martedì 29 settembre 2015

Una strada per Pino Daniele! Come promesso dal sindaco e deliberato in Toponomastica!

Una via per Pino Daniele, grazie all'azione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, congiuntamente alla delibera della Commissione Toponomastica che vede fra i suoi membri la presenza di due delegati diretti del sindaco e rappresentanti del Partito del Sud.
Applausi e commozione alla cerimonia!








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Una via per Pino Daniele, grazie all'azione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, congiuntamente alla delibera della Commissione Toponomastica che vede fra i suoi membri la presenza di due delegati diretti del sindaco e rappresentanti del Partito del Sud.
Applausi e commozione alla cerimonia!








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Dalla Catalogna interessanti indicazioni per gli autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei


Di Natale Cuccurese
Lo scenario delle elezioni in Catalogna è stato dominato dai partiti indipendentisti che hanno saputo polarizzare l’attenzione creando una coalizione destinata a servire quale strumento plebiscitario per la lotta a favore dell’autodeterminazione della Catalogna. La conseguenza di questo è stata, per contrapposizione, favorire il piazzamento dei partiti che difendevano apertamente il nazionalismo spagnolo, a scapito di altre realtà, in primo luogo di sinistra.
L’aspetto paradossale è che alla fine tutto questo non è risultato decisivo per quanto riguarda una possibile soluzione per la questione catalana, pur creando una base di consenso ai separatisti la cui tenuta e solidità si verificherà già nelle prossime elezioni di dicembre. Infatti gli indipendentisti catalani in coalizione andranno forse al Governo, ma son rimasti sotto il 48% dei voti, sommando anche i voti di altri partiti favorevoli all’indipendenza catalana. A questo si aggiunga che la coalizione indipendentista unanimista Junts pel Si, che rappresenta forze politiche di taglio molto diverso, avrà grosse difficoltà nel portare avanti il processo per l’indipendenza della Catalogna visti sia i risultati che vedono la crescita di Ciudadanos, il partito che ha avuto i maggiori incrementi in seggi difendendo una politica nazionalista spagnola contraria a qualsiasi forma di separazione al grido di “Viva Spagna”, sia le prime dichiarazioni provenienti dal CUP “ Non abbiamo vinto il plebiscito, nessuna dichiarazione di indipendenza”.
In questo scenario Podemos non ha voluto tradire la sua posizione, sostenendo il diritto alla autodeterminazione dei catalani ma, parallelamente, confermando la visione neo-costituzionalista con l’obbiettivo di costruire una Spagna federale e repubblicana, senza rinunciare nel contempo a denunciare la trappola insita in queste elezioni, presentate quali una sorta di plebiscito pro o contro l’indipendenza. Questa focalizzazione ha così prodotto un dibattito politico che ha evitato che si affrontassero con dovizia i problemi sociali ed economici che impattano direttamente sulla società civile catalana, distogliendo l’attenzione dalle colpe dei liberisti che così hanno evitato di pagare appieno il prezzo politico per le responsabilità rispetto all’attuale situazione economica spagnola e alla dilagante corruzione; corruzione che non è certo un’esclusiva italiana.
Le alternative sono rimaste divise e la concorrenza ideologica fra CUP e Podemos, già polarizzata sulle elezioni di dicembre e che a dire di Iglesias ha avuto in queste elezioni un risultato “ Altamente deludente”, ha frammentato la sinistra, insieme infatti le due formazioni avrebbero avuto la stessa percentuale di Ciudadanos. Frammentazione favorita da questa condizione plebiscitaria pro o contro l’indipendenza su cui si è giocata tutta la campagna elettorale. Focalizzazione mediatica che però sicuramente non sarà più la stessa in vista delle prossime elezioni di dicembre che potrebbero arrivare a capovolgere i risultati catalani, in uno scenario nazionale dove l’attenzione dei media sarà incentrata sul “voto utile” per puntare su una riforma delle istituzioni, in questo caso statali, cambiando le carte in tavola e gli scenari politici e comunicativi.
Intanto già incombono le elezioni politiche che potrebbero risultare decisive per il futuro della Spagna, dell’Europa e dare altre interessanti indicazioni strategiche anche agli autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei.


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Di Natale Cuccurese
Lo scenario delle elezioni in Catalogna è stato dominato dai partiti indipendentisti che hanno saputo polarizzare l’attenzione creando una coalizione destinata a servire quale strumento plebiscitario per la lotta a favore dell’autodeterminazione della Catalogna. La conseguenza di questo è stata, per contrapposizione, favorire il piazzamento dei partiti che difendevano apertamente il nazionalismo spagnolo, a scapito di altre realtà, in primo luogo di sinistra.
L’aspetto paradossale è che alla fine tutto questo non è risultato decisivo per quanto riguarda una possibile soluzione per la questione catalana, pur creando una base di consenso ai separatisti la cui tenuta e solidità si verificherà già nelle prossime elezioni di dicembre. Infatti gli indipendentisti catalani in coalizione andranno forse al Governo, ma son rimasti sotto il 48% dei voti, sommando anche i voti di altri partiti favorevoli all’indipendenza catalana. A questo si aggiunga che la coalizione indipendentista unanimista Junts pel Si, che rappresenta forze politiche di taglio molto diverso, avrà grosse difficoltà nel portare avanti il processo per l’indipendenza della Catalogna visti sia i risultati che vedono la crescita di Ciudadanos, il partito che ha avuto i maggiori incrementi in seggi difendendo una politica nazionalista spagnola contraria a qualsiasi forma di separazione al grido di “Viva Spagna”, sia le prime dichiarazioni provenienti dal CUP “ Non abbiamo vinto il plebiscito, nessuna dichiarazione di indipendenza”.
In questo scenario Podemos non ha voluto tradire la sua posizione, sostenendo il diritto alla autodeterminazione dei catalani ma, parallelamente, confermando la visione neo-costituzionalista con l’obbiettivo di costruire una Spagna federale e repubblicana, senza rinunciare nel contempo a denunciare la trappola insita in queste elezioni, presentate quali una sorta di plebiscito pro o contro l’indipendenza. Questa focalizzazione ha così prodotto un dibattito politico che ha evitato che si affrontassero con dovizia i problemi sociali ed economici che impattano direttamente sulla società civile catalana, distogliendo l’attenzione dalle colpe dei liberisti che così hanno evitato di pagare appieno il prezzo politico per le responsabilità rispetto all’attuale situazione economica spagnola e alla dilagante corruzione; corruzione che non è certo un’esclusiva italiana.
Le alternative sono rimaste divise e la concorrenza ideologica fra CUP e Podemos, già polarizzata sulle elezioni di dicembre e che a dire di Iglesias ha avuto in queste elezioni un risultato “ Altamente deludente”, ha frammentato la sinistra, insieme infatti le due formazioni avrebbero avuto la stessa percentuale di Ciudadanos. Frammentazione favorita da questa condizione plebiscitaria pro o contro l’indipendenza su cui si è giocata tutta la campagna elettorale. Focalizzazione mediatica che però sicuramente non sarà più la stessa in vista delle prossime elezioni di dicembre che potrebbero arrivare a capovolgere i risultati catalani, in uno scenario nazionale dove l’attenzione dei media sarà incentrata sul “voto utile” per puntare su una riforma delle istituzioni, in questo caso statali, cambiando le carte in tavola e gli scenari politici e comunicativi.
Intanto già incombono le elezioni politiche che potrebbero risultare decisive per il futuro della Spagna, dell’Europa e dare altre interessanti indicazioni strategiche anche agli autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei.


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lunedì 28 settembre 2015

Al Convegno di “Innovatori Europei” sul Mezzogiorno, ecco gli interventi di Loredana Capone e del Partito del Sud

