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venerdì 29 gennaio 2016
IL PARTITO DEL SUD A ROMA DIFESA DELLA COSTITUZIONE #IOVOTONO
Il Partito del Sud, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione di Roma a difesa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, ha da tempo aderito al “Coordinamento Nazionale Democrazia Costituzionale” costituito da decine di singoli cittadini, Comitati, Movimenti, Soggetti Politici e Sindacali schierati a difesa del dettato costituzionale e partecipato l’11 gennaio scorso in Parlamento alla riunione fondante del COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Parteciperemo sabato 30 gennaio come Partito del Sud all'assemblea nazionale del "Coordinamento Nazionale per la Democrazia Costituzionale", che si terrà a Roma c/o Università La Sapienza, facoltà di Giurisprudenza, aula Calasso dalle 10 alle 15, intervenendo direttamente per ribadire ancora un volta il nostro convinto NO ad uno stravolgimento della Costituzione volto solo all’esproprio dei diritti dei cittadini al fine di istituzionalizzare le oligarchie attualmente al potere.
Da sempre affermiamo come Partito del Sud che la Costituzione non va modificata ma solo e finalmente applicata, soprattutto nei suoi principi di uguaglianza. Se così fosse avvenuto non si sarebbero materializzate quelle storture e discriminazioni, anche territoriali, che fanno del Sud Italia la Macroregione con il PIL più basso d’Europa. Ora, di fronte al risvegliarsi delle coscienze dei popoli del nostro Sud, favorito anche da una più attenta analisi storiografica risorgimentale, il potere politico e finanziario tenta di soggiogare ancora una volta la nostra voglia di democrazia, riscatto e libertà modificando impropriamente la Costituzione ad opera di un Parlamento di nominati ad opera di una legge già da tempo dichiarata incostituzionale della Consulta.
Sicuramente spregiudicato e abile, Renzi prosegue nel tentativo di instaurare in Italia un regime caratterizzato dalla sostanziale negazione di alcuni principi costituzionali, a partire dal fondamentale diritto all’uguaglianza, per non parlare poi di istruzione, lavoro, salute. Un punto particolarmente sensibile del disegno renziano è costituito dal rifacimento delle istituzioni repubblicane, liquidando il Senato, trasformato in un’accolita di amministratori locali che potranno giovarsi dell’immunità penale nel caso di eventuali malefatte ed una nuova legge elettorale anch’essa gravata da evidenti tratti di incostituzionalità.
Per il Sud sarebbe il colpo fatale verso l'accentuazione di una condizione coloniale senza ritorno. Verremmo ancora una volta usati come pattumiera terzomondista d’Europa e del nord Italia. Pensiamo ad esempio alla vicenda delle trivellazioni, agli inceneritori, ai depositi di scorie nucleari, a industrie inquinanti e opere inutili e dannose per l’ambiente che politiche predatorie presto imporranno ai nostri territori, venendo spuntata la possibilità di resistenza democratica di quei pochi politici del Sud che oggi si oppongono con forza a progetti demenziali e commissariamenti funzionali solo alle solite cricche di potere. Inutile poi rimarcare che con la legge elettorale, legata a questa riforma costituzionale, che garantisce al partito di maggioranza relativa una schiacciante maggioranza di seggi alla Camera, una rappresentanza politica del Sud autonoma e non asservita sarebbe a forte rischio. Vogliono fiaccare ogni forma di resistenza democratica territoriale. Vogliono toglierci persino la speranza.
Ecco perché a sostegno dell'iniziativa saranno presenti in aula sabato a Roma alcuni componenti del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud capitanati dal Vice Presidente Nazionale Michele Dell’Edera che interverrà dando voce alla nostra contrarietà.
Il Partito del Sud continua così concretamente e coerentemente la sua opera a favore dei diritti di tutti i cittadini, unica strada democratica e non violenta per l’affermarsi di una nuova alba di riscatto per i nostri territori. Muore la democrazia in Italia. Ora spetta a noi cittadini farla resuscitare. #iovotono
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
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Il Partito del Sud, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione di Roma a difesa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, ha da tempo aderito al “Coordinamento Nazionale Democrazia Costituzionale” costituito da decine di singoli cittadini, Comitati, Movimenti, Soggetti Politici e Sindacali schierati a difesa del dettato costituzionale e partecipato l’11 gennaio scorso in Parlamento alla riunione fondante del COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Parteciperemo sabato 30 gennaio come Partito del Sud all'assemblea nazionale del "Coordinamento Nazionale per la Democrazia Costituzionale", che si terrà a Roma c/o Università La Sapienza, facoltà di Giurisprudenza, aula Calasso dalle 10 alle 15, intervenendo direttamente per ribadire ancora un volta il nostro convinto NO ad uno stravolgimento della Costituzione volto solo all’esproprio dei diritti dei cittadini al fine di istituzionalizzare le oligarchie attualmente al potere.
Da sempre affermiamo come Partito del Sud che la Costituzione non va modificata ma solo e finalmente applicata, soprattutto nei suoi principi di uguaglianza. Se così fosse avvenuto non si sarebbero materializzate quelle storture e discriminazioni, anche territoriali, che fanno del Sud Italia la Macroregione con il PIL più basso d’Europa. Ora, di fronte al risvegliarsi delle coscienze dei popoli del nostro Sud, favorito anche da una più attenta analisi storiografica risorgimentale, il potere politico e finanziario tenta di soggiogare ancora una volta la nostra voglia di democrazia, riscatto e libertà modificando impropriamente la Costituzione ad opera di un Parlamento di nominati ad opera di una legge già da tempo dichiarata incostituzionale della Consulta.
Sicuramente spregiudicato e abile, Renzi prosegue nel tentativo di instaurare in Italia un regime caratterizzato dalla sostanziale negazione di alcuni principi costituzionali, a partire dal fondamentale diritto all’uguaglianza, per non parlare poi di istruzione, lavoro, salute. Un punto particolarmente sensibile del disegno renziano è costituito dal rifacimento delle istituzioni repubblicane, liquidando il Senato, trasformato in un’accolita di amministratori locali che potranno giovarsi dell’immunità penale nel caso di eventuali malefatte ed una nuova legge elettorale anch’essa gravata da evidenti tratti di incostituzionalità.
Per il Sud sarebbe il colpo fatale verso l'accentuazione di una condizione coloniale senza ritorno. Verremmo ancora una volta usati come pattumiera terzomondista d’Europa e del nord Italia. Pensiamo ad esempio alla vicenda delle trivellazioni, agli inceneritori, ai depositi di scorie nucleari, a industrie inquinanti e opere inutili e dannose per l’ambiente che politiche predatorie presto imporranno ai nostri territori, venendo spuntata la possibilità di resistenza democratica di quei pochi politici del Sud che oggi si oppongono con forza a progetti demenziali e commissariamenti funzionali solo alle solite cricche di potere. Inutile poi rimarcare che con la legge elettorale, legata a questa riforma costituzionale, che garantisce al partito di maggioranza relativa una schiacciante maggioranza di seggi alla Camera, una rappresentanza politica del Sud autonoma e non asservita sarebbe a forte rischio. Vogliono fiaccare ogni forma di resistenza democratica territoriale. Vogliono toglierci persino la speranza.
Ecco perché a sostegno dell'iniziativa saranno presenti in aula sabato a Roma alcuni componenti del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud capitanati dal Vice Presidente Nazionale Michele Dell’Edera che interverrà dando voce alla nostra contrarietà.
Il Partito del Sud continua così concretamente e coerentemente la sua opera a favore dei diritti di tutti i cittadini, unica strada democratica e non violenta per l’affermarsi di una nuova alba di riscatto per i nostri territori. Muore la democrazia in Italia. Ora spetta a noi cittadini farla resuscitare. #iovotono
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
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sabato 23 gennaio 2016
Vicenza: Cena tesseramento Partito del Sud
Convocata a Vicenza riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD per venerdì 29 Gennaio 2016 alle ore 20,00 c/o Ristorante Pizzeria la Conchiglia D'Oro - Via Bassano 7 36100 Vicenza
Dopo una breve cena di lavoro avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 23,00, termine della riunione.
Ordine Del Giorno:
- Tesseramento 2016
- Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale, ad opera del Coord. Regionale Veneto del Partito del Sud - Filippo Romeo
- Iniziative politiche in Veneto in vista della prossime elezioni amministrative e dei referendum di Ottobre
- Nuovo simbolo, la ragioni di una scelta
- Analisi organizzazione elettorale e territoriale
- Varie ed eventuali
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/505600306267537/
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Convocata a Vicenza riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD per venerdì 29 Gennaio 2016 alle ore 20,00 c/o Ristorante Pizzeria la Conchiglia D'Oro - Via Bassano 7 36100 Vicenza
Dopo una breve cena di lavoro avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 23,00, termine della riunione.
Ordine Del Giorno:
- Tesseramento 2016
- Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale, ad opera del Coord. Regionale Veneto del Partito del Sud - Filippo Romeo
- Iniziative politiche in Veneto in vista della prossime elezioni amministrative e dei referendum di Ottobre
- Nuovo simbolo, la ragioni di una scelta
- Analisi organizzazione elettorale e territoriale
- Varie ed eventuali
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/505600306267537/
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martedì 19 gennaio 2016
In difesa dell’Adriatico e delle Isole Tremiti, il comunicato congiunto di Manfredonia
Lunedì 18 gennaio 2016, presso l’Aula consiliare della Città di Manfredonia, si è tenuto il previsto incontro, promosso dalla Rete NoTriv, per ribadire il NO alla ricerca del petrolio nel mare Adriatico al largo delle Isole Tremiti, autorizzata il 22 dicembre scorso dal Ministero dello Sviluppo economico alla Petroceltic Italia srl.
L’Adriatico, mare chiuso e dagli equilibri ambientali fragili, già gravato da 78 concessioni funzionanti per l’estrazione di gas e di petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata, cui si aggiungono 24 ulteriori richieste, non può sopportare altri carichi.
Ribadiamo, ancora una volta, la nostra ferma contrarietà alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico poiché rappresenta un’offesa alla bellezza e alla biodiversità del mare, un danno per altri settori strategici della nostra economia, come il turismo, la pesca e la blu economy. La scelta petrolifera è un rischio senza benefici per le comunità costiere e per tutto il Paese: il greggio presente nel sottosuolo marino italiano, stimato in circa 10 milioni di tonnellate, di scarsa qualità, soddisferebbe il fabbisogno energetico nazionale per appena due mesi con scarsi effetti sull’indipendenza energetica dell’Italia.
