mercoledì 12 agosto 2009

Alto tasso di mortalità e malattie leucemiche e tumorali in provincia di Enna e di Caltanissetta.


Si chiamano Carmelo Parrinelli e Maria Giovanna Loggia i due ragazzi che, dallo scorso Luglio, dirigono un gruppo su Facebook dove ci si interroga sulle cause scatenanti di una incidenza tumorale nell'ennese che sta mietendo numerose vittime.
Carmelo e Maria Giovanna sono due giovani di Valguarnera Caropepe, un paesino in Provincia di Enna che conta a malapena ottomila anime. Agente di Polizia lui, Ingegnere Telematica lei. La loro opinione è sempre stata comunque la stessa: “Io e Carmelo abbiamo ideato questo gruppo con l'intento di conoscerci e raggrupparci tutti." - Ci spiega Maria Giovanna - "Coloro che coltivano lo stesso ideale, ovvero quello di far chiarezza sulle cause che provocano un tasso di mortalità così alto, nonchè la nascita di nuovi malati oncologici.
E' nelle nostre intenzioni organizzare manifestazioni, petizioni e tutto ciò che è nelle nostre possibilità; che possa essere utile al nostro scopo."

Questi ragazzi in realtà non sono nuovi a certe iniziative.
Lo scorso anno un decreto del Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, minacciava la chiusura di trentasei presidi del 118, tra le quali anche la postazione di Valguarnera Caropepe, e così Carmelo e Maria Giovanna, assieme ad altri giovani, diedero vita a una discussione costruttiva che sfociò poi in un editoriale, un videodenuncia e una raccolta di firme, atte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema.

Adesso ci riprovano sfruttando il più famoso social network in circolazione, con una visibilità e capacità mediatica senza precedenti. Il loro gruppo "Incidenza tumorale a Valguarnera e nell'ennese" in un mese ha raggiunto oltre i 1300 iscritti. “E non accenna a fermarsi. Bisogna ringraziare chi si è iscritto e chi lo farà in futuro - commenta Parrinelli - Questo gruppo non è il punto di arrivo, ma un buon margine di partenza.
La strada è lunga, ma se prima non si raccolgono le forze, le idee, gli ideali...in due non si va da nessuna parte. E' per questo che sia io che Maria Giovanna abbiamo deciso di aprire il gruppo: per sensibilizzare e "reclutare" le persone che davvero hanno a cuore il problema.

Non si tratta di attivismo o vandalismo, ma di gente comune che pensa alla propria salute e, educatamente, invierà a chi di dovere le domande più importanti: Perchè si muore così tanto di cancro e leucemia nel nostro territorio piuttosto che in zone industrializzate? L'istituzione di un registro tumori è realtà ed è cosa buona; ma non facciamoci illusioni!”.

Come detto, Carmelo e Maria Giovanna non sono nuovi a certe iniziative. Sul tema tumori e leucemie, sul rapporto tra mafia ed ecosistema, Parrinelli scrisse un editoriale ripreso poi da molte testate giornalistiche online. Il giovane citò in maniera esplicita le dichiarazioni che un pentito di mafia, Leonardo Messina, rilasciò al Procuratore della Repubblica Vigna: "Nel 1997 l'On. Grimaldi, allora Assessore al Territorio e Ambiente presso la Regione Sicilia, sollevò le sue preoccupazioni su l'alto tasso di mortalità e malattie leucemiche e tumorali in provincia di Enna e di Caltanissetta.
Da uno studio di un noto oncologo, il Dr. Cammarata, emersero risultati allarmanti. In particolare, Grimaldi fece notare come in una cittadina come Enna, sì capoluogo, ma il più povero d'Italia, non ci fossero industrie capaci di alterare in tale modo i valori dei cittadini fino a causarne la morte.
Eppure le cose non quadravano; ci si poteva trovare davanti a un dilemma di difficile soluzione, non avendo di fronte agli occhi la causa evidente di patologie tumorali. Ma ciò che non si vede non è detto che non esista; infatti ben presto l'onorevole cominciò a pensare a quella miniera e alle parole di un pentito di mafia, tale Leonardo Messina che al Procuratore Vigna disse di aver assistito a scorribande di strani camion che nella notte scaricavano barili e barili di materiale radioattivo nelle profondità di Pasquasia.raccontando di strani movimenti notturni di camion all'interno della miniera di Pasquasia." L'editoriale dal titolo "Pasquasia, Floristella e il mistero delle scorie perdute", riportava dati statistici ma anche stralci di verbali dell'interrogatorio su cui oggi tutti basano le ipotesi non tanto fantasiose di un occultamento di scorie radioattive nei meandri bui delle zolfare in disuso.

