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giovedì 31 dicembre 2020
Buon 2021 dal Partito del Sud!
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giovedì 24 dicembre 2020
AUGURI DI BUON NATALE DAL PARTITO DEL SUD
Auguri di buon Natale e buone feste a tutti !
In un anno angoscioso e drammatico come è stato questo 2020 l'invito è a non arrendersi.Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Auguri di buon Natale e buone feste a tutti !
In un anno angoscioso e drammatico come è stato questo 2020 l'invito è a non arrendersi.Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
martedì 22 dicembre 2020
IL SUD CHIEDE UGUAGLIANZA - Lunedì 28 Dicembre alle 19,00 diretta Facebook sulla pagina fan di Transform!italia
IL SUD CHIEDE UGUAGLIANZA
Stralciare l'autonomia differenziata dalla legge di bilancio!
Natale Cuccurese
con:
Marina Boscaino
Paola Nugnes
Giovanni Russo Spena
Roberto Morea
Il 2020 è stato un anno tribolato in cui la pandemia ha portato in drammatica evidenza i troppi nodi del Regionalismo, mai districarti dal 2001 ad oggi, che ora sono venuti tutti insieme al pettine.
Nel frattempo le crisi che si stanno succedendo, economica prima e da pandemia dopo, hanno acuito le differenze fra le due Italie.
L’ultimo Rapporto Svimez di pochi giorni fa ci informa infatti che nel Sud la pandemia è stata un acceleratore dei processi di ingiustizia sociale ampliando le distanze tra le due parti del Paese. A soffrire di più in questo periodo d’emergenza sono state le fasce della popolazione più fragili, soprattutto i giovani e le donne.
In estrema sintesi il Sud sconta un ritardo in infrastrutture e servizi, scolatici e sanitari in particolare, causati non solo dal ricorso alla “spesa storica”, ma anche dalla mai avvenuta definizione dei Lep, che hanno avuto come conseguenza un sottofinanziamento statale ad esclusivo favore delle regioni del Nord, mentre continua la perdita di popolazione residente e aumentano le persone beneficiarie di misure di sostegno al reddito causa il drammatico impoverimento della popolazione. Dato confermato dall’ultimo report Eurostat, di fine settembre, che vedono la Campania prima, la Sicilia seconda e la Calabria ottava fra le regioni europee con la maggior parte della popolazione a rischio povertà.
Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si auspicava un ripensamento sulle modalità di applicazione dell’autonomia differenziata, visto che questa favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che corre il rischio di minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Ma quali che siano le opinioni che si possono avere in merito all’autonomia differenziata, inserirla nella Legge di Bilancio senza un dibattito presso l’opinione pubblica, in un momento così drammatico, quando Governo, Parlamento e Regioni dovrebbero occuparsi unicamente di portarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo, non è accettabile. Ciò significherebbe, peraltro, sottrarla alla partecipazione democratica ed alla possibilità di referendum, che non è possibile per le leggi finanziarie. Eppure è proprio quello che sta avvenendo, nel tentativo da parte delle regioni più forti di uscire prima dalla catastrofe economica causata dalla pandemia per ricostruirsi attraverso l’autonomia differenziata grazie alla sottrazione di risorse a scapito delle regioni più deboli, cioè quelle del Sud, già ampiamente saccheggiate dal 2001 a oggi.
Questo è avvenuto, sia perchè gli interessi legati al regionalismo sono forti, sia perchè lo Stato è uscito da questi anni di “devoluzione” indebolito nel funzionamento dei suoi organismi e della sua amministrazione.
Così iI Governo ha deciso di inserire nel collegato alla Legge di Bilancio 2021, in discussione in questi giorni, il progetto dell’autonomia differenziata, esautorando così il Parlamento su una questione che coinvolge la vita di tutti i cittadini, creando un precedente gravissimo che apre la porta alla balcanizzazione del Paese diviso in “venti piccole Italie” in concorrenza fra loro, con legislazioni, servizi, sanità, scuola e ricerca, ambiente, contratti di lavoro diversi.
Siamo pertanto con la presente a richiederLe, in nome del bene comune, di attivarsi per arrivare allo stralcio del Ddl Boccia allegato alla Legge Finanziaria.
Inoltre per quanto riguarda l’assegnazione dei Fondi del Recovery Fund siamo a ricordare che l’Europa assegna 209 miliardi all’Italia proprio perché c’è il Sud, altrimenti non sarebbero mai stati tanti, al fine di iniziare a colmare il gap fra le due italie. Infatti l’Europa indica che dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore.
