giovedì 5 novembre 2009

Gli americani stanno facendo ciò che avrebbe dovuto fare il governo italiano




Di Partito del Sud Gaeta

Gli americani stanno dando una mano alla nostra città, ieri mattina dieci militari della nave statunitense Mount Whitney hanno cominciato a ripulire i bastioni della cinta muraria… …di terra che, da 148 anni, sono nel più completo abbandono. Il governo Prodi, nel 1999 ha messo a disposizione della regione Piemonte ben mille miliardi per riattare i siti savoiardi, allora era presidente della Rapubblica Azelio Ciampi.
Il governo Berlusconi, con Tremonti, aveva messo in vendita i nostri. Oggi ha a disposizione 150 milioni di euro per i festeggiamenti dei 150 anni dell’invasione assassina dell’ex regno delle Due Sicilie, assalito a tradimento e senza dichiarazione di guerra, da uno stato monarchico, ateo, massonico in tutte le sue forme.L’anima di quella operazione è stato il conte Camillo Benso di Cavour, vero artefice del crimine e del genocidio che c’è stato nel Sud. I morti ammontarono ad oltre un milione, quasi tutti contadini che si erano opposti a tale invasione. Furono chiamati briganti, ma erano eroi. Imbracciarono le armi, andarono sulle montagne degli appennini, e per oltre dieci anni combatterono gli invasori di lingua francese. Furono tutti fucilati, impiccati, o portati nel lager di Fenestrele e San Maurizio o fatti morire di fame e di freddo. Nel 1860 Gaeta subì un assedio tremendo, 160 mila bombe causarono la morte di quasi cinquemila persone,tra civili e militari, la città fu rasa al suolo, i danni ammontarono a circa 2.047.752 ( milioni di lire del tempo, equivalenti a circa 270 milioni di euro di oggi), anche se riconosciuti dai Savoia, anche se chiesti dalle nostre amministrazioni comunali, non ci sono stati mai dati. Noi del partito del Sud li pretendiamo. Si denuncino gli eredi dei Savoia.
Fu un crimine contro l’umanità quella invasione, fu un crimine di guerra l’assedio di Gaeta.Destra e sinistra sembrano d’accordo nel festeggiare quel genocidio, eccezion fatta per qualcuno. Non ci fu unità del territorio, vi fu conquista, vi fu desertificazione del Sud: emigrarono circa 30 milioni di meridionali, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno subito nel corso dei secoli, vi fu pulizia etnica, e non capiamo perchè i governi di destra e di sinistra, vogliano innalzare ai fasti una monarchia tra le più criminali apparse sulla faccia della terra.
In Francia non festeggiano Luigi XVI, nè festeggiano Maria Antonietta. Il 14 luglio di ogni anno in Francia si festeggia la presa della Bastiglia, si festeggia la morte della Monarchia, e nessuna piazza francese porta i nomi dei monarchi ghigliottinati. In Italia vi sono ancora leggi fasciste e savoiarde, piazze e strade intitolate a quella genìa di assassini, ladri, pedofili, puttanieri e criminali di guerra.Diciamo ai sindaci del Sud di cancellare quei nomi dalle nostra strade e dalle nostre piazze. Gli Stati Uniti d’America hanno dato ai 30 milioni di meridionali emigrati una casa, una terra e un lavoro. Noi siamo grati a quel