giovedì 29 novembre 2012

Lunedì 3 a Torremaggiore (Fg) ore 19 Lino Patruno presenta "Ricomincio da Sud".

Lunedì 3 a Torremaggiore (Fg) ore 19 Lino Patruno presenta Ricomincio da Sud. 
Guardiamo al nostro sud con occhi diversi. 

La Bottega dei Miracoli - Via Magenta, 51



 
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Lunedì 3 a Torremaggiore (Fg) ore 19 Lino Patruno presenta Ricomincio da Sud. 
Guardiamo al nostro sud con occhi diversi. 

La Bottega dei Miracoli - Via Magenta, 51



 

martedì 20 novembre 2012

Torino e Milano le città più indebitate! Non ne parla nessuno?


Secondo un recente articolo de "Il Sole 24 ore", notoriamente un giornale non tenero con i commenti verso il Sud e le sue amministrazioni e da sempre vicino agli ambienti bancari e finanziari milanesi, le città più indebitate d'Italia sono Torino e Milano.
Davvero strano che questa notizia non venga riportata da nessuno in TV...strano per modo di dire, visto che siamo abituati a vedere le notizie peggiori su Napoli ed il Sud in generale sempre amplificate mente le notizie sui problemi del nord e delle sue amministrazioni vengono quasi censurate, talvolta quasi sussurrate ma mai strillate come avviene per "migliaia di forestali alla Regione Sicilia" o per gli "sprechi della sanità della regione Campania con la siringa che costa il doppio che al nord" solo per citare due dei tormentoni dei media nazionali o meglio italian-padani.
Pochi giorni fa a PiazzaPulita su La7 facevano vedere immagini di un ospedale piemontese che davvero era poco invidiabile perfino per alcune fatiscenti strutture sanitarie meridionali, alla fine di ottobre un altro articolo su "Il Mondo" citava uno studio di Banca Italia che nella graduatoria delle regioni più indebitate metteva in fila prima il Lazio, poi il Piemonte e poi la Campania solo terza, in questa si poco invidiabile, classifica.


Insomma il mito della buona amministrazione del nord vacilla sempre più, dopo aver perso con gli scandali della Lega Nord e della Regione Lombardia un primato etico di una maggiore onestà, primato che era totalmente inventato fin dall'unità d'Italia e cioè da quando iniziarono le ruberie del nord ai danni del Sud. Mi chiedo cosa dobbiamo aspettarci ancora per evitare le insulse chiacchiere dei vari legaioli alla Salvini o i vaneggiamenti di altri giornalisti "padani", sarebbe meglio che stessero zitti ed evitassero di continuare con la propaganda alla Goebbels che diceva "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".





Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud





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Secondo un recente articolo de "Il Sole 24 ore", notoriamente un giornale non tenero con i commenti verso il Sud e le sue amministrazioni e da sempre vicino agli ambienti bancari e finanziari milanesi, le città più indebitate d'Italia sono Torino e Milano.
Davvero strano che questa notizia non venga riportata da nessuno in TV...strano per modo di dire, visto che siamo abituati a vedere le notizie peggiori su Napoli ed il Sud in generale sempre amplificate mente le notizie sui problemi del nord e delle sue amministrazioni vengono quasi censurate, talvolta quasi sussurrate ma mai strillate come avviene per "migliaia di forestali alla Regione Sicilia" o per gli "sprechi della sanità della regione Campania con la siringa che costa il doppio che al nord" solo per citare due dei tormentoni dei media nazionali o meglio italian-padani.
Pochi giorni fa a PiazzaPulita su La7 facevano vedere immagini di un ospedale piemontese che davvero era poco invidiabile perfino per alcune fatiscenti strutture sanitarie meridionali, alla fine di ottobre un altro articolo su "Il Mondo" citava uno studio di Banca Italia che nella graduatoria delle regioni più indebitate metteva in fila prima il Lazio, poi il Piemonte e poi la Campania solo terza, in questa si poco invidiabile, classifica.


Insomma il mito della buona amministrazione del nord vacilla sempre più, dopo aver perso con gli scandali della Lega Nord e della Regione Lombardia un primato etico di una maggiore onestà, primato che era totalmente inventato fin dall'unità d'Italia e cioè da quando iniziarono le ruberie del nord ai danni del Sud. Mi chiedo cosa dobbiamo aspettarci ancora per evitare le insulse chiacchiere dei vari legaioli alla Salvini o i vaneggiamenti di altri giornalisti "padani", sarebbe meglio che stessero zitti ed evitassero di continuare con la propaganda alla Goebbels che diceva "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".





Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud





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lunedì 19 novembre 2012

COMUNICATO STAMPA RIUNIONE CIRCOLO MEDITERRANEO CALABRIA


Fonte Partito del Sud - Roma: Ricevo dall'amico Giuseppe Spadafora, Coordinatore calabrese del PdSUD e tra gli organizzatori del Circolo Mediterraneo Calabria
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Sabato 17 c.m., a Sambiase di Lamezia Terme , dalle ore 18 alle ore 21 si è riunito per la prima volta il Circolo Mediterraneo Calabria. Raggruppamento di vari partiti, associazioni culturali e di singoli cittadini che hanno fatto del Meridionalismo la loro bandiera e che sono vicini al movimento “Con Pino Aprile sotto un’unica Bandiera”. Una nutrita presenza di persone accomunate da forti sentimenti meridionalisti desiderose di ripristinare la verità storica e determinate a capire le cause dell’attuale situazione del Meridione. Dopo la proiezione di slides e di interessanti filmati sulla storia pre e post-unitaria è seguito un interessante e partecipato dibattito sul cosa fare per uscire dallo stato di subalternità delle popolazioni Meridionali, il tutto ci fa ben sperare in vista dell'Assemblea Costituente di Napoli del 24 novembre (www.Assembleafondativa.tk).                                                                                   
Considerata la partecipazione saranno programmati altri incontri.


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Fonte Partito del Sud - Roma: Ricevo dall'amico Giuseppe Spadafora, Coordinatore calabrese del PdSUD e tra gli organizzatori del Circolo Mediterraneo Calabria
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Sabato 17 c.m., a Sambiase di Lamezia Terme , dalle ore 18 alle ore 21 si è riunito per la prima volta il Circolo Mediterraneo Calabria. Raggruppamento di vari partiti, associazioni culturali e di singoli cittadini che hanno fatto del Meridionalismo la loro bandiera e che sono vicini al movimento “Con Pino Aprile sotto un’unica Bandiera”. Una nutrita presenza di persone accomunate da forti sentimenti meridionalisti desiderose di ripristinare la verità storica e determinate a capire le cause dell’attuale situazione del Meridione. Dopo la proiezione di slides e di interessanti filmati sulla storia pre e post-unitaria è seguito un interessante e partecipato dibattito sul cosa fare per uscire dallo stato di subalternità delle popolazioni Meridionali, il tutto ci fa ben sperare in vista dell'Assemblea Costituente di Napoli del 24 novembre (www.Assembleafondativa.tk).                                                                                   
Considerata la partecipazione saranno programmati altri incontri.


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domenica 18 novembre 2012

È il Sud a finanziare il Nord attraverso il risparmio privato

di Patrizia Penna
Fonte:  Quotidiano di Sicilia

Uno studio elaborato dal prof. Gioacchino Amato dell’Università degli Studi di Firenze sfata il luogo comune dell’assistenzialismo ai meridionali. La Sicilia non ha nessuna società locale quotata alla Borsa di Milano. Capitali in fuga dalla nostra Isola


PALERMO - Uno studio, di prossima pubblicazione, elaborato dal Professor Gioacchino Amato, docente di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, sfata il luogo comune secondo cui il Meridione d’Italia sarebbe finanziariamente assistito dall’Italia centrosettentrionale.
In realtà, secondo quanto emerge da questo studio, il Sud Italia finanzierebbe massicciamente, attraverso il risparmio privato, le regioni settentrionali.

