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giovedì 27 aprile 2017
PIETRARSA 1° MAGGIO 2017: CERIMONIA TITOLAZIONE PIAZZA "MARTIRI DI PIETRARSA"!
A Pietrarsa un Primo Maggio in ricordo della prima strage operaia dell'Italia unita. Come da proposta del 2013 in Commissione Toponomastica ad opera del Partito del Sud, a Napoli una Piazza in ricordo dei primi Martiri Operai, caduti in difesa del posto di lavoro sotto il fuoco dei bersaglieri del regio esercito.
Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)
Presenzierà il Sindaco Luigi de Magistris, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.
Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.
Partito del Sud
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Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)
Presenzierà il Sindaco Luigi de Magistris, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.
Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.
Partito del Sud
A Pietrarsa un Primo Maggio in ricordo della prima strage operaia dell'Italia unita. Come da proposta del 2013 in Commissione Toponomastica ad opera del Partito del Sud, a Napoli una Piazza in ricordo dei primi Martiri Operai, caduti in difesa del posto di lavoro sotto il fuoco dei bersaglieri del regio esercito.
Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)
Presenzierà il Sindaco Luigi de Magistris, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.
Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.
Partito del Sud
Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)
Presenzierà il Sindaco Luigi de Magistris, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.
Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.
Partito del Sud
mercoledì 26 aprile 2017
Il Partito del Sud aderisce alla manifestazione di Ventimiglia del 30 aprile 2017 per la solidarietà e contro l'intolleranza
L’ordinanza emanata l’11 agosto 2016 a Ventimiglia, in base alla quale sono stati incriminati alcuni volontari francesi, «colpevoli» di avere distribuito del cibo a migranti bisognosi, non ci lascia insensibili in quanti tradisce un principio elementare di umanità e solidarietà che dalla notte dei tempi è figlio della civiltà mediterranea. Inoltre riteniamo che quando avvenuto sia indice di ristrettezza culturale, umana e soprattutto di una rimozione storica che ci riporta con la mente ai periodi più bui della storia europea.
L'Occidente deve mirare, anche ricordando il proprio passato coloniale, a porre rimedio all'emergenza emigrazione sia con politiche di accoglienza e inclusione a livello nazionale ed europeo, sia ripristinando condizioni di vita dignitose nei Paesi sfruttati, impoveriti o in guerra, affinché le persone non siano più costrette a partire o fuggire.
Questo anche in rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la nostra Costituzione, per cui anche recentemente ci siamo battuti per la difesa e applicazione.
La strada indicata dalla Costituzione è quella della tutela “dei diritti inviolabili dell’uomo” e di “inderogabili doveri di solidarietà”, a questi bisogna attenersi!
Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia.
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
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L'Occidente deve mirare, anche ricordando il proprio passato coloniale, a porre rimedio all'emergenza emigrazione sia con politiche di accoglienza e inclusione a livello nazionale ed europeo, sia ripristinando condizioni di vita dignitose nei Paesi sfruttati, impoveriti o in guerra, affinché le persone non siano più costrette a partire o fuggire.
Questo anche in rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la nostra Costituzione, per cui anche recentemente ci siamo battuti per la difesa e applicazione.
La strada indicata dalla Costituzione è quella della tutela “dei diritti inviolabili dell’uomo” e di “inderogabili doveri di solidarietà”, a questi bisogna attenersi!
Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia.
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
L’ordinanza emanata l’11 agosto 2016 a Ventimiglia, in base alla quale sono stati incriminati alcuni volontari francesi, «colpevoli» di avere distribuito del cibo a migranti bisognosi, non ci lascia insensibili in quanti tradisce un principio elementare di umanità e solidarietà che dalla notte dei tempi è figlio della civiltà mediterranea. Inoltre riteniamo che quando avvenuto sia indice di ristrettezza culturale, umana e soprattutto di una rimozione storica che ci riporta con la mente ai periodi più bui della storia europea.
L'Occidente deve mirare, anche ricordando il proprio passato coloniale, a porre rimedio all'emergenza emigrazione sia con politiche di accoglienza e inclusione a livello nazionale ed europeo, sia ripristinando condizioni di vita dignitose nei Paesi sfruttati, impoveriti o in guerra, affinché le persone non siano più costrette a partire o fuggire.
Questo anche in rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la nostra Costituzione, per cui anche recentemente ci siamo battuti per la difesa e applicazione.
