Di Antonio Luongo
Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.
COMUNICATO STAMPA Dopo un percorso durato alcuni mesi, anche con incontri diretti sempre all'insegna della cordiale collaborazione...
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
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I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
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Di Antonio Luongo
Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.
Di Antonio Luongo
Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.
Non è trascorsa neanche una settimana dal Forum sorrentino “Vieni al Sud” promosso dalla Ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna da Salerno che si copre che quello che, grazie ai presunti miracoli di “Santo” Mario Draghi da Roma, è stato propagandisticamente presentato come il “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo” continua, invece, a subire “scippi” su “scippi” a tutto vantaggio dell’oramai famigerata locomotiva Nord.
Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Fondi alle Università, Sud penalizzato dal meccanismo iniquo che premia un Nord già ricco. Continuano così le prediche a vuoto, come quella del Forum di Sorrento, sulla volontà di fare sviluppare il Mezzogiorno, mentre si procede come sempre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti privilegiando una parte, la solita”. “Il sistema – ha concluso Cuccurese – ricalca quello aberrante degli asili nido per cui i soldi pubblici vanno alle realtà in cui le strutture già esistono”.
Insomma, altro che “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo”. Purtroppo, il Sud continua ad essere trattato, invece, come la solita colonia estrattiva interna di risorse ad opera di un sistema Nord sempre più bulimico.
Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese
Non è trascorsa neanche una settimana dal Forum sorrentino “Vieni al Sud” promosso dalla Ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna da Salerno che si copre che quello che, grazie ai presunti miracoli di “Santo” Mario Draghi da Roma, è stato propagandisticamente presentato come il “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo” continua, invece, a subire “scippi” su “scippi” a tutto vantaggio dell’oramai famigerata locomotiva Nord.
Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Fondi alle Università, Sud penalizzato dal meccanismo iniquo che premia un Nord già ricco. Continuano così le prediche a vuoto, come quella del Forum di Sorrento, sulla volontà di fare sviluppare il Mezzogiorno, mentre si procede come sempre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti privilegiando una parte, la solita”. “Il sistema – ha concluso Cuccurese – ricalca quello aberrante degli asili nido per cui i soldi pubblici vanno alle realtà in cui le strutture già esistono”.
Insomma, altro che “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo”. Purtroppo, il Sud continua ad essere trattato, invece, come la solita colonia estrattiva interna di risorse ad opera di un sistema Nord sempre più bulimico.
Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese
di Natale Cuccurese
Con la foto fra il sorridente ministro Brunetta (il più acerrimo nemico del South working) che ha dichiarato che non c’è una questione meridionale, ma mediterranea e la ministra Gelmini, che sul tavolo nazionale vuole mettere in “soffitta” i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni) a proposito di Autonomia differenziata (sul tema segnalo l’interrogazione da poco presentata dalla Capogruppo di ManifestA alla Camera, On. Simona Suriano, realizzata in collaborazione con il Laboratorio la Riscossa del Sud), la ministra del Sud Carfagna ci ha deliziato il fine settimana organizzando il Forum del Sud di Sorrento.
Una specie di “sagra del piatto di lenticchie” tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di “svendere” gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, in questo momento quanto mai prezioso. Intendiamoci, è sempre bene che il Governo si interessi al Mezzogiorno e ne discuta, ma indicare i rigassificatori come priorità non pare proprio il massimo.
Particolarmente preoccupante il riferimento alla “sostituzione da parte della cabina di regia delle amministrazioni lente o inadempienti” a proposito di PNRR. Eppure da mesi denunciamo la situazione delle amministrazioni del Sud in condizioni di emergenza, con poco personale tecnico e impossibilitate a rispettati i tempi stretti richiesti nella presentazione dei progetti, causa i tagli imposti dai governi da più di un decennio causa austerity e spending review. Tagli che hanno colpito in misura molto maggiore le amministrazioni del Sud.