Prof. Amato, questa tesi potrebbe liberarci definitivamente da quell’odiosa etichetta di “assistiti” di cui noi siciliani sinceramente ci siamo un po’ stancati. Ce la dimostri in concreto.“Basti pensare al risparmio privato che affluisce quotidianamente sui mercati finanziari. Da siciliano, ho esaminato il caso della Regione Sicilia la quale, pur essendo una regione molto vasta (la sua popolazione equivale a più dell’8% della popolazione nazionale), non ha nessuna società locale quotata presso la Borsa di Milano. Ciò comporta, oltre a un deficit di capitalizzazione delle imprese siciliane, che il risparmio privato che le famiglie siciliane decidono di destinare all’investimento finanziario, affluisce nel capitale delle aziende centro-settentrionali, rafforzandone la struttura patrimoniale e consentendone la crescita sui mercati. In breve, sarebbe il Sud a finanziare il Nord, attraverso il risparmio delle famiglie meridionali, e non viceversa”.

La Sicilia sta vivendo una campagna elettorale molto intensa ed è sotto i riflettori nazionali. Ma a parte i soliti giochi di alleanze, le proposte “vere” e concrete latitano. Cosa dovrebbe fare il futuro presidente della Regione? “Un Regione come la Sicilia, dovrebbe impegnarsi a realizzare una politica industriale volta ad incoraggiare la quotazione in borsa di alcune aziende siciliane pubbliche ma anche private. In tal modo, il risparmio delle famiglie siciliane, che oggi affluisce in maniera consistente nel capitale sociale di aziende del centro nord, sarebbe dirottato nel finanziamento delle imprese siciliane, notoriamente sottocapitalizzate. In tal modo il risparmio dei siciliani rimarrebbe in Sicilia e finanzierebbe le imprese locali anziché quelle settentrionali. A ciò si aggiunga che, la quotazione in Borsa di alcune aziende locali consentirebbe di attrarre anche capitali non locali che altrimenti verrebbero destinati a finanziare la crescita di altre società.

Ciò implicherebbe una svolta culturale da parte dell’investitore siciliano.
“Certo, perché l’investitore siciliano è sempre stato ben lieto di acquistare azioni di società del centro nord mentre tende a non fidarsi di finanziare le società siciliane. A ciò aggiunga che anche se si fidasse non avrebbe materialmente la possibilità di acquistare azioni di società siciliane visto che nessuna di queste è quotate in borsa. Non esistendo quindi un mercato pubblico delle azioni non saprebbe a chi rivolgersi.
Sul piano culturale occorre sfatare il mito secondo cui le società del centro nord Italia sono meglio amministrate di quelle siciliane. Basti vedere come sono crollati gli indici di borsa degli ultimi cinque anni. Tanti investitori siciliani hanno perso un mucchio di soldi comprando azioni del Monte dei Paschi di Siena o di Generali o di tanti altri big dell’industria italiana. Sotto altro punto di vista occorre iniziare ad inculcare nella testa degli investitori siciliani il concetto che se proprio devono assumersi un rischio nell’investimento azionario, tanto vale assumerlo nei confronti di un’azienda siciliana la quale, peraltro, essendo quotata sarebbe soggetta a molti controlli da parte delle autorità pubbliche di vigilanza che tenderanno in parte a ridurre i rischi di cattiva gestione”.

Ma se i soldi sono finiti, come si potrà finanziare il rilancio dell’economia e delle infrastrutture?
“La più grande sfida della classe politica del XXI secolo sarà rappresentata, in un contesto di scarsità e depauperamento delle risorse pubbliche, dal reperimento dei capitali necessari per il finanziamento delle infrastrutture. Detti capitali non potranno che essere privati. Occorrerà pertanto elaborare forme di reperimento di risorse private e la quotazione in borsa delle società che costituiscono il tessuto produttivo dell’economia siciliana sarebbe un primo punto di partenza. La Sicilia dovrebbe ripetere esperienze positive, come quello rappresentato dal Porto Turistico di Licata, in provincia di Agrigento, dove è stata realizzata un’importante infrastruttura di notevole rilevanza pubblicistica senza l’utilizzo di uno solo euro proveniente dalle casse pubbliche. La parte imprenditoriale privata ha messo a disposizione le risorse finanziarie, le idee, la creatività e l’efficienza tipica del settore privato e la parte pubblica ha messo a disposizione l’area demaniale, così consentendo la trasformazione di quella che in passato era una spiaggia derelitta e abbandonata, nella più grande sorpresa turistica di quest’estate 2012 in Sicilia. Attraverso la quotazione in borsa di ambiziosi progetti imprenditoriali pubblici o privati o, tramite la messa a disposizione di progetti imprenditoriali privati di aree demaniali pubbliche, si potranno finanziare le infrastrutture necessarie per il rilancio della Sicilia, come porti, aeroporti, tratte autostradali, tratte ferroviarie, autostrade del mare e via dicendo”.

Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna



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di Patrizia Penna
Fonte:  Quotidiano di Sicilia

Uno studio elaborato dal prof. Gioacchino Amato dell’Università degli Studi di Firenze sfata il luogo comune dell’assistenzialismo ai meridionali. La Sicilia non ha nessuna società locale quotata alla Borsa di Milano. Capitali in fuga dalla nostra Isola


PALERMO - Uno studio, di prossima pubblicazione, elaborato dal Professor Gioacchino Amato, docente di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, sfata il luogo comune secondo cui il Meridione d’Italia sarebbe finanziariamente assistito dall’Italia centrosettentrionale.
In realtà, secondo quanto emerge da questo studio, il Sud Italia finanzierebbe massicciamente, attraverso il risparmio privato, le regioni settentrionali.

Prof. Amato, questa tesi potrebbe liberarci definitivamente da quell’odiosa etichetta di “assistiti” di cui noi siciliani sinceramente ci siamo un po’ stancati. Ce la dimostri in concreto.“Basti pensare al risparmio privato che affluisce quotidianamente sui mercati finanziari. Da siciliano, ho esaminato il caso della Regione Sicilia la quale, pur essendo una regione molto vasta (la sua popolazione equivale a più dell’8% della popolazione nazionale), non ha nessuna società locale quotata presso la Borsa di Milano. Ciò comporta, oltre a un deficit di capitalizzazione delle imprese siciliane, che il risparmio privato che le famiglie siciliane decidono di destinare all’investimento finanziario, affluisce nel capitale delle aziende centro-settentrionali, rafforzandone la struttura patrimoniale e consentendone la crescita sui mercati. In breve, sarebbe il Sud a finanziare il Nord, attraverso il risparmio delle famiglie meridionali, e non viceversa”.

La Sicilia sta vivendo una campagna elettorale molto intensa ed è sotto i riflettori nazionali. Ma a parte i soliti giochi di alleanze, le proposte “vere” e concrete latitano. Cosa dovrebbe fare il futuro presidente della Regione? “Un Regione come la Sicilia, dovrebbe impegnarsi a realizzare una politica industriale volta ad incoraggiare la quotazione in borsa di alcune aziende siciliane pubbliche ma anche private. In tal modo, il risparmio delle famiglie siciliane, che oggi affluisce in maniera consistente nel capitale sociale di aziende del centro nord, sarebbe dirottato nel finanziamento delle imprese siciliane, notoriamente sottocapitalizzate. In tal modo il risparmio dei siciliani rimarrebbe in Sicilia e finanzierebbe le imprese locali anziché quelle settentrionali. A ciò si aggiunga che, la quotazione in Borsa di alcune aziende locali consentirebbe di attrarre anche capitali non locali che altrimenti verrebbero destinati a finanziare la crescita di altre società.

Ciò implicherebbe una svolta culturale da parte dell’investitore siciliano.
“Certo, perché l’investitore siciliano è sempre stato ben lieto di acquistare azioni di società del centro nord mentre tende a non fidarsi di finanziare le società siciliane. A ciò aggiunga che anche se si fidasse non avrebbe materialmente la possibilità di acquistare azioni di società siciliane visto che nessuna di queste è quotate in borsa. Non esistendo quindi un mercato pubblico delle azioni non saprebbe a chi rivolgersi.
Sul piano culturale occorre sfatare il mito secondo cui le società del centro nord Italia sono meglio amministrate di quelle siciliane. Basti vedere come sono crollati gli indici di borsa degli ultimi cinque anni. Tanti investitori siciliani hanno perso un mucchio di soldi comprando azioni del Monte dei Paschi di Siena o di Generali o di tanti altri big dell’industria italiana. Sotto altro punto di vista occorre iniziare ad inculcare nella testa degli investitori siciliani il concetto che se proprio devono assumersi un rischio nell’investimento azionario, tanto vale assumerlo nei confronti di un’azienda siciliana la quale, peraltro, essendo quotata sarebbe soggetta a molti controlli da parte delle autorità pubbliche di vigilanza che tenderanno in parte a ridurre i rischi di cattiva gestione”.

