sabato 11 luglio 2009

In memoria di Gabriele Marzocco










Nazione mediterranea



Di Gabriele Marzocco


Come se non fossero bastati i lunghi anni in cui la nostra vita è stata decisa e determinata dalle scelte fatte a Torino, poi a Firenze, quindi a Roma, ma in realtà sempre in quella che Nicola Zitara chiama efficacemente paludania, non riusciranno mai a convincerci che è giusto, necessario e conveniente che i nostri destini, i destini della nostra Nazione Napoletana, devono essere decisi nelle brumose terre nordiche dove hanno sede gli organismi dell’Unione Europea: Bruxelles, Strasburgo, Francoforte.


La bocciatura della Costituzione europea da parte dei francesi e degli olandesi, come l’impoverimento di tutti noi a causa della stolta introduzione dell’euro, stanno a dimostrare che i popoli europei non sono per niente entusiasti del modo come vorrebbero imporci un’Unione europea a tutto vantaggio dei ceti parassitari dell’alta finanza e della politica politicante.


Se avessimo una classe politica cosciente degli interessi e del ruolo che uno Stato delle Due Sicilie (pienamente autonomo o federato con altri Stati della penisola italiana) può svolgere nel Mediterraneo, non staremmo ad elemosinare interventi dal governo centrale, ma imporremmo le nostre scelte e la tutela dei nostri interessi.


E dopo 144 anni di sciagurata “unità d’Italia” non è più una bestemmia parlare di autonomia delle Due Sicilie, se si considera che la penisola iberica, la penisola scandinava e quella balcanica sono tutte frazionate in diversi Stati, senza che sia arrivata la fine del mondo.


I “governatori” delle Regioni del Sud dicono di voler sviluppare una politica estera comune sul Mediterraneo, di voler chiedere più consistenti “fondi europei” per investire in linee ferroviarie più veloci, nella portualità, nelle autostrade del mare nei collegamenti aerei, per creare rotte dirette dal Sud verso gli undici Paesi del bacino del Mediterraneo.


Lo stesso presidente Carlo Azeglio Ciampi ha chiesto che l’azione congiunta di Italia, Portogallo e Spagna restituisca centralità al Mediterraneo. Belle parole; contraddette poi dalla ribadita volontà di accettare la logica del “mercato unico”, che vorrebbe imporci il nostro assoggettamento agli interessi ed alle scelte fatte dai Paesi e dai poteri forti del Nord.


Fra l’altro Bassolino e suoi colleghi “governatori” del Sud dimenticano che oggi non sono più determinanti (eppure sono indispensabili!) solo le infrastrutture che a noi sono state negate dalla politica “nazionale”, ma anche le tecnologie della comunicazione: telecomunicazioni, energia (il petrolio col suo prezzo giunto sta a dimostrarlo) e sapere.


A Napoli è concentrato il 60 % delle compagnie di navigazione di tutta l’Italia; e questo nonostante i colpi che ci sono stati inflitti negli ultimi 145 anni, per favorire le compagnie, i cantieri ed i porti del Centro-Nord!


Noi nel Mediterraneo ci siamo, circondati per tre lati dalla sua acqua salata; e nel Mediterraneo dobbiamo assicurarci una presenza da protagonisti, non vivere a rimorchio di Paesi che hanno altrove i loro veri interessi!!!…


Fonte:'A Nazione Napulitana febbraio 2006
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Nazione mediterranea



Di Gabriele Marzocco


Come se non fossero bastati i lunghi anni in cui la nostra vita è stata decisa e determinata dalle scelte fatte a Torino, poi a Firenze, quindi a Roma, ma in realtà sempre in quella che Nicola Zitara chiama efficacemente paludania, non riusciranno mai a convincerci che è giusto, necessario e conveniente che i nostri destini, i destini della nostra Nazione Napoletana, devono essere decisi nelle brumose terre nordiche dove hanno sede gli organismi dell’Unione Europea: Bruxelles, Strasburgo, Francoforte.


La bocciatura della Costituzione europea da parte dei francesi e degli olandesi, come l’impoverimento di tutti noi a causa della stolta introduzione dell’euro, stanno a dimostrare che i popoli europei non sono per niente entusiasti del modo come vorrebbero imporci un’Unione europea a tutto vantaggio dei ceti parassitari dell’alta finanza e della politica politicante.


Se avessimo una classe politica cosciente degli interessi e del ruolo che uno Stato delle Due Sicilie (pienamente autonomo o federato con altri Stati della penisola italiana) può svolgere nel Mediterraneo, non staremmo ad elemosinare interventi dal governo centrale, ma imporremmo le nostre scelte e la tutela dei nostri interessi.


E dopo 144 anni di sciagurata “unità d’Italia” non è più una bestemmia parlare di autonomia delle Due Sicilie, se si considera che la penisola iberica, la penisola scandinava e quella balcanica sono tutte frazionate in diversi Stati, senza che sia arrivata la fine del mondo.


I “governatori” delle Regioni del Sud dicono di voler sviluppare una politica estera comune sul Mediterraneo, di voler chiedere più consistenti “fondi europei” per investire in linee ferroviarie più veloci, nella portualità, nelle autostrade del mare nei collegamenti aerei, per creare rotte dirette dal Sud verso gli undici Paesi del bacino del Mediterraneo.


Lo stesso presidente Carlo Azeglio Ciampi ha chiesto che l’azione congiunta di Italia, Portogallo e Spagna restituisca centralità al Mediterraneo. Belle parole; contraddette poi dalla ribadita volontà di accettare la logica del “mercato unico”, che vorrebbe imporci il nostro assoggettamento agli interessi ed alle scelte fatte dai Paesi e dai poteri forti del Nord.


Fra l’altro Bassolino e suoi colleghi “governatori” del Sud dimenticano che oggi non sono più determinanti (eppure sono indispensabili!) solo le infrastrutture che a noi sono state negate dalla politica “nazionale”, ma anche le tecnologie della comunicazione: telecomunicazioni, energia (il petrolio col suo prezzo giunto sta a dimostrarlo) e sapere.


A Napoli è concentrato il 60 % delle compagnie di navigazione di tutta l’Italia; e questo nonostante i colpi che ci sono stati inflitti negli ultimi 145 anni, per favorire le compagnie, i cantieri ed i porti del Centro-Nord!


Noi nel Mediterraneo ci siamo, circondati per tre lati dalla sua acqua salata; e nel Mediterraneo dobbiamo assicurarci una presenza da protagonisti, non vivere a rimorchio di Paesi che hanno altrove i loro veri interessi!!!…


Fonte:'A Nazione Napulitana febbraio 2006

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