lunedì 4 marzo 2024

PdS, Cuccurese: “Tempo pieno per bambini, Firenze batte Palermo 96 a 6. Razzismo di Stato”


Ancora solo in pochi lo sanno, ma, nel Bel Paese, la ripartizione dei “pani” e dei “pesci” tra i “fratelli d’Italia”, fuori metafora, delle risorse per finanziare i servizi che dovrebbero garantire a tutti i cittadini italiani l’accesso ai diritti alla salute, all’istruzione, alla mobilità, etc., non viene fatta, come prescriverebbe la Costituzione, sulla base del criterio di equità, dare di più a chi a di meno, don Lorenzo Milani docet. Bensì, all’opposto, sulla base della “leva di maiale” della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, toglie ai poveri per dare ai ricchi.

Così, ogni benedetto anno ai “fratellastri” del Sud Italia vengono assegnati circa 60miliardi di euro in meno di asili nido, scuole sicure, mense scolstiche, medici, paramedici, assistenti sociali, educatori, bus, autisti, treni ad alta velocità, autostrade, superstrade, etc., e ai “fratelli” del Nord Italia, di contro, 60miliardi in più di servizi vari. Tanto, lo si sa, su al Nord ci sono le formiche virtuose, mentre giù al Sud ci sono le cicale scioperate che campano sulle spalle delle prime. Questo lo spregevole pregiudizio antimeridionale che, ancora oggi, occulta i dati dell’operazione verità sulla ripartizione territoriale della spesa pubblica complessiva pro-capite: un vero e proprio scippo di Stato, che, a Costituzione rovescita, il regionalismo predatorio differenziato vorrebbe cristalizzare, se non acuire ulteriormente. 

Di recente, sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, via social, nel commentare i dati pubblicati da Save the Children sugli alunni delle scuole primarie che in Italia hanno accesso alle mense e al tempo pieno, ha osservato: “In Italia (con la media del pollo) poco più di un bambino su due frequenta una mensa scolastica, perciò può avere il tempo pieno, ma con gravi differenze territoriali: ad esempio a Palermo, Siracusa e Ragusa la percentuale è del 6-8%, mentre a Firenze raggiunge il 96%“. I bambini del Sud – ha proseguito – per questo Stato contano meno e non meritano per chi governa, grazie al razzismo di Stato e cioè con tutta evidenza ad un pregiudizio antropologico, gli stessi servizi dei bambini del Centro-Nord“. “È chiaro – ha concluso Cuccurese – che uno Stato che discrimina in questo modo più di un terzo dei propri cittadini non ha un grande futuro davanti a sé“.

Fonte: VesuvianoNews - articolo di Salvatore Lucchese


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Ancora solo in pochi lo sanno, ma, nel Bel Paese, la ripartizione dei “pani” e dei “pesci” tra i “fratelli d’Italia”, fuori metafora, delle risorse per finanziare i servizi che dovrebbero garantire a tutti i cittadini italiani l’accesso ai diritti alla salute, all’istruzione, alla mobilità, etc., non viene fatta, come prescriverebbe la Costituzione, sulla base del criterio di equità, dare di più a chi a di meno, don Lorenzo Milani docet. Bensì, all’opposto, sulla base della “leva di maiale” della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, toglie ai poveri per dare ai ricchi.

Così, ogni benedetto anno ai “fratellastri” del Sud Italia vengono assegnati circa 60miliardi di euro in meno di asili nido, scuole sicure, mense scolstiche, medici, paramedici, assistenti sociali, educatori, bus, autisti, treni ad alta velocità, autostrade, superstrade, etc., e ai “fratelli” del Nord Italia, di contro, 60miliardi in più di servizi vari. Tanto, lo si sa, su al Nord ci sono le formiche virtuose, mentre giù al Sud ci sono le cicale scioperate che campano sulle spalle delle prime. Questo lo spregevole pregiudizio antimeridionale che, ancora oggi, occulta i dati dell’operazione verità sulla ripartizione territoriale della spesa pubblica complessiva pro-capite: un vero e proprio scippo di Stato, che, a Costituzione rovescita, il regionalismo predatorio differenziato vorrebbe cristalizzare, se non acuire ulteriormente. 

Di recente, sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, via social, nel commentare i dati pubblicati da Save the Children sugli alunni delle scuole primarie che in Italia hanno accesso alle mense e al tempo pieno, ha osservato: “In Italia (con la media del pollo) poco più di un bambino su due frequenta una mensa scolastica, perciò può avere il tempo pieno, ma con gravi differenze territoriali: ad esempio a Palermo, Siracusa e Ragusa la percentuale è del 6-8%, mentre a Firenze raggiunge il 96%“. I bambini del Sud – ha proseguito – per questo Stato contano meno e non meritano per chi governa, grazie al razzismo di Stato e cioè con tutta evidenza ad un pregiudizio antropologico, gli stessi servizi dei bambini del Centro-Nord“. “È chiaro – ha concluso Cuccurese – che uno Stato che discrimina in questo modo più di un terzo dei propri cittadini non ha un grande futuro davanti a sé“.

Fonte: VesuvianoNews - articolo di Salvatore Lucchese


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