Ma se i soldi sono finiti, come si potrà finanziare il rilancio dell’economia e delle infrastrutture?
“La più grande sfida della classe politica del XXI secolo sarà rappresentata, in un contesto di scarsità e depauperamento delle risorse pubbliche, dal reperimento dei capitali necessari per il finanziamento delle infrastrutture. Detti capitali non potranno che essere privati. Occorrerà pertanto elaborare forme di reperimento di risorse private e la quotazione in borsa delle società che costituiscono il tessuto produttivo dell’economia siciliana sarebbe un primo punto di partenza. La Sicilia dovrebbe ripetere esperienze positive, come quello rappresentato dal Porto Turistico di Licata, in provincia di Agrigento, dove è stata realizzata un’importante infrastruttura di notevole rilevanza pubblicistica senza l’utilizzo di uno solo euro proveniente dalle casse pubbliche. La parte imprenditoriale privata ha messo a disposizione le risorse finanziarie, le idee, la creatività e l’efficienza tipica del settore privato e la parte pubblica ha messo a disposizione l’area demaniale, così consentendo la trasformazione di quella che in passato era una spiaggia derelitta e abbandonata, nella più grande sorpresa turistica di quest’estate 2012 in Sicilia. Attraverso la quotazione in borsa di ambiziosi progetti imprenditoriali pubblici o privati o, tramite la messa a disposizione di progetti imprenditoriali privati di aree demaniali pubbliche, si potranno finanziare le infrastrutture necessarie per il rilancio della Sicilia, come porti, aeroporti, tratte autostradali, tratte ferroviarie, autostrade del mare e via dicendo”.

Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna



Report presentazione 2° numero di "Cronache Meridionali"


Venerdì 16 Novembre, si è tenuta la presentazione del secondo numero di "Cronache Meridionali" in quel di S.Giorgio a Cremano c/o il club "1946". Un folto e attento uditorio ha ascoltato con estrema attenzione gli interventi di Paolo Postiglione (Capo Gabinetto Politico dello staff di Luigi de Magistris), di Marco Esposito (meridionalista ed Assessore al Commercio del Comune di Napoli), del prof. Vincenzo Gulì (Presidente del Parlamento delle Due Sicilie) e del direttore e responsabile della rivista arch. Aldo Vella. Ha svolto funzioni di moderatore l'ing. Francesco Menna.
Un ricco buffet di prodotti meridionali ha alleviato la serata organizzato da Ivan Esposito e Cataldo Godano del Partito del Sud. Presenta una folta rappresentanza del nostro partito fra cui Andrea Balìa (co/segretario nazionale), Emiddio de Franciscis (Responsabile Regionale Campania), Bruno Pappalardo, Duilio Marolda, Carlo Capezzuto, Vincenzo Guarino e Carlo Troncone, oltre a tanti altri.
Molto articolato l'intervento di Alessio Postiglione e molto veemente e centrato sull'evento del 24 Novembre p.v. quello di Marco Esposito, a cui la platea ha dedicato svariati minuti di applausi partecipi.


 














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Venerdì 16 Novembre, si è tenuta la presentazione del secondo numero di "Cronache Meridionali" in quel di S.Giorgio a Cremano c/o il club "1946". Un folto e attento uditorio ha ascoltato con estrema attenzione gli interventi di Paolo Postiglione (Capo Gabinetto Politico dello staff di Luigi de Magistris), di Marco Esposito (meridionalista ed Assessore al Commercio del Comune di Napoli), del prof. Vincenzo Gulì (Presidente del Parlamento delle Due Sicilie) e del direttore e responsabile della rivista arch. Aldo Vella. Ha svolto funzioni di moderatore l'ing. Francesco Menna.
Un ricco buffet di prodotti meridionali ha alleviato la serata organizzato da Ivan Esposito e Cataldo Godano del Partito del Sud. Presenta una folta rappresentanza del nostro partito fra cui Andrea Balìa (co/segretario nazionale), Emiddio de Franciscis (Responsabile Regionale Campania), Bruno Pappalardo, Duilio Marolda, Carlo Capezzuto, Vincenzo Guarino e Carlo Troncone, oltre a tanti altri.
Molto articolato l'intervento di Alessio Postiglione e molto veemente e centrato sull'evento del 24 Novembre p.v. quello di Marco Esposito, a cui la platea ha dedicato svariati minuti di applausi partecipi.


 














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sabato 17 novembre 2012

Mercoledì 21 Novembre - Bologna: Prima Riunione Circolo Mediterraneo Emilia Romagna


Per discutere dei temi meridionalisti, in vista dell'assemblea costituente dell'aggregazione che si terrà a Napoli il 24 novembre, nascono i Circoli mediterranei, per confrontarsi guardandosi in faccia e non solo scambiandosi le opinioni in rete.
Nello spirito dell'appello "schietti, orgogliosi, allegri e mediterranei", i circoli discuteranno sulle tematiche meridionaliste, sia storiche che di politica attuale, e si spera si diffonderanno presto su tutto il territorio nazionale.






    • Mercoledì 21/11/2012 
    • 19.30 fino a 23.00

  • Bologna, Via dell'Arcoveggio 
    50 
    c/o Pizzeria Reginella

      Prima Riunione Comitato Mediterraneo Calabria






    Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente. 

    Per discutere di cosa fare. Per guardare al nostro futuro. 

    L'INVITO E' ESTESO A TUTTI I MERIDIONALI E CITTADINI LIBERI. 

    I DETTAGLI DELL'INCONTRO CON GLI ORARI ORIENTATIVI: 

     
    1) ore 19:30 introduzione e saluti 

    2) ore 19:45 intervento degli organizzatori; prenotazione interventi 

    3) ore 20:00 interventi e dibattito  

     4) ore 21:00 conclusioni degli organizzatori 

     5) ore 21:15 Fine lavori  a cui seguirà cena a base di prodotti 

    tipici del Sud

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Per discutere dei temi meridionalisti, in vista dell'assemblea costituente dell'aggregazione che si terrà a Napoli il 24 novembre, nascono i Circoli mediterranei, per confrontarsi guardandosi in faccia e non solo scambiandosi le opinioni in rete.
Nello spirito dell'appello "schietti, orgogliosi, allegri e mediterranei", i circoli discuteranno sulle tematiche meridionaliste, sia storiche che di politica attuale, e si spera si diffonderanno presto su tutto il territorio nazionale.






    • Mercoledì 21/11/2012 
    • 19.30 fino a 23.00

  • Bologna, Via dell'Arcoveggio 
    50 
    c/o Pizzeria Reginella

      Prima Riunione Comitato Mediterraneo Calabria






    Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente. 

    Per discutere di cosa fare. Per guardare al nostro futuro. 

    L'INVITO E' ESTESO A TUTTI I MERIDIONALI E CITTADINI LIBERI. 

    I DETTAGLI DELL'INCONTRO CON GLI ORARI ORIENTATIVI: 

     
    1) ore 19:30 introduzione e saluti 

    2) ore 19:45 intervento degli organizzatori; prenotazione interventi 

    3) ore 20:00 interventi e dibattito  

     4) ore 21:00 conclusioni degli organizzatori 

     5) ore 21:15 Fine lavori  a cui seguirà cena a base di prodotti 

    tipici del Sud

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venerdì 16 novembre 2012

Treni, il binario morto lo tengono nella testa

di LINO PATRUNO
Il Sud è sempre stato terra di emigrazione. Quanti ne ha portati nelle nebbie il mitico espresso Lecce-Zurigo via Milano. E quanti il Bari-Torino. Ora l’emigrazione è intellettuale, dopo le valigie di cartone vanno i nostri ragazzi laureati col trolley e il computer. Ma vanno e vengono anche i pendolari. Vanno e vengono gli imprenditori e gli uomini d’affari. Vanno e vengono le merci. E vanno e vengono anche i turisti, soprattutto vengono sempre più nelle terre del sole. 

