mercoledì 27 gennaio 2021

27 GENNAIO-GIORNATA DELLA MEMORIA. SE SI DIMENTICA IL PASSATO...SI RITORNA AL PASSATO...


Di Natale Cuccurese

Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista.

In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri, disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori, obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto.


La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime moltissimi cittadini italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone (nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele, di cui come PdelSUD abbiamo sostenuto in Commissione Toponomastica, tramite il nostro rappresentante e su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, la delibera, poi approvata, per l’apposizione di una targa commemorativa a Napoli.

Basta ricordare questi nomi, vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano mai più, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia, in Europa e nel Mondo vergognose pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre religioni, altre minoranze.

Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una ipocrisia atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del PdelSUD ce ne stiamo facendo portavoce proprio a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che in gran parte oggi commemora, ma che in realtà non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 o al recente rientro in Italia della salma di Vittorio Emanuele III a spese della comunità ed in gran riserbo.

Oppure, ancor più grave, il degrado del dibattito politico, troppo spesso focalizzato su muri da innalzare, porti chiusi, atteggiamenti e parole xenofe e razziste usati sempre più spesso da parte di una destra becera e razzista.

Quando poi si arriva a questa data c'è sempre qualcuno che tira fuori il "si, però ci sono stati anche altri massacri e genocidi nella storia".
E' purtroppo vero, stragi anche durante le repressioni del cosiddetto brigantaggio ve ne furono anche al Sud ed è giusto e doveroso ricordarle, ma non c'è contrapposizione alcuna. Ogni genocidio, ogni massacro è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè mostruosità di ogni tipo non si ripetano a danno di nessuno.
Ben venga pertanto oggi questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una lettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta, oggi più che mai, contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.

Anche per questo l'invito è di recarsi all’Ufficio Anagrafe del proprio Comune di residenza dove sono disponibili i moduli per raccolta firme a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli nazisti e fascisti".
Iniziativa promossa dall'Anagrafe Nazionale Antifascista (comune virtuale, senza confini e unito dai valori dell'antifascismo, nato da un'idea dal comune di Sant'Anna di Stazzema).
Maggiori dettagli al sito https://anagrafeantifascista.it



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Di Natale Cuccurese

Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista.

In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri, disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori, obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto.


La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime moltissimi cittadini italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone (nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele, di cui come PdelSUD abbiamo sostenuto in Commissione Toponomastica, tramite il nostro rappresentante e su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, la delibera, poi approvata, per l’apposizione di una targa commemorativa a Napoli.

Basta ricordare questi nomi, vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano mai più, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia, in Europa e nel Mondo vergognose pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre religioni, altre minoranze.

Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una ipocrisia atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del PdelSUD ce ne stiamo facendo portavoce proprio a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che in gran parte oggi commemora, ma che in realtà non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 o al recente rientro in Italia della salma di Vittorio Emanuele III a spese della comunità ed in gran riserbo.

Oppure, ancor più grave, il degrado del dibattito politico, troppo spesso focalizzato su muri da innalzare, porti chiusi, atteggiamenti e parole xenofe e razziste usati sempre più spesso da parte di una destra becera e razzista.

Quando poi si arriva a questa data c'è sempre qualcuno che tira fuori il "si, però ci sono stati anche altri massacri e genocidi nella storia".
E' purtroppo vero, stragi anche durante le repressioni del cosiddetto brigantaggio ve ne furono anche al Sud ed è giusto e doveroso ricordarle, ma non c'è contrapposizione alcuna. Ogni genocidio, ogni massacro è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè mostruosità di ogni tipo non si ripetano a danno di nessuno.
Ben venga pertanto oggi questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una lettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta, oggi più che mai, contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.