Inutile richiamare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 120 di una Costituzione che con tutta evidenza non è più in vigore da tempo in Italia. Certo sarebbe stato carino avvisare i cittadini che, per i fondi del PNRR, fra bandi che spariscono, allocazioni che cambiano, criteri che mancano, sarà molto difficile raggiungere quel 40% di fondi destinati al Mezzogiorno dal totale di 191,5 miliardi in arrivo dalla UE. Percentuale che la ministra del Sud però continua a ripetere che arriverà a destinazione, come un mantra autoassolutorio. Questo a maggior ragione se improvvisamente le “ferree” regole del PNRR, oggi con la guerra in Ucraina, pare diventino carta straccia. Si finanzieranno infatti anche opere inquinanti legate a petrolio e gas, ovviamente partendo dai nuovi rigassificatori da collocarsi nel Mezzogiorno, così come detto dalla ministra Carfagna a Sorrento. E la transizione ecologica? Ma, figuriamoci, il Sud dietro le belle parole, è solo e come sempre visto esclusivamente come colonia estrattiva e se si inquina e sfrutta, poco male.
Eppure il ministro Franco ha snocciolato tutte le problematiche che da sempre affliggono il Mezzogiorno e che da sempre denunciamo e nel suo caso non è neppure la prima volta. Problematiche che con tutta evidenza sono quindi ben conosciute dal Governo, quello che manca sono le soluzioni o forse la volontà di ricercarle e applicarle. Dice infatti il ministro Franco: “Il PIL pro capite è al Sud il 55% di quello del Nord. È un divario enorme”. Per conseguire tassi di crescita più robusti è cruciale imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Il PNRR è un’opportunità nuova”, ma da solo non basta. Bisogna utilizzare tutti i fondi a disposizione e “saper spendere” le risorse, con una capacità “adeguata” di realizzare i progetti. L’ampiezza dei divari e il loro perdurare nel tempo indicano che i ritardi del Mezzogiorno non possono essere riassorbiti solo con un piano di 6 anni, per quanto ben congegnato. Il PNRR è fondamentale, ma non basta, dobbiamo esserne consapevoli. Per un tema di questa portata serve una strategia politica economica del Paese che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione. A partire dai Fondi strutturali europei e dai fondi Sviluppo e coesione in un’ottica di complementarietà che vada oltre l’orizzonte temporale del Piano.
Tutto corretto, ma tutte cose che se restano solo proclami, si rivelano per quello che sono: propaganda utile solo a dare speranze ai cittadini meridionali così da raccattare qualche “voto ingenuo”.
Infatti, resta evidente che a Sorrento ha giocato a tutto campo, ma sempre a favore del Partito Unico del Nord, la ministra del Sud Mara Carfagna. Incalzata (come raramente accade) dalle domande dei giornalisti, ha rassicurato su ogni fronte, spostando l’arrivo di fondi per il Sud in un prossimo immaginifico futuro, ma garantendo sempre e comunque la quota del 40% al Sud, mentre le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha affermato di evitare le “pigre interpretazioni sul Sud” sono consolatorie, ma bisogna capire, appunto, se saranno foriere di iniziative concrete anche sulle infrastrutture, dato che adesso il Mezzogiorno è visto come hub del gas, anche questo principalmente nell’interesse del Nord, data la crisi in corso. Comunque, nel caso, ben vengano infrastrutture e collegamenti migliori che si aspettavano da decenni, anche se ancora una volta si nota il disinteresse riguardo le vocazioni produttive del Mezzogiorno.
Manca ad esempio dal dibattito il potenziamento della capacità produttiva di industria e servizi avanzati al Sud. Il PNRR destina a questo risorse per oltre 13 miliardi a Industria 4.0, che sarà utilizzata in larga parte al Nord, nei soli territori della cosiddetta “locomotiva”. Bisognerebbe accompagnare la transizione digitale ed energetica, non coi rigassificatori, ma con grandi iniziative di politiche pubbliche favorendo la nascita di occupazione di qualità nel Meridione. Non a caso tra le cinque Regioni di Paesi europei nelle quali il tasso d’occupazione è peggiore, ben 4, secondo i dati Eurostat di dieci giorni fa, sono italiane. Si tratta, nell’ordine, di Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%), Campania (41,3%), Calabria (42%) e Puglia (46,7%), mentre il tasso medio per l’Ue a 27 è del 68,4%. Assieme alle quattro regioni italiane c’è anche la Guyana francese, che si trova però in Sudamerica, a testimoniare la condizione coloniale che affligge il Sud. Così si favoriscono solo la fuga dei cervelli e la desertificazione demografica.
