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venerdì 31 ottobre 2014
Per festeggiare il sindaco rientrato...
In 200 circa, i fedelissimi tra cui il Partito del Sud, ieri sera Giovedì 30/10/2014 intorno alle ore 20,00, dopo la riunione di giunta, davanti Palazzo S. Giacomo...tra abbracci e una bottiglia di champagne stappata dal sindaco Luigi de Magitris ritrovato nel pieno delle sue funzioni e più carico, motivato ed ironico che mai!
BENTORNATO LUIGI !!!
.
In 200 circa, i fedelissimi tra cui il Partito del Sud, ieri sera Giovedì 30/10/2014 intorno alle ore 20,00, dopo la riunione di giunta, davanti Palazzo S. Giacomo...tra abbracci e una bottiglia di champagne stappata dal sindaco Luigi de Magitris ritrovato nel pieno delle sue funzioni e più carico, motivato ed ironico che mai!
BENTORNATO LUIGI !!!
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giovedì 30 ottobre 2014
De Magistris, il TAR blocca la sospensione. Bentornato e buon lavoro dal Partito del Sud, per Napoli, per il Sud, per la buona amministrazione !
DE MAGISTRIS TORNA SINDACO A TUTTI GLI EFFETTI!!!
IL PARTITO DEL SUD CON TUTTI I SUOI DIRIGENTI ED ISCRITTI ESPRIME I COMPLIMENTI AL NOSTRO AMICO E SINDACO LUIGI DE MAGISTRIS E RIBADISCE E CONFERMA LA SUA VICINANZA E COLLABORAZIONE (NON OCCASIONALE) , COME DA SEMPRE E DAL PRIMO MOMENTO, AL SUO OPERATO E ALLA SUA AZIONE E PERCORSO POLITICO ANCHE FUTURO!
AUGURI GRANDE LUIGI!
........................................................................................................................................
Un'ottima notizia per tutti i cittadini onesti di Napoli e dell'intero Paese.
Una notizia che attendevamo con fiducia, sin dai giorni più bui, nell'attesa che sia fatta piena luce e giustizia sull'intera vicenda.
Per questo siamo sempre stati al fianco del Sindaco de Magistris sostenendolo, senza se e senza ma, insieme a tutto il Partito del Sud!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
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IL PARTITO DEL SUD CON TUTTI I SUOI DIRIGENTI ED ISCRITTI ESPRIME I COMPLIMENTI AL NOSTRO AMICO E SINDACO LUIGI DE MAGISTRIS E RIBADISCE E CONFERMA LA SUA VICINANZA E COLLABORAZIONE (NON OCCASIONALE) , COME DA SEMPRE E DAL PRIMO MOMENTO, AL SUO OPERATO E ALLA SUA AZIONE E PERCORSO POLITICO ANCHE FUTURO!
AUGURI GRANDE LUIGI!
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Un'ottima notizia per tutti i cittadini onesti di Napoli e dell'intero Paese.
Una notizia che attendevamo con fiducia, sin dai giorni più bui, nell'attesa che sia fatta piena luce e giustizia sull'intera vicenda.
Per questo siamo sempre stati al fianco del Sindaco de Magistris sostenendolo, senza se e senza ma, insieme a tutto il Partito del Sud!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
DE MAGISTRIS TORNA SINDACO A TUTTI GLI EFFETTI!!!
IL PARTITO DEL SUD CON TUTTI I SUOI DIRIGENTI ED ISCRITTI ESPRIME I COMPLIMENTI AL NOSTRO AMICO E SINDACO LUIGI DE MAGISTRIS E RIBADISCE E CONFERMA LA SUA VICINANZA E COLLABORAZIONE (NON OCCASIONALE) , COME DA SEMPRE E DAL PRIMO MOMENTO, AL SUO OPERATO E ALLA SUA AZIONE E PERCORSO POLITICO ANCHE FUTURO!
AUGURI GRANDE LUIGI!
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Un'ottima notizia per tutti i cittadini onesti di Napoli e dell'intero Paese.
Una notizia che attendevamo con fiducia, sin dai giorni più bui, nell'attesa che sia fatta piena luce e giustizia sull'intera vicenda.
Per questo siamo sempre stati al fianco del Sindaco de Magistris sostenendolo, senza se e senza ma, insieme a tutto il Partito del Sud!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
IL PARTITO DEL SUD CON TUTTI I SUOI DIRIGENTI ED ISCRITTI ESPRIME I COMPLIMENTI AL NOSTRO AMICO E SINDACO LUIGI DE MAGISTRIS E RIBADISCE E CONFERMA LA SUA VICINANZA E COLLABORAZIONE (NON OCCASIONALE) , COME DA SEMPRE E DAL PRIMO MOMENTO, AL SUO OPERATO E ALLA SUA AZIONE E PERCORSO POLITICO ANCHE FUTURO!
AUGURI GRANDE LUIGI!
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Un'ottima notizia per tutti i cittadini onesti di Napoli e dell'intero Paese.
Una notizia che attendevamo con fiducia, sin dai giorni più bui, nell'attesa che sia fatta piena luce e giustizia sull'intera vicenda.
Per questo siamo sempre stati al fianco del Sindaco de Magistris sostenendolo, senza se e senza ma, insieme a tutto il Partito del Sud!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
THYSSENKRUPP; …quattro straccioni contro quattro straccioni!
Di Bruno Pappalardo
Certo che è importante sapere cosa sia veramente successo ieri tra operai scioperanti della ThyssenKrupp,… ma sarà la solita menata. Si rimbalzeranno accuse da una parte all’altra.
Il comando di quel commissariato di polizia, a Terni, ha già mandato in onda un video per dimostrare che gli operai lanciavano degli oggetti, (bottigliette d’acqua che nel video appaiono individuiate da un cerchio rosso) Ma insomma avete caschi, giubbotti di sicurezza e pannelli scudanti possibile che 4 poliziotti si sono feriti? Erano 4 perché dovevano pareggiare con i veri 4 feriti portati in ospedale. Allora cosa veramente è successo?
Il comando di quel commissariato di polizia, a Terni, ha già mandato in onda un video per dimostrare che gli operai lanciavano degli oggetti, (bottigliette d’acqua che nel video appaiono individuiate da un cerchio rosso) Ma insomma avete caschi, giubbotti di sicurezza e pannelli scudanti possibile che 4 poliziotti si sono feriti? Erano 4 perché dovevano pareggiare con i veri 4 feriti portati in ospedale. Allora cosa veramente è successo?
Che degli straccioni, poveracci, narco-condizionati che a stento riescono a tirare avanti con dignità, la complessa storia di un sol mese ( si va avanti mese dopo mese, giorno dopo giorno …) della propria famiglia che non arriva neppure al 10 di quello ma, erano in divisa, fronteggiavano quattro straccioni poveri, non in divisa, che chiedevano (…è ammesso almeno la rabbia che non diventa violenza?) urlanti il diritto al Lavoro.
Stronzo di operaio tu lavori per dare lo stipendio a quegl’altri stronzi in divisa e tu con l’elmo Azzurro-Sorrento fai il tuo lavoro per proteggere proprio loro e i loro diritti che sono anche i tuoi.
Cari straccioni poveri uomini, in divisa o senza, vi hanno messo di fronte l’uno contro l’altro per svicolare dai loro doveri e furbi giochetti con pupazzetti che sono le vostre vite.
Ma non vedete che la situazione l’hanno creato gli altri ben lontani da quella manifestazione?
Non riuscite a vedere il disegno? Non riuscite, cari lavoratori delle forze di polizia che domani vi toglieranno il vostro sindacato, ossia i vostri diritti?
Ma veramente non riusciamo a comprendere che questo non sposterà di un centimetro quanto già stabilito?
Certo ci saranno anche le “scuse del Governo” (detto tra noi non avverrà mai o si userà un linguaggio ambiguo che dirà e non dirà per dividere le colpe e frammentare, dividere, scheggiare, spezzettare ancora la logica) , embhé, … dopo?
NULLA, questo è successo!
E’ successo a Terni ma succede dovunque,… spero non succeda mai al Sud perché sarebbe terribile.
“Caro mio Sud, allora, muoviti sei l’unica nostra speranza, richiama i tuoi uomini, il tuo esercito quello che mai ti ha tradito e ridai vita alla via per il futuro”?
Direte “belle panzane”…forse ma io ci credo perché i segni (non grafici impaurenti) sono sui volti dei nostri uomini onesti. Sul volto di un perseguitato dalla politica a Napoli, ho visto la freccia in alto, verticale della “Ordinata” mentre si ammollava l’ “Ascissa ”.
Di Bruno Pappalardo
Certo che è importante sapere cosa sia veramente successo ieri tra operai scioperanti della ThyssenKrupp,… ma sarà la solita menata. Si rimbalzeranno accuse da una parte all’altra.
Il comando di quel commissariato di polizia, a Terni, ha già mandato in onda un video per dimostrare che gli operai lanciavano degli oggetti, (bottigliette d’acqua che nel video appaiono individuiate da un cerchio rosso) Ma insomma avete caschi, giubbotti di sicurezza e pannelli scudanti possibile che 4 poliziotti si sono feriti? Erano 4 perché dovevano pareggiare con i veri 4 feriti portati in ospedale. Allora cosa veramente è successo?
Il comando di quel commissariato di polizia, a Terni, ha già mandato in onda un video per dimostrare che gli operai lanciavano degli oggetti, (bottigliette d’acqua che nel video appaiono individuiate da un cerchio rosso) Ma insomma avete caschi, giubbotti di sicurezza e pannelli scudanti possibile che 4 poliziotti si sono feriti? Erano 4 perché dovevano pareggiare con i veri 4 feriti portati in ospedale. Allora cosa veramente è successo?
Che degli straccioni, poveracci, narco-condizionati che a stento riescono a tirare avanti con dignità, la complessa storia di un sol mese ( si va avanti mese dopo mese, giorno dopo giorno …) della propria famiglia che non arriva neppure al 10 di quello ma, erano in divisa, fronteggiavano quattro straccioni poveri, non in divisa, che chiedevano (…è ammesso almeno la rabbia che non diventa violenza?) urlanti il diritto al Lavoro.
Stronzo di operaio tu lavori per dare lo stipendio a quegl’altri stronzi in divisa e tu con l’elmo Azzurro-Sorrento fai il tuo lavoro per proteggere proprio loro e i loro diritti che sono anche i tuoi.
Cari straccioni poveri uomini, in divisa o senza, vi hanno messo di fronte l’uno contro l’altro per svicolare dai loro doveri e furbi giochetti con pupazzetti che sono le vostre vite.
Ma non vedete che la situazione l’hanno creato gli altri ben lontani da quella manifestazione?
Non riuscite a vedere il disegno? Non riuscite, cari lavoratori delle forze di polizia che domani vi toglieranno il vostro sindacato, ossia i vostri diritti?
Ma veramente non riusciamo a comprendere che questo non sposterà di un centimetro quanto già stabilito?
Certo ci saranno anche le “scuse del Governo” (detto tra noi non avverrà mai o si userà un linguaggio ambiguo che dirà e non dirà per dividere le colpe e frammentare, dividere, scheggiare, spezzettare ancora la logica) , embhé, … dopo?
NULLA, questo è successo!
E’ successo a Terni ma succede dovunque,… spero non succeda mai al Sud perché sarebbe terribile.
“Caro mio Sud, allora, muoviti sei l’unica nostra speranza, richiama i tuoi uomini, il tuo esercito quello che mai ti ha tradito e ridai vita alla via per il futuro”?
Direte “belle panzane”…forse ma io ci credo perché i segni (non grafici impaurenti) sono sui volti dei nostri uomini onesti. Sul volto di un perseguitato dalla politica a Napoli, ho visto la freccia in alto, verticale della “Ordinata” mentre si ammollava l’ “Ascissa ”.
mercoledì 29 ottobre 2014
Il Governo risponda subito delle insopportabili violenze di oggi a Roma contro i lavoratori !
Grave ed inaccettabile quanto successo oggi a Roma. La nostra solidarietà ai sindacalisti e ai lavoratori feriti in piazza.