Non ci fossero i treni, le strade, le autostrade, gli aerei, il Sud resterebbe ancor più la periferia d’Europa che è: bisogna raggiungerlo di proposito, non ci si passa per andare altrove in questa lunga Italia che il buon Dio ha disegnato così con un po’ di distrazione. Perciò se qualcuno decidesse di far male al Sud, il sistema sarebbe rapido: isolarlo. Farlo diventare, ad esempio, un binario morto, come dice un dolente cartellone affisso in Puglia con la foto delle coppole che partivano sùbito dopo la guerra, e le mamme con i figli al collo. Detto e fatto. Dopo due anni e due governi, la missione è compiuta. 

Per restare alla Puglia, le indiscrezioni sui nuovi orari invernali la danno collegata solo con tre Freccia Argento per Roma. Ma nella capitale non si potrà arrivare prima delle 11,30, quando già stanno pensando alla pausa pranzo. E dalla capitale non si potrà rientrare più tardi delle 18, lasciando nel mezzo non solo il binario morto ma ore morte nelle quali si potrà concludere meno che niente. Neanche a pensarci alle ore piccole: niente notturni giornalieri con la capitale, niente Taranto-Milano (e a Taranto c’è una cosina come l’Ilva per la quale qualche viaggio su e giù s’immagina sia necessario). 

Ma come, proprio i treni notturni che fanno risparmiare tempo e riducono i costi per il Sud? Mah, rispondono da Trenitalia, ormai ci sono i voli low cost, a basso prezzo, che li hanno soppiantati ovunque in Europa. Ma il Mezzogiorno non è un caso particolare in Europa? Cosa vuole che ci interessi, noi siamo una società privata e dobbiamo fare utili. Quindi meno treni perché ci sarebbero meno passeggeri. 

Ma non è che ci sono meno passeggeri perché ci sono meno treni? Sembra la storiella del comico Petrolini. Il quale, a uno spettatore che disturbava dalla galleria del teatro disse di non avercela con lui, ma con i suoi vicini che non lo buttavano giù. Non dovremmo avercela con Trenitalia, ma con un governo disinteressato a farle capire che il trasporto non è un’eventualità come un gelato dopo pranzo, ma un diritto fondamentale protetto dalla Costituzione. La quale non dice che ci si può muovere di più o di meno a seconda di dove si è nati. Ma questo è il Paese che in 150 anni si è guardato bene dal collegare il Sud dal Tirreno all’Adriatico, tipo Bari-Napoli, dovesse mettersi in testa di essere più unito per far valere le proprie ragioni. 

Si è guardato bene dal collegare decentemente le città meridionali fra loro, dovessero concludere affari in comune. Si è guardato bene dal far arrivare un treno a Matera, dovesse la città lucana perdere il suo primato nazionale di noncuranza. E ora si guarda bene dal dare al Sud l’alta velocità ferroviaria come al Nord. Forse perché il Sud è l’eterno posto in cui si prenderebbe tempo e si perderebbe tempo, quindi a bassa velocità? Guardi, sviluppiamo l’alta velocità dove più alto è lo sviluppo economico. Appunto, Paese a due velocità. Che pensa allo sviluppo di chi è già sviluppato e se ne infischia di chi è meno sviluppato. 

Paese in cui se va la locomotiva del Nord, il Sud può ringraziare di essere il bagaglio appresso. E Paese che anche per questo non solo non cresce più da oltre vent’anni, ma ora va indietro pur avendo in casa un tesoro considerato invece una vergogna da tenere nascosta. Così si spiega l’autostrada Salerno-Reggio Calabria in costruzione da cinquant’anni. Così si spiega una statale ionica che divide Puglia, Basilicata e Calabria invece di unirle. Ma del resto, il ministro dell’economia, Grilli, parla a un giornale tedesco e dice che il modello di crescita del Sud è fallito. Signor ministro, questo è più o meno evidente. Si vorrebbe sapere piuttosto se intende rimediare togliendo al Sud i treni invece di darglieli, così come terapia d’urto. E si vorrebbe sapere se la conclusione è far morire il malato, anche se ci hanno provveduto prima di lei. 

(Ultime notizie. Per almeno metà dei politici italiani il Sud non esiste. Questa sconveniente parola non è stata mai pronunciata, se non di sfuggita da Bersani, durante il dibattito televisivo fra i candidati alle elezioni primarie del centro sinistra. L’intervistatore non lo ha chiesto, ma nessuno impediva agli intervistati di parlarne. Quindi il Sud non è il principale problema d’Italia e non è la principale soluzione ai problemi d’Italia. Evviva).

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno


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di LINO PATRUNO
Il Sud è sempre stato terra di emigrazione. Quanti ne ha portati nelle nebbie il mitico espresso Lecce-Zurigo via Milano. E quanti il Bari-Torino. Ora l’emigrazione è intellettuale, dopo le valigie di cartone vanno i nostri ragazzi laureati col trolley e il computer. Ma vanno e vengono anche i pendolari. Vanno e vengono gli imprenditori e gli uomini d’affari. Vanno e vengono le merci. E vanno e vengono anche i turisti, soprattutto vengono sempre più nelle terre del sole. 

Non ci fossero i treni, le strade, le autostrade, gli aerei, il Sud resterebbe ancor più la periferia d’Europa che è: bisogna raggiungerlo di proposito, non ci si passa per andare altrove in questa lunga Italia che il buon Dio ha disegnato così con un po’ di distrazione. Perciò se qualcuno decidesse di far male al Sud, il sistema sarebbe rapido: isolarlo. Farlo diventare, ad esempio, un binario morto, come dice un dolente cartellone affisso in Puglia con la foto delle coppole che partivano sùbito dopo la guerra, e le mamme con i figli al collo. Detto e fatto. Dopo due anni e due governi, la missione è compiuta. 

Per restare alla Puglia, le indiscrezioni sui nuovi orari invernali la danno collegata solo con tre Freccia Argento per Roma. Ma nella capitale non si potrà arrivare prima delle 11,30, quando già stanno pensando alla pausa pranzo. E dalla capitale non si potrà rientrare più tardi delle 18, lasciando nel mezzo non solo il binario morto ma ore morte nelle quali si potrà concludere meno che niente. Neanche a pensarci alle ore piccole: niente notturni giornalieri con la capitale, niente Taranto-Milano (e a Taranto c’è una cosina come l’Ilva per la quale qualche viaggio su e giù s’immagina sia necessario). 

Ma come, proprio i treni notturni che fanno risparmiare tempo e riducono i costi per il Sud? Mah, rispondono da Trenitalia, ormai ci sono i voli low cost, a basso prezzo, che li hanno soppiantati ovunque in Europa. Ma il Mezzogiorno non è un caso particolare in Europa? Cosa vuole che ci interessi, noi siamo una società privata e dobbiamo fare utili. Quindi meno treni perché ci sarebbero meno passeggeri. 

Ma non è che ci sono meno passeggeri perché ci sono meno treni? Sembra la storiella del comico Petrolini. Il quale, a uno spettatore che disturbava dalla galleria del teatro disse di non avercela con lui, ma con i suoi vicini che non lo buttavano giù. Non dovremmo avercela con Trenitalia, ma con un governo disinteressato a farle capire che il trasporto non è un’eventualità come un gelato dopo pranzo, ma un diritto fondamentale protetto dalla Costituzione. La quale non dice che ci si può muovere di più o di meno a seconda di dove si è nati. Ma questo è il Paese che in 150 anni si è guardato bene dal collegare il Sud dal Tirreno all’Adriatico, tipo Bari-Napoli, dovesse mettersi in testa di essere più unito per far valere le proprie ragioni. 

Si è guardato bene dal collegare decentemente le città meridionali fra loro, dovessero concludere affari in comune. Si è guardato bene dal far arrivare un treno a Matera, dovesse la città lucana perdere il suo primato nazionale di noncuranza. E ora si guarda bene dal dare al Sud l’alta velocità ferroviaria come al Nord. Forse perché il Sud è l’eterno posto in cui si prenderebbe tempo e si perderebbe tempo, quindi a bassa velocità? Guardi, sviluppiamo l’alta velocità dove più alto è lo sviluppo economico. Appunto, Paese a due velocità. Che pensa allo sviluppo di chi è già sviluppato e se ne infischia di chi è meno sviluppato. 