Non a caso pochi giorni fa il presidente della SVIMEZ, Adriano Giannola ha denunciato senza mezzi termini un’altra emergenza: “I bandi PNRR sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare: “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.
Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del Paese per realizzare i servizi dove necessario”.
L’immagine più distorta che arriva da Sorrento è ancora quella leghista, cioè del Meridione come un luogo d’elezione dell’impiego pubblico, mentre come detto abbiamo il problema opposto: le strutture statali del Sud sono sotto organico e andrebbero potenziate. Bisognerebbe assumere negli uffici di programmazione come negli asili, mentre il MIUR formula una norma che scaverà un enorme fossato tra università del Nord e del Sud. E così, come da decenni, ancora si parla per il solo Mezzogiorno di investimenti a rischio mafie, pericolo sicuramente vero, ma anche al Nord le mafie sono ben presenti come dimostra, fra gli altri il processo AEmilia. E poi, diciamocelo, perché discriminare e penalizzare solo i territori del Sud quando “la linea della palma” ha da tempo scavalcato le Alpi. Ma, poi, queste mafie non dovrebbe sconfiggerle lo Stato?! Perché non lo fa?!
Fonte: Transform!italia
di Natale Cuccurese
Con la foto fra il sorridente ministro Brunetta (il più acerrimo nemico del South working) che ha dichiarato che non c’è una questione meridionale, ma mediterranea e la ministra Gelmini, che sul tavolo nazionale vuole mettere in “soffitta” i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni) a proposito di Autonomia differenziata (sul tema segnalo l’interrogazione da poco presentata dalla Capogruppo di ManifestA alla Camera, On. Simona Suriano, realizzata in collaborazione con il Laboratorio la Riscossa del Sud), la ministra del Sud Carfagna ci ha deliziato il fine settimana organizzando il Forum del Sud di Sorrento.
Una specie di “sagra del piatto di lenticchie” tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di “svendere” gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, in questo momento quanto mai prezioso. Intendiamoci, è sempre bene che il Governo si interessi al Mezzogiorno e ne discuta, ma indicare i rigassificatori come priorità non pare proprio il massimo.
Particolarmente preoccupante il riferimento alla “sostituzione da parte della cabina di regia delle amministrazioni lente o inadempienti” a proposito di PNRR. Eppure da mesi denunciamo la situazione delle amministrazioni del Sud in condizioni di emergenza, con poco personale tecnico e impossibilitate a rispettati i tempi stretti richiesti nella presentazione dei progetti, causa i tagli imposti dai governi da più di un decennio causa austerity e spending review. Tagli che hanno colpito in misura molto maggiore le amministrazioni del Sud.
Inutile richiamare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 120 di una Costituzione che con tutta evidenza non è più in vigore da tempo in Italia. Certo sarebbe stato carino avvisare i cittadini che, per i fondi del PNRR, fra bandi che spariscono, allocazioni che cambiano, criteri che mancano, sarà molto difficile raggiungere quel 40% di fondi destinati al Mezzogiorno dal totale di 191,5 miliardi in arrivo dalla UE. Percentuale che la ministra del Sud però continua a ripetere che arriverà a destinazione, come un mantra autoassolutorio. Questo a maggior ragione se improvvisamente le “ferree” regole del PNRR, oggi con la guerra in Ucraina, pare diventino carta straccia. Si finanzieranno infatti anche opere inquinanti legate a petrolio e gas, ovviamente partendo dai nuovi rigassificatori da collocarsi nel Mezzogiorno, così come detto dalla ministra Carfagna a Sorrento. E la transizione ecologica? Ma, figuriamoci, il Sud dietro le belle parole, è solo e come sempre visto esclusivamente come colonia estrattiva e se si inquina e sfrutta, poco male.