popolo, li ringrazieremo per l’eternità, e quando Mussolini, stampella dei Savoia, avendo chiamato i veri italici a difendere la patria, nell’ora della pugna, se li vide arrivare in Sicilia, a Salerno e ad Anzio. Tutti figli di meridionali diasporati in America dai Savoia. Arrivarono ( eccome!) gli italici, e Sciaboletta fuggì, come si conviene ad un re Savoia. Un altro re, Francesco II,resistette da eroe sugli spalti di Gaeta.Forse nessuno ha capito la sottigliezza politica del nostro assessore brigante, ma noi lo conoscoiamo bene, con questa operazione ha voluto dare un monito all’Italia intera, al nostro governo, ai partiti di destra e di sinistra, che si dicono difensori della Patria.A morire- dice Ciano- sono sempre i meridionali, ieri come oggi, nessun figlio dei nostri deputati sta in Afganisthan, eppure cantano a squarciagola “Fratelli d’Italia”, tutti indistintamente.
Il consiglio comunale di Gaeta, il 6 dicembre del 2008 ha chiesto al governo la restituzione dei beni demaniali, la restituzione di ciò che i barbari piemontesi ci rubarono, abbiamo chiesto al Governo dei fondi, dovevano servire a riattare le mura della fortezza, ad illuminare le buche profonde delle cannonate di Cialdini, cannonate che fanno ancora male perchè provocarono la morte economica della nostra città, stiamo ancora spettando, nel frattempo, per ripulire quelle mura, abbiamo chiamato in aiuto i nostri fratelli americani, hanno risposto alla grande. Grazie America, Grazie comandante Thomas,grazie Presidente Obama, Berlusconi è indaffarato con i suoi problemi personali.
Faremo vedere al mondo ciò che avvenne nel 1860-61, i danni che causarono al sud gli infami invasori, con mostre, video, fotografie, stampe,libri,film,documentari. Faremo vedere agli italiani, come trattavano i nostri militari nel primo lager d’Italia, chiusi in celle anguste, due metri di lunghezza per 1,50 di larghezza,senza finestre al buio completo, con tavolacci di legno;mostreremo al mondo il famoso carcere di Gaeta, faremo risuonare il famoso epiteto “Ti mando a Gaeta” a loro vergogna.
Gli Spaltoni stanno a pochi metri dal centro di Gaeta, poco al di sopra dell’ufficio postale centrale, a pochi metri da Piazza XIX Maggio.
Possibile che nessun amministratore di destra o di sinistra si sia mai accorto del degrado posto in essere da anni di abbandono? Gli americani vi hanno trovato frigoriferi, cucine, ferraglia varia, immondizia, porcherie varie, persino lo scheletro osseo di un cavallo.I soloni dei festeggiamenti unitari devono sapere che Gaeta è stata testimone di un evento eccezionale nel 1860-61 e non ha ricevuto nessun aiuto dal Governo repubblicano, mentre un comitato sta distribuendo soldi a città che niente c’entrano con le infamie dei savoia, nè sono stati dati soldi a Civitelle del Tronto, a Pontelandolfo, a Casalduni, a Vieste, ad Ariano Irpino, a Montecillone, a Scurcola Marsicana, a Pizzoli, a San Vittorino, a Castellammare di Stabia, a Nola e alle altre cento città del sud eccidiate e massacrate.
Sappiano queste cose i vari Mario Cervi e gli Ernesti Galli della Loggia.