La strada indicata dalla Costituzione è quella della tutela “dei diritti inviolabili dell’uomo” e di “inderogabili doveri di solidarietà”, a questi bisogna attenersi!
Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia.
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
L'Occidente deve mirare, anche ricordando il proprio passato coloniale, a porre rimedio all'emergenza emigrazione sia con politiche di accoglienza e inclusione a livello nazionale ed europeo, sia ripristinando condizioni di vita dignitose nei Paesi sfruttati, impoveriti o in guerra, affinché le persone non siano più costrette a partire o fuggire.
Questo anche in rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la nostra Costituzione, per cui anche recentemente ci siamo battuti per la difesa e applicazione.
La strada indicata dalla Costituzione è quella della tutela “dei diritti inviolabili dell’uomo” e di “inderogabili doveri di solidarietà”, a questi bisogna attenersi!
Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia.
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
sabato 22 aprile 2017
Giovedì prossimo 27 aprile alle ore 21.30 su ItaliaMia andrà in onda il primo storico dibattito televisivo tra "Partito del Sud" e "Noi con Salvini".
La trasmissione è stata registrata ieri sera a Terzigno.
Per il Partito del Sud hanno partecipato Antonio Ciano, Presidente Onorario del Partito, e Antonio Rosato, Coord. Lazio del Partito e consigliere comunale.
I nostri due rappresentanti hanno rintuzzato con veemenza e senza tanti giri di parole le solite trite tesi leghiste, conducendo una trasmissione tutta all'attacco e portando al centro del dibattito i temi cardine del meridionalismo progressista.
L'appuntamento è quindi per giovedì 27 ore 21.30 su ItaliaMia canale 274 in Campania e 187 nel Lazio, o in streaming internet.
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La trasmissione è stata registrata ieri sera a Terzigno.
Per il Partito del Sud hanno partecipato Antonio Ciano, Presidente Onorario del Partito, e Antonio Rosato, Coord. Lazio del Partito e consigliere comunale.
I nostri due rappresentanti hanno rintuzzato con veemenza e senza tanti giri di parole le solite trite tesi leghiste, conducendo una trasmissione tutta all'attacco e portando al centro del dibattito i temi cardine del meridionalismo progressista.
L'appuntamento è quindi per giovedì 27 ore 21.30 su ItaliaMia canale 274 in Campania e 187 nel Lazio, o in streaming internet.
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venerdì 21 aprile 2017
Per il Partito del Sud un #25Aprile in piazza con l’Anpi e nel ricordo di Antonio Gramsci.
Per sostenere oggi come ieri gli ideali della Resistenza, la Costituzione e la Pace, il Partito del Sud chiama i propri attivisti e simpatizzanti ad unirsi alle manifestazioni organizzate dall'#Anpi in tutta Italia.
Nelle stesse ore una delegazione del Partito del Sud si recherà al Cimitero Acattolico di Roma per un omaggio alla tomba di Antonio Gramsci.
Partito del Sud
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Nelle stesse ore una delegazione del Partito del Sud si recherà al Cimitero Acattolico di Roma per un omaggio alla tomba di Antonio Gramsci.
Partito del Sud
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Per sostenere oggi come ieri gli ideali della Resistenza, la Costituzione e la Pace, il Partito del Sud chiama i propri attivisti e simpatizzanti ad unirsi alle manifestazioni organizzate dall'#Anpi in tutta Italia.
Nelle stesse ore una delegazione del Partito del Sud si recherà al Cimitero Acattolico di Roma per un omaggio alla tomba di Antonio Gramsci.
Partito del Sud
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Nelle stesse ore una delegazione del Partito del Sud si recherà al Cimitero Acattolico di Roma per un omaggio alla tomba di Antonio Gramsci.
Partito del Sud
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mercoledì 19 aprile 2017
CONFERMATA A PIETRARSA 1° MAGGIO 2017 CERIMONIA TITOLAZIONE "MARTIRI DI PIETRARSA"!
Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione nel 2013 del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://
Fieri d'un risultato importante e concreto portato a casa nella memoria del grande Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione preposta e al Partito del Sud.
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Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione nel 2013 del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://
Fieri d'un risultato importante e concreto portato a casa nella memoria del grande Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione preposta e al Partito del Sud.