Anche per questo l'invito è di recarsi all’Ufficio Anagrafe del proprio Comune di residenza dove sono disponibili i moduli per raccolta firme a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli nazisti e fascisti".
Iniziativa promossa dall'Anagrafe Nazionale Antifascista (comune virtuale, senza confini e unito dai valori dell'antifascismo, nato da un'idea dal comune di Sant'Anna di Stazzema).
Maggiori dettagli al sito https://anagrafeantifascista.it



IL PARTITO DEL SUD HA ADERITO AL COMITATO ITALIANO "PER IL DIRITTO ALLA CURA, NESSUN PROFITTO SULLA PANDEMIA"

Si è costituito il comitato italiano della Iniziativa dei Cittadini Europei denominata “Per il diritto alla cura, nessun profitto sulla pandemia”. L’iniziativa ha come scopo la raccolta di un milione di firme in tutta Europa per attivare un percorso legislativo europeo volto a garantire il diritto al vaccino e alla cura http://www.noprofitonpandemic.eu/it

In Italia è stata promossa da un gruppo di personalità del mondo scientifico e attivisti sociali:
Vittorio Agnoletto presentatore per l’Italia dell’ICE presso la Commissione Europea, Medico,
Marco Bersani, resp. Attac Italia;
Raffaella Bolini, Dialogo Globale;
Maria Bonafede, pastora Valdese
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele;
Monica Di Sisto, vicepresidente di Fairwatch
Silvio Garattini, medico, ricercatore, fondatore dell’Istituto Mario Negri;
Roberto Morea, Transform! italia;
Riccardo Petrella, economista, Agorà degli abitanti della terra;
Gino Strada, medico, fondatore di Emergency
Invitato internazionale d’onore: Franco Cavalli, oncologo, già presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Svizzera.
Al comitato hanno fin qui aderito
ORGANIZZAZIONI

Acli
ACS
ACU-Associazione Consumatori Utenti
Agorà della Terra
ARCI
Assistenza Sociosanitaria
Associazione Dossetti
Associazione Laudato si,
Associazione Per un'Europa dei Popoli
Attac Italia
CGIL
CIPSI
CISL
CNCA
Comitato Stop TTIP Udine
Cobas
Dico 32
Emergency
Forum Acqua
Gruppo Abele
Gruppo Solidarietà
IFE Italia
La Sinistra Legnano in Comune
Libera
MDP/art1
Medici per l'ambiente
Medicina Democratica
Oxfam italia
Partito del Sud
Partito della Rifondazione Comunista
Punto Rosso
Reti di Pace
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Europea
Sinistra Italiana
transform! italia
UIL
Un Ponte Per
USB
Verdi






.
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Si è costituito il comitato italiano della Iniziativa dei Cittadini Europei denominata “Per il diritto alla cura, nessun profitto sulla pandemia”. L’iniziativa ha come scopo la raccolta di un milione di firme in tutta Europa per attivare un percorso legislativo europeo volto a garantire il diritto al vaccino e alla cura http://www.noprofitonpandemic.eu/it

In Italia è stata promossa da un gruppo di personalità del mondo scientifico e attivisti sociali:
Vittorio Agnoletto presentatore per l’Italia dell’ICE presso la Commissione Europea, Medico,
Marco Bersani, resp. Attac Italia;
Raffaella Bolini, Dialogo Globale;
Maria Bonafede, pastora Valdese
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele;
Monica Di Sisto, vicepresidente di Fairwatch
Silvio Garattini, medico, ricercatore, fondatore dell’Istituto Mario Negri;
Roberto Morea, Transform! italia;
Riccardo Petrella, economista, Agorà degli abitanti della terra;
Gino Strada, medico, fondatore di Emergency
Invitato internazionale d’onore: Franco Cavalli, oncologo, già presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Svizzera.
Al comitato hanno fin qui aderito
ORGANIZZAZIONI