Seguendo i criteri Ue chiaramente espressi, il governo Conte deve investire per il Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% deve andare al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio. Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, secondo i criteri Ue.
Fondi che, si badi bene, non includono quelli nazionali per la coesione e quelli ordinari europei del 2021-27.
Il giusto intento europeo è quello di farla finita con un Mezzogiorno che in Europa rappresenta la più vasta area continentale col più basso reddito e la più alta disoccupazione.
Questo non solo per questioni di giustizia sociale, ma anche perché superare il divario porterà un beneficio per tutto il “Sistema Italia”, visto che già oggi ogni 100 euro speso in investimenti al Sud genera un ritorno di 40 euro al Centro Nord.
Pronti anche ad un eventuale dibattito-confronto, e restando comunque in attesa di una gradita risposta, salutiamo augurando un buon lavoro a vantaggio di tutti i cittadini italiani, nessuno escluso.
Loredana Marino
IL SUD CHIEDE UGUAGLIANZA
Stralciare l'autonomia differenziata dalla legge di bilancio!
Natale Cuccurese
con:
Marina Boscaino
Paola Nugnes
Giovanni Russo Spena
Roberto Morea
Il 2020 è stato un anno tribolato in cui la pandemia ha portato in drammatica evidenza i troppi nodi del Regionalismo, mai districarti dal 2001 ad oggi, che ora sono venuti tutti insieme al pettine.
Nel frattempo le crisi che si stanno succedendo, economica prima e da pandemia dopo, hanno acuito le differenze fra le due Italie.
L’ultimo Rapporto Svimez di pochi giorni fa ci informa infatti che nel Sud la pandemia è stata un acceleratore dei processi di ingiustizia sociale ampliando le distanze tra le due parti del Paese. A soffrire di più in questo periodo d’emergenza sono state le fasce della popolazione più fragili, soprattutto i giovani e le donne.
In estrema sintesi il Sud sconta un ritardo in infrastrutture e servizi, scolatici e sanitari in particolare, causati non solo dal ricorso alla “spesa storica”, ma anche dalla mai avvenuta definizione dei Lep, che hanno avuto come conseguenza un sottofinanziamento statale ad esclusivo favore delle regioni del Nord, mentre continua la perdita di popolazione residente e aumentano le persone beneficiarie di misure di sostegno al reddito causa il drammatico impoverimento della popolazione. Dato confermato dall’ultimo report Eurostat, di fine settembre, che vedono la Campania prima, la Sicilia seconda e la Calabria ottava fra le regioni europee con la maggior parte della popolazione a rischio povertà.
Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si auspicava un ripensamento sulle modalità di applicazione dell’autonomia differenziata, visto che questa favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che corre il rischio di minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Ma quali che siano le opinioni che si possono avere in merito all’autonomia differenziata, inserirla nella Legge di Bilancio senza un dibattito presso l’opinione pubblica, in un momento così drammatico, quando Governo, Parlamento e Regioni dovrebbero occuparsi unicamente di portarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo, non è accettabile. Ciò significherebbe, peraltro, sottrarla alla partecipazione democratica ed alla possibilità di referendum, che non è possibile per le leggi finanziarie. Eppure è proprio quello che sta avvenendo, nel tentativo da parte delle regioni più forti di uscire prima dalla catastrofe economica causata dalla pandemia per ricostruirsi attraverso l’autonomia differenziata grazie alla sottrazione di risorse a scapito delle regioni più deboli, cioè quelle del Sud, già ampiamente saccheggiate dal 2001 a oggi.
Questo è avvenuto, sia perchè gli interessi legati al regionalismo sono forti, sia perchè lo Stato è uscito da questi anni di “devoluzione” indebolito nel funzionamento dei suoi organismi e della sua amministrazione.
Così iI Governo ha deciso di inserire nel collegato alla Legge di Bilancio 2021, in discussione in questi giorni, il progetto dell’autonomia differenziata, esautorando così il Parlamento su una questione che coinvolge la vita di tutti i cittadini, creando un precedente gravissimo che apre la porta alla balcanizzazione del Paese diviso in “venti piccole Italie” in concorrenza fra loro, con legislazioni, servizi, sanità, scuola e ricerca, ambiente, contratti di lavoro diversi.