Lo scorso 11 settembre a Roma si è tenuto presso la sede nazionale del PD e organizzato dall’associazione Innovatori Europei il convegno Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo.  Riportiamo di seguito il breve resoconto degli interventi di Loredana Capone Assessore Regionale allo Sviluppo della Puglia e di Michele Dell’Edera Coordinatore Regionale del Partito del Sud.
loredanacaponeL’assessore Capone, portando i saluti e il supporto del Presidente Michele Emiliano, impegnato alla Fiera del Levante, ha detto che “l’Italia rappresenta oggi il territorio europeo dove maggiori risultano i divari interni di crescita, rispetto a quanto accade nel resto d’Europa. In nessuna altra parte d’Europa, infatti, sono presenti aree interne con differenziali di sviluppo così elevati. In tale contesto nemmeno le Regioni del Sud sono tutte uguali per caratteristiche economiche, sociali, così come anche per capacità amministrative; tuttavia il Sud si presenta come un’area omogenea dal punto di vista dei divari strutturali di sviluppo (ulteriormente accresciuti a seguito della crisi iniziata dal 2008), come confermato da tutti i dati ufficiali (Svimez, Istat) che registrano un allarmante aumento dei ritardi su tutti i principali indicatori negli ultimi 15 anni (in termini di reddito, di occupazione, di numero di imprese, di famiglie in condizione di povertà, di esportazioni ecc.). L’aumento dei divari configura sempre più un paese diviso in due con conseguenze allarmanti dal punto di vista sociale ed economico e delle condizioni di legalità e sicurezza. Tale situazione richiede politiche nazionali adeguate all’entità del fenomeno in corso, muovendo dalla consapevolezza che la situazione prodottasi è da considerare il risultato sia della tradizionale debolezza economica ed imprenditoriale, sia di politiche pubbliche nazionali degli ultimi decenni non in grado di contrastare le tendenze in corso. Inoltre, l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato con grande evidenza che i fondi comunitari – anche quando risultano spesi bene – non sono in grado di incidere positivamente su divari strutturali di medio e lungo termine così ampi come quelli del Mezzogiorno d’Italia, soprattutto se diventano sostitutivi degli investimenti pubblici ordinari, piuttosto che addizionali. A tale riguardo occorre sottolineare che le stime dell’impatto degli investimenti pubblici cofinanziati dai fondi comunitari in termini di reddito e di occupazione risultano inferiori al 2% annuo (come evidenziato dalla stessa Unione Europea, oltre che dai dati che risultano dall’applicazione di sofisticati sistemi econometrici, come ad esempio il modello “Remi-Irpet”). E’ necessario, pertanto, inserire nell’agenda di governo, da qui ai prossimi anni, il Sud come questione nazionale, che riguarda oltre 23 milioni di cittadini e riveste un ruolo determinante nel rilanciare la competitività e lo sviluppo dell’intero Paese. Il tema di fondo non coincide semplicemente con l’aumento degli attuali flussi di investimento pubblico, ma riguarda, soprattutto, la capacità di costruire una visione strategica condivisa dello sviluppo da perseguire da qui ai prossimi anni, in direzione della quale orientare tutti gli sforzi e le iniziative pubbliche e private.
Si rende necessario, pertanto, promuovere una serie di politiche nazionali finalizzate ai seguenti obiettivi:
  • elevare e qualificare gli investimenti pubblici ordinari per migliorare le condizioni di contesto e sostenere la riduzione dei divari territoriali di sviluppo (dal punto di vista infrastrutturale, del credito, dei servizi ai cittadini, dell’istruzione e formazione, delle aree urbane, del mercato del lavoro, dell’ambiente);
  • contribuire ad elevare l’attrattività territoriale per  nuovi insediamenti produttivi in grado di determinare nuova occupazione di qualità;
  • incrementare il tradizionale basso livello di apertura internazionale dei sistemi produttivi di piccola e media imprenditoria;
  • arrestare i flussi migratori dei giovani alla ricerca di nuova stabile occupazione.
Alcune proposte concrete in merito risultano le seguenti:
  • Istituire una cabina permanente di regia sul Mezzogiorno, con specifico riferimento al tema dell’occupazione e della legalità;
  • individuare una quota minima di investimenti pubblici nazionali ordinari da destinare alle aree meridionali del Paese: un’ipotesi al riguardo potrebbe essere quella del 45% degli investimenti così come individuato dalla norma di circa 10 anni fa, risultata  mai attuata. Tali investimenti devono ritenersi aggiuntivi rispetto alle risorse dei fondi comunitari (assegnati) e delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC –  da assegnare);
  • concertare con l’Unione Europea alcuni strumenti da adottare per attrarre investimenti industriali, a partire, ad esempio, dalla creazione in ogni regione di “zone economiche speciali” che la Commissione Europea ha già autorizzato in alcuni paesi europei come, ad esempio, la Polonia;
  • rivedere le norme sul patto di stabilità per favorire la prosecuzione degli investimenti già programmati (oggi i fondi comunitari gravano per il 50% e le risorse del FSC per il 100%, aspetto che si ripercuote negativamente anche con la nuova regola del saldo invariato). Al riguardo si rende necessario fissare un importo annuo da mettere a disposizione della nettizzazione ai fini del patto di questi investimenti  (come già fatto nel triennio 2011-2013 con 3,5 miliardi di euro);
  •  varare un piano a favore delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, finalizzato anche a ridurre il disagio sociale ed abitativo;
  •  ridurre il carico fiscale e contributivo per le imprese nazionali ed estere che investono nel Sud;
  •  organizzare una serie di iniziative in Italia e all’estero di qualificazione delle competenze e di sostegno all’autoimprenditorialità per i giovani che intendono restare sui territori di origine.”
interventomicheledellederaPer Michele Dell’Edera, Partito del Sud Puglia“il Sud può far ripartire il Paese, ed ecco alcune delle azioni da mettere in campo: coordinamento tra le regioni del sud  e le città metropolitane sulla base delle cose concrete da realizzare per una strategia complessiva sul Sud, nel rispetto delle prerogative e delle vocazioni di ciascuna regione e in collaborazione attiva con il Governo; coordinamento tra Atenei del Sud e politiche di finanziamento e valutazione degli Atenei non su base nazionale ma su base macro-regionale come avviene ottimamente in Gran Bretagna; che le infrastrutture e i trasporti vengano sviluppati e sostenuti in ottica di rete nei territori e non solo per direttrici “nord-sud” come avviene adesso. Che si potenzino i tratti a sud delle direttrici nazionali. Che si ripristino le reti ferroviarie secondarie in ottica di turismo, metropolitane leggere periferia-centro dei territori; che il Sud sia piattaforma europea verso il Mediterraneo, con porti, aeroporti, strade e ferrovie in grado di competere a livello internazionale nella logistica europea; Fare tesoro nei progetti che si pongono in essere anche delle infrastrutture, degli immobili, delle ferrovie, delle stazioni, delle reti elettriche e telematiche esistenti al fine di evitare le “cattedrali nel deserto” e massimizzare l’effetto degli investimenti; Usare la politica non per favorire chi ha successo, ma per mettere nelle condizioni tutti di ottenerlo”.


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Lo scorso 11 settembre a Roma si è tenuto presso la sede nazionale del PD e organizzato dall’associazione Innovatori Europei il convegno Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo.  Riportiamo di seguito il breve resoconto degli interventi di Loredana Capone Assessore Regionale allo Sviluppo della Puglia e di Michele Dell’Edera Coordinatore Regionale del Partito del Sud.
loredanacaponeL’assessore Capone, portando i saluti e il supporto del Presidente Michele Emiliano, impegnato alla Fiera del Levante, ha detto che “l’Italia rappresenta oggi il territorio europeo dove maggiori risultano i divari interni di crescita, rispetto a quanto accade nel resto d’Europa. In nessuna altra parte d’Europa, infatti, sono presenti aree interne con differenziali di sviluppo così elevati. In tale contesto nemmeno le Regioni del Sud sono tutte uguali per caratteristiche economiche, sociali, così come anche per capacità amministrative; tuttavia il Sud si presenta come un’area omogenea dal punto di vista dei divari strutturali di sviluppo (ulteriormente accresciuti a seguito della crisi iniziata dal 2008), come confermato da tutti i dati ufficiali (Svimez, Istat) che registrano un allarmante aumento dei ritardi su tutti i principali indicatori negli ultimi 15 anni (in termini di reddito, di occupazione, di numero di imprese, di famiglie in condizione di povertà, di esportazioni ecc.). L’aumento dei divari configura sempre più un paese diviso in due con conseguenze allarmanti dal punto di vista sociale ed economico e delle condizioni di legalità e sicurezza. Tale situazione richiede politiche nazionali adeguate all’entità del fenomeno in corso, muovendo dalla consapevolezza che la situazione prodottasi è da considerare il risultato sia della tradizionale debolezza economica ed imprenditoriale, sia di politiche pubbliche nazionali degli ultimi decenni non in grado di contrastare le tendenze in corso. Inoltre, l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato con grande evidenza che i fondi comunitari – anche quando risultano spesi bene – non sono in grado di incidere positivamente su divari strutturali di medio e lungo termine così ampi come quelli del Mezzogiorno d’Italia, soprattutto se diventano sostitutivi degli investimenti pubblici ordinari, piuttosto che addizionali. A tale riguardo occorre sottolineare che le stime dell’impatto degli investimenti pubblici cofinanziati dai fondi comunitari in termini di reddito e di occupazione risultano inferiori al 2% annuo (come evidenziato dalla stessa Unione Europea, oltre che dai dati che risultano dall’applicazione di sofisticati sistemi econometrici, come ad esempio il modello “Remi-Irpet”). E’ necessario, pertanto, inserire nell’agenda di governo, da qui ai prossimi anni, il Sud come questione nazionale, che riguarda oltre 23 milioni di cittadini e riveste un ruolo determinante nel rilanciare la competitività e lo sviluppo dell’intero Paese. Il tema di fondo non coincide semplicemente con l’aumento degli attuali flussi di investimento pubblico, ma riguarda, soprattutto, la capacità di costruire una visione strategica condivisa dello sviluppo da perseguire da qui ai prossimi anni, in direzione della quale orientare tutti gli sforzi e le iniziative pubbliche e private.
Si rende necessario, pertanto, promuovere una serie di politiche nazionali finalizzate ai seguenti obiettivi:
  • elevare e qualificare gli investimenti pubblici ordinari per migliorare le condizioni di contesto e sostenere la riduzione dei divari territoriali di sviluppo (dal punto di vista infrastrutturale, del credito, dei servizi ai cittadini, dell’istruzione e formazione, delle aree urbane, del mercato del lavoro, dell’ambiente);
  • contribuire ad elevare l’attrattività territoriale per  nuovi insediamenti produttivi in grado di determinare nuova occupazione di qualità;
  • incrementare il tradizionale basso livello di apertura internazionale dei sistemi produttivi di piccola e media imprenditoria;
  • arrestare i flussi migratori dei giovani alla ricerca di nuova stabile occupazione.
Alcune proposte concrete in merito risultano le seguenti:
  • Istituire una cabina permanente di regia sul Mezzogiorno, con specifico riferimento al tema dell’occupazione e della legalità;
  • individuare una quota minima di investimenti pubblici nazionali ordinari da destinare alle aree meridionali del Paese: un’ipotesi al riguardo potrebbe essere quella del 45% degli investimenti così come individuato dalla norma di circa 10 anni fa, risultata  mai attuata. Tali investimenti devono ritenersi aggiuntivi rispetto alle risorse dei fondi comunitari (assegnati) e delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC –  da assegnare);
  • concertare con l’Unione Europea alcuni strumenti da adottare per attrarre investimenti industriali, a partire, ad esempio, dalla creazione in ogni regione di “zone economiche speciali” che la Commissione Europea ha già autorizzato in alcuni paesi europei come, ad esempio, la Polonia;
  • rivedere le norme sul patto di stabilità per favorire la prosecuzione degli investimenti già programmati (oggi i fondi comunitari gravano per il 50% e le risorse del FSC per il 100%, aspetto che si ripercuote negativamente anche con la nuova regola del saldo invariato). Al riguardo si rende necessario fissare un importo annuo da mettere a disposizione della nettizzazione ai fini del patto di questi investimenti  (come già fatto nel triennio 2011-2013 con 3,5 miliardi di euro);
  •  varare un piano a favore delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, finalizzato anche a ridurre il disagio sociale ed abitativo;
  •  ridurre il carico fiscale e contributivo per le imprese nazionali ed estere che investono nel Sud;
  •  organizzare una serie di iniziative in Italia e all’estero di qualificazione delle competenze e di sostegno all’autoimprenditorialità per i giovani che intendono restare sui territori di origine.”
interventomicheledellederaPer Michele Dell’Edera, Partito del Sud Puglia“il Sud può far ripartire il Paese, ed ecco alcune delle azioni da mettere in campo: coordinamento tra le regioni del sud  e le città metropolitane sulla base delle cose concrete da realizzare per una strategia complessiva sul Sud, nel rispetto delle prerogative e delle vocazioni di ciascuna regione e in collaborazione attiva con il Governo; coordinamento tra Atenei del Sud e politiche di finanziamento e valutazione degli Atenei non su base nazionale ma su base macro-regionale come avviene ottimamente in Gran Bretagna; che le infrastrutture e i trasporti vengano sviluppati e sostenuti in ottica di rete nei territori e non solo per direttrici “nord-sud” come avviene adesso. Che si potenzino i tratti a sud delle direttrici nazionali. Che si ripristino le reti ferroviarie secondarie in ottica di turismo, metropolitane leggere periferia-centro dei territori; che il Sud sia piattaforma europea verso il Mediterraneo, con porti, aeroporti, strade e ferrovie in grado di competere a livello internazionale nella logistica europea; Fare tesoro nei progetti che si pongono in essere anche delle infrastrutture, degli immobili, delle ferrovie, delle stazioni, delle reti elettriche e telematiche esistenti al fine di evitare le “cattedrali nel deserto” e massimizzare l’effetto degli investimenti; Usare la politica non per favorire chi ha successo, ma per mettere nelle condizioni tutti di ottenerlo”.


