mercoledì 17 dicembre 2008

Dalla Basilicata alla Campania, la rete delle indagini







Di Paolo Silvestrelli



Dopo l'arresto in Abruzzo di D'Alfonso, si dimette il deputato democratico Salvatore Margiotta

L'ultima inchiesta aperta con il coinvolgimento di un esponente del Pd e quella in Basilicata. Nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Potenza per tangenti sugli appalti per estrazione di petrolio in Basilicata, il deputato del partito democratico Salvatore Margiotta, per il quale è stata chiesta alla Camera l'autorizzazione a procedere per disporre gli arresti domiciliari, si è auto dimesso da tutti gli incarichi di partito ricoperti sia a livello nazionale che regionale.
Per il pm di Potenza, Henry John Woodcock, Margiotta avrebbe favorito l'aggiudicazione degli appalti alla cordata capeggiata da Francesco Ferrara, di Policoro (Matera), ora in carcere si sarebbe impegnato a fornire informazioni privilegiate al gruppo di imprenditori e a fare pressioni sui dirigenti della Total (Lionel Levha, amministratore delegato di Total Italia è stato arrestato), società titolare di una delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi della Val d'Agri, in Basilicata. In cambio, Ferrara, gli avrebbe promesso una tangente di 200mila euro.

Solo il giorno prima era scattato in Abruzzo, l'arresto del sindaco di Pescara e segretario regionale del Pd, Luciano d'Alfonso, nell'inchiesta condotta da Nicola Trofuoggi, procuratore capo di Pescara, inchiesta che riguarda la gestione dei cimiteri e la riqualificazione dell'area dell'ex stazione ferroviaria. Anche qui, l'accusa ritiene che ci sia stata una tangente di circa 200 mila euro più altri benefici in cambio di atti amministrativi in favore di alcuni imprenditori ( tra i coinvolti anche l'ex patron di Airone Carlo Toto).

Neanche due settimane fa, a Firenze era scoppiato il caso, sull'indagine che riguarda i progetti edilizia nella zona urbanistica di Castello, area di 170 ettari vicino all'uscita firenze nord dell'A1. La vicenda sul fronte giudiziario ha visto sette avvisi di garanzia per corruzione tra cui quelli arrivati all'assessore all'urbanistica di Firenze, Gianni Biagi, poi dimessosi dal suo incarico, e all'altro componente della giunta, Graziano Cioni, il quale era anche candidato alle primarie del Pd in vista dell'elezione del nuovo sindaco di Firenze e in vista delle votazioni per la nuova giunta prevista nel 2009.

La vicenda riguarda i terreni che sono di Fondiaria-Sai, destinati ad un operazioni di rivalutazione urbanistica di un miliardo di euro, che hanno visto il coinvolgimento e i conseguenti avvisi di garanzia anche per il patron del gruppo Ligersti, Salvatore Ligresti per il suo rappresentante Fausto Raposarda, per un collaboratore di quest'ultimo e due architetti. A Napoli dopo il clima drammatico e pieno di sopetti in seguito al suicidio dell'assessore Giorgio Nugnes, viene a galla l'indagine sugli appalti appalti cittadini con l'inchiesta «Global Service» dove si ipotizzano presunte irregolarità nell'affidamneto ad un unico gestore, appunto la Global Service, della manutenzione stradale, di quella degli immobili comunali e della ristrutturazione dell'arredo urbano di cui si sarebbe occupato Nugnes, e che ha visto l'inchiesta concentrarsi sulla delibera dell'iter amministrativo approvata dalla giunta Iervolino per 400 milioni ma mai diventata operrativa per la mancanza di copertura finanziaria e che sarebbe poi stata subappaltata ad altre società. Walter Veltroni ha chiesto le dimissioni di Antonio Bassolino da governatore della Campania in cambio di un seggio a Strasburgo e al sindaco Rosa Russo Iervolino un rimpasto degli assessori. Ma tutto è ancora fermo. Un pensiero in più per il leader del Pd Walter Veltroni.