Il Governo dei poteri forti risponda subito di queste insopportabili violenze. Violenze che giungono a pochi giorni dalle dichiarazioni contro il sindacato del Premier, non eletto, Renzi che rischiano di creare nel Paese un'atmosfera ostile ai sindacati, ai lavoratori e ai loro diritti.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
Grave ed inaccettabile quanto successo oggi a Roma. La nostra solidarietà ai sindacalisti e ai lavoratori feriti in piazza.
Il Governo dei poteri forti risponda subito di queste insopportabili violenze. Violenze che giungono a pochi giorni dalle dichiarazioni contro il sindacato del Premier, non eletto, Renzi che rischiano di creare nel Paese un'atmosfera ostile ai sindacati, ai lavoratori e ai loro diritti.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
Il Sud ad un bivio...o lo tsunami demografico ed il deserto annunciato dallo Svimez o una ripartenza da Sud dell'intero paese
Il rapporto SVIMEZ 2014 è una fotografia impietosa ma cruda e realistica della crisi dell'intero paese e del Mezzogiorno in particolare.
Leggi tutto »
Certo è impressionante leggere negli ultimi anni del calo, al netto degli immigrati, e dell'invecchiamento della popolazione del Mezzogiorno, con la ripresa dell'emigrazione, soprattutto giovanile, e l'aumento della disoccupazione e tragica diffusione della povertà, come già citato anche nel recente articolo del nostro Presidente Natale Cuccurese sul blog nazionale.
Come detto anche dall'amico Gigi Di Fiore, sul suo ottimo articolo sul Blog del Mattino online, ancora oggi sembrano attuali le poche voci dei meridionalisti del passato, come Nitti ad esempio ad inizio del 1900, quando protestavano contro le politiche nord-centriche del Regno d'Italia che tanto contribuirono ad allargare la forbice tra il nostro Sud e il Centro-Nord del paese. Oramai anche gli studi di Malanima e Daniele del CNR sull'andamento del PIL pro-capite per il Sud e per il Centro-Nord e gli studi della Banca d'Italia (fonte che credo non sia sospettabile di simpatie neoborboniche o revisioniste....) sugli indici di industrializzazione relativa e sul valore aggiunto industriale, dimostrano che il divario nacque dopo la "malaunità" del 1861 e non esisteva prima o almeno fu davvero minimo fino alla fine del secolo XIX quando il PIL pro-capite del Sud è stimato intorno al 93% di quello del resto del paese, ancora un paese povero e fondamentalmente agricolo ed arretrato.
Poi il Regno sabaudo fece di tutto per allargare il divario, il gap inizia a formarsi tra il 1891 ed il 1913 quando ci fu l'industrializzazione del Nord a scapito del Sud arrivando all'80%, per aggravarsi durante il periodo fascista e raggiungere il suo picco dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1951 il PIL del Sud era diventato quasi la metà, esattamente il 47% di quello del Centro-Nord! Quindi ci fu l'unico periodo in cui il gap diminuì tra il 1951 ed il 1973, periodo che coincide con il boom economico dell'Italia dopo il Piano Marshall (sebbene anche quei fondi destinati soprattutto al Nord...) ed il primo illuminato periodo della Cassa del Mezzogiorno...cresce il Sud e cresce l'intero paese anche se noi "terroni" paghiamo a carissimo prezzo questa crescita con il periodo di più forte emigrazione sud-nord, negli anni '60 si stimano ca. 300.000 persone all'anno, alla fine però il PIL pro-capite del Sud diventa il 66% di quello del resto del paese. Infine l'ultimo periodo esaminato da Malanima e Daniele, dagli anni '70 ai primi anni del nuovo secolo, iniziato con la crisi petrolifera e la seconda fase della Cassa del Mezzogiorno, quella in cui si passò dagli investimenti ai sussidi (spesso preda delle aziende del Nord che vennero al Sud...) la situazione peggiorò per l'intero paese e per il Sud in particolare ed il gap tornò ad allargarsi...poi negli ultimi anni specie i governi Berlusconi-Tremonti, oramai dichiaratamente "leghisti", hanno ulteriormente aggravato la situazione con i ben noti scippi dei fondi FAS ai danni del Mezzogiorno.
Le risposte del governo Renzi finora sono largamente insufficienti ed insoddisfacenti, abbastanza patetiche poi le risposte di Del Rio sulle difficoltà di territorio al Sud per giustificare le briciole al Sud per gli investimenti ferroviari (il 2% del totale!!!). Oggi, come ci insegna anche la storia e la ricostruzione sui vari periodi di Daniele e Malanima, servirebbe un nuovo "Piano Marshall" per il Sud e poi si deve essere molto più coraggiosi con lo sforamento dei parametri europei. Infine, soprattutto con le limitate risorse comunque a disposizione, bisogna privilegiare investimenti al Sud con priorità su infrastrutture, turismo e protezione beni ambientali e culturali, artigianato ed eno-gastronomia di qualità, quindi sviluppo sostenibile ed incentivi per sviluppo hi-tech se non si vuole l'annientamento totale di un popolo ed il deserto, non solo industriale ma anche civile, entro qualche decina di anni.
Non basta più indignarsi e protestare, oppure pensare a cose velleitarie ed irraggiungibili come ritorni ad antichi confini, bisogna organizzare un movimento meridionalista di massa che faccia sentire la sua voce forte nello scenario politico italiano e lì dove si decide...noi del Partito del Sud lavoriamo su questo e sulle nostre proposte al di là della protesta, continueremo a farlo, insieme alle migliori espressioni politiche meridionali, come De Magistris o Emiliano ad esempio, che hanno dimostrato di non aver nulla da imparare in quanto ad onestà ed efficienza amministrativa dai loro colleghi del Centro-Nord travolti da decine di scandali e di inefficienze. Dalle persone migliori il Sud riparte e l'Italia sarà quello che il Sud sarà...un Sud autonomo e forte, di nuovo al centro del Mediterraneo e di nuovo faro di civiltà dell'intero continente europeo.
Enzo Riccio
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud
.
Il rapporto SVIMEZ 2014 è una fotografia impietosa ma cruda e realistica della crisi dell'intero paese e del Mezzogiorno in particolare.
Certo è impressionante leggere negli ultimi anni del calo, al netto degli immigrati, e dell'invecchiamento della popolazione del Mezzogiorno, con la ripresa dell'emigrazione, soprattutto giovanile, e l'aumento della disoccupazione e tragica diffusione della povertà, come già citato anche nel recente articolo del nostro Presidente Natale Cuccurese sul blog nazionale.
Come detto anche dall'amico Gigi Di Fiore, sul suo ottimo articolo sul Blog del Mattino online, ancora oggi sembrano attuali le poche voci dei meridionalisti del passato, come Nitti ad esempio ad inizio del 1900, quando protestavano contro le politiche nord-centriche del Regno d'Italia che tanto contribuirono ad allargare la forbice tra il nostro Sud e il Centro-Nord del paese. Oramai anche gli studi di Malanima e Daniele del CNR sull'andamento del PIL pro-capite per il Sud e per il Centro-Nord e gli studi della Banca d'Italia (fonte che credo non sia sospettabile di simpatie neoborboniche o revisioniste....) sugli indici di industrializzazione relativa e sul valore aggiunto industriale, dimostrano che il divario nacque dopo la "malaunità" del 1861 e non esisteva prima o almeno fu davvero minimo fino alla fine del secolo XIX quando il PIL pro-capite del Sud è stimato intorno al 93% di quello del resto del paese, ancora un paese povero e fondamentalmente agricolo ed arretrato.
Poi il Regno sabaudo fece di tutto per allargare il divario, il gap inizia a formarsi tra il 1891 ed il 1913 quando ci fu l'industrializzazione del Nord a scapito del Sud arrivando all'80%, per aggravarsi durante il periodo fascista e raggiungere il suo picco dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1951 il PIL del Sud era diventato quasi la metà, esattamente il 47% di quello del Centro-Nord! Quindi ci fu l'unico periodo in cui il gap diminuì tra il 1951 ed il 1973, periodo che coincide con il boom economico dell'Italia dopo il Piano Marshall (sebbene anche quei fondi destinati soprattutto al Nord...) ed il primo illuminato periodo della Cassa del Mezzogiorno...cresce il Sud e cresce l'intero paese anche se noi "terroni" paghiamo a carissimo prezzo questa crescita con il periodo di più forte emigrazione sud-nord, negli anni '60 si stimano ca. 300.000 persone all'anno, alla fine però il PIL pro-capite del Sud diventa il 66% di quello del resto del paese. Infine l'ultimo periodo esaminato da Malanima e Daniele, dagli anni '70 ai primi anni del nuovo secolo, iniziato con la crisi petrolifera e la seconda fase della Cassa del Mezzogiorno, quella in cui si passò dagli investimenti ai sussidi (spesso preda delle aziende del Nord che vennero al Sud...) la situazione peggiorò per l'intero paese e per il Sud in particolare ed il gap tornò ad allargarsi...poi negli ultimi anni specie i governi Berlusconi-Tremonti, oramai dichiaratamente "leghisti", hanno ulteriormente aggravato la situazione con i ben noti scippi dei fondi FAS ai danni del Mezzogiorno.
Le risposte del governo Renzi finora sono largamente insufficienti ed insoddisfacenti, abbastanza patetiche poi le risposte di Del Rio sulle difficoltà di territorio al Sud per giustificare le briciole al Sud per gli investimenti ferroviari (il 2% del totale!!!). Oggi, come ci insegna anche la storia e la ricostruzione sui vari periodi di Daniele e Malanima, servirebbe un nuovo "Piano Marshall" per il Sud e poi si deve essere molto più coraggiosi con lo sforamento dei parametri europei. Infine, soprattutto con le limitate risorse comunque a disposizione, bisogna privilegiare investimenti al Sud con priorità su infrastrutture, turismo e protezione beni ambientali e culturali, artigianato ed eno-gastronomia di qualità, quindi sviluppo sostenibile ed incentivi per sviluppo hi-tech se non si vuole l'annientamento totale di un popolo ed il deserto, non solo industriale ma anche civile, entro qualche decina di anni.
Non basta più indignarsi e protestare, oppure pensare a cose velleitarie ed irraggiungibili come ritorni ad antichi confini, bisogna organizzare un movimento meridionalista di massa che faccia sentire la sua voce forte nello scenario politico italiano e lì dove si decide...noi del Partito del Sud lavoriamo su questo e sulle nostre proposte al di là della protesta, continueremo a farlo, insieme alle migliori espressioni politiche meridionali, come De Magistris o Emiliano ad esempio, che hanno dimostrato di non aver nulla da imparare in quanto ad onestà ed efficienza amministrativa dai loro colleghi del Centro-Nord travolti da decine di scandali e di inefficienze. Dalle persone migliori il Sud riparte e l'Italia sarà quello che il Sud sarà...un Sud autonomo e forte, di nuovo al centro del Mediterraneo e di nuovo faro di civiltà dell'intero continente europeo.
Enzo Riccio
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud
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martedì 28 ottobre 2014
RAPPORTO SVIMEZ: SUD, DAL DISASTRO ALLA POSSIBILE RIPARTENZA
Di Natale Cuccurese
Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
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Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
Di Natale Cuccurese
Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
Ma la “LEOPOLDA”, prima, non era un’altra cosa?
Bruno Pappalardo
Non toccategli il suo Renzino alla Serracchiani; Chiarissima l’invidia per le colleghe ministre e cortigiane intorno al premier perché tutte “tosche” mentre Lei, poverina, è solo della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, classica montanara e anche 44enne, quindi pronta per sta lì,lì “Villa Arzilla” secondo le misurazioni anagrafiche del premier. Lei, con la” Leopolda”ha dato il meglio.
Eppure nel 2006 quando scelse il PD e fu tra i dirigenti, ebbene, la vecchia guardia d’allora. l’accolse con favore e ammirazione.
Anche lì, nella vecchia stazione, purtroppo, sono venuti fuori quei cattivi slogan che appartenevano alla canonica politica vetero-tradizionale e che puntualmente sono riemersi a dimostrazione che nessuno ne è immune.