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domenica 27 settembre 2015

Evento a Napoli "La responsabilità sulla cosa pubblica" con L. de Magistris.


Sabato 26/09/2015, c/o Palazzo Serra di Cassano a Napoli s'è tenuta la Conferenza sul tema "La responsabilità sulla cosa pubblica" con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha esaurientemente dissertato in merito, rispondendo tra l'altro a domande di giornalisti presenti al tavolo e rivoltegli da alcuni presenti tra il folto pubblico.
Inevitabilmente il tema è stato rapportato a Napoli e alla sua esperienza di sindaco della più grande città del Sud, con riferimenti anche critici alla politica nazionale e governativa.
Tra diversi amici presente anche il Partito del Sud con Andrea Balìa Vice Presidente Nazionale e  Fabio Pascapè, socio onorario del PdelSUD, fra gli altri.





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Sabato 26/09/2015, c/o Palazzo Serra di Cassano a Napoli s'è tenuta la Conferenza sul tema "La responsabilità sulla cosa pubblica" con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha esaurientemente dissertato in merito, rispondendo tra l'altro a domande di giornalisti presenti al tavolo e rivoltegli da alcuni presenti tra il folto pubblico.
Inevitabilmente il tema è stato rapportato a Napoli e alla sua esperienza di sindaco della più grande città del Sud, con riferimenti anche critici alla politica nazionale e governativa.
Tra diversi amici presente anche il Partito del Sud con Andrea Balìa Vice Presidente Nazionale e  Fabio Pascapè, socio onorario del PdelSUD, fra gli altri.





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venerdì 25 settembre 2015

Da Roma a Napoli breve storia di 2 anni di lavoro per il Sud senza sbavature o “deviazioni”

cropped-testatablog2.jpgSono passati poco più di due anni dal IV Congresso Nazionale del Partito del Sud che si celebrò a Roma.
In quella primavera 2013 si veniva fuori dall’ennesimo tentativo (fallito) di mettere insieme il mondo meridionalista e i movimenti legati al sud senza tenere conto delle loro visioni politiche e della loro collocazione naturale e affidandosi unicamente al loro “amore” per il sud dal punto di vista geografico.
Il Partito del Sud in quel congresso di Roma chiuse quella fase rendendo palese, anche nel simbolo, la propria collocazione politica inserendo la dicitura “Meridionalisti Progressisti”.cuccureseemiliano
Da quel momento la linea politica del partito è divenuta più definita e il percorso da seguire più chiaro. Il Partito del Sud, da quel momento ha lavorato per portare in area progressista (Sinistra – Centro Sinistra) il pensiero meridionalistae per fare questo ha intensificato il lavoro di contatto e collaborazionecon uomini politici di “sinistra” e di provata attenzione al sud e alle sue problematiche.
E’ da lì che parti il lavoro per porre le basi a un cammino comune con Michele Emiliano, allora Sindaco di Bari, e a consolidare il rapporto già saldo con Luigi de Magistris Sindaco di Napoli.
Il rapporto con i due fu subito costruttivo e con loro si lavorò subito per mettere le basi a idee che potessero ridare slancio al sud come base per il rilancio dell’intero Paese. Fu così che il 15 febbraio 2014 nella sala consiliare del comune di Bari si riunì dapprima il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud e poi si tennel’incontro pubblico con Emiliano e de Magistris dal titolo “Con il Sud si Riparte”nel quale fu presentato il libro bianco del Partito sul sud. Libro bianco molto apprezzato dai due illustri interlocutori. Fu in quella occasione che venne fuori per la prima volta l’idea di un necessario coordinamento tra città metropolitane partendo, appunto da Bari e Napoli. Tale concetto poi sarebbe stato allargato dal Partito del Sud e proposto come emilianodemagistrispunto programmatico in Puglia e in altre occasione con la proposta di coordinamento tra le regioni del Sud e città metropolitane, come vedremo in seguito.
Da quell’incontro nacque l’idea di realizzare un libro vero e proprio che non fosse un’ulteriore rievocazione storica dei tristi eventi risorgimentali, ma un vero e proprio piano di rinascita del Sud. A fine 2014 è uscito nelle librerie, grazie all’editore rigorosamente meridionale “Controcorrente”, “Con il Sud si Riparte”, primo tentativo di dare un disegno politico concreto e realizzabile per la ripartenza del Paese da sud.
Tornando alla storia di questi due anni nel marzo 2014, precisamente il 15, a Napolipresso l’Hotel Alabardieri il Partito del Sud formalizzò il suo appoggio a Michele Emiliano per le Europee. La logica? La stessa di sempre, avere delle chances per portare un meridionale e un meridionalista a Bruxelles per perorare le cause legate al sud e fornire una guida politica meridionalista alla sinistra meridionale. Non andò così, il PD decise di puntare sulla Picierno e Michele Emiliano decise di correre (per fortuna) per la regione Puglia. Noi a quel punto, visto l’ottimo rapporto costruito negli anni con Italia dei Valori, candidammo nella circoscrizione sud Antonio Ciano e Vita Maria Marinelli. Entrambi senza mezzi e senza fondi non hanno sfigurato e sicuramente hanno portato in giro per le piazze del sud la loro testimonianza e il loro impegno.
Altre entusiasmanti esperienze ci aspettavano e si stavano realizzando, ma andiamo con ordine. Nel congresso erano venute fuori idee di impegno nel sociale e impegno per lo sviluppo del sud, ecco che da queste idee nascono due associazioni:“Associazione Stamperia dei Foglianti” e “Sud Project Camp”. Per quest’ultima grazie all’impegno della federazione calabrese del Partito del Sud si sono tenute ad agosto 2013 e ad agosto 2014 due splendide iniziative.
Ma torniamo alla politica, nell’autunno 2014 tre sfide si presentano al Partito e il Partito senza tentennamenti le coglie: Le elezioni regionali in Puglia e in Campania e la sospensione dalla carica di Sindaco di Luigi de Magistris, che diventa per qualche mese, “Il Sindaco di strada”. Il Partito del Sud è praticamente l’unico partito che senza alcun tentennamento esprime solidarietà al Sindaco di Napoli e scende in piazza con lui senza calcoli politici e senza alcuna contropartita.
Nelle regionali di Puglia il Partito del Sud appoggia Michele Emiliano e partecipa, con micheledellederaintervento1propri iscritti o con persone che ne condividono le idee e che sono candidate, alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia”. Bella esperienza, il nostro candidato su Bari,Francesco De Nicolo ottiene un buon risultato,Gianni Liviano a Taranto viene eletto e diventa poi Assessore Regionale, Sergio Clementeottiene su Foggia un ottimo risultato, stessa cosa per Mimmo Guida a Brindisi e soprattutto,Michele Emiliano diventa Governatore della Puglia acquisendo nel suo programma e portandoli avanti con decisione in questi mesi i punti di programma proposti dal Partito del Sud e passati attraverso “le sagre del programma”. In Campania il Partito con coerenza fa la difficile scelta di non schierarsi nello schieramento dato per vincente, quello del PD di De Luca, e appoggia Vozza con un suo candidato nella coalizione di sinistra che vede Vozza candidato.
pdelsuddemaIntanto il partito, in questi anni e, in queste settimane, ha partecipato ed è stato protagonista di tanti incontri ed eventi nazionali ed internazionali che lo hanno visto confrontarsi con altri movimenti, partiti, associazioni che si riconoscono nell’area progressista del Paese e in Europa portando sempre con coerenza su tutti i tavoli le proprie idee e programmi meridionalisti.
Un percorso, qui accorciato per brevità, sempre coerente e senza incertezze che ci ha visti impegnati nel far riemergere ai massimi livelli della politica italiana “la questione meridionale”. La missione, certamente non solo per merito nostro (vedi SVIMEZ, Prof. Viesti e altri), sta avendo successo, adesso il compito del “congresso di Napoli” è quello di dare e darci lo slancio finale affinché le parole su Sud diventino fatti. In questo vediamo protagonisti dei prossimi mesi (e dei prossimi anni) sicuramente Michele Emiliano e Luigi de Magistris (ciascuno attraverso un suo percorso) che da sempre noi abbiamo individuato come interlocutori privilegiati e per questo siamo stati oggetto di critiche feroci anche da parte di un certo mondo che oggi sembra ricredersi e, sia pure non dicendolo apertamente, darci ragione su tutta la linea.
Michele Dell’Edera
Coordinatore Regionale della Puglia


