sabato 6 dicembre 2008

Ciano Risponde alla farneticante dichiarazione dei Savoia



“La richiesta promossa dall’Assessore di Gaeta Ciano è demenziale e frutto di un singolo, tuttavia non ci meraviglia. Nessuno si sarebbe sognato neppure di pensarla nell’ultimo dopoguerra. Sino ad allora, il Risorgimento, la coscienza e l’orgoglio nazionali erano tali che persino il Fronte popolare si presentavano alle elezioni con un simbolo effige di Garibaldi; ed al referendum del 1946 in tutto il Mezzogiorno la Monarchia ne era uscita in larga maggioranza. Poi, poco alla volta, si è cominciato non solo ad intensificare gli attacchi a Casa Savoia, ma anche a demonizzare il Risorgimento, l’Unità d’Italia, con argomentazioni che sono divenute più persuasive mano a mano che scomparivano i testimoni dell’epoca.
Mi sembra che tutto ciò faccia parte di un programma che rende più facile la disgregazione: il Nord contro il Sud e la supremazia delle Regioni sullo Stato Nazionale. L’assedio di Gaeta non è stato l’assedio dei Savoia. E’ stata un’operazione del processo risorgimentale dello Stato Italiano. Se Gaeta crede di aver sofferto dei danni per quell’assedio dovrebbe rivolgersi allo Stato, non agli Eredi della Dinastia che promosse l’Unità all’Italia. Con questo passo potremmo innescare una serie di cause contro gli eredi di Napoleone, degli Asburgo: Alemanno potrebbe fare causa ai discendenti di Nerone per aver bruciato Roma!
Cogliamo l’occasione per lanciare l’allarme ed invitare tutti a recuperare la conoscenza della cultura italiana e ritrovare l’orgoglio di essere italiani prima di tutto.”

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Questi signori parlano di orgoglio italiano. L’Italia, siamo noi. Voi, originari della Savoia, di lingua francese, non potete parlare, siete senza patria, con gran vergogna avete venduto alla Francia la vostra terra di provenienza: la Savoia, e per fare il paio a Garibaldi, avete svenduto anche la italianissima Nizza.


Per la guerra persa abbiamo dovuto cedere anche l’Istria e la Dalmazia.
Demenziale e stupida è stata la richiesta per danni morali per l’esilio dorato che hanno subito. I Savoia, padre e figlio, han chiesto alla nostra sacra Repubblica nata il 2 giugno del 1946 sulle ceneri della monarchia sabauda, ben 270 milioni di Euro.Il Partito del Sud non criminalizza il risorgimento italiano, ma quello piamontese. Il Risorgimento italiano ha scacciato i Savoia e la loro sanguinaria epopea.



I Tanto bistrattati Borbone difesero sugli spalti di Gaeta, fino alla morte, i veri italiani, il cosiddetto re soldato, Vittorio Emanuele Terzo, fuggì con la corte e con Badoglio verso la vergogna.


La lotta partigiana era iniziata l’11 maggio del 1860 con i contadinii delle due Sicilie chiamati Briganti dai barbari di lingua francese venuti dal Nord.


I morti furono oltre un milione, tutti trucidati, fucilati, torturati, seppelliti vivi. Dopo quella invasione furono costretti all’emigrazione oltre 30 milioni di meridionali, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno avuto. L’assedio di Gaeta è stato un vile attacco ad uno Stato Libero, avvenuto senza dichiarazione di guerra, dall’esercito piemotese e non da quello italiano.


Il Regno d’Italia è nato col sangue meridionale il 17 marzo 1861. Gaeta fu attaccata ai primi di novembre del 1860 e terminò il 13 febbraio del 1861.


I danni della seconda guerra mondiale sono stati pagati dallo stato Italiano, ed oggi Berlusconi sta pagando alla Libia i danni procurati dall’Italia Savoiarda.


La richiesta dei danni di guerra fu avviata il 28 febbraio del 1861 dal Sindaco della città Raffaele Ianni, seguita quella del sindaco Domenico Vellucci, e fu reitareta fino al 1914 dal sindaco Gennaro Migiarra.


I danni furono anche quantificati, su richiesta di Vittorio Emanuele II in visita a Gaeta il 28 aprile del 1862, ma Torino rispose picche.
La richiesta, come si vede non è dell’assessore Ciano, ma dalla città tutta.
160 mila bombe desertificarono e massacrarono la città, con migliaia di morti, ruberie, terre tosate, case svaligiate dalla truppa savoiarda. Amedeo di Savoia, l’estate scorsa, ha avuto l’umiltà di chiedere scusa alla nostra città davanti al Sindaco e all’Arcivescovo di Gaeta.



I Carignano invece ci chiedono 270 milioni di Euro come danno per l’esilio dorato patito.


I Borbone morirono in terra straniera e mai fatti rientare in Italia dagli avi di codesta progenie.


Il partito del Sud chiederà in consiglio comunale anche i danni morali,
oltre a quelli materiali. E le leggi razziali del 1938? chi paga i danni agli ebrei?




