sabato 6 dicembre 2008

L'Armata Napoletana


Il comportamento del Popolo napoletano nel Settembre del 1860 è sempre stato considerato ostile verso la Casa Reale borbonica, in contrapposizione del coraggio avuto nel 1800 durante gli scontri con i giacobini.

Invece, da un volantino rinvenuto, il popolo non fu compatto con Garibaldi come abbiamo sempre letto.

Il seggio del popolo, come proprio nella prima restaurazione borbonica, fu fedele al Re, suggerendo persino come affrontare la sottile situazione politico-militare.



APPELLO ALLA SICUREZZA PUBBLICA

IL POPOLO NAPOLITANO AL SUO RE FRANCESCO II


SIRE
Quando la patria è in pericolo; il Popolo ha il diritto di domandare al suo Re di difenderlo, perché i Re son fatti per i Popoli e non i Popoli per i Re. Noi dobbiamo loro ubbidire, ma essi debbono sapere difenderci; e per questo Iddio loro ha dato uno scettro ed una spada.


Oggi, o Sire, il nemico è alle nostre porte; la Patria è in pericolo. Da quattro mesi, un avventuriere, alla testa di bande reclutate in tutte le nazioni, ha invaso il Regno, ed ha fatto scorrere il sangue dei nostri fratelli. Il tradimento si alcuni miserabili l’ha aiutato; una diplomazia, più miserabile ancora, l’ha secondato nelle sue colpevoli intraprese. Fra giorni, questo avventuriere c’imporrà il suo giogo odioso: perché, i disegni, li conosciamo tutti; e Voi ancora, o Sire.


Quest’uomo, d’altronde, non ne fa alcun mistero: sotto pretesto di unificare quel che non è stato mai unito, egli vuole farci piemontesi, per meglio scattolicarci e quindi stabilire un governo repubblicano sotto l’odiosa dittatura di un Mazzini, di cui sarà egli anche è il braccio e la spada.
Ma Sire noi siamo Napolitani da secoli: Carlo III Vostro immortale bisavolo, ci tolse per l’ultima volta dal pesante gioco straniero. Noi vogliamo dunque oggi restare e morire Napolitani con la bella civilizzazione che con tanta saviezza questo Re ci donò. Il figlio di Ferdinando II non potrebbe tenere con mano ferma lo scettro ereditato da Suo padre; di gloriosa rimembranza? Il figlio della Venerabile Maria Cristina ci abbandonerebbe vilmente al nemico? Francesco II, nostro dilettissimo Sovrano, non avrebbe le virtù e le qualità del più umile dei Re?


No, no, ciò non può essere.
Sire, salvate dunque il vostro Popolo! Noi ve lo domandiamo a nome della religione che vi ha consacrato Re, a nome della legge ereditaria del Regno che vi ha dato lo scettro dei vostri antenati, a nome del diritto e della giustizia che vi fanno un dovere di vegliare continuamente alla nostra salvezza, e, se è necessario, di morire per salvare il vostro Popolo. Ma la Patria in pericolo vuole quattro cose, eccole:
1. Il vostro Ministero tutto intero vi tradisce: i suoi atti ne fanno fede; le sue relazioni coi Giudi e Pilati lo attestano. Che il vostro Ministero sia dunque sciolto e surrogato da uomini onesti e devoti alla vostra Corona, ai vostri Popoli ed alla Costituzione.
2. Molti stranieri cospirano contro il vostro trono e contro la nostra nazionalità. Che questi stranieri siano espulsi dal Regno.
3. Numerosi depositi di armi esistono nella vostra capitanata. Che un disarma mento sia ordinato.
4. La Polizia è tutta intera devota al nemico. Che la Polizia sia sciolta e surrogata da una polizia onorevole e fedele.
Sire, ecco quel che vi domanda il vostro Popolo napolitano. La vostra Armata è fedele tanto quanto è brava. Prendete dunque una spada, e salvare la Patria! Quando si ha per sé il diritto e la giustizia, si ha con se Iddio!Viva il Re nostro, Francesco II!