Il “rottamatore”, dal Suo palco della Sua Leopolda, manda in delirio personaggi assai strani, giovani imprenditori, ricercatori o economisti dell’ultima ora che hanno evidentemente studiato così bene nelle proprie università “economia ”, che lanciano soluzioni per il lavoro assai simili a quei sistemi speculativi degli anni ’50. Il TFR, ad esempio, anticipato nelle buste paga era il metodo di piccoli imprenditori che lucravano sui dipendenti. L’operaio in difficoltà economiche, chiedeva un prestito al proprio datore di lavoro. Questi gli poneva due alternative: 1:NO!; 2. “ti lascio in busta-paga i contributi che ti pagherai direttamente all’Inps (una volta era così per gli artigiani) e un pezzetto di quella liquidazione che ti spetterà quando terminerà il rapporto di lavoro”. Conclusione: l’artigiano-dipendente (anni ’50-’70) si ritrovava con un pugno di mosche e senza pensione avendo lavorato 40 anni e utilizzato le poche lire dei contributi e il modesto TFR (liquidazione) per la propria famiglia in una miserevole condizione esistenziale.
Quale credito, presso le banche potrebbero avere costoro?
Ma lui dal palco tuona ingrossando il collo e s’arrossa il volto come se fosse vero. Chissà se ci crede veramente,…me lo sono sempre chiesto? Urla:
“Addio all'epoca del posto fisso (…) e la battaglia decisiva per lo sviluppo resta quella per il rilancio del Mezzogiorno";
Ovviamente tutti sanno che questa è una frase di D’Alema del ’99 alla Fiera del Levante di Bari . E’ per dire, dimostrare che tutti i proclami renziani sembrano essere delle straordinarie nuove idee.
La Sinistra di Occhetto con la svolta della Bolognina nel’91, aveva intrapreso un nuovo cammino per la costruzione di una forza sociale riformista. Questa portò, nel 2003, quasi in automatismo, avendo sgombrato il campo da passatismi leninisti, alla legge Biagi studiata e approvata dal PDS ovvero, in sintesi, alla famosa “flessibilità”. Biagi venne ucciso l’anno prima della approvazione della sua legge dalle Brigate Rosse.
Attenzione questo è un reale pericolo! Che forze terroristiche abbiano terreno fertile, in questo particolare momento del paese, è una forte eventualità possono agire e colpire.
Renzi non s’accorge che è ben 15 anni indietro e che sta ancora percorrendo quel solco della continuità lenta ma plaudente e celebrativa di quella svolta. Non s’accorge che lo percorre con i tacchi,arretrando? Parla di “vecchia guardia” senza rendersi conto che parla di se e che inconsciamente tenta di scacciare. E’ quella che ritiene nemica e vecchia è invece quella più avanzata?Bisognerebbe riparlarne e spulciare i pidocchi alle scimmie.
Quindi con la voglia di riparlare di tutte le mutazioni della Biagi fino all’eliminazione del contratto a tempo indeterminato avvenuto nel 2007 con Berlusconi, lascio!
Tuttavia, da Fazio, domenica 26.10.c.a. la ministra Maria Elena Boschi, parlando della manifestazione della CGIL del giorno prima e di un milione di partecipanti a Roma, dichiara:
Ma il sindacato deve preoccuparsi dei lavoratori mica di politica!??” Ma ci fa o ci è? Spigliata certo, bella certo, intelligente certo,.. ma n’ddeve annà n’antra vorta ‘a scola!

Bruno Pappalardo
Non toccategli il suo Renzino alla Serracchiani; Chiarissima l’invidia per le colleghe ministre e cortigiane intorno al premier perché tutte “tosche” mentre Lei, poverina, è solo della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, classica montanara e anche 44enne, quindi pronta per sta lì,lì “Villa Arzilla” secondo le misurazioni anagrafiche del premier. Lei, con la” Leopolda”ha dato il meglio.
Eppure nel 2006 quando scelse il PD e fu tra i dirigenti, ebbene, la vecchia guardia d’allora. l’accolse con favore e ammirazione.
Anche lì, nella vecchia stazione, purtroppo, sono venuti fuori quei cattivi slogan che appartenevano alla canonica politica vetero-tradizionale e che puntualmente sono riemersi a dimostrazione che nessuno ne è immune.
Il “rottamatore”, dal Suo palco della Sua Leopolda, manda in delirio personaggi assai strani, giovani imprenditori, ricercatori o economisti dell’ultima ora che hanno evidentemente studiato così bene nelle proprie università “economia ”, che lanciano soluzioni per il lavoro assai simili a quei sistemi speculativi degli anni ’50. Il TFR, ad esempio, anticipato nelle buste paga era il metodo di piccoli imprenditori che lucravano sui dipendenti. L’operaio in difficoltà economiche, chiedeva un prestito al proprio datore di lavoro. Questi gli poneva due alternative: 1:NO!; 2. “ti lascio in busta-paga i contributi che ti pagherai direttamente all’Inps (una volta era così per gli artigiani) e un pezzetto di quella liquidazione che ti spetterà quando terminerà il rapporto di lavoro”. Conclusione: l’artigiano-dipendente (anni ’50-’70) si ritrovava con un pugno di mosche e senza pensione avendo lavorato 40 anni e utilizzato le poche lire dei contributi e il modesto TFR (liquidazione) per la propria famiglia in una miserevole condizione esistenziale.
Quale credito, presso le banche potrebbero avere costoro?
Ma lui dal palco tuona ingrossando il collo e s’arrossa il volto come se fosse vero. Chissà se ci crede veramente,…me lo sono sempre chiesto? Urla:
“Addio all'epoca del posto fisso (…) e la battaglia decisiva per lo sviluppo resta quella per il rilancio del Mezzogiorno";
Ovviamente tutti sanno che questa è una frase di D’Alema del ’99 alla Fiera del Levante di Bari . E’ per dire, dimostrare che tutti i proclami renziani sembrano essere delle straordinarie nuove idee.
La Sinistra di Occhetto con la svolta della Bolognina nel’91, aveva intrapreso un nuovo cammino per la costruzione di una forza sociale riformista. Questa portò, nel 2003, quasi in automatismo, avendo sgombrato il campo da passatismi leninisti, alla legge Biagi studiata e approvata dal PDS ovvero, in sintesi, alla famosa “flessibilità”. Biagi venne ucciso l’anno prima della approvazione della sua legge dalle Brigate Rosse.
Attenzione questo è un reale pericolo! Che forze terroristiche abbiano terreno fertile, in questo particolare momento del paese, è una forte eventualità possono agire e colpire.
Renzi non s’accorge che è ben 15 anni indietro e che sta ancora percorrendo quel solco della continuità lenta ma plaudente e celebrativa di quella svolta. Non s’accorge che lo percorre con i tacchi,arretrando? Parla di “vecchia guardia” senza rendersi conto che parla di se e che inconsciamente tenta di scacciare. E’ quella che ritiene nemica e vecchia è invece quella più avanzata?Bisognerebbe riparlarne e spulciare i pidocchi alle scimmie.
Quindi con la voglia di riparlare di tutte le mutazioni della Biagi fino all’eliminazione del contratto a tempo indeterminato avvenuto nel 2007 con Berlusconi, lascio!
Tuttavia, da Fazio, domenica 26.10.c.a. la ministra Maria Elena Boschi, parlando della manifestazione della CGIL del giorno prima e di un milione di partecipanti a Roma, dichiara:
Ma il sindacato deve preoccuparsi dei lavoratori mica di politica!??” Ma ci fa o ci è? Spigliata certo, bella certo, intelligente certo,.. ma n’ddeve annà n’antra vorta ‘a scola!

lunedì 27 ottobre 2014
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo
https://www.youtube.com/watch?v=X-5O9THZR0s#t=12
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
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Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
https://www.youtube.com/watch?v=X-5O9THZR0s#t=12
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
domenica 26 ottobre 2014
Partito del Sud presente ieri a Napoli Manifestazione "Terra dei Fuochi"
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, abbiamo partecipato senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
Partito del Sud - Napoli
Presenti ieri a Napoli le Sezioni di Napoli, Portici, Villa Literno e Monte di Procida
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, abbiamo partecipato senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
Partito del Sud - Napoli
Presenti ieri a Napoli le Sezioni di Napoli, Portici, Villa Literno e Monte di Procida
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
Il premier eletto da nessuno afferma che il milione di manifestanti in piazza oggi a Roma non lo fermeranno ...e' troppo democratico...
.
Il premier eletto da nessuno afferma che il milione di manifestanti in piazza oggi a Roma non lo fermeranno ...e' troppo democratico...
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sabato 25 ottobre 2014
Manifestiamo perché i diritti non vengano offesi, ma difesi. Stamane il Partito del Sud in piazza a Roma
Come annunciato nei giorni scorsi oggi il Partito del Sud di Roma ha partecipato alla manifestazione nazionale promossa dalla CGIL a Roma.
La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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Come annunciato nei giorni scorsi oggi il Partito del Sud di Roma ha partecipato alla manifestazione nazionale promossa dalla CGIL a Roma.
La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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venerdì 24 ottobre 2014
IL PARTITO DEL SUD DOMANI IN PIAZZA A NAPOLI E ROMA...
Sabato 25/10/2014 a Roma e a Napoli
Ribadendo una tradizione che lo accompagna, sin dalla sua nascita ed espansione territoriale nel paese, il Partito del Sud conferma la sua presenza nelle diverse esigenze ed occasioni e sui vari problemi, senza appiattirsi per questo in accordi strumentali.
Siano essi elezioni, convegni, sostegno a cause e giuste rivendicazioni, il Partito del Sud non fa mancare la sua partecipazione con i suoi iscritti locali e non, e, dove possibile ed opportuno, con i suoi simboli, bandiere e striscioni.
Sabato 25 Ottobre 2014 saremo presenti sia a Roma, assieme ai lavoratori e alle forze sindacali, per la manifestazione nazionale di protesta contro gli iniqui provvedimenti governativi sul lavoro, che a Napoli per la protesta sui roghi tossici che continuano ad avvelenare le nostre terre.
Con e per il Sud e con e per i lavoratori dell’intero paese!
Partito del Sud
Sabato 25/10/2014 a Roma e a Napoli
Ribadendo una tradizione che lo accompagna, sin dalla sua nascita ed espansione territoriale nel paese, il Partito del Sud conferma la sua presenza nelle diverse esigenze ed occasioni e sui vari problemi, senza appiattirsi per questo in accordi strumentali.
Siano essi elezioni, convegni, sostegno a cause e giuste rivendicazioni, il Partito del Sud non fa mancare la sua partecipazione con i suoi iscritti locali e non, e, dove possibile ed opportuno, con i suoi simboli, bandiere e striscioni.
Sabato 25 Ottobre 2014 saremo presenti sia a Roma, assieme ai lavoratori e alle forze sindacali, per la manifestazione nazionale di protesta contro gli iniqui provvedimenti governativi sul lavoro, che a Napoli per la protesta sui roghi tossici che continuano ad avvelenare le nostre terre.
Con e per il Sud e con e per i lavoratori dell’intero paese!
Partito del Sud
RESPINGERE QUALSIASI DIKTAT E LAVORARE PER IL BENE COMUNE
Di Natale Cuccurese
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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Di Natale Cuccurese
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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mercoledì 22 ottobre 2014
A P.zza Dante a Napoli, Sabato 25 Ottobre 2014 per la Terra dei Fuochi...
Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla “ Seconda mobilitazione Generale per la Terra dei Fuochi” del 25 ottobre.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Questo è il link con l'evento ed la pagina su Facebook: https://www.facebook.com/LaTerraDeiFuochi?fref=ts
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a Sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
L’appuntamento è quindi il 25 ottobre a Napoli in P.zza Dante alle ore 16,00.
Partito del Sud - Napoli
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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla “ Seconda mobilitazione Generale per la Terra dei Fuochi” del 25 ottobre.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Questo è il link con l'evento ed la pagina su Facebook: https://www.facebook.com/LaTerraDeiFuochi?fref=ts
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a Sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
L’appuntamento è quindi il 25 ottobre a Napoli in P.zza Dante alle ore 16,00.