pdelsudpresidenti
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cropped-testatablog2.jpgSono passati poco più di due anni dal IV Congresso Nazionale del Partito del Sud che si celebrò a Roma.
In quella primavera 2013 si veniva fuori dall’ennesimo tentativo (fallito) di mettere insieme il mondo meridionalista e i movimenti legati al sud senza tenere conto delle loro visioni politiche e della loro collocazione naturale e affidandosi unicamente al loro “amore” per il sud dal punto di vista geografico.
Il Partito del Sud in quel congresso di Roma chiuse quella fase rendendo palese, anche nel simbolo, la propria collocazione politica inserendo la dicitura “Meridionalisti Progressisti”.cuccureseemiliano
Da quel momento la linea politica del partito è divenuta più definita e il percorso da seguire più chiaro. Il Partito del Sud, da quel momento ha lavorato per portare in area progressista (Sinistra – Centro Sinistra) il pensiero meridionalistae per fare questo ha intensificato il lavoro di contatto e collaborazionecon uomini politici di “sinistra” e di provata attenzione al sud e alle sue problematiche.
E’ da lì che parti il lavoro per porre le basi a un cammino comune con Michele Emiliano, allora Sindaco di Bari, e a consolidare il rapporto già saldo con Luigi de Magistris Sindaco di Napoli.
Il rapporto con i due fu subito costruttivo e con loro si lavorò subito per mettere le basi a idee che potessero ridare slancio al sud come base per il rilancio dell’intero Paese. Fu così che il 15 febbraio 2014 nella sala consiliare del comune di Bari si riunì dapprima il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud e poi si tennel’incontro pubblico con Emiliano e de Magistris dal titolo “Con il Sud si Riparte”nel quale fu presentato il libro bianco del Partito sul sud. Libro bianco molto apprezzato dai due illustri interlocutori. Fu in quella occasione che venne fuori per la prima volta l’idea di un necessario coordinamento tra città metropolitane partendo, appunto da Bari e Napoli. Tale concetto poi sarebbe stato allargato dal Partito del Sud e proposto come emilianodemagistrispunto programmatico in Puglia e in altre occasione con la proposta di coordinamento tra le regioni del Sud e città metropolitane, come vedremo in seguito.
Da quell’incontro nacque l’idea di realizzare un libro vero e proprio che non fosse un’ulteriore rievocazione storica dei tristi eventi risorgimentali, ma un vero e proprio piano di rinascita del Sud. A fine 2014 è uscito nelle librerie, grazie all’editore rigorosamente meridionale “Controcorrente”, “Con il Sud si Riparte”, primo tentativo di dare un disegno politico concreto e realizzabile per la ripartenza del Paese da sud.
Tornando alla storia di questi due anni nel marzo 2014, precisamente il 15, a Napolipresso l’Hotel Alabardieri il Partito del Sud formalizzò il suo appoggio a Michele Emiliano per le Europee. La logica? La stessa di sempre, avere delle chances per portare un meridionale e un meridionalista a Bruxelles per perorare le cause legate al sud e fornire una guida politica meridionalista alla sinistra meridionale. Non andò così, il PD decise di puntare sulla Picierno e Michele Emiliano decise di correre (per fortuna) per la regione Puglia. Noi a quel punto, visto l’ottimo rapporto costruito negli anni con Italia dei Valori, candidammo nella circoscrizione sud Antonio Ciano e Vita Maria Marinelli. Entrambi senza mezzi e senza fondi non hanno sfigurato e sicuramente hanno portato in giro per le piazze del sud la loro testimonianza e il loro impegno.
Altre entusiasmanti esperienze ci aspettavano e si stavano realizzando, ma andiamo con ordine. Nel congresso erano venute fuori idee di impegno nel sociale e impegno per lo sviluppo del sud, ecco che da queste idee nascono due associazioni:“Associazione Stamperia dei Foglianti” e “Sud Project Camp”. Per quest’ultima grazie all’impegno della federazione calabrese del Partito del Sud si sono tenute ad agosto 2013 e ad agosto 2014 due splendide iniziative.
Ma torniamo alla politica, nell’autunno 2014 tre sfide si presentano al Partito e il Partito senza tentennamenti le coglie: Le elezioni regionali in Puglia e in Campania e la sospensione dalla carica di Sindaco di Luigi de Magistris, che diventa per qualche mese, “Il Sindaco di strada”. Il Partito del Sud è praticamente l’unico partito che senza alcun tentennamento esprime solidarietà al Sindaco di Napoli e scende in piazza con lui senza calcoli politici e senza alcuna contropartita.
Nelle regionali di Puglia il Partito del Sud appoggia Michele Emiliano e partecipa, con micheledellederaintervento1propri iscritti o con persone che ne condividono le idee e che sono candidate, alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia”. Bella esperienza, il nostro candidato su Bari,Francesco De Nicolo ottiene un buon risultato,Gianni Liviano a Taranto viene eletto e diventa poi Assessore Regionale, Sergio Clementeottiene su Foggia un ottimo risultato, stessa cosa per Mimmo Guida a Brindisi e soprattutto,Michele Emiliano diventa Governatore della Puglia acquisendo nel suo programma e portandoli avanti con decisione in questi mesi i punti di programma proposti dal Partito del Sud e passati attraverso “le sagre del programma”. In Campania il Partito con coerenza fa la difficile scelta di non schierarsi nello schieramento dato per vincente, quello del PD di De Luca, e appoggia Vozza con un suo candidato nella coalizione di sinistra che vede Vozza candidato.
pdelsuddemaIntanto il partito, in questi anni e, in queste settimane, ha partecipato ed è stato protagonista di tanti incontri ed eventi nazionali ed internazionali che lo hanno visto confrontarsi con altri movimenti, partiti, associazioni che si riconoscono nell’area progressista del Paese e in Europa portando sempre con coerenza su tutti i tavoli le proprie idee e programmi meridionalisti.
Un percorso, qui accorciato per brevità, sempre coerente e senza incertezze che ci ha visti impegnati nel far riemergere ai massimi livelli della politica italiana “la questione meridionale”. La missione, certamente non solo per merito nostro (vedi SVIMEZ, Prof. Viesti e altri), sta avendo successo, adesso il compito del “congresso di Napoli” è quello di dare e darci lo slancio finale affinché le parole su Sud diventino fatti. In questo vediamo protagonisti dei prossimi mesi (e dei prossimi anni) sicuramente Michele Emiliano e Luigi de Magistris (ciascuno attraverso un suo percorso) che da sempre noi abbiamo individuato come interlocutori privilegiati e per questo siamo stati oggetto di critiche feroci anche da parte di un certo mondo che oggi sembra ricredersi e, sia pure non dicendolo apertamente, darci ragione su tutta la linea.
Michele Dell’Edera
Coordinatore Regionale della Puglia


pdelsudpresidenti

giovedì 24 settembre 2015

Pericolo Pubblico, avere un’opinione


Di Bruno Pappalardo
Bisogna veramente rifarla questa Italia.
Bisogna veramente che qualcosa giunga per rivoltarla come un calzino.
Il professore Carlo Federico Grosso, docente di diritto penale all’Università di Torino e pare sia anche noto avvocato, sostiene che il caso giuridico dello scrittore Erri De Luca è chiaro. Ha provato anch’egli di dire la sua sull’aspetto squisitamente giuridico della richiesta di condanna ad otto mesi di carcere. La condanna rientra nel reato di istigazione al sabotaggio.
Non so bene se il professore Grosso sia stato intervistato o sia stato lui stesso a proporsi come studioso della materia.
Bene, sostiene che questo reato rientra appunto in quello “ reato di opinione”.
Questo reato di rientra anche nell’alveo dell’ “istigazione a delinquere”
Erri è accusato di aver detto ad un blog, l’ Huffington Post e all’Ansa nel settembre del 2013 che la TAV Torino-Lione andava fermata, Si pronunciò la parola “sabotaggio”.
OK, va bene! Il professore cita l’articolo 21 della Costituzione che dice che ciascuno ha il “diritto di manifestare il proprio pensiero” ma a condizione, dice il Grosso, che non venga superato la linea insuperabile, che nel manifestare il proprio pensiero non si generino danni o pericoli a beni o persone.
Si spende e direi si spreca anche in un esempio non dimenticando di proferire la solita frase “ le parole sono come pietre, fanno male “ simile a quelli che lo ha definito “cattivo maestro”. (dati i suoi trascorsi in un movimento estremista di sinistra)
Insomma in questi giorni la kermesse dell’ipocrisia e del luogo comune.
Ecco l’esempio: Se si istiga a delinquere una piazza deserta non è reato. (vorrei sapere come si possa fomentare alla delinquenza una piazza se deserta)
Al contrario se la piazza ha degli ascoltatori incavolati allora é reato!
A parte che De Luca, ha espresso la propria convinzione in qualità, appunto di scrittore, ma anche se fosse stato un qualunque cittadino, a quanto sostiene il dotto professore, non deve avere alcun interlocutore fosse pure, per paradosso, un semplice e personale amico.
Ecco in sintesi, …si può esprimere la propria opinione, ovviamente contrastante con la maggioranza della propria comunità, solo davanti ad uno specchio.
Ecco ovviamente vale anche per il professore, …che si guardasse attentamente allo specchio prima di andare in aula.
Smettiamola con le farse e l’ostentare potere insulso e vuoto;… JE SUIS ERRI

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Di Bruno Pappalardo
Bisogna veramente rifarla questa Italia.
Bisogna veramente che qualcosa giunga per rivoltarla come un calzino.
Il professore Carlo Federico Grosso, docente di diritto penale all’Università di Torino e pare sia anche noto avvocato, sostiene che il caso giuridico dello scrittore Erri De Luca è chiaro. Ha provato anch’egli di dire la sua sull’aspetto squisitamente giuridico della richiesta di condanna ad otto mesi di carcere. La condanna rientra nel reato di istigazione al sabotaggio.
Non so bene se il professore Grosso sia stato intervistato o sia stato lui stesso a proporsi come studioso della materia.
Bene, sostiene che questo reato rientra appunto in quello “ reato di opinione”.
Questo reato di rientra anche nell’alveo dell’ “istigazione a delinquere”
Erri è accusato di aver detto ad un blog, l’ Huffington Post e all’Ansa nel settembre del 2013 che la TAV Torino-Lione andava fermata, Si pronunciò la parola “sabotaggio”.
OK, va bene! Il professore cita l’articolo 21 della Costituzione che dice che ciascuno ha il “diritto di manifestare il proprio pensiero” ma a condizione, dice il Grosso, che non venga superato la linea insuperabile, che nel manifestare il proprio pensiero non si generino danni o pericoli a beni o persone.
Si spende e direi si spreca anche in un esempio non dimenticando di proferire la solita frase “ le parole sono come pietre, fanno male “ simile a quelli che lo ha definito “cattivo maestro”. (dati i suoi trascorsi in un movimento estremista di sinistra)
Insomma in questi giorni la kermesse dell’ipocrisia e del luogo comune.
Ecco l’esempio: Se si istiga a delinquere una piazza deserta non è reato. (vorrei sapere come si possa fomentare alla delinquenza una piazza se deserta)
Al contrario se la piazza ha degli ascoltatori incavolati allora é reato!
A parte che De Luca, ha espresso la propria convinzione in qualità, appunto di scrittore, ma anche se fosse stato un qualunque cittadino, a quanto sostiene il dotto professore, non deve avere alcun interlocutore fosse pure, per paradosso, un semplice e personale amico.
Ecco in sintesi, …si può esprimere la propria opinione, ovviamente contrastante con la maggioranza della propria comunità, solo davanti ad uno specchio.
Ecco ovviamente vale anche per il professore, …che si guardasse attentamente allo specchio prima di andare in aula.
Smettiamola con le farse e l’ostentare potere insulso e vuoto;… JE SUIS ERRI

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martedì 22 settembre 2015

Il Consiglio Regionale Pugliese approva la richiesta di referendum #NoTriv


E’ lo stesso presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ad annunciare  con soddisfazione la delibera di Consiglio Regionale a favore della richiesta di referendum contro la norma Sblocca Italia rispetto al tema delle trivellazione in mare. Ecco le parole del Presidente Emiliano:
“È una giornata felice oggi per i pugliesi e per il nostro Consiglio regionale. Abbiamo appena approvato in aula, all’unanimità, la delibera con la quale faremo ricorso al referendum contro le norme dello Sblocca Italia che consentono le trivellazioni nel nostro mare Adriatico e Ionio. Insieme alla Puglia stanno votando altre otto regioni italiane.
Credo sia la prima volta che si realizza una simile unità di intenti, che non nasce in polemica col governo, ma in una dialettica determinata dalla normale applicazione delle norme. Non abbiamo impugnato l’insieme dello Sblocca Italia, ma solo quella parte che facilita le ricerche di idrocarburi.
Non ho mai visto una popolazione minuta arricchirsi grazie al petrolio, di solito ne traggono vantaggio solo le multinazionali non lasciando nulla sul territorio se non inquinamento. Oggi si diventa “ricchi”, nel senso che si vive in equilibrio, se si tutelano la propria identità e la bellezza del territorio, se si attraggono investimenti legati ad attività non impattanti. In una regione come la nostra, che il National Geographic ha definito la più bella del mondo, è chiaro che piazzare piattaforme petrolifere davanti a San Nicola, alle spiagge del Salento o nel golfo di Taranto, non crea affatto ricchezza, ma solo smarrimento e distacco dalle istituzioni.
Oggi abbiamo dato vita ad un evento politico molto importante che ha come obiettivo la tutela della nostra terra ma anche la ricostruzione di un rapporto di fiducia con i cittadini.”