La zona ove si verifica l'alta incidenza tumorale e leucemica, è infatti profondamente costellata da miniere di zolfo e sali potassici.
E' il caso delle miniere di Floristella e Grottacalda, a Valguarnera e di Pasquasia tra Enna e Caltanissetta. Tanti, troppi i casi di giovani vite spezzate nell'arco di poche settimane, un turbinio di malati leucemici che nella sola Valguarnera hanno superato la ventina in due soli anni. L'anomalia statistica prende sempre più corpo quando a morire sono abitati di una delle Province meno industriose d'Italia, con dati Istat che per Enna parlano chiaro: Ogni anno 16 abitanti dei paesi limitrofi, su 10.000, muoiono di tumore o malattie all'apparato respiratorio. Allarmante se si pensa che in posti decisamente più industrializzati, come Milano, ne periscono "solo" 12 ogni 10.000, mentre a Torino e Genova 11 ogni 10.000.

Gli abitanti di paesi come Barrafranca, Pietraperzia, Piazza Armerina, Raddusa, Aidone, Calascibetta, Valguarnera e la stessa Enna, vivono da qualche anno nel terrore più assoluto, con uno stato di impotenza figlio anche del menefreghismo di chi governa a più livelli.
Una piccola Chernobyl che evidentemente non richiama l'attenzione dei media: "Abbiamo contattato Striscia La Notizia e Le Iene ma nessuno di loro si è mai interessato alla vicenda.

Gli unici a raccogliere il nostro appello sono stati un giornalista de "La Sicilia" e vari organi d'informazione online che teniamo a ringraziare dal profondo del nostro cuore, E' solo grazie a loro se il nostro gruppo su Facebook ha prodotto qualche risultato.
Alcuni degli iscritti ci contattano privatamente per raccontare la propria storia con la malattia; una ragazza è ormai allo stadio avanzato ma non ha smesso di lottare, mentre un'altra ha perso un familiare e con lei anche la voglia di sorridere. Altri ci spingono fortemente a continuare questa battaglia" - Spiegano.

Sia Maria Giovanna che Carmelo tengono a precisare che la loro battaglia non vuole diventare la classica guerra contro i mulini a vento, perchè in ballo c'è la salute di migliaia di persone; con l'istituzione del gruppo su Facebook i due cercano di togliere il paraocchi dai propri conterranei, perchè possano sciogliere la riserva e capire che nell'ennese qualcosa non va: "Prima si capisce cosa provoca questa alta incidenza e prima potremo correre ai ripari" - conferma Maria Giovanna. "Stiamo raccogliendo le energie e i consensi per poi sferrare l'attacco finale a questa abominevole malattia" - rincara Carmelo - "Dobbiamo far uscire la gente dalla passività in cui vive, spiegando loro che in ballo c'è la loro vita e il diritto alla salute. Finchè ci saranno amministrazioni che a più livelli fanno solo spallucce, noi continueremo la battaglia." - continua, mentre Maria Giovanna annuisce e conclude: "Ringraziamo tutti quelli che hanno aderito e ci sostengono; speriamo che la gente vada oltre l'iscrizione al gruppo e ci supporti con iniziative importanti. Non si tratta di raccogliere fondi, quelli non servono alla causa. C'è qualcosa di più importante dei soldi...la dignità umana".