Acli
ACS
ACU-Associazione Consumatori Utenti
Agorà della Terra
ARCI
Assistenza Sociosanitaria
Associazione Dossetti
Associazione Laudato si,
Associazione Per un'Europa dei Popoli
Attac Italia
CGIL
CIPSI
CISL
CNCA
Comitato Stop TTIP Udine
Cobas
Dico 32
Emergency
Forum Acqua
Gruppo Abele
Gruppo Solidarietà
IFE Italia
La Sinistra Legnano in Comune
Libera
MDP/art1
Medici per l'ambiente
Medicina Democratica
Oxfam italia
Partito del Sud
Partito della Rifondazione Comunista
Punto Rosso
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Sinistra Anticapitalista
Sinistra Europea
Sinistra Italiana
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Un Ponte Per
USB
Verdi






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lunedì 25 gennaio 2021

LAB SUD: RECOVERY PLAN E SUD - IN DIRETTA VENERDI' 29 GENNAIO ORE 19,00

 Ne parleremo in diretta venerdì 29 gennaio alle 19 dalla pagina fan del Laboratorio Sud https://www.facebook.com/LaboratorioSud

con:

-Giovanni Russo Spena, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Paola Nugnes, Luca Saltalamacchia, Loredana Marino.
- Moderatore, Roberto Morea

LA UE SUL NEXT GENERATION PLAN
“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.
Seguendo i criteri europei, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud.
Al Mezzogiorno dovrebbero pertanto andare 43,15 miliardi; al Centro-Nord, dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi.
MA LA REALTÀ CHE SI STA PREPARANDO È BEN DIVERSA
considerando l’inserimento anche di 21 miliardi del Fondo sviluppo e coesione (già dovuti), il piano “promette” solo il 50% degli investimenti pubblici, contro il 65,99% (al netto dei fondi aggiuntivi) indicato dall'Europa: è già iniziata la sottrazione.
MA NOI CI BATTIAMO PER QUESTO
La Next generation Ue invece deve essere l’occasione per riunire le due parti dell’Italia sempre più distanti fra di loro, per iniziare (finalmente) a colmare il divario infrastrutturale fra Nord e Sud (che col Regionalismo si vorrebbe addirittura istituzionalizzare) rilanciando gli investimenti pubblici, il welfare, investendo nell’istruzione e nella sanità in maniera equa, cancellando anni di sottofinanziamento al Sud certificato anche dalla Corte dei Conti, nella “Memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale”.




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 Ne parleremo in diretta venerdì 29 gennaio alle 19 dalla pagina fan del Laboratorio Sud https://www.facebook.com/LaboratorioSud

con:

-Giovanni Russo Spena, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Paola Nugnes, Luca Saltalamacchia, Loredana Marino.
- Moderatore, Roberto Morea

LA UE SUL NEXT GENERATION PLAN
“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.
Seguendo i criteri europei, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud.
Al Mezzogiorno dovrebbero pertanto andare 43,15 miliardi; al Centro-Nord, dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi.
MA LA REALTÀ CHE SI STA PREPARANDO È BEN DIVERSA
considerando l’inserimento anche di 21 miliardi del Fondo sviluppo e coesione (già dovuti), il piano “promette” solo il 50% degli investimenti pubblici, contro il 65,99% (al netto dei fondi aggiuntivi) indicato dall'Europa: è già iniziata la sottrazione.
MA NOI CI BATTIAMO PER QUESTO
La Next generation Ue invece deve essere l’occasione per riunire le due parti dell’Italia sempre più distanti fra di loro, per iniziare (finalmente) a colmare il divario infrastrutturale fra Nord e Sud (che col Regionalismo si vorrebbe addirittura istituzionalizzare) rilanciando gli investimenti pubblici, il welfare, investendo nell’istruzione e nella sanità in maniera equa, cancellando anni di sottofinanziamento al Sud certificato anche dalla Corte dei Conti, nella “Memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale”.




martedì 19 gennaio 2021

Natale Cuccurese: “Il Recovery Plan è così sbilanciato a favore del Nord che addirittura Carlo Bonomi si sente in dovere di segnalarlo”

 Questa volta il Governo “giallo-rosso”, il Governo Conte bis, l’ha fatta veramente grossa.

