mercoledì 16 febbraio 2011

C’era una volta Giovanni Passannante…

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Si racconta che nel bel tempo che fu, ovvero e pertanto, 101 anni orsono volava al cielo Giovanni Passannante che non era un misterioso viandante. Era lunedì 14 Febbraio 1910 e le rondini danzavano non molto serene nell’aere celeste di Montelupo Fiorentino.

Ovvero, per Coloro i Quali non conoscono la storia di Giovanni Passannante che in carcere si mangiava… e cuì ci metto la censura per rispettare questa persona, leggete la sua storia se non siete a conoscenza, perchè porta bene e toglie la sfiga di torno che ci arriva ogni giorno da Palazzo anche se non è mezzogiorno.

Ovvero, conoscere tutta la sua vicenda che, a cui, nonchè e peronde, cioè e perciocchè, per tanti anni venne sempre tenuto umido il cranio conservato al museo, insieme al suo cervello. Ovvero, rimasero esposti sino al 2007 presso il Museo Criminologico dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, dove si trovavano dal 1936, dopo essere stati conservati presso l’Istituo Superiore di Polizia associato al carcere giudiziario “Regina Coeli” di Roma.

La permanenza dei resti in esposizione presso il Museo ha causato proteste ed interrogazioni parlamentari. Il 23 febbraio 1999 l’allora ministro di Grazia e Giustizia, firmò il nulla osta alla traslazione dei resti del Passannante da Roma a Savoia di Lucania, che tuttavia avvenne solo otto anni dopo.
Inoltre e perquando, la sepoltura di Giovanni Passannante era prevista per il giorno 11 maggio 2007, in seguito ad una cerimonia funebre che si sarebbe dovuta tenere alle ore 11 circa del medesimo giorno nella chiesa madre di Savoia di Lucania. La sepoltura venne però effettuata senza rito funebre il giorno precedente a quello stabilito, alla sola presenza del sindaco Rosina Ricciardi, di un giornalista del quotidiano “La Nuova Del Sud” e di una sottosegretaria del presidente della regione Basilicata.

La decisione fu giustificata ufficialmente con problemi di ordine pubblico; molte perplessità in merito furono tuttavia espresse da esponenti del mondo culturale e politico lucano: da parte del comitato pro-Salvia, i cui esponenti hanno per giorni condotto uno sciopero della fame affinché i resti di Passannante venissero tolti dal cimitero comunale, portati in chiesa madre per il rito funebre e successivamente nuovamente sepolti e dall’attore Ulderico Pesce.

Grazie anche all’impegno di Pesce e alla sua raccolta di firme Passannante è stato sepolto il 10 maggio del 2007, dopo 71 anni di esposizione al Museo del Crimine di Roma. Il 2 giugno dello stesso anno si è tenuta una messa in suffragio del defunto, nella chiesa madre del paesino lucano.
Cuindi, riassumendo, concludendo, verificando ed ovvero, c’è, se è di piacere, a questo link una petizione che fa capo ad Udelrico Pesce che non è il mio panettiere sottocasa.

Prima di firmare, riflettete come sempre si deve riflettere nel senso di riflettere. Ovvero, per coadiuvare la riflessione vi lascio alla trailer del film ove si racconta di Giovanni Passannante che non era un viandante, e che dal 1936 al 2007 aveva l’innaffiatore personale che gli teneva umido il cranio conservato al museo perchè non si briciolasse. E poi al trailer del documentario che si può solo vederenel museo Salviano del comune di Savoia di Lucania.

E poi, nonchè e perciocchè, cuindi ed ovvero, forse non sarebbe una brutta idea assumerne tanti quanti sono i parlamentari di “innaffiatori” che ogni giorno innaffiassero Coloro i Quali sono seduti a Palazzo per vedere non solo di nascosto l’effetto che fa, ma per vedere se, e magara” ci scappa che spunti qualchecosa. Magara, che spunti l’idea di portare via il belino a gambe levate perchè sono venuti a conoscenza che a breve “pioveranno belini in ogni dove, paese, contrada e città”.

FratelMaghetto saluta, porge buone pesche e vi aspetta cuì sempre su Reset per la lettura delle consuete sue splendide belinate che sono ottimo “antisfiga da Palazzo” gratuito, che non hanno controindicazioni e che permettono di ridere in compagnia che è una grande magia!



