sabato 14 novembre 2009

Il Governo deve cambiare marcia per integrare il Sud


Catania - "Da Catania vogliamo chiedere al Governo nazionale, ormai dichiaratamente a trazione settentrionale, un cambio di marcia. Utilizza, uno tra tutti, il federalismo fiscale per spostare risorse economiche dal sud al nord ignorando il gap infrastrutturale che separa il Settentrione del Paese dal Meridione". Lo afferma il segretario della Uil di Catania, Angelo Mattone, nella relazione con la quale domani aprirà in congresso provinciale del sindacato.

"La nuova e attualissima questione meridionale - afferma Leotta - è appunto costituita dal differente costo del denaro, dalle assenze di banche meridionali che possano compensare tra raccolta dei risparmi ed investimenti che, unitamente alla carenza di infrastrutture, configura la scelta politica di Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Anas, Telecom, Enel di non investire in Sicilia e di dismettere quel poco che è rimasto. Clamorosa al riguardo - conclude Mattone - la chiusura dell'officina Trenitalia di Acquicella, che fa il paio con la ventilata soppressione dei traghetti Ferrovie dello Stato per cui la Sicilia sarà ancora più isola, ancora più a margine dell' Italia".

Ansa.it per NEWSFOOD.com
Segnalazione ASDS
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Catania - "Da Catania vogliamo chiedere al Governo nazionale, ormai dichiaratamente a trazione settentrionale, un cambio di marcia. Utilizza, uno tra tutti, il federalismo fiscale per spostare risorse economiche dal sud al nord ignorando il gap infrastrutturale che separa il Settentrione del Paese dal Meridione". Lo afferma il segretario della Uil di Catania, Angelo Mattone, nella relazione con la quale domani aprirà in congresso provinciale del sindacato.

"La nuova e attualissima questione meridionale - afferma Leotta - è appunto costituita dal differente costo del denaro, dalle assenze di banche meridionali che possano compensare tra raccolta dei risparmi ed investimenti che, unitamente alla carenza di infrastrutture, configura la scelta politica di Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Anas, Telecom, Enel di non investire in Sicilia e di dismettere quel poco che è rimasto. Clamorosa al riguardo - conclude Mattone - la chiusura dell'officina Trenitalia di Acquicella, che fa il paio con la ventilata soppressione dei traghetti Ferrovie dello Stato per cui la Sicilia sarà ancora più isola, ancora più a margine dell' Italia".

Ansa.it per NEWSFOOD.com
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