Eppure il ministro Franco ha snocciolato tutte le problematiche che da sempre affliggono il Mezzogiorno e che da sempre denunciamo e nel suo caso non è neppure la prima volta. Problematiche che con tutta evidenza sono quindi ben conosciute dal Governo, quello che manca sono le soluzioni o forse la volontà di ricercarle e applicarle. Dice infatti il ministro Franco: “Il PIL pro capite è al Sud il 55% di quello del Nord. È un divario enorme”. Per conseguire tassi di crescita più robusti è cruciale imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Il PNRR è un’opportunità nuova”, ma da solo non basta. Bisogna utilizzare tutti i fondi a disposizione e “saper spendere” le risorse, con una capacità “adeguata” di realizzare i progetti. L’ampiezza dei divari e il loro perdurare nel tempo indicano che i ritardi del Mezzogiorno non possono essere riassorbiti solo con un piano di 6 anni, per quanto ben congegnato. Il PNRR è fondamentale, ma non basta, dobbiamo esserne consapevoli. Per un tema di questa portata serve una strategia politica economica del Paese che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione. A partire dai Fondi strutturali europei e dai fondi Sviluppo e coesione in un’ottica di complementarietà che vada oltre l’orizzonte temporale del Piano.
Tutto corretto, ma tutte cose che se restano solo proclami, si rivelano per quello che sono: propaganda utile solo a dare speranze ai cittadini meridionali così da raccattare qualche “voto ingenuo”.
Infatti, resta evidente che a Sorrento ha giocato a tutto campo, ma sempre a favore del Partito Unico del Nord, la ministra del Sud Mara Carfagna. Incalzata (come raramente accade) dalle domande dei giornalisti, ha rassicurato su ogni fronte, spostando l’arrivo di fondi per il Sud in un prossimo immaginifico futuro, ma garantendo sempre e comunque la quota del 40% al Sud, mentre le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha affermato di evitare le “pigre interpretazioni sul Sud” sono consolatorie, ma bisogna capire, appunto, se saranno foriere di iniziative concrete anche sulle infrastrutture, dato che adesso il Mezzogiorno è visto come hub del gas, anche questo principalmente nell’interesse del Nord, data la crisi in corso. Comunque, nel caso, ben vengano infrastrutture e collegamenti migliori che si aspettavano da decenni, anche se ancora una volta si nota il disinteresse riguardo le vocazioni produttive del Mezzogiorno.
Manca ad esempio dal dibattito il potenziamento della capacità produttiva di industria e servizi avanzati al Sud. Il PNRR destina a questo risorse per oltre 13 miliardi a Industria 4.0, che sarà utilizzata in larga parte al Nord, nei soli territori della cosiddetta “locomotiva”. Bisognerebbe accompagnare la transizione digitale ed energetica, non coi rigassificatori, ma con grandi iniziative di politiche pubbliche favorendo la nascita di occupazione di qualità nel Meridione. Non a caso tra le cinque Regioni di Paesi europei nelle quali il tasso d’occupazione è peggiore, ben 4, secondo i dati Eurostat di dieci giorni fa, sono italiane. Si tratta, nell’ordine, di Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%), Campania (41,3%), Calabria (42%) e Puglia (46,7%), mentre il tasso medio per l’Ue a 27 è del 68,4%. Assieme alle quattro regioni italiane c’è anche la Guyana francese, che si trova però in Sudamerica, a testimoniare la condizione coloniale che affligge il Sud. Così si favoriscono solo la fuga dei cervelli e la desertificazione demografica.
Non a caso pochi giorni fa il presidente della SVIMEZ, Adriano Giannola ha denunciato senza mezzi termini un’altra emergenza: “I bandi PNRR sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare: “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.
Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del Paese per realizzare i servizi dove necessario”.
L’immagine più distorta che arriva da Sorrento è ancora quella leghista, cioè del Meridione come un luogo d’elezione dell’impiego pubblico, mentre come detto abbiamo il problema opposto: le strutture statali del Sud sono sotto organico e andrebbero potenziate. Bisognerebbe assumere negli uffici di programmazione come negli asili, mentre il MIUR formula una norma che scaverà un enorme fossato tra università del Nord e del Sud. E così, come da decenni, ancora si parla per il solo Mezzogiorno di investimenti a rischio mafie, pericolo sicuramente vero, ma anche al Nord le mafie sono ben presenti come dimostra, fra gli altri il processo AEmilia. E poi, diciamocelo, perché discriminare e penalizzare solo i territori del Sud quando “la linea della palma” ha da tempo scavalcato le Alpi. Ma, poi, queste mafie non dovrebbe sconfiggerle lo Stato?! Perché non lo fa?!