Partito del Sud - Napoli
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martedì 21 ottobre 2014
Il Partito del Sud di Roma alla manifestazione nazionale del 25 ottobre promossa dalla CGIL a Roma
Se il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda, se nonostante i tanti annunci e slogan, seguiti spesso da slides e da tweets, non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione (vedi la precedente riforma dell'articolo 18 già fatta dal Governo Monti e dalla Fornero), il Partito del Sud non può che essere in piazza con la sinistra che protesta e che chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Fonte: Partito del Sud - Roma
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Se il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda, se nonostante i tanti annunci e slogan, seguiti spesso da slides e da tweets, non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione (vedi la precedente riforma dell'articolo 18 già fatta dal Governo Monti e dalla Fornero), il Partito del Sud non può che essere in piazza con la sinistra che protesta e che chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Fonte: Partito del Sud - Roma
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lunedì 20 ottobre 2014
MAI CON LA LEGA ED I SUOI ALLEATI...
Sabato a Milano in piazza con Salvini, quello di "prima il nord", anche meridionali, e non solo calabresi.. Come abbiamo ripetuto spesso in questi ultimi mesi alcuni movimenti sudisti si apprestano a fare da sponda, per ora ancora silenziosamente, alla lega nella sua discesa al sud...
Ora ci sarà chi dirà in una scontata giaculatoria, "se c'è un vuoto politico qualcuno cercherà di riempirlo...bisogna che i vari gruppi del Sud si uniscano.." Certo, in linea ideale questo è comprensibile, ma come ci si fa ad unire con gruppi che sono in piazza con la Lega Nord, e che evidentemente da tempo gli stanno preparando il terreno a sud, e con movimenti di estrema destra come quelli che sabato erano con Salvini in piazza a Milano..? Abbiamo dimenticato cosa ha significato la lega per il Sud negli ultimi venti anni..? Ecco perchè noi non crediamo all'unanimismo di facciata che alcuni da tempo propugnano. Lontano dai collaborazionisti ora e per sempre !!
Il Partito del Sud ha ed ha avuto in questi ultimi anni rapporti di collaborazione, anche temporanei, con movimenti che professano legalità e/o interesse per il Sud, ma ovviamente non ha e non vuole avere nulla a che fare con movimenti e personaggi sodali della lega!!
FOTO:http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/10/18/foto/milano_la_lega_in_piazza_stop_all_invasione_di_immigrati-98428464/1/?ref=HREC1-5#35
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Sabato a Milano in piazza con Salvini, quello di "prima il nord", anche meridionali, e non solo calabresi.. Come abbiamo ripetuto spesso in questi ultimi mesi alcuni movimenti sudisti si apprestano a fare da sponda, per ora ancora silenziosamente, alla lega nella sua discesa al sud...
Ora ci sarà chi dirà in una scontata giaculatoria, "se c'è un vuoto politico qualcuno cercherà di riempirlo...bisogna che i vari gruppi del Sud si uniscano.." Certo, in linea ideale questo è comprensibile, ma come ci si fa ad unire con gruppi che sono in piazza con la Lega Nord, e che evidentemente da tempo gli stanno preparando il terreno a sud, e con movimenti di estrema destra come quelli che sabato erano con Salvini in piazza a Milano..? Abbiamo dimenticato cosa ha significato la lega per il Sud negli ultimi venti anni..? Ecco perchè noi non crediamo all'unanimismo di facciata che alcuni da tempo propugnano. Lontano dai collaborazionisti ora e per sempre !!
Il Partito del Sud ha ed ha avuto in questi ultimi anni rapporti di collaborazione, anche temporanei, con movimenti che professano legalità e/o interesse per il Sud, ma ovviamente non ha e non vuole avere nulla a che fare con movimenti e personaggi sodali della lega!!
FOTO:http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/10/18/foto/milano_la_lega_in_piazza_stop_all_invasione_di_immigrati-98428464/1/?ref=HREC1-5#35
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domenica 19 ottobre 2014
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo.
Il Sud quindi ancora un volta metterà ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini....http://partitodelsud.blogspot.it/2014/10/svendita-dellambiente-dei-diritti-dei.html
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In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo.
Il Sud quindi ancora un volta metterà ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini....http://partitodelsud.blogspot.it/2014/10/svendita-dellambiente-dei-diritti-dei.html
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sabato 18 ottobre 2014
Il Partito del Sud contro la manifestazione a Napoli di fascisti e razzisti, a difesa dei valori del SUD
Comunicato
Oggi, Sabato 18/10/2014,è stata indetta nella capitale del Sud una manifestazione, che fa seguito ad altre simili tenutesi a Milano e altrove, di chiaro stampo fascista e razzista contro gli immigrati. Al Nord formazioni destrorse e reazionarie come la Lega e Casa Pound si sono fatte carico d’organizzare simili vergogne che s’intende riportare nella città di Napoli.
Come ha già sottolineato il sindaco Luigi de Magistris, Napoli è città antifascista e medaglia d’oro della Resistenza, e il Partito del Sud sottolinea che nel DNA, nei costumi e nella storia dei meridionali esistono da sempre i valori della solidarietà, tolleranza ed inclusione, baluardi portanti del meridionalismo storico e progressista come da lezione di Gramsci e Dorso, cui si rifà il nostro partito,distinguendosi da un “sudismo” unanimista dal quale prendiamo le distanze.
Napoli e il Sud denunciano queste manifestazioni organizzate da un leghismo d’esportazione nei nostri territori e dal supporto d’un ascarismo di matrice destrorsa!
Viva sempre Napoli, libera, antifascista, orgogliosa della sua storia ed identità, ma proiettata ad un futuro di riscatto e autonomia, come esempio e motore per l’intero paese.
Il Partito del Sud - Napoli
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Comunicato
Oggi, Sabato 18/10/2014,è stata indetta nella capitale del Sud una manifestazione, che fa seguito ad altre simili tenutesi a Milano e altrove, di chiaro stampo fascista e razzista contro gli immigrati. Al Nord formazioni destrorse e reazionarie come la Lega e Casa Pound si sono fatte carico d’organizzare simili vergogne che s’intende riportare nella città di Napoli.
Come ha già sottolineato il sindaco Luigi de Magistris, Napoli è città antifascista e medaglia d’oro della Resistenza, e il Partito del Sud sottolinea che nel DNA, nei costumi e nella storia dei meridionali esistono da sempre i valori della solidarietà, tolleranza ed inclusione, baluardi portanti del meridionalismo storico e progressista come da lezione di Gramsci e Dorso, cui si rifà il nostro partito,distinguendosi da un “sudismo” unanimista dal quale prendiamo le distanze.
Napoli e il Sud denunciano queste manifestazioni organizzate da un leghismo d’esportazione nei nostri territori e dal supporto d’un ascarismo di matrice destrorsa!
Viva sempre Napoli, libera, antifascista, orgogliosa della sua storia ed identità, ma proiettata ad un futuro di riscatto e autonomia, come esempio e motore per l’intero paese.
Il Partito del Sud - Napoli
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LA SINISTRA POTRA’ DIRSI TALE PURCHÉ RESTI CHIARAMENTE SCHIERATA COL MERIDIONE!
…ossia non esiste PD o chicchessia senza il SUD;
di Bruno Pappalardo
Incoraggiato da un chiaro articolo di Alessio Postiglione, giornalista e politologo, da Huffington Post e postato sul blog del Partito del Sud di Napoli, ecco che nasce il titolo a margine.
Alessio Postiglione ( nell’articolo di -6000 battute- per cui chi non ha capacità di arrivare fino in fondo, è avvisato! Non legga i nuovi e seri dati e riflessioni su fatti arrecanti danni a scapito del Sud, dunque, in sintesi Postiglione dice:
Ma allora è la stessa logica del Piano Mashall, 1946/47, ossia dare molto a quelle zone con maggiori potenzialità produttive e nulla, abbandonati quegl’altri bombardati e depressi diventati macerie?
Ma allora quando si sostiene che il Sud è solo la colonia del Nord, perché si grida a “inesistente complotto”?
Ma allora, lasciando stare, le storie dal 1861 al 1945. I governi dal ’46 in poi, quante leggi a vantaggio del solo Sud povero sono state emesse? E quando lo furono, il malgoverno scambista e corrotto degli amministratori locali, non fu indotto da corruttori ricchi e occulti? Ciò non generò (attenzione ripeto dal 1946 in poi) depressione culturale e scompenso civico? Approfittando, dunque, delle mancanze e vizi dei meridionali, non divennero questi tasca ricca di appalti pilotati e, oggi,… parimenti, Terra dei Fuochi, autorizzati da contadini minacciati o solo ignoranti o perché creati utili pezzenti dell’anima?
Ma allora che vorrà dire “SINISTRA”?
Ma non erano quei partiti del popolo lavoratore e progressista e di innalzamento della qualità umana e sociale dei più indigenti ossia, di ispirazione socialista e comunista
Ha Ragione Postiglione. Come può il PD, derivazione diretta di quelli, permettere la desertificazione produttiva tutto a svantaggio, ad esempio, della mia città che doveva terminare un progetto e un percorso virtuoso per il Bene Comune ma strumentalmente fermato?
Ma non l’hanno capito che LORO possono risorgere solo col SUD?
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- Delrio conferma che 12 miliardi spettanti al Sud, verranno dirottati altrove; Si prosegue sulla rotta Lega-Berlusconi;
- Dal PD nessuno se l’aspettava (io si) contro le indicazione comunitarie sulle emergenze di queste aree volevano investire;
- Perché? Vogliamo racimolare denaro? Ebbene, dal cofinanziamento nazionale, pari al 50% dei fondi comunitari, tagliamo la metà, il 25% ma solo al Sud. Tutto il resto, 12 mld. e 850 milioni, lasciati invece, al Centro-Nord. (la scusa? Il Sud non spende in tempo i fondi) Lo fece anche Barca ma solo accosto al “consuntivo" mentre Delrio in forma“preventiva” tra il 2014-2020”. Delrio, mejo dello straordinario Mago Otelma;
- “Allora a cosa serve l'Agenzia della coesione”? Per Delrio a sostituirsi alle Regioni inadempienti prima che lo diventino; Basterebbe controllare e in caso di inosservanza, sostituirsi ad esse; Garanzie che poi tornino al Sud? Nessuna! Ricordate i soldi quote-latte?
- Ancora una volta il Sud fa quadrare i conti al Governo e arricchire il Nord.
- E' una “visione "punitiva" nei riguardi del Mezzogiorno. Accuse, non prive di fondamento, circa l'inettitudine di una classe dirigente locale incapace di spendere bene i fondi, senza sprecarli nei mille rivoli della spesa clientelare”
- Nella Costituzione non esiste il principio punitivo, bensì esistono principi perequativi che imporrebbero investimenti pubblici ancora maggiori in quelle regioni in ritardo di sviluppo.
- E’ la stessa logica, al Sud, dei i Paesi europei con i bilanci in regola che vogliono penalizzare e sfruttare quei cosiddetti poveri eliminando i diritti dello Stato sociale: Eppure eccellenti economisti sostengono l'abbandono del taglio della spesa, per stimolare investimenti. Allora “com'è possibile che i governi, anche di sinistra, insistano in queste scellerate politiche?”
Ma allora è la stessa logica del Piano Mashall, 1946/47, ossia dare molto a quelle zone con maggiori potenzialità produttive e nulla, abbandonati quegl’altri bombardati e depressi diventati macerie?
Ma allora quando si sostiene che il Sud è solo la colonia del Nord, perché si grida a “inesistente complotto”?
Ma allora, lasciando stare, le storie dal 1861 al 1945. I governi dal ’46 in poi, quante leggi a vantaggio del solo Sud povero sono state emesse? E quando lo furono, il malgoverno scambista e corrotto degli amministratori locali, non fu indotto da corruttori ricchi e occulti? Ciò non generò (attenzione ripeto dal 1946 in poi) depressione culturale e scompenso civico? Approfittando, dunque, delle mancanze e vizi dei meridionali, non divennero questi tasca ricca di appalti pilotati e, oggi,… parimenti, Terra dei Fuochi, autorizzati da contadini minacciati o solo ignoranti o perché creati utili pezzenti dell’anima?