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E’ lo stesso presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ad annunciare  con soddisfazione la delibera di Consiglio Regionale a favore della richiesta di referendum contro la norma Sblocca Italia rispetto al tema delle trivellazione in mare. Ecco le parole del Presidente Emiliano:
“È una giornata felice oggi per i pugliesi e per il nostro Consiglio regionale. Abbiamo appena approvato in aula, all’unanimità, la delibera con la quale faremo ricorso al referendum contro le norme dello Sblocca Italia che consentono le trivellazioni nel nostro mare Adriatico e Ionio. Insieme alla Puglia stanno votando altre otto regioni italiane.
Credo sia la prima volta che si realizza una simile unità di intenti, che non nasce in polemica col governo, ma in una dialettica determinata dalla normale applicazione delle norme. Non abbiamo impugnato l’insieme dello Sblocca Italia, ma solo quella parte che facilita le ricerche di idrocarburi.
Non ho mai visto una popolazione minuta arricchirsi grazie al petrolio, di solito ne traggono vantaggio solo le multinazionali non lasciando nulla sul territorio se non inquinamento. Oggi si diventa “ricchi”, nel senso che si vive in equilibrio, se si tutelano la propria identità e la bellezza del territorio, se si attraggono investimenti legati ad attività non impattanti. In una regione come la nostra, che il National Geographic ha definito la più bella del mondo, è chiaro che piazzare piattaforme petrolifere davanti a San Nicola, alle spiagge del Salento o nel golfo di Taranto, non crea affatto ricchezza, ma solo smarrimento e distacco dalle istituzioni.
Oggi abbiamo dato vita ad un evento politico molto importante che ha come obiettivo la tutela della nostra terra ma anche la ricostruzione di un rapporto di fiducia con i cittadini.”


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DAL SUCCESSO DI TSIPRAS LA NECESSITA' DI INTERNAZIONALIZZARE LA LOTTA DEI SUD EUROPA


Di Natale Cuccurese

Da salutare con soddisfazione il successo di Tsipras alle lezioni greche.
Sconfitte le speranze tecnocratiche europee che, come avvenuto in Italia con i Governi tecnici e l'unanimismo dei nazareni, avrebbero desiderato anche in Grecia spostare l'asse governativo verso posizioni di destra neoliberista. La Grecia, grazie a Tsipras, resiste ancora malgrado l'avanzata di Alba Dorata e la forte astensione.

Bisogna ora allargare e internazionalizzare le lotte dei Sud Europa, tutti sotto attacco da tempo, nel tentativo di cambiare le logiche europee per tornare a progettare una Europa dei Popoli ripartendo dal "Manifesto di Ventotene".

Sarà per noi indispensabile collegarsi alle lotte di Grecia e Spagna ( Podemos) tramite il fermento macroregionale del Sud che sta già muovendo i primi passi. Fondamentale a questo riguardo cosa accadrà nei prossimi mesi con gli sviluppi al riguardo in Italia ed in Spagna con le elezioni di fine anno.


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Di Natale Cuccurese

Da salutare con soddisfazione il successo di Tsipras alle lezioni greche.
Sconfitte le speranze tecnocratiche europee che, come avvenuto in Italia con i Governi tecnici e l'unanimismo dei nazareni, avrebbero desiderato anche in Grecia spostare l'asse governativo verso posizioni di destra neoliberista. La Grecia, grazie a Tsipras, resiste ancora malgrado l'avanzata di Alba Dorata e la forte astensione.

Bisogna ora allargare e internazionalizzare le lotte dei Sud Europa, tutti sotto attacco da tempo, nel tentativo di cambiare le logiche europee per tornare a progettare una Europa dei Popoli ripartendo dal "Manifesto di Ventotene".

Sarà per noi indispensabile collegarsi alle lotte di Grecia e Spagna ( Podemos) tramite il fermento macroregionale del Sud che sta già muovendo i primi passi. Fondamentale a questo riguardo cosa accadrà nei prossimi mesi con gli sviluppi al riguardo in Italia ed in Spagna con le elezioni di fine anno.


domenica 20 settembre 2015

UN VIAGGIO DA BOLOGNA A CASAL DI PRINCIPE...

Di Natale Cuccurese

Sta per terminare la tre giorni organizzata splendidamente da Michele Ammendola del Comitato ioLotto con la partecipazione di Maurizio Criscitelli del Napoli Club Bologna.

Una grande esperienza che ha fatto conoscere direttamente a tanti amici ed amministratori emiliani, e non solo, realtà di una Napoli e provincia ben al di fuori dei soliti stereotipi propinati dai media, realtà di cui raramente si parla.
 Questo grazie anche all'incontro con diversi personaggi e realtà dell'associazionismo napoletano e di "Sindaci anticamorra", persone che rimboccandosi le maniche, pur lavorando in ambiti diversi, stanno cercando di cambiare, con fatti concreti e condivisibili, quella condizione in cui qualcuno vorrebbe relegarci, arrivando fino a scomodare il nostro DNA.
Lotte che spesso confluiscono sinergicamente e che hanno come comune denominatore l'amore per la propria terra.
Fra gli altri incontri, tutti ugualmente importanti e significativi, stamane quello con il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris grazie anche all'interessamento dell'amico Andrea Balia. L'ennesima dimostrazione che, anche da lontano, l'amore per la propria terra continua in un filo che nessuno saprà e potrà mai spezzare. Sono sicuro che i partecipanti al viaggio torneranno arricchiti da questa esperienza e da domani saranno fra i migliori ambasciatori di Napoli al nord e nel mondo.

La Galleria fotografica completa sulla pagina Fb del Comitato ioLotto: https://www.facebook.com/1393778567522953/photos/ms.c.eJxF0NkRAzEIA9COMtwy~;TeWLF6U3zcS2CgMGZUeGqXpH30h5agdPQtVCHSACegkxAgxM~;wPGLBeOP5U0EKIgcNE~_2yJIsSFJNyhshWITsIPIW9CF1QekC5CzdoEATPD9umwu1aTgKnwYXCdoWDCeyqyn~;ud4wFvJqKmUkzkvYfJF6lBT2M~-.bps.a.1726930617541078.1073741837.1393778567522953/1727546550812818/?type=1&theater

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Saluto del Sindaco ai bolognesi Comitato ioLotto a Napoli. PdelSUD presente!





Stamani, Domenica 20/09/2015, c/o lo storico Bar Gambrinus di Napoli il sindaco Luigi de Magistris, con l'intermediazione e la presenza del Partito del Sud con alcuni suoi dirigenti, ha portato il suo saluto ad oltre 40 persone venute con pullmann organizzato dal "Comitato ioLotto"da Bologna per una visita alla città, alla mostra sul Caravaggio di Casale di Principe e per gli incontri avuti sul tema della confisca dei beni alla malavita.
Componevano il folto gruppo dirigenti del comitato, iscritti emiliani del Partito del Sud, dirigenti del Napoli Club Bologna, il sindaco di Granarolo, dirigenti nazionali Coop, attivisti e iscritti di Libera, provenienti da Bologna, Imola e financo Bolzano.
Introduzione di Michele Ammendola e domande al sindaco sulla lotta alla camorra, il problema rifiuti e altro cui il primo cittadino ha risposto in un simpatico e molto apprezzato eloquio..
Il tutto davanti a un buon caffè e a una fumante sfogliatella....






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Di Natale Cuccurese

Sta per terminare la tre giorni organizzata splendidamente da Michele Ammendola del Comitato ioLotto con la partecipazione di Maurizio Criscitelli del Napoli Club Bologna.

Una grande esperienza che ha fatto conoscere direttamente a tanti amici ed amministratori emiliani, e non solo, realtà di una Napoli e provincia ben al di fuori dei soliti stereotipi propinati dai media, realtà di cui raramente si parla.
 Questo grazie anche all'incontro con diversi personaggi e realtà dell'associazionismo napoletano e di "Sindaci anticamorra", persone che rimboccandosi le maniche, pur lavorando in ambiti diversi, stanno cercando di cambiare, con fatti concreti e condivisibili, quella condizione in cui qualcuno vorrebbe relegarci, arrivando fino a scomodare il nostro DNA.
Lotte che spesso confluiscono sinergicamente e che hanno come comune denominatore l'amore per la propria terra.
Fra gli altri incontri, tutti ugualmente importanti e significativi, stamane quello con il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris grazie anche all'interessamento dell'amico Andrea Balia. L'ennesima dimostrazione che, anche da lontano, l'amore per la propria terra continua in un filo che nessuno saprà e potrà mai spezzare. Sono sicuro che i partecipanti al viaggio torneranno arricchiti da questa esperienza e da domani saranno fra i migliori ambasciatori di Napoli al nord e nel mondo.

La Galleria fotografica completa sulla pagina Fb del Comitato ioLotto: https://www.facebook.com/1393778567522953/photos/ms.c.eJxF0NkRAzEIA9COMtwy~;TeWLF6U3zcS2CgMGZUeGqXpH30h5agdPQtVCHSACegkxAgxM~;wPGLBeOP5U0EKIgcNE~_2yJIsSFJNyhshWITsIPIW9CF1QekC5CzdoEATPD9umwu1aTgKnwYXCdoWDCeyqyn~;ud4wFvJqKmUkzkvYfJF6lBT2M~-.bps.a.1726930617541078.1073741837.1393778567522953/1727546550812818/?type=1&theater

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Saluto del Sindaco ai bolognesi Comitato ioLotto a Napoli. PdelSUD presente!