Fonte: Transform!italia
Di Antonio Luongo
Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.
Di Antonio Luongo
Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.
Di Antonio Luongo
Ieri pomeriggio sono stato al PAN Palazzo delle Arti Napoli, per partecipare all'assemblea pubblica contro la privatizzazione del beni culturali, in rappresentanza del Partito del Sud.
Di Antonio Luongo
Ieri pomeriggio sono stato al PAN Palazzo delle Arti Napoli, per partecipare all'assemblea pubblica contro la privatizzazione del beni culturali, in rappresentanza del Partito del Sud.
Il Gruppo parlamentare Manifesta e il Laboratorio per la Riscossa del Sud (Lab-Sud) incalzano il Governo dei cosiddetti “migliori” sui temi relativi alla “nuova questione meridionale”, aggiungendo, così, un altro tassello fondamentale al processo di costruzione della rappresentanza politica di 20 milioni di cittadini, che, da circa un trentennio, non hanno più voce, se non quella dei loro oppressori.
In estrema sintesi, ciò è quanto emerge dal comunicato stampa diffuso da Lab-Sud tramite la sua pagina Facebook istituzionale.
“Il Laboratorio per la Riscossa del Sud – recita il comunicato stampa – è lieto di annunciare che grazie alla collaborazione con il Gruppo Parlamentare Manifesta ha iniziato a portare le tematiche meridionaliste gramsciane direttamente in Parlamento, a partire da una Interrogazione che chiede conto di alcuni aspetti dell’Autonomia differenziata legati ai Lep, la cui definizione attende dal 2001 e che da indiscrezioni giornalistiche, per volontà politica, addirittura ora andrebbero in ‘soffitta’”.
“Ringraziamo pertanto – prosegue Lab-Sud – sia la Capogruppo di Manifesta Simona Suriano, per la disponibilità nei nostri confronti da sempre dimostrata e per avere presentato come prima firmataria l’Interrogazione in oggetto in Parlamento, sia i co-firmatari On. Ehm Yana Chiara del Gruppo Manifesta e gli On. Baroni Massimo Enrico e Pino Cabras del Gruppo Alternativa”.
“Il riscatto del Sud – si conclude nel comunicato stampa – inizia anche dal portare direttamente in Parlamento e dar voce e visibilità a temi della scottante attualità legati alla mai risolta Questione meridionale, per sostenere oggi e poi rinforzare sempre di più quella rappresentanza del Mezzogiorno a schiena dritta di cui si sente da sempre la necessità e l’urgenza al fine di superare quelle sperequazioni territoriali e sociali che minano l’unità stessa del Paese”.
Fonte: VesuvianoNews-articolo Salvatore Lucchese
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Il Gruppo parlamentare Manifesta e il Laboratorio per la Riscossa del Sud (Lab-Sud) incalzano il Governo dei cosiddetti “migliori” sui temi relativi alla “nuova questione meridionale”, aggiungendo, così, un altro tassello fondamentale al processo di costruzione della rappresentanza politica di 20 milioni di cittadini, che, da circa un trentennio, non hanno più voce, se non quella dei loro oppressori.
In estrema sintesi, ciò è quanto emerge dal comunicato stampa diffuso da Lab-Sud tramite la sua pagina Facebook istituzionale.
“Il Laboratorio per la Riscossa del Sud – recita il comunicato stampa – è lieto di annunciare che grazie alla collaborazione con il Gruppo Parlamentare Manifesta ha iniziato a portare le tematiche meridionaliste gramsciane direttamente in Parlamento, a partire da una Interrogazione che chiede conto di alcuni aspetti dell’Autonomia differenziata legati ai Lep, la cui definizione attende dal 2001 e che da indiscrezioni giornalistiche, per volontà politica, addirittura ora andrebbero in ‘soffitta’”.