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martedì 18 aprile 2017
Il Meridionalismo progressista vera novità politica per il Paese
Seguendo TG, sfogliando giornali, ascoltando i triti e ritriti commentatori della politica italiana oggi ci troveremmo di fronte al dilemma Grillo si Grillo no, Renzi si Renzi no. Come se il Paese potesse solo trastullarsi tra tifoserie di personaggi che più o meno tra autunno e prossima primavera potrebbero arrivare o tornare al Governo.
Non c’è un briciolo di proposta politica, un briciolo di visione del futuro se non il vuoto del “mandiamoli a casa” dei 5 stelle e l’insignificante “c’è bisogno di riforme” del “Partito Di Renzi”.
I primi (i grillini) giudici indiscussi e indiscutibili del fare politica degli altri, i secondi (i renziani) ripetitori di un mantra “riformista” (del capo) che non ha prodotto assolutamente nulla in più di mille giorni di governo se non riforme bocciate o rimangiate.
C’è poi la destra che prova con difficoltà rimettersi insieme qualcuno ancora sventolando il fantasma politico di Berlusconi, qualcun altro quello di un nazionalismo nord centrico e alla ricerca costante del nemico da combattere: gli immigrati… e “prima gli italiani”, versione truccata di “Prima il nord”…
Poi c’è la sinistra cosiddetta “radicale”, cioè quella che non sapendo come definirsi rispetto alla pseudo sinistra del PD(R) si auto-etichetta radicale.
Proviamo a vedere: c’è “Articolo 1″ (Speranza, Rossi, Scuotto, D’Alema, Bersani ecc.), c’è Sinistra Italiana (ex-PD tipo Fassina, ex-SEL, segretario politico Fratoianni), poi c’è Pisapia con la sua Cosa a sinistra che spera ancora in una ricucitura con il PD… fosse anche di Renzi, c’è Rifondazione Comunista, c’è l’Altra Europa con Tsipras, poi c’è DEMA di Luigi de Magistris oggi movimento più focalizzato e presente sulle questioni napoletane e campane (attento alle classi sociali più deboli della società), e alla fine c’è “Possibile” di Giuseppe Civati un movimento che si fonda sui valori della sinistra, ma che li declina in un linguaggio moderno e alla portata di tutti.
Poi ci siamo noi del Partito del Sud, Meridionalisti Progressisti che abbiamo collocato naturalmente la lotta meridionalista e progressista all’interno di un alveo che non può che essere a sinistra del PD renziano, se renziano resta, come sembra dai risultati della prima tornata del congresso (quella tra i circoli) e dai sondaggi in giro per la tornata delle primarie del 30 aprile.
Perché ci collochiamo in quell’area ? Perché ci ispiriamo da sempre a Gramsci e ai suoi scritti sul sud e alla lotta contadina e delle sue genti, a Dorso, a Salvemini. Tutte persone che hanno visto una possibile riscossa del sud e che questa riscossa non potesse che partire dal basso. Ci ispiriamo e crediamo profondamente nella nostra Costituzione repubblicana, e crediamo che la più grande sfida da mettersi in campo sia quella di applicarla sempre e in ogni angolo del Paese anche quello più lontano e sperduto. Quale programma più di sinistra se non i valori e gli ideali messi nella carta costituzionale da i nostri Padri Costituenti ?
E’ quindi naturale portare il meridionalismo a sinistra ? Non è facile e fino ad oggi, senza ombra di smentita, non c’è riuscito nessuno. Ma allora è possibile che ci si riesca, o non sarebbe meglio puntare a destra o alle speranze legate ai 5 stelle ?
A destra non se ne caverebbe mai nulla perché la destra per forza di cose farà i conti con Salvini e quindi con un radicato nordismo e una buona dose di razzismo congenito nel pensiero di quel movimento.
I 5 stelle parlano alla gente a seconda di dove svolgono il loro comizio elettorale, saranno borbonici a Napoli e Sabaudi a Torino, non hanno una vera vita democratica al loro interno e le loro battaglie pseudo meridionaliste sono di retroguardia: ad esempio l’istituzione della giornata delle vittime meridionali del risorgimento. Queste vittime ci sono state, le piangiamo tutti (ci farebbe immenso piacere ricordarle in una giornata), la storia del risorgimento andrebbe riscritta e studiata, per noi i cosiddetti “Padri della Patria” non lo sono affatto, ma oggi l’Italia è unita e al nord ci vivono oltre 20 milioni di meridionali, vogliamo lavorare su questo ?
Oggi la sfida è: investire al sud per far ripartire l’intero Paese.