Paese in cui se va la locomotiva del Nord, il Sud può ringraziare di essere il bagaglio appresso. E Paese che anche per questo non solo non cresce più da oltre vent’anni, ma ora va indietro pur avendo in casa un tesoro considerato invece una vergogna da tenere nascosta. Così si spiega l’autostrada Salerno-Reggio Calabria in costruzione da cinquant’anni. Così si spiega una statale ionica che divide Puglia, Basilicata e Calabria invece di unirle. Ma del resto, il ministro dell’economia, Grilli, parla a un giornale tedesco e dice che il modello di crescita del Sud è fallito. Signor ministro, questo è più o meno evidente. Si vorrebbe sapere piuttosto se intende rimediare togliendo al Sud i treni invece di darglieli, così come terapia d’urto. E si vorrebbe sapere se la conclusione è far morire il malato, anche se ci hanno provveduto prima di lei. 

(Ultime notizie. Per almeno metà dei politici italiani il Sud non esiste. Questa sconveniente parola non è stata mai pronunciata, se non di sfuggita da Bersani, durante il dibattito televisivo fra i candidati alle elezioni primarie del centro sinistra. L’intervistatore non lo ha chiesto, ma nessuno impediva agli intervistati di parlarne. Quindi il Sud non è il principale problema d’Italia e non è la principale soluzione ai problemi d’Italia. Evviva).

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno


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giovedì 15 novembre 2012

Report presentazione a Napoli di "Uomini e donne del Sud"


Ieri, Mercoledì 14 Novembre alle 18,30 c/o la libreria UBK nella storica via Benedetto Croce a Napoli, s'è tenuta la presentazione del nuovo libro di Paolo Brogi "Uomini e donne del Sud. 
Oltre all'autore erano relatori e commentatori Lucio Iavarone (attivista di comitati cittadini in difesa delle terre dilaniate dai roghi di rifiuti tossici) e Marco Esposito, meridionalista ed Assessore al Commercio e alle autorità produttive del Comune di Napoli.
L'autore (ex giornalista del Corriere della Sera e de l'Espresso) ha raccontato il suo percorso e tour effettuato nel meridione alla ricerca ed incontro di gente straordinaria nel suo impegno nella produttività, in comitati e iniziative a difesa delle nostre terre e dei beni comuni, o in un attivismo politico propositivo e non solo di memoria nostalgica. Citato nel libro tra l'altro Antonio Ciano ed il nostro Partito del Sud. 
Molto interessante l'intervento di Lucio Iavarone per la descrizione della drammaticità e perdurante attività (ormai neanche più tanto velata) dell'arrivo e poi incendio a cielo aperto di rifiuti tossici nelle nostre terre.
Infine Marco Esposito ha raccontato dello stridente contrasto all'impegno meritorio di tanti cittadini del Sud rispetto al disinteresse costante del governo centrale nei confronti del meridione, citando l'ultimo esempio del Convegno sul Mediterraneo che, impropriamente e con totale sfregio, si è ritenuto opportuno di organizzare a Milano, non riuscendo a comprenderne l'opportunità e l'attinenza di tale scelta.
Presente un qualificato uditorio che ha infine effettuato alcune domande.
Erano tra altri presenti Salvatore Pirozzi per i Maestri di strada, che ha effettuato un suo intervento, ed Andrea Balìa e Margherita D'Ambrosio per il Partito del Sud.




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Ieri, Mercoledì 14 Novembre alle 18,30 c/o la libreria UBK nella storica via Benedetto Croce a Napoli, s'è tenuta la presentazione del nuovo libro di Paolo Brogi "Uomini e donne del Sud. 
Oltre all'autore erano relatori e commentatori Lucio Iavarone (attivista di comitati cittadini in difesa delle terre dilaniate dai roghi di rifiuti tossici) e Marco Esposito, meridionalista ed Assessore al Commercio e alle autorità produttive del Comune di Napoli.
L'autore (ex giornalista del Corriere della Sera e de l'Espresso) ha raccontato il suo percorso e tour effettuato nel meridione alla ricerca ed incontro di gente straordinaria nel suo impegno nella produttività, in comitati e iniziative a difesa delle nostre terre e dei beni comuni, o in un attivismo politico propositivo e non solo di memoria nostalgica. Citato nel libro tra l'altro Antonio Ciano ed il nostro Partito del Sud. 
Molto interessante l'intervento di Lucio Iavarone per la descrizione della drammaticità e perdurante attività (ormai neanche più tanto velata) dell'arrivo e poi incendio a cielo aperto di rifiuti tossici nelle nostre terre.
Infine Marco Esposito ha raccontato dello stridente contrasto all'impegno meritorio di tanti cittadini del Sud rispetto al disinteresse costante del governo centrale nei confronti del meridione, citando l'ultimo esempio del Convegno sul Mediterraneo che, impropriamente e con totale sfregio, si è ritenuto opportuno di organizzare a Milano, non riuscendo a comprenderne l'opportunità e l'attinenza di tale scelta.
Presente un qualificato uditorio che ha infine effettuato alcune domande.
Erano tra altri presenti Salvatore Pirozzi per i Maestri di strada, che ha effettuato un suo intervento, ed Andrea Balìa e Margherita D'Ambrosio per il Partito del Sud.




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L’Isvap conferma le discriminazioni ai danni dei meridionali

 A conferma della sensazione comune che ci siano discriminazioni ai danni dei meridionali in genere c’è anche il fatto che se guardiamo la seconda posizione, negli 11 profili di guidatori presi in considerazione, troviamo ben 8 volte Reggio Calabria come la provincia con le tariffe peggiori, e 3 volte Bari (il capoluogo della Puglia, guardando l’indagine nel dettaglio, si conferma il secondo luogo più caro per assicurare un motociclo, mentre il capoluogo della Calabria ha la poco invidiata palma di eterno secondo per le automobili e i ciclomotori).

La parità tra uomo e donna sta già scattando

Mentre non abbiamo problemi a parlare di discriminazioni ai danni dei meridionali, possiamo altresì affermare che va scomparendo: l’assicurazione RC Auto delle donne sta infatti già aumento più di quella degli uomini, sia a nord che a sud, con punte rilevate a Campobasso, Palermo, Bari e Napoli.

Si auspica un intervento della Corte di Giustizia Europea

Dal momento che questa indagine svolta da Isvap finirà sui tavoli della Corte di Giustizia Europea, la speranza è che questa prenda finalmente decisioni chiare in merito alle discriminazioni ai danni dei meridionali, suggerendo all’Italia i correttivi da adottare e sanzionando chi di dovere.
Facciamo presente che il dossier dell’Isvap non menziona discorsi relativi a truffe, frodi o anche maggiore frequenza di incidenti a Napoli o in altre città del sud rispetto ad altre del nord, non dando dunque espliciti appigli all’Ania per controbattere … che sia un passo avanti nella lotta che da diverso tempo stanno portando avanti associazioni come Mo Bast! o Napoli Virtuosa?

nella speranza che la risposta sia positiva vi invitiamo a scrivere il vostro parere nell’apposita area commenti sottostante.

Fonte: ASSICURI.COM
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 A conferma della sensazione comune che ci siano discriminazioni ai danni dei meridionali in genere c’è anche il fatto che se guardiamo la seconda posizione, negli 11 profili di guidatori presi in considerazione, troviamo ben 8 volte Reggio Calabria come la provincia con le tariffe peggiori, e 3 volte Bari (il capoluogo della Puglia, guardando l’indagine nel dettaglio, si conferma il secondo luogo più caro per assicurare un motociclo, mentre il capoluogo della Calabria ha la poco invidiata palma di eterno secondo per le automobili e i ciclomotori).

La parità tra uomo e donna sta già scattando

Mentre non abbiamo problemi a parlare di discriminazioni ai danni dei meridionali, possiamo altresì affermare che va scomparendo: l’assicurazione RC Auto delle donne sta infatti già aumento più di quella degli uomini, sia a nord che a sud, con punte rilevate a Campobasso, Palermo, Bari e Napoli.