Nella stesura della seconda bozza del Piano di Rinascita e Resilienza nazionale, meglio conosciuto come Recovery Plan, ha proposto di stanziare il grosso dei finanziamenti europei, sempre che questi ci vengano erogati dall’UE, per la solita onnivora, anche se malandata, “locomotiva” Nord.

La sperequazione di finanziamenti è tale, evidenzia Natale Cuccurese, da indurre persino il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a sentirsi in dovere di segnalarla.

Fonte: Vesuvianonews del 19/01/2021 – articolo Salvatore Lucchese




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 Questa volta il Governo “giallo-rosso”, il Governo Conte bis, l’ha fatta veramente grossa.

Nella stesura della seconda bozza del Piano di Rinascita e Resilienza nazionale, meglio conosciuto come Recovery Plan, ha proposto di stanziare il grosso dei finanziamenti europei, sempre che questi ci vengano erogati dall’UE, per la solita onnivora, anche se malandata, “locomotiva” Nord.

La sperequazione di finanziamenti è tale, evidenzia Natale Cuccurese, da indurre persino il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a sentirsi in dovere di segnalarla.

Fonte: Vesuvianonews del 19/01/2021 – articolo Salvatore Lucchese




mercoledì 6 gennaio 2021

Recovery plan: nel cambiamento tutto rimane come è

 



di Natale Cuccurese

L’ennesima sottrazione di risorse ai danni del  si sta concretizzando fra bonus, ristori e giravolte.

“Gli Stati membri potranno beneficiare di un contributo finanziario sotto forma di un sostegno non rimborsabile. L’importo massimo per Stato membro sarà stabilito in base a un criterio di ripartizione definito”.

Alle pagine 8 e 9 della proposta di regolamento, il parlamento europeo fissa i paletti sui criteri di ripartizione delle risorse a fondo perduto del 

“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.

Seguendo i criteri Ue, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio.

Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, sempre secondo i criteri Ue. Anche perché se il Sud non soffrisse di un così grave stato di prostrazione, causato dalle politiche monoculari a favore del Nord degli ultimi governi, mai all’Italia sarebbero spettati 209 miliardi.

Ricordo, solo ad esempio, che per le infrastrutture abbiamo alle spalle un ventennio di spesa iniqua. Gli ultimi dati, al 2019, danno, per infatti per il Sud – un’area dove vive il 34% della popolazione – un livello di spesa in opere pubbliche pari al 19% del totale.

Purtroppo il Piano di Rilancio non ha al momento alcuna clausola che garantisca una equilibrata allocazione territoriale delle sue risorse. Lo conferma l’intervista del Ministro Amendola al Messaggero del 20 novembre. Andrebbe inserita, soprattutto a garanzia delle aree più deboli del Paese, che comunque non sono solo al Sud.

Il governatore De Luca ha convocato circa un mese fa in videoconferenza i presidenti di regione del Sud, di ogni colore politico, chiamandoli a resistere al “vero e proprio furto in danno del Sud e delle sue Regioni” che si prepara nel riparto dei fondi Ue.

Uno studioso autorevole come Giannola parla di “presa in giro”, e di taglio di fondi che spetterebbero al Mezzogiorno sul Mattino del 15 dicembre. Un giornale non sospetto di simpatie meridionaliste come il Foglio ci informa, il 17 dicembre, che “esiste, almeno nelle ansie dei parlamentari meridionali del Pd, il tema delle scarse risorse destinate alle infrastrutture da Napoli in giù”.

Dalle notizie che filtrano, non è infondato trarre che nel piano in elaborazione l’obiettivo strategico di ridurre il divario con il Nord e rilanciare il Sud non c’è. Conte, intervenendo il mese scorso a un convegno, sul Recovery Plan al Sud ha dedicato qualche parola ad alta velocità, agricoltura di precisione, rete idrica e poli di ricerca.

Non sappiamo se l’iniziativa dei presidenti avrà seguito, e dove porterà. Nel 2015 già propose la stessa iniziativa Michele Emiliano, appena eletto, ma senza successo. Da lì iniziò il contrasto con l’allora PdC Renzi, contrasto da allora mai sopito.