Stamani, Domenica 20/09/2015, c/o lo storico Bar Gambrinus di Napoli il sindaco Luigi de Magistris, con l'intermediazione e la presenza del Partito del Sud con alcuni suoi dirigenti, ha portato il suo saluto ad oltre 40 persone venute con pullmann organizzato dal "Comitato ioLotto"da Bologna per una visita alla città, alla mostra sul Caravaggio di Casale di Principe e per gli incontri avuti sul tema della confisca dei beni alla malavita.
Componevano il folto gruppo dirigenti del comitato, iscritti emiliani del Partito del Sud, dirigenti del Napoli Club Bologna, il sindaco di Granarolo, dirigenti nazionali Coop, attivisti e iscritti di Libera, provenienti da Bologna, Imola e financo Bolzano.
Introduzione di Michele Ammendola e domande al sindaco sulla lotta alla camorra, il problema rifiuti e altro cui il primo cittadino ha risposto in un simpatico e molto apprezzato eloquio..
Il tutto davanti a un buon caffè e a una fumante sfogliatella....






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sabato 19 settembre 2015

Nuova Sezione del Partito del Sud a Catanzaro!

C O M U N I C A T O


Il Direttivo Nazionale, nei sui organi composto, è lieto di comunicare la costituzione ed apertura della nuova sede del Partito del Sud denominata "Maria Oliverio" (in omaggio alla combattiva brigantessa calabrese) nella città di Catanzaro.

via Giovanni XXIII° n.18 - 88100 Catanzaro
cell. 3349481620

Direttivo :

Presidente e Tesoriere : Anna Maria Buffa
Vice Presidente : Massimo Scarpino;
Consigliere : Giuseppe Buffa;
Consigliere : Antonello Rotundo;
Consigliere : Le Fosse Salvatore.

Il Partito del Sud, a nome di tutti i suoi iscritti, formula i migliori auguri ai nostri nuovi amici di buon lavoro di organizzazione, radicamento e diffusione dei valori e degli ideali a supporto degli obiettivi e della linea politica del partito.
Un ringraziamento particolare alla neo Presidente Anna Maria Buffa ed al nostro Responsabile Regionale Calabria dott. Giuseppe Spadafora.

Il Partito del Sud


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C O M U N I C A T O


Il Direttivo Nazionale, nei sui organi composto, è lieto di comunicare la costituzione ed apertura della nuova sede del Partito del Sud denominata "Maria Oliverio" (in omaggio alla combattiva brigantessa calabrese) nella città di Catanzaro.

via Giovanni XXIII° n.18 - 88100 Catanzaro
cell. 3349481620

Direttivo :

Presidente e Tesoriere : Anna Maria Buffa
Vice Presidente : Massimo Scarpino;
Consigliere : Giuseppe Buffa;
Consigliere : Antonello Rotundo;
Consigliere : Le Fosse Salvatore.

Il Partito del Sud, a nome di tutti i suoi iscritti, formula i migliori auguri ai nostri nuovi amici di buon lavoro di organizzazione, radicamento e diffusione dei valori e degli ideali a supporto degli obiettivi e della linea politica del partito.
Un ringraziamento particolare alla neo Presidente Anna Maria Buffa ed al nostro Responsabile Regionale Calabria dott. Giuseppe Spadafora.

Il Partito del Sud


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martedì 15 settembre 2015

Quelle voci che si alzano da Sud




Complimenti all'amico Michele Dell'Edera che inizia oggi la sua collaborazione con ItaliaToday con un articolo ricco di interessanti considerazioni ( PdelSUD)



Di Michele Dell'Edera


Dopo il famoso o famigerato rapporto SVIMEZ di questa estate si è fatto molto parlare di sud. Se ne è parlato talmente tanto che anche la riluttante politica nazionale ha dovuto rimettere in agenda la questione meridionale. Addirittura il PD ne ha fatto una riunione della direzione nazionale sull’argomento e il Premier Matteo Renzi ha annunciato con enfasi la pubblicazione e la realizzazione di un Masterplan, in questo mese di settembre, tutto dedicato al Sud.

Penso che consciamente o incosciamente segreterie di partiti, Governo e altri attori istituzionali e non, hanno pensato che, come è sempre accaduto, un po’ di “ammuina” sarebbe bastata per azzittire le voci preoccupate proveneienti dalle regioni del sud.

Così non è accaduto. E’ accaduto anzi che i Governatori delle regioni del Sud hanno cominciato a sentirsi tra di loro, non parlando tanto di piani, organizzazione istituzionale, ma di questioni concrete che, ad oggi i Governi, compreso l’ultimo, avevano fatto passare sopra le teste dei governi regionali e delle popolazioni del sud. Ecco che si verifica che sulle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio i Governatori si trovano d’accordo nel chiedere al Governo di rivedere la cosa, che sulle infrastrutture ferroviarie e portuali si comincia ad alzare forte la voce di chi vuole che il Governo investa in infrastrutture a sud senza se e senza ma.

Che sulla “buona scuola” non è detto che lo sradicare tanta gente dai propri territori sia stata una buona idea, tanto che la Puglia (come il Veneto) hanno deciso di impugnare il provvedimento. Addirittura, durante la cerimonia di apertura della Fiera del Levante, alle parole del sottosegretario De Vncenti a sostegno della TAP in Salento è successo che tutti i sindaci dell’area si sono alzati e hanno abbandonato la cerimonia.

E’ accaduto che Michele Emiliano ha detto al Governo, senza mezzi termini, che la riforma delle Province è sbagliata, che le infrastrutture promesse e attese vanno realizzate senza indugi e che i soldi utilizzati per il Jobs Act sono stati soldi sottratti al Sud senza aver interpellato il sud e senza che esso ne abbia avuto vantaggi apprezzabili.

A Napoli, il sindaco della città Luigi de Magistris, senza troppi giri di parole dice al Governo di non mettere le mani sull’area di Bagnoli rivendicando l’autonomia della Città e anche una sorta di “modello Napoli” alternativo al modello pseudo liberista dei Governi degli ultimi anni.

Anche la Basilicata con il presidente Maurizio Pittella rivendica i risultati raggiunti dalla sua Regione e chiede con forza “trasporti” e non trivelle, specialmente in mare.

Insomma un quadro inedito: Il sud parla ! Le nomenclature politiche non erano abituate a tutto ciò e forse reagiscono scompostamente (vedi la scelta del Premier di andare New York piuttosto che a Bari per la finale di tennis tra Pennetta e Vinci) non cogliendo la grande opportunità che si presenta davanti al futuro del Paese.

Un Sud attivo, con grande voglia di collaborare alla rinascita e ripartenza del Paese, ma un sud che vuole anche decidere del suo futuro.
Se il Governo riuscisse a cogliere quanto le coscienze e i Governi di regioni e città del sud oggi siano pronti a dare una spinta definitiva a una barca, quella meridionale, per uscire dalle secche, sarebbe un gran giorno. Invece quello che si delinea all’orizzonte al momento è una guerra più o meno dichiarata tra istituzioni.

Diciamolo il Sud fa bene a dire la sua e anche ad operare perché le sue istanze vengano ascoltate. Il Governo farebbe bene ad approfittare del momento, sedersi al tavolo e, piuttosto che dettare condizioni, ascoltare istanze, idee e proposte e far ripartire finalmente il Paese nella sua interezza. E’ solo un consiglio, ma che mi piacerebbe venisse ascoltato.


Fonte: http://italiatoday.eu/michele2564/politics/2015/09/quelle-voci-che-si-alzano-da-sud/


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Complimenti all'amico Michele Dell'Edera che inizia oggi la sua collaborazione con ItaliaToday con un articolo ricco di interessanti considerazioni ( PdelSUD)



Di Michele Dell'Edera


Dopo il famoso o famigerato rapporto SVIMEZ di questa estate si è fatto molto parlare di sud. Se ne è parlato talmente tanto che anche la riluttante politica nazionale ha dovuto rimettere in agenda la questione meridionale. Addirittura il PD ne ha fatto una riunione della direzione nazionale sull’argomento e il Premier Matteo Renzi ha annunciato con enfasi la pubblicazione e la realizzazione di un Masterplan, in questo mese di settembre, tutto dedicato al Sud.

Penso che consciamente o incosciamente segreterie di partiti, Governo e altri attori istituzionali e non, hanno pensato che, come è sempre accaduto, un po’ di “ammuina” sarebbe bastata per azzittire le voci preoccupate proveneienti dalle regioni del sud.

Così non è accaduto. E’ accaduto anzi che i Governatori delle regioni del Sud hanno cominciato a sentirsi tra di loro, non parlando tanto di piani, organizzazione istituzionale, ma di questioni concrete che, ad oggi i Governi, compreso l’ultimo, avevano fatto passare sopra le teste dei governi regionali e delle popolazioni del sud. Ecco che si verifica che sulle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio i Governatori si trovano d’accordo nel chiedere al Governo di rivedere la cosa, che sulle infrastrutture ferroviarie e portuali si comincia ad alzare forte la voce di chi vuole che il Governo investa in infrastrutture a sud senza se e senza ma.

Che sulla “buona scuola” non è detto che lo sradicare tanta gente dai propri territori sia stata una buona idea, tanto che la Puglia (come il Veneto) hanno deciso di impugnare il provvedimento. Addirittura, durante la cerimonia di apertura della Fiera del Levante, alle parole del sottosegretario De Vncenti a sostegno della TAP in Salento è successo che tutti i sindaci dell’area si sono alzati e hanno abbandonato la cerimonia.

E’ accaduto che Michele Emiliano ha detto al Governo, senza mezzi termini, che la riforma delle Province è sbagliata, che le infrastrutture promesse e attese vanno realizzate senza indugi e che i soldi utilizzati per il Jobs Act sono stati soldi sottratti al Sud senza aver interpellato il sud e senza che esso ne abbia avuto vantaggi apprezzabili.

A Napoli, il sindaco della città Luigi de Magistris, senza troppi giri di parole dice al Governo di non mettere le mani sull’area di Bagnoli rivendicando l’autonomia della Città e anche una sorta di “modello Napoli” alternativo al modello pseudo liberista dei Governi degli ultimi anni.

Anche la Basilicata con il presidente Maurizio Pittella rivendica i risultati raggiunti dalla sua Regione e chiede con forza “trasporti” e non trivelle, specialmente in mare.