E’ una sfida che la sinistra deve raccogliere. Non si risolve il problema mezzogiorno “con qualche posto di lavoro”, non si risolve con l’assistenzialismo calato dall’alto, si risolve con un piano straordinario di investimenti in infrastrutture, servizi, scuole, università, attenzione alla strategicità del sud nel Mediterraneo, con una visione meridionalista e mediterranea dell’Europa in grado di mettere al centro i suoi cittadini e non i governi e le banche.
l Meridionalismo a sinistra può essere la vera chiave di volta, la vera novità in un panorama politico più o meno uguale a sé stesso da anni. Questo fermento “frammentato” a sinistra dovrebbe diventare un fermento unitario, un fermento che punti a un Italia forte e “uguale”, a un’Italia che fa della Costituzione il suo orgoglio e che riconosca nella scarsa crescita del sud la sua vera sfida e anche la sua vera risorsa e opportunità per il futuro.
Un ultimo accenno alla battaglia nel PD, non ancora ne avevamo parlato, da sud. Guardiamo con interesse alla sfida coraggiosissima dell’uomo del sud Michele Emiliano per conquistare la segreteria di un partito ancora forte elettoralmente (fino a prova contraria), ma che non sa dare prospettive al Paese e lo ha già dimostrato, non c’è bisogno di controprova. Guardiamo a Michele Emiliano perché immagina un partito diverso, un partito della gente e tra la gente, un partito che vede il sud non come un problema, ma come una opportunità. A lui, amico di tante battaglie, il nostro in bocca al lupo.
In queste settimane stiamo incontrando i segretari e le direzioni dei vari partiti e movimenti a sinistra del PD, lavorando sempre con i “Comitati per la Democrazia Costituzionale” (ex comitati del NO al referendum costituzionale), con loro è aperto un dialogo forte per mettere nel motore dei progressisti una buona dose di meridionalismo. Questa per noi la strada da percorrere, questa la ricetta per un’Italia che può ripartire da sud.
Michele Dell’Edera
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud
Fonte: ConilSudsiRiparte
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Non c’è un briciolo di proposta politica, un briciolo di visione del futuro se non il vuoto del “mandiamoli a casa” dei 5 stelle e l’insignificante “c’è bisogno di riforme” del “Partito Di Renzi”.
I primi (i grillini) giudici indiscussi e indiscutibili del fare politica degli altri, i secondi (i renziani) ripetitori di un mantra “riformista” (del capo) che non ha prodotto assolutamente nulla in più di mille giorni di governo se non riforme bocciate o rimangiate.
C’è poi la destra che prova con difficoltà rimettersi insieme qualcuno ancora sventolando il fantasma politico di Berlusconi, qualcun altro quello di un nazionalismo nord centrico e alla ricerca costante del nemico da combattere: gli immigrati… e “prima gli italiani”, versione truccata di “Prima il nord”…
Poi c’è la sinistra cosiddetta “radicale”, cioè quella che non sapendo come definirsi rispetto alla pseudo sinistra del PD(R) si auto-etichetta radicale.
Proviamo a vedere: c’è “Articolo 1″ (Speranza, Rossi, Scuotto, D’Alema, Bersani ecc.), c’è Sinistra Italiana (ex-PD tipo Fassina, ex-SEL, segretario politico Fratoianni), poi c’è Pisapia con la sua Cosa a sinistra che spera ancora in una ricucitura con il PD… fosse anche di Renzi, c’è Rifondazione Comunista, c’è l’Altra Europa con Tsipras, poi c’è DEMA di Luigi de Magistris oggi movimento più focalizzato e presente sulle questioni napoletane e campane (attento alle classi sociali più deboli della società), e alla fine c’è “Possibile” di Giuseppe Civati un movimento che si fonda sui valori della sinistra, ma che li declina in un linguaggio moderno e alla portata di tutti.
Poi ci siamo noi del Partito del Sud, Meridionalisti Progressisti che abbiamo collocato naturalmente la lotta meridionalista e progressista all’interno di un alveo che non può che essere a sinistra del PD renziano, se renziano resta, come sembra dai risultati della prima tornata del congresso (quella tra i circoli) e dai sondaggi in giro per la tornata delle primarie del 30 aprile.
