giovedì 15 aprile 2010

La ripresa c’è, ma non al Sud




Se al Nord ci sono i segnali di ripresa economica, al Sud la situazione peggiora. Nel primo trimestre 2010, è scritto nel rapporto congiunturale realizzato dall'Osservatorio banche/imprese (Obi), insieme con Isae e Studi e ricerche per il Mezzogiorno (Srm), si registra un sensibile progresso su base nazionale (l'indice tocca quota 97,4 dal precedente valore di 94,1), portandosi sui massimi dalla prima metà del 2008. Secondo i ricercatori la risalita è dovuta principalmente al buon andamento del settore del commercio, con crescite più moderate nei servizi, nell'industria e nelle costruzioni.

Ma nelle regioni meridionali, l’indicatore sul clima economico è decisamente sceso: da 86,6 a 77,9.
Al Sud «la ripresa non sembra manifestarsi, il Sud è in ritardo rispetto a tutto il paese - spiega Antonio Corvino, direttore generale dell'Osservatorio Obi - Soffre il settore dei servizi e soffrono i consumi delle famiglie». E’ il settore dei servizi che determina le differenze tra le aree della Penisola: la fiducia è crollata di quasi dieci punti al Sud, mostrando invece consistenti segnali di ripresa sia al Nord sia al Centro.
Più omogenei invece gli andamenti della fiducia delle imprese manifatturiere e dei consumatori, con un recupero diffuso con simile intensità a tutto il territorio nazionale, nel primo caso, ed un nuovo calo invece, sempre diffuso in modo omogeneo sul territorio, nel secondo.

Sensibilmente in calo la fiducia dei consumatori, in media scesa al Sud dal 113,5 a 108,3. In particolare sale in Abruzzo, Molise e Sardegna. Scende nelle altre regioni, con punte negative Puglia e Basilicata.
Ed è allarme lavoro, con le attese per la disoccupazione che raggiungono, per la prima volta dal 1996, quota 100, da 86 del precedete periodo.

Fonte:Virgilioeconomia
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Se al Nord ci sono i segnali di ripresa economica, al Sud la situazione peggiora. Nel primo trimestre 2010, è scritto nel rapporto congiunturale realizzato dall'Osservatorio banche/imprese (Obi), insieme con Isae e Studi e ricerche per il Mezzogiorno (Srm), si registra un sensibile progresso su base nazionale (l'indice tocca quota 97,4 dal precedente valore di 94,1), portandosi sui massimi dalla prima metà del 2008. Secondo i ricercatori la risalita è dovuta principalmente al buon andamento del settore del commercio, con crescite più moderate nei servizi, nell'industria e nelle costruzioni.

Ma nelle regioni meridionali, l’indicatore sul clima economico è decisamente sceso: da 86,6 a 77,9.
Al Sud «la ripresa non sembra manifestarsi, il Sud è in ritardo rispetto a tutto il paese - spiega Antonio Corvino, direttore generale dell'Osservatorio Obi - Soffre il settore dei servizi e soffrono i consumi delle famiglie». E’ il settore dei servizi che determina le differenze tra le aree della Penisola: la fiducia è crollata di quasi dieci punti al Sud, mostrando invece consistenti segnali di ripresa sia al Nord sia al Centro.
Più omogenei invece gli andamenti della fiducia delle imprese manifatturiere e dei consumatori, con un recupero diffuso con simile intensità a tutto il territorio nazionale, nel primo caso, ed un nuovo calo invece, sempre diffuso in modo omogeneo sul territorio, nel secondo.

Sensibilmente in calo la fiducia dei consumatori, in media scesa al Sud dal 113,5 a 108,3. In particolare sale in Abruzzo, Molise e Sardegna. Scende nelle altre regioni, con punte negative Puglia e Basilicata.
Ed è allarme lavoro, con le attese per la disoccupazione che raggiungono, per la prima volta dal 1996, quota 100, da 86 del precedete periodo.

Fonte:Virgilioeconomia
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