Siamo pertanto con la presente a richiederLe, in nome del bene comune, di attivarsi per arrivare allo stralcio del Ddl Boccia allegato alla Legge Finanziaria.
Inoltre per quanto riguarda l’assegnazione dei Fondi del Recovery Fund siamo a ricordare che l’Europa assegna 209 miliardi all’Italia proprio perché c’è il Sud, altrimenti non sarebbero mai stati tanti, al fine di iniziare a colmare il gap fra le due italie. Infatti l’Europa indica che dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore.
Seguendo i criteri Ue chiaramente espressi, il governo Conte deve investire per il Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% deve andare al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio. Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, secondo i criteri Ue.
Fondi che, si badi bene, non includono quelli nazionali per la coesione e quelli ordinari europei del 2021-27.
Il giusto intento europeo è quello di farla finita con un Mezzogiorno che in Europa rappresenta la più vasta area continentale col più basso reddito e la più alta disoccupazione.
Questo non solo per questioni di giustizia sociale, ma anche perché superare il divario porterà un beneficio per tutto il “Sistema Italia”, visto che già oggi ogni 100 euro speso in investimenti al Sud genera un ritorno di 40 euro al Centro Nord.
Pronti anche ad un eventuale dibattito-confronto, e restando comunque in attesa di una gradita risposta, salutiamo augurando un buon lavoro a vantaggio di tutti i cittadini italiani, nessuno escluso.
Loredana Marino
venerdì 18 dicembre 2020
Storia e verità: incontro con Gigi Di Fiore e Valentino Romano. Lunedì 21 Dicembre 2020 alle ore 19,00
IL PARTITO DEL SUD INCONTRA
IL PARTITO DEL SUD INCONTRA
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA
Stralcio Ddl Boccia allegato alla Legge di Bilancio 2021 e ripartizione Recovery Fund secondo le indicazioni europee
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA
Stralcio Ddl Boccia allegato alla Legge di Bilancio 2021 e ripartizione Recovery Fund secondo le indicazioni europee
giovedì 17 dicembre 2020
Il Partito del Sud sostiene la mobilitazione nazionale del 18 dicembre contro ogni autonomia differenziata.
Il Partito del Sud sostiene la mobilitazione nazionale del 18 dicembre contro ogni autonomia differenziata.
Il Partito del Sud sostiene la mobilitazione nazionale del 18 dicembre contro ogni autonomia differenziata.
Natale Cuccurese: “Ripartizione territoriale vaccini anti-Covid, Sud cornuto e mazziato”
Gli effetti perversi della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, ruba ai poveri per dare ai ricchi, ricadono anche sulla ripartizione regionale dei vaccini anti-Covid.
“Il Sud, – ha denunciato Natale Cuccurese – nella prima distribuzione dei vaccini Pfizer, riceverà molte meno dosi rispetto alla popolazione (la Campania meno della metà). Il Nord, invece, ne avrà di più”.
“La spiegazione di questa disparità – ha proseguito – è che al Sud (per i minori fondi da sempre stanziati) vi sono molti meno medici e infermieri rispetto al Nord e di conseguenza meno operatori da vaccinare”.
“È il principio della spesa storica, – ha concluso Cuccurese – che carsicamente riemerge con la sua iniquità e il Governo fa finta di niente”.
Fonte: Vesuvianonews 17/12/2020 – articolo di Salvatore Lucchese
Gli effetti perversi della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, ruba ai poveri per dare ai ricchi, ricadono anche sulla ripartizione regionale dei vaccini anti-Covid.
“Il Sud, – ha denunciato Natale Cuccurese – nella prima distribuzione dei vaccini Pfizer, riceverà molte meno dosi rispetto alla popolazione (la Campania meno della metà). Il Nord, invece, ne avrà di più”.
“La spiegazione di questa disparità – ha proseguito – è che al Sud (per i minori fondi da sempre stanziati) vi sono molti meno medici e infermieri rispetto al Nord e di conseguenza meno operatori da vaccinare”.
“È il principio della spesa storica, – ha concluso Cuccurese – che carsicamente riemerge con la sua iniquità e il Governo fa finta di niente”.
Fonte: Vesuvianonews 17/12/2020 – articolo di Salvatore Lucchese
martedì 8 dicembre 2020
08/12/2007 - 08/12/2020 Il Partito del Sud compie tredici anni. BUON COMPLEANNO AL PARTITO DEL SUD !!
Il giorno 08/12/2007 nella sala congressi dell'Hotel Serapo di Gaeta veniva fondato il Partito del Sud.
