sabato 25 aprile 2020

BUON 25 APRILE


Di Natale Cuccurese
La memoria del 25 Aprile 1945 va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai.
Mai come oggi è infatti necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni, odi e rancori che dopo tanti anni sarebbe bene sconfiggere definitivamente.

Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, nonché ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista, grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi, fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare.

Così come sarebbe utile riscoprire e finalmente applicare gli articoli di quella Costituzione che dalla Resistenza discende.
Articoli che se fossero stati applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero paese, e nemmeno la pericolosa crisi sanitaria (colpa anche dei tagli al Ssn), economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud. Diseguaglianze che vanno al più presto rimosse e che sono foriere di pericoli per la tenuta democratica del paese e quindi per la libertà di tutti.

Altro che “secessione dei ricchi” ignobilmente sostenuta anche da una certa “sinistra” senza memoria che in Europa si è prestata, senza vergogna, all’equiparazione fra nazismo e comunismo.


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Di Natale Cuccurese
La memoria del 25 Aprile 1945 va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai.
Mai come oggi è infatti necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni, odi e rancori che dopo tanti anni sarebbe bene sconfiggere definitivamente.

Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, nonché ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista, grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi, fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare.

Così come sarebbe utile riscoprire e finalmente applicare gli articoli di quella Costituzione che dalla Resistenza discende.
Articoli che se fossero stati applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero paese, e nemmeno la pericolosa crisi sanitaria (colpa anche dei tagli al Ssn), economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud. Diseguaglianze che vanno al più presto rimosse e che sono foriere di pericoli per la tenuta democratica del paese e quindi per la libertà di tutti.

Altro che “secessione dei ricchi” ignobilmente sostenuta anche da una certa “sinistra” senza memoria che in Europa si è prestata, senza vergogna, all’equiparazione fra nazismo e comunismo.


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