lunedì 6 settembre 2010

Far West all’italiana


di Claudio Messora

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, è stato assassinato. A colpi di pistola. Come nella più bieca e brutale tradizione del selvaggio mondo del Far West.

Un sindaco virtuoso che amava e diffondeva il principio della decrescita di Maurizio Pallante. Un sindaco che aveva trasformato il piccolo centro cilentino in una cittadina slow-food. Un sindaco illuminato che aveva portato al 70% la raccolta differenziata. Un sindaco che aveva elevato Pollica ai primi posti nella appetibilità turistica. Un sindaco che portava avanti importanti progetti di autosufficienza energetica, che metteva grande cura nella gestione delle risorse idriche, sostenendo e sviluppando il progetto dell’acquedotto duale: uno per usi alimentari ed uno per usi civili e non commestibili. Un sindaco che non risparmiava stoccate ai suoi colleghi campani circa la gestione idrogeologica del territorio, accusandoli di volersi fare belli con ristrutturazioni di piazzette (capaci di portar consensi e voti) e mai di risanare il letto di un fiume o di mettere in sicurezza un costone pericolante, mancando cioè costoro di assumersi quelle che sono precise responsabilità sostanziali nei confronti dei loro concittadini. E’ stato trucidato in un agguato d’altri tempi, da quella “longa mano” che desidera negare il futuro al suo stesso territorio, che vuole continuare a soggiogare i cittadini con le complicità della politica. Guai a chi non si piega. Questo non è il Messico, non è il Missouri né una landa desolata dispersa tra le montagne rocciose. Questa è l’Italia del XXI secolo. Guai a chi non si uniforma alle logiche mafiose che perseguono il bene individuale costantemente a discapito di quello comune, La scorta va data ai sindaci virtuosi. Quelli collusi e conniventi non ne hanno bisogno..

Fonte:Byoblu

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di Claudio Messora

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, è stato assassinato. A colpi di pistola. Come nella più bieca e brutale tradizione del selvaggio mondo del Far West.

Un sindaco virtuoso che amava e diffondeva il principio della decrescita di Maurizio Pallante. Un sindaco che aveva trasformato il piccolo centro cilentino in una cittadina slow-food. Un sindaco illuminato che aveva portato al 70% la raccolta differenziata. Un sindaco che aveva elevato Pollica ai primi posti nella appetibilità turistica. Un sindaco che portava avanti importanti progetti di autosufficienza energetica, che metteva grande cura nella gestione delle risorse idriche, sostenendo e sviluppando il progetto dell’acquedotto duale: uno per usi alimentari ed uno per usi civili e non commestibili. Un sindaco che non risparmiava stoccate ai suoi colleghi campani circa la gestione idrogeologica del territorio, accusandoli di volersi fare belli con ristrutturazioni di piazzette (capaci di portar consensi e voti) e mai di risanare il letto di un fiume o di mettere in sicurezza un costone pericolante, mancando cioè costoro di assumersi quelle che sono precise responsabilità sostanziali nei confronti dei loro concittadini. E’ stato trucidato in un agguato d’altri tempi, da quella “longa mano” che desidera negare il futuro al suo stesso territorio, che vuole continuare a soggiogare i cittadini con le complicità della politica. Guai a chi non si piega. Questo non è il Messico, non è il Missouri né una landa desolata dispersa tra le montagne rocciose. Questa è l’Italia del XXI secolo. Guai a chi non si uniforma alle logiche mafiose che perseguono il bene individuale costantemente a discapito di quello comune, La scorta va data ai sindaci virtuosi. Quelli collusi e conniventi non ne hanno bisogno..

Fonte:Byoblu

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