Antonio Ciano






Fonte:http://partitodelsudgaeta.wordpress.com/
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“La richiesta promossa dall’Assessore di Gaeta Ciano è demenziale e frutto di un singolo, tuttavia non ci meraviglia. Nessuno si sarebbe sognato neppure di pensarla nell’ultimo dopoguerra. Sino ad allora, il Risorgimento, la coscienza e l’orgoglio nazionali erano tali che persino il Fronte popolare si presentavano alle elezioni con un simbolo effige di Garibaldi; ed al referendum del 1946 in tutto il Mezzogiorno la Monarchia ne era uscita in larga maggioranza. Poi, poco alla volta, si è cominciato non solo ad intensificare gli attacchi a Casa Savoia, ma anche a demonizzare il Risorgimento, l’Unità d’Italia, con argomentazioni che sono divenute più persuasive mano a mano che scomparivano i testimoni dell’epoca.
Mi sembra che tutto ciò faccia parte di un programma che rende più facile la disgregazione: il Nord contro il Sud e la supremazia delle Regioni sullo Stato Nazionale. L’assedio di Gaeta non è stato l’assedio dei Savoia. E’ stata un’operazione del processo risorgimentale dello Stato Italiano. Se Gaeta crede di aver sofferto dei danni per quell’assedio dovrebbe rivolgersi allo Stato, non agli Eredi della Dinastia che promosse l’Unità all’Italia. Con questo passo potremmo innescare una serie di cause contro gli eredi di Napoleone, degli Asburgo: Alemanno potrebbe fare causa ai discendenti di Nerone per aver bruciato Roma!
Cogliamo l’occasione per lanciare l’allarme ed invitare tutti a recuperare la conoscenza della cultura italiana e ritrovare l’orgoglio di essere italiani prima di tutto.”

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Questi signori parlano di orgoglio italiano. L’Italia, siamo noi. Voi, originari della Savoia, di lingua francese, non potete parlare, siete senza patria, con gran vergogna avete venduto alla Francia la vostra terra di provenienza: la Savoia, e per fare il paio a Garibaldi, avete svenduto anche la italianissima Nizza.


Per la guerra persa abbiamo dovuto cedere anche l’Istria e la Dalmazia.
Demenziale e stupida è stata la richiesta per danni morali per l’esilio dorato che hanno subito. I Savoia, padre e figlio, han chiesto alla nostra sacra Repubblica nata il 2 giugno del 1946 sulle ceneri della monarchia sabauda, ben 270 milioni di Euro.Il Partito del Sud non criminalizza il risorgimento italiano, ma quello piamontese. Il Risorgimento italiano ha scacciato i Savoia e la loro sanguinaria epopea.



I Tanto bistrattati Borbone difesero sugli spalti di Gaeta, fino alla morte, i veri italiani, il cosiddetto re soldato, Vittorio Emanuele Terzo, fuggì con la corte e con Badoglio verso la vergogna.


La lotta partigiana era iniziata l’11 maggio del 1860 con i contadinii delle due Sicilie chiamati Briganti dai barbari di lingua francese venuti dal Nord.


I morti furono oltre un milione, tutti trucidati, fucilati, torturati, seppelliti vivi. Dopo quella invasione furono costretti all’emigrazione oltre 30 milioni di meridionali, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno avuto. L’assedio di Gaeta è stato un vile attacco ad uno Stato Libero, avvenuto senza dichiarazione di guerra, dall’esercito piemotese e non da quello italiano.


Il Regno d’Italia è nato col sangue meridionale il 17 marzo 1861. Gaeta fu attaccata ai primi di novembre del 1860 e terminò il 13 febbraio del 1861.


I danni della seconda guerra mondiale sono stati pagati dallo stato Italiano, ed oggi Berlusconi sta pagando alla Libia i danni procurati dall’Italia Savoiarda.


La richiesta dei danni di guerra fu avviata il 28 febbraio del 1861 dal Sindaco della città Raffaele Ianni, seguita quella del sindaco Domenico Vellucci, e fu reitareta fino al 1914 dal sindaco Gennaro Migiarra.


I danni furono anche quantificati, su richiesta di Vittorio Emanuele II in visita a Gaeta il 28 aprile del 1862, ma Torino rispose picche.
La richiesta, come si vede non è dell’assessore Ciano, ma dalla città tutta.
160 mila bombe desertificarono e massacrarono la città, con migliaia di morti, ruberie, terre tosate, case svaligiate dalla truppa savoiarda. Amedeo di Savoia, l’estate scorsa, ha avuto l’umiltà di chiedere scusa alla nostra città davanti al Sindaco e all’Arcivescovo di Gaeta.



I Carignano invece ci chiedono 270 milioni di Euro come danno per l’esilio dorato patito.


I Borbone morirono in terra straniera e mai fatti rientare in Italia dagli avi di codesta progenie.


Il partito del Sud chiederà in consiglio comunale anche i danni morali,
oltre a quelli materiali. E le leggi razziali del 1938? chi paga i danni agli ebrei?




Antonio Ciano






Fonte:http://partitodelsudgaeta.wordpress.com/

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