Si auspica un intervento della Corte di Giustizia Europea

Dal momento che questa indagine svolta da Isvap finirà sui tavoli della Corte di Giustizia Europea, la speranza è che questa prenda finalmente decisioni chiare in merito alle discriminazioni ai danni dei meridionali, suggerendo all’Italia i correttivi da adottare e sanzionando chi di dovere.
Facciamo presente che il dossier dell’Isvap non menziona discorsi relativi a truffe, frodi o anche maggiore frequenza di incidenti a Napoli o in altre città del sud rispetto ad altre del nord, non dando dunque espliciti appigli all’Ania per controbattere … che sia un passo avanti nella lotta che da diverso tempo stanno portando avanti associazioni come Mo Bast! o Napoli Virtuosa?

nella speranza che la risposta sia positiva vi invitiamo a scrivere il vostro parere nell’apposita area commenti sottostante.

Fonte: ASSICURI.COM

MILANO 20 NOVEMBRE: INCONTRO CON PINO APRILE

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti in zona a partecipare all'evento 
(PdSUD)


Mai più terroni

la Feltrinelli Librerie

MAI PIU TERRONI
Martedì 20 Novembre 2012 dalle ore 18:00
piazza Duomo (via Ugo Foscolo 1/3) - 20121 Milano MI

Altre informazioni

Dopo Terroni, un libro bandiera, vessillo della nuova fierezza meridionale, e dopo Giù al Sud, un viaggio a tappe in quella metà di sotto dell’Italia dove sembra che non stia succedendo nulla, Pino Aprile pone la questione meridionale da un nuovo punto di vista: quello della sua fine. Come abbattere i pregiudizi che rendono il meridione diverso? Come mettere fine a una questione costruita ad arte sulla pelle di una parte d’Italia? La risposta sta nei giovani e negli strumenti di comunicazione odierni, capaci di abbattere i confini, veri o fittizi, rompere l’isolamento, superare le carenze infrastrutturali. Incontriamo l’autore in occasione dell’uscita del libro Mai più terroni (Piemme).

Fonte:La Feltrinelli

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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti in zona a partecipare all'evento 
(PdSUD)


Mai più terroni

la Feltrinelli Librerie

MAI PIU TERRONI
Martedì 20 Novembre 2012 dalle ore 18:00
piazza Duomo (via Ugo Foscolo 1/3) - 20121 Milano MI

Altre informazioni

Dopo Terroni, un libro bandiera, vessillo della nuova fierezza meridionale, e dopo Giù al Sud, un viaggio a tappe in quella metà di sotto dell’Italia dove sembra che non stia succedendo nulla, Pino Aprile pone la questione meridionale da un nuovo punto di vista: quello della sua fine. Come abbattere i pregiudizi che rendono il meridione diverso? Come mettere fine a una questione costruita ad arte sulla pelle di una parte d’Italia? La risposta sta nei giovani e negli strumenti di comunicazione odierni, capaci di abbattere i confini, veri o fittizi, rompere l’isolamento, superare le carenze infrastrutturali. Incontriamo l’autore in occasione dell’uscita del libro Mai più terroni (Piemme).

Fonte:La Feltrinelli

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Sabato 17 Novembre - Lamezia Terme: Prima Riunione Comitato Mediterraneo Calabria


    • Sabato 17/11/2012 
    • 18.00 fino a 20.00
  • Lamezia Terme, Via Caravaggio 13

  • Prima Riunione Comitato Mediterraneo Calabria




    Per parlare "da sud" del nostro passato e del nostro presente. Per discutere di cosa fare. Per guardare al nostro futuro.

    L'INVITO E' ESTESO A TUTTI I MERIDIONALISTI CONVINTI ANCHE SE NON ESPRESSAMENTE MENZIONATI. ECCOVI I DETTAGLI DELL'INCONTRO CON GLI ORARI ORIENTATIVI:

    1) ore 18:00 introduzione e saluti


    2) ore 18:15 proiezione di alcuni filmati significativi per la causa meridionalista


    3) ore 18:35 intervento degli organizzatori; prenotazione interventi


    4) ore 18:50 interventi e dibattito organizzato secondo la "borsa del tempo" ovvero parleranno prima i prenotati con 1 minuto di intervento poi quelli con due minuti poi quelli con 3 minuti secondo quanto richiesto per un totale 60 minuti


    5) ore 19:50 conclusioni degli organizzatori

    6) ore 20:00 fine lavori


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    • Sabato 17/11/2012 
    • 18.00 fino a 20.00
  • Lamezia Terme, Via Caravaggio 13

  • Prima Riunione Comitato Mediterraneo Calabria




    Per parlare "da sud" del nostro passato e del nostro presente. Per discutere di cosa fare. Per guardare al nostro futuro.

    L'INVITO E' ESTESO A TUTTI I MERIDIONALISTI CONVINTI ANCHE SE NON ESPRESSAMENTE MENZIONATI. ECCOVI I DETTAGLI DELL'INCONTRO CON GLI ORARI ORIENTATIVI:

    1) ore 18:00 introduzione e saluti


    2) ore 18:15 proiezione di alcuni filmati significativi per la causa meridionalista


    3) ore 18:35 intervento degli organizzatori; prenotazione interventi


    4) ore 18:50 interventi e dibattito organizzato secondo la "borsa del tempo" ovvero parleranno prima i prenotati con 1 minuto di intervento poi quelli con due minuti poi quelli con 3 minuti secondo quanto richiesto per un totale 60 minuti


    5) ore 19:50 conclusioni degli organizzatori

    6) ore 20:00 fine lavori


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mercoledì 14 novembre 2012

Quale meridionalismo per il XXI secolo? Se ne parla a San Giorgio a Cremano

Fonte: Il Giornale del Sud


SAN GIORGIO A CREMANO - Sarà presentato venerdì 16 Novembre 2012 alle ore 18.30 il secondo numero della rivista Cronache Meridionali presso il Club 1946, Via Cavalli di bronzo 35, San Giorgio a Cremano. L’argomento di questo numero è “Quale meridionalismo per il XXI secolo”. Saranno presenti l’architetto Aldo Vella, ex Sindaco di San Giorgio e direttore responsabile della rivista, Alessio Postiglione, giornalista e politologo, Vincenzo Gulì, promotore del Parlamento delle Due Sicilie,Isaia Sales, docente di storia della criminalità presso l’università Suor Orsola Benincasa, e Marco Esposito, assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli che illustrerà ai presenti il senso dell’incontro fissato il 24 novembre a Napoli, quando si svolgerà l’assemblea fondativa del nuovo movimento meridionalista. Modererà l’incontro l’ingegner Francesco Menna. Il nuovo numero di Cronache Meridionali contiene articoli e interventi di Aldo Vella, Marco Esposito, Alessio PostiglioneIvan EspositoCataldo Godano, Francesco Menna, Isaia SalesEmidio de Franciscis di Casanova, Vincenzo Gulì, Michele IppolitoAntonio LombardiPaolo Speranza,Ciro TeodonnoAgostino SpataroCiro RaiaGiovanni Cutolo eBruno Pappalardo.

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Fonte: Il Giornale del Sud


SAN GIORGIO A CREMANO - Sarà presentato venerdì 16 Novembre 2012 alle ore 18.30 il secondo numero della rivista Cronache Meridionali presso il Club 1946, Via Cavalli di bronzo 35, San Giorgio a Cremano. L’argomento di questo numero è “Quale meridionalismo per il XXI secolo”. Saranno presenti l’architetto Aldo Vella, ex Sindaco di San Giorgio e direttore responsabile della rivista, Alessio Postiglione, giornalista e politologo, Vincenzo Gulì, promotore del Parlamento delle Due Sicilie,Isaia Sales, docente di storia della criminalità presso l’università Suor Orsola Benincasa, e Marco Esposito, assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli che illustrerà ai presenti il senso dell’incontro fissato il 24 novembre a Napoli, quando si svolgerà l’assemblea fondativa del nuovo movimento meridionalista. Modererà l’incontro l’ingegner Francesco Menna. Il nuovo numero di Cronache Meridionali contiene articoli e interventi di Aldo Vella, Marco Esposito, Alessio PostiglioneIvan EspositoCataldo Godano, Francesco Menna, Isaia SalesEmidio de Franciscis di Casanova, Vincenzo Gulì, Michele IppolitoAntonio LombardiPaolo Speranza,Ciro TeodonnoAgostino SpataroCiro RaiaGiovanni Cutolo eBruno Pappalardo.