Ma allora che vorrà dire “SINISTRA”?
Ma non erano quei partiti del popolo lavoratore e progressista e di innalzamento della qualità umana e sociale dei più indigenti ossia, di ispirazione socialista e comunista
Ha Ragione Postiglione. Come può il PD, derivazione diretta di quelli, permettere la desertificazione produttiva tutto a svantaggio, ad esempio, della mia città che doveva terminare un progetto e un percorso virtuoso per il Bene Comune ma strumentalmente fermato?
Ma non l’hanno capito che LORO possono risorgere solo col SUD?
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…ossia non esiste PD o chicchessia senza il SUD;
di Bruno Pappalardo
Incoraggiato da un chiaro articolo di Alessio Postiglione, giornalista e politologo, da Huffington Post e postato sul blog del Partito del Sud di Napoli, ecco che nasce il titolo a margine.
Alessio Postiglione ( nell’articolo di -6000 battute- per cui chi non ha capacità di arrivare fino in fondo, è avvisato! Non legga i nuovi e seri dati e riflessioni su fatti arrecanti danni a scapito del Sud, dunque, in sintesi Postiglione dice:
Ma allora è la stessa logica del Piano Mashall, 1946/47, ossia dare molto a quelle zone con maggiori potenzialità produttive e nulla, abbandonati quegl’altri bombardati e depressi diventati macerie?
Ma allora quando si sostiene che il Sud è solo la colonia del Nord, perché si grida a “inesistente complotto”?
Ma allora, lasciando stare, le storie dal 1861 al 1945. I governi dal ’46 in poi, quante leggi a vantaggio del solo Sud povero sono state emesse? E quando lo furono, il malgoverno scambista e corrotto degli amministratori locali, non fu indotto da corruttori ricchi e occulti? Ciò non generò (attenzione ripeto dal 1946 in poi) depressione culturale e scompenso civico? Approfittando, dunque, delle mancanze e vizi dei meridionali, non divennero questi tasca ricca di appalti pilotati e, oggi,… parimenti, Terra dei Fuochi, autorizzati da contadini minacciati o solo ignoranti o perché creati utili pezzenti dell’anima?
Ma allora che vorrà dire “SINISTRA”?
Ma non erano quei partiti del popolo lavoratore e progressista e di innalzamento della qualità umana e sociale dei più indigenti ossia, di ispirazione socialista e comunista
Ha Ragione Postiglione. Come può il PD, derivazione diretta di quelli, permettere la desertificazione produttiva tutto a svantaggio, ad esempio, della mia città che doveva terminare un progetto e un percorso virtuoso per il Bene Comune ma strumentalmente fermato?
Ma non l’hanno capito che LORO possono risorgere solo col SUD?
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- Delrio conferma che 12 miliardi spettanti al Sud, verranno dirottati altrove; Si prosegue sulla rotta Lega-Berlusconi;
- Dal PD nessuno se l’aspettava (io si) contro le indicazione comunitarie sulle emergenze di queste aree volevano investire;
- Perché? Vogliamo racimolare denaro? Ebbene, dal cofinanziamento nazionale, pari al 50% dei fondi comunitari, tagliamo la metà, il 25% ma solo al Sud. Tutto il resto, 12 mld. e 850 milioni, lasciati invece, al Centro-Nord. (la scusa? Il Sud non spende in tempo i fondi) Lo fece anche Barca ma solo accosto al “consuntivo" mentre Delrio in forma“preventiva” tra il 2014-2020”. Delrio, mejo dello straordinario Mago Otelma;
- “Allora a cosa serve l'Agenzia della coesione”? Per Delrio a sostituirsi alle Regioni inadempienti prima che lo diventino; Basterebbe controllare e in caso di inosservanza, sostituirsi ad esse; Garanzie che poi tornino al Sud? Nessuna! Ricordate i soldi quote-latte?
- Ancora una volta il Sud fa quadrare i conti al Governo e arricchire il Nord.
- E' una “visione "punitiva" nei riguardi del Mezzogiorno. Accuse, non prive di fondamento, circa l'inettitudine di una classe dirigente locale incapace di spendere bene i fondi, senza sprecarli nei mille rivoli della spesa clientelare”
- Nella Costituzione non esiste il principio punitivo, bensì esistono principi perequativi che imporrebbero investimenti pubblici ancora maggiori in quelle regioni in ritardo di sviluppo.
- E’ la stessa logica, al Sud, dei i Paesi europei con i bilanci in regola che vogliono penalizzare e sfruttare quei cosiddetti poveri eliminando i diritti dello Stato sociale: Eppure eccellenti economisti sostengono l'abbandono del taglio della spesa, per stimolare investimenti. Allora “com'è possibile che i governi, anche di sinistra, insistano in queste scellerate politiche?”
Ma allora è la stessa logica del Piano Mashall, 1946/47, ossia dare molto a quelle zone con maggiori potenzialità produttive e nulla, abbandonati quegl’altri bombardati e depressi diventati macerie?
Ma allora quando si sostiene che il Sud è solo la colonia del Nord, perché si grida a “inesistente complotto”?
Ma allora, lasciando stare, le storie dal 1861 al 1945. I governi dal ’46 in poi, quante leggi a vantaggio del solo Sud povero sono state emesse? E quando lo furono, il malgoverno scambista e corrotto degli amministratori locali, non fu indotto da corruttori ricchi e occulti? Ciò non generò (attenzione ripeto dal 1946 in poi) depressione culturale e scompenso civico? Approfittando, dunque, delle mancanze e vizi dei meridionali, non divennero questi tasca ricca di appalti pilotati e, oggi,… parimenti, Terra dei Fuochi, autorizzati da contadini minacciati o solo ignoranti o perché creati utili pezzenti dell’anima?
Ma allora che vorrà dire “SINISTRA”?
Ma non erano quei partiti del popolo lavoratore e progressista e di innalzamento della qualità umana e sociale dei più indigenti ossia, di ispirazione socialista e comunista
Ha Ragione Postiglione. Come può il PD, derivazione diretta di quelli, permettere la desertificazione produttiva tutto a svantaggio, ad esempio, della mia città che doveva terminare un progetto e un percorso virtuoso per il Bene Comune ma strumentalmente fermato?
Ma non l’hanno capito che LORO possono risorgere solo col SUD?
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venerdì 17 ottobre 2014
Svendita dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e del welfare ? Si, ma col sorriso...!!
Di Natale Cuccurese
Mercoledì notte il consiglio dei ministri ha varato una «legge di stabilità» 2015 che segnerà, soprattutto per il Sud, gli anni a venire.
Ci si aspettava un cambio deciso di direzione, un taglio drastico alla spesa per rilanciare gli investimenti, invece non cambia la filosofia propinataci in questi ultimi anni dai vari Governi.
Le previsioni errate del passato, come peraltro Fmi, Ocse, Bce e Ce avevano avvertito, portano un Pil che anche quest’anno diminuisce rispetto al 2013, le esportazioni languono, investimenti privati e pubblici sono quasi inesistenti e così i consumi nonostante la presenza per alcuni del bonus dei "famosi" 80 euro in busta paga.
All’insegna del solito ottimismo, la previsione della crescita Pil nel 2015, tanto che la Banca d’Italia ne ha preso le distanze. Anche sui conti pubblici la Banca d’Italia esprime perplessità.
Il documento governativo appare reale solo quando prevede una pressione fiscale che continuerà ad aumentare.
Con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da prassi governativa.
Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato. In poche parole saremo ridotti alla fame, ma col sorriso…
L’aumento del deficit/Pil al 2,9% consente meno tasse su imprese e lavoro ma con minori spese per investimenti pubblici e autonomie locali, leggasi quindi meno servizi, welfare.
Il Governo vara quindi solo una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime delegiferando su tutto e di più, dallo Sblocca Italia al Jobs Act.
Tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare.
Contro l’ambiente perché il provvedimento ripropone un’Italia che, incapace di stare al passo con i tempi, con le nuove tecnologie, la sensibilità e sostenibilità ambientale, ricorre al rilancio delle energie fossili altamente inquinanti e da il via libera all’industria petrolifera per trivellare in Adriatico, in Basilicata… trasformando l’Italia ed il Sud in particolare in una colonia perenne delle multinazionali del petrolio.
Per far questo si vogliono poi espropriare da ogni potere gli enti locali, per dare il via agli appetiti delle multinazionali e degli investitori privati, senza prevedere nessuna condivisione con i territori, i comitati, i cittadini. Senza prevedere nessuna priorità e nessuna strategia per la messa in sicurezza dei territori e per il rispetto idrogeologico, in attesa delle prossime alluvioni. Si potrà poi cementificare a tutto spiano senza vincoli particolarmente stringenti.
La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale, così come incostituzionale sono questi parlamentari.
Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini.
La legge di stabilità infatti prevede a fronte di una riduzione nazionale prevista di 18 Mld di tassazione, ben 4 miliardi di tagli alle Regioni che a loro volta reagiscono e fanno presente che questo si tradurrà in tagli alla Sanità, rischiando così di costringere le Regioni, per non mandare al tappeto il già precario sistema sanitario, ad aumentare le tasse regionali di loro competenza.
In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo.
Il Sud quindi ancora un volta metterà ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini.
Non c’è che dire, complimenti al Governo del Nazareno, quel Governo che passa con disinvoltura da un’emergenza ad un’altra, sperando nella scarsa memoria degli italiani.
Così è stato per la recente alluvione nel Gargano, dove nemmeno si è dichiarato lo stato di calamita, così per Taranto dove per fortuna è arrivato il parere della Commissione Europea, che a settembre 2013 aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia sul caso Ilva e che oggi invia il parere motivato alle autorità italiane con cui mette nero su bianco l'accusa di violazione di norme ambientali per non aver vigilato a sufficienza sui gravi problemi di inquinamento del più grande impianto siderurgico d'Europa, certificando che per la vicenda ci sono stati solo annunci vani e che le risposte che ci si aspettava non sono arrivate.
Noi del Partito del Sud speriamo che questa esperienza si concluda al più presto con il ritorno alle urne, anche con la precedente legge elettorale, per ridare la voce ai cittadini e dare al Governo di questo paese quel minimo di parvenza democratica che oggi è assente.
riferimenti:
http://ilmanifesto.info/legge-di-stabilita-lazzardo-oltre-lostacolo/
http://ilmanifesto.info/sblocca-italia-questo-non-e-un-paese-per-i-signori-del-petrolio/
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Mercoledì notte il consiglio dei ministri ha varato una «legge di stabilità» 2015 che segnerà, soprattutto per il Sud, gli anni a venire.
Ci si aspettava un cambio deciso di direzione, un taglio drastico alla spesa per rilanciare gli investimenti, invece non cambia la filosofia propinataci in questi ultimi anni dai vari Governi.
Le previsioni errate del passato, come peraltro Fmi, Ocse, Bce e Ce avevano avvertito, portano un Pil che anche quest’anno diminuisce rispetto al 2013, le esportazioni languono, investimenti privati e pubblici sono quasi inesistenti e così i consumi nonostante la presenza per alcuni del bonus dei "famosi" 80 euro in busta paga.
All’insegna del solito ottimismo, la previsione della crescita Pil nel 2015, tanto che la Banca d’Italia ne ha preso le distanze. Anche sui conti pubblici la Banca d’Italia esprime perplessità.
Il documento governativo appare reale solo quando prevede una pressione fiscale che continuerà ad aumentare.
Con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da prassi governativa.
Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato. In poche parole saremo ridotti alla fame, ma col sorriso…
L’aumento del deficit/Pil al 2,9% consente meno tasse su imprese e lavoro ma con minori spese per investimenti pubblici e autonomie locali, leggasi quindi meno servizi, welfare.
Il Governo vara quindi solo una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime delegiferando su tutto e di più, dallo Sblocca Italia al Jobs Act.
Tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare.
Contro l’ambiente perché il provvedimento ripropone un’Italia che, incapace di stare al passo con i tempi, con le nuove tecnologie, la sensibilità e sostenibilità ambientale, ricorre al rilancio delle energie fossili altamente inquinanti e da il via libera all’industria petrolifera per trivellare in Adriatico, in Basilicata… trasformando l’Italia ed il Sud in particolare in una colonia perenne delle multinazionali del petrolio.