In cambio, alla scarsità dei vantaggi corrisponde la grande preoccupazione che desta l’estrazione degli idrocarburi in mare per le possibili perdite sia normali, sia per incidenti, con i danni che deriverebbero per le zone costiere che vivono di turismo e di pesca.
A tale rischio si aggiungono, nell’attuale fase, i danni alla fauna ittica causati dalla tecnica utilizzata per l’individuazione dei giacimenti di idrocarburi, attraverso il cosiddetto airgun. Tale pratica di ricerca, che il Governo ha autorizzato in prossimità delle Tremiti, può avere effetti a decine di chilometri di distanza, almeno 50 (rapporto ISPRA del Maggio 2012) in quanto le esplosioni delle prospezioni sismiche producono fortissimo rumore che investe l’ambiente marino. Le Isole Tremiti sono a 24 km dalla area in cui è stata autorizzata, da parte Ministero dello Sviluppo economico, la ricerca della Petroceltic in un ambiente delicato come quello dell’Adriatico e in prossimità di una delle più belle aree protette marine del Pianeta.
Non possiamo permettere che avvenga tale violazione del mare. Dobbiamo assumerci il compito e la responsabilità di proteggere l’Adriatico per difendere un patrimonio naturalistico unico, un ecosistema importantissimo per l’economia dell’Italia e degli altri Paesi ionio-adriatici e dell’Europa: le bellezze naturali dei luoghi, la cultura, la storia, le attività economiche che sostengono queste comunità costiere.
A questa scelta di ulteriori sacrifici ambientali e rischi, l’Assemblea chiede di poter istituire un tavolo di confronto al Governo Nazionale e alla Regione Puglia sui temi centrali della politica energetica e sui nuovi indirizzi mondiali sui cambiamenti climatici. A questo proposito, la Regione Puglia ha già avviato politiche importanti di conversione energetica.
Ritiene, inoltre, che un tavolo di confronto e di condivisione per ulteriori scelte sul piano energetico potrebbe favorire gli stessi indirizzi e investimenti delle imprese del settore.
Chiede, quindi, di condividere le scelte con le popolazioni locali perché ciò può rigettare proposte incompatibili ed insostenibili dal territorio e favorire soluzioni coerenti e importanti per lo sviluppo locale; d’istituire, inoltre, un tavolo di confronto sui temi della blu economy e della direttiva Eusair-Macroregione Ionio-Adriatica, sui temi della pesca sostenibile, della qualità ambientale e sulla sostenibilità del turismo e dei trasporti nei nostri mari, di straordinaria importanza ecologica.
L’Assemblea, fermamente convinta a condurre la lotta con ogni mezzo democratico, chiede al Governo di REVOCARE L’AUTORIZZAZIONE alla Petroceltic Italia srl.
Qualora i ministeri dovessero perseverare nell’assurda politica energetica cui condannare l’Adriatico e che espone l’Italia ad eventuale procedura d’infrazione del diritto comunitario, impugneremo l’autorizzazione alla Petroceltic innanzi al TAR del Lazio.
L’Assemblea, infine, prosegue l’impegno della battaglia referendaria.
Il presidente della Regione Puglia,
il presidente della Provincia di Foggia,
il presidente del Parco Nazionale del Gargano,
i sindaci dei Comuni pugliesi,
le associazioni ambientaliste,
la rete NOTRIV
Fonte: Con il Sud si Riparte
.
Leggi tutto »
L’Adriatico, mare chiuso e dagli equilibri ambientali fragili, già gravato da 78 concessioni funzionanti per l’estrazione di gas e di petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata, cui si aggiungono 24 ulteriori richieste, non può sopportare altri carichi.
Ribadiamo, ancora una volta, la nostra ferma contrarietà alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico poiché rappresenta un’offesa alla bellezza e alla biodiversità del mare, un danno per altri settori strategici della nostra economia, come il turismo, la pesca e la blu economy. La scelta petrolifera è un rischio senza benefici per le comunità costiere e per tutto il Paese: il greggio presente nel sottosuolo marino italiano, stimato in circa 10 milioni di tonnellate, di scarsa qualità, soddisferebbe il fabbisogno energetico nazionale per appena due mesi con scarsi effetti sull’indipendenza energetica dell’Italia.
In cambio, alla scarsità dei vantaggi corrisponde la grande preoccupazione che desta l’estrazione degli idrocarburi in mare per le possibili perdite sia normali, sia per incidenti, con i danni che deriverebbero per le zone costiere che vivono di turismo e di pesca.
A tale rischio si aggiungono, nell’attuale fase, i danni alla fauna ittica causati dalla tecnica utilizzata per l’individuazione dei giacimenti di idrocarburi, attraverso il cosiddetto airgun. Tale pratica di ricerca, che il Governo ha autorizzato in prossimità delle Tremiti, può avere effetti a decine di chilometri di distanza, almeno 50 (rapporto ISPRA del Maggio 2012) in quanto le esplosioni delle prospezioni sismiche producono fortissimo rumore che investe l’ambiente marino. Le Isole Tremiti sono a 24 km dalla area in cui è stata autorizzata, da parte Ministero dello Sviluppo economico, la ricerca della Petroceltic in un ambiente delicato come quello dell’Adriatico e in prossimità di una delle più belle aree protette marine del Pianeta.
Non possiamo permettere che avvenga tale violazione del mare. Dobbiamo assumerci il compito e la responsabilità di proteggere l’Adriatico per difendere un patrimonio naturalistico unico, un ecosistema importantissimo per l’economia dell’Italia e degli altri Paesi ionio-adriatici e dell’Europa: le bellezze naturali dei luoghi, la cultura, la storia, le attività economiche che sostengono queste comunità costiere.
A questa scelta di ulteriori sacrifici ambientali e rischi, l’Assemblea chiede di poter istituire un tavolo di confronto al Governo Nazionale e alla Regione Puglia sui temi centrali della politica energetica e sui nuovi indirizzi mondiali sui cambiamenti climatici. A questo proposito, la Regione Puglia ha già avviato politiche importanti di conversione energetica.
Ritiene, inoltre, che un tavolo di confronto e di condivisione per ulteriori scelte sul piano energetico potrebbe favorire gli stessi indirizzi e investimenti delle imprese del settore.
Chiede, quindi, di condividere le scelte con le popolazioni locali perché ciò può rigettare proposte incompatibili ed insostenibili dal territorio e favorire soluzioni coerenti e importanti per lo sviluppo locale; d’istituire, inoltre, un tavolo di confronto sui temi della blu economy e della direttiva Eusair-Macroregione Ionio-Adriatica, sui temi della pesca sostenibile, della qualità ambientale e sulla sostenibilità del turismo e dei trasporti nei nostri mari, di straordinaria importanza ecologica.
L’Assemblea, fermamente convinta a condurre la lotta con ogni mezzo democratico, chiede al Governo di REVOCARE L’AUTORIZZAZIONE alla Petroceltic Italia srl.
Qualora i ministeri dovessero perseverare nell’assurda politica energetica cui condannare l’Adriatico e che espone l’Italia ad eventuale procedura d’infrazione del diritto comunitario, impugneremo l’autorizzazione alla Petroceltic innanzi al TAR del Lazio.
L’Assemblea, infine, prosegue l’impegno della battaglia referendaria.
Il presidente della Regione Puglia,
il presidente della Provincia di Foggia,
il presidente del Parco Nazionale del Gargano,
i sindaci dei Comuni pugliesi,
le associazioni ambientaliste,
la rete NOTRIV
Fonte: Con il Sud si Riparte
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Lunedì 18 gennaio 2016, presso l’Aula consiliare della Città di Manfredonia, si è tenuto il previsto incontro, promosso dalla Rete NoTriv, per ribadire il NO alla ricerca del petrolio nel mare Adriatico al largo delle Isole Tremiti, autorizzata il 22 dicembre scorso dal Ministero dello Sviluppo economico alla Petroceltic Italia srl.
L’Adriatico, mare chiuso e dagli equilibri ambientali fragili, già gravato da 78 concessioni funzionanti per l’estrazione di gas e di petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata, cui si aggiungono 24 ulteriori richieste, non può sopportare altri carichi.
Ribadiamo, ancora una volta, la nostra ferma contrarietà alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico poiché rappresenta un’offesa alla bellezza e alla biodiversità del mare, un danno per altri settori strategici della nostra economia, come il turismo, la pesca e la blu economy. La scelta petrolifera è un rischio senza benefici per le comunità costiere e per tutto il Paese: il greggio presente nel sottosuolo marino italiano, stimato in circa 10 milioni di tonnellate, di scarsa qualità, soddisferebbe il fabbisogno energetico nazionale per appena due mesi con scarsi effetti sull’indipendenza energetica dell’Italia.
In cambio, alla scarsità dei vantaggi corrisponde la grande preoccupazione che desta l’estrazione degli idrocarburi in mare per le possibili perdite sia normali, sia per incidenti, con i danni che deriverebbero per le zone costiere che vivono di turismo e di pesca.
A tale rischio si aggiungono, nell’attuale fase, i danni alla fauna ittica causati dalla tecnica utilizzata per l’individuazione dei giacimenti di idrocarburi, attraverso il cosiddetto airgun. Tale pratica di ricerca, che il Governo ha autorizzato in prossimità delle Tremiti, può avere effetti a decine di chilometri di distanza, almeno 50 (rapporto ISPRA del Maggio 2012) in quanto le esplosioni delle prospezioni sismiche producono fortissimo rumore che investe l’ambiente marino. Le Isole Tremiti sono a 24 km dalla area in cui è stata autorizzata, da parte Ministero dello Sviluppo economico, la ricerca della Petroceltic in un ambiente delicato come quello dell’Adriatico e in prossimità di una delle più belle aree protette marine del Pianeta.
Non possiamo permettere che avvenga tale violazione del mare. Dobbiamo assumerci il compito e la responsabilità di proteggere l’Adriatico per difendere un patrimonio naturalistico unico, un ecosistema importantissimo per l’economia dell’Italia e degli altri Paesi ionio-adriatici e dell’Europa: le bellezze naturali dei luoghi, la cultura, la storia, le attività economiche che sostengono queste comunità costiere.
A questa scelta di ulteriori sacrifici ambientali e rischi, l’Assemblea chiede di poter istituire un tavolo di confronto al Governo Nazionale e alla Regione Puglia sui temi centrali della politica energetica e sui nuovi indirizzi mondiali sui cambiamenti climatici. A questo proposito, la Regione Puglia ha già avviato politiche importanti di conversione energetica.