Viva la Patria! Viva la Costituzione, Viva la brava Armata napoletana!


tratto da: http://storicoduesicilie.blogspot.com/
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Il comportamento del Popolo napoletano nel Settembre del 1860 è sempre stato considerato ostile verso la Casa Reale borbonica, in contrapposizione del coraggio avuto nel 1800 durante gli scontri con i giacobini.

Invece, da un volantino rinvenuto, il popolo non fu compatto con Garibaldi come abbiamo sempre letto.

Il seggio del popolo, come proprio nella prima restaurazione borbonica, fu fedele al Re, suggerendo persino come affrontare la sottile situazione politico-militare.



APPELLO ALLA SICUREZZA PUBBLICA

IL POPOLO NAPOLITANO AL SUO RE FRANCESCO II


SIRE
Quando la patria è in pericolo; il Popolo ha il diritto di domandare al suo Re di difenderlo, perché i Re son fatti per i Popoli e non i Popoli per i Re. Noi dobbiamo loro ubbidire, ma essi debbono sapere difenderci; e per questo Iddio loro ha dato uno scettro ed una spada.


Oggi, o Sire, il nemico è alle nostre porte; la Patria è in pericolo. Da quattro mesi, un avventuriere, alla testa di bande reclutate in tutte le nazioni, ha invaso il Regno, ed ha fatto scorrere il sangue dei nostri fratelli. Il tradimento si alcuni miserabili l’ha aiutato; una diplomazia, più miserabile ancora, l’ha secondato nelle sue colpevoli intraprese. Fra giorni, questo avventuriere c’imporrà il suo giogo odioso: perché, i disegni, li conosciamo tutti; e Voi ancora, o Sire.


Quest’uomo, d’altronde, non ne fa alcun mistero: sotto pretesto di unificare quel che non è stato mai unito, egli vuole farci piemontesi, per meglio scattolicarci e quindi stabilire un governo repubblicano sotto l’odiosa dittatura di un Mazzini, di cui sarà egli anche è il braccio e la spada.
Ma Sire noi siamo Napolitani da secoli: Carlo III Vostro immortale bisavolo, ci tolse per l’ultima volta dal pesante gioco straniero. Noi vogliamo dunque oggi restare e morire Napolitani con la bella civilizzazione che con tanta saviezza questo Re ci donò. Il figlio di Ferdinando II non potrebbe tenere con mano ferma lo scettro ereditato da Suo padre; di gloriosa rimembranza? Il figlio della Venerabile Maria Cristina ci abbandonerebbe vilmente al nemico? Francesco II, nostro dilettissimo Sovrano, non avrebbe le virtù e le qualità del più umile dei Re?


No, no, ciò non può essere.
Sire, salvate dunque il vostro Popolo! Noi ve lo domandiamo a nome della religione che vi ha consacrato Re, a nome della legge ereditaria del Regno che vi ha dato lo scettro dei vostri antenati, a nome del diritto e della giustizia che vi fanno un dovere di vegliare continuamente alla nostra salvezza, e, se è necessario, di morire per salvare il vostro Popolo. Ma la Patria in pericolo vuole quattro cose, eccole:
1. Il vostro Ministero tutto intero vi tradisce: i suoi atti ne fanno fede; le sue relazioni coi Giudi e Pilati lo attestano. Che il vostro Ministero sia dunque sciolto e surrogato da uomini onesti e devoti alla vostra Corona, ai vostri Popoli ed alla Costituzione.
2. Molti stranieri cospirano contro il vostro trono e contro la nostra nazionalità. Che questi stranieri siano espulsi dal Regno.
3. Numerosi depositi di armi esistono nella vostra capitanata. Che un disarma mento sia ordinato.
4. La Polizia è tutta intera devota al nemico. Che la Polizia sia sciolta e surrogata da una polizia onorevole e fedele.
Sire, ecco quel che vi domanda il vostro Popolo napolitano. La vostra Armata è fedele tanto quanto è brava. Prendete dunque una spada, e salvare la Patria! Quando si ha per sé il diritto e la giustizia, si ha con se Iddio!Viva il Re nostro, Francesco II!

Viva la Patria! Viva la Costituzione, Viva la brava Armata napoletana!


tratto da: http://storicoduesicilie.blogspot.com/

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