Per far questo si vogliono poi espropriare da ogni potere gli enti locali, per dare il via agli appetiti delle multinazionali e degli investitori privati, senza prevedere nessuna condivisione con i territori, i comitati, i cittadini. Senza prevedere nessuna priorità e nessuna strategia per la messa in sicurezza dei territori e per il rispetto idrogeologico, in attesa delle prossime alluvioni. Si potrà poi cementificare a tutto spiano senza vincoli particolarmente stringenti.
La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale, così come incostituzionale sono questi parlamentari.
Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini.
La legge di stabilità infatti prevede a fronte di una riduzione nazionale prevista di 18 Mld di tassazione, ben 4 miliardi di tagli alle Regioni che a loro volta reagiscono e fanno presente che questo si tradurrà in tagli alla Sanità, rischiando così di costringere le Regioni, per non mandare al tappeto il già precario sistema sanitario, ad aumentare le tasse regionali di loro competenza.
In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo.
Il Sud quindi ancora un volta metterà ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini.
Non c’è che dire, complimenti al Governo del Nazareno, quel Governo che passa con disinvoltura da un’emergenza ad un’altra, sperando nella scarsa memoria degli italiani.
Così è stato per la recente alluvione nel Gargano, dove nemmeno si è dichiarato lo stato di calamita, così per Taranto dove per fortuna è arrivato il parere della Commissione Europea, che a settembre 2013 aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia sul caso Ilva e che oggi invia il parere motivato alle autorità italiane con cui mette nero su bianco l'accusa di violazione di norme ambientali per non aver vigilato a sufficienza sui gravi problemi di inquinamento del più grande impianto siderurgico d'Europa, certificando che per la vicenda ci sono stati solo annunci vani e che le risposte che ci si aspettava non sono arrivate.
Noi del Partito del Sud speriamo che questa esperienza si concluda al più presto con il ritorno alle urne, anche con la precedente legge elettorale, per ridare la voce ai cittadini e dare al Governo di questo paese quel minimo di parvenza democratica che oggi è assente.
riferimenti:
http://ilmanifesto.info/legge-di-stabilita-lazzardo-oltre-lostacolo/
http://ilmanifesto.info/sblocca-italia-questo-non-e-un-paese-per-i-signori-del-petrolio/
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Di Natale Cuccurese
Mercoledì notte il consiglio dei ministri ha varato una «legge di stabilità» 2015 che segnerà, soprattutto per il Sud, gli anni a venire.
Ci si aspettava un cambio deciso di direzione, un taglio drastico alla spesa per rilanciare gli investimenti, invece non cambia la filosofia propinataci in questi ultimi anni dai vari Governi.
Le previsioni errate del passato, come peraltro Fmi, Ocse, Bce e Ce avevano avvertito, portano un Pil che anche quest’anno diminuisce rispetto al 2013, le esportazioni languono, investimenti privati e pubblici sono quasi inesistenti e così i consumi nonostante la presenza per alcuni del bonus dei "famosi" 80 euro in busta paga.
All’insegna del solito ottimismo, la previsione della crescita Pil nel 2015, tanto che la Banca d’Italia ne ha preso le distanze. Anche sui conti pubblici la Banca d’Italia esprime perplessità.
Il documento governativo appare reale solo quando prevede una pressione fiscale che continuerà ad aumentare.
Con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da prassi governativa.
Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato. In poche parole saremo ridotti alla fame, ma col sorriso…
L’aumento del deficit/Pil al 2,9% consente meno tasse su imprese e lavoro ma con minori spese per investimenti pubblici e autonomie locali, leggasi quindi meno servizi, welfare.
Il Governo vara quindi solo una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime delegiferando su tutto e di più, dallo Sblocca Italia al Jobs Act.
Tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare.
Contro l’ambiente perché il provvedimento ripropone un’Italia che, incapace di stare al passo con i tempi, con le nuove tecnologie, la sensibilità e sostenibilità ambientale, ricorre al rilancio delle energie fossili altamente inquinanti e da il via libera all’industria petrolifera per trivellare in Adriatico, in Basilicata… trasformando l’Italia ed il Sud in particolare in una colonia perenne delle multinazionali del petrolio.
Per far questo si vogliono poi espropriare da ogni potere gli enti locali, per dare il via agli appetiti delle multinazionali e degli investitori privati, senza prevedere nessuna condivisione con i territori, i comitati, i cittadini. Senza prevedere nessuna priorità e nessuna strategia per la messa in sicurezza dei territori e per il rispetto idrogeologico, in attesa delle prossime alluvioni. Si potrà poi cementificare a tutto spiano senza vincoli particolarmente stringenti.
La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale, così come incostituzionale sono questi parlamentari.
Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini.
La legge di stabilità infatti prevede a fronte di una riduzione nazionale prevista di 18 Mld di tassazione, ben 4 miliardi di tagli alle Regioni che a loro volta reagiscono e fanno presente che questo si tradurrà in tagli alla Sanità, rischiando così di costringere le Regioni, per non mandare al tappeto il già precario sistema sanitario, ad aumentare le tasse regionali di loro competenza.
In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo.
Il Sud quindi ancora un volta metterà ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini.
Non c’è che dire, complimenti al Governo del Nazareno, quel Governo che passa con disinvoltura da un’emergenza ad un’altra, sperando nella scarsa memoria degli italiani.
Così è stato per la recente alluvione nel Gargano, dove nemmeno si è dichiarato lo stato di calamita, così per Taranto dove per fortuna è arrivato il parere della Commissione Europea, che a settembre 2013 aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia sul caso Ilva e che oggi invia il parere motivato alle autorità italiane con cui mette nero su bianco l'accusa di violazione di norme ambientali per non aver vigilato a sufficienza sui gravi problemi di inquinamento del più grande impianto siderurgico d'Europa, certificando che per la vicenda ci sono stati solo annunci vani e che le risposte che ci si aspettava non sono arrivate.
Noi del Partito del Sud speriamo che questa esperienza si concluda al più presto con il ritorno alle urne, anche con la precedente legge elettorale, per ridare la voce ai cittadini e dare al Governo di questo paese quel minimo di parvenza democratica che oggi è assente.
riferimenti:
http://ilmanifesto.info/legge-di-stabilita-lazzardo-oltre-lostacolo/
http://ilmanifesto.info/sblocca-italia-questo-non-e-un-paese-per-i-signori-del-petrolio/
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Mercoledì notte il consiglio dei ministri ha varato una «legge di stabilità» 2015 che segnerà, soprattutto per il Sud, gli anni a venire.
Ci si aspettava un cambio deciso di direzione, un taglio drastico alla spesa per rilanciare gli investimenti, invece non cambia la filosofia propinataci in questi ultimi anni dai vari Governi.
Le previsioni errate del passato, come peraltro Fmi, Ocse, Bce e Ce avevano avvertito, portano un Pil che anche quest’anno diminuisce rispetto al 2013, le esportazioni languono, investimenti privati e pubblici sono quasi inesistenti e così i consumi nonostante la presenza per alcuni del bonus dei "famosi" 80 euro in busta paga.
All’insegna del solito ottimismo, la previsione della crescita Pil nel 2015, tanto che la Banca d’Italia ne ha preso le distanze. Anche sui conti pubblici la Banca d’Italia esprime perplessità.
Il documento governativo appare reale solo quando prevede una pressione fiscale che continuerà ad aumentare.
Con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da prassi governativa.
Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato. In poche parole saremo ridotti alla fame, ma col sorriso…
L’aumento del deficit/Pil al 2,9% consente meno tasse su imprese e lavoro ma con minori spese per investimenti pubblici e autonomie locali, leggasi quindi meno servizi, welfare.
Il Governo vara quindi solo una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime delegiferando su tutto e di più, dallo Sblocca Italia al Jobs Act.
Tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare.
Contro l’ambiente perché il provvedimento ripropone un’Italia che, incapace di stare al passo con i tempi, con le nuove tecnologie, la sensibilità e sostenibilità ambientale, ricorre al rilancio delle energie fossili altamente inquinanti e da il via libera all’industria petrolifera per trivellare in Adriatico, in Basilicata… trasformando l’Italia ed il Sud in particolare in una colonia perenne delle multinazionali del petrolio.
Per far questo si vogliono poi espropriare da ogni potere gli enti locali, per dare il via agli appetiti delle multinazionali e degli investitori privati, senza prevedere nessuna condivisione con i territori, i comitati, i cittadini. Senza prevedere nessuna priorità e nessuna strategia per la messa in sicurezza dei territori e per il rispetto idrogeologico, in attesa delle prossime alluvioni. Si potrà poi cementificare a tutto spiano senza vincoli particolarmente stringenti.
La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale, così come incostituzionale sono questi parlamentari.
Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini.
La legge di stabilità infatti prevede a fronte di una riduzione nazionale prevista di 18 Mld di tassazione, ben 4 miliardi di tagli alle Regioni che a loro volta reagiscono e fanno presente che questo si tradurrà in tagli alla Sanità, rischiando così di costringere le Regioni, per non mandare al tappeto il già precario sistema sanitario, ad aumentare le tasse regionali di loro competenza.
In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo.
Il Sud quindi ancora un volta metterà ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini.
Non c’è che dire, complimenti al Governo del Nazareno, quel Governo che passa con disinvoltura da un’emergenza ad un’altra, sperando nella scarsa memoria degli italiani.
Così è stato per la recente alluvione nel Gargano, dove nemmeno si è dichiarato lo stato di calamita, così per Taranto dove per fortuna è arrivato il parere della Commissione Europea, che a settembre 2013 aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia sul caso Ilva e che oggi invia il parere motivato alle autorità italiane con cui mette nero su bianco l'accusa di violazione di norme ambientali per non aver vigilato a sufficienza sui gravi problemi di inquinamento del più grande impianto siderurgico d'Europa, certificando che per la vicenda ci sono stati solo annunci vani e che le risposte che ci si aspettava non sono arrivate.
Noi del Partito del Sud speriamo che questa esperienza si concluda al più presto con il ritorno alle urne, anche con la precedente legge elettorale, per ridare la voce ai cittadini e dare al Governo di questo paese quel minimo di parvenza democratica che oggi è assente.
riferimenti:
http://ilmanifesto.info/legge-di-stabilita-lazzardo-oltre-lostacolo/
http://ilmanifesto.info/sblocca-italia-questo-non-e-un-paese-per-i-signori-del-petrolio/
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giovedì 16 ottobre 2014
DEMOCRATICI? E IL SUD? MAH……
Di Andrea Balia
Talvolta, riflettendoci, il nome di alcuni partiti lascia perplessi (a voler esser buoni…) rispetto al loro operato. Chi scrive di tutto può esser tacciato tranne che di avere simpatie destrorse o reazionarie, anzi…nel piccolo mondo antico del “sudismo” molto incline alla nostalgia fine a sè stessa, posizioni e idee che si rifanno al meridionalismo storico vengono – con un abuso desueto nella terminologia– bollate come “giacobinismo”. Ciò detto, come doverosa premessa, l’onestà intellettuale ci affranca dal chiudere gli occhi davanti ad un incedere contraddittorio alla “mission” che titolazioni di formazioni politiche e presunto posizionamento lascerebbero credere e promettere.
Il Sud è stato vittima come da studi, ricerche e lettura oggettiva degli eventi, d’una gestione dello Stato a dir poco non equanime rispetto a resto del paese. Inutile e lungo star qua ad elencare torti, disuguaglianze, omissioni e altro che, a distanza di oltre un secolo e mezzo, ne fanno una colonia di consumo con primati negativi nel lavoro, disoccupazione, industrializzazione o almeno uso positivo delle sue valenze e peculiarità, infrastrutture, diritti, ecc… Va bene che la democrazia, come ci insegna Canfora nel suo eccellente testo per l’appunto dal titolo “La Democrazia”, riuscì a condannare Socrate in quel di Atene, dimostrando i limiti d’un sistema politico che resta comunque ad oggi il più praticabile, ma usare impropriamente il suo aggettivo ci appare davvero insopportabile. Il Sud dovrebbe essere in cima all’agenda politica di chi governa il paese.