Perché ci collochiamo in quell’area ? Perché ci ispiriamo da sempre a Gramsci e ai suoi scritti sul sud e alla lotta contadina e delle sue genti, a Dorso, a Salvemini. Tutte persone che hanno visto una possibile riscossa del sud e che questa riscossa non potesse che partire dal basso. Ci ispiriamo e crediamo profondamente nella nostra Costituzione repubblicana, e crediamo che la più grande sfida da mettersi in campo sia quella di applicarla sempre e in ogni angolo del Paese anche quello più lontano e sperduto. Quale programma più di sinistra se non i valori e gli ideali messi nella carta costituzionale da i nostri Padri Costituenti ?
E’ quindi naturale portare il meridionalismo a sinistra ? Non è facile e fino ad oggi, senza ombra di smentita, non c’è riuscito nessuno. Ma allora è possibile che ci si riesca, o non sarebbe meglio puntare a destra o alle speranze legate ai 5 stelle ?
A destra non se ne caverebbe mai nulla perché la destra per forza di cose farà i conti con Salvini e quindi con un radicato nordismo e una buona dose di razzismo congenito nel pensiero di quel movimento.
I 5 stelle parlano alla gente a seconda di dove svolgono il loro comizio elettorale, saranno borbonici a Napoli e Sabaudi a Torino, non hanno una vera vita democratica al loro interno e le loro battaglie pseudo meridionaliste sono di retroguardia: ad esempio l’istituzione della giornata delle vittime meridionali del risorgimento. Queste vittime ci sono state, le piangiamo tutti (ci farebbe immenso piacere ricordarle in una giornata), la storia del risorgimento andrebbe riscritta e studiata, per noi i cosiddetti “Padri della Patria” non lo sono affatto, ma oggi l’Italia è unita e al nord ci vivono oltre 20 milioni di meridionali, vogliamo lavorare su questo ?
Oggi la sfida è: investire al sud per far ripartire l’intero Paese.
E’ una sfida che la sinistra deve raccogliere. Non si risolve il problema mezzogiorno “con qualche posto di lavoro”, non si risolve con l’assistenzialismo calato dall’alto, si risolve con un piano straordinario di investimenti in infrastrutture, servizi, scuole, università, attenzione alla strategicità del sud nel Mediterraneo, con una visione meridionalista e mediterranea dell’Europa in grado di mettere al centro i suoi cittadini e non i governi e le banche.
l Meridionalismo a sinistra può essere la vera chiave di volta, la vera novità in un panorama politico più o meno uguale a sé stesso da anni. Questo fermento “frammentato” a sinistra dovrebbe diventare un fermento unitario, un fermento che punti a un Italia forte e “uguale”, a un’Italia che fa della Costituzione il suo orgoglio e che riconosca nella scarsa crescita del sud la sua vera sfida e anche la sua vera risorsa e opportunità per il futuro.
Un ultimo accenno alla battaglia nel PD, non ancora ne avevamo parlato, da sud. Guardiamo con interesse alla sfida coraggiosissima dell’uomo del sud Michele Emiliano per conquistare la segreteria di un partito ancora forte elettoralmente (fino a prova contraria), ma che non sa dare prospettive al Paese e lo ha già dimostrato, non c’è bisogno di controprova. Guardiamo a Michele Emiliano perché immagina un partito diverso, un partito della gente e tra la gente, un partito che vede il sud non come un problema, ma come una opportunità. A lui, amico di tante battaglie, il nostro in bocca al lupo.
In queste settimane stiamo incontrando i segretari e le direzioni dei vari partiti e movimenti a sinistra del PD, lavorando sempre con i “Comitati per la Democrazia Costituzionale” (ex comitati del NO al referendum costituzionale), con loro è aperto un dialogo forte per mettere nel motore dei progressisti una buona dose di meridionalismo. Questa per noi la strada da percorrere, questa la ricetta per un’Italia che può ripartire da sud.
Michele Dell’Edera
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud
Fonte: ConilSudsiRiparte
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Seguendo TG, sfogliando giornali, ascoltando i triti e ritriti commentatori della politica italiana oggi ci troveremmo di fronte al dilemma Grillo si Grillo no, Renzi si Renzi no. Come se il Paese potesse solo trastullarsi tra tifoserie di personaggi che più o meno tra autunno e prossima primavera potrebbero arrivare o tornare al Governo.
Non c’è un briciolo di proposta politica, un briciolo di visione del futuro se non il vuoto del “mandiamoli a casa” dei 5 stelle e l’insignificante “c’è bisogno di riforme” del “Partito Di Renzi”.