La prima domanda è: a parte Emiliano, gli altri Presidenti delle Regioni del Sud, legati in alleanza a doppio filo con la Lega se non direttamente leghisti e come tali portatori diretti di interessi a difesa dello status quo a solo vantaggio del Nord potranno mai aderire?

Appare difficile, infatti non hanno partecipato alla prima riunione i leghisti Spirlì e Solinas, del P.S.d’Az. alleato della Lega, declinando l’invito per precedenti impegni.

Appare così ancora più chiaro cosa c’è in gioco, fra le altre cose, alle prossime elezioni regionali calabresi.

Purtroppo però gli eventi a danno del Sud incalzano, c’è un ulteriore problema e cioè quanto riportato da alcuni giornali il 24 dicembre. Sarebbe arrivata una nota riservata da Bruxelles che mette sotto accusa i conti italiani. Ipotizzando che dei 209 miliardi totali del Recovery Fund il governo ne avrebbe utilizzati già oltre 75 per i suoi bonus (rubinetti, mobili, occhiali, telefoni, bonus 110% ecc. ) e i suoi ristori. Governo che, da queste anticipazioni, vorrebbe sostituire i titoli del debito pubblico già emessi con equivalenti titoli europei. Ma la Commissione europea non permetterebbe partite di giro contabili. Lo spazio in bilancio disponibile sui saldi programmati consente così all’Italia di spendere al massimo 110 miliardi aggiuntivi, metà dei quali sempre comunque a debito. In ogni caso molto meno dei 209 sbandierati…

Questo, se confermato è il pericolo maggiore, per il Sud e per il Paese tutto, che lentamente sta emergendo, come avevo anticipato nel corso dell’ultimo dibattito video del 27 dicembre del Lab-Sud (Laboratorio per la Riscossa del Sud) che vede la partecipazione fra gli altri di Transform!italia

(https://www.facebook.com/transform.italia/videos/254774859318506/).

Alla luce di quanto riportato da un articolo del Sole 24 ore del 2 gennaio 2021, che conferma quanto sopra aggiungendo ulteriori dettagli, risultano ancora più chiare e preoccupanti le parole del Ministro Provenzano, che avevo riportato sempre nel corso della diretta Lab-Sud del 27 dicembre: “il ministro Provenzano ha affermato pochi minuti fa durante una diretta dal Senato che il consiglio dei Ministri, in realtà, ad oggi non ha ancora discusso la bozza del Recovery Fund e nemmeno è stata fissata una data di discussione”.

Ora con la consapevolezza che i ristori a d alcune categorie, visto l’andamento negativo della pandemia in corso, dovranno continuare anche nei prossimi mesi, per cui ai miliardi già previsti se ne dovranno aggiungere altri, come riportato dai giornali del 5 gennaio 2021, appare sempre più chiaro come questo Recovery Plan stia diventando un tip plan. Ricordando però che in inglese tip significa sia mancia che discarica.

In un quadro drammatico come se già la pandemia non fosse bastata a mandare al tappeto decine di migliaia di imprese e attività, dal primo gennaio il colpo definitivo per la parte più fragile del sistema economico e sociale del Paese, cioè principalmente quello del Mezzogiorno, potrebbe arrivare dalle nuove regole europee sul credito. I debitori in difficoltà rischiano di soccombere per la coincidenza tra l’entrata in vigore dell’identificazione dei crediti deteriorati e la stretta del cosiddetto calendar provisioning sulla copertura obbligatoria per le banche dei finanziamenti a rischio. Sono 2,7 milioni i clienti del sistema bancario con il fiato sospeso, quelli che, con la crisi Covid, hanno presentato richieste di moratoria su prestiti, mutui e finanziamenti per un valore totale di 302 miliardi. Ma questa gragnuola di colpi rischia anche di innescare una nuova stretta creditizia potenzialmente letale per il sistema economico messo in ginocchio dal coronavirus.