Così non è… : soldi in meno per l’accudimento e istruzione dei più piccoli in base ad astrusi parametri, soldi x l’Expo di Milano con Matera che rischia d’esser nominata a giorni Capitale della Cultura ma di non avere nel 2014 ancora una stazione ferroviaria!Banda larga che, a giorni si saprà, riguarderà il Centro Nord e se resterà qualche soldo qualche residuo andrà al Sud. E l’elenco sarebbe lunghissimo ma i “democratici” s’impegnano ad ostacolare con tutte le loro forze il sindaco della capitale del Sud, ne reclamano le dimissioni così e come fa la Destra più retriva, in una sindrome da Nazareno ormai attuata senza scorno.
Qualche loro rappresentante della novelle vague renziana ne reclama il confino come farebbe un ministro della polizia fascista….colpevole come primo cittadino di aver messo fine a spartizioni cui erano ormai adusi sotto il meritevole appellativo di “ ‘o sistema”. Stessa nouvelle vague capace di accettare come probabili nuovi candidati, alle elezioni regionali e a quelle future comunali, vecchi e improponibili dinosauri di disastri ventennali e primarie taroccate. E’vero anche fra loro, come talvolta succede, ci sono ottime persone…ma una domanda : è il vostro partito, vero, va bene la militanza…ma vi va bene così?
Contenti d’esser là? Democratici? Mah…..
Fonte: www.webnapoli24.it
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Di Andrea Balia
Talvolta, riflettendoci, il nome di alcuni partiti lascia perplessi (a voler esser buoni…) rispetto al loro operato. Chi scrive di tutto può esser tacciato tranne che di avere simpatie destrorse o reazionarie, anzi…nel piccolo mondo antico del “sudismo” molto incline alla nostalgia fine a sè stessa, posizioni e idee che si rifanno al meridionalismo storico vengono – con un abuso desueto nella terminologia– bollate come “giacobinismo”. Ciò detto, come doverosa premessa, l’onestà intellettuale ci affranca dal chiudere gli occhi davanti ad un incedere contraddittorio alla “mission” che titolazioni di formazioni politiche e presunto posizionamento lascerebbero credere e promettere.
Il Sud è stato vittima come da studi, ricerche e lettura oggettiva degli eventi, d’una gestione dello Stato a dir poco non equanime rispetto a resto del paese. Inutile e lungo star qua ad elencare torti, disuguaglianze, omissioni e altro che, a distanza di oltre un secolo e mezzo, ne fanno una colonia di consumo con primati negativi nel lavoro, disoccupazione, industrializzazione o almeno uso positivo delle sue valenze e peculiarità, infrastrutture, diritti, ecc… Va bene che la democrazia, come ci insegna Canfora nel suo eccellente testo per l’appunto dal titolo “La Democrazia”, riuscì a condannare Socrate in quel di Atene, dimostrando i limiti d’un sistema politico che resta comunque ad oggi il più praticabile, ma usare impropriamente il suo aggettivo ci appare davvero insopportabile. Il Sud dovrebbe essere in cima all’agenda politica di chi governa il paese.
Così non è… : soldi in meno per l’accudimento e istruzione dei più piccoli in base ad astrusi parametri, soldi x l’Expo di Milano con Matera che rischia d’esser nominata a giorni Capitale della Cultura ma di non avere nel 2014 ancora una stazione ferroviaria!Banda larga che, a giorni si saprà, riguarderà il Centro Nord e se resterà qualche soldo qualche residuo andrà al Sud. E l’elenco sarebbe lunghissimo ma i “democratici” s’impegnano ad ostacolare con tutte le loro forze il sindaco della capitale del Sud, ne reclamano le dimissioni così e come fa la Destra più retriva, in una sindrome da Nazareno ormai attuata senza scorno.
Qualche loro rappresentante della novelle vague renziana ne reclama il confino come farebbe un ministro della polizia fascista….colpevole come primo cittadino di aver messo fine a spartizioni cui erano ormai adusi sotto il meritevole appellativo di “ ‘o sistema”. Stessa nouvelle vague capace di accettare come probabili nuovi candidati, alle elezioni regionali e a quelle future comunali, vecchi e improponibili dinosauri di disastri ventennali e primarie taroccate. E’vero anche fra loro, come talvolta succede, ci sono ottime persone…ma una domanda : è il vostro partito, vero, va bene la militanza…ma vi va bene così?
Contenti d’esser là? Democratici? Mah…..
Fonte: www.webnapoli24.it
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mercoledì 15 ottobre 2014
Victor Hugo: " C'è gente che pagherebbe per vendersi"
...a giorni nascerà la "lega dei popoli" dalla fantasia leghista, sarà un contenitore di ascari. Come diceva Victor Hugo " C'è gente che pagherebbe per vendersi"...
...a giorni nascerà la "lega dei popoli" dalla fantasia leghista, sarà un contenitore di ascari. Come diceva Victor Hugo " C'è gente che pagherebbe per vendersi"...
martedì 14 ottobre 2014
Genova specchio dell'attuale situazione italiana
Di Natale Cuccurese
Esprimendo la dovuta solidarietà ai cittadini di Genova, così come un mese fa ai cittadini del Gargano e così via a ritroso nel tempo, quasi mese per mese, a tutti quei cittadini vittime di sciagure prevedibili e previste, sorge una domanda spontanea: ma lo Stato dov'è, cosa fa ?!
Uno Stato padrone, che tramite i suoi politici è sempre ben presente quando si tratta di esigere e riscuotere ma pronto a scomparire o trincerarsi dietro norme assurde, cavilli, divieti, rimpalli, quando si tratta di dare, anche solo, come in questo caso, opere minime per evitare un'altra catastrofe certa ed obbligata. Governati da un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale e da un governo non eletto dal popolo. Una democrazia commissariata da anni e di cui oggi vediamo i risultati.
La visione di Carlo Rosselli del 1934 è perfettamente rispondente ai tempi attuali, una visione in cui fra l'altro si affermava "Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la Società. Lo Stato dittatoriale dei nostri giorni ha stravolto tutti i rapporti umani, puntellato tutti i privilegi, sostituito la libertà con la legge faziosa, l'uguaglianza con la disciplina di caserma e le caste. L'uomo è il fine. Non lo Stato."
Credo che da qui bisogna ripartire se si vuol salvare quel poco di salvabile che è rimasto, ecco perchè ribadiamo che in questo quadro scellerato la situazione di Napoli, e le tribolazioni del suo Sindaco sospeso, possono apparire una questione solo locale, ma sono invece un messaggio ben preciso a tutta l'Italia, lanciato da questa politica malata. Bisogna governare secondo i canoni e le caste nazionali... Napoli era ed è un'anomalia da abbattere. Noi invece diciamo che Napoli oggi rappresenta una "fortezza" di democrazia da difendere fino all'ultimo uomo. Gli attacchi squadristici di ieri a Napoli contro de Magistris stanno a dimostrare che avevamo visto giusto nei giorni scorsi quando avevamo affermato questo.
Noi come Partito del Sud ci siamo e non ci arrendiamo !
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Esprimendo la dovuta solidarietà ai cittadini di Genova, così come un mese fa ai cittadini del Gargano e così via a ritroso nel tempo, quasi mese per mese, a tutti quei cittadini vittime di sciagure prevedibili e previste, sorge una domanda spontanea: ma lo Stato dov'è, cosa fa ?!
Uno Stato padrone, che tramite i suoi politici è sempre ben presente quando si tratta di esigere e riscuotere ma pronto a scomparire o trincerarsi dietro norme assurde, cavilli, divieti, rimpalli, quando si tratta di dare, anche solo, come in questo caso, opere minime per evitare un'altra catastrofe certa ed obbligata. Governati da un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale e da un governo non eletto dal popolo. Una democrazia commissariata da anni e di cui oggi vediamo i risultati.
La visione di Carlo Rosselli del 1934 è perfettamente rispondente ai tempi attuali, una visione in cui fra l'altro si affermava "Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la Società. Lo Stato dittatoriale dei nostri giorni ha stravolto tutti i rapporti umani, puntellato tutti i privilegi, sostituito la libertà con la legge faziosa, l'uguaglianza con la disciplina di caserma e le caste. L'uomo è il fine. Non lo Stato."
Credo che da qui bisogna ripartire se si vuol salvare quel poco di salvabile che è rimasto, ecco perchè ribadiamo che in questo quadro scellerato la situazione di Napoli, e le tribolazioni del suo Sindaco sospeso, possono apparire una questione solo locale, ma sono invece un messaggio ben preciso a tutta l'Italia, lanciato da questa politica malata. Bisogna governare secondo i canoni e le caste nazionali... Napoli era ed è un'anomalia da abbattere. Noi invece diciamo che Napoli oggi rappresenta una "fortezza" di democrazia da difendere fino all'ultimo uomo. Gli attacchi squadristici di ieri a Napoli contro de Magistris stanno a dimostrare che avevamo visto giusto nei giorni scorsi quando avevamo affermato questo.
Noi come Partito del Sud ci siamo e non ci arrendiamo !
Di Natale Cuccurese
Esprimendo la dovuta solidarietà ai cittadini di Genova, così come un mese fa ai cittadini del Gargano e così via a ritroso nel tempo, quasi mese per mese, a tutti quei cittadini vittime di sciagure prevedibili e previste, sorge una domanda spontanea: ma lo Stato dov'è, cosa fa ?!
Uno Stato padrone, che tramite i suoi politici è sempre ben presente quando si tratta di esigere e riscuotere ma pronto a scomparire o trincerarsi dietro norme assurde, cavilli, divieti, rimpalli, quando si tratta di dare, anche solo, come in questo caso, opere minime per evitare un'altra catastrofe certa ed obbligata. Governati da un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale e da un governo non eletto dal popolo. Una democrazia commissariata da anni e di cui oggi vediamo i risultati.
La visione di Carlo Rosselli del 1934 è perfettamente rispondente ai tempi attuali, una visione in cui fra l'altro si affermava "Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la Società. Lo Stato dittatoriale dei nostri giorni ha stravolto tutti i rapporti umani, puntellato tutti i privilegi, sostituito la libertà con la legge faziosa, l'uguaglianza con la disciplina di caserma e le caste. L'uomo è il fine. Non lo Stato."
Credo che da qui bisogna ripartire se si vuol salvare quel poco di salvabile che è rimasto, ecco perchè ribadiamo che in questo quadro scellerato la situazione di Napoli, e le tribolazioni del suo Sindaco sospeso, possono apparire una questione solo locale, ma sono invece un messaggio ben preciso a tutta l'Italia, lanciato da questa politica malata. Bisogna governare secondo i canoni e le caste nazionali... Napoli era ed è un'anomalia da abbattere. Noi invece diciamo che Napoli oggi rappresenta una "fortezza" di democrazia da difendere fino all'ultimo uomo. Gli attacchi squadristici di ieri a Napoli contro de Magistris stanno a dimostrare che avevamo visto giusto nei giorni scorsi quando avevamo affermato questo.
Noi come Partito del Sud ci siamo e non ci arrendiamo !
Esprimendo la dovuta solidarietà ai cittadini di Genova, così come un mese fa ai cittadini del Gargano e così via a ritroso nel tempo, quasi mese per mese, a tutti quei cittadini vittime di sciagure prevedibili e previste, sorge una domanda spontanea: ma lo Stato dov'è, cosa fa ?!
Uno Stato padrone, che tramite i suoi politici è sempre ben presente quando si tratta di esigere e riscuotere ma pronto a scomparire o trincerarsi dietro norme assurde, cavilli, divieti, rimpalli, quando si tratta di dare, anche solo, come in questo caso, opere minime per evitare un'altra catastrofe certa ed obbligata. Governati da un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale e da un governo non eletto dal popolo. Una democrazia commissariata da anni e di cui oggi vediamo i risultati.