Insomma un quadro inedito: Il sud parla ! Le nomenclature politiche non erano abituate a tutto ciò e forse reagiscono scompostamente (vedi la scelta del Premier di andare New York piuttosto che a Bari per la finale di tennis tra Pennetta e Vinci) non cogliendo la grande opportunità che si presenta davanti al futuro del Paese.

Un Sud attivo, con grande voglia di collaborare alla rinascita e ripartenza del Paese, ma un sud che vuole anche decidere del suo futuro.
Se il Governo riuscisse a cogliere quanto le coscienze e i Governi di regioni e città del sud oggi siano pronti a dare una spinta definitiva a una barca, quella meridionale, per uscire dalle secche, sarebbe un gran giorno. Invece quello che si delinea all’orizzonte al momento è una guerra più o meno dichiarata tra istituzioni.

Diciamolo il Sud fa bene a dire la sua e anche ad operare perché le sue istanze vengano ascoltate. Il Governo farebbe bene ad approfittare del momento, sedersi al tavolo e, piuttosto che dettare condizioni, ascoltare istanze, idee e proposte e far ripartire finalmente il Paese nella sua interezza. E’ solo un consiglio, ma che mi piacerebbe venisse ascoltato.


Fonte: http://italiatoday.eu/michele2564/politics/2015/09/quelle-voci-che-si-alzano-da-sud/


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lunedì 14 settembre 2015

MICHELE DELL'EDERA, PdelSUD PUGLIA, AL CONVEGNO DI ROMA DI " INNOVATORI EUROPEI"

ROMA VENERDI' 11 SETTEMBRE 2015 - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA "INNOVATORI EUROPEI" DAL TITOLO " PER UN MEZZOGIORNO PROTAGONISTA TRA EUROPA E MEDITERRANEO". 

Nel Video un breve brano dell'intervento, lungamente applaudito, di Michele Dell'Edera, Coord. PdelSUD Puglia. 

La voce dei Meridionalisti Progressisti risuona con fermezza nei "palazzi romani". 
I dati inconfutabili sulla gravissima situazione del Sud sono portati con forza all'attenzione del Governo. La Politica non deve garantire solo chi ha successo, ma garantire che tutti possano ottenerlo. 

Non se riparte il Paese riparte il sud, ma se riparte il#sud riparte il Paese. #conilsudsiriparte





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ROMA VENERDI' 11 SETTEMBRE 2015 - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA "INNOVATORI EUROPEI" DAL TITOLO " PER UN MEZZOGIORNO PROTAGONISTA TRA EUROPA E MEDITERRANEO". 

Nel Video un breve brano dell'intervento, lungamente applaudito, di Michele Dell'Edera, Coord. PdelSUD Puglia. 

La voce dei Meridionalisti Progressisti risuona con fermezza nei "palazzi romani". 
I dati inconfutabili sulla gravissima situazione del Sud sono portati con forza all'attenzione del Governo. La Politica non deve garantire solo chi ha successo, ma garantire che tutti possano ottenerlo. 

Non se riparte il Paese riparte il sud, ma se riparte il#sud riparte il Paese. #conilsudsiriparte





VOLARE, oh, oh, …

di Bruno Pappalardo

(ANSA) - BARI, 12 SET - "E' doveroso che in un momento come questo il Presidente del Consiglio sia accanto a Flavia e Roberta. Trovo ridicole le polemiche che ho letto sulle agenzie di stampa". Lo ha detto ilsottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti nel suo discorso alla Fiera del Levante, in rappresentanza del governo, riferendosi all'assenza del premier Matteo Renzi che si è recato a New York per la finale degli Us Open.
ANSA) - BARI, 12 SET - "Renzi va a festeggiare la Puglia a New York". Così all'ANSA il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo aver appreso che il presidente del Consiglio dei ministri non sarà oggi a Bari per l'inaugurazione della Fiera del Levante perché andrà ad assistere alla finale di tennis che vede protagoniste le due pugliesi Flavia Pennetta e Roberta Vinci. "Sono talmente felice per la vittoria di Flavia e Roberta - aggiunge Emiliano - che ogni altra considerazione passa in secondo ordine".

Quale considerazione  c’é da fare sulla sua scelta? Credo ne esista solo una: Renzi non ama il fastidioso Sud!
Renzi scappa dal Sud!
Ossia Renzi non riesce a spettacolarizzare la depressione meridionale e, dunque, non gli serve;
Ossia Renzi scappa anche da Michele Emiliano che durante credo una intervista da Vespa fece capire che non c’era alcuna nascita di infatuato amore.
Non è possibile non sia da considerare un fatto grave l’assenza del Presidente dei Ministri della Repubblica italiana alla Fiera di Bari

1)       Non fosse così non ci sarebbero state dichiarazioni di questo tipo:  “Renzi è andato a New York per evitare il confronto (lo ha fatto anche a Bagnoli con de Magistris, sparito!) sul petrolio e anche sulla Buona scuola, contro la quale la Regione Puglia farà ricorso? Nessuno si sbilancia ma gli sguardi parlano chiaro. "Mah...", dice Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico "Renzi poteva portare anche noi a New York a vedere la finale: ora si è comprato pure l'aereo più grande, ci stiamo tutti!". L'Airforce One del presidente da 300 posti è stato solo commissionato, non è ancora pronto. Per ora, Renzi va da solo, senza sud.
2)       La Fiera del Levante non è solo un fatto pugliese ma soprattutto meridionale. Lo sottolineo perché nessuno elogio deve essere tolto alla meritata genesi di energie umane e produttive degli imprenditori e artigiani di quella regione ma è anche Sud perché soggetto di traino di un territorio vastissimo. Poi non perché non si dovrà dire che le due tenniste italiane, essendo pugliese, non generavano alcun astio verso la regione di Emiliano;
3)       Preferire New York, e perché?  Mica c'era da fare il tifo per l'Italia: la partita è tutta italiana!". Assolutamente no ma serviva per essere sul proscenio a fare passerella, proprio quella dell’avanspettacolo di terz’ordine, e mostrarsi al mondo, all’Europa. Essere vicino all’orgoglio italiano prossimamente verrà fuori almeno 50 volte nei suoi discorsi alla” Leopolda e da Vespa”
4)       Insomma è stato uno schiaffo grosso, forte a tutto il Sud a cui sono stati fatte promessi finanziamenti ma che finché non lasceranno Roma o sfuggiranno dalla mani di occulte aziende del nord non saremo tranquilli;
5)       Essere presente alla 79^ Fiera del Levante significava scegliere l’Italia che lavora, purtroppo con pochi risultati e pochi diritti e non cazzeggiare in TiVù con quel naso tirato su dalla fatina turchina per le bugie;
6)       Bisognerebbe restituirgli la pariglia. Elezioni vere e non con questa legge!



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di Bruno Pappalardo

(ANSA) - BARI, 12 SET - "E' doveroso che in un momento come questo il Presidente del Consiglio sia accanto a Flavia e Roberta. Trovo ridicole le polemiche che ho letto sulle agenzie di stampa". Lo ha detto ilsottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti nel suo discorso alla Fiera del Levante, in rappresentanza del governo, riferendosi all'assenza del premier Matteo Renzi che si è recato a New York per la finale degli Us Open.
ANSA) - BARI, 12 SET - "Renzi va a festeggiare la Puglia a New York". Così all'ANSA il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo aver appreso che il presidente del Consiglio dei ministri non sarà oggi a Bari per l'inaugurazione della Fiera del Levante perché andrà ad assistere alla finale di tennis che vede protagoniste le due pugliesi Flavia Pennetta e Roberta Vinci. "Sono talmente felice per la vittoria di Flavia e Roberta - aggiunge Emiliano - che ogni altra considerazione passa in secondo ordine".

Quale considerazione  c’é da fare sulla sua scelta? Credo ne esista solo una: Renzi non ama il fastidioso Sud!
Renzi scappa dal Sud!
Ossia Renzi non riesce a spettacolarizzare la depressione meridionale e, dunque, non gli serve;
Ossia Renzi scappa anche da Michele Emiliano che durante credo una intervista da Vespa fece capire che non c’era alcuna nascita di infatuato amore.
Non è possibile non sia da considerare un fatto grave l’assenza del Presidente dei Ministri della Repubblica italiana alla Fiera di Bari

1)       Non fosse così non ci sarebbero state dichiarazioni di questo tipo:  “Renzi è andato a New York per evitare il confronto (lo ha fatto anche a Bagnoli con de Magistris, sparito!) sul petrolio e anche sulla Buona scuola, contro la quale la Regione Puglia farà ricorso? Nessuno si sbilancia ma gli sguardi parlano chiaro. "Mah...", dice Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico "Renzi poteva portare anche noi a New York a vedere la finale: ora si è comprato pure l'aereo più grande, ci stiamo tutti!". L'Airforce One del presidente da 300 posti è stato solo commissionato, non è ancora pronto. Per ora, Renzi va da solo, senza sud.
2)       La Fiera del Levante non è solo un fatto pugliese ma soprattutto meridionale. Lo sottolineo perché nessuno elogio deve essere tolto alla meritata genesi di energie umane e produttive degli imprenditori e artigiani di quella regione ma è anche Sud perché soggetto di traino di un territorio vastissimo. Poi non perché non si dovrà dire che le due tenniste italiane, essendo pugliese, non generavano alcun astio verso la regione di Emiliano;
3)       Preferire New York, e perché?  Mica c'era da fare il tifo per l'Italia: la partita è tutta italiana!". Assolutamente no ma serviva per essere sul proscenio a fare passerella, proprio quella dell’avanspettacolo di terz’ordine, e mostrarsi al mondo, all’Europa. Essere vicino all’orgoglio italiano prossimamente verrà fuori almeno 50 volte nei suoi discorsi alla” Leopolda e da Vespa”
4)       Insomma è stato uno schiaffo grosso, forte a tutto il Sud a cui sono stati fatte promessi finanziamenti ma che finché non lasceranno Roma o sfuggiranno dalla mani di occulte aziende del nord non saremo tranquilli;
5)       Essere presente alla 79^ Fiera del Levante significava scegliere l’Italia che lavora, purtroppo con pochi risultati e pochi diritti e non cazzeggiare in TiVù con quel naso tirato su dalla fatina turchina per le bugie;
6)       Bisognerebbe restituirgli la pariglia. Elezioni vere e non con questa legge!



giovedì 10 settembre 2015

ROMA VENERDI' 11 SETTEMBRE 2015 - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA "INNOVATORI EUROPEI" DAL TITOLO " PER UN MEZZOGIORNO PROTAGONISTA TRA EUROPA E MEDITERRANEO".