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Si chiamano Carmelo Parrinelli e Maria Giovanna Loggia i due ragazzi che, dallo scorso Luglio, dirigono un gruppo su Facebook dove ci si interroga sulle cause scatenanti di una incidenza tumorale nell'ennese che sta mietendo numerose vittime.
Carmelo e Maria Giovanna sono due giovani di Valguarnera Caropepe, un paesino in Provincia di Enna che conta a malapena ottomila anime. Agente di Polizia lui, Ingegnere Telematica lei. La loro opinione è sempre stata comunque la stessa: “Io e Carmelo abbiamo ideato questo gruppo con l'intento di conoscerci e raggrupparci tutti." - Ci spiega Maria Giovanna - "Coloro che coltivano lo stesso ideale, ovvero quello di far chiarezza sulle cause che provocano un tasso di mortalità così alto, nonchè la nascita di nuovi malati oncologici.
E' nelle nostre intenzioni organizzare manifestazioni, petizioni e tutto ciò che è nelle nostre possibilità; che possa essere utile al nostro scopo."

Questi ragazzi in realtà non sono nuovi a certe iniziative.
Lo scorso anno un decreto del Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, minacciava la chiusura di trentasei presidi del 118, tra le quali anche la postazione di Valguarnera Caropepe, e così Carmelo e Maria Giovanna, assieme ad altri giovani, diedero vita a una discussione costruttiva che sfociò poi in un editoriale, un videodenuncia e una raccolta di firme, atte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema.

Adesso ci riprovano sfruttando il più famoso social network in circolazione, con una visibilità e capacità mediatica senza precedenti. Il loro gruppo "Incidenza tumorale a Valguarnera e nell'ennese" in un mese ha raggiunto oltre i 1300 iscritti. “E non accenna a fermarsi. Bisogna ringraziare chi si è iscritto e chi lo farà in futuro - commenta Parrinelli - Questo gruppo non è il punto di arrivo, ma un buon margine di partenza.
La strada è lunga, ma se prima non si raccolgono le forze, le idee, gli ideali...in due non si va da nessuna parte. E' per questo che sia io che Maria Giovanna abbiamo deciso di aprire il gruppo: per sensibilizzare e "reclutare" le persone che davvero hanno a cuore il problema.

Non si tratta di attivismo o vandalismo, ma di gente comune che pensa alla propria salute e, educatamente, invierà a chi di dovere le domande più importanti: Perchè si muore così tanto di cancro e leucemia nel nostro territorio piuttosto che in zone industrializzate? L'istituzione di un registro tumori è realtà ed è cosa buona; ma non facciamoci illusioni!”.

Come detto, Carmelo e Maria Giovanna non sono nuovi a certe iniziative. Sul tema tumori e leucemie, sul rapporto tra mafia ed ecosistema, Parrinelli scrisse un editoriale ripreso poi da molte testate giornalistiche online. Il giovane citò in maniera esplicita le dichiarazioni che un pentito di mafia, Leonardo Messina, rilasciò al Procuratore della Repubblica Vigna: "Nel 1997 l'On. Grimaldi, allora Assessore al Territorio e Ambiente presso la Regione Sicilia, sollevò le sue preoccupazioni su l'alto tasso di mortalità e malattie leucemiche e tumorali in provincia di Enna e di Caltanissetta.
Da uno studio di un noto oncologo, il Dr. Cammarata, emersero risultati allarmanti. In particolare, Grimaldi fece notare come in una cittadina come Enna, sì capoluogo, ma il più povero d'Italia, non ci fossero industrie capaci di alterare in tale modo i valori dei cittadini fino a causarne la morte.
Eppure le cose non quadravano; ci si poteva trovare davanti a un dilemma di difficile soluzione, non avendo di fronte agli occhi la causa evidente di patologie tumorali. Ma ciò che non si vede non è detto che non esista; infatti ben presto l'onorevole cominciò a pensare a quella miniera e alle parole di un pentito di mafia, tale Leonardo Messina che al Procuratore Vigna disse di aver assistito a scorribande di strani camion che nella notte scaricavano barili e barili di materiale radioattivo nelle profondità di Pasquasia.raccontando di strani movimenti notturni di camion all'interno della miniera di Pasquasia." L'editoriale dal titolo "Pasquasia, Floristella e il mistero delle scorie perdute", riportava dati statistici ma anche stralci di verbali dell'interrogatorio su cui oggi tutti basano le ipotesi non tanto fantasiose di un occultamento di scorie radioattive nei meandri bui delle zolfare in disuso.