E come se questo non bastasse il Corriere della Sera del 3 gennaio ci informa con toni trionfalistici che per i Fondi Ue, “l’Italia recupera e raggiunge gli obiettivi di spesa”. Riprogrammati ben 11 miliardi per contrasto Covid. Interventi spesso sostitutivi (quando avrebbero dovuto essere aggiuntivi) di mancata spesa ordinaria. Risultato: sottratti altri 11 miliardi di € al Sud, ma questo l’articolo non lo dice…

E per concludere alle porte si profila una crisi di governo dagli esiti incerti. Si direbbe proprio che questo 2021 non inizi sotto i migliori auspici per il Mezzogiorno.

 Fonte: Transform!italia



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di Natale Cuccurese

L’ennesima sottrazione di risorse ai danni del  si sta concretizzando fra bonus, ristori e giravolte.

“Gli Stati membri potranno beneficiare di un contributo finanziario sotto forma di un sostegno non rimborsabile. L’importo massimo per Stato membro sarà stabilito in base a un criterio di ripartizione definito”.

Alle pagine 8 e 9 della proposta di regolamento, il parlamento europeo fissa i paletti sui criteri di ripartizione delle risorse a fondo perduto del 

“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.

Seguendo i criteri Ue, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio.

Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, sempre secondo i criteri Ue. Anche perché se il Sud non soffrisse di un così grave stato di prostrazione, causato dalle politiche monoculari a favore del Nord degli ultimi governi, mai all’Italia sarebbero spettati 209 miliardi.

Ricordo, solo ad esempio, che per le infrastrutture abbiamo alle spalle un ventennio di spesa iniqua. Gli ultimi dati, al 2019, danno, per infatti per il Sud – un’area dove vive il 34% della popolazione – un livello di spesa in opere pubbliche pari al 19% del totale.

Purtroppo il Piano di Rilancio non ha al momento alcuna clausola che garantisca una equilibrata allocazione territoriale delle sue risorse. Lo conferma l’intervista del Ministro Amendola al Messaggero del 20 novembre. Andrebbe inserita, soprattutto a garanzia delle aree più deboli del Paese, che comunque non sono solo al Sud.

Il governatore De Luca ha convocato circa un mese fa in videoconferenza i presidenti di regione del Sud, di ogni colore politico, chiamandoli a resistere al “vero e proprio furto in danno del Sud e delle sue Regioni” che si prepara nel riparto dei fondi Ue.

Uno studioso autorevole come Giannola parla di “presa in giro”, e di taglio di fondi che spetterebbero al Mezzogiorno sul Mattino del 15 dicembre. Un giornale non sospetto di simpatie meridionaliste come il Foglio ci informa, il 17 dicembre, che “esiste, almeno nelle ansie dei parlamentari meridionali del Pd, il tema delle scarse risorse destinate alle infrastrutture da Napoli in giù”.

Dalle notizie che filtrano, non è infondato trarre che nel piano in elaborazione l’obiettivo strategico di ridurre il divario con il Nord e rilanciare il Sud non c’è. Conte, intervenendo il mese scorso a un convegno, sul Recovery Plan al Sud ha dedicato qualche parola ad alta velocità, agricoltura di precisione, rete idrica e poli di ricerca.

Non sappiamo se l’iniziativa dei presidenti avrà seguito, e dove porterà. Nel 2015 già propose la stessa iniziativa Michele Emiliano, appena eletto, ma senza successo. Da lì iniziò il contrasto con l’allora PdC Renzi, contrasto da allora mai sopito.

La prima domanda è: a parte Emiliano, gli altri Presidenti delle Regioni del Sud, legati in alleanza a doppio filo con la Lega se non direttamente leghisti e come tali portatori diretti di interessi a difesa dello status quo a solo vantaggio del Nord potranno mai aderire?

Appare difficile, infatti non hanno partecipato alla prima riunione i leghisti Spirlì e Solinas, del P.S.d’Az. alleato della Lega, declinando l’invito per precedenti impegni.

