mercoledì 14 ottobre 2009

Terremoto, seimila sfollati al freddo nelle tende: appello Protezione civile




Il sindaco dell'Aquila: la situazione è drammatica
Bufera di vento e neve a Campo Imperatore



L'AQUILA (13 ottobre) - L'arrivo improvviso del maltempo con pioggia e vento, ma soprattutto con temperature molto pungenti ha fatto scattare l'allarme per la condizione degli sfollati, circa seimila, che vivono ancora nelle circa 2000 tende, sistemate in 60 aree di accoglienza. Dopo la durissima notte appena trascorsa, la protezione civile nazionale sta studiando misure per accelerare il piano di chiusura, ma nell'immediato rimette in campo la campagna di sensibilizzazione rivolgendo un appello ad accettare una sistemazione provvisoria in albergo alle persone a cui è stata già assegnato un alloggio antisismico prefabbricato.

«Ci auguriamo che le persone comprendano che sta arrivando l'inverno - spiega il dirigente della protezione civile nazionale Fabrizio Curcio -. Invitiamo chi oggi ha una casa assegnata e sa quindi che nel giro di qualche settimana sarà in un alloggio, ad accettare di trasferirsi per qualche tempo in albergo anche non proprio prossimo all'Aquila. Così si eviterebbero disagi e problemi». Curcio formula questa istanza «per scongiurare il pericolo che poi con l'arrivo di temperature ancora più fredde sarebbe difficile gestire un esodo di massa all'improvviso». «Capisco che ci può essere l'orgoglio di rimanere fino alla fine nella tende - continua il dirigente della protezione civile -. Ma siccome stiamo assegnando le case nei tempi previsti, chiediamo un pò di pazienza in questa fase accettando l'offerta di sistemazione momentanea».

In un primo momento, il piano di chiusura delle 171 tendopoli si sarebbe dovuto concretizzare entro fine settembre, anche se poi il tutto è slittato per la paura scattata per la forte scossa di qualche settimana fa e per la richiesta di sindaci e cittadini di rimanere in tenda per andare direttamente nelle casette antisismiche ed evitare il passaggio intermedio in albergo. Da maggio ad oggi - secondo quanto riferito dalla protezione civile - sono state circa 110 le aree di accoglienza chiuse.

Protesta dei genitori della scuola di Pianola. Un folto gruppo di genitori della scuola elementare di Pianola ha protestato duramente stamani per il fatto che i lori figli sono costretti a fare lezione «sotto le tende con una due cappotti addosso con una temperatura di soli cinque gradi». Nelle tende della scuola elementare, situate nella tendopoli della frazione del comune dell'Aquila, ci sono cinque classi per circa 80 bambini.

I genitori puntano il dito contro la mancata attivazione dei moduli abitativi provvisori, anche queste nelle vicinanze della tendopoli. «Prima ci avevano detto che i Map sarebbero entrati in funzione oggi - protesta il gruppo di genitori che chiede di mantenere l'anonimato -, poi, ci hanno annunciato che ci vogliono tre o quattro giorni. Ma lì c'è ancora un cantiere. La nostra vita è un caos ed i bimbi sono costretti ad andare a scuola in condizioni scandalose». Il gruppo di genitori ha anche sottolineato di aver «protestato con gli insegnanti che comunque non hanno colpe e telefonato al circolo didattico dove alle 8 e un quarto non c'era nessuno, infatti rispondeva il fax».

Drammatica. Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha definito l'attuale situazione dei terremotati all'Aquila. «È una situazione drammatica -ha detto Cialente- stiamo cercando di convincere chi ancora si trova nelle tendopoli a lasciare, appunto, le tende ma per ragioni di organizzazione familiare e soprattutto di lavoro le persone, che da sei mesi si trovano in queste condizioni, non vogliono andare via». «Ore le temperature si sono abbassate notevolmente, è arrivato l'inverno, fa freddo e le montagne si sono innevate -ha continuato il sindaco- queste persone vogliono la certezza di una casa. Prima di lasciare la tenda queste persone vogliono l'assicurazione di poter poi avere una casa ed io spero di potergliela dare entro Natale».

Bufera di vento e neve a Campo Imperatore (L'Aquila) a circa 2.200 metri di altitudine sul Gran Sasso. In nottata la temperatura è stata di -5 gradi; alle 12 era di -3. Una decina i centimetri di neve. La strada statale per raggiungere Campo Imperatore è aperta ma sono in azione mezzi spazzaneve e spargisale. Neve, in Abruzzo, anche sui monti della Laga, sulla Maiella e sul Velino-Sirente.