Fonte:
Italia Oggi
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Napoli: gli assessori coinvolti

ROMA - Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip, nell'ambito dell'inchiesta Global service, figurano l'ex assessore alle Scuole, Giuseppe Gambale, l'ex assessore al Bilancio Enrico Cardillo, nonché un ufficiale della Guardia di Finanza in forza alla Dia, che avrebbe informato l'entourage dell'imprenditore Alfredo Romeo delle indagini in corso. Nell'inchiesta, destinatari a loro volta di misure cautelari figura anche l'assessore Laudadio, nonché l'ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise, Mauro Mautone. Nell'ordinanza, infine, vi sono anche Paola Grittani, collaboratrice dell'imprenditore Romeo, e altri nomi vicini allo stesso imprenditore.

Fonte: Ansa
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Napoli, arrestati 2 assessori Pd

Indagati anche due onorevoli

NAPOLI - E' bufera sulla giunta di Napoli. E' in carcere l'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'indagine sulla delibera 'Global service', approvata dal Comune. Altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche, attualmente al ministero delle Infrastrutture. Tutte le persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. I magistrati: "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche".

Indagati anche gli onorevoli Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (An).

La richiesta di utilizzo delle conversazioni telefoniche dei due parlamentari con l'imprenditore Alfredo Romeo equivarrebbe, infatti, a una informazione di garanzia. Nel provvedimento 'Global service' era compreso l'affidamento di appalti relativo a manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico, nonché la gestione di mense scolastiche. Tra i destinatari delle misure cautelari, figurano l'ex assessore alle Scuole, Giuseppe Gambale, l'ex assessore al Bilancio Enrico Cardillo, nonché un ufficiale della guardia di finanza in forza alla Dia, che avrebbe informato l'entourage dell'imprenditore Alfredo Romeo delle indagini in corso. Nell'inchiesta, destinatari a loro volta di misure cautelari figura anche l'assessore Laudadio e l'ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise, Mauro Mautone. Nell'ordinanza, infine, vi sono anche Paola Grittani, collaboratrice dell'imprenditore Romeo, e altri nomi vicini allo stesso imprenditore. L'operazione è stata condotta dalla Dia e dai carabinieri di Caserta, che hanno eseguito le ordinanze cautelari firmate dal Gip di Napoli, che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia napoletana, guidata dal procuratore Franco Roberti.
Coinvolto anche Giorgio Nugnes, l'assessore che si è
suicidato a fine novembre, e un colonnello della guardia di finanza. L'ufficiale sarebbe stato in servizio fino ad un anno fa alla Dia di Napoli. "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche, spesso già di per sè insufficienti a rispondere alla drammatica situazione in cui versano Napoli e la sua provincia.

Risorse che vengono veicolate verso l'esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e delle sue imprese in totale dispregio delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione", scrivono i magistrati al gip, nelle richieste di custodia cautelare. Nell'inchiesta, partita da una indagine avviata dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere emerge uno spaccato di cointeressenze politiche tra maggioranza e opposizione che governa la pubblica amministrazione e che vede al centro l'imprenditore Alfredo Romeo.

La delibera Global service, è un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai partito. Con il provvedimento, il comune di Napoli intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l'appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai partito, a causa della mancanza di copertura finanziaria.

Dieci giorni fa, intervistata da Lucia Annunziata a "Mezz'ora", il sindaco Rosa Iervolino si era soffermata su alcuni passaggi della vicenda. La delibera era stata "sottoposta di corsa ad una commissione contro la corruzione nella pubblica amministrazione, guidata dal prefetto Serra e composta da magistrati. E ci ha detto che andava bene".

Poi era stata anche sottoposta a una commissione di giuristi e alti magistrati, "secondo la quale le norme per la prevenzione degli incidenti sul lavoro non erano ancora forti". In ogni caso "non abbiamo fatto la gara, non abbiamo fatto assolutamente nulla. E chi vuole imbrogliare non sottopone i documenti approvati a verifiche non dovute".

