martedì 18 novembre 2008

Quando la satira offende la storia patria


Striscia la Notizia dedica un ampio servizio alla richiesta dell’assessore Ciano di un indennizzo da Casa Savoia



Il sud pontino sotto i riflettori delle due maggiori reti televisive. Sabato sera alle 20 il Tg1 si sofferma su Fondi, alle 20.30 Canale 5 con la sua trasmissione Striscia la notizia si interessa di Gaeta e dell’istanza che l’assessore al demanio Antonio Ciano porta avanti da anni: Casa Savoia
deve indennizzare la città per il luttuoso assedio del 1861 durante il quale vi furono danni ingentissimi a persone e cose, di cui ancora oggi si rilevano le ferite.

Quest’istanza che è sopratutto morale non viene capita nella sua interezza dall’equipe della nota trasmissione del patron Antonio Ricci che ne fa occasione di una feroce satira.
Riportiamo fedelmente i testi, registrando che il principe di Venezia Emanuele Filiberto di Savoia non è stato per nulla all’altezza del suo augusto nonno.
Sulla storia patria non si scherza, mai. Vi sono italiani nel 1861 che sono morti lanciando il grido di guerra ‘Savoia’ e altri che sono parimenti caduti in combattimento difendendo ‘O Re nostro, quello di Napoli.
E ora il resoconto di un servizio che non avremmo voluto vedere: Chiarlie Gnocchi:
«La città di Gaeta vi chiede 500 milioni di euro. Siete sempre nei guai?»
Emanuele Filiberto di Savoia: «A questo punto si. Però, non lo so, se accettano gli assegni forse posso provare a fare qualcosa ».
Gnocchi: «Se lei ha un assegno da 500 milioni di euro e lo vogliamo dare alla città di Gaeta. Se non è uno scherzo, siete coperti?»
Emanuele Filiberto: «No, forse posso prendere i tuoi che sono più coperti». Gnocchi: «Comunque un po’ di denaro e qualcosa per la città di Gaeta
Emanuele Filiberto lei deve fare. Anche lavori socialmente utili. Iniziamo subito a lavorare, a darci da fare, per cercare, comunque, in qualche modo di farci vedere collaborativi e risarcire almeno la memoria della città di Gaeta».
Emanuele Filiberto: «E allora proviamo».
Gnocchi: «E bisogna darsi da fare».
Emanuele Filiberto: «Eh si, per esempio. Io odio la sporcizia. Gaeta con me può diventare la città più pulita del Lazio. Ma poi posso anche occuparmi dei giardini. Guarda posso portarli tranquillamente da qua e li piazzo qua. Questo possiamo farlo a Gaeta (e sposta della carta straccia ndr). Il Re dei Giardini. Gnocchi: «Giardinaggio».
Emanuele Filiberto: «Giardinaggio e infrastrutture. Forse ne hannobisogno». Gnocchi: «Bene, mi fa piacere, ma dobbiamo andare avanti. E sono 500 milioni di euro».
Emanuele Filiberto: «Ebbe, dobbiamo lavorare. Andiamo». Il Re dei Volontari. Gnocchi: «Che possiamo fare?»
Emanuele Filiberto: «Possiamo tenere compagnia agli anziani. Perché io so giocare a carte».
Gnocchi: «Che tipi di carte, che tipi di giochi?»
Emanuele Filiberto: «A briscola, a scopa, a tre sette. Quello che volete. L’hai preso? Vabbè dai!»
Gnocchi: «E’ qualcosa, ma non basta, non basta». Il Re dei cuochi.
Gnocchi: «Eppoi?»
Emanuele Filiberto: «Eppoi, come mi hai detto che non bastava io, posso, dopo la partita di carte, intrattenere le persone preparando un buonpiatto. Per esempio ho preparato pollo e peperoni, piatto tipico romano. Un po’ di spinaci e un po’di patate. Qualche funghetto. Beh qualcosa so fare. Dunque potrò farmi ripagare, vero».
Gnocchi: «Allora amici di Gaeta e amici di Striscia. Non so se riuscirà a farcidare questo risarcimento di 500mila euro. Però ce l’ha messa tutta».
.
Ben diverso, per civiltà e dignitosa franchezza, l’incontro di questa estate tra l’assessore Ciano e il sindaco Raimondi con Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, presente sullo stesso battello inoccasione della processione di Porto Salvo.