I primi (i grillini) giudici indiscussi e indiscutibili del fare politica degli altri, i secondi (i renziani) ripetitori di un mantra “riformista” (del capo) che non ha prodotto assolutamente nulla in più di mille giorni di governo se non riforme bocciate o rimangiate.
C’è poi la destra che prova con difficoltà rimettersi insieme qualcuno ancora sventolando il fantasma politico di Berlusconi, qualcun altro quello di un nazionalismo nord centrico e alla ricerca costante del nemico da combattere: gli immigrati… e “prima gli italiani”, versione truccata di “Prima il nord”…
Poi c’è la sinistra cosiddetta “radicale”, cioè quella che non sapendo come definirsi rispetto alla pseudo sinistra del PD(R) si auto-etichetta radicale.
Proviamo a vedere: c’è “Articolo 1″ (Speranza, Rossi, Scuotto, D’Alema, Bersani ecc.), c’è Sinistra Italiana (ex-PD tipo Fassina, ex-SEL, segretario politico Fratoianni), poi c’è Pisapia con la sua Cosa a sinistra che spera ancora in una ricucitura con il PD… fosse anche di Renzi, c’è Rifondazione Comunista, c’è l’Altra Europa con Tsipras, poi c’è DEMA di Luigi de Magistris oggi movimento più focalizzato e presente sulle questioni napoletane e campane (attento alle classi sociali più deboli della società), e alla fine c’è “Possibile” di Giuseppe Civati un movimento che si fonda sui valori della sinistra, ma che li declina in un linguaggio moderno e alla portata di tutti.
Poi ci siamo noi del Partito del Sud, Meridionalisti Progressisti che abbiamo collocato naturalmente la lotta meridionalista e progressista all’interno di un alveo che non può che essere a sinistra del PD renziano, se renziano resta, come sembra dai risultati della prima tornata del congresso (quella tra i circoli) e dai sondaggi in giro per la tornata delle primarie del 30 aprile.
Perché ci collochiamo in quell’area ? Perché ci ispiriamo da sempre a Gramsci e ai suoi scritti sul sud e alla lotta contadina e delle sue genti, a Dorso, a Salvemini. Tutte persone che hanno visto una possibile riscossa del sud e che questa riscossa non potesse che partire dal basso. Ci ispiriamo e crediamo profondamente nella nostra Costituzione repubblicana, e crediamo che la più grande sfida da mettersi in campo sia quella di applicarla sempre e in ogni angolo del Paese anche quello più lontano e sperduto. Quale programma più di sinistra se non i valori e gli ideali messi nella carta costituzionale da i nostri Padri Costituenti ?
E’ quindi naturale portare il meridionalismo a sinistra ? Non è facile e fino ad oggi, senza ombra di smentita, non c’è riuscito nessuno. Ma allora è possibile che ci si riesca, o non sarebbe meglio puntare a destra o alle speranze legate ai 5 stelle ?
A destra non se ne caverebbe mai nulla perché la destra per forza di cose farà i conti con Salvini e quindi con un radicato nordismo e una buona dose di razzismo congenito nel pensiero di quel movimento.
I 5 stelle parlano alla gente a seconda di dove svolgono il loro comizio elettorale, saranno borbonici a Napoli e Sabaudi a Torino, non hanno una vera vita democratica al loro interno e le loro battaglie pseudo meridionaliste sono di retroguardia: ad esempio l’istituzione della giornata delle vittime meridionali del risorgimento. Queste vittime ci sono state, le piangiamo tutti (ci farebbe immenso piacere ricordarle in una giornata), la storia del risorgimento andrebbe riscritta e studiata, per noi i cosiddetti “Padri della Patria” non lo sono affatto, ma oggi l’Italia è unita e al nord ci vivono oltre 20 milioni di meridionali, vogliamo lavorare su questo ?
Oggi la sfida è: investire al sud per far ripartire l’intero Paese.