La visione di Carlo Rosselli del 1934 è perfettamente rispondente ai tempi attuali, una visione in cui fra l'altro si affermava "Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la Società. Lo Stato dittatoriale dei nostri giorni ha stravolto tutti i rapporti umani, puntellato tutti i privilegi, sostituito la libertà con la legge faziosa, l'uguaglianza con la disciplina di caserma e le caste. L'uomo è il fine. Non lo Stato."
Credo che da qui bisogna ripartire se si vuol salvare quel poco di salvabile che è rimasto, ecco perchè ribadiamo che in questo quadro scellerato la situazione di Napoli, e le tribolazioni del suo Sindaco sospeso, possono apparire una questione solo locale, ma sono invece un messaggio ben preciso a tutta l'Italia, lanciato da questa politica malata. Bisogna governare secondo i canoni e le caste nazionali... Napoli era ed è un'anomalia da abbattere. Noi invece diciamo che Napoli oggi rappresenta una "fortezza" di democrazia da difendere fino all'ultimo uomo. Gli attacchi squadristici di ieri a Napoli contro de Magistris stanno a dimostrare che avevamo visto giusto nei giorni scorsi quando avevamo affermato questo.
Noi come Partito del Sud ci siamo e non ci arrendiamo !
domenica 12 ottobre 2014
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
Mancava solo Lei....
Dal Friuli vorrebbero comandare e imporre cosa fare e dire a Napoli e ai Napoletani...
DA REPUBBLICA DI IERI:
Debora Serracchiani "sfratta" de Magistris
Il vicesegretario del Pd e governatrice del Friuli: "Stiamo esaminando il caso Napoli a livello nazionale, è evidente che la capitale del Sud non può galleggiare, l'unico sblocco possibile mi sembra il voto".
CARA SIGNORA SERRACCHIANI, POTETE ANCHE "ESAMINARE IL CASO NAPOLI" COME VI PARE MA I CITTADINI NAPOLETANI HANNO SCELTO IL LORO SINDACO DEMOCRATICAMENTE 3 ANNI E MEZZO FA E SE LO TENGONO STRETTO FINO A FINE MANDATO, SOSPENSIONE O NO.
DICIAMO BASTA A QUESTO ATTACCO CONTINUO: LA POLITICA DI NAPOLI SI DECIDE A NAPOLI E NON ALTROVE.
NOI STIAMO CON IL NOSTRO SINDACO ANTICAMORRA, NOI STIAMO CON LUIGI DE MAGISTRIS!!
#sospendetecitutti
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Dal Friuli vorrebbero comandare e imporre cosa fare e dire a Napoli e ai Napoletani...
DA REPUBBLICA DI IERI:
Debora Serracchiani "sfratta" de Magistris
Il vicesegretario del Pd e governatrice del Friuli: "Stiamo esaminando il caso Napoli a livello nazionale, è evidente che la capitale del Sud non può galleggiare, l'unico sblocco possibile mi sembra il voto".
CARA SIGNORA SERRACCHIANI, POTETE ANCHE "ESAMINARE IL CASO NAPOLI" COME VI PARE MA I CITTADINI NAPOLETANI HANNO SCELTO IL LORO SINDACO DEMOCRATICAMENTE 3 ANNI E MEZZO FA E SE LO TENGONO STRETTO FINO A FINE MANDATO, SOSPENSIONE O NO.
DICIAMO BASTA A QUESTO ATTACCO CONTINUO: LA POLITICA DI NAPOLI SI DECIDE A NAPOLI E NON ALTROVE.
NOI STIAMO CON IL NOSTRO SINDACO ANTICAMORRA, NOI STIAMO CON LUIGI DE MAGISTRIS!!
#sospendetecitutti
Mancava solo Lei....
Dal Friuli vorrebbero comandare e imporre cosa fare e dire a Napoli e ai Napoletani...
DA REPUBBLICA DI IERI:
Debora Serracchiani "sfratta" de Magistris
Il vicesegretario del Pd e governatrice del Friuli: "Stiamo esaminando il caso Napoli a livello nazionale, è evidente che la capitale del Sud non può galleggiare, l'unico sblocco possibile mi sembra il voto".
CARA SIGNORA SERRACCHIANI, POTETE ANCHE "ESAMINARE IL CASO NAPOLI" COME VI PARE MA I CITTADINI NAPOLETANI HANNO SCELTO IL LORO SINDACO DEMOCRATICAMENTE 3 ANNI E MEZZO FA E SE LO TENGONO STRETTO FINO A FINE MANDATO, SOSPENSIONE O NO.
DICIAMO BASTA A QUESTO ATTACCO CONTINUO: LA POLITICA DI NAPOLI SI DECIDE A NAPOLI E NON ALTROVE.
NOI STIAMO CON IL NOSTRO SINDACO ANTICAMORRA, NOI STIAMO CON LUIGI DE MAGISTRIS!!
#sospendetecitutti
Dal Friuli vorrebbero comandare e imporre cosa fare e dire a Napoli e ai Napoletani...
DA REPUBBLICA DI IERI:
Debora Serracchiani "sfratta" de Magistris
Il vicesegretario del Pd e governatrice del Friuli: "Stiamo esaminando il caso Napoli a livello nazionale, è evidente che la capitale del Sud non può galleggiare, l'unico sblocco possibile mi sembra il voto".
CARA SIGNORA SERRACCHIANI, POTETE ANCHE "ESAMINARE IL CASO NAPOLI" COME VI PARE MA I CITTADINI NAPOLETANI HANNO SCELTO IL LORO SINDACO DEMOCRATICAMENTE 3 ANNI E MEZZO FA E SE LO TENGONO STRETTO FINO A FINE MANDATO, SOSPENSIONE O NO.
DICIAMO BASTA A QUESTO ATTACCO CONTINUO: LA POLITICA DI NAPOLI SI DECIDE A NAPOLI E NON ALTROVE.
NOI STIAMO CON IL NOSTRO SINDACO ANTICAMORRA, NOI STIAMO CON LUIGI DE MAGISTRIS!!
#sospendetecitutti
Luigi de Magistris: Ecco la vera storia della mia vicenda
https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=0hUlKJWvyX8&app=desktop
Le indagini di cui mi sono occupato, che coinvolgono uomini importanti delle istituzioni,massoneria deviata, magistrati, politici ed esponenti delle forze dell'ordine.
.
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Le indagini di cui mi sono occupato, che coinvolgono uomini importanti delle istituzioni,massoneria deviata, magistrati, politici ed esponenti delle forze dell'ordine.
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https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=0hUlKJWvyX8&app=desktop
Le indagini di cui mi sono occupato, che coinvolgono uomini importanti delle istituzioni,massoneria deviata, magistrati, politici ed esponenti delle forze dell'ordine.
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Le indagini di cui mi sono occupato, che coinvolgono uomini importanti delle istituzioni,massoneria deviata, magistrati, politici ed esponenti delle forze dell'ordine.
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mercoledì 8 ottobre 2014
Provocazione andata a segno del Consigliere Comunale Carmine Sgambati!
Ieri Carmine Sgambati, Consigliere Comunale con Delega alla polizia Municipale del Comune di Napoli, uomo fidato e leale del sindaco Luigi de Magistris, stanco del fiato alle trombe dato dai media, i giornali, agli attacchi al primo cittadino e il silenzio perpetrato al sostegno e alle dichiarazioni a favore, ha messo in atto una geniale provocazione : una finta comunicazione d'intento di dimissioni. Colpito e affondato! Come previsto non è parso vero prestare attenzione e pubblicare la cosa. Ma puntuale Sgambati ha comunicato la provocazione con cui ha preso "il gatto col topo in bocca", dimostrando tutta la mala fede strumentale d'un'opposizione venduta al più bieco interesse!
GRANDE SGAMBATI!
Ecco il report della vicenda:
"Meglio l’eutanasia politica, poiché essa nasce da un assurdo calcolo: “ Morire adesso, per rinascere più forte di prima”. Piuttosto che assistere ad una lunga agonia del sindaco sospeso, vittima ancora di ricatti per le poltrone e mortificazioni di tipo fascista “Mandiamolo a confino”. Caro sindaco sospeso, io ti ringrazio per la forza, il coraggio, l’energia e l’amore per la tua città, ma non posso più sopportare come uomo e come Consigliere Comunale questa inutile e infinita campagna diffamatoria nei tuoi confronti. Porrò fine a tutto questo, firmando per primo, se proposta, una mozione di sfiducia."
IO NON CI HO MAI PENSATO ...............QUINDI NON E' UN RIPENSAMENTO!!!!!!!!!


E' BASTATA UNA MIA DICHIARAZIONE , OVVIAMENTE FINALIZZATA NEL BENE O NEL MALE A DESTABILIZZARE LA FIGURA DEL SINDACO ,A DEVIARE TUTTA L'ATTENZIONE DEI GIORNALI SULLA MIA PERSONA ( ma Sgambati è impazzito o ha deciso di tradire il Sindaco?) IN MOLTI SI SONO POSTI QUESTA DOMANDA.
QUOTIDIANI NAZIONALI CENTINAIA DI ARTICOLI MA LE MIE DICHIARAZIONI ,NON HANNO QUASI MAI INCONTATO LA BENEVOLENZA DELLA COMUNICAZIONE. GRAZIE, SINDACO SOSPESO,CHI PENSA ANCHE LONTANAMENTE DI FARTI DEL MALE E' ACCOLTO A BRACCIA APERTE ANCHE DALLA STESSA COMUNICAZIONE .
MISSIONE COMPIUTA . OVVIAMENTE LA MIA ERA UNA PROVOCAZIONE PENSO SIA CHIARO A TUTTI , AMICI E NON !!!!

Ieri Carmine Sgambati, Consigliere Comunale con Delega alla polizia Municipale del Comune di Napoli, uomo fidato e leale del sindaco Luigi de Magistris, stanco del fiato alle trombe dato dai media, i giornali, agli attacchi al primo cittadino e il silenzio perpetrato al sostegno e alle dichiarazioni a favore, ha messo in atto una geniale provocazione : una finta comunicazione d'intento di dimissioni. Colpito e affondato! Come previsto non è parso vero prestare attenzione e pubblicare la cosa. Ma puntuale Sgambati ha comunicato la provocazione con cui ha preso "il gatto col topo in bocca", dimostrando tutta la mala fede strumentale d'un'opposizione venduta al più bieco interesse!
GRANDE SGAMBATI!
Ecco il report della vicenda:
"Meglio l’eutanasia politica, poiché essa nasce da un assurdo calcolo: “ Morire adesso, per rinascere più forte di prima”. Piuttosto che assistere ad una lunga agonia del sindaco sospeso, vittima ancora di ricatti per le poltrone e mortificazioni di tipo fascista “Mandiamolo a confino”. Caro sindaco sospeso, io ti ringrazio per la forza, il coraggio, l’energia e l’amore per la tua città, ma non posso più sopportare come uomo e come Consigliere Comunale questa inutile e infinita campagna diffamatoria nei tuoi confronti. Porrò fine a tutto questo, firmando per primo, se proposta, una mozione di sfiducia."
IO NON CI HO MAI PENSATO ...............QUINDI NON E' UN RIPENSAMENTO!!!!!!!!!


E' BASTATA UNA MIA DICHIARAZIONE , OVVIAMENTE FINALIZZATA NEL BENE O NEL MALE A DESTABILIZZARE LA FIGURA DEL SINDACO ,A DEVIARE TUTTA L'ATTENZIONE DEI GIORNALI SULLA MIA PERSONA ( ma Sgambati è impazzito o ha deciso di tradire il Sindaco?) IN MOLTI SI SONO POSTI QUESTA DOMANDA.
QUOTIDIANI NAZIONALI CENTINAIA DI ARTICOLI MA LE MIE DICHIARAZIONI ,NON HANNO QUASI MAI INCONTATO LA BENEVOLENZA DELLA COMUNICAZIONE. GRAZIE, SINDACO SOSPESO,CHI PENSA ANCHE LONTANAMENTE DI FARTI DEL MALE E' ACCOLTO A BRACCIA APERTE ANCHE DALLA STESSA COMUNICAZIONE .
MISSIONE COMPIUTA . OVVIAMENTE LA MIA ERA UNA PROVOCAZIONE PENSO SIA CHIARO A TUTTI , AMICI E NON !!!!

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