Nei tredici anni dalla fondazione il Partito del Sud è sempre stato presente ogni anno, con il proprio simbolo, a elezioni nazionali, europee, regionali, provinciali e comunali; oltre a convegni, volantinaggi, trasmissioni televisive locali e nazionali, videoconferenze, comizi, dibattiti e tante altre manifestazioni.
BUON COMPLEANNO E CENTO DI QUESTI GIORNI AL PARTITO DEL SUD !!
Il giorno 08/12/2007 nella sala congressi dell'Hotel Serapo di Gaeta veniva fondato il Partito del Sud.
Nei tredici anni dalla fondazione il Partito del Sud è sempre stato presente ogni anno, con il proprio simbolo, a elezioni nazionali, europee, regionali, provinciali e comunali; oltre a convegni, volantinaggi, trasmissioni televisive locali e nazionali, videoconferenze, comizi, dibattiti e tante altre manifestazioni.
BUON COMPLEANNO E CENTO DI QUESTI GIORNI AL PARTITO DEL SUD !!
sabato 5 dicembre 2020
Natale Cuccurese: “Zaia si è già accomodato a tavola. Il conto lo paga il Sud”
L’UE assegna all’Italia 209 miliardi di euro da gestire tramite una cabina di regia centrale per recuperare il gap Nord/Sud e il satrapo leghista Luca Zaia pensa bene di presentare al Governo centrale l’elenco dei desiderata della Regione Veneto di cui è Presidente. Il perché ce lo spiega il Segretario nazionale del Partito del Sud, Natale Cuccurese.
“La mossa di Zaia – ha evidenziato via social Cuccurese – trova una spiegazione nel tentativo di arraffare gli acconti che saranno liquidati dall’Europa”.
“Arrivare prima degli altri – ha aggiunto – per cercare di ingurgitare di più, mentre al Sud, che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole”.
“Il Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza della Regione del Veneto secondo il governatore leghista – ha concluso Cuccurese – serve per ottenere 24 miliardi 984 milioni, l’11,96% del Recovery Fund destinato all’Italia, ben oltre qualsiasi rapporto di proporzionalità demografica (nel Veneto risiede l’8% della popolazione) e senza tener conto del diritto del governo di presentare piani nazionali”.
Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese
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L’UE assegna all’Italia 209 miliardi di euro da gestire tramite una cabina di regia centrale per recuperare il gap Nord/Sud e il satrapo leghista Luca Zaia pensa bene di presentare al Governo centrale l’elenco dei desiderata della Regione Veneto di cui è Presidente. Il perché ce lo spiega il Segretario nazionale del Partito del Sud, Natale Cuccurese.
“La mossa di Zaia – ha evidenziato via social Cuccurese – trova una spiegazione nel tentativo di arraffare gli acconti che saranno liquidati dall’Europa”.
“Arrivare prima degli altri – ha aggiunto – per cercare di ingurgitare di più, mentre al Sud, che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole”.
“Il Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza della Regione del Veneto secondo il governatore leghista – ha concluso Cuccurese – serve per ottenere 24 miliardi 984 milioni, l’11,96% del Recovery Fund destinato all’Italia, ben oltre qualsiasi rapporto di proporzionalità demografica (nel Veneto risiede l’8% della popolazione) e senza tener conto del diritto del governo di presentare piani nazionali”.
Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese
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venerdì 4 dicembre 2020
Natale Cuccurese: “Partito l’assalto alla diligenza del Recovery Fund”
Il piatto è ricco e mi ci ficco. Questo, in sintesi, il motto dei satrapi nordisti che stanno allungando le loro mani sui 209 miliardi del Recovery Fund.
Sul tema è intervenuto anche il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese per denunciare l’“assalto alla diligenza del Recovery Fund”.
“Al Sud, – ha rimarcato Cuccurese – che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole, come sempre”.
Fonte: Vesuvianonews- articolo Salvatore Lucchese
Il piatto è ricco e mi ci ficco. Questo, in sintesi, il motto dei satrapi nordisti che stanno allungando le loro mani sui 209 miliardi del Recovery Fund.
Sul tema è intervenuto anche il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese per denunciare l’“assalto alla diligenza del Recovery Fund”.
“Al Sud, – ha rimarcato Cuccurese – che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole, come sempre”.
Fonte: Vesuvianonews- articolo Salvatore Lucchese