E’ una sfida che la sinistra deve raccogliere. Non si risolve il problema mezzogiorno “con qualche posto di lavoro”, non si risolve con l’assistenzialismo calato dall’alto, si risolve con un piano straordinario di investimenti in infrastrutture, servizi, scuole, università, attenzione alla strategicità del sud nel Mediterraneo, con una visione meridionalista e mediterranea dell’Europa in grado di mettere al centro i suoi cittadini e non i governi e le banche.
l Meridionalismo a sinistra può essere la vera chiave di volta, la vera novità in un panorama politico più o meno uguale a sé stesso da anni. Questo fermento “frammentato” a sinistra dovrebbe diventare un fermento unitario, un fermento che punti a un Italia forte e “uguale”, a un’Italia che fa della Costituzione il suo orgoglio e che riconosca nella scarsa crescita del sud la sua vera sfida e anche la sua vera risorsa e opportunità per il futuro.
Un ultimo accenno alla battaglia nel PD, non ancora ne avevamo parlato, da sud. Guardiamo con interesse alla sfida coraggiosissima dell’uomo del sud Michele Emiliano per conquistare la segreteria di un partito ancora forte elettoralmente (fino a prova contraria), ma che non sa dare prospettive al Paese e lo ha già dimostrato, non c’è bisogno di controprova. Guardiamo a Michele Emiliano perché immagina un partito diverso, un partito della gente e tra la gente, un partito che vede il sud non come un problema, ma come una opportunità. A lui, amico di tante battaglie, il nostro in bocca al lupo.
In queste settimane stiamo incontrando i segretari e le direzioni dei vari partiti e movimenti a sinistra del PD, lavorando sempre con i “Comitati per la Democrazia Costituzionale” (ex comitati del NO al referendum costituzionale), con loro è aperto un dialogo forte per mettere nel motore dei progressisti una buona dose di meridionalismo. Questa per noi la strada da percorrere, questa la ricetta per un’Italia che può ripartire da sud.
Michele Dell’Edera
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud
Fonte: ConilSudsiRiparte
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Non c’è un briciolo di proposta politica, un briciolo di visione del futuro se non il vuoto del “mandiamoli a casa” dei 5 stelle e l’insignificante “c’è bisogno di riforme” del “Partito Di Renzi”.
I primi (i grillini) giudici indiscussi e indiscutibili del fare politica degli altri, i secondi (i renziani) ripetitori di un mantra “riformista” (del capo) che non ha prodotto assolutamente nulla in più di mille giorni di governo se non riforme bocciate o rimangiate.
C’è poi la destra che prova con difficoltà rimettersi insieme qualcuno ancora sventolando il fantasma politico di Berlusconi, qualcun altro quello di un nazionalismo nord centrico e alla ricerca costante del nemico da combattere: gli immigrati… e “prima gli italiani”, versione truccata di “Prima il nord”…
Poi c’è la sinistra cosiddetta “radicale”, cioè quella che non sapendo come definirsi rispetto alla pseudo sinistra del PD(R) si auto-etichetta radicale.
Proviamo a vedere: c’è “Articolo 1″ (Speranza, Rossi, Scuotto, D’Alema, Bersani ecc.), c’è Sinistra Italiana (ex-PD tipo Fassina, ex-SEL, segretario politico Fratoianni), poi c’è Pisapia con la sua Cosa a sinistra che spera ancora in una ricucitura con il PD… fosse anche di Renzi, c’è Rifondazione Comunista, c’è l’Altra Europa con Tsipras, poi c’è DEMA di Luigi de Magistris oggi movimento più focalizzato e presente sulle questioni napoletane e campane (attento alle classi sociali più deboli della società), e alla fine c’è “Possibile” di Giuseppe Civati un movimento che si fonda sui valori della sinistra, ma che li declina in un linguaggio moderno e alla portata di tutti.
Poi ci siamo noi del Partito del Sud, Meridionalisti Progressisti che abbiamo collocato naturalmente la lotta meridionalista e progressista all’interno di un alveo che non può che essere a sinistra del PD renziano, se renziano resta, come sembra dai risultati della prima tornata del congresso (quella tra i circoli) e dai sondaggi in giro per la tornata delle primarie del 30 aprile.
Perché ci collochiamo in quell’area ? Perché ci ispiriamo da sempre a Gramsci e ai suoi scritti sul sud e alla lotta contadina e delle sue genti, a Dorso, a Salvemini. Tutte persone che hanno visto una possibile riscossa del sud e che questa riscossa non potesse che partire dal basso. Ci ispiriamo e crediamo profondamente nella nostra Costituzione repubblicana, e crediamo che la più grande sfida da mettersi in campo sia quella di applicarla sempre e in ogni angolo del Paese anche quello più lontano e sperduto. Quale programma più di sinistra se non i valori e gli ideali messi nella carta costituzionale da i nostri Padri Costituenti ?
