il quando…rispettando l’opinione di tutti, non credo alla proposta d’indipendenza oggi per tanti motivi, soprattutto perché oggi non c’è questo desiderio e aspirazione nella maggioranza del popolo
meridionale che, tra l’altro, è anche spesso residente fuori dalle regioni del Sud per motivi di lavoro e quindi per loro si aggiungerebbe la beffa al danno dell’emigrazione forzata, un’emigrazione di milioni di uomini e donne del Sud che continua purtroppo ininterrotta ancora oggi, privando spesso la nostra terra delle nostre risorse migliori.
Credo invece ad un cammino graduale di autonomia e federalismo solidale, agli antipodi dei progetti razzisti e divisionisti della Lega Nord, con un modello di sviluppo sostenibile, rivolto alle nuove tecnologie e rispettoso dell’ambiente e delle nostre infinite ricchezze storico-culturali, un
modello alternativo al neoliberismo dilagante sia nelle politiche governative nazionali di Renzi che in quelle europee.
Un cammino che può fare leva sulle esperienze migliori del Sud di oggi, non ultima quella di Luigi De Magistris che ha avviato una rinascita di Napoli con un rapporto forte con la Città e un modello di democrazia dal basso, dialogando a livello istituzionale ma rifiutando le solite logiche politiche ricattatorie italiane e restando autonomi rispetto ai grandi partiti che sono tutti a guida, cuore, cervello e portafogli tosco-padano.
Per continuare la riscossa del Sud, occorre quindi si rivalutare la nostra vera storia, ma questo da solo non può bastare, bisogna unire le forze migliori e progressiste per un progetto serio, concreto e che difenda i principi costituzionali e guardi al futuro possibile del Sud, che non è quello di isolarsi ma di tornare ad essere luogo di scambio culturale ed economico, ponte di culture e civiltà nel mediterraneo, come lo è stato nei suoi periodi migliori dalla Magna Grecia fino al Regno delle Due Sicilie.
Enzo Riccio


Leggi tutto »
Il 2 giugno si festeggia la Repubblica Italiana, quella Repubblica nata sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo e solo per aver abbattuto queste due tragedie nazionali, secondo me la ricorrenza è sicuramente da festeggiare.
La nefasta monarchia sabauda prima ed il fascismo poi, sono state oltre che tragedie nazionali, anche una sciagura per le popolazioni meridionali, prima schiacciate con la repressione militare post-unitaria e poi avviate ad un destino di colonia interna di consumatori di merci e servizi da produrre al Nord, oltre che servire da canne di cannone per guerre inutili e disastrose.
E tutto questo non è cambiato nemmeno col fascismo, che a chiacchiere considerava tutti ugualmente italiani (“non esiste una questione meridionale, esiste semmai una questione italiana” disse Mussolini…) ma nei fatti aumentò il divario economico tra Sud e Centro-Nord, nonostante le tanto sbandierate opere pubbliche.
Basta cercare su Google e leggere il bel lavoro di Daniele e Malanima, due ricercatori calabresi che hanno fatto uno studio sull’andamento del PIL pro capite in Italia dal 1861 fino ai giorni nostri, differenziandolo tra zone geografiche hanno evidenziato che quello del Sud era più o meno alla pari con quello del Centro-Nord subito dopo l’unità, o sarebbe meglio chiamarla “malaunità” del 1861, solo qualche decennio dopo è iniziato a
crearsi e crescere il divario che poi si è allargato durante il ventennio fascista.
Dalla fine della monarchia e del fascismo poi è nata la nostra bella Costituzione repubblicana, che purtroppo non è mai stata applicata
per intero ma questo non significa che fu una netta rottura col passato sabaudo-fascista, basta leggere che dice in uno dei suoi
principi fondamentali all’Articolo 3, comma 2:
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E se questo principio fondamentale fosse davvero applicato, sarebbe la fine della cosiddetta “questione meridionale” e di tante altre diseguaglianze del belpaese!
Tutti questi motivi mi spingono a pensare che il 2 giugno vada sempre festeggiato, esattamente al contrario di quella festività recentemente riproposta con scarso successo, quella del 17 marzo, data della falsa unità del 1861 e della prima riunione del primo parlamento “italiano” (che poi fu VIII legislatura perché i Savoia nemmeno formalmente fecero del 1861 uno spartiacque, infatti Vittorio Emanuele II restò con la sua denominazione piemontese), la data che di fatto fu l’annessione delle province meridionali al Piemonte e l’estensione del Regno di Sardegna.
Tale regno estese a tutti, anche agli sventurati meridionali, le sue leggi e il suo Statuto Albertino (altro che “burocrazia borbonica”!!!), estese a
tutti il suo sistema fiscale pesante e farraginoso, diede inizio alla feroce repressione del “brigantaggio” e iniziò una politica di colonizzazione interna, quindi quella fu la data all’origine della questione meridionale.
Sul regime dei Savoia disse Gramsci:
Lo stato italiano (“leggasi piemontese”) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
Ci sono altri meridionalisti che sicuramente non festeggeranno il 2 giugno, alcuni perché sotto sotto (o a volte nemmeno troppo velatamente) hanno tendenze cattoliche ultra-conservatori e nostalgie fasciste o perché ci sono altri vogliono fare altri tipi di battaglie, per me oggi del tutto velleitarie, del tipo “non siamo italiani”, “ci dobbiamo separare” senza mai specificare il cosa e il quando…rispettando l’opinione di tutti, non credo alla proposta d’indipendenza oggi per tanti motivi, soprattutto perché oggi non c’è questo desiderio e aspirazione nella maggioranza del popolo
meridionale che, tra l’altro, è anche spesso residente fuori dalle regioni del Sud per motivi di lavoro e quindi per loro si aggiungerebbe la beffa al danno dell’emigrazione forzata, un’emigrazione di milioni di uomini e donne del Sud che continua purtroppo ininterrotta ancora oggi, privando spesso la nostra terra delle nostre risorse migliori.
Credo invece ad un cammino graduale di autonomia e federalismo solidale, agli antipodi dei progetti razzisti e divisionisti della Lega Nord, con un modello di sviluppo sostenibile, rivolto alle nuove tecnologie e rispettoso dell’ambiente e delle nostre infinite ricchezze storico-culturali, un
modello alternativo al neoliberismo dilagante sia nelle politiche governative nazionali di Renzi che in quelle europee.
Un cammino che può fare leva sulle esperienze migliori del Sud di oggi, non ultima quella di Luigi De Magistris che ha avviato una rinascita di Napoli con un rapporto forte con la Città e un modello di democrazia dal basso, dialogando a livello istituzionale ma rifiutando le solite logiche politiche ricattatorie italiane e restando autonomi rispetto ai grandi partiti che sono tutti a guida, cuore, cervello e portafogli tosco-padano.
Per continuare la riscossa del Sud, occorre quindi si rivalutare la nostra vera storia, ma questo da solo non può bastare, bisogna unire le forze migliori e progressiste per un progetto serio, concreto e che difenda i principi costituzionali e guardi al futuro possibile del Sud, che non è quello di isolarsi ma di tornare ad essere luogo di scambio culturale ed economico, ponte di culture e civiltà nel mediterraneo, come lo è stato nei suoi periodi migliori dalla Magna Grecia fino al Regno delle Due Sicilie.
Enzo Riccio


 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India