Il Partito del Sud continua sulla strada della concretezza della proposta politica a favore del Sud, impegno che da sempre ne caratterizza le strategie.
Parteciperemo a questo scopo al Convegno di Roma proposto da "Innovatori Europei", che ringraziamo per l'invito, dal titolo "Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo" con una nostra delegazione capitanata da Michele Dell'Edera ( Coord. Reg. Puglia) 
Il Convegno vedrà la presenza di Governatori del Sud, personalità politiche e accademiche, Associazioni e Partiti, sulla strada della proposizione e formulazione di idee e proposte di quello che è stato annunciato ad agosto dal Premier come un Masterplan per il Sud. Infatti, non a caso, le conclusioni e le proposte che scaturiranno dal Convegno saranno consegnate al Governo italiano ed alle autorità europee. 
Invitati come Partito del Sud, porteremo con un intervento previsto nel pomeriggio le nostre idee direttamente sul tavolo dei lavori su come il Sud, se messo in condizione di competere a pari dignità, possa essere traino e motore non solo della propria ripartenza ma anche di quella di tutta l'Italia. 
Continuiamo così sulla strada che già ci ha visto contribuire con idee precise, importanti e già in fase di realizzazione nel programma da Governatore di Michele Emiliano Sindaco di Puglia. Il solo "agitarsi"sui social non basta restando la protesta quasi sempre inascoltata, lo stesso dicasi per operazioni di sola testimonianza elettorale come anche da noi già provato più volte in passato, per non parlare poi di estemporanee quanto vuote passerelle.  
Per essere credibili, considerati e invitati a parlare ai tavoli dei lavori a pari dignità si deve passare alla proposta, che deve essere logica, applicabile, realistica, costruttiva, non velleitaria e portata sempre a schiena dritta, così abbiamo fatto in Puglia con ottimi risultati e così faremo a Roma. #conilsudsiriparte.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud

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Innovatori-Europei-def

Una Conferenza dal titolo “Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo. La proposta degli Innovatori Europei” si terrà il prossimo 11 Settembre, dalle 9.30 alle 18, in via Via S. Andrea delle Fratte a Roma, presso la Sala delle Conferenze del Partito Democratico.
L’incontro avrà il seguente programma:
Ore 9.30 – Introduzione
Massimo Preziuso, Fondatore di Innovatori Europei
Ore 9.40 – Saluti
Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, Lorenzo Guerini, Vice Segretario del Partito Democratico, Ettore Rosato, Capogruppo alla Camera dei Deputati del Partito Democratico, Roberto Speranza, Commissione Affari Esteri, Camera dei Deputati, Partito Democratico
Ore 10.15 – I Sessione
Intervengono
Il Presidente del Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, l’AD di Ambrosetti Valerio De Molli, i governatori Rosario Crocetta* (Sicilia), Luciano D’Alfonso* (Abruzzo), Michele Emiliano (Puglia), Marcello Pittella (Basilicata), il Presidente Consiglio Regionale della Regione Calabria Nicola Irto, il Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa Umberto Ranieri, il Rettore della Università degli Studi La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio, il Vice Direttore Generale e Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del Sistema Paese e le Autonomie Territoriali del Ministero degli Esteri Vincenzo De Luca, i politici meridionali Francesco Boccia (Presidente Commissione Bilancio, Camera dei Deputati), Nicola Irto (Presidente Consiglio Regionale, Regione Calabria), Gennaro Migliore (Presidente Commissione di inchiesta sul sistema d’accoglienza, Camera dei Deputati), Mario Polese (Consigliere Segretario, Regione Basilicata), Laura Venittelli (Commissione Agricoltura, Camera dei Deputati), e gli assessori regionali alle attività produttive Loredana Capone (Puglia), Amedeo Lepore (Campania), Raffaele Liberali (Basilicata)
Modera: Massimo Preziuso
(in sala: rappresentanti delle ambasciate estere in Italia, delle istituzioni centrali e regionali, delle aziende italiane, dell’accademia e delle professioni)
Ore 13.45 – Pausa
Ore 14 – II Sessione
Interventi alternati
tra il mondo dell’ Università e della Ricerca con Alessandro De Biasio (Ambrosetti), Massimo Guarascio (Università La Sapienza), Cosimo Inferrera (Università degli Studi di Messina), Gaetano La Nave (Università L’Orientale di Napoli), Alfredo Mazzei (Vice Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa), Francesca Moraci (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Consuelo Nava (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Luisa Pezone (Segretario Generale Fondazione Mezzogiorno Europa), Mario Raffa (Università Federico II di Napoli), Massimo Lodi Rizzini (Schiller Institute), Enzo Siviero (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Giorgio Ventre (Università Federico II di Napoli), Massimo Veltri (Università della Calabria) e quello dell’innovazione territoriale con Osvaldo Cammarota e Gianmaria Frenna (Innovatori a Bagnoli), Michele Dell’Edera (Partito del Sud, Puglia), Annarita Leonardi (Responsabile attivisti PSE Calabria), Paride Leporace (Direttore Lucana Film Commission), Carmine Nardone (Presidente di Futuridea, innovazione utile e sostenibile, Benevento) Filippo Romeo (IsAG)
Modera : Giuseppina Bonaviri (Rete La Fenice)
(durata massima interventi 10′ – pausa caffè)
Ore 17.45 – Conclusioni e proposta al governo italiano e alle istituzioni europee


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Il Partito del Sud continua sulla strada della concretezza della proposta politica a favore del Sud, impegno che da sempre ne caratterizza le strategie.
Parteciperemo a questo scopo al Convegno di Roma proposto da "Innovatori Europei", che ringraziamo per l'invito, dal titolo "Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo" con una nostra delegazione capitanata da Michele Dell'Edera ( Coord. Reg. Puglia) 
Il Convegno vedrà la presenza di Governatori del Sud, personalità politiche e accademiche, Associazioni e Partiti, sulla strada della proposizione e formulazione di idee e proposte di quello che è stato annunciato ad agosto dal Premier come un Masterplan per il Sud. Infatti, non a caso, le conclusioni e le proposte che scaturiranno dal Convegno saranno consegnate al Governo italiano ed alle autorità europee. 
Invitati come Partito del Sud, porteremo con un intervento previsto nel pomeriggio le nostre idee direttamente sul tavolo dei lavori su come il Sud, se messo in condizione di competere a pari dignità, possa essere traino e motore non solo della propria ripartenza ma anche di quella di tutta l'Italia. 
Continuiamo così sulla strada che già ci ha visto contribuire con idee precise, importanti e già in fase di realizzazione nel programma da Governatore di Michele Emiliano Sindaco di Puglia. Il solo "agitarsi"sui social non basta restando la protesta quasi sempre inascoltata, lo stesso dicasi per operazioni di sola testimonianza elettorale come anche da noi già provato più volte in passato, per non parlare poi di estemporanee quanto vuote passerelle.  
Per essere credibili, considerati e invitati a parlare ai tavoli dei lavori a pari dignità si deve passare alla proposta, che deve essere logica, applicabile, realistica, costruttiva, non velleitaria e portata sempre a schiena dritta, così abbiamo fatto in Puglia con ottimi risultati e così faremo a Roma. #conilsudsiriparte.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud

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Innovatori-Europei-def

Una Conferenza dal titolo “Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo. La proposta degli Innovatori Europei” si terrà il prossimo 11 Settembre, dalle 9.30 alle 18, in via Via S. Andrea delle Fratte a Roma, presso la Sala delle Conferenze del Partito Democratico.
L’incontro avrà il seguente programma:
Ore 9.30 – Introduzione
Massimo Preziuso, Fondatore di Innovatori Europei
Ore 9.40 – Saluti
Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, Lorenzo Guerini, Vice Segretario del Partito Democratico, Ettore Rosato, Capogruppo alla Camera dei Deputati del Partito Democratico, Roberto Speranza, Commissione Affari Esteri, Camera dei Deputati, Partito Democratico
Ore 10.15 – I Sessione
Intervengono
Il Presidente del Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, l’AD di Ambrosetti Valerio De Molli, i governatori Rosario Crocetta* (Sicilia), Luciano D’Alfonso* (Abruzzo), Michele Emiliano (Puglia), Marcello Pittella (Basilicata), il Presidente Consiglio Regionale della Regione Calabria Nicola Irto, il Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa Umberto Ranieri, il Rettore della Università degli Studi La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio, il Vice Direttore Generale e Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del Sistema Paese e le Autonomie Territoriali del Ministero degli Esteri Vincenzo De Luca, i politici meridionali Francesco Boccia (Presidente Commissione Bilancio, Camera dei Deputati), Nicola Irto (Presidente Consiglio Regionale, Regione Calabria), Gennaro Migliore (Presidente Commissione di inchiesta sul sistema d’accoglienza, Camera dei Deputati), Mario Polese (Consigliere Segretario, Regione Basilicata), Laura Venittelli (Commissione Agricoltura, Camera dei Deputati), e gli assessori regionali alle attività produttive Loredana Capone (Puglia), Amedeo Lepore (Campania), Raffaele Liberali (Basilicata)
Modera: Massimo Preziuso
(in sala: rappresentanti delle ambasciate estere in Italia, delle istituzioni centrali e regionali, delle aziende italiane, dell’accademia e delle professioni)
Ore 13.45 – Pausa
Ore 14 – II Sessione
Interventi alternati
tra il mondo dell’ Università e della Ricerca con Alessandro De Biasio (Ambrosetti), Massimo Guarascio (Università La Sapienza), Cosimo Inferrera (Università degli Studi di Messina), Gaetano La Nave (Università L’Orientale di Napoli), Alfredo Mazzei (Vice Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa), Francesca Moraci (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Consuelo Nava (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Luisa Pezone (Segretario Generale Fondazione Mezzogiorno Europa), Mario Raffa (Università Federico II di Napoli), Massimo Lodi Rizzini (Schiller Institute), Enzo Siviero (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Giorgio Ventre (Università Federico II di Napoli), Massimo Veltri (Università della Calabria) e quello dell’innovazione territoriale con Osvaldo Cammarota e Gianmaria Frenna (Innovatori a Bagnoli), Michele Dell’Edera (Partito del Sud, Puglia), Annarita Leonardi (Responsabile attivisti PSE Calabria), Paride Leporace (Direttore Lucana Film Commission), Carmine Nardone (Presidente di Futuridea, innovazione utile e sostenibile, Benevento) Filippo Romeo (IsAG)
Modera : Giuseppina Bonaviri (Rete La Fenice)
(durata massima interventi 10′ – pausa caffè)
Ore 17.45 – Conclusioni e proposta al governo italiano e alle istituzioni europee


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