Fonte:
Il Messaggero
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Il sindaco dell'Aquila: la situazione è drammatica
Bufera di vento e neve a Campo Imperatore



L'AQUILA (13 ottobre) - L'arrivo improvviso del maltempo con pioggia e vento, ma soprattutto con temperature molto pungenti ha fatto scattare l'allarme per la condizione degli sfollati, circa seimila, che vivono ancora nelle circa 2000 tende, sistemate in 60 aree di accoglienza. Dopo la durissima notte appena trascorsa, la protezione civile nazionale sta studiando misure per accelerare il piano di chiusura, ma nell'immediato rimette in campo la campagna di sensibilizzazione rivolgendo un appello ad accettare una sistemazione provvisoria in albergo alle persone a cui è stata già assegnato un alloggio antisismico prefabbricato.

«Ci auguriamo che le persone comprendano che sta arrivando l'inverno - spiega il dirigente della protezione civile nazionale Fabrizio Curcio -. Invitiamo chi oggi ha una casa assegnata e sa quindi che nel giro di qualche settimana sarà in un alloggio, ad accettare di trasferirsi per qualche tempo in albergo anche non proprio prossimo all'Aquila. Così si eviterebbero disagi e problemi». Curcio formula questa istanza «per scongiurare il pericolo che poi con l'arrivo di temperature ancora più fredde sarebbe difficile gestire un esodo di massa all'improvviso». «Capisco che ci può essere l'orgoglio di rimanere fino alla fine nella tende - continua il dirigente della protezione civile -. Ma siccome stiamo assegnando le case nei tempi previsti, chiediamo un pò di pazienza in questa fase accettando l'offerta di sistemazione momentanea».

In un primo momento, il piano di chiusura delle 171 tendopoli si sarebbe dovuto concretizzare entro fine settembre, anche se poi il tutto è slittato per la paura scattata per la forte scossa di qualche settimana fa e per la richiesta di sindaci e cittadini di rimanere in tenda per andare direttamente nelle casette antisismiche ed evitare il passaggio intermedio in albergo. Da maggio ad oggi - secondo quanto riferito dalla protezione civile - sono state circa 110 le aree di accoglienza chiuse.

Protesta dei genitori della scuola di Pianola. Un folto gruppo di genitori della scuola elementare di Pianola ha protestato duramente stamani per il fatto che i lori figli sono costretti a fare lezione «sotto le tende con una due cappotti addosso con una temperatura di soli cinque gradi». Nelle tende della scuola elementare, situate nella tendopoli della frazione del comune dell'Aquila, ci sono cinque classi per circa 80 bambini.

I genitori puntano il dito contro la mancata attivazione dei moduli abitativi provvisori, anche queste nelle vicinanze della tendopoli. «Prima ci avevano detto che i Map sarebbero entrati in funzione oggi - protesta il gruppo di genitori che chiede di mantenere l'anonimato -, poi, ci hanno annunciato che ci vogliono tre o quattro giorni. Ma lì c'è ancora un cantiere. La nostra vita è un caos ed i bimbi sono costretti ad andare a scuola in condizioni scandalose». Il gruppo di genitori ha anche sottolineato di aver «protestato con gli insegnanti che comunque non hanno colpe e telefonato al circolo didattico dove alle 8 e un quarto non c'era nessuno, infatti rispondeva il fax».

Drammatica. Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha definito l'attuale situazione dei terremotati all'Aquila. «È una situazione drammatica -ha detto Cialente- stiamo cercando di convincere chi ancora si trova nelle tendopoli a lasciare, appunto, le tende ma per ragioni di organizzazione familiare e soprattutto di lavoro le persone, che da sei mesi si trovano in queste condizioni, non vogliono andare via». «Ore le temperature si sono abbassate notevolmente, è arrivato l'inverno, fa freddo e le montagne si sono innevate -ha continuato il sindaco- queste persone vogliono la certezza di una casa. Prima di lasciare la tenda queste persone vogliono l'assicurazione di poter poi avere una casa ed io spero di potergliela dare entro Natale».

Bufera di vento e neve a Campo Imperatore (L'Aquila) a circa 2.200 metri di altitudine sul Gran Sasso. In nottata la temperatura è stata di -5 gradi; alle 12 era di -3. Una decina i centimetri di neve. La strada statale per raggiungere Campo Imperatore è aperta ma sono in azione mezzi spazzaneve e spargisale. Neve, in Abruzzo, anche sui monti della Laga, sulla Maiella e sul Velino-Sirente.

Fonte:
Il Messaggero

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