Ritiene, inoltre, che un tavolo di confronto e di condivisione per ulteriori scelte sul piano energetico potrebbe favorire gli stessi indirizzi e investimenti delle imprese del settore.
Chiede, quindi, di condividere le scelte con le popolazioni locali perché ciò può rigettare proposte incompatibili ed insostenibili dal territorio e favorire soluzioni coerenti e importanti per lo sviluppo locale; d’istituire, inoltre, un tavolo di confronto sui temi della blu economy e della direttiva Eusair-Macroregione Ionio-Adriatica, sui temi della pesca sostenibile, della qualità ambientale e sulla sostenibilità del turismo e dei trasporti nei nostri mari, di straordinaria importanza ecologica.
L’Assemblea, fermamente convinta a condurre la lotta con ogni mezzo democratico, chiede al Governo di REVOCARE L’AUTORIZZAZIONE alla Petroceltic Italia srl.
Qualora i ministeri dovessero perseverare nell’assurda politica energetica cui condannare l’Adriatico e che espone l’Italia ad eventuale procedura d’infrazione del diritto comunitario, impugneremo l’autorizzazione alla Petroceltic innanzi al TAR del Lazio.
L’Assemblea, infine, prosegue l’impegno della battaglia referendaria.
Il presidente della Regione Puglia,
il presidente della Provincia di Foggia,
il presidente del Parco Nazionale del Gargano,
i sindaci dei Comuni pugliesi,
le associazioni ambientaliste,
la rete NOTRIV
Fonte: Con il Sud si Riparte
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L’Adriatico, mare chiuso e dagli equilibri ambientali fragili, già gravato da 78 concessioni funzionanti per l’estrazione di gas e di petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata, cui si aggiungono 24 ulteriori richieste, non può sopportare altri carichi.
Ribadiamo, ancora una volta, la nostra ferma contrarietà alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico poiché rappresenta un’offesa alla bellezza e alla biodiversità del mare, un danno per altri settori strategici della nostra economia, come il turismo, la pesca e la blu economy. La scelta petrolifera è un rischio senza benefici per le comunità costiere e per tutto il Paese: il greggio presente nel sottosuolo marino italiano, stimato in circa 10 milioni di tonnellate, di scarsa qualità, soddisferebbe il fabbisogno energetico nazionale per appena due mesi con scarsi effetti sull’indipendenza energetica dell’Italia.
In cambio, alla scarsità dei vantaggi corrisponde la grande preoccupazione che desta l’estrazione degli idrocarburi in mare per le possibili perdite sia normali, sia per incidenti, con i danni che deriverebbero per le zone costiere che vivono di turismo e di pesca.
A tale rischio si aggiungono, nell’attuale fase, i danni alla fauna ittica causati dalla tecnica utilizzata per l’individuazione dei giacimenti di idrocarburi, attraverso il cosiddetto airgun. Tale pratica di ricerca, che il Governo ha autorizzato in prossimità delle Tremiti, può avere effetti a decine di chilometri di distanza, almeno 50 (rapporto ISPRA del Maggio 2012) in quanto le esplosioni delle prospezioni sismiche producono fortissimo rumore che investe l’ambiente marino. Le Isole Tremiti sono a 24 km dalla area in cui è stata autorizzata, da parte Ministero dello Sviluppo economico, la ricerca della Petroceltic in un ambiente delicato come quello dell’Adriatico e in prossimità di una delle più belle aree protette marine del Pianeta.
Non possiamo permettere che avvenga tale violazione del mare. Dobbiamo assumerci il compito e la responsabilità di proteggere l’Adriatico per difendere un patrimonio naturalistico unico, un ecosistema importantissimo per l’economia dell’Italia e degli altri Paesi ionio-adriatici e dell’Europa: le bellezze naturali dei luoghi, la cultura, la storia, le attività economiche che sostengono queste comunità costiere.
A questa scelta di ulteriori sacrifici ambientali e rischi, l’Assemblea chiede di poter istituire un tavolo di confronto al Governo Nazionale e alla Regione Puglia sui temi centrali della politica energetica e sui nuovi indirizzi mondiali sui cambiamenti climatici. A questo proposito, la Regione Puglia ha già avviato politiche importanti di conversione energetica.
Ritiene, inoltre, che un tavolo di confronto e di condivisione per ulteriori scelte sul piano energetico potrebbe favorire gli stessi indirizzi e investimenti delle imprese del settore.
Chiede, quindi, di condividere le scelte con le popolazioni locali perché ciò può rigettare proposte incompatibili ed insostenibili dal territorio e favorire soluzioni coerenti e importanti per lo sviluppo locale; d’istituire, inoltre, un tavolo di confronto sui temi della blu economy e della direttiva Eusair-Macroregione Ionio-Adriatica, sui temi della pesca sostenibile, della qualità ambientale e sulla sostenibilità del turismo e dei trasporti nei nostri mari, di straordinaria importanza ecologica.
L’Assemblea, fermamente convinta a condurre la lotta con ogni mezzo democratico, chiede al Governo di REVOCARE L’AUTORIZZAZIONE alla Petroceltic Italia srl.
Qualora i ministeri dovessero perseverare nell’assurda politica energetica cui condannare l’Adriatico e che espone l’Italia ad eventuale procedura d’infrazione del diritto comunitario, impugneremo l’autorizzazione alla Petroceltic innanzi al TAR del Lazio.
L’Assemblea, infine, prosegue l’impegno della battaglia referendaria.
Il presidente della Regione Puglia,
il presidente della Provincia di Foggia,
il presidente del Parco Nazionale del Gargano,
i sindaci dei Comuni pugliesi,
le associazioni ambientaliste,
la rete NOTRIV
Fonte: Con il Sud si Riparte
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lunedì 18 gennaio 2016
Inaugurate in data odierna Lunedì 18/01/2016 le scale dedicate a Massimo Troisi!
Inaugurate in data odierna Lunedì 18/01/2016 le scale dedicate a Massimo Troisi,come da delibera della Commissione Toponomastica. Presenti il sindaco Luigi de Magistris e i familiari dell'attore. Le scale si trovano tra Via Francesco Crispi e Piazza Roffredo Beneventano, e sono quelle dove venne
girata una ormai famosa scena del film ‘Scusate il ritardo’-
Il Partito del Sud è fiero ed orgoglioso d'aver contribuito con due suoi rappresentanti, Andrea Balìa e il prof. Antonio Caratozzolo delegati diretti del Sindaco in Commissione, all'approvazione di tale delibera!
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Inaugurate in data odierna Lunedì 18/01/2016 le scale dedicate a Massimo Troisi,come da delibera della Commissione Toponomastica. Presenti il sindaco Luigi de Magistris e i familiari dell'attore. Le scale si trovano tra Via Francesco Crispi e Piazza Roffredo Beneventano, e sono quelle dove venne
girata una ormai famosa scena del film ‘Scusate il ritardo’-
Il Partito del Sud è fiero ed orgoglioso d'aver contribuito con due suoi rappresentanti, Andrea Balìa e il prof. Antonio Caratozzolo delegati diretti del Sindaco in Commissione, all'approvazione di tale delibera!
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Anche il Partito del Sud presente oggi a Manfredonia contro le trivellazioni!
A Manfredonia contro le trivellazioni, il Partito del Sud c'è...
Anche il Partito del Sud , tramite il Vice Presidente Nazionale il pugliese Michele Dell'Edera, è stato oggi presente a Manfredonia presso il Municipio, insieme al presidente di Regione Michele Emiliano, Puglia. Sono stati presenti inoltre tutti i sindaci della Provincia di Foggia, le associazione e i movimenti ambientalisti, i movimenti #NoTriv e i semplici cittadini.
L’idea del Governo di poter consentire delle ricerche di “idrocarburi” con metodi invasivi è il preludio a danni inenarrabili per l’ambiente delicatissimo dell’Adriatico e delle coste Pugliesi e Molisane e, altresì, prelude, nel caso tali ricerche avessero risultati positivi sgnalando tale presenza, a trivellazioni selvagge del nostro mare.
E’ bene comprendere da parte del Governo che le regioni interessate e i cittadini pugliesi non consentiranno tale scempio.
Il Partito del Sud è al fianco sempre di Michele Emiliano in questa e in altre battaglie confermiamo l’importanza del coordinamento tra regioni del sud e città metropolitane al fine di impedire colpi di mano di qualsiasi genere.
il Coordinamento regionale della Puglia del Partito del Sud
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La dichiarazione del Presidente Michele Emiliano affidata al suo profilo Facebook:
"Oggi a Manfredonia, nella sala consiliare del Comune, iniziativa contro la ricerca di petrolio alle Isole Tremiti con i sindaci, i rappresentanti istituzionali del territorio e le associazioni No Triv.
L'assemblea si è conclusa con la sottoscrizione di un documento congiunto con il quale si chiede al Governo di revocare l'autorizzazione per la ricerca di idrocarburi al largo delle isole Tremiti e di istituire un tavolo di confronto sul tema."
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L'assemblea si è conclusa con la sottoscrizione di un documento congiunto con il quale si chiede al Governo di revocare l'autorizzazione per la ricerca di idrocarburi al largo delle isole Tremiti e di istituire un tavolo di confronto sul tema."
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Intervista video al Presidente Michele Emiliano Fonte: Il Mattino di Foggia
Emiliano: «Fino a quando sarò presidente nessuno bucherà la Puglia»
«Le Isole Tremiti non sono una pratica burocratica, da gestire negli uffici, e il Governo deve dirci qual è la politica energetica che vuole portare avanti. Sulle Tremiti è stato preso un provvedimento pieno di illegittimità», sono alcune delle dichiarazioni rilasciate da Emiliano questa mattina all'incontro contro le trivellazioni in Adriatico, tenuto a Manfredonia
https://www.youtube.com/watch?v=ax6b_-J1rGg
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A Manfredonia contro le trivellazioni, il Partito del Sud c'è...
Anche il Partito del Sud , tramite il Vice Presidente Nazionale il pugliese Michele Dell'Edera, è stato oggi presente a Manfredonia presso il Municipio, insieme al presidente di Regione Michele Emiliano, Puglia. Sono stati presenti inoltre tutti i sindaci della Provincia di Foggia, le associazione e i movimenti ambientalisti, i movimenti #NoTriv e i semplici cittadini.