“Ringraziamo pertanto – prosegue Lab-Sud – sia la Capogruppo di Manifesta Simona Suriano, per la disponibilità nei nostri confronti da sempre dimostrata e per avere presentato come prima firmataria l’Interrogazione in oggetto in Parlamento, sia i co-firmatari On. Ehm Yana Chiara del Gruppo Manifesta e gli On. Baroni Massimo Enrico e Pino Cabras del Gruppo Alternativa”.
“Il riscatto del Sud – si conclude nel comunicato stampa – inizia anche dal portare direttamente in Parlamento e dar voce e visibilità a temi della scottante attualità legati alla mai risolta Questione meridionale, per sostenere oggi e poi rinforzare sempre di più quella rappresentanza del Mezzogiorno a schiena dritta di cui si sente da sempre la necessità e l’urgenza al fine di superare quelle sperequazioni territoriali e sociali che minano l’unità stessa del Paese”.
Fonte: VesuvianoNews-articolo Salvatore Lucchese
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Nel segno delle politiche etno-liberiste ancora oggi imperanti, il Governo dei “migliori”, guidato dal “messia” Draghi, prosegue nel modo peggiore possibile le sue scellerate politiche di privatizzazione, precarizzazione ed allocazione delle risorse pubbliche sia ordinarie che straordinarie a favore della sgangherata “locomotiva” Nord. Il tutto non solo a discapito del Sud, ma anche della tenuta unitaria di un Paese, che, in uno scenario internazionale caratterizzato dalla pandemia e dalla guerra russo-ucraina, diverrà sempre più diviso e diseguale .
Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, nel commentare l’articolo dell’economista Gianfranco Viesti su Fondi “scippati” al Sud. Contro il ministero scatta il ricorso al Tar, ha osservato: “Per realizzare gli obiettivi del PNRR non si possono fare parti uguali tra Atenei resi diseguali negli anni da criteri di attribuzione delle risorse in base a indicatori di ricchezza socio-economica del contesto”.
Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese
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Nel segno delle politiche etno-liberiste ancora oggi imperanti, il Governo dei “migliori”, guidato dal “messia” Draghi, prosegue nel modo peggiore possibile le sue scellerate politiche di privatizzazione, precarizzazione ed allocazione delle risorse pubbliche sia ordinarie che straordinarie a favore della sgangherata “locomotiva” Nord. Il tutto non solo a discapito del Sud, ma anche della tenuta unitaria di un Paese, che, in uno scenario internazionale caratterizzato dalla pandemia e dalla guerra russo-ucraina, diverrà sempre più diviso e diseguale .
Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, nel commentare l’articolo dell’economista Gianfranco Viesti su Fondi “scippati” al Sud. Contro il ministero scatta il ricorso al Tar, ha osservato: “Per realizzare gli obiettivi del PNRR non si possono fare parti uguali tra Atenei resi diseguali negli anni da criteri di attribuzione delle risorse in base a indicatori di ricchezza socio-economica del contesto”.
Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese
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La ristrutturazione capitalista che, all’insegna della “distruzione creativa”, sta drammaticamente attraversando gli assetti politico-economico-finanziari a livello globale in Italia si declina in termini etno-liberisti: concentrazione delle risorse pubbliche sia ordinarie che straordinarie nell’area “virtuosa” del Paese, la presunta, ma, in realtà, sgangherata “locomotiva” Nord, a tutto discapito della “carrozza” Sud, considerata, storicamente, come la “palla al piede” del Paese, come la “parte cattiva dell’Italia”.
Il tutto condito, da un “sano”, si fa per dire, razzismo di Stato di ascendenza lombrosiana condiviso da tutte le forze politiche sedicenti nazionali – Lega Nord, Partito democratico, Forza Italia e Movimento 5 Stelle – riunitesi sotto la guida di Draghi nell’attuale “comitato d’affari” egemonizzato dalla solita borghesia predona nord-centrica, che ha nell’Università Bocconi di Milano uno dei suoi principali “megafoni” ideologici e nell’Unione Europea il suo principale garante “interessato”.
Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, attraverso i suoi canali social, ha denunciato: “Alla Commissione Europea con tutta evidenza non interessa il Mezzogiorno. Già si era visto con il Pnrr, dove, a parte le dichiarazioni di facciata, la Commissione Ue non aveva battuto ciglio sul piano inviato in Europa la scorsa estate da Draghi dove la quota riservata al Sud era il 16% anziché il 65%, richiesto a chiacchiere dalla Ue, poi ridimensionato al 40% dal governo che, pescato con le mani nella marmellata, è dovuto correre ai ripari, ma sempre solo a chiacchiere”.
“Così – ha proseguito – arriviamo oggi a ben nove città italiane scelte dalla Ue, ma nessuna del Mezzogiorno. Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino sono tra le 100 città europee che parteciperanno alla missione Ue per 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030”.
“Tra le 100 città prescelte – ha precisato Cuccurese – ce ne sono anche 12 al di fuori dell’Unione Europea ma associate al programma Horizon Europe: Sono Elbasan in Albania, Sarajevo in Bosnia Erzegovina, Reykjavík in Islanda, Eilat in Israele, Podgorica in Montenegro, Oslo, Stavenger e Trondheim in Norvegia, Istanbul e Izmir in Turchia, Bristol e Glasgow nel Regno Unito. Città scelte ovunque, ma nessuna del Sud Italia”. Anche per la Ue – ha concluso – viene prima il Nord, d’altra parte anche il progetto dell’autonomia differenziata nasce dall’Europa”.
Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese
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La ristrutturazione capitalista che, all’insegna della “distruzione creativa”, sta drammaticamente attraversando gli assetti politico-economico-finanziari a livello globale in Italia si declina in termini etno-liberisti: concentrazione delle risorse pubbliche sia ordinarie che straordinarie nell’area “virtuosa” del Paese, la presunta, ma, in realtà, sgangherata “locomotiva” Nord, a tutto discapito della “carrozza” Sud, considerata, storicamente, come la “palla al piede” del Paese, come la “parte cattiva dell’Italia”.
Il tutto condito, da un “sano”, si fa per dire, razzismo di Stato di ascendenza lombrosiana condiviso da tutte le forze politiche sedicenti nazionali – Lega Nord, Partito democratico, Forza Italia e Movimento 5 Stelle – riunitesi sotto la guida di Draghi nell’attuale “comitato d’affari” egemonizzato dalla solita borghesia predona nord-centrica, che ha nell’Università Bocconi di Milano uno dei suoi principali “megafoni” ideologici e nell’Unione Europea il suo principale garante “interessato”.
Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, attraverso i suoi canali social, ha denunciato: “Alla Commissione Europea con tutta evidenza non interessa il Mezzogiorno. Già si era visto con il Pnrr, dove, a parte le dichiarazioni di facciata, la Commissione Ue non aveva battuto ciglio sul piano inviato in Europa la scorsa estate da Draghi dove la quota riservata al Sud era il 16% anziché il 65%, richiesto a chiacchiere dalla Ue, poi ridimensionato al 40% dal governo che, pescato con le mani nella marmellata, è dovuto correre ai ripari, ma sempre solo a chiacchiere”.
“Così – ha proseguito – arriviamo oggi a ben nove città italiane scelte dalla Ue, ma nessuna del Mezzogiorno. Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino sono tra le 100 città europee che parteciperanno alla missione Ue per 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030”.
“Tra le 100 città prescelte – ha precisato Cuccurese – ce ne sono anche 12 al di fuori dell’Unione Europea ma associate al programma Horizon Europe: Sono Elbasan in Albania, Sarajevo in Bosnia Erzegovina, Reykjavík in Islanda, Eilat in Israele, Podgorica in Montenegro, Oslo, Stavenger e Trondheim in Norvegia, Istanbul e Izmir in Turchia, Bristol e Glasgow nel Regno Unito. Città scelte ovunque, ma nessuna del Sud Italia”. Anche per la Ue – ha concluso – viene prima il Nord, d’altra parte anche il progetto dell’autonomia differenziata nasce dall’Europa”.
Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese
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