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martedì 13 novembre 2012

Uomini e donne del Sud, tra voglia di riscatto e idee di rinascita


Un libro reportage sul Mezzogiorno più profondo e meno documentato che il giornalista Paolo Brogi ha compiuto per Imprimatur editore.
Mercoledì 14 alle 18,30 alla Libreria Ubik di Napoli
Ne discutono con l’autore, Marco Esposito, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli , Lucio Iavarone del Coordinamento Comitati Fuochi, l’associazione che si batte contro i roghi di rifiuti speciali perpetrati dalla criminalità organizzata nelle province di Napoli e di Caserta, e Salvatore Pirozzi dei Maestri di Strada.
Viaggio nel profondo, sconcertante, eccitante Sud. A Napoli dove de Magistris ha scoperto che non era mai stato fatto un piano di protezione civile. Ad Afragola tra i roghi della camorra. Con i maestri di strada che da Napoli sono stati ora promossi per un intervento in tutto il Mezzogiorno.
Un viaggio che continua tra i sogni di Eugenio Bennato,  le donne coraggio che fanno il sindaco sotto scorta in Calabria e le ragazze di Fimmina Tv nella Locride. Tra gli autonomisti che sognano la separazione dal Nord, ma anche con il sindaco Mimmo il curdo che a Riace accoglie immigrati venuti dal mare. E poi i “forconi” che vogliono giustizia per le campagne siciliane contro i pomodori di Pechino. Il Calabria Day, il movimento per l’acqua in Sicilia, l’invenzione della festa della Taranta nel Salento, i supermercati di CompraSud nel catanese e il sogno di prodotti Dom, il lancio del caciocavallo Pallone nelle Murge e i neolaureati glocal, i “bollenti spiriti” di Puglia, le palme salvate a Valenzano dal punteruolo rosso (ma quasi nessuno lo sa)…
Incontrando anche Nichi Vendola e Giuseppe Cassano, Antonio Ciano e Luigi de Magistris, Michele Emiliano e il presidente della Svimez Adriano Giannola, Pino Aprile col suo nuovo quotidiano del Sud e con una puntata nel carcere di Rebibbia per sentire anche Totò Cuffaro.
Paolo Brogi ha compiuto un nuovo viaggio al Sud. Per ascoltare, capire e far vedere. Giornalista, ha lavorato al Corriere della Sera, l’Europeo e Reporter. Del Sud si era già occupato con la ricostruzione storica dell’impresa di Garibaldi negli anni successivi alla Spedizione del 1860 con “La lunga notte dei Mille” (Aliberti editore).
Fonte: Caffenews

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Un libro reportage sul Mezzogiorno più profondo e meno documentato che il giornalista Paolo Brogi ha compiuto per Imprimatur editore.
Mercoledì 14 alle 18,30 alla Libreria Ubik di Napoli
Ne discutono con l’autore, Marco Esposito, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli , Lucio Iavarone del Coordinamento Comitati Fuochi, l’associazione che si batte contro i roghi di rifiuti speciali perpetrati dalla criminalità organizzata nelle province di Napoli e di Caserta, e Salvatore Pirozzi dei Maestri di Strada.
Viaggio nel profondo, sconcertante, eccitante Sud. A Napoli dove de Magistris ha scoperto che non era mai stato fatto un piano di protezione civile. Ad Afragola tra i roghi della camorra. Con i maestri di strada che da Napoli sono stati ora promossi per un intervento in tutto il Mezzogiorno.
Un viaggio che continua tra i sogni di Eugenio Bennato,  le donne coraggio che fanno il sindaco sotto scorta in Calabria e le ragazze di Fimmina Tv nella Locride. Tra gli autonomisti che sognano la separazione dal Nord, ma anche con il sindaco Mimmo il curdo che a Riace accoglie immigrati venuti dal mare. E poi i “forconi” che vogliono giustizia per le campagne siciliane contro i pomodori di Pechino. Il Calabria Day, il movimento per l’acqua in Sicilia, l’invenzione della festa della Taranta nel Salento, i supermercati di CompraSud nel catanese e il sogno di prodotti Dom, il lancio del caciocavallo Pallone nelle Murge e i neolaureati glocal, i “bollenti spiriti” di Puglia, le palme salvate a Valenzano dal punteruolo rosso (ma quasi nessuno lo sa)…
Incontrando anche Nichi Vendola e Giuseppe Cassano, Antonio Ciano e Luigi de Magistris, Michele Emiliano e il presidente della Svimez Adriano Giannola, Pino Aprile col suo nuovo quotidiano del Sud e con una puntata nel carcere di Rebibbia per sentire anche Totò Cuffaro.
Paolo Brogi ha compiuto un nuovo viaggio al Sud. Per ascoltare, capire e far vedere. Giornalista, ha lavorato al Corriere della Sera, l’Europeo e Reporter. Del Sud si era già occupato con la ricostruzione storica dell’impresa di Garibaldi negli anni successivi alla Spedizione del 1860 con “La lunga notte dei Mille” (Aliberti editore).
Fonte: Caffenews

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lunedì 12 novembre 2012

Pino Aprile: “L’inno di Mameli nelle scuole? Il rispetto va meritato, non imposto”


Di Antonella Sferrazza
Fonte: LinkSicilia
“Il rispetto non va preteso, deve essere meritato”.  Con queste parole, chiare, semplici ed essenziali, lo scrittore Pino Aprile, parlando con LinkSicilia, commenta l’ultima trovata del Parlamento italiano che, ha introdotto l’obbligatorietà di studio, nelle scuole, dell’inno di Mameli.
“Il sondaggio realizzato dal quotidiano  Il Mattino,  su l’inno di Mamel nelle scuole – dice  l’autore di libri famosi come  Terroni, Giù al Sud e Mai più Terron (l’ultimo lavoro, in cui si evidenzia il ruolo di internet nella questione meridionale) – rivela che oltre il 64% degli italiani si è detto contrario. Inutile girarci intorno: è  un no ad una imposizione di dedizione ad uno Stato che continua ad umiliarci”. 
Un esempio fresco fresco di giornata? “Trenitalia ha completamente isolato il Sud Italia. Non c’è più un treno che, da Bari,  arrivi prima di mezzogiorno a Roma, rientro massimo alle 18. Potete immaginare coa significhi per un imprenditore, o, per chiunque abbia  rapporti con la capitale. avere a disposizione solo questi tempi ridotti?”,
“A cosa dovrei attaccare il mio amore patrio? – prosegue Aprile- al fatto che pago l’Alta velocità  al centro Nord, così come altri servizi, ad esempio”.
Ma come hanno fatto quei ‘geniacci’ del Parlamento italiano a trovare il tempo di occuparsi dell’inno di Mameli, invece di occuparsi delle emergenze reali che attanagliano il Paese?
“Siamo in mano a gente superficiale- dice, con un eufemismo, Pino Aprile- continuano ad agire ignorando i reali sentimenti del Paese. 
“Con lo spettacolo politico che hanno dinnanzi gli italiani, l’imposizione dell’inno nazionale fa incazzare ancora di più”.
Insomma, con uno Stato centrale che che offre solo vessazioni e una Europa sempre più distante da quell’Europa delle regioni sognata dai Padri nobili dell’Ue, non è forse comprensibile che sul  Vecchio Continente, spiri forte il vento dell’indipendentismo? Dalla Catalogna alla Scozia, passando per la Sicilia.
“Ogni soluzione puà essere analizzata con serenità. Temo che ogni forma di federalismo possa essere un nuovo assetto di scippo di risorse al Sud. Il risultato cui dovremmo mirare è il non essere discrimiati a casa. Il politologo Robert Pumann sostiene che le regioni italiane godono di poteri che nemmeno i singoli stati degli Usa. Basta applicare quello che prevede la Costituzione, a cominciare dal vostro Statuto siciliano”. 
Fonte: LinkSicilia
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Di Antonella Sferrazza
Fonte: LinkSicilia
“Il rispetto non va preteso, deve essere meritato”.  Con queste parole, chiare, semplici ed essenziali, lo scrittore Pino Aprile, parlando con LinkSicilia, commenta l’ultima trovata del Parlamento italiano che, ha introdotto l’obbligatorietà di studio, nelle scuole, dell’inno di Mameli.
“Il sondaggio realizzato dal quotidiano  Il Mattino,  su l’inno di Mamel nelle scuole – dice  l’autore di libri famosi come  Terroni, Giù al Sud e Mai più Terron (l’ultimo lavoro, in cui si evidenzia il ruolo di internet nella questione meridionale) – rivela che oltre il 64% degli italiani si è detto contrario. Inutile girarci intorno: è  un no ad una imposizione di dedizione ad uno Stato che continua ad umiliarci”. 
Un esempio fresco fresco di giornata? “Trenitalia ha completamente isolato il Sud Italia. Non c’è più un treno che, da Bari,  arrivi prima di mezzogiorno a Roma, rientro massimo alle 18. Potete immaginare coa significhi per un imprenditore, o, per chiunque abbia  rapporti con la capitale. avere a disposizione solo questi tempi ridotti?”,
“A cosa dovrei attaccare il mio amore patrio? – prosegue Aprile- al fatto che pago l’Alta velocità  al centro Nord, così come altri servizi, ad esempio”.
Ma come hanno fatto quei ‘geniacci’ del Parlamento italiano a trovare il tempo di occuparsi dell’inno di Mameli, invece di occuparsi delle emergenze reali che attanagliano il Paese?
“Siamo in mano a gente superficiale- dice, con un eufemismo, Pino Aprile- continuano ad agire ignorando i reali sentimenti del Paese. 
“Con lo spettacolo politico che hanno dinnanzi gli italiani, l’imposizione dell’inno nazionale fa incazzare ancora di più”.
Insomma, con uno Stato centrale che che offre solo vessazioni e una Europa sempre più distante da quell’Europa delle regioni sognata dai Padri nobili dell’Ue, non è forse comprensibile che sul  Vecchio Continente, spiri forte il vento dell’indipendentismo? Dalla Catalogna alla Scozia, passando per la Sicilia.
“Ogni soluzione puà essere analizzata con serenità. Temo che ogni forma di federalismo possa essere un nuovo assetto di scippo di risorse al Sud. Il risultato cui dovremmo mirare è il non essere discrimiati a casa. Il politologo Robert Pumann sostiene che le regioni italiane godono di poteri che nemmeno i singoli stati degli Usa. Basta applicare quello che prevede la Costituzione, a cominciare dal vostro Statuto siciliano”. 
Fonte: LinkSicilia
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Sulla visita della Fornero oggi a Napoli...sul lavoro a Napoli e al Sud...