Fonte:Partito del Sud - Gaeta
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Di Partito del Sud Gaeta

Gli americani stanno dando una mano alla nostra città, ieri mattina dieci militari della nave statunitense Mount Whitney hanno cominciato a ripulire i bastioni della cinta muraria… …di terra che, da 148 anni, sono nel più completo abbandono. Il governo Prodi, nel 1999 ha messo a disposizione della regione Piemonte ben mille miliardi per riattare i siti savoiardi, allora era presidente della Rapubblica Azelio Ciampi.
Il governo Berlusconi, con Tremonti, aveva messo in vendita i nostri. Oggi ha a disposizione 150 milioni di euro per i festeggiamenti dei 150 anni dell’invasione assassina dell’ex regno delle Due Sicilie, assalito a tradimento e senza dichiarazione di guerra, da uno stato monarchico, ateo, massonico in tutte le sue forme.L’anima di quella operazione è stato il conte Camillo Benso di Cavour, vero artefice del crimine e del genocidio che c’è stato nel Sud. I morti ammontarono ad oltre un milione, quasi tutti contadini che si erano opposti a tale invasione. Furono chiamati briganti, ma erano eroi. Imbracciarono le armi, andarono sulle montagne degli appennini, e per oltre dieci anni combatterono gli invasori di lingua francese. Furono tutti fucilati, impiccati, o portati nel lager di Fenestrele e San Maurizio o fatti morire di fame e di freddo. Nel 1860 Gaeta subì un assedio tremendo, 160 mila bombe causarono la morte di quasi cinquemila persone,tra civili e militari, la città fu rasa al suolo, i danni ammontarono a circa 2.047.752 ( milioni di lire del tempo, equivalenti a circa 270 milioni di euro di oggi), anche se riconosciuti dai Savoia, anche se chiesti dalle nostre amministrazioni comunali, non ci sono stati mai dati. Noi del partito del Sud li pretendiamo. Si denuncino gli eredi dei Savoia.
Fu un crimine contro l’umanità quella invasione, fu un crimine di guerra l’assedio di Gaeta.Destra e sinistra sembrano d’accordo nel festeggiare quel genocidio, eccezion fatta per qualcuno. Non ci fu unità del territorio, vi fu conquista, vi fu desertificazione del Sud: emigrarono circa 30 milioni di meridionali, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno subito nel corso dei secoli, vi fu pulizia etnica, e non capiamo perchè i governi di destra e di sinistra, vogliano innalzare ai fasti una monarchia tra le più criminali apparse sulla faccia della terra.
In Francia non festeggiano Luigi XVI, nè festeggiano Maria Antonietta. Il 14 luglio di ogni anno in Francia si festeggia la presa della Bastiglia, si festeggia la morte della Monarchia, e nessuna piazza francese porta i nomi dei monarchi ghigliottinati. In Italia vi sono ancora leggi fasciste e savoiarde, piazze e strade intitolate a quella genìa di assassini, ladri, pedofili, puttanieri e criminali di guerra.Diciamo ai sindaci del Sud di cancellare quei nomi dalle nostra strade e dalle nostre piazze. Gli Stati Uniti d’America hanno dato ai 30 milioni di meridionali emigrati una casa, una terra e un lavoro. Noi siamo grati a quel popolo, li ringrazieremo per l’eternità, e quando Mussolini, stampella dei Savoia, avendo chiamato i veri italici a difendere la patria, nell’ora della pugna, se li vide arrivare in Sicilia, a Salerno e ad Anzio. Tutti figli di meridionali diasporati in America dai Savoia. Arrivarono ( eccome!) gli italici, e Sciaboletta fuggì, come si conviene ad un re Savoia. Un altro re, Francesco II,resistette da eroe sugli spalti di Gaeta.Forse nessuno ha capito la sottigliezza politica del nostro assessore brigante, ma noi lo conoscoiamo bene, con questa operazione ha voluto dare un monito all’Italia intera, al nostro governo, ai partiti di destra e di sinistra, che si dicono difensori della Patria.A morire- dice Ciano- sono sempre i meridionali, ieri come oggi, nessun figlio dei nostri deputati sta in Afganisthan, eppure cantano a squarciagola “Fratelli d’Italia”, tutti indistintamente.
Il consiglio comunale di Gaeta, il 6 dicembre del 2008 ha chiesto al governo la restituzione dei beni demaniali, la restituzione di ciò che i barbari piemontesi ci rubarono, abbiamo chiesto al Governo dei fondi, dovevano servire a riattare le mura della fortezza, ad illuminare le buche profonde delle cannonate di Cialdini, cannonate che fanno ancora male perchè provocarono la morte economica della nostra città, stiamo ancora spettando, nel frattempo, per ripulire quelle mura, abbiamo chiamato in aiuto i nostri fratelli americani, hanno risposto alla grande. Grazie America, Grazie comandante Thomas,grazie Presidente Obama, Berlusconi è indaffarato con i suoi problemi personali.
Faremo vedere al mondo ciò che avvenne nel 1860-61, i danni che causarono al sud gli infami invasori, con mostre, video, fotografie, stampe,libri,film,documentari. Faremo vedere agli italiani, come trattavano i nostri militari nel primo lager d’Italia, chiusi in celle anguste, due metri di lunghezza per 1,50 di larghezza,senza finestre al buio completo, con tavolacci di legno;mostreremo al mondo il famoso carcere di Gaeta, faremo risuonare il famoso epiteto “Ti mando a Gaeta” a loro vergogna.
Gli Spaltoni stanno a pochi metri dal centro di Gaeta, poco al di sopra dell’ufficio postale centrale, a pochi metri da Piazza XIX Maggio.
Possibile che nessun amministratore di destra o di sinistra si sia mai accorto del degrado posto in essere da anni di abbandono? Gli americani vi hanno trovato frigoriferi, cucine, ferraglia varia, immondizia, porcherie varie, persino lo scheletro osseo di un cavallo.I soloni dei festeggiamenti unitari devono sapere che Gaeta è stata testimone di un evento eccezionale nel 1860-61 e non ha ricevuto nessun aiuto dal Governo repubblicano, mentre un comitato sta distribuendo soldi a città che niente c’entrano con le infamie dei savoia, nè sono stati dati soldi a Civitelle del Tronto, a Pontelandolfo, a Casalduni, a Vieste, ad Ariano Irpino, a Montecillone, a Scurcola Marsicana, a Pizzoli, a San Vittorino, a Castellammare di Stabia, a Nola e alle altre cento città del sud eccidiate e massacrate.
Sappiano queste cose i vari Mario Cervi e gli Ernesti Galli della Loggia.

Fonte:Partito del Sud - Gaeta
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