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Di Paolo Silvestrelli



Dopo l'arresto in Abruzzo di D'Alfonso, si dimette il deputato democratico Salvatore Margiotta

L'ultima inchiesta aperta con il coinvolgimento di un esponente del Pd e quella in Basilicata. Nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Potenza per tangenti sugli appalti per estrazione di petrolio in Basilicata, il deputato del partito democratico Salvatore Margiotta, per il quale è stata chiesta alla Camera l'autorizzazione a procedere per disporre gli arresti domiciliari, si è auto dimesso da tutti gli incarichi di partito ricoperti sia a livello nazionale che regionale.
Per il pm di Potenza, Henry John Woodcock, Margiotta avrebbe favorito l'aggiudicazione degli appalti alla cordata capeggiata da Francesco Ferrara, di Policoro (Matera), ora in carcere si sarebbe impegnato a fornire informazioni privilegiate al gruppo di imprenditori e a fare pressioni sui dirigenti della Total (Lionel Levha, amministratore delegato di Total Italia è stato arrestato), società titolare di una delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi della Val d'Agri, in Basilicata. In cambio, Ferrara, gli avrebbe promesso una tangente di 200mila euro.

Solo il giorno prima era scattato in Abruzzo, l'arresto del sindaco di Pescara e segretario regionale del Pd, Luciano d'Alfonso, nell'inchiesta condotta da Nicola Trofuoggi, procuratore capo di Pescara, inchiesta che riguarda la gestione dei cimiteri e la riqualificazione dell'area dell'ex stazione ferroviaria. Anche qui, l'accusa ritiene che ci sia stata una tangente di circa 200 mila euro più altri benefici in cambio di atti amministrativi in favore di alcuni imprenditori ( tra i coinvolti anche l'ex patron di Airone Carlo Toto).

Neanche due settimane fa, a Firenze era scoppiato il caso, sull'indagine che riguarda i progetti edilizia nella zona urbanistica di Castello, area di 170 ettari vicino all'uscita firenze nord dell'A1. La vicenda sul fronte giudiziario ha visto sette avvisi di garanzia per corruzione tra cui quelli arrivati all'assessore all'urbanistica di Firenze, Gianni Biagi, poi dimessosi dal suo incarico, e all'altro componente della giunta, Graziano Cioni, il quale era anche candidato alle primarie del Pd in vista dell'elezione del nuovo sindaco di Firenze e in vista delle votazioni per la nuova giunta prevista nel 2009.

La vicenda riguarda i terreni che sono di Fondiaria-Sai, destinati ad un operazioni di rivalutazione urbanistica di un miliardo di euro, che hanno visto il coinvolgimento e i conseguenti avvisi di garanzia anche per il patron del gruppo Ligersti, Salvatore Ligresti per il suo rappresentante Fausto Raposarda, per un collaboratore di quest'ultimo e due architetti. A Napoli dopo il clima drammatico e pieno di sopetti in seguito al suicidio dell'assessore Giorgio Nugnes, viene a galla l'indagine sugli appalti appalti cittadini con l'inchiesta «Global Service» dove si ipotizzano presunte irregolarità nell'affidamneto ad un unico gestore, appunto la Global Service, della manutenzione stradale, di quella degli immobili comunali e della ristrutturazione dell'arredo urbano di cui si sarebbe occupato Nugnes, e che ha visto l'inchiesta concentrarsi sulla delibera dell'iter amministrativo approvata dalla giunta Iervolino per 400 milioni ma mai diventata operrativa per la mancanza di copertura finanziaria e che sarebbe poi stata subappaltata ad altre società. Walter Veltroni ha chiesto le dimissioni di Antonio Bassolino da governatore della Campania in cambio di un seggio a Strasburgo e al sindaco Rosa Russo Iervolino un rimpasto degli assessori. Ma tutto è ancora fermo. Un pensiero in più per il leader del Pd Walter Veltroni.