Fonte:Resetitalia

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Si racconta che nel bel tempo che fu, ovvero e pertanto, 101 anni orsono volava al cielo Giovanni Passannante che non era un misterioso viandante. Era lunedì 14 Febbraio 1910 e le rondini danzavano non molto serene nell’aere celeste di Montelupo Fiorentino.

Ovvero, per Coloro i Quali non conoscono la storia di Giovanni Passannante che in carcere si mangiava… e cuì ci metto la censura per rispettare questa persona, leggete la sua storia se non siete a conoscenza, perchè porta bene e toglie la sfiga di torno che ci arriva ogni giorno da Palazzo anche se non è mezzogiorno.

Ovvero, conoscere tutta la sua vicenda che, a cui, nonchè e peronde, cioè e perciocchè, per tanti anni venne sempre tenuto umido il cranio conservato al museo, insieme al suo cervello. Ovvero, rimasero esposti sino al 2007 presso il Museo Criminologico dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, dove si trovavano dal 1936, dopo essere stati conservati presso l’Istituo Superiore di Polizia associato al carcere giudiziario “Regina Coeli” di Roma.

La permanenza dei resti in esposizione presso il Museo ha causato proteste ed interrogazioni parlamentari. Il 23 febbraio 1999 l’allora ministro di Grazia e Giustizia, firmò il nulla osta alla traslazione dei resti del Passannante da Roma a Savoia di Lucania, che tuttavia avvenne solo otto anni dopo.
Inoltre e perquando, la sepoltura di Giovanni Passannante era prevista per il giorno 11 maggio 2007, in seguito ad una cerimonia funebre che si sarebbe dovuta tenere alle ore 11 circa del medesimo giorno nella chiesa madre di Savoia di Lucania. La sepoltura venne però effettuata senza rito funebre il giorno precedente a quello stabilito, alla sola presenza del sindaco Rosina Ricciardi, di un giornalista del quotidiano “La Nuova Del Sud” e di una sottosegretaria del presidente della regione Basilicata.

La decisione fu giustificata ufficialmente con problemi di ordine pubblico; molte perplessità in merito furono tuttavia espresse da esponenti del mondo culturale e politico lucano: da parte del comitato pro-Salvia, i cui esponenti hanno per giorni condotto uno sciopero della fame affinché i resti di Passannante venissero tolti dal cimitero comunale, portati in chiesa madre per il rito funebre e successivamente nuovamente sepolti e dall’attore Ulderico Pesce.

Grazie anche all’impegno di Pesce e alla sua raccolta di firme Passannante è stato sepolto il 10 maggio del 2007, dopo 71 anni di esposizione al Museo del Crimine di Roma. Il 2 giugno dello stesso anno si è tenuta una messa in suffragio del defunto, nella chiesa madre del paesino lucano.
Cuindi, riassumendo, concludendo, verificando ed ovvero, c’è, se è di piacere, a questo link una petizione che fa capo ad Udelrico Pesce che non è il mio panettiere sottocasa.

Prima di firmare, riflettete come sempre si deve riflettere nel senso di riflettere. Ovvero, per coadiuvare la riflessione vi lascio alla trailer del film ove si racconta di Giovanni Passannante che non era un viandante, e che dal 1936 al 2007 aveva l’innaffiatore personale che gli teneva umido il cranio conservato al museo perchè non si briciolasse. E poi al trailer del documentario che si può solo vederenel museo Salviano del comune di Savoia di Lucania.

E poi, nonchè e perciocchè, cuindi ed ovvero, forse non sarebbe una brutta idea assumerne tanti quanti sono i parlamentari di “innaffiatori” che ogni giorno innaffiassero Coloro i Quali sono seduti a Palazzo per vedere non solo di nascosto l’effetto che fa, ma per vedere se, e magara” ci scappa che spunti qualchecosa. Magara, che spunti l’idea di portare via il belino a gambe levate perchè sono venuti a conoscenza che a breve “pioveranno belini in ogni dove, paese, contrada e città”.

FratelMaghetto saluta, porge buone pesche e vi aspetta cuì sempre su Reset per la lettura delle consuete sue splendide belinate che sono ottimo “antisfiga da Palazzo” gratuito, che non hanno controindicazioni e che permettono di ridere in compagnia che è una grande magia!



Fonte:Resetitalia

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