Appare così ancora più chiaro cosa c’è in gioco, fra le altre cose, alle prossime elezioni regionali calabresi.

Purtroppo però gli eventi a danno del Sud incalzano, c’è un ulteriore problema e cioè quanto riportato da alcuni giornali il 24 dicembre. Sarebbe arrivata una nota riservata da Bruxelles che mette sotto accusa i conti italiani. Ipotizzando che dei 209 miliardi totali del Recovery Fund il governo ne avrebbe utilizzati già oltre 75 per i suoi bonus (rubinetti, mobili, occhiali, telefoni, bonus 110% ecc. ) e i suoi ristori. Governo che, da queste anticipazioni, vorrebbe sostituire i titoli del debito pubblico già emessi con equivalenti titoli europei. Ma la Commissione europea non permetterebbe partite di giro contabili. Lo spazio in bilancio disponibile sui saldi programmati consente così all’Italia di spendere al massimo 110 miliardi aggiuntivi, metà dei quali sempre comunque a debito. In ogni caso molto meno dei 209 sbandierati…

Questo, se confermato è il pericolo maggiore, per il Sud e per il Paese tutto, che lentamente sta emergendo, come avevo anticipato nel corso dell’ultimo dibattito video del 27 dicembre del Lab-Sud (Laboratorio per la Riscossa del Sud) che vede la partecipazione fra gli altri di Transform!italia

(https://www.facebook.com/transform.italia/videos/254774859318506/).

Alla luce di quanto riportato da un articolo del Sole 24 ore del 2 gennaio 2021, che conferma quanto sopra aggiungendo ulteriori dettagli, risultano ancora più chiare e preoccupanti le parole del Ministro Provenzano, che avevo riportato sempre nel corso della diretta Lab-Sud del 27 dicembre: “il ministro Provenzano ha affermato pochi minuti fa durante una diretta dal Senato che il consiglio dei Ministri, in realtà, ad oggi non ha ancora discusso la bozza del Recovery Fund e nemmeno è stata fissata una data di discussione”.

Ora con la consapevolezza che i ristori a d alcune categorie, visto l’andamento negativo della pandemia in corso, dovranno continuare anche nei prossimi mesi, per cui ai miliardi già previsti se ne dovranno aggiungere altri, come riportato dai giornali del 5 gennaio 2021, appare sempre più chiaro come questo Recovery Plan stia diventando un tip plan. Ricordando però che in inglese tip significa sia mancia che discarica.

In un quadro drammatico come se già la pandemia non fosse bastata a mandare al tappeto decine di migliaia di imprese e attività, dal primo gennaio il colpo definitivo per la parte più fragile del sistema economico e sociale del Paese, cioè principalmente quello del Mezzogiorno, potrebbe arrivare dalle nuove regole europee sul credito. I debitori in difficoltà rischiano di soccombere per la coincidenza tra l’entrata in vigore dell’identificazione dei crediti deteriorati e la stretta del cosiddetto calendar provisioning sulla copertura obbligatoria per le banche dei finanziamenti a rischio. Sono 2,7 milioni i clienti del sistema bancario con il fiato sospeso, quelli che, con la crisi Covid, hanno presentato richieste di moratoria su prestiti, mutui e finanziamenti per un valore totale di 302 miliardi. Ma questa gragnuola di colpi rischia anche di innescare una nuova stretta creditizia potenzialmente letale per il sistema economico messo in ginocchio dal coronavirus.

E come se questo non bastasse il Corriere della Sera del 3 gennaio ci informa con toni trionfalistici che per i Fondi Ue, “l’Italia recupera e raggiunge gli obiettivi di spesa”. Riprogrammati ben 11 miliardi per contrasto Covid. Interventi spesso sostitutivi (quando avrebbero dovuto essere aggiuntivi) di mancata spesa ordinaria. Risultato: sottratti altri 11 miliardi di € al Sud, ma questo l’articolo non lo dice…

E per concludere alle porte si profila una crisi di governo dagli esiti incerti. Si direbbe proprio che questo 2021 non inizi sotto i migliori auspici per il Mezzogiorno.