Fonte:
Italia Oggi
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Napoli: gli assessori coinvolti

ROMA - Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip, nell'ambito dell'inchiesta Global service, figurano l'ex assessore alle Scuole, Giuseppe Gambale, l'ex assessore al Bilancio Enrico Cardillo, nonché un ufficiale della Guardia di Finanza in forza alla Dia, che avrebbe informato l'entourage dell'imprenditore Alfredo Romeo delle indagini in corso. Nell'inchiesta, destinatari a loro volta di misure cautelari figura anche l'assessore Laudadio, nonché l'ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise, Mauro Mautone. Nell'ordinanza, infine, vi sono anche Paola Grittani, collaboratrice dell'imprenditore Romeo, e altri nomi vicini allo stesso imprenditore.

Fonte: Ansa
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Napoli, arrestati 2 assessori Pd

Indagati anche due onorevoli

NAPOLI - E' bufera sulla giunta di Napoli. E' in carcere l'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'indagine sulla delibera 'Global service', approvata dal Comune. Altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche, attualmente al ministero delle Infrastrutture. Tutte le persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. I magistrati: "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche".

Indagati anche gli onorevoli Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (An).

La richiesta di utilizzo delle conversazioni telefoniche dei due parlamentari con l'imprenditore Alfredo Romeo equivarrebbe, infatti, a una informazione di garanzia. Nel provvedimento 'Global service' era compreso l'affidamento di appalti relativo a manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico, nonché la gestione di mense scolastiche. Tra i destinatari delle misure cautelari, figurano l'ex assessore alle Scuole, Giuseppe Gambale, l'ex assessore al Bilancio Enrico Cardillo, nonché un ufficiale della guardia di finanza in forza alla Dia, che avrebbe informato l'entourage dell'imprenditore Alfredo Romeo delle indagini in corso. Nell'inchiesta, destinatari a loro volta di misure cautelari figura anche l'assessore Laudadio e l'ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise, Mauro Mautone. Nell'ordinanza, infine, vi sono anche Paola Grittani, collaboratrice dell'imprenditore Romeo, e altri nomi vicini allo stesso imprenditore. L'operazione è stata condotta dalla Dia e dai carabinieri di Caserta, che hanno eseguito le ordinanze cautelari firmate dal Gip di Napoli, che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia napoletana, guidata dal procuratore Franco Roberti.
Coinvolto anche Giorgio Nugnes, l'assessore che si è
suicidato a fine novembre, e un colonnello della guardia di finanza. L'ufficiale sarebbe stato in servizio fino ad un anno fa alla Dia di Napoli. "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche, spesso già di per sè insufficienti a rispondere alla drammatica situazione in cui versano Napoli e la sua provincia.

Risorse che vengono veicolate verso l'esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e delle sue imprese in totale dispregio delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione", scrivono i magistrati al gip, nelle richieste di custodia cautelare. Nell'inchiesta, partita da una indagine avviata dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere emerge uno spaccato di cointeressenze politiche tra maggioranza e opposizione che governa la pubblica amministrazione e che vede al centro l'imprenditore Alfredo Romeo.

La delibera Global service, è un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai partito. Con il provvedimento, il comune di Napoli intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l'appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai partito, a causa della mancanza di copertura finanziaria.

Dieci giorni fa, intervistata da Lucia Annunziata a "Mezz'ora", il sindaco Rosa Iervolino si era soffermata su alcuni passaggi della vicenda. La delibera era stata "sottoposta di corsa ad una commissione contro la corruzione nella pubblica amministrazione, guidata dal prefetto Serra e composta da magistrati. E ci ha detto che andava bene".

Poi era stata anche sottoposta a una commissione di giuristi e alti magistrati, "secondo la quale le norme per la prevenzione degli incidenti sul lavoro non erano ancora forti". In ogni caso "non abbiamo fatto la gara, non abbiamo fatto assolutamente nulla. E chi vuole imbrogliare non sottopone i documenti approvati a verifiche non dovute".

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