La zona ove si verifica l'alta incidenza tumorale e leucemica, è infatti profondamente costellata da miniere di zolfo e sali potassici.
E' il caso delle miniere di Floristella e Grottacalda, a Valguarnera e di Pasquasia tra Enna e Caltanissetta. Tanti, troppi i casi di giovani vite spezzate nell'arco di poche settimane, un turbinio di malati leucemici che nella sola Valguarnera hanno superato la ventina in due soli anni. L'anomalia statistica prende sempre più corpo quando a morire sono abitati di una delle Province meno industriose d'Italia, con dati Istat che per Enna parlano chiaro: Ogni anno 16 abitanti dei paesi limitrofi, su 10.000, muoiono di tumore o malattie all'apparato respiratorio. Allarmante se si pensa che in posti decisamente più industrializzati, come Milano, ne periscono "solo" 12 ogni 10.000, mentre a Torino e Genova 11 ogni 10.000.

Gli abitanti di paesi come Barrafranca, Pietraperzia, Piazza Armerina, Raddusa, Aidone, Calascibetta, Valguarnera e la stessa Enna, vivono da qualche anno nel terrore più assoluto, con uno stato di impotenza figlio anche del menefreghismo di chi governa a più livelli.
Una piccola Chernobyl che evidentemente non richiama l'attenzione dei media: "Abbiamo contattato Striscia La Notizia e Le Iene ma nessuno di loro si è mai interessato alla vicenda.

Gli unici a raccogliere il nostro appello sono stati un giornalista de "La Sicilia" e vari organi d'informazione online che teniamo a ringraziare dal profondo del nostro cuore, E' solo grazie a loro se il nostro gruppo su Facebook ha prodotto qualche risultato.
Alcuni degli iscritti ci contattano privatamente per raccontare la propria storia con la malattia; una ragazza è ormai allo stadio avanzato ma non ha smesso di lottare, mentre un'altra ha perso un familiare e con lei anche la voglia di sorridere. Altri ci spingono fortemente a continuare questa battaglia" - Spiegano.

Sia Maria Giovanna che Carmelo tengono a precisare che la loro battaglia non vuole diventare la classica guerra contro i mulini a vento, perchè in ballo c'è la salute di migliaia di persone; con l'istituzione del gruppo su Facebook i due cercano di togliere il paraocchi dai propri conterranei, perchè possano sciogliere la riserva e capire che nell'ennese qualcosa non va: "Prima si capisce cosa provoca questa alta incidenza e prima potremo correre ai ripari" - conferma Maria Giovanna. "Stiamo raccogliendo le energie e i consensi per poi sferrare l'attacco finale a questa abominevole malattia" - rincara Carmelo - "Dobbiamo far uscire la gente dalla passività in cui vive, spiegando loro che in ballo c'è la loro vita e il diritto alla salute. Finchè ci saranno amministrazioni che a più livelli fanno solo spallucce, noi continueremo la battaglia." - continua, mentre Maria Giovanna annuisce e conclude: "Ringraziamo tutti quelli che hanno aderito e ci sostengono; speriamo che la gente vada oltre l'iscrizione al gruppo e ci supporti con iniziative importanti. Non si tratta di raccogliere fondi, quelli non servono alla causa. C'è qualcosa di più importante dei soldi...la dignità umana".


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