 Fonte: Transform!italia



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lunedì 4 gennaio 2021

Natale Cuccurese: “Attilio Fontana, un governatore che, se fosse stato del Sud, sarebbe già stato cacciato senza esitazioni e la Regione commissariata”

Guidata dal magnifico duo verde leghista Fontana/Gallera, la presunta “locomotiva” Lombardia deraglia anche rispetto al piano regionale vaccini anti-Covid 19 e il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ne rimarca tutti i limiti e le deficienze, ponendo, allo stesso tempo, l’accento sulla disparità di trattamento mediatico e politico se la stessa cosa fosse accaduta al Sud.

Pensate – ha evidenziato Cuccurese – se la giustificazione dei ‘medici in ferie’ l’avesse usata un qualsiasi politico del Sud. Apriti cielo, si sarebbero scatenati i media nazionali con allegati opinionisti. I Giletti, i Cruciani , i Feltri, i Giordano, i Mughini…chissà quali strumentalizzazioni avrebbero usato contro il Sud e i suoi cittadini. Le urla forsennate, le offese, le risatine…

Invece – ha proseguito – lo ha detto il comico incompreso Gallera, che da mesi sforna idiozie senza fine insieme alla sua spalla Fontana, nel silenzio generale degli imbonitori di cui sopra. Eppure ‘l’efficiente’ Lombardia, la locomotiva che ha deragliato, è a livello mondiale la regione con più vittime da Covid”.

Ora – ha incalzato Cuccurese – di fronte al disastro conclamato che va avanti da mesi come se nulla fosse, disastro ormai non più occultabile grazie anche alle demenziali dichiarazioni del duo comico di cui sopra, persino la Lega prende le distanze da Gallera nel tentativo disperato di salvare Fontana, cioè di chi ha nominato e difeso Gallera da sempre”.

Un governatore – ha concluso – che, se fosse stato del Sud, sarebbe già stato cacciato senza esitazioni e la Regione commissariata”.

Fonte: Vesuvianonews  – articolo di Salvatore Lucchese




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Guidata dal magnifico duo verde leghista Fontana/Gallera, la presunta “locomotiva” Lombardia deraglia anche rispetto al piano regionale vaccini anti-Covid 19 e il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ne rimarca tutti i limiti e le deficienze, ponendo, allo stesso tempo, l’accento sulla disparità di trattamento mediatico e politico se la stessa cosa fosse accaduta al Sud.

Pensate – ha evidenziato Cuccurese – se la giustificazione dei ‘medici in ferie’ l’avesse usata un qualsiasi politico del Sud. Apriti cielo, si sarebbero scatenati i media nazionali con allegati opinionisti. I Giletti, i Cruciani , i Feltri, i Giordano, i Mughini…chissà quali strumentalizzazioni avrebbero usato contro il Sud e i suoi cittadini. Le urla forsennate, le offese, le risatine…

Invece – ha proseguito – lo ha detto il comico incompreso Gallera, che da mesi sforna idiozie senza fine insieme alla sua spalla Fontana, nel silenzio generale degli imbonitori di cui sopra. Eppure ‘l’efficiente’ Lombardia, la locomotiva che ha deragliato, è a livello mondiale la regione con più vittime da Covid”.

Ora – ha incalzato Cuccurese – di fronte al disastro conclamato che va avanti da mesi come se nulla fosse, disastro ormai non più occultabile grazie anche alle demenziali dichiarazioni del duo comico di cui sopra, persino la Lega prende le distanze da Gallera nel tentativo disperato di salvare Fontana, cioè di chi ha nominato e difeso Gallera da sempre”.

Un governatore – ha concluso – che, se fosse stato del Sud, sarebbe già stato cacciato senza esitazioni e la Regione commissariata”.

Fonte: Vesuvianonews  – articolo di Salvatore Lucchese




 
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