E’ quindi naturale portare il meridionalismo a sinistra ? Non è facile e fino ad oggi, senza ombra di smentita, non c’è riuscito nessuno. Ma allora è possibile che ci si riesca, o non sarebbe meglio puntare a destra o alle speranze legate ai 5 stelle ?
A destra non se ne caverebbe mai nulla perché la destra per forza di cose farà i conti con Salvini e quindi con un radicato nordismo e una buona dose di razzismo congenito nel pensiero di quel movimento.
I 5 stelle parlano alla gente a seconda di dove svolgono il loro comizio elettorale, saranno borbonici a Napoli e Sabaudi a Torino, non hanno una vera vita democratica al loro interno e le loro battaglie pseudo meridionaliste sono di retroguardia: ad esempio l’istituzione della giornata delle vittime meridionali del risorgimento. Queste vittime ci sono state, le piangiamo tutti (ci farebbe immenso piacere ricordarle in una giornata), la storia del risorgimento andrebbe riscritta e studiata, per noi i cosiddetti “Padri della Patria” non lo sono affatto, ma oggi l’Italia è unita e al nord ci vivono oltre 20 milioni di meridionali, vogliamo lavorare su questo ?
Oggi la sfida è: investire al sud per far ripartire l’intero Paese.
E’ una sfida che la sinistra deve raccogliere. Non si risolve il problema mezzogiorno “con qualche posto di lavoro”, non si risolve con l’assistenzialismo calato dall’alto, si risolve con un piano straordinario di investimenti in infrastrutture, servizi, scuole, università, attenzione alla strategicità del sud nel Mediterraneo, con una visione meridionalista e mediterranea dell’Europa in grado di mettere al centro i suoi cittadini e non i governi e le banche.
l Meridionalismo a sinistra può essere la vera chiave di volta, la vera novità in un panorama politico più o meno uguale a sé stesso da anni. Questo fermento “frammentato” a sinistra dovrebbe diventare un fermento unitario, un fermento che punti a un Italia forte e “uguale”, a un’Italia che fa della Costituzione il suo orgoglio e che riconosca nella scarsa crescita del sud la sua vera sfida e anche la sua vera risorsa e opportunità per il futuro.
Un ultimo accenno alla battaglia nel PD, non ancora ne avevamo parlato, da sud. Guardiamo con interesse alla sfida coraggiosissima dell’uomo del sud Michele Emiliano per conquistare la segreteria di un partito ancora forte elettoralmente (fino a prova contraria), ma che non sa dare prospettive al Paese e lo ha già dimostrato, non c’è bisogno di controprova. Guardiamo a Michele Emiliano perché immagina un partito diverso, un partito della gente e tra la gente, un partito che vede il sud non come un problema, ma come una opportunità. A lui, amico di tante battaglie, il nostro in bocca al lupo.
In queste settimane stiamo incontrando i segretari e le direzioni dei vari partiti e movimenti a sinistra del PD, lavorando sempre con i “Comitati per la Democrazia Costituzionale” (ex comitati del NO al referendum costituzionale), con loro è aperto un dialogo forte per mettere nel motore dei progressisti una buona dose di meridionalismo. Questa per noi la strada da percorrere, questa la ricetta per un’Italia che può ripartire da sud.
Michele Dell’Edera
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud
Fonte: ConilSudsiRiparte
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sabato 15 aprile 2017
BUONA PASQUA A TUTTI DAL PARTITO DEL SUD
Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud.
Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare. Per questa Pasqua si alzi forte da tutti noi un messaggio di Pace.
#StopWar
Natale Cuccurese
Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud.
Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare. Per questa Pasqua si alzi forte da tutti noi un messaggio di Pace.
#StopWar
Natale Cuccurese
lunedì 3 aprile 2017
PROROGATO A TUTTO IL 30 APRILE IL RINNOVO TESSERAMENTO 2017 AL PARTITO DEL SUD
Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2017.
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la quota sociale stabilita per il 2017.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2017 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2017.
Leggi tutto »
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la quota sociale stabilita per il 2017.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2017 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2017.
per ulteriori dettagli e/o tesserarsi on line: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html
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Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2017.
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la quota sociale stabilita per il 2017.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2017 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2017.
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la quota sociale stabilita per il 2017.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2017 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2017.
per ulteriori dettagli e/o tesserarsi on line: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html
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