M.R.C.I

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Striscia la Notizia dedica un ampio servizio alla richiesta dell’assessore Ciano di un indennizzo da Casa Savoia



Il sud pontino sotto i riflettori delle due maggiori reti televisive. Sabato sera alle 20 il Tg1 si sofferma su Fondi, alle 20.30 Canale 5 con la sua trasmissione Striscia la notizia si interessa di Gaeta e dell’istanza che l’assessore al demanio Antonio Ciano porta avanti da anni: Casa Savoia
deve indennizzare la città per il luttuoso assedio del 1861 durante il quale vi furono danni ingentissimi a persone e cose, di cui ancora oggi si rilevano le ferite.

Quest’istanza che è sopratutto morale non viene capita nella sua interezza dall’equipe della nota trasmissione del patron Antonio Ricci che ne fa occasione di una feroce satira.
Riportiamo fedelmente i testi, registrando che il principe di Venezia Emanuele Filiberto di Savoia non è stato per nulla all’altezza del suo augusto nonno.
Sulla storia patria non si scherza, mai. Vi sono italiani nel 1861 che sono morti lanciando il grido di guerra ‘Savoia’ e altri che sono parimenti caduti in combattimento difendendo ‘O Re nostro, quello di Napoli.
E ora il resoconto di un servizio che non avremmo voluto vedere: Chiarlie Gnocchi:
«La città di Gaeta vi chiede 500 milioni di euro. Siete sempre nei guai?»
Emanuele Filiberto di Savoia: «A questo punto si. Però, non lo so, se accettano gli assegni forse posso provare a fare qualcosa ».
Gnocchi: «Se lei ha un assegno da 500 milioni di euro e lo vogliamo dare alla città di Gaeta. Se non è uno scherzo, siete coperti?»
Emanuele Filiberto: «No, forse posso prendere i tuoi che sono più coperti». Gnocchi: «Comunque un po’ di denaro e qualcosa per la città di Gaeta
Emanuele Filiberto lei deve fare. Anche lavori socialmente utili. Iniziamo subito a lavorare, a darci da fare, per cercare, comunque, in qualche modo di farci vedere collaborativi e risarcire almeno la memoria della città di Gaeta».
Emanuele Filiberto: «E allora proviamo».
Gnocchi: «E bisogna darsi da fare».
Emanuele Filiberto: «Eh si, per esempio. Io odio la sporcizia. Gaeta con me può diventare la città più pulita del Lazio. Ma poi posso anche occuparmi dei giardini. Guarda posso portarli tranquillamente da qua e li piazzo qua. Questo possiamo farlo a Gaeta (e sposta della carta straccia ndr). Il Re dei Giardini. Gnocchi: «Giardinaggio».
Emanuele Filiberto: «Giardinaggio e infrastrutture. Forse ne hannobisogno». Gnocchi: «Bene, mi fa piacere, ma dobbiamo andare avanti. E sono 500 milioni di euro».
Emanuele Filiberto: «Ebbe, dobbiamo lavorare. Andiamo». Il Re dei Volontari. Gnocchi: «Che possiamo fare?»
Emanuele Filiberto: «Possiamo tenere compagnia agli anziani. Perché io so giocare a carte».
Gnocchi: «Che tipi di carte, che tipi di giochi?»
Emanuele Filiberto: «A briscola, a scopa, a tre sette. Quello che volete. L’hai preso? Vabbè dai!»
Gnocchi: «E’ qualcosa, ma non basta, non basta». Il Re dei cuochi.
Gnocchi: «Eppoi?»
Emanuele Filiberto: «Eppoi, come mi hai detto che non bastava io, posso, dopo la partita di carte, intrattenere le persone preparando un buonpiatto. Per esempio ho preparato pollo e peperoni, piatto tipico romano. Un po’ di spinaci e un po’di patate. Qualche funghetto. Beh qualcosa so fare. Dunque potrò farmi ripagare, vero».
Gnocchi: «Allora amici di Gaeta e amici di Striscia. Non so se riuscirà a farcidare questo risarcimento di 500mila euro. Però ce l’ha messa tutta».
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Ben diverso, per civiltà e dignitosa franchezza, l’incontro di questa estate tra l’assessore Ciano e il sindaco Raimondi con Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, presente sullo stesso battello inoccasione della processione di Porto Salvo.

M.R.C.I

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