L’idea del Governo di poter consentire delle ricerche di “idrocarburi” con metodi invasivi è il preludio a danni inenarrabili per l’ambiente delicatissimo dell’Adriatico e delle coste Pugliesi e Molisane e, altresì, prelude, nel caso tali ricerche avessero risultati positivi sgnalando tale presenza, a trivellazioni selvagge del nostro mare.
E’ bene comprendere da parte del Governo che le regioni interessate e i cittadini pugliesi non consentiranno tale scempio.
Il Partito del Sud è al fianco sempre di Michele Emiliano in questa e in altre battaglie confermiamo l’importanza del coordinamento tra regioni del sud e città metropolitane al fine di impedire colpi di mano di qualsiasi genere.
il Coordinamento regionale della Puglia del Partito del Sud
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La dichiarazione del Presidente Michele Emiliano affidata al suo profilo Facebook:
"Oggi a Manfredonia, nella sala consiliare del Comune, iniziativa contro la ricerca di petrolio alle Isole Tremiti con i sindaci, i rappresentanti istituzionali del territorio e le associazioni No Triv.
L'assemblea si è conclusa con la sottoscrizione di un documento congiunto con il quale si chiede al Governo di revocare l'autorizzazione per la ricerca di idrocarburi al largo delle isole Tremiti e di istituire un tavolo di confronto sul tema."
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L'assemblea si è conclusa con la sottoscrizione di un documento congiunto con il quale si chiede al Governo di revocare l'autorizzazione per la ricerca di idrocarburi al largo delle isole Tremiti e di istituire un tavolo di confronto sul tema."
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Intervista video al Presidente Michele Emiliano Fonte: Il Mattino di Foggia
Emiliano: «Fino a quando sarò presidente nessuno bucherà la Puglia»
«Le Isole Tremiti non sono una pratica burocratica, da gestire negli uffici, e il Governo deve dirci qual è la politica energetica che vuole portare avanti. Sulle Tremiti è stato preso un provvedimento pieno di illegittimità», sono alcune delle dichiarazioni rilasciate da Emiliano questa mattina all'incontro contro le trivellazioni in Adriatico, tenuto a Manfredonia
https://www.youtube.com/watch?v=ax6b_-J1rGg
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mercoledì 13 gennaio 2016
Il 18 anche il Partito del Sud a Manfredonia contro le trivellazioni
Anche il Partito del Sud sarà presente a Manfredonia il prossimo 18 ottobre alle 10 presso il Municipio, insieme ai presidenti di Regione Michele Emiliano, Puglia, e Paolo Frattura, Molise. Saranno presenti inoltre tutti i sindaci della Provincia di Foggia, le associazione e i movimenti ambientalisti, i movimenti #NoTriv e i semplici cittadini.
L’idea del Governo di poter consentire delle ricerche di “idrocarburi” con metodi invasivi è il preludio a danni inenarrabili per l’ambiente delicatissimo dell’Adriatico e delle coste Pugliesi e Molisane e, altresì, prelude, nel caso tali ricerche avessero risultati positivi sgnalando tale presenza, a trivellazioni selvagge del nostro mare.
E’ bene comprendere da parte del Governo che le regioni interessate e i cittadini pugliesi e molisani non consentiranno tale scempio.
Il Partito del Sud è al fianco sempre di Michele Emiliano in questa e in altre battaglie confermiamo l’importanza del coordinamento tra regioni del sud e città metropolitane al fine di impedire colpi di mano di qualsiasi genere.
il Coordinamento regionale della Puglia del Partito del Sud
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Anche il Partito del Sud sarà presente a Manfredonia il prossimo 18 ottobre alle 10 presso il Municipio, insieme ai presidenti di Regione Michele Emiliano, Puglia, e Paolo Frattura, Molise. Saranno presenti inoltre tutti i sindaci della Provincia di Foggia, le associazione e i movimenti ambientalisti, i movimenti #NoTriv e i semplici cittadini.
L’idea del Governo di poter consentire delle ricerche di “idrocarburi” con metodi invasivi è il preludio a danni inenarrabili per l’ambiente delicatissimo dell’Adriatico e delle coste Pugliesi e Molisane e, altresì, prelude, nel caso tali ricerche avessero risultati positivi sgnalando tale presenza, a trivellazioni selvagge del nostro mare.
E’ bene comprendere da parte del Governo che le regioni interessate e i cittadini pugliesi e molisani non consentiranno tale scempio.
Il Partito del Sud è al fianco sempre di Michele Emiliano in questa e in altre battaglie confermiamo l’importanza del coordinamento tra regioni del sud e città metropolitane al fine di impedire colpi di mano di qualsiasi genere.
il Coordinamento regionale della Puglia del Partito del Sud
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lunedì 11 gennaio 2016
A ROMA IN DIFESA DEI NOSTRI TERRITORI E DELLA COSTITUZIONE !
Di Natale Cuccurese
In quale paese europeo o di solida democrazia sarebbe possibile assistere , senza che la stampa insorga, a quello che assistiamo ormai quotidianamente in Italia?
Un girotondo delirante a base di conflitti di interesse, come nel caso della Banca Etruria, ove dalle ultime indiscrezioni giornalistiche in attesa del responso della Magistratura, sembra che il conflitto di interessi non riguardi più solo la Ministra Boschi ma anche il Premier Renzi, e figuracce internazionali, che richiamano alla mente episodi fra i più trash dei film della commedia all’italiana,
a base di risse poco dignitose per accaparrarsi un Rolex come accaduto recentemente alla delegazione governativa in visita a Riad, che provocano ilarità anche sui giornali turchi amici di Renzi.
In altri paesi abbiamo assistito a ben altro comportamento, con dimissioni per molto meno. Ad esempio in Germania il primo ministro Helmut Khol si dimise nel 2000 per uno scandalo che riguardava finanziamenti illeciti al partito di cui era segretario.
Sempre in Germania nel 2012 il presidente della Repubblica Christian Wulff si dimise per un’accusa di interesse privato in ufficio. Un finanziamento a tasso agevolato ottenuto da un imprenditore amico e qualche notte di vacanza pagata da altri.
In Inghilterra Jacqui Smith, ministro degli affari Interni nel 2009 si dimise per un problema di rimborsi spese impropri per poche sterline.
In Italia l’idea di dimissioni non sfiora la mente di nessuno, oggi come in passato, per fatti anche già accertati e ben più gravi di quelli portati ad esempio, nonchè per cifre ben più consistenti.
L’abisso sembra non avere poi fondo visto che ieri sera si rilancia con la scoperta , venuta alla luce grazie all’alzata di scudi del Presidente pugliese Michele Emiliano, che per circa 1900,00 €, cioè una sorta di "Piatto di lenticchie", dati dalla Petroceltic al Governo Renzi come compenso, è stato dato il via alla concessione per le ricerche petrolifere in un angolo esclusivo dell'Adriatico quale il mare delle isole Tremite (sottoscritto dal MISE il 22 dicembre u.s.). Il tutto in spregio alla decenza, alla logica, alla volontà politica locale e sicuramente popolare. Mettendo così seriamente a rischio di inquinamento uno dei posti più incantevoli d'Italia, non solo della Puglia o del Gargano.
Un rischio concreto non solo di disastro ecologico ma anche turistico e quindi economico per un valore ben superiore alla mancia di pochi euro ottenuta.
Ormai siamo al di fuori dalla logica e dal buon senso. L’uomo solo al comando sta provocando disastri inenarrabili malgrado l’alzata di scudi su questo tema di ben dieci regioni. Le vicende aperte da questo Governo sono numerose e quasi sempre perseguono un disegno contrario alle necessità popolari. Dalla Sanità con i relativi tagli a pioggia, alle pensioni, al Jobs Act con la perdita di dignità e tutela dei lavoratori, alla prossima svendita dei beni pubblici, con le privatizzazioni anche immobiliari, cioè di beni di tutti noi…Non parliamo poi dell’azione di questo Governo verso il Sud, in attesa del Masterplan, mai arrivato e di investimenti rimasti solo sulla carta, arrivano le trivelle…
A questo si aggiunga poi la vicenda odierna, drammatica, che è poco evidenziata dai media e che racchiude e semplifica tutto quanto detto sopra, cioè la modifica della Costituzione.
Modifica al voto oggi in Parlamento, con norme che concentrano tutto il potere nelle mani del Premier, attraverso la cancellazione del Senato ed una legge elettorale che conferisce al partito vincente, e quindi al primo Ministro, una maggioranza ti tipo assoluto, grazie ad un abnorme premio di maggioranza, più alto di quello della legge Acerbo. Figuriamoci se questo è il presente quali guasti, anche di deriva autoritaria, ci dobbiamo aspettare per il futuro.
Ecco perché oggi saremo presenti in Parlamento a Roma, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione a difesa della Costituzione, e perché da tempo abbiamo aderito al “Coordinamento Democrazia Costituzionale” costituito da decine di cittadini, Comitati, Movimenti e Partiti schierati a difesa del dettato costituzionale.
Per denunciare ed opporsi a questo stato di cose l’appuntamento è quindi per le ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina, dove si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Comitato a cui aderiremo come Partito del Sud, per far fronte comune con tutte quelle forze sane della nazione che intendono opporsi democraticamente alla deriva autoritaria che avanza impetuosa.
In questo sarà decisivo il sostegno di quegli Amministratori eletti democraticamente dal popolo, come Sindaci e Presidenti di Regione, che potranno dare un impulso decisivo alla resistenza a questi soprusi. Il nostro pensiero va ovviamente in primis agli amici de Magistris ed Emiliano che da sempre e anche in queste ore hanno dimostrato nei fatti di essere schierati a difesa dei territori che rappresentano. L’ipotesi poi ventilata da de Magistris, sicuramente interessante, di autonomia della città di Napoli, con tanto di delega al riguardo rilasciata al Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balia, a nostro avviso andrebbe pensata e proposta non tanto e non solo come capacità impositiva e di spesa della città stessa, ma come un punto di partenza verso un ruolo che la città di Napoli dovrebbe andare a ritagliarsi all’interno di un coordinamento tra regioni e città metropolitane in ottica macroregionale. Il momento è adesso !
.
Leggi tutto »
In quale paese europeo o di solida democrazia sarebbe possibile assistere , senza che la stampa insorga, a quello che assistiamo ormai quotidianamente in Italia?
