martedì 22 novembre 2011

Il Sud in ritardo di 200 anni - Uno studio di Confcommercio

Lavoratori disoccupati

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All'interno della questione italiana, come la definisce un dossier del Centro Studi
Confcommercio sulle dinamiche economiche dell'Italia, Sud e Mediterraneo, c'e' la questione meridionale. "Senza risolvere la questione meridionale - ha spiegato Mariano Bella, direttore Centro Studi Confcommercio presentando a Venezia lo studio - le probabilita' che l'Italia intera ritrovi la strada della crescita sono veramente ridotte".

Per sottolineare la dimensione dei divari Nord-Sud quanto per evidenziare l'esiguita' della crescita, applicando i tassi di sviluppo del Pil pro capite osservati negli ultimi anni nel Nord Ovest e nel Sud, a parita' di popolazione, il Mezzogiorno raggiungerebbe il Nord Ovest tra poco piu' di 200 anni.
L'analisi boccia il fallimento delle politiche di aiuto nel corso degli ultimi sessant'anni: dal 1951 al 2008, ricorda lo studio, le erogazioni sono state pari a poco meno di 280 miliardi di euro, ma questo ha portato all'incremento del divario del Sud rispetto al Nord-Centro di oltre quattro punti percentuali tra il 1951 e il 2000.

E, se si considera che il valore aggiunto della manifattura pesa per il 3,7% in Sicilia, per il 3% in Campania, per il 2% in Sardegna e per lo 0,6% in Calabria, si deve ammettere che la rivitalizzazione del Mezzogiorno difficilmente passera' per una politica di insediamenti industriali, gia' fallita, in sostanza, nel nostro passato.

"Non possiamo prescindere - ha detto il direttore dell'Ufficio Studi Confcommercio - dall'avere un ruolo nell'area del Mediterraneo del Sud. Ruolo fatto di industria, ma anche, e soprattutto, di servizi legati al turismo, in un'ottica di cooperazione: una frazione di questo sviluppo andra' certamente anche a beneficio del Mezzogiorno d'Italia e dell'Italia tutta".


Fonte: Rainews24

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All'interno della questione italiana, come la definisce un dossier del Centro Studi
Confcommercio sulle dinamiche economiche dell'Italia, Sud e Mediterraneo, c'e' la questione meridionale. "Senza risolvere la questione meridionale - ha spiegato Mariano Bella, direttore Centro Studi Confcommercio presentando a Venezia lo studio - le probabilita' che l'Italia intera ritrovi la strada della crescita sono veramente ridotte".

Per sottolineare la dimensione dei divari Nord-Sud quanto per evidenziare l'esiguita' della crescita, applicando i tassi di sviluppo del Pil pro capite osservati negli ultimi anni nel Nord Ovest e nel Sud, a parita' di popolazione, il Mezzogiorno raggiungerebbe il Nord Ovest tra poco piu' di 200 anni.
L'analisi boccia il fallimento delle politiche di aiuto nel corso degli ultimi sessant'anni: dal 1951 al 2008, ricorda lo studio, le erogazioni sono state pari a poco meno di 280 miliardi di euro, ma questo ha portato all'incremento del divario del Sud rispetto al Nord-Centro di oltre quattro punti percentuali tra il 1951 e il 2000.

E, se si considera che il valore aggiunto della manifattura pesa per il 3,7% in Sicilia, per il 3% in Campania, per il 2% in Sardegna e per lo 0,6% in Calabria, si deve ammettere che la rivitalizzazione del Mezzogiorno difficilmente passera' per una politica di insediamenti industriali, gia' fallita, in sostanza, nel nostro passato.

"Non possiamo prescindere - ha detto il direttore dell'Ufficio Studi Confcommercio - dall'avere un ruolo nell'area del Mediterraneo del Sud. Ruolo fatto di industria, ma anche, e soprattutto, di servizi legati al turismo, in un'ottica di cooperazione: una frazione di questo sviluppo andra' certamente anche a beneficio del Mezzogiorno d'Italia e dell'Italia tutta".


Fonte: Rainews24

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