Da Partito del Sud - Napoli: Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione del Sindaco Luigi de Magistris, e, con condivisione,  postiamo :




http://www.youtube.com/watch?v=EJp42Ow9JJ0

FORNERO, DE MAGISTRIS: NAPOLI ASPETTA I FATTI

"Per il ruolo istituzionale che rivesto in quanto Sindaco di Napoli, non è stata semplice la decisione di non presenziare al vertice italo-tedesco sull'apprendistato che si svolge, oggi, a Napoli". Lo afferma in un video il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che spiega: "In rappresentanza del Comune ci sarà l'assessore al Lavoro che interverrà illustrando ciò che, finalmente, si dovrebbe attuare per il lavoro nella nostra città e nel Sud. Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola. Dato che il diritto al lavoro è il primo diritto sancito dalla Costituzione Repubblicana e dato che per il lavoro ho combattuto importanti battaglie da magistrato e, oggi, da sindaco, ritengo che sia giusto non esserci all'appuntamento odierno. Non esserci per protestare contro l'inesistenza delle politiche occupazionali. Per protestare verso un governo che considera un cacciabombardiere più importante di una scuola; un cacciabombardiere, che porta distruzione e morte, più importante di un bambino. Le politiche del governo ci costringerebbero a tagliare i servizi essenziali, ma anche a questo ci siamo democraticamente ribellati, garantendoli. Se avessimo dovuto infatti seguire le politiche del governo, avremmo dovuto chiudere gli asili nido e le materne all'inizio dell'anno scolastico, ma abbiamo scelto di non farlo, perché per noi l'istruzione vale più dei cacciabombardieri, per noi un bambino vale più delle politiche di morte, per noi il lavoro vale più del capitale. Ed ecco perché, mercoledì, saremo a Pomigliano per le lavoratrici e i lavoratori. Sarò io a recarmi a Roma per ringraziare il governo quando lo stesso governo, finalmente, si accorgerà di quanto sia fondamentale il lavoro per contrastare le mafie, per dare al paese un futuro e per garantire la dignità ad ogni essere umano. Noi come città garantiamo, ovviamente, grazie al lavoro di tutte le istituzioni, lo svolgimento di questo appuntamento tra il ministro Fornero, il ministro Profumo e il rappresentante del governo tedesco. Perché Napoli è una città che accoglie eventi istituzionali e garantisce anche la manifestazione del pensiero, perché Napoli è una grande città democratica che ha rispetto per il governo ma soprattutto, e ribadisco soprattutto, ha rispetto per tutti coloro che si sentono umiliati dalla mancanza totale di politiche per il lavoro. Visto che fino ad ora abbiamo registrato l'assenza di fatti sul tema, pensiamo non sia utile partecipare all'iniziativa di oggi, ricordando al governo la necessità di istituire un tavolo sulle grandi crisi aziendali del nostro territorio e di prospettare serie politiche di sviluppo, oltre ad un piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile e per l'emersione del lavoro nero".

Luigi de Magistris

Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris

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Da Partito del Sud - Napoli: Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione del Sindaco Luigi de Magistris, e, con condivisione,  postiamo :




http://www.youtube.com/watch?v=EJp42Ow9JJ0

FORNERO, DE MAGISTRIS: NAPOLI ASPETTA I FATTI

"Per il ruolo istituzionale che rivesto in quanto Sindaco di Napoli, non è stata semplice la decisione di non presenziare al vertice italo-tedesco sull'apprendistato che si svolge, oggi, a Napoli". Lo afferma in un video il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che spiega: "In rappresentanza del Comune ci sarà l'assessore al Lavoro che interverrà illustrando ciò che, finalmente, si dovrebbe attuare per il lavoro nella nostra città e nel Sud. Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola. Dato che il diritto al lavoro è il primo diritto sancito dalla Costituzione Repubblicana e dato che per il lavoro ho combattuto importanti battaglie da magistrato e, oggi, da sindaco, ritengo che sia giusto non esserci all'appuntamento odierno. Non esserci per protestare contro l'inesistenza delle politiche occupazionali. Per protestare verso un governo che considera un cacciabombardiere più importante di una scuola; un cacciabombardiere, che porta distruzione e morte, più importante di un bambino. Le politiche del governo ci costringerebbero a tagliare i servizi essenziali, ma anche a questo ci siamo democraticamente ribellati, garantendoli. Se avessimo dovuto infatti seguire le politiche del governo, avremmo dovuto chiudere gli asili nido e le materne all'inizio dell'anno scolastico, ma abbiamo scelto di non farlo, perché per noi l'istruzione vale più dei cacciabombardieri, per noi un bambino vale più delle politiche di morte, per noi il lavoro vale più del capitale. Ed ecco perché, mercoledì, saremo a Pomigliano per le lavoratrici e i lavoratori. Sarò io a recarmi a Roma per ringraziare il governo quando lo stesso governo, finalmente, si accorgerà di quanto sia fondamentale il lavoro per contrastare le mafie, per dare al paese un futuro e per garantire la dignità ad ogni essere umano. Noi come città garantiamo, ovviamente, grazie al lavoro di tutte le istituzioni, lo svolgimento di questo appuntamento tra il ministro Fornero, il ministro Profumo e il rappresentante del governo tedesco. Perché Napoli è una città che accoglie eventi istituzionali e garantisce anche la manifestazione del pensiero, perché Napoli è una grande città democratica che ha rispetto per il governo ma soprattutto, e ribadisco soprattutto, ha rispetto per tutti coloro che si sentono umiliati dalla mancanza totale di politiche per il lavoro. Visto che fino ad ora abbiamo registrato l'assenza di fatti sul tema, pensiamo non sia utile partecipare all'iniziativa di oggi, ricordando al governo la necessità di istituire un tavolo sulle grandi crisi aziendali del nostro territorio e di prospettare serie politiche di sviluppo, oltre ad un piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile e per l'emersione del lavoro nero".

Luigi de Magistris

Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris

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