Un girotondo delirante a base di conflitti di interesse, come nel caso della Banca Etruria, ove dalle ultime indiscrezioni giornalistiche in attesa del responso della Magistratura, sembra che il conflitto di interessi non riguardi più solo la Ministra Boschi ma anche il Premier Renzi, e figuracce internazionali, che richiamano alla mente episodi fra i più trash dei film della commedia all’italiana,
a base di risse poco dignitose per accaparrarsi un Rolex come accaduto recentemente alla delegazione governativa in visita a Riad, che provocano ilarità anche sui giornali turchi amici di Renzi.
In altri paesi abbiamo assistito a ben altro comportamento, con dimissioni per molto meno. Ad esempio in Germania il primo ministro Helmut Khol si dimise nel 2000 per uno scandalo che riguardava finanziamenti illeciti al partito di cui era segretario.
Sempre in Germania nel 2012 il presidente della Repubblica Christian Wulff si dimise per un’accusa di interesse privato in ufficio. Un finanziamento a tasso agevolato ottenuto da un imprenditore amico e qualche notte di vacanza pagata da altri.
In Inghilterra Jacqui Smith, ministro degli affari Interni nel 2009 si dimise per un problema di rimborsi spese impropri per poche sterline.
In Italia l’idea di dimissioni non sfiora la mente di nessuno, oggi come in passato, per fatti anche già accertati e ben più gravi di quelli portati ad esempio, nonchè per cifre ben più consistenti.
L’abisso sembra non avere poi fondo visto che ieri sera si rilancia con la scoperta , venuta alla luce grazie all’alzata di scudi del Presidente pugliese Michele Emiliano, che per circa 1900,00 €, cioè una sorta di "Piatto di lenticchie", dati dalla Petroceltic al Governo Renzi come compenso, è stato dato il via alla concessione per le ricerche petrolifere in un angolo esclusivo dell'Adriatico quale il mare delle isole Tremite (sottoscritto dal MISE il 22 dicembre u.s.). Il tutto in spregio alla decenza, alla logica, alla volontà politica locale e sicuramente popolare. Mettendo così seriamente a rischio di inquinamento uno dei posti più incantevoli d'Italia, non solo della Puglia o del Gargano.
Un rischio concreto non solo di disastro ecologico ma anche turistico e quindi economico per un valore ben superiore alla mancia di pochi euro ottenuta.
Ormai siamo al di fuori dalla logica e dal buon senso. L’uomo solo al comando sta provocando disastri inenarrabili malgrado l’alzata di scudi su questo tema di ben dieci regioni. Le vicende aperte da questo Governo sono numerose e quasi sempre perseguono un disegno contrario alle necessità popolari. Dalla Sanità con i relativi tagli a pioggia, alle pensioni, al Jobs Act con la perdita di dignità e tutela dei lavoratori, alla prossima svendita dei beni pubblici, con le privatizzazioni anche immobiliari, cioè di beni di tutti noi…Non parliamo poi dell’azione di questo Governo verso il Sud, in attesa del Masterplan, mai arrivato e di investimenti rimasti solo sulla carta, arrivano le trivelle…
A questo si aggiunga poi la vicenda odierna, drammatica, che è poco evidenziata dai media e che racchiude e semplifica tutto quanto detto sopra, cioè la modifica della Costituzione.
Modifica al voto oggi in Parlamento, con norme che concentrano tutto il potere nelle mani del Premier, attraverso la cancellazione del Senato ed una legge elettorale che conferisce al partito vincente, e quindi al primo Ministro, una maggioranza ti tipo assoluto, grazie ad un abnorme premio di maggioranza, più alto di quello della legge Acerbo. Figuriamoci se questo è il presente quali guasti, anche di deriva autoritaria, ci dobbiamo aspettare per il futuro.
Ecco perché oggi saremo presenti in Parlamento a Roma, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione a difesa della Costituzione, e perché da tempo abbiamo aderito al “Coordinamento Democrazia Costituzionale” costituito da decine di cittadini, Comitati, Movimenti e Partiti schierati a difesa del dettato costituzionale.
Per denunciare ed opporsi a questo stato di cose l’appuntamento è quindi per le ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina, dove si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Comitato a cui aderiremo come Partito del Sud, per far fronte comune con tutte quelle forze sane della nazione che intendono opporsi democraticamente alla deriva autoritaria che avanza impetuosa.
In questo sarà decisivo il sostegno di quegli Amministratori eletti democraticamente dal popolo, come Sindaci e Presidenti di Regione, che potranno dare un impulso decisivo alla resistenza a questi soprusi. Il nostro pensiero va ovviamente in primis agli amici de Magistris ed Emiliano che da sempre e anche in queste ore hanno dimostrato nei fatti di essere schierati a difesa dei territori che rappresentano. L’ipotesi poi ventilata da de Magistris, sicuramente interessante, di autonomia della città di Napoli, con tanto di delega al riguardo rilasciata al Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balia, a nostro avviso andrebbe pensata e proposta non tanto e non solo come capacità impositiva e di spesa della città stessa, ma come un punto di partenza verso un ruolo che la città di Napoli dovrebbe andare a ritagliarsi all’interno di un coordinamento tra regioni e città metropolitane in ottica macroregionale. Il momento è adesso !
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Di Natale Cuccurese
In quale paese europeo o di solida democrazia sarebbe possibile assistere , senza che la stampa insorga, a quello che assistiamo ormai quotidianamente in Italia?
Un girotondo delirante a base di conflitti di interesse, come nel caso della Banca Etruria, ove dalle ultime indiscrezioni giornalistiche in attesa del responso della Magistratura, sembra che il conflitto di interessi non riguardi più solo la Ministra Boschi ma anche il Premier Renzi, e figuracce internazionali, che richiamano alla mente episodi fra i più trash dei film della commedia all’italiana,
a base di risse poco dignitose per accaparrarsi un Rolex come accaduto recentemente alla delegazione governativa in visita a Riad, che provocano ilarità anche sui giornali turchi amici di Renzi.
In altri paesi abbiamo assistito a ben altro comportamento, con dimissioni per molto meno. Ad esempio in Germania il primo ministro Helmut Khol si dimise nel 2000 per uno scandalo che riguardava finanziamenti illeciti al partito di cui era segretario.
Sempre in Germania nel 2012 il presidente della Repubblica Christian Wulff si dimise per un’accusa di interesse privato in ufficio. Un finanziamento a tasso agevolato ottenuto da un imprenditore amico e qualche notte di vacanza pagata da altri.
In Inghilterra Jacqui Smith, ministro degli affari Interni nel 2009 si dimise per un problema di rimborsi spese impropri per poche sterline.
In Italia l’idea di dimissioni non sfiora la mente di nessuno, oggi come in passato, per fatti anche già accertati e ben più gravi di quelli portati ad esempio, nonchè per cifre ben più consistenti.
L’abisso sembra non avere poi fondo visto che ieri sera si rilancia con la scoperta , venuta alla luce grazie all’alzata di scudi del Presidente pugliese Michele Emiliano, che per circa 1900,00 €, cioè una sorta di "Piatto di lenticchie", dati dalla Petroceltic al Governo Renzi come compenso, è stato dato il via alla concessione per le ricerche petrolifere in un angolo esclusivo dell'Adriatico quale il mare delle isole Tremite (sottoscritto dal MISE il 22 dicembre u.s.). Il tutto in spregio alla decenza, alla logica, alla volontà politica locale e sicuramente popolare. Mettendo così seriamente a rischio di inquinamento uno dei posti più incantevoli d'Italia, non solo della Puglia o del Gargano.
Un rischio concreto non solo di disastro ecologico ma anche turistico e quindi economico per un valore ben superiore alla mancia di pochi euro ottenuta.
Ormai siamo al di fuori dalla logica e dal buon senso. L’uomo solo al comando sta provocando disastri inenarrabili malgrado l’alzata di scudi su questo tema di ben dieci regioni. Le vicende aperte da questo Governo sono numerose e quasi sempre perseguono un disegno contrario alle necessità popolari. Dalla Sanità con i relativi tagli a pioggia, alle pensioni, al Jobs Act con la perdita di dignità e tutela dei lavoratori, alla prossima svendita dei beni pubblici, con le privatizzazioni anche immobiliari, cioè di beni di tutti noi…Non parliamo poi dell’azione di questo Governo verso il Sud, in attesa del Masterplan, mai arrivato e di investimenti rimasti solo sulla carta, arrivano le trivelle…
A questo si aggiunga poi la vicenda odierna, drammatica, che è poco evidenziata dai media e che racchiude e semplifica tutto quanto detto sopra, cioè la modifica della Costituzione.
Modifica al voto oggi in Parlamento, con norme che concentrano tutto il potere nelle mani del Premier, attraverso la cancellazione del Senato ed una legge elettorale che conferisce al partito vincente, e quindi al primo Ministro, una maggioranza ti tipo assoluto, grazie ad un abnorme premio di maggioranza, più alto di quello della legge Acerbo. Figuriamoci se questo è il presente quali guasti, anche di deriva autoritaria, ci dobbiamo aspettare per il futuro.
Ecco perché oggi saremo presenti in Parlamento a Roma, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione a difesa della Costituzione, e perché da tempo abbiamo aderito al “Coordinamento Democrazia Costituzionale” costituito da decine di cittadini, Comitati, Movimenti e Partiti schierati a difesa del dettato costituzionale.
Per denunciare ed opporsi a questo stato di cose l’appuntamento è quindi per le ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina, dove si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Comitato a cui aderiremo come Partito del Sud, per far fronte comune con tutte quelle forze sane della nazione che intendono opporsi democraticamente alla deriva autoritaria che avanza impetuosa.
In questo sarà decisivo il sostegno di quegli Amministratori eletti democraticamente dal popolo, come Sindaci e Presidenti di Regione, che potranno dare un impulso decisivo alla resistenza a questi soprusi. Il nostro pensiero va ovviamente in primis agli amici de Magistris ed Emiliano che da sempre e anche in queste ore hanno dimostrato nei fatti di essere schierati a difesa dei territori che rappresentano. L’ipotesi poi ventilata da de Magistris, sicuramente interessante, di autonomia della città di Napoli, con tanto di delega al riguardo rilasciata al Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balia, a nostro avviso andrebbe pensata e proposta non tanto e non solo come capacità impositiva e di spesa della città stessa, ma come un punto di partenza verso un ruolo che la città di Napoli dovrebbe andare a ritagliarsi all’interno di un coordinamento tra regioni e città metropolitane in ottica macroregionale. Il momento è adesso !
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In quale paese europeo o di solida democrazia sarebbe possibile assistere , senza che la stampa insorga, a quello che assistiamo ormai quotidianamente in Italia?
Un girotondo delirante a base di conflitti di interesse, come nel caso della Banca Etruria, ove dalle ultime indiscrezioni giornalistiche in attesa del responso della Magistratura, sembra che il conflitto di interessi non riguardi più solo la Ministra Boschi ma anche il Premier Renzi, e figuracce internazionali, che richiamano alla mente episodi fra i più trash dei film della commedia all’italiana,
a base di risse poco dignitose per accaparrarsi un Rolex come accaduto recentemente alla delegazione governativa in visita a Riad, che provocano ilarità anche sui giornali turchi amici di Renzi.
In altri paesi abbiamo assistito a ben altro comportamento, con dimissioni per molto meno. Ad esempio in Germania il primo ministro Helmut Khol si dimise nel 2000 per uno scandalo che riguardava finanziamenti illeciti al partito di cui era segretario.
Sempre in Germania nel 2012 il presidente della Repubblica Christian Wulff si dimise per un’accusa di interesse privato in ufficio. Un finanziamento a tasso agevolato ottenuto da un imprenditore amico e qualche notte di vacanza pagata da altri.
In Inghilterra Jacqui Smith, ministro degli affari Interni nel 2009 si dimise per un problema di rimborsi spese impropri per poche sterline.
In Italia l’idea di dimissioni non sfiora la mente di nessuno, oggi come in passato, per fatti anche già accertati e ben più gravi di quelli portati ad esempio, nonchè per cifre ben più consistenti.
L’abisso sembra non avere poi fondo visto che ieri sera si rilancia con la scoperta , venuta alla luce grazie all’alzata di scudi del Presidente pugliese Michele Emiliano, che per circa 1900,00 €, cioè una sorta di "Piatto di lenticchie", dati dalla Petroceltic al Governo Renzi come compenso, è stato dato il via alla concessione per le ricerche petrolifere in un angolo esclusivo dell'Adriatico quale il mare delle isole Tremite (sottoscritto dal MISE il 22 dicembre u.s.). Il tutto in spregio alla decenza, alla logica, alla volontà politica locale e sicuramente popolare. Mettendo così seriamente a rischio di inquinamento uno dei posti più incantevoli d'Italia, non solo della Puglia o del Gargano.
Un rischio concreto non solo di disastro ecologico ma anche turistico e quindi economico per un valore ben superiore alla mancia di pochi euro ottenuta.
Ormai siamo al di fuori dalla logica e dal buon senso. L’uomo solo al comando sta provocando disastri inenarrabili malgrado l’alzata di scudi su questo tema di ben dieci regioni. Le vicende aperte da questo Governo sono numerose e quasi sempre perseguono un disegno contrario alle necessità popolari. Dalla Sanità con i relativi tagli a pioggia, alle pensioni, al Jobs Act con la perdita di dignità e tutela dei lavoratori, alla prossima svendita dei beni pubblici, con le privatizzazioni anche immobiliari, cioè di beni di tutti noi…Non parliamo poi dell’azione di questo Governo verso il Sud, in attesa del Masterplan, mai arrivato e di investimenti rimasti solo sulla carta, arrivano le trivelle…
A questo si aggiunga poi la vicenda odierna, drammatica, che è poco evidenziata dai media e che racchiude e semplifica tutto quanto detto sopra, cioè la modifica della Costituzione.
Modifica al voto oggi in Parlamento, con norme che concentrano tutto il potere nelle mani del Premier, attraverso la cancellazione del Senato ed una legge elettorale che conferisce al partito vincente, e quindi al primo Ministro, una maggioranza ti tipo assoluto, grazie ad un abnorme premio di maggioranza, più alto di quello della legge Acerbo. Figuriamoci se questo è il presente quali guasti, anche di deriva autoritaria, ci dobbiamo aspettare per il futuro.
Ecco perché oggi saremo presenti in Parlamento a Roma, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione a difesa della Costituzione, e perché da tempo abbiamo aderito al “Coordinamento Democrazia Costituzionale” costituito da decine di cittadini, Comitati, Movimenti e Partiti schierati a difesa del dettato costituzionale.
Per denunciare ed opporsi a questo stato di cose l’appuntamento è quindi per le ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina, dove si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Comitato a cui aderiremo come Partito del Sud, per far fronte comune con tutte quelle forze sane della nazione che intendono opporsi democraticamente alla deriva autoritaria che avanza impetuosa.
In questo sarà decisivo il sostegno di quegli Amministratori eletti democraticamente dal popolo, come Sindaci e Presidenti di Regione, che potranno dare un impulso decisivo alla resistenza a questi soprusi. Il nostro pensiero va ovviamente in primis agli amici de Magistris ed Emiliano che da sempre e anche in queste ore hanno dimostrato nei fatti di essere schierati a difesa dei territori che rappresentano. L’ipotesi poi ventilata da de Magistris, sicuramente interessante, di autonomia della città di Napoli, con tanto di delega al riguardo rilasciata al Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balia, a nostro avviso andrebbe pensata e proposta non tanto e non solo come capacità impositiva e di spesa della città stessa, ma come un punto di partenza verso un ruolo che la città di Napoli dovrebbe andare a ritagliarsi all’interno di un coordinamento tra regioni e città metropolitane in ottica macroregionale. Il momento è adesso !
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sabato 9 gennaio 2016
Forum a Napoli sulla responsabilità della cosa pubblica con de Magistris. Noi del PdelSUD c'eravamo..
In una sala strapiena di centinaia di persone s'è tenuta, stamani Sabato 09/01/2016 nello splendido Palazzo Serra di Cassano dell'Istituto degli Studi Filosofici a Napoli, la conferenza "La responsabilità della cosa pubblica", organizzata dall'Associazione "Vivo a Napoli", con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha risposto alle domande su trasporti, cultura, spazio urbano degli altri relatori presenti tra cui lo scrittore Maurizio De Giovanni.
Uditorio estremamente attento e interessato che ha riservato al sindaco applausi sentiti alle sue risposte tra cui uno in particolare durato diversi minuti.
Presente una delegazione del Partito del Sud.
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In una sala strapiena di centinaia di persone s'è tenuta, stamani Sabato 09/01/2016 nello splendido Palazzo Serra di Cassano dell'Istituto degli Studi Filosofici a Napoli, la conferenza "La responsabilità della cosa pubblica", organizzata dall'Associazione "Vivo a Napoli", con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha risposto alle domande su trasporti, cultura, spazio urbano degli altri relatori presenti tra cui lo scrittore Maurizio De Giovanni.
Uditorio estremamente attento e interessato che ha riservato al sindaco applausi sentiti alle sue risposte tra cui uno in particolare durato diversi minuti.
Presente una delegazione del Partito del Sud.
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lunedì 4 gennaio 2016
COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI: l' 11 Gennaio 2016 in Aula dei Deputati presenti anche membri del Partito del Sud a difesa della Costituzione.
Il Partito del Sud, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione di Roma a difesa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, ha da tempo aderito al “Coordinamento Democrazia Costituzionale” costituito da decine di singoli cittadini, Comitati, Movimenti e Partiti schierati a difesa del dettato costituzionale.
Da sempre affermiamo come Partito del Sud che la Costituzione non va modificata ma solo e finalmente applicata, soprattutto nei suoi principi di uguaglianza. Se così fosse avvenuto non si sarebbero materializzate quelle storture e discriminazioni, anche territoriali, che fanno del Sud Italia la Macroregione con il PIL più basso d’Europa. Ora, di fronte al risvegliarsi delle coscienze dei popoli del nostro Sud, favorito anche da una più attenta analisi storiografica risorgimentale, il potere politico e finanziario tenta di soggiogare ancora una volta la nostra voglia di democrazia, riscatto e libertà modificando impropriamente la Costituzione ad opera di un Parlamento di nominati ad opera di una legge già da tempo dichiarata incostituzionale della Consulta.
Sicuramente spregiudicato e abile, Renzi prosegue nel tentativo di instaurare in Italia un regime caratterizzato dalla sostanziale negazione di alcuni principi costituzionali, a partire dal fondamentale diritto all’uguaglianza. Un punto particolarmente sensibile del disegno renziano è costituito dal rifacimento delle istituzioni repubblicane, liquidando il Senato, trasformato in un’accolita di amministratori locali che potranno giovarsi dell’immunità penale nel caso di eventuali malefatte ed una nuova legge elettorale anch’essa gravata da evidenti tratti di incostituzionalità.
Scrive al riguardo il Coordinamento per la democrazia costituzionale: “È grave che si arrivi a una legge elettorale che non cancella le storture del Porcellum, e non tiene conto dei chiari principi posti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014, sulla rappresentanza e sul voto libero ed uguale come pietre angolari del sistema democratico. Principi che vengono ulteriormente lesi dalla riforma costituzionale, contestualmente in discussione, che da un lato addirittura elimina il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Senato – in chiara violazione dell’art. 1 della Costituzione – e, dall’altro, determina una abnorme concentrazione di poteri in favore dell’esecutivo e in particolare del Presidente del Consiglio”.
E’ grave che ciò avvenga, prosegue il Comitato “attraverso ripetute forzature e violazioni di prassi, regolamenti, e persino della stessa Costituzione”. Ancora più grave “che tutto ciò venga compiuto approfittando dei numerosi parlamentari dichiarati illegittimi dalla sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, ma mantenuti arbitrariamente nelle loro funzioni al fine, non consentito ad un Parlamento delegittimato, di rivedere la forma di governo e la forma di Stato previste dalla Costituzione”.
Per denunciare questo stato di cose l’11 gennaio 2016 alle ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Presiederanno Alfiero Grandi e Domenico Gallo del Coordinamento Democrazia Costituzionale. Introdurra' i lavori il prof. Alessandro Pace Interverranno:prof. Gaetano Azzariti, avv. Felice Besostri, prof. Lorenza Carlassare,prof. Gianni Ferrara, prof. Stefano Rodota',prof. Massimo Villone Intervento conclusivo prof. Gustavo Zagrebelsky.
A sostegno dell'iniziativa saranno presenti in aula alcuni componenti del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud capitanati dal Vice Presidente Nazionale Michele Dell’Edera.
Il Partito del Sud continua così concretamente e coerentemente la sua opera a favore dei diritti di tutti i cittadini, unica strada democratica e non violenta per l’affermarsi di una nuova alba di riscatto per i nostri territori.
Segreteria Politica Nazionale Partito del Sud
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Da sempre affermiamo come Partito del Sud che la Costituzione non va modificata ma solo e finalmente applicata, soprattutto nei suoi principi di uguaglianza. Se così fosse avvenuto non si sarebbero materializzate quelle storture e discriminazioni, anche territoriali, che fanno del Sud Italia la Macroregione con il PIL più basso d’Europa. Ora, di fronte al risvegliarsi delle coscienze dei popoli del nostro Sud, favorito anche da una più attenta analisi storiografica risorgimentale, il potere politico e finanziario tenta di soggiogare ancora una volta la nostra voglia di democrazia, riscatto e libertà modificando impropriamente la Costituzione ad opera di un Parlamento di nominati ad opera di una legge già da tempo dichiarata incostituzionale della Consulta.
Sicuramente spregiudicato e abile, Renzi prosegue nel tentativo di instaurare in Italia un regime caratterizzato dalla sostanziale negazione di alcuni principi costituzionali, a partire dal fondamentale diritto all’uguaglianza. Un punto particolarmente sensibile del disegno renziano è costituito dal rifacimento delle istituzioni repubblicane, liquidando il Senato, trasformato in un’accolita di amministratori locali che potranno giovarsi dell’immunità penale nel caso di eventuali malefatte ed una nuova legge elettorale anch’essa gravata da evidenti tratti di incostituzionalità.
Scrive al riguardo il Coordinamento per la democrazia costituzionale: “È grave che si arrivi a una legge elettorale che non cancella le storture del Porcellum, e non tiene conto dei chiari principi posti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014, sulla rappresentanza e sul voto libero ed uguale come pietre angolari del sistema democratico. Principi che vengono ulteriormente lesi dalla riforma costituzionale, contestualmente in discussione, che da un lato addirittura elimina il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Senato – in chiara violazione dell’art. 1 della Costituzione – e, dall’altro, determina una abnorme concentrazione di poteri in favore dell’esecutivo e in particolare del Presidente del Consiglio”.
E’ grave che ciò avvenga, prosegue il Comitato “attraverso ripetute forzature e violazioni di prassi, regolamenti, e persino della stessa Costituzione”. Ancora più grave “che tutto ciò venga compiuto approfittando dei numerosi parlamentari dichiarati illegittimi dalla sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, ma mantenuti arbitrariamente nelle loro funzioni al fine, non consentito ad un Parlamento delegittimato, di rivedere la forma di governo e la forma di Stato previste dalla Costituzione”.
Per denunciare questo stato di cose l’11 gennaio 2016 alle ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Presiederanno Alfiero Grandi e Domenico Gallo del Coordinamento Democrazia Costituzionale. Introdurra' i lavori il prof. Alessandro Pace Interverranno:prof. Gaetano Azzariti, avv. Felice Besostri, prof. Lorenza Carlassare,prof. Gianni Ferrara, prof. Stefano Rodota',prof. Massimo Villone Intervento conclusivo prof. Gustavo Zagrebelsky.
A sostegno dell'iniziativa saranno presenti in aula alcuni componenti del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud capitanati dal Vice Presidente Nazionale Michele Dell’Edera.
Il Partito del Sud continua così concretamente e coerentemente la sua opera a favore dei diritti di tutti i cittadini, unica strada democratica e non violenta per l’affermarsi di una nuova alba di riscatto per i nostri territori.
Segreteria Politica Nazionale Partito del Sud
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Il Partito del Sud, dopo aver partecipato già nel 2013 alla manifestazione di Roma a difesa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, ha da tempo aderito al “Coordinamento Democrazia Costituzionale” costituito da decine di singoli cittadini, Comitati, Movimenti e Partiti schierati a difesa del dettato costituzionale.
Da sempre affermiamo come Partito del Sud che la Costituzione non va modificata ma solo e finalmente applicata, soprattutto nei suoi principi di uguaglianza. Se così fosse avvenuto non si sarebbero materializzate quelle storture e discriminazioni, anche territoriali, che fanno del Sud Italia la Macroregione con il PIL più basso d’Europa. Ora, di fronte al risvegliarsi delle coscienze dei popoli del nostro Sud, favorito anche da una più attenta analisi storiografica risorgimentale, il potere politico e finanziario tenta di soggiogare ancora una volta la nostra voglia di democrazia, riscatto e libertà modificando impropriamente la Costituzione ad opera di un Parlamento di nominati ad opera di una legge già da tempo dichiarata incostituzionale della Consulta.
Sicuramente spregiudicato e abile, Renzi prosegue nel tentativo di instaurare in Italia un regime caratterizzato dalla sostanziale negazione di alcuni principi costituzionali, a partire dal fondamentale diritto all’uguaglianza. Un punto particolarmente sensibile del disegno renziano è costituito dal rifacimento delle istituzioni repubblicane, liquidando il Senato, trasformato in un’accolita di amministratori locali che potranno giovarsi dell’immunità penale nel caso di eventuali malefatte ed una nuova legge elettorale anch’essa gravata da evidenti tratti di incostituzionalità.
Scrive al riguardo il Coordinamento per la democrazia costituzionale: “È grave che si arrivi a una legge elettorale che non cancella le storture del Porcellum, e non tiene conto dei chiari principi posti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014, sulla rappresentanza e sul voto libero ed uguale come pietre angolari del sistema democratico. Principi che vengono ulteriormente lesi dalla riforma costituzionale, contestualmente in discussione, che da un lato addirittura elimina il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Senato – in chiara violazione dell’art. 1 della Costituzione – e, dall’altro, determina una abnorme concentrazione di poteri in favore dell’esecutivo e in particolare del Presidente del Consiglio”.
E’ grave che ciò avvenga, prosegue il Comitato “attraverso ripetute forzature e violazioni di prassi, regolamenti, e persino della stessa Costituzione”. Ancora più grave “che tutto ciò venga compiuto approfittando dei numerosi parlamentari dichiarati illegittimi dalla sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, ma mantenuti arbitrariamente nelle loro funzioni al fine, non consentito ad un Parlamento delegittimato, di rivedere la forma di governo e la forma di Stato previste dalla Costituzione”.
Per denunciare questo stato di cose l’11 gennaio 2016 alle ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Presiederanno Alfiero Grandi e Domenico Gallo del Coordinamento Democrazia Costituzionale. Introdurra' i lavori il prof. Alessandro Pace Interverranno:prof. Gaetano Azzariti, avv. Felice Besostri, prof. Lorenza Carlassare,prof. Gianni Ferrara, prof. Stefano Rodota',prof. Massimo Villone Intervento conclusivo prof. Gustavo Zagrebelsky.
A sostegno dell'iniziativa saranno presenti in aula alcuni componenti del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud capitanati dal Vice Presidente Nazionale Michele Dell’Edera.
Il Partito del Sud continua così concretamente e coerentemente la sua opera a favore dei diritti di tutti i cittadini, unica strada democratica e non violenta per l’affermarsi di una nuova alba di riscatto per i nostri territori.
Segreteria Politica Nazionale Partito del Sud
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Da sempre affermiamo come Partito del Sud che la Costituzione non va modificata ma solo e finalmente applicata, soprattutto nei suoi principi di uguaglianza. Se così fosse avvenuto non si sarebbero materializzate quelle storture e discriminazioni, anche territoriali, che fanno del Sud Italia la Macroregione con il PIL più basso d’Europa. Ora, di fronte al risvegliarsi delle coscienze dei popoli del nostro Sud, favorito anche da una più attenta analisi storiografica risorgimentale, il potere politico e finanziario tenta di soggiogare ancora una volta la nostra voglia di democrazia, riscatto e libertà modificando impropriamente la Costituzione ad opera di un Parlamento di nominati ad opera di una legge già da tempo dichiarata incostituzionale della Consulta.
Sicuramente spregiudicato e abile, Renzi prosegue nel tentativo di instaurare in Italia un regime caratterizzato dalla sostanziale negazione di alcuni principi costituzionali, a partire dal fondamentale diritto all’uguaglianza. Un punto particolarmente sensibile del disegno renziano è costituito dal rifacimento delle istituzioni repubblicane, liquidando il Senato, trasformato in un’accolita di amministratori locali che potranno giovarsi dell’immunità penale nel caso di eventuali malefatte ed una nuova legge elettorale anch’essa gravata da evidenti tratti di incostituzionalità.
Scrive al riguardo il Coordinamento per la democrazia costituzionale: “È grave che si arrivi a una legge elettorale che non cancella le storture del Porcellum, e non tiene conto dei chiari principi posti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014, sulla rappresentanza e sul voto libero ed uguale come pietre angolari del sistema democratico. Principi che vengono ulteriormente lesi dalla riforma costituzionale, contestualmente in discussione, che da un lato addirittura elimina il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Senato – in chiara violazione dell’art. 1 della Costituzione – e, dall’altro, determina una abnorme concentrazione di poteri in favore dell’esecutivo e in particolare del Presidente del Consiglio”.
E’ grave che ciò avvenga, prosegue il Comitato “attraverso ripetute forzature e violazioni di prassi, regolamenti, e persino della stessa Costituzione”. Ancora più grave “che tutto ciò venga compiuto approfittando dei numerosi parlamentari dichiarati illegittimi dalla sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, ma mantenuti arbitrariamente nelle loro funzioni al fine, non consentito ad un Parlamento delegittimato, di rivedere la forma di governo e la forma di Stato previste dalla Costituzione”.
Per denunciare questo stato di cose l’11 gennaio 2016 alle ore 15 alla Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio – Roma nella Sala della Regina si andrà a costituire il COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA LEGGE RENZI-BOSCHI.
Presiederanno Alfiero Grandi e Domenico Gallo del Coordinamento Democrazia Costituzionale. Introdurra' i lavori il prof. Alessandro Pace Interverranno:prof. Gaetano Azzariti, avv. Felice Besostri, prof. Lorenza Carlassare,prof. Gianni Ferrara, prof. Stefano Rodota',prof. Massimo Villone Intervento conclusivo prof. Gustavo Zagrebelsky.
A sostegno dell'iniziativa saranno presenti in aula alcuni componenti del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud capitanati dal Vice Presidente Nazionale Michele Dell’Edera.
Il Partito del Sud continua così concretamente e coerentemente la sua opera a favore dei diritti di tutti i cittadini, unica strada democratica e non violenta per l’affermarsi di una nuova alba di riscatto per i nostri territori.
Segreteria Politica Nazionale Partito del Sud
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Sud: Dividerlo per governarlo, quindi uniti si vince
Il Governatore della Puglia, Michele Emiliano, non più tardi di qualche giorno fa, nella conferenza di fine anno, ha ribadito il concetto che è fondamentale per le regioni del Sud coordinarsi per interloquire con il Governo questione per questione per portare a casa risultati concreti e strategici per l’intero sud.
Questa teoria, sostenuta anche dal Partito del Sud, ha avuto, tra l’altro sua riprova tangibile nella questione trivelle in Adriatico. Infatti dopo che le regioni adriatiche e la maggior parte delle Regioni del Sud hanno sostenuto e ottenuto il referendum contro la legge che consentiva le trivellazioni nell’Adriatico e comunque molto vicino alle coste, il Governo, per evitare lo scontro e quasi certamente una pesante sconfitta, ha pensato bene di ritirare il provvedimento, ottenendo così l’annullamento, per il momento, dell’appuntamento referendario.
Questo dimostra che le regioni, unite vincono le loro battaglie.
Questo il premier e il Governo, lo sanno bene e quindi hanno provato e continueranno a provare a dividere il fronte regionale invitando a trattativa one to one sia Regioni che Città Metropolitane.
Qualche regione, a cominciare dalla Campania di De Luca, a questo gioco partecipa volentieri perché il Governatore non alcun interesse a rompere definitivamente il legame con Renzi e perché immagina per la “sua” Campania un percorso diverso.
Il Sindaco di Napoli, poi, sarebbe il casus belli che consente a Renzi di non andare a Napoli perché il sindaco di Napoli, a detta dell’inquilino di Palazzo Chigi non avrebbe “abbastanza Stile” per poterlo incontrare. Anche qui sarebbe il caso di non fare una battaglia solitaria per Napoli, ma sarebbe opportuno promuovere un fronte il più possibile unito delle città del sud e marcatamente delle città metropolitane. In questo caso però l’ostacolo al prosieguo di ipotesi di questo genere viene, ad esempio, dal Sindaco di Bari che, contento della situazione della sua città, preferisce non inimicarsi i palazzi romani.
L’ipotesi poi ventilata da De Magistris, sicuramente interessante, di autonomia della città di Napoli, andrebbe pensata e proposta non tanto e non solo come capacità impositiva e di spesa della città stessa e quindi in ottica quasi isolazionista, ma come un punto di partenza verso un ruolo che la città di Napoli dovrebbe andare a ritagliarsi all’interno di un coordinamento tra regioni e città metropolitane in ottica macroregionale. Solo così Napoli potrebbe tornare a recitare quel ruolo che gli è naturale di città di riferimento del Sud Italia e tra le città di rilievo dell’intero Paese.
Ma Renzi a Napoli non viene per colpa di De Magistris e Bari non va per colpa della Pennetta e della Vinci, questa è l’Italia istituzionale vista dal Premier, quella che prevede la presenza sempre e comunque nei salotti buoni, mai nei luoghi del degrado e del disagio sociale ovunque essi si trovino. Il Sud è caso a parte, semplicemente non esiste.
E ci si prepara anche a un referendum costituzionale, “vitale” secondo il premier, e vitale anche per il sud (secondo noi) nel senso che, con le riforme che si vogliono mettere in campo: con un Governo sempre più forte, un Parlamento ridotto a una sola camera operativa, l’altra solo virtuale e inutile, e con un depotenziamento delle regioni è chiaro che, se ci riflettiamo, un po’ potrebbe essere il caso di cominciare a prepararsi per votare “no”, ma non, come lo vuole far passare Renzi, come referendum su “Renzi si o Renzi no”, ma come un quesito sull’Italia e la sua forma istituzionale parlamentare e regionale.
Quella Costituzione, fatta di pesi e contrappesi, che dopo il referendum, se dovessero prevalere i “si” vedrebbe prevalere solo i pesi a fovore dei governi di qualunque colore essi siano. Pensiamo quindi a non farci dividere in tifoserie, lavoriamo uniti e spingiamo i nostri amministratori locali ad essere uniti negli obiettivi da raggiungere siano essi regionali, siano essi strategici per tutto il sud. Lavoriamo uniti anche perché si vada verso una nazione federale ed efficace e non verso un regionalismo di facciata e un Governo “padrone” incontrastato per 5 anni del potere.
Ricordiamoci, uniti si vince, divisi si fa vincere.
Fonte: Con il Sud si riparte
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Il Governatore della Puglia, Michele Emiliano, non più tardi di qualche giorno fa, nella conferenza di fine anno, ha ribadito il concetto che è fondamentale per le regioni del Sud coordinarsi per interloquire con il Governo questione per questione per portare a casa risultati concreti e strategici per l’intero sud.
Questa teoria, sostenuta anche dal Partito del Sud, ha avuto, tra l’altro sua riprova tangibile nella questione trivelle in Adriatico. Infatti dopo che le regioni adriatiche e la maggior parte delle Regioni del Sud hanno sostenuto e ottenuto il referendum contro la legge che consentiva le trivellazioni nell’Adriatico e comunque molto vicino alle coste, il Governo, per evitare lo scontro e quasi certamente una pesante sconfitta, ha pensato bene di ritirare il provvedimento, ottenendo così l’annullamento, per il momento, dell’appuntamento referendario.
Questo dimostra che le regioni, unite vincono le loro battaglie.
Questo il premier e il Governo, lo sanno bene e quindi hanno provato e continueranno a provare a dividere il fronte regionale invitando a trattativa one to one sia Regioni che Città Metropolitane.
Qualche regione, a cominciare dalla Campania di De Luca, a questo gioco partecipa volentieri perché il Governatore non alcun interesse a rompere definitivamente il legame con Renzi e perché immagina per la “sua” Campania un percorso diverso.
Il Sindaco di Napoli, poi, sarebbe il casus belli che consente a Renzi di non andare a Napoli perché il sindaco di Napoli, a detta dell’inquilino di Palazzo Chigi non avrebbe “abbastanza Stile” per poterlo incontrare. Anche qui sarebbe il caso di non fare una battaglia solitaria per Napoli, ma sarebbe opportuno promuovere un fronte il più possibile unito delle città del sud e marcatamente delle città metropolitane. In questo caso però l’ostacolo al prosieguo di ipotesi di questo genere viene, ad esempio, dal Sindaco di Bari che, contento della situazione della sua città, preferisce non inimicarsi i palazzi romani.
L’ipotesi poi ventilata da De Magistris, sicuramente interessante, di autonomia della città di Napoli, andrebbe pensata e proposta non tanto e non solo come capacità impositiva e di spesa della città stessa e quindi in ottica quasi isolazionista, ma come un punto di partenza verso un ruolo che la città di Napoli dovrebbe andare a ritagliarsi all’interno di un coordinamento tra regioni e città metropolitane in ottica macroregionale. Solo così Napoli potrebbe tornare a recitare quel ruolo che gli è naturale di città di riferimento del Sud Italia e tra le città di rilievo dell’intero Paese.
Ma Renzi a Napoli non viene per colpa di De Magistris e Bari non va per colpa della Pennetta e della Vinci, questa è l’Italia istituzionale vista dal Premier, quella che prevede la presenza sempre e comunque nei salotti buoni, mai nei luoghi del degrado e del disagio sociale ovunque essi si trovino. Il Sud è caso a parte, semplicemente non esiste.
E ci si prepara anche a un referendum costituzionale, “vitale” secondo il premier, e vitale anche per il sud (secondo noi) nel senso che, con le riforme che si vogliono mettere in campo: con un Governo sempre più forte, un Parlamento ridotto a una sola camera operativa, l’altra solo virtuale e inutile, e con un depotenziamento delle regioni è chiaro che, se ci riflettiamo, un po’ potrebbe essere il caso di cominciare a prepararsi per votare “no”, ma non, come lo vuole far passare Renzi, come referendum su “Renzi si o Renzi no”, ma come un quesito sull’Italia e la sua forma istituzionale parlamentare e regionale.
Quella Costituzione, fatta di pesi e contrappesi, che dopo il referendum, se dovessero prevalere i “si” vedrebbe prevalere solo i pesi a fovore dei governi di qualunque colore essi siano. Pensiamo quindi a non farci dividere in tifoserie, lavoriamo uniti e spingiamo i nostri amministratori locali ad essere uniti negli obiettivi da raggiungere siano essi regionali, siano essi strategici per tutto il sud. Lavoriamo uniti anche perché si vada verso una nazione federale ed efficace e non verso un regionalismo di facciata e un Governo “padrone” incontrastato per 5 anni del potere.
Ricordiamoci, uniti si vince, divisi si fa vincere.
Fonte: Con il Sud si riparte
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Il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti ( con sede legale in Viale Guglielmo Massaia, 65 – 00154 Roma, Tel. 335 1301935, email: info@partitodelsud.eu) nella sua qualità di TITOLARE, tratta i dati personali conferiti da iscritti, ex iscritti e persone che hanno regolari contatti con esso, per il perseguimento delle FINALITÀ statutarie (lo Statuto è consultabile nel sito web del Partito www.partitodelsud.eu ), per comunicazioni relative all'attività svolta e alle iniziative che il Partito intraprende o cui partecipa; per l'adempimento dei propri obblighi o la gestione dei contatti; per l'invio, anche nell'interesse di singoli candidati, di messaggi di propaganda elettorale e connessa comunicazione politica. Con riferimento ai dati di iscritti ed ex iscritti, le diverse istanze territoriali in cui è articolato il Partito operano quali CONTITOLARI del trattamento, limitatamente ai dati riguardanti il relativo ambito di competenza territoriale.
Il Titolare tratterà i dati, anche con MODALITÀ informatiche e telematiche, conformemente alla vigente normativa europea e alla coerente normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, con particolare riferimento alle previsioni di cui al RGPD, art. 9, comma 2 lettera d) che costituisce dunque la BASE GIURIDICA del trattamento. I dati personali trattati non saranno comunicati a terzi o resi a loro conoscibili se non ai collaboratori del Partito o dei soggetti espressamente nominati come responsabili o sub-responsabili del trattamento (l'elenco aggiornato dei responsabili del trattamento può essere richiesto a mezzo email al titolare). Al di fuori di queste ipotesi i dati personali non saranno comunicati a terzi né diffusi, se non nei casi specificamente previsti dal diritto nazionale o dell'Unione europea.
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Gli interessati, ricorrendone i presupposti, hanno, altresì, il diritto di proporre RECLAMO al Garante della privacy quale Autorità di controllo secondo le procedure previste.
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AI SENSI DEL REGOLAMENTO GENERALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI (Regolamento UE 2016/679 – per